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Ristrutturazione

controsoffitto in cartongesso con faretti a scomparsa

Come realizzare una controsoffittatura in cartongesso a Milano

Realizzare una controsoffittatura in cartongesso ti offre la possibilità di rendere gli spazi unici ed isolati acusticamente e di mascherare gli impianti di illuminazione.

Cos’è il cartongesso e perché è così utile?

Il cartongesso è un materiale molto utilizzato nell’edilizia moderna per la realizzazione di controsoffitti, pareti tradizionali o curve. Viene utilizzato anche per librerie e rivestimenti per camini.

Si tratta di una soluzione funzionale e versatile che risponde a diverse esigenze, consentendo l’impianto di sistemi di illuminazione, audio, di riscaldamento o raffreddamento sia in casa che in altri luoghi come alberghi, negozi , uffici.

Il termine cartongesso indica gli elementi che lo compongono: cartone e gesso.

Tipologie di controsoffittature in cartongesso

Esistono diverse tipologie di controsoffittature in cartongesso. Da quella standard, realizzata con singoli pannelli in gesso a quella termicamente isolante in cui l’isolante viene generalmente introdotto all’interno dell’intercapedine. Qualora tutto ciò non fosse possibile, vi è la possibilità di utilizzare lastre in gesso con apposito trattamento che le rende sia isolanti sia resistenti al vapore.

Un’altra categoria molto diffusa è quella acusticamente isolante in cui l’intensità dell’isolamento acustico può variare a seconda delle proprie esigenze. Nell’intercapedine, vengono intervallati strati rigidi a strati morbidi in modo da realizzare un sistema che funga da ammortizzatore acustico.

In ambienti come il bagno, a ridosso soprattutto di vasche da bagno e docce, le pareti ed i soffitti sono esposti all’acqua. Per questo motivo, è consigliabile un rivestimento con lastre cementizie e quindi un controsoffitto esposto all’acqua.

Da non dimenticare inoltre il controsoffitto rei. In locali industriali e commerciali, vi è la necessità che i controsoffitti debbano garantire una certa resistenza al fuoco per un determinato tempo. In questo caso, si consiglia l’uso di  lastre apposite.

Come viene realizzato un controsoffitto in cartongesso?

Un soffitto in cartongesso viene realizzato seguendo diverse fasi:

  1. Realizzazione della planimetria dell’ambiente e studio della ripartizione dei pannelli. Per poter procedere correttamente all’acquisto del materiale occorrente per la controsoffittatura in cartongesso è indispensabile disegnare la planimetria.
  2. Tracciare le altezze sulle pareti della stanza per avere i punti esatti dove collocare i montanti. Per proiettare il raggio nei punti esatti delle pareti in cui ancorare i montanti, si consiglia l’utilizzo della livella laser.
  3. Creazione dell’orditura metallica, atta a sorreggere il cartongesso. Si tratta della struttura che regge i pannelli.  Essa può essere realizzata in diversi modi, anche con un’orditura autoportante, qualora si voglia creare un soffitto a membrana, ancorato solo alle pareti perimetrali. I profili guida dell’orditura metallica vengono fissati tramite viti ad una distanza sempre maggiore di 50 cm se le pareti sono in cartongesso. Se invece si tratta di pareti in muratura, vengono utilizzati tasselli. Viene tracciata così la posizione dei pendini sul solaio. La distanza tra di essi viene calcolata in base al peso del controsoffitto da posizionare. Al fine di avere un corretto posizionamento dei ganci è necessario che la distanza dal primo punto di sospensione dalla parete sia pari a circa 1/3 dell’interasse tra le sospensioni. Sui pendini posizionati vengono inseriti i ganci con molla, per essere regolati dopo il posizionamento del profilo montante. Sui pendini a molla si posa la struttura primaria, la quale,  a sua volta, è in appoggio alla guida perimetrale. Sulle pareti perimetrali si tracciano le posizioni dei profili per la posa della struttura secondaria, la quale si posa con la stessa metodologia della precedente. La struttura secondaria viene inserita all’interno dei profili guida. L’orditura secondaria viene vincolata alla primaria attraverso i ganci di unione ortogonali.
  4. Tamponamento con pannelli di cartongesso. Il tamponamento viene realizzato avvitando, mediante apposite viti fosfate,pannelli aventi differenti caratteristiche. Lastre idrofile o semplicemente  idro, resistenti al’umidità e quindi idonee all’utilizzo in ambienti particolarmente umidi, lastre resistenti al fuoco, lastre accoppiate termicamente ed acusticamente isolanti.
  5. Taglio dei pannelli. Per tagliare una lastra di cartongesso è necessario poggiarla a terra e tracciare la linea da incidere con il cutter. Dare un colpo deciso e tagliare il cartone del lato opposto sempre utilizzando il cutter.
  6. Realizzazione dell’intercapedine di una parete in cartongesso, nella quale possono essere inserite diverse tipologie di isolanti termici o acustici. Dalle lane minerali, ai pannelli in polistirene, dal sughero, alle lane naturali. La scelta del tipo di isolante dipende dalle proprie esigenze e dalle prestazioni delle pareti. L’intercapedine di una parete in cartongesso può essere anche utilizzata per l’alloggiamento di impianti elettrici ed idrici.
  7. Stuccatura del soffitto in cartongesso che avviene mediante applicazione di nastro di rete in fibra di vetro trattato con appretto antialcalino su giunti ed angoli. Viene eseguita una  rasatura a gesso in più riprese. Se la controsoffittatura è appoggiata su pareti in muratura o in legno, è opportuno applicare su tutto il perimetro un nastro separatore, utile ad evitare la spaccatura degli angoli dopo la stuccatura.
  8. Fissativo e tinteggiatura. Prima di procedere alla tinteggiatura si consiglia di stendere sulle lastre di cartongesso il fissativo.

Se desideri puoi anche inserire, all’interno dei controsoffitti in cartongesso, dei faretti a scomparsa. Puoi trovarli su Amazon!

 

tecniche di tinteggiatura

Tecniche di tinteggiatura a confronto per decorare la tua casa

Sia i colori che le tecniche di tinteggiatura sono fondamentali per valorizzare gli spazi del tuo appartamento. Entrambi contribuiscono ad illuminare e rendere più accoglienti gli ambienti, personalizzano lo stile di ogni stanza ed armonizzano l’estetica architettonica con l’arredo.

Come scegliere le giuste tecniche di tinteggiatura?

Si tratta di una scelta importante da valutare con attenzione, tenendo conto dei gusti personali e delle aspettative sul risultato finale. Ma anche del budget a disposizione visto che alcune tecniche di tinteggiatura particolari, che creano effetti ricercati ed assicurano un gradevole impatto estetico, risultano più costose di una semplice pittura a tempera poiché richiedono l’impiego di tecniche sofisticate, materiali di alta qualità e manodopera specializzata.

Pittura con il rullo o con il pennello

La pittura con il rullo o con il pennello è la tecnica più semplice e veloce. Consiste nel tinteggiare le pareti con un colore a tempera o un’idropittura utilizzando una pennellessa o un rullo. È una tecnica così semplice che è adatta anche al fai da te ed è una delle più economiche. Un’alternativa a questa tecnica è la verniciatura a spruzzo. Essa prevede l’impiego di una pistola a spruzzo che velocizza i tempi di esecuzione e garantisce un risultato più omogeneo ed uniforme. Anche in questo caso può essere eseguita senza l’aiuto di un professionista, ma richiede maggiore manualità, precisione ed accortezza rispetto al rullo o al pennello.

Spatolato: un tecnica di pittura di impatto

Lo spatolato è una tecnica che consiste nell’applicare la pittura utilizzando una spatola. Questa tecnica crea un effetto molto scenografico e di grande impatto estetico. La parete risulta perfettamente liscia e lucida. L’effetto può essere esaltato dall’eventuale finitura in cera, la quale conferisce alla superficie un aspetto marmoreo. Dona all’ambiente un innegabile tocco di eleganza ed uno stile decisamente classico. Quindi non è adatto ad ambienti moderni.

Una tecnica di pittura antica e raffinata: lo stucco veneziano

Lo stucco veneziano è tra le tecniche di tinteggiatura più antiche e raffinate che richiede una manodopera specializzata. Per un risultato impeccabile deve essere eseguita da veri e propri maestri con esperienza pluriennale. Viene chiamato anche stucco antico e prevede l’applicazione di diversi strati di stucco, fino a un massimo di 6. Ma l’effetto finale è decisamente scenografico, adatto ad ambienti molto ampi, come saloni, ai quali si vuole conferire un tocco rinascimentale.

Essendo una tecnica altamente specializzata, è anche piuttosto costosa, ma è possibile realizzarne una versione economica che prevede l’applicazione di un solo strato di stucco con un pennello, anziché una spatola. Sta diventando di tendenza utilizzare lo stucco antico per tinteggiare le pareti di ambienti ultramoderni arredati in stile minimalista ed essenziale. Questa tecnica viene utilizzata per ottenere un sorprendente effetto a contrasto antico-moderno e per focalizzare l’attenzione sulle pareti conferendogli un ruolo da protagonista e trasformandole in veri e propri elementi d’arredo.

Il velato: due strati di colore

Il velato è una tecnica che prevede l’applicazione di due strati di colore, il secondo dei quali crea un effetto simile ad un velo perché è leggerissimo, quasi trasparente, e non copre lo strato sottostante. Anche questa tecnica, per quanto non particolarmente complessa, richiede una certa esperienza e creatività, perché in base alla bravura e dalla manualità di chi esegue la tinteggiatura, agli attrezzi utilizzati e la percentuale di diluizione del colore, si possono ottenere effetti e sfumature davvero uniche e originali.

Lo spugnato: il colore applicato con una spugna

Lo spugnato si realizza utilizzando una spugna per applicare o togliere il colore. Prima si applica con un pennello il colore di base su tutta la superficie da tinteggiare. Successivamente si applica una seconda tonalità di colore macchiettando con una spugna. In alternativa, si può applicare prima il colore di base, e quando questo è asciutto si applica il secondo colore che viene immediatamente asportato con una spugna. Il vantaggio di questa tecnica è che crea interessanti giochi di alternanza tra la luce e l’ombra. Una tecnica simile è quella a straccio, nella quale, invece della spugna, viene utilizzato uno straccio per applicare o togliere il secondo strato di colore.

Il graffiato: una tecnica di pittura moderna

Il graffiato è una tecnica molto moderna ed efficace per ottenere un risultato finale in stile vintage. Consiste nel graffiare o rigare il colore con una spatola dentata, creando righe e disegni sia in senso verticale che orizzontale. L’effetto finale dipende molto dalla bravura e dalla creatività di chi esegue la tinteggiatura.

Vorresti tinteggiare la tua casa ma non sai come fare? Contattaci!

cappotto termico

Come proteggere la tua casa con il cappotto termico

Il cappotto termico è il sistema più corretto ed efficace per coibentare un edificio, in costruzione o già esistente, e migliorarne la classe energetica.

Le conseguente positive più significative si riscontrano nel maggior comfort indoor, a lungo termine, per la climatizzazione della casa (riscaldamento e raffrescamento).

Cos’è un cappotto termico?

Il cappotto termico è una soluzione tecnica di efficienza energetica applicata alle pareti esterne dell’edificio per frenare, in tutte le stagioni, il flusso termico (dall’ambiente a temperatura più alta a quello a temperatura più bassa).

L’installazione a regola d’arte del sistema cappotto consente di risolvere gran parte dei ponti termici, che sono i punti critici in cui si registra la dispersione termica.

Il mercato offre diverse soluzioni, spaziando tra sistemi basati sull’uso di materiali di sintesi, come l’EPS o naturali (cellulosa, canapa, sughero).

L’efficacia del cappotto termico non è da attribuire al solo isolante scelto. Essendo una tecnologia composta da diversi elementi e procedure applicative, funziona come un sistema che va progettato e realizzato con le specifiche regole, che per ogni materiale possono essere diverse, per non rischiare problematiche, quali le infiltrazioni d’acqua.

La tecnica di isolamento a cappotto consiste nell’applicazione all’edificio, dall’esterno, di un sistema stratificato, definito ETICS (External Thermal Insulation Composite System, Sistema Composito di Isolamento Termico Esterno).

I vantaggi del cappotto termico

Isolare dal caldo e dal freddo, ma non solo. Applicare un cappotto termico per esterni ha molti risvolti positivi.

Risparmio energetico ed economico

Postato a regola d’arte e certificato, un cappotto termico consente di ridurre le bollette del 45% (fonte: Cortexa, Consorzio per la cultura del sistema a cappotto). Grazie all’isolamento dell’edificio si abbatte la dispersione termica e quindi il consumo di energia necessaria per il riscaldamento ed il raffrescamento. L’investimento iniziale è ammortizzabile in 3-5 anni.

Comfort abitativo

Mantenere costante la temperatura all’interno della casa rende gli ambienti più vivibili. Per raggiungere tale obiettivo, nel rispetto delle leggi naturali della termodinamica, bisogna fare in modo che la temperatura dell’aria interna al volume sia quanto più possibile simile a quella delle superfici interne delle abitazione (quindi delle pareti). Isolare correttamente i muri è dunque il primo passo.

Rispetto dell’ambiente

Poiché riducendo le perdite termiche si contiene il fabbisogno energetico della casa e si abbattono i consumi di combustibile, ecco che l’applicazione di un sistema di isolamento a cappotto permette di ridurre l’impatto del settore residenziale sull’ambiente. Quando la coibentazione è posata a regola d’arte, si risparmiano almeno 630 kg di CO2 per abitazione, ogni anno (fonte Cortexa).

Aumento del valore dell’immobile

Proporre al mercato una casa giù equipaggiata con un cappotto termico permette di elevarne la classe e quindi anche il valore. Meno consumi equivale a maggior pregio.

Risparmio sulla metratura

Scegliere un cappotto anziché un sistema di isolamento dall’interno significa non dover “sacrificare” superficie, sfruttando quindi al massimo i mq disponibili nella casa.

Vuoi migliorare l’efficienza energetica della tua abitazione? Contattaci!

Utilizzo di schiume isolanti per garantire l’isolamento termico ottimale

Se vogliamo mantenere la giusta temperatura all’interno della nostra abitazione, la soluzione ideale è quella di realizzare un adeguato piano di isolamento termico. Nel caso di appartamenti costruiti 20 o 30 anni fa non sarà raro riscontrare l’assenza di questi interventi, che all’epoca venivano poco considerati o effettuati con metodologie rudimentali (la costruzione di intercapedini, ossia di spazi vuoti presenti tra i due elementi verticali di un edificio, rappresenta una delle modalità più utilizzate dell’epoca).

 

Perché conviene isolare termicamente le intercapedini

L’operazione di riempimento di queste intercapedini, una volta verificatane la presenza, è da ritenersi di fondamentale importanza per permettere di eliminare il più possibile la formazione di scambi di calore con l’ambiente esterno.

insufflaggio intercapedine con schiume isolanti

Numerose intercapedini hanno, infatti, un diametro di circa 2-3 centimetri, ma non sono pochi i casi in cui questo valore si amplia fino ai 20 e anche 30 cm; con un tale spazio vuoto presente tra le pareti interne si rischiano di formare delle vere e proprie correnti d’aria che comportano una notevole dispersione termica.

Il riempimento di questi spazi permette, se non di eliminare completamente, di ridurre in maniera considerevole la formazione di questi moti convettivi, permettendoci di vivere in un appartamento che consuma poca energia per mantenere una temperatura interna ideale (con conseguente aumento della percezione di benessere abitativo).

 

Caratteristiche che deve possedere un buon materiale isolante

La caratteristica principale che deve possedere un isolante termico delle pareti interne, è sicuramente quella di non permettere la trasmissione né del caldo, né del freddo che arriva dall’ambiente esterno… ecco perché bisogna sempre prestare attenzione al livello di conducibilità termica dei prodotti isolanti! (se si mantiene su un valore piuttosto basso si avrà un maggior livello di capacità isolante del prodotto).

Non dimentichiamoci, inoltre, della traspirabilità dell’isolante, che si esprime con due tipi di grandezze, quali il coefficiente di permeabilità al vapore acqueo ed il coefficiente di resistenza al passaggio del vapore. Più bassi sono questi valori, più alta sarà la traspirabilità del prodotto isolante che, non assorbendo acqua o umidità, non permetterà la formazione di muffe sulle pareti di casa.

Completano questa veloce disamina sugli aspetti che rendono un materiale isolante di assoluto valore, la capacità di non alimentare incendi, oltre alla capacità di garantire un buon livello di isolamento acustico, aspetto non certamente primario, ma che completa e da maggior valore a questo tipo di prodotto.

Isolanti espansi e secchi: quali preferire

Se andiamo a considerare un intervento di insufflaggio sulle intercapedini possiamo sin da subito dire che è meglio preferire un isolante espanso rispetto ad uno secco, in quanto i primi sono realizzati sotto forma di schiume e garantiscono una buona solidificazione in poco tempo, ma solo dopo essere stati inseriti all’interno delle intercapedini!

Le schiume isolanti infatti vengono inserite sottoforma di fluido, e per questo hanno la capacità di espandersi all’interno di tutte  le zone vuote presenti nell’intercapedine, anche quelle più difficili da raggiungere normalmente, senza causare danni a tubazioni e senza facilitare le formazioni di muffe.

Altro aspetto positivo degli isolanti espansi è l’impossibilità di fuoriuscire dopo la loro applicazione anche un domani che si apriranno le pareti per delle lavorazioni (…e non è tutto! Scopri quali sono gli altri vantaggi relativi all’insufflaggio di schiume isolanti).

Nel caso di isolanti secchi l’insufflaggio può comunque essere realizzato senza problemi, ma non si ha la certezza del totale riempimento a causa di tubi o mattoni che possono ostacolarne il cammino… il rischio è di pensare di aver completato il procedimento di isolamento, senza esserci realmente riusciti!

Schiume isolanti: il nostro consiglio

Tra le schiume isolanti presenti sul mercato è possibile fare una adeguata selezione, scegliendo il materiale che ci da maggiori garanzie. Se possiamo darvi un suggerimento, consigliamo sicuramente l’utilizzo di ISOFOR per la realizzazione di un intervento di insufflaggio!

Si tratta di una schiuma poliuretanica isolante (resina ureica), ideale per le intercapedini. Non sono in pochi a considerarlo il miglior isolante termico disponibile attualmente sul mercato, e questo per tutta una serie di ragioni:

  • Elevata conducibilità termica
  • Elevata traspirabilità, che come visto scongiura la formazione di muffe
  • Non infiammabilità
  • Ottimo livello di isolamento acustico
  • Repellente per insetti e roditori
  • Facilità di inserimento nelle operazioni di insufflaggio
  • Breve tempo di solidificazione, con risultati di isolamento termico apprezzabili già nel breve periodo

Questa schiuma isolante espansa non lascia alcun genere di tracce, e non è soggetta a fuoriuscire in caso di lavori futuri. Risulta essere un prodotto certificato e conforme alle più recenti normative europee in tema di isolamento termico e tossicità.

Quando si può effettuare un insufflaggio di schiume isolanti

Non esistono particolari vincoli per realizzare questo tipo di intervento, una volta che è stata accertata la presenza dell’intercapedine. Non ci sono problematiche relative all’abitazione, in quanto possiamo farlo tanto in una casa abitata, quanto in una in fase di ristrutturazione; non si creano nemmeno problematiche relative alla presenza di inquilini, in quanto la tecnica dell’insufflaggio non richiede lo spostamento al di fuori della casa per più giorni… è sufficiente una singola giornata lavorativa, con la possibilità di eseguirlo dall’interno o dall’esterno dell’abitazione.

 

Una volta scelta la parete da isolare, si realizza un reticolo di fori disposti dal basso verso l’alto, con diametro e distanza regolari. La schiuma isolante può essere così insufflata tramite un apposito sistema di tubazione, che permette di riempire tutte le zone della parete interna (si parte sempre da sotto, procedendo in alto fino a che non si vede il materiale fuoriuscire dai fori, segno del completo riempimento della parete). Ultimo step sarà quello della rasatura dei fori e della pulizia del pavimento, che farà tornare in poche ore la vostra stanza all’aspetto originario. In una singola giornata lavorativa, con il contributo di questa schiuma isolante, avrete risolto gran parte delle problematiche relative all’isolamento della casa!

impianto elettrico

Impianto elettrico: dal sistema tradizionale alla domotica

Un impianto elettrico tradizionale si fonda sulla presenza di reti di distribuzione e fa uso di meccanismi rigidi e precisi per la consegna e l’utilizzo della corrente.

Al giorno d’oggi, le nuove tecnologie stanno compiendo passi da gigante nel settore dell’energia. i nuovi impianti elettrici offrono la possibilità di sfruttare energie alternative (eolica, fotovoltaica,) per assicurare un risparmio energetico ed allo stesso tempo, migliorare l’impatto ambientale.

Impianti elettrici di nuova generazione progettati dalla domotica

Diverse ricerche stanno mettendo a punto delle reti di distribuzione cosiddette ‘intelligenti’ che, grazie all’utilizzo di smart grid, sono in grado di indirizzare altrove eventuali surplus di energia prodotti a livello locale.
I software gestiscono questi sistemi di automatizzazione consentendo di integrare fra loro fonti di energia rinnovabili, generalmente più variabili ed intermittenti, con l’elettricità proveniente dai generatori, in modo da assicurare un maggior risparmio energetico.

Dal punto di vista della sicurezza, questi nuovi impianti includono anche il sistema di allarme, la chiusura di tutte le porte, finestre, serrature, i rilevatori di fumo, le telecamere di sorveglianza ed eventuali altri sensori collegati.

Oggi è possibile automatizzare l’intero impianto elettrico di un’abitazione ed esso è alla portata di tutti. La domotica è ad un passo da quello che viene definito “internet delle cose”. Nell’internet of things tutto ha un indirizzo IP assegnato e qualsiasi strumento può essere monitorato a distanza.

I primi e più evidenti beneficiari di questo approccio sono i dispositivi “intelligenti” e gli apparecchi collegati ad una rete locale tramite Ethernet o Wi-Fi. Tuttavia, i sistemi elettrici sono integrabili in reti di automazione all’interno della casa.

Che cos’è un sistema elettrico?

L’elettricità è parte essenziale della vita contemporanea. Luci energizzanti, elettrodomestici, riscaldamento, aria condizionata, TV, telefoni, computer e molti altri comfort moderni funzionano grazie all’energia elettrica. Per sistema elettrico si intende l’insieme degli strumenti e degli apparecchi atti a produrre, trasformare, trasmettere e distribuire l’energia elettrica.

Che cos’è un impianto elettrico?

Un impianto elettrico è la modalità attraverso la quale vengono alimentate specifiche funzioni che necessitano di energia all’interno del sistema.
Per quanto riguarda l’illuminazione, l’impianto elettrico tradizionale si compone di cavi elettrici da 1,5 mmq. I cavi collegati alla scatola di derivazione, da cui partono i cavi di alimentazione di un punto luce.

Quali sono le funzioni principali di un impianto elettrico?

La funzione principalmente svolta da un impianto elettrico è quella di andare ad intercettare i bisogni e gli obiettivi dell’utente in relazione alle proprie esigenze e necessità, coordinando i vari componenti, come l’illuminazione, il riscaldamento, in maniera conforme all’utilizzo e secondo criteri di protezione e sicurezza.
Un buon impianto elettrico si caratterizza per un elevato livello di sicurezza, di qualità e di flessibilità, per consentire una facile manutenzione nel tempo.
La caratteristica prevalente di un impianto elettrico ben funzionante è legata al concetto di razionalità del sistema. In tutte le sue sequenze di lavoro, deve garantire logica e coerenza complessiva e non può essere affidato al caso.

L’elettricità arriva nelle case e nelle aziende tramite linee di alimentazione che provengono da società di servizi pubblici. La corrente attraversa un condotto di cavi sotterranei ed impianti di trasformazione su pali o cabine elettriche.
La rete di trasmissione opera abbassando la tensione a mano a mano che ci si avvicina all’utente finale. L’energia viene consegnata attraverso cavi isolati fino al contatore privato, per l’alimentazione dei vari carichi.

Nelle prese che sono posizionate nei diversi punti di un’abitazione, non passa la corrente vera e propria ma si genera una tensione corrispondente a 220v che si attiva quando viene collegata una spina.

Il contatore di energia elettrica è il pannello principale di distribuzione per i circuiti elettrici. Questi corrono lungo la casa per consentire alle luci e agli apparecchi presenti di funzionare.

Sei di Milano? Hai bisogno di rifare l’impianto elettrico di casa tua? Contattaci per un preventivo!

 

impermeabilizzazione terrazzo

Impermeabilizzazione di un terrazzo: manutenzione ordinaria e straordinaria

Non ha mai sognato di avere una casa con un ampio terrazzo annesso? Il terrazzo è uno degli spazi preferiti durante la bella stagione per coloro i quali non possiedono un ampio giardino e godersi l’aria all’aperta. Per viversi a pieno uno spazio esterno è necessario che questo sia accogliente, curato e vivibile.

Hai mai considerato  la possibilità di poter mangiare all’aria aperta? Di stare riparato dall’ombra di un gazebo e su un grande tavolo circondato da coloratissime piante floreali e candele profumate posizionate lì per l’occasione? Di poterti semplicemente rilassare sdraiato su un’amaca dondolato da un vento leggero ed il tepore dei raggi del sole.

Spesso purtroppo la ristrutturazione o la manutenzione ordinaria e straordinaria di questi spazi comporta tanta fatica oltre ad un investimento economico. Il problema più comune per il terrazzo è la sua impermeabilizzazione.

Consigli per il rifacimento impermeabilizzazione terrazzo

Il primo problema al quale si va incontro è quello della pavimentazione. Spesso i vecchi pavimenti, solitamente rovinati,  causano soprattutto, oltre al danno estetico, numerose infiltrazioni di acqua nei piani sottostanti.

Le infiltrazioni provocano la formazione di aloni e distacchi d’intonaco, primi segni visibili di problematiche legate al fattore umidità, poi i ferri dell’armatura delle strutture cominciano a ossidarsi, si genera la ruggine, i danni diventano di entità maggiore e la necessità di ripristino è d’obbligo.
Il rifacimento della impermeabilizzazione di un terrazzo prevede la demolizione della pavimentazione e del massetto, la rimozione delle guaine, degli strati impermeabilizzanti preesistenti, il ripristino degli stessi che, nel tempo, si sono usurati perdendo la loro efficienza e funzionalità. Si procede per una nuova impermeabilizzazione.

Impermeabilizzazione terrazzo: la copertura e il sistema a tetto vetrato

Durante i lavori di impermeabilizzazione di un terrazzo, un problema da non sottovalutare è indubbiamente la copertura del terrazzo.

La paura di poter rovinare gli arredi, le piante per il troppo sole, il timore che un temporale estivo possa mandare in cortocircuito il barbecue è sempre dietro l’angolo. Per questo motivo, vi consiglio l’utilizzo del sistema a tetto vetrato, capace di proteggere dalle intemperie ma allo stesso tempo capace di far filtrare raggi solari senza alcun problema grazie all’utilizzo di ottimi materiali come appunto il vetro.

Come arredare un terrazzo dopo la ristrutturazione?

Per ammortizzare le notevoli spese di pavimento e copertura, un buon arredo potrebbe essere proposto con il riutilizzo di elementi inutili per la casa. Elementi  che se accompagnati dal giusto grado di fantasia si presenteranno come valide soluzioni low cost. Ad esempio, vecchi cestini di vimini, una volta riverniciati, possono tranquillamente diventare portariviste e portafiori,  tappeti e cuscini inutilizzati che diventano comode sedute per un completo relax.

Inoltre ciò che non può mai mancare in un terrazzo è la presenza di verde, con piante e fiori di ogni genere. Esse permetteranno di dare un fantastico colpo d’occhio ed anche di sfruttare l’ombra da esse create. Il vantaggio di avere un angolo verde è che questo potrà essere sistemato in base alle nostre esigenze ed ai nostri gusti.

Riscontri infiltrazioni d’acqua nel tuo terrazzo? Contattaci per un preventivo sui lavori di impermeabilizzazione terrazzo e sulla manutenzione ordinaria e straordinaria.

ristrutturazione fai da te

5 idee per la ristrutturazione fai da te del tuo appartamento

Con questo articolo intendo fornirti 5 idee per la ristrutturazione fai da te e per rendere più accogliente il tuo appartamento. Tutti i consigli riguardano il fai da te e non prevedono costi esorbitanti. Ti assicuro che il risultato sarà stupefacente!

Ristrutturazione fai da te per il tuo appartamento

A seguire 5 semplici idee che puoi realizzare tu stesso oppure affidare i lavori di ristrutturazione, con costi relativamente bassi, a dei professionisti.

Tinteggiare le pareti: abbina i colori con l’arredamento

Tinteggiare le pareti della tua casa può migliorarne la personalizzazione rendendola più vicina alla tua anima. Basta non trattare le mura di casa con colori difficili da ridipingere. Se utilizzi colori scuri ricordati di utilizzare prima un primer.

I colori devono essere coerenti con il colore dei mobili. Pianifica bene le colorazioni e poi passa all’azione! Puoi tinteggiare direttamente anche su una parete vecchia purché sia un buone condizioni.

Se la parete non è uniforme o presenta aree deformate dovrai lavorare con carta vetro e stucco per muro per uniformarla. Se intendi dare una tinta, dopo il passaggio con carta vetro, devi assicurarti che la parete sia liscia. Per farlo usa la sensibilità delle tue mani passandole sulla parete.

Adesso passa alla tinteggiatura utilizzando un rullo ed piccolo pennello per le rifiniture.

tinteggiatura fai da te

Attento a non strafare! La ristrutturazione fai da te va fatta senza esagerare per evitare di dover poi chiamare dei professionisti.

Cambiare i lampadari: più luce e più eleganza per la tua sala

I lampadari sono elementi decorativi che rendono la tua casa più elegante.  In particolare la sala, luogo in cui accogli i tuoi ospiti, deve avere un lampadario bellissimo. Lavora in totale sicurezza, prima di sostituire il lampadario stacca l’interruttore generale del contatore della tua casa. Hai bisogno di alcuni strumenti: forbici da elettricista per i cavi elettrici, un trapano per fare i fori per fissare il lampadario, una matita per segnare i fori, un mammut ed un cacciavite. Per sicurezza svolgi questo lavoro almeno aiutato da un’altra persona. Non mi assumo nessuna responsabilità per le vostre azioni e se non siete in grado potete affidarvi ad un elettricista. Alla fine i costi sono irrisori.

lampadario

Carta da parati o foto murali: per camere da sogno

Già immagino cosa stai pensando! La carta da parati sa di vecchio, non migliora l’aspetto generale della stanza, ecc. Prova a guardare l’immagine qui sotto.

carta da parati e fotomurale

Per installare un foto murale hai bisogno di:

  1. colla per carta da parati
  2. Acqua
  3. Secchio per preparare la colla
  4. Nastro adesivo di carta
  5. Forbici
  6. Riga e metro
  7. Pennello
  8. Spazzola e rullo per carta da parati
  9. Taglierino
  10. Spugna

La parte sulla quale vuoi applicare la carta da parati deve essere uniforme, senza buchi.

Stendi il foto murale e prepara la colla. Su una parte uniforme (senza finestre) non dovrai ritagliare la carta da parati e puoi applicarla iniziando da un angolo.

Assicurati con riga e metro di aver messo la carta da parati dritto e con una spazzola passa sulla sua superficie per eliminare eventuali bolle d’aria.

Stai attento a non applicare la colla sulla superficie della carta. Ripassa, senza fare troppa pressione, con un rullo e poi lascia asciugare. Ci vorranno da due a tre giorni per vedere il risultato del lavoro.

Installazione di mensole e ripiani: funzionalità dello spazio

Le mensole, oltre ad essere elementi di design, possono migliorare le funzionalità dello spazio. Le più comuni sono in legno e laminato. Per installarle hai bisogno di un trapano, di un avvitatore, di una matita per segnare i fori da fare e di una livella. Le mensole sono elementi molto utili per recuperare spazio in particolare nella stanza da bagno.

mensola

Rinnovare un ambiente piastrellato della cucina e del bagno

Esistono in commercio laminazioni adesive da incollare sulle vecchie piastrelle della cucina o del bagno. In questo modo non dovrai affrontare lavori di muratura e potrai cambiare look alla stanza.

Le laminazioni adesive si applicano e si rimuovono in maniera facile come si trattasse di carta da parati. Puoi riprodurre alla perfezione diversi tipi di pietre o scegliere colorazioni e decorazioni che più ti piacciono. Questa è una soluzione molto economica che ti permette di cambiare l’aspetto a piastrelle vecchie e rovinate.

piastrelle in laminato per bagno

Sei di Milano? Desideri fare dei lavori di ristrutturazione fai da te per la tua casa ma non sei in grado? Contattaci per un preventivo.

 

 

architetto

Ristrutturazione casa: perché affidarla ad un architetto?

Sei pronto a ristrutturare casa? Un architetto di Milano, collaboratore di Ristruttura Interni, ti spiega perché anche i piccoli progetti hanno bisogno di un’attenzione particolare e perché spesso le persone non assumono gli architetti per progettare la propria abitazione.

Il lavoro dell’architetto non è relegato esclusivamente ai lavori di progettazione di una nuova casa. L’idea di ingaggiare un professionista altamente qualificato per piccoli lavori di ristrutturazione non è ancora ben compresa. Ti sarai chiesto, quando hai dovuto fare piccole ristrutturazioni, se fosse stato il caso o meno di contattare un architetto. Se non l’hai fatto ti spiego i motivi per cui hai esitato.

I 5 motivi per cui non hai affidato la ristrutturazione ad un architetto

Un elenco dei 5 motivi per cui hai rimosso l’idea di coinvolgere un architetto per ristrutturare la tua casa.

Il design complessivo della casa resterebbe uguale

Per i proprietari di un’abitazione è difficile concepire l’impatto estetico che i piccoli lavori di ristrutturazione possano avere. Ristrutturare il bagno, ad esempio, porta ad un miglioramento nell’area relax ed una migliore qualità di vita.

In poche parole, ogni stanza che verrà ridisegnata da un architetto avrà un forte impatto estetico su tutta la casa e ne aumenterà la funzionalità intesa come spazi vivibili.

Il budget: chissà quanto costerà ingaggiare un architetto?

Non si può definire un budget standard. Ogni casa o appartamento ha bisogno di un sopralluogo e di un preventivo. Alcuni architetti tendono a richiedere un costo orario.

La soluzione migliore è quella di ingaggiare una ditta edile che ti faccia un preventivo complessivo dei costi. Se devi ristrutturare tutta la tua casa l’investimento sarà proporzionato alle tue richieste. Se invece intendi migliorare solo alcuni spazi della tua abitazione i costi saranno molto bassi con il vantaggio di migliorarne la vivibilità.

L’architetto non capirà le mie esigenze

Niente di più sbagliato! L’architetto ti coinvolgerà in un processo altamente consultivo: farà un sopralluogo ed ascolterà le tue esigenze. I tuoi interessi e bisogni verranno integrati nel piano di ristrutturazione.

L’architetto ti fornirà un progetto totalmente personalizzato seguendo le tue indicazioni. Ad esempio, un bravo architetto chiede sempre come e quando vengono utilizzati gli spazi, quanto tempo e quali sono gli aspetti funzionali che secondo te andrebbero migliorati.

La casa è troppo vecchia e lo stile potrebbe essere compromesso

Sicuramente, per un architetto, è molto più facile progettare da zero case moderne. C’è da dire però che un bravo professionista seguirà lo stile della tua abitazione, anche se molto vecchia, non compromettendone il design.

Ho paura che l’architetto abbia problemi con la ditta edile

Può accadere che l’architetto crei un progetto che una ditta edile non completi nel modo migliore. Qual è la soluzione? Affidare ad una ditta anche la progettazione. In questo modo un architetto lavorerà a stretto contatto con gli operai per rendere la tua idea, ed il suo progetto, realtà.

La ditta Ristruttura Interni di Milano ha un architetto nel proprio staff. Contattaci per un preventivo!