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Ristrutturazione Casa

Ascensore in casa: sì o no?

L’ascensore in casa rappresenta un’ottima soluzione per le persone che vivono in abitazioni di grandi dimensioni a più piani e, magari, hanno una ridotta mobilità.

Persone diversamente abili, certo, ma anche anziani che non hanno più lo sprint della gioventù per affrontare una rampa di scale più volte al giorno.

In alternativa al classico montacarichi, se lo spazio a disposizione lo permette è possibile installare un ascensore, pratico, comodo e anche gradevole dal punto di vista estetico.

E proprio la capacità di integrarsi con eleganza in qualsiasi contesto architettonico ha indotto molte persone a optare per l’installazione di un ascensore in casa anche, semplicemente, per una questione di gusto, offrendo così maggiore pregio alla propria abitazione.

Indipendentemente dalla ragione per cui si sceglie di mettere un ascensore in casa, è fondamentale ponderare con attenzione la propria decisione, valutandone i pro e i contro e considerando le diverse tipologie di ascensori disponibili in commercio.

Ascensore in casa: sì o no? I vantaggi

Uno dei principali vantaggi che offre un ascensore interno è la comodità: tralasciando per un momento l’utilizzo per necessità fisiche (per esempio, appunto, se si ha una ridotta mobilità), l’ascensore in casa può essere utile anche in molte altre circostanze: se si deve spostare del mobilio, se bisogna portare la spesa al piano superiore, se il cane si è fratturato una zampa e non può fare le scale… le situazioni per cui un ascensore interno può risultare di estrema praticità possono davvero essere le più varie.

Come si accennava, poi, l’ascensore è uno strumento ideale per chi non può salire le scale o riesce a farlo solo con difficoltà, quindi è un eccellente espediente per eliminare le barriere architettoniche in casa.

Una delle domande più frequenti che si pone chi valuta di installare un ascensore in casa è: non sarà troppo ingombrante?

In realtà, non è affatto detto; anzi, spesso si riesce a ottimizzare gli spazi anche includendo un ascensore all’interno dell’architettura dell’abitazione.

Se si ristruttura casa oppure se si progetta una nuova, con l’aiuto di un professionista specializzato è possibile integrare senza problemi l’ascensore nello spazio a disposizione.

Qualora l’ambiente destinato all’ascensore sia di dimensioni piuttosto ridotte è possibile valutare un’opzione come l’ascensore MRL (acronimo di machine room less) che, essendo sprovvisto di sala macchina, permette di recuperare preziosi metri quadri da un lato e ridurre il costo della manutenzione dall’altro.

Attenzione però: se si sceglie questa tipologia di ascensore bisogna installare un quadro di controllo e considerare di avere ganci di portata adeguati.

E se proprio non c’è spazio dentro casa per un ascensore interno ma ve n’è assoluta necessità?

Allora in questo caso si può valutare l’opzione dell’ascensore esterno, molto più semplice e pratica: da una parte, infatti, si tratta di una scelta molto più “rapida”, nel senso che – diversamente da quanto accade per l’installazione di un ascensore in casa – non occorre effettuare numerosi sopralluoghi.

Inoltre, specie se si abita in un contesto panoramico, l’ascensore esterno può rappresentare un valore aggiunto per l’abitazione, perché consente anche di godersi la vista esterna mentre si sale.

Un altro vantaggio legato all’installazione di un ascensore in casa riguarda le agevolazioni fiscali, che permettono di recuperare nella dichiarazione dei redditi una parte del budget investito per l’intervento.

Ascensore in casa: sì o no? Gli svantaggi

Nel momento in cui si sceglie di installare un ascensore in casa è fondamentale prendere in esame le diverse tipologie di prodotti disponibili, relazionandoli con le proprie esigenze.

È infatti importante sottolineare che esistono numerosi modelli di ascensori interni e relative fasce di costo:

  • L’ascensore a fune è un tipo di ascensore interno molto confortevole, ma anche parecchio costoso; inoltre, occupa molto spazio, quindi occorre avere a disposizione un ambiente di grandi dimensioni in cui installarlo;
  • L’ascensore oleodinamico è un modello più economico e funziona tramite un motore a olio. Per quanto consenta di risparmiare rispetto, per esempio, a un ascensore a fune, occorre però considerare che l’investimento di base rimane comunque elevato e che a questo si aggiungeranno anche le spese di manutenzione.

I costi rappresentano dunque uno dei principali svantaggi di avere un ascensore in casa.

Oltre al costo del prodotto in sé, infatti, è necessario includere nel budget anche quelli relativi ai sopralluoghi iniziali, alla progettazione e alla manutenzione che, per garantire la massima sicurezza dell’ascensore, deve essere periodica.

L’altro grande svantaggio di installare un ascensore in casa è lo spazio: naturalmente, il problema non si pone se si ha una casa molto grande oppure se si progetta una casa nuova e, in questo caso, si valuta già in partenza un ambiente da dedicare all’ascensore; quando invece gli spazi sono ridotti, la presenza di un ascensore interno non solo potrebbe incidere sull’armonia estetica degli ambienti, ma anche ridurre il comfort domestico.

In questo caso, come abbiamo accennato, la migliore alternativa potrebbe essere quella di installare un ascensore esterno, ma occorre tenere in considerazione la questione sicurezza: un ascensore esterno, se non adeguatamente protetto, potrebbe risultare più vulnerabile a eventuali aggressioni esterne e, a propria volta, potrebbe essere utilizzato dai malintenzionati come un mezzo per penetrare all’interno dell’abitazione.

Ascensore in casa: sì o no? Una scelta di design

Come si diceva, la scelta di installare un ascensore in casa può essere dettata anche da una questione squisitamente di gusti.

L’ascensore interno costituisce infatti un elegante elemento di design, che dona valore aggiunto all’arredamento domestico e conferisce pregio e raffinatezza a qualsiasi abitazione, indipendentemente dallo stile che la caratterizza.

Finestre panoramiche: vantaggi e tipologie

Le finestre panoramiche sono considerate una delle migliori opzioni, nel momento in cui si ristruttura casa oppure se ne progetta una nuova.

Le vetrate di grandi dimensioni, infatti, permettono non solo di sfruttare al meglio la luce naturale, ma anche di inserire armonicamente l’edificio sul quale sono installate, indipendentemente dal contesto in cui si trova: una casa dotata di finestre panoramiche si integra molto bene tanto in uno spazio urbano quanto in un ambiente in cui la vegetazione è particolarmente rigogliosa.

Un aspetto molto importante delle finestre panoramiche riguarda il design: questi elementi, infatti, non devono necessariamente presentare linee sobrie e squadrate, ma è possibile progettarli includendo archi, curve e molto altro.

Scopriamo allora quali sono i vantaggi che offrono le finestre panoramiche e quali sono le più comuni tipologie.

Finestre panoramiche: vantaggi

I vantaggi delle finestre panoramiche sono principalmente due:

  • Sfruttano al massimo la luce naturale
  • Permettono di godere della vista circostante.

Entrambi presentano tuttavia anche degli aspetti negativi. A cominciare dalla questione privacy: una casa, quanto più è “trasparente”, tanto più sarà esposta alla curiosità di chi sta fuori.

La situazione può però essere risolta con facilità, scegliendo finestre panoramiche trasparenti solo dal lato interno oppure installando delle tende. Naturalmente, tutto ciò ha un costo aggiuntivo, però non si tratta di spese eccessive e, se ci si tiene particolarmente alla propria privacy, è un investimento che vale la pena di fare.

Un altro lato negativo delle finestre panoramiche riguarda la conduttività termica: considerando che il vetro fa penetrare il freddo più di un muro spesso, occorre scegliere finestre panoramiche dotate magari di due o tre vetri – specie se si abita in una zona dove in inverno la temperatura è particolarmente rigida – e di ottima qualità, ossia realizzate con materiali ad alta resistenza capaci di assicurare un buon isolamento termico.

Un’altra opzione possibile per le finestre panoramiche consiste nel farle rivestire con una speciale protezione, in modo da prevenire graffi e piccoli danneggiamenti causati dalle intemperie.

Per quali case vanno bene le finestre panoramiche?

Le finestre panoramiche possono essere utilizzate in diversi contesti:

  • Case indipendenti o cottage, in cui le finestre panoramiche vengono valorizzate dal fatto di essere immerse nella natura;
  • Alberghi
  • Uffici
  • Centri commerciali
  • Ospedali, regalando ai pazienti tutti i benefici della luce diretta
  • Musei
  • Sale congressi

Non bisogna nemmeno dimenticare le aree del mondo in cui le finestre panoramiche possono risultare particolarmente utili: nei Paesi del Nord Europa, per esempio, dove l’inverno è molto lungo e per molti mesi si può godere di poche ore di luce, le finestre panoramiche rappresentano un valido aiuto per far penetrare in casa la maggior quantità di luce naturale possibile.

Le finestre panoramiche possono poi essere applicate anche in:

  • giardini d’inverno
  • serre
  • terrazze
  • piscine al chiuso
  • sale e saloni
  • grandi bovindi.

I requisiti necessari per le finestre panoramiche

Le finestre panoramiche munite di doppi vetri dovrebbero avere una dimensione entro i 300X320 cm, mentre la distanza tra l’una e l’altra non dovrebbe superare i 250 cm.

È inoltre molto importante scegliere il profilo giusto per le finestre panoramiche, che deve essere calcolato sul peso delle stesse in modo da assicurare la massima durabilità.

I profili, inoltre, dovrebbero essere strutturati concependo una possibilità di rinforzo.

Finestre panoramiche: tipologie

Esistono diversi tipi di finestre panoramiche:

  • Finestre a golfo: si tratta di una soluzione relativamente rara, soprattutto nelle case moderne. La finitura di una finestra a golfo, inoltre, comporta la creazione di una struttura sezionale.
  • Finestre angolari: questa opzione di finestre panoramiche consente di creare un angolo con una visione di 270°, impossibile nel caso delle finestre classiche, ma anche dei bovindi. Per quanto riguarda la composizione, ci sono varie soluzioni disponibili; una delle più valide dal punto di vista estetico è l’angolo trasparente: in questo caso i vetri sono adiacenti l’uno all’altro e uniti tra loro attraverso un sigillante trasparente.
  • Finestre sorde: sono finestre panoramiche in cui la composizione delle vetrate coincide con la struttura del muro e la loro configurazione viene definita “sorda” perché le sezioni non si aprono in entrambe le direzioni. Si tratta di un metodo di installazione di finestre panoramiche semplice e abbastanza economico e di una soluzione molto utilizzata nelle case di campagna.
  • Finestre panoramiche con porta a battente, un modello particolarmente adatto per affacciare l’ambiente in cui sono installate su un balcone, una terrazza o una veranda.
  • Finestre panoramiche con vetrate scorrevoli, di cui sono disponibili sul mercato in particolare due varianti: con apertura a sollevamento e scorrimento o con scorrimento parallelo. Nella prima versione, l’anta si alza di alcuni millimetri e si sposta lateralmente. La silenziosità e la facilità di movimento vengono garantite dall’utilizzo di speciali cerniere. Nei modelli a scorrimento, invece, anche le ante della finestre si muovono lungo i binari di guida, senza quindi necessità di effettuare uno spostamento – seppur minimo – verso l’alto. La scorrevolezza della corsa è assicurata da una guarnizione a spazzola.
  • Finestre con meccanismo di apertura pieghevole: un’ottima soluzione per garantire una buona ventilazione all’ambiente, considerando che, quando è completamente piegata, la struttura occupa meno di un terzo dell’apertura. Per ottimizzare il funzionamento, questo tipo di finestre dovrebbe essere limitata a 7 ali, per 6 metri totali di apertura.

I materiali delle finestre panoramiche

Le finestre panoramiche possono essere realizzati con diversi materiali: alluminio, legno, PVC, vetro composito e materiali combinati.

Una delle soluzioni più gettonate per questo tipo di finestre è il PVC, che si presenta come un’opzione economica e durevole.

Un altro materiale molto resistente – e relativamente nuovo – è il vetro composito, che assicura buone proprietà termoisolanti; per contro, però, è abbastanza costoso e non si adatta ad alcuni tipi di design.

Guida al fai da te: come imbiancare le pareti di casa

Guida al fai da te: come imbiancare le pareti di casa

Imbiancare le pareti è il modo più semplice per igienizzare e disinfettare l’abitazione. Questa operazione potrebbe sembrare semplice ma può trasformarsi in un disastro se non presti la giusta attenzione.

Pitturare gli interni è di gran lunga l’attività di bricolage più diffusa ed è facile capire il perché. Dipingere le pareti non è molto difficile e non richiede una formazione specialistica.

Hai bisogno sicuramente di pazienza, di qualche nozione pratica e dei consigli utili. Questi suggerimenti per imbiancare possono aiutare anche i principianti del fai da te ad ottenere risultati di qualità professionale.

LEGGI ANCHE: Tecnica dello spatolato, caratteristiche e vantaggi della pittura

Consigli utili per imbiancare le pareti di casa

Seguendo i nostri consigli, potrai tinteggiare la tua casa, velocemente ed in modo ordinato, come farebbe un professionista.

  1. Prepara la superficie

Un lavoro di verniciatura inizia sempre con la preparazione della superficie. Ciò significa che devi raschiare, carteggiare, rattoppare e riempire ogni crepa eliminando le imperfezioni presenti sulla superficie delle pareti. Questa è l’operazione meno divertente ma è la parte più importante. Nessuna pittura, indipendentemente dal suo costo, nasconderà una superficie screpolata o danneggiata.

2. Applica un primer

Tratta le pareti con un primer. Ogni volta che dipingi un nuovo muro o dipingi sopra un colore scuro dovresti pre-trattare con un aggrappante. Ma è soprattutto una mossa furba! Il primer ha tre funzioni principali, quali:

  • agisce da fissatore perché stabilizza una superficie macchiata, porosa o oleosa
  • uniforma la superficie agevolando la copertura della pittura
  • migliora l’adesione della vernice, riducendo notevolmente le bolle e le desquamazioni.

I pittori professionisti spesso usano il primer mescolato con una piccola quantità di vernice di finitura. Questo trucco migliora notevolmente la capacità della pittura di coprire perfettamente la superficie trattata.

3. Scegli la pittura lavabile

Come scegliere la migliore pittura lavabile per interni se non sei un esperto? In commercio esistono pitture lavabili dal costo elevato, qualitativamente migliori, ed altre dal prezzo più contenuto.

Meglio prodotti di dubbia qualità ad un costo basso o pitture costose qualitativamente migliori? La soluzione è scegliere una via di mezzo: l’importante è che la pittura lavabile abbia una buona composizione. I prodotti di fascia alta hanno un maggiore potere coprente. Tinteggiare le pareti con pitture buone ti permette di farlo più velocemente senza dover effettuare questa operazione più volte.

La pittura va scelta in base al tipo di stanza da imbiancare: per la cucina ed il bagno, la pittura lavabile deve essere traspirante ed anticondensa. Per questo esistono degli additivi che prevengono il formarsi della muffa.

Ci sono anche pitture lavabili termoisolanti, da utilizzare in zone particolarmente umide o esposte a Nord, le quali combattono la formazione della condensa e mantengono calde le pareti, consentendo un risparmio energetico.

Per chi soffre di allergie è consigliabile scegliere un’idropittura igienizzante a base di resine acriliche. Qualunque sia la scelta, bisogna fare sempre attenzione alle indicazioni sul barattolo circa la quantità d’acqua necessaria per diluire la vernice.

4. Prediligi la tela piuttosto che i teli in plastica

I teli di plastica rappresentano una soluzione molto economica per proteggere i pavimenti e gli arredi dagli schizzi di vernice. Spesso capita però che essi si strappino compromettendo la loro funzione. Per questo è preferibile usare quelli di tela, estremamente durevoli e resistenti agli strappi.

Dal punto di vista della sicurezza, questo tessuto si appiattisce sul pavimento e quindi si hanno minori rischi d’inciampo. La tela assorbe le gocce di vernice, a differenza dei teli di plastica, i quali, se spruzzati di vernice diventano scivolosi. I teli in tela possono essere facilmente piegati attorno agli angoli e alle porte, cosa impossibile da fare con i teli di plastica.

5. Utilizza una prolunga sul rullo

Procurati un’asta telescopica per il rullo. Le estensioni sono disponibili in varie lunghezze:  un rullo che si estende per circa un metro andrà benissimo per dipingere stanze con soffitti alti poco più di due metri e mezzo. Verifica che il manico del rullo abbia un foro filettato all’estremità, quindi applicalo sull’asta di estensione. Quando acquisti la prolunga, cercane una che abbia un’impugnatura morbida ed antiscivolo ed un’anima metallica rigida. Assicurati anche che l’estremità filettata dell’asta telescopica sia di metallo.

6. Usa una griglia come secchio da pittura

Immergere il rullo direttamente nel secchio di vernice è una soluzione approssimativa e disordinata. Un sistema più veloce, ordinato ed efficace è il seguente: stendi la vernice direttamente su una griglia per secchio da pittura. Una griglia è semplicemente una struttura rettangolare rigida, in metallo o plastica, che si aggancia al bordo del secchio. Riempi il secchio a metà con la vernice ed appendi la griglia all’interno del secchio. Immergi il manicotto del rullo nella vernice e fallo rotolare contro la griglia per rimuovere la vernice in eccesso.

7. Niente pulizia dei pennelli a fine giornata

Non hai ancora finito di dipingere? Non è necessario che tu perda tempo a pulire i pennelli ed i rulli. Basta eliminare la vernice in eccesso ed avvolgerli nella pellicola per alimenti. Se necessario, applica un doppio strato di pellicola, quindi metti pennelli e rulli in frigorifero per mantenerli al fresco. Ti sembrerà strano, ma funziona! Il giorno successivo, sarà sufficiente rimuovere l’attrezzatura dal frigo 30 minuti prima della verniciatura.

Ti sei reso conto che il “fai da te” non fa per te? Allora non perdete tempo: CONTATTACI e ci penseremo noi a soddisfare ogni tua esigenza.

Le novità della bioedilizia

La bioedilizia è un settore che sta conoscendo un crescente successo, merito da un lato dei numerosi progressi che sono stati compiuti da costruttori, architetti e designer in termini di utilizzo di nuove tecniche e tecnologie e dall’altro di una sempre più spiccata sensibilità da parte dell’opinione pubblica riguardo al tema della salvaguardia ambientale.

Scopriamo allora quali sono le principali novità della bioedilizia che permettono, oggi, di progettare e costruire abitazioni realmente green.

Cos’è la bioedilizia

Prima di centrare il focus della questione, prendendo in considerazione le novità della bioedilizia, è necessario aprire una parentesi su cosa si intende con il termine “bioedilizia”.

Con questa parola, infatti, si indica una vera e propria filosofia edilizia che, come suggerisce il prefisso “bio”, si propone di progettare, costruire o ristrutturare un edificio in modo che abbia un minore impatto ecologico.

La bioedilizia nasce da un’esigenza ben precisa: creare un’armonia tra uomo, opere architettoniche e natura, integrando questi elementi l’un l’altro in modo da garantire il rispetto dell’ambiente.

A tale scopo, la bioedilizia si avvale di tecniche costruttive di ultima generazione, di materiali ecocompatibili e utilizza impianti che sfruttano le energie pulite.

I principi cardine della bioedilizia possono essere così riassunti:

  • Approccio integrato: per un progetto di bioedilizia, tutto il team coinvolto, dall’architetto all’operaio, è adeguatamente formato sugli obiettivi green dell’opera e deve possedere le competenze necessarie in materia;
  • La considerazione degli elementi geografici, che si traduce in un’analisi accurata delle caratteristiche del territorio in cui si costruisce l’abitazione, di cui occorre tenere conto già a partire dalla fase progettuale e che rappresentano un fattore determinante per la corretta scelta del materiali;
  • La scelta dei materiali, che, come abbiamo visto, è legata ai vincoli geografici da una parte ma anche a precisi obiettivi architettonici dall’altra (per esempio, l’isolamento termico e acustico);
  • L’efficienza energetica: un edificio costruito secondo le regole della bioedilizia deve poter essere performante dal punto di vista energetico, al fine di ridurre gli sprechi e, di conseguenza, di avere un impatto minore sull’ambiente;
  • Il comfort degli abitanti. Un altro importante elemento distintivo della bioedilizia consiste nel perseguire l’obiettivo di assicurare la salute e il comfort degli abitanti, il che significa progettare la casa garantendo salubrità degli ambienti e protezione dai campi elettromagnetici.

Le novità della bioedilizia negli ultimi anni

Ora che abbiamo approfondito il significato e la filosofia della bioedilizia possiamo finalmente considerare le novità che hanno interessato il settore durante gli ultimi anni.

Dal momento che la bioedilizia è un settore in forte crescita, la ricerca e la sperimentazione in questo campo è molto fertile.

Una delle maggiori novità della bioedilizia riguarda proprio uno dei suoi elementi caratterizzanti e cioè la scelta dei materiali.

Di recente, infatti, sono state esplorate nuove soluzioni in merito: per esempio, è al vaglio la possibilità di utilizzare tessuti ricavati dalla canapa – o di altre fibre alimentari – per la costruzione delle pareti. Materiali presenti da sempre in natura ma assolutamente nuovi in ambito edile e che tuttavia stanno già mostrando numerosi vantaggi, come la capacità di garantire un’ottima salubrità dell’aria all’interno dell’immobile, tale addirittura da eliminare – o, comunque, ridurre drasticamente – l’insorgenza di allergie.

Utilizzando materiali bio, dunque, è possibile non solo ridurre l’impatto di un progetto edilizio sull’ambiente, ma anche avere una migliore qualità dell’aria in casa.

Le novità della bioedilizia: impianti green e domotica fattori chiave per il futuro

Le novità della bioedilizia non si fermano alla scelta dei materiali di costruzione, ma riguardano anche molti altri aspetti:

  • La realizzazione di impianti elettrici, idraulici e di riscaldamento ecosostenibili, che rispettano l’ambiente e assicurano anche un notevole risparmio energetico. Un esempio classico è quello dei pannelli solari, che, pur avendo un costo di installazione abbastanza elevato, sul lungo termine consentono di risparmiare considerevolmente in bolletta;
  • L’integrazione delle tecnologie relative all’ambito della domotica, al fine di trovare soluzioni innovative che migliorino il comfort abitativo ma siano comunque ecosostenibili;
  • La possibilità di riciclare. Come abbiamo visto, lo studio di nuove soluzioni per la scelta dei si è orientato soprattutto verso l’utilizzo di materiali naturali, come per esempio le fibre vegetali. Largamente impiegato nella bioedilizia è però anche il legno, sempre se ricavato da foreste gestite secondo criteri di silvicoltura sostenibile, sicché non si parla in questo caso di deforestazione ma piuttosto di salvaguardia delle zone boschive, grazie a una gestione attenta e oculata delle risorse. Non a caso, tra le soluzioni di bioedilizia più diffuse al momento figurano le case prefabbricate in legno, che uniscono comfort, risparmio energetico e sostenibilità, distinguendosi come modello abitativo moderno ed ecologico. L’uso di materiali naturali presenta anche un ulteriore vantaggio e cioè la possibilità di riciclarli, alimentando così il circolo virtuoso dell’ecosostenibilità.

Bioedilizia: pro e contro

Tra le novità della bioedilizia rientra anche un attento esame dei benefici che offre. Grazie alla fervente ricerca nel settore, infatti, sono stati evidenziati numerosi vantaggi del cosiddetto green building.

Oltre a quelli che già abbiamo elencato (comfort abitativo, qualità dell’aria, riciclabilità dei materiali di costruzione, risparmio energetico e basso impatto ecologico) ci sono molti altri motivi per sposare la filosofia della bioedilizia. Tra cui, per esempio, gli incentivi fiscali.

Negli ultimi anni, il Governo italiano ha concesso la possibilità di usufruire di notevoli detrazioni fiscali per gli interventi edilizi legati all’efficientamento energetico. Per conoscere i dettagli, è sufficiente una veloce ricerca sul web o, ancora meglio, un colloquio con un’impresa edile o con un architetto specializzato, che potranno informarvi circa i requisiti da possedere per godere dei bonus.

Per quanto riguarda i contro, in realtà è da segnalarne solo uno: i costi elevati. Ciononostante, non solo, come abbiamo visto, spese iniziali più elevate sono controbilanciate da un risparmio a lungo termine, ma con la capillare diffusione della bioedilizia è prevedibile che i costi si abbasseranno gradualmente, in modo da far diventare il green building un sogno alla portata di tutti.

Trend colori per la casa 2022

Siamo sempre più abituati ad esprimere le nostre emozioni non solo tramite le immagini, ma anche attraverso i colori.

Una tendenza che è stata fatta propria anche dall’interior design, che nel corso degli ultimi anni ha visto susseguirsi una serie di tonalità “iconiche”, espressione dell’anno in corso.

Dato che ormai il 2021 va scemando, gli interior designer hanno già rivolto la propria attenzione all’anno che verrà.

Ecco allora in anteprima quale sarà il trend colori per la casa del 2022.

Trend colori per la casa 2022: quando il colore è specchio dell’anima

Se è vero che i colori esprimono le nostre emozioni, gli ultimi due anni sono stati segnati da un evento senza precedenti: la pandemia di Covid 19.

Secondo gli esperti, la diffusione del virus ha influenzato anche il nostro modo di vivere la quotidianità e, di conseguenza, la casa.

Il trend colori per la casa 2022 vede per esempio un ritorno alla natura, elemento essenziale nella vita dell’uomo che tuttavia per molto, troppo tempo è stata dimenticata, maltrattata, abusata.

La natura che, soprattutto durante il primo lockdown, si è ripresa i propri spazi, approfittando del congelamento di molte attività umane.

A causa (o grazie) al Covid, è nato un sentimento generale di ammirazione nei confronti del mondo naturale, che si è manifestato anche per mezzo dei colori.

Trend colori per la casa 2022: azzurro come il Cielo Ciano

Parlando di trend colori per la casa 2022, del richiamo alla natura e del bisogno, sempre più sentito, di esprimere le proprie emozioni tramite il colore, una delle tonalità che – si prevede – saranno più gettonate nell’anno che verrà è il Cielo Ciano.

Si tratta di un colore rilassante ma al tempo stesso creativo. Una nuance che stimola la fantasia e favorisce l’ottimismo e la serenità. Sensazioni e sentimenti che, dopo il periodo di estrema incertezza che – forse – ci stiamo ormai lasciando alle spalle, sono quanto mai auspicabili.

Con quali tonalità accostare il Cielo Ciano? Trattandosi di un colore comunque abbastanza forte e deciso, gli interior designer consigliano di accostarlo al bianco o comunque a toni neutri.

Le stanze migliori dove impiegarlo come nuance caratterizzante sono il bagno, per esempio, ma anche la cameretta dei bambini. Un’idea da appuntare nel caso si stia approntando la casa per l’arrivo di un bebè.

Trend colori per la casa 2022: rosa speranza

Tra i trend colori per la casa 2022 un’interessante novità è rappresentata dal Rosa Carne, una tonalità calda e materna, che infonde speranza e dolcezza.

Abbiamo vissuto un periodo difficile, durante il quale sono riaffiorati sentimenti negativi, quali paura, rabbia, diffidenza verso il prossimo. Il Rosa Carne ne simboleggia l’esatto opposto: è un colore ottimistico, tenue, soave e il fatto di essere tra le tonalità predilette per il prossimo anno è sintomo di un rinnovarsi della speranza, della condivisione e dell’apertura verso l’Altro.

Per quanto riguarda gli abbinamenti, il Rosa Carne è perfetto accanto a toni accesi, come il grigio o il nero, donando carattere e personalità a qualsiasi ambiente della casa.

Se invece si preferisce puntare sul significato di rinascita e dolcezza che esprime questo colore, si può accostare a tonalità chiare, come bianco o beige, creando all’interno della propria abitazione un’atmosfera tranquilla e serena.

Trend colori per la casa 2022: il paradiso è bianco

Che altre sorprese riserverà il trend colori per la casa 2022? Una tra tutte è il Bianco Perla, un colore che esprime ordine, lindore e pulizia.

Anche nel caso di questa tonalità, esiste un legame con la pandemia: la diffusione del virus, infatti, ci ha fatto molto riflettere sul concetto di igiene, ormai diventato imprescindibile in qualsiasi contesto, pubblico o privato che sia.

Il Bianco Perla è il colore per eccellenza della pulizia, dell’ordine. Una tonalità scelta da chi vuole ricominciare, voltando la triste pagina della pandemia per iniziare l’avventura di una nuova era, segnata da freschezza, pacatezza, equilibrio.

Trend colori per la casa 2022: il Verde Petrolio

Tra le novità cromatiche attese per il 2022, il Verde Petrolio è forse quella meno sorprendente.

Il crescente apprezzamento per questo colore, infatti, si è manifestato già da alcuni anni, anche se, a detta degli esperti, il 2022 sarà l’anno del boom vero e proprio di questa tonalità.

Il Verde Petrolio è una tonalità dal carattere deciso, che ricorda la natura lussureggiante e infonde ottimismo e positività. Si tratta di una nuance molto trasversale, che, oltre nel contesto dell’interior design, sta spopolando anche in molti altri ambiti, dall’abbigliamento al make up.

Trend colori per la casa 2022: le palette complementari

In termini strettamente tecnici, gli interior designer hanno identificato come trend colori per la casa 2022 le tonalità che abbiamo appena considerato, ovvero:

  • Cielo Ciano
  • Rosa Carne
  • Bianco Perla
  • Verde Petrolio

Tuttavia, ci sono altre tinte, cosiddette complementari, che rientrano tra le cromie previste come più gettonate per l’anno che verrà. Tra queste, spicca per esempio il Magenta, un colore acceso ma mai volgare, che si integra molto bene anche in un contesto elegante e raffinato. L’abbinamento ideale è con il verde petrolio ma anche con il nero, offrendo così un look deciso e originale alla propria casa.

Tra le tonalità complementari per quanto riguarda il trend colori per la casa 2022 un ruolo di primo piano è giocato anche dall’arancione che, in tutte le sue nuances, esprime allegria e vitalità. Si tratta di un colore vivace e gioioso, che conferisce brio a una casa piccola e dà un tocco di stile anche negli ambienti di dimensioni più grandi.

Protagonista del 2022 sarà anche il rosa, non solo nella sua declinazione carne, ma in tutte le sfumature, per vestire con grazia ogni ambiente della casa e creare un’allure romantica e soave.

Maniglie per porte e finestre: guida alla scelta

Le maniglie per porte e finestre rappresentano un dettaglio molto importante per completare il look della vostra casa.

In questa breve guida, scopriremo quali sono gli stili e le finiture più popolari per maniglie di porte e finestre adatte a ogni stile d’arredo.

Maniglie per porte e finestre: ma quante sono?

Porte e finestre rappresentano un elemento non solo essenziale per una casa, ma anche estremamente funzionale, perché permettono di separare i diversi ambienti da un lato e di aprirne l’accesso dall’altro.

Si calcola che in media in un trilocale di dimensioni standard siano presenti almeno una decina di finestre e quasi altrettante porte, numero che comunque può essere più elevato quando si tratta di proprietà più antiche.

Maniglie per porte e finestre: l’importanza dei dettagli

La scelta delle maniglie per porte e finestre deve essere ponderata con cura: si tratta infatti di un dettaglio sottile, ma molto importante.

Le maniglie rappresentano una sorta di ornamento per le stanze della casa e, come l’indossare un gioiello prezioso aiuta a dare il tocco finale alla propria mise, allo stesso modo le maniglie contribuiscono a creare un fil rouge tra i diversi elementi di design che caratterizzano gli ambienti domestici, permettendo di realizzare quella continuità tra le zone della casa indispensabile per l’armonia dell’arredamento.

È fondamentale che, quantunque si tratti di elementi fisicamente di piccole dimensioni, lo stile prescelto per le maniglie di porte e finestre si integri facilmente con il design degli ambienti.

Oltre all’estetica, è necessario considerare anche l’aspetto della funzionalità: le maniglie per porte e finestre devono essere di ottima qualità, realizzate con materiali durevoli in grado di sopportare senza problemi l’intenso uso quotidiano che se ne fa.

Maniglie per porte e finestre: meglio la diversità o l’uniformità?

A meno che non scegliate di imprimere a ogni stanza della casa uno stile unico, solitamente le maniglie per porte e finestre sono uguali per tutti gli ambienti domestici.

Per individuare la soluzione migliore, dunque, bisogna avere in mente il progetto d’arredo nel suo insieme, prestando attenzione in particolare alla coordinazione tra lo stile del serramento e quello della relativa maniglia.

Per esempio, se scegliete una finestra o una porta in stile moderno, è consigliabile optare per una maniglia dal design coerente, anche se non bisogna dimenticare che talvolta i contrasti possono dar luogo a effetti originali e d’impatto.

Maniglie o pomelli, questo è il problema

Un piccolo cottage, una deliziosa baita, la vecchia casa dei nonni: nelle abitazioni più antiche non è raro trovare, al posto delle maniglie, i pomelli.

Per quanto riguarda le finestre, a onor del vero, si tratta di un evento ormai più unico che raro, mentre in merito alle porte ve ne sono ancora molte dotate di pomello.

Occorre anche ricordare che, al giorno d’oggi, esistono pomelli moderni in un’ampia gamma di soluzioni decorative, perfetti per ogni tipologia di porta.

Solitamente i pomelli vengono privilegiati laddove si tratta di ristrutturare proprietà d’epoca, anche se, proprio grazie alle tante innovazioni portate avanti in termini di materiali, stili e design, possono rappresentare un dettaglio attraente e originale anche all’interno delle residenze moderne e contemporanee.

Le maniglie rimangono comunque la scelta più gettonata, soprattutto per la praticità che offrono: la maniglia, infatti, offre una presa migliore, indipendentemente dalla forza impressa.

Anche una persona fragile, quindi, come può essere un anziano o un bambino, riesce più agevolmente ad aprire una porta o una finestra munita di maniglia.

Come per i pomelli, anche per le maniglie esistono innumerevoli possibilità in termini di design e finiture, adatte a ogni tipo di stile d’arredo.

La decisione finale rimane comunque legata alla preferenza personale, cioè se preferite pomelli o maniglie, in particolare dal punto di vista estetico.

Non dimenticate però anche il discorso della funzionalità, considerando che l’utente finale che utilizza porte con pomelli deve essere fisicamente in grado di farlo senza difficoltà.

Maniglie per porte e finestre coordinate con lo stile degli infissi

Come abbiamo già accennato, per scegliere le maniglie per porte e finestre più adatte al contesto architettonico e di design è molto importante tenere presente lo stile degli infissi stessi.

Serramenti ornati da raffinate modanature, per esempio, possono essere valorizzati da una maniglia di gusto classico, mentre gli infissi dal design più minimal e contemporaneo richiedono una maniglia che rispecchi ed esprima al meglio questo stile.

Oltre a ciò, un altro aspetto importante riguarda l’impugnatura della maniglia stessa. Ecco quali sono le principali tipologie:

  • Ovali: le maniglie con questa forma non presentano bordi definiti, sono lisce e di facile impugnatura;
  • Rotonde: l’assenza di spigoli in questo caso è ancora più accentuata, offrendo comfort e praticità;
  • Angolari: le classiche maniglie moderne, squadrate e dallo stile minimal. Perfette per completare ambienti sobri ed essenziali;
  • Classiche: realizzate solitamente in ottone, hanno una piastra rettangolare di base, sulla quale viene montata una maniglia curva decorativa;
  • Contemporanee: ideali per ambienti minimalisti, hanno una maniglia rettangolare o cilindrica. La piastra sottostante è molto piccola o addirittura inesistente.

Maniglie per porte e finestre: questioni pratiche

È giunto il momento di passare alle considerazioni squisitamente pratiche, accantonando per un momento la questione estetica e concentrandoci invece sul discorso funzionalità.

Per scegliere le maniglie per porte e finestre più adatte per la propria casa, infatti, è utile porsi alcuni importanti quesiti, come per esempio la grandezza dei serramenti e i materiali con cui sono realizzati, la facilità di utilizzo anche per le categorie più fragili, come anziani e bambini, la frequenza di utilizzo e la fruibilità in termini di impugnatura della maniglia per qualsiasi categoria di utente.

Se i modelli di maniglie per porte e finestre che avete scelto vi permettono di rispondere senza difficoltà a tutti i quesiti, allora vuol dire che avete preso la decisione giusta!

Serramenti in legno, alluminio e PVC: quale scegliere?

Quando si ristruttura casa o si ha un cantiere aperto, uno degli interventi più importanti riguarda l’installazione degli infissi.

A questo proposito, occorre porsi una domanda fondamentale e cioè: cosa è meglio, serramenti in legno, alluminio o PVC?

In realtà, ciascuna delle tre opzioni presenta numerosi vantaggi.

Per compiere la scelta migliore, tuttavia, è necessario conoscere le caratteristiche di ciascun materiale e valutare quale soluzione risulta più consona per la propria casa.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: gli infissi in legno

Partiamo dal considerare le peculiarità del legno, un materiale da sempre molto utilizzato – e altrettanto apprezzato – in edilizia, sia per gli aspetti prettamente strutturali che per gli interni, come per esempio parquet o boiserie.

Perché scegliere infissi in legno? Di motivi validi non ne mancano:

  • Dal punto di vista estetico, il legno conferisce all’abitazione una personalità unica. Nessuna riproduzione di serramenti in legno, per quanto raffinata, può essere in grado di sostituire la bellezza delle venature naturali;
  • Si tratta di un materiale che conferisce prestigio alla casa, aumentandone di conseguenza anche il valore di mercato;
  • Il legno è un ottimo isolante, sia termico che acustico e crea un microclima piacevole all’interno dell’abitazione;
  • È un materiale stabile, anche nel caso si debbano montare infissi di grandi dimensioni;
  • È resistente e dura nel tempo, caratteristica questa che viene ulteriormente rafforzata dal tipo di trattamento con il quale vengono lavorati i serramenti e cioè la verniciatura ad acqua;

Un’altra importante caratteristica del legno, che merita un breve paragrafo a parte data la sua importanza, è che si tratta di un materiale molto ecologico.

La produzione del legno, infatti, richiede un consumo minore di energia rispetto a quella di altri materiali, il che si traduce in minori emissioni e, di conseguenza, in un ridotto inquinamento atmosferico.

Inoltre, un serramento in legno può essere riciclato pressoché al 100%: con i vecchi infissi in legno, per esempio, è possibile produrre combustibile o pannelli in truciolato.

Anche se non venisse riciclato, comunque, il legno si biodegrada naturalmente, confermandosi quindi un prodotto completamente green.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: gli infissi in alluminio

Nella scelta tra serramenti in legno, alluminio e PVC bisogna considerare con attenzione tutte le opzioni.

Vediamo quindi ora quali sono le caratteristiche principali degli infissi in alluminio.

Questo tipo di serramenti si predilige soprattutto per uffici e attività commerciali, mentre si trova in minore misura nel contesto residenziale.

La ragione di una così ampia diffusione in ambito professionale è legata all’eccezionale resistenza che caratterizza gli infissi in alluminio, in particolare all’azione degli agenti atmosferici.

Il telaio dei serramenti in alluminio può essere verniciato con qualsiasi tonalità, consentendo quindi un’ampia versatilità estetica di questi infissi.

L’alluminio presenta dunque molti vantaggi: è durevole e resistente, è elegante e versatile e, infine, non necessita di particolare cura e manutenzione, se non quelle ordinarie.

Per garantire il migliore isolamento termico e acustico, gli infissi in alluminio vengono realizzati mediante il sistema a taglio termico, che, attraverso appositi giunti e isolanti, permette di isolare la porzione interna del serramento da quella esterna.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: una scelta intermedia

Non è detto che la scelta debba necessariamente essere tra serramenti in legno, alluminio e PVC. Ci può essere anche un’opzione intermedia e cioè gli infissi in legno-alluminio, che conciliano il calore tipico del legno con la praticità dell’alluminio.

Prima di prendere in esame i serramenti in PVC, dunque, è opportuno aprire una piccola parentesi rispetto a questa tipologia di infissi.

Nel caso dei serramenti in legno-alluminio, viene utilizzato un legno lamellare, prodotto incollando l’una sull’altra sottilissime lastre di legno; grazie a questo sistema viene potenziata la resistenza del materiale, che viene così a essere pari (o addirittura superiore) a quella di acciaio e cemento armato, soprattutto per quanto riguarda la capacità ignifuga.

A ciò si aggiunge il plus dell’alluminio, che accresce ulteriormente resistenza e praticità: i serramenti in legno-alluminio, infatti, non richiedono particolare manutenzione e per pulirli è sufficiente un semplice panno umido.

Nei serramenti in legno-alluminio, la parte esterna viene realizzata in alluminio, poiché maggiormente esposta all’azione degli agenti atmosferici e soggetta all’usura, mentre quella interna in legno, conferendo comfort e calore.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: gli infissi in PVC

Un grande vantaggio del PVC consiste nel taglio termico naturale, che consente di garantire un ottimo isolamento termico, dal momento che il PVC è per sua natura un materiale non conduttore.

Il PVC, comunque, assicura anche un buon isolamento acustico, ha un ottimo rapporto qualità-prezzo ed è facile da pulire.

Grazie a queste caratteristiche, i serramenti in PVC hanno conosciuto un crescente successo, al quale hanno contribuito le costanti migliorie in termini di capacità isolanti e di design.

Il PVC può essere impiegato per finestre, vetrate, porte finestre e anche porte interne, mentre è sconsigliato per vetrate di grandi dimensioni.

Gli infissi in PVC rappresentano dunque un’ottima scelta, nonostante il prezzo più accessibile rispetto alle altre soluzioni che abbiamo considerato, ma è necessario accertarsi che siano prodotti da aziende specializzate, in grado di garantire le certificazioni del caso e un controllo qualità quotidiano dei prodotti.

Rispetto alla questione durabilità, il PVC può durare molti anni, a patto che sia di prima qualità.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: considerazioni finali

Serramenti in legno, alluminio e PVC: quale scegliere?

Come abbiamo visto, ciascuna di queste opzioni presenta numerosi vantaggi.

I prodotti di ultima generazione, inoltre, assicurano ottime performance e un design capace di adattarsi a qualsiasi contesto architettonico.

Per scegliere la soluzione più adatta alle proprie esigenze, il consiglio è di rivolgersi a un esperto, che vi aiuterà a valutare le peculiarità di ciascun tipo di serramento e a decidere per quello più idoneo per la vostra casa.

Guida alla scelta dei pavimenti per esterni

Guida alla scelta dei pavimenti per esterni

Gli spazi esterni in un’abitazione sono il luogo in cui ci si riunisce per rilassarsi all’aria aperta godendo della compagnia e del panorama a disposizione. Per questo motivo i pavimenti per esterni, in particolare per balconi e terrazzi, vanno scelti con attenzione.

Pavimenti per esterni: i fattori da valutare prima della scelta

Il primo fattore da considerare prima di procedere con la scelta dei pavimenti per esterni sono i materiali valutandone pregi e difetti.

Tra i materiali più diffusi vi sono:

  • Grès porcellanato: si tratta della soluzione di pavimentazione più bella e molto pratica esistente in commercio. Piuttosto conveniente, estremamente resistente all’usura, alle scalfitture, alle macchie, inalterabile nel tempo, non teme le escursioni termiche e gli agenti atmosferici.

Si tratta di un materiale impermeabile, avente proprietà antiscivolo. Per questo motivo è indicato anche per i bordi piscina.

Lo svantaggio di questo materiale è che, realizzando un pavimento molto resistente ma anche molto duro, la camminata potrebbe essere scomoda!

  • Pietra naturale: splendida e durevole, ideale se desideri una pavimentazione esterna naturale ma lussuosa. Nella pietra naturale rientrano il granito, l’ardesia, il calcare, il travertino e l’arenaria.

Rispetto alle classiche piastrelle in ceramica, la pavimentazione in pietra naturale è generalmente più fragile e meno resistente alle macchie. E’ sconsigliato se vuoi utilizzarlo in aree esterne soggette ad alto traffico o dove giocano i bambini e gli animali domestici.

  • Gomma: Conveniente e confortevole, offre una sorta di “cuscino morbido” sul quale camminare. Resiliente ed ammortizzante sotto i piedi, è ideale per tutti gli spazi all’aperto. Richiede una bassa manutenzione ed è una soluzione economica.

Lo svantaggio principale della pavimentazione in gomma è che non è resistente e, quindi, duratura come le soluzioni sopracitate. Dopo qualche anno deve essere sostituita ed alla lunga potrebbe rivelarsi meno conveniente di quanto si pensasse.

  • Cotto, un materiale molto versatile, che ben si presta per rinnovare vecchi immobili o ambienti rustici, diffondendo un’armonia che resterà immutabile negli anni. E’ ideale anche nella realizzazione di nuovi locali, ai quali conferisce un tocco di calore.

Una buona superficie in cotto deve essere in grado di svolgere le proprie funzioni tecniche ed estetiche, senza deteriorarsi a causa delle sollecitazioni e soprattutto deve evitare situazioni che provochino danno alle persone, come cadute per scivolamento.

Riguardo la pulizia il cotto levigato è più facile da gestire. Questo trattamento elimina la ruvidità, ma non intacca la sfumatura di colore. Nella pavimentazione esterna, questo materiale è spesso scelto per la sua resistenza agli agenti atmosferici. Dopo la cottura, acquista una notevole resistenza alle intemperie.

E’ particolarmente resistente alle pressioni di tutti i mezzi, oltre che agli shock termici ed al gelo. A differenza degli interni, per quelli esterni è preferibile non effettuare alcun trattamento protettivo, perché ciò ne impedirebbe la traspirazione.  Nel caso l’acqua fosse assorbita, ne verrebbe impedita la fuoriuscita ed in caso di gelate, si potrebbero verificare rotture.

Si consiglia il cotto senza finiture, in quanto la sua superficie ruvida, evita che in presenza di acqua, il pavimento possa diventare scivoloso.

  • Legno composito: è un materiale elegante e richiede minore manutenzione. Può essere considerato la versione artificiale del legno.

I materiali compositi ed artificiali hanno meno probabilità di scheggiarsi, marcire o deformarsi, quindi necessitano di minore manutenzione.

Il PVC è soggetto a forte dilatazione: i pavimenti per esterno in legno composito sono soggetti in generale a forte torsione e movimento, mentre durante la brutta stagione tendono a gonfiarsi perché assorbono acqua e a ritirarsi quando la temperatura si innalza. Tutti aspetti di cui tener conto in fase di montaggio, altrimenti ci si ritrova con un pavimento da buttare via dopo pochi mesi.

I deck compositi regalano una sensazione meno naturale, ma in compenso sono disponibili in molti colori e finiture soddisfando così le preferenze estetiche di molti.

  • Duro composito: un nuovo materiale da utilizzare nei pavimenti per esterni messo in commercio negli ultimi anni.

Un materiale realizzato con una miscela composta da lolla di riso e pvc vergine. Si tratta di un pavimento dalla superficie estremamente resistente, carteggiabile e verniciabile come il legno naturale. Di conseguenza le macchie si tolgono facilmente. Non assorbe acqua perché non c’è segatura e non si deforma perché non contiene pvc rigenerato che è soggetto a forti torsioni.

Offre il vantaggio di avere la posa in opera estremamente semplice, senza viti né chiodi. Non richiede particolari attenzioni visto che le doghe in duro composito non presentano problemi di deformazione, torsione né dilatazione, quindi non ci sono rischi di errore durante la posa.

Altro vantaggio, unico nel suo genere, è quello di poter togliere e sostituire ogni singola doga in caso di rottura o danneggiamento, proprio perché il sistema di montaggio non prevede colle, viti, bulloni né distanziatori.

  • Decking al quarzo e marmo: un pavimento per esterni realizzato con un materiale innovativo e che dona un aspetto sofisticato creando lo stesso effetto visivo del legno.

I pavimenti in quarzo e marmo, rispetto ai materiali compositi, hanno il vantaggio di non utilizzare alcun componente plastico. Sono eco friendly ma, soprattutto, non sono soggetti a distorsioni né allungamenti a causa del clima esterno. Non temono neanche i raggi UV, per questo non si deteriorano nel corso degli anni, né richiedono alcun tipo di manutenzione dopo la posa.

I colori sono permanenti e non vi è il rischio di decolorazioni dovute agli agenti atmosferici. I decking al quarzo e marmo non producono schegge. Sono calpestabili a piedi nudi e non permettono il proliferare dei batteri.

Oltre ai materiali sopracitati ci sono altri due fattori da considerare prima della scelta. Essi sono:

  1. le condizioni climatiche, le quali influenzano notevolmente la scelta dei pavimenti per esterni.  Se vivi in un luogo con inverni freddi e temperature basse, devi acquistare un materiale  resistente al gelo e agli sbalzi di temperatura. L’umidità ma anche la pioggia in caso di basse temperature possono ghiacciare creando dei film superficiali scivolosi che compromettono l’usabilità del pavimento. Se la pavimentazione è piuttosto porosa, l’acqua penetra e ghiaccia. Il pavimento diventa così scivoloso superficialmente, ma può addirittura spaccarsi a causa dell’acqua penetrata.

Il grès porcellanato è il pavimento più indicato in queste condizioni. Se installato tramite il montaggio antigelo e l’utilizzo di giunti di dilatazione, permette il deflusso delle acque meteoriche e dell’eventuale neve sciolta, impedendo il ristagno dell’acqua.

2. La destinazione d’uso. Si tratta di un giardino,  un vialetto esterno, una terrazza o una zona adiacente la piscina? In base a ciò potrai scegliere il materiale più idoneo.

Se il pavimento serve a realizzare un vialetto in un giardino, deve possedere caratteristiche di resistenza alle muffe ed ai batteri che provocano la marcescenza, ma anche di resistenza all’umidità.

Il decking al quarzo e marmo, il duro composito o il grès porcellanato sono i più indicati per questo utilizzo.

Se il pavimento serve a rivestire balconi e terrazze, deve avere caratteristiche di resistenza ed antiscivolamento superiori ai pavimenti degli interni, come il deck composito o il grès porcellanato.

Per i bordi piscina si deve scegliere un materiale che sia soprattutto antiscivolo ed impermeabile come il decking al quarzo e marmo, il legno composito ed il grès porcellanato.

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