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Laminato e grès porcellanato: valide alternative al parquet

Laminato e grès porcellanato: valide alternative al parquet

Il parquet ha un fascino intramontabile, senza tempo. Si adatta a tutti gli stili d’arredamento, dai più classici a quelli moderni. Dona agli ambienti calore e sensazione di benessere, come tutti i materiali naturali. L’unico aspetto negativo è quello economico: ha un costo elevato ma fortunatamente il mercato offre delle eccellenti alternative, meno costose ma dall’effetto legno finale sbalorditivo.

Le principali alternative al parquet sono il laminato ed il grès porcellanato effetto legno. Scopriamo insieme le caratteristiche di questi materiali.

Laminato effetto legno

Il laminato non solo è più conveniente del parquet, ma è anche facile da posare, grazie alla posa flottante ed allo spessore ridotto. Dal punto di vista estetico può riprodurre lo stesso effetto legno del parquet, ma con prestazioni migliori.

Prima dell’acquisto dovresti porti delle domande circa l’utilizzo:

  • Quanto intensamente verrà utilizzato? Animali domestici, calpestìo, caduta di oggetti e liquidi possono mettere alla prova un pavimento. Un utilizzo intenso richiederà una superficie più resistente. Assicurati di prestare particolare attenzione alle classificazioni AC (Abrasion Classes) e IC (Impact Classes) del prodotto.
  • Quale effetto estetico vorresti ottenere? Dimensioni e tonalità delle doghe possono contribuire a creare un effetto visivo particolare. Le dimensioni saranno il fattore principale, se si punta a valorizzare un ambiente migliorandone gli spazi. La scelta della tonalità dovrà essere presa in considerazione dell’arredamento della tua casa.
  • Per quale tipo di arredamento? Esistono diverse varietà di laminato. Nella categoria legno i più venduti sono rovere e noce.
  • Il pavimento è riscaldato? In questo caso sarà necessaria la giusta tipologia di sottopavimento, per permettere il passaggio di quanto più calore possibile. Viceversa, se il pavimento non è riscaldato, si può optare per un sottopavimento con un buon grado di isolamento termico e acustico.
  • Può essere ossidato dalla luce? I pavimenti in laminato non saranno soggetti ad ossidazione per esposizione diretta al sole. Non si macchiano e non sbiadiscono anche a seguito di una costante esposizione al sole.

LEGGI ANCHE: L’importanza della cura e manutenzione parquet

Consigli per far durare un pavimento in laminato

Lo strato superficiale di un pavimento in laminato lo proteggerà da umidità, urti e abrasioni. Tuttavia, seguendo alcune regole, è possibile farlo durare ancora di più.

  • Limita l’eccesso di umidità. Per pulire un pavimento in laminato non servono secchio, spazzola e lucidatrice: non saranno efficaci e potrebbero addirittura danneggiarlo. Meglio usare un panno umido.
  • Utilizza detergenti non aggressivi. Dovresti usare solo detersivi consigliati dal produttore o quelli specificatamente creati per il laminato. Anche lo smalto e la candeggina dovrebbero essere evitati. Un lavaggio frequente con detergenti aggressivi può danneggiare il laminato.
  • Usa spesso un aspirapolvere o una scopa elettrica. Pulisci immediatamente ogni residuo di terra, ciottoli o liquidi. Uno zerbino all’entrata della tua casa può essere utile per tenere fuori sporco e umidità.

Grès porcellanato effetto legno

Il grès porcellanato effetto legno ha quasi lo stesso fascino avvolgente ed immutabile del legno. Che si tratti di interni o di esterni, l’aspetto caldo del legno cambia l’immagine dell’ambiente rendendolo più morbido ed accogliente.

La bellezza di un pavimento in legno, così come il calore che dona agli ambienti, sono tra i principali motivi che di solito portano alla scelta del vero legno. Ma oggi, la grande versatilità del grès porcellanato permette di superare i limiti del vero legno.

Le piastrelle di questo materiale possono essere utilizzate in qualsiasi ambiente, oltre a quello domestico. Disponibile in molti formati, permette la posa con e senza fughe. Si tratta di un materiale molto resistente alle abrasioni, all’umidità ed agli agenti atmosferici.

I vantaggi del grès porcellanato effetto legno

Il grès porcellanato effetto legno, rispetto al parquet, presenta i seguenti vantaggi:

  • E’ più duro. Le piastrelle in grès per pavimenti effetto legno sono più robuste del vero legno, sia che esse siano in porcellana o in ceramica. Non saranno facilmente danneggiabili da mobili pesanti ed oggetti appuntiti. Grazie al loro design robusto non si graffiano.
  • Non cambia colore. Il legno naturale sbiadisce e cambia colore nel tempo, può essere sbiancato dalla luce solare. Parti diverse del pavimento perdono colore nel tempo mentre altre aree rimangono più scure e più nuove. Le piastrelle effetto legno invece non sbiadiscono.
  • Stile personale. Il grès porcellanato effetto legno si adatta a qualsiasi stile e ad ogni design. Puoi decidere fra un layout classico a griglia, uno stile a spina di pesce o a mattoni, personalizzandolo come preferisci.
  • Manutenzione facile. Il grès porcellanato è antimacchia e trattato con una finitura impermeabile. La manutenzione di un pavimento in grès è estremamente semplice. Si pulisce con qualsiasi soluzione detergente, lo si può strofinare e spazzare senza alcun problema.
  • Ampia gamma di colori. C’è una vasta scelta di colori, tutti perfettamente uguali al legno naturale. Dal rovere più chiaro al mogano più scuro, passando per tutte le sfumature di colore.
  • Non si deforma. Uno dei problemi principali del parquet è che si deforma a causa della temperatura e dell’umidità presente nella stanza in cui è installato. Le piastrelle in grès porcellanato effetto legno sono impermeabili e non si alterano con l’umidità.
  • Adatto ai sistemi di riscaldamento radiante. Il grès porcellanato è particolarmente indicato nelle abitazioni dotate di riscaldamento a pavimento. Con il parquet il riscaldamento radiante rappresenta un rischio per la salute e la sicurezza.
  • Piastrelle facilmente sostituibili. Nell’improbabile caso in cui si danneggi una piastrella, questa può essere sostituita velocemente ed agevolmente, senza dover cambiare l’intero pavimento.
  • Più economico del legno. Oltre ad avere un numero enorme di vantaggi rispetto ai tradizionali pavimenti in legno, le piastrelle in grès porcellanato effetto legno sono anche molto più economiche.

Quale dei due rivestimenti hai scelto? Contattaci per avere un PREVENTIVO GRATUITO.

Come arredare un corridoio

7 idee per arredare il corridoio

Un corridoio non può essere tecnicamente una stanza. Ma, per quanto riguarda l’arredo, deve ricevere la stessa attenzione che ricevono il soggiorno e la camera da letto.

Su una planimetria, un corridoio è considerato un semplice percorso, uno “spazio morto” che non richiede attenzione progettuale. Di solito viene tinteggiato con una pittura identica a quella delle stanze circostanti. In quest’area della casa, a limite, ci si appendono alcune foto e niente più.

Tuttavia è possibile trasformare il corridoio in uno spazio utile. Scopri come!

Come arredare il corridoio della tua abitazione

Queste 7 idee ti aiuteranno ad arredare al meglio il corridoio della tua casa facendolo diventare un ambiente di transizione caldo ed invitante.

  1. Acquista un runner per corridoi stretti

Un runner è un tappeto largo circa un metro. Disponibile in diverse lunghezze, è perfetto per il corridoio. Questi tappeti sono indicati per aggiungere un tocco di colore e di design ad un disimpegno. Inoltre regalano un senso di intimità ad un ambiente spoglio e vuoto rispetto al resto della casa.

2. Poni una libreria lungo il corridoio

Trasforma il corridoio in una vera biblioteca posizionando una libreria lungo le pareti. Riempi gli scaffali principali con i tuoi libri preferiti e metti in bella mostra le foto di famiglia e se ne hai anche qualche opera d’arte.

3. Gioca con le luci

Progettare l’arredo di un corridoio è difficile a causa dello spazio limitato. Perché allora non partire dalla luce? Al posto di un normale lampadario o di un’applique anonimo, scegli qualcosa che si faccia notare! Lanterne, lampade a sospensione, pannelli retro illuminati, luci ad incasso o lampade a globi di vetro.

Pensa ad un elemento d’illuminazione che adori e che vedresti bene su un angolo di casa o sull’isola della cucina: probabilmente va bene anche per il corridoio!

4. Crea un salotto nel corridoio

Una zona salotto nel corridoio è il modo perfetto per non farlo sembrare solo un passaggio. Se hai un disimpegno ampio, puoi posizionare un divano stretto e lungo contro una delle pareti. Puoi completare questo ambiente posizionando su una parete un’opera d’arte, uno specchio o una piccola mensola.

5. Metti uno specchio

Uno specchio crea sempre l’illusione di un ambiente ampio ed illumina lo spazio in cui si trova. Ciò vale a maggior ragione per le aree più piccole e chiuse della casa. Gli specchi sono elementi funzionali, ad esempio, per sistemarsi prima di uscire di casa.

6. Opta per un pavimento a disegni geometrici

Per una soluzione permanente, puoi scegliere di mettere nel corridoio un pavimento a motivi geometrici. È una soluzione creativa con un forte impatto estetico. Idee come questa richiedono una forte convinzione! Ovviamente il corridoio a motivi geometrici deve coordinarsi con l’intera casa.

7. Decora il corridoio con il verde.

Piante aeree, un piccolo alberello, piante sulle mensole o su una panchina creano una splendida area verde nel corridoio. L’aloe vera, le piante ragno, le piante serpente, il filodendro, la palma da salotto e le piante di ficus sono tutte piante da appartamento che non richiedono cure particolari ma abbelliscono l’ambiente.

Soluzioni per arredare un corridoio stretto

Il tuo corridoio è stretto e piccolo? Evita di posizionare dei mobili. Al limite puoi aggiungere una panca in legno con l’attaccapanni ed una consolle salva spazio di piccolo spessore.

Queste soluzioni permettono di dare il benvenuto ad un ospite e di salvaguardare il passaggio.

Se lo spazio invece è abbondante potrai aggiungere mobili funzionali come armadi contenitori, mobili scarpiera, comò e cassettiere.

Per dare tridimensionalità al percorso, puoi optare per una controsoffittatura. Questa struttura può anche avere un valore funzionale perché è perfetta per nascondere i termoconvettori e per inserire al suo interno delle lampade a fluorescenza che donano eleganza e stile al corridoio stesso.

Stai pensando ad arredare il corridoio con mobili su misura? Contattaci. Preventivo Gratuito.

Come arredare una cucina in arte povera

Come arredare una cucina in arte povera

Lo stile d’arredo in arte povera è caratterizzato da materiali semplici, i quali creano atmosfere calde ed intime  coinvolgendo l’uso di mobili in legno massello spesso artigianali e con delle ricorrenti note rustiche.

Ancora oggi l’arte povera affascina molte persone offrendo la possibilità di arredare ogni stanza della casa: dalle camere da letto, alla cucina, dalle taverne agli ambienti minori.

Cucina in arte povera: le caratteristiche principali

Una cucina in arte povera ti permette di creare un’atmosfera rasserenante e piacevolmente naturale prodotta dai toni del legno naturale, dalle sfumature della paglia, del midollino.

Il filo conduttore delle cucine in arte povera è nell’impiego di questi materiali naturali. Il legno è il protagonista assoluto di questo stile.   

Un buon legno può regalare ai mobili dalle linee semplici l’armonia cromatica delle sue sfumature. Tendenzialmente questi mobili presentano colori scuri lucidati a cera, sebbene sia possibile scegliere anche delle tonalità più chiare, come l’avorio o il beige o delicati colori pastello, perfetti per restituire maggiore luminosità all’interno di piccoli ambienti. Si tratta di arredi che rimandano a quelli di un tempo: tavoli, armadi, scrittoi, cristalliere, maestose credenze, madie, sedie in legno e  sedie con sedute in paglia, sono elementi irrinunciabili per una casa in arte  povera

Una cucina in arte povera, oltre ad essere bella, è anche funzionale, grazie alla progettazione degli spazi interni dei mobili studiati per una sistemazione ottimale degli utensili. In questo modo potrai averli sempre a portata di mano.

Anche gli arredi in arte povera come cristalliere o mobili vetrina, sono ben pensati per evidenziarne il contenuto e far risaltare piatti e bicchieri.

Linee sobrie e senza tempo danno vita a pensili capienti, i quali sfruttano al meglio lo spazio disponibile. Gli elementi componibili sono progettati su moduli standard che riescono a soddisfare  tutte le esigenze di profondità di basi e pensili. 

Per quanto riguarda l’altezza dei pensili, rispetto al passato, vi è un’ inversione di tendenza: gli altissimi pensili anche se insostituibili per chi ha molti oggetti da stivare in una cucina piccola, lasciano il posto a strutture più dinamiche ed articolate ma soprattutto visivamente più leggere.

Le mensole alternate a pensili variamente attrezzati che si dispongono lungo il piano d’appoggio  possono contenere a vista oggetti di uso quotidiano, i quali, se scelti e disposti ad arte contribuiscono al decoro della cucina.

Per il piano cottura o anche per il forno, sono  molto interessanti soluzioni angolari. Con questa disposizione chi si trova ai fornelli può raggiungere con le braccia e senza spostarsi, il lavello da una parte ed il piano d’appoggio dall’altra.

Se devi allineare i mobili su una sola parete, risulta molto funzionale utilizzare moduli di cottura che si proiettano in avanti creando una diagonale ed un angolo retto. Essi offrono una  maggiore capienza interna rispetto a quelli tradizionali. Il modulo sporgente che contiene i fuochi  offre una possibilità in più in cui si può collocare il forno, che in questo modo risulta apribile anche se si sta ai fornelli. Ed allo stesso tempo si ha dello spazio in più utile per appoggiare tutti i complementi indispensabili per cucinare.

Spesso le cucine in arte povera vengono realizzate in muratura ed anche personalizzate, per adattarsi così agli spazi a disposizione. Questa soluzione crea una particolare atmosfera calda ed accogliente,  soprattutto se abbinata ad accessori come il rame e le ceramiche.

Anche in questo contesto non devono mancare gli elettrodomestici più sofisticati ed all’avanguardia, i quali danno quel tocco di modernità che non guasta.

LEGGI ANCHE: Guida alla scelta della cucina in stile industriale

Consigli su come arredare una cucina in arte povera

La bellezza dello stile in arte povera sta nella versatilità dei mobili, i quali arredano e si accordano perfettamente sia con gli oggetti poveri, quelli, ad esempio “della memoria contadina”, sia con quelli  preziosi.

Ami gli effetti ricercati? Puoi arredare la vetrina ed il piano d’appoggio di una credenza con ceramiche di diverso tipo, ma sempre e rigorosamente in bianco.

In una cucina gli elementi che non possono mancare assolutamente sono:

  • il tavolo. Una volta inquadrato il punto in cui collocarlo, all’interno della cucina o in corrispondenza  di una finestra o in un’area tinello,  valuta sempre se la zona operativa è vicina e quanto il  percorso è ampio da rendere agevole il passaggio.

La dimensione del tavolo è quasi sempre condizionata dal numero di persone che lo utilizzeranno, dalla frequenza d’uso e da possibili esigenze legate ad un suo impiego alternativo al  pranzo.

Un tavolo in arte povera deve essere alto, elegante, robusto ed in una tonalità di colore o di essenza che sia di spicco  sugli altri elementi della stanza.

  • Una sedia in arte povera presenta una linea classica con gambe e schienale in legno, con delle  traverse sagomate che rendono questo complemento molto solido e resistente.

Questa tipologia di stile prevede che la sedia sia sempre abbinata ad un tavolo dello stesso stile.

La sedia in stile arte povera così come quella in stile classico può avere la seduta in legno, paglia ma anche in tessuto. Quest’ultima  può essere rivestita con ampie scelte di tessuto: una possibilità che vale la pena considerare  soprattutto se la zona pranzo “convive” con il soggiorno.

Creare una zona pranzo accogliente e luminosa non è difficile: tinteggia le pareti  con colori chiari evitando toni intensi, che spesso rendono gli ambienti opprimenti. Il calore del legno ripaga sempre soprattutto se viene enfatizzato da pre-esistenze strutturali come le travi in legno, pareti in pietra o mattoni a vista, i quali hanno un fascino unico ed indiscutibile.

Hai poco spazio in casa e vorresti una cucina su misura in arte povera? CONTATTACI. PREVENTIVO GRATUITO

Arredamento in resina: caratteristiche e vantaggi

Arredamento in resina: caratteristiche e vantaggi

Hai un giardino in casa o un’area indoor da rivestire? Se sì, già dall’inizio della primavera, devi pensare a come organizzarlo al meglio, scegliendo l’arredamento giusto, magari in resina, visto che è un materiale che offre numerosi vantaggi. Vediamoli insieme.

Le caratteristiche dell’arredamento in resina

La resina è un prodotto naturale o sintetico, macromolecolare, dotato di proprietà plastiche.

E’ possibile distinguere tra:

  • resine naturali: ovvero materiali organici, trasparenti, di origine vegetale, insolubili in acqua e solubili in solventi organici. Esse presentato un elevato peso molecolare ed una composizione chimica molto varia; induriscono all’aria e vengono per lo più impiegate nella fabbricazione di materie isolanti, saponi, vernici.
  • Resine artificiali o resine sintetiche: sono sostanze plastiche ottenute per polimerizzazione o policondensazione, oppure presenti come tali in natura e rese plastiche attraverso opportuni trattamenti chimici. E’ il caso delle resine acriliche, alchidiche o poliviniliche.

La resina è un materiale edilizio innovativo e moderno grazie alla sua versatilità e funzionalità.

Nata per uso principalmente industriale, oggi è un materiale ampiamente utilizzato, anche, nell’ambito dell’edilizia privata e dell’arredamento sia da interni che da esterni.

La resina può essere impiegata per la realizzazione di pavimenti e rivestimenti caratterizzati da un’ottima estetica e da un’eccellente funzionalità.

Anche nell’ambito dell’arredamento, questo materiale sta conquistando il favore di architetti ed interior design, i quali propongono raffinate soluzioni abitative in cui è protagonista.

L’ideazione di nuovi componenti chimici ha permesso la diffusione di questo tipo di rivestimento e quindi di utilizzarlo in aree come le abitazioni private sotto forma di resine chiamate “resine decorative“.

I vantaggi offerti dalla resina

Molte aziende, negli ultimi anni, stanno proponendo soluzioni per arredo in resina visto i diversi vantaggi che quest’ultima offre. Essi sono:

  • resistenza e robustezza. La resina è un materiale durevole, che garantisce grande resistenza meccanica alle sostanze chimiche ed all’usura, così come alle variazioni di temperatura e all’abrasione. E’ particolarmente resistente anche ai carichi, qualità fondamentale nel caso venisse usata per rivestire una pavimentazione.
  • adattabilità ai più svariati impieghi: viene usata per fabbricare tavoli, sedie, salottini, divanetti
  • economicità
  • ridotta manutenzione: la resina è un materiale altamente resistente ma non esente da danneggiamento o deterioramento.

L’invecchiamento è generalmente causato da graffi, abrasioni, cadute accidentali di oggetti e questi segni del tempo risulteranno più evidenti su pavimenti cromaticamente uniformi e lucidi, dove anche la minima imperfezione tende a risaltare.

La riparazione di una realizzazione in resina però può essere fatta in tempi brevi non richiedendo costi eccessivi. Qualora ci fossero dei segni di danneggiamento è possibile intervenire sulla fessurazione, riparando la superficie e riapplicando la stessa tipologia di resina usata in origine a prescindere dalla sua finitura.

Le resine non richiedono prodotti particolari per la loro pulizia in quanto, essendo impermeabili, non assorbono agenti esterni e facilitano la pulizia della superficie.

Non c’è nulla di più semplice che prendersi cura del mobilio in resina: ti basterà utilizzare una spazzola per spolverare la superficie e rimuovere così lo sporco depositato.

  • personalizzazione: è un materiale estremamente versatile, che offre la possibilità di scegliere tra un’infinità di colori, finiture e tipi di lavorazione. Ogni rivestimento è unico ed è in grado di rispecchiare fedelmente i gusti del committente.

Le peculiarità dell’arredamento e del rivestimento in resina

I rivestimenti in resina riescono a garantire diverse caratteristiche funzionali. Per questo motivo vengono sempre più scelti. Grazie alla loro struttura continua e priva di fughe, sono considerati i materiali più resistenti ed impermeabili.

Allo stesso modo, la resina per rivestimenti è resistente all’usura, agli agenti chimici, ma al contempo molto duttile.

I rivestimenti in resina vengono realizzati con materiali che garantiscono le seguenti peculiarità:

  • assenza di sostanze tossiche e nocive
  • assenza di odori forti e sgradevoli
  • estrema duttilità, la quale consente di rivestire qualsiasi tipologia di superficie
  • idrorepellenza
  • impiego ammesso sia in ambienti interni, sia in ambienti esterni
  • aspetto estetico elegante ed accattivante
  • pulizia pratica e veloce, consentita dalla superficie unica, priva di fughe

I rivestimenti in resina però presentano anche dei svantaggi, quali:

  • sensazione di finzione che si riscontra ammirando un rivestimento in resina
  • mancanza di interruzioni durante la posa, le quali garantiscono una superficie perfettamente liscia che ricorda la plastica. Questa estetica, può essere rimediata, con l’abbinamento di elementi decorativi e personalizzabili
  • la superficie liscia dei rivestimenti in resina è maggiormente soggetta a graffi e scalfittura
  • la resina può essere posata su qualsiasi tipologia di supporto, ma dimostra una scarsa aderenza sulle superfici in vetro
  • le superfici in resina sono molto lisce, uniformi ed idrorepellenti: una volta bagnate, rischiano di diventare molto scivolose e pericolose

La resina è un materiale molto gettonato per il rivestimento di molte superfici nell’ ambiente sia domestico sia lavorativo. Ha un’ottima estetica, poiché riesce a riprodurre l’aspetto di metalli, pietre, cemento, marmo e molti altri materiali risultando più pratica da gestire.

Ha uno spessore ridotto che va dai 2 ai 3 mm e, grazie all’assenza di fughe, dona ai pavimenti, pareti e superfici un effetto perfettamente lineare.

Le resine per pavimenti e superfici piane prendono il nome di resine autolivellanti.  Quelle adatte a rivestire pareti, bagni, cucine, armadi ed altre superfici verticali, invece sono le cosiddette resine in pasta.

I rivestimenti in resina sono richiesti oggi per la copertura e la realizzazione di qualsiasi tipologia di superficie, ma in particolar modo essi vengono impiegati per la realizzazione dei seguenti ambienti:

  • cucina
  • bagno
  • scale
  • rivestimenti in calcestruzzo
  • piscine

Grazie alle eccezionali caratteristiche di igiene e praticità, la resina viene impiegata per rivestire le pareti ed i piani della cucina. La superficie completamente compatta e continua, infatti, garantisce una pulizia immediata e non consente l’accumulo di cibo e di sporco.

Negli ambienti umidi come il bagno, la resina è particolarmente indicata proprio per le sue peculiarità idrorepellenti. E’ un materiale idoneo e consigliato per resistere alle infiltrazioni di acqua ed alla formazione di muffe.

La trasparenza della resina consente di dare quella particolare alternanza di colorazioni e di materiale che risulta particolarmente indicativa per gli ambienti moderni, soprattutto per la realizzazione di scale sospese.

Il grande impatto estetico è consentito anche grazie all’inserimento di elementi all’interno delle resine, oppure nel sottofondo. In questo modo è possibile ottenere fondali di piscine, come anche tavoli e complementi d’arredo molto ricercati e apprezzati per la loro particolarità.

Hai deciso di fare un rivestimento cucina utilizzando la resina? Contattaci. PREVENTIVO GRATUITO

Come arredare casa con marmo

Come arredare casa con il marmo

Al giorno d’oggi la bellezza e la versatilità della pietra è tornata ad essere molto apprezzata dai moderni designer d’interni.

Il marmo è stato riscoperto come materiale nobile per arredare ogni ambiente della casa, sia moderno sia contemporaneo.

Consigli utili su come arredare casa con il marmo

Vuoi dare un tocco classico ed allo stesso tempo moderno all’arredamento della tua casa?

Segui questi consigli:

  • delinea lo spazio usando le colonne di marmo. Il concetto di spazio aperto sta diventando sempre più comune. Che tu viva in un piccolo monolocale o in una spaziosa villa, il layout open space apre lo spazio e lo fa sentire meno soffocante e confinato! Tuttavia, anche se la casa manca di alcune pareti, hai ancora bisogno di delineare lo spazio affinchè resti organizzato e non ci sia disordine visivo. In questi casi, il marmo può svolgere questa funzione in maniera eccellente.
    Scegli colonne semplici, con bordi dritti e pochi tocchi decorativi per dare allo spazio un aspetto più industrial.
    Non c’è bisogno che le colonne si estendano dal pavimento al soffitto.
  • Utilizza il marmo sulle pareti o sui pavimenti. Se le pareti ed i pavimenti fossero entrambi ricoperti di marmo, gli ambienti potrebbero sembrare davvero troppo spogli e freddi.
    Utilizzando il marmo solo su una superficie, hai la possibilità di dare un tocco di atmosfera classica allo spazio, abbinandolo a materiali più moderni. Puoi utilizzare il marmo sulle pareti della cucina, oppure pensarlo come alternativa al tradizionale rivestimento del bagno o della sala da pranzo.
  • Inserisci il marmo in una stanza utilizzando semplicemente una cornice lungo tutto il perimetro delle pareti.
  • Nella camera da letto puoi realizzare in marmo una sola parete, magari solo quella del lato testiera.
  • Preferisci questo materiale nobile sul pavimento? Il salotto è un’ottima scelta poiché è tradizionalmente uno spazio più formale. Puoi valorizzare una sala da pranzo arredata in maniera economica utilizzando il marmo ed aggiungere un tocco di design che faccia risaltare il tavolo da pranzo.
  • Il marmo lucido è la soluzione di pavimentazione migliore per ingressi e corridoi. Arredarli con un tavolo circolare sormontato da alcuni oggetti di design o con un vaso di marmo ripieno di fiori rigogliosi rappresenta una scelta davvero sofisticata. La pavimentazione in marmo dona una sensazione di lusso al bagno principale di qualsiasi tipo di abitazione.
  • Inserisci elementi architettonici in marmo. Scale, caminetti e vasche da bagno ad incasso diventano complementi d’arredo unici se caratterizzati dal marmo. Spesso è tutto ciò di cui un elemento architettonico ha bisogno per enfatizzarsi.
  • Opta per mobili in marmo. Quest’ultimo è un materiale eccellente per il mobilio perchè è forte, robusto e resistente all’usura ed ai graffi. Poiché è un materiale particolarmente pesante e non è proprio facile da maneggiare, bisogna essere sicuri che il nuovo acquisto si adatti allo spazio.
    Non devi per forza attenerti ai colori neutri. Un tavolo di marmo colorato aggiungerà quel tocco di colore necessario per dare vita al tuo ambiente.
    Il marmo è particolarmente indicato per realizzare i tavoli. Perchè non sostituire l’isola di legno della cucina con un’isola realizzata in marmo? Si verrebbe a creare una transizione visiva dai fornelli alla zona pranzo.
    Puoi donare eleganza al tuo spazio preferito con un tavolino in marmo, oppure usare i tavoli di marmo come mobili da esterno, dato che sono abbastanza resistenti da rimanere ben saldi durante le intemperie e non temono gli agenti atmosferici.
  • Inserisci il marmo tra gli accessori e le decorazioni. Questi ultimi sono disponibili in commercio in varie dimensioni e ti permettono di “provare” questo materiale, valutandone l’effetto sugli ambienti della casa, prima di sceglierlo definitivamente per arredare ogni ambiente della casa.
    Quando osservi gli accessori in marmo, immagina di inserirne nella stanza uno o due al massimo. Un paio di lampade in marmo possono essere un bel punto focale nella camera da letto.
    Un portacandele di marmo oppure un set completo da bagno possono regalare un tocco romantico a questo ambiente.
    Hai un budget limitato? Puoi indirizzarti verso elementi che si ispirano al marmo, i quali offrono la stessa atmosfera in stile classico ma ad un prezzo decisamente più abbordabile.
    Un elemento a parete oppure un tappeto a motivi che imita i colori neutri e le venature naturali che si ritrovano nel marmo potrebbero essere tutto ciò che ti serve per caratterizzare in modo classico ogni ambiente della casa.

Stai pensando ad una cucina in marmo? Contattaci. Preventivo Gratuito!

Sistemi di climatizzazione, quali sono inclusi nel Superbonus 110%?

Sistemi di climatizzazione, quali sono inclusi nel Superbonus 110%?

Il Superbonus 110% è stato prorogato fino al 30 giugno 2022 e nel Decreto Rilancio è previsto anche l’innalzamento delle detrazioni fiscali per gli interventi di efficientamento energetico.

Il Decreto non fa esplicito riferimento ai condizionatori, ma l’acquisto e l’installazione di un climatizzatore a basso consumo energetico potrà essere portato in detrazione, a patto di soddisfare alcuni specifici requisiti. Scopriamo quali!

Superbonus 110% e condizionatori: quali sono i requisiti necessari?

Il cambio dei condizionatori, come le altre tipologie di interventi, è vincolato all’esecuzione di almeno uno degli interventi detti “trainanti”, i quali possano garantire un innalzamento di almeno due classi energetiche dell’edificio, che dovrà essere dimostrato attraverso l’apposita certificazione APE.

Trattandosi di un intervento trainato, la condizione principale da soddisfare per ottenere il Superbonus 110% anche sui condizionatori è che l’acquisto ed il montaggio siano associati ad almeno uno degli interventi considerati trainanti.

I requisiti da rispettare sono quelli definiti nell’articolo 119 del dl 34/2020, il quale prevede l’innalzamento della detrazione al 110% anche a tutti gli altri interventi di efficienza energetica previsti dall’articolo 14 del dl 63/2013, poi convertito in legge 90/2013.

I limiti di spesa sono quelli già previsti dalla normativa vigente per ciascun intervento di efficienza energetica.

Tra gli interventi trainanti per la riqualificazione energetica dell’edificio, a cui associare l’acquisto e l’installazione dei condizionatori, vi sono:

  • isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali ed inclinate che interessano l’involucro degli edifici, anche quelli unifamiliari, con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio stesso o dell’unità immobiliare indipendente
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffreddamento o la fornitura di acqua calda sanitaria sulle parti comuni degli edifici, oppure sugli edifici unifamiliari o ancora sulle unità immobiliari indipendenti
  • interventi antisismici o di riduzione del rischio sismico, tra quelli che rientrano nel Sismabonus

Nel caso in cui la sostituzione dei condizionatori non fosse associata a nessun intervento trainante del Superbonus 110%, allora si potrà sfruttare la detrazione al 65% per chi acquista un condizionatore a pompa di calore ad alta efficienza energetica per la sostituzione di uno di classe inferiore.

Sistemi di climatizzazione: quali possono essere installati?

Tra gli interventi agevolabili rientranti nel Superbonus 110% acquisto e montaggio dei condizionatori non sono previsti ma neanche esclusi.

La normativa non fa esplicito riferimento ai condizionatori, né includendoli né escludendoli. Si può dedurre che se vengono rispettati i requisiti previsti dal D. Lgs. 192/05, come modificato dal D. Lgs. 48/2020 per la definizione di ‘impianti di riscaldamento’, la sostituzione di climatizzatori possa rientrare nel Superbonus al 110% come intervento trainato.

In base al D.lgs. 48/2020, gli impianti di riscaldamento o impianti di climatizzazione invernale, sono il “complesso di tutti i componenti necessari a un sistema di trattamento dell’aria, attraverso il quale la temperatura è controllata o può essere aumentata”.

In base alle definizioni del D.lgs. 48/2020, gli impianti di riscaldamento o di climatizzazione invernale, rientrano negli impianti termici.

Il Decreto definisce l’impianto termico come un “impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate”.

I sistemi di climatizzazione possono essere considerati come parte degli interventi per l’aumento dell’efficienza energetica dello stabile.

Scegliendo un climatizzatore a basso consumo energetico, avente almeno classe A+, quest’ultimo potrà essere utilizzato come sistema di raffreddamento o di riscaldamento a costo zero e quindi il contribuente potrà fruire del Bonus.

L’ENEA avrà il compito di protocollare ed accettare le richieste di detrazioni fiscali.

I sistemi di climatizzazione devono essere fissi e funzionanti, oppure riattivabili con un intervento di manutenzione, anche straordinaria.

I documenti necessari per aderire alla detrazione fiscale

Per poter richiedere la detrazione del bonus al 110% occorre rispettare i requisiti previsti dalla legge e conservare e consegnare tutta la documentazione al momento della dichiarazione dei redditi.

E’ fondamentale conservare i seguenti documenti:

  • ricevuta del bonifico, che attesti il pagamento del condizionatore
  • ricevuta di avvenuta transazione, per i pagamenti effettuati con carta di credito o di debito documentazione di addebito sul conto corrente
  • fatture di acquisto, che riportino la natura, la qualità e la quantità di prodotto e servizi che sono stati acquisiti.

Hai intenzione di installare un sistema di climatizzazione approfittando del Superbonus 110%? CONTATTACI

Energie rinnovabili: come risparmiare con i bonus

Energie rinnovabili: come risparmiare con i bonus

Energia climatica, sconti fiscali e tecnologie innovative a disposizione di tutti pongono l’approvvigionamento da fonti pulite al centro del dibattito energetico. Una soluzione vincente per risparmiare soldi, ridurre l’inquinamento e salvaguardare il Pianeta.

Energie rinnovabili: incentivi statali e nuove opportunità

Siamo in un ambito complesso: non è facile, infatti, stare al passo con gli aggiornamenti tecnologici che si susseguono nel settore delle “rinnovabili”, così come risulta difficile comprendere i meccanismi che regolano gli incentivi statali.

Non ci si orienta facilmente tra le varie opportunità e, soprattutto, non è semplice valutare che cosa sia meglio scegliere. Se, sulla carta, le tecnologie oggi disponibili sono potenzialmente adatte ad ogni situazione, nella pratica non è esattamente così. Per questo motivo, ogni decisione va presa a seguito di un parere tecnico, ad esempio, facendo realizzare un’analisi energetica personalizzata che tiene conto tanto del fabbisogno quanto del contesto in cui si interviene.

Uno degli ultimi passaggi per rendere operative le disposizioni introdotte nel mese di Marzo 2020 con il DL “Milleproroghe” e per anticipare, in via sperimentale, il recepimento della direttiva europea RED2, è il decreto emanato nel mese di Settembre 2020. Quest’ultimo impone di agevolare le comunità energetiche, ovvero le coalizioni di utenti che, tramite l’adesione ad un contratto, collaborano per produrre, consumare e gestire l’energia attraverso uno o più impianti energetici locali, con l’obiettivo di fornire energia pulita a prezzi accessibili ai propri membri.

Detrazioni fiscali 2021 per le fonti energetiche rinnovabili

Per gli interventi sulle abitazioni che riguardano le fonti energetiche rinnovabili, attualmente sono previsti i seguenti incentivi statali:

  • Bonus Casa, detrazione fiscale IRPEF, ripartita in 10 quote annuali di pari importo. E’ una misura strutturale rivolta ad interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, realizzati in singole unità immobiliari, edifici o parti comuni condominiali ed esclusivamente nella destinazione d’uso di tipo “residenziale”.

Attualmente l’aliquota di detrazione è pari al 50% delle spese sostenute (importo massimo detraibile 96.000€ per ciascuna unità immobiliare.

Tra gli interventi agevolati: installazione di impianti fotovoltaici.

  • Ecobonus: detrazione fiscale IRPEF O IRES, ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Non essendo strutturale, si tratta di una misura che viene approvata dalla Legge di Bilancio.

Riguarda gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti realizzati su singole unità immobiliari, edifici o parti comuni condominiali.

L’aliquota e l’importo massimo detraibile variano a seconda della tipologia di interventi: 50 o 65%. Può raggiungere il 70, 75, 80 o 85% nel caso di interventi sulle parti comuni condominiali.

Tra gli interventi agevolabili: il solare termico e le pompe di calore.

  • Superbonus, comprende interventi sia di efficienza energetica sia antisismici. La detrazione, ripartita in 5 quote annuali, è del 110% delle spese sostenute entro il 30 Giugno 2022. Questa data è valida per le parti comuni perché i lavori devono essere conclusi entro il 30/06.

Gli interventi possono essere raggruppati in due macrocategorie: “trainanti”, i quali consentono l’accesso diretto alla misura del 110% e “trainati”, quelli che possono essere agevolati solo se realizzati congiuntamente ad almeno uno degli interventi trainanti, salvo alcune eccezioni indicate al comma 2 dell’art. 119.

Tra gli interventi agevolati: il solare termico e le pompe di calore, l’installazione di impianti fotovoltaici

  • Conto termico 2.0, si tratta di un sistema incentivante finalizzato all’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni.

L’ammontare dell’incentivo erogato al soggetto responsabile non può eccedere, in nessun caso, il 65% delle spese sostenute ammissibili e la misura non può essere riconosciuta agli interventi per la cui realizzazione siano concessi altri incentivi statali, fatti salvi i fondi di garanzia, i fondi di rotazione ed i contributi in conto interesse.

Alcuni interventi riguardano le fonti energetiche rinnovabili come solare termico, pompa di calore.

Quali sono le novità per il residenziale?

Ci sono essenzialmente due novità: il Superbonus 110% ed il Decreto per le comunità energetiche rinnovabili.

Con il primo si ha la possibilità di intervenire a livello di sistema-edificio, con cappotto termico, infissi a tenuta, aggiungendo fotovoltaico e pompe di calore innovative per coprire gran parte dei consumi energetici. In più, se si installa un adeguato sistema di accumulo e, perché no, una colonnina di ricarica  per veicoli elettrici, ci si rende energeticamente autosufficienti, contribuendo alla stabilità della rete.

Con la seconda novità, ovvero il tanto atteso Decreto di recepimento della Direttiva Europea 2018/2021, si rende possibile abbattere le barriere che, fino ad oggi, hanno impedito di ipotizzare e realizzare comunità energetiche.

Il nostro Paese dovrò recepire la Direttiva Europea entro Giugno 2021 ma intanto è possibile iniziare a sperimentare comunità energetiche per configurazioni fino a 200 kW, grazie all’approvazione di un emendamento contenuto nel “Milleproroghe”. In questo contesto, l’innovazione che si è messa in moto consentirà di valorizzare appieno l’energia autoprodotta da rinnovabili.

Non hai ancora aderito ad alcun Bonus 2021? CONTATTACI e ti supporteremo anche in ciò!

Guida alla scelta di finestre di qualità

Guida alla scelta di finestre di qualità

La scelta dei serramenti è molto importante per un’abitazione perché ne influenzano il comfort ed il risparmio energetico ma anche l’estetica.

Quali sono i fattori da tener presente per un buon acquisto?

Le finestre, all’apparenza, sembrano elementi architettonici molto semplici, formati da un’intelaiatura che racchiude una lastra di vetro. In realtà esistono tante tecnologie e soluzione che rendono diversi i vari modelli ed ovviamente ne determinano le prestazioni.

La struttura, cioè i profili delle finestre, è costituita da una parte fissa e da una mobile (l’anta), tenute insieme da un’apposita ferramenta. Vediamoli nel dettaglio.

  • Parte fissa, formata da un controtelaio (o falso telaio) che fa da elemento di connessione tra la muratura ed il serramento ed un telaio fisso, che sostiene l’intera struttura della finestra e fa da cornice. Nel caso di sostituzione di vecchi serramenti è spesso necessario montare un nuovo telaio sopra il preesistente che funge da controtelaio. Tra i due elementi viene lasciato un piccolo spazio che assorbe le tolleranze di fabbricazione e permette di eseguire i piccoli aggiustamenti necessari per assicurare la verticalità del serramento (cioè la sua messa a piombo).
  • Elementi mobili. Sono le ante, costituite da un telaio mobile e dal vetro, ancorate al telaio fisso con le cerniere, che svolgono anche la funzione di scaricare il peso delle ante e del vetro sulla struttura.
  • La ferramenta. Comprende tutti gli elementi metallici che permettono montaggio, movimento e manovra della finestra: punti di chiusura, aste di manovra, bloccaggi, maniglie, fermi e cerniere. La ferramenta inoltre è importante perché influisce anche sulla sicurezza antieffrazione.

Un serramento di qualità si riconosce anche dalla ferramenta che deve garantire sicurezza. Oltre ad una dotazione base indispensabile, a volte è possibile aggiungerne una antieffrazione. In particolare, si possono prevedere: elementi in acciaio temperato, ancorati su una base in acciaio all’interno del telaio; nottolino a fungo, dispositivo che vincola l’anta del telaio, incastrandola; perni di sicurezza del nodo centrale che bloccano le ante tra loro; serratura con chiave e sensori d’allarme.

Nel caso di abitazioni isolate o poste in zone ad alto rischio di furti, è possibile far montare vetri antieffrazione o antisfondamento. Realizzati con due o più lastre di vetro unite da pellicole in materiale plastico (Pvb), sono in grado di resistere a ripetuti urti inferti anche con oggetti metallici pesanti.

Nel complesso, la resistenza antieffrazione viene valutata in classi (EN 1627-1630), assegnate in seguito al superamento di prove presso enti riconosciuti, dalla RC1 (la più bassa) alla RC6, di massima sicurezza. La scelta dipende dal tipo di abitazione e dal livello di rischio. Le più adatte in ambito residenziale sono le RC2-RC4.

  • Vetro. Più propriamente detto vetrocamera in quanto formato da due o più lastre separate da distanziatori, si trova all’interno delle ante, bloccato tramite un profilo fermavetro. Diverse le tipologie: basso emissivo, selettivo, riflettente, fonoassorbente e blindato.

Finestre di qualità: gli elementi che possono fare la differenza

Funzione primaria dell’infisso è quella di essere una barriera contro gli agenti atmosferici: non deve lasciar passare acqua ed aria, deve isolare da caldo e freddo (in base alla stagione) e dai rumori.

I materiali con cui sono realizzati i profili delle finestre e la vetrocamera, che occupa la maggior parte della superficie, hanno un ruolo fondamentale, ma non bisogna trascurare altri elementi “nascosti”.

Lungo il perimetro esterno delle ante sono presenti delle guarnizioni, che consentono la chiusura ermetica del serramento. Devono essere elastiche per garantire la sua perfetta efficienza. Le tipologie migliori sono realizzate in EPDM, uno speciale materiale plastico dotato di memoria che, anche se manipolato, ritorna sempre alla forma originaria senza deformarsi.

Nei serramenti decisamente più performanti ne sono presenti almeno 3 o 4: due nell’anta, una nel telaio ed una al di sotto della vetrocamera.

Le canaline o distanziatori sono gli elementi che separano le lastre della vetrocamera, garantendone la tenuta ermetica agli agenti atmosferici e la resistenza meccanica. Quelle che offrono prestazioni maggiori da questo punto di vista sono dette warm edge (canaline calde) realizzate in materiale isolante.

Nel caso di grandi serramenti alzanti scorrevoli, la presenza di una soglia termica evita la formazione di ponti termici (tipici ad esempio dell’alluminio) ed il conseguente sviluppo di condensa: è una barriera che impedisce ad acqua ed aria di penetrare all’interno dell’ambiente.

Profili e lastre: principali elementi di un serramento di qualità

Per entrambi non è possibile indicare una gamma migliore di un’altra in assoluto perché nella scelta occorre considerare soprattutto la tipologia di abitazione, il tipo di coibentazione e la zona climatica di appartenenza.

Dal punto di vista del design, le linee sono sempre più snelle per lasciare più spazio alla superficie vetrata fino a raggiungere l’effetto “tutto vetro” ma senza pregiudicare le prestazioni del serramento.

I materiali più utilizzati per la realizzazione dei profili sono tre, in quanto dotati di caratteristiche isolanti intrinseche, qualità che possono essere ulteriormente migliorate grazie ad alcune tecnologie costruttive ed alla combinazione con altri materiali.

Il legno è un ottimo isolante termico ed acustico da sempre utilizzato per realizzare serramenti. Si tratta di un materiale naturale avente un’elevata capacità di arredare gli ambienti e che dona un piacevole senso di calore.

Viene utilizzato solitamente quello lamellare, composto da più strati incollati e pressati. Esso assicura elasticità ed indeformabilità anche con il passare del tempo, poiché non si dilata e non si curva.

Le essenze disponibili sono diverse: pino, abete, frassino, rovere e okoumè. Diverse anche le finiture: vernici trasparenti che ne evidenziano il colore naturale, laccatura a poro aperto che ne lascia intravedere le venature, laccatura coprente colorata.

E’ importante che la verniciatura sia ecologica all’acqua e ad alta protezione, soprattutto per il lato esterno. Il legno, essendo un materiale vivo, sole ed intemperie nel corso del tempo possono corrodere la vernice.

L’alluminio, leggero ma resistente agli agenti atmosferici, indeformabile e durevole, non richiede alcun tipo di manutenzione. E’ inoltre un materiale riciclabile.

Il difetto è quello di essere un materiale ad alta conducibilità termica. Per questo motivo è importante che l’infisso sia “a taglio termico”, ovvero abbia un sistema che interrompa conduzione e dispersione del calore. In questo modo si evitano fenomeni di condensa d’inverno e surriscaldamento d’estate.

Si tratta di un materiale avente un’ampia gamma estetica: può essere anodizzato, ossidato o verniciato in tutte le colorazioni della gamma Ral e può avere anche finiture effetto legno.

Il PVC è un ottimo isolante sia termico sia acustico. (conducibilità termica molto bassa).

Isola da gelo, acqua e vento. E’ resistente alle intemperie e non si rovina neanche con piogge acide e salsedine. Resiste ad abrasione, usura ed agenti chimici. Non necessita di particolare manutenzione: è sufficiente una pulizia con detergente neutro.

Diverse le finiture possibili: bianca, colorata o con pellicole ad effetto legno.

Tutte queste caratteristiche hanno contribuito al successo crescente dei serramenti con profilo in PVC insieme al prezzo competitivo ed alle innovazioni che negli anni ne hanno migliorato le prestazioni.

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Sostituzione dei serramenti: Ecobonus 50% e Superbonus 110%

Per la sostituzione dei serramenti, se migliora le prestazioni energetiche dell’edificio, è sempre possibile usufruire dell’Ecobonus, pari al 50% di quanto speso, da scontare in 10 anni sull’Irpef.

Il Decreto Rilancio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 Maggio 2020, ha potenziato questa detrazione portandola al 110%, per le spese sostenute dal 1 Luglio 2020 al 31 Dicembre 2021.

La sostituzione dei serramenti non permette di usufruire direttamente del Superbonus ma solo in abbinamento ad uno degli interventi trainanti, come il cambio della caldaia o la realizzazione del cappotto termico, con il conseguente miglioramento di due classi di efficienza energetica, da certificare obbligatoriamente tramite l’Attestato di prestazione energetica (APE) redatto da un tecnico.

Hai scelto il serramento che più di adatta al tuo stile? Approfitta delle detrazioni fiscali e richiedi un preventivo gratuito. Sarai ricontattato immediatamente!

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