Rossana Nardacci, Autore presso Ristruttura Interni – Pagina 12 di 14
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pavimento in laminato

Ristrutturazione appartamento a Milano con il pavimento laminato

Vuoi rinnovare un ambiente della tua abitazione oppure occuparti della ristrutturazione del tuo appartamento a Milano partendo da un pavimento laminato? Ristruttura Interni ristrutturerà la tua casa a seconda dei tuoi gusti e delle tue esigenze.

Il pavimento laminato non è il classico parquet

Il pavimento rappresenta senza dubbio un aspetto determinante. Sostituendolo o rinnovandolo è spesso possibile trasformare, abbellire e rendere maggiormente moderno ogni tipologia di ambiente.

Se per eseguire questo intervento non intendete spendere una cifra eccessivamente elevata, una delle soluzioni più indicate a cui pensare è quella di scegliere un pavimento  laminato.  Un materiale di ottimo aspetto, resistente e veloce da applicare. Si tratta di un genere di pavimentazione decisamente economica e bella da vedere.

Il pavimento laminato non è un parquet ma è molto simile ad esso, sia esteticamente sia, in parte, come resa.  E’ un materiale economico, facile da posare, e molto utile nel caso di rinnovi di ambienti e ristrutturazione di appartamenti.

Pavimento in laminato: com’è composto e con quali materiali

Il laminato è composto da quattro strati. Uno strato inferiore che funge da sostegno e da controbilanciatura.

Uno strato “centrale” che rappresenta l’anima della doga, composto da fibre di legno e leganti resinosidetto HDF (high density fibreboard).

Sopra l’anima viene pressofusa una stampa ad altissima risoluzione, che riporta il “disegno” del legno (quindi venature ed altri particolari).

Infine, c’è lo strato di usura, lo strato che calpestiamo. Quest’ultimo è definito Overlay, ed è composto da ossido di alluminio, ossido di corindone e resine melamminiche.
E’ una pellicola trasparente ed impermeabile che ha il compito di garantire protezione dall’abrasione e dal calpestio.

Vantaggi e svantaggi del pavimento in laminato

Partendo dai vantaggi del pavimento laminato, è giusto sottolineare che si tratta di un materiale semplice da posare ed applicabile sia su cemento che su pavimentazioni già esistenti, purché risultino adeguatamente lisce e prive di umidità. E’ un materiale particolarmente resistente al camminamento all’azione dei raggi solari e all’acqua.

Il prezzo delle pavimentazioni in laminato dipende dal genere più o meno ricercato di lavorazione durante la produzione. Si parte mediamente da circa 5/6 € al mq sino ad arrivare a circa 20/30 € , ma in alcuni casi il laminato può anche costare di molto di più.

I vantaggi principali dei laminati:

  • Offrono un’ottima resistenza agli urti ed un’ elevata resistenza al calpestio.
  • La loro struttura multistrato permette una rapida dissipazione del calore.
  • Eliminano l’elettricità statica, quindi non favoriscono l’accumulo di polvere. Un’ottima notizia per tutti i soggetti allergici, che quotidianamente lottano per trovare un angolo “tranquillo” in cui soggiornare.

Per quanto riguarda la pulizia, per far brillare questo tipo di pavimento non occorre essere degli esperti di pulizie. Nel pavimento in laminato lo sporco penetra con molta difficoltà.
Considerata l’impennata di richiesta che ha avuto il pavimento in laminato, attualmente in commercio si trovano molte tonalità e disegni, che riproducono fedelmente i parquet più amati (rovere, tortora, pino, vintage).

Per quanto riguarda gli svantaggi,  c’è da dire che un pavimento laminato non può offrire la medesima eleganza e raffinatezza del vero legno. Inoltre non è un materiale indicato in bagno o comunque in prossimità di lavandini o vasche, poiché un eccessivo contatto con l’acqua potrebbe crearvi delle crepe o dei rigonfiamenti.

Tecniche edilizie di posa del pavimento in laminato

Si tratta infatti di una posa flottante, con il materiale che viene poggiato sul pavimento esistente, e le doghe che si incastrano tra loro con un sistema “a click”.

Le condizioni necessarie per avere una posa ottimale sono le seguenti:

  • un pavimento perfettamente regolare ed asciutto;
  • la stesura di un tappetino isolante, il quale  riduce il calpestio e serve ad insonorizzare prima di poggiare le doghe in laminato.  Alcuni pavimenti in laminato hanno già il tappettino incorporato.
  • utilizzo di distanziatori.

Il materiale ha una naturale dilatazione, quindi nel tempo aumenterà le sue dimensioni. Per questo motivo è necessario lasciare una certa distanza dalle pareti delle stanze, in modo da consentire questa dilatazione.

La posa del materiale non è affatto complicata, ma se non disponi di un’ adeguata pratica nel ‘fai da te’, si consiglia di contattare ditte esperte nelle pavimentazioni e ristrutturazioni appartamento a Milano come RistrutturaInterni.

 

ristrutturazioni milano

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controsoffitto in cartongesso con faretti a scomparsa

Come realizzare una controsoffittatura in cartongesso a Milano

Realizzare una controsoffittatura in cartongesso ti offre la possibilità di rendere gli spazi unici ed isolati acusticamente e di mascherare gli impianti di illuminazione.

Cos’è il cartongesso e perché è così utile?

Il cartongesso è un materiale molto utilizzato nell’edilizia moderna per la realizzazione di controsoffitti, pareti tradizionali o curve. Viene utilizzato anche per librerie e rivestimenti per camini.

Si tratta di una soluzione funzionale e versatile che risponde a diverse esigenze, consentendo l’impianto di sistemi di illuminazione, audio, di riscaldamento o raffreddamento sia in casa che in altri luoghi come alberghi, negozi , uffici.

Il termine cartongesso indica gli elementi che lo compongono: cartone e gesso.

Tipologie di controsoffittature in cartongesso

Esistono diverse tipologie di controsoffittature in cartongesso. Da quella standard, realizzata con singoli pannelli in gesso a quella termicamente isolante in cui l’isolante viene generalmente introdotto all’interno dell’intercapedine. Qualora tutto ciò non fosse possibile, vi è la possibilità di utilizzare lastre in gesso con apposito trattamento che le rende sia isolanti sia resistenti al vapore.

Un’altra categoria molto diffusa è quella acusticamente isolante in cui l’intensità dell’isolamento acustico può variare a seconda delle proprie esigenze. Nell’intercapedine, vengono intervallati strati rigidi a strati morbidi in modo da realizzare un sistema che funga da ammortizzatore acustico.

In ambienti come il bagno, a ridosso soprattutto di vasche da bagno e docce, le pareti ed i soffitti sono esposti all’acqua. Per questo motivo, è consigliabile un rivestimento con lastre cementizie e quindi un controsoffitto esposto all’acqua.

Da non dimenticare inoltre il controsoffitto rei. In locali industriali e commerciali, vi è la necessità che i controsoffitti debbano garantire una certa resistenza al fuoco per un determinato tempo. In questo caso, si consiglia l’uso di  lastre apposite.

Come viene realizzato un controsoffitto in cartongesso?

Un soffitto in cartongesso viene realizzato seguendo diverse fasi:

  1. Realizzazione della planimetria dell’ambiente e studio della ripartizione dei pannelli. Per poter procedere correttamente all’acquisto del materiale occorrente per la controsoffittatura in cartongesso è indispensabile disegnare la planimetria.
  2. Tracciare le altezze sulle pareti della stanza per avere i punti esatti dove collocare i montanti. Per proiettare il raggio nei punti esatti delle pareti in cui ancorare i montanti, si consiglia l’utilizzo della livella laser.
  3. Creazione dell’orditura metallica, atta a sorreggere il cartongesso. Si tratta della struttura che regge i pannelli.  Essa può essere realizzata in diversi modi, anche con un’orditura autoportante, qualora si voglia creare un soffitto a membrana, ancorato solo alle pareti perimetrali. I profili guida dell’orditura metallica vengono fissati tramite viti ad una distanza sempre maggiore di 50 cm se le pareti sono in cartongesso. Se invece si tratta di pareti in muratura, vengono utilizzati tasselli. Viene tracciata così la posizione dei pendini sul solaio. La distanza tra di essi viene calcolata in base al peso del controsoffitto da posizionare. Al fine di avere un corretto posizionamento dei ganci è necessario che la distanza dal primo punto di sospensione dalla parete sia pari a circa 1/3 dell’interasse tra le sospensioni. Sui pendini posizionati vengono inseriti i ganci con molla, per essere regolati dopo il posizionamento del profilo montante. Sui pendini a molla si posa la struttura primaria, la quale,  a sua volta, è in appoggio alla guida perimetrale. Sulle pareti perimetrali si tracciano le posizioni dei profili per la posa della struttura secondaria, la quale si posa con la stessa metodologia della precedente. La struttura secondaria viene inserita all’interno dei profili guida. L’orditura secondaria viene vincolata alla primaria attraverso i ganci di unione ortogonali.
  4. Tamponamento con pannelli di cartongesso. Il tamponamento viene realizzato avvitando, mediante apposite viti fosfate,pannelli aventi differenti caratteristiche. Lastre idrofile o semplicemente  idro, resistenti al’umidità e quindi idonee all’utilizzo in ambienti particolarmente umidi, lastre resistenti al fuoco, lastre accoppiate termicamente ed acusticamente isolanti.
  5. Taglio dei pannelli. Per tagliare una lastra di cartongesso è necessario poggiarla a terra e tracciare la linea da incidere con il cutter. Dare un colpo deciso e tagliare il cartone del lato opposto sempre utilizzando il cutter.
  6. Realizzazione dell’intercapedine di una parete in cartongesso, nella quale possono essere inserite diverse tipologie di isolanti termici o acustici. Dalle lane minerali, ai pannelli in polistirene, dal sughero, alle lane naturali. La scelta del tipo di isolante dipende dalle proprie esigenze e dalle prestazioni delle pareti. L’intercapedine di una parete in cartongesso può essere anche utilizzata per l’alloggiamento di impianti elettrici ed idrici.
  7. Stuccatura del soffitto in cartongesso che avviene mediante applicazione di nastro di rete in fibra di vetro trattato con appretto antialcalino su giunti ed angoli. Viene eseguita una  rasatura a gesso in più riprese. Se la controsoffittatura è appoggiata su pareti in muratura o in legno, è opportuno applicare su tutto il perimetro un nastro separatore, utile ad evitare la spaccatura degli angoli dopo la stuccatura.
  8. Fissativo e tinteggiatura. Prima di procedere alla tinteggiatura si consiglia di stendere sulle lastre di cartongesso il fissativo.

Se desideri puoi anche inserire, all’interno dei controsoffitti in cartongesso, dei faretti a scomparsa. Puoi trovarli su Amazon!

 

sanitari bagno

Come scegliere i sanitari più adatti al tuo bagno?

I sanitari, in ceramica, come da tradizione, sono versatili ed innovativi, grazie allo sviluppo delle tecnologie. Progettati per rispondere alle esigenze di chi ristruttura, offrono flessibilità d’installazione.

I sanitari si installano dopo la posa dei rivestimenti ma vanno scelti prima che inizino i lavori. Oltre all’estetica ed alle dimensioni, occorre valutare il collegamento all’impianto.

Se hai intenzione di spostarli, occorre considerare che la posizione della colonna di scarico del vaso (braga) è vincolante. Occorre inoltre garantire al collegamento la pendenza dell’1%. E quanto più ci si allontana dalla braga, tanto più in alto deve essere il vaso. E’ possibile anche rialzare il pavimento con un gradino.

A seconda di come è progettato l’impianto, lo scarico può essere posizionato a terra o a parte. I nuovi sanitari a terra e filo parete sono universali, cioè installabili in entrambe le situazioni.

Tipologie di sanitari per il tuo bagno

Esistono varie tipologie di sanitari. Di seguito un elenco delle varie tipologie.

Sanitari a pavimento

Si installano a filo muro. Privi di brida (rimless), prevedono un sistema di risciacquo con antibatterico. Sono detti Rimless o anche Rimfree i vasi senza brida, cioè il bordo da cui fuoriesce l’acqua dello scarico.

Grazie a questa tecnologia, non solo l’estetica ci guadagna, ma anche l’igiene, perché i sistemi di risciacquo sono più efficienti ed assicurano la pulizia dell’intera superficie del vaso. Si tratta spesso di tecnologie brevettate.

E’ il tipo di sanitari più comunemente usato. I sanitari in questione hanno lo scarico a pavimento e la cassetta dell’acqua posta più in alto o murata nel muro. Il vaso può avere, spesso, la cassetta “a zaino” posta esternamente al muro e subito sopra il vaso.

Sono facili da montare e richiedono semplicemente di essere fissati al pavimento con appositi tasselli.

Il fatto stesso di essere appoggiati al pavimento fa si che il loro peso, insieme al peso dell’utilizzatore, si distribuisca senza problemi.

Nel caso del vaso con cassetta “a zaino” c’è anche il vantaggio di avere la possibilità di accedere alla cassetta stessa con molta facilità in caso di guasto.

Sanitari a filo muro

Si tratta di una tipologia di sanitari a metà strada tra quelli tradizionali a pavimento e quelli sospesi, poiché, pur avendo lo scarico a pavimento non presentano però alcuno spazio dietro al sanitario stesso e per questo vengono definiti ” a filo muro”.

Si tratta di sanitari aderenti al muro e quindi le operazioni di pulizia sono molto agevolate e  garantiscono una maggiore igiene.

Durante le operazioni di pulizia non si rischia di andare a toccare tubi, flessibili, raccordi, rischiando di danneggiarli poiché tutto rimane “coperto” dal sanitario stesso.

Questo tipo di sanitari possono avere la braga (scarico) sia a muro che a pavimento mediante appositi raccordi.

Sanitari sospesi

Si tratta di sanitari apparsi recentemente sul mercato. Fin da subito hanno trovato accoglimento per il loro effetto sospeso che li fa apparire “leggeri”, rompendo la tradizionale monotonia dei sanitari del bagno. Non essendo appoggiati a terra non trasmettono le vibrazioni sonore alla struttura dell’edificio.

Presentano una maggiore silenziosità delle tubazioni di scarico che vengono collocate nell’intercapedine della parete, una maggiore igienicità poiché è facile pulire anche il pavimento al di sotto di essi.

Non toccando il pavimento non sono neppure necessarie giunture in silicone che sarebbero comunque abbastanza soggette a degradarsi col tempo.              

Igiene assicurata

Per molti regolamenti edilizi e d’igiene locali, la presenza del bidet non è obbligatoria nel secondo bagno di casa, purché quello principale sia completo.

Alcuni, per esempio quello di Milano, stabiliscono che vaso e bidet possono essere integrati in un unico apparecchio, anche se esiste un unico bagno. Questi prodotti, oltre ad essere indubbiamente salva spazio, sono anche molto pratici e tecnologici.

Sei di Milano? Vuoi ristrutturare il tuo bagno? Contattaci!

tecniche di tinteggiatura

Tecniche di tinteggiatura a confronto per decorare la tua casa

Sia i colori che le tecniche di tinteggiatura sono fondamentali per valorizzare gli spazi del tuo appartamento. Entrambi contribuiscono ad illuminare e rendere più accoglienti gli ambienti, personalizzano lo stile di ogni stanza ed armonizzano l’estetica architettonica con l’arredo.

Come scegliere le giuste tecniche di tinteggiatura?

Si tratta di una scelta importante da valutare con attenzione, tenendo conto dei gusti personali e delle aspettative sul risultato finale. Ma anche del budget a disposizione visto che alcune tecniche di tinteggiatura particolari, che creano effetti ricercati ed assicurano un gradevole impatto estetico, risultano più costose di una semplice pittura a tempera poiché richiedono l’impiego di tecniche sofisticate, materiali di alta qualità e manodopera specializzata.

Pittura con il rullo o con il pennello

La pittura con il rullo o con il pennello è la tecnica più semplice e veloce. Consiste nel tinteggiare le pareti con un colore a tempera o un’idropittura utilizzando una pennellessa o un rullo. È una tecnica così semplice che è adatta anche al fai da te ed è una delle più economiche. Un’alternativa a questa tecnica è la verniciatura a spruzzo. Essa prevede l’impiego di una pistola a spruzzo che velocizza i tempi di esecuzione e garantisce un risultato più omogeneo ed uniforme. Anche in questo caso può essere eseguita senza l’aiuto di un professionista, ma richiede maggiore manualità, precisione ed accortezza rispetto al rullo o al pennello.

Spatolato: un tecnica di pittura di impatto

Lo spatolato è una tecnica che consiste nell’applicare la pittura utilizzando una spatola. Questa tecnica crea un effetto molto scenografico e di grande impatto estetico. La parete risulta perfettamente liscia e lucida. L’effetto può essere esaltato dall’eventuale finitura in cera, la quale conferisce alla superficie un aspetto marmoreo. Dona all’ambiente un innegabile tocco di eleganza ed uno stile decisamente classico. Quindi non è adatto ad ambienti moderni.

Una tecnica di pittura antica e raffinata: lo stucco veneziano

Lo stucco veneziano è tra le tecniche di tinteggiatura più antiche e raffinate che richiede una manodopera specializzata. Per un risultato impeccabile deve essere eseguita da veri e propri maestri con esperienza pluriennale. Viene chiamato anche stucco antico e prevede l’applicazione di diversi strati di stucco, fino a un massimo di 6. Ma l’effetto finale è decisamente scenografico, adatto ad ambienti molto ampi, come saloni, ai quali si vuole conferire un tocco rinascimentale.

Essendo una tecnica altamente specializzata, è anche piuttosto costosa, ma è possibile realizzarne una versione economica che prevede l’applicazione di un solo strato di stucco con un pennello, anziché una spatola. Sta diventando di tendenza utilizzare lo stucco antico per tinteggiare le pareti di ambienti ultramoderni arredati in stile minimalista ed essenziale. Questa tecnica viene utilizzata per ottenere un sorprendente effetto a contrasto antico-moderno e per focalizzare l’attenzione sulle pareti conferendogli un ruolo da protagonista e trasformandole in veri e propri elementi d’arredo.

Il velato: due strati di colore

Il velato è una tecnica che prevede l’applicazione di due strati di colore, il secondo dei quali crea un effetto simile ad un velo perché è leggerissimo, quasi trasparente, e non copre lo strato sottostante. Anche questa tecnica, per quanto non particolarmente complessa, richiede una certa esperienza e creatività, perché in base alla bravura e dalla manualità di chi esegue la tinteggiatura, agli attrezzi utilizzati e la percentuale di diluizione del colore, si possono ottenere effetti e sfumature davvero uniche e originali.

Lo spugnato: il colore applicato con una spugna

Lo spugnato si realizza utilizzando una spugna per applicare o togliere il colore. Prima si applica con un pennello il colore di base su tutta la superficie da tinteggiare. Successivamente si applica una seconda tonalità di colore macchiettando con una spugna. In alternativa, si può applicare prima il colore di base, e quando questo è asciutto si applica il secondo colore che viene immediatamente asportato con una spugna. Il vantaggio di questa tecnica è che crea interessanti giochi di alternanza tra la luce e l’ombra. Una tecnica simile è quella a straccio, nella quale, invece della spugna, viene utilizzato uno straccio per applicare o togliere il secondo strato di colore.

Il graffiato: una tecnica di pittura moderna

Il graffiato è una tecnica molto moderna ed efficace per ottenere un risultato finale in stile vintage. Consiste nel graffiare o rigare il colore con una spatola dentata, creando righe e disegni sia in senso verticale che orizzontale. L’effetto finale dipende molto dalla bravura e dalla creatività di chi esegue la tinteggiatura.

Vorresti tinteggiare la tua casa ma non sai come fare? Contattaci!

vasca da bagno bianca

Come scegliere una giusta vasca da bagno per la tua casa

Freestanding, a parete o da incasso, la vasca da bagno strizza l’occhio al design con forme studiate e dettagli insoliti. I materiali techno, invece, garantiscono comfort e massima praticità.

 Tre tipologie di vasca da bagno da installare

Queste tipologie si adattano a seconda dello spazio disponibile e dello stile del bagno. Ma quali sono?

  1. Da posizionare a centro stanza o in una zona ariosa del bagno, queste vasche da bagno sono solitamente extra size ed evocano gli antichi riti del benessere. Talvolta di linea rètro con i piedini, sono realizzate anche in forme geometriche e lineari e personalizzabili, installate raso pavimento. Con il ritorno delle vasche da bagno freestanding, è salito alla ribalta il trend delle vasche con i piedini. In diversi stili, sono perfette per lasciarsi andare ai riti del benessere. Quella in stile vittoriano è un classico intramontabile. In ghisa smaltata mono o bicolore per un effetto scenografico. I piedini sono in metallo lavorato, cromato o verniciato tono su tono o in una sfumatura che crea contrasto. La rubinetteria di questa tipologia di vasca da bagno è a colonna, in tema con lo stile della vasca, quindi rètro.
  2. Ad incasso. Prodotte in tante misure standard e con forme differenti (rettangolari, ad angolo, tonde, semitonde, esagonali) si installano nella muratura e si possono rivestire come la parete o con finiture e piastrelle a contrasto.
  3. Con e senza pannelli. Se ad idromassaggio, i pannelli sono d’obbligo perché contengono i meccanismi. Ma le cornici possono avere funzione pratica, ad esempio attrezzate con mensole per saponi ed asciugamani, oppure esclusivamente estetica. Se in acrilico possono essere lasciate con la finitura originale. I pannelli che incorniciano la vasca generalmente hanno funzione estetica, ma possono essere preziosi se il bagno non è molto grande. Diventano infatti un atout offrendo mensole e vani per asciugamani ed accessori.

Quali sono i rubinetti più adatti per queste tipologie di vasche da bagno?

Fatto estetico a parte, ogni vasca ha i suoi rubinetti, per problemi di impianti.

Se la vasca da bagno è a centro stanza, bisogna prevedere una soletta sotto il pavimento che contenta i rubinetti. Se l’installazione è successiva ad una ristrutturazione bagno, si può costruire un gradino su cui appoggiare la vasca , in cui nascondere tubi&Co. Anche la rubinetteria in questo caso sarà freestanding.

Se la vasca da bagno è ad incasso, vicino alla parete, non c’è alcun problema. Le tubature corrono nel muro. In questo caso non c’è che l’imbarazzo della scelta, perché si possono scegliere rubinetti, doccette, miscelata tori, bocchette d’acqua tra infinite soluzioni di design, colore e materiali.

Nel caso in cui la vasca sia già predisposta per la rubinetteria, i fori hanno calibro universale e la scelta rimane libera. In caso contrario, se il diametro del foro è specifico di quella vasca, sarà il produttore stesso del sanitario a fornire la rubinetteria realizzata per ogni modello.

Vasche da bagno: forme e materiali

Anche nella stanza dell’acqua il design ha proposto soluzioni classiche rivisitate o all’avanguardia, nelle forme, ma soprattutto nell’uso dei materiali hi-tech.

Quadrate, rettangolari, ovali, ad angolo, esagonali, persino su misura. A te la scelta in base a spazio e gusti.

Gli infiniti materiali acrilici utilizzati dalle aziende sono legati da caratteristiche comuni: alta resistenza, facilità nella pulizia, grande isolamento termico per mantenere costante la temperatura dell’acqua.

Sei di Mialno? Vuoi ristrutturare il tuo bagno? Possiamo installare la vasca da bagno che tu desideri. Contattaci per un preventivo!

 

cappotto termico

Come proteggere la tua casa con il cappotto termico

Il cappotto termico è il sistema più corretto ed efficace per coibentare un edificio, in costruzione o già esistente, e migliorarne la classe energetica.

Le conseguente positive più significative si riscontrano nel maggior comfort indoor, a lungo termine, per la climatizzazione della casa (riscaldamento e raffrescamento).

Cos’è un cappotto termico?

Il cappotto termico è una soluzione tecnica di efficienza energetica applicata alle pareti esterne dell’edificio per frenare, in tutte le stagioni, il flusso termico (dall’ambiente a temperatura più alta a quello a temperatura più bassa).

L’installazione a regola d’arte del sistema cappotto consente di risolvere gran parte dei ponti termici, che sono i punti critici in cui si registra la dispersione termica.

Il mercato offre diverse soluzioni, spaziando tra sistemi basati sull’uso di materiali di sintesi, come l’EPS o naturali (cellulosa, canapa, sughero).

L’efficacia del cappotto termico non è da attribuire al solo isolante scelto. Essendo una tecnologia composta da diversi elementi e procedure applicative, funziona come un sistema che va progettato e realizzato con le specifiche regole, che per ogni materiale possono essere diverse, per non rischiare problematiche, quali le infiltrazioni d’acqua.

La tecnica di isolamento a cappotto consiste nell’applicazione all’edificio, dall’esterno, di un sistema stratificato, definito ETICS (External Thermal Insulation Composite System, Sistema Composito di Isolamento Termico Esterno).

I vantaggi del cappotto termico

Isolare dal caldo e dal freddo, ma non solo. Applicare un cappotto termico per esterni ha molti risvolti positivi.

Risparmio energetico ed economico

Postato a regola d’arte e certificato, un cappotto termico consente di ridurre le bollette del 45% (fonte: Cortexa, Consorzio per la cultura del sistema a cappotto). Grazie all’isolamento dell’edificio si abbatte la dispersione termica e quindi il consumo di energia necessaria per il riscaldamento ed il raffrescamento. L’investimento iniziale è ammortizzabile in 3-5 anni.

Comfort abitativo

Mantenere costante la temperatura all’interno della casa rende gli ambienti più vivibili. Per raggiungere tale obiettivo, nel rispetto delle leggi naturali della termodinamica, bisogna fare in modo che la temperatura dell’aria interna al volume sia quanto più possibile simile a quella delle superfici interne delle abitazione (quindi delle pareti). Isolare correttamente i muri è dunque il primo passo.

Rispetto dell’ambiente

Poiché riducendo le perdite termiche si contiene il fabbisogno energetico della casa e si abbattono i consumi di combustibile, ecco che l’applicazione di un sistema di isolamento a cappotto permette di ridurre l’impatto del settore residenziale sull’ambiente. Quando la coibentazione è posata a regola d’arte, si risparmiano almeno 630 kg di CO2 per abitazione, ogni anno (fonte Cortexa).

Aumento del valore dell’immobile

Proporre al mercato una casa giù equipaggiata con un cappotto termico permette di elevarne la classe e quindi anche il valore. Meno consumi equivale a maggior pregio.

Risparmio sulla metratura

Scegliere un cappotto anziché un sistema di isolamento dall’interno significa non dover “sacrificare” superficie, sfruttando quindi al massimo i mq disponibili nella casa.

Vuoi migliorare l’efficienza energetica della tua abitazione? Contattaci!

impianto elettrico

Impianto elettrico: dal sistema tradizionale alla domotica

Un impianto elettrico tradizionale si fonda sulla presenza di reti di distribuzione e fa uso di meccanismi rigidi e precisi per la consegna e l’utilizzo della corrente.

Al giorno d’oggi, le nuove tecnologie stanno compiendo passi da gigante nel settore dell’energia. i nuovi impianti elettrici offrono la possibilità di sfruttare energie alternative (eolica, fotovoltaica,) per assicurare un risparmio energetico ed allo stesso tempo, migliorare l’impatto ambientale.

Impianti elettrici di nuova generazione progettati dalla domotica

Diverse ricerche stanno mettendo a punto delle reti di distribuzione cosiddette ‘intelligenti’ che, grazie all’utilizzo di smart grid, sono in grado di indirizzare altrove eventuali surplus di energia prodotti a livello locale.
I software gestiscono questi sistemi di automatizzazione consentendo di integrare fra loro fonti di energia rinnovabili, generalmente più variabili ed intermittenti, con l’elettricità proveniente dai generatori, in modo da assicurare un maggior risparmio energetico.

Dal punto di vista della sicurezza, questi nuovi impianti includono anche il sistema di allarme, la chiusura di tutte le porte, finestre, serrature, i rilevatori di fumo, le telecamere di sorveglianza ed eventuali altri sensori collegati.

Oggi è possibile automatizzare l’intero impianto elettrico di un’abitazione ed esso è alla portata di tutti. La domotica è ad un passo da quello che viene definito “internet delle cose”. Nell’internet of things tutto ha un indirizzo IP assegnato e qualsiasi strumento può essere monitorato a distanza.

I primi e più evidenti beneficiari di questo approccio sono i dispositivi “intelligenti” e gli apparecchi collegati ad una rete locale tramite Ethernet o Wi-Fi. Tuttavia, i sistemi elettrici sono integrabili in reti di automazione all’interno della casa.

Che cos’è un sistema elettrico?

L’elettricità è parte essenziale della vita contemporanea. Luci energizzanti, elettrodomestici, riscaldamento, aria condizionata, TV, telefoni, computer e molti altri comfort moderni funzionano grazie all’energia elettrica. Per sistema elettrico si intende l’insieme degli strumenti e degli apparecchi atti a produrre, trasformare, trasmettere e distribuire l’energia elettrica.

Che cos’è un impianto elettrico?

Un impianto elettrico è la modalità attraverso la quale vengono alimentate specifiche funzioni che necessitano di energia all’interno del sistema.
Per quanto riguarda l’illuminazione, l’impianto elettrico tradizionale si compone di cavi elettrici da 1,5 mmq. I cavi collegati alla scatola di derivazione, da cui partono i cavi di alimentazione di un punto luce.

Quali sono le funzioni principali di un impianto elettrico?

La funzione principalmente svolta da un impianto elettrico è quella di andare ad intercettare i bisogni e gli obiettivi dell’utente in relazione alle proprie esigenze e necessità, coordinando i vari componenti, come l’illuminazione, il riscaldamento, in maniera conforme all’utilizzo e secondo criteri di protezione e sicurezza.
Un buon impianto elettrico si caratterizza per un elevato livello di sicurezza, di qualità e di flessibilità, per consentire una facile manutenzione nel tempo.
La caratteristica prevalente di un impianto elettrico ben funzionante è legata al concetto di razionalità del sistema. In tutte le sue sequenze di lavoro, deve garantire logica e coerenza complessiva e non può essere affidato al caso.

L’elettricità arriva nelle case e nelle aziende tramite linee di alimentazione che provengono da società di servizi pubblici. La corrente attraversa un condotto di cavi sotterranei ed impianti di trasformazione su pali o cabine elettriche.
La rete di trasmissione opera abbassando la tensione a mano a mano che ci si avvicina all’utente finale. L’energia viene consegnata attraverso cavi isolati fino al contatore privato, per l’alimentazione dei vari carichi.

Nelle prese che sono posizionate nei diversi punti di un’abitazione, non passa la corrente vera e propria ma si genera una tensione corrispondente a 220v che si attiva quando viene collegata una spina.

Il contatore di energia elettrica è il pannello principale di distribuzione per i circuiti elettrici. Questi corrono lungo la casa per consentire alle luci e agli apparecchi presenti di funzionare.

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