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Sostituzione serramenti esterni: cosa prevede l’Ecobonus?

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Sostituzione serramenti esterni: cosa prevede l'Ecobonus?

Sostituzione serramenti esterni: cosa prevede l’Ecobonus?

Stai pensando di sostituire le finestre? Approfitta del momento visto che che le detrazioni fiscali previste per la semplice sostituzione dei serramenti esterni non saranno oggetto di ulteriori misure in discussione né sono destinate ad alcuna modifica sostanziale, se non al più in senso restrittivo.

Quali bonus fiscali sono previsti per la sostituzione degli infissi?

Per la semplice sostituzione dei serramenti si prevede l’Ecobonus al 50%, la Irpef spalmata in 10 anni delle spese effettuate fino al 31 dicembre 2020 con tetto di 60.000 euro su una spesa complessiva massima di 120.000 euro. Le condizioni per fruire dell’Ecobonus è che le finestre siano destinate ad un immobile riscaldato e i nuovi serramenti devono rispettare limiti minimi di trasmittanza termica, variabili a seconda della zona climatica.

Al posto della detrazione diretta, è prevista la cessione del credito al fornitore di beni e servizi necessari ai lavori di sostituzione dei serramenti. 

Il cosiddetto Superbonus previsto dal Decreto Rilancio ma che attende ancora decreti attuativi e indicazioni operative da parte dell’Agenzia delle Entrate, riconoscerà una detrazione alta soltanto per interventi complessivi di efficienza energetica degli edifici, non è quindi destinato alla sola sostituzione dei serramenti che rientrerà in questa detrazione soltanto se abbinata ad interventi come l’isolamento termico dell’intero edificio e/o la sostituzione degli impianti di climatizzazione.

Ecobonus e miglioramento dell’efficienza energetica dell’immobile

L’ecobonus 110% yi dà la possibilità di effettuare lavori per migliorare l’efficienza energetica del proprio immobile recuperando in cinque anni, come credito d’imposta, il 110% della spesa sostenuta fino a un massimo di 90.000€, se sostituisci la caldaia con una in classe A ed applichi il cappotto termico alle pareti.

Se effettui soltanto uno di questi due interventi, il tetto massimo è di:

  • 30.000€ per la sostituzione della caldaia;
  • 60.000€ per il cappotto termico.

Chi ha diritto al super ecobonus 110%?

Le opere devono riguardare condomini o case indipendenti – non in costruzione – che costituiscano la prima abitazione. Ne potranno usufruirne solo le persone fisiche , non le attività commerciali – ad eccezione degli interventi compiuti dagli Iacp (Istituti Autonomi Case Popolari) o da cooperative sociali.

Ora ti spiego meglio cosa significa tutto ciò:

  • Se possiedi un appartamento in un condominio e vuoi ristrutturare solo il tuo appartamento, non hai diritto al bonus; per aver diritto al bonus deve essere ristrutturato l’intero condominio;
  • Se possiedi una villetta unifamiliare in cui abiti, hai diritto al bonus;
  • Se possiedi una villetta unifamiliare che utilizzi come seconda casa o che dai in affitto, non hai diritto al bonus;
  • Se la tua seconda casa è in condominio e viene ristrutturato l’intero condominio, hai diritto al bonus;
  • Se possiedi un locale intestato ad un’attività commerciale, studio, negozio o laboratorio, non hai diritto al bonus;

Per avere diritto al super bonus 110% è necessario che i lavori apportino un miglioramento di almeno 2 classi energetiche o che tale miglioramento rappresenti il massimo tecnicamente raggiungibile, tramite:

  • coibentazione di almeno il 25% delle pareti dell’edificio (cappotto termico), con un tetto massimo di 60.000€ per ogni unità abitativa;
  • installazione di impianti di riscaldamento utilizzando caldaie a condensazione o pompe di calore, con un tetto massimo di 30.000€ per ogni unità abitativa.

Se effettui uno di questi due interventi, puoi abbinare anche la sostituzione degli infissi e delle schermature solari come tende da sole, tende tecniche e persiane (fino a un massimo di 60.000€) o impianti fotovoltaici (fino a un massimo di 48.000€).

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Bonus ristrutturazione: le novità della Legge di Bilancio 2022

Bonus ristrutturazione: le novità della Legge di Bilancio 2022

La manovra 2022 proroga il pacchetto delle agevolazioni per i lavori edilizi fino al 31 Dicembre 2024.

Le novità per i bonus casa sono diverse. Vediamole insieme.

Quali sono le novità previste dal bonus ristrutturazione 2022?

La Legge di Bilancio 2022 proroga tutte le agevolazioni per la casa, senza novità per quanto riguarda il bonus ristrutturazioni: non cambia il meccanismo di funzionamento né l’aliquota di detrazione o le spese ammesse all’agevolazione.

Il bonus ristrutturazione viene prorogato per fino al 31 Dicembre 2024 senza modifiche corpose rispetto al 2021: fino al 31 Dicembre è possibile fare i lavori di recupero edilizio usufruendo della detrazione IRPEF al 50%.

I seguenti Bonus sono stati prorogati senza modifiche:

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Interventi ad hoc sono stati fatti invece sul:

  • Bonus Mobili, il cui tetto di spesa massima scende a 10.000 euro per il 2022,
  • sul Bonus Facciate, il qualepasserà da una detrazione del 90 ad una del 60% sulle spese sostenute.
  • sul Superbonus 110%

Il Bonus ristrutturazione invece è una delle agevolazioni più richieste dai cittadini che decidono di fare i lavori in casa. E’ stato prorogato fino al 31 Dicembre 2024 senza sostanziali modifiche rispetto alla normativa attuale. E’ valido per le spese sostenute dal 26 Giugno 2012 e fino al 31 Dicembre 2024. Fino al 2024 quindi è possibile beneficiare della detrazione fiscale del 50% ed entro il limite di 96.000 euro di spesa (a meno che non ci siano modifiche con le future Leggi di Bilancio).

Tra le regole riguardo gli adempimenti, rimane obbligatoria la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla data in cui si sono conclusi i lavori per gli interventi che comportano un risparmio energetico.

Rimane la possibilità di usufruire del Bonus Ristrutturazione in tre modi, quali:

  • detrazione in 10 anni nella propria dichiarazione dei redditi;
  • cessione del credito a terzi, banche comprese;
  • sconto in fattura, se l’impresa che ha effettuato i lavori è d’accordo.

Ci sono anche nuovi adempimenti per chi opta per la cessione del credito e lo sconto in fattura: il decreto Anti-frode (DL 157/2021) ha esteso l’obbligo di visto di conformità ed asseverazione della congruità dei prezzi a tutti i bonus edilizi usufruiti nelle modalità alternative alla detrazione.

Quali spese sono ammesse con il Bonus Ristrutturazione 2022?

Con il Bonus Ristrutturazione 2022 sono ammesse le spese per effettuare:

  • interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali o sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze;
  • interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi;
  • interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto;
  • lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche (ascensori o montacarichi, installazione di strumenti idonei alla mobilità interna ed esterna di portatori di handicap gravi);
  • interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (cancelli, grate, porte blindate, casseforti, fotocamere collegate a vigilanza privata, );
  • interventi finalizzati alla cablatura degli edifici ed al contenimento dell’inquinamento acustico;
  • interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici;
  • interventi per l’adozione di misure antisismiche come opere per la messa in sicurezza statica;
  • interventi di bonifica dall’amianto ed opere per evitare gli infortuni domestici;
  • riparazione di impianti per la sicurezza domestica (ad esempio, la sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante);
  • installazione di apparecchi di rilevazione di gas;
  • monitoraggio di vetri anti-infortunio;
  • installazione di corrimano;
  • sostituzione di porte interne.

Tra le spese detraibili rientrano anche:

  • le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse;
  • le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento;
  • le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 – ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71);
  • le spese per l’acquisto dei materiali;
  • il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;
  • le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi;
  • l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori;
  • gli oneri di urbanizzazione;
  • gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).

Chi può richiedere il Bonus Ristrutturazioni 2022?

Non ci sono sostanziali novità in merito ai soggetti che possono richiedere il Bonus Ristrutturazioni 2022.

L’agevolazione fiscale può essere richiesta da tutti i contribuenti soggetti al pagamento delle imposte sui redditi, residenti o non residenti in Italia.

La detrazione del 50% sull’IRPEF può essere richiesta sia dal proprietario dell’immobile sia dal titolare dei diritti di godimento e da coloro che ne sosterranno le spese.

I beneficiari della detrazione fiscale 2022 sono:

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • locatari o comodatari;
  • soci di cooperative divise e indivise;
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
  • soggetti che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita – compromesso – chi ha comprato l’immobile può usufruire del Bonus nei seguenti casi:

  • è stato immesso nel possesso dell’immobile;
  • esegue i lavori di ristrutturazione a proprio carico;
  • è stato regolarmente registrato il compromesso.

L’agevolazione fiscale sui lavori di ristrutturazione può essere richiesta anche da chi esegue lavori in proprio sull’immobile relativamente alle spese sostenute per l’acquisto del materiale.

Quali sono i documenti da conservare?

Per richiedere la detrazione fiscale bisogna indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali dell’immobile.

Nello specifico, i documenti relativi all’immobile che il contribuente dovrà conservare per presentare facendo richiesta presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate sono:

  • domanda di accatastamento;
  • ricevute di pagamento dell’imposta comunale ICI-IMU;
  • delibera dell’assemblea per l’esecuzione dei lavori (parti comuni edifici residenziali) e tabella della ripartizione delle spese;
  • dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori;
  • concessioni, autorizzazioni allo svolgimento dei lavori o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà indicante data di inizio dei lavori e compatibilità con le spese ammesse al Bonus Ristrutturazioni.

Per poter usufruire del Bonus Ristrutturazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale. Nel bonifico dovranno essere indicati i seguenti dati:

  • causale del versamento: Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986;
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • codice fiscale o Partita IVA del beneficiario del pagamento.

Il Bonus Ristrutturazioni può essere richiesto anche se i lavori sono stati pagati con un finanziamento. Il contribuente in questo caso può richiedere lo sconto IRPEF del 50% ma la società finanziaria dovrà pagare tramite bonifico, seguendo tutte le indicazioni per la compilazione (indicando il CF del soggetto per il quale si effettua il pagamento) e il titolare dell’agevolazione fiscale dovrà conservare la ricevuta del bonifico.

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Detrazioni casa: proroghe e limitazioni

Le ultime novità circa le detrazioni casa per il 2022 confermano quanto già delineato dalla prima bozza del disegno di legge della manovra di Bilancio 2022: dal 1 gennaio dell’anno prossimo ci saranno sia proroghe delle misure attuali che importanti cambiamenti.

Scopriamo insieme quali.

Detrazioni casa: i bonus prorogati fino al 2024

Per quanto riguarda le detrazioni casa che sono state prorogate senza l’attuazione di modifiche, tra queste rientrano:

  • L’Ecobonus 50%-85%
  • Il Sismabonus 50%-85% e il Sismabonus Aquisti 50%-85%
  • Il Bonus Ristrutturazioni 50%
  • Il Bonus Verde 36%

Approfondiamoli uno per uno per capire con maggiore chiarezza di quali argomenti trattano e quali saranno, pertanto, gli interventi fattibili per i prossimi due anni.

Detrazioni casa: Ecobonus e Sismabonus

Consideriamo innanzitutto l’Ecobonus, che prevede agevolazioni fiscali che variano da una percentuale dal 50% all’85%, a seconda dei lavori da effettuare.

È importante sottolineare che per le abitazioni singole, per esempio, questo tipo di detrazioni casa è compreso in un range che va dal 50% al 65%, mentre per i condomini può arrivare fino al 75%-85%.

L’Ecobonus è un incentivo pensato per incentivare gli interventi che riguardano l’attuazione di miglioramenti nell’ambito dell’efficienza energetica.

Il tetto massimo di spesa per godere della detrazione è di 100.000 euro.

Il Sismabonus prevede invece agevolazioni fiscali per lavori di miglioramento strutturale degli edifici, in modo che possano essere più resilienti a eventuali danni provocati da un terremoto.

Si tratta di un incentivo applicabile solo in determinate zone del territorio nazionale, e cioè in quelle a maggiore rischio sismico.

Nel caso del Sismabonus, il tetto massimo di spesa per usufruirne è stato fissato a 96.000 euro.

Nessuna modifica prevista nemmeno per il Sismabonus Acquisti, la declinazione del Sismabonus che prevede detrazioni per chi acquista immobili progettati e costruiti secondo criteri antisismici e venduti direttamente da imprese edili.

Detrazioni casa: Bonus Ristrutturazioni e Bonus Verde

Prorogati fino al 2024 anche il Bonus Ristrutturazioni e il Bonus Verde.

Il primo è forse l’incentivo più versatile di tutti, dal momento che si tratta di un’agevolazione che riguarda tutti gli interventi di manutenzione straordinaria degli edifici: dalla ristrutturazione edilizia al recupero patrimoniale, dall’abbattimento delle barriere architettoniche agli interventi volti a migliorare l’efficientamento energetico dell’immobile (in questo caso si intende, naturalmente, quelli che esulano dall’Ecobonus), passando per la bonifica dell’amianto.

Le detrazioni casa per il Bonus Ristrutturazioni hanno un’aliquota pari al 50%, per una spesa massima di 96.000 euro.

Il Bonus Verde – che prevede agevolazioni fiscali fino al 36% delle spese sostenute, per 5.000 euro massimi per unità immobiliare – è invece un incentivo per realizzare ex novo oppure per risistemare le aree verdi, quali giardini, balconi, terrazzi e prati.

Detrazioni casa: cosa cambia per il Superbonus 110%

Il Superbonus 110% è, tra le detrazioni casa, quella sicuramente più vantaggiosa e, per tutto il 2021, ha permesso a molte persone di intraprendere importanti lavori di ristrutturazione praticamente a costo zero.

Un maxi bonus la cui natura, per forza di cose, doveva essere temporanea; e, infatti, per il 2022 sono in programma cambiamenti significativi in merito.

Innanzitutto rispetto ai tempi: per le persone fisiche che intendono effettuare interventi sulle singole unità immobiliari, il bonus sarà valido per tutto il prossimo anno, cioè fino al 31 dicembre 2022, a patto che la richiesta fosse stata presentata entro il 31 settembre 2021.

Dal 1 gennaio 2022, inoltre, per questa categoria di beneficiari l’incentivo sarà concesso solo per le prime case e a fronte della presentazione di un ISEE massimo di 25.000 euro annui.

La situazione è un po’ diversa per condomini, plurifamiliari e IACP. Per le prime due realtà, si potrà usufruire del Superbonus 110% fino al 2025, ma con il decrescere delle aliquote con il passare degli anni; di conseguenza, le detrazioni casa saranno del 110% fino al 31 dicembre 2023, del 70% per il 2024 e del 65% per il 2025.

Per quanto riguarda invece gli IACP, la data limite fissata per godere del bonus è il 31 dicembre 2023, ma solo se entro il 30 giugno dello stesso anno lo stato di avanzamento dei lavori è pari al 60%.

Detrazioni casa: cosa cambia con la nuova Legge di Bilancio

Secondo la bozza della nuova Legge di Bilancio 2022, per quanto riguarda le detrazioni casa saranno due gli incentivi che verranno modificati in modo sostanziale: il Bonus Facciate e il Bonus Mobili.

Per quanto riguarda il Bonus Facciate – mirato a promuovere il rifacimento delle facciate esterne di edifici visibili dalla strada o, comunque, dal suolo pubblico –  sarà previsto anche per il prossimo anno, ma con un importante abbassamento dell’aliquota, che scenderà dal 90% attuale al 60%.

Il Bonus Mobili è direttamente legato al Bonus Ristrutturazioni e prevede un’ulteriore detrazione del 50% per chi, nell’ambito di interventi di ristrutturazione già in essere, ha in programma l’acquisto di nuovi elementi d’arredo o elettrodomestici.

In questo caso le modifiche riguarderanno il tetto massimo di spesa prevista, che per il 2021 è stata di 16.000 euro, mentre dal 1 gennaio 2022 sarà ridotta a 5.000.

Bonus casa 2022: tutte le novità

È in via di approvazione la nuova Legge di Bilancio  e, tra le tante novità, ci sono quelle relative al bonus casa 2022.

Ecco allora una breve guida per capire quali agevolazioni fiscali rimangono per il 2022 e quali, invece, sono state eliminate.

Bonus casa 2022: le detrazioni confermate

Tra le detrazioni fiscali confermate nella nuova legge di bilancio rimangono quelle relative agli interventi di edilizia: obiettivo del Governo tramite il bonus casa 2022, infatti, è incentivare lavori che portino le abitazioni a essere maggiormente efficienti dal punto di vista energetico.

Previste agevolazioni anche per chi desidera acquistare un nuovo immobile oppure ristrutturarlo.

È importante sottolineare che, a oggi, la Legge di Bilancio 2022 deve essere ancora approvata in via definitiva, quindi potrebbe subire delle modifiche dovute a eventuali emendamenti; tuttavia, la struttura della normativa è già delineata e, di conseguenza, è possibile scoprire quali bonus del 2021 saranno riconfermati anche per il prossimo anno.

Bonus casa 2022: confermato il Superbonus 110%

Il Governo ha optato per la proroga del Superbonus 110%, anche se rispetto al 2021 ci saranno dei cambiamenti nelle regole dell’applicazione di questa agevolazione: il Superbonus 110%, infatti, potrà essere ancora applicato per interventi di efficientamento energetico, tra cui anche l’installazione di impianti fotovoltaici, colonnine per la ricarica di auto elettriche o applicazione del cappotto termico alle abitazioni.

Quel che invece non è ancora certo è l’importo del Superbonus, per cui ci potrebbero essere delle limitazioni in base ai redditi del richiedente: più sono alti, minore sarà la percentuale per le detrazioni, che partirà da una soglia base del 65% per arrivare al 110% solo per i meno abbienti.

Il Superbonus dovrebbe essere confermato anche per le abitazioni singole, ma, anche in questo caso, con limitazioni in base al reddito (l’ISEE dei proprietari non deve superare i 25mila euro) e alle prime case. Per i condomini, invece, il Superbonus è prorogato anche per il 2023.

Bonus casa 2022: sì anche all’Ecobonus

Confermato nel bonus casa 2022 anche l’Ecobonus, con proroga fino al 2024, con l’obiettivo di incentivare l’efficienza energetica degli edifici tramite una detrazione dal 50% al 65% per interventi che esulano da quelli contemplati nel Superbonus.

Per quanto riguarda l’Ecobonus, tuttavia, sono al vaglio possibili modifiche.

Bonus casa 2022: Sismabonus ancora attivo per il prossimo anno

Tra le agevolazioni fiscali previste per il 2022 rimane anche il Sismabonus, legato a tutti i lavori che prevedono la messa in sicurezza degli edifici, in particolare nelle aree a maggiore rischio sismico.

Per le abitazioni unifamiliari, il bonus va dal 50% al 70%, mentre per i condomini arriva fino all’85%.

Bonus casa 2022: rinnovato anche il bonus ristrutturazioni

Nell’ambito del Bonus casa 2022 è stato riconfermato anche il Bonus ristrutturazioni, che concerne tutti gli interventi riguardanti la ristrutturazione degli edifici.

Il bonus prevede una detrazione IRPEF del 50% delle spese sostenute per gli interventi, fino a un tetto massimo di 96.000 euro per unità immobiliare.

In alternativa alla detrazione, come previsto dal Decreto Rilancio, è possibile optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito.

Rinnovato anche il bonus facciate, con l’unico cambiamento dell’abbassamento della percentuale (60% rispetto al 90% del 2021).

Bonus casa 2022: proseguono le agevolazioni per giovani, mobili e ambiente

Come per l’anno che sta per concludersi, anche nel 2022 si potrà godere di agevolazioni fiscali rispettivamente per:

  • L’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica A o superiori. Attenzione però: il bonus mobili è valido solo per le abitazioni in cui già si stanno effettuando lavori di ristrutturazione;
  • Le spese riguardanti la sistemazione di giardini e, in generale, aree verdi sia private che condominiali. In questo caso la detrazione IRPEF è prevista al 36%, per un massimo di 5.00 euro e suddivisa in 10 quote spalmate annualmente;
  • L’acquisto di una prima casa nel periodo compreso tra il 26 maggio 2021 e il 30 giugno 2022 per gli under 36 con ISEE inferiore o pari a 40.000 euro.

Bonus casa 2022: le detrazioni per acqua e restauro

Nel Bonus casa 2022 rientrano anche le agevolazioni per:

  • Il bonus idrico, con un rimborso fino a 1.000 euro – indipendentemente dall’ISEE – sulle spese sostenute per la sostituzione dei sanitari con nuovi prodotti a scarico ridotto. Il bonus è stato prorogato fino al 2024;
  • Il bonus acqua potabile, che prevede un rimborso fino a 500 euro per chi sostiene spese volte alla razionalizzazione dell’acqua potabile tramite l’installazione di sistemi di filtraggio o mineralizzazione delle acque;
  • Il bonus restauro, che consiste in un credito d’imposta pari al 50% delle spese riguardanti gli interventi di restauro effettuati nel 2021 e nel 2022 su immobili di valore storico o artistico e ha una validità fino a 1.000 euro.

Bonus casa 2022: cosa è cambiato

Rispetto al 2021, nella nuova Legge di Bilancio riguardante il bonus casa 2022 sono state soppresse alcune agevolazioni, tra cui il bonus affitti Covid – rivolto a imprese e professionisti – e il bonus affitti, che prevedeva un contributo a fondo perduto ai locatori che, tra il 2020 e il 2021, hanno ridotto i canoni d’affitto per i propri inquilini.

Inoltre, è probabile che con il testo definitivo della Legge di Bilancio alcune agevolazioni previste per il 2021 saranno integrate nel bonus casa 2022.

Cappotto termico: pro e contro

Il tema dell’efficienza energetica è molto sentito, in Italia come in molti altri Paesi. Non solo per una questione di riduzione dei consumi – quanto mai necessaria sia in termini di risparmio economico che di impatto ambientale – ma anche per migliorare il comfort abitativo.

Un buon isolamento di un edificio, infatti, è fondamentale per ridurre la dispersione di calore, un fenomeno che, se non si prendono i provvedimenti adeguati, comporta un aumento dei consumi per il riscaldamento, necessario per mantenere una temperatura gradevole in casa.

Il problema, comunque, si pone anche in estate, perché il caldo penetra tra le mura domestiche rendendo l’ambiente poco confortevole, a meno che non si utilizzi un condizionatore.

Per rispondere alla questione relativa al cappotto termico: pro e contro, occorre considerare che investire sull’isolamento della propria casa significa migliorare in generale il comfort abitativo.

Ecco allora tutto quello che c’è da sapere sul cappotto termico, dall’installazione ai vantaggi (ed eventuali svantaggi) di questo intervento.

Cappotto termico: pro e contro. Cos’è e come funziona il cappotto

Prima di capire quali siano i pro e i contro del cappotto termico, bisogna sapere in cosa consiste e come funziona.

Il cappotto termico è formato da una serie di pannelli prefabbricati che vengono applicati sulle pareti o sulla facciata di un edificio, a creare una sorta di guscio protettivo il cui obiettivo è migliorare l’efficienza energetica, riducendo la dispersione di calore e accrescendo anche l’isolamento acustico.

Nonostante si senta parlare di cappotto termico solo relativamente da pochi anni – complici anche i diversi incentivi statali promossi in proposito – si tratta di una tecnologia edilizia che esiste da almeno 50 anni e che in alcuni Paesi (per esempio quelli del Nord Europa) era già ampiamente diffusa prima che prendesse piede anche in Italia.

Il cappotto termico può essere applicato esternamente o internamente. Nel primo caso, i pannelli vengono installati sulla facciata dell’immobile, garantendo buoni risultati in termini di isolamento termico, ma presentando in media costi più elevati e tempi più lunghi per la manodopera. Per eseguire questi lavori si possono noleggiare piattaforme aree

Per quanto riguarda sempre il cappotto termico esterno, l’applicazione segue solitamente un iter ben preciso, che si articola in questo modo:

  • Un primo strato adesivo di materiale da coibentazione viene applicato direttamente sulla facciata del fabbricato;
  • In seguito viene montato il pannello isolante che può essere costituito da materiali sintetici (per esempio PVC) o naturali, come lana di roccia o sughero;
  • Viene sistemato un primo strato di rivestimento;
  • Un secondo rinforzo di isolamento, più sottile, viene posto sopra il primo;
  • Viene applicato il rivestimento finale.

Un aspetto importante è di natura estetica: occorre infatti sapere che, una volta terminati i lavori, l’aspetto esteriore dell’edificio rimane identico a prima e che il cappotto termico sarà praticamente invisibile.

Cappotto termico: pro e contro. I costi

Una voce che sicuramente interessa tutti coloro che vorrebbero effettuare un intervento di applicazione del cappotto termico è quella relativa alla spesa. Tuttavia, è importante sottolineare che i costi dipendono molto dal tipo di materiale isolante prescelto.

Ponendo di dover ricoprire una superficie di 100 mq, si va dai 50 euro circa al mq (inclusa la manodopera) per il sughero o la fibra di legno ai 70-80 euro per la lana di vetro o la lana di roccia. Considerando la metratura presa in esame, quindi, la spesa per i lavori si attesterebbe in un range compreso tra i 4.000 e gli 8.000 euro.

Nel caso, invece, si opti per il cappotto termico interno, l’applicazione è più veloce, perché occorre meno materiale isolante, dal momento che lo strato che viene applicato sulle pareti interne è più sottile e ciò significa costi inferiori e tempistiche molto più breve per il lavoro. Per contro, in confronto al cappotto termico esterno, quello interno si dimostra meno efficace in termini di isolamento.

Cappotto termico: pro e contro. I benefici ambientali

Uno dei principali vantaggi che comporta la scelta di installare un cappotto termico consiste nel ridotto impatto ambientale. Migliorare l’efficienza energetica di un edificio, infatti, significa diminuire il consumo di energia e, di conseguenza, avere meno emissioni di CO2 nell’atmosfera.

Ma non solo: una casa efficiente dal punto di vista energetico riceve anche una migliore certificazione energetica, che contribuisce ad aumentarne il valore; un aspetto sicuramente importante, qualora si pensi di vendere l’abitazione.

Cappotto termico: pro e contro. La riduzione dei consumi

Tra i pro del cappotto termico va annoverata anche la voce relativa alla riduzione dei consumi, derivante da una minore dispersione di calore in inverno e all’evitare un eccessivo surriscaldamento dell’abitazione durante l’estate.

Ciò significa rendere la propria casa termoautonoma, consumando molto meno riscaldamento e, durante la bella stagione, aria condizionata.

Cappotto termico: pro e contro. I risparmi in bolletta

Un terzo grande vantaggio del cappotto termico è di natura economica: consumare di meno, infatti, vuol dire spendere di meno per gli impianti, risparmiando molti soldi.

Cappotto termico: pro e contro. Gli svantaggi di questo intervento

Migliorare l’isolamento della propria abitazione è vantaggioso dal punto di vista del comfort abitativo, dell’impatto ambientale e dei risparmi in bolletta. Tuttavia, è un intervento che presenta anche dei contro, tra cui:

  • Il costo iniziale di messa in opera: l’acquisto e l’installazione dei pannelli isolanti può comportare un esborso notevole, anche se per ammortizzare la spesa è possibile usufruire dei bonus statali dedicati;
  • L’iter burocratico per dare il via ai lavori, che può rivelarsi più lungo del previsto, in particolare se si tratta di un condominio. In questo caso, infatti, non solo occorre il consenso della maggioranza dei condomini per effettuare l’intervento, ma bisogna anche verificare che tutti gli appartamenti dello stabile siano a norma, in modo da poter procedere senza intoppi ai lavori. L’applicazione del cappotto termico, inoltre, è considerato un intervento di manutenzione straordinaria, perciò devono essere comunicati inizio, avanzamento e termine dei lavori. Occorre altresì considerare l’aspetto relativo all’occupazione di suolo pubblico: il cappotto termico, anche se non deturpa l’estetica dell’edificio, ne aumenta però il volume, riducendo di conseguenza lo spazio fruibile sul marciapiede e la distanza con le altre case vicine, tutti aspetti che richiedono appositi controlli di conformità da parte degli organi competenti. Infine, un ultimo elemento da valutare è legato agli eventuali vincoli paesaggistici, che riguardano in particolare edifici storici o di valore architettonico, per i quali l’applicazione del cappotto termico potrebbe scontrarsi con problemi relativi alla salvaguardia del paesaggio urbano.

È comunque importante sottolineare che questi aspetti negativi possono essere tranquillamente risolti avvalendosi dell’aiuto di professionisti specializzati e che, di conseguenza, installare un cappotto termico presenta nel complesso più “pro” che “contro”.

Energie rinnovabili: come risparmiare con i bonus

Energie rinnovabili: come risparmiare con i bonus

Energia climatica, sconti fiscali e tecnologie innovative a disposizione di tutti pongono l’approvvigionamento da fonti pulite al centro del dibattito energetico. Una soluzione vincente per risparmiare soldi, ridurre l’inquinamento e salvaguardare il Pianeta.

Energie rinnovabili: incentivi statali e nuove opportunità

Siamo in un ambito complesso: non è facile, infatti, stare al passo con gli aggiornamenti tecnologici che si susseguono nel settore delle “rinnovabili”, così come risulta difficile comprendere i meccanismi che regolano gli incentivi statali.

Non ci si orienta facilmente tra le varie opportunità e, soprattutto, non è semplice valutare che cosa sia meglio scegliere. Se, sulla carta, le tecnologie oggi disponibili sono potenzialmente adatte ad ogni situazione, nella pratica non è esattamente così. Per questo motivo, ogni decisione va presa a seguito di un parere tecnico, ad esempio, facendo realizzare un’analisi energetica personalizzata che tiene conto tanto del fabbisogno quanto del contesto in cui si interviene.

Uno degli ultimi passaggi per rendere operative le disposizioni introdotte nel mese di Marzo 2020 con il DL “Milleproroghe” e per anticipare, in via sperimentale, il recepimento della direttiva europea RED2, è il decreto emanato nel mese di Settembre 2020. Quest’ultimo impone di agevolare le comunità energetiche, ovvero le coalizioni di utenti che, tramite l’adesione ad un contratto, collaborano per produrre, consumare e gestire l’energia attraverso uno o più impianti energetici locali, con l’obiettivo di fornire energia pulita a prezzi accessibili ai propri membri.

Detrazioni fiscali 2021 per le fonti energetiche rinnovabili

Per gli interventi sulle abitazioni che riguardano le fonti energetiche rinnovabili, attualmente sono previsti i seguenti incentivi statali:

  • Bonus Casa, detrazione fiscale IRPEF, ripartita in 10 quote annuali di pari importo. E’ una misura strutturale rivolta ad interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, realizzati in singole unità immobiliari, edifici o parti comuni condominiali ed esclusivamente nella destinazione d’uso di tipo “residenziale”.

Attualmente l’aliquota di detrazione è pari al 50% delle spese sostenute (importo massimo detraibile 96.000€ per ciascuna unità immobiliare.

Tra gli interventi agevolati: installazione di impianti fotovoltaici.

  • Ecobonus: detrazione fiscale IRPEF O IRES, ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Non essendo strutturale, si tratta di una misura che viene approvata dalla Legge di Bilancio.

Riguarda gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti realizzati su singole unità immobiliari, edifici o parti comuni condominiali.

L’aliquota e l’importo massimo detraibile variano a seconda della tipologia di interventi: 50 o 65%. Può raggiungere il 70, 75, 80 o 85% nel caso di interventi sulle parti comuni condominiali.

Tra gli interventi agevolabili: il solare termico e le pompe di calore.

  • Superbonus, comprende interventi sia di efficienza energetica sia antisismici. La detrazione, ripartita in 5 quote annuali, è del 110% delle spese sostenute entro il 30 Giugno 2022. Questa data è valida per le parti comuni perché i lavori devono essere conclusi entro il 30/06.

Gli interventi possono essere raggruppati in due macrocategorie: “trainanti”, i quali consentono l’accesso diretto alla misura del 110% e “trainati”, quelli che possono essere agevolati solo se realizzati congiuntamente ad almeno uno degli interventi trainanti, salvo alcune eccezioni indicate al comma 2 dell’art. 119.

Tra gli interventi agevolati: il solare termico e le pompe di calore, l’installazione di impianti fotovoltaici

  • Conto termico 2.0, si tratta di un sistema incentivante finalizzato all’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni.

L’ammontare dell’incentivo erogato al soggetto responsabile non può eccedere, in nessun caso, il 65% delle spese sostenute ammissibili e la misura non può essere riconosciuta agli interventi per la cui realizzazione siano concessi altri incentivi statali, fatti salvi i fondi di garanzia, i fondi di rotazione ed i contributi in conto interesse.

Alcuni interventi riguardano le fonti energetiche rinnovabili come solare termico, pompa di calore.

Quali sono le novità per il residenziale?

Ci sono essenzialmente due novità: il Superbonus 110% ed il Decreto per le comunità energetiche rinnovabili.

Con il primo si ha la possibilità di intervenire a livello di sistema-edificio, con cappotto termico, infissi a tenuta, aggiungendo fotovoltaico e pompe di calore innovative per coprire gran parte dei consumi energetici. In più, se si installa un adeguato sistema di accumulo e, perché no, una colonnina di ricarica  per veicoli elettrici, ci si rende energeticamente autosufficienti, contribuendo alla stabilità della rete.

Con la seconda novità, ovvero il tanto atteso Decreto di recepimento della Direttiva Europea 2018/2021, si rende possibile abbattere le barriere che, fino ad oggi, hanno impedito di ipotizzare e realizzare comunità energetiche.

Il nostro Paese dovrò recepire la Direttiva Europea entro Giugno 2021 ma intanto è possibile iniziare a sperimentare comunità energetiche per configurazioni fino a 200 kW, grazie all’approvazione di un emendamento contenuto nel “Milleproroghe”. In questo contesto, l’innovazione che si è messa in moto consentirà di valorizzare appieno l’energia autoprodotta da rinnovabili.

Non hai ancora aderito ad alcun Bonus 2021? CONTATTACI e ti supporteremo anche in ciò!

Come rinnovare il tetto migliorando l’efficienza energetica

Come rinnovare il tetto migliorando l’efficienza energetica

Hai intenzione di incrementare l’efficienza energetica degli ambienti sottotetto e/o dell’intero immobile o per riparare un danno? Ora è il momento di programmare l’intervento.

Come programmare un intervento di rifacimento tetto

Se sono passati più di trent’anni dalla posa del tetto, la copertura potrebbe non offrire più garanzie di tenuta: tale lasso di tempo, infatti, corrisponde alla durata media di un tetto a falde con struttura in legno. Mentre un tetto piano in genere resta efficiente per un periodo più lungo.

Un’alta percentuale di tegole mancanti, danni al manto, segni di infiltrazioni d’acqua nei locali sottotetto sono ottimi motivi per programmare un intervento di rifacimento.

Ma la priorità spetta sicuramente alla riqualificazione termica, tanto che costituisce uno degli interventi che danno diritto, a pieno titolo, a qualsiasi incentivo statale in vigore.  Naturalmente, a seconda dei livelli raggiunti in termini di efficientamento energetico.

Attenzione quindi alla scelta dei pannelli solari, coppi e tegole, lucernari ed impianti legati alle energie rinnovabili da posare sul tetto che, oltre a mantenere la primaria funzione di “copertura”, oggi riveste anche un ruolo determinante nel contenimento dei consumi dell’edificio e nella riduzione dell’inquinamento.

Non a caso sono sempre più presi in considerazione tetti verdi, fotovoltaici e termici, con aperture nelle falde per permettere alla luce naturale di penetrare copiosa negli interni, migliorando benessere e comfort indoor.

Rifacimento tetto: perché è importante intervenire?

La copertura di un edificio va considerata come un complesso di elementi realizzati in modo da integrarsi tra loro e collaborare alla funzionalità del tetto stesso. Per questo motivo si preferisce parlare di “pacchetto o sistema tetto”, proprio per sottolineare la particolare composizione a strati sovrapposti.

I vantaggi sono di due ordini:

  • una progettazione di volta in volta mirata che permette di scegliere soluzioni specifiche per ogni situazione
  • la possibilità di intervenire su una singola parte

L’ordine di posizionamento di tali strati può variare secondo la tipologia e secondo quanto previsto dalle norme Uni. Quelli meno recenti, ad esempio, hanno una struttura semplificata se paragonata a quella, molto più articolata, delle recenti realizzazioni.

Ogni strato del tetto è naturalmente fondamentale, ma quello termoisolante lo è in modo particolare perché è attraverso il tetto, quando non adeguatamente coibentato, che si disperde una grande quantità di energia termica (20-35%), benché la sua superficie sia inferiore ad esempio a quella totale delle pareti esterne.

Il motivo è semplice: il flusso di calore si muove verso l’alto e da qui fuoriesce; inoltre il tetto è la componente costruttiva più esposta alle radiazioni solari e, nelle stagioni calde, favorisce il surriscaldamento dei locali sottostanti.

Grazie ad un buon isolamento (dimensionato e posato correttamente) si riesce ad avere una casa più calda d’inverno e più fresca d’estate, riducendo le spese per la climatizzazione.

La scelta di procedere con il rifacimento del tetto non dipende solo dallo stato in cui si trova la copertura ma anche da altri fattori che sono altrettanto importanti.

Molte volte si mette mano a coperture che non hanno grandi problemi e creano solo piccoli disagi che si potrebbero risolvere con interventi mirati. Con l’intenzione di migliorare la capacità energetica dell’edificio, si opta invece per un intervento più invasivo e risolutivo in generale, grazie agli incentivi ad hoc, come Ecobonus e Superbonus.

Il rifacimento o la sostituzione della coibentazione è sempre un’opportunità da considerare anche quando sarebbero indispensabili solo piccoli lavori.

La scelta di riqualificare dal punto di vista energetico è una chiave di lettura molto importante non solo quando il tetto presenta lesioni o è stato danneggiato dalle intemperie o banalmente contiene un materiale nocivo come l’amianto.

Quali caratteristiche deve avere una nuova copertura tetto?

Una nuova copertura deve avere nel suo complesso le seguenti caratteristiche:

  • stabilità e resistenza al proprio peso ed ai carichi esterni (neve e vento), nonché a quelli dovuti agli interventi manutentivi
  • protezione dagli agenti atmosferici esterni e dai fulmini
  • protezione da intrusioni esterne
  • impermeabilizzazione e smaltimento delle acque piovane
  • resistenza agli shock termici ed al gelo
  • protezione dalla luce solare
  • resistenza al fuoco
  • isolamento termico ed acustico
  • veloce smaltimento dell’umidità
  • durabilità nel tempo delle performance

Una copertura per essere energeticamente efficiente è fondamentale che:

  • protegga dal surriscaldamento estivo
  • abbia tenuta all’aria sul lato interno e tenuta al vento sul lato esterno
  • permetta una corretta gestione dell’umidità all’interno del pacchetto tetto
  • dia la possibilità di installare impianti che sfruttino le risorse rinnovabili

Il tetto deve essere ben isolato e deve garantire continuità con le pareti esterne per quanto riguarda la coibentazione, in modo da evitare ponti termici.

In una casa energicamente efficiente, lo spessore della coibentazione in copertura è generalmente superiore a quello dell’isolamento delle pareti. Molti degli accorgimenti attuati per la protezione termica invernale sono utili anche per quella estiva.

Anche in una ristrutturazione del tetto i fattori che influenzano la buona riuscita sono la manodopera ed i materiali impiegati. Proprio quest’ultimi devono essere certificati e garantiti al fine di rispondere a specifici requisiti estetici e funzionali.

Per quanto riguarda il manto in tegole, quest’ultime devono:

  • avere un’elevata resistenza ai cicli di gelo/disgelo, impermeabilità all’acqua e resistenza ai carichi di neve e grandine. La norma di riferimento è la Uni En 490/491;
  • rispettare criteri di carattere estetico, integrandosi nel contesto architettonico nel quale l’edificio è inserito;
  • garantire una superficie “continua”. L’integrabilità degli elementi è un fattore chiave perché il mancato o imperfetto accoppiamento degli elementi può provocare infiltrazioni d’acqua, polvere o nere e dispersioni di calore.

Le spese per il rifacimento del tetto variano in funzione della tipologia di copertura e dei materiali utilizzati ma vi sono altri parametri che condizionano l’importo finale.

Contattaci ed avrai un PREVENTIVO GRATUITO.

Casa sostenibile: quali sono gli interventi necessari da fare?

Casa sostenibile: quali sono gli interventi necessari da fare?

Il termine sostenibilità coincide ormai con l’urgenza di perseguire uno sviluppo compatibile con le risorse del Pianeta, tale da poter essere  appunto “sostenuto”, in senso ampio.

La sostenibilità è ambientale, economica, etica e sociale. E’ puntare sui materiali e processi produttivi meno inquinanti a basse emissioni di carbonio, porsi nell’ottica di produrre e consumare risparmiando denaro, materie prime non rinnovabili ed energia, gestire in modo oculato il bene comune tendendo a ridurre le disuguaglianze per offrire maggiore sicurezza, salute, servizi.

Sostenibilità vuol dire ripensare alle nostre abitazioni,  responsabili di quasi la metà del consumo energetico globale. Devono invece essere più sostenibili. In che modo?

Gli interventi necessari affinchè una casa sia sostenibile

Per far sì che i risultati dell’efficientamento energetico della tua casa siano soddisfacenti e l’investimento economico non risulti vano, è necessario programmare gli interventi in un’ottica di razionalità e buon senso.

Ad esempio: se sostituisci l’impianto di riscaldamento prima ancora di aver migliorato l’isolamento termico, potrai trovarti in una situazione tutt’altro che vantaggiosa dal punto di vista economico, rischiando di installare un impianto sovradimensionato che consuma e produce più di quanto occorra.

Meglio prima coibentare le pareti ed installare finestre a tenuta per ridurre le dispersioni e, di conseguenza il fabbisogno. Poi sostituire i vecchi impianti.

Vediamo nel dettaglio in cosa consistono gli interventi necessari da fare.

  • Riqualificare l’intero involucro. Il miglioramento della tenuta termica delle strutture opache della casa, verticali ed orizzontali delimitanti il volume riscaldato verso l’esterno, vani non riscaldati o contro terra, che rispetti i requisiti di trasmittanza termica (riportati in tabella 2 del D.M. 26/01/2010) è incentivato attraverso detrazioni fiscali consistenti, (l’Ecobonus al 65% ed il Superbonus al 110%). Pareti, tetto e pavimento performanti permettono di utilizzare meno energia (e spendere meno) e di garantire il comfort termico indoor.

Le pareti dell’edificio devono consentire, infatti, la temperatura interna all’abitazione.

Agevolazione fiscale Ecobonus: detrazione del 65% delle spese. Limite massimo detraibile: 60.000€ per unità immobiliare.

  • Aggiungere il cappotto esterno. Soluzione da privilegiare perché assicura continuità all’isolamento, riduce i ponti termici e permette di raggiungere facilmente i valori limite richiesti per accedere alle detrazioni fiscali economicamente più vantaggiose.

Agevolazione fiscale Ecobonus: detrazione del 65% delle spese. Limite massimo detraibile: 60.000€ per unità immobiliare.

  • Prevedere le schermature solari.

Agevolazione fiscale Ecobonus: detrazione del 50% delle spese. Limite massimo detraibile: 60.000€ per unità immobiliare.

  • Coibentare il tetto. Tutti gli accorgimenti messi in atto per proteggere i locali sottostanti durante la stagione invernale sono utili anche durante l’estate, perché un tetto ben coibentato ed aerato blocca anche il calore prodotto dall’irraggiamento solare, considerando che tra il manto e lo strato di coibentazione si possono raggiungere anche gli 80° C. Quando si prevede un intervento di manutenzione straordinaria, tanto vale riqualificare. Mentre è obbligatorio aggiungere l’isolante nei tetti caldi.

Agevolazione fiscale Ecobonus: detrazione del 65% delle spese. Limite massimo detraibile: 60.000€ per unità immobiliare.

  • Cambiare i serramenti. Le parti “trasparenti” sono un punto critico e di discontinuità della facciata. Dal punto di vista del contenimento energetico, la qualità di una finestra si valuta attraverso il valore di trasmittanza termica Uw espresso in W/mqK che indica quanto sia efficiente dal punto di vista termico. Tanto più il valore è basso, quanto più la finestra è performante.

Agevolazione fiscale Ecobonus: detrazione del 50% delle spese. Limite massimo detraibile: 60.000€ per unità immobiliare.

  • Installare la VMC, ovvero la ventilazione meccanica controllata. Un sistema per l’aerazione costante indoor (senza aprire le finestre) che in alcune tipologie recupera il calore dall’aria per riutilizzarlo.

Agevolazione fiscale Bonus Ristrutturazione: detrazione del 50% solo se l’intervento è compreso in uno di riqualificazione globale o se, si dimostra con certificazione rilasciata da tecnico qualificato o ditta installatrice, il conseguimento del risparmio energetico.

Anche la sostituzione della porta d’ingresso, quando questa separa ambienti riscaldati da quelli che non lo sono ed ha i requisiti specificati dalla normativa, è agevolata dagli incentivi.

  • Sostituire gli impianti. Se l’involucro edilizio è responsabile della dispersione termica, gli impianti sono i protagonisti del consumo energetico e causa di utilizzo di risorse non rinnovabili, inquinamento e bollette care. Già dal 1 Gennaio 2018 tutti gli edifici oggetto di una ristrutturazione rilevante devono ricavare da fonti rinnovabili il 50% del fabbisogno energetico. Dal 2021 tutti gli edifici, nuovi o soggetti ad una ristrutturazione profonda, dovranno adeguarsi allo standard europeo nZEB “Nearly Energy Zero Building”, ovvero Edifici ad Energia Quasi Zero: altissima prestazione energetica, con fabbisogno energetico, molto basso o quasi nullo, coperto in misura significativa da energia proveniente da fonti rinnovabili, prodotta sul posto. Anche laddove non sia richiesta una ristrutturazione di tale entità e non vi siano imposizioni di legge, la riduzione dell’uso di energia e l’approvvigionamento green sono un traguardo che riguarda tutti.
  • Scegliere la caldaia a condensazione togliendo la vecchia caldaia a metano, a gas o Gpl.

Agevolazione fiscale Ecobonus: detrazione del 50% (modello in classe A); del 65% se unito a termoregolazione.  

  • Cambiare lo scaldabagno sostituendo lo scaldacqua elettrico con uno a gas metano o con pompa di calore.

Agevolazione fiscale Ecobonus: detrazione del 65% delle spese per sostituire lo scaldabagno tradizionale con uno a pompa di calore. Limite massimo detraibile: 30.000 euro per unità immobiliare.  

  • Installare la pompa di calore. Anche se si tratta di un apparecchio elettrico, il bilancio energetico è favorevole perché l’elettricità impiegata è inferiore all’energia trasferita nella casa.

Agevolazione fiscale Ecobonus: detrazione del 65% delle spese. Limite massimo detraibile: 30.000 euro per unità immobiliare.  

  • Convertirsi alle biomasse, vuol dire scegliere apparecchi che utilizzino materiali di origine organica che non hanno subito processo di fossilizzazione.

Agevolazione fiscale Ecobonus: detrazione del 50% delle spese Limite massimo detraibile: 30.000 euro per unità immobiliare.  

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