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Efficienza energetica

I migliori sistemi di riscaldamento casa

I migliori sistemi di riscaldamento casa

L’estate è ormai terminata da qualche mese e stiamo pensando già ai sistemi di riscaldamento casa. Ne esistono diversi: dai sistemi a diffusione ai camini. Qual è la migliore soluzione per la tua abitazione? Scopriamolo insieme.

Gli 8 sistemi di riscaldamento migliori per la tua casa

Come anticipato esistono vari sistemi di riscaldamento casa, ognuno avente caratteristiche diverse.

  1. Sistema di diffusione d’aria calda

Sistema poco diffuso in Italia, è costituito principalmente da una caldaia che produce e soffia aria riscaldata attraverso dei condotti. L’aria calda viene distribuita nelle stanze di tutta la casa fuoriuscendo da apposite griglie. Questo tipo di sistema di riscaldamento è chiamato sistema di distribuzione di aria calda canalizzata o aria calda forzata. Può essere alimentato da elettricità, gas naturale o olio combustibile.

Come funziona il sistema di diffusione d’aria calda?

All’interno di un forno a gas o a gasolio, il combustibile viene miscelato con l’aria e bruciato. Le fiamme riscaldano uno scambiatore di calore metallico dove il calore viene ceduto all’aria. Quest’ultima viene spinta attraverso lo scambiatore di calore grazie ad una ventola e, quindi, forzata a circolare nei condotti a valle dello scambiatore. I residui della combustione vengono espulsi dall’edificio attraverso una canna fumaria.

Elemento importante di questo tipo di sistema è il termostato, che accende e spegne il sistema: normalmente un sistema ad aria forzata ha un unico termostato. Le migliori caldaie a gas oggi hanno un’efficienza superiore al 90%.

2. Caldaia ed impianto ad acqua

In questo sistema una caldaia ha il compito di produrre calore per riscaldare acqua. A differenza del sistema a diffusione, quì ad essere riscaldata non è l’aria ma l’acqua che cede calore mentre passa attraverso i radiatori di tutta la casa. L’acqua più fredda ritorna quindi alla caldaia per essere riscaldata nuovamente.

Le caldaie residenziali generalmente utilizzano il gas naturale come combustibile. Invece di un sistema di ventilazione e dei condotti, una caldaia tradizionale utilizza una pompa per far circolare l’acqua calda attraverso i tubi ai radiatori. Alcuni sistemi fanno circolare l’acqua attraverso tubi nel pavimento. Si tratta di un sistema chiamato riscaldamento a pavimento radiante. I sistemi di controllo della caldaia includono termostati e valvole che regolano rispettivamente la temperatura dell’acqua e la pressione dell’impianto.

3. Pompe di calore (condizionatori elettrici)

Sono sistemi che sfruttano l’energia termica presente in natura. Le pompe di calore sono semplicemente dei condizionatori d’aria a due vie. Durante l’estate funzionano da condizionatore d’aria facendo fuoriuscire il calore dall’interno della casa verso l’esterno. In inverno, la pompa di calore inverte il funzionamento, recuperando il calore dal freddo dell’esterno, con l’aiuto di un sistema elettrico e scaricando quel calore all’interno della casa.

Quasi tutte le pompe di calore utilizzano sistemi di erogazione forzata per trasferire l’aria riscaldata in tutta la casa. Una pompa di calore geotermica riscalda e raffredda in qualsiasi clima, scambiando calore con il terreno, che ha una temperatura piuttosto costante.

Le pompe di calore ad aria sono molto più comuni delle pompe di calore geotermiche perché sono più economiche e più facili da installare. Le pompe di calore geotermiche, tuttavia, sono molto più efficienti e sostenibili. Mentre una pompa di calore ad aria è installata in modo molto simile ad un condizionatore d’aria centrale, le pompe di calore geotermiche richiedono che un circuito sia interrato nel terreno, di solito in trincee lunghe e profonde.

La scelta migliore potrebbe essere quella di collegare la pompa di calore ad un impianto fotovoltaico: in questo modo l’energia elettrica necessaria per far funzionare la pompa di calore verrà prodotta quasi a costo zero.

LEGGI ANCHE: Stufe e camini: guida alla scelta

4. Stufe a gas termoventilate

Si tratta di stufe a gas da parete, a posizionamento libero e a pavimento, tutte caratterizzate dalla mancanza di condutture. Questi caloriferi hanno una resa termica relativamente ridotta, sono utili a limite per riscaldare una singola stanza. Se è necessario riscaldare più stanze, le porte tra le stanze devono essere lasciate aperte oppure è necessario installare un altro tipo di riscaldamento.

I migliori modelli di stufe a gas utilizzano sistemi ad “aria combustione sigillata”. I modelli possono essere alimentati a gas naturale o propano. Dal punto di vista dei costi non sono proprio economiche, considerando che oltre al consumo del gas va preventivato anche quello dell’energia elettrica necessaria per la ventilazione.

Le stufe a gas termoventilate sono piuttosto sicure perché sono dotate di valvole di sicurezza e di analizzatore d’ambiente che verifica la percentuale di anidride carbonica presente nella stanza. In caso di pericolo le stufe si spengono automaticamente.

5. Stufe elettriche

Le stufe elettriche sono poco costose ma la bolletta elettrica ne risentirà fortemente. Generalmente ad infrarossi ed al quarzo, trasformano la corrente elettrica direttamente in calore, come un tostapane o un ferro da stiro. Sono poco efficienti perché è necessaria molta elettricità per fornire la stessa quantità di calore che fornisce il gas naturale.

Come per le stufe termoventilate, anche questi apparecchi elettrici vanno bene giusto per riscaldare una singola stanza. Il calore generato da una resistenza elettrica è solitamente la forma più costosa di calore. Se puoi farne a meno è meglio!

6. Stufe a Pellet

Le stufe a pellet sono poco inquinanti. Producono aria calda che, attraverso apposite canalizzazioni, può essere convogliata negli altri ambienti della casa. L’installazione è facile, anche in posizione decentrata rispetto alla canna fumaria.

Il costo del pellet è contenuto ed è sicuramente uno dei combustibili più economici sul mercato.

7. Camini

I caminetti a gas o a legna sono fondamentalmente parte dell’arredamento di una stanza. A parte il loro design, i camini in genere non sono una fonte di calore efficiente.

Per migliorare la capacità di un caminetto di riscaldare un ambiente della casa, basta dotarlo di una porta in vetro a tenuta ermetica.

8. Riscaldamento radiante

Il calore radiante a pavimento, ma anche a parete e a soffitto, è costituito da un sistema che fa circolare acqua calda in tubi sotto il pavimento. Una caldaia o una pompa di calore, scalda l’acqua che viene fatta fluire nelle tubazioni in polietilene reticolato che formano delle serpentine poste sotto il pavimento.

Questo sistema sfrutta la trasmissione del calore per irraggiamento.  Il pavimento si riscalda e a sua volta riscalda l’ambiente circostante. È altamente controllabile, molto efficiente ma è costoso da installare. Richiede anche un progettista ed un installatore esperto.

Meglio evitare di installarlo se sei un estimatore del parquet!

Qual è il miglior sistema di riscaldamento

Non esiste in assoluto il miglior sistema di riscaldamento. Molto dipende da quanto è grande la tua casa, dal suo grado di isolamento termico e da quanto spazio hai a disposizione esternamente per stoccare la legna o il pellet.

Tralasciando le stufe a gas e le stufe termoventilate, le quali hanno una bassa efficienza termica ed alti consumi, possiamo dire che i sistemi di riscaldamento che hanno un rendimento energetico migliore sono quelli radianti e le pompe di calore. I costi di installazione di questi sistemi di riscaldamento sono più elevati.

Un buon compromesso è costituito dalle stufe a pellet, da installare in abitazioni non raggiunte dalla rete del gas. Fanno al caso tuo se vuoi gestire, con costi minimi, il riscaldamento della tua casa ed anche la produzione di acqua calda.

Se hai già una caldaia a gas e non vuoi spendere cifre esagerate per il rifacimento completo degli impianti di riscaldamento, la soluzione ideale è scegliere una caldaia a condensazione. Questa tipologia, rispetto a quella tradizionale, ha un’efficienza più alta con una riduzione dei consumi di gas e di emissioni nell’ambiente.

Sei ancora indeciso su quale sistema di riscaldamento installare? CONTATTACI e ti seguiremo passo dopo passo durante la scelta.

Cos’è l’ecodesign

Negli ultimi anni, complici gli effetti – ormai sotto gli occhi di tutti – che i cambiamenti climatici hanno prodotto, la lotta contro il surriscaldamento globale è diventata un argomento di pubblico interesse.

In questo contesto, è anche aumentata l’attenzione verso comportamenti più sostenibili, anche da parte delle aziende.

Una situazione che ha comportato un profondo mutamento all’interno del mercato: molte realtà, infatti, hanno decisamente virato verso una produzione più green e responsabile. Anche il mondo del design è stato interessato da questi cambiamenti ed è proprio per offrire una risposta concreta al problema dell’impatto ambientale delle attività umane che è nata una nuova, interessante branca della disciplina: l’ecodesign.

Ma che cos’è l’ecodesign?

In questa breve guida, cercheremo di dare una definizione chiara e completa di questo termine, corredandola con esempi concreti ed elencando i numerosi vantaggi che presenta.

Che cos’è l’ecodesign: definire una nuova filosofia di produrre

L’espressione “ecodesign” suona molto contemporanea, ma in realtà per ricercare le origini di questa declinazione del design in chiave ecologica bisogna tornare indietro di quasi un secolo. Erano infatti gli anni ’20 del ‘900 quando l’architetto e designer Richard Buckminster Fuller operò, attraverso i suoi progetti, una piccola grande rivoluzione, disegnando edifici, automobili e altri oggetti secondo il criterio della gestione attenta delle risorse.

La sua creazione più celebre, la cupola geodetica, rimane ancora oggi uno degli esempi più eccellenti di costruzione efficiente e a basso impatto ambientale.

Partendo da questi presupposti, oggi ha potuto strutturarsi l’ecodesign, inteso come quella branca del design che prevede la progettazione di oggetti, componenti di illuminazione e persino capi di abbigliamento sostenibili.

Che cos’è l’ecodesign: i vantaggi che offre un design più green

Ora che abbiamo chiarito che cos’è l’ecodesign, è opportuno prendere in esame i vantaggi che offre.

Nel momento in cui un’azienda decide di trasformare la propria produzione in chiave ecosostenibile, si attuano due importanti cambiamenti:

  • I prodotti di ecodesign sono frutto di una rinnovata attenzione dell’industria nei confronti delle tematiche ambientali;
  • Nonostante siano “eco”, gli oggetti di ecodesign rispondono perfettamente alla funzione per cui sono stati creati.

A ciò, aggiungiamo un terzo punto e cioè che, mediamente, l’ecodesign non presuppone prezzi eccessivamente alti (anche se questo aspetto varia in base al prestigio del brand produttore).

Le aziende che scelgono di implementare la produzione di oggetti di ecodesign, inoltre, hanno maggiori possibilità di migliorare la propria competitività, differenziandosi dalla concorrenza attraverso la proposta al pubblico di un’immagine “green” che può avere un ottimo impatto sociale.

In sintesi, i benefici dell’ecodesign possono essere così riassunti:

  • Ambientali: l’ecodesign presuppone un basso impatto sull’ambiente attraverso un utilizzo responsabile delle risorse;
  • Economici: la cultura del riciclo, fortemente promossa dall’ecodesign, così come la volontà di ridurre i trasporti – con la conseguente diminuzione del consumo di carburante e, quindi, di emissioni di CO2 – sono fattori determinanti per garantire maggiori risparmi alle aziende produttrici;
  • Sociali: implementare le creazioni di ecodesign significa offrire al pubblico un’immagine migliore, quella di una realtà che ha a cuore questioni importanti che riguardano tutti noi, come appunto è il tema dei cambiamenti climatici, accrescendo così la possibilità di ampliare il bacino dei potenziali clienti.

Cos’è l’ecodesign e quali ostacoli deve superare per affermarsi

Come abbiamo visto, l’ecodesign assicura numerosi vantaggi.

Perché allora è ancora un fenomeno relativamente di nicchia?

I motivi sono molteplici ma si tratta in ogni caso di ostacoli che possono essere facilmente superati per portare a un’affermazione capillare di questa nuova filosofia del design.

Le principali difficoltà che può incontrare un’azienda decisa a investire sull’ecodesign possono essere ricondotte a:

  • Una diffusa mancanza di know-how: i professionisti interessati al settore del design ecologico sono in costante crescita e tuttavia non ancora abbastanza numerosi da rispondere adeguatamente a una richiesta di mercato in rapida ascesa. Molte aziende si trovano dunque ad affrontare il problema della scarsità di esperti su temi ambientali e, soprattutto, sulla capacità di sfruttare in modo oculato le risorse disponibili o lavorare oggetti a partire da materiali di riciclo. D’altra parte, l’acquisizione di professionisti qualificati, essendo questi ancora una sostanziale minoranza, comporta costi maggiori per le aziende;
  • Problemi nell’implementare e diffondere a livello capillare nuove teorie e tecniche legate all’ecodesign, anche per via di una lacuna in proposito nell’attuale ordinamento giuridico;
  • Complessità incontrate nell’accesso a informazioni sulle tematiche ambientali che potrebbero risultare molto utili in fase di progettazione di prodotti di ecodesign.

Che cos’è l’ecodesign: design tradizionale vs ecodesign

Per rispondere, con estrema sintesi, alla domanda “che cos’è l’ecodesign”, bisogna dire che si tratta di una filosofia di design che propone l’inclusione di aspetti relativi alla sostenibilità ambientale all’interno del ciclo produttivo di un oggetto, accanto ad altri fattori fondamentali, come i costi, l’utilità, l’estetica, la sicurezza, la durabilità ecc.

Tra i requisiti che un oggetto di ecodesign deve soddisfare, inoltre, è molto importante la voce dei consumi, che devono essere il più possibile contenuti durante tutto il ciclo di vita del progetto, dall’idea alla realizzazione, fino all’utilizzo.

Rispetto al design tradizionale, l’ecodesign non presenta differenze sostanziali per quanto riguarda i diversi passaggi della produzione di un oggetto; la vera rivoluzione che introduce questa filosofia sta nel proporre un nuovo punto di vista, che considera l’aspetto della sostenibilità ambientale un fattore imprescindibile per la realizzazione di un prodotto di design.

Che cos’è l’ecodesign: qualche esempio

Benché l’ecodesign sia una declinazione del design ancora in ascesa, è possibile ricercare esempi di questa nuova filosofia in diversi oggetti: dal tavolo realizzato con materiali al 100% di riciclo ai contenitori per caffè edibili; dagli occhiali da sole o dagli spazzolini da denti in bamboo ai capi di vestiario prodotti con plastica riciclata recuperata negli oceani, fino alla gioielleria ecologica.

Gli oggetti di ecodesign sono molto richiesti da chi progetta una casa ecologica o intende ristrutturare casa in chiave green e secondo i criteri della bioedilizia.

Le novità della bioedilizia

La bioedilizia è un settore che sta conoscendo un crescente successo, merito da un lato dei numerosi progressi che sono stati compiuti da costruttori, architetti e designer in termini di utilizzo di nuove tecniche e tecnologie e dall’altro di una sempre più spiccata sensibilità da parte dell’opinione pubblica riguardo al tema della salvaguardia ambientale.

Scopriamo allora quali sono le principali novità della bioedilizia che permettono, oggi, di progettare e costruire abitazioni realmente green.

Cos’è la bioedilizia

Prima di centrare il focus della questione, prendendo in considerazione le novità della bioedilizia, è necessario aprire una parentesi su cosa si intende con il termine “bioedilizia”.

Con questa parola, infatti, si indica una vera e propria filosofia edilizia che, come suggerisce il prefisso “bio”, si propone di progettare, costruire o ristrutturare un edificio in modo che abbia un minore impatto ecologico.

La bioedilizia nasce da un’esigenza ben precisa: creare un’armonia tra uomo, opere architettoniche e natura, integrando questi elementi l’un l’altro in modo da garantire il rispetto dell’ambiente.

A tale scopo, la bioedilizia si avvale di tecniche costruttive di ultima generazione, di materiali ecocompatibili e utilizza impianti che sfruttano le energie pulite.

I principi cardine della bioedilizia possono essere così riassunti:

  • Approccio integrato: per un progetto di bioedilizia, tutto il team coinvolto, dall’architetto all’operaio, è adeguatamente formato sugli obiettivi green dell’opera e deve possedere le competenze necessarie in materia;
  • La considerazione degli elementi geografici, che si traduce in un’analisi accurata delle caratteristiche del territorio in cui si costruisce l’abitazione, di cui occorre tenere conto già a partire dalla fase progettuale e che rappresentano un fattore determinante per la corretta scelta del materiali;
  • La scelta dei materiali, che, come abbiamo visto, è legata ai vincoli geografici da una parte ma anche a precisi obiettivi architettonici dall’altra (per esempio, l’isolamento termico e acustico);
  • L’efficienza energetica: un edificio costruito secondo le regole della bioedilizia deve poter essere performante dal punto di vista energetico, al fine di ridurre gli sprechi e, di conseguenza, di avere un impatto minore sull’ambiente;
  • Il comfort degli abitanti. Un altro importante elemento distintivo della bioedilizia consiste nel perseguire l’obiettivo di assicurare la salute e il comfort degli abitanti, il che significa progettare la casa garantendo salubrità degli ambienti e protezione dai campi elettromagnetici.

Le novità della bioedilizia negli ultimi anni

Ora che abbiamo approfondito il significato e la filosofia della bioedilizia possiamo finalmente considerare le novità che hanno interessato il settore durante gli ultimi anni.

Dal momento che la bioedilizia è un settore in forte crescita, la ricerca e la sperimentazione in questo campo è molto fertile.

Una delle maggiori novità della bioedilizia riguarda proprio uno dei suoi elementi caratterizzanti e cioè la scelta dei materiali.

Di recente, infatti, sono state esplorate nuove soluzioni in merito: per esempio, è al vaglio la possibilità di utilizzare tessuti ricavati dalla canapa – o di altre fibre alimentari – per la costruzione delle pareti. Materiali presenti da sempre in natura ma assolutamente nuovi in ambito edile e che tuttavia stanno già mostrando numerosi vantaggi, come la capacità di garantire un’ottima salubrità dell’aria all’interno dell’immobile, tale addirittura da eliminare – o, comunque, ridurre drasticamente – l’insorgenza di allergie.

Utilizzando materiali bio, dunque, è possibile non solo ridurre l’impatto di un progetto edilizio sull’ambiente, ma anche avere una migliore qualità dell’aria in casa.

Le novità della bioedilizia: impianti green e domotica fattori chiave per il futuro

Le novità della bioedilizia non si fermano alla scelta dei materiali di costruzione, ma riguardano anche molti altri aspetti:

  • La realizzazione di impianti elettrici, idraulici e di riscaldamento ecosostenibili, che rispettano l’ambiente e assicurano anche un notevole risparmio energetico. Un esempio classico è quello dei pannelli solari, che, pur avendo un costo di installazione abbastanza elevato, sul lungo termine consentono di risparmiare considerevolmente in bolletta;
  • L’integrazione delle tecnologie relative all’ambito della domotica, al fine di trovare soluzioni innovative che migliorino il comfort abitativo ma siano comunque ecosostenibili;
  • La possibilità di riciclare. Come abbiamo visto, lo studio di nuove soluzioni per la scelta dei si è orientato soprattutto verso l’utilizzo di materiali naturali, come per esempio le fibre vegetali. Largamente impiegato nella bioedilizia è però anche il legno, sempre se ricavato da foreste gestite secondo criteri di silvicoltura sostenibile, sicché non si parla in questo caso di deforestazione ma piuttosto di salvaguardia delle zone boschive, grazie a una gestione attenta e oculata delle risorse. Non a caso, tra le soluzioni di bioedilizia più diffuse al momento figurano le case prefabbricate in legno, che uniscono comfort, risparmio energetico e sostenibilità, distinguendosi come modello abitativo moderno ed ecologico. L’uso di materiali naturali presenta anche un ulteriore vantaggio e cioè la possibilità di riciclarli, alimentando così il circolo virtuoso dell’ecosostenibilità.

Bioedilizia: pro e contro

Tra le novità della bioedilizia rientra anche un attento esame dei benefici che offre. Grazie alla fervente ricerca nel settore, infatti, sono stati evidenziati numerosi vantaggi del cosiddetto green building.

Oltre a quelli che già abbiamo elencato (comfort abitativo, qualità dell’aria, riciclabilità dei materiali di costruzione, risparmio energetico e basso impatto ecologico) ci sono molti altri motivi per sposare la filosofia della bioedilizia. Tra cui, per esempio, gli incentivi fiscali.

Negli ultimi anni, il Governo italiano ha concesso la possibilità di usufruire di notevoli detrazioni fiscali per gli interventi edilizi legati all’efficientamento energetico. Per conoscere i dettagli, è sufficiente una veloce ricerca sul web o, ancora meglio, un colloquio con un’impresa edile o con un architetto specializzato, che potranno informarvi circa i requisiti da possedere per godere dei bonus.

Per quanto riguarda i contro, in realtà è da segnalarne solo uno: i costi elevati. Ciononostante, non solo, come abbiamo visto, spese iniziali più elevate sono controbilanciate da un risparmio a lungo termine, ma con la capillare diffusione della bioedilizia è prevedibile che i costi si abbasseranno gradualmente, in modo da far diventare il green building un sogno alla portata di tutti.

Case prefabbricate in legno: la nuova tendenza

Le case prefabbricate in legno stanno conoscendo un incredibile successo.

Ma si tratta solamente di una moda oppure è una scelta motivata da diverse ragioni?

Cerchiamo di scoprirne di più.

Case prefabbricate in legno: un mercato in crescita

Negli ultimi anni, il settore dell’edilizia prefabbricata si è notevolmente espanso in Italia.

Un trend che si era già visto da un po’ di tempo nel resto d’Europa: in Germania, per esempio, nel solo 2019 una licenza su cinque per la realizzazione di una nuova casa riguardava proprio una prefabbricata.

Il motivo del boom del prefabbricato è presto detto: questo mercato, infatti, risulta vantaggioso tanto per i proprietari delle case – che si trovano a disposizione abitazioni nuovissime, dotate di tutti i comfort e, soprattutto, ecosostenibili – quanto per le imprese edili, che possono contare su tempi di costruzione e di consegna straordinariamente brevi.

Case prefabbricate in legno: un’architettura ready-made e sostenibile

Perché abitare in case prefabbricate in legno?

Una delle ragioni più valide consiste nel fatto che si tratta di costruzioni eco-friendly.

Un indubbio punto di forza, considerando che viviamo in un momento storico in cui il tema della sostenibilità ambientale è di stringente attualità.

Ridurre le emissioni di CO2 è necessario non solo per salvaguardare la salute del nostro pianeta qui e ora ma anche per garantire un futuro migliore alle prossime generazioni.

La riduzione dell’inquinamento non coinvolge però solo le realtà più grandi, quali industrie e fabbriche, ma anche i comuni cittadini che, nel proprio quotidiano, sono chiamati a compiere scelte importanti a favore dell’ambiente. Tra queste, rientra anche la decisione di vivere in una casa ecosostenibile.

La crescente richiesta di mercato di abitazioni ecocompatibili ha profondamente influito sul settore delle costruzioni e molti titolari di imprese edili si sono convinti a utilizzare sempre di più il legno, che non solo è una materia prima rinnovabile ma è anche ricavato dalle piante, fonti indispensabili di assorbimento della CO2.

Per ogni albero abbattuto per produrre legna, inoltre, sono sempre più frequenti i programmi di riforestazione, così come iniziative come “adotta un albero” e simili.

Con la premessa di una silvicoltura sostenibile e di un uso ponderato delle risorse naturali, dunque, i prodotti in legno di lunga durata – come possono essere, appunto, le case prefabbricate – possono offrire un contributo decisivo nella lotta per la protezione dell’ambiente e contro il cambiamento climatico.

Case prefabbricate in legno: cosa significa costruire green

Tra i diversi tipi di legname impiegati nell’edilizia, uno dei più versatili è sicuramente l’abete rosso.

Nel caso delle abitazioni prefabbricate in legno, questo legno può essere utilizzato per la realizzazione delle pareti, dei soffitti e del tetto. Considerando che una casa di circa 140 mq di superficie richiede l’uso di 10 alberi, è indispensabile che i costruttori si rivolgano, per l’acquisto del legno, da aziende che gestiscono le foreste in modo sostenibile.

Nel concreto, ciò significa che non può essere raccolta più legna di quanta viene sostituita.

Per quanto riguarda invece il metodo di costruzione, il più comune per realizzare case prefabbricate in legno a livello industriale consiste nel ricorrere a pannelli.

Un’abitazione di questo genere è dunque un edificio a base di legno, in cui la struttura portante è collegata su entrambi i lati con materiali in lastre: i pannelli, appunto. Questi possono essere prodotti direttamente in gabbrica e poi montati direttamente in cantiere, così da costruire l’edificio in tempi estremamente brevi.

I pannelli assolvono a importanti compiti:

  • Costituiscono gli elementi portanti e divisori della casa
  • Presentano notevoli proprietà isolanti: l’isolamento termico dell’abitazione, infatti, è per la maggior parte garantito proprio dai pannelli.

Case prefabbricate in legno: tutto da una sola fonte

La costruzione di una casa è un’esperienza indubbiamente entusiasmante, ma che non di rado è anche fonte di stress e preoccupazioni.

Nel momento in cui la fase di progettazione è terminata e tutti gli adempimenti burocratici sono stati finalmente completati, il grosso del lavoro consiste nel coordinare i diversi interventi: dallo scavo alla costruzione delle fondamenta, dalla realizzazione del tetto a quella dei muri.

Tutte le attività di muratura, in altre parole, necessitano di una perfetta organizzazione e richiedono un bel po’ di tempo, anche nel caso ci si rivolga a imprese edili particolarmente celeri ed efficienti.

Per le case prefabbricate in legno, invece, questo problema non sussiste, perché tutto il lavoro è gestito da una sola fonte, da un unico soggetto.

Una volta scelta la ditta cui affidare il lavoro, questa si occupa di tutte le fasi dell’attività direttamente in cantiere; sempre più spesso, inoltre – forti anche della rapida espansione di questo settore di mercato – le imprese edili offrono un pacchetto completo con consegna chiavi in mano.

A questo punto, ai proprietari non resta che organizzare il trasloco e trasferirsi nella loro nuova casa prefabbricata in legno, confortevole ed ecologica.

L’utilizzo dell’espressione “pacchetto completo” non è stata casuale: nel momento in cui si decide di andare ad abitare in una casa prefabbricata, la proposta del costruttore include già un servizio a 360°, che comprende: tempi di costruzione brevi, elevati standard di efficienza energetica, garanzia della qualità dei materiali, design attento ai gusti del cliente.

Case prefabbricate in legno: perché sceglierle

Abbiamo preso in esame i vantaggi che offrono le case prefabbricate in legno, che spaziano dalle tempistiche brevi all’ecosostenibilità.

Ma la “moda” del prefabbricato non è dovuta soltanto alla presenza di queste caratteristiche, che pure sono fondamentali: la tendenza a scegliere di vivere in questo tipo di abitazioni è dettata piuttosto da una pluralità di fattori, il più importante dei quali può essere forse ravvisato nella sapiente combinazione degli attuali trend abitativi con le features dell’architettura prefabbricata sostenibile, che ha permesso ai protagonisti del settore di aprirsi una via verso il successo che si prospetta ancora lunga e ricca di novità.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: quale scegliere?

Quando si ristruttura casa o si ha un cantiere aperto, uno degli interventi più importanti riguarda l’installazione degli infissi.

A questo proposito, occorre porsi una domanda fondamentale e cioè: cosa è meglio, serramenti in legno, alluminio o PVC?

In realtà, ciascuna delle tre opzioni presenta numerosi vantaggi.

Per compiere la scelta migliore, tuttavia, è necessario conoscere le caratteristiche di ciascun materiale e valutare quale soluzione risulta più consona per la propria casa.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: gli infissi in legno

Partiamo dal considerare le peculiarità del legno, un materiale da sempre molto utilizzato – e altrettanto apprezzato – in edilizia, sia per gli aspetti prettamente strutturali che per gli interni, come per esempio parquet o boiserie.

Perché scegliere infissi in legno? Di motivi validi non ne mancano:

  • Dal punto di vista estetico, il legno conferisce all’abitazione una personalità unica. Nessuna riproduzione di serramenti in legno, per quanto raffinata, può essere in grado di sostituire la bellezza delle venature naturali;
  • Si tratta di un materiale che conferisce prestigio alla casa, aumentandone di conseguenza anche il valore di mercato;
  • Il legno è un ottimo isolante, sia termico che acustico e crea un microclima piacevole all’interno dell’abitazione;
  • È un materiale stabile, anche nel caso si debbano montare infissi di grandi dimensioni;
  • È resistente e dura nel tempo, caratteristica questa che viene ulteriormente rafforzata dal tipo di trattamento con il quale vengono lavorati i serramenti e cioè la verniciatura ad acqua;

Un’altra importante caratteristica del legno, che merita un breve paragrafo a parte data la sua importanza, è che si tratta di un materiale molto ecologico.

La produzione del legno, infatti, richiede un consumo minore di energia rispetto a quella di altri materiali, il che si traduce in minori emissioni e, di conseguenza, in un ridotto inquinamento atmosferico.

Inoltre, un serramento in legno può essere riciclato pressoché al 100%: con i vecchi infissi in legno, per esempio, è possibile produrre combustibile o pannelli in truciolato.

Anche se non venisse riciclato, comunque, il legno si biodegrada naturalmente, confermandosi quindi un prodotto completamente green.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: gli infissi in alluminio

Nella scelta tra serramenti in legno, alluminio e PVC bisogna considerare con attenzione tutte le opzioni.

Vediamo quindi ora quali sono le caratteristiche principali degli infissi in alluminio.

Questo tipo di serramenti si predilige soprattutto per uffici e attività commerciali, mentre si trova in minore misura nel contesto residenziale.

La ragione di una così ampia diffusione in ambito professionale è legata all’eccezionale resistenza che caratterizza gli infissi in alluminio, in particolare all’azione degli agenti atmosferici.

Il telaio dei serramenti in alluminio può essere verniciato con qualsiasi tonalità, consentendo quindi un’ampia versatilità estetica di questi infissi.

L’alluminio presenta dunque molti vantaggi: è durevole e resistente, è elegante e versatile e, infine, non necessita di particolare cura e manutenzione, se non quelle ordinarie.

Per garantire il migliore isolamento termico e acustico, gli infissi in alluminio vengono realizzati mediante il sistema a taglio termico, che, attraverso appositi giunti e isolanti, permette di isolare la porzione interna del serramento da quella esterna.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: una scelta intermedia

Non è detto che la scelta debba necessariamente essere tra serramenti in legno, alluminio e PVC. Ci può essere anche un’opzione intermedia e cioè gli infissi in legno-alluminio, che conciliano il calore tipico del legno con la praticità dell’alluminio.

Prima di prendere in esame i serramenti in PVC, dunque, è opportuno aprire una piccola parentesi rispetto a questa tipologia di infissi.

Nel caso dei serramenti in legno-alluminio, viene utilizzato un legno lamellare, prodotto incollando l’una sull’altra sottilissime lastre di legno; grazie a questo sistema viene potenziata la resistenza del materiale, che viene così a essere pari (o addirittura superiore) a quella di acciaio e cemento armato, soprattutto per quanto riguarda la capacità ignifuga.

A ciò si aggiunge il plus dell’alluminio, che accresce ulteriormente resistenza e praticità: i serramenti in legno-alluminio, infatti, non richiedono particolare manutenzione e per pulirli è sufficiente un semplice panno umido.

Nei serramenti in legno-alluminio, la parte esterna viene realizzata in alluminio, poiché maggiormente esposta all’azione degli agenti atmosferici e soggetta all’usura, mentre quella interna in legno, conferendo comfort e calore.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: gli infissi in PVC

Un grande vantaggio del PVC consiste nel taglio termico naturale, che consente di garantire un ottimo isolamento termico, dal momento che il PVC è per sua natura un materiale non conduttore.

Il PVC, comunque, assicura anche un buon isolamento acustico, ha un ottimo rapporto qualità-prezzo ed è facile da pulire.

Grazie a queste caratteristiche, i serramenti in PVC hanno conosciuto un crescente successo, al quale hanno contribuito le costanti migliorie in termini di capacità isolanti e di design.

Il PVC può essere impiegato per finestre, vetrate, porte finestre e anche porte interne, mentre è sconsigliato per vetrate di grandi dimensioni.

Gli infissi in PVC rappresentano dunque un’ottima scelta, nonostante il prezzo più accessibile rispetto alle altre soluzioni che abbiamo considerato, ma è necessario accertarsi che siano prodotti da aziende specializzate, in grado di garantire le certificazioni del caso e un controllo qualità quotidiano dei prodotti.

Rispetto alla questione durabilità, il PVC può durare molti anni, a patto che sia di prima qualità.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: considerazioni finali

Serramenti in legno, alluminio e PVC: quale scegliere?

Come abbiamo visto, ciascuna di queste opzioni presenta numerosi vantaggi.

I prodotti di ultima generazione, inoltre, assicurano ottime performance e un design capace di adattarsi a qualsiasi contesto architettonico.

Per scegliere la soluzione più adatta alle proprie esigenze, il consiglio è di rivolgersi a un esperto, che vi aiuterà a valutare le peculiarità di ciascun tipo di serramento e a decidere per quello più idoneo per la vostra casa.

Minicase: perché sceglierle

Vado a vivere in una…minicasa! No, non si tratta di uno scherzo: le case di piccole – anzi, piccolissime – dimensioni stanno conoscendo un successo senza precedenti, tanto che è nata una vera e propria corrente di pensiero in merito: il Tiny House Movement.

Le ragioni per cui scegliere di stabilirsi in una minicasa sono molteplici e vanno dai motivi strettamente economici a quelli legati alla ricerca dell’essenzialità e al bisogno di liberarsi del superfluo.

Minicase: perché sceglierle? Pensando in piccolo si risparmia

Scegliere di vivere in una minicasa comporta notevoli risparmi dal punto di vista economico.

Innanzitutto per quanto riguarda le spese: spazi di dimensioni ridotte vengono scaldati o raffreddati molto più velocemente, riducendo significativamente i costi dei relativi impianti.

Anche la manutenzione di una casa piccola è molto meno dispendiosa, così come sono ridotte le spese fiscali.

Occorre anche considerare il rapporto costi/benefici di una minicasa rispetto a un’abitazione in affitto: dopo la crisi economica del 2008, il mercato immobiliare ha subito un duro colpo, in tutto il mondo.

Per questo motivo, da quel momento in poi, molte persone hanno scelto l’opzione dell’affitto, sebbene anche in questo caso le spese da sostenere, rispetto all’acquisto di una minicasa, sono senza dubbio più onerose.

Minicase: perché sceglierle ed essere ecosostenibili

Temi di stringente attualità come quello della salvaguardia dell’ambiente e dei cambiamenti climatici hanno portato molte persone a modificare, in modo più o meno radicale, il proprio stile di vita.

Tra le scelte più coraggiose, figura anche quella di vivere in una minicasa.

Questo tipo di abitazione è ecosostenibile perché:

  • Richiede meno materie prime per la sua costruzione;
  • Occupa poco spazio, quindi consente di ridurre la cementificazione;
  • Consuma meno

In alcuni Paesi, come per esempio negli Stati Uniti, le persone che abitano nelle minicase si riuniscono spesso in ecovillaggi, in gran parte autosufficienti e in cui vengono condivisi beni e servizi; in alcuni casi, inoltre, l’energia prodotta non viene completamente consumata e pertanto il surplus viene regalato agli abitanti delle zone limitrofe.

Minicase: perché sceglierle per risparmiare tempo

Diciamoci la verità: quanti di noi sono costretti a occuparsi delle faccende di casa durante il weekend?

Tra pavimenti e finestre da pulire, mobili da lucidare e polvere da rimuovere su tappeti, moquette e suppellettili il tempo che si perde è davvero tantissimo.

Scegliendo di vivere in una minicasa, invece, si riuscirà a ritagliarsi molto più tempo per sé stessi, dal momento che le faccende domestiche si possono sbrigare in pochi minuti.

Minicase: perché sceglierle? Per liberarsi dal superfluo!

Minicase: perché sceglierle? Uno dei motivi principali per cui sempre più persone optano per questa soluzione è di natura psicologica e consiste nella necessità di liberarsi dal superfluo.

Sembra quasi un paradosso in una società, come quella occidentale, basata proprio sul consumo.

Il diktat del mondo in cui viviamo è: “compra”.

Peccato però che tutti i prodotti che acquistiamo spesso e volentieri si accumulano in garage, cantine, armadi e ripostigli: una cosa molto fastidiosa, che lo diventa ancora di più nel momento in cui dobbiamo fare un trasloco.

In questo frangente, infatti, siamo costretti ad affrontare tutti gli oggetti acquistati nel corso degli anni che, anche se inutilizzati, dobbiamo in qualche modo gestire, sia che si tratti di occuparci del loro smaltimento, sia che decidiamo di portarli con noi nella nuova abitazione.

Scegliere di vivere in una minicasa, al contrario, permette di liberarsi – sia fisicamente che psicologicamente – di tutto il superfluo: ciò che effettivamente ci serve per vivere dignitosamente, a conti fatti, è proprio poco e può trovare posto con facilità anche in pochi metri quadri.

Forse, se tutti decidessimo di fare questa scelta, l’economia rallenterebbe. Però, sicuramente, si vivrebbe meglio.

Minicase: perché sceglierle? Meno spazio dentro, più spazio fuori!

Un’altra ragione per cui può essere vantaggioso abitare in una minicasa riguarda la possibilità di trascorrere più tempo all’esterno.

In una casa piccola non c’è molto da fare: gli oggetti custoditi al suo interno sono pochi ed è semplice tenere in ordine e, una volta che non si mangia, non si dorme o non ci si gode un momento di relax al chiuso, è facile trovare nuovi stimoli all’esterno.

Molti proprietari di minicase, per esempio, coltivano un orto o si prendono cura del giardino che circonda la loro abitazione oppure si rilassano facendo passeggiate nei boschi o in riva al mare.

Minicase: perché sceglierle? Per poterle portare sempre con sé!

Vi trasferite spesso per motivi di lavoro o siete dei giramondo incalliti? Ebbene, in questo caso le minicase possono essere un valido sostituto del classico camper.

Alcune soluzioni, infatti, sono dotate di ruote e possono essere tranquillamente trasportate proprio come un rimorchio ovunque lo desideriate.

Minicase: perché sceglierle per liberare la propria creatività

Lo spazio è poco, le idee sono tante: come fare per creare la casa dei propri sogni in pochi metri quadri?

In realtà, uno spazio di dimensioni ridotte può rappresentare un’interessante sfida per mettere alla prova la propria creatività, stimolando nuove idee per personalizzare la casa in modo unico e originale.

Dai mosaici realizzati con cocci di vecchie bottiglie a piccoli elementi architettonici in legno, le opportunità per liberare la propria vena artistica non mancano anche nelle minicase!

Minicase: perché sceglierle? Meno burocrazia, più libertà

Un altro vantaggio delle minicase consiste nel fatto che spesso non sono soggette alle regolamentazioni edilizie previste invece per le normali abitazioni.

Ciò significa che ci si può costruire la propria minicasa proprio come la si vuole, dove si vuole, senza dover sottostare alle regole della burocrazia e senza stress.

Naturalmente, bisogna comunque verificare con il Comune in cui si abita se esistono normative specifiche per questo tipo di abitazioni, per agire sempre nel pieno rispetto della legge.

Minicase: perché sceglierle per essere più uniti

Anche se le minicase hanno dimensioni ridotte, sono comunque abitazioni intime e accoglienti, dove si può invitare amici e familiari e trascorrere momenti speciali tutti insieme…magari preparando una torta nella piccola cucina della casa o sedendosi sul divano, in veranda o in giardino con una chitarra in mano.

Stufe e camini: guida alla scelta

Con l’arrivo del riscaldamento in (quasi) tutte le case, sembrava proprio che stufe e camini rimanessero semplicemente romantiche vestigia del passato.

Invece, questi due tradizionali sistemi di riscaldamento hanno saputo evolversi in relazione alle esigenze delle persone e oggi molti li scelgono come fonti di calore – in alternativa o in abbinamento a d altri sistemi di riscaldamento – in virtù dei numerosi vantaggi che offrono.

Stufe e camini, infatti, garantiscono un’ottima resa energetica a fronte di consumi relativamente ridotti; inoltre, hanno un design capace di adattarsi facilmente ai diversi stili d’arredo e contribuiscono ad arricchire l’atmosfera della casa, rendendola ancora più piacevole, accogliente e confortevole.

Sul mercato sono disponibili stufe e camini di ottima qualità, realizzati con le tecnologie più all’avanguardia e che permettono di coniugare estetica e funzionalità, distinguendosi come un elemento di pregio capace di conferire valore aggiunto a qualsiasi abitazione.

Stufe e camini: cosa scegliere?

Benché stufe e camini possano tranquillamente coesistere, di solito si opta per l’una o per l’altra soluzione.

Al momento della scelta, occorre tenere presente alcuni fattori, tra cui:

  • Eventuali limiti architettonici e strutturali
  • Budget da destinare ai lavori
  • Utilizzo
  • Alimentazione

Scendiamo nel dettaglio ed esaminiamo questi aspetti uno per uno.

Per quanto riguarda i vincoli strutturali, è necessario considerare che per installare un camino occorre costruire una canna fumaria con dimensioni relativamente importanti, oltre che destinarvi uno spazio dedicato in casa.

Per contro, per la stufa è sufficiente una canna fumaria di dimensioni ridotte e può essere spostata a seconda delle necessità, come per esempio se si ristruttura casa e si cambia l’ubicazione dei diversi ambienti.

Anche dal punto di vista economico occorre fare un’attenta valutazione: le stufe hanno costi inferiori rispetto ai camini, dal momento che si tratta di elementi freestanding che non richiedono interventi di tipo strutturale.

Un altro fattore molto importante su cui riflettere quando si scelgono stufe e camini è l’utilizzo, ossia quanto effettivamente verrebbero sfruttati.

Se il desiderio dei padroni di casa è soprattutto creare atmosfera e rendere l’abitazione più accogliente, l’opzione migliore sarebbe creare un caminetto d’arredo; se invece la priorità è quella di riscaldare gli ambienti, allora si potrebbe pensare a una termostufa o a un termocamino, che possono essere utilizzati in sostituzione o in combinazione con un altro sistema di riscaldamento e che permettono anche di scaldare l’acqua per il bagno e la cucina.

Da ultimo, è necessario tenere in considerazione il tipo di combustibile da utilizzare per il funzionamento di stufe e camini.

Sicuramente la legna consente di creare un allegro focolare, che dona atmosfera e calore all’ambiente; tuttavia, non bisogna dimenticare che in questo caso il camino o la stufa devono essere caricati manualmente.

Una valida alternativa, a questo proposito, è il pellet: stufe e camini alimentati a pellet, infatti, possono essere caricati facilmente e si accendono in automatico, impostando un orario in linea con le proprie esigenze, ponendosi così come la soluzione ideale per chi ha come obiettivo primario il riscaldamento degli ambienti.

Stufe e camini: la stufa, un piccolo mondo tutto da scoprire

Come abbiamo visto, per quanto riguarda le stufe le opzioni principali sono due:

  • A legna
  • A pellet

Per poter scegliere quale è la soluzione più adatta alle proprie esigenze, occorre tenere presente alcuni elementi fondamentali, tra cui:

  • La potenza termica necessaria per il riscaldamento della casa
  • Il costo e la reperibilità del combustibile
  • Lo spazio disponibile
  • Il budget a disposizione

Circa le stufe a legna, è importante sottolineare il fatto che presentano un costo inferiore rispetto ai modelli a pellet, funzionano senza necessità di corrente elettrica ed, eventualmente, la materia prima può essere procurata in autonomia.

Questo tipo di stufe, inoltre, consente di riscaldare efficacemente ambienti anche di modeste dimensioni ma – come si accennava – devono essere caricate manualmente.

Le stufe a pellet hanno un prezzo base più alto delle stufe a legna e, per funzionare, hanno bisogno della corrente elettrica. Presentano però numerosi altri vantaggi:

  • Il combustibile può essere caricato automaticamente
  • È possibile programmare l’accensione, il che è particolarmente comodo per chi è spesso fuori casa
  • Il pellet è facilmente reperibile, ha un costo relativamente contenuto e può essere conservato senza problemi perché viene venduto in appositi sacchi sigillati che resistono bene all’umidità
  • Esistono modelli di stufe a pellet senza canna fumaria ma dotate di scarico forzato a parete, che presentano anche dimensioni modeste, ponendosi quindi come una valida soluzione per chi non ha la possibilità di effettuare importanti interventi murari.

Stufe e camini: camini, alcuni consigli per orientarsi nella scelta

Consideriamo ora i camini, elementi non solo funzionali ma che hanno anche una forte valenza estetica.

Oggi sul mercato esistono modelli di ultima generazione, alimentati a legna o a pellet, che coniugano l’esigenza di riscaldamento e di produzione di acqua calda sanitaria, con l’efficienza energetica e, in più, sono disponibili in numerose soluzioni estetiche, adattandosi perfettamente con qualsiasi stile d’arredo, sia esso moderno, classico o rustico.

Installare un camino, tuttavia, comporta la necessità di importanti lavori strutturali, tra cui in primis la creazione di una canna fumaria.

Ma cosa fare se non si ha la possibilità di effettuare questo tipo di interventi? Una possibile alternativa per chi non vuole rinunciare al fascino del camino ma allo stesso tempo non può o non desidera investire in lavori di muratura consiste nell’optare per i caminetti d’arredo.

Si tratta di veri e propri camini di design, che donano atmosfera all’ambiente, offrendo intimità e calore.

I caminetti d’arredo privi di canna fumaria possono essere alimentati tramite la corrente elettrica o il bioetanolo e sono disponibili in un’ampia gamma di modelli, coniugando tecnologia e design.

Guida alla scelta del condizionatore estivo

Guida alla scelta del condizionatore estivo

Scegliere il condizionatore d’aria per la stagione estiva è una scelta difficile perché ci sono diversi fattori di cui tener conto. Come ad esempio, la potenza, il funzionamento, il rumore.

Con questa guida ti aiuteremo a scegliere il modello giusto di condizionatore per la tua casa, focalizzandoci sui sistemi più diffusi, come quelli con sistema split.

Caratteristiche e vantaggi dei condizionatori più diffusi

Un condizionatore d’aria inverter con sistema split rappresenta la scelta migliore per la maggior parte delle abitazioni.

I condizionatori d’aria più diffusi sono i seguenti:

  • Sistema monosplit

Si compone di due elementi: un’unità interna ed una esterna, collegate da tubi contenenti gas refrigerante.

E’ necessario un foro nel muro esterno per far passare i tubi del refrigerante ed il cavo di alimentazione. Il refrigerante circola tra l’unità interna, dove il calore viene assorbito, e l’unità esterna dove il calore viene espulso. Inoltre raffredda l’aria e può contemporaneamente deumidificarla.

Questo sistema è la tipologia di condizionatore d’aria più diffusa in Italia, adatta per una singola stanza oppure per un’area open space avente una superficie fino a 60 metri quadri circa.

  • Sistema multi-split

Simile al sistema split, ma con un’unità esterna più potente e collegata a due o più unità interne.

E’ la soluzione ideale per raffrescare due o tre stanze che sono abbastanza vicine, soprattutto quando il sistema monosplit non è sufficiente.

Con questo sistema è possibile impostare temperature diverse per ogni unità e per ogni stanza.

  • Aria condizionata canalizzata

Questo sistema ha un’unità centrale, ovvero il motore situato sul tetto o in un apposito locale dove non è visibile. E’ collegato da apposite condutture d’aria sia alle griglie di mandata, dalle quali esce l’aria raffrescata, sia alle riprese d’aria.

Si tratta di un sistema eccellente per raffreddare e riscaldare un’intera casa, nella quale non ci saranno gli split a vista ma semplicemente delle griglie in tutti gli ambienti.

Attraverso condutture termoisolanti, l’aria prodotta dal motore viene diffusa in tutte le stanze attraverso delle griglie dotate di filtri. Quest’ultime sono ideali per trattenere lo sporco e le sostanze capaci di scatenare allergie.

Questo sistema offre il vantaggio di non essere rumoroso, dato che il motore è posto solitamente o sul tetto o in un locale separato. Però ha un grande svantaggio: richiede l’installazione del sistema di canalizzazione dell’aria in tutta la casa. E’ indicato solo nel caso in cui l’abitazione sia da ristrutturare, altrimenti è necessario realizzare  una controsoffittatura dietro la quale far passare la canalizzazione.

  • Pompa di calore

I condizionatori d’aria sopracitati sono disponibili anche nella versione con pompa di calore.

Un semplice condizionatore d’aria può spostare il calore solo in una direzione, verso l’esterno. Una pompa di calore invece può essere invertita e pompare il calore in entrambe le direzioni.

Essa funziona  sia come condizionatore d’aria che come sistema di riscaldamento, consentendo di riscaldare e raffreddare la casa tutto l’anno.

Nei climi più freddi sono piuttosto diffuse le pompe di calore geotermiche. Questo tipo di pompa di calore estrae il calore dal terreno, a differenza della pompa di calore tradizionale che lo estrae dall’aria.

L’investimento iniziale per una pompa di calore geotermica è maggiore di un sistema ad aria, ma il risparmio energetico a lungo termine è certamente significativo.

Le pompe di calore funzionano con l’elettricità e, di conseguenza, producono meno emissioni di CO2 rispetto ai sistemi di riscaldamento che bruciano gas naturale.

La pompa di calore offre i seguenti vantaggi:

  • risparmio in bolletta, grazie alla maggiore efficienza della pompa di calore,
  • silenziosità raggiunta dagli ultimi modelli commercializzati,
  • termostato intelligente che consente di passare automaticamente dalla produzione di aria fresca a quella di aria calda quando è necessario
  • possibilità di riscaldare le case anche quando la temperatura esterna è sotto lo zero.
  • Sistema a muro o a finestra

Sistema di aria condizionata composto da un unico elemento che viene installato attraverso una finestra oppure un muro esterno. Queste unità sono utilizzate principalmente per raffrescare la stanza in cui sono montate, con l’umidità condensata che viene fatta gocciolare al di fuori della casa.

Il sistema aspira l’aria calda dall’interno della casa e la raffredda facendola scorrere su una bobina dell’evaporatore, prima di diffonderla di nuovo in casa. Il calore assorbito dalla bobina viene poi trasferito alla bobina del condensatore, dal quale viene poi espulso all’esterno.

Un condizionatore d’aria a finestra o a parete si installa agevolmente e si utilizza per raffreddare una stanza specifica della casa.

In alcuni spazi abitativi, come i vecchi appartamenti, un condizionatore a finestra è l’unica soluzione possibile.

Alcuni condizionatori a finestra raffreddano fino alla temperatura desiderata e poi si spengono. Altri modelli più avanzati lavorano per mantenere la temperatura preimpostata. In questo caso, il condizionatore d’aria resterà acceso fino a quando la temperatura desiderata viene raggiunta, continuando a spegnersi e riaccendersi per mantenere costante la temperatura.

Si tratta di una soluzione piuttosto economica per stanze ed ambienti open space di massimo 40 metri quadri.

Le unità più piccole possono utilizzare una normale presa di corrente, quelle più grandi invece richiedono un apposito cablaggio.

Non è una soluzione efficiente né tantomeno efficace come i sistemi split, ma è una scelta ragionevole ed alla portata di tutti, soprattutto se si è in affitto e non si ha la possibilità di montare gli split.

  • Condizionatore d’aria portatile

E’ una singola unità che può essere spostata da una stanza all’altra della casa a seconda delle necessità e grazie alle ruote che la costituiscono.

La maggior parte di questi condizionatori ha un grosso tubo flessibile che deve essere posizionato su una finestra per eliminare all’esterno il calore e l’umidità generata dall’unità. Si tratta di una discreta soluzione per raffrescare un singolo ambiente.

E’ facile da installare e da utilizzare, raffresca, deumidifica e ventola l’aria, ma non è efficiente come i sistemi split. E’ più rumoroso di altri tipi di condizionatori poiché la ventola dell’evaporatore lavora costantemente per far evaporare l’umidità condensata che si raccoglie all’interno dell’unità. Non è la soluzione di raffreddamento esteticamente più bella: l’unità stessa occupa spazio sul pavimento ed impatta negativamente sull’aspetto e sulla funzionalità della finestra della stanza in cui viene messa in funzione.

LEGGI ANCHE: Consigli utili su come pulire e manutenere i climatizzatori

Condizionatore d’aria: quando è il momento ideale per acquistarlo?

Acquistare un condizionatore d’aria in alta stagione è assolutamente sconsigliato.

Gli installatori di solito sono molto occupati in questi periodi e magari dovresti aspettare parecchi giorni per l’installazione.

Data l’alta richiesta, i modelli potrebbero non essere subito disponibili e quindi correresti il rischio di aspettare settimane prima della consegna.

Il periodo ideale per acquistare un condizionatore d’aria è la primavera. Così sarà installato e pronto per il periodo in cui ne avrai bisogno!

Puoi anche optare per l’acquisto a fine stagione estiva. I vecchi stock vengono scontati perché i rivenditori devono fare spazio ai nuovi modelli.

Ti stai preparando alla stagione estiva e vuoi acquistare un nuovo condizionatore? Scopri caratteristiche e vantaggi dei modelli più diffusi ed una volta acquistato CONTATTACI per l’installazione.

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