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Rinnovare gli interni: iter, pratiche e bonus

Rinnovare gli interni: iter, pratiche e bonus

Apportare qualche cambiamento agli interni della propria abitazione è un’esigenza spesso legata al deterioramento delle finiture o all’invecchiamento degli impianti. Talvolta invece è una necessità dovuta al mutamento delle abitudini domestiche o dei gusti che vengono sollecitati  dalle nuove tendenze.

Intraprendere un qualsiasi intervento di rinnovamento della casa significa operare delle scelte che, a seconda dei casi, possono essere legate all’organizzazione degli spazi o riguardare l’estetica e poi metterle in pratica. E’ proprio quest’ultimo aspetto a suscitare non pochi dubbi: a chi rivolgersi e come procedere?

Le spese sostenute si possono detrarre, usufruendo dei bonus fiscali dedicati alla casa?

Per agire a norma e nella tutela personale ed altrui, prima di dar corso a qualsiasi lavoro in casa, occorre sapere quali sono gli obblighi di legge a carico e quali gli eventuali adempimenti burocratici. Le risposte a queste domande le fornisce il Comune in cui è situato l’immobile oggetto dei lavori, attraverso l’ufficio tecnico dedicato all’edilizia privata.

Gli interventi più diffusi nel rinnovare gli interni

  1. Modificare il layout della casa procedendo con la demolizione e successiva costruzione di pareti divisorie, può sembrare un intervento di routine ed invece richiede un iter burocratico a cura di un progettista abilitato (geometra, ingegnere, architetto, iscritto al relativo ordine professionale).
  2. Qualche problema lo crea anche la sostituzione degli infissi, uno degli interventi più comuni e diffusi. Il motivo risiede nella diversa classificazione del lavoro (manutenzione ordinaria o straordinaria) a seconda che i nuovi serramenti comportino o meno la modifica di materiale o tipologia rispetto a quelli precedenti.

Demolizione e ricostruzione di pareti divisorie

E’ ciò che si fa comunemente in una ristrutturazione per modificare il layout della casa. Ad esempio, quando si aggiunge un bagno o si sposta la cucina nel living.

Quando finalizzati a modificare la distribuzione degli spazi in un appartamento, questi due interventi rientrano nella manutenzione straordinaria. Se, invece, un tramezzo viene demolito e ricostruito nella stessa posizione, senza variare il layout della casa né le dimensioni delle stanze, si parla di manutenzione ordinaria.

Normativa e pratiche amministrative

La distinzione sopracitata è fondamentale, in quanto gli interventi di manutenzione ordinaria possono essere eseguiti senza titolo abilitativo e senza comunicazione in Comune. Lo stabilisce il Glossario di edilizia libera entrato in vigore il 22/04/2018.

Nel caso di manutenzione straordinaria, il riferimento è il D.P.R n°380 del 6/6/2001 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia”. Riguarda “le opere e le modifiche per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, purchè non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni d’uso.

Per poter effettuare lavori di manutenzione straordinaria serve la Cila, Comunicazione di inizio lavori asseverata, disciplinata dall’art. 6 bis del Testo Unico, alla quale vanno abbinati gli elaborati grafici inerenti il progetto di ristrutturazione.

Con la Cila è possibile iniziare i lavori subito dopo la presentazione della pratica presso lo “Sportello Unico per l’Edilizia” del Comune territorialmente competente.

Per la compilazione delle dichiarazioni ed asseverazioni di competenza tecnica e per la realizzazione del progetto è necessario rivolgersi ad un professionista abilitato (“progettista” o “tecnico asseverante”). Con la pratica, il tecnico dichiara che le opere realizzate tramite Cila rispettano la normativa in materia. In sostanza, è proprio lui, munito di opportuna delega o procura speciale, a presentare la Cila; tale prassi è ormai consolidata in quanto in molti Comuni sono attive procedure obbligatorie di invio online, accessibili solo a chi è dotato di firma digitale e posta elettronica certificata.

Ci sono alcuni aspetti tecnici che non vanno trascurati  quando si tratta di “spostare” le tramezze. Uno di questi riguarda la posizione: occorre rispettare i requisiti igienico-sanitari, previsti dai regolamenti edilizi comunali vigenti, per quanto concerne le dimensioni minime degli ambienti ed i rapporti di illuminazione ed aerazione dei locali.

Per questo motivo serve un tecnico che coordini le operazioni, dalla progettazione alla realizzazione. I lavori poi devono sempre essere eseguiti da maestranze qualificate ed abilitate come quelle presenti nel nostro valido team. Non bisogna dimenticare che la demolizione di un tramezzo può interessare anche gli impianti che talvolta sono in esso contenuti.

Incentivi per chi ristruttura

In caso di manutenzione straordinaria, si ha diritto alla detrazione fiscale prevista per le ristrutturazioni edilizie. Tale bonus permette di recuperare in 10 anni, con rate di uguale importo, il 50% della spesa sostenuta per un massimo detraibile di 96mila euro. Tali condizioni sono valide fino al 31/12/2019. Oltre questa data, la percentuale di sconto potrebbe essere ridotta, come pure l’importo massimo detraibile.

Per usufruire dello sconto fiscale, occorre presentare in Comune la pratica edilizia ed effettuare tutti i pagamenti tramite specifico bonifico “postale o bancario”.

La documentazione raccolta, comprese le asseverazioni a firma del tecnico incaricato, andrà poi consegnata al proprio consulente fiscale in sede di dichiarazione dei redditi.

Possono usufruire di questa detrazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche, residenti o meno sul territorio dello Stato italiano.

L’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari degli immobili, ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese.

Sostituzione di infissi, uno dei lavori più effettuati, grazie anche alle agevolazioni fiscali

I motivi che portano a sostituire gli infissi sono generalmente due: rottura o ammaloramento dovuti al tempo e/o, esigenza di un maggiore isolamento termico ed acustico. In molti casi queste due motivazioni si sovrappongono.

Ci sono casi in cui un infisso danneggiato può essere riparato, ma è importante capire se ciò sia davvero conveniente, soprattutto se si tratta di infissi con trenta o più anni di vita. Infatti, in questi casi, il ripristino potrebbe trasformarsi in un’operazione molto costosa, in alcuni casi addirittura paragonabile alla sostituzione, ma senza quei benefici che, invece, gli infissi moderni garantiscono.

Un’ultima considerazione da fare è che un serramento con singola lastra di vetro risalente agli anni Settanta è al di sotto dei valori minimi di isolamento previsti attualmente per legge e risulta sei volte più dispersivo, un infisso con vetrocamera realizzato negli anni Ottanta lo è comunque tre volte. Questo riguarda la maggior parte delle abitazioni edificate tra il secondo dopoguerra e gli anni Ottanta. Ecco perché la sostituzione dei serramenti è sempre consigliabile. Passare dai vetri singoli a quelli doppi o tripli in alcune zone geografiche significa risparmiare sulla climatizzazione tutto l’anno.

Tipologie dei serramenti

I telai dei serramenti si possono dividere in due grandi famiglie: i mono materiale ed i composti.

I primi sono realizzati con un unico materiale per tutta la loro sezione, mentre i secondi prevedono due materiali diversi accoppiati, nel tentativo di sfruttare al massimo le caratteristiche di entrambi.

All’interno degli infissi mono materiale, il pvc è più diffuso, seguito dal legno, che ancora riveste un ruolo molto importante nel mercato per la sua estetica e dall’alluminio che, grazie al taglio termico, fornisce performance concorrenziali. Quest’ultimo, essendo un metallo è un buon conduttore e quindi poco isolante, e deve la sua diffusione in questo settore all’introduzione del cosiddetto “taglio termico”: il telaio in alluminio è formato da due parti separate che sono unite con un giunto isolante.

Il giunto garantisce l’isolamento necessario e l’alluminio fornisce qualità estetiche, durata, resistenza agli agenti atmosferici e bassa manutenzione.

Una delle caratteristiche apprezzate, non solo dall’alluminio ma anche del pvc, è l’ampia gamma di colorazioni possibili, anche simil legno.

Gli infissi in materiali misti si presentano con varie combinazioni: pvc-legno, alluminio-legno, pvc-alluminio. In molti di questi casi il nucleo del telaio è comunque realizzato in pvc.

Il profilo doppio permette di differenziare i colori tra interno ed esterno.

Per evitare di intervenire sulla muratura, riducendo tempi di posa e costi, si può montare una nuova finestra su un vecchio telaio, ma solo se lo stato di conservazione di questo lo consente.

Un nuovo telaio serve comunque e con tale sovrapposizione si riduce di 4-5 cm la parte vetrata, a meno che non si acquistino modelli con profili ultrasottili.

Nella scelta dei nuovi modelli, grande attenzione va prestata anche alle performance tecniche. Ad esempio, la capacità di contrastare la dispersione di energia si chiama trasmittanza termica  e deve essere certificata da istituti qualificati ed accreditati.  Quanto più il valore è basso, tanto più il serramento ha potere isolante.

Per accedere alle detrazioni fiscali sono previsti limiti di trasmittanza da rispettare per i serramenti nel complesso (telaio+vetrazioni) in funzione della zona climatica in cui è ubicato l’edificio. Vi è un’ampia gamma di vetrazioni che, combinate in vetrocamera, possono garantire prestazioni di isolamento  ma anche di sicurezza. Nella scelta, per la tenuta  termica sono utili i cosiddetti “coating” (depositi metallici basso-emissivi oppure selettivi), mentre ai fini acustici conta più lo spessore: meglio se le lastre stratificate hanno spessore differenziato.

Pratiche amministrative ed incentivi per chi cambia gli infissi

La sola sostituzione degli infissi, senza altre opere ad eccezione di quelle necessarie per eseguire la posa in opera correttamente, è qualificata come manutenzione ordinaria, per la quale non sono necessari adempimenti burocratici o pratiche edilizie.

Se l’immobile è ubicato in una zona vincolata ai fini paesaggistici, anche per la semplice sostituzione dovrà essere comunque preventivamente richiesta l’autorizzazione paesaggistica ai sensi dell’Art. 146 del D.Lgs. 42/04.

Quando invece i nuovi serramenti modificano le caratteristiche di quelli esistenti (dimensione, ripartizione e quindi numero di ante, tipologia di apertura, colore esterno) l’opera diventa classificabile come manutenzione straordinaria e, quindi, richiede una pratica. In più, i tali casi, in condominio, può servire anche il parere dell’assemblea.

Riguardo gli incentivi e fino al 31 Dicembre è possibile beneficiare della detrazione pari al 50% delle spese per la sostituzione dei serramenti con modifica di materiale o di tipologia (manutenzione straordinaria) o della sola sostituzione (manutenzione ordinaria) se rientra nel novero di una più ampia ristrutturazione della casa. Oppure, se l’acquisto delle finestre si configura in modo certificato quale intervento di miglioramento della prestazione energetica degli edifici.

Per ottenere il riconoscimento dello sconto fiscale, occorre pagare tramite bonifico bancario o postale, indicando la legge di riferimento, i dati del beneficiario e del destinatario, la causale.

Per l’ecobonus è fondamentale anche inviare un’apposita documentazione all’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Nel “bonus finestre 2019” rientrano anche: ampliamento finestre esterne, riparazione o sostituzione di davanzali di finestre o balconi; sostituzione senza modifica della tipologia di infissi.

Essere informati e sapere a chi affidarsi significa risparmiare su costi e tempi ed avere garanzia del risultato. Ed allora cosa aspetti? Contattaci

Come preparare la casa all'estate

Piccole e grandi soluzioni per preparare la casa all’estate: tende da sole, zanzariere, climatizzatori

Il grande caldo è in arrivo: se non ci abbiamo pensato, siamo ancora in tempo per adottare le giuste soluzioni per goderci il meglio della bella stagione.

Tende da sole: elementi di grande funzionalità

Le tende sono spesso realizzate su misura, per adattarsi alle dimensioni della zona da schermare e possono avere un’estensione massima diversa da un prodotto all’altro.

Gli elementi fondamentali delle tende da sole sono i seguenti:

  • il telo, che ha la funzione di filtrare i raggi Uv ed allo stesso tempo di lasciar passare la luce; dev’essere resistente all’acqua, mantenere il colore nel tempo, essere intaccabile da funghi e muffe e non macchiarsi.
  • la struttura portante, cioè il telaio di sostegno, su cui viene applicato il telo. Si tratta di una struttura tubolare metallica con “bracci”, agganciati a parete ed a soffitto, trattati per resistere alle aggressioni degli agenti esterni alla corrosione. Può essere anche in legno, purchè adeguatamente trattato.
  • il cassonetto: serve come protezione della tenda quando questa è arrotolata evitando di esporla alle intemperie come pioggia, neve o grandine.
  • la copertura in lamiera, alternativa al cassonetto, per proteggere la tenda chiusa. Si applica ai balconi, terrazzi, lastrici solari, giardini, facciate con finestre o vetrate.

Le tipologie di tende da sole più diffuse

Spazi esterni e serramenti diversi esigono differenti tipi di schermature solari, che si distinguono soprattutto in base ai sistemi di chiusura e di apertura ed alle strutture che li sostengono.

  • A bracci estensibili: ideali per balconi e terrazzi, si compongono di una barra superiore, alla quale è fissato il tubolare con la tenda arrotolata e due bracci che, allungandosi verso l’esterno, aprono il telo a sbalzo. Offrono una protezione superiore. Da fissare a muro oppure a soffitto, possono essere completate da un cassonetto ed essere azionate a motore (oltre che manualmente).
  • A caduta: indicate per finestre e balconi, hanno una struttura lineare, che scende in verticale e due bracci laterali leggermente sporgenti. Alcuni modelli sono suddivisi in due strati: uno superiore, che cade in verticale ed uno inferiore, che può sporgere oltre il balcone per far entrare più luce ed aria.
  • A cappottina: si tratta di una versione in stile tradizionale del modello a caduta. E’ adatto per i balconi, ma anche per schermare finestre o vetrate. Le tende di questa tipologia hanno una forma bombata ed il telo cucito sopra un telaio curvato ad arco, che si apre a soffietto. Schermato dai raggi solari nella parte superiore e parzialmente anche ai lati.
  • A filo: ulteriore versione della tenda a caduta, scorre dall’alto verso il basso, a filo del serramento e della facciata, quindi senza sporgere.
  • Per lucernari: generalmente “a filo”, sono specifiche per tetti inclinati. Offrono protezione dal sole e dal caldo intenso, indispensabili per assicurare il comfort in una mansarda. Sono spesso motorizzate, elettriche o solari.
  • Ad attico o “a capanno”: adatte per grandi terrazzi o giardini, sono dotate di guide laterali: in questo modo il telo scherma sia la parte superiore sia quella frontale dell’area interessata. La struttura viene agganciata ad una parete perimetrale e poggia a terra oppure sul parapetto del balcone.
  • Pergole addossate: sono perfette per terrazzi e giardini, dove è possibile installare una struttura fissa ancorata a parete ed a terra. Il telo o le lamelle possono essere fatte passare tra le travi oppure aprirsi e chiudersi a pacchetto, scorrendo all’interno di guide predisposte.

Riguardo i tessuti, sono da preferire le tende in tessuto acrilico, in poliestere, in pvc o in mix di materiali innovativi brevettati dalle aziende.

Indipendentemente dalla tipologia, le schermature solari sono dotate di sistemi per aprire e chiudere la tenda all’occorrenza. Sistemi che possono essere manuali, motorizzati e perfino comandati a distanza. Quelli manuali sono più economici e molto semplici da usare, ma non sono indicati per esempio per le tende che coprono grandi superfici, come quelle ad attico e le pergole. In questi casi, è meglio acquistare un modello dotato di motore o motorizzabile.

I sistemi più evoluti possono essere implementati da ulteriori funzioni, che ne ottimizzano le performance ed integrati nei sistemi domotici. In particolare, due dispositivi possono essere molto utili.

  • Sensori di luce solare. In base all’intensità dei raggi, comunicano al motore quando aprire e chiudere le tende. Un dispositivo di questo tipo permette di beneficiare del calore naturalmente irradiato dal sole durante l’inverno, ma anche di isolare l’ambiente domestico nelle ore più calde delle lunghe giornate estive.
  • Sensori di vento. Un temporale improvviso o un forte vento rischiano di danneggiare le tende per esterni, in particolare il telo. Problema che può essere evitato grazie a questi sensori, che rilevano le vibrazioni provocate dal vento, ne misurano l’impatto e riavvolgono la tenda quando è necessario.

Detrazioni: “bonus tende” ed autorizzazioni

Chi acquista schermature solari da esterno o da interno può usufruire di una detrazione del 50% delle spese sostenute, in base al cosiddetto Ecobonus 2019 (una proroga del bonus per la riqualificazione energetica contenuta nella legge di Stabilità 2019).

Con il termine “schermatura solare” si intende un sistema di protezione dalla luce del sole e dal calore che consente una reazione variabile e controllata dell’energia e della luce alle sollecitazioni solari. I prodotti agevolati sono:

  • le tende da sole e da interni, a rullo, per serre, ecc
  • pergole con tende in tessuto o con lamelle orientabili
  • zanzariere e tende antisetto, qualora dotate di schermatura solare
  • persiane, tapparelle, veneziane, frangisole

Per usufruire del bonus, la schermatura solare deve essere applicata a protezione di una superficie vetrata. Deve inoltre essere mobile, cioè poter essere aperta e chiusa.

Le spese devono essere certificate con la documentazione specifica che ne attesti il fattore solare e la capacità di schermatura (secondo la norma EN 14501:2006), espressa in Gtot da 0 a 4.

L’installazione di una tenda parasole è considerato un intervento libero, per il quale non sono necessarie autorizzazioni amministrative particolari. E’ quindi necessaria solo la Comunicazione asseverata  da un tecnico abilitato (CILA) anziché la segnalazione certificata inizio attività. (SCIA).

Sempre che l’immobile a cui si applica non si trovi in un edificio di valore storico-artistico, caso in cui è necessaria l’Autorizzazione alla Soprintendenza. Dal 6 Aprile 2017 chi installa una tenda parasole in aree soggette a tutela paesaggistica (regolate dall’articolo 146 del Codice dei Beni Culturali) non dovrà più chiedere l’autorizzazione paesaggistica perché questa fattispecie è considerata un intervento libero.

Zanzariere: indispensabili per impedire l’accesso degli insetti

Prevedono una retina a maglie strettissime, metallica, in fibra di vetro o in tessuto plastificato, impercettibile alla vista, montata su un telaio ed applicata all’esterno della finestra.

Le zanzariere differiscono per tipologia, sistema di scorrimento e di azionamento.

  • Per le finestre, i modelli a scorrimento verticale ed a pannello fisso o scorrevole sono di facile utilizzo, grazie a sistemi di apertura pratici ed ergonomici, che si integrano perfettamente con l’infisso, anche in ambienti dagli ingombri ridotti.
  • Per le portefinestre, la soluzione ideale è rappresentata dai sistemi a scorrimento laterale; in alternativa, se non è possibile installare un cassonetto di avvolgimento della rete, si può puntare su prodotti con rete plissettata o a pannello scorrevole, ad anta battente e fissa su sistemi ampiamente personalizzabili.

Prima dell’acquisto, è importante rilevare in modo preciso le dimensioni del vano: ai lati ed al centro, sia in larghezza sia in altezza, verificando eventuali “fuori squadro” del vano a cui apporre la zanzariera. Quindi si procederà annotando il tipo di misure, specificando se sono “finite” o “luce”.

Tipologie di zanzariere

a rullo, avvolgibili a molla. Sono le più comuni e facili da trovare. Apertura e chiusura avvengono grazie a guide laterali che agevolano lo scorrimento della rete. Comode da utilizzare e facili da pulire, sono applicabili solo a finestre e balconi di misura standard.

ad incasso. Molto utili nel caso si abbia l’esigenza di integrare la zanzariera ad un infisso, cioè inserendola in una contro anta, che nasconde così alla vista il profilo di alluminio. Questo  modello è particolarmente adatto ad edifici moderni, in cui vuole mantenere “pulita” l’estetica della facciata.

plissettate ed a molla. Ideali per piccole finestre oppure per porte di passaggio in casa. Questi modelli sono dotati di una struttura che consente di regolare l’apertura del pannello a seconda delle esigenze. Hanno un telaio realizzato in pvc resistente, ma molto sottile, con uno spessore massimo di 5 mm. Una caratteristica che le rende perfette per risparmiare spazio in casa e per agevolare i passaggi, senza il rischio di inciampare.

fisse. Sono la soluzione più semplice se si ha in casa una finestra o una porta con dimensioni particolari che non si ha la necessità di aprire o chiudere molto spesso. C’è anche nella versione estensibile.

a battente. Risolvono le situazioni di portefinestre che costituiscono punti di intenso passaggio o che si affacciano su terrazzi e balconi. Esistono nelle varianti ad una e a due ante. La struttura solitamente è in alluminio, mentre la rete può essere in fibra di vetro.

magnetiche. Sono le più pratiche ed economiche. Il loro funzionamento è molto semplice: si tratta di pannelli di poliestere, applicabili a porte e finestre tramite fasce adesive. Sono disponibili in misure standard.

su misura. Rispondono alla necessità di chi ha balconi e finestre di misure non standard. Possono essere verticali, quelle solitamente utilizzate per proteggere le finestre, o laterali, di protezione a portefinestre o balconi.

Azionamento delle zanzariere

  • Avvolgimento tradizionale: una volta aperta e rilasciata, il riavvolgimento della rete prosegue fino alla completa apertura, a meno che non sia l’utente a fermarlo.
  • Arresto manuale: la zanzariera si apre e la rete si riavvolge solo se l’utente agisce manualmente, decidendo l’ampiezza di apertura secondo le esigenze di attraversamento. (nel caso di una portafinestra).
  • Chiusura automatica: si richiude da sola, in totale autonomia, una volta sganciata con una leggera pressione. L’utente attraversa la zanzariera senza correre il rischio che resti aperta.

Climatizzatori: apparecchi elettrici, multitasking e sempre più smart

Rispetto al passato, i climatizzatori hanno abbassato i consumi elettrici: basti pensare che i modelli di ultima generazione sono mediamente in classe energetica A++, sia in modalità raffrescamento sia in riscaldamento (dal 1 Gennaio 2019 l’Energy Label prevede una scala che va dalla A+++ dalla D).

Tutti hanno la funzione di riscaldamento con la pompa di calore. Nel rispetto dell’ambiente, utilizzano gas refrigeranti ecologici, come il R32 che ha un Global Warming Potential (GWP) inferiore rispetto a quelli fino ad ora utilizzati.

Regolando umidità e qualità dell’aria, i climatizzatori creano le condizioni ottimali per il benessere indoor.

I modelli attuali sono dotati infatti della funzione di deumidificazione e di efficaci sistemi di filtraggio e purificazione dell’aria: trattengono virus, batteri, muffe, polveri sottili e fumo. Spesso si tratta di sistemi a base di ioni d’argento che impediscono la proliferazioni di microorganismi nocivi, così come i filtri agli enzimi ed al nano platino. Si tratta di strati protettivi che impediscono il depositarsi di polvere ed impurità anche per lungo tempo, riducendo i consumi e limitando la necessità di manutenzione dell’unità.

Al microclima ideale contribuiscono anche altri fattori: un tasso di umidità ambientale tra il 40 ed il 60% ed una temperatura interna di circa 5° C inferiore a quella esterna sono condizioni ottimali per il corpo umano.

Tecnologie evolute e modelli di climatizzatori

I modelli attuali sono dotati di pompa di calore che inverte il ciclo del freddo consentendo di riscaldare gli ambienti nelle stagioni intermedie.

Tutti i nuovi climatizzatori funzionano inoltre con la tecnologia Inverter: l’azione del compressore viene modulata in modo da utilizzare solo la potenza necessaria al raggiungimento della temperatura impostata, senza picchi di consumi come avveniva nei vecchi modelli On/Off.

Climatizzatori fissi: gli split

Un impianto di climatizzazione fisso è la soluzione ideale per climatizzare gli ambienti. E’ formato da un’unità esterna collegata  ad una o più unità interne. In base al numero di queste, i sistemi si definiscono monosplit, dualsplit o multisplit, proprio perché costituiti da due o più elementi separati.

Esistono anche modelli senza unità esterna.

L’unità interna in estate ha il compito di distribuire l’aria fresca, sottraendo il calore all’ambiente. E’ generalmente sistemata a parete, nella parte superiore, un genere di collocazione adatto in quasi tutte le situazioni. In base al tipo di installazione, esistono altri tipi di apparecchi.

I modelli a soffitto sono ideali per rinfrescare, poiché l’aria fredda scende. In alcuni casi possono essere anche incassati nel controsoffitto, lasciando a vista solo la griglia di erogazione dell’aria.

Le consolle a pavimento s’installano come i radiatori; emanano l’aria dal basso verso l’alto. In ogni caso, bisogna prestare attenzione ad alcuni fattori.

Gli apparecchi con pompa di calore non dovrebbero essere installati oltre i 2.5 metri di altezza, poiché l’aria calda tende naturalmente a salire verso l’alto.

E’ comunque bene evitare di installare le unità interne vicino a fonti di calore e vapore ed in esposizione diretta alla luce solare.

L’unità esterna serve a produrre il freddo ed a disperdere il calore all’esterno. Collegata ad una o più unità interne, è solitamente installata sul pavimento di un balcone o fissata alla facciata dell’edificio, in ogni caso ad una distanza non superiore a 20-25 metri dall’unità interna. 

E’ più voluminosa e rumorosa dell’unità interna, poiché contiene il motore. Per resistere agli agenti atmosferici la carrozzeria è trattata con sostanze protettive antiruggine.

Per evitare il forte impatto visivo, alcune aziende producono unità esterne pennellabili nello stesso colore della facciata.

Climatizzatori portatili: non necessitano di installazione

I climatizzatori portatili sono facili da spostare su rotelle da un stanza all’altra e quindi non hanno bisogno di essere installati. Possono però avere potenze così elevate da riuscire a climatizzare ambienti con superficie anche fino a 30/40 mq.

Alcuni sono dotati di pompa di calore per la funzione di riscaldamento, e come gli apparecchi fissi, deumidificano e purificano l’aria dell’ambiente. Funzionano tutti con gas refrigeranti ecologici ed hanno un’efficienza energetica superiore alla A.

Rispetto al passato hanno ridotto di molto la rumorosità, sempre più elevata comunque rispetto ad un climatizzatore split, poiché i modelli portatili contengono in un unico elemento anche il motore. Funzionano come qualsiasi elettrodomestico, attaccando la spina alla presa elettrica: all’esterno sono collegati attraverso un tubo flessibile che espelle l’aria calda.

Installazione e manutenzione dei climatizzatori: a chi rivolgersi

Per la realizzazione di un impianto completo di unità esterne ed interne, occorre affidarsi solo a professionisti, che forniscano la certificazione del lavoro svolto a regola d’arte. Deve trattarsi, quindi, di tecnici abilitati, come quelli che caratterizzano la nostra impresa edile, in possesso del “patentino frigoristi”.

Va tenuto conto che, per questi interventi, sono solitamente necessarie anche opere murarie, con un’incidenza dei costi totali anche fino al 50%.

All’installatore spetta anche la manutenzione periodica. Deve controllare, per esempio, che le tubazioni siano integre e che non vi siano perdite di gas refrigerante. All’utente spetta la manutenzione ordinaria, in particolare la pulizia dei filtri.

Capitolato per una ristrutturazione di appartamento

Capitolato per una ristrutturazione di appartamento

La pianificazione dei lavori di ristrutturazione di un appartamento non può prescindere dalla redazione di un capitolato. Il documento viene realizzato dai tecnici dell’impresa edile incaricata della ristrutturazione.

Cos’è il capitolato per la ristrutturazione di un appartamento?

Il capitolato è un documento, allegato al contratto di appalto, nel quale vengono classificati gli interventi tecnici, i materiali, i volumi, le superfici, la durata dei lavori ed i costi relativi alla ristrutturazione. Attraverso la redazione di questo documento si pianificano i lavori.

Questo documento viene redatto separatamente ma è parte integrante del contratto d’appalto nel quale è presente anche una Dichiarazione Impegnativa dell’Appaltatore volta a specificare la relazione tecnica del progetto, il piano di sicurezza, il computo metrico dell’appartamento, la documentazione relativa alla sicurezza sul lavoro, il programma dei lavori, l’Oggetto dell’appalto e l’Ammontare dell’appalto.

Il capitolato per i lavori di ristrutturazione di un appartamento è facoltativo per i privati. Al contrario, si tratta di un documento obbligatorio per gli appalti tra imprese edili e pubblica amministrazione. Per i committenti privati consigliamo comunque di far redigere questo documento ad un professionista iscritto all’albo (ingegnere, architetto, geometra) per tutelarsi in giudizio in caso di problematiche che possono sorgere con l’impresa edile.

Capitolato per la ristrutturazione: com’è fatto?

Nella prima parte del documento vengono citate le informazioni dell’appartamento sul quale viene predisposto l’intervento di ristrutturazione: l’indirizzo (la città, la via e il numero civico), il numero di vani, il piano, la presenza o meno di un ascensore e le dimensioni di superfici/altezze.

Nella seconda parte del capitolato sono presenti gli interventi relativi a:

  • Demolizioni: eventuale rimozione di piastrelle, zoccolature, sanitari, pavimenti e porte, abbattimento dei muri (tramezze) non portanti.
  • Formazione degli scassi: alloggiamenti delle guaine, scatole portafrutto e di derivazione per successiva realizzazione nuovo impianto elettrico, alloggiamento delle tubazioni e scarichi per bagno e cucina, alloggiamento tubazioni del gas a partire dal contatore fino al piano cottura e alla caldaia e alloggiamento di tubazioni per l’impianto di riscaldamento.
  • Impianto elettrico dell’appartamento: prodotti utilizzati, tecniche impiegate e superfici. Bisogna specificare se va realizzato un nuovo impianto elettrico, i punti luce, le prese di servizio, prese tv e telefono.
  • Impianto idraulico di bagno e cucina: in questa sezione vanno specificati i prodotti utilizzati, le tecniche impiegate e le superfici. Possiamo inserire quì le informazioni relative al bagno, ad esempio la fornitura e posa in opera di tubazione in rame e PVC per carico e scarico, montaggio dei sanitari (lavabo, bidet, doccia, vasca, cassetta di cacciata e lavatrice) e della rubinetteria. Riguardo la cucina, ad esempio, troviamo la fornitura e la posa in pera della tubazione di carico e scarico dell’acqua e il collegamento con la rete di scarico condominiale.        
  • Impianto del gas e di riscaldamento: vanno specificati i prodotti utilizzati, le tecniche impiegate e le superfici.  In quest’area del capitolato va inserita la fornitura e posa in opera delle tubazioni in rame coibentato con partenza dal contatore fino al piano cottura e alla caldaia. Da segnalare anche il foro di areazione del gas.
  • Impianto di riscaldamento: posa in opera della caldaia, fornitura e posa in opera delle tubazioni fino al collettore e di quelle all’ interno dell’appartamento fino ai termosifoni o termoventilatori. Infine bisogna specificare il numero dei termosifoni o termoconvettori o termoventilatori. Anche in questo caso vanno specificati i prodotti, le tecniche impiantistiche e le superfici.
  • Piastrellatura: specificando prodotti, tecniche e le superfici sulle quali applicare le piastrelle o il parquet. In questa sezione va inserita la posa in opera delle piastrelle (a pavimento e/o a rivestimento) eseguite con uno specifico collante e la sigillatura dei giunti tra piastrelle. In caso di installazione di parquet vale lo stesso discorso.
  • Opere murarie con specifiche sui prodotti impiegati, le tecniche e le superfici. Qui possiamo inserire la costruzione di opere murarie come tramezze, telai per porte e finestre, davanzali, ecc.
  • Coloritura e rifiniture: come in ogni altra sezione del capitolato, anche, quì bisogna inserire le specifiche sui materiali, sulle tecniche e sulle superfici. Ad esempio vanno inserite: la rimozione della carta da parati, la rasatura dei muri e la tinteggiatura.

Nell’ultima parte del capitolato per la ristrutturazione di un appartamento vi sono le informazioni di contatto dell’impresa edile: numero di telefono/fax, indirizzo email ed eventualmente, se presente, l’indirizzo del sito web.

Le voci del capitolato possono essere maggiori rispetto a quelle che abbiamo preso in considerazione in questo articolo e dipendono dallo stato in cui si trova l’appartamento prima della ristrutturazione.  Per questo, il documento va redatto da professionisti del settore edile che possano valutare al meglio quali sono gli interventi essenziali da intraprendere. Per fare qualche esempio sulle eventuali integrazioni al capitolato possiamo parlare di:

  • Lavori di consolidamento: ad esempio il consolidamento delle murature con “iniezioni” di cemento armato;
  • Facciate;
  • Controsoffitti;
  • Impermeabilizzazione;
  • Opere da falegname;
  • Protezione termica.

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