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Guida alla scelta del lavello cucina ideale

Guida alla scelta del lavello cucina ideale

Il lavello cucina è uno degli elementi che viene usato più spesso. Per questo motivo la scelta deve essere fatta razionalmente prendendo in considerazione diversi fattori. Vediamoli insieme.

Lavello cucina, quali fattori considerare prima dell’acquisto?

La scelta del lavello cucina e della sua posizione è determinante per la funzionalità e l’organizzazione di flussi di lavoro razionali e ben organizzati.

Prima di procedere all’acquisto del lavello cucina è fondamentale tener presente i seguenti fattori:

  1. La scelta del materiale. Rifletti su quanto verrà utilizzato il lavello cucina, che uso ne farai e quanto frequentemente ed accuratamente pensi di pulirlo.

I lavandini in porcellana, ad esempio, sono soggetti a macchie e segni e sono molto delicati. Quelli in acciaio inossidabile hanno un aspetto minimal e moderno, si puliscono facilmente ma devi fare attenzione a non usare spugnette in acciaio perché potrebbero lasciare segni indelebili.

Il materiale giusto determina la durata e l’aspetto del tuo lavello. Il materiale del lavello diventa particolarmente importante quando arriva il momento di pulirlo e quando si desidera una finitura che sia in grado di resistere alla sfregatura ed alle sostanze chimiche potenzialmente abrasive utilizzate per mantenere la cucina pulita.

I materiali più utilizzati sono:

  1. acciaio inossidabile. Un lavandino in acciaio inossidabile dona un look moderno ed è uno degli stili più popolari. Questo materiale richiede una pulizia regolare per eliminare le macchie d’acqua e di calcare, ma è un materiale durevole e resistente ai graffi.
  2. Rame. I lavelli in rame hanno qualità naturali antimicrobiche che aiutano a ridurre la diffusione di germi e sporcizia. È un materiale riciclabile al 100%. Si tratta di una finitura viva che richiede più cura ed attenzione di molti altri materiali.
  • Granito composito. Un lavandino composito in granito offre una superficie non porosa che si pulisce facilmente. La pietra composita è durevole, resiste a graffi, alle scheggiature ed allo scolorimento, rendendola un’alternativa di qualità al granito.
  • Porcellana. Il look classico della porcellana è senza tempo. Si può trovare in diversi colori, con una finitura lucida che rende facile la pulizia. I lavelli in porcellana non temono il calore elevato e sono piuttosto durevoli.
  • Pietra naturale. I lavelli in pietra naturale sono fatti a mano da artigiani utilizzando una miscela di cemento e fibra di juta. Rappresentano un’opzione ecologica e resistente. Innovativi e notevolmente leggeri, questi lavelli sono resistenti alle macchie, ai graffi ed alle crepe, pur offrendo la classica estetica della pietra ruvida ed opaca.

2) La scelta delle dimensioni. Quando si sceglie la dimensione del lavello bisogna pensare subito al budget a disposizione perché più grande è il lavello, più alto sarà il prezzo.

Se non sei un cuoco accanito, probabilmente puoi cavartela con una dimensione standard, optando tra i 55 e gli 85 cm.

Se invece hai lo spazio sul piano di lavoro, puoi optare per un modello dalle dimensioni più grandi. Fai attenzione anche alle proporzioni.

3) La scelta della tipologia del lavello: da incasso o montato sul piano di lavoro? Un lavello da incasso o sottopiano si monta sotto il bancone, creando un design senza soluzione di continuità.

Il lavello installato sul piano di lavoro si appoggia su quest’ultimo, quindi c’è un bordo visibile che poggia sul bancone stesso.

Un lavello da incasso massimizza lo spazio disponibile sul piano, dal momento che il labbro del lavandino poggia sotto il top.

Il lavello da incasso non ha quindi un labbro esterno perché è attaccato sotto il piano di lavoro. Il bordo di un lavello montato sul piano di lavoro, invece, si nota, e questo significa che c’è meno spazio sul piano rispetto ai lavelli da incasso.

Se ami la cucina dall’aspetto essenziale, questi lavelli fanno per te: poiché non c’è alcun bordo, la sporcizia non può rimanere bloccata tra il lavello ed il bordo del piano di lavoro.

Il lavello montato sul piano di lavoro è solitamente la scelta più economica e di conseguenza lo è anche il montaggio.

Uno svantaggio dei lavelli da incasso è che non possono essere utilizzati con tutti i materiali. Non possono essere montati in genere quando il sottotop è in laminato. Al contrario un lavello montato sul piano di lavoro si installa su qualsiasi materiale, indipendentemente dal fatto che sia in laminato o meno.

4) La scelta della vasca: singola o doppia?  Se hai lo spazio ed un budget a disposizione scegli sempre un lavello a doppia vasca. Innanzitutto ti aiuta a separare i piatti sporchi dallo spazio utilizzabile per il lavaggio e rende l’intero processo di pulizia molto più facile e veloce.

In un lavello a vasca singola lavare le verdure mentre si mette a bagno una grande casseruola è piuttosto complicato.

La doppia vasca ti concede più di tempo prima di dover effettivamente lavare i piatti: è perfetto se ti piace intrattenerti con i tuoi ospiti o se hai una famiglia numerosa che “produce” una tonnellata di piatti ogni giorno.

Se desideri un unico grande spazio utilizzabile ma senza il divisorio nel mezzo puoi optare per un lavello molto grande e profondo a vasca singola. E’ la soluzione ideale se si devono lavare numerose pentole grandi o grandi piatti da portata, ma è allo stesso tempo funzionale sia se cucini più di continuo che meno.

Una terza alternativa è il lavello a due vasche di dimensioni diverse, il quale offre alcuni vantaggi: consente di eseguire compiti separati, come la pulizia dei piatti e la preparazione del cibo, con facilità. Alla base vi è l’idea che si possono lavare piatti e stoviglie nella vasca più grande e preparare i cibi in quella più piccola.

La doppia vasca è utile anche quando si lavano oggetti che non si vogliono mettere in lavastoviglie, mettendo l’acqua insaponata in una vasca e l’acqua di risciacquo nell’altra.

Il punto debole di questa soluzione è quello di avere una vasca più piccola, la quale rende difficile lavare e mettere a bagno pentole grandi.

5) La scelta dello stile. In base a ciò che hai già in cucina, devi scegliere lo stile del lavello con attenzione, a meno che tu non stia facendo una ristrutturazione completa.

Ecco le principali considerazioni da fare:

  • assicurati che il mobile che ospiterà il lavello abbia la necessaria profondità.
  • Assicurati che il mobile possa sostenerne il peso. Ad esempio, un lavandino di porcellana riempito d’acqua può facilmente pesare più di 50 chilogrammi. Il mobile deve essere in grado di sopportare simili carichi.

I migliori sistemi di riscaldamento casa

I migliori sistemi di riscaldamento casa

L’estate è ormai terminata da qualche mese e stiamo pensando già ai sistemi di riscaldamento casa. Ne esistono diversi: dai sistemi a diffusione ai camini. Qual è la migliore soluzione per la tua abitazione? Scopriamolo insieme.

Gli 8 sistemi di riscaldamento migliori per la tua casa

Come anticipato esistono vari sistemi di riscaldamento casa, ognuno avente caratteristiche diverse.

  1. Sistema di diffusione d’aria calda

Sistema poco diffuso in Italia, è costituito principalmente da una caldaia che produce e soffia aria riscaldata attraverso dei condotti. L’aria calda viene distribuita nelle stanze di tutta la casa fuoriuscendo da apposite griglie. Questo tipo di sistema di riscaldamento è chiamato sistema di distribuzione di aria calda canalizzata o aria calda forzata. Può essere alimentato da elettricità, gas naturale o olio combustibile.

Come funziona il sistema di diffusione d’aria calda?

All’interno di un forno a gas o a gasolio, il combustibile viene miscelato con l’aria e bruciato. Le fiamme riscaldano uno scambiatore di calore metallico dove il calore viene ceduto all’aria. Quest’ultima viene spinta attraverso lo scambiatore di calore grazie ad una ventola e, quindi, forzata a circolare nei condotti a valle dello scambiatore. I residui della combustione vengono espulsi dall’edificio attraverso una canna fumaria.

Elemento importante di questo tipo di sistema è il termostato, che accende e spegne il sistema: normalmente un sistema ad aria forzata ha un unico termostato. Le migliori caldaie a gas oggi hanno un’efficienza superiore al 90%.

2. Caldaia ed impianto ad acqua

In questo sistema una caldaia ha il compito di produrre calore per riscaldare acqua. A differenza del sistema a diffusione, quì ad essere riscaldata non è l’aria ma l’acqua che cede calore mentre passa attraverso i radiatori di tutta la casa. L’acqua più fredda ritorna quindi alla caldaia per essere riscaldata nuovamente.

Le caldaie residenziali generalmente utilizzano il gas naturale come combustibile. Invece di un sistema di ventilazione e dei condotti, una caldaia tradizionale utilizza una pompa per far circolare l’acqua calda attraverso i tubi ai radiatori. Alcuni sistemi fanno circolare l’acqua attraverso tubi nel pavimento. Si tratta di un sistema chiamato riscaldamento a pavimento radiante. I sistemi di controllo della caldaia includono termostati e valvole che regolano rispettivamente la temperatura dell’acqua e la pressione dell’impianto.

3. Pompe di calore (condizionatori elettrici)

Sono sistemi che sfruttano l’energia termica presente in natura. Le pompe di calore sono semplicemente dei condizionatori d’aria a due vie. Durante l’estate funzionano da condizionatore d’aria facendo fuoriuscire il calore dall’interno della casa verso l’esterno. In inverno, la pompa di calore inverte il funzionamento, recuperando il calore dal freddo dell’esterno, con l’aiuto di un sistema elettrico e scaricando quel calore all’interno della casa.

Quasi tutte le pompe di calore utilizzano sistemi di erogazione forzata per trasferire l’aria riscaldata in tutta la casa. Una pompa di calore geotermica riscalda e raffredda in qualsiasi clima, scambiando calore con il terreno, che ha una temperatura piuttosto costante.

Le pompe di calore ad aria sono molto più comuni delle pompe di calore geotermiche perché sono più economiche e più facili da installare. Le pompe di calore geotermiche, tuttavia, sono molto più efficienti e sostenibili. Mentre una pompa di calore ad aria è installata in modo molto simile ad un condizionatore d’aria centrale, le pompe di calore geotermiche richiedono che un circuito sia interrato nel terreno, di solito in trincee lunghe e profonde.

La scelta migliore potrebbe essere quella di collegare la pompa di calore ad un impianto fotovoltaico: in questo modo l’energia elettrica necessaria per far funzionare la pompa di calore verrà prodotta quasi a costo zero.

LEGGI ANCHE: Stufe e camini: guida alla scelta

4. Stufe a gas termoventilate

Si tratta di stufe a gas da parete, a posizionamento libero e a pavimento, tutte caratterizzate dalla mancanza di condutture. Questi caloriferi hanno una resa termica relativamente ridotta, sono utili a limite per riscaldare una singola stanza. Se è necessario riscaldare più stanze, le porte tra le stanze devono essere lasciate aperte oppure è necessario installare un altro tipo di riscaldamento.

I migliori modelli di stufe a gas utilizzano sistemi ad “aria combustione sigillata”. I modelli possono essere alimentati a gas naturale o propano. Dal punto di vista dei costi non sono proprio economiche, considerando che oltre al consumo del gas va preventivato anche quello dell’energia elettrica necessaria per la ventilazione.

Le stufe a gas termoventilate sono piuttosto sicure perché sono dotate di valvole di sicurezza e di analizzatore d’ambiente che verifica la percentuale di anidride carbonica presente nella stanza. In caso di pericolo le stufe si spengono automaticamente.

5. Stufe elettriche

Le stufe elettriche sono poco costose ma la bolletta elettrica ne risentirà fortemente. Generalmente ad infrarossi ed al quarzo, trasformano la corrente elettrica direttamente in calore, come un tostapane o un ferro da stiro. Sono poco efficienti perché è necessaria molta elettricità per fornire la stessa quantità di calore che fornisce il gas naturale.

Come per le stufe termoventilate, anche questi apparecchi elettrici vanno bene giusto per riscaldare una singola stanza. Il calore generato da una resistenza elettrica è solitamente la forma più costosa di calore. Se puoi farne a meno è meglio!

6. Stufe a Pellet

Le stufe a pellet sono poco inquinanti. Producono aria calda che, attraverso apposite canalizzazioni, può essere convogliata negli altri ambienti della casa. L’installazione è facile, anche in posizione decentrata rispetto alla canna fumaria.

Il costo del pellet è contenuto ed è sicuramente uno dei combustibili più economici sul mercato.

7. Camini

I caminetti a gas o a legna sono fondamentalmente parte dell’arredamento di una stanza. A parte il loro design, i camini in genere non sono una fonte di calore efficiente.

Per migliorare la capacità di un caminetto di riscaldare un ambiente della casa, basta dotarlo di una porta in vetro a tenuta ermetica.

8. Riscaldamento radiante

Il calore radiante a pavimento, ma anche a parete e a soffitto, è costituito da un sistema che fa circolare acqua calda in tubi sotto il pavimento. Una caldaia o una pompa di calore, scalda l’acqua che viene fatta fluire nelle tubazioni in polietilene reticolato che formano delle serpentine poste sotto il pavimento.

Questo sistema sfrutta la trasmissione del calore per irraggiamento.  Il pavimento si riscalda e a sua volta riscalda l’ambiente circostante. È altamente controllabile, molto efficiente ma è costoso da installare. Richiede anche un progettista ed un installatore esperto.

Meglio evitare di installarlo se sei un estimatore del parquet!

Qual è il miglior sistema di riscaldamento

Non esiste in assoluto il miglior sistema di riscaldamento. Molto dipende da quanto è grande la tua casa, dal suo grado di isolamento termico e da quanto spazio hai a disposizione esternamente per stoccare la legna o il pellet.

Tralasciando le stufe a gas e le stufe termoventilate, le quali hanno una bassa efficienza termica ed alti consumi, possiamo dire che i sistemi di riscaldamento che hanno un rendimento energetico migliore sono quelli radianti e le pompe di calore. I costi di installazione di questi sistemi di riscaldamento sono più elevati.

Un buon compromesso è costituito dalle stufe a pellet, da installare in abitazioni non raggiunte dalla rete del gas. Fanno al caso tuo se vuoi gestire, con costi minimi, il riscaldamento della tua casa ed anche la produzione di acqua calda.

Se hai già una caldaia a gas e non vuoi spendere cifre esagerate per il rifacimento completo degli impianti di riscaldamento, la soluzione ideale è scegliere una caldaia a condensazione. Questa tipologia, rispetto a quella tradizionale, ha un’efficienza più alta con una riduzione dei consumi di gas e di emissioni nell’ambiente.

Sei ancora indeciso su quale sistema di riscaldamento installare? CONTATTACI e ti seguiremo passo dopo passo durante la scelta.

Guida al fai da te: come imbiancare le pareti di casa

Guida al fai da te: come imbiancare le pareti di casa

Imbiancare le pareti è il modo più semplice per igienizzare e disinfettare l’abitazione. Questa operazione potrebbe sembrare semplice ma può trasformarsi in un disastro se non presti la giusta attenzione.

Pitturare gli interni è di gran lunga l’attività di bricolage più diffusa ed è facile capire il perché. Dipingere le pareti non è molto difficile e non richiede una formazione specialistica.

Hai bisogno sicuramente di pazienza, di qualche nozione pratica e dei consigli utili. Questi suggerimenti per imbiancare possono aiutare anche i principianti del fai da te ad ottenere risultati di qualità professionale.

LEGGI ANCHE: Tecnica dello spatolato, caratteristiche e vantaggi della pittura

Consigli utili per imbiancare le pareti di casa

Seguendo i nostri consigli, potrai tinteggiare la tua casa, velocemente ed in modo ordinato, come farebbe un professionista.

  1. Prepara la superficie

Un lavoro di verniciatura inizia sempre con la preparazione della superficie. Ciò significa che devi raschiare, carteggiare, rattoppare e riempire ogni crepa eliminando le imperfezioni presenti sulla superficie delle pareti. Questa è l’operazione meno divertente ma è la parte più importante. Nessuna pittura, indipendentemente dal suo costo, nasconderà una superficie screpolata o danneggiata.

2. Applica un primer

Tratta le pareti con un primer. Ogni volta che dipingi un nuovo muro o dipingi sopra un colore scuro dovresti pre-trattare con un aggrappante. Ma è soprattutto una mossa furba! Il primer ha tre funzioni principali, quali:

  • agisce da fissatore perché stabilizza una superficie macchiata, porosa o oleosa
  • uniforma la superficie agevolando la copertura della pittura
  • migliora l’adesione della vernice, riducendo notevolmente le bolle e le desquamazioni.

I pittori professionisti spesso usano il primer mescolato con una piccola quantità di vernice di finitura. Questo trucco migliora notevolmente la capacità della pittura di coprire perfettamente la superficie trattata.

3. Scegli la pittura lavabile

Come scegliere la migliore pittura lavabile per interni se non sei un esperto? In commercio esistono pitture lavabili dal costo elevato, qualitativamente migliori, ed altre dal prezzo più contenuto.

Meglio prodotti di dubbia qualità ad un costo basso o pitture costose qualitativamente migliori? La soluzione è scegliere una via di mezzo: l’importante è che la pittura lavabile abbia una buona composizione. I prodotti di fascia alta hanno un maggiore potere coprente. Tinteggiare le pareti con pitture buone ti permette di farlo più velocemente senza dover effettuare questa operazione più volte.

La pittura va scelta in base al tipo di stanza da imbiancare: per la cucina ed il bagno, la pittura lavabile deve essere traspirante ed anticondensa. Per questo esistono degli additivi che prevengono il formarsi della muffa.

Ci sono anche pitture lavabili termoisolanti, da utilizzare in zone particolarmente umide o esposte a Nord, le quali combattono la formazione della condensa e mantengono calde le pareti, consentendo un risparmio energetico.

Per chi soffre di allergie è consigliabile scegliere un’idropittura igienizzante a base di resine acriliche. Qualunque sia la scelta, bisogna fare sempre attenzione alle indicazioni sul barattolo circa la quantità d’acqua necessaria per diluire la vernice.

4. Prediligi la tela piuttosto che i teli in plastica

I teli di plastica rappresentano una soluzione molto economica per proteggere i pavimenti e gli arredi dagli schizzi di vernice. Spesso capita però che essi si strappino compromettendo la loro funzione. Per questo è preferibile usare quelli di tela, estremamente durevoli e resistenti agli strappi.

Dal punto di vista della sicurezza, questo tessuto si appiattisce sul pavimento e quindi si hanno minori rischi d’inciampo. La tela assorbe le gocce di vernice, a differenza dei teli di plastica, i quali, se spruzzati di vernice diventano scivolosi. I teli in tela possono essere facilmente piegati attorno agli angoli e alle porte, cosa impossibile da fare con i teli di plastica.

5. Utilizza una prolunga sul rullo

Procurati un’asta telescopica per il rullo. Le estensioni sono disponibili in varie lunghezze:  un rullo che si estende per circa un metro andrà benissimo per dipingere stanze con soffitti alti poco più di due metri e mezzo. Verifica che il manico del rullo abbia un foro filettato all’estremità, quindi applicalo sull’asta di estensione. Quando acquisti la prolunga, cercane una che abbia un’impugnatura morbida ed antiscivolo ed un’anima metallica rigida. Assicurati anche che l’estremità filettata dell’asta telescopica sia di metallo.

6. Usa una griglia come secchio da pittura

Immergere il rullo direttamente nel secchio di vernice è una soluzione approssimativa e disordinata. Un sistema più veloce, ordinato ed efficace è il seguente: stendi la vernice direttamente su una griglia per secchio da pittura. Una griglia è semplicemente una struttura rettangolare rigida, in metallo o plastica, che si aggancia al bordo del secchio. Riempi il secchio a metà con la vernice ed appendi la griglia all’interno del secchio. Immergi il manicotto del rullo nella vernice e fallo rotolare contro la griglia per rimuovere la vernice in eccesso.

7. Niente pulizia dei pennelli a fine giornata

Non hai ancora finito di dipingere? Non è necessario che tu perda tempo a pulire i pennelli ed i rulli. Basta eliminare la vernice in eccesso ed avvolgerli nella pellicola per alimenti. Se necessario, applica un doppio strato di pellicola, quindi metti pennelli e rulli in frigorifero per mantenerli al fresco. Ti sembrerà strano, ma funziona! Il giorno successivo, sarà sufficiente rimuovere l’attrezzatura dal frigo 30 minuti prima della verniciatura.

Ti sei reso conto che il “fai da te” non fa per te? Allora non perdete tempo: CONTATTACI e ci penseremo noi a soddisfare ogni tua esigenza.

Come arredare una cucina in arte povera

Come arredare una cucina in arte povera

Lo stile d’arredo in arte povera è caratterizzato da materiali semplici, i quali creano atmosfere calde ed intime  coinvolgendo l’uso di mobili in legno massello spesso artigianali e con delle ricorrenti note rustiche.

Ancora oggi l’arte povera affascina molte persone offrendo la possibilità di arredare ogni stanza della casa: dalle camere da letto, alla cucina, dalle taverne agli ambienti minori.

Cucina in arte povera: le caratteristiche principali

Una cucina in arte povera ti permette di creare un’atmosfera rasserenante e piacevolmente naturale prodotta dai toni del legno naturale, dalle sfumature della paglia, del midollino.

Il filo conduttore delle cucine in arte povera è nell’impiego di questi materiali naturali. Il legno è il protagonista assoluto di questo stile.   

Un buon legno può regalare ai mobili dalle linee semplici l’armonia cromatica delle sue sfumature. Tendenzialmente questi mobili presentano colori scuri lucidati a cera, sebbene sia possibile scegliere anche delle tonalità più chiare, come l’avorio o il beige o delicati colori pastello, perfetti per restituire maggiore luminosità all’interno di piccoli ambienti. Si tratta di arredi che rimandano a quelli di un tempo: tavoli, armadi, scrittoi, cristalliere, maestose credenze, madie, sedie in legno e  sedie con sedute in paglia, sono elementi irrinunciabili per una casa in arte  povera

Una cucina in arte povera, oltre ad essere bella, è anche funzionale, grazie alla progettazione degli spazi interni dei mobili studiati per una sistemazione ottimale degli utensili. In questo modo potrai averli sempre a portata di mano.

Anche gli arredi in arte povera come cristalliere o mobili vetrina, sono ben pensati per evidenziarne il contenuto e far risaltare piatti e bicchieri.

Linee sobrie e senza tempo danno vita a pensili capienti, i quali sfruttano al meglio lo spazio disponibile. Gli elementi componibili sono progettati su moduli standard che riescono a soddisfare  tutte le esigenze di profondità di basi e pensili. 

Per quanto riguarda l’altezza dei pensili, rispetto al passato, vi è un’ inversione di tendenza: gli altissimi pensili anche se insostituibili per chi ha molti oggetti da stivare in una cucina piccola, lasciano il posto a strutture più dinamiche ed articolate ma soprattutto visivamente più leggere.

Le mensole alternate a pensili variamente attrezzati che si dispongono lungo il piano d’appoggio  possono contenere a vista oggetti di uso quotidiano, i quali, se scelti e disposti ad arte contribuiscono al decoro della cucina.

Per il piano cottura o anche per il forno, sono  molto interessanti soluzioni angolari. Con questa disposizione chi si trova ai fornelli può raggiungere con le braccia e senza spostarsi, il lavello da una parte ed il piano d’appoggio dall’altra.

Se devi allineare i mobili su una sola parete, risulta molto funzionale utilizzare moduli di cottura che si proiettano in avanti creando una diagonale ed un angolo retto. Essi offrono una  maggiore capienza interna rispetto a quelli tradizionali. Il modulo sporgente che contiene i fuochi  offre una possibilità in più in cui si può collocare il forno, che in questo modo risulta apribile anche se si sta ai fornelli. Ed allo stesso tempo si ha dello spazio in più utile per appoggiare tutti i complementi indispensabili per cucinare.

Spesso le cucine in arte povera vengono realizzate in muratura ed anche personalizzate, per adattarsi così agli spazi a disposizione. Questa soluzione crea una particolare atmosfera calda ed accogliente,  soprattutto se abbinata ad accessori come il rame e le ceramiche.

Anche in questo contesto non devono mancare gli elettrodomestici più sofisticati ed all’avanguardia, i quali danno quel tocco di modernità che non guasta.

LEGGI ANCHE: Guida alla scelta della cucina in stile industriale

Consigli su come arredare una cucina in arte povera

La bellezza dello stile in arte povera sta nella versatilità dei mobili, i quali arredano e si accordano perfettamente sia con gli oggetti poveri, quelli, ad esempio “della memoria contadina”, sia con quelli  preziosi.

Ami gli effetti ricercati? Puoi arredare la vetrina ed il piano d’appoggio di una credenza con ceramiche di diverso tipo, ma sempre e rigorosamente in bianco.

In una cucina gli elementi che non possono mancare assolutamente sono:

  • il tavolo. Una volta inquadrato il punto in cui collocarlo, all’interno della cucina o in corrispondenza  di una finestra o in un’area tinello,  valuta sempre se la zona operativa è vicina e quanto il  percorso è ampio da rendere agevole il passaggio.

La dimensione del tavolo è quasi sempre condizionata dal numero di persone che lo utilizzeranno, dalla frequenza d’uso e da possibili esigenze legate ad un suo impiego alternativo al  pranzo.

Un tavolo in arte povera deve essere alto, elegante, robusto ed in una tonalità di colore o di essenza che sia di spicco  sugli altri elementi della stanza.

  • Una sedia in arte povera presenta una linea classica con gambe e schienale in legno, con delle  traverse sagomate che rendono questo complemento molto solido e resistente.

Questa tipologia di stile prevede che la sedia sia sempre abbinata ad un tavolo dello stesso stile.

La sedia in stile arte povera così come quella in stile classico può avere la seduta in legno, paglia ma anche in tessuto. Quest’ultima  può essere rivestita con ampie scelte di tessuto: una possibilità che vale la pena considerare  soprattutto se la zona pranzo “convive” con il soggiorno.

Creare una zona pranzo accogliente e luminosa non è difficile: tinteggia le pareti  con colori chiari evitando toni intensi, che spesso rendono gli ambienti opprimenti. Il calore del legno ripaga sempre soprattutto se viene enfatizzato da pre-esistenze strutturali come le travi in legno, pareti in pietra o mattoni a vista, i quali hanno un fascino unico ed indiscutibile.

Hai poco spazio in casa e vorresti una cucina su misura in arte povera? CONTATTACI. PREVENTIVO GRATUITO

Arredamento in resina: caratteristiche e vantaggi

Arredamento in resina: caratteristiche e vantaggi

Hai un giardino in casa o un’area indoor da rivestire? Se sì, già dall’inizio della primavera, devi pensare a come organizzarlo al meglio, scegliendo l’arredamento giusto, magari in resina, visto che è un materiale che offre numerosi vantaggi. Vediamoli insieme.

Le caratteristiche dell’arredamento in resina

La resina è un prodotto naturale o sintetico, macromolecolare, dotato di proprietà plastiche.

E’ possibile distinguere tra:

  • resine naturali: ovvero materiali organici, trasparenti, di origine vegetale, insolubili in acqua e solubili in solventi organici. Esse presentato un elevato peso molecolare ed una composizione chimica molto varia; induriscono all’aria e vengono per lo più impiegate nella fabbricazione di materie isolanti, saponi, vernici.
  • Resine artificiali o resine sintetiche: sono sostanze plastiche ottenute per polimerizzazione o policondensazione, oppure presenti come tali in natura e rese plastiche attraverso opportuni trattamenti chimici. E’ il caso delle resine acriliche, alchidiche o poliviniliche.

La resina è un materiale edilizio innovativo e moderno grazie alla sua versatilità e funzionalità.

Nata per uso principalmente industriale, oggi è un materiale ampiamente utilizzato, anche, nell’ambito dell’edilizia privata e dell’arredamento sia da interni che da esterni.

La resina può essere impiegata per la realizzazione di pavimenti e rivestimenti caratterizzati da un’ottima estetica e da un’eccellente funzionalità.

Anche nell’ambito dell’arredamento, questo materiale sta conquistando il favore di architetti ed interior design, i quali propongono raffinate soluzioni abitative in cui è protagonista.

L’ideazione di nuovi componenti chimici ha permesso la diffusione di questo tipo di rivestimento e quindi di utilizzarlo in aree come le abitazioni private sotto forma di resine chiamate “resine decorative“.

I vantaggi offerti dalla resina

Molte aziende, negli ultimi anni, stanno proponendo soluzioni per arredo in resina visto i diversi vantaggi che quest’ultima offre. Essi sono:

  • resistenza e robustezza. La resina è un materiale durevole, che garantisce grande resistenza meccanica alle sostanze chimiche ed all’usura, così come alle variazioni di temperatura e all’abrasione. E’ particolarmente resistente anche ai carichi, qualità fondamentale nel caso venisse usata per rivestire una pavimentazione.
  • adattabilità ai più svariati impieghi: viene usata per fabbricare tavoli, sedie, salottini, divanetti
  • economicità
  • ridotta manutenzione: la resina è un materiale altamente resistente ma non esente da danneggiamento o deterioramento.

L’invecchiamento è generalmente causato da graffi, abrasioni, cadute accidentali di oggetti e questi segni del tempo risulteranno più evidenti su pavimenti cromaticamente uniformi e lucidi, dove anche la minima imperfezione tende a risaltare.

La riparazione di una realizzazione in resina però può essere fatta in tempi brevi non richiedendo costi eccessivi. Qualora ci fossero dei segni di danneggiamento è possibile intervenire sulla fessurazione, riparando la superficie e riapplicando la stessa tipologia di resina usata in origine a prescindere dalla sua finitura.

Le resine non richiedono prodotti particolari per la loro pulizia in quanto, essendo impermeabili, non assorbono agenti esterni e facilitano la pulizia della superficie.

Non c’è nulla di più semplice che prendersi cura del mobilio in resina: ti basterà utilizzare una spazzola per spolverare la superficie e rimuovere così lo sporco depositato.

  • personalizzazione: è un materiale estremamente versatile, che offre la possibilità di scegliere tra un’infinità di colori, finiture e tipi di lavorazione. Ogni rivestimento è unico ed è in grado di rispecchiare fedelmente i gusti del committente.

Le peculiarità dell’arredamento e del rivestimento in resina

I rivestimenti in resina riescono a garantire diverse caratteristiche funzionali. Per questo motivo vengono sempre più scelti. Grazie alla loro struttura continua e priva di fughe, sono considerati i materiali più resistenti ed impermeabili.

Allo stesso modo, la resina per rivestimenti è resistente all’usura, agli agenti chimici, ma al contempo molto duttile.

I rivestimenti in resina vengono realizzati con materiali che garantiscono le seguenti peculiarità:

  • assenza di sostanze tossiche e nocive
  • assenza di odori forti e sgradevoli
  • estrema duttilità, la quale consente di rivestire qualsiasi tipologia di superficie
  • idrorepellenza
  • impiego ammesso sia in ambienti interni, sia in ambienti esterni
  • aspetto estetico elegante ed accattivante
  • pulizia pratica e veloce, consentita dalla superficie unica, priva di fughe

I rivestimenti in resina però presentano anche dei svantaggi, quali:

  • sensazione di finzione che si riscontra ammirando un rivestimento in resina
  • mancanza di interruzioni durante la posa, le quali garantiscono una superficie perfettamente liscia che ricorda la plastica. Questa estetica, può essere rimediata, con l’abbinamento di elementi decorativi e personalizzabili
  • la superficie liscia dei rivestimenti in resina è maggiormente soggetta a graffi e scalfittura
  • la resina può essere posata su qualsiasi tipologia di supporto, ma dimostra una scarsa aderenza sulle superfici in vetro
  • le superfici in resina sono molto lisce, uniformi ed idrorepellenti: una volta bagnate, rischiano di diventare molto scivolose e pericolose

La resina è un materiale molto gettonato per il rivestimento di molte superfici nell’ ambiente sia domestico sia lavorativo. Ha un’ottima estetica, poiché riesce a riprodurre l’aspetto di metalli, pietre, cemento, marmo e molti altri materiali risultando più pratica da gestire.

Ha uno spessore ridotto che va dai 2 ai 3 mm e, grazie all’assenza di fughe, dona ai pavimenti, pareti e superfici un effetto perfettamente lineare.

Le resine per pavimenti e superfici piane prendono il nome di resine autolivellanti.  Quelle adatte a rivestire pareti, bagni, cucine, armadi ed altre superfici verticali, invece sono le cosiddette resine in pasta.

I rivestimenti in resina sono richiesti oggi per la copertura e la realizzazione di qualsiasi tipologia di superficie, ma in particolar modo essi vengono impiegati per la realizzazione dei seguenti ambienti:

  • cucina
  • bagno
  • scale
  • rivestimenti in calcestruzzo
  • piscine

Grazie alle eccezionali caratteristiche di igiene e praticità, la resina viene impiegata per rivestire le pareti ed i piani della cucina. La superficie completamente compatta e continua, infatti, garantisce una pulizia immediata e non consente l’accumulo di cibo e di sporco.

Negli ambienti umidi come il bagno, la resina è particolarmente indicata proprio per le sue peculiarità idrorepellenti. E’ un materiale idoneo e consigliato per resistere alle infiltrazioni di acqua ed alla formazione di muffe.

La trasparenza della resina consente di dare quella particolare alternanza di colorazioni e di materiale che risulta particolarmente indicativa per gli ambienti moderni, soprattutto per la realizzazione di scale sospese.

Il grande impatto estetico è consentito anche grazie all’inserimento di elementi all’interno delle resine, oppure nel sottofondo. In questo modo è possibile ottenere fondali di piscine, come anche tavoli e complementi d’arredo molto ricercati e apprezzati per la loro particolarità.

Hai deciso di fare un rivestimento cucina utilizzando la resina? Contattaci. PREVENTIVO GRATUITO

Come arredare casa con marmo

Come arredare casa con il marmo

Al giorno d’oggi la bellezza e la versatilità della pietra è tornata ad essere molto apprezzata dai moderni designer d’interni.

Il marmo è stato riscoperto come materiale nobile per arredare ogni ambiente della casa, sia moderno sia contemporaneo.

Consigli utili su come arredare casa con il marmo

Vuoi dare un tocco classico ed allo stesso tempo moderno all’arredamento della tua casa?

Segui questi consigli:

  • delinea lo spazio usando le colonne di marmo. Il concetto di spazio aperto sta diventando sempre più comune. Che tu viva in un piccolo monolocale o in una spaziosa villa, il layout open space apre lo spazio e lo fa sentire meno soffocante e confinato! Tuttavia, anche se la casa manca di alcune pareti, hai ancora bisogno di delineare lo spazio affinchè resti organizzato e non ci sia disordine visivo. In questi casi, il marmo può svolgere questa funzione in maniera eccellente.
    Scegli colonne semplici, con bordi dritti e pochi tocchi decorativi per dare allo spazio un aspetto più industrial.
    Non c’è bisogno che le colonne si estendano dal pavimento al soffitto.
  • Utilizza il marmo sulle pareti o sui pavimenti. Se le pareti ed i pavimenti fossero entrambi ricoperti di marmo, gli ambienti potrebbero sembrare davvero troppo spogli e freddi.
    Utilizzando il marmo solo su una superficie, hai la possibilità di dare un tocco di atmosfera classica allo spazio, abbinandolo a materiali più moderni. Puoi utilizzare il marmo sulle pareti della cucina, oppure pensarlo come alternativa al tradizionale rivestimento del bagno o della sala da pranzo.
  • Inserisci il marmo in una stanza utilizzando semplicemente una cornice lungo tutto il perimetro delle pareti.
  • Nella camera da letto puoi realizzare in marmo una sola parete, magari solo quella del lato testiera.
  • Preferisci questo materiale nobile sul pavimento? Il salotto è un’ottima scelta poiché è tradizionalmente uno spazio più formale. Puoi valorizzare una sala da pranzo arredata in maniera economica utilizzando il marmo ed aggiungere un tocco di design che faccia risaltare il tavolo da pranzo.
  • Il marmo lucido è la soluzione di pavimentazione migliore per ingressi e corridoi. Arredarli con un tavolo circolare sormontato da alcuni oggetti di design o con un vaso di marmo ripieno di fiori rigogliosi rappresenta una scelta davvero sofisticata. La pavimentazione in marmo dona una sensazione di lusso al bagno principale di qualsiasi tipo di abitazione.
  • Inserisci elementi architettonici in marmo. Scale, caminetti e vasche da bagno ad incasso diventano complementi d’arredo unici se caratterizzati dal marmo. Spesso è tutto ciò di cui un elemento architettonico ha bisogno per enfatizzarsi.
  • Opta per mobili in marmo. Quest’ultimo è un materiale eccellente per il mobilio perchè è forte, robusto e resistente all’usura ed ai graffi. Poiché è un materiale particolarmente pesante e non è proprio facile da maneggiare, bisogna essere sicuri che il nuovo acquisto si adatti allo spazio.
    Non devi per forza attenerti ai colori neutri. Un tavolo di marmo colorato aggiungerà quel tocco di colore necessario per dare vita al tuo ambiente.
    Il marmo è particolarmente indicato per realizzare i tavoli. Perchè non sostituire l’isola di legno della cucina con un’isola realizzata in marmo? Si verrebbe a creare una transizione visiva dai fornelli alla zona pranzo.
    Puoi donare eleganza al tuo spazio preferito con un tavolino in marmo, oppure usare i tavoli di marmo come mobili da esterno, dato che sono abbastanza resistenti da rimanere ben saldi durante le intemperie e non temono gli agenti atmosferici.
  • Inserisci il marmo tra gli accessori e le decorazioni. Questi ultimi sono disponibili in commercio in varie dimensioni e ti permettono di “provare” questo materiale, valutandone l’effetto sugli ambienti della casa, prima di sceglierlo definitivamente per arredare ogni ambiente della casa.
    Quando osservi gli accessori in marmo, immagina di inserirne nella stanza uno o due al massimo. Un paio di lampade in marmo possono essere un bel punto focale nella camera da letto.
    Un portacandele di marmo oppure un set completo da bagno possono regalare un tocco romantico a questo ambiente.
    Hai un budget limitato? Puoi indirizzarti verso elementi che si ispirano al marmo, i quali offrono la stessa atmosfera in stile classico ma ad un prezzo decisamente più abbordabile.
    Un elemento a parete oppure un tappeto a motivi che imita i colori neutri e le venature naturali che si ritrovano nel marmo potrebbero essere tutto ciò che ti serve per caratterizzare in modo classico ogni ambiente della casa.

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Cucina componibile o in muratura: differenze e vantaggi

Cucina componibile o in muratura: differenze e vantaggi

La cucina è il punto focale della casa, il luogo in cui esprimiamo la nostra convivialità. La scelta del tipo di cucina non può essere sottovalutata: è fondamentale pensare all’uso che ne farai ed al tempo che vi trascorrerai sia per cucinare sia per conversare.

Cucina componibile e cucina in muratura: qual è la scelta giusta?

Prima di acquistare una cucina è importante valutare estetica, funzionalità e praticità.

Una cucina componibile è una cucina moderna realizzata con elementi componibili e su misura e con materiali differenti, quindi completamente personalizzabile.

Quali vantaggi offre una cucina componibile? Con questa tipologia di cucina è possibile sfruttare al massimo anche i piccoli spazi, grazie alla sua modularità che consente di scegliere i pezzi su misura ed adattarli alle proprie necessità.

I vantaggi principali sono i seguenti:

  • la struttura della cucina componibile conferisce alla casa un aspetto ordinato
  • i moduli di una cucina componibile si montano e smontano molto facilmente. Questo è vantaggioso soprattutto quando si deve cambiare casa
  • vasta scelta di colori disponibili
  • il legno ingegnerizzato utilizzato nei mobili cucina componibili conferisce loro un’ottima resistenza all’usura e, quindi, una grande durata negli anni
  • la qualità generale è sempre alta perché tutte le sezioni delle cucine componibili sono prodotte in fabbrica e sottoposte a severi controlli di qualità
  • lo spazio per riporre gli oggetti non è mai un problema con le cucine componibili perché si possono inserire mobili e cassetti-contenitori su misura
  • i mobili vengono realizzati in fabbrica ed assemblati solo in loco quindi niente disordine e polvere in casa quando si monta una cucina componibile
  • il costo della cucina componibile non si discosta mai dal preventivo, a meno che non si voglia apportare qualche modifica al design
  • pronta consegna per molti modelli disponibili già in magazzino. Per le soluzioni più complesse i tempi di attesa si aggirano sui 30-60 giorni

Le cucine componibili presentano però anche dei piccoli svantaggi, quali:

  • una cucina componibile generalmente ha prezzi contenuti, anche perché non ci sono costi di progettazione e la produzione è in serie. Raggiungono costi rilevanti se si scelgono determinati brand che, però, garantiscono un’alta qualità dei materiali utilizzati.
  • il legno ingegnerizzato si graffia e ripristinarlo è impossibile, a differenza del legno massiccio che può essere invece carteggiato. Inoltre il legno ingegnerizzato utilizzato in molte cucine componibili soffre il calore estremo ed alcuni dei materiali di cui è composto possono danneggiarsi
  • poca flessibilità nella composizione degli elementi quando l’ambiente è asimmetrico o ci sono pareti inclinate, oppure colonne, nicchie, pareti stondate
  • design spesso sempre uguale. Le cucine seguono mode e tendenze, quindi è possibile trovarsi di fronte a cucine praticamente uguali in case diverse
  • difficoltà di reperire i pezzi sostitutivi nel lungo periodo. Questa è una criticità derivante in parte dal punto precedente: poiché le tendenze cambiano velocemente ed i produttori hanno necessità di sostituire i modelli con una certa frequenza, sono costretti a metterli fuori produzione, con conseguente difficoltà di reperire gli elementi dopo qualche anno
  • la pulizia e la manutenzione su mobili cucina con finitura lucida o opaca richiede sempre un certo sforzo

LEGGI ANCHE: 5 idee per personalizzare una cucina lineare

Cucina in muratura: quali sono le caratteristiche principali?

Una cucina in muratura viene costruita interamente da zero utilizzando materiali naturali come legno, pietra e marmo.

Muratori e falegnami, grazie ai materiali, utilizzano lo spazio a disposizione al fine di realizzare una composizione con muretti ed ante in legno, le quali prendono il posto dei mobili.

Di solito vengono create anche delle allocazioni specifiche per gli elettrodomestici da incasso.

La cucina in muratura viene spesso utilizzata nelle case di campagna, nelle taverne, in ambienti rustici o Shabby Chic. Questa tipologia dona all’ambiente un’atmosfera calda ed accogliente e ricorda molto le vecchie cucina di una volta.

Le rifiniture esterne possono essere in mattoni o in piastrelle. Quest’ultime si legano bene con il legno delle ante e dei mobili incassati, proprio come nelle cucine in stile country.

Oggi il mercato propone anche cucine che sembrano in muratura ma sono solo rivestite e costano un terzo di quelle in vera muratura.

La cucina in muratura è una cucina estremamente robusta ed è perfetta per coloro che amano i materiali naturali. Offre i seguenti vantaggi:

  • grande possibilità di personalizzazione e di sfruttare ogni singolo centimetro a disposizione
  • possibilità di scelta tra diversi stili di cucina in muratura: moderna, classica o country
  • praticamente indistruttibile
  • massima libertà di scelta dei materiali e dei rivestimenti, con un alto grado di personalizzazione

I difetti di una cucina in muratura sono davvero pochi. Fra questi, però, che ne sono alcuni che potrebbero frenarti al momento della scelta di questo tipo di soluzione. Essi sono:

  • costo elevato perché bisogna tener presente sia il costo della cucina sia quello della manodopera fornita dal muratore, dal falegname e dal piastrellista
  • non c’è la varietà di colori così ampia e praticamente illimitata delle cucine componibili. Di solito le cucine in muratura sono disponibili nelle tinte del beige, nei colori chiari che si abbinano bene al legno
  • poco spazio di manovra in caso di intervento dell’idraulico o dell’elettricista per la riparazione di un guasto o di una perdita
  • a differenza di una cucina componibile, la cucina in muratura non è smontabile. Questo rappresenta un problema perché se un giorno volessi cambiare casa, non potresti portar via la cucina. Per un cambiamento occorre demolire la struttura con relativa spesa impegnativa e non pochi disagi.

Analizzando le caratteristiche e le differenze di entrambi le tipologie di cucina è difficile stabilire quale sia la scelta migliore. Entrambi presentano caratteristiche costruttive e progettuali molto differenti.

La cucina componibile è preferibile per i costi più contenuti, per la grande varietà di colori, materiali e modelli, per la facilità di montaggio  e smontaggio nel caso in cui un giorno volessi spostarla in un’altra abitazione.

La cucina in muratura rappresenta la scelta migliore se hai un un budget di spesa capace di far fronte agli alti costi di realizzazione, se desideri una cucina praticamente indistruttibile e vuoi personalizzare in maniera assoluta l’ambiente sfruttandone spigoli, angoli, colonne e pareti irregolari.

Stai scegliendo la tua nuova cucina? Sai che puoi averla anche personalizzata su misura? CONTATTACI.

Consigli utili su come personalizzare una cucina lineare

5 idee per personalizzare una cucina lineare

Sei amante delle cucine lineari? Sono composizioni disposte su una sola parete ed a volte considerate “monotone”. Ma approfittando dell’ampia scelta di moduli ed attrezzature, puoi combinarle in modo personale.

Come personalizzare una cucina lineare

La cucina lineare, a differenza dei sistemi ad isola, non richiede molto spazio. Per gli ambienti lunghi e stretti rappresenta una scelta obbligata ma è anche molto indicata negli open space, in cui l’area “operativa” è a vista sul soggiorno.

Questa tipologia di cucina, in molti casi, lascia ampio spazio libero al centro. E’ un’opportunità per progettare una comoda zona pranzo. Essendo addossata alla parete, è possibile sfruttare quest’ultima in tanti modi, giocando, ad esempio, con le altezze oppure inserendo, tra basi e pensili, uno schienale attrezzato.

I problemi d’impianto sono minimi a partire dalla cappa, la quale potrà accontentare sia coloro che amano le soluzioni “d’arredo” sia coloro che la vogliono totalmente nascosta.

Durante la cottura dei cibi vengono prodotti fumi e vapori. E’ fondamentale quindi assicurare la qualità dell’aria in cucina non solo con l’apertura delle finestre ma anche in modo più controllato, tramite una buona cappa. Quest’ultima diventa:

  • Obbligatoria e del tipo aspirante (a meno che l’installazione non sia possibile), se il piano cottura è a gas
  • Facoltativa, ma sempre consigliata, anche in modalità filtrante, in presenza di piastre ad induzione.

Sul mercato esistono molte tipologie di cappe. Per le cucine lineari, installate a parete, le più diffuse sono quelle “d’arredo”, a vista, o quelle “sottopensile”, completamente nascoste o di cui è visibile solo il frontalino.

LEGGI ANCHE: Cucine su misura total white declinato in tutta la gamma di sfumature

5 soluzioni di cucine lineari dalle quali prendere ispirazione

Le cucine lineari offrono molti vantaggi e sono adatte sia per living ampi sia per spazi più contenuti.

Ecco alcune soluzioni tra cui puoi scegliere:

  • Cucina lineare integrata nel living. E’ organizzata in modo efficiente, coniugando ergonomia e praticità. Le funzioni sono ben distribuite, a cominciare dalle colonne, poste ad un’estremità.

La zona operativa è definita dal piano in acciaio inox con zona cottura e lavabo integrati. La cappa in acciaio diventa la protagonista della cucina lineare. Incorniciata da una struttura in alluminio con ripiani e piattaia.

A parete, la boiserie puoi attrezzarla con accessori, come lampada riscaldante, porta bottiglie, mensole, contenitori per erbe aromatiche ed alimenti.

Il carrello con vano a giorno e piano fisso in grès porcellanato, aggiunge funzionalità.

Il tavolo, al centro dell’ambiente, fa da spartiacque con il living, arredato con una composizione che si armonizza con l’estetica della cucina.

  • Cucina lineare con giochi di volumi e di finiture. La composizione è vivacizzata sia dall’utilizzo di finiture diverse sia da una disposizione dei moduli in un mix equilibrato di pieni e vuoti. Il blocco operativo ha una profondità maggiore rispetto a quella standard delle colonne e ciò comporta una superficie di lavoro più ampia, che permette di ricavare spazio per lo schienale attrezzato con mensole portaoggetti e barre per gli utensili.

Puoi personalizzare la cucina con pensili e cestoni che offrono grande capienza.

Sopra la zona cottura, è collocata la cappa “d’arredo” con motore potente ed illuminazione integrata.

Come frigorifero e congelatore, anche il forno è inserito in una colonna e vicino al piano di lavoro: una soluzione ergonomica.

  • Cucina lineare a vista sul soggiorno. Questa soluzione occupa tutto lo spazio compreso tra due pareti. L’area di lavoro ha dimensioni notevoli, con zone lavaggio e cottura sufficientemente distanziate per operare comodamente durante tutte le fasi, quali preparazione, cottura, lavaggio a mano ed in lavastoviglie. Non si tratta però solo di una zona operativa: tra basi e colonne puoi introdurre un elemento tipico dei living, una vetrina dove fanno bella mostra i calici, soprammobili o, perché no?, oggetti da collezione.

Le colonne con gli elettrodomestici, come vuole la regola, sono inserite all’estremità.

Il tavolo da pranzo, posto davanti al blocco lineare, ma decentrato, fa da ponte tra la cucina ed il soggiorno, all’interno dello stesso ambiente.

  • Cucina lineare divisa dal living. I due ambienti, anche se non sono separati da porte, rimangono in comunicazione tra loro. Non è pero riducibile a semplice “zona cottura” ma si tratta di un ambiente in cui si può pranzare, studiare o lavorare.

Questa tipologia di cucina, pur organizzata su un’unica parete, è vivacizzata  dall’accostamento di volumi diversi e da capienti vani libreria.

Puoi personalizzare questo spazio utilizzando mensole e librerie in legno o effetto legno, le quali valorizzeranno l’area di lavoro.

Nel blocco operativo, super organizzato, ampio spazio è lasciato ai lati sia del lavello sia del piano cottura. Il forno è collocato sulla colonna.  Pensili, utensili e contenitori possono essere agganciati alla barra luminosa.

  • Cucina lineare aperta sul living. Questa tipologia si caratterizza per il gioco di volumi. Le colonne all’estremità della composizione si affiancano ad altre più basse, così potrai sistemarvi sopra elementi portabottiglie.

All’altra estremità, la zona operativa puoi affiancarla da una serie di mensole in legno aventi la stessa profondità dei pensili. Una soluzione che contribuisce a dare più leggerezza alla composizione.

Una cucina lineare può essere arricchita da un piano utilizzabile come tavolo.  Un elemento che può essere utilizzato anche come area snack o angolo di lavoro, poggiato alla base terminale e ad un’altezza sfalsata rispetto al top. Si tratta di una soluzione inconsueta per una cucina lineare, che collega armoniosamente cucina e living.

Con questa tipologia di cucina lineare, oltre all’area operativa ben organizzata, viene dato ampio spazio alle colonne. L’uniformità delle due colonne laterali, viene interrotta da quella di mezzo, con cestone, scaldavivande, forno, microonde e vano con anta.

Come avrai notato, le cucine lineari offrono diversi vantaggi. Prendi ispirazione dalle soluzioni proposte e contattaci per avere un preventivo gratuito!

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