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Cucina componibile o in muratura: differenze e vantaggi

Cucina componibile o in muratura: differenze e vantaggi

La cucina è il punto focale della casa, il luogo in cui esprimiamo la nostra convivialità. La scelta del tipo di cucina non può essere sottovalutata: è fondamentale pensare all’uso che ne farai ed al tempo che vi trascorrerai sia per cucinare sia per conversare.

Cucina componibile e cucina in muratura: qual è la scelta giusta?

Prima di acquistare una cucina è importante valutare estetica, funzionalità e praticità.

Una cucina componibile è una cucina moderna realizzata con elementi componibili e su misura e con materiali differenti, quindi completamente personalizzabile.

Quali vantaggi offre una cucina componibile? Con questa tipologia di cucina è possibile sfruttare al massimo anche i piccoli spazi, grazie alla sua modularità che consente di scegliere i pezzi su misura ed adattarli alle proprie necessità.

I vantaggi principali sono i seguenti:

  • la struttura della cucina componibile conferisce alla casa un aspetto ordinato
  • i moduli di una cucina componibile si montano e smontano molto facilmente. Questo è vantaggioso soprattutto quando si deve cambiare casa
  • vasta scelta di colori disponibili
  • il legno ingegnerizzato utilizzato nei mobili cucina componibili conferisce loro un’ottima resistenza all’usura e, quindi, una grande durata negli anni
  • la qualità generale è sempre alta perché tutte le sezioni delle cucine componibili sono prodotte in fabbrica e sottoposte a severi controlli di qualità
  • lo spazio per riporre gli oggetti non è mai un problema con le cucine componibili perché si possono inserire mobili e cassetti-contenitori su misura
  • i mobili vengono realizzati in fabbrica ed assemblati solo in loco quindi niente disordine e polvere in casa quando si monta una cucina componibile
  • il costo della cucina componibile non si discosta mai dal preventivo, a meno che non si voglia apportare qualche modifica al design
  • pronta consegna per molti modelli disponibili già in magazzino. Per le soluzioni più complesse i tempi di attesa si aggirano sui 30-60 giorni

Le cucine componibili presentano però anche dei piccoli svantaggi, quali:

  • una cucina componibile generalmente ha prezzi contenuti, anche perché non ci sono costi di progettazione e la produzione è in serie. Raggiungono costi rilevanti se si scelgono determinati brand che, però, garantiscono un’alta qualità dei materiali utilizzati.
  • il legno ingegnerizzato si graffia e ripristinarlo è impossibile, a differenza del legno massiccio che può essere invece carteggiato. Inoltre il legno ingegnerizzato utilizzato in molte cucine componibili soffre il calore estremo ed alcuni dei materiali di cui è composto possono danneggiarsi
  • poca flessibilità nella composizione degli elementi quando l’ambiente è asimmetrico o ci sono pareti inclinate, oppure colonne, nicchie, pareti stondate
  • design spesso sempre uguale. Le cucine seguono mode e tendenze, quindi è possibile trovarsi di fronte a cucine praticamente uguali in case diverse
  • difficoltà di reperire i pezzi sostitutivi nel lungo periodo. Questa è una criticità derivante in parte dal punto precedente: poiché le tendenze cambiano velocemente ed i produttori hanno necessità di sostituire i modelli con una certa frequenza, sono costretti a metterli fuori produzione, con conseguente difficoltà di reperire gli elementi dopo qualche anno
  • la pulizia e la manutenzione su mobili cucina con finitura lucida o opaca richiede sempre un certo sforzo

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Cucina in muratura: quali sono le caratteristiche principali?

Una cucina in muratura viene costruita interamente da zero utilizzando materiali naturali come legno, pietra e marmo.

Muratori e falegnami, grazie ai materiali, utilizzano lo spazio a disposizione al fine di realizzare una composizione con muretti ed ante in legno, le quali prendono il posto dei mobili.

Di solito vengono create anche delle allocazioni specifiche per gli elettrodomestici da incasso.

La cucina in muratura viene spesso utilizzata nelle case di campagna, nelle taverne, in ambienti rustici o Shabby Chic. Questa tipologia dona all’ambiente un’atmosfera calda ed accogliente e ricorda molto le vecchie cucina di una volta.

Le rifiniture esterne possono essere in mattoni o in piastrelle. Quest’ultime si legano bene con il legno delle ante e dei mobili incassati, proprio come nelle cucine in stile country.

Oggi il mercato propone anche cucine che sembrano in muratura ma sono solo rivestite e costano un terzo di quelle in vera muratura.

La cucina in muratura è una cucina estremamente robusta ed è perfetta per coloro che amano i materiali naturali. Offre i seguenti vantaggi:

  • grande possibilità di personalizzazione e di sfruttare ogni singolo centimetro a disposizione
  • possibilità di scelta tra diversi stili di cucina in muratura: moderna, classica o country
  • praticamente indistruttibile
  • massima libertà di scelta dei materiali e dei rivestimenti, con un alto grado di personalizzazione

I difetti di una cucina in muratura sono davvero pochi. Fra questi, però, che ne sono alcuni che potrebbero frenarti al momento della scelta di questo tipo di soluzione. Essi sono:

  • costo elevato perché bisogna tener presente sia il costo della cucina sia quello della manodopera fornita dal muratore, dal falegname e dal piastrellista
  • non c’è la varietà di colori così ampia e praticamente illimitata delle cucine componibili. Di solito le cucine in muratura sono disponibili nelle tinte del beige, nei colori chiari che si abbinano bene al legno
  • poco spazio di manovra in caso di intervento dell’idraulico o dell’elettricista per la riparazione di un guasto o di una perdita
  • a differenza di una cucina componibile, la cucina in muratura non è smontabile. Questo rappresenta un problema perché se un giorno volessi cambiare casa, non potresti portar via la cucina. Per un cambiamento occorre demolire la struttura con relativa spesa impegnativa e non pochi disagi.

Analizzando le caratteristiche e le differenze di entrambi le tipologie di cucina è difficile stabilire quale sia la scelta migliore. Entrambi presentano caratteristiche costruttive e progettuali molto differenti.

La cucina componibile è preferibile per i costi più contenuti, per la grande varietà di colori, materiali e modelli, per la facilità di montaggio  e smontaggio nel caso in cui un giorno volessi spostarla in un’altra abitazione.

La cucina in muratura rappresenta la scelta migliore se hai un un budget di spesa capace di far fronte agli alti costi di realizzazione, se desideri una cucina praticamente indistruttibile e vuoi personalizzare in maniera assoluta l’ambiente sfruttandone spigoli, angoli, colonne e pareti irregolari.

Stai scegliendo la tua nuova cucina? Sai che puoi averla anche personalizzata su misura? CONTATTACI.

Consigli utili su come personalizzare una cucina lineare

5 idee per personalizzare una cucina lineare

Sei amante delle cucine lineari? Sono composizioni disposte su una sola parete ed a volte considerate “monotone”. Ma approfittando dell’ampia scelta di moduli ed attrezzature, puoi combinarle in modo personale.

Come personalizzare una cucina lineare

La cucina lineare, a differenza dei sistemi ad isola, non richiede molto spazio. Per gli ambienti lunghi e stretti rappresenta una scelta obbligata ma è anche molto indicata negli open space, in cui l’area “operativa” è a vista sul soggiorno.

Questa tipologia di cucina, in molti casi, lascia ampio spazio libero al centro. E’ un’opportunità per progettare una comoda zona pranzo. Essendo addossata alla parete, è possibile sfruttare quest’ultima in tanti modi, giocando, ad esempio, con le altezze oppure inserendo, tra basi e pensili, uno schienale attrezzato.

I problemi d’impianto sono minimi a partire dalla cappa, la quale potrà accontentare sia coloro che amano le soluzioni “d’arredo” sia coloro che la vogliono totalmente nascosta.

Durante la cottura dei cibi vengono prodotti fumi e vapori. E’ fondamentale quindi assicurare la qualità dell’aria in cucina non solo con l’apertura delle finestre ma anche in modo più controllato, tramite una buona cappa. Quest’ultima diventa:

  • Obbligatoria e del tipo aspirante (a meno che l’installazione non sia possibile), se il piano cottura è a gas
  • Facoltativa, ma sempre consigliata, anche in modalità filtrante, in presenza di piastre ad induzione.

Sul mercato esistono molte tipologie di cappe. Per le cucine lineari, installate a parete, le più diffuse sono quelle “d’arredo”, a vista, o quelle “sottopensile”, completamente nascoste o di cui è visibile solo il frontalino.

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5 soluzioni di cucine lineari dalle quali prendere ispirazione

Le cucine lineari offrono molti vantaggi e sono adatte sia per living ampi sia per spazi più contenuti.

Ecco alcune soluzioni tra cui puoi scegliere:

  • Cucina lineare integrata nel living. E’ organizzata in modo efficiente, coniugando ergonomia e praticità. Le funzioni sono ben distribuite, a cominciare dalle colonne, poste ad un’estremità.

La zona operativa è definita dal piano in acciaio inox con zona cottura e lavabo integrati. La cappa in acciaio diventa la protagonista della cucina lineare. Incorniciata da una struttura in alluminio con ripiani e piattaia.

A parete, la boiserie puoi attrezzarla con accessori, come lampada riscaldante, porta bottiglie, mensole, contenitori per erbe aromatiche ed alimenti.

Il carrello con vano a giorno e piano fisso in grès porcellanato, aggiunge funzionalità.

Il tavolo, al centro dell’ambiente, fa da spartiacque con il living, arredato con una composizione che si armonizza con l’estetica della cucina.

  • Cucina lineare con giochi di volumi e di finiture. La composizione è vivacizzata sia dall’utilizzo di finiture diverse sia da una disposizione dei moduli in un mix equilibrato di pieni e vuoti. Il blocco operativo ha una profondità maggiore rispetto a quella standard delle colonne e ciò comporta una superficie di lavoro più ampia, che permette di ricavare spazio per lo schienale attrezzato con mensole portaoggetti e barre per gli utensili.

Puoi personalizzare la cucina con pensili e cestoni che offrono grande capienza.

Sopra la zona cottura, è collocata la cappa “d’arredo” con motore potente ed illuminazione integrata.

Come frigorifero e congelatore, anche il forno è inserito in una colonna e vicino al piano di lavoro: una soluzione ergonomica.

  • Cucina lineare a vista sul soggiorno. Questa soluzione occupa tutto lo spazio compreso tra due pareti. L’area di lavoro ha dimensioni notevoli, con zone lavaggio e cottura sufficientemente distanziate per operare comodamente durante tutte le fasi, quali preparazione, cottura, lavaggio a mano ed in lavastoviglie. Non si tratta però solo di una zona operativa: tra basi e colonne puoi introdurre un elemento tipico dei living, una vetrina dove fanno bella mostra i calici, soprammobili o, perché no?, oggetti da collezione.

Le colonne con gli elettrodomestici, come vuole la regola, sono inserite all’estremità.

Il tavolo da pranzo, posto davanti al blocco lineare, ma decentrato, fa da ponte tra la cucina ed il soggiorno, all’interno dello stesso ambiente.

  • Cucina lineare divisa dal living. I due ambienti, anche se non sono separati da porte, rimangono in comunicazione tra loro. Non è pero riducibile a semplice “zona cottura” ma si tratta di un ambiente in cui si può pranzare, studiare o lavorare.

Questa tipologia di cucina, pur organizzata su un’unica parete, è vivacizzata  dall’accostamento di volumi diversi e da capienti vani libreria.

Puoi personalizzare questo spazio utilizzando mensole e librerie in legno o effetto legno, le quali valorizzeranno l’area di lavoro.

Nel blocco operativo, super organizzato, ampio spazio è lasciato ai lati sia del lavello sia del piano cottura. Il forno è collocato sulla colonna.  Pensili, utensili e contenitori possono essere agganciati alla barra luminosa.

  • Cucina lineare aperta sul living. Questa tipologia si caratterizza per il gioco di volumi. Le colonne all’estremità della composizione si affiancano ad altre più basse, così potrai sistemarvi sopra elementi portabottiglie.

All’altra estremità, la zona operativa puoi affiancarla da una serie di mensole in legno aventi la stessa profondità dei pensili. Una soluzione che contribuisce a dare più leggerezza alla composizione.

Una cucina lineare può essere arricchita da un piano utilizzabile come tavolo.  Un elemento che può essere utilizzato anche come area snack o angolo di lavoro, poggiato alla base terminale e ad un’altezza sfalsata rispetto al top. Si tratta di una soluzione inconsueta per una cucina lineare, che collega armoniosamente cucina e living.

Con questa tipologia di cucina lineare, oltre all’area operativa ben organizzata, viene dato ampio spazio alle colonne. L’uniformità delle due colonne laterali, viene interrotta da quella di mezzo, con cestone, scaldavivande, forno, microonde e vano con anta.

Come avrai notato, le cucine lineari offrono diversi vantaggi. Prendi ispirazione dalle soluzioni proposte e contattaci per avere un preventivo gratuito!

Ristrutturazione cucina: gas o induzione?

Quando si intraprendono lavori di ristrutturazione cucina, occorre tenere in considerazione molti aspetti: dallo stile dei mobili alle piastrelle, dagli elettrodomestici al piano di cottura.

A proposito di quest’ultimo, una delle domande più frequenti che si pone chi ha in programma di iniziare interventi di ristrutturazione cucina è: gas o induzione?

Si tratta di due tipologie di cottura molto diverse tra loro, sia dal punto di vista estetico sia sotto il profilo funzionale.

Scopriamone allora caratteristiche, vantaggi e svantaggi.

Il piano cottura a induzione

Per rispondere alla domanda relativa alla ristrutturazione cucina: “gas o induzione?” è necessario conoscere le peculiarità di entrambe le tipologie di piani di cottura.

Cominciamo con quello a induzione, analizzando le sue specifiche:

  • È moderno ed elegante: l’induzione è una soluzione molto raffinata, esteticamente parlando. Il piano di cottura si presenta completamente piano e uniforme, lucido e liscio, perfetto per una cucina dal design contemporaneo;
  • Funziona in virtù del principio di induzione elettromagnetica: ciò significa che il calore prodotto viene trasmesso sul fondo di pentole e padelle attraverso apposite bobine che generano campi magnetici. In questo modo, si riscalda solo l’area dove è appoggiata la pentola e non il resto del piano, che rimane freddo, aumentando così il comfort e la sicurezza di chi è ai fornelli;
  • Per utilizzarlo è necessario acquistare il pentolame specifico. Si tratta forse dell’unico svantaggio del piano di cottura a induzione, anche se il problema può essere facilmente risolto, dato che, con la crescente diffusione dell’induzione, sul mercato si trovano ormai tantissimi prodotti studiati appositamente per questa modalità di cottura degli alimenti. Ciononostante, di solito il pentolame apposito per l’induzione ha un costo superiore a quello che si utilizza per i piani di cottura a gas;
  • Può anche essere sprovvisto di cappa. La cappa, nei moderni modelli di cucine, è spesso un elemento di design, che si integra perfettamente con il mobilio e dà valore aggiunto alla cucina; ad alcune persone, tuttavia, la cappa non piace e ne farebbero volentieri a meno. Optando per il piano di cottura a induzione, eliminare la cappa è una possibilità concreta: alcuni modelli di piani cottura a induzione, infatti, sono dotati di aspiratori integrati che svolgono la stessa funzione della cappa, senza quindi che vi sia bisogno anche di quest’altro elemento. La mancanza della cappa è una soluzione adatta soprattutto per le cucine in stile minimal, in quanto permette di conferire un look davvero essenziale all’ambiente, pur mantenendo intatte tutte le funzionalità che si richiedono in questa importantissima stanza della casa.

Piano di cottura a gas

Ritorniamo al quesito iniziale: cosa è meglio, per una ristrutturazione cucina: gas o induzione?  

Per poter rispondere con chiarezza e completezza occorre scoprire, dopo aver passato in rassegna quelle dell’induzione, le caratteristiche del piano di cottura a gas.

  • Il funzionamento della cucina a gas è molto semplice: i fornelli erogano gas dopo essere stati attivati tramite una modalità di accensione con scintilla. Ciò non significa tornare ai vecchi tempi, quando per cucinare bisognava accendere il gas con l’apposito accendigas o, nel peggiore dei casi, avvalendosi dei fiammiferi; fortunatamente, i moderni piani di cottura a gas funzionano in modo molto efficiente, tramite bruciatori in grado di garantire un risparmio in bolletta fino al 65% ;
  • I piani di cottura a gas disponibili oggi sul mercato sono molto sicuri, presentando la termocoppia di sicurezza che consente di interrompere l’erogazione di gas nel momento in cui la fiamma – anche accidentalmente – si spegne; i comandi sono posti in posizione frontale o laterale, assicurando il massimo comfort di utilizzo e, infine, sui fornelli sono presenti le apposite griglie per appoggiare le pentole;
  • I moderni piani di cottura a gas sono piuttosto longevi: si stima infatti che, con la corretta manutenzione, possano durare senza problemi fino ad almeno 18 anni.

Ristrutturazione cucina: gas o induzione? Un confronto

Ristrutturazione cucina: gas o induzione? Per poter scegliere con cura la soluzione più adatta alle proprie esigenze bisogna considerare ogni dettaglio.

Ora che abbiamo visto le caratteristiche di ciascuno dei due piani di cottura, è opportuno procedere con un confronto diretto, per capire quale dei due fa più al caso vostro.

Dal punto di vista dei consumi, il piano di cottura a induzione è apparentemente più vantaggioso di quello a gas, perché per scalda solo il fondo della pentola (e non tutto il piano di cottura), sicché il calore risulta ottimamente veicolato e concentrato; per contro, però, per installare un piano di cottura a induzione è necessario un contatore elettrico con una potenza di 4,5-6 kW, quasi il doppio di quelli comunemente presenti nelle case degli italiani, che si attestano sui 3 kW.

Se sul piano dei consumi c’è una sostanziale parità tra il piano di cottura a induzione e quello a gas, rispetto alla sicurezza il primo ha senza dubbio una marcia in più: anche se i moderni piani di cottura a gas sono dotati di efficienti meccanismi di sicurezza, optando per l’induzione si elimina completamente l’eventuale probabilità di fughe di gas.

Anche riguardo alla pulizia e alla velocità di cottura, l’induzione presenta più vantaggi: grazie alla sua superficie omogenea, si deterge velocemente e senza fatica, mentre circa la rapidità di cottura, basta considerare che per raggiungere la bollitura sono necessari appena 3 minuti con il piano a induzione, quasi la metà del tempo che occorre per svolgere la stessa operazione con i fornelli a gas.

Ristrutturazione cucina: gas o induzione? Considerazioni finali

Come abbiamo visto, entrambe le modalità di cottura presentano diversi vantaggi, anche se quello a induzione può essere preferibile in termini di efficienza energetica a lungo termine, sicurezza e facilità di utilizzo.

Se però si vive in una casa in affitto e, per questo, non si investe su un nuovo contatore elettrico, il classico fornello a gas è preferibile, a patto che, ovviamente, ci si trovi a proprio agio nell’utilizzo del piano cottura più “tradizionale”.

Arredamento open space: le tendenze 2021

Arredamento open space: le tendenze 2021

Un layout a pianta aperta, con un ampio open space e tanta luce, è al primo posto nella lista dei desideri di molte persone.

Come progettare un arredamento open space?

Gli open space offrono innumerevoli opportunità per dare sfogo alla propria creatività sia nell’arredamento sia nella disposizione dei mobili. Essi invitano a creare aree distinte, a separare angoli accoglienti, a combinare quelle che normalmente sarebbero stanze diverse, come il living e la zona pranzo, in un unico grande spazio multiuso.

L’arredamento di un open space non è semplice da progettare e spesso si possono commettere errori. Per evitarli segui i nostri consigli:

  • Suddividi lo spazio in zone

Anche se nell’open space non ci sono né pareti né divisori, è fondamentale suddividere visivamente e funzionalmente l’ambiente nelle tradizionali zone cucina, soggiorno, sala da pranzo. Questa è la difficoltà maggiore che puoi incontrare perché spesso non si sa da dove cominciare. L’importante è dare continuità a queste diverse aree che comunicano fra loro.

Posiziona il divano al centro dell’ambiente, così dividerai la stanza a metà, distinguendo la cucina dalla zona soggiorno. I tappeti molto ampi faranno il resto, contribuendo a separare visivamente le zone. L’isola o la penisola devono essere utilizzate per delimitare la cucina.

Nell’open space i mobili faranno da pareti divisorie, le librerie free standing e mobili contenitori avranno la funzione delle pareti. Non saranno più i muri a separare funzionalmente gli ambienti, ma piuttosto elementi flessibili che facilitano il passaggio della luce e che possono essere spostati e ricollocati diversamente in base alle proprie esigenze.

  • Disponi i mobili rispettando una simmetria

Il modo più semplice per arredare un open space è creare un equilibrio con i mobili più grandi.

Per creare un’area salotto d’effetto basta posizionare simmetricamente due ampi divani, uno di fronte all’altro, completando l’ambiente con un grande tavolo da pranzo e le sedie abbinate, posto ad una certa distanza ma sempre simmetricamente rispetto ai divani. La simmetria mette ordine nell’ambiente.

Si possono poi aggiungere piccoli elementi di contrasto, come un baule, una scrivania, quadri alle pareti.

Mantieni i colori delle pareti su toni neutri e naturali al fine di regalare un’atmosfera leggera e luminosa a tutto l’open space.

  • Abbina gli stili d’arredamento

E’ importante cercare di utilizzare lo stesso stile d’arredamento o gli stessi dettagli nei diversi spazi. Mobili e complementi d’arredo si devono abbinare in maniera organica in tutte le zone: meglio scegliere un unico stile d’arredo ed esplicitarlo ovunque. Anche gli accessori ed i complementi d’arredo dovrebbero essere scelti in colori e materiali uniformi in tutte le zone, così da mantenere uniformità ed ordine visivo.

  • Utilizza gli spazi in maniera pratica

Le cucine nell’open space sono luoghi di ritrovo perfetti, anche senza ricorrere alla classica disposizione cucina-sala da pranzo.

Per ottenere un’atmosfera più conviviale è sufficiente trasformare l’isola della cucina in una superficie sulla quale pranzare quotidianamente ed attrezzarla con sgabelli da bar, disponendo poco più in là un’area salotto con uno o due comodi divani e poltroncine a fianco.

Il risultato finale è la combinazione della cucina con uno spazio ideale per il comfort ed il relax, senza troppe formalità.

Divani e poltrone possono essere anche rivestite in colori vivaci, sempre in tessuti resistenti alle macchie, così da sfruttare in maniera pratica lo spazio rendendolo molto accogliente.

  • Crea angoli accoglienti

L’open space è perfetto per dare sfogo alla propria creatività: puoi ricavare aree distinte che servono a scopi specifici. Ad esempio, una doppia parete di finestre fornisce abbondante luce ed è perfetta per un creare un angolo pieno di piante in vaso. Mentre l’angolo opposto potrebbe diventare l’ideale zona da pranzo.

Nel layout degli open space, i tappeti sono quegli elementi che in maniera infallibile delineano gli spazi destinati alla conversazione. Un grande tappeto in fibra naturale che ricopre interamente l’ambiente, costituisce la base che unisce tutta la stanza. Si possono sovrapporre allo stesso dei tappeti più piccoli, in fantasie e materiali differenti, i quali aiutano a delimitare l’area salotto dagli altri angoli dell’ambiente. Si tratta di una tecnica particolarmente indicata se gli arredi sono in stile eclettico, poiché il filo conduttore dei tappeti a strati in ogni area serve ad unificare gli stili ed i diversi design.

Arredamento open space: le ultime tendenze

La gran parte degli Italiani afferma di amare l’open space con l’intento di trasformare la zona giorno con facilità adattandola alle esigenze quotidiane.

Per questo motivo in un open space si desiderano sempre più elementi modulabili, flessibili, che si aprono quando lo si desidera diventando più intimi e raccolti all’occorrenza. In questo caso, aprire o chiudere gli spazi con le porte scorrevoli può essere la soluzione ideale.

La risposta all’esigenza di avere a disposizione diverse stanze quando occorre, anche se più piccole, è data da quelle soluzioni nelle quali il layout può essere modificato grazie all’impiego di ampi separè e di moderne porte scorrevoli.

L’ultima tendenza, in grado di risolvere il divario fra open space ed ambienti separati, è l’utilizzo di pareti rotanti che permettono in maniera intelligente di modulare gli spazi in svariati modi, rendendoli multifunzionali.

Per iniziare a disporre gli arredi, inizia a considerare il classico e collaudato layout formato da: soggiorno, sala da pranzo e cucina. L’importante è iniziare con un approccio semplice e lineare, posizionando subito tutti gli elementi principali, quali divano, tavolo da pranzo ed isola della cucina, paralleli e perpendicolari tra loro, rispettando sempre le simmetrie. L’effetto finale deve essere un ambiente pulito ed equilibrato. Per aiutarti ad unificare gli spazi, mantieni coerenti i materiali ed i dettagli colorati.

Grandi mobili, ampi tappeti e tavoli lunghi sui quali mangiare riempiono magnificamente un open space. Le ultime tendenze vedono un ritorno ai pezzi in legno dalle sagome snelle e leggere.

Lo stile Anni ’60 conferisce un fascino moderno ed allo stesso tempo dona all’ambiente un’atmosfera ariosa.

Se l’ambiente è molto grande, con soffitti alti e finestre imponenti, ti consigliamo di arredare in stile moderno, con una zona da pranzo arredata con raffinatezza. Opta per divani semplici dai colori chiari e luminosi, un grande specchio a parete con la cornice in oro, un lampadario di cristallo. In questo contesto è perfetta una combinazione di colori bianco, oro e legno chiaro, che può aiutare ad ammorbidire i dettagli architettonici negli ambienti.

Stai pensando che un open space su misura sarebbe la scelta migliore? CONTATTACI. PREVENTIVO GRATUITO ENTRO 24 ORE!

Guida alla scelta della cucina in stile industriale

Guida alla scelta della cucina in stile industriale

Le cucine in stile industriale, nella loro autenticità, sono molto seducenti.

Lo stile industriale nacque negli Stati Uniti negli Anni ’50, un periodo in cui molti artisti decisero di convertire vecchie fabbriche in abitazioni, alla ricerca di ambienti spaziosi e ben illuminati. Gli open space divennero luoghi perfetti nei quali aprire i loro studi.

Oggi questo stile è tornato ad essere nuovamente popolare e caratterizzato da cucine che riflettono pienamente l’essenza delle loro origini.

Arredi della cucina in stile industriale: come sceglierli?

Per scegliere gli arredi della cucina in stile industriale puoi procedere seguendo questi passi:

  1. Scegli materiali dall’aspetto industriale.

Ci sono tre materiali che devono essere protagonisti in questi ambienti:

  • i mattoni a vista, se ci sono le pareti originali che possono essere recuperate;
  • il legno, nel suo aspetto più naturale;
  • il metallo, inserito negli elettrodomestici con finiture in acciaio inox o anche in altri moduli, come, ad esempio, in un’isola centrale.

Il legno di recupero può essere adoperato in maniera eccellente per l’isola della cucina e per le mensole. Può essere chiaro o scuro, impiegato per tavoli, mobili contenitore e top. E’ il materiale perfetto per mitigare con il suo calore la freddezza del metallo, del cemento e della pietra.

Il metallo è un altro componente fondamentale dello stile industriale: rame, alluminio, acciaio e latta vengono impiegati in abbinamento con il legno per realizzare scaffalature, mobili e finiture.

In alcuni casi questo materiale viene utilizzato anche per il piano in top ed, addirittura, per il lavello, restituendo così tutto il fascino di qualcosa di vissuto.

Per quanto riguarda i pavimenti, uno dei materiali più utilizzati per questo stile è il micro-cemento, il quale rende la superficie estremamente pratica e facile da pulire e mantenere.

Una delle caratteristiche delle pareti e dei pavimenti nelle cucine industriali è la loro opacità, fondamentale per restituire l’effetto vissuto tipico degli edifici industriali.

  • Scegli colori e materiali appositi per i top cucina

Al fine di accentuare la sensazione di aperto ed arioso, opta per un colore più chiaro per i piani in top della cucina.

Il bianco ed il grigio sono le scelte più diffuse e si sposano bene con l’arredamento in generale. L’effetto pietra o i piani in top effetto legno rendono davvero l’idea dello stile industriale.

Il quarzo è un materiale di tendenza perché aiuta ad “ammorbidire” l’aspetto industriale, creando così un look più morbido.

Se non hai problemi di budget, puoi optare anche per un piano in top in vero legno.

Quando si scelgono i piani in top, si dovrebbe creare un po’ di contrasto, soprattutto se lo spazio appare eccessivamente freddo. Ad esempio, si può utilizzare una superficie con una texture piuttosto ruvida. Se i mattoni a vista e il legno dominano lo spazio, è possibile compensare le loro caratteristiche opache con materiali e superfici lucide.

Un’altra scelta eccellente per il piano in top è la pietra naturale, la quale contribuisce ad arricchire la cucina. In commercio si trovano linee di graniti naturali di alta qualità, i quali non richiedono alcuna manutenzione, poiché sono sottoposti a trattamenti protettivi che rendono queste superfici altamente resistenti alle macchie.

Possono essere utilizzati anche materiali che emulano il marmo. I piani in top realizzati in cemento sono un’ulteriore valida soluzione perché regalano raffinatezza e praticità allo spazio.

  • Metti tutto in bella vista!

Lo stile industriale tende a far vedere e non a nascondere. Puoi far vedere i tubi dell’acqua, del gas ed i fili elettrici senza problemi, perché effettivamente danno autenticità a questi ambienti.

Oltre alle tubature a vista, puoi anche esporre le travi in modo da poterle ammirare, rimuovendo il controsoffitto se è presente.

Scaffali, pensili e mobili da cucina in metallo e legno devono essere lasciati aperti, con il loro contenuto a portata di mano.

Anche gli elettrodomestici devono stare in bella vista, perché sono essi stessi oggetti d’arredamento.  Come ad esempio un grande frigorifero bombato con le maniglie e gli inserti in acciaio.

Una cucina in stile industrial è uno spazio ampio, deve essere grande e luminosa ma, soprattutto, molto strutturata, con tanti elementi d’arredo ed accessori.

  • Scegli mobili riciclati

Lo stile industriale si caratterizza per il design che dà ampio spazio ai mobili riciclati, con vecchi elementi che vengono riutilizzati grazie all’inventiva ed alla creatività.

Vecchi pallet, scatole e tubi di rame riciclati sono particolarmente azzeccati, così come i mobili, i tavoli vecchi a cavalletto, i banconi e i carrelli su ruote, sono particolarmente utili quando si crea uno spazio cucina multifunzione.

  • Arreda con pezzi del passato

Arredare la cucina con delle sedie in stile retrò o provenienti direttamente dal passato.

Le sedie devono essere in legno massello con la struttura e le gambe in ferro verniciato ed anticato. Sono perfetti anche gli sgabelli da bar a tre gambe, sempre caratterizzati dal mix di legno e ferro brunito.

Anche un tavolo in legno dall’aspetto riciclato può adattarsi perfettamente. Per il tavolo la soluzione ideale è un pezzo realizzato in legno ed in ferro, con il legno anticato, oppure carbonizzato o, meglio ancora, riciclato.

  • Scegli un’illuminazione idonea

Puoi optare per un lampadario a sospensione in rame oppure un lampadario solido e massiccio, con la vernice scrostata e debitamente invecchiato, ispirato allo stile industriale.

In commercio si trovano anche grosse lampade a sospensione in calcestruzzo grigio e dall’aspetto ruvido e robusto, perfette in una cucina in stile industrial.

  • Lascia le finestre scoperte!

Vorresti coprire le finestre con tende o tapparelle? Sarebbe meglio non farlo o almeno usare uno schermo con una finitura metallica che non rompa l’estetica generale.

Le finestre classiche si adattano a questo stile. Puoi optare magari per finestre divise in piccoli telai di metallo nero, i quali offrono un aspetto molto simile a quello di un magazzino!

Ami lo stile industrial ma vorresti la tua cucina su misura? CONTATTACI e ti guideremo nella scelta migliore!

Penisola, protagonista nelle soluzioni a vista sul soggiorno

Penisola, protagonista nelle soluzioni a vista sul soggiorno

La penisola permette di articolare in modo ottimale gli spazi. Le funzioni di questo elemento che “sporge” da composizioni lineari o angolari sono diverse: da piano di lavoro ad area operativa attrezzata o banco snack.

Contrariamente a quanto si pensi, la penisola è adatta anche in ambienti di medie dimensioni ed in tutte quelle situazioni in cui si voglia demarcazione tra le zone funzionali mantenendole comunicanti.

Penisola: la soluzione ideale per ambienti open

La cucina a vista non è sempre dettata dalla necessità, cioè dalle esigenze di spazio. Risponde infatti a stili di vita più contemporanei ed è molto amata dai più giovani perché favorisce la convivialità ed il piacere di stare insieme. Sia che si tratti di ambienti ampi o con dimensioni più contenute, è necessario articolare bene le varie zone funzionali laddove mancano le pareti. Proprio per questo le composizioni a penisola sono quelle che più si adattano ad essere inserite in un ambiente open, come un monolocale o un living multifunzione di una grande abitazione.

La versatilità di programmi oggi proposta dai maggiori produttori, andando oltre il concetto tradizionale di modularità, consente la massima personalizzazione nell’arredo e di distribuire bene, con i tanti elementi a disposizione, gli spazi all’interno del living, integrando così più funzioni: cucina, pranzo e relax.

Un esempio?

La penisola, insieme a boiserie e librerie, un tempo elementi tipici del soggiorno, può fare da trait d’union tra i diversi ambienti della casa, che avranno un’estetica coordinata ed armoniosa. Progettare un ambiente di questo tipo è complesso, perciò occorrerà studiare bene ogni dettaglio, dall’ergonomia agli impianti.

Un’unica composizione occupa tutta una parete del grande ambiente open dove, al posto di tradizionali pareti, è la penisola a scandire gli spazi.

La grande cappa a soffitto, invece di essere mimetizzata, segna un’ulteriore demarcazione tra le due zone. E come in molti casi, la penisola è uno spazio “operativo”, attrezzato con piano cottura e lavello. Tanto lo spazio per lavorare, ma anche per contenere, grazie alle basi disposte su due lati opposti.

Gli ambienti comunicano tra loro attraverso gli arredi e le finiture. Ne sono un esempio i vani a giorno, che rifiniscono il lato della penisola che si apre verso la zona giorno ed i montanti della libreria. Così la cucina diventa un tutt’uno con il living.

Spesso le librerie bifacciali vengono utilizzate nel progetto architettonico per schermare la zona operativa dal soggiorno, mantenendo però i due ambienti in comunicazione. In alternativa, vanno bene anche porte scorrevoli in vetro.

L’importanza della tecnologia in una penisola multitasking

Spesso la penisola ospita l’area operativa, a partire dal piano cottura: non c’è posto migliore per installare attrezzature di lavoro ed elettrodomestici di nuova generazione.

La penisola può essere rappresentata da un “bancone”, proprio come quello delle cucine “a isola”. Come quest’ultimo, può essere attrezzato per molteplici attività, che possono essere definite “operative”: preparazione dei cibi, cottura e lavaggio.

Il vantaggio?

Più persone possono lavorare contemporaneamente in quello stesso spazio ed in tutta comodità. Nella maggior parte dei casi la profondità è maggiore: aggiungendo 30 cm ad un modulo standard di 60 cm, si arriva a 90 cm, con un’altra fila di basi standard, a ben 120 cm.  Si può così installare un canale attrezzato o un’alzata in cui avere tutto il necessario per lavorare. Attenzione però alle distanze: vanno lasciati liberi circa 100-120 cm per lato per riuscire a muoversi agevolmente; 90-120 cm per aprire le ante.

C’è poi la funzione di contenimento: la penisola attrezzata su due lati offre più capienza per riporre stoviglie ed attrezzature. Il lato rivolto verso il soggiorno può essere completato con vani aperti, per libri e soprammobili, rafforzando così la sua vocazione di elemento di collegamento tra i due ambienti.

Piano cottura a gas o ad induzione per la penisola?

Dipende anche dal tipo di cappa. In presenza di un piano cottura a gas, infatti, è necessario prevedere una cappa aspirante ed un condotto di aspirazione dei fumi, che può essere mascherato da un controsoffitto oppure dal rivestimento stesso dell’apparecchio. Con l’induzione, la cappa non è obbligatoria ma per garantire la qualità dell’aria in cucina, si può ricorrere ad un piano cottura con un sistema di aspirazione integrato.

Penisola: stile tradizionale, funzionalità moderna

Se la penisola è attrezzata solo con il lavello, mentre i fuochi sono sul lato contiguo o parallelo, crea una zona operativa più raccolta, in cui le funzioni sono sufficientemente distanziate per lavorare comodamente. In questo caso, le funzioni sono due: lavaggio, con la vasca integrata nel top e pranzo, con il piano ribassato che fa da tavolo.

Gli impianti hanno un ruolo fondamentale nella progettazione di una penisola. Se non si tratta di una nuova costruzione ma di una ristrutturazione, il punto di partenza è la disposizione degli impianti esistenti.

Il caso più semplice è quello di una mera sostituzione, quello più problematico è dato, invece, dalla necessità di apportare modifiche ai collegamenti di acqua, luce e gas. Non c’è però da spaventarsi.

Nella maggior parte dei casi le deviazioni elettriche e le tubazioni vengono fatte uscire dalla parete, in corrispondenza della zona operativa. Inoltre vengono fatte passare all’interno del “vuoto sanitario” che si forma all’interno della base, oppure accostando di schiena due basi da 60 cm o una base da 60 cm ed una da 30/35 cm.

In alternativa, per non intervenire in modo rilevante su pavimenti e pareti della casa, si può considerare l’eventualità di realizzare una pedana o un pavimento sopraelevato, in cui verrà ricavato un vano tecnico per l’alloggiamento di tubazioni idriche, del gas ed i collegamenti di cavi elettrici.

Per penisole a vista sul soggiorno sono indicati i modelli sottotop o integrati nel piano di lavoro. In linea con il design e le forme pulite delle composizioni moderne, questi modelli sono privi di giunzioni visibili ma soprattutto non hanno sporgenze perché a filo del top. Sono quindi anche molto pratici ed igienici. Solitamente sono in resine acriliche, pietra sinterizzata ed agglomerati di quarzo. Tutti materiali resistenti, in assorbenti e meno soggetti ai graffi ed alle macchie.

I piani con lavello integrato possono essere realizzati anche in grandi dimensioni, fino a 3 metri circa.

Penisola: non solo per snack ma come un vero tavolo

Nelle cucine con penisola, le superfici orizzontali abbondano: oltre ad un worktop di grandi dimensioni, vi è spesso il banco snack o un tavolo collegato. Ciò rende necessaria una grande attenzione ai materiali in cui sono realizzati.

Per i piani di lavoro la scelta oggi è amplissima, a partire dal classico laminato hpl (laminato ad alta pressione), resistente e con un buon rapporto qualità/prezzo.

Più evoluto, tra i laminati, il Fenix, frutto di nanotecnologia: non poroso, con superficie soft touch ed anti-impronte, può essere riparato.

Oltre alle pietre naturali, quali marmo e granito evergreen, sono molto diffusi i materiali compositi, che imitano alla perfezione i precedenti.

I prodotti acrilici sono resistenti agli acidi, agli urti e possono essere realizzati in qualunque forma e dimensione e con giunture invisibili.

Apprezzato per gli spessori sottili e le elevate performance è il gres porcellanato.

Poco adatto per il top, ma perfetto per il banco snack, è invece il legno massello, ad alto spessore ed in alcuni casi (nelle cucine old style) di recupero (“legno vecchio”).

Il banco snack così può diventare un vero e proprio tavolo per quattro o più persone, non a sé stante, ma collegato alle basi della cucina.

Come le dimensioni anche le altezze possono variare: solitamente si va dai 75 cm agli oltre 90 cm, per i veri e proprio banconi. Attenzione quindi alle sedute: nel primo caso si potranno utilizzare sedie standard, in altri casi sgabelli alti con o senza schienale, girevole o fisso. Meglio provarli prima dell’acquisto, tenendo presente che, per stare comodi, quando si è seduti, bisogna considerare circa 30 cm tra il piano del tavolo e le ginocchia.

Ceramica, da materiale tradizionale a materiale tecnologico

Ceramica, da materiale tradizionale a materiale tecnologico

Che cosa si chiede alle superfici della cucina? Dal punto di vista pratico, di essere facili da pulire e resistenti alle macchie, agli urti, al calore ed all’assorbimento dei liquidi.

Da quello estetico, di armonizzarsi con gli arredi e dare carattere agli ambienti. Esigenze ben assolte dalla ceramica, in particolare dal gres porcellanato.

Con le piastrelle (o lastre, se di grandi dimensioni) mixando bene colori, decori e formati, si possono realizzare schemi di posa originali ed altamente personalizzati, proprio come quelli da noi proposti.

Ceramica, protagonista anche nella produzione dei mobili da cucina

Dal punto di vista estetico, la ceramica offre sempre più possibilità. Merito anche della stampa digitale, grazie alla quale è possibile riprodurre ogni tipo di materiale, tra cui legno, marmo, cemento e pietra.

Motivi in rilievo, più o meno accentuati e ben definiti, vengono realizzati tramite la pressatura degli impasti ceramici all’interno degli impianti di ultima generazione, anche su grandi lastre.

I decori possono essere realizzati anche con il mosaico, in gres o in monocottura, applicabile su qualunque tipo di superficie, piana o curva.

I mosaici in monopressocottura sono formati da tessere policromatiche dalla superficie leggermente stondata.

Il materiale Kerlite, gres porcellanato, laminato e rinforzato con fibra di vetro, è utilizzato non solo per pavimenti e pareti, ma anche per piani di lavoro e per rivestire fianchi e frontali dei mobili. Si applica su vari pannelli (ad esempio, il multistrato) e con adesivi specifici (poliuretanici, epossidici, ecc).

Grazie ad alcune lavorazioni ad alta tecnologia che regalano leggerezza, la ceramica è oggi protagonista anche nella produzione di mobili da cucina dando vita così ad atmosfere contemporanee.

Vengono realizzati piani di lavoro rivestiti in mosaico ed ante dalla finitura inaspettata con effetti di chiaroscuro.

La texture impercettibile si sposa con gli elettrodomestici neri ed al tempo stesso contrasta piacevolmente con la linearità dei moduli della cucina.

Pavimenti e pareti in Revival cementine

Esistono piastrelle in gres che riproducono decori, colori e texture delle marmette tipiche del primo Novecento.

Oggi più resistenti e di facile manutenzione perché realizzate con materiale hi-tech, creano atmosfere accoglienti, senza rinunciare alla massima funzionalità.

Adatte ad ambienti colorati possono essere mixate con fondi in tinta unita, come ad esempio, su un blocco da cucina a ferro di cavallo, aperto sul living e che si distingue in maniera scenografica grazie al rivestimento in cementine. Prosegue senza soluzione di continuità sul pavimento, creando una cornice estetica e funzionale che si distacca dal parquet.

Pavimenti e pareti in gres porcellanato

Viene prodotto ad una temperatura di 1180-1250° C. Tale cottura provoca la reificazione del prodotto, rendendolo di conseguenza robusto, impermeabile ed ingelivo.

Può essere smaltato o non smaltato (finitura naturale). Se è definito “a tutta massa” significa che lo strato superficiale della piastrella e quello interno (il supporto) sono identici. Nel raro caso in cui si scheggiasse, il danno risulterebbe minimo. Quelle “a massa colorata” hanno invece l’impasto colorato e la superficie smaltata.

Pavimenti e pareti effetto Azulejo

Colori stemperati, tonalità delicate e motivi geometrici per i rivestimenti effetto Azulejo, perfetti da pavimento ma adatti anche per le pareti. Un modo alternativo di concepire la decorazione che crea vere e proprie scenografie domestiche.

Il pavimento in ceramica definisce la zona pranzo, con misure e proporzioni giuste per accogliere visivamente tavolo e sedie. Il gres può essere ripreso anche sulla quinta scorrevole che scherma la portafinestra.

Giochi d’effetto e geometri 3d

Strategici accostamenti di colore che creano texture optical oppure materiali di pregio riprodotti perfettamente e di maggiore resistenza.

Le piastrelle esagonali, realizzate con tonalità cromatiche a contrasto, possono decorare con tanti cubi la parete della cucina  quasi a tutta altezza. I bordi, lasciati al vivo, creano una greca piacevole.

Pennellate di colore: quali sono le tinte di tendenza nell’arredo cucina?

Chiaro e delicato, scuro e deciso, da scegliere con finitura opaca o smaltata lucida: una delle tinte di tendenza nell’arredo è il rosa, da declinare in tutte le sfumature, così come le superfici materiche e naturali.

Rispetto al passato, sono molto diffuse le piastrelle in gres porcellanato con finitura smaltata, lucida, più brillante oppure opaca dall’aspetto setoso.

In entrambi i casi si possono ottenere prodotti dai colori molto vivaci.

Con le piastrelle a tutta massa, non smaltate ma colorate nell’impasto, è possibile ottenere tinte vivaci tramite la lappatura e la levigatura. Due tipi di lavorazioni che rendono estremamente lucida la superficie della lastra, facendo risaltare il colore del supporto.

Perché scegliere gli innovativi rubinetti da cucina Franke?

Perché scegliere gli innovativi rubinetti da cucina Franke?

rubinetti da cucina sono gli strumenti principali dedicati all’erogazione dell’acqua. Infatti vengono utilizzati tutti i giorni per diverse volte al giorno.

Per questo motivo devono essere scelti con molta cura affinchè  risultino sempre efficienti e funzionali.

I rubinetti da cucina si evolvono insieme alla tecnologia

Esistono sistemi che puntano sul risparmio dell’acqua, altri che privilegiano la qualità strutturale, altri che consentono i più svariati utilizzi e si basano su raffinati meccanismi, tra cui particolari sensori che riconoscono il movimento delle mani ed illuminazioni a Led che invece creano effetti per molti versi suggestivi.

Inoltre esistono rubinetti dotati di centraline digitali e display le quali indicano con esattezza la temperatura e la pressione.

Nella scelta dei rubinetti da cucina è fondamentale pensare alla funzionalità, alla distribuzione degli spazi ed anche al design, al fine di coordinarlo all’arredamento della cucina.

Esistono diversi tipi di rubinetti da cucina. Per scegliere quello più adatto alle tue esigenze, il primo passo da fare è identificare lo spazio che hai a disposizione ed il posto in cui andrai a installarlo.

In base all’installazione, puoi scegliere tra due tipologie:

  • Rubinetti e miscelatori da appoggio. Si installano direttamente sul lavello, sul piano cucina o sul bancone ad isola. Sono i modelli più comuni e possono avere diversi tipi di funzionalità della canna, come doccette estraibili o a molla.
  • Rubinetti e miscelatori a parete: si installano a muro e sono ideali per ottimizzare lo spazio sul lavello.

Tipo di canna e funzionalità: elementi fondamentali per un’ottima scelta del rubinetto

Il rubinetto giusto si sceglie in base al tipo di canna ed alla sua  funzionalità.

Con l’ installazione a parete, è possibile scegliere un rubinetto o miscelatore con:

  • Canna superiore: tipo di rubinetto indicato per essere installato su una parete in cui non ci sono problemi di spazio né ingombri di mobili o finestre sopra di esso.
    Generalmente ha un tipo di apertura bicomando. Si tratta di un tipo di canna alta che consente di riempire comodamente pentole e recipienti profondi; la sua altezza varia a seconda dei modelli e va scelta in base allo spazio disponibile a parete.
  • Canna inferiore: soluzione ideale in caso di installazione a parete sotto un pensile, una finestra o laddove c’è poco spazio. Riduce gli schizzi d’acqua.

Con l’installazione da appoggio, è possibile scegliere un rubinetto o miscelatore con:

  • Canna alta, il quale permette di riempire comodamente grandi recipienti, come pentole, bottiglie, borracce o annaffiatoi. Si adatta bene con lavelli grandi o doppi.

E’ fondamentale  assicurarsi che ci sia abbastanza spazio tra la base ed il pensile sovrastante.

  • Canna bassa. Questo tipo di rubinetto è consigliato dove è necessario ottimizzare gli spazi, ad esempio laddove lo spazio tra la base ed il pensile è ridotto.
  • Canna abbattibile. Adatto se il tuo lavello è posto proprio sotto la finestra o c’è poco spazio a disposizione. Lo puoi abbassare velocemente ogni qualvolta vuoi aprire la finestra.
  • Con doccetta estraibile. Sia i miscelatori a canna bassa sia quelli a canna alta possono avere la doccetta estraibile, la quale consente di direzionare meglio l’acqua e facilita il lavaggio ed il riempimento di pentole e contenitori. Può essere dotata di doppio getto per cambiare la modalità di erogazione.
  • Con molla, dal design contemporaneo per uno stile da vera cucina professionale.

Tipologie di rubinetti da cucina: dal monocomando al bicomando, dal monoacqua a quello con leva clinica

  • monocomando: ha un’unica maniglia, laterale o superiore, per aprire, chiudere e regolare la temperatura e la quantità di acqua erogata.
  • bicomando: è il classico rubinetto con due manopole distinte per regolare acqua fredda ed acqua calda.
  • monoacqua: ha una sola manopola per aprire e chiudere l’acqua ma consente di gestire una sola temperatura. È indicato per lavelli di servizio.
  • con leva clinica: permette di azionare il miscelatore con il solo gomito. È indicato anche per persone con difficoltà motorie e disabili.

L’importanza del design dei rubinetti da cucina: la rubinetteria Franke

L’estetica è un fattore molto importante,  nella scelta di un rubinetto. Ciò viene confermato dalla variegata offerta presente sul mercato.

Un’offerta che si traduce in diversi stili: non è difficile trovare il modello che si adatti perfettamente al lavello e agli altri elementi che caratterizzano l’ambiente in questione.

La rubinetteria Franke aggiunge rilevanza estetica rendendo la  cucina un luogo fondamentale.

Nessun altro elemento della cucina viene  utilizzato così frequentemente come il rubinetto, il quale deve essere pratico e funzionale ed essere un vero e proprio punto di attrazione in cucina. Contribuire inoltre all’efficienza energetica con una tecnologia avanzata ed essere anche ergonomico.

Oltre che curati nell’estetica, con linee sinuose o squadrate, i modelli attuali hanno come duplice obiettivo la praticità d’uso e la limitazione dei consumi idrici.

Gli attuali rubinetti prevedono vari dispositivi che consentono di risparmiare acqua e spesso anche energia. In che modo?

  • Il limitatore di flusso, inserito all’interno della cartuccia, è un blocco che frena il movimento della leva del comando con due o più scatti, corrispondenti a diverse portate d’acqua.
  • Una soluzione più semplice consiste nell’aeratore, un filtro installato sulla bocca di erogazione che riduce il flusso facendo uscire acqua mista ad aria.
  • Alcuni rubinetti hanno anche un limitatore di temperatura integrato nella leva di comando: quando questa viene mossa, si incontra una piccola resistenza che fa evitare temperature troppo alte.
  • I miscelatori monocomando, rispetto ai modelli a doppia manopola, fanno risparmiare di più poiché hanno un’unica leva per miscelare acqua calda e fredda e regolare l’intensità del flusso.
  • Utile è anche la presenza della doccetta estraibile, con cui si può dirigere il getto dove più serve, senza sprechi.

Le cartucce Energy Saving, utilizzate in vari modelli, garantiscono un risparmio quotidiano di energia e acqua con uno stratagemma intelligente.

La posizione centrale della leva di comando è impostata sulla zona di acqua fredda. Solo dopo aver ruotato la leva di 45° a sinistra si entra nella zona di acqua miscelata (fredda/calda).

Il miscelatore Maris Free by Dror di Franke con superficie in rilievo è proposto nelle finiture acciaio optical e nero spazzolato. La canna ruota a 360°.

Procedi alla scelta migliore del tuo rubinetto da cucina, alla posa ci pensiamo noi. I nostri esperti sono a disposizione per un sopralluogo, un preventivo e soprattutto per l’installazione del miscelatore Franke che hai scelto.

Cosa aspetti? Contattaci.

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