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Come combattere l’inquinamento indoor con nuove soluzioni hi-tech

Risultati della ricerca per: inquinamento indoor

Come combattere l’inquinamento indoor con nuove soluzioni hi-tech

Come combattere l’inquinamento indoor con nuove soluzioni hi-tech

Aerare gli ambienti aiuta a migliorarne il microclima ma, sovente, si agisce in modo efficace.

Con le nuove soluzioni hi-tech si riesce a combattere l’inquinamento indoor.

E’ stato stimato che si trascorre il 90% del tempo in ambienti chiusi e che l’aria che si respira può essere fino a cinque volte più inquinata rispetto a quella degli spazi all’aperto. Queste informazioni, decisamente allarmanti, sono state raccolte negli anni in numerose inchieste sull’inquinamento indoor e sulla necessità di combatterlo. (la più completa è la “The National Human Activity Pattern Survey).

E’ chiaro quindi che ventilare gli spazi residenziali aiuta ad abbattere i livelli di inquinamento per respirare aria più pulita. Ma, nella frenesia delle attività quotidiane, può capitare di fare arieggiare in modo insufficiente o di dimenticarsene. Oppure di non riflettere abbastanza sull’importanza di tale azione.

Rinnovare l’aria è un’operazione smart

Negli ultimi anni sono stati messi a punto sistemi ed apparecchi smart in grado di garantire autonomamente il giusto ricambio d’aria agli ambienti, senza che ci si debba preoccupare di farlo.

Grazie all’evoluzione dei sistemi IoT (Internet of Things) sviluppati per rendere la casa intelligente ed autonoma o gestibile da remoto, anche la purificazione dell’aria può essere tolta dagli impegni quotidiani. Come? Con i sistemi di ventilazione meccanica controllata, per esempio, che affiancati a sensori di analisi ed a purificatori d’aria, si attivano autonomamente per rinnovare l’aria, senza dover aprire le finestre. Ma ci sono anche i meccanismi IoT installati nei serramenti, che possono “analizzare” la qualità dell’aria e segnalare all’utente la necessità di aprire le finestre o farlo autonomamente .

Infine, la soluzione più semplice perché a portata di mano, è costituita dai purificatori d’aria stand alone.

Che cosa inquina gli ambienti?

Le fonti sono diverse e la concentrazione di inquinanti può variare nel tempo, in base a natura della sorgente, efficacia della ventilazione, abitudini ed attività svolte dagli occupanti.

La composizione dell’aria indoor è spesso caratterizzata da una miscela molto variabile di composti rispetto a quella dell’aria esterna. Talvolta, infatti, all’interno di un ambiente si registra una concentrazione di inquinanti superiore a quella presente, nello stesso momento all’esterno. Oppure può capitare, più facilmente, che all’interno si riscontrino sostanze inquinanti che non rilevabili all’esterno.

Anche se a basse concentrazioni, la presenza di contaminanti negli ambienti confinati può avere un impatto significativo sulla salute e sul benessere delle persone, a causa di esposizioni di lunga durata. Il rischio, più che alla sola concentrazione di inquinanti, è legato all’esposizione ovvero alla concentrazione integrata nel tempo.

Ricordando che il tempo di permanenza medio in un ambiente confinato raggiunge l’80-90% del tempo giornaliero disponibile, si comprende bene come questo costituisca un aspetto chiave nella valutazione degli effetti dell’inquinamento indoor.

Tra le fonti inquinanti più comuni troviamo il fumo di sigaretta, i prodotti conseguenti alle combustioni, alcuni detergenti e solventi per la pulizia e la manutenzione della casa, gli antiparassitari, determinati adesivi, l’utilizzo di stampanti, plotter e fotocopiatrici ed alcuni prodotti per l’hobbistica quali colle e vernici.

Anche le emissioni delle colle impiegate per la posa della moquette e di altri rivestimenti e per la realizzazione di mobili (in particolare di quelli composti da legno truciolare, compensato o pannelli di fibre di legno di media densità, se non in classe E1 o trattati con antiparassitari), possono contribuire alla miscela di inquinanti indoor. Infine, il malfunzionamento del sistema di ventilazione o un’errata collocazione delle prese d’aria (per esempio se poste in prossimità di aree ad elevato inquinamento, come le vie ad alto traffico, i parcheggi sotterranei o le autofficine) possono determinare un importante immissione di inquinanti dall’esterno.

Se non soggetti a manutenzione, i sistemi di condizionamento dell’aria possono diventare terreno di coltura e di diffusione per muffe e per altri contaminanti biologici.

VMC, sistema canalizzato centralizzato presente nelle nuove costruzioni

Si tratta di un sistema che si declina in versione individuale per le singole abitazioni. Il funzionamento è elettrico.

L’impianto è composto da un apparecchio (che varia secondo potenza e processo di funzionamento) ed un sistema di condotti.

Questi impianti sono composti da sistemi (con apparecchi specifici) che permettono all’aria proveniente dall’esterno di entrare nelle abitazioni senza aprire le finestre, per il ricambio del microclima; spesso, controllano specifici parametri di qualità, tra cui l’umidità e la presenza di CO2.

E’ in crescita, anche per questi impianti, la proposta di versioni in grado di interagire con la rete Internet e di trasferire dati ed informazioni che, acquisiti dal sistema, possono essere interpretati per fornire il massimo comfort abitativo. Come? Regolando la ventilazione al momento del bisogno o con tempistica prestabilita. Tutto ciò può avvenire anche con il controllo da remoto, sempre grazie alla rete: da smartphone, tablet o pc è possibile coordinare la ventilazione meccanica e controllare la qualità dell’aria dentro casa.

Serramenti con aperture hi-tech

Ci sono serramenti equipaggiati con sensori e con dispositivi motorizzati che segnalano la necessità di un ricambio d’aria e che possono aprirsi automaticamente.

Aprire la finestra è il modo più semplice per arieggiare e disperdere le sostanze inquinanti. Per avere sempre sotto controllo la qualità dell’aria indoor, anche se si è fuori casa, sono stati messi a punto infissi di nuova generazione che, in modi e con sistemi diversi, rinnovando il microclima degli ambienti domestici.

Alcuni sono equipaggiati con sistemi IoT evoluti in grado di monitorare costantemente la qualità dell’aria e di azionare l’apertura della finestra, se necessario; altri, invece, sono progettati per fare affluire l’aria anche se le ante sono chiuse.

Apertura e chiusura automatiche del serramento avvengono in totale sicurezza e per il tempo strettamente necessario.

Migliorare l’aria degli ambienti con apparecchi intelligenti

Si tratta di una soluzione più semplice ed a portata di mano per migliorare l’aria degli ambienti.

Le versioni più sofisticate, quelle IoT, permettono di intervenire al momento giusto.

Riescono ad intercettare particelle inquinanti fino a 0,3 micron e garantiscono ottimi livelli di purificazione dell’aria, salendo sul podio dei più importanti alleati nella lotta contro l’inquinamento indoor.

Ma non solo: i purificatori d’aria di nuova generazione sono anche intelligenti. Quando equipaggiati con sistemi IoT, sono in grado di monitorare la qualità dell’aria e mandare le informazioni direttamente allo smartphone dell’utente per poi rispondere ai comandi di “risposta”: se i livelli di umidità, allergeni, CO2 o altri elementi inquinanti sono troppo alti, basterà selezionare il comando dedicato e le operazioni di purificazione avranno inizio. Anche quando l’utente sarà lontano da casa.

Inquinamento indoor: l’importanza di pavimenti e rivestimenti certificati

Inquinamento indoor: l’importanza di pavimenti e rivestimenti certificati

Si trascorre il 90% del tempo in ambienti chiusi, 22 ore su 24: per i più piccoli tale spazio è spesso la cameretta. Per questo, considerando che l’aria di una stanza può essere fino a cinque volte più inquinata di quella esterna, è fondamentale sensibilizzarsi sul tema e capire quali sono le fonti che inquinano gli interni.

Tra le soluzioni virtuose, ma facili da mettere in atto, c’è senz’altro la scelta di materiali certificati che sono il risultato di un percorso di ricerca e di innovazione. Spingendosi oltre, si possono valutare interventi un po’ più invasivi, ma dai risultati duraturi, come la sostituzione delle vecchie finestre con quelle nuove che sono efficienti ed intelligenti, azionabili da remoto o in grado di capire, attraverso l’analisi di una serie di parametri relativi alla qualità dell’aria, se occorre avviare il ricambio d’aria.

La lotta all’inquinamento indoor, quindi, trova nell’edilizia un alleato fondamentale anche per rendere la camera dei bimbi un ambiente sicuro e salubre.

Inquinamento indoor prodotto all’interno

Il Ministero della Salute ha classificato le sostanze in grado di alterare la qualità dell’aria in agenti chimici, fisici e biologici. Alcune provengono dall’esterno, ma la maggior parte è prodotta da fonti interne quali gli occupanti della casa (uomini ed animali), la polvere, i materiali edili, gli arredi, gli impianti ed, ultima, l’aria esterna che è veicolo anche dei “classici” inquinanti, quali il monossido di carbonio e le polveri sottili.

Nell’ambito della casa, il Ministero conferma che: “i materiali utilizzati per la costruzione dell’edificio e per l’arredamento possono rappresentare un’importante fonte di inquinamento indoor.

Il problema delle emissioni perdura per tutto il ciclo di vita utile dell’edificio e dipende dalle emissioni di Voc (composti organici volatili) provenienti dai materiali.

Altre potenziali fonti indoor di inquinamento sono i prodotti per la pulizia e per la manutenzione della casa, i prodotti antiparassitari e l’uso di colle, adesivi e solventi. Inoltre, può determinare un’emissione importante di sostanze inquinanti l’utilizzo di device e dispositivi elettrici ed elettronici (stampanti, plotter e fotocopiatrici) e di prodotti quali le colle”.

Fra gli agenti a cui prestare più attenzione, in questo ambito ci sono la formaldeide ed i composti organici volatili, oltre alle fibre minerali sintetiche. Ad oggi, i prodotti per l’edilizia e per l’arredo sviluppati con una particolare attenzione verso la sostenibilità indicano nelle loro etichette i valori presenti di queste componenti.

Quali aspetti considerare nella scelta dei materiali?

Dal punto di vista della salubrità, meglio orientarsi su materiale e stampa sicuri e certificati, quali carte in fibre naturali, polietilene riciclato, fibra di vetro ed inchiostri in sospensione acquosa, ovvero esenti da solventi.

Per quanto riguarda le certificazioni, che variano a seconda del supporto o del sistema, sono da prediligere le seguenti: GreenGuar Gold, VOC A +, FCS, AgBB, Blue Angel e Nordic Swan.

Infine, particolare attenzione merita anche la scelta del disegno e della grafica. E’ meglio preferire qualcosa che possa stimolare la fantasia dei bambini ed “interagire” con loro nei momenti di gioco, e non solo, come se fosse una “finestra” su un mondo fantastico.

Si deve tener conto della personalità dei piccoli: il soggetto della carta da parati deve riflettere il loro modo di essere, i gusti, le passioni e deve rispettare la loro sensibilità.

Per l’applicazione della carta da parati, si consigliano collanti a base di acqua e certificati indoor Air comfort gold, AGBB, Blue Angel, VOC A +, oppure EC1 PLUS.

Materiali fotocatalitici: permettono di realizzare superfici autopulenti  e disinquinanti

Grazie alle sostanze semiconduttrici (diossido di titanio), di cui sono composti, i materiali foto catalitici,  permettono di realizzare superfici disinquinanti ed autopulenti. Hanno inoltre la capacità di assorbire la luce e di conseguenza, per merito della particolare struttura elettronica, di attivare specifiche reazioni chimiche. Una di queste è l’ossidazione di composti inquinanti organici ed inorganici presenti nell’aria o nell’acqua.

Un’altra caratteristica del diossido di titanio è la superidrofilicità fotoindotta che consiste in un’affinità per l’acqua straordinariamente elevata in seguito all’esposizione alla luce solare. L’aspetto interessante, in questo caso, è la possibile rimozione di polvere e depositi atmosferici per mezzo della semplice acqua pura che, grazie all’affinità per la superficie superidrofilica, risulta in grado di rimuovere particelle adese anche senza l’aiuto di detergenti. Oggi sono disponibili sul mercato diversi prodotti di questa classe: vetri autopulenti, cementi e vernici.

Il gres porcellanato: un materiale da rivestimento che offre molte garanzie

E’ una delle scelte più sicure grazie alla sua resistenza, dovuta al processo di lavorazione delle materie prime impiegate (argille ceramiche, feldspati, caolini e sabbia) ed alla cottura ad alte temperature. E’ facile da pulire ed è inalterabile.

Esistono anche versioni con trattamento antibatterico, adatte non solo per ambienti che richiedono particolari caratteristiche di igiene, quali ospedali o ambulatori medici ma perfette anche in ambito residenziali.

Oggi, inoltre, processi produttivi evoluti ed etici, rispettosi dell’ambiente, permettono di impiegare alte percentuali di materiale riciclato, riducendo l’utilizzo di materie prime.

Davvero ampia, infine, la gamma di finiture disponibili: una varietà dovuta alle nuove tecniche di stampa digitale, che rendono stabili colori e decori.

Il parquet: una scelta ecologica

Se si ha cura di optare per legno certificato FSC, ovvero proveniente da foreste a gestione controllata, la scelta del parquet è senz’altro ecologica.

Si tratta di un materiale naturale bello, in tutte le sue varianti, caldo e piacevole al tatto.

Tra i pro, c’è d aggiungere che è anche un ottimo isolante termico ed acustico ed è resistente all’usura. Se si danneggia, è facile anche da rinnovare con la lamatura.

Tra le finiture, eco, ad olio o con vernice all’acqua.

La finitura con gli oli valorizza la struttura naturale del legno. Penetrano nel materiale, lasciando aperti i pori.

Pitture: quali colori e prodotti scegliere?

Oggi il tema dell’inquinamento indoor gode della dovuta attenzione. Nel 2000 l’Organizzazione Mondiale della Sanità, con il documento “The Right to Healthy Indoor Air” ha riconosciuto l’aria interna salubre come diritto umano fondamentale.

Molti produttori si sono adoperati per offrire proposte salubri e spesso problem solving, che non vincolano la creatività. Infatti, malgrado in Italia non sia obbligatorio etichettare le pitture in relazione alle emissioni negli ambienti, come invece lo è in Francia, sono tanti i marchi che sottopongono ai test specifici i loro prodotti per classificarli in Classe A +, la migliore in quanto ad emissioni di Tvoc (composti organici volatili totali).

Per i bambini la cameretta è lo spazio del gioco, ma anche dello studio, la “tana segreta”, il luogo del riposo.

Ciascuna di queste funzioni meriterebbe un colore mirato. Sì, dunque, ad una stanza con pareti di tinte diverse: i bambini sono stimolati da questo ed ognuna concorre al loro sviluppo ed alla loro voglia di imparare. E’ importante creare dei microambienti nella stanza, ricorrendo al colore per delimitare le aree. Il bambino ama vivere in spazi contenuti, riuscendo così ad avere il pieno controllo del luogo e della situazione.

I piccoli crescono e, con loro, anche gusti e necessità. Quindi il colore scelto non può essere “definitivo” ma va modificato nel tempo, assecondando la loro crescita.

Per la prima infanzia sono indicati colori pastello: particolarmente adatti sono il verde, il celeste, il rose tenue ed il rosa cipria, ma non il tono confetto che, essendo molto intenso, ha lo stesso effetto del rosso. Il giallo è positivo, consigliato nella zona studio (aiuta nella concentrazione per lo studio).

L’arancione applicato su una sola parete ha un effetto calmante. Il verde e l’azzurro sono particolarmente indicati per maschi o femmine molto attive, perché inducono il relax e rendono più gradevoli sonno e risveglio.

Sono sconsigliati colori scuri, cupi, tetri in qualsiasi fase dell’infanzia. Generano inquietudine, rendono il sonno difficile e la stanza poco accogliente.

E’ necessario scegliere vernici smacchiabili, superlavabili, a base di titanio selezionato, certificate in classe A +.

Serramenti “intelligenti” per rendere salubri gli ambienti

Il ricambio d’aria è fondamentale quando si tratta della camera dei bambini. Per garantire aria rinnovata costantemente, sono stati messi a punto serramenti “intelligenti”.

Ci sono quelli che hanno sistemi interni in grado di ventilare in modo continuo gli ambienti. Altri dotati di sensori che, in base ai parametri rilevati nell’ambiente (umidità, presenza di Co2, ecc), si aprono e chiudono autonomamente e/o sono gestibili da remot (tramite smartphone).

Come rendere salubre l'aria indoor

Come rendere salubre l’aria indoor

Prima che comparisse il Covid-19, quanti di noi avevano consapevolezza che l’aria indoor, lungi dall’essere salubre, è almeno cinque volte più inquinata di quella esterna?

Certamente l’attuale allerta circa possibili contagi e conseguenti comportamenti per ridurli al minimo ha favorito la diffusione di maggiori informazioni sul tema.

Anche l’Osservatorio dell’Istituto Superiore di Sanità ha riscontrato una maggiore sensibilità verso le questioni legate all’inquinamento indoor.

Si è compreso il preciso ruolo che oggi rivestono gli edifici nella prevenzione e nell’evoluzione delle azioni di promozione della salute di tutti noi cittadini.

Ma è forse a partire dal semplice #iorestoacasa che la connessione diretta tra qualità dell’aria indoor nelle abitazioni ed effetti sulla salute è stata più evidente.

Come ridurre la quantità di inquinanti all’interno degli ambienti?

  • Quando si vuole ridurre la quantità di inquinanti e diluirli il più possibile, la soluzione ideale è un impianto di ventilazione, perchè ne riduce la concentrazione.
  • Quando si parla di climatizzazione bisogna specificare bene. Climatizzare significa controllare temperatura ed umidità all’interno degli ambienti.
    E spesso, soprattutto in edifici di grandi dimensioni, si raggiunge tale obiettivo attraverso l’inserimento di impianti di ventilazione meccanica controllata.
    Si tratta di impianti che prendono l’aria esterna e la trattano in termini di temperatura ed umidità.
  • Se l’impianto è composto da fancoil o da condizionatori autonomi, si tratta di sistemi che fanno ricircolare l’aria esistente nell’ambiente e ne fanno solo un trattamento termico (da caldo a freddo o viceversa).
    Il problema di quest’ultima tipologia è che si tratta di soluzioni che non hanno un sistema di ventilazione esterna. Quindi gli inquinanti presenti nell’aria permangono.

In questo caso, è fondamentale, nell’ottica post Covid-19, ma anche in generale, garantire un’elevata ventilazione degli ambienti ricorrendo al ricambio d’aria.

Ed a questo proposito è bene sottolineare che, soprattutto in ambienti di grandi dimensioni, sarebbe meglio dotarsi di impianti di climatizzazione che utilizzino il più possibile aria esterna.

Negli impianti in cui è previsto anche il ricircolo dell’aria tra gli ambienti-aria che viene in parte ripresa e re-immessa, si presenta un problema: se in un ambiente c’è una persona infetta, l’aria viene ricircolata e re-immessa in tutti gli altri ambienti.

Condizione fondamentale , in questa tipologia di impianti, è dunque scegliere di chiudere tutte le serrande di ricircolo e far funzionare gli impianti solo usando aria esterna.

Esiste poi il problema della filtrazione: se si prende dell’aria esterna, che si presume non essere particolarmente inquinata da batteri e virus, i filtri sono utili per trattenere le polveri. Nel caso in cui si voglia trattenere anche batteri e virus, bisognerebbe utilizzare filtri HEPA specifici, ad altissima efficienza.

Quali sono i rischi legati all’aria interna?

Al fine di migliorare e sostenere con continuità il miglioramento della qualità dell’aria interna si devono considerare gli strettissimi rapporti che intercorrono tra “qualità e funzionalità” della casa progettata per soddisfare e svolgere i diversi compiti, le attività, la vulnerabilità e sensibilità delle persone, i livelli di concentrazione degli inquinanti chimici e biologici ed infine i livelli di esposizione in casa.

Gli inquinanti sono legati alle varie sorgenti in casa (dai materiali da costruzione, ai prodotti per la pulizia, alla cattiva gestione e manutenzione degli impianti di ventilazione e climatizzazione).

In questi anni abbiamo dimenticato il ruolo cruciale che rivestono i ricambi dell’aria sulla qualità dell’aria indoor stessa, sulla prevenzione e promozione della salute.

Spesso si dimentica l’impatto positivo che può avere la semplice apertura delle finestre sulla diluizione delle concentrazioni dei diversi inquinanti, della C02, dell’umidità e degli odori.

Interventi per migliorare la salubrità dell’aria indoor

Gli interventi non possono essere orientati esclusivamente al tema dell’isolamento, del contenimento e dell’efficientamento energetico degli edifici.

Essi possono avere come risultato quello di alterare o peggiorare la qualità dell’aria, le condizioni microclimatiche e la naturale aerazione dell’edificio ma devono seguire degli approcci funzionali sotto molti aspetti noti di tipo integrato e regolari, in grado di contribuire al miglioramento complessivo della qualità dell’aria indoor.

L’attività di manutenzione e pulizia degli impianti deve far parte di un approccio globale di mitigazione del rischio.

Nei documenti ISS è stata richiamata la necessità di adeguare le procedure di manutenzione a quelli che sono gli attuali rischi per la salute. Non hai ancora effettuato la manutenzione dei climatizzatori? Contattaci ed un nostro esperto ti raggiungerà.

Il mondo delle costruzioni diventa sempre più smart

Il mondo delle costruzioni diventa sempre più smart

Grazie alla ricerca inarrestabile ed alla produzione avanzata, anche il mondo delle “costruzioni” ha fatto passi da gigante.

I sistemi ed i materiali oggi disponibili permettono di realizzare edifici all’avanguardia sempre più sicuri e sostenibili.

La selezione dei materiali edilizi e l’impiego di tecnologie avanzate

La riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e soprattutto la nuova edificazione non potevano certamente fare affidamento a tecniche e soluzioni datate che, seppur efficaci in passato, non rispondevano alle esigenze del vivere contemporaneo e, in alcuni casi, nemmeno alle norme vigenti.

Gli alti standard di efficienza energetica richiesti, la salubrità delle abitazioni, la bassa manutenzione a fronte di una maggiore durata degli edifici e la snellezza dei cantieri hanno sollecitato in questi anni una ricerca sempre più spinta e sofisticata per arrivare alla messa a punto ed alla formulazione di proposte corrispondenti e conformi ad un comparto moderno ed all’avanguardia, quale deve essere quello dell’edilizia del terzo millennio.

Il nodo più difficile da sciogliere riguarda gli edifici esistenti. Per le nuove costruzioni si è arrivati a vincolare i titoli abilitativi alla presenza di determinati requisiti, raggiungibili solo con sistemi, prodotti e materiali adeguati e performanti. Una possibilità è data dall’attenersi alle condizioni richieste per l’accesso ai convenienti incentivi statali così da intervenire in modo corretto, usufruendo delle nuove opportunità offerte dal mercato.

Edilizia smart: le tipologie di costruzioni avanzate

  1. Costruzioni off site. Sono quelle realizzate “fuori sede” (non in cantiere) grazie all’edilizia industrializzata ed in parte prefabbricata. Quest’ultima permette di rispettare i tempi di consegna previsti, di tenere alta la qualità del risultato, di ridurre gli scarti e di contenere i costi, utilizzando al meglio la tecnologia disponibile.

Queste costruzioni sono consentite per merito di quei processi costruttivi caratterizzati da una fase industriale che rimpiazza parte delle attività che solitamente vengono svolte direttamente in cantiere. Si tratta di un metodo che cambia il modo in cui viene concepita la costruzione, l’organizzazione della filiera stessa ed i parametri economici.

La digitalizzazione del processo e lo spostamento della produzione dal cantiere alla fabbrica è anche una soluzione in grado di assicurare un maggior incremento di produttività, abbassando i livelli di inefficienza.

L’edilizia off site permette di velocizzare il processo di costruzione impegnando mano d’opera qualificata, che lavora in un ambiente chiuso e controllato su cui non ha incidenza il clima; costruire con precisione, riducendo gli errori e gli scarti di materiale; portare nell’edilizia la qualità e le conseguenti garanzie di prestazione, tipiche di un processo industriale. Materiale principe di tale processo è il legno.

  • Sistemi antisismici 4.0. Ricerca, normativa ed ora anche maggiori sconti fiscali. E’ del 110% la detrazione delle spese in zona sismica 1, 2 e 3per i lavori di statica delle parti strutturali degli edifici e per quelli che fanno diminuire la classe di rischio.

Oggi sono disponibili soluzioni sia per quanto riguarda gli interventi di riqualificazione sia per le nuove costruzioni al fine di garantire in ogni caso una maggiore elasticità degli edifici e contemporaneamente la tutela delle persone ed il rispetto del territorio.

Non sempre poi è necessario prevedere investimenti ingenti. Nei casi più fortunati può essere sufficiente operare in piccola scala per incrementare di molto la qualità dell’involucro.

  • Materiali tradizionali ma evoluti. Laterizi e cementi non sono più quelli di una volta: ogni materiale della tradizione ha oggi una nuova vita perché combinato ad altri elementi o perché riformulato per seguire nuove esigenze. Tutto ciò modificando la filiera produttiva e puntando al riciclo a fine vita del prodotto. Ed è così che i mattoni rispondono ad esigenze strutturali ma sono anche isolanti. Il cemento è autopulente e diventa un alleato nella lotta contro l’inquinamento; i pannelli isolanti alzano le loro prestazioni.

Tutto con un duplice obiettivo:

  • Il primo è riuscire ad ottenere involucri sempre meno energivori e talvolta non più semplicemente passivi (senza fabbisogno energetico) ma addirittura attivi, capaci di non consumare energia ma di produrne in eccesso.
  • Il secondo è semplificare il processo costruttivo ed allungare la vita dell’edificio.
  • Materiali super attivi in&outdoor. Prodotti e trattamenti che sono in grado di contrastare l’inquinamento dentro e fuori casa. Soluzioni smart pensate per rendere attivi ed autopulenti intonaci, murature, vetri, pitture e piastrelle.

Sono ormai noti i pericoli per la salute dell’uomo derivanti sia dall’inquinamento indoor sia di tipo elettromagnetico o chimico. Ed allo stesso modo è noto che una delle cause del degrado edilizio è lo smog.

I metodi per contrastare questi problemi arrivano anche dalla ricerca messa in atto dalle aziende di prodotti edili. Una delle soluzioni trovate è rappresentata dalla fotocatalisi, un fenomeno naturale che si attua grazie alla presenza di foto catalizzatori per merito dell’azione della luce solare o artificiale e che produce una reazione chimica “vantaggiosa”. Si tratta di un forte processo di ossidazione che è in grado di decomporre le sostanze inquinanti organiche ed inorganiche, trasformandole in altre innocue.

Il principale vantaggio di questo processo è la sua durabilità: il catalizzatore non esaurisce la sua proprietà nel tempo, purchè attivato dalla luce.

Vuoi avere maggiori info sui materiali sostenibili? Contattaci

Serramenti intelligenti, il sistema domotico Velux Active

Serramenti intelligenti, il sistema domotico Velux Active

I serramenti intelligenti sono quelli che si adattano ai comportamenti degli utenti ed al clima indoor, garantendo il comfort in ogni momento della giornata, ambienti più salubri e risparmio energetico.

Tutto ciò è possibile con il sistema domotico Velux Active.

Veluxe Active, il sistema domotico intelligente

Questo sistema è in grado di intervenire sui serramenti di casa (finestre, schermature solari interne ed esterne), in base ai ritmi ed alle abitudini degli utenti ed ai parametri ambientali, quali temperatura, umidità ed anidride carbonica. Il tutto per merito di sensori (che rilevano i dati), senza alcun intervento da parte dell’utente: il sistema è completamente automatico, anche se rimane in ogni caso la possibilità di intervenire per modificarne le impostazioni.

Veluxe Active: quali sono i vantaggi?

  • Smartness: il controllo del sistema può avvenire anche a distanza, via smartphone, tramite app.
  • Indoor comfort: il sensore di calore abilita i comportamenti intelligenti delle finestre, ad esempio facendole chiudere ed abbassando le tapparelle.
  • Salubrità: il sensore di C02 apre automaticamente le finestre nel caso venga rilevato il superamento delle soglie di anidride carbonica impostate.
  • Benessere: il sensore di umidità apre automaticamente le finestre quando è necessario un ricambio d’aria.

Le funzioni principali di Velux Active

Veluxe Active è in grado di compiere automaticamente semplici gesti di cui spesso di dimentichiamo. Eccone alcuni.

  • Rinnovare l’aria: l’apertura delle finestre almeno tre volte al giorno garantisce un clima interno sano e fresco. Con Veluxe Active è possibile attivare la ventilazione automatica e, in caso di maltempo, il sensore pioggia chiude automaticamente le finestre.
  • Eliminare gli inquinanti: collegandosi alla rete NETATMO, VELUX ACTIVE misura costantemente la temperatura, l’umidità dell’aria e la quantità di CO2 negli ambienti. Se un valore risulta troppo alto, il sistema si attiva ed apre le finestre VELUX ACTIVE per riportarlo nella norma.
  • Proteggere dal caldo. Veluxe Active è sempre aggiornato sulle previsioni metereologiche locali. Se, ad esempio, è previsto molto caldo in un determinato arco di tempo, le tapparelle o le tende esterne si abbassano automaticamente per evitare l’ingresso di un eccessivo calore.

Grazie alla compatibilità con AppleHomeKit, è possibile utilizzare i prodotti VELUX INTEGRA con semplici comandi vocali.

Velux Active Integra, la versione elettrica delle finestre Velux

Con anima in legno e rivestimento in poliuretano bianco, la finestra Velux Integra porta sicurezza, comfort e benessere in casa, adattandosi ai ritmi ed alle abitudini di chi la utilizza. Al mattino le finestre si aprono automaticamente, per svegliarsi con la luce del sole ed un soffio d’aria fresca. La sera invece, qualche minuto per cambiare l’aria, prima di dormire.

Quali sono i vantaggi di Velux Integra?

  • Si comanda a distanza. L’apertura e la chiusura automatica, da qualsiasi punto della casa, ne rende facile l’utilizzo. Ma non è solo questione di comodità. E’ possibile gestire il ricambio d’aria e controllare le temperature interne in base alle proprie abitudini, per il massimo comfort ad ogni ora della giornata e per avere sempre il miglior clima.
  • Si chiude da sola se piove. Uscire di casa e lasciare la finestra aperta capita a chiunque. Se piove, nessun problema: c’è il sensore di pioggia che chiude l’infisso alla prime gocce d’acqua, automaticamente, mentre l’aletta di ventilazione rimane aperta per garantire un corretto ricambio d’aria. In più, il vetro temprato esterno ripara dalla grandine.
  • Protegge la casa. Insieme alla tapparella, non difende solo dagli agenti esterni, ma anche dai tentativi di effrazione. Con un solo tocco si chiudono tutte le finestre VELUX INTEGRA prima di uscire di casa, finalmente in tutta tranquillità.
  • Isola e fa risparmiare. Nutre vetrate bassoemissive e materiali trattati con tecnologie innovative aiutano a difenderci dal caldo in estate e dal freddo in inverno. Maggior isolamento significa anche meno consumi per riscaldare e raffrescare gli ambienti, quindi bollette più leggere.
  • Rende la casa luminosa. Con le sue linee pulite, la finitura bianca, che si sposa con ogni tipo di arredo, i profili assottigliati, lascia entrare ancora più luce negli ambienti, amplificandola.

Perchè è meglio sostituire i vecchi infissi con una Velux Integra?

Le principali ragioni sono legate sia alle prestazioni tecniche sia ai motivi di risparmio energetico ed economico:

  • tempo: le finestre acquistate circa 20/30 anni fa non disponevano di vetrate isolanti ed anche in termini di sicurezza per gli occupanti della casa, non offrivano praticamente alcuna garanzia.
  • Usura: con il passare degli anni può succedere che il gas presente all’interno della vetrocamera della finestra si esaurisca, compromettendo così il potere isolante del serramento e rendendo il vetro più opaco.
  • Estetica: il telaio ed il battente degli infissi in legno, se non opportunatamente manutenuti nel tempo, si possono rovinare.
  • Home automation: per gli amanti della tecnologia, quelli a cui piace essere sempre al passo con i tempi, in casa come fuori, disporre di prodotti che semplificano la vita e migliorano il comfort in casa è un bisogno imprescindibile.

L’esperienza e la professionalità dei nostri installatori è la migliore garanzia per una posa a regola d’arte e per assicurarsi il massimo comfort in casa.

Con un sopralluogo, i nostri esperti sono in grado di consigliare la soluzione più indicata, proponendo un preventivo personalizzato. Cosa aspetti a richiederlo? Clicca quì.

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pittura casa antismog

Caratteristiche e vantaggi delle pitture antismog

E’ decisamente aumentato il numero di persone che oggi riservano particolare attenzione alla qualità dell’aria. Questo perchè vi è una maggiore esposizione mediatica del problema ambientale ed anche perchè si è ben radicata la consapevolezza dei problemi per la salute causati dall’inquinamento.

Di pari passo, ha assunto sempre più rilevanza anche la problematica relativa alla salubrità dell’aria indoor, facendo riflettere un pò tutti sul microclima malsano che caratterizza le case, sempre più a tenuta ermetica e poco aerate, provocato anche da scelte talvolta poco attente alla qualità. Anche in questo caso, il merito della maggiore consapevolezza dei rischi per la salute va attribuito ad una più capillare veicolazione di informazioni, grazie a campagna di sensibilizzazione, non di rado promosse da aziende del settore edile. Si sta diffondendo quindi un senso di responsabilità rispetto a nuovi contributi che ciascuno può fornire per migliorare i parametri di qualità dell’aria, della propria città e della propria casa. E l’edilizia può giocare in prima linea.

Le pitture di nuova concezione: caratteristiche e vantaggi

Per quanto riguarda l’impatto sulla qualità dell’aria outdoor, le possibilità per i materiali dell’involucro edilizio di giocare un ruolo fondamentale sono numerose. Vi possono partecipare quelli strutturali, se certificati e realizzati usando elementi naturali o provenienti da filiere di recupero ma persino le finiture esterne. E tra queste sicuramente ci sono le pitture. Anzi proprio il rivestimento che è a contatto con l’aria e chiamato in causa.

Le pitture di nuova concezione possono:

  • avere un comportamento attivo nel processo di riduzione delle sostanze nocive
  • possono “mangiare” lo smog
  • possono proteggere le facciate dagli agenti inquinanti
  • possono autopulirsi contribuendo così alla lotta all’inquinamento ed allo stesso tempo preservando le strutture.

Le pitture antismog si applicano esattamente come quelle “tradizionali” e solo in alcuni casi hanno un costo più alto, giustificato peraltro dal percorso di innovazione e ricerca seguito per arrivare alla loro formulazione ed alle certificazioni presso enti terzi accreditati.

Anche per gli ambienti domestici, dove è più semplice agire in autonomia ed in tempi ridotti con risultati immediati, sono state messe a punto pitture “virtuose”. Ci sono quelle che permettono di combattere l’inquinamento indoor già presente, grazie ai loro componenti attivi ed altre che aiutano a non aggiungere sostanze nocive, perchè totalmente neutre.

Le tecnologie che permettono di formulare pitture attive

Le più diffuse tecnologie mettono in relazione fotocatalisi e nanoparticelle.

La reazione chimica su cui si basa gran parte delle pitture anti-smog, è attivata dalla luce e permette, grazie alla presenza nel prodotto di particelle nanometriche al titanio, di trasformare gli elementi inquinanti in sostanze innocue. Quando le pitture fotocatalitiche vengono utilizzare per gli esterni, le sostanze organiche, decomposte grazie al processo legato alla luce, addirittura diventano autopulenti: con la pioggia vengono lavate via dalle facciate.

Le nanoparticelle si possono attivare sia con la luce naturale sia con quella artificiale. Rappresentano una buona soluzione tanto per gli interni quanto per gli esterni. La posa di questa pittura attiva non si differenzia da quella dei prodotti “tradizionali”.

Le pitture attive con nanoparticelle per esterni sono disponibili nei colori neutri, a partire dal bianco ed in quelle pastello. In queste tonalità possono garantire la resistenza cromatica alle continue trasformazioni chimiche mangia-smog.

Ci sono anche specifici brevetti aziendali che, attraverso altri percorsi chimici, arricchiscono le proprie pitture di proprietà anti-inquinanti. Ne dà conferma la Sezione Valutazione Ambiente Urbano di ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, secondo cui esistono diverse tipologie di pitture denominate “anti-inquinamento”.

Una di queste è costituita dalle vernici fotocatalitiche che utilizzano catalizzatori a base di biossido di titanio. Queste vernici, in presenza di aria e luce, attivano un processo ossidativo che trasforma in inerti (nitrati di sodio, carbonati di sodio e calcare) le sostanze organiche ed inorganiche inquinanti con cui entrano in contatto. Tali reazioni chimiche offrono anche funzioni antinquinamento, antisporcamento (self cleaning) ed antibattericida.

Dall’analisi del settore emergono dati confortanti sull’utilizzo all’esterno di questi prodotti e risulterebbe chiaro anche quanto i risultati positivi ottenuti dalla pitture mangia-smog siano ulteriormente migliorabili.

Per quanto riguarda le pitture per interni, invece, è più controversa la questione della fotocatalisi. Ma il percorso di ricerca è in continua evoluzione, per far sì che l’efficacia di questi prodotti “salva-aria” cresca nel tempo, contribuendo sempre più all’abbattimento dell’inquinamento, senza controindicazioni di alcun tipo.

Regole d’oro indoor: cosa prevedono?

Insieme ai Voc, il più comune inquinamento indoor è la formaldeide, un composto organico in fase di vapore (gas), incolore, di odore pungente, solubile in acqua. E’ prodotto da processi di combustione ed è emesso da resine usate per l’isolamento e da quelle impiegate nella produzione di alcuni pannelli legnosi (truciolare e compensato), di tappezzerie, moquette, tendaggi ed altri tessili sottoposti a trattamenti antipiega, oltre che di altro materiale da arredamento. Ma purtroppo è presente anche in molti collanti edilizi, detergenti per la casa e, soprattutto, in vernici e prodotti di finitura.

Nelle abitazioni infatti i livelli di formaldeide sono generalmente compresi tra 0,01 e 0,05 mg/metri cubi, superiori rispetto a quelli outdoor. Per questo, l’OMS, ha fissato il valore massimo di esposizione a 0,1 mg/metri cubi.

Non è un caso che le maggiori concentrazioni si registrino dopo un intervento edilizio o di finitura o a seguito dell’inserimento di nuovi mobili in truciolare, di parquet o moquette di scarsa qualità.

Non dimentichiamo che la formaldeide è sospettata di essere uno degli agenti maggiormente implicati nella Sindrome dell’edificio malato (Sick Building Syndrome), tanto da essere utilizzata come unità di riferimento per esprimere la contaminazione di un ambiente.

Le pareti interne dunque costituiscono una sorgente emissiva continuairregolare di sostanze nocive, i cui flussi però diminuiscono nel tempo anche in relazione alle variazioni microclimatiche (velocità dell’aria, umidità e temperatura). Come buona prassi, è opportuno, per alcuni giorni, ventilare i locali sottoposti ad una nuova verniciatura prima di soggiornarvi, in modo che gli inquinanti possano disperdersi. Ma per minimizzare i rischi legati all’uso delle vernici indoor sono stati messi a punto prodotti a bassa emissione di inquinanti, certificati dai marchi cosiddetti ecologici. Quello Ecolabel UE, ad esempio, si fonda su criteri scientifici in relazione all’intero ciclo di vita dei prodotti testati.

La lotta all’inquinamento indoor, quindi, trova nell’edilizia un alleato fondamentale anche per rendere tutte le camere della tua abitazione un ambiente sicuro e salubre. Cosa aspetti a richiedere un preventivo? Clicca quì!

Le caratteristiche funzionali delle lampade: dall’assorbimento dei rumori alla purificazione dell’aria

Le caratteristiche funzionali delle lampade: dall’assorbimento dei rumori alla purificazione dell’aria

Che riguardi un’intera abitazione o un singolo ambiente, un efficace e risolutivo progetto architettonico o di interior non trascura la luce naturale né quella artificiale, che sono componenti rilevanti  del benessere domestico.

Molte persone, nella propria casa, svolgono la maggior parte delle attività dopo il tramonto. Quindi, se la luce naturale è indiscutibilmente fonte di appagamento e vitalità, quella artificiale non è meno incisiva: adeguata e corretta è fondamentale per la vivibilità degli spazi, sia che si tratti dell’area di preparazione dei cibi sia dell’angolo studio o di quello per il relax. Per questo la scelta dell’illuminazione non deve dipendere solo da questioni estetiche, di decorazione e di gusto, ma bisogna prestare molta attenzione alle caratteristiche funzionali: la prestazione tecnica rimane, per questi complementi, un requisito prioritario. E, per assicurare livelli di comfort sempre più alti, la produzione illuminotecnica si è arricchita di proposte sempre più performanti, in linea con il trend della multifunzionalità e della tecnologia domestica, in grado di associare alla funzione primaria anche altre attività finalizzate al benessere indoor.

Quali sono le caratteristiche funzionali delle lampade?

  • Texture funzionale. Sarà capitato a tutti, durante un momento di convivialità intorno al tavolo, di accorgersi improvvisamente che i decibel sono in salita. Oppure di non riuscire a studiare con la giusta concentrazione perché infastiditi dai rumori di fondo. A questi inconvenienti si può porre rimedio con lampade progettate e realizzate proprio per assorbire le onde sonore. In genere, tale funzione è dovuta sia al design mirato dell’apparecchio sia ai materiali, spesso tessuti fonoassorbenti. Ma sono stati messi a punto anche brevetti innovativi che rendono i prodotti decisamente hi-tech.

Grazie al particolare disegno a sezione sinusoidale che caratterizza la superficie inferiore, ed all’utilizzo di materiale fonoassorbente, Eggboard di Artemide è una lampada a sospensione in grado di assorbire i rumori. Efficace se posizionata ad un metro circa sopra la testa delle persone. E’ disponibile in due dimensioni: da 160×80 cm e da 80×80 cm.

Silenzio di Luceplan è una lampada disponibile nelle versioni a sospensione a parete, che coniuga qualità della luce e comfort acustico. Grazie anche ai tessuti della collezione Remix 2 di Kvadrat di cui è rivestita, garantisce elevate prestazioni di fono assorbenza.

  • Personalizzazione totale. Molte delle nuove proposte hi-tech si basano sullo Human Centric Lighting, un concetto secondo il quale i sistemi di illuminazione devono rispondere alle esigenze biologiche dell’uomo, rispettandone i ritmi circadiani, ovvero quella sorta di orologio interno di ogni individuo che ne regola le attività. Ed è proprio ciò che riescono a fare alcune lampade progettate per ambienti professionali. Ma in alcuni casi utilizzabili anche in contesti residenziali, che sono in grado di regolare l’intensità ed il colore della luce in funzione del momento della giornata e delle esigenze dell’utente.

Le lampadine di TP Link si collegano alla rete wifi di casa e consentono, grazie al comando Circadian Mode, di regolare la propria intensità in funzione della luce naturale esterna, ma sono gestibili anche da remoto grazie all’app Kasa. E’ possibile, inoltre, stabilire l’orario di accensione e la loro intensità, personalizzandone il funzionamento.

La lampada Ondaria di Zumtobel, sfruttando la tecnologia tunableWhite, riproduce le condizioni di luce naturale e può essere adattata alle preferenze dell’utente. E’ disponibile sia nella versione sospensione sia da incasso nel controsoffitto.

Decorazione e comfort insieme? Sì con lo Smarter Kit Nanoleaf Aurora di Nanoleaf: nove pannelli modulari triangolari, equipaggiati con un sistema di illuminazione smart wifi controllabile da smartphone grazie alla compatibilità con Apple HomeKit. E’ dunque possibile personalizzare la propria illuminazione, scegliendo tra una gamma di 16,7 milioni di colori. I pannelli possono essere disposti come si desidera e si applicano grazie a strisce biadesive.

  • Purificazione dell’aria. La qualità del microclima indoor è un tema che oggi suscita un sostanziale interesse e a cui si presta sempre maggiore attenzione, perché si è sempre più consapevoli di quanto incida sulla salubrità della casa. Se l’aerazione resta fondamentale per rinnovare l’aria negli ambienti, la purificazione lo è per migliorarla. E un aiuto per monitorare il microclima nella stanze arriva proprio dalle lampade intelligenti che sono in grado di analizzare la qualità dell’aria e, al bisogno, addirittura attivare sistemi di purificazione di cui sono equipaggiate.

La lampada da tavolo a led per luce d’ambiente Bellaria di Falmec ingloba un sistema per la purificazione dell’aria. E’ dotata di funzione di ionizzazione attiva e di eliminazione di sostanze potenzialmente dannose per l’organismo, collaborando di fatto a contrastare l’inquinamento indoor.

La gamma ACLL, Air Clean Led Lighting, di LP Energy comprende lampade foto catalitiche attive che contribuiscono alla purificazione dell’aria. Il sistema è composto da luci a led a cui vengono applicati nano materiali foto catalitici con caratteristiche biocìde abbinate al basso consumo energetico.

Il tema “luce e comfort domestico” abbraccia anche i sistemi di illuminazione inseriti negli elementi d’arredo, aumentandone la funzionalità e semplificando le normali attività quotidiane.

Le proposte attuali sono particolarmente efficaci anche perché tendono ad utilizzare la vantaggiosa tecnologia a led.

  • Il sistema Usm Haller E di Usm è integrato nella struttura modulare degli elementi d’arredamento e fornisce sia luce sia possibilità di ricarica dei dispositivi mobili. Tutto senza cavi elettrici. In più, grazie a sensori di movimento, i cassetti si illuminano automaticamente alla loro apertura. Anche la base del mobile può essere illuminata: un plus in più per la sicurezza in casa.
  • La collezione modulare e versatile Freedhome di Caccaro ospita un innovativo sistema di illuminazione a basso consumo a led, regolabile attraverso una specifica app, disponibile per smartphone e tablet. Questo permette, per esempio, di sistemare la cabina armadio in un vano privo di qualsiasi tipo di illuminazione, senza dover aggiungere u necessari punti luce.
  • Una soluzione nata per illuminare grandi spazi, come le sale museali, ma ora applicabile anche in ambienti residenziali, è il cosiddetto “soffitto teso” e retroilluminato. E’ realizzato con un telo ininfiammabile M1 in pvc che si tende sotto l’effetto del calore lungo il perimetro dei muri, grazie ad un sistema di fissaggio specifico e brevettato, e dotato di fonti luminose a led. Questo sistema si presta a moltissime interpretazioni creative, perché il telo può essere colorato e decorato, con vari soggetti da stampare.
Come rinnovare il tetto migliorando l’efficienza energetica

Come rinnovare il tetto migliorando l’efficienza energetica

Hai intenzione di incrementare l’efficienza energetica degli ambienti sottotetto e/o dell’intero immobile o per riparare un danno? Ora è il momento di programmare l’intervento.

Come programmare un intervento di rifacimento tetto

Se sono passati più di trent’anni dalla posa del tetto, la copertura potrebbe non offrire più garanzie di tenuta: tale lasso di tempo, infatti, corrisponde alla durata media di un tetto a falde con struttura in legno. Mentre un tetto piano in genere resta efficiente per un periodo più lungo.

Un’alta percentuale di tegole mancanti, danni al manto, segni di infiltrazioni d’acqua nei locali sottotetto sono ottimi motivi per programmare un intervento di rifacimento.

Ma la priorità spetta sicuramente alla riqualificazione termica, tanto che costituisce uno degli interventi che danno diritto, a pieno titolo, a qualsiasi incentivo statale in vigore.  Naturalmente, a seconda dei livelli raggiunti in termini di efficientamento energetico.

Attenzione quindi alla scelta dei pannelli solari, coppi e tegole, lucernari ed impianti legati alle energie rinnovabili da posare sul tetto che, oltre a mantenere la primaria funzione di “copertura”, oggi riveste anche un ruolo determinante nel contenimento dei consumi dell’edificio e nella riduzione dell’inquinamento.

Non a caso sono sempre più presi in considerazione tetti verdi, fotovoltaici e termici, con aperture nelle falde per permettere alla luce naturale di penetrare copiosa negli interni, migliorando benessere e comfort indoor.

Rifacimento tetto: perché è importante intervenire?

La copertura di un edificio va considerata come un complesso di elementi realizzati in modo da integrarsi tra loro e collaborare alla funzionalità del tetto stesso. Per questo motivo si preferisce parlare di “pacchetto o sistema tetto”, proprio per sottolineare la particolare composizione a strati sovrapposti.

I vantaggi sono di due ordini:

  • una progettazione di volta in volta mirata che permette di scegliere soluzioni specifiche per ogni situazione
  • la possibilità di intervenire su una singola parte

L’ordine di posizionamento di tali strati può variare secondo la tipologia e secondo quanto previsto dalle norme Uni. Quelli meno recenti, ad esempio, hanno una struttura semplificata se paragonata a quella, molto più articolata, delle recenti realizzazioni.

Ogni strato del tetto è naturalmente fondamentale, ma quello termoisolante lo è in modo particolare perché è attraverso il tetto, quando non adeguatamente coibentato, che si disperde una grande quantità di energia termica (20-35%), benché la sua superficie sia inferiore ad esempio a quella totale delle pareti esterne.

Il motivo è semplice: il flusso di calore si muove verso l’alto e da qui fuoriesce; inoltre il tetto è la componente costruttiva più esposta alle radiazioni solari e, nelle stagioni calde, favorisce il surriscaldamento dei locali sottostanti.

Grazie ad un buon isolamento (dimensionato e posato correttamente) si riesce ad avere una casa più calda d’inverno e più fresca d’estate, riducendo le spese per la climatizzazione.

La scelta di procedere con il rifacimento del tetto non dipende solo dallo stato in cui si trova la copertura ma anche da altri fattori che sono altrettanto importanti.

Molte volte si mette mano a coperture che non hanno grandi problemi e creano solo piccoli disagi che si potrebbero risolvere con interventi mirati. Con l’intenzione di migliorare la capacità energetica dell’edificio, si opta invece per un intervento più invasivo e risolutivo in generale, grazie agli incentivi ad hoc, come Ecobonus e Superbonus.

Il rifacimento o la sostituzione della coibentazione è sempre un’opportunità da considerare anche quando sarebbero indispensabili solo piccoli lavori.

La scelta di riqualificare dal punto di vista energetico è una chiave di lettura molto importante non solo quando il tetto presenta lesioni o è stato danneggiato dalle intemperie o banalmente contiene un materiale nocivo come l’amianto.

Quali caratteristiche deve avere una nuova copertura tetto?

Una nuova copertura deve avere nel suo complesso le seguenti caratteristiche:

  • stabilità e resistenza al proprio peso ed ai carichi esterni (neve e vento), nonché a quelli dovuti agli interventi manutentivi
  • protezione dagli agenti atmosferici esterni e dai fulmini
  • protezione da intrusioni esterne
  • impermeabilizzazione e smaltimento delle acque piovane
  • resistenza agli shock termici ed al gelo
  • protezione dalla luce solare
  • resistenza al fuoco
  • isolamento termico ed acustico
  • veloce smaltimento dell’umidità
  • durabilità nel tempo delle performance

Una copertura per essere energeticamente efficiente è fondamentale che:

  • protegga dal surriscaldamento estivo
  • abbia tenuta all’aria sul lato interno e tenuta al vento sul lato esterno
  • permetta una corretta gestione dell’umidità all’interno del pacchetto tetto
  • dia la possibilità di installare impianti che sfruttino le risorse rinnovabili

Il tetto deve essere ben isolato e deve garantire continuità con le pareti esterne per quanto riguarda la coibentazione, in modo da evitare ponti termici.

In una casa energicamente efficiente, lo spessore della coibentazione in copertura è generalmente superiore a quello dell’isolamento delle pareti. Molti degli accorgimenti attuati per la protezione termica invernale sono utili anche per quella estiva.

Anche in una ristrutturazione del tetto i fattori che influenzano la buona riuscita sono la manodopera ed i materiali impiegati. Proprio quest’ultimi devono essere certificati e garantiti al fine di rispondere a specifici requisiti estetici e funzionali.

Per quanto riguarda il manto in tegole, quest’ultime devono:

  • avere un’elevata resistenza ai cicli di gelo/disgelo, impermeabilità all’acqua e resistenza ai carichi di neve e grandine. La norma di riferimento è la Uni En 490/491;
  • rispettare criteri di carattere estetico, integrandosi nel contesto architettonico nel quale l’edificio è inserito;
  • garantire una superficie “continua”. L’integrabilità degli elementi è un fattore chiave perché il mancato o imperfetto accoppiamento degli elementi può provocare infiltrazioni d’acqua, polvere o nere e dispersioni di calore.

Le spese per il rifacimento del tetto variano in funzione della tipologia di copertura e dei materiali utilizzati ma vi sono altri parametri che condizionano l’importo finale.

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