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Sistemi di climatizzazione, quali sono inclusi nel Superbonus 110%?

Sistemi di climatizzazione, quali sono inclusi nel Superbonus 110%?

Il Superbonus 110% è stato prorogato fino al 30 giugno 2022 e nel Decreto Rilancio è previsto anche l’innalzamento delle detrazioni fiscali per gli interventi di efficientamento energetico.

Il Decreto non fa esplicito riferimento ai condizionatori, ma l’acquisto e l’installazione di un climatizzatore a basso consumo energetico potrà essere portato in detrazione, a patto di soddisfare alcuni specifici requisiti. Scopriamo quali!

Superbonus 110% e condizionatori: quali sono i requisiti necessari?

Il cambio dei condizionatori, come le altre tipologie di interventi, è vincolato all’esecuzione di almeno uno degli interventi detti “trainanti”, i quali possano garantire un innalzamento di almeno due classi energetiche dell’edificio, che dovrà essere dimostrato attraverso l’apposita certificazione APE.

Trattandosi di un intervento trainato, la condizione principale da soddisfare per ottenere il Superbonus 110% anche sui condizionatori è che l’acquisto ed il montaggio siano associati ad almeno uno degli interventi considerati trainanti.

I requisiti da rispettare sono quelli definiti nell’articolo 119 del dl 34/2020, il quale prevede l’innalzamento della detrazione al 110% anche a tutti gli altri interventi di efficienza energetica previsti dall’articolo 14 del dl 63/2013, poi convertito in legge 90/2013.

I limiti di spesa sono quelli già previsti dalla normativa vigente per ciascun intervento di efficienza energetica.

Tra gli interventi trainanti per la riqualificazione energetica dell’edificio, a cui associare l’acquisto e l’installazione dei condizionatori, vi sono:

  • isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali ed inclinate che interessano l’involucro degli edifici, anche quelli unifamiliari, con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio stesso o dell’unità immobiliare indipendente
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffreddamento o la fornitura di acqua calda sanitaria sulle parti comuni degli edifici, oppure sugli edifici unifamiliari o ancora sulle unità immobiliari indipendenti
  • interventi antisismici o di riduzione del rischio sismico, tra quelli che rientrano nel Sismabonus

Nel caso in cui la sostituzione dei condizionatori non fosse associata a nessun intervento trainante del Superbonus 110%, allora si potrà sfruttare la detrazione al 65% per chi acquista un condizionatore a pompa di calore ad alta efficienza energetica per la sostituzione di uno di classe inferiore.

Sistemi di climatizzazione: quali possono essere installati?

Tra gli interventi agevolabili rientranti nel Superbonus 110% acquisto e montaggio dei condizionatori non sono previsti ma neanche esclusi.

La normativa non fa esplicito riferimento ai condizionatori, né includendoli né escludendoli. Si può dedurre che se vengono rispettati i requisiti previsti dal D. Lgs. 192/05, come modificato dal D. Lgs. 48/2020 per la definizione di ‘impianti di riscaldamento’, la sostituzione di climatizzatori possa rientrare nel Superbonus al 110% come intervento trainato.

In base al D.lgs. 48/2020, gli impianti di riscaldamento o impianti di climatizzazione invernale, sono il “complesso di tutti i componenti necessari a un sistema di trattamento dell’aria, attraverso il quale la temperatura è controllata o può essere aumentata”.

In base alle definizioni del D.lgs. 48/2020, gli impianti di riscaldamento o di climatizzazione invernale, rientrano negli impianti termici.

Il Decreto definisce l’impianto termico come un “impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate”.

I sistemi di climatizzazione possono essere considerati come parte degli interventi per l’aumento dell’efficienza energetica dello stabile.

Scegliendo un climatizzatore a basso consumo energetico, avente almeno classe A+, quest’ultimo potrà essere utilizzato come sistema di raffreddamento o di riscaldamento a costo zero e quindi il contribuente potrà fruire del Bonus.

L’ENEA avrà il compito di protocollare ed accettare le richieste di detrazioni fiscali.

I sistemi di climatizzazione devono essere fissi e funzionanti, oppure riattivabili con un intervento di manutenzione, anche straordinaria.

I documenti necessari per aderire alla detrazione fiscale

Per poter richiedere la detrazione del bonus al 110% occorre rispettare i requisiti previsti dalla legge e conservare e consegnare tutta la documentazione al momento della dichiarazione dei redditi.

E’ fondamentale conservare i seguenti documenti:

  • ricevuta del bonifico, che attesti il pagamento del condizionatore
  • ricevuta di avvenuta transazione, per i pagamenti effettuati con carta di credito o di debito documentazione di addebito sul conto corrente
  • fatture di acquisto, che riportino la natura, la qualità e la quantità di prodotto e servizi che sono stati acquisiti.

Hai intenzione di installare un sistema di climatizzazione approfittando del Superbonus 110%? CONTATTACI

Energie rinnovabili: come risparmiare con i bonus

Energie rinnovabili: come risparmiare con i bonus

Energia climatica, sconti fiscali e tecnologie innovative a disposizione di tutti pongono l’approvvigionamento da fonti pulite al centro del dibattito energetico. Una soluzione vincente per risparmiare soldi, ridurre l’inquinamento e salvaguardare il Pianeta.

Energie rinnovabili: incentivi statali e nuove opportunità

Siamo in un ambito complesso: non è facile, infatti, stare al passo con gli aggiornamenti tecnologici che si susseguono nel settore delle “rinnovabili”, così come risulta difficile comprendere i meccanismi che regolano gli incentivi statali.

Non ci si orienta facilmente tra le varie opportunità e, soprattutto, non è semplice valutare che cosa sia meglio scegliere. Se, sulla carta, le tecnologie oggi disponibili sono potenzialmente adatte ad ogni situazione, nella pratica non è esattamente così. Per questo motivo, ogni decisione va presa a seguito di un parere tecnico, ad esempio, facendo realizzare un’analisi energetica personalizzata che tiene conto tanto del fabbisogno quanto del contesto in cui si interviene.

Uno degli ultimi passaggi per rendere operative le disposizioni introdotte nel mese di Marzo 2020 con il DL “Milleproroghe” e per anticipare, in via sperimentale, il recepimento della direttiva europea RED2, è il decreto emanato nel mese di Settembre 2020. Quest’ultimo impone di agevolare le comunità energetiche, ovvero le coalizioni di utenti che, tramite l’adesione ad un contratto, collaborano per produrre, consumare e gestire l’energia attraverso uno o più impianti energetici locali, con l’obiettivo di fornire energia pulita a prezzi accessibili ai propri membri.

Detrazioni fiscali 2021 per le fonti energetiche rinnovabili

Per gli interventi sulle abitazioni che riguardano le fonti energetiche rinnovabili, attualmente sono previsti i seguenti incentivi statali:

  • Bonus Casa, detrazione fiscale IRPEF, ripartita in 10 quote annuali di pari importo. E’ una misura strutturale rivolta ad interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, realizzati in singole unità immobiliari, edifici o parti comuni condominiali ed esclusivamente nella destinazione d’uso di tipo “residenziale”.

Attualmente l’aliquota di detrazione è pari al 50% delle spese sostenute (importo massimo detraibile 96.000€ per ciascuna unità immobiliare.

Tra gli interventi agevolati: installazione di impianti fotovoltaici.

  • Ecobonus: detrazione fiscale IRPEF O IRES, ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Non essendo strutturale, si tratta di una misura che viene approvata dalla Legge di Bilancio.

Riguarda gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti realizzati su singole unità immobiliari, edifici o parti comuni condominiali.

L’aliquota e l’importo massimo detraibile variano a seconda della tipologia di interventi: 50 o 65%. Può raggiungere il 70, 75, 80 o 85% nel caso di interventi sulle parti comuni condominiali.

Tra gli interventi agevolabili: il solare termico e le pompe di calore.

  • Superbonus, comprende interventi sia di efficienza energetica sia antisismici. La detrazione, ripartita in 5 quote annuali, è del 110% delle spese sostenute entro il 30 Giugno 2022. Questa data è valida per le parti comuni perché i lavori devono essere conclusi entro il 30/06.

Gli interventi possono essere raggruppati in due macrocategorie: “trainanti”, i quali consentono l’accesso diretto alla misura del 110% e “trainati”, quelli che possono essere agevolati solo se realizzati congiuntamente ad almeno uno degli interventi trainanti, salvo alcune eccezioni indicate al comma 2 dell’art. 119.

Tra gli interventi agevolati: il solare termico e le pompe di calore, l’installazione di impianti fotovoltaici

  • Conto termico 2.0, si tratta di un sistema incentivante finalizzato all’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni.

L’ammontare dell’incentivo erogato al soggetto responsabile non può eccedere, in nessun caso, il 65% delle spese sostenute ammissibili e la misura non può essere riconosciuta agli interventi per la cui realizzazione siano concessi altri incentivi statali, fatti salvi i fondi di garanzia, i fondi di rotazione ed i contributi in conto interesse.

Alcuni interventi riguardano le fonti energetiche rinnovabili come solare termico, pompa di calore.

Quali sono le novità per il residenziale?

Ci sono essenzialmente due novità: il Superbonus 110% ed il Decreto per le comunità energetiche rinnovabili.

Con il primo si ha la possibilità di intervenire a livello di sistema-edificio, con cappotto termico, infissi a tenuta, aggiungendo fotovoltaico e pompe di calore innovative per coprire gran parte dei consumi energetici. In più, se si installa un adeguato sistema di accumulo e, perché no, una colonnina di ricarica  per veicoli elettrici, ci si rende energeticamente autosufficienti, contribuendo alla stabilità della rete.

Con la seconda novità, ovvero il tanto atteso Decreto di recepimento della Direttiva Europea 2018/2021, si rende possibile abbattere le barriere che, fino ad oggi, hanno impedito di ipotizzare e realizzare comunità energetiche.

Il nostro Paese dovrò recepire la Direttiva Europea entro Giugno 2021 ma intanto è possibile iniziare a sperimentare comunità energetiche per configurazioni fino a 200 kW, grazie all’approvazione di un emendamento contenuto nel “Milleproroghe”. In questo contesto, l’innovazione che si è messa in moto consentirà di valorizzare appieno l’energia autoprodotta da rinnovabili.

Non hai ancora aderito ad alcun Bonus 2021? CONTATTACI e ti supporteremo anche in ciò!

Guida alla scelta di finestre di qualità

Guida alla scelta di finestre di qualità

La scelta dei serramenti è molto importante per un’abitazione perché ne influenzano il comfort ed il risparmio energetico ma anche l’estetica.

Quali sono i fattori da tener presente per un buon acquisto?

Le finestre, all’apparenza, sembrano elementi architettonici molto semplici, formati da un’intelaiatura che racchiude una lastra di vetro. In realtà esistono tante tecnologie e soluzione che rendono diversi i vari modelli ed ovviamente ne determinano le prestazioni.

La struttura, cioè i profili delle finestre, è costituita da una parte fissa e da una mobile (l’anta), tenute insieme da un’apposita ferramenta. Vediamoli nel dettaglio.

  • Parte fissa, formata da un controtelaio (o falso telaio) che fa da elemento di connessione tra la muratura ed il serramento ed un telaio fisso, che sostiene l’intera struttura della finestra e fa da cornice. Nel caso di sostituzione di vecchi serramenti è spesso necessario montare un nuovo telaio sopra il preesistente che funge da controtelaio. Tra i due elementi viene lasciato un piccolo spazio che assorbe le tolleranze di fabbricazione e permette di eseguire i piccoli aggiustamenti necessari per assicurare la verticalità del serramento (cioè la sua messa a piombo).
  • Elementi mobili. Sono le ante, costituite da un telaio mobile e dal vetro, ancorate al telaio fisso con le cerniere, che svolgono anche la funzione di scaricare il peso delle ante e del vetro sulla struttura.
  • La ferramenta. Comprende tutti gli elementi metallici che permettono montaggio, movimento e manovra della finestra: punti di chiusura, aste di manovra, bloccaggi, maniglie, fermi e cerniere. La ferramenta inoltre è importante perché influisce anche sulla sicurezza antieffrazione.

Un serramento di qualità si riconosce anche dalla ferramenta che deve garantire sicurezza. Oltre ad una dotazione base indispensabile, a volte è possibile aggiungerne una antieffrazione. In particolare, si possono prevedere: elementi in acciaio temperato, ancorati su una base in acciaio all’interno del telaio; nottolino a fungo, dispositivo che vincola l’anta del telaio, incastrandola; perni di sicurezza del nodo centrale che bloccano le ante tra loro; serratura con chiave e sensori d’allarme.

Nel caso di abitazioni isolate o poste in zone ad alto rischio di furti, è possibile far montare vetri antieffrazione o antisfondamento. Realizzati con due o più lastre di vetro unite da pellicole in materiale plastico (Pvb), sono in grado di resistere a ripetuti urti inferti anche con oggetti metallici pesanti.

Nel complesso, la resistenza antieffrazione viene valutata in classi (EN 1627-1630), assegnate in seguito al superamento di prove presso enti riconosciuti, dalla RC1 (la più bassa) alla RC6, di massima sicurezza. La scelta dipende dal tipo di abitazione e dal livello di rischio. Le più adatte in ambito residenziale sono le RC2-RC4.

  • Vetro. Più propriamente detto vetrocamera in quanto formato da due o più lastre separate da distanziatori, si trova all’interno delle ante, bloccato tramite un profilo fermavetro. Diverse le tipologie: basso emissivo, selettivo, riflettente, fonoassorbente e blindato.

Finestre di qualità: gli elementi che possono fare la differenza

Funzione primaria dell’infisso è quella di essere una barriera contro gli agenti atmosferici: non deve lasciar passare acqua ed aria, deve isolare da caldo e freddo (in base alla stagione) e dai rumori.

I materiali con cui sono realizzati i profili delle finestre e la vetrocamera, che occupa la maggior parte della superficie, hanno un ruolo fondamentale, ma non bisogna trascurare altri elementi “nascosti”.

Lungo il perimetro esterno delle ante sono presenti delle guarnizioni, che consentono la chiusura ermetica del serramento. Devono essere elastiche per garantire la sua perfetta efficienza. Le tipologie migliori sono realizzate in EPDM, uno speciale materiale plastico dotato di memoria che, anche se manipolato, ritorna sempre alla forma originaria senza deformarsi.

Nei serramenti decisamente più performanti ne sono presenti almeno 3 o 4: due nell’anta, una nel telaio ed una al di sotto della vetrocamera.

Le canaline o distanziatori sono gli elementi che separano le lastre della vetrocamera, garantendone la tenuta ermetica agli agenti atmosferici e la resistenza meccanica. Quelle che offrono prestazioni maggiori da questo punto di vista sono dette warm edge (canaline calde) realizzate in materiale isolante.

Nel caso di grandi serramenti alzanti scorrevoli, la presenza di una soglia termica evita la formazione di ponti termici (tipici ad esempio dell’alluminio) ed il conseguente sviluppo di condensa: è una barriera che impedisce ad acqua ed aria di penetrare all’interno dell’ambiente.

Profili e lastre: principali elementi di un serramento di qualità

Per entrambi non è possibile indicare una gamma migliore di un’altra in assoluto perché nella scelta occorre considerare soprattutto la tipologia di abitazione, il tipo di coibentazione e la zona climatica di appartenenza.

Dal punto di vista del design, le linee sono sempre più snelle per lasciare più spazio alla superficie vetrata fino a raggiungere l’effetto “tutto vetro” ma senza pregiudicare le prestazioni del serramento.

I materiali più utilizzati per la realizzazione dei profili sono tre, in quanto dotati di caratteristiche isolanti intrinseche, qualità che possono essere ulteriormente migliorate grazie ad alcune tecnologie costruttive ed alla combinazione con altri materiali.

Il legno è un ottimo isolante termico ed acustico da sempre utilizzato per realizzare serramenti. Si tratta di un materiale naturale avente un’elevata capacità di arredare gli ambienti e che dona un piacevole senso di calore.

Viene utilizzato solitamente quello lamellare, composto da più strati incollati e pressati. Esso assicura elasticità ed indeformabilità anche con il passare del tempo, poiché non si dilata e non si curva.

Le essenze disponibili sono diverse: pino, abete, frassino, rovere e okoumè. Diverse anche le finiture: vernici trasparenti che ne evidenziano il colore naturale, laccatura a poro aperto che ne lascia intravedere le venature, laccatura coprente colorata.

E’ importante che la verniciatura sia ecologica all’acqua e ad alta protezione, soprattutto per il lato esterno. Il legno, essendo un materiale vivo, sole ed intemperie nel corso del tempo possono corrodere la vernice.

L’alluminio, leggero ma resistente agli agenti atmosferici, indeformabile e durevole, non richiede alcun tipo di manutenzione. E’ inoltre un materiale riciclabile.

Il difetto è quello di essere un materiale ad alta conducibilità termica. Per questo motivo è importante che l’infisso sia “a taglio termico”, ovvero abbia un sistema che interrompa conduzione e dispersione del calore. In questo modo si evitano fenomeni di condensa d’inverno e surriscaldamento d’estate.

Si tratta di un materiale avente un’ampia gamma estetica: può essere anodizzato, ossidato o verniciato in tutte le colorazioni della gamma Ral e può avere anche finiture effetto legno.

Il PVC è un ottimo isolante sia termico sia acustico. (conducibilità termica molto bassa).

Isola da gelo, acqua e vento. E’ resistente alle intemperie e non si rovina neanche con piogge acide e salsedine. Resiste ad abrasione, usura ed agenti chimici. Non necessita di particolare manutenzione: è sufficiente una pulizia con detergente neutro.

Diverse le finiture possibili: bianca, colorata o con pellicole ad effetto legno.

Tutte queste caratteristiche hanno contribuito al successo crescente dei serramenti con profilo in PVC insieme al prezzo competitivo ed alle innovazioni che negli anni ne hanno migliorato le prestazioni.

LEGGI ANCHE: Serramenti intelligenti, il sistema domotico Velux Active

Sostituzione dei serramenti: Ecobonus 50% e Superbonus 110%

Per la sostituzione dei serramenti, se migliora le prestazioni energetiche dell’edificio, è sempre possibile usufruire dell’Ecobonus, pari al 50% di quanto speso, da scontare in 10 anni sull’Irpef.

Il Decreto Rilancio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 Maggio 2020, ha potenziato questa detrazione portandola al 110%, per le spese sostenute dal 1 Luglio 2020 al 31 Dicembre 2021.

La sostituzione dei serramenti non permette di usufruire direttamente del Superbonus ma solo in abbinamento ad uno degli interventi trainanti, come il cambio della caldaia o la realizzazione del cappotto termico, con il conseguente miglioramento di due classi di efficienza energetica, da certificare obbligatoriamente tramite l’Attestato di prestazione energetica (APE) redatto da un tecnico.

Hai scelto il serramento che più di adatta al tuo stile? Approfitta delle detrazioni fiscali e richiedi un preventivo gratuito. Sarai ricontattato immediatamente!

Sconto in fattura e Cessione del credito: vantaggi e differenze

Sconto in fattura e Cessione del credito: vantaggi e differenze

Il Decreto Rilancio, oltre all’Ecobonus ed al Superbonus al 110%, ha introdotto lo sconto in fattura e/o la cessione del credito agli istituti di credito o altri intermediari finanziari.

Sconto in fattura: di cosa si tratta?

Tramite i classici bonus puoi portare in detrazione parte o tutte le spese sostenute per differenti interventi edili ed impiantistici. In pratica, recuperi in più anni, parte o tutte le spese sostenute tramite degli “sconti” sulle tasse.

Facciamo un esempio di detrazione priva di sconto in fattura e cessione del credito.

Immagina di ristrutturare casa e di spendere 10.000 €. Sfruttando, ad esempio il bonus ristrutturazioni al 50%, l’Agenzia delle Entrate ti restituirà il 50% di quanto hai speso in 10 anni, tramite le detrazioni sulle tasse IRPEF che verserai allo Stato.

Quindi, per i 10 anni successivi all’intervento, pagherai 500 € di tasse in meno ogni anno: 500 € x 10 anni= 5.000 € (il 50 % di 10.000 €). In questo caso, dovrai pagare il tutto entro la fine dei lavori e in seguito i soldi ti verranno restituiti scalandoli dalle tasse.

Grazie allo sconto in fattura, spenderesti soltanto 5.000 €. Il restante 50% dei 10.000 € ti verranno anticipati dall’impresa che a sua volta li riprenderà dalla banca.
Il credito si puo anche “vendere” agli istituti bancari, che pero non lo acquista in parità, ma con percentuali diverse da istituto ad istituto.

Vale lo stesso nel caso del Superbonus al 110%. Ma in questo caso puoi decidere la restituzione del 110% di quanto hai speso in soli 5 anni, oppure farti anticipare il 100% dall’impresa.

Il Decreto ti permette di beneficiare dello sconto in fattura per le spese sostenute da luglio 2020 fino a dicembre 2021. Quindi di deve far riferimento al criterio di cassa: non conta la data di inizio dei lavori, ma è importante la data del pagamento della prestazione.

Ad esempio, i pagamenti effettuati a dicembre 2020 per un intervento iniziato a febbraio 2020, potranno fruire dello sconto in fattura e della cessione del credito. Questo nel caso di privati.

Le imprese individuali, le società e gli enti commerciali, dovranno far riferimento al criterio di competenza: farà fede la data di fine lavori, indipendentemente dall’avvio e dalla data dei pagamenti.

Sconto in fattura e/o cessione del credito?

Secondo l’art. 121, comma 1 del Decreto Rilancio, in alternativa alla detrazione, potrai optare:

–  Contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino ad un importo massimo pari al corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore, il quale ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;

–  Trasformazione del corrispondente importo in credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.”

Qual è la differenza tra sconto in fattura e cessione del credito?

Tramite lo sconto in fattura, l’impresa che ti realizzerà i lavori ti anticiperà la spesa detraibile, quindi non dovrai versare granchè. A sua volta, l’impresa potrà cedere o meno il credito alle banche o ad altri intermediari.

Nel secondo caso potrai cedere direttamente il tuo credito a terzi, quindi oltrepassando le imprese ed i fornitori.

Questo credito potrà essere ceduto illimitatamente a qualsiasi soggetto.

La vera forza dell’iniziativa sta nella possibilità di cedere il credito agli intermediari finanziari. Potrai realizzare alcuni interventi con limitati impieghi di denaro ed altri, addirittura, “gratis“. Questo meccanismo era già presente, ma in passato non si poteva cedere il credito agli istituti  e poche imprese potevano permettersi di anticipare i soldi ai clienti.

Potranno sfruttare lo sconto in fattura anche coloro che non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi o che comunque versano poche imposte IRPEF.

Potresti richiedere anche uno sconto “parziale”. In pratica, a fronte di una spesa di 30.000 euro, potresti chiedere al fornitore uno sconto di una sola quota, ad esempio pari a 10.000 euro.

Il fornitore maturerà un credito d’imposta pari a 11.000 euro. Tu potrai far valere in dichiarazione una detrazione pari a 22.000 euro (110 per cento di 20.000 euro rimasti a tuo carico).

Nel caso in cui più soggetti sostengano delle spese riguardanti interventi realizzati sul medesimo immobile, ciascuno potrà decidere se fruire direttamente della detrazione o esercitare le opzioni previste, indipendentemente dalla scelta operata dagli altri.

Sconto in fattura: a quali interventi si può applicare?

L’articolo 121, stavolta al comma 2, elenca gli interventi che beneficiano dello sconto in fattura e della cessione del credito:

a) Recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettere a) e b), del testo unico a) recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;

b) efficienza energetica di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90 e di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 119;

c) Adozione di misure antisismiche di cui all’articolo 16, commi da 1-bis a 1-septies del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e di cui al comma 4 dell’articolo 119;

d) Recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, di cui all’articolo 1, comma 219, della legge 27 dicembre 2019, n. 160;

e) Impianti fotovoltaici di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettera h) del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ivi compresi gli interventi di cui ai commi 5 e 6 dell’articolo 119 del presente decreto;

f) Colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici di cui all’articolo 16-ter del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e di cui al comma 8 dell’articolo 119;

Potrai sfruttare lo sconto in fattura per:

  • Bonus Ristrutturazioni, destinato agli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. Rientrano in questo bonus, anche le spese relative ad interventi di manutenzione ordinaria sulle sole parti comuni condominiali.
  • Ecobonus al 110%
  • Ecobonus al 50%, 65%: sostituzione degli infissi, della caldaia a condensazione, installazione del cappotto, dei pannelli solari.
  • Sismabonus, sugli edifici edificati nelle zone sismiche 1, 2 e 3
  • Bonus Facciate
  • Sostituzione o nuova installazione di impianti fotovoltaici e relativi accumuli
  • Posa di colonnine per la ricarica delle auto elettriche, le quali beneficiano delle detrazioni al 110 % se installate contestualmente ad uno dei tre interventi trainanti dell’Eco-bonus al 110%.

Sono esclusi dallo sconto in fattura, il bonus mobili ed il bonus verde.

Hai intenzione di usufruire dello sconto in fattura? Uno dei nostri tecnici, redigerà le pratiche edilizie, quelle energetiche, quelle strutturali oltre alle varie asseverazioni tecniche:

  • l’attestato di prestazione energetica APE ante e post intervento, asseverando il salto di due classi sotto forma di dichiarazione asseverata;
  • dichiarazione che le opere realizzate ricadono tra quelle agevolabili
  • verifica della congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati

Quando il professionista avrà raccolto tutti questi documenti,  nel caso di sconto in fattura e/o cessione del credito, dovrai ottenere un visto di conformità rilasciato da un intermediario abilitato: commercialista, esperto contabile, consulente del lavoro, responsabile del Caf .

Tramite questo visto, l’intermediario verificherà che il tecnico abbia prodotto tutte le asseverazioni, le attestazioni e che possieda la polizza assicurativa obbligatoria.

La volontà di utilizzare questi strumenti deve essere trasmessa entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese.

Nel caso avessi della cessione del credito in prima persona, dovrai valutare le varie proposte delle banche o di quelle aziende che, avendo grossi fatturati, intendono aderire all’iniziativa.

Per validare la cessione del credito dovrai comunicare annualmente all’Agenzia delle Entrate:

  •  i dati del cessionario (impresa o fornitore a cui hai ceduto il credito),
  •  l’accettazione da parte di quest’ultimo del credito ceduto
  •  l’importo del credito, spettante sulla base delle spese sostenute entro il 31 dicembre dell’anno precedente. In mancanza di questa comunicazione, la cessione del credito è inefficace.

Tale credito potrà essere utilizzato dal cessionario solo dopo la relativa accettazione, che deve avvenire attraverso il “cassetto fiscale”. L’accettazione ed il rifiuto non possono essere parziali e sono irreversibili. Il cessionario potrà utilizzarli in compensazione tramite modello F24.

A sua volta, se il cessionario volesse cedere il credito ricevuto, dovrà comunicarlo all’Agenzia delle Entrate utilizzando la stessa procedura.

Anche in questo caso dovrai inviare un’apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate. Il fornitore, impresa o intermediario recupererà lo sconto come credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione tramite modello F24, in cinque quote annuali.

Hai intenzione di effettuare uno dei seguenti interventi? Richiedi subito un preventivo gratuito ed i nostri tecnici specializzati ti seguiranno passo dopo passo.

  • Manutenzione edilizia degli edifici
  • soluzioni per l’efficienza energetica
  • Tecniche di demolizione e sicurezza
  • Riorganizzazione spazi architettonici
  • Normativa e redazione SCIA
Bonus facciate: cosa prevede il superbonus in merito?

Bonus facciate: cosa prevede il superbonus in merito?

Stai pensando di ristrutturare la facciata della tua abitazione? Questo è il momento giusto per farlo grazie al Bonus facciate.

L’agevolazione consiste in una detrazione d’imposta del 90%, introdotta con la legge di bilancio 2020, per interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti.

La detrazione va ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo. Non sono previsti limiti massimi di spesa, né un limite massimo di detrazione.

Gli interventi agevolabili sono relativi esclusivamente alla facciata esterna dell’edificio, le cosiddette strutture opache. Gli interni o le aree non visibili dall’esterno non sono comprese nel Bonus.

Chi può usufruire del superbonus facciate 90%?

Questa agevolazione può essere riconosciuta a tutti coloro che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile sul quale sono stati eseguiti gli interventi. Possono richiedere il bonus facciate i proprietari, possidenti di nude proprietà, titolari di usufrutto, affittuari con contratto di locazione o comodato (con consenso del proprietario dell’immobile) e anche conviventi.

Quali interventi sono agevolabili?

Come già anticipato in questo articolo, sono agevolabili tutti i lavori che riguardano gli esterni delle abitazioni. Nello specifico:

intonacatura e tinteggiatura della facciata;

pulitura della facciata;

pulitura, tinteggiatura e manutenzione di balconi, ornamenti e fregi;

rifacimento ringhiere;

interventi di riparazione dell’intonaco esterno che copro più del 10% della facciata;

rifacimento grondaie.

Quali devono essere le caratteristiche dell’immobile per ottenere l’agevolazione?

Per beneficiare del bonus facciate gli immobili devono appartenere a due zone specifiche, contraddistinte sulla Gazzetta ufficiale con le lettere A e B (vedi https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1968/04/16/1288Q004/sg), da cui risultano escluse le aree C, D, E ed F. Cito direttamente la Gazzetta ufficiale:

– Zona A: ricomprende le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, incluse le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi;

– Zona B: include le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A. In particolare, si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore a 1,5 mc/mq.

Documentazione da produrre

Dal punto di vista burocratico, la documentazione da produrre per l’ottenimento del bonus deve contenere:

fattura dei lavori

copia dei bonifici inoltrati alla ditta edile

abilitazioni amministrative richieste dal Comune in cui si trova l’immobile oppure dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con l’indicazione specifica della data di inizio dei lavori.

Se si tratta di interventi di efficientamento energetico dovrebbe essere prodotta anche la certificazione ENEA a cui fa riferimento anche il superbonus 110% per gli interventi di risparmio energetico e utilizzo di fonti di energia rinnovabili. Nel caso i lavori effettuati per la facciata abbiano come obiettivo il miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio dovrebbe essere prodotto, da un tecnico qualificato, anche l’APE (attestato di prestazione energetica) per dimostrare i miglioramenti dalla situazione di partenza.

Superbonus 110% per efficientamento energetico

Ti segnalo anche il superbonus 110% per il miglioramento della classe energetica dell’edificio. Simultaneamente al bonus facciate è attivo, nel periodo che va dal 1 Luglio 2020 al 31 Dicembre 2021, un superbonus del 110% con detrazione a 5 anni. Nel caso in cui dagli interventi di riqualificazione di un edificio sia previsto uno spostamento di almeno 2 classi energetiche, si può richiedere questa agevolazione.

Cessione del credito

Per il bonus facciate, a seguito dell’approvazione del Decreto Rilancio 2020, è stata introdotta la possibilità di beneficiare dello sconto in fattura fino ad un importo pari all’investimento totale. Lo sconto verrà anticipato dal fornitore che a sua volta lo trasformerà in credito di imposta che potrà cedere autonomamente ad enti finanziari o altri soggetti terzi.

Ti ricordo che le spese assimilabili al superbonus devono avvenire nel periodo che va dal 1 Luglio 2020 al 31 Dicembre 2021. 

Vorresti ristrutturare la facciata di un’immobile a Milano? Chiamaci per ulteriori informazioni al 328 2883309 oppure scrivici utilizzando il form di contatto, specificando nel messaggio la tua esigenza. Ti offriamo una consulenza gratuita.

Se vuoi saperne di più ti consiglio di consultare il sito dell’Agenzia dell’entrate e di scaricare la guida in pdf.

Superbonus 110%: le detrazioni per i lavori in appartamento

Superbonus 110%: le detrazioni per i lavori in appartamento

Sei proprietario di un appartamento? Hai un contratto di affitto pluriennale? Con questa guida voglio aiutarti a comprendere quali sono le condizioni necessarie per ottenere il Superbonus 110%,  introdotto dal decreto legge Rilancio (Dl 34/2020).

Cos’è il Superbonus 110% e quando può essere richiesto?

Il Superbonus 110% ti da la possibilità di detrarre dall’Irpef, dovuta in cinque anni, le spese sostenute per alcuni specifici lavori di efficientamento energetico dell’appartamento nel periodo che va dal 1 Luglio 2020 al 31 Dicembre 2021.

Ti do subito una brutta notizia! Il superbonus 110% per appartamenti può essere richiesto soltanto se nel tuo condominio sono stati fatti dei lavori di efficientamento energetico sulle parti comuni. Nel caso in cui hai intenzione di migliorare l’efficienza energetica del tuo appartamento, con dei lavori di ristrutturazione, devi essere consapevole che hai bisogno di un “intervento trainante” relativo all’intero condominio.

Gli interventi trainanti del condominio

Nelle Faq dell’Agenzia delle entrate ho trovato interessanti indicazioni sugli interventi trainanti del condominio, conditi sino qua non per ottenere l’agevolazione. Questi sono:

isolamento termico delle superfici verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’edificio per oltre il 25% della superficie lorda;

sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria, con efficienza almeno pari alla classe energetica A, inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici ed ai sistemi di accumulo o di microgenerazione.

Ti basta conoscere se nel tuo edificio è stato effettuato almeno uno di questi interventi per richiedere il superbonus 110% per appartamenti.

Un’altra cosa importante da sapere è che con gli “interventi trainanti” l’edificio deve aver subito un innalzamento di almeno 2 classi energetiche.

Quali lavori di ammodernamento energetico per appartamento rientrano nel bonus?

Tutti i lavori previsti, ormai lo avrai capito bene, sono relativi all’efficentamento energetico del tuo appartamento. Nello specifico, puoi richiedere l’agevolazione per:

1. la sostituzione del generatore di calore dell’impianto di climatizzazione;

2. l’adeguamento dei sistemi di distribuzione come la sostituzione di collettori;

3. l’adeguamento dei sistemi di emissione;

4. la sostituzione dei sistemi di regolazione e trattamento dell’acqua;

5. l’installazione di impianti fotovoltaici, colonnine e gruppi di accumulo.

Gli interventi trainanti devono essere eseguiti contestualmente ai lavori nel singolo appartamento oppure devono essere stati eseguiti non prima del 1 Luglio 2020.

Chi può usufruire del Superbonus per il singolo appartamento?

Come già anticipato all’inizio di questa guida, per usufruire del superbonus del 110% devi essere il proprietario dell’appartamento oppure avere un contratto di affitto.

Inoltre possono richiedere gli interventi persone fisiche non nell’esercizio dell’attività di impresa. Cosa significa? Se ad effettuare i lavori è un impresa o una partita IVA, l’Ecobonus può essere utilizzato solo nel caso in cui i lavori vengano effettuati dall’intero condominio. Questa precisazione è contenuta nella legge (articolo 119 dl 34/2020) e ci fornisce un’indicazione molto importante.

Provo a fare un po’ di ordine: se l’appartamento è intestato ad una società o ad una partita IVA (ditte di costruzione, imprese che si occupano di vendite immobiliari, e similari) il superbonus può essere richiesto solo se riguardano l’intero condominio e non  il singolo appartamento.

Singolo appartamento: quali sono le condizioni di esclusione dal bonus?

Non è possibile per il proprietario di un immobile in condominio ottenere la detrazione del 110 per cento nel caso in cui provveda a coibentare dall’interno il suo appartamento anche se riduce di due classi il rendimento energetico perché manca in questo caso il requisito della coibentazione dell’edificio.

Detrazione d’imposta o trasformazione in credito di imposta?

I soggetti che eseguono gli interventi agevolabili dal super bonus del 110% possono anche scegliere di non usufruire della detrazione di imposta Irpef in cinque anni, ma di adottare una trasformazione del corrispondente importo in credito di imposta con possibilità di successiva cessione ad altri soggetti quali fornitori, istituti di credito e altri intermediari finanziari. In realtà si tratta di un contributo sotto forma di sconto sul dovuto, pari, al massimo, all’importo della spesa fatturata, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi. Il fornitore recupererà il corrispettivo dello sconto sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, incluso anche istituti di credito e altri intermediari economici o finanziari.

Stai pensando di migliorare l’efficienza energetica del tuo appartamento? Vivi a Milano? Vuoi ricevere ulteriori  informazioni o una consulenza personalizzata?

Superbonus del 110%: i lavori in casa pagati dal Fisco

Superbonus del 110%: i lavori in casa pagati dal Fisco

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19 maggio, il Decreto rilancio che prevede tra le tante misure, il Superbonus fiscale del 110% riguardante una serie di interventi edilizi.

Il Superbonus in tre punti:

Gli interventi: isolamento, caldaie ed antisismici.

  • Aumenta al 110% la detrazione fiscale per spese sostenute tra il 1 Luglio 2020 ed il 31 Dicembre 2021.
  • Agevolati i lavori di coibentazione (almeno per il 25% con classe energetica più alta) e cambio della caldaia con impianti ad alta efficienza. Escluse le seconde case monofamiliare.
  • Agevolata la messa in sicurezza sismica in zona 1, 2 e 3

I “collegati”: fotovoltaico, colonnine ed ecobonus.

Detrazione al 110% anche per l’installazione di impianti fotovoltaici, colonnine di ricarica ed altri interventi già agevolati dall’ecobonus (es. schermature solari), se abbinati ai lavori di risparmio energetico “principali” premiati dal Superbonus.

L’utilizzo: cinque rate, sconto o cessione.

  • Il Superbonus del 110% è recuperabile in cinque rate annuali.
  • In alternativa all’uso diretto come detrazione il beneficiario può scegliere la cessione del credito o lo sconto in fattura.
  • Diventano cedibili o scontabili anche gli altri bonus sui lavori ed il risparmio energetico.

Quali sono i requisiti per ottenere il Superbonus al 110%?

Possono godere del Superbonus i condomini e le persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di imprese, su unità immobiliari tranne su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale.

Il testo del Decreto pubblicato in Gazzetta conferma che per avere il Superbonus al 110% bisogna realizzare uno dei seguenti interventi considerati “trainanti” quali:

  • isolamento termico delle superfici opache verticali ed orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio per oltre il 25% della superficie disperdente lorda. Il tetto di detraibilità è di 60 mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. E’ fondamentale prestare attenzione ai materiali isolanti usati, i quali devono rispettare  i criteri ambientali minimi del decreto del Ministero dell’ambiente dell’11 ottobre 2017.
  • riguardo le parti comuni in condominio, la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento UE 811/2013, a pompa di calore, inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo o con impianti di microcogenerazione. Il limite di spesa è 30 mila euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. La detrazione è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento ed alla bonifica dell’impianto sostituto.
  • sugli edifici unifamiliari, la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore,inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo o con impianti di microcogenerazione. La detrazione è calcolata su un tetto di spesa massimo di 30.000 euro ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento ed alla bonifica dell’impianto sostituito.

Il Decreto prevede che la maxi aliquota della detrazione fiscale al 110% si applica anche a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico previsti attualmente. Tutto ciòa condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi citati precedentemente il cappotto termico dell’edificio o la sostituzione della caldaia tradizionale con una caldaia a condensazione o a pompe di calore. Ad esempio, se si procede a realizzare il cappotto termico per cui si ha diritto al bonus al 110% e contestualmente si cambiano le finestre, anche quest’ultimo lavoro godrà della detrazione al 110%.

Tra gli interventi che possono essere realizzati fruendo del bonus al 110%, oltre a tutti gli interventi già ricompresi nell’ecobonus al 50 e 65% vi sono anche i seguenti:

  • installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica. La detrazione è possibile fino ad un ammontare delle spese non superiore a 48mila euro.
  • installazione di sistemi di accumulo di energia integrati negli stessi pannelli solari  nel limite di spesa di 1000 euro per ogni kWh di capacità di accumulo del sistema di accumulo. In questi ultimi due casi per avere la detrazione occorre cedere in favore del GSE l’energia non auto- consumata.
  • installazione di colonnine per la ricarica delle batterie delle autoelettriche negli edifici.

E’ fondamentale sottolineare che tutti questi lavori devono essere realizzati congiuntamente a quelli trainanti. Quindi solo se si esegue anche il cappotto termico o si installa la caldaia nuova.

E’ possibile anche realizzare i lavori fruendo dell’attuale Ecobonus al 65% o al 50%.

Tutti i lavori devono produrre un miglioramento di due classi energetiche dimostrandolo mediante l’attestato di prestazione energetica.

Tutti questi lavori però, è bene sottolinearlo, per godere del Superbonus, devono essere realizzati congiuntamente a quelli trainanti, quindi solo se si esegue anche il cappotto termico o si installa la caldaia nuova. Resta sempre la possibilità di realizzare i lavori fruendo dell’attuale ecobonus al 65% o al 50%.

Tutti i lavori inoltre devono produrre un miglioramento di due classi energetiche ovvero, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica.

Il Superbonus e la sicurezza sismica degli edifici

Per  gli interventi di messa in sicurezza degli immobili  realizzati tra il 1 Luglio 2020 ed il 31 Dicembre 2021 si può usufruire del Sismabonus.  Lo sconto scenderà al 90% in caso di cessione del corrispondente credito ad un’impresa di assicurazione e di contestuale stipula di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi.

Il Decreto conferma la possibilità per il contribuente di optare, in luogo della detrazione, ad un contributo sotto forma di sconto in fattura da parte del fornitore. Questo sconto si potrà recuperare, a sua volta, sotto forma di credito di imposta cedibile ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari.

Per poter optare per la cessione o lo sconto, il contribuente deve chiedere il visto di conformità sulla dichiarazione dei redditi e l’opzione andrà comunicata in via telematica all’Agenzia delle Entrate.

Il Decreto prevede che i tecnici abilitati ed i professionisti incaricati del progetto che rilasceranno attestazioni ed asseverazioni infedeli  rischieranno una sanzione pecuniaria da un minimo di 2mila euro fino a un massimo di 15mila euro.

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