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Relooking in cucina: dai rivestimenti di tendenza ai colori e carta da parati

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Relooking in cucina

Relooking in cucina: dai rivestimenti di tendenza ai colori e carta da parati

Una cucina è per sempre? Anche se abbiamo acquistato un modello di qualità, probabilmente si dovranno fare i conti con la voglia di cambiare per motivi diversi: perché non ci piacciono più i colori delle ante o la finitura delle pareti e dei pavimenti oppure sentiamo l’esigenza di strumenti che ci permettano di lavorare più comodamente ai fornelli.

Per il relooking ci sono tante opzioni attuabili con lavori poco invasivi: pavimenti e rivestimenti di spessore sottile, carta da parati, smalti, malte e pannelli decorativi.

Affinchè la cucina acquisti più funzionalità si può, ad esempio, intervenire all’interno con attrezzature estraibili ed organizer o intorno all’area di lavoro: anche in questo caso è bene prevedere piani d’appoggio aggiuntivi ma salva spazio. Se poi vogliamo una cucina più tecnologica, la sostituzione di uno o più elettrodomestici è sempre fattibile.

Relooking in cucina: gli interventi mirati per cambiare aspetto all’ambiente

  • Rivestimenti sottili. Parola d’ordine: semplificare, cioè mantenere l’esistente. Così si ridurranno al minimo i lavori di muratura. Come? Scegliendo piastrelle o un altro tipo di materiale di spessore ridotto, pensati per interventi di manutenzione o di ristrutturazione.

Sovrapponendo il nuovo pavimento di spessore sottile a quello vecchio si riducono i costi, compresi quelli di conferimento dei vecchi materiali in discarica. In molti casi si evita di sostituire le porte, perché possono bastare piccoli interventi di limatura. Per le pareti, l’operazione è ancora più semplice.

Per quanto riguarda le piastrelle, gli spessori più bassi, tra i 6 ed i 6.5 mm, sono tipici dei prodotti da posare  a parete leggermente superiori quelli per il pavimento.

Entrambi sono generalmente rinforzati sul retro con fibra di vetro. Anche i pavimenti in legno possono essere di tipo laminato (con spessore di circa 4 mm). Molto pratici anche quelli vinilici che in molti casi si posano ad incastro.

Le superfici esistenti, per fare da supporto al nuovo pavimento, dovranno essere regolari, senza avvallamenti o elementi sconnessi.

  • Carta da parati. Decisamente creativa, può essere utilizzata per decorare una sola parete o per definire una particolare area come la zona pranzo o quella che collega la zona operativa al living. Si consiglia di scegliere la tipologia lavabile ed impermeabile, realizzata con un tessuto tecnico ed una finitura protettiva.

In cucina si consiglia di scegliere prodotti lavabili, in modo che sporco e macchie fresche possano essere eliminate facilmente, semplicemente con un panno o una spugna inumidita e poco detergente.  Vanno bene, ad esempio, quelli in tessuto non tessuto; sconsigliabili invece quelli interamente di carta.

Alcune carte da parati definite extra-lavabili sono protette da uno strato in pvc, mentre la base è in tnt. In ogni caso, occorre procedere con cura, evitando di sfregare energicamente.

Se la parete da rivestire è in corrispondenza del piano di lavoro ed in particolare dell’area lavaggio, occorre optare per una carta da parati specifica, cioè idrorepellente. Sono molte le aziende che oggi le producono. Spesso lo stesso motivo decorativo è disponibile anche in questa versione.

  • Tocchi decorativi. Sulle pareti è possibile intervenire anche in altri modi. Per esempio, ricoprendo lo spazio tra basi e pensili con un pannello, monocromatico o con motivi grafici di vario tipo. Oppure con prodotti speciali da applicare al muro o sui mobili.

Nelle composizioni cucina a parete, lo spazio tra basi e pensili è spesso oggetto di dibattiti. Se non è stato previsto in precedenza, questa, spesso anonima, porzione di parete può essere rivestita da un pannello decorativo, anche molto pratico. Per esempio, in alluminio composito o in policarbonato compatto. I primi sono molto resistenti al calore, perciò indicati anche vicino al piano cottura. Per i secondi, se il fornello è a gas, è consigliabile che il top della cucina abbia una profondità di circa 65 cm. Nessun accorgimento, invece, se è ad induzione. Entrambi sono resistenti e perfettamente lavabili. Sono spesso personalizzabili.

Tra i tocchi decorativi, vi sono il pannello paraschizzi, stampato ad alta definizione su alluminio composito, quindi trattato con una finitura protettiva per il lavaggio e la pulizia.

Stencil in rilievo, realizzati con due speciali materiali plastici,  sono indeformabili, lavabili con acqua e riutilizzabili infinite volte, senza che perdano planarità.

  • Nuove attrezzature. Quante volte si desidera un piano d’appoggio in più, senza trovare lo spazio? Spesso ci si ritrova con ambienti in disordine, senza sapere dove riporre oggetti ed utensili di uso quotidiano.

Le soluzioni più intelligenti e facili da attuare

  • Nascondere o rilevare. Anche nelle cucine più piccole, lo spazio deve sempre consentire movimenti fluidi per agevolare il lavoro. Spesso, però, significa dover rinunciare a qualcosa o saturare i vani di oggetti di vario tipo. Ma non dev’essere per forza così.
  • Operazione trasformista. La cucina è poco più di una zona cottura e si sente la mancanza di un tavolo o di un piano d’appoggio aggiuntivo? Una soluzione adatta anche per una cucina esistente, è il piano estraibile. Basta che vi sia un cassetto o poterne aggiungere uno. Per questo è possibile rivolgersi al rivenditore della cucina.

    Alcuni modelli, con basamento, diventano tavoli a tutti gli effetti. Altri possono essere utili come piano d’appoggio dove maggiormente se ne sente il bisogno. Per esempio nelle colonne, vicino ai forni. Non possono poi mancare tavolini trasformabili e carrelli pieghevoli.
  • Sostituire gli elettrodomestici. La tecnologica evolve in fretta e le funzioni considerate plus fino a qualche anno fa, oggi si trovano anche nei modelli base. Quello a cui, invece, si presta sempre maggior attenzione è l’ottimizzazione dei consumi. Quanti piccoli e grandi apparecchi popolano le cucine, quando ne basterebbero pochi ma in grado di svolgere più funzioni?

    Si otterrebbe certamente un risparmio economico ma anche di spazio. Ma se decidere di eliminare un paio di vecchi elettrodomestici freestanding per sostituirli con un unico prodotto multitasking e più efficiente è tutto sommato facile, non può dirsi la stessa cosa per quelli da incasso: forno, lavastoviglie, frigorifero, cappa e piano cottura.
Perché scegliere gli innovativi rubinetti da cucina Franke?

Perché scegliere gli innovativi rubinetti da cucina Franke?

rubinetti da cucina sono gli strumenti principali dedicati all’erogazione dell’acqua. Infatti vengono utilizzati tutti i giorni per diverse volte al giorno.

Per questo motivo devono essere scelti con molta cura affinchè  risultino sempre efficienti e funzionali.

I rubinetti da cucina si evolvono insieme alla tecnologia

Esistono sistemi che puntano sul risparmio dell’acqua, altri che privilegiano la qualità strutturale, altri che consentono i più svariati utilizzi e si basano su raffinati meccanismi, tra cui particolari sensori che riconoscono il movimento delle mani ed illuminazioni a Led che invece creano effetti per molti versi suggestivi.

Inoltre esistono rubinetti dotati di centraline digitali e display le quali indicano con esattezza la temperatura e la pressione.

Nella scelta dei rubinetti da cucina è fondamentale pensare alla funzionalità, alla distribuzione degli spazi ed anche al design, al fine di coordinarlo all’arredamento della cucina.

Esistono diversi tipi di rubinetti da cucina. Per scegliere quello più adatto alle tue esigenze, il primo passo da fare è identificare lo spazio che hai a disposizione ed il posto in cui andrai a installarlo.

In base all’installazione, puoi scegliere tra due tipologie:

  • Rubinetti e miscelatori da appoggio. Si installano direttamente sul lavello, sul piano cucina o sul bancone ad isola. Sono i modelli più comuni e possono avere diversi tipi di funzionalità della canna, come doccette estraibili o a molla.
  • Rubinetti e miscelatori a parete: si installano a muro e sono ideali per ottimizzare lo spazio sul lavello.

Tipo di canna e funzionalità: elementi fondamentali per un’ottima scelta del rubinetto

Il rubinetto giusto si sceglie in base al tipo di canna ed alla sua  funzionalità.

Con l’ installazione a parete, è possibile scegliere un rubinetto o miscelatore con:

  • Canna superiore: tipo di rubinetto indicato per essere installato su una parete in cui non ci sono problemi di spazio né ingombri di mobili o finestre sopra di esso.
    Generalmente ha un tipo di apertura bicomando. Si tratta di un tipo di canna alta che consente di riempire comodamente pentole e recipienti profondi; la sua altezza varia a seconda dei modelli e va scelta in base allo spazio disponibile a parete.
  • Canna inferiore: soluzione ideale in caso di installazione a parete sotto un pensile, una finestra o laddove c’è poco spazio. Riduce gli schizzi d’acqua.

Con l’installazione da appoggio, è possibile scegliere un rubinetto o miscelatore con:

  • Canna alta, il quale permette di riempire comodamente grandi recipienti, come pentole, bottiglie, borracce o annaffiatoi. Si adatta bene con lavelli grandi o doppi.

E’ fondamentale  assicurarsi che ci sia abbastanza spazio tra la base ed il pensile sovrastante.

  • Canna bassa. Questo tipo di rubinetto è consigliato dove è necessario ottimizzare gli spazi, ad esempio laddove lo spazio tra la base ed il pensile è ridotto.
  • Canna abbattibile. Adatto se il tuo lavello è posto proprio sotto la finestra o c’è poco spazio a disposizione. Lo puoi abbassare velocemente ogni qualvolta vuoi aprire la finestra.
  • Con doccetta estraibile. Sia i miscelatori a canna bassa sia quelli a canna alta possono avere la doccetta estraibile, la quale consente di direzionare meglio l’acqua e facilita il lavaggio ed il riempimento di pentole e contenitori. Può essere dotata di doppio getto per cambiare la modalità di erogazione.
  • Con molla, dal design contemporaneo per uno stile da vera cucina professionale.

Tipologie di rubinetti da cucina: dal monocomando al bicomando, dal monoacqua a quello con leva clinica

  • monocomando: ha un’unica maniglia, laterale o superiore, per aprire, chiudere e regolare la temperatura e la quantità di acqua erogata.
  • bicomando: è il classico rubinetto con due manopole distinte per regolare acqua fredda ed acqua calda.
  • monoacqua: ha una sola manopola per aprire e chiudere l’acqua ma consente di gestire una sola temperatura. È indicato per lavelli di servizio.
  • con leva clinica: permette di azionare il miscelatore con il solo gomito. È indicato anche per persone con difficoltà motorie e disabili.

L’importanza del design dei rubinetti da cucina: la rubinetteria Franke

L’estetica è un fattore molto importante,  nella scelta di un rubinetto. Ciò viene confermato dalla variegata offerta presente sul mercato.

Un’offerta che si traduce in diversi stili: non è difficile trovare il modello che si adatti perfettamente al lavello e agli altri elementi che caratterizzano l’ambiente in questione.

La rubinetteria Franke aggiunge rilevanza estetica rendendo la  cucina un luogo fondamentale.

Nessun altro elemento della cucina viene  utilizzato così frequentemente come il rubinetto, il quale deve essere pratico e funzionale ed essere un vero e proprio punto di attrazione in cucina. Contribuire inoltre all’efficienza energetica con una tecnologia avanzata ed essere anche ergonomico.

Oltre che curati nell’estetica, con linee sinuose o squadrate, i modelli attuali hanno come duplice obiettivo la praticità d’uso e la limitazione dei consumi idrici.

Gli attuali rubinetti prevedono vari dispositivi che consentono di risparmiare acqua e spesso anche energia. In che modo?

  • Il limitatore di flusso, inserito all’interno della cartuccia, è un blocco che frena il movimento della leva del comando con due o più scatti, corrispondenti a diverse portate d’acqua.
  • Una soluzione più semplice consiste nell’aeratore, un filtro installato sulla bocca di erogazione che riduce il flusso facendo uscire acqua mista ad aria.
  • Alcuni rubinetti hanno anche un limitatore di temperatura integrato nella leva di comando: quando questa viene mossa, si incontra una piccola resistenza che fa evitare temperature troppo alte.
  • I miscelatori monocomando, rispetto ai modelli a doppia manopola, fanno risparmiare di più poiché hanno un’unica leva per miscelare acqua calda e fredda e regolare l’intensità del flusso.
  • Utile è anche la presenza della doccetta estraibile, con cui si può dirigere il getto dove più serve, senza sprechi.

Le cartucce Energy Saving, utilizzate in vari modelli, garantiscono un risparmio quotidiano di energia e acqua con uno stratagemma intelligente.

La posizione centrale della leva di comando è impostata sulla zona di acqua fredda. Solo dopo aver ruotato la leva di 45° a sinistra si entra nella zona di acqua miscelata (fredda/calda).

Il miscelatore Maris Free by Dror di Franke con superficie in rilievo è proposto nelle finiture acciaio optical e nero spazzolato. La canna ruota a 360°.

Procedi alla scelta migliore del tuo rubinetto da cucina, alla posa ci pensiamo noi. I nostri esperti sono a disposizione per un sopralluogo, un preventivo e soprattutto per l’installazione del miscelatore Franke che hai scelto.

Cosa aspetti? Contattaci.

Perché bisogna fare il progetto della cucina

Durante la ristrutturazione di un appartamento una delle fasi più delicate, è il progetto della cucina, questo ambiente è infatti forse il più complesso all’interno di una casa.

La cucina, come il bagno, richiede una scelta accurata dei vari accessori che la compongono e una analisi precisa di ciò di cui abbiamo bisogno.

E’ uno degli ambienti che più cambia in base ai bisogni di ogni individuo, può essere una stanza a sé, inglobare anche la zona pranzo o venire inglobato nella zona giorno.

Gli aspetti da considerare durante il progetto della cucina sono dunque molteplici, vediamo di analizzarli con ordine.

Disposizione

La cucina può occupare una stanza dedicata oppure essere separata dal soggiorno o dalla zona pranzo semplicemente con divisori parziali, come un mobile passante, di cui vi ho parlato in questo articolo oppure un muro basso o una vetrata.

Per quanto riguarda la disposizione della cucina è fondamentale affidarsi ad un esperto, come un architetto di interni, grazie al quale potrete ottenere un ambiente gradevole e funzionale sotto ogni aspetto.

Il progetto della cucina parte appunto proprio dalla disposizione, si può avere una cucina in linea, una cucina con isola centrale o una cucina con penisola.

La scelta di una di queste tipologie dipende, oltre che dal gusto estetico di ogni individuo, soprattutto dallo spazio che si ha a disposizione. Cerchiamo di capire quale tipologia è più adatta ad ogni ambiente.

Cucina in linea

È sicuramente la tipologia più diffusa, consiste nella disposizione dei mobili della cucina lungo un’intera parete o lungo due pareti adiacenti o frontali. Il tavolo viene solitamente posizionato al centro della stanza oppure adiacente al muro opposto alla cucina.

Questa tipologia di cucina è molto adatta per ambienti stretti e lunghi oppure per ambienti quadrati dalle dimensioni ridotte.

Cucina con isola centrale

Questa tipologia è quella che più affascina per la sua disposizione particolare, ma anche quella meno diffusa perché richiede ambienti di grandi dimensioni e non è adatta per spazi ristretti.

La parte del piano di cottura, del lavabo e del piano di lavoro viene posizionata su un mobile centrale, rettangolare, mentre la parte della dispensa e del frigorifero viene addossata ad una parete.

Questa disposizione concentra l’area di lavoro nella zona centrale, a cui si è liberi di girare attorno, spesso questa zona accoglie anche una zona pranzo che può essere un bancone alto con sgabelli o un vero e proprio tavolo.

È chiaro che la zona centrale ha una profondità superiore a quella dei mobili standard da cucina e necessita inoltre di uno spazio di “manovra” adeguato per poter operare e muoversi con facilità.

Per questi motivi è adatta a spazi di dimensioni ampie, magari proprio ad appartamenti in cui la cucina è completamente integrata con la zona giorno.

Cucina a penisola

Questa tipologia si discosta dalla classica cucina in linea e assume alcune caratteristiche della cucina a isola, i mobili della cucina sono infatti disposti lungo una parete e lungo quella ad essa adiacente, formando un angolo.

La parte della zona pranzo viene disposta in posizione parallela ai mobili e collegata all’angolo creando una disposizione a C. Si crea dunque un unico piano continuo che nell’ultima sua parte diventa un tavolo o un bancone alto con sgabelli, schermando in parte la zona di lavoro.

Questa disposizione è particolarmente adatta per ambienti di dimensioni ridotte e magari in cui non c’è separazione tra cucina e soggiorno.

La disposizione compatta consente infatti di ottimizzare lo spazio creando attraverso la zona pranzo una sorta di filtro tra il soggiorno e la parte più tecnica della cucina.

Immagine tratta da www.pixabay.com

Scelta degli elementi che compongono la cucina

Una volta individuata la tipologia che più si adatta allo spazio che avete a disposizione è fondamentale passare all’aspetto estetico e funzionale.

Pavimenti e rivestimenti

Sicuramente nel progetto della cucina è necessario porre attenzione alla scelta di pavimenti e rivestimenti, che devono essere in armonia con le finiture che verranno scelte per i mobili della cucina e devono essere ovviamente funzionali e pratiche.

Vi ho già parlato in questo articolo di alcuni dei rivestimenti e pavimenti più di tendenza negli ultimi anni, sicuramente sarebbe ottimale optare per il gres porcellanato o per pavimenti in pietra o resina, mentre sconsiglierei il parquet, più delicato.

Mobili e accessori

Scelti pavimenti e rivestimenti si può passare all’aspetto più cruciale, quello che riguarda i mobili e gli accessori della cucina.

Per quanto riguarda l’aspetto estetico gli elementi da valutare sono due, il tipo di materiale di rivestimento del piano di lavoro e quello che invece riveste le parti frontali delle basi e dei pensili.

La scelta del materiale per il piano di lavoro, anche chiamato top, è veramente vasta, può essere in laminato, o in materiali compositi fenix, in dekton o in corian, o ancora in pietra o in metallo.

Anche per il rivestimento delle basi e i pensili c’è un ampio ventaglio di opzioni. Per quanto riguarda l’aspetto funzionale, la valutazione da fare riguarda la tipologia di attrezzature e accessori da installare, come piano cottura, lavello e cappa.

Il piano cottura può essere ad induzione oppure a gas, ormai la prima tipologia sta iniziando a diffondersi sempre di più per il suo gradevole aspetto estetico, la maggiore sicurezza, facilità di pulizia e il risparmio energetico che comporta rispetto alla seconda.

Il lavello può essere quadrato, tondo o rettangolare, a una o due vasche, con sgocciolatoio laterale e può essere installato a filo top, sopra top o sotto top, e anche la scelta della rubinetteria è molto ampia.

La cappa può essere aspirante o filtrante, da piano o sospesa o ancora incassata. Sicuramente la scelta di alcuni elementi della cucina è vincolata alla disposizione che abbiamo scelto, se per esempio abbiamo optato per la cucina a isola sarà più adatta una cappa con aspirazione da piano o una sospesa dal design particolarmente accattivante.

Conclusioni

Il progetto della cucina è molto importante poiché esamina tutti gli aspetti che questo ambiente racchiude, dalla disposizione alla scelta di pavimenti e rivestimenti, fino a quella di mobili e accessori, senza dimenticare la messa a norma degli impianti in esso presenti.

Rubinetti da cucina: consigli utili per una scelta corretta e funzionale

Rubinetti da cucina: consigli utili per una scelta corretta e funzionale

I rubinetti da cucina sono gli strumenti dedicati all’erogazione dell’acqua, vengono utilizzati tutti i giorni e diverse volte al giorno. Per questo motivo devono essere scelti con molta cura affinchè  risultino sempre efficienti e funzionali. Ciò non vuol dire che si debba mettere l’estetica in secondo piano. Anzi anche questo è un fattore molto importante e viene confermato dalla variegata offerta presente sul mercato. Un’offerta che si traduce in diversi stili: non è difficile trovare il modello che si adatti perfettamente al lavello e agli altri elementi che caratterizzano l’ambiente in questione.

In fase di acquisto, però, è fondamentale informarsi bene sulle peculiarità di tutti i rubinetti presi in considerazione. Per farlo, occorre prima mettere a fuoco le proprie esigenze.

I rubinetti da cucina si evolvono insieme alla tecnologia: ci sono sistemi che puntano sul risparmio dell’acqua, altri che privilegiano la qualità strutturale, altri che consentono i più svariati utilizzi e si basano su raffinati meccanismi, tra cui particolari sensori che riconoscono il movimento delle mani ed illuminazioni a Led che invece creano effetti per molti versi suggestivi.

Inoltre esistono rubinetti dotati di centraline digitali e display che indicano con esattezza la temperatura e la pressione.

Nella scelta dei rubinetti da cucina è fondamentale pensare alla funzionalità, alla distribuzione degli spazi ed anche al design, al fine di coordinarlo all’arredamento della cucina.

Esistono diversi tipi di rubinetti da cucina. Per scegliere quello più adatto alle tue esigenze, il primo passo da fare è identificare lo spazio che hai a disposizione ed il posto in cui andrai a installarlo.

In base all’installazione, puoi scegliere tra due tipologie:

  • Rubinetti e miscelatori da appoggio. Si installano direttamente sul lavello, sul piano cucina o sul bancone ad isola. Sono i modelli più comuni e possono avere diversi tipi di funzionalità della canna, come doccette estraibili o a molla.
  • Rubinetti e miscelatori a parete: si installano a muro e sono ideali per ottimizzare lo spazio sul lavello.

Tipi di canna dei rubinetti da cucina

Una volta identificato il tipo di installazione più adatto alla tua cucina, puoi pensare alle tue necessità in cucina.

Il rubinetto giusto si sceglie per il tipo di canna e per la sua funzionalità.

Con l’installazione da appoggio, puoi scegliere un rubinetto o miscelatore con:

  • Canna alta, il quale permette di riempire comodamente grandi recipienti, come pentole, bottiglie, borracce o annaffiatoi. Si adatta bene con lavelli grandi o doppi.

E’ fondamentale  assicurarsi che ci sia abbastanza spazio tra la base ed il pensile sovrastante.

  • Canna bassa. Questo tipo di rubinetto è consigliato dove è necessario ottimizzare gli spazi, ad esempio laddove lo spazio tra la base ed il pensile è ridotto.
  • Canna abbattibile. Adatto se il tuo lavello è posto proprio sotto la finestra o c’è poco spazio a disposizione. Lo puoi abbassare velocemente ogni qualvolta vuoi aprire la finestra.
  • Con doccetta estraibile. Sia i miscelatori a canna bassa sia quelli a canna alta possono avere la doccetta estraibile, la quale consente di direzionare meglio l’acqua e facilita il lavaggio ed il riempimento di pentole e contenitori. Può essere dotata di doppio getto per cambiare la modalità di erogazione.
  • Con molla, dal design contemporaneo per uno stile da vera cucina professionale.

Con l’ installazione a parete, puoi scegliere un rubinetto o miscelatore con:

  • Canna superiore: tipo di rubinetto indicato per essere installato su una parete in cui non ci sono problemi di spazio né ingombri di mobili o finestre sopra di esso. Generalmente ha un tipo di apertura bicomando. Questo tipo di canna alta consente di riempire comodamente pentole e recipienti profondi; la sua altezza varia a seconda dei modelli e va scelta in base allo spazio disponibile a parete.
  • Canna inferiore: soluzione ideale in caso di installazione a parete sotto un pensile, una finestra o laddove c’è poco spazio. Riduce gli schizzi d’acqua.

Tipo di apertura dei rubinetti da cucina

Il modo di azionamento influisce sia sulla comodità sia sulla praticità durante l’uso quotidiano.

I rubinetti da cucina possono essere:

  • monocomando: ha un’unica maniglia, laterale o superiore, per aprire, chiudere e regolare la temperatura e la quantità di acqua erogata.
  • bicomando: è il classico rubinetto con due manopole distinte per regolare acqua fredda ed acqua calda.
  • monoacqua: ha una sola manopola per aprire e chiudere l’acqua ma consente di gestire una sola temperatura. È indicato per lavelli di servizio.
  • con leva clinica: permette di azionare il miscelatore con il solo gomito. È indicato anche per persone con difficoltà motorie e disabili.

Alcuni rubinetti da cucina possono essere disposti di:

  • infrarossi: avvicinando le mani, un sensore integrato attiva il getto d’acqua
  • deviatore: in caso di un unico attacco condiviso, adatto per volgere il flusso dell’acqua a favore della lavatrice o della lavastoviglie

Rubinetti da cucina e risparmio sia energetico sia idrico

Per il rispetto dell’ambiente e per risparmiare in bolletta, puoi optare per un rubinetto che consuma meno acqua calda. Quali sono gli espedienti che consentono di evitare sprechi?

  • Sistema di apertura centrale acqua fredda. La leva di apertura in posizione centrale apre sempre l’acqua fredda prima di regolare la temperatura.
  • Sistema di risparmio dell’acqua. Un rompigetto che miscela aria ed acqua riduce il consumo fino al 25%.
  • Doppia posizione di apertura. Consente fino al 50% di risparmio di acqua

Come misurare la portata d’acqua di un rubinetto da cucina?

Per portata si intende la quantità d’acqua che attraversa un condotto nell’unità di tempo. Si misura in litri al minuto (L/min). In base al tuo utilizzo puoi sceglere la portata ideale del rubinetto da cucina:

  • 4-9 L/min: ideale per pulire le verdure delicatamente ed ottenere il massimo risparmio di acqua. Questa portata consente di riempire una pentola da 4 L in 1 minuto.
  • 9-12 L/min: il buon compromesso tra efficacia e risparmio di acqua. Riempie una pentola da 4 L in 30 secondi.
  • 12-16 L/min: utile per risciacquare le stoviglie e riempire il tuo lavello in 1 minuto. Riempie una pentola da 4 L in 15 secondi.
  • Più di 16 L/min: perfetta per riempire velocemente anche il secchio e l’innaffiatoio. Riempie una pentola da 4 L in meno di 15 secondi.

Rubinetti da cucina: colore e rifiniture

Un rubinetto da cucina è  un elemento decorativo che puoi coordinare con l’arredamento della stessa.
Una volta individuato il rubinetto adatto al tipo di installazione per la tua cucina ed alle esigenze di tutti i giorni, puoi scegliere la finitura che si adatta e si coordina con lo stile ed il colore delle superfici di lavello, forno, frigorifero, cappa e maniglie. 

  • Finiture in acciaio inox e cromo satinato per uno stile contemporaneo
  • Finiture in ottone, rame e bronzo per uno stile classico e tradizionale.
  • Finiture in acciaio verniciato in diversi colori come bianco, nero, antracite, effetto mat o satinato

Procedi alla scelta migliore del tuo rubinetto da cucina, alla posa ci pensiamo noi. I nostri esperti sono a disposizione per un sopralluogo, un preventivo e soprattutto per l’installazione del miscelatore che hai scelto.

Cosa aspetti? Contattaci.

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Sicurezza in cucina: le norme da rispettare

Stile, estetica, dimensioni sono criteri di valutazione importanti ma prima della scelta degli elettrodomestici per la zona cottura è importante tener conto anche di consumi, garanzie di qualità e sicurezza.

In cucina la presenza contemporanea di acqua, gas ed elettricità impone precisi obblighi di progettazione, di installazione e di manutenzione costante.

Quali sono gli elementi che nella zona cottura devono essere a norma?

  • L’etichetta energetica. E’obbligatoria per le cappe aspiranti domestiche in tutti i Paesi UE e contiene: la classe, dalla A (massima) alla G (minima), l’indicazione del consumo annuo di energia stimato per l’utilizzo standard, in kWh/anno. Nella parte inferiore, riporta 4 parametri: la qualità e capacità di aspirazione, l’efficienza di illuminazione del piano cottura, l’efficienza di filtraggio grassi, la rumorosità, cioè il massimo livello di rumore generato nell’utilizzo normale, esclusa la funzione boost.

Non sono ancora coperti dall’obbligo dell’etichetta energetica le piastre ad induzione. I piani a gas, ad induzione, i forni e le cappe devono rispettare il Regolamento UE per la progettazione ecocompatibile, che stabilisce i limiti massimi di consumo energetico per i piani cottura elettrici e l’obbligo di indicare la potenza massima assorbita ed i limiti minimi di efficienza energetica per quelli a gas. Per questi ultimi, la scheda di prodotto riporta anche il valore dell’efficienza energetica EE dei singoli bruciatori e quella del piano calcolato per kg.

  • Marcature. Esistono due tipologie, quella obbligatoria, conosciuta come CE, riguarda gli apparecchi elettrici e tutti i prodotti disciplinati dalle direttive comunitarie e circolanti in Europa. Non prevede controlli da parte di organismi indipendenti, ma si basa su un’autodichiarazione di conformità resa dal fabbricante circa la rispondenza ai requisiti di sicurezza fissati per legge. Comprende il fascicolo tecnico ed il manuale di installazione, uso e manutenzione.

La seconda tipologia di marcatura è quella volontaria. Esistono altri marchi, da quelli di qualità a quelli commerciali ed ambientali, utili soprattutto per il consumatore, perché garantiscono che il prodotto finale abbia superato determinate prove e controlli da parte di un ente certificatore terzo e risponda ai requisiti di sicurezza. In Italia i più diffusi sono IMQ (rilasciato dall’Istituto Italiano del Marchio di qualità), NF (marchio di qualità francese) e DVE (tedesco). Riguardano il settore elettrico.

Tra i marchi ambientali, ISO14001 attesta che l’azienda rispetta tutte le leggi ambientali, sul rumore, sulle emissioni tossiche e di polveri, sullo smaltimento rifiuti, riduzione dei consumi energetici e che la stessa si impegna in progetti ambientali. L’Ecolabel assicura che il prodotto ha un ridotto impatto ambientale, mentre l’FSC garantisce l’uso di legno da foreste gestite in modo responsabile.

  • L’installazione per i piani a gas. Oltre all’obbligo della termocoppia, la norma UNI 7129-2015, stabilisce che il piano cottura a gas debba essere installato in un locale dotato di aperture permanenti di ventilazione verso l’esterno o di condotti di ventilazione, al fine di garantire il flusso d’aria adeguato.

L’espulsione dei fumi di combustione deve avvenire per mezzo di una cappa collegata ad un camino, ad una canna fumaria o scaricare direttamente all’esterno. Il tubo di collegamento alla conduttura del gas per i modelli ad incasso deve essere in metallo flessibile di lunghezza non superiore ai 2 m o rigido, in rame, con guarnizione in elastomero. Nelle cucine a libera installazione il tubo può essere in gomma (a norma UNI 7140) lungo massimo 1,5 m, da sostituire ogni 5 anni.

Le tubazioni non devono essere in contatto con quelle d’acqua; se sono vicine, devono essere protette da guaina impermeabile polimerica. In alternativa, si utilizzano tubi in rame o acciaio rivestito.

Il tubo non deve passare dietro il forno sottostante, né entrare in contatto con le pareti laterali di questo. Nel caso di nuova installazione del piano cottura a gas sull’isola è conveniente far predisporre la valvola di intercettazione sulla parete più vicina per poter scegliere in futuro di modificare la posizione del piano spostandolo sulle basi in linea addossate alla parete.

  • Piastre ad induzione. Come per il gas, l’allacciamento deve essere effettuato esclusivamente da un tecnico qualificato ed in base allo schema fornito dal produttore, che indica anche la tensione consentita per lo specifico apparecchio ed il relativo valore. Lo stesso vale il montaggio, perché una posa errata potrebbe danneggiare il piano (che comunque si consiglia di installare dopo gli arredi superiori, come pensili e/o cappa).

Occorre realizzare una linea di alimentazione dedicata, ad opera di un elettricista qualificato, da dimensionare in base alla potenza nominale del piano. La derivazione deve essere isolata e protetta contro le sovratensioni con un interruttore magno termico di protezione, a vista ed accessibile, da poter staccare all’occorrenza.

Per motivi di sicurezza è vietato utilizzare coperture sul piano ad induzione. Bisogna tenere sempre asciutte le zone cottura ed il fondo delle pentole ed è molto importante rispettare le avvertenze riportate nella documentazione tecnica allegata al prodotto.

I piani ad induzione sono generalmente dotati di dispositivo di disinserimento nel caso in cui una zona risulti in funzione da tempo prolungato, senza che siano state modificate le impostazioni.

Attenzione! Chi è portatore di un apparecchio medico attivo (pacemaker o defibrillatore) deve consultare un medico prima dell’acquisto perché potrebbe subire l’interferenza del campo magnetico.

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Grès porcellanato: ottima soluzione per il piano di lavoro di una cucina

Il grès porcellanato, materiale dalle alte prestazioni ed estremamente resistente, entra a far parte nella gamma di finiture disponibili per le cucine. Si tratta di un materiale impiegato non solo per le superfici orizzontali dei piani di lavoro, ma anche per le ante, grazie ad uno spessore minimo dei pannelli, che consentono alle ante in grès di essere allo stesso tempo leggere e robuste.

Le caratteristiche del grès porcellanato 

 

Il grès porcellanato si ottiene mediante l’impasto di materie prime selezionate, quali sabbie quarzifere e feldspatiche, argille, cui vengono aggiunti pigmenti a base di ossidi metallici. Queste materie prime vengono poi pressate a cotte ad una temperatura di oltre 1250 C°.

Si tratta di un materiale dalle prestazioni tecniche elevate ed estremamente versatile. Oggi viene utilizzato per diverse applicazioni: dai pavimenti ai rivestimenti, dai mobili alle facciate ventilate, fino ai piani di lavoro delle cucine.

L’uso del grès porcellanato per realizzare il piano di lavoro di una cucina è una delle ultime novità del settore. Grazie alle tecnologie più recenti è stato possibile costruire un top cucina tra i più resistenti. Un prodotto che sta conquistando sempre più l’interesse dei consumatori.

Il piano di lavoro in grès porcellanato è composto da lamine di materiale ceramico incollate su un supporto in multistrati per mezzo di resine epossidiche.

Per i piani di lavoro di una cucina  si utilizzano lastre in gres porcellanato di maxi formato (100 x 300 cm e oltre) e di spessore sottilissimo (3-3,5 mm), che possono essere facilmente tagliate, sagomate e forate.  Il grès porcellanato presenta un aspetto monolitico: eventuali giunture rimangono invisibili.

A differenza dei piani realizzati con piastrelle di grandi dimensioni,le lastre in grès porcellanato non presentano fughe e di conseguenza punti in cui si possa annidare lo sporco. Sono quindi di facile pulizia e non richiedono manutenzione.

Se il materiale è  uniforme per colore in tutto lo spessore, nel raro caso in cui si scheggi, può essere facilmente riparato.

Le qualità più importanti del grès porcellanato sono la compattezza, l’ottima resistenza alle macchie, l’elevata resistenza ad urti e graffi, l’inassorbenza, l’inalterabilità al calore (+ di 210 °C), l’ottima resistenza alla corrosione da parte degli acidi, deboli e forti e la facilità della pulizia.

La posa del grès porcellanato

I piani di lavoro in grès porcellanato, prima dell’installazione, vengono tagliati e forati per predisporre i fori per la rubinetteria e per l’incasso dei lavelli.

Per fissare e movimentare in sicurezza le lastre di grandi dimensioni si utilizzano anche telai ausiliari in alluminio, dotati di ventose. Essi vengono applicati, tramite speciali adesivi, ad un supporto, il quale deve essere perfettamente asciutto, pulito, senza fessurazioni. Inoltre deve garantire stabilità nel tempo.

migliori supporti per il gres porcellanato sono i seguenti:

  • pannelli isolanti rigidi in polistirene ad alta densità: ad alte prestazioni, garantiscono stabilità dimensionale e facilità di posa.
  • pannelli di multistrato marino, composto dalla sovrapposizione di piallacci di legno nobile, molto resistente all’umidità.
  • pannelli in agglomerato di vario tipo, realizzati con materiali poveri, che vengono tritati, miscelati ed in seguito compattati tramite leganti specifici.

Il top, una volta fissato, viene rifinito sui bordi e sugli spigoli al fine di rendere invisibili i punti di giunzione tra la veletta frontale ed il piano di lavoro.

I  vantaggi di avere un piano di lavoro in grès porcellanato

Il top in grès porcellanato presenta superfici di grande effetto, grazie alla grande disponibilità di colori e texture. Come per i piani di lavoro in laminato sono disponibili effetti pietra o effetti legno, così come superfici a colore continuo.

Questo materiale non cambia colore nel tempo, neanche se scegliete colori delicati come il bianco puro. Offre la possibilità di realizzare con lo stesso materiale delle vasche integrate.

Si tratta di un materiale ecologico, poiché la sua produzione avviene con l’ausilio di una tecnologia sostenibile e rispettosa dell’ecosistema. Inoltre non rilascia alcuna sostanza nell’ ambiente e può essere facilmente riciclato.

E’ resistente agli shock termici, al calore ed alle altissime temperature. Questo è uno dei pochi top dove vi si possono realmente appoggiare pentole bollenti. E’ molto duraturo e resistente ad urti, graffi ed a qualsiasi tipo di usura. E’ inoltre resistente sia ai prodotti chimici, a tal punto che è possibile lavarlo anche con prodotti a base acida senza alcun tipo di problema, sia al vapore acqueo e particolarmente impermeabile ai liquidi.

E’ igienico e facile da pulire perché a differenza del top piastrellato, non presenta fughe.

Consigli utili su come pulire il piano cucina in grès porcellanato

La pulizia del piano cucina in grès porcellanato è molto facile. Per eliminare macchie di sostanze grasse è necessario un comune sgrassatore e l’uso di una spugnetta mediamente abrasiva.

Per evitare macchie di calcare, le quali possono apparire in maniera evidente nei colori più scuri, si consiglia di risciacquare accuratamente. Inoltre, al fine di rendere la pulizia più agevole, si consiglia la rimozione delle macchie a fresco, evitando così qualsiasi incrostazione.

Conclusioni:

Spesso si pensa a spostare la cucina della propria abitazione per modificare la disposizione degli ambienti, altrettanto spesso si sceglie i piano da lavoro della cucina in base alla nostra esperienza passata,a quella di amici i e parenti che spesso sconsigliano materiali nuovi come il gres porcellanato perché non ne conoscono le proprietà.

Pochi sono i top cucina resistenti e duraturi nel tempo come il top in gres porcellanato.  Il video spiega in breve tutti i vantaggi di questo magnifico materiale.

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Arredamento cucina

La cucina è il luogo di unione e condivisione soprattutto per chi, dopo una lunga giornata di lavoro, desidera ritrovarsi con le  persone che ama, per trascorrere dei momenti rilassanti e spensierati, per questo motivo è importante l’arredamento della cucina .

L’arredamento della cucina ha affrontato diversi cambiamenti nell’ corso del tempo, se prima la cucina era il regno unicamente della donna oggi è sempre più uno spazio della casa abitato indistintamente da tutti i componenti della famiglia. Anche il design ha subito molteplici cambiamenti poiché differenti sono le esigenze rispetto al passato.

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Pertanto gli amanti della tradizione prediligono una cucina tradizionale, la quale deve donare un’immediata sensazione di calore e solidità. In questo caso la decisione di scegliere una cucina in muratura rappresenta senza ombra di dubbio quella che più si avvicina al senso di familiarità che si intende ricreare in questo ambiente. La cucina in muratura è la cucina classica per antonomasia ma che si apre alla modernità grazie agli elementi inseriti, i quali devono rispettare gli spazi e le misure del locale.

Se da un lato la tradizione è possibile rievocarla con la cucina in muratura, per gli amanti dell’ innovazione, la cucina moderna è l’ideale ed ha come parola d’ ordine il salvaspazio. L’ottimizzazione dello spazio è fondamentale in cucina, soprattutto se possiede ridotta metratura,  pertanto è opportuno scegliere in base alle proprie necessità. 

La cucina è un ambiente di lavoro, per cui tutte le funzioni che in essa si svolgono si devono compiere in maniera comoda e garantire il benessere di chi le utilizza.

A tal proposito le misure giocano un ruolo fondamentale, i mobili cucina devono essere proporzionati in base ai metriquadrati dell’ ambiente, le dimensione della parete sulla quale sarà posta la cucina e a coloro che la utilizzeranno ( adulto, disabile, anziano).

I pensili rivestono un ruolo essenziale all’interno dell’ambiente cucina, la loro presenza permette un utilizzo ottimale dei piani di appoggio e cottura. Inoltre servono a conservare prodotti alimentari e sono utili per stivare pentole, padelle e utensili e renderli facilmente raggiungibili.

I pensili cucina per essere funzionali devono essere principalmente capienti, ma non bisogna soffermarsi solo sulla funzionalità ma anche sulla praticità, ad esempio a seconda dell’apertura dell anta maggiore o minore sarà l’ingombranza.

Anche l’altezza dei pensili non è da sottovalutare, infatti è per lo più standard, anche se è possibile trovare modelli fuori standard o elementi in dimensioni differenti, realizzati appositamente per dare una maggiore possibilità di personalizzazione.
La misura standard che si trovava un tempo, è di 72 cm, oppure 96 cm per le soluzioni a tutta altezza.Oggi giorno le dimensioni dei pensili in altezza si sono evolute poiché le forme articolate di nuova generazione, richiedono versatilità e diversità dimensionale e formale.

Pertanto è possibile approssimativamente racchiudere in un range dimensionale le differenti altezze dei pensili cucina, partendo da una dimensione minima di 36 cm, passando dal 48 cm, 60 cm, 72 cm, fino ad arrivare ad una massima di 96.

Cucina moderna con isola

La cucina per molti è l’ambiente più importante della casa. Questo spazio la maggior parte delle volte unisce, altre divide, non ostante ciò tutti coloro che acquistano un immobile o decidono di ristruttura quello che già possiedono, non trascurano mai questo indispensabile spazio.

La scelta di ristrutturare la cucina dipende da vari fattori, lo stile che essa possiede non è più di tendenza oppure cambiano le esigenze o diminuiscono gli spazi a disposizione.

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Qualsiasi essa sia la motivazione, lo scopo è sempre quello di ottimizzare gli spazi, creare un ambiente confortevole, pratico, e con uno stile armonioso.

Selezionare la tipologia di arredamento che più fà al caso tuo non è mai un’ impresa semplice. Gli stili di arredamento sono svariati ( classici, moderni, contemporanei ecc..) e le tendenze che li caratterizzano cambiano stagione dopo stagione.

A tal proposito le cucine moderne sono una soluzione di grande tendenza, curate nell’estetica, utilizzano materiali tecnologici, innovativi e sempre più ecologici. Inoltre  hanno interni superorganizzati e superaccessoriati per gestire al meglio ogni singolo angolo a disposizione.

Un alternativa alle semplice cucine moderne che negl’ ultimi tempi sta prendendo sempre più piede sono le cucine moderne con isola.

La cucina moderna con isola possiede diverse dimensioni,  svolge una funziona pratica e funzionale ma che soddisfa anche l’occhio, arricchendo lo spazio.  Rappresenta sempre più un elemento importante e preponderante dell’ambiente domestico che soddisfa le esigenze e le necessità delle famiglie moderne.

Le cucine ad isola prediligono l’aspetto conviviale e comunicano un senso di dinamica vivibilità all’ambiente. La zona operativa si sposta al centro, inoltre questa tipologia di cucina presuppone che gli spazi siano sufficientemente ampi, pertanto spesso accade che per necessità  la cucina a isola rimane a vista sul soggiorno.

Uno svantaggio della cucina a isola è quello di dover portare gli scarichi e gli allacci di impianti idrici, elettrici e del gas a centro stanza per poter raggiungere gli elettrodomestici.

Questa è una difficoltà facilmente risolvibile, ma vale la pena di affrontarla solo se desideri affrontare una ristrutturazione abbastanza consistente, poiché sarà necessario rimuovere il pavimento per far passare gli impianti e realizzarne uno nuovo.