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Porte scorrevoli, un importante elemento d’arredo

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Porte scorrevoli, un importante elemento d'arredo

Porte scorrevoli, un importante elemento d’arredo

Le porte scorrevoli sono la soluzione per i problemi di spazio. Permettono di aggiungere un serramento quando sembra impossibile avere una porta, liberano le pareti semplificando l’appoggio dei mobili. Risolvono la pianta di una casa, o di una porzione di casa, favorendo un’organizzazione dello spazio pratica, agevole e su misura.

Oggi i punti di forza delle porte scorrevoli  sono il design delle ante e, nei modelli a scomparsa, la tecnologia e le performance dei controtelai.

Le porte scorrevoli sono adatte per tutti gli ambienti. Esistono due tipologie:

  • le scorrevoli interno muro, a scomparsa, non ingombrano in alcun modo: si muovono all’interno di un controtelaio metallico, a sua volta installato dentro la parete che fuori risulta “libera”.

Questa tipologia di porte,  dette anche “pocket door”, scompaiono all’interno della parete quando vengono aperte. Progettate come soluzione salvaspazio per ambienti piccoli e passaggi ridotti, per i quali restano preziosissime ed indispensabili perché permettono di ricavare un locale con porta anche dove i centimetri sono proprio al limite.

Nelle porte scorrevoli interno muro, il controtelaio è fondamentale.

Per avere una porta scorrevole a scomparsa serve sostituire una porzione di muro con un elemento scatolare metallico (o costruire un muro cavo all’interno per il vano dedicato a questo). L’elemento viene poi rifinito esattamente come una parete. Poiché i divisori interni di una casa possono essere realizzati in muratura (laterizi forati) oppure in cartongesso, esistono due tipi di controtelai corrispondenti ad una e all’altro. Al momento dell’acquisto di una o più porte scorrevoli e quindi del controtelaio va sempre specificato il materiale della parete. È fondamentale, anche perché cambia persino lo spessore del muro finito: nel primo caso da 9 a 14,5 cm, nel secondo circa 10/12,5 cm. 

Innumerevoli gli aspetti positivi in generale, con controtelai sempre più evoluti: oggi ne esistono anche predisposti per il cablaggio elettrico, così da poter avere un normale interruttore sulla stessa parete dove si inserisce la porta e sagomati ai lati per ospitare le tubazioni idriche. 

  • le scorrevoli esterno muro, sono dotate di una guida in alluminio anodizzato o in acciaio, fissata a parete o soffitto, lungo cui scorre l’anta, parallela alla parete. Sono più semplici da installare perchè non servono lavori sulla muratura, basta fissarle al muro di laterizi o al cartongesso, a meno che la guida non sia incassata nella parete.

Dette anche porte hardware, questa tipologia di porte scorrevoli, è formata da una o più ante che scorrono parallele ad una o a due pareti e ad esse si sovrappongono, restando a vista. Molto scenografici sono poi quei sistemi compositi nei quali il muro è “sostituito” da un altro pannello che resta fisso: l’anta mobile si sovrappone a questo, creando effetti di grande suggestione.

Tutte le porte scorrevoli esterno muro sono agganciate ad un binario, all’interno del quale avviene il loro movimento. A sua volta, questo è inserito in una guida fissata a soffitto o a parete, a incasso totale o a sospensione. Il binario, fornito con le ante, è di solito in alluminio anodizzato, rifinito secondo l’estetica delle ante.

Fra le tante versioni delle porte scorrevoli esterno muro c’è quella “zero”. Si tratta di un pannello che scorre sulla parete, senza che se ne veda il meccanismo.

Cerniere, binari e mantovane sono nascoste: l’anta è più ampia dell’apertura e tutti i meccanismi (binario compreso) sono montati dietro.

La mantovana è una fascia che copre il binario di scorrimento ed è una soluzione classica ma sempre attuale, che diventa un elemento estetico insieme alla porta. Per uniformità di stile, si fissa al pannello dell’anta o alla parete.

Porte scorrevoli: quali sono gli elementi da valutare?

Quando si decide quale porta scorrevole acquistare per la propria abitazione, vanno valutati prima di tutto i materiali. Essi devono essere di qualità, come il controtelaio in acciaio zincato ed il binario in alluminio anodizzato, entrambi resistenti ed indeformabili. Ma anche i vetri temperati di sicurezza da 8 mm di spessore.

La porta scorrevole deve essere pratica, da muovere con leggerezza, e silenziosa, anche per modelli a due ante di grandi dimensioni.

A queste esigenze corrispondono carrelli di scorrimento in acciaio, con ruote in nylon e cuscinetti a sfera. Alcuni modelli hanno un sistema di rallentamento dell’anta, che ne impedisce la fuoriuscita dal binario.

Molti modelli di porte scorrevoli si possono realizzare su misura. Ciò permette di creare soluzioni personalizzate non solo per finiture, ma anche per dimensioni e per numero di ante.

Quanto è importante l’estetica nelle scelta di una porta scorrevole?

Tra i brand da noi trattati vi sono Garofoli, che propone linee classiche rivisitate con gusto contemporaneo, per le porte Miraquadra.

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Le finiture del vetro variano dal trasparente che crea continuità visiva tra gli ambienti, al satinato con effetto “vedo non vedo”, alle serigrafie anche decorate, adatte per soluzioni di forte impatto estetico.

Nel legno le finiture spaziano dalle essenza classiche o insolite ai laccati in molteplici colori, che si staccano dalla parete o che ne riprendono il colore.

Per chi in casa vuole uniformità estetica e stilistica, molte aziende propongono modelli disponibili sia con apertura a battente sia scorrevole.

Eclisse propone un controtelaio che permette una totale integrazione della porta con la parete, che risulta così filomuro, senza stipiti e coprifili.

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Porte, dall’acquisto alla messa in opera

Porte, dall’acquisto alla messa in opera

La scelta della porta  è determinata non solo da questioni estetiche ma anche da eventuali problemi di spazio o dalla necessità di risolvere tante situazioni particolari.

Modalità di apertura, un fattore importante nella scelta della porta

A battente, è la porta tradizionale ma anche la più comune. L’anta è fissata tramite le cerniere ad un lato del vano dell’apertura e ruota sull’asse laterale verticale per aprirsi. E’ possibile scegliere il lato di apertura, solitamente da sinistra a destra, per favorire l’impugnatura con la mano destra. Ma anche il senso, cioè la direzione di apertura: all’interno della stanza in cui ci si trova (a tirare) o verso quella in cui si entra (a spingere). Sono fattori importanti che vanno decisi prima della posa in opera.

La porta a battente è pratica da aprire e muovere, l’unico vincolo è dato dall’ingombro dell’anta, per il quale non ci possono essere ostacoli. L’ingombro richiesto per l’apertura corrisponde al raggio che l’anta traccia, con un angolo di almeno 90°.

Controtelaio e telaio sono un unico elemento che, una volta installato, va rifinito in modo da risultare invisibile: a questa struttura va agganciata l’anta con le cerniere a scomparsa.

Le porte bidirezionali sono particolari porte a battente che si aprono sia a spingere sia a tirare, quindi hanno il pregio della versatilità. Sono dotate di cerniere a pivot, che permettono l’apertura nelle due direzioni. Spesso la presenza della serratura magnetica, a filo dell’anta e del telaio, aggiunge praticità.

Scorrevoli, in due versioni. Nate come porte salva spazio per i locali di servizio, hanno un’importante valenza estetica oltre che funzionale. Due sono le tipologie: interno ed esterno muro.

  • Interno muro: sono a scomparsa. L’anta scorre all’interno di un controtelaio metallico dentro la parete che fuori rimane libera. Il controtelaio metallico è l’elemento fondamentale e sono necessari lavori di muratura per incassarlo oppure bisogna costruire un muro cavo all’interno per inserire l’apposito vano. L’elemento viene poi rifinito come la parete. Due sono i tipi di controtelai disponibili, in base a come è realizzata la parete interna: in muratura (laterizi forati) oppure in cartongesso. Al momento dell’acquisto è quindi indispensabile specificare il materiale.

Con anta singola o doppia: nel secondo caso si tratta di porte speculari, con un carrello apposito che ne può permettere l’apertura simultanea. Servono però due controtelai per ciascuna anta, da alloggiare in entrambe le pareti.

  • Esterno muro: le porte che scorrono all’esterno del muro hanno le ante che si muovono parallele alla parete, sovrapponendosi e restando a vista. Lo scorrimento avviene lungo una guida, in alluminio anodizzato o acciaio, fissata in alto a parete o soffitto, ad incasso totale o a sospensione. Sono la soluzione più semplice da installare perché non richiedono lavori sulla muratura, a meno che la guida non sia incassata, a scomparsa totale.

L’effetto visivo è molto scenografico, soprattutto quando le ante sono in vetro decorato. Inoltre, è possibile abbinare ante scorrevoli a parti fisse, aumentando la zona aperta e la luce nella zona giorno.

Mantovana: si tratta di una fascia esterna che copre il binario di scorrimento. E’ un elemento estetico, solitamente uguale al pannello della porta, in legno o laccato, che può continuare in una fascia perimetrale, nella parte superiore, per tutto l’ambiente. E’ una soluzione classica che però rimane attuale.

Senza binario: alcune porte sembrano esserne prive. Quando scorrono, mostrano solo l’anta, sia quando è aperta sia quando è chiusa. Il meccanismo è nascosto dal pannello stesso, che si muove insieme all’anta con binario e ruote montati dietro.

Filomuro, i modelli di tendenza

Una porta priva di stipiti, coprifili e cornici si definisce filo muro o raso muro. L’effetto è quello di un’anta ritagliata sulla parete, a filo, in continuità con essa, quindi senza elementi sporgenti.

Filomuro possono essere sia modelli a battente sia scorrevoli.

Le cerniere a scomparsa regolabili ed il telaio in alluminio sono fondamentali per ottenere questo risultato: si inseriscono perfettamente nella parete senza lasciare elementi tecnici a vista. La serratura magnetica garantisce una chiusura perfetta della porta.

Riguardo le finiture, dal punto di vista estetico le possibilità sono infinite e personalizzabili. Ad esempio, le ante si mimetizzano e scompaiono nella parete se rivestite con la stessa carta da parati o la stessa tinteggiatura: in questo modo gli spazi sembrano amplificati. Se si vuole invece dare un tocco di colore alla stanza o sottolineare l’accesso al locale, basta scegliere la finitura o la tinta dell’anta in contrasto con quello della parete.

Altro elemento da considerare è il zoccolino: ideale quello filo muro (altrimenti sporgerebbe rispetto alla porta). Elegante ed essenziale, da alcune aziende viene proposto anche in abbinamento alla finitura della porta e con retroilluminazione segna passo. Per la sua installazione può essere necessario realizzare una controparete.

Per installare una porta filo muro è necessario eseguire dei lavori sulla muratura: questo consente di inserire uno specifico controtelaio.

In caso di ristrutturazione, se si desiderasse avere questo tipo di porte, non è possibile conservare i controtelai già installati, anche se in buone condizioni.

Le misure delle porte: dallo standard alle porte a tutta altezza

Da catalogo, le porte a battente misurano 80 cm di larghezza e 200/210 cm di altezza: ideali per un passaggio agevole. Queste misure sono al netto del telaio, quindi in genere bisogna aggiungere 4 cm su entrambi i lati e sulla parte superiore, per un totale di 88 x 204/214.

Spesso le porte sono disponibili anche in altre dimensioni, fino a 100 cm di larghezza e con altezze fino a 270 cm. Va tenuto presente che il costo aumenta per il fuori standard, anche fino al 30%.

Per le porte a battente è meglio non superare la larghezza di 80 cm, altrimenti è meglio optare per un serramento a doppia anta. Infine 60 cm è la larghezza minima consentita per una porta adatta per un ripostiglio o una cabina armadio.

Una tendenza è quella delle porte a tutta altezza, da 240 a 270 cm, che possono arrivare fino al soffitto della stanza. Se a battente, in genere sono filomuro, quindi hanno design minimale, ma il loro impatto estetico è molto forte e deciso e diventano un elemento architettonico. Disponibili anche scorrevoli, sono porte adatte soprattutto per la zona giorno.

Se in vetro, aggiungono luminosità agli ambienti.

Quali documenti garantiscono qualità e caratteristiche del prodotto?

  • Scheda prodotto. Il Decreto Legge 206/2005 stabilisce che ogni porta deve essere corredata da una scheda prodotto che ne riporti le caratteristiche. In particolare: la denominazione commerciale e la tipologia, i materiali impiegati e le tecniche di fabbricazione, la modalità di pulizia e manutenzione, le precauzioni d’uso e le modalità di smaltimento. E’ diritto dell’acquirente prendere visione della scheda prodotto.
  • Manuale d’uso e manutenzione. Deve essere abbinato alla porta ed, in particolare, devono essere specificati: modalità di apertura e chiusura, consegna ed illustrazione delle modalità di funzionamento delle chiavi, indicazioni sullo stato di porta chiusa in sicurezza e di porta accostata, indicazioni sul divieto di manomettere e/o sostituire parti del prodotto se non a cura di personale specializzato e con l’autorizzazione del fabbricante.
  • Garanzia. Prima dell’acquisto è necessario informarsi sulla sua durata, che non può essere inferiore a 2 anni. La garanzia copre i difetti di fabbricazione, ma decade per uso improprio o difetti di installazione.

L’acquisizione di questi documenti è una tutela per l’acquirente, nonché per chi si occuperà di mettere in opera la porta. Sono inoltre necessari per contestazioni o per un’eventuale richiesta di detrazioni fiscali.

Le spese per l’acquisto, fornitura e posa delle porte possono essere detratte al 50% nell’ambito del Bonus Ristrutturazione ma solo se comprese in un più ampio lavoro di ristrutturazione, manutenzione straordinaria e risanamento conservativo dell’abitazione.  Per esempio, nel caso in cui venga modificato il foro porta, con un suo allargamento o con demolizioni di “modesta entità”. Ma è possibile ottenerle anche sostituendo una porta a battente con una scorrevole dotata di controtelaio interno alla muratura. Il pagamento deve sempre avvenire con bonifico bancario “parlante”.

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Porte filo muro e battiscopa ad incasso, invisibili ed essenziali

Anche nel campo architettonico, come in quello del design, uno degli stili più in voga in questo periodo è quello minimal. Elementi essenziali, dalle linee semplici e pulite, con forme che prediligono la continuità materica e l’uniformità visiva.

Grazie a questo linguaggio il progetto acquista forza e visibilità, perché è ridotto alla sua essenza e privato di ogni elemento superfluo. Un esempio in tale senso sono le porte filo muro e i battiscopa ad incasso, entrambi contribuiscono a trasformare le pareti che compongono le vostre case in superfici completamente lisce e continue.

Porte filo muro

Di cosa si tratta? Avete presente il coprifilo che corre attorno al telaio delle vostre porte? Dimenticatevelo. Le porte filo muro sono realizzate prive di coprifilo e con un sistema di cerniera invisibile, dunque dall’esterno si presentano come una semplice anta complanare al muro in cui viene installata. Esiste sia la versione a battente, che la versione scorrevole.

L’effetto estetico è di grande linearità e pulizia e questo tipo di porta offre grande potenzialità, soprattutto il modello a battente. Infatti è possibile scegliere di trattare la superficie della porta in due diversi modi, facendola risaltare rispetto alla parete su cui è collocata, quasi fosse un quadro o un dipinto sul muro, oppure facendola scomparire nella parete senza soluzione di continuità con essa.

Porte filo muro

Nel primo caso si può decidere di trattare cromaticamente la porta filo muro esattamente come la superficie in cui viene installata, ovvero tinteggiandola con lo stesso colore in modo da farla quasi scomparire all’interno della parete.

Ciò che si presenta alla nostra vista è dunque una parete completamente uniforme, senza dislivelli, in cui l’unico elemento che ci farà percepire la porta sarà la sua maniglia! Questo accorgimento permette di poter trattare in maniera uniforme le superfici di un locale in modo da far risaltare maggiormente ciò che quel locale ospita.

Nel secondo caso si può decidere invece di trattare la porta con un colore e con un materiale totalmente differente rispetto a quelli della parete in cui si colloca, dandoci la sensazione che la porta sia quasi dipinta sulla parete. L’elemento sarà dunque messo in risalto e verrà percepito come elemento di stacco e di novità all’interno della stanza.

Questo accorgimento può essere utile se per esempio abbiamo la necessità di fare spiccare una porta di un corridoio rispetto alle altre oppure se siamo in presenza di uno spazio abbastanza neutro o addirittura anonimo e vogliamo caratterizzarlo con qualcosa di particolare e diverso dal solito.

Le porte filo muro, oltre che per estetica, vengono scelte anche per comodità e praticità poiché sono composte da meno elementi a vista, come coprifilo o imbotte, che con il passare del tempo potrebbero danneggiarsi, scolorirsi o su cui banalmente si accumula giornalmente la polvere.

Battiscopa ad incasso

Il principio di funzionamento è molto simile a quello delle porte filo muro, si tratta cioè di battiscopa che invece che formare un dislivello con la parete in cui sono collocati, sono perfettamente complanari ad essa. Qualcuno di voi si chiederà come è possibile ottenere questo effetto, visto che il battiscopa è sempre stato appoggiato e fissato alle pareti, eppure aziende italiane, hanno escogitato una soluzione estremamente funzionale e con un’estetica gradevole in grado di generare un battiscopa rasomuro. Si sa che il battiscopa ha una funzione estremamente importante all’interno delle nostre case, ci permette di proteggere il muro ogni volta che dobbiamo pulire il pavimento, che si tratti di aspirapolvere o scopa.

Senza questo elemento il muro si sporcherebbe o si rovinerebbe, inoltre il battiscopa nasconde evenutali cavi elettrici o impianti, quante volte però ci è saltato in mente di volerlo fare scomparire? Magari perché stiamo rivoluzionando l’arredamento di una stanza e si crea un fastidioso distacco tra nuovo mobile e parete dove è presente il battiscopa? Magari perché desideriamo avere la parete completamente liscia, in continuità con il pavimento? Magari perché è l’ennesima volta che il battiscopa si stacca dalla parete o ancora perché siamo stanchi di vedere polvere accumularsi sopra?

Battiscopa ad incasso

Il battiscopa ad incasso rappresenta una valida soluzione a tutti questi problemi, vediamo come funziona assieme. Viene utilizzato nel momento in cui si sta creando un ambiente da zero, poiché pareti e pavimento hanno un ruolo fondamentale nella posa del battiscopa ad incasso. Dunque si usa quando siamo in presenza di una ristrutturazione integrale, che si tratti di pareti di tavolati in mattoni o pareti in cartongesso non importa perché esistono tipologie adatte ad entrambe. Il battiscopa incassato è composto da un profilo metallico a forma di L  a cui viene agganciato il l’elemento vero e proprio. È necessario posare il battiscopa prima che venga realizzato il sottofondo del pavimento e prima che, nel caso del muro in mattoni, venga intonacato il muro o nel caso del cartongesso venga posata la lastra più esterna di rivestimento.

La scelta di un battiscopa incassato risulta molto versatile perché oltre ad avere un gradevole effetto estetico di continuità, garantisce maggiore stabilità all’elemento e la sua facilità di manutenzione. Volete dare un tocco in più? Perché non pensare ad una retroilluminazione? Il  battiscopa fornisce questa possibilità, creando una fresatura nell’elemento per poter inserire una striscia led e donare un effetto scenografico alle vostre pareti.

Una scelta estetica universale

Vani filo muro per armadi

Porte filo muro e battiscopa ad incasso sono spesso utilizzati in maniera congiunta. Questa soluzione permette un dialogo pratico e immediato tra i due elementi, i profili del battiscopa si abbinano perfettamente al controtelaio della porta filo muro. L’effetto estetico è quello di una superficie completamente complanare. Tuttavia è possibile anche scegliere uno solo di questi elementi e utilizzare per l’altro quello tradizionale. Ad esempio nel caso di una ristrutturazione non integrale, si possono usare porte filo muro e battiscopa non ad incasso applicando anche sulla porta il battiscopa e contribuendo ad aumentare il carattere invisibile. Tuttavia una volta scelto questo stile dall’estetica sobria ed elegante, difficilmente riuscirete a fare a meno dei prodotti proposti dalla collezione.

A questo proposito, sono presenti in commercio anche ante raso muro per armadi a nicchia o vani per ripostiglio, dotati di apertura push quindi privi di maniglie.

Siete pronti nuove superfici di design in cui le pareti siano perfettamente integrate con porte, battiscopa e vani tecnici?

porte-garofoli

Porte interne: quale finitura scegliere?

Le porte interne, in base a colori, decorazioni, finiture e le maniglie, incidono sulla percezione che si ha di una stanza modificandone la prospettiva e la percezione della stessa.

La scelta della finitura dipende anche dall’effetto desiderato. In un ambiente con finiture neutre si può decidere di uniformare cromaticamente le porte e far sembrare così lo spazio più ampio. Se invece si vogliono valorizzare anche le ante, bisogna rinunciare all’omogeneità orientandosi su modelli a contrasto.

Oggi le scelte di interior decoration sono molto più audaci rispetto al passato.Vengono scelte  le porte a seconda degli ambienti, ad esempio diversificando quelle della zona giorno da quelle della zona notte.

Tipologie di finiture per porte interne

Porte in legno per interni
  • Laccata. La porta interna viene tinteggiata con vernici apposite attraverso un processo definito laccatura. Essa può essere di diverse colorazioni, lucida o opaca.

La laccatura  può avvenire a poro aperto o a poro chiuso. La prima viene effettuata quando rimangano evidenti, nonostante la verniciatura, alcuni dettagli del legno a livello visivo-tattile (venature, pori).  

La laccatura ha lo scopo di evidenziare i pori del legno attraverso una puntinatura bianca ottenuta con una procedura specifica detta “decapè”. Questo tipo di trattamento viene soprattutto eseguito per le porte in stile rustico e country.

La laccatura a poro chiuso invece nasconde le caratteristiche del materiale sottostante.

Solitamente le porte prima di essere laccate vengono trattate con un sottile strato di MDF al fine di far durare la vernice nel tempo. Questa è una tipologia di porta che può spaziare da uno stile classico a moderno, perfino minimalista.

Porte di questo tipo sono così versatili da sposarsi con qualsiasi ambiente. Sono molto consigliate in case con gusto contemporaneo e con pavimenti variegati come gres porcellanato, marmi, parquet o resine.

  • Spazzolata verticale/orizzontale. Si tratta di una finitura realizzabile sia su porte in legno sia su porte in laminato. Nelle prime questo trattamento mette in risalto le venature del legno. Invece nelle seconde ne riproduce il disegno,  il colore ed il poro con un effetto quasi realistico. L’effetto finale in ogni caso è un’esperienza visivo – tattile.
  • Incisioni. Si tratta di incisioni praticate sul battente, le quali vanno ad aggiungere alla semplicità di una porta laccata lucida o opaca quel dettaglio in più. Esistono infinite varianti, realizzabili anche dal disegno del cliente.  
  • Inserti in metallo. Le finiture in metallo possono essere applicate sulla porta in più punti ed inserite in tutti i modelli e materiali di porte interne.
  • Inserti in vetro.  Dopo aver scelto il modello di porta ed il materiale che più si desidera si può scegliere di inserire all’interno del battente un vetro. Esso può avere varie dimensioni, può essere ripetuto informe geometriche sull’ anta, può essere decorato, satinato, può far passare luce da un luogo all’altro della casa o semplicemente decorare la vostra porta interna.
  • Intagliata.La particolarità di questa finitura consiste nel praticare un intaglio a rilievo sull’ anta in legno rendendo unico ed inimitabile lo stile della porta. Scegliendo questa lavorazione avrete qualità di materiali, giochi di forme e volumi.
  • Pantografata. Questa finitura viene realizzata sulla porta attraverso uno strumento chiamato pantografo. Si tratta di un parallelogramma costituito da quattro aste, le quali vengono posizionate secondo il disegno scelto, creando così un bassorilievo. Sono porte molto eleganti e versatili, che danno carattere alla casa senza appesantirne lo stile.
  • Intelaiata.Questo tipo di finitura rompe la semplicità della forma e fa sì che la porta si componga attraverso il gioco dei montanti verticali, dei traversi orizzontali o dello zoccolo combinando gli elementi con diverse finiture.
  • Decorazione in foglia. Questo tipo di finitura utilizza la foglia d’oro o d’argento per impreziosire i dettagli di una porta realizzando così uno stile classico intramontabile. E’ particolarmente adatta a case in stile, ville private ed alberghi.
  • In pelle. Si tratta di porte realizzate in pelle rigenerata, morbide al tatto ed uniche nel loro genere. I modelli solitamente vengono impreziositi con bottoni d’argento, oro o Swarovski. Sono finiture adatte ad ambienti di classe, eccentrici e molto particolari.
  • In tessuto. Porte rivestite in tessuto, le quali possono essere personalizzate scegliendo tra un’ampia gamma di texture. Declinate in sfumature naturali o tinte più accese.
  • In softwood, un legno morbido e naturale, reso elastico attraverso un sofisticato processo produttivo che mantiene intatte le caratteristiche del legno e delle essenze con le quali viene realizzata la porta. Si tratta di un materiale che permette di creare “imbottiture” particolari ed assolutamente originali che hanno la particolarità di essere fonoassorbenti.

Le porte interne rappresentano una tra le componenti di design più influenti nell’estetica generale della casa o dell’ufficio. Stai ristrutturando casa a Milano e vuoi sostituire anche le porte? Contattaci

porte decorate Bertolotto

Porte decorate per interni per un tocco di stile in casa

Con le porte decorate puoi le trasformare le ante in un elemento d’arredo, grazie anche ad un’immagine personalizzata.

Scegliere le porte decorate significa puntare soprattutto sulla valenza estetica del serramento, oltre alla sua mera funzionalità.

Idea originale per qualunque tipo di ambiente, dal soggiorno all’ingresso fino alla camera, la scelta di porte decorate diventa ancora più accattivante se adottata per esempio per la stanza dei bambini.

Il punto di partenza sono generalmente alcuni modelli di porte in produzione, le cui ante vengono personalizzate con la stampa di motivi decorativi a scelta tra una vasta gamma di proposte.

In alcuni casi, il cliente ha la possibilità di scegliere il soggetto che desidera fare stampare sulle porte decorate. A volte, grazie a speciali configuratori disponibili sui siti dell’aziende che realizzano porte decorate, si può visualizzare in anteprima il risultato finale selezionando sfondi predefiniti o caricando le proprie immagini. Alcuni produttori permettono di personalizzare, oltre alle porte interne, anche blindate e boiserie.

Le porte decorate Bertolotto danno vita ad uno stile iconico e vibrante

Bertolotto sigla la collaborazione con l’artista brasiliano Romero Britto, il quale da vita ad una nuova collezione di porte di design. L’artista combina influenze del Cubismo con la Pop art, al fine di creare uno stile particolare.

La nuova collezione di porte decorate riproduce le opere di Britto. Colori vivaci e sgargianti, soggetti divertenti e composizioni pop che attirano lo sguardo.

 La grafica firmata dall’artista è riportata sulle ante di porte a battente, bidirezionale, scorrevole a scomparsa, scorrevole esterno muro, pieghevole e rivestimento per porta blindata.

Sono disponibili anche le boiserie a pannelli modulari, con altezza massime 290 cm.

L’allegria che traspare dalle grafiche di Britto sta invadendo il mondo del design e dell’arte.

Il linguaggio utilizzato dall’artista è trasversale. Si tratta di un linguaggio che ben si presta alla decorazione, valorizzazione e caratterizzazione di prodotti di lusso, ma anche popolari e di ampio consumo.

Le porte decorate di Britto presentano colori vivaci e sgargianti, soggetti divertenti e composizioni pop che attirano lo sguardo.

La grafica firmata dall’artista è riportata sulle ante di porte a battente e scorrevoli, sulle boiserie, per un caleidoscopio di colori che arreda da solo un intero ambiente.

Abiti a Milano? Vuoi dare un nuovo tocco di stile alla tua casa? Contatta Ristruttura Interni che è rivenditore ed installatore porte Bertolotto!

porte garofoli

Porte Garofoli: armonia nelle forme, nei colori e nelle dimensioni

Personalizzabili nella finitura e nella forma, le porte Garofoli creano un tutt’uno con la parete, con gradevoli contrasti cromatici e con un armonico effetto di continuità

Le porte Garofoli: elementi d’arredo che valorizzano le stanze

Come le porte in generale, le porte Garofoli, pur avendo una chiara funzione tecnica, sono anche un elemento d’arredo e come tale devono essere coordinate con il resto della casa.

Le porte interne possono avere apertura a battente, a sinistra o a destra, oppure essere scorrevoli o pieghevoli per risparmiare spazio.

Sempre più spesso le porte interne ad una sola anta sono filo muro. Si tratta di porte perfettamente complanari rispetto alla parete, prive di stipiti e cornici, così da fondersi completamente con essa, per uno stile minimal ed essenziale molto attuale.

Negli ultimi anni, si tende a prediligere toni neutri e minimal e ad optare per modelli lineari, bianchi e privi di elementi sporgenti, come le cosiddette porte filo muro, in cui l’unico elemento a vista e sporgente è la maniglia.

Questo tipo di porta, fino a qualche anno fa si inseriva soprattutto in contesti di gusto minimale, quasi “freddo”. Ora invece trova anche un’adeguata collocazione all’interno di appartamenti in stile neoromantico oppure provenzale.

Le  porte filo muro stanno vivendo una nuova fase di evoluzione nella quale la porta ritorna ad esser protagonista e gli elementi esterni, cornici e stipiti, tornano ad essere presenti pur restando a filomuro.

Per dare maggiore continuità alla parete, si può  scegliere di rivestire o tinteggiare l’anta con le stesse tonalità e texture. Carta da parati a motivi geometrici, ma anche altre soluzioni e varianti possono prevedere un’immagine articolata che continua anche sulla superficie della porta.

Sempre attuale ma più sobria è la scelta della tinta unita tono su tono, alternando finiture opache e lucide, per evidenziare, ma non troppo, il rettangolo del serramento.

Il ritorno a tonalità più calde e ad ambienti vissuti e meno asettici sta accompagnando una progressiva ricomparsa delle porte dallo stile più classico e dalle forme più definite.

Spazio e funzionalità determinano la scelta delle porte interne a una sola anta

Le misure più utilizzate per questo tipo di porte sono quelle di 80 cm di larghezza per 210 cm in altezza.  I produttori offrono un’ampia gamma di misure standard che vanno dai 50/60 cm fino ai 100 cm in larghezza, per un’altezza di 190-210 cm. Gran parte dei modelli è inoltre realizzabile anche fuori misura.

Le porte filo muro, ad esempio, sono adatte per l’installazione sia su pareti in muratura sia in cartongesso.

Sono disponibili non soltanto in varie misure standard. La più comune è quella con larghezza di 80 cm per un’altezza di 210 cm. Ma possono essere realizzate anche su misurasoprattutto nella versione a tutta altezza.

Anche i materiali possono essere svariati: dal classico legno massello al vetro temperato in molteplici versioni, sottoposti anche a test di resistenza. Moltissime sono anche le finiture e i colori. Colori ecologici all’acqua, meno inquinanti, con laccature in un’ampia gamma cromatica, dal bianco al nero passando per le tinte vivaci. Molto attuali sono le estetiche dalle sensazioni tattili, anche in nuovi colori, come, ad esempio, il color ruggine per un effetto vintage.

Per uno stile classico intramontabile o vintage, la porta, completamente liscia o pantografata , può essere personalizzata con motivi decorativi stampati, dipinti a mano o incisi.

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Consigli di ristrutturazione per il risparmio energetico

Il risparmio energetico è diventato una vera preoccupazione per le famiglie italiane. Per questo motivo è importante ristrutturare la casa al fine di migliorare l’efficienza energetica.

Le motivazioni possono essere diverse: ridurre la bolletta dell’elettricità o minimizzare l’impatto sull’ambiente. Tuttavia, l’ecologia è al centro del dibattito e oggi lo Stato e le autorità locali stanno istituendo un aiuto finanziario per consentire a tutti gli Italiani di rinnovare con successo le loro case migliorando l’efficienza energetica.

Come ridurre in modo sostenibile la bolletta della luce?

La preoccupazione principale delle famiglie italiane è quella di risparmiare energia per ricevere una bolletta più bassa.

Alcune persone scelgono anche di risparmiare denaro per limitare il loro impatto sull’ambiente. Il consumo di energia rappresenta il 30% delle emissioni inquinanti di un Italiano e oggi lo Stato incoraggia le famiglie Italiane a ridurre le loro emissioni inquinanti grazie a numerosi lavori di ristrutturazione finanziati (parzialmente) dallo Stato e/o dalle autorità locali.

Perché è importante scegliere correttamente il fornitore di energia elettrica?

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Il risparmio energetico inizia non appena viene firmato il contratto energetico con un fornitore di energia elettrica. E’ necessario stipulare un contratto energetico adeguato alle esigenze della famiglia: superficie dell’abitazione, numero di abitanti, abitudini di consumo, stile di vita, ecc.

È possibile consultare facilmente un comparatore dei diversi fornitori di energia elettrica per confrontare le diverse offerte: prezzi, opzioni, ecc. Il prezzo per kWh è importante, ma assicuratevi di sottoscrivere un’offerta in cui il prezzo per kWh rimanga fisso per evitare di essere soggetti a variazioni del prezzo per kWh (aumenti e diminuzioni).

Opinioni e recensioni dei clienti

Eni, Iren, Coop luce e gas, Edison: un buon modo per scegliere il fornitore di energia elettrica?

I comparatori consentono ai consumatori di confrontare i prezzi delle offerte dei fornitori di energia elettrica, ma il prezzo di un contratto energetico non è l’unico criterio per scegliere il fornitore di energia elettrica giusto.

Le opinioni dei consumatori (disponibili sui forum e sui siti web ufficiali dei fornitori) sono un buon indicatore per avere un’idea migliore della qualità del “cliente” del fornitore di energia.

  • Le offerte sono oneste?
  • Il servizio clienti è facile da raggiungere?
  • Le controversie/problemi sono gestiti correttamente?
  • C’è un’adescamento telefonico abusivo?

Come ridurre le spese energetiche in casa?

I costi energetici possono essere drasticamente ridotti con poche azioni quotidiane e/o lavori di ristrutturazione per i quali è necessario un budget più o meno elevato.

Tuttavia una casa perfettamente isolata permette di risparmiare energia a lungo termine.

Ristrutturazione necessaria per ridurre la spesa energetica

Una casa mal isolata o non ben isolata è un vero e proprio abisso energetico ed economico, poiché gli occupanti devono surriscaldare e sfruttare l’energia per ottenere una temperatura piacevole nelle stanze principali.

Il tetto è il luogo principale dove il calore fuoriesce (30% di perdita di energia) con le pareti (25%) e le aperture, in particolare le finestre (13%).

La maggior parte dei lavori di isolamento si concentra su queste “aree a rischio” per ridurre il flusso d’aria e la perdita di calore. Il governo italiano incoraggia le famiglie ad effettuare ristrutturazioni energetiche per ridurre l’impatto sull’ambiente, in particolare. L’elenco completo dei bonus è disponibile sul sito web del Governo.

È necessario ricorrere a veri professionisti approvati per realizzare questi lavori di ristrutturazione ed evitare possibili delusioni e problemi in cantiere.

Quali attrezzature possono essere adottate per ridurre i costi energetici senza effettuare lavori di ristrutturazione?

Nonostante gli aiuti finanziari concessi dallo Stato e dalle autorità locali, i lavori di ristrutturazione possono essere fuori dalla portata di alcune famiglie italiane, ma è sempre possibile adottare alcune piccole attrezzature a prezzi accessibili per ridurre le perdite di energia senza spendere diverse migliaia di euro. Queste “soluzioni” sono adatte solo a breve termine.

  • Vernice isolante per mantenere caldo e/o fresco a seconda della stagione
  • Tende isolanti su finestre e porte per impedire il flusso d’aria
  • Bastoni per porte
  • Guarnizioni a tenuta stagna per limitare l’ingresso di aria esterna

Il risparmio energetico contiene diversi parametri che devono essere presi in considerazione per ottimizzare le spese e ridurre significativamente il suo impatto sull’ambiente.

I pannelli solari valgono la pena a prescindere  dalla presenza dell’Ecobonus? Certamente! I vantaggi sono i seguenti:

  • Produce elettricità autonoma e quindi riduci la bolletta energetica.
  • Ti prendi cura dell’ambiente perché contribuisci a ridurre l’effetto serra.
  • Vuoi ancora più indipendenza? Opta per una pompa di calore per fare un altro passo verso l’indipendenza energetica.
  • Anche senza un bonus, recuperi il tuo investimento dopo circa otto anni.

Inoltre non è necessario un permesso di costruzione per posizionare i pannelli solari. Avvertimento! Il posizionamento è vietato sui tetti di alcuni edifici (se si tratta di un edificio storico, ad esempio). Ti suggeriamo di contattare il tuo Comune per scoprire tutto sulla tua situazione specifica. Alcuni comuni, infatti, concedono un bonus. Quindi, informati!

Qual’è la durata del funzionamento dei pannelli solari per un efficace risparmio energetico?

La durata di un funzionamento efficace varia a seconda del produttore.

Le prestazioni dei pannelli solari possono essere garantite in media per 25-30 anni, ma è assolutamente possibile che i tuoi pannelli continuino a produrre elettricità più a lungo. I primi 25-30 anni dopo l’installazione solare sono considerati la “vita utile” del sistema, ma i pannelli possono ancora produrre elettricità per decenni a seguire. Basta pensare che  il primo pannello solare moderno al mondo  continua a produrre elettricità da 60 anni!

Hai intenzione di ristrutturare casa e di conseguenza migliorare l’efficienza energetica? Contattaci.

Penisola, protagonista nelle soluzioni a vista sul soggiorno

Penisola, protagonista nelle soluzioni a vista sul soggiorno

La penisola permette di articolare in modo ottimale gli spazi. Le funzioni di questo elemento che “sporge” da composizioni lineari o angolari sono diverse: da piano di lavoro ad area operativa attrezzata o banco snack.

Contrariamente a quanto si pensi, la penisola è adatta anche in ambienti di medie dimensioni ed in tutte quelle situazioni in cui si voglia demarcazione tra le zone funzionali mantenendole comunicanti.

Penisola: la soluzione ideale per ambienti open

La cucina a vista non è sempre dettata dalla necessità, cioè dalle esigenze di spazio. Risponde infatti a stili di vita più contemporanei ed è molto amata dai più giovani perché favorisce la convivialità ed il piacere di stare insieme. Sia che si tratti di ambienti ampi o con dimensioni più contenute, è necessario articolare bene le varie zone funzionali laddove mancano le pareti. Proprio per questo le composizioni a penisola sono quelle che più si adattano ad essere inserite in un ambiente open, come un monolocale o un living multifunzione di una grande abitazione.

La versatilità di programmi oggi proposta dai maggiori produttori, andando oltre il concetto tradizionale di modularità, consente la massima personalizzazione nell’arredo e di distribuire bene, con i tanti elementi a disposizione, gli spazi all’interno del living, integrando così più funzioni: cucina, pranzo e relax.

Un esempio?

La penisola, insieme a boiserie e librerie, un tempo elementi tipici del soggiorno, può fare da trait d’union tra i diversi ambienti della casa, che avranno un’estetica coordinata ed armoniosa. Progettare un ambiente di questo tipo è complesso, perciò occorrerà studiare bene ogni dettaglio, dall’ergonomia agli impianti.

Un’unica composizione occupa tutta una parete del grande ambiente open dove, al posto di tradizionali pareti, è la penisola a scandire gli spazi.

La grande cappa a soffitto, invece di essere mimetizzata, segna un’ulteriore demarcazione tra le due zone. E come in molti casi, la penisola è uno spazio “operativo”, attrezzato con piano cottura e lavello. Tanto lo spazio per lavorare, ma anche per contenere, grazie alle basi disposte su due lati opposti.

Gli ambienti comunicano tra loro attraverso gli arredi e le finiture. Ne sono un esempio i vani a giorno, che rifiniscono il lato della penisola che si apre verso la zona giorno ed i montanti della libreria. Così la cucina diventa un tutt’uno con il living.

Spesso le librerie bifacciali vengono utilizzate nel progetto architettonico per schermare la zona operativa dal soggiorno, mantenendo però i due ambienti in comunicazione. In alternativa, vanno bene anche porte scorrevoli in vetro.

L’importanza della tecnologia in una penisola multitasking

Spesso la penisola ospita l’area operativa, a partire dal piano cottura: non c’è posto migliore per installare attrezzature di lavoro ed elettrodomestici di nuova generazione.

La penisola può essere rappresentata da un “bancone”, proprio come quello delle cucine “a isola”. Come quest’ultimo, può essere attrezzato per molteplici attività, che possono essere definite “operative”: preparazione dei cibi, cottura e lavaggio.

Il vantaggio?

Più persone possono lavorare contemporaneamente in quello stesso spazio ed in tutta comodità. Nella maggior parte dei casi la profondità è maggiore: aggiungendo 30 cm ad un modulo standard di 60 cm, si arriva a 90 cm, con un’altra fila di basi standard, a ben 120 cm.  Si può così installare un canale attrezzato o un’alzata in cui avere tutto il necessario per lavorare. Attenzione però alle distanze: vanno lasciati liberi circa 100-120 cm per lato per riuscire a muoversi agevolmente; 90-120 cm per aprire le ante.

C’è poi la funzione di contenimento: la penisola attrezzata su due lati offre più capienza per riporre stoviglie ed attrezzature. Il lato rivolto verso il soggiorno può essere completato con vani aperti, per libri e soprammobili, rafforzando così la sua vocazione di elemento di collegamento tra i due ambienti.

Piano cottura a gas o ad induzione per la penisola?

Dipende anche dal tipo di cappa. In presenza di un piano cottura a gas, infatti, è necessario prevedere una cappa aspirante ed un condotto di aspirazione dei fumi, che può essere mascherato da un controsoffitto oppure dal rivestimento stesso dell’apparecchio. Con l’induzione, la cappa non è obbligatoria ma per garantire la qualità dell’aria in cucina, si può ricorrere ad un piano cottura con un sistema di aspirazione integrato.

Penisola: stile tradizionale, funzionalità moderna

Se la penisola è attrezzata solo con il lavello, mentre i fuochi sono sul lato contiguo o parallelo, crea una zona operativa più raccolta, in cui le funzioni sono sufficientemente distanziate per lavorare comodamente. In questo caso, le funzioni sono due: lavaggio, con la vasca integrata nel top e pranzo, con il piano ribassato che fa da tavolo.

Gli impianti hanno un ruolo fondamentale nella progettazione di una penisola. Se non si tratta di una nuova costruzione ma di una ristrutturazione, il punto di partenza è la disposizione degli impianti esistenti.

Il caso più semplice è quello di una mera sostituzione, quello più problematico è dato, invece, dalla necessità di apportare modifiche ai collegamenti di acqua, luce e gas. Non c’è però da spaventarsi.

Nella maggior parte dei casi le deviazioni elettriche e le tubazioni vengono fatte uscire dalla parete, in corrispondenza della zona operativa. Inoltre vengono fatte passare all’interno del “vuoto sanitario” che si forma all’interno della base, oppure accostando di schiena due basi da 60 cm o una base da 60 cm ed una da 30/35 cm.

In alternativa, per non intervenire in modo rilevante su pavimenti e pareti della casa, si può considerare l’eventualità di realizzare una pedana o un pavimento sopraelevato, in cui verrà ricavato un vano tecnico per l’alloggiamento di tubazioni idriche, del gas ed i collegamenti di cavi elettrici.

Per penisole a vista sul soggiorno sono indicati i modelli sottotop o integrati nel piano di lavoro. In linea con il design e le forme pulite delle composizioni moderne, questi modelli sono privi di giunzioni visibili ma soprattutto non hanno sporgenze perché a filo del top. Sono quindi anche molto pratici ed igienici. Solitamente sono in resine acriliche, pietra sinterizzata ed agglomerati di quarzo. Tutti materiali resistenti, in assorbenti e meno soggetti ai graffi ed alle macchie.

I piani con lavello integrato possono essere realizzati anche in grandi dimensioni, fino a 3 metri circa.

Penisola: non solo per snack ma come un vero tavolo

Nelle cucine con penisola, le superfici orizzontali abbondano: oltre ad un worktop di grandi dimensioni, vi è spesso il banco snack o un tavolo collegato. Ciò rende necessaria una grande attenzione ai materiali in cui sono realizzati.

Per i piani di lavoro la scelta oggi è amplissima, a partire dal classico laminato hpl (laminato ad alta pressione), resistente e con un buon rapporto qualità/prezzo.

Più evoluto, tra i laminati, il Fenix, frutto di nanotecnologia: non poroso, con superficie soft touch ed anti-impronte, può essere riparato.

Oltre alle pietre naturali, quali marmo e granito evergreen, sono molto diffusi i materiali compositi, che imitano alla perfezione i precedenti.

I prodotti acrilici sono resistenti agli acidi, agli urti e possono essere realizzati in qualunque forma e dimensione e con giunture invisibili.

Apprezzato per gli spessori sottili e le elevate performance è il gres porcellanato.

Poco adatto per il top, ma perfetto per il banco snack, è invece il legno massello, ad alto spessore ed in alcuni casi (nelle cucine old style) di recupero (“legno vecchio”).

Il banco snack così può diventare un vero e proprio tavolo per quattro o più persone, non a sé stante, ma collegato alle basi della cucina.

Come le dimensioni anche le altezze possono variare: solitamente si va dai 75 cm agli oltre 90 cm, per i veri e proprio banconi. Attenzione quindi alle sedute: nel primo caso si potranno utilizzare sedie standard, in altri casi sgabelli alti con o senza schienale, girevole o fisso. Meglio provarli prima dell’acquisto, tenendo presente che, per stare comodi, quando si è seduti, bisogna considerare circa 30 cm tra il piano del tavolo e le ginocchia.