serramenti Archivi – Ristruttura Interni
  • +328 2883309
  • info@ristrutturainterni.com

Archivio dei tag serramenti

Finestre panoramiche: vantaggi e tipologie

Le finestre panoramiche sono considerate una delle migliori opzioni, nel momento in cui si ristruttura casa oppure se ne progetta una nuova.

Le vetrate di grandi dimensioni, infatti, permettono non solo di sfruttare al meglio la luce naturale, ma anche di inserire armonicamente l’edificio sul quale sono installate, indipendentemente dal contesto in cui si trova: una casa dotata di finestre panoramiche si integra molto bene tanto in uno spazio urbano quanto in un ambiente in cui la vegetazione è particolarmente rigogliosa.

Un aspetto molto importante delle finestre panoramiche riguarda il design: questi elementi, infatti, non devono necessariamente presentare linee sobrie e squadrate, ma è possibile progettarli includendo archi, curve e molto altro.

Scopriamo allora quali sono i vantaggi che offrono le finestre panoramiche e quali sono le più comuni tipologie.

Finestre panoramiche: vantaggi

I vantaggi delle finestre panoramiche sono principalmente due:

  • Sfruttano al massimo la luce naturale
  • Permettono di godere della vista circostante.

Entrambi presentano tuttavia anche degli aspetti negativi. A cominciare dalla questione privacy: una casa, quanto più è “trasparente”, tanto più sarà esposta alla curiosità di chi sta fuori.

La situazione può però essere risolta con facilità, scegliendo finestre panoramiche trasparenti solo dal lato interno oppure installando delle tende. Naturalmente, tutto ciò ha un costo aggiuntivo, però non si tratta di spese eccessive e, se ci si tiene particolarmente alla propria privacy, è un investimento che vale la pena di fare.

Un altro lato negativo delle finestre panoramiche riguarda la conduttività termica: considerando che il vetro fa penetrare il freddo più di un muro spesso, occorre scegliere finestre panoramiche dotate magari di due o tre vetri – specie se si abita in una zona dove in inverno la temperatura è particolarmente rigida – e di ottima qualità, ossia realizzate con materiali ad alta resistenza capaci di assicurare un buon isolamento termico.

Un’altra opzione possibile per le finestre panoramiche consiste nel farle rivestire con una speciale protezione, in modo da prevenire graffi e piccoli danneggiamenti causati dalle intemperie.

Per quali case vanno bene le finestre panoramiche?

Le finestre panoramiche possono essere utilizzate in diversi contesti:

  • Case indipendenti o cottage, in cui le finestre panoramiche vengono valorizzate dal fatto di essere immerse nella natura;
  • Alberghi
  • Uffici
  • Centri commerciali
  • Ospedali, regalando ai pazienti tutti i benefici della luce diretta
  • Musei
  • Sale congressi

Non bisogna nemmeno dimenticare le aree del mondo in cui le finestre panoramiche possono risultare particolarmente utili: nei Paesi del Nord Europa, per esempio, dove l’inverno è molto lungo e per molti mesi si può godere di poche ore di luce, le finestre panoramiche rappresentano un valido aiuto per far penetrare in casa la maggior quantità di luce naturale possibile.

Le finestre panoramiche possono poi essere applicate anche in:

  • giardini d’inverno
  • serre
  • terrazze
  • piscine al chiuso
  • sale e saloni
  • grandi bovindi.

I requisiti necessari per le finestre panoramiche

Le finestre panoramiche munite di doppi vetri dovrebbero avere una dimensione entro i 300X320 cm, mentre la distanza tra l’una e l’altra non dovrebbe superare i 250 cm.

È inoltre molto importante scegliere il profilo giusto per le finestre panoramiche, che deve essere calcolato sul peso delle stesse in modo da assicurare la massima durabilità.

I profili, inoltre, dovrebbero essere strutturati concependo una possibilità di rinforzo.

Finestre panoramiche: tipologie

Esistono diversi tipi di finestre panoramiche:

  • Finestre a golfo: si tratta di una soluzione relativamente rara, soprattutto nelle case moderne. La finitura di una finestra a golfo, inoltre, comporta la creazione di una struttura sezionale.
  • Finestre angolari: questa opzione di finestre panoramiche consente di creare un angolo con una visione di 270°, impossibile nel caso delle finestre classiche, ma anche dei bovindi. Per quanto riguarda la composizione, ci sono varie soluzioni disponibili; una delle più valide dal punto di vista estetico è l’angolo trasparente: in questo caso i vetri sono adiacenti l’uno all’altro e uniti tra loro attraverso un sigillante trasparente.
  • Finestre sorde: sono finestre panoramiche in cui la composizione delle vetrate coincide con la struttura del muro e la loro configurazione viene definita “sorda” perché le sezioni non si aprono in entrambe le direzioni. Si tratta di un metodo di installazione di finestre panoramiche semplice e abbastanza economico e di una soluzione molto utilizzata nelle case di campagna.
  • Finestre panoramiche con porta a battente, un modello particolarmente adatto per affacciare l’ambiente in cui sono installate su un balcone, una terrazza o una veranda.
  • Finestre panoramiche con vetrate scorrevoli, di cui sono disponibili sul mercato in particolare due varianti: con apertura a sollevamento e scorrimento o con scorrimento parallelo. Nella prima versione, l’anta si alza di alcuni millimetri e si sposta lateralmente. La silenziosità e la facilità di movimento vengono garantite dall’utilizzo di speciali cerniere. Nei modelli a scorrimento, invece, anche le ante della finestre si muovono lungo i binari di guida, senza quindi necessità di effettuare uno spostamento – seppur minimo – verso l’alto. La scorrevolezza della corsa è assicurata da una guarnizione a spazzola.
  • Finestre con meccanismo di apertura pieghevole: un’ottima soluzione per garantire una buona ventilazione all’ambiente, considerando che, quando è completamente piegata, la struttura occupa meno di un terzo dell’apertura. Per ottimizzare il funzionamento, questo tipo di finestre dovrebbe essere limitata a 7 ali, per 6 metri totali di apertura.

I materiali delle finestre panoramiche

Le finestre panoramiche possono essere realizzati con diversi materiali: alluminio, legno, PVC, vetro composito e materiali combinati.

Una delle soluzioni più gettonate per questo tipo di finestre è il PVC, che si presenta come un’opzione economica e durevole.

Un altro materiale molto resistente – e relativamente nuovo – è il vetro composito, che assicura buone proprietà termoisolanti; per contro, però, è abbastanza costoso e non si adatta ad alcuni tipi di design.

Maniglie per porte e finestre: guida alla scelta

Le maniglie per porte e finestre rappresentano un dettaglio molto importante per completare il look della vostra casa.

In questa breve guida, scopriremo quali sono gli stili e le finiture più popolari per maniglie di porte e finestre adatte a ogni stile d’arredo.

Maniglie per porte e finestre: ma quante sono?

Porte e finestre rappresentano un elemento non solo essenziale per una casa, ma anche estremamente funzionale, perché permettono di separare i diversi ambienti da un lato e di aprirne l’accesso dall’altro.

Si calcola che in media in un trilocale di dimensioni standard siano presenti almeno una decina di finestre e quasi altrettante porte, numero che comunque può essere più elevato quando si tratta di proprietà più antiche.

Maniglie per porte e finestre: l’importanza dei dettagli

La scelta delle maniglie per porte e finestre deve essere ponderata con cura: si tratta infatti di un dettaglio sottile, ma molto importante.

Le maniglie rappresentano una sorta di ornamento per le stanze della casa e, come l’indossare un gioiello prezioso aiuta a dare il tocco finale alla propria mise, allo stesso modo le maniglie contribuiscono a creare un fil rouge tra i diversi elementi di design che caratterizzano gli ambienti domestici, permettendo di realizzare quella continuità tra le zone della casa indispensabile per l’armonia dell’arredamento.

È fondamentale che, quantunque si tratti di elementi fisicamente di piccole dimensioni, lo stile prescelto per le maniglie di porte e finestre si integri facilmente con il design degli ambienti.

Oltre all’estetica, è necessario considerare anche l’aspetto della funzionalità: le maniglie per porte e finestre devono essere di ottima qualità, realizzate con materiali durevoli in grado di sopportare senza problemi l’intenso uso quotidiano che se ne fa.

Maniglie per porte e finestre: meglio la diversità o l’uniformità?

A meno che non scegliate di imprimere a ogni stanza della casa uno stile unico, solitamente le maniglie per porte e finestre sono uguali per tutti gli ambienti domestici.

Per individuare la soluzione migliore, dunque, bisogna avere in mente il progetto d’arredo nel suo insieme, prestando attenzione in particolare alla coordinazione tra lo stile del serramento e quello della relativa maniglia.

Per esempio, se scegliete una finestra o una porta in stile moderno, è consigliabile optare per una maniglia dal design coerente, anche se non bisogna dimenticare che talvolta i contrasti possono dar luogo a effetti originali e d’impatto.

Maniglie o pomelli, questo è il problema

Un piccolo cottage, una deliziosa baita, la vecchia casa dei nonni: nelle abitazioni più antiche non è raro trovare, al posto delle maniglie, i pomelli.

Per quanto riguarda le finestre, a onor del vero, si tratta di un evento ormai più unico che raro, mentre in merito alle porte ve ne sono ancora molte dotate di pomello.

Occorre anche ricordare che, al giorno d’oggi, esistono pomelli moderni in un’ampia gamma di soluzioni decorative, perfetti per ogni tipologia di porta.

Solitamente i pomelli vengono privilegiati laddove si tratta di ristrutturare proprietà d’epoca, anche se, proprio grazie alle tante innovazioni portate avanti in termini di materiali, stili e design, possono rappresentare un dettaglio attraente e originale anche all’interno delle residenze moderne e contemporanee.

Le maniglie rimangono comunque la scelta più gettonata, soprattutto per la praticità che offrono: la maniglia, infatti, offre una presa migliore, indipendentemente dalla forza impressa.

Anche una persona fragile, quindi, come può essere un anziano o un bambino, riesce più agevolmente ad aprire una porta o una finestra munita di maniglia.

Come per i pomelli, anche per le maniglie esistono innumerevoli possibilità in termini di design e finiture, adatte a ogni tipo di stile d’arredo.

La decisione finale rimane comunque legata alla preferenza personale, cioè se preferite pomelli o maniglie, in particolare dal punto di vista estetico.

Non dimenticate però anche il discorso della funzionalità, considerando che l’utente finale che utilizza porte con pomelli deve essere fisicamente in grado di farlo senza difficoltà.

Maniglie per porte e finestre coordinate con lo stile degli infissi

Come abbiamo già accennato, per scegliere le maniglie per porte e finestre più adatte al contesto architettonico e di design è molto importante tenere presente lo stile degli infissi stessi.

Serramenti ornati da raffinate modanature, per esempio, possono essere valorizzati da una maniglia di gusto classico, mentre gli infissi dal design più minimal e contemporaneo richiedono una maniglia che rispecchi ed esprima al meglio questo stile.

Oltre a ciò, un altro aspetto importante riguarda l’impugnatura della maniglia stessa. Ecco quali sono le principali tipologie:

  • Ovali: le maniglie con questa forma non presentano bordi definiti, sono lisce e di facile impugnatura;
  • Rotonde: l’assenza di spigoli in questo caso è ancora più accentuata, offrendo comfort e praticità;
  • Angolari: le classiche maniglie moderne, squadrate e dallo stile minimal. Perfette per completare ambienti sobri ed essenziali;
  • Classiche: realizzate solitamente in ottone, hanno una piastra rettangolare di base, sulla quale viene montata una maniglia curva decorativa;
  • Contemporanee: ideali per ambienti minimalisti, hanno una maniglia rettangolare o cilindrica. La piastra sottostante è molto piccola o addirittura inesistente.

Maniglie per porte e finestre: questioni pratiche

È giunto il momento di passare alle considerazioni squisitamente pratiche, accantonando per un momento la questione estetica e concentrandoci invece sul discorso funzionalità.

Per scegliere le maniglie per porte e finestre più adatte per la propria casa, infatti, è utile porsi alcuni importanti quesiti, come per esempio la grandezza dei serramenti e i materiali con cui sono realizzati, la facilità di utilizzo anche per le categorie più fragili, come anziani e bambini, la frequenza di utilizzo e la fruibilità in termini di impugnatura della maniglia per qualsiasi categoria di utente.

Se i modelli di maniglie per porte e finestre che avete scelto vi permettono di rispondere senza difficoltà a tutti i quesiti, allora vuol dire che avete preso la decisione giusta!

Guida alla scelta di finestre di qualità

Guida alla scelta di finestre di qualità

La scelta dei serramenti è molto importante per un’abitazione perché ne influenzano il comfort ed il risparmio energetico ma anche l’estetica.

Quali sono i fattori da tener presente per un buon acquisto?

Le finestre, all’apparenza, sembrano elementi architettonici molto semplici, formati da un’intelaiatura che racchiude una lastra di vetro. In realtà esistono tante tecnologie e soluzione che rendono diversi i vari modelli ed ovviamente ne determinano le prestazioni.

La struttura, cioè i profili delle finestre, è costituita da una parte fissa e da una mobile (l’anta), tenute insieme da un’apposita ferramenta. Vediamoli nel dettaglio.

  • Parte fissa, formata da un controtelaio (o falso telaio) che fa da elemento di connessione tra la muratura ed il serramento ed un telaio fisso, che sostiene l’intera struttura della finestra e fa da cornice. Nel caso di sostituzione di vecchi serramenti è spesso necessario montare un nuovo telaio sopra il preesistente che funge da controtelaio. Tra i due elementi viene lasciato un piccolo spazio che assorbe le tolleranze di fabbricazione e permette di eseguire i piccoli aggiustamenti necessari per assicurare la verticalità del serramento (cioè la sua messa a piombo).
  • Elementi mobili. Sono le ante, costituite da un telaio mobile e dal vetro, ancorate al telaio fisso con le cerniere, che svolgono anche la funzione di scaricare il peso delle ante e del vetro sulla struttura.
  • La ferramenta. Comprende tutti gli elementi metallici che permettono montaggio, movimento e manovra della finestra: punti di chiusura, aste di manovra, bloccaggi, maniglie, fermi e cerniere. La ferramenta inoltre è importante perché influisce anche sulla sicurezza antieffrazione.

Un serramento di qualità si riconosce anche dalla ferramenta che deve garantire sicurezza. Oltre ad una dotazione base indispensabile, a volte è possibile aggiungerne una antieffrazione. In particolare, si possono prevedere: elementi in acciaio temperato, ancorati su una base in acciaio all’interno del telaio; nottolino a fungo, dispositivo che vincola l’anta del telaio, incastrandola; perni di sicurezza del nodo centrale che bloccano le ante tra loro; serratura con chiave e sensori d’allarme.

Nel caso di abitazioni isolate o poste in zone ad alto rischio di furti, è possibile far montare vetri antieffrazione o antisfondamento. Realizzati con due o più lastre di vetro unite da pellicole in materiale plastico (Pvb), sono in grado di resistere a ripetuti urti inferti anche con oggetti metallici pesanti.

Nel complesso, la resistenza antieffrazione viene valutata in classi (EN 1627-1630), assegnate in seguito al superamento di prove presso enti riconosciuti, dalla RC1 (la più bassa) alla RC6, di massima sicurezza. La scelta dipende dal tipo di abitazione e dal livello di rischio. Le più adatte in ambito residenziale sono le RC2-RC4.

  • Vetro. Più propriamente detto vetrocamera in quanto formato da due o più lastre separate da distanziatori, si trova all’interno delle ante, bloccato tramite un profilo fermavetro. Diverse le tipologie: basso emissivo, selettivo, riflettente, fonoassorbente e blindato.

Finestre di qualità: gli elementi che possono fare la differenza

Funzione primaria dell’infisso è quella di essere una barriera contro gli agenti atmosferici: non deve lasciar passare acqua ed aria, deve isolare da caldo e freddo (in base alla stagione) e dai rumori.

I materiali con cui sono realizzati i profili delle finestre e la vetrocamera, che occupa la maggior parte della superficie, hanno un ruolo fondamentale, ma non bisogna trascurare altri elementi “nascosti”.

Lungo il perimetro esterno delle ante sono presenti delle guarnizioni, che consentono la chiusura ermetica del serramento. Devono essere elastiche per garantire la sua perfetta efficienza. Le tipologie migliori sono realizzate in EPDM, uno speciale materiale plastico dotato di memoria che, anche se manipolato, ritorna sempre alla forma originaria senza deformarsi.

Nei serramenti decisamente più performanti ne sono presenti almeno 3 o 4: due nell’anta, una nel telaio ed una al di sotto della vetrocamera.

Le canaline o distanziatori sono gli elementi che separano le lastre della vetrocamera, garantendone la tenuta ermetica agli agenti atmosferici e la resistenza meccanica. Quelle che offrono prestazioni maggiori da questo punto di vista sono dette warm edge (canaline calde) realizzate in materiale isolante.

Nel caso di grandi serramenti alzanti scorrevoli, la presenza di una soglia termica evita la formazione di ponti termici (tipici ad esempio dell’alluminio) ed il conseguente sviluppo di condensa: è una barriera che impedisce ad acqua ed aria di penetrare all’interno dell’ambiente.

Profili e lastre: principali elementi di un serramento di qualità

Per entrambi non è possibile indicare una gamma migliore di un’altra in assoluto perché nella scelta occorre considerare soprattutto la tipologia di abitazione, il tipo di coibentazione e la zona climatica di appartenenza.

Dal punto di vista del design, le linee sono sempre più snelle per lasciare più spazio alla superficie vetrata fino a raggiungere l’effetto “tutto vetro” ma senza pregiudicare le prestazioni del serramento.

I materiali più utilizzati per la realizzazione dei profili sono tre, in quanto dotati di caratteristiche isolanti intrinseche, qualità che possono essere ulteriormente migliorate grazie ad alcune tecnologie costruttive ed alla combinazione con altri materiali.

Il legno è un ottimo isolante termico ed acustico da sempre utilizzato per realizzare serramenti. Si tratta di un materiale naturale avente un’elevata capacità di arredare gli ambienti e che dona un piacevole senso di calore.

Viene utilizzato solitamente quello lamellare, composto da più strati incollati e pressati. Esso assicura elasticità ed indeformabilità anche con il passare del tempo, poiché non si dilata e non si curva.

Le essenze disponibili sono diverse: pino, abete, frassino, rovere e okoumè. Diverse anche le finiture: vernici trasparenti che ne evidenziano il colore naturale, laccatura a poro aperto che ne lascia intravedere le venature, laccatura coprente colorata.

E’ importante che la verniciatura sia ecologica all’acqua e ad alta protezione, soprattutto per il lato esterno. Il legno, essendo un materiale vivo, sole ed intemperie nel corso del tempo possono corrodere la vernice.

L’alluminio, leggero ma resistente agli agenti atmosferici, indeformabile e durevole, non richiede alcun tipo di manutenzione. E’ inoltre un materiale riciclabile.

Il difetto è quello di essere un materiale ad alta conducibilità termica. Per questo motivo è importante che l’infisso sia “a taglio termico”, ovvero abbia un sistema che interrompa conduzione e dispersione del calore. In questo modo si evitano fenomeni di condensa d’inverno e surriscaldamento d’estate.

Si tratta di un materiale avente un’ampia gamma estetica: può essere anodizzato, ossidato o verniciato in tutte le colorazioni della gamma Ral e può avere anche finiture effetto legno.

Il PVC è un ottimo isolante sia termico sia acustico. (conducibilità termica molto bassa).

Isola da gelo, acqua e vento. E’ resistente alle intemperie e non si rovina neanche con piogge acide e salsedine. Resiste ad abrasione, usura ed agenti chimici. Non necessita di particolare manutenzione: è sufficiente una pulizia con detergente neutro.

Diverse le finiture possibili: bianca, colorata o con pellicole ad effetto legno.

Tutte queste caratteristiche hanno contribuito al successo crescente dei serramenti con profilo in PVC insieme al prezzo competitivo ed alle innovazioni che negli anni ne hanno migliorato le prestazioni.

LEGGI ANCHE: Serramenti intelligenti, il sistema domotico Velux Active

Sostituzione dei serramenti: Ecobonus 50% e Superbonus 110%

Per la sostituzione dei serramenti, se migliora le prestazioni energetiche dell’edificio, è sempre possibile usufruire dell’Ecobonus, pari al 50% di quanto speso, da scontare in 10 anni sull’Irpef.

Il Decreto Rilancio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 Maggio 2020, ha potenziato questa detrazione portandola al 110%, per le spese sostenute dal 1 Luglio 2020 al 31 Dicembre 2021.

La sostituzione dei serramenti non permette di usufruire direttamente del Superbonus ma solo in abbinamento ad uno degli interventi trainanti, come il cambio della caldaia o la realizzazione del cappotto termico, con il conseguente miglioramento di due classi di efficienza energetica, da certificare obbligatoriamente tramite l’Attestato di prestazione energetica (APE) redatto da un tecnico.

Hai scelto il serramento che più di adatta al tuo stile? Approfitta delle detrazioni fiscali e richiedi un preventivo gratuito. Sarai ricontattato immediatamente!

Porte, dall’acquisto alla messa in opera

Porte, dall’acquisto alla messa in opera

La scelta della porta  è determinata non solo da questioni estetiche ma anche da eventuali problemi di spazio o dalla necessità di risolvere tante situazioni particolari.

Modalità di apertura, un fattore importante nella scelta della porta

A battente, è la porta tradizionale ma anche la più comune. L’anta è fissata tramite le cerniere ad un lato del vano dell’apertura e ruota sull’asse laterale verticale per aprirsi. E’ possibile scegliere il lato di apertura, solitamente da sinistra a destra, per favorire l’impugnatura con la mano destra. Ma anche il senso, cioè la direzione di apertura: all’interno della stanza in cui ci si trova (a tirare) o verso quella in cui si entra (a spingere). Sono fattori importanti che vanno decisi prima della posa in opera.

La porta a battente è pratica da aprire e muovere, l’unico vincolo è dato dall’ingombro dell’anta, per il quale non ci possono essere ostacoli. L’ingombro richiesto per l’apertura corrisponde al raggio che l’anta traccia, con un angolo di almeno 90°.

Controtelaio e telaio sono un unico elemento che, una volta installato, va rifinito in modo da risultare invisibile: a questa struttura va agganciata l’anta con le cerniere a scomparsa.

Le porte bidirezionali sono particolari porte a battente che si aprono sia a spingere sia a tirare, quindi hanno il pregio della versatilità. Sono dotate di cerniere a pivot, che permettono l’apertura nelle due direzioni. Spesso la presenza della serratura magnetica, a filo dell’anta e del telaio, aggiunge praticità.

Scorrevoli, in due versioni. Nate come porte salva spazio per i locali di servizio, hanno un’importante valenza estetica oltre che funzionale. Due sono le tipologie: interno ed esterno muro.

  • Interno muro: sono a scomparsa. L’anta scorre all’interno di un controtelaio metallico dentro la parete che fuori rimane libera. Il controtelaio metallico è l’elemento fondamentale e sono necessari lavori di muratura per incassarlo oppure bisogna costruire un muro cavo all’interno per inserire l’apposito vano. L’elemento viene poi rifinito come la parete. Due sono i tipi di controtelai disponibili, in base a come è realizzata la parete interna: in muratura (laterizi forati) oppure in cartongesso. Al momento dell’acquisto è quindi indispensabile specificare il materiale.

Con anta singola o doppia: nel secondo caso si tratta di porte speculari, con un carrello apposito che ne può permettere l’apertura simultanea. Servono però due controtelai per ciascuna anta, da alloggiare in entrambe le pareti.

  • Esterno muro: le porte che scorrono all’esterno del muro hanno le ante che si muovono parallele alla parete, sovrapponendosi e restando a vista. Lo scorrimento avviene lungo una guida, in alluminio anodizzato o acciaio, fissata in alto a parete o soffitto, ad incasso totale o a sospensione. Sono la soluzione più semplice da installare perché non richiedono lavori sulla muratura, a meno che la guida non sia incassata, a scomparsa totale.

L’effetto visivo è molto scenografico, soprattutto quando le ante sono in vetro decorato. Inoltre, è possibile abbinare ante scorrevoli a parti fisse, aumentando la zona aperta e la luce nella zona giorno.

Mantovana: si tratta di una fascia esterna che copre il binario di scorrimento. E’ un elemento estetico, solitamente uguale al pannello della porta, in legno o laccato, che può continuare in una fascia perimetrale, nella parte superiore, per tutto l’ambiente. E’ una soluzione classica che però rimane attuale.

Senza binario: alcune porte sembrano esserne prive. Quando scorrono, mostrano solo l’anta, sia quando è aperta sia quando è chiusa. Il meccanismo è nascosto dal pannello stesso, che si muove insieme all’anta con binario e ruote montati dietro.

Filomuro, i modelli di tendenza

Una porta priva di stipiti, coprifili e cornici si definisce filo muro o raso muro. L’effetto è quello di un’anta ritagliata sulla parete, a filo, in continuità con essa, quindi senza elementi sporgenti.

Filomuro possono essere sia modelli a battente sia scorrevoli.

Le cerniere a scomparsa regolabili ed il telaio in alluminio sono fondamentali per ottenere questo risultato: si inseriscono perfettamente nella parete senza lasciare elementi tecnici a vista. La serratura magnetica garantisce una chiusura perfetta della porta.

Riguardo le finiture, dal punto di vista estetico le possibilità sono infinite e personalizzabili. Ad esempio, le ante si mimetizzano e scompaiono nella parete se rivestite con la stessa carta da parati o la stessa tinteggiatura: in questo modo gli spazi sembrano amplificati. Se si vuole invece dare un tocco di colore alla stanza o sottolineare l’accesso al locale, basta scegliere la finitura o la tinta dell’anta in contrasto con quello della parete.

Altro elemento da considerare è il zoccolino: ideale quello filo muro (altrimenti sporgerebbe rispetto alla porta). Elegante ed essenziale, da alcune aziende viene proposto anche in abbinamento alla finitura della porta e con retroilluminazione segna passo. Per la sua installazione può essere necessario realizzare una controparete.

Per installare una porta filo muro è necessario eseguire dei lavori sulla muratura: questo consente di inserire uno specifico controtelaio.

In caso di ristrutturazione, se si desiderasse avere questo tipo di porte, non è possibile conservare i controtelai già installati, anche se in buone condizioni.

Le misure delle porte: dallo standard alle porte a tutta altezza

Da catalogo, le porte a battente misurano 80 cm di larghezza e 200/210 cm di altezza: ideali per un passaggio agevole. Queste misure sono al netto del telaio, quindi in genere bisogna aggiungere 4 cm su entrambi i lati e sulla parte superiore, per un totale di 88 x 204/214.

Spesso le porte sono disponibili anche in altre dimensioni, fino a 100 cm di larghezza e con altezze fino a 270 cm. Va tenuto presente che il costo aumenta per il fuori standard, anche fino al 30%.

Per le porte a battente è meglio non superare la larghezza di 80 cm, altrimenti è meglio optare per un serramento a doppia anta. Infine 60 cm è la larghezza minima consentita per una porta adatta per un ripostiglio o una cabina armadio.

Una tendenza è quella delle porte a tutta altezza, da 240 a 270 cm, che possono arrivare fino al soffitto della stanza. Se a battente, in genere sono filomuro, quindi hanno design minimale, ma il loro impatto estetico è molto forte e deciso e diventano un elemento architettonico. Disponibili anche scorrevoli, sono porte adatte soprattutto per la zona giorno.

Se in vetro, aggiungono luminosità agli ambienti.

Quali documenti garantiscono qualità e caratteristiche del prodotto?

  • Scheda prodotto. Il Decreto Legge 206/2005 stabilisce che ogni porta deve essere corredata da una scheda prodotto che ne riporti le caratteristiche. In particolare: la denominazione commerciale e la tipologia, i materiali impiegati e le tecniche di fabbricazione, la modalità di pulizia e manutenzione, le precauzioni d’uso e le modalità di smaltimento. E’ diritto dell’acquirente prendere visione della scheda prodotto.
  • Manuale d’uso e manutenzione. Deve essere abbinato alla porta ed, in particolare, devono essere specificati: modalità di apertura e chiusura, consegna ed illustrazione delle modalità di funzionamento delle chiavi, indicazioni sullo stato di porta chiusa in sicurezza e di porta accostata, indicazioni sul divieto di manomettere e/o sostituire parti del prodotto se non a cura di personale specializzato e con l’autorizzazione del fabbricante.
  • Garanzia. Prima dell’acquisto è necessario informarsi sulla sua durata, che non può essere inferiore a 2 anni. La garanzia copre i difetti di fabbricazione, ma decade per uso improprio o difetti di installazione.

L’acquisizione di questi documenti è una tutela per l’acquirente, nonché per chi si occuperà di mettere in opera la porta. Sono inoltre necessari per contestazioni o per un’eventuale richiesta di detrazioni fiscali.

Le spese per l’acquisto, fornitura e posa delle porte possono essere detratte al 50% nell’ambito del Bonus Ristrutturazione ma solo se comprese in un più ampio lavoro di ristrutturazione, manutenzione straordinaria e risanamento conservativo dell’abitazione.  Per esempio, nel caso in cui venga modificato il foro porta, con un suo allargamento o con demolizioni di “modesta entità”. Ma è possibile ottenerle anche sostituendo una porta a battente con una scorrevole dotata di controtelaio interno alla muratura. Il pagamento deve sempre avvenire con bonifico bancario “parlante”.

Vuoi scoprire quali sono le tipologie di porte adatte alle tue esigenze? Clicca quì.

Serramenti, tutte le tipologie per soddisfare ogni esigenza estetica

Serramenti, tutte le tipologie per soddisfare ogni esigenza estetica

Classici o contemporanee, lineari o particolari, i serramenti non sono assolutamente secondari nel definire lo stile dell’abitazione.

Veri e propri complementi d’arredo che non perdono il ruolo elettivo di separazione degli ambienti, possono essere invisibili per creare scenari omogenei e lineari oppure essere impattanti per diventare fulcro dell’ambiente.

Meglio comunque scegliere un filo conduttore di stile e colore per evitare nella casa contrasti non armoniosi. Al momento dell’acquisto delle porte vanno valutati vari aspetti, oltre ovviamente ad estetica e funzionalità: devono attutire i rumori ed isolare termicamente. Vanno anche considerati lo spazio a disposizione, la modalità di apertura e, non meno importante, il prezzo, influenzato da materiali, dimensioni e finiture, soprattutto in caso di soluzioni realizzare su misura.

Quali sono i criteri da considerare nell’acquisto di una porta?

In primo luogo è bene conoscere la terminologia che riguarda i suoi componenti. Quindi si parte dai materiali ed infine si scelgono le finiture.

Le soluzioni sono infinite e risolvono qualunque esigenza di stile, grazie a lavorazioni hi-tech sempre in progress.

I componenti che costituiscono i serramenti

  • Anta: è il pannello che si apre e si chiude e che comunemente chiamiamo porta
  • Controtelaio: è detto anche falso telaio ed assume configurazioni diverse in base al tipo di porta. In quelle a battente serve ad assicurarla alla parete ed è un riquadro in legno applicato al vano porta, che fodera il muro lungo lo spessore. In una scorrevole è un elemento scatolare posto all’interno del muro ce accoglie l’anta mobile.
  • Telaio fisso: è la struttura che copre il controtelaio e crea una cornice rifinita intorno al vano. E’ formato dal traverso (in alto) e dai montanti (ai lati). I tre pezzi sono uniti agli angoli con giunti ad incastro.
  • Coprifili: sono detti ance stipiti e sono gli elementi longitudinali usati per coprire le interruzioni tra telaio, controtelaio e muro.
  • Cerniere: collegano il telaio con l’anta stabilendone il senso di rotazione. Possono essere visibili o a scomparsa e sono importanti per e caratteristiche di resistenza, durata e qualità estetica.
  • Guarnizioni: sono costituite da materiale comprimibile che assicura la tenuta della porta. Poste tra anta e telaio, sono importanti per isolare ed attutire gli urti del pannello.
  • Maniglia: è l’elemento che permette di aprire la porta ed è spesso completa di placca, fissata all’anta con viti.

Va scelta insieme alla porta, coordinata oppure a creare un contrasto. Realizzata in metallo, soprattutto ottone, deve essere pratiche da afferrare e con qualche dettaglio di stile, come forma o finitura.

Linee stilizzare e quadrate sono adatte per porte moderne, mentre forme più sagomate ed arrotondate si abbinano a modelli più classici.

Oltre al cromato lucido o satinato, molto attuali sono le finiture bronzo, brunito, rame o antracite; ideali da abbinare al legno ed ai laccati chiari. Classico è l’oro satinato.

Importante è il trattamento superficiale che, abbinato ad alcune finiture, ne aumenta la resistenza nel corso del tempo.

Oltre ai modelli con impugnatura, per le porte a battente, ci sono quelli specifici per le scorrevoli: ad incasso, con una vaschetta in cui inserire le dita per spostare l’anta o i maniglioni sporgenti per quelle esterno muro.

  • Serratura: non sempre è presente, ma può essere utile per garantire una maggiore privacy.

I materiali dei serramenti

Il legno ed il vetro sono i materiali privilegiati, a cui si aggiunge l’alluminio, soprattutto in combinazione con uno degli altri due.

Legno, un classico sempre attuale

Il legno sta bene in tutti i contesti e dona calore agli ambienti. Il telaio fisso può essere costituito da diversi materiali in funzione dell’impiego e della finitura: legno li stellare, multistrato di pioppo e pannelli mdf (medium density fibreboard).

Il telaio può essere rivestito con tranciati di varie specie legnose o laccato con speciali vernici.

Le ante non sono tutte uguali. Possono essere realizzate in tre diverse tipologie: tamburata, listellare o piena.

  • Anta tamburata: è composta da una struttura, in genere di abete, che funge da ossatura esterna ed all’interno da una struttura alveolare a nido d’ape che contribuisce a dare rigidità.

L’insieme viene poi inserito tra due pannelli di derivati del legno e finito in vari modi, sia in legno sia in laminato.

  • Anta listellare: è costituita da una struttura realizzata interamente con legno listellare e rivestita in laminato in legno.
  • Anta con anima piena: è formata da pannelli di materiale omogeneo composto da frammenti di legno o da multistrato di sfogliati di legno.

Vetro, in tutta sicurezza

Le porte di vetro possono essere con o senza telaio fisso di legno o metallico. Per il pannello anta può essere impiegato vetro temperato, stratificato o stratificato temperato (unisce le due lavorazioni): tutte soluzioni che garantiscono sicurezza.

Il vetro temperato viene trattato termicamente a 640 ° C con un processo di tempra e poi sottoposto ad un veloce raffreddamento che provoca uno shock termico che ne irrobustisce la struttura. In caso di rottura, i frammenti sono di piccole dimensioni e con bordi non taglienti, in modo da non presentare rischi per le persone.

Il vetro stratificato è ottenuto dall’unione di due o più lastre di vetro 3 mm, incollate su una pellicola di materiale plastico trasparente, il pvb (polivinilbutirrale). In caso di rottura, i frammenti restano attaccati a questo strato, senza frantumarsi in schegge pericolose.

Metallo, utilizzato per le parti strutturali

In genere si tratta di alluminio, materiale leggero e riciclabile che viene utilizzato per le parti strutturali, ovvero telaio e controtelaio, in abbinamento a porte in vetro oppure in legno.

Meno frequenti le versioni con anta piena in alluminio o acciaio, adatte per chi preferisce qualcosa di tecnologico e soprattutto per vani di collegamento con box auto, cantina, ripostiglio.

Finiture: dalla classica a quella laccata

La scelta delle estetiche è molto ampia per qualsiasi modello di porta, tanto che può cambiarne completamente l’aspetto: per esempio, una con finitura in legno può apparire più classica, se laccata in un colore vivace può sembrare più moderna e pop.

Per quanto riguarda il legno vengono proposte essenze di ogni tipo, lisce e con una o più bugne, una sorta di scanalatura che crea una cornice intorno ad una parte più aggettante.

Da elemento molto classico, le bugne sono un modo per caratterizzare l’anta, più contemporanee se l’anta è laccata.

L’anta non risulta liscia anche in caso di decori ad intaglio o di pantografature, eseguite con macchinari che creano differenze di spessore. Soluzioni che rendono particolare la porta ma che ne aumentano il prezzo.

La laccatura opaca, più di tendenza o lucida, offe un’ampia gamma cromatica per abbinare la porta ad ogni stile di arredo. Laccata può essere un’anta sia in legno sia in vetro, aumentandone il livello di privacy.

Il vetro è anch’esso disponibile in una vasta gamma di finiture, dal trasparente al satinato opaco, al sabbiato con effetto opalescente, fino ad arrivare a sottili tessuti inseriti tra le due lastre dell’anta. Anche in questo caso, più è particolare e più il costo aumenta.

Molte sono le proposte del mercato in melamminico, materiale sintetico che crea una superficie decorativa sulla porta e che può ricreare qualsiasi finitura, anche il legno con un effetto molto realistico. Il costo inferiore, con un buon rapporto qualità e prezzo.

Eliminare-la-muffa

Come eliminare la muffa dalle pareti.

La muffa sulle pareti è spesso un ospite indesiderato, non è solo antiestetica, è sopratutto dannosa per i polmoni, può comportare forti allergie. In casi gravi rilasciare tossine che creano infiammazioni e lesioni nei polmoni

Come eliminare la muffa dalle pareti.

immagine presa da: “http://www.aliceromoli.com”

Perché si forma la muffa

1. Ponte termico: punto freddo esterno e all’interno l’ambiente caldo fanno si che si crei umidità che con il tempo diventa muffa, di solito accade quando l’isolamento non è fatto bene.

2. Stendere panni in casa: la biancheria asciugandosi forma l’umidità e la condensa si annida negli angoli delle pareti, in questo modo la muffa aumenta in maniera esponenziale.

Come eliminare la muffa

a) Una soluzione è quella di eliminare il più possibile le superfici fredde con un adeguato isolamento delle stesse, quindi coibentazione dei muri freddi a contatto con ambienti non riscaldati (sottotetti, cantine, box, ecc.).

b) Se invece siamo in presenza di muratura portante piena (laterizio alveolato, pietra, mattoni pieni, ecc.) si può intervenire mediante la creazione di una cappottatura esterna o interna.

c) Imbiancare con una pittura termoisolante che crea una pellicola, quest’ultima protegge sia dal caldo che dal freddo.

d) Ventilazione Meccanica Controllata, un sistema di ventilazione, che garantisce un ricambio costante dell’aria negli ambienti con un dispendio energetico contenuto.

Con le agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni risolvi il problema e detrai il 50% della spesa, in questo modo avrai una casa sana a metà prezzo.

Metodi casalinghi per eliminare la muffa.

Prima di tutto bisogna munirsi di mascherina e occhiali di protezione, spruzzare la candeggina(sempre verso il basso per non farla andare nei occhi) sulla parete dove c’è la muffa, aprire le finestre e far circolare l’aria, lasciare il tempo di agire alla candeggina e la muffa scomparira(sempre se l’aria infetta e ristretta).

Creare una soluzione composta da un litro e mezzo di acqua bollente e due tazze di aceto bianco. Applicate la vostra soluzione sulla parte da trattare (magari aiutandovi con uno spruzzino) e lasciate agire per circa 15 minuti. Trascorso il tempo necessario affinché il liquido faccia effetto, risciacquate e, muniti di uno spazzolino, togliete ogni traccia di muffa. Prestate particolare attenzione tra una mattonella e l’altra, nel caso del bagno e della cucina.

Noi sconsigliamo l’uso di questi rimedi se la muffa interessa un area più grande di 1 metro quadro.

1