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Arredamento

Ascensore in casa: sì o no?

L’ascensore in casa rappresenta un’ottima soluzione per le persone che vivono in abitazioni di grandi dimensioni a più piani e, magari, hanno una ridotta mobilità.

Persone diversamente abili, certo, ma anche anziani che non hanno più lo sprint della gioventù per affrontare una rampa di scale più volte al giorno.

In alternativa al classico montacarichi, se lo spazio a disposizione lo permette è possibile installare un ascensore, pratico, comodo e anche gradevole dal punto di vista estetico.

E proprio la capacità di integrarsi con eleganza in qualsiasi contesto architettonico ha indotto molte persone a optare per l’installazione di un ascensore in casa anche, semplicemente, per una questione di gusto, offrendo così maggiore pregio alla propria abitazione.

Indipendentemente dalla ragione per cui si sceglie di mettere un ascensore in casa, è fondamentale ponderare con attenzione la propria decisione, valutandone i pro e i contro e considerando le diverse tipologie di ascensori disponibili in commercio.

Ascensore in casa: sì o no? I vantaggi

Uno dei principali vantaggi che offre un ascensore interno è la comodità: tralasciando per un momento l’utilizzo per necessità fisiche (per esempio, appunto, se si ha una ridotta mobilità), l’ascensore in casa può essere utile anche in molte altre circostanze: se si deve spostare del mobilio, se bisogna portare la spesa al piano superiore, se il cane si è fratturato una zampa e non può fare le scale… le situazioni per cui un ascensore interno può risultare di estrema praticità possono davvero essere le più varie.

Come si accennava, poi, l’ascensore è uno strumento ideale per chi non può salire le scale o riesce a farlo solo con difficoltà, quindi è un eccellente espediente per eliminare le barriere architettoniche in casa.

Una delle domande più frequenti che si pone chi valuta di installare un ascensore in casa è: non sarà troppo ingombrante?

In realtà, non è affatto detto; anzi, spesso si riesce a ottimizzare gli spazi anche includendo un ascensore all’interno dell’architettura dell’abitazione.

Se si ristruttura casa oppure se si progetta una nuova, con l’aiuto di un professionista specializzato è possibile integrare senza problemi l’ascensore nello spazio a disposizione.

Qualora l’ambiente destinato all’ascensore sia di dimensioni piuttosto ridotte è possibile valutare un’opzione come l’ascensore MRL (acronimo di machine room less) che, essendo sprovvisto di sala macchina, permette di recuperare preziosi metri quadri da un lato e ridurre il costo della manutenzione dall’altro.

Attenzione però: se si sceglie questa tipologia di ascensore bisogna installare un quadro di controllo e considerare di avere ganci di portata adeguati.

E se proprio non c’è spazio dentro casa per un ascensore interno ma ve n’è assoluta necessità?

Allora in questo caso si può valutare l’opzione dell’ascensore esterno, molto più semplice e pratica: da una parte, infatti, si tratta di una scelta molto più “rapida”, nel senso che – diversamente da quanto accade per l’installazione di un ascensore in casa – non occorre effettuare numerosi sopralluoghi.

Inoltre, specie se si abita in un contesto panoramico, l’ascensore esterno può rappresentare un valore aggiunto per l’abitazione, perché consente anche di godersi la vista esterna mentre si sale.

Un altro vantaggio legato all’installazione di un ascensore in casa riguarda le agevolazioni fiscali, che permettono di recuperare nella dichiarazione dei redditi una parte del budget investito per l’intervento.

Ascensore in casa: sì o no? Gli svantaggi

Nel momento in cui si sceglie di installare un ascensore in casa è fondamentale prendere in esame le diverse tipologie di prodotti disponibili, relazionandoli con le proprie esigenze.

È infatti importante sottolineare che esistono numerosi modelli di ascensori interni e relative fasce di costo:

  • L’ascensore a fune è un tipo di ascensore interno molto confortevole, ma anche parecchio costoso; inoltre, occupa molto spazio, quindi occorre avere a disposizione un ambiente di grandi dimensioni in cui installarlo;
  • L’ascensore oleodinamico è un modello più economico e funziona tramite un motore a olio. Per quanto consenta di risparmiare rispetto, per esempio, a un ascensore a fune, occorre però considerare che l’investimento di base rimane comunque elevato e che a questo si aggiungeranno anche le spese di manutenzione.

I costi rappresentano dunque uno dei principali svantaggi di avere un ascensore in casa.

Oltre al costo del prodotto in sé, infatti, è necessario includere nel budget anche quelli relativi ai sopralluoghi iniziali, alla progettazione e alla manutenzione che, per garantire la massima sicurezza dell’ascensore, deve essere periodica.

L’altro grande svantaggio di installare un ascensore in casa è lo spazio: naturalmente, il problema non si pone se si ha una casa molto grande oppure se si progetta una casa nuova e, in questo caso, si valuta già in partenza un ambiente da dedicare all’ascensore; quando invece gli spazi sono ridotti, la presenza di un ascensore interno non solo potrebbe incidere sull’armonia estetica degli ambienti, ma anche ridurre il comfort domestico.

In questo caso, come abbiamo accennato, la migliore alternativa potrebbe essere quella di installare un ascensore esterno, ma occorre tenere in considerazione la questione sicurezza: un ascensore esterno, se non adeguatamente protetto, potrebbe risultare più vulnerabile a eventuali aggressioni esterne e, a propria volta, potrebbe essere utilizzato dai malintenzionati come un mezzo per penetrare all’interno dell’abitazione.

Ascensore in casa: sì o no? Una scelta di design

Come si diceva, la scelta di installare un ascensore in casa può essere dettata anche da una questione squisitamente di gusti.

L’ascensore interno costituisce infatti un elegante elemento di design, che dona valore aggiunto all’arredamento domestico e conferisce pregio e raffinatezza a qualsiasi abitazione, indipendentemente dallo stile che la caratterizza.

Cos’è l’ecodesign

Negli ultimi anni, complici gli effetti – ormai sotto gli occhi di tutti – che i cambiamenti climatici hanno prodotto, la lotta contro il surriscaldamento globale è diventata un argomento di pubblico interesse.

In questo contesto, è anche aumentata l’attenzione verso comportamenti più sostenibili, anche da parte delle aziende.

Una situazione che ha comportato un profondo mutamento all’interno del mercato: molte realtà, infatti, hanno decisamente virato verso una produzione più green e responsabile. Anche il mondo del design è stato interessato da questi cambiamenti ed è proprio per offrire una risposta concreta al problema dell’impatto ambientale delle attività umane che è nata una nuova, interessante branca della disciplina: l’ecodesign.

Ma che cos’è l’ecodesign?

In questa breve guida, cercheremo di dare una definizione chiara e completa di questo termine, corredandola con esempi concreti ed elencando i numerosi vantaggi che presenta.

Che cos’è l’ecodesign: definire una nuova filosofia di produrre

L’espressione “ecodesign” suona molto contemporanea, ma in realtà per ricercare le origini di questa declinazione del design in chiave ecologica bisogna tornare indietro di quasi un secolo. Erano infatti gli anni ’20 del ‘900 quando l’architetto e designer Richard Buckminster Fuller operò, attraverso i suoi progetti, una piccola grande rivoluzione, disegnando edifici, automobili e altri oggetti secondo il criterio della gestione attenta delle risorse.

La sua creazione più celebre, la cupola geodetica, rimane ancora oggi uno degli esempi più eccellenti di costruzione efficiente e a basso impatto ambientale.

Partendo da questi presupposti, oggi ha potuto strutturarsi l’ecodesign, inteso come quella branca del design che prevede la progettazione di oggetti, componenti di illuminazione e persino capi di abbigliamento sostenibili.

Che cos’è l’ecodesign: i vantaggi che offre un design più green

Ora che abbiamo chiarito che cos’è l’ecodesign, è opportuno prendere in esame i vantaggi che offre.

Nel momento in cui un’azienda decide di trasformare la propria produzione in chiave ecosostenibile, si attuano due importanti cambiamenti:

  • I prodotti di ecodesign sono frutto di una rinnovata attenzione dell’industria nei confronti delle tematiche ambientali;
  • Nonostante siano “eco”, gli oggetti di ecodesign rispondono perfettamente alla funzione per cui sono stati creati.

A ciò, aggiungiamo un terzo punto e cioè che, mediamente, l’ecodesign non presuppone prezzi eccessivamente alti (anche se questo aspetto varia in base al prestigio del brand produttore).

Le aziende che scelgono di implementare la produzione di oggetti di ecodesign, inoltre, hanno maggiori possibilità di migliorare la propria competitività, differenziandosi dalla concorrenza attraverso la proposta al pubblico di un’immagine “green” che può avere un ottimo impatto sociale.

In sintesi, i benefici dell’ecodesign possono essere così riassunti:

  • Ambientali: l’ecodesign presuppone un basso impatto sull’ambiente attraverso un utilizzo responsabile delle risorse;
  • Economici: la cultura del riciclo, fortemente promossa dall’ecodesign, così come la volontà di ridurre i trasporti – con la conseguente diminuzione del consumo di carburante e, quindi, di emissioni di CO2 – sono fattori determinanti per garantire maggiori risparmi alle aziende produttrici;
  • Sociali: implementare le creazioni di ecodesign significa offrire al pubblico un’immagine migliore, quella di una realtà che ha a cuore questioni importanti che riguardano tutti noi, come appunto è il tema dei cambiamenti climatici, accrescendo così la possibilità di ampliare il bacino dei potenziali clienti.

Cos’è l’ecodesign e quali ostacoli deve superare per affermarsi

Come abbiamo visto, l’ecodesign assicura numerosi vantaggi.

Perché allora è ancora un fenomeno relativamente di nicchia?

I motivi sono molteplici ma si tratta in ogni caso di ostacoli che possono essere facilmente superati per portare a un’affermazione capillare di questa nuova filosofia del design.

Le principali difficoltà che può incontrare un’azienda decisa a investire sull’ecodesign possono essere ricondotte a:

  • Una diffusa mancanza di know-how: i professionisti interessati al settore del design ecologico sono in costante crescita e tuttavia non ancora abbastanza numerosi da rispondere adeguatamente a una richiesta di mercato in rapida ascesa. Molte aziende si trovano dunque ad affrontare il problema della scarsità di esperti su temi ambientali e, soprattutto, sulla capacità di sfruttare in modo oculato le risorse disponibili o lavorare oggetti a partire da materiali di riciclo. D’altra parte, l’acquisizione di professionisti qualificati, essendo questi ancora una sostanziale minoranza, comporta costi maggiori per le aziende;
  • Problemi nell’implementare e diffondere a livello capillare nuove teorie e tecniche legate all’ecodesign, anche per via di una lacuna in proposito nell’attuale ordinamento giuridico;
  • Complessità incontrate nell’accesso a informazioni sulle tematiche ambientali che potrebbero risultare molto utili in fase di progettazione di prodotti di ecodesign.

Che cos’è l’ecodesign: design tradizionale vs ecodesign

Per rispondere, con estrema sintesi, alla domanda “che cos’è l’ecodesign”, bisogna dire che si tratta di una filosofia di design che propone l’inclusione di aspetti relativi alla sostenibilità ambientale all’interno del ciclo produttivo di un oggetto, accanto ad altri fattori fondamentali, come i costi, l’utilità, l’estetica, la sicurezza, la durabilità ecc.

Tra i requisiti che un oggetto di ecodesign deve soddisfare, inoltre, è molto importante la voce dei consumi, che devono essere il più possibile contenuti durante tutto il ciclo di vita del progetto, dall’idea alla realizzazione, fino all’utilizzo.

Rispetto al design tradizionale, l’ecodesign non presenta differenze sostanziali per quanto riguarda i diversi passaggi della produzione di un oggetto; la vera rivoluzione che introduce questa filosofia sta nel proporre un nuovo punto di vista, che considera l’aspetto della sostenibilità ambientale un fattore imprescindibile per la realizzazione di un prodotto di design.

Che cos’è l’ecodesign: qualche esempio

Benché l’ecodesign sia una declinazione del design ancora in ascesa, è possibile ricercare esempi di questa nuova filosofia in diversi oggetti: dal tavolo realizzato con materiali al 100% di riciclo ai contenitori per caffè edibili; dagli occhiali da sole o dagli spazzolini da denti in bamboo ai capi di vestiario prodotti con plastica riciclata recuperata negli oceani, fino alla gioielleria ecologica.

Gli oggetti di ecodesign sono molto richiesti da chi progetta una casa ecologica o intende ristrutturare casa in chiave green e secondo i criteri della bioedilizia.

Come arredare un corridoio

7 idee per arredare il corridoio

Un corridoio non può essere tecnicamente una stanza. Ma, per quanto riguarda l’arredo, deve ricevere la stessa attenzione che ricevono il soggiorno e la camera da letto.

Su una planimetria, un corridoio è considerato un semplice percorso, uno “spazio morto” che non richiede attenzione progettuale. Di solito viene tinteggiato con una pittura identica a quella delle stanze circostanti. In quest’area della casa, a limite, ci si appendono alcune foto e niente più.

Tuttavia è possibile trasformare il corridoio in uno spazio utile. Scopri come!

Come arredare il corridoio della tua abitazione

Queste 7 idee ti aiuteranno ad arredare al meglio il corridoio della tua casa facendolo diventare un ambiente di transizione caldo ed invitante.

  1. Acquista un runner per corridoi stretti

Un runner è un tappeto largo circa un metro. Disponibile in diverse lunghezze, è perfetto per il corridoio. Questi tappeti sono indicati per aggiungere un tocco di colore e di design ad un disimpegno. Inoltre regalano un senso di intimità ad un ambiente spoglio e vuoto rispetto al resto della casa.

2. Poni una libreria lungo il corridoio

Trasforma il corridoio in una vera biblioteca posizionando una libreria lungo le pareti. Riempi gli scaffali principali con i tuoi libri preferiti e metti in bella mostra le foto di famiglia e se ne hai anche qualche opera d’arte.

3. Gioca con le luci

Progettare l’arredo di un corridoio è difficile a causa dello spazio limitato. Perché allora non partire dalla luce? Al posto di un normale lampadario o di un’applique anonimo, scegli qualcosa che si faccia notare! Lanterne, lampade a sospensione, pannelli retro illuminati, luci ad incasso o lampade a globi di vetro.

Pensa ad un elemento d’illuminazione che adori e che vedresti bene su un angolo di casa o sull’isola della cucina: probabilmente va bene anche per il corridoio!

4. Crea un salotto nel corridoio

Una zona salotto nel corridoio è il modo perfetto per non farlo sembrare solo un passaggio. Se hai un disimpegno ampio, puoi posizionare un divano stretto e lungo contro una delle pareti. Puoi completare questo ambiente posizionando su una parete un’opera d’arte, uno specchio o una piccola mensola.

5. Metti uno specchio

Uno specchio crea sempre l’illusione di un ambiente ampio ed illumina lo spazio in cui si trova. Ciò vale a maggior ragione per le aree più piccole e chiuse della casa. Gli specchi sono elementi funzionali, ad esempio, per sistemarsi prima di uscire di casa.

6. Opta per un pavimento a disegni geometrici

Per una soluzione permanente, puoi scegliere di mettere nel corridoio un pavimento a motivi geometrici. È una soluzione creativa con un forte impatto estetico. Idee come questa richiedono una forte convinzione! Ovviamente il corridoio a motivi geometrici deve coordinarsi con l’intera casa.

7. Decora il corridoio con il verde.

Piante aeree, un piccolo alberello, piante sulle mensole o su una panchina creano una splendida area verde nel corridoio. L’aloe vera, le piante ragno, le piante serpente, il filodendro, la palma da salotto e le piante di ficus sono tutte piante da appartamento che non richiedono cure particolari ma abbelliscono l’ambiente.

Soluzioni per arredare un corridoio stretto

Il tuo corridoio è stretto e piccolo? Evita di posizionare dei mobili. Al limite puoi aggiungere una panca in legno con l’attaccapanni ed una consolle salva spazio di piccolo spessore.

Queste soluzioni permettono di dare il benvenuto ad un ospite e di salvaguardare il passaggio.

Se lo spazio invece è abbondante potrai aggiungere mobili funzionali come armadi contenitori, mobili scarpiera, comò e cassettiere.

Per dare tridimensionalità al percorso, puoi optare per una controsoffittatura. Questa struttura può anche avere un valore funzionale perché è perfetta per nascondere i termoconvettori e per inserire al suo interno delle lampade a fluorescenza che donano eleganza e stile al corridoio stesso.

Stai pensando ad arredare il corridoio con mobili su misura? Contattaci. Preventivo Gratuito.

Arredamento in resina: caratteristiche e vantaggi

Arredamento in resina: caratteristiche e vantaggi

Hai un giardino in casa o un’area indoor da rivestire? Se sì, già dall’inizio della primavera, devi pensare a come organizzarlo al meglio, scegliendo l’arredamento giusto, magari in resina, visto che è un materiale che offre numerosi vantaggi. Vediamoli insieme.

Le caratteristiche dell’arredamento in resina

La resina è un prodotto naturale o sintetico, macromolecolare, dotato di proprietà plastiche.

E’ possibile distinguere tra:

  • resine naturali: ovvero materiali organici, trasparenti, di origine vegetale, insolubili in acqua e solubili in solventi organici. Esse presentato un elevato peso molecolare ed una composizione chimica molto varia; induriscono all’aria e vengono per lo più impiegate nella fabbricazione di materie isolanti, saponi, vernici.
  • Resine artificiali o resine sintetiche: sono sostanze plastiche ottenute per polimerizzazione o policondensazione, oppure presenti come tali in natura e rese plastiche attraverso opportuni trattamenti chimici. E’ il caso delle resine acriliche, alchidiche o poliviniliche.

La resina è un materiale edilizio innovativo e moderno grazie alla sua versatilità e funzionalità.

Nata per uso principalmente industriale, oggi è un materiale ampiamente utilizzato, anche, nell’ambito dell’edilizia privata e dell’arredamento sia da interni che da esterni.

La resina può essere impiegata per la realizzazione di pavimenti e rivestimenti caratterizzati da un’ottima estetica e da un’eccellente funzionalità.

Anche nell’ambito dell’arredamento, questo materiale sta conquistando il favore di architetti ed interior design, i quali propongono raffinate soluzioni abitative in cui è protagonista.

L’ideazione di nuovi componenti chimici ha permesso la diffusione di questo tipo di rivestimento e quindi di utilizzarlo in aree come le abitazioni private sotto forma di resine chiamate “resine decorative“.

I vantaggi offerti dalla resina

Molte aziende, negli ultimi anni, stanno proponendo soluzioni per arredo in resina visto i diversi vantaggi che quest’ultima offre. Essi sono:

  • resistenza e robustezza. La resina è un materiale durevole, che garantisce grande resistenza meccanica alle sostanze chimiche ed all’usura, così come alle variazioni di temperatura e all’abrasione. E’ particolarmente resistente anche ai carichi, qualità fondamentale nel caso venisse usata per rivestire una pavimentazione.
  • adattabilità ai più svariati impieghi: viene usata per fabbricare tavoli, sedie, salottini, divanetti
  • economicità
  • ridotta manutenzione: la resina è un materiale altamente resistente ma non esente da danneggiamento o deterioramento.

L’invecchiamento è generalmente causato da graffi, abrasioni, cadute accidentali di oggetti e questi segni del tempo risulteranno più evidenti su pavimenti cromaticamente uniformi e lucidi, dove anche la minima imperfezione tende a risaltare.

La riparazione di una realizzazione in resina però può essere fatta in tempi brevi non richiedendo costi eccessivi. Qualora ci fossero dei segni di danneggiamento è possibile intervenire sulla fessurazione, riparando la superficie e riapplicando la stessa tipologia di resina usata in origine a prescindere dalla sua finitura.

Le resine non richiedono prodotti particolari per la loro pulizia in quanto, essendo impermeabili, non assorbono agenti esterni e facilitano la pulizia della superficie.

Non c’è nulla di più semplice che prendersi cura del mobilio in resina: ti basterà utilizzare una spazzola per spolverare la superficie e rimuovere così lo sporco depositato.

  • personalizzazione: è un materiale estremamente versatile, che offre la possibilità di scegliere tra un’infinità di colori, finiture e tipi di lavorazione. Ogni rivestimento è unico ed è in grado di rispecchiare fedelmente i gusti del committente.

Le peculiarità dell’arredamento e del rivestimento in resina

I rivestimenti in resina riescono a garantire diverse caratteristiche funzionali. Per questo motivo vengono sempre più scelti. Grazie alla loro struttura continua e priva di fughe, sono considerati i materiali più resistenti ed impermeabili.

Allo stesso modo, la resina per rivestimenti è resistente all’usura, agli agenti chimici, ma al contempo molto duttile.

I rivestimenti in resina vengono realizzati con materiali che garantiscono le seguenti peculiarità:

  • assenza di sostanze tossiche e nocive
  • assenza di odori forti e sgradevoli
  • estrema duttilità, la quale consente di rivestire qualsiasi tipologia di superficie
  • idrorepellenza
  • impiego ammesso sia in ambienti interni, sia in ambienti esterni
  • aspetto estetico elegante ed accattivante
  • pulizia pratica e veloce, consentita dalla superficie unica, priva di fughe

I rivestimenti in resina però presentano anche dei svantaggi, quali:

  • sensazione di finzione che si riscontra ammirando un rivestimento in resina
  • mancanza di interruzioni durante la posa, le quali garantiscono una superficie perfettamente liscia che ricorda la plastica. Questa estetica, può essere rimediata, con l’abbinamento di elementi decorativi e personalizzabili
  • la superficie liscia dei rivestimenti in resina è maggiormente soggetta a graffi e scalfittura
  • la resina può essere posata su qualsiasi tipologia di supporto, ma dimostra una scarsa aderenza sulle superfici in vetro
  • le superfici in resina sono molto lisce, uniformi ed idrorepellenti: una volta bagnate, rischiano di diventare molto scivolose e pericolose

La resina è un materiale molto gettonato per il rivestimento di molte superfici nell’ ambiente sia domestico sia lavorativo. Ha un’ottima estetica, poiché riesce a riprodurre l’aspetto di metalli, pietre, cemento, marmo e molti altri materiali risultando più pratica da gestire.

Ha uno spessore ridotto che va dai 2 ai 3 mm e, grazie all’assenza di fughe, dona ai pavimenti, pareti e superfici un effetto perfettamente lineare.

Le resine per pavimenti e superfici piane prendono il nome di resine autolivellanti.  Quelle adatte a rivestire pareti, bagni, cucine, armadi ed altre superfici verticali, invece sono le cosiddette resine in pasta.

I rivestimenti in resina sono richiesti oggi per la copertura e la realizzazione di qualsiasi tipologia di superficie, ma in particolar modo essi vengono impiegati per la realizzazione dei seguenti ambienti:

  • cucina
  • bagno
  • scale
  • rivestimenti in calcestruzzo
  • piscine

Grazie alle eccezionali caratteristiche di igiene e praticità, la resina viene impiegata per rivestire le pareti ed i piani della cucina. La superficie completamente compatta e continua, infatti, garantisce una pulizia immediata e non consente l’accumulo di cibo e di sporco.

Negli ambienti umidi come il bagno, la resina è particolarmente indicata proprio per le sue peculiarità idrorepellenti. E’ un materiale idoneo e consigliato per resistere alle infiltrazioni di acqua ed alla formazione di muffe.

La trasparenza della resina consente di dare quella particolare alternanza di colorazioni e di materiale che risulta particolarmente indicativa per gli ambienti moderni, soprattutto per la realizzazione di scale sospese.

Il grande impatto estetico è consentito anche grazie all’inserimento di elementi all’interno delle resine, oppure nel sottofondo. In questo modo è possibile ottenere fondali di piscine, come anche tavoli e complementi d’arredo molto ricercati e apprezzati per la loro particolarità.

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Trend colori per la casa 2022

Siamo sempre più abituati ad esprimere le nostre emozioni non solo tramite le immagini, ma anche attraverso i colori.

Una tendenza che è stata fatta propria anche dall’interior design, che nel corso degli ultimi anni ha visto susseguirsi una serie di tonalità “iconiche”, espressione dell’anno in corso.

Dato che ormai il 2021 va scemando, gli interior designer hanno già rivolto la propria attenzione all’anno che verrà.

Ecco allora in anteprima quale sarà il trend colori per la casa del 2022.

Trend colori per la casa 2022: quando il colore è specchio dell’anima

Se è vero che i colori esprimono le nostre emozioni, gli ultimi due anni sono stati segnati da un evento senza precedenti: la pandemia di Covid 19.

Secondo gli esperti, la diffusione del virus ha influenzato anche il nostro modo di vivere la quotidianità e, di conseguenza, la casa.

Il trend colori per la casa 2022 vede per esempio un ritorno alla natura, elemento essenziale nella vita dell’uomo che tuttavia per molto, troppo tempo è stata dimenticata, maltrattata, abusata.

La natura che, soprattutto durante il primo lockdown, si è ripresa i propri spazi, approfittando del congelamento di molte attività umane.

A causa (o grazie) al Covid, è nato un sentimento generale di ammirazione nei confronti del mondo naturale, che si è manifestato anche per mezzo dei colori.

Trend colori per la casa 2022: azzurro come il Cielo Ciano

Parlando di trend colori per la casa 2022, del richiamo alla natura e del bisogno, sempre più sentito, di esprimere le proprie emozioni tramite il colore, una delle tonalità che – si prevede – saranno più gettonate nell’anno che verrà è il Cielo Ciano.

Si tratta di un colore rilassante ma al tempo stesso creativo. Una nuance che stimola la fantasia e favorisce l’ottimismo e la serenità. Sensazioni e sentimenti che, dopo il periodo di estrema incertezza che – forse – ci stiamo ormai lasciando alle spalle, sono quanto mai auspicabili.

Con quali tonalità accostare il Cielo Ciano? Trattandosi di un colore comunque abbastanza forte e deciso, gli interior designer consigliano di accostarlo al bianco o comunque a toni neutri.

Le stanze migliori dove impiegarlo come nuance caratterizzante sono il bagno, per esempio, ma anche la cameretta dei bambini. Un’idea da appuntare nel caso si stia approntando la casa per l’arrivo di un bebè.

Trend colori per la casa 2022: rosa speranza

Tra i trend colori per la casa 2022 un’interessante novità è rappresentata dal Rosa Carne, una tonalità calda e materna, che infonde speranza e dolcezza.

Abbiamo vissuto un periodo difficile, durante il quale sono riaffiorati sentimenti negativi, quali paura, rabbia, diffidenza verso il prossimo. Il Rosa Carne ne simboleggia l’esatto opposto: è un colore ottimistico, tenue, soave e il fatto di essere tra le tonalità predilette per il prossimo anno è sintomo di un rinnovarsi della speranza, della condivisione e dell’apertura verso l’Altro.

Per quanto riguarda gli abbinamenti, il Rosa Carne è perfetto accanto a toni accesi, come il grigio o il nero, donando carattere e personalità a qualsiasi ambiente della casa.

Se invece si preferisce puntare sul significato di rinascita e dolcezza che esprime questo colore, si può accostare a tonalità chiare, come bianco o beige, creando all’interno della propria abitazione un’atmosfera tranquilla e serena.

Trend colori per la casa 2022: il paradiso è bianco

Che altre sorprese riserverà il trend colori per la casa 2022? Una tra tutte è il Bianco Perla, un colore che esprime ordine, lindore e pulizia.

Anche nel caso di questa tonalità, esiste un legame con la pandemia: la diffusione del virus, infatti, ci ha fatto molto riflettere sul concetto di igiene, ormai diventato imprescindibile in qualsiasi contesto, pubblico o privato che sia.

Il Bianco Perla è il colore per eccellenza della pulizia, dell’ordine. Una tonalità scelta da chi vuole ricominciare, voltando la triste pagina della pandemia per iniziare l’avventura di una nuova era, segnata da freschezza, pacatezza, equilibrio.

Trend colori per la casa 2022: il Verde Petrolio

Tra le novità cromatiche attese per il 2022, il Verde Petrolio è forse quella meno sorprendente.

Il crescente apprezzamento per questo colore, infatti, si è manifestato già da alcuni anni, anche se, a detta degli esperti, il 2022 sarà l’anno del boom vero e proprio di questa tonalità.

Il Verde Petrolio è una tonalità dal carattere deciso, che ricorda la natura lussureggiante e infonde ottimismo e positività. Si tratta di una nuance molto trasversale, che, oltre nel contesto dell’interior design, sta spopolando anche in molti altri ambiti, dall’abbigliamento al make up.

Trend colori per la casa 2022: le palette complementari

In termini strettamente tecnici, gli interior designer hanno identificato come trend colori per la casa 2022 le tonalità che abbiamo appena considerato, ovvero:

  • Cielo Ciano
  • Rosa Carne
  • Bianco Perla
  • Verde Petrolio

Tuttavia, ci sono altre tinte, cosiddette complementari, che rientrano tra le cromie previste come più gettonate per l’anno che verrà. Tra queste, spicca per esempio il Magenta, un colore acceso ma mai volgare, che si integra molto bene anche in un contesto elegante e raffinato. L’abbinamento ideale è con il verde petrolio ma anche con il nero, offrendo così un look deciso e originale alla propria casa.

Tra le tonalità complementari per quanto riguarda il trend colori per la casa 2022 un ruolo di primo piano è giocato anche dall’arancione che, in tutte le sue nuances, esprime allegria e vitalità. Si tratta di un colore vivace e gioioso, che conferisce brio a una casa piccola e dà un tocco di stile anche negli ambienti di dimensioni più grandi.

Protagonista del 2022 sarà anche il rosa, non solo nella sua declinazione carne, ma in tutte le sfumature, per vestire con grazia ogni ambiente della casa e creare un’allure romantica e soave.

Stile d'arredo minimal

Stile d’arredo minimal, una delle tendenze più in voga

Negli ultimi anni lo stile d’arredo minimal è una delle tendenze più in voga in materia di design. E’ uno stile equilibrato, che associa il fascino alle linee essenziali portando alla creazione di un ambiente che assolve alla funzionalità.

Le caratteristiche dello stile d’arredo minimal

Le caratteristiche di uno stile d’arredo devono rispecchiare in parte la personalità di chi lo sceglie.

Ogni stile d’arredo ha i suoi tratti distintivi: lo stile d’arredo minimal è adatto a tutti coloro che amano l’ordine estremo e l’eleganza sobria.

La principale caratteristica dello stile d’arredo minimal è quella di essere ridotto il più possibile all’essenziale, al minimo appunto.

I tratti distintivi di questo stile sono i seguenti:

  1. materiali innovativi per rivestimenti, superfici ed arredi. I materiali che caratterizzano questo stile sono di produzione industriale o ispirati all’innovazione. Essi devono essere resistenti a molte sollecitazioni e facili da pulire, caratteristiche ottenibili quasi sempre tramite un accurato trattamento chimico in fase di produzione.

I materiali adatti a questo stile devono dare sensazioni di linearità, omogeneità e purezza. Ne sono un esempio, resine, cemento, intonaco in colori neutri.

Per gli arredi invece questo stile predilige maggiormente superfici lucide, come laccati per gli armadi, metallo per elettrodomestici, cucine ed accessori, vetro e cristallo per tavoli o lavabi da bagno, pelli o tessuti sobri per gli imbottiti, materiali come il corian o il silestone, per le superfici di lavoro. Sono materiali dal forte impatto estetico ma estremamente pratici da utilizzare.

2. forme lineari e semplici, spesso squadrate. Nello stile minimal le forme sono nette e definite, riconoscibili e riconducibili tutte alla regolarità della geometria: quadrati, rettangoli, triangoli, ellissi, cubi e parallelepipedi, mai uniti fra loro.

3. colori sobri o per lo più neutri. Nello stile minimal, anche i colori sono ridotti al minimo. Prevalgono il bianco ed il nero seguiti da un grigio discreto.

Gli unici altri colori ammessi in questo stile sono quelli che ricordano la terra o la sabbia: dal beige all’ocra ed al marrone. Colori vivi ed accesi non fanno parte di questo stile.

Qualche nota di colore può essere data da accessori come cuscini o tende o da elementi strutturali secondari come travi o colonne. Il rosso è un colore molto usato per contrastare il bianco ed il grigio. Dunque toni piuttosto neutri, adattabili a qualunque ambiente ed a qualunque situazione, che non distraggono e non impegnano la mente di chi vuole soggiornare in una casa minimal.

4. ingombro minimo dello spazio. La disposizione degli arredi è fondamentale in questo stile. Gli ambienti devono essere ampi ed ariosi, con l’ingombro ridotto al minimo.

Gli arredi a centro stanza sono ammessi solo in ambienti open space o loft.

In questo stile gli arredi vengono sistemati lungo le pareti e possibilmente sospesi da terra, come accade per i pensili ancorati alle pareti, i quali ridimensionano il concetto di pieni e vuoti, di spazio e di leggerezza.

Il minimalismo prevede un numero molto esiguo di arredi, dietro il quale si nascondono adatte capacità contenitive e ben organizzate, al fine di ottenere il massimo ordine anche all’interno degli armadi.

5. massima integrazione con sistemi tecnologici, elettrodomestici ed innovazione

6. assenza quasi totale di decorazioni. Le uniche decorazioni concesse da questo stile possono essere quadri o poster per lo più astratti, possibilmente sovradimensionati e rigorosamente senza cornice né vetro; oppure sculture contemporanee, in numero ridotto.

Alcune superfici possono essere decorate con colori consoni, quindi sempre neutri o trasparenti se si tratta di vetro e con linee ridotte anch’esse al minimo. Serigrafie ed aerografie sono le tecniche più utilizzate per decorare in particolare le ante di alcuni arredi da cucina o da soggiorno.

Anche i tessuti sono ridotti al minimo, considerati baluardo di uno stile classicheggiante e prettamente decorativo.

L’ obiettivo principale dello stile d’arredo minimal

L’obiettivo dello stile d’arredo minimal è quello di risultare estremamente funzionale e pratico:

  • poche superfici da pulire facilmente,
  • nessun disordine,
  • ogni cosa a portata di mano ed in luoghi ben definiti,
  • nessun eccesso scomodo o inutile

Per i motivi sopracitati questo stile si sposa bene con le abitudini del vivere moderno, in cui gli spazi sono sempre più ridotti per necessità soprattutto economiche, dove i tempi sono ugualmente ristretti e dove non ci si può soffermare molto su dettagli poco pratici e su una casa troppo difficile da pulire e da tenere in ordine.

Questo stile d’arredo nasce da una corrente filosofico-artistica apparsa negli Anni ’60. E’ in grado di imprimere un carattere forte e rigoroso ad un ambiente.

E’ improntato all’eliminazione del superfluo, puntando a ridurre il più possibile gli elementi d’arredo dando risalto allo spazio vitale della casa.

Negli ultimi tempi questo stile, con la riduzione della metratura degli appartamenti, ha portato un notevole vantaggio, quello di abitare più comodamente gli spazi interni.

Il minimalismo rinuncia ai fronzoli e talvolta anche alle decorazioni, lasciando letteralmente spazio all’ambiente in questione. Spazio per guardare, per essere liberi di muoversi, di respirare, di osservare, di avere luce. Quest’ultima è una componente importante in questo stile ed è sempre presente, sempre valorizzata.

Lo stile minimal è poco incline alla commistione con altri stili non affini allo stesso. A differenza di altri stili, come il classico o il moderno, il minimal proprio per le sue basi filosofiche, rimane fine a sé stesso ed è dato dall’insieme di tutte le caratteristiche sopra citate.

Stile hi-tech o stile contemporaneo sono gli unici che possono accompagnare uno stile minimal nella stessa casa.

Maniglie per porte e finestre: guida alla scelta

Le maniglie per porte e finestre rappresentano un dettaglio molto importante per completare il look della vostra casa.

In questa breve guida, scopriremo quali sono gli stili e le finiture più popolari per maniglie di porte e finestre adatte a ogni stile d’arredo.

Maniglie per porte e finestre: ma quante sono?

Porte e finestre rappresentano un elemento non solo essenziale per una casa, ma anche estremamente funzionale, perché permettono di separare i diversi ambienti da un lato e di aprirne l’accesso dall’altro.

Si calcola che in media in un trilocale di dimensioni standard siano presenti almeno una decina di finestre e quasi altrettante porte, numero che comunque può essere più elevato quando si tratta di proprietà più antiche.

Maniglie per porte e finestre: l’importanza dei dettagli

La scelta delle maniglie per porte e finestre deve essere ponderata con cura: si tratta infatti di un dettaglio sottile, ma molto importante.

Le maniglie rappresentano una sorta di ornamento per le stanze della casa e, come l’indossare un gioiello prezioso aiuta a dare il tocco finale alla propria mise, allo stesso modo le maniglie contribuiscono a creare un fil rouge tra i diversi elementi di design che caratterizzano gli ambienti domestici, permettendo di realizzare quella continuità tra le zone della casa indispensabile per l’armonia dell’arredamento.

È fondamentale che, quantunque si tratti di elementi fisicamente di piccole dimensioni, lo stile prescelto per le maniglie di porte e finestre si integri facilmente con il design degli ambienti.

Oltre all’estetica, è necessario considerare anche l’aspetto della funzionalità: le maniglie per porte e finestre devono essere di ottima qualità, realizzate con materiali durevoli in grado di sopportare senza problemi l’intenso uso quotidiano che se ne fa.

Maniglie per porte e finestre: meglio la diversità o l’uniformità?

A meno che non scegliate di imprimere a ogni stanza della casa uno stile unico, solitamente le maniglie per porte e finestre sono uguali per tutti gli ambienti domestici.

Per individuare la soluzione migliore, dunque, bisogna avere in mente il progetto d’arredo nel suo insieme, prestando attenzione in particolare alla coordinazione tra lo stile del serramento e quello della relativa maniglia.

Per esempio, se scegliete una finestra o una porta in stile moderno, è consigliabile optare per una maniglia dal design coerente, anche se non bisogna dimenticare che talvolta i contrasti possono dar luogo a effetti originali e d’impatto.

Maniglie o pomelli, questo è il problema

Un piccolo cottage, una deliziosa baita, la vecchia casa dei nonni: nelle abitazioni più antiche non è raro trovare, al posto delle maniglie, i pomelli.

Per quanto riguarda le finestre, a onor del vero, si tratta di un evento ormai più unico che raro, mentre in merito alle porte ve ne sono ancora molte dotate di pomello.

Occorre anche ricordare che, al giorno d’oggi, esistono pomelli moderni in un’ampia gamma di soluzioni decorative, perfetti per ogni tipologia di porta.

Solitamente i pomelli vengono privilegiati laddove si tratta di ristrutturare proprietà d’epoca, anche se, proprio grazie alle tante innovazioni portate avanti in termini di materiali, stili e design, possono rappresentare un dettaglio attraente e originale anche all’interno delle residenze moderne e contemporanee.

Le maniglie rimangono comunque la scelta più gettonata, soprattutto per la praticità che offrono: la maniglia, infatti, offre una presa migliore, indipendentemente dalla forza impressa.

Anche una persona fragile, quindi, come può essere un anziano o un bambino, riesce più agevolmente ad aprire una porta o una finestra munita di maniglia.

Come per i pomelli, anche per le maniglie esistono innumerevoli possibilità in termini di design e finiture, adatte a ogni tipo di stile d’arredo.

La decisione finale rimane comunque legata alla preferenza personale, cioè se preferite pomelli o maniglie, in particolare dal punto di vista estetico.

Non dimenticate però anche il discorso della funzionalità, considerando che l’utente finale che utilizza porte con pomelli deve essere fisicamente in grado di farlo senza difficoltà.

Maniglie per porte e finestre coordinate con lo stile degli infissi

Come abbiamo già accennato, per scegliere le maniglie per porte e finestre più adatte al contesto architettonico e di design è molto importante tenere presente lo stile degli infissi stessi.

Serramenti ornati da raffinate modanature, per esempio, possono essere valorizzati da una maniglia di gusto classico, mentre gli infissi dal design più minimal e contemporaneo richiedono una maniglia che rispecchi ed esprima al meglio questo stile.

Oltre a ciò, un altro aspetto importante riguarda l’impugnatura della maniglia stessa. Ecco quali sono le principali tipologie:

  • Ovali: le maniglie con questa forma non presentano bordi definiti, sono lisce e di facile impugnatura;
  • Rotonde: l’assenza di spigoli in questo caso è ancora più accentuata, offrendo comfort e praticità;
  • Angolari: le classiche maniglie moderne, squadrate e dallo stile minimal. Perfette per completare ambienti sobri ed essenziali;
  • Classiche: realizzate solitamente in ottone, hanno una piastra rettangolare di base, sulla quale viene montata una maniglia curva decorativa;
  • Contemporanee: ideali per ambienti minimalisti, hanno una maniglia rettangolare o cilindrica. La piastra sottostante è molto piccola o addirittura inesistente.

Maniglie per porte e finestre: questioni pratiche

È giunto il momento di passare alle considerazioni squisitamente pratiche, accantonando per un momento la questione estetica e concentrandoci invece sul discorso funzionalità.

Per scegliere le maniglie per porte e finestre più adatte per la propria casa, infatti, è utile porsi alcuni importanti quesiti, come per esempio la grandezza dei serramenti e i materiali con cui sono realizzati, la facilità di utilizzo anche per le categorie più fragili, come anziani e bambini, la frequenza di utilizzo e la fruibilità in termini di impugnatura della maniglia per qualsiasi categoria di utente.

Se i modelli di maniglie per porte e finestre che avete scelto vi permettono di rispondere senza difficoltà a tutti i quesiti, allora vuol dire che avete preso la decisione giusta!

Serramenti in legno, alluminio e PVC: quale scegliere?

Quando si ristruttura casa o si ha un cantiere aperto, uno degli interventi più importanti riguarda l’installazione degli infissi.

A questo proposito, occorre porsi una domanda fondamentale e cioè: cosa è meglio, serramenti in legno, alluminio o PVC?

In realtà, ciascuna delle tre opzioni presenta numerosi vantaggi.

Per compiere la scelta migliore, tuttavia, è necessario conoscere le caratteristiche di ciascun materiale e valutare quale soluzione risulta più consona per la propria casa.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: gli infissi in legno

Partiamo dal considerare le peculiarità del legno, un materiale da sempre molto utilizzato – e altrettanto apprezzato – in edilizia, sia per gli aspetti prettamente strutturali che per gli interni, come per esempio parquet o boiserie.

Perché scegliere infissi in legno? Di motivi validi non ne mancano:

  • Dal punto di vista estetico, il legno conferisce all’abitazione una personalità unica. Nessuna riproduzione di serramenti in legno, per quanto raffinata, può essere in grado di sostituire la bellezza delle venature naturali;
  • Si tratta di un materiale che conferisce prestigio alla casa, aumentandone di conseguenza anche il valore di mercato;
  • Il legno è un ottimo isolante, sia termico che acustico e crea un microclima piacevole all’interno dell’abitazione;
  • È un materiale stabile, anche nel caso si debbano montare infissi di grandi dimensioni;
  • È resistente e dura nel tempo, caratteristica questa che viene ulteriormente rafforzata dal tipo di trattamento con il quale vengono lavorati i serramenti e cioè la verniciatura ad acqua;

Un’altra importante caratteristica del legno, che merita un breve paragrafo a parte data la sua importanza, è che si tratta di un materiale molto ecologico.

La produzione del legno, infatti, richiede un consumo minore di energia rispetto a quella di altri materiali, il che si traduce in minori emissioni e, di conseguenza, in un ridotto inquinamento atmosferico.

Inoltre, un serramento in legno può essere riciclato pressoché al 100%: con i vecchi infissi in legno, per esempio, è possibile produrre combustibile o pannelli in truciolato.

Anche se non venisse riciclato, comunque, il legno si biodegrada naturalmente, confermandosi quindi un prodotto completamente green.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: gli infissi in alluminio

Nella scelta tra serramenti in legno, alluminio e PVC bisogna considerare con attenzione tutte le opzioni.

Vediamo quindi ora quali sono le caratteristiche principali degli infissi in alluminio.

Questo tipo di serramenti si predilige soprattutto per uffici e attività commerciali, mentre si trova in minore misura nel contesto residenziale.

La ragione di una così ampia diffusione in ambito professionale è legata all’eccezionale resistenza che caratterizza gli infissi in alluminio, in particolare all’azione degli agenti atmosferici.

Il telaio dei serramenti in alluminio può essere verniciato con qualsiasi tonalità, consentendo quindi un’ampia versatilità estetica di questi infissi.

L’alluminio presenta dunque molti vantaggi: è durevole e resistente, è elegante e versatile e, infine, non necessita di particolare cura e manutenzione, se non quelle ordinarie.

Per garantire il migliore isolamento termico e acustico, gli infissi in alluminio vengono realizzati mediante il sistema a taglio termico, che, attraverso appositi giunti e isolanti, permette di isolare la porzione interna del serramento da quella esterna.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: una scelta intermedia

Non è detto che la scelta debba necessariamente essere tra serramenti in legno, alluminio e PVC. Ci può essere anche un’opzione intermedia e cioè gli infissi in legno-alluminio, che conciliano il calore tipico del legno con la praticità dell’alluminio.

Prima di prendere in esame i serramenti in PVC, dunque, è opportuno aprire una piccola parentesi rispetto a questa tipologia di infissi.

Nel caso dei serramenti in legno-alluminio, viene utilizzato un legno lamellare, prodotto incollando l’una sull’altra sottilissime lastre di legno; grazie a questo sistema viene potenziata la resistenza del materiale, che viene così a essere pari (o addirittura superiore) a quella di acciaio e cemento armato, soprattutto per quanto riguarda la capacità ignifuga.

A ciò si aggiunge il plus dell’alluminio, che accresce ulteriormente resistenza e praticità: i serramenti in legno-alluminio, infatti, non richiedono particolare manutenzione e per pulirli è sufficiente un semplice panno umido.

Nei serramenti in legno-alluminio, la parte esterna viene realizzata in alluminio, poiché maggiormente esposta all’azione degli agenti atmosferici e soggetta all’usura, mentre quella interna in legno, conferendo comfort e calore.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: gli infissi in PVC

Un grande vantaggio del PVC consiste nel taglio termico naturale, che consente di garantire un ottimo isolamento termico, dal momento che il PVC è per sua natura un materiale non conduttore.

Il PVC, comunque, assicura anche un buon isolamento acustico, ha un ottimo rapporto qualità-prezzo ed è facile da pulire.

Grazie a queste caratteristiche, i serramenti in PVC hanno conosciuto un crescente successo, al quale hanno contribuito le costanti migliorie in termini di capacità isolanti e di design.

Il PVC può essere impiegato per finestre, vetrate, porte finestre e anche porte interne, mentre è sconsigliato per vetrate di grandi dimensioni.

Gli infissi in PVC rappresentano dunque un’ottima scelta, nonostante il prezzo più accessibile rispetto alle altre soluzioni che abbiamo considerato, ma è necessario accertarsi che siano prodotti da aziende specializzate, in grado di garantire le certificazioni del caso e un controllo qualità quotidiano dei prodotti.

Rispetto alla questione durabilità, il PVC può durare molti anni, a patto che sia di prima qualità.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: considerazioni finali

Serramenti in legno, alluminio e PVC: quale scegliere?

Come abbiamo visto, ciascuna di queste opzioni presenta numerosi vantaggi.

I prodotti di ultima generazione, inoltre, assicurano ottime performance e un design capace di adattarsi a qualsiasi contesto architettonico.

Per scegliere la soluzione più adatta alle proprie esigenze, il consiglio è di rivolgersi a un esperto, che vi aiuterà a valutare le peculiarità di ciascun tipo di serramento e a decidere per quello più idoneo per la vostra casa.