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Guida alla scelta delle piastrelle per il bagno: grandi lastre

Guida alla scelta delle piastrelle per il bagno: grandi lastre

Usare piastrelle a grandi lastre per il bagno offre numerosi vantaggi in tutte le tipologie di ristrutturazione o nella realizzazione di nuove costruzioni.

Scopri con me i motivi per cui dovresti utilizzare piastrelle più grandi per il tuo bagno.

Le piastrelle per il bagno a grandi lastre

Se stai pensando di ristrutturare il tuo bagno o di costruirne uno, ti sarai sicuramente chiesto se è meglio usare piastrelle di un formato piccolo o più grande. Spesso, i miei clienti alla domanda restano abbastanza disorientati. Il gusto estetico di ogni persona è differente. Tuttavia tendo sempre a consigliare le piastrelle di grandi dimensioni poiché offrono una serie di vantaggi aggiuntivi di cui possono beneficiare.

Mi capita con una certa costanza di sentirmi dire che il motivo per cui si preferiscono le piastrelle piccole è dovuto alle ridotte dimensioni del bagno. Niente di più sbagliato! Anche per i bagni in cui lo spazio è ridotto è possibile installare piastrelle a grandi lastre. Il primo motivo per sceglierle è sicuramente l’assenza di fughe che garantisce un  effetto di maggiore spaziosità. Questa tipologia di rivestimento infatti fa sembrare gli spazi più ampi di quanto non siano in realtà. Ma questo non è l’unico vantaggio, ce ne sono molti altri.

Quando utilizzare piastrelle di grande formato?

Se vorresti avere un bagno moderno ed elegante, l’utilizzo di piastrelle di grande formato è la soluzione migliore.

Nel mercato dei materiali edili troviamo un’ampia gamma di piastrelle di grande formato per poter rispondere a tutte le esigenze estetiche. L’importante è adottare questi rivestimenti con un’idea chiara di stile e in base al progetto costruttivo da affrontare.

5 motivi per utilizzare piastrelle a grandi lastre

Potrei consigliarti decine di vantaggi nell’utilizzare le piastrelle di grande formato per il tuo bagno ma voglio raccogliere in questo articolo almeno i 5 motivi principali.

1. Maggiore sensazione di spazio

Come già anticipato, uno dei motivi è il miglioramento della sensazione di spaziosità. La grandezza delle piastrelle influisce direttamente sulla percezione delle dimensioni della stanza. Se scegli dei colori chiari, questa sensazione migliorerà ulteriormente.

2. Creano un effetto di continuità

Per i rivestimenti serviranno sicuramente molto meno lastre grandi a differenza di quelle piccole. Ciò significa che dal punto di vista visivo queste piastrelle daranno una sensazione di continuità e di uniformità. Inoltre le fughe dovute alla separazione tra le lastre saranno estremamente ridotte e in alcuni casi impercettibili.

3. Tempi di installazione più rapidi

Un altro vantaggio che posso evidenziare è quello relativo alla riduzione dei tempi di installazione. Più sono grandi le piastrelle, meno ne serviranno! Se vuoi accorciare i tempi di installazione le piastrelle a grandi lastre fanno al caso tuo. A ciò bisogna aggiungere che, con le nuove tecniche di installazione, il processo di piastrellatura sarà molto rapido.

4. I grandi formati sono moderni

Per chi ristruttura un bagno è essenziale dare un tocco di modernità all’ambiente. L’utilizzo di piastrelle di grandi formati ti aiuterà a creare uno spazio unico e moderno. Le vecchie piastrelle (quadrate e di piccoli formati) sono il passato…passa al moderno con le piastrelle a grandi lastre.  

5. Le piastrelle a grandi lastre sono più igieniche

Ebbene si… le piastrelle a grandi lastre sono più igieniche. Ti starai chiedendo il perché, vero? Te lo spiego subito! Nei bagni tradizionali rivestiti con piastrelle piccole lo sporco va ad insinuarsi nelle fughe, di solito abbastanza ampie, i cui materiali risentono dell’umidità. E’ proprio in quelle aree che vanno ad insidiarsi batteri e funghi, anche a causa della costante umidità presente nei bagni. Pertanto, le piastrelle di grandi dimensioni, con fughe quasi impercettibili, non consentono ai batteri di annidarsi e permettono una pulizia più approfondita con i normali detergenti.

Prova ad immaginare come sarebbe bello e moderno il tuo bagno adottando le piastrelle a grandi lastre. Spero che questo articolo ti abbia fatto comprendere le potenzialità estetiche dei rivestimenti di grande formato e quanto sia facile e veloce utilizzarle.  

Se hai intenzione di ristrutturare il tuo bagno e vuoi saperne di più sulle nostre soluzioni edilizie ti basterà chiamarci al 3282883309 oppure scriverci utilizzando il nostro form di contatto. Sapremo consigliarti e guidarti nella scelta delle migliori piastrelle per il tuo bagno. 

Rivestimenti pareti e pavimenti: le migliori soluzioni decorative

Rivestimenti pareti e pavimenti: le migliori soluzioni decorative

Cercare combinazioni dècor originali e personalizzate per la propria casa è divertente e regala grandi soddisfazioni. Si tratta di un vero esercizio di stile che diventa anche molto interessante perchè permette di approfondire le proprie conoscenze su materiali e rivestimenti, da scegliere non solo in base ai propri gusti ma considerando le caratteristiche architettoniche della stanza da arredare, la luce, le dimensioni. Quando si tratta del bagno poi di devono fare delle scelte ancor più consapevoli per la presenza di acqua e vapori.

Le migliori soluzioni decorative a cui ispirarsi

  • il mosaico: un rivestimento senza tempo proposto, oltre che in vetro, in infinite miscele cromatiche dalla superficie bright e riflettente, anche in gres colorato o ad imitazione di materiali nobili (come marmo e pietre), più in linea con le attuali tendenze di interior decoration. In ogni versione, garantisce sia la caratteristica che lo contraddistingue, ovvero comporre superfici “quadrettate”, sia la praticità, perchè le tesserine sono premontate su rete.
    Una modalità che semplifica la posa persino su supporti irregolari o curvi. Per lo stesso motivo, il mosaico è indicato anche per piccole porzioni di pareti, essendo facile da tagliare a misura direttamente in opera. Le tesserine del mosaico a toni cangianti, sono ideali per creare profondità e dare luce valorizzando, ad esempio, la vasca o la doccia.
  • la cementine. Da qualche anno la ceramica ha saputo reinterpretare pattern decorativi tradizionali come le tipiche piastrelle decorate in pastina colorata di cemento. Al punto che, per quanti non abbiano la fortuna di rinvenirle durante una ristrutturazione o di acquistarle presso rivenditori che trattano materiali d’epoca, molte aziende del settore ne hanno previsto in catalogo molteplici versioni di produzione industriale, che vanno ad affiancarsi a quelle di fattura artigianale. La differenza tra le due tipologie sta nella possibilità di personalizzazione. Anche questo materiale può essere utilizzato per valorizzare la vasca o la doccia, magari creando sulla parete della vasca, un arazzo d’effetto creato con cementine in gres.
  • carta da parati. Concepire il bagno come “ambiente wellness” ha rivoluzionato il modo di progettarlo. Il mondo delle finiture, per esempio, ha visto affinarsi le tecniche produttive consentendo proposte decorative che non pongono limiti alla creatività. Tra queste, la carta da parati può essere presa in considerazione senza alcuna perplessità grazie a supporti e superfici tecniche performanti, ma assimilabile alle tappezzerie tradizionali per quanto riguarda l’estetica. I prodotti però non sono tutti uguali: per il bagno ci sono quelli in tnt, fibra di vetro o vinilici che non temono l’acqua ma possono richiedere una vernice protettiva.

Con la carta da parati si può realizzare anche una vasca freestanding. E’ il sogno di molti, ma talvolta la possibilità non viene presa in considerazione per timore di non avere spazio a sufficienza o di dover affrontare lavori invasivi e costosi.

Invece anche se per definizione è svincolata dalle pareti, una vasca freestanding non deve necessariamente stare al centro della stanza. Risulta altrettanto originale e d’impatto anche se accostata al muro, modalità d’installazione che permette di utilizzare gli attacchi idrici standard, come lo scarico a pavimento.

Qualche attenzione in più va posta solo alla rubinetteria: si può utilizzare quella a parete, in alternativa a quella a colonna da terra, purchè la bocca sia sufficientemente lunga.

  • rivestimento all over. Richiede una posa accurata, a disegni animalier e geometrie di grande impatto, va abbinato a lavabo ed arredi “neutri” e coordinati, dalle linee semplici, al fine di non creare un eccesso visivo.
  • rivestimento ton sur ton. I formati delle piastrelle vanno variati per determinare la suddivisione degli spazi e dare movimento (30×60 cm) e le macro tessere (3×3 cm) nella doccia.
  • personalizzazione dei servizi in camera: anche se piccolo, il bagno privato permette qualche audacia, come quella di combinare forme geometriche ed elementi di stile differenti come motivi etnici, uno specchio d’epoca con finitura foglia oro, il lavabo in pietra bicolor, rubinetteria e sifone in ottone.

    Per uno stile informale, ci si affida a collaudati pezzi semplici e low cost per giocare invece con i colori. Ad esempio grigio e giallo, un accostamento tra i più riusciti: un rivestimento cenerino si illumina con complementi “vitaminici”.
  • pavimento dècor che mette in risalto il lavabo d’appoggio nel bagno. Questo elemento permette di giocare con forme e colori riuscendo, più di altri modelli, a “rubare la scena”anche quando è di dimensioni talmente mini da essere definito “lavamani”. Facile da installare, richiede solo un foro nel supporto per l’aggancio del sifone. Sagoma e materiale ne definiscono i tratti ma sono importanti anche lo spessore e l’altezza dei bordi.
    Proprio quest’ultimo aspetto è determinante per stabilire sia l’altezza del piano di sostegno sia quella della rubinetteria, nel caso sia a parete. Se invece questa è da appoggio, allora il lavabo deve avere almeno un lato con bordo di forte spessore e la predisposizione della sede di installazione.
  • pavimento in parquet. Si può sfatare il luogo comune che penalizza la posa del parquet anche in bagno e porta a rinunciare a quella continuità in casa che per molti è invece importante. Il legno infatti teme solo il contatto prolungato con l’acqua e con le sostanze che lo possono rovinare e richiede ambienti aerati.
    Appurato che il rovere è tra le essenze più resistenti, sono poi le lavorazioni come la spazzolatura, il taglio sega e la piallatura a mano ad aumentare tale caratteristica, perchè asportano la parte superficiale (più debole) facendo emergere quella più resistente. Come anche le finiture ad olio ed a vernice che oggi sono vere e proprie barriere e sono sempre più Voc free.

La composizione che osa senza eccedere e contiene i costi è quella che consiste nell’abbinare il gres effetto parquet a mini piastrelle dalla palette armoniosa su fondo bianco.

Hai intenzione di ristrutturare il tuo appartamento personalizzandolo? Contattaci e richiedi un preventivo. Abbiamo la soluzione adatta alle tue esigenze!

Come scegliere i sanitari bagno

Sanitari bagno: caratteristiche, funzioni e stile

Il bagno, tra i vari ambienti di un appartamento, è quello in cima alle priorità di chi ha appena acquistato una casa, quello su cui si concentrano maggiormente gli interventi di ristrutturazione dei nuovi proprietari.

Il motivo? Il bagno non è più semplice spazio di servizio, ma un luogo di benessere in cui trascorriamo dai 30 ai 60 minuti al giorno, magari in compagnia dei device mobili.

La ristrutturazione del bagno riveste una particolare importanza nell’azione generale di una ristrutturazione edile sia un appartamento sia di una villa.

Secondo i vigenti Regolamenti Edilizi, ogni unità immobiliare adibita ad abitazione deve disporre di almeno un bagno completo di doccia o vasca, tazza wc, lavandino e bidet. Ma come scegliere i sanitari giusti?

Guida pratica alla scelta dei giusti sanitari: dalla tipologia alle misure

Esistono tre tipologie sanitari bagno:

  • Sanitari bagno sospesi: sono i più leggeri ma anche i più pratici perché, essendo liberi nella parte inferiore, possono essere puliti facilmente. Vengono fissati alla parete di appoggio mediante apposite staffe in acciaio tassellate al muro. E’ fondamentale che siano fissate adeguatamente, poiché su di essere grava il peso dell’intero elemento. Questa tipologia di sanitari sono installabili sono nel caso di scarico a parete e non a terra.
  • Sanitari da appoggio a terra: sono i classici elementi da bagno, presentano una base che li collega allo scarico a terra nel pavimento, qualora così sia predisposto l’impianto. Possono essere addossati alla parete o collegati ad essa mediante una tubatura a vista. In questa tipologia di sanitari rientrano la maggior parte dei sanitari economici.
  • Sanitari bagno filo muro: si adattano a qualsiasi posizione dello scarico e rappresentano il giusto compromesso tra i design dei sanitari sospesi e l’ingombro di quelli standard da appoggio.

Nella scelta del wc e del bidet le dimensioni sono vincolanti, almeno quanto lo è stile. Sempre realizzati in ceramica, sono preferiti soprattutto nel classico bianco, vero passepartout.

Quanto è importante la misura nella scelta dei sanitari?

Sia per la versione dei sanitari filo muro a pavimento che per la versione da terra le misura sono fondamentali. La misura standard rispetta le seguenti caratteristiche: L 36 X P 55 X H 40 cm.

Anche nella versione da terra, wc e bidet sono proposti soprattutto filo muro (back to wall), perché garantiscono un’estetica migliore, nascondendo l’attacco agli impianti. E se questi sono datati, con tubi molto sporgenti dal muro, ci sono sanitari “specifici”, ovvero molto cavi nella parte posteriore.

Visivamente leggeri, facilitano la pulizia e permettono di apprezzare appieno una pavimentazione decorata: ecco i plus dei sanitari sospesi, versatili anche dal punto di vista estetico.

Ne è un esempio, Strada II di Ideal Standard, il bidet con la copripiletta in ceramica ed il vaso dotato di tecnologia AquaBlade per il sistema scarico.

Gli shower toilet, ovvero il WC più Bidet, due in uno, sono una soluzione salva spazio e di grande comfort per tutti. Il costo elevato, dovuto alla tecnologia sofisticata e qualche pregiudizio persistente pongono il freno alla diffusione di questi modelli. Eppure molti Regolamenti edilizi li prevedono quale alternativa ai sanitari in coppia, obbligatori almeno in un bagno in ogni casa. Richiedono anche una presa elettrica.

Sanitari in versione compatta: meno spazio e più comodità

Definire i sanitari “mini” non è appropriato perché questi modelli occupano meno spazio solo in profondità e sono comodi al pari degli altri.

Il coprivaso incide su comfort ed estetica del wc e si acquista separatamente.

Nella versione sospesa, i sanitari salva spazio danno il meglio perché la sensazione di maggiore ampiezza ed ariosità è decisamente amplificata. Anche se di peso inferiore, per l’installazione richiedono alcuni accorgimenti.

Della serie Forty 3 di ceramica Globo, il wc è disponibile con o senza brida. I sanitari misurano L 36 X P 43 cm, sono caratterizzati da un colore bianco e da un coprivaso con sedile rallentato.

Alcuni modelli, pur essendo meno sporgenti, sono invece più larghi di qualche centimetro. Ciò è dovuto ad esigenze legate al rapporto design/comfort.

La posizione dei sanitari: lo schema vincente

La posizione dei sanitari all’interno della stanza risponde a criteri consolidati di buona progettazione, messi a punto per garantire il comfort. In un bagno difficile, però, sono ammesse eccezioni.

Di solito vaso e bidet sono affiancati. Si tratta di una sistemazione decisamente pratica e confortevole ma anche gradevole esteticamente. Convenzionalmente servono 120 cm, misure a cui idraulici ed installatori si attengono nella maggioranza dei casi. Ogni variazione, dunque, va comunicata per tempo.

E’ meno usuale, invece, posizionare i due sanitari uno di fronte all’altro anche se, talvolta, è l’unica possibilità: in tal caso, si devono calcolare almeno 60 cm di spazio tra i due. Questa stessa misura è il minimo da lasciare sempre di fronte ai due elementi, anche quando sono allineati.

Per quanto riguarda l’altezza, invece, un po’ di attenzione va posta all’installazione dei modelli sospesi anche se, per questo aspetto, i professionisti si muovono in autonomia: si tenga conto che la seduta deve essere a circa 40 cm da terra (47 cm per anziani e disabili).

Per garantire massima sicurezza d’uso e praticità alle persone con difficoltà motoria, basta rispettare le semplici regole previste dalla normativa di riferimento (legge 13/1989 e Dm 14/6/1989 n°236) per la progettazione degli spazi domestici. Per quanto riguarda il wc, vanno previste barre di sicurezza (per esempio una fissa ed una ribaltabile) su entrambi i lati.

Doccia, elemento indispensabile in ogni bagno

Doccia, elemento indispensabile in ogni bagno

Secondo un’indagine condotta dall’Osservatorio sulla casa, il 72% degli Italiani che ha un’abitazione con meno di tre locali opta per la doccia. Tale preferenza non si lega solo a problemi di spazio: anche quando non sono costretti a scegliere in base ai mq, comunque non rinunciano ad averla.

Oggi, infatti, la pratica quotidiana di stare sotto il getto non risponde solo ad un’esigenza di igiene ma è vissuta come un momento di relax, favorito dal massaggio esercitato dall’acqua e dalla presenza di vapori caldi. Non si può comunque negare che in molte situazioni la doccia sia l’unica soluzione applicabile la dove i bagno è piccolo.

A favore della doccia depone, infine, anche una motivazione green: il consumo idrico, utilizzando rubinetteria e soffioni a risparmio, è decisamente inferiore rispetto a quello richiesto dalla vasca.

Doccia: modelli e finiture per ogni esigenza

La scelta della doccia è legata allo spazio disponibile: bisogna valutare il punto di installazione e considerare il numero dei muri per l’appoggio.

Per definire la sagoma e la modalità di apertura si possono mixare più soluzioni.

Esistono diversi modelli di doccia per ogni esigenza.

  • Walk-in: di grande impatto, la cabina senza chiusura va presa in considerazione per lati superiori a 100 cm.
  • A profondità variabile: l’irregolarità del box doccia permette di sfruttare l’angolo vicino alla porta o in un passaggio stretto.
  • A soffietto: comoda e salva spazio: si apre come un battente ma richiede la metà dei centimetri.
  • Totalmente accessibile: disegnato per essere “age friendly”, il box si apre completamente er favorire l’accesso a chi ha problemi di mobilità.
  • Con apertura mista: è un’ottima soluzione per ridurre l’ingombro dell’apertura nei box dalle dimensioni generose.

Nel caso di un budget mini, un bagno small, una doccia nella vasca o passante, è decisamente consigliabile una tenda, realizzata magari con un materiale più pesante rispetto allo standard, in modo tale che durante la doccia non si muova e non si attacchi al corpo.

Anche riguardo le cabine ne esistono diverse tipologie:

  • Con profili in nero, di gusto contemporaneo. Tutti gli elementi in metallo sono di colore nero matt.
  • Con lastre specchiate. Estremamente chic, questa finitura regala maggior profondità al bagno. Le lastre sono realizzate con un processo di cromatura sotto vuoto, per polverizzazione catodica e senza il deposito di argento o alluminio sulla superficie. Sono temprate e, se si desidera, trattate per resistere ad aloni e calcare.
  • Pareti fumè. Per proteggere la privacy, con una finitura che si abbina facilmente agli accessori.
  • Il box multifunzione, si differenzia dalle altre cabine innanzitutto per la presenza del “cielino”, ovvero il top che definisce e chiude in alto il volume. Questo particolare permette di avere un angolo wellness completo, con le stesse dimensioni di una doccia standard. In un box multifunzione, infatti, ai getti verticali provenienti dal soffione fisso si possono aggiungere quelli laterali erogati da appositi jet per il massaggio con l’acqua.

Non solo: si possono prevedere dispositivi per la diffusione di musica, colori, aromi. Serve una presa elettrica e, talvolta, una pressione idrica maggiore rispetto a quella solitamente disponibile (1,5-3 bar).

Doccia Arblu, una soluzione innovativa esclusivamente Made in Italy

Arblu è il brand da noi preferito in caso di installazione di un box doccia o piatto doccia.

Questa realtà puramente italiana si occupa della progettazione, produzione e commercializzazione di soluzioni di design innovative per il bagno. (dall’arredo bagno, ai box o piatti doccia).

Si tratta di soluzioni adatte ad essere inserite in qualsiasi contesto stilistico del bagno che ti danno la possibilità di personalizzare l’ambiente con comodi ed eleganti accessori.

I piatti doccia sono realizzati in diversi materiali: dalla ceramica tradizionale, un materiale classico di qualità unito a dimensione e forma moderne, all’innovativo e esclusivo pietra blu, un materiale pregiato ed esteticamente di impatto.

Un materiale naturale composto da minerali e resine e modellato grazie a stampi diversamente texturizzati su design esclusivo. La scelta ideale per chi ama la sensorialità tattile combinata alla resistenza.

Come installare un box doccia in piccoli ambienti di servizio?

In un bagno di circa 246x 179 cm con due pareti occupate dalle apertura, la doccia permette di mantenere agevoli i passaggi e di avere lo spazio sufficiente per una colonna di servizio dove nascondere gli elettrodomestici per fare il bucato. (una lavasciuga ad esempio profonda 45 cm).

In questi casi è consigliabile un box doccia salva spazio, pur avendo un volume interno capiente e comodo. Merito del profilo arrotondato e  di forma semicircolare.

Il piatto doccia, di tipo tradizionale ed alto 6 cm, può essere installato anche a filo pavimento, eliminando totalmente il piccolo gradino.

La colonna è una soluzione vincente sotto il profilo della praticità. Oggi è proposta con l’estetica dei soffioni fissi. I vari modelli sono disponibili con dimensioni standard, a partire da 70×70 cm per la maggior parte dei produttori, ma si possono anche far realizzare su misura, talvolta senza costi aggiuntivi. Rimane sempre fissa, invece l’altezza: tra i 190 ed i 200 cm secondo le aziende. In questo caso richieste particolari possono avere un sovraprezzo.

Se invece hai bisogno di aggiungere un bagno privato, ad esempio, all’ampia stanza dei tuoi ragazzi, allora è possibile intervenire separando la doccia in un vano indipendente. Si ricavano così due mini ambienti: un piccolo bagno con lavabo e sanitari ed un altro per la nicchia con la doccia.

Per la nicchia, la chiusura va scelta in base alla lunghezza del lato ed allo spazio esterno.

Arblu propone l’anta a bilico da 90 cm con un profilo in laccato vulcano e vetro trasparente.

Per uniformità, il piatto doccia deve coordinarsi al soffione ed al box doccia.

In termini di stabilità e resistenza, è fondamentali che le pareti in vetro abbiano spessore di almeno 6 mm. Per quanto riguarda la sicurezza, invece, è il tipo temprato termicamente a dare la giusta garanzia (se si rompe, si frantuma). Se è anche stratificato (doppia lastra con film di materiale plastico interposto), i frammenti vengono trattenuti da tale pellicola interna.

Colonna doccia idromassaggio: guida alla migliore scelta

Colonna doccia idromassaggio: guida alla migliore scelta

Al termine di una giornata lavorativa cosa c’è di meglio di  abbandonarsi alle piacevoli e rilassanti coccole di una colonna doccia idromassaggio.

L’azione combinata dell’acqua calda e dei getti origina un senso di smisurato relax ed è capace di rigenerarci completamente. Al fine di avere ogni giorno la possibilità di fruire di questo piccolo, grande piacere, quale colonna idromassaggio scegliere?

Tutto dipende da quanto siamo disposti a spendere, dallo spazio a disposizione e da quali funzioni desideriamo che abbia la nostra oasi wellness.

Forme, modelli e dotazioni dei più comuni pannelli doccia massaggianti

Un impianto funzionale ed esteticamente pregevole impreziosisce il bagno e rende la doccia un’esperienza più rilassante e piacevole.

 Esistono diverse tipologie di colonna doccia idromassaggio:

  • Standard. Caratterizzata dal classico pannello doccia idromassaggio costituito da un impianto con soffione e da vari getti orizzontali.
  • Cromoterapica detta anche doccia emozionale o doccia policromatica.  Un modello che oggi è facile trovare in tutti i centri benessere, così come nelle camere di resort e di  hotel di charme. La sinergia tra cromoterapia ed azione massaggiante dei getti d’acqua è capace di regalare straordinarie sensazioni di pace e di totale relax.
  • Termostatica. Per eliminare il rischio che durante il lavaggio si creino degli indesiderati sbalzi di temperatura, questo modello dispone di miscelatore termostatico integrato che ha il compito di  mantenere costantemente il grado di temperatura desiderato. Una volta impostata la temperatura da parte dell’utente, il getto d’acqua non subirà mai degli sbalzi dall’inizio alla fine della doccia, rimanendo sempre costante anche se si aprono contemporaneamente altri rubinetti. A tutti sarà capitato di subire un getto di acqua improvvisamente gelida o, al contrario, bollente che non è semplice poi riportare alla normalità. Col miscelatore termostatico integrato, tutto questo non si verifica, la doccia sarà più piacevole, senza stress e senza pericoli nel caso di un bambino.
  • Con seduta. Dedicata a chi vuole stare proprio comodo al 100%  ed ha la possibilità di sedersi su un sedile richiudibile. Ideale soprattutto per chi sta la maggior parte del giorno in piedi e la sera vuole creare un comodo contraltare di benessere.
  • Angolare. Questa tipologia di colonna doccia idromassaggio occupa un angolo del box doccia e, come gli altri modelli, dispone normalmente di più funzioni (soffione doccia, getti orizzontali, doccino ecc.)

I vari modelli si possono anche combinare tra di loro. Per questo motivo è possibile trovare una colonna doccia angolare con cromoterapia, un pannello doccia termostatico con seduta e diverse altre combinazioni.

Quali sono i principali materiali che costituiscono  una colonna doccia idromassaggio?

Le colonne doccia idromassaggio possono  essere categorizzate, oltre che per tipologia, anche per materiali di costruzione.

materiali  maggiormente usati per la realizzazione di un pannello doccia idromassaggio sono l’acciaio, l’alluminio, il vetro ed il bamboo. Quest’ultimo materiale scelto da coloro che scelgono  un arredo bagno ricercato ed esclusivo, nel quale magari potrebbero ben figurare anche mobiletti ed accessori realizzati con lo stesso materiale.

Gli elementi principali di una colonna doccia idromassaggio

Un pannello doccia idromassaggio, generalmente, comprende i seguenti elementi:

  • Soffione, il quale, in una colonna,  può far discendere l’acqua a pioggia o a cascata.
  • Getti idromassaggio: posizionati sul pannello originano delle gittate d’acqua orizzontali e trasversali di vario tipo ad altezza spalle, dorso,  gambe.
  • Doccetta: Consiste di un piccolo erogatore di acqua collocato a fianco della colonna. Viene utilizzata per eliminare il sapone o per la pulizia di zone specifiche del corpo. Non essendo fissa, si può staccare per avere maggiore libertà di movimento e, per esempio, lavarsi senza bagnarsi i capelli. Sarà anche più comodo poter fare la doccia al bimbo o, ancora, può tornare utile quando bisogna sciacquare rapidamente un oggetto o il box stesso.
  • Radio doccia, posizionata nei pressi della colonna.

Funzioni e design di una colonna doccia idromassaggio

I modelli più avanzati tecnologicamente spiccano per la presenza di funzioni sofisticate, le quali rendono la colonna doccia completa e versatile. Ad esempio, nel caso dei miscelatori termostatici, potrebbe essere molto importante impostare una temperatura massima che non può essere superata. Ideale per garantire sicurezza in presenza di bambini.

Un altro accorgimento molto apprezzato è il rivestimento gommato che impedisce al calcare di depositarsi perché basta rimuoverlo con un dito. Speciali cromature assicurano massima resistenza e permettono di mantenere le superfici lucide più a lungo e sicuramente un aspetto estetico più gradevole.

Proprio il design potrebbe essere un aspetto non secondario nella scelta della migliore colonna doccia. Potresti essere colpito, in particolare, dalle forme quadrate del soffione e della doccetta, meno comuni di quelle tonde tradizionali.

Hai in mente di ristrutturare il tuo bagno ed inserire una valida colonna doccia idromassaggio? Contattaci.

sanitari bagno

Come scegliere i sanitari più adatti al tuo bagno?

I sanitari, in ceramica, come da tradizione, sono versatili ed innovativi, grazie allo sviluppo delle tecnologie. Progettati per rispondere alle esigenze di chi ristruttura, offrono flessibilità d’installazione.

I sanitari si installano dopo la posa dei rivestimenti ma vanno scelti prima che inizino i lavori. Oltre all’estetica ed alle dimensioni, occorre valutare il collegamento all’impianto.

Se hai intenzione di spostarli, occorre considerare che la posizione della colonna di scarico del vaso (braga) è vincolante. Occorre inoltre garantire al collegamento la pendenza dell’1%. E quanto più ci si allontana dalla braga, tanto più in alto deve essere il vaso. E’ possibile anche rialzare il pavimento con un gradino.

A seconda di come è progettato l’impianto, lo scarico può essere posizionato a terra o a parte. I nuovi sanitari a terra e filo parete sono universali, cioè installabili in entrambe le situazioni.

Tipologie di sanitari per il tuo bagno

Esistono varie tipologie di sanitari. Di seguito un elenco delle varie tipologie.

Sanitari a pavimento

Si installano a filo muro. Privi di brida (rimless), prevedono un sistema di risciacquo con antibatterico. Sono detti Rimless o anche Rimfree i vasi senza brida, cioè il bordo da cui fuoriesce l’acqua dello scarico.

Grazie a questa tecnologia, non solo l’estetica ci guadagna, ma anche l’igiene, perché i sistemi di risciacquo sono più efficienti ed assicurano la pulizia dell’intera superficie del vaso. Si tratta spesso di tecnologie brevettate.

E’ il tipo di sanitari più comunemente usato. I sanitari in questione hanno lo scarico a pavimento e la cassetta dell’acqua posta più in alto o murata nel muro. Il vaso può avere, spesso, la cassetta “a zaino” posta esternamente al muro e subito sopra il vaso.

Sono facili da montare e richiedono semplicemente di essere fissati al pavimento con appositi tasselli.

Il fatto stesso di essere appoggiati al pavimento fa si che il loro peso, insieme al peso dell’utilizzatore, si distribuisca senza problemi.

Nel caso del vaso con cassetta “a zaino” c’è anche il vantaggio di avere la possibilità di accedere alla cassetta stessa con molta facilità in caso di guasto.

Sanitari a filo muro

Si tratta di una tipologia di sanitari a metà strada tra quelli tradizionali a pavimento e quelli sospesi, poiché, pur avendo lo scarico a pavimento non presentano però alcuno spazio dietro al sanitario stesso e per questo vengono definiti ” a filo muro”.

Si tratta di sanitari aderenti al muro e quindi le operazioni di pulizia sono molto agevolate e  garantiscono una maggiore igiene.

Durante le operazioni di pulizia non si rischia di andare a toccare tubi, flessibili, raccordi, rischiando di danneggiarli poiché tutto rimane “coperto” dal sanitario stesso.

Questo tipo di sanitari possono avere la braga (scarico) sia a muro che a pavimento mediante appositi raccordi.

Sanitari sospesi

Si tratta di sanitari apparsi recentemente sul mercato. Fin da subito hanno trovato accoglimento per il loro effetto sospeso che li fa apparire “leggeri”, rompendo la tradizionale monotonia dei sanitari del bagno. Non essendo appoggiati a terra non trasmettono le vibrazioni sonore alla struttura dell’edificio.

Presentano una maggiore silenziosità delle tubazioni di scarico che vengono collocate nell’intercapedine della parete, una maggiore igienicità poiché è facile pulire anche il pavimento al di sotto di essi.

Non toccando il pavimento non sono neppure necessarie giunture in silicone che sarebbero comunque abbastanza soggette a degradarsi col tempo.              

Igiene assicurata

Per molti regolamenti edilizi e d’igiene locali, la presenza del bidet non è obbligatoria nel secondo bagno di casa, purché quello principale sia completo.

Alcuni, per esempio quello di Milano, stabiliscono che vaso e bidet possono essere integrati in un unico apparecchio, anche se esiste un unico bagno. Questi prodotti, oltre ad essere indubbiamente salva spazio, sono anche molto pratici e tecnologici.

Sei di Milano? Vuoi ristrutturare il tuo bagno? Contattaci!

vasca da bagno bianca

Come scegliere una giusta vasca da bagno per la tua casa

Freestanding, a parete o da incasso, la vasca da bagno strizza l’occhio al design con forme studiate e dettagli insoliti. I materiali techno, invece, garantiscono comfort e massima praticità.

 Tre tipologie di vasca da bagno da installare

Queste tipologie si adattano a seconda dello spazio disponibile e dello stile del bagno. Ma quali sono?

  1. Da posizionare a centro stanza o in una zona ariosa del bagno, queste vasche da bagno sono solitamente extra size ed evocano gli antichi riti del benessere. Talvolta di linea rètro con i piedini, sono realizzate anche in forme geometriche e lineari e personalizzabili, installate raso pavimento. Con il ritorno delle vasche da bagno freestanding, è salito alla ribalta il trend delle vasche con i piedini. In diversi stili, sono perfette per lasciarsi andare ai riti del benessere. Quella in stile vittoriano è un classico intramontabile. In ghisa smaltata mono o bicolore per un effetto scenografico. I piedini sono in metallo lavorato, cromato o verniciato tono su tono o in una sfumatura che crea contrasto. La rubinetteria di questa tipologia di vasca da bagno è a colonna, in tema con lo stile della vasca, quindi rètro.
  2. Ad incasso. Prodotte in tante misure standard e con forme differenti (rettangolari, ad angolo, tonde, semitonde, esagonali) si installano nella muratura e si possono rivestire come la parete o con finiture e piastrelle a contrasto.
  3. Con e senza pannelli. Se ad idromassaggio, i pannelli sono d’obbligo perché contengono i meccanismi. Ma le cornici possono avere funzione pratica, ad esempio attrezzate con mensole per saponi ed asciugamani, oppure esclusivamente estetica. Se in acrilico possono essere lasciate con la finitura originale. I pannelli che incorniciano la vasca generalmente hanno funzione estetica, ma possono essere preziosi se il bagno non è molto grande. Diventano infatti un atout offrendo mensole e vani per asciugamani ed accessori.

Quali sono i rubinetti più adatti per queste tipologie di vasche da bagno?

Fatto estetico a parte, ogni vasca ha i suoi rubinetti, per problemi di impianti.

Se la vasca da bagno è a centro stanza, bisogna prevedere una soletta sotto il pavimento che contenta i rubinetti. Se l’installazione è successiva ad una ristrutturazione bagno, si può costruire un gradino su cui appoggiare la vasca , in cui nascondere tubi&Co. Anche la rubinetteria in questo caso sarà freestanding.

Se la vasca da bagno è ad incasso, vicino alla parete, non c’è alcun problema. Le tubature corrono nel muro. In questo caso non c’è che l’imbarazzo della scelta, perché si possono scegliere rubinetti, doccette, miscelata tori, bocchette d’acqua tra infinite soluzioni di design, colore e materiali.

Nel caso in cui la vasca sia già predisposta per la rubinetteria, i fori hanno calibro universale e la scelta rimane libera. In caso contrario, se il diametro del foro è specifico di quella vasca, sarà il produttore stesso del sanitario a fornire la rubinetteria realizzata per ogni modello.

Vasche da bagno: forme e materiali

Anche nella stanza dell’acqua il design ha proposto soluzioni classiche rivisitate o all’avanguardia, nelle forme, ma soprattutto nell’uso dei materiali hi-tech.

Quadrate, rettangolari, ovali, ad angolo, esagonali, persino su misura. A te la scelta in base a spazio e gusti.

Gli infiniti materiali acrilici utilizzati dalle aziende sono legati da caratteristiche comuni: alta resistenza, facilità nella pulizia, grande isolamento termico per mantenere costante la temperatura dell’acqua.

Sei di Mialno? Vuoi ristrutturare il tuo bagno? Possiamo installare la vasca da bagno che tu desideri. Contattaci per un preventivo!

 

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Ristrutturazione casa: perché affidarla ad un architetto?

Sei pronto a ristrutturare casa? Un architetto di Milano, collaboratore di Ristruttura Interni, ti spiega perché anche i piccoli progetti hanno bisogno di un’attenzione particolare e perché spesso le persone non assumono gli architetti per progettare la propria abitazione.

Il lavoro dell’architetto non è relegato esclusivamente ai lavori di progettazione di una nuova casa. L’idea di ingaggiare un professionista altamente qualificato per piccoli lavori di ristrutturazione non è ancora ben compresa. Ti sarai chiesto, quando hai dovuto fare piccole ristrutturazioni, se fosse stato il caso o meno di contattare un architetto. Se non l’hai fatto ti spiego i motivi per cui hai esitato.

I 5 motivi per cui non hai affidato la ristrutturazione ad un architetto

Un elenco dei 5 motivi per cui hai rimosso l’idea di coinvolgere un architetto per ristrutturare la tua casa.

Il design complessivo della casa resterebbe uguale

Per i proprietari di un’abitazione è difficile concepire l’impatto estetico che i piccoli lavori di ristrutturazione possano avere. Ristrutturare il bagno, ad esempio, porta ad un miglioramento nell’area relax ed una migliore qualità di vita.

In poche parole, ogni stanza che verrà ridisegnata da un architetto avrà un forte impatto estetico su tutta la casa e ne aumenterà la funzionalità intesa come spazi vivibili.

Il budget: chissà quanto costerà ingaggiare un architetto?

Non si può definire un budget standard. Ogni casa o appartamento ha bisogno di un sopralluogo e di un preventivo. Alcuni architetti tendono a richiedere un costo orario.

La soluzione migliore è quella di ingaggiare una ditta edile che ti faccia un preventivo complessivo dei costi. Se devi ristrutturare tutta la tua casa l’investimento sarà proporzionato alle tue richieste. Se invece intendi migliorare solo alcuni spazi della tua abitazione i costi saranno molto bassi con il vantaggio di migliorarne la vivibilità.

L’architetto non capirà le mie esigenze

Niente di più sbagliato! L’architetto ti coinvolgerà in un processo altamente consultivo: farà un sopralluogo ed ascolterà le tue esigenze. I tuoi interessi e bisogni verranno integrati nel piano di ristrutturazione.

L’architetto ti fornirà un progetto totalmente personalizzato seguendo le tue indicazioni. Ad esempio, un bravo architetto chiede sempre come e quando vengono utilizzati gli spazi, quanto tempo e quali sono gli aspetti funzionali che secondo te andrebbero migliorati.

La casa è troppo vecchia e lo stile potrebbe essere compromesso

Sicuramente, per un architetto, è molto più facile progettare da zero case moderne. C’è da dire però che un bravo professionista seguirà lo stile della tua abitazione, anche se molto vecchia, non compromettendone il design.

Ho paura che l’architetto abbia problemi con la ditta edile

Può accadere che l’architetto crei un progetto che una ditta edile non completi nel modo migliore. Qual è la soluzione? Affidare ad una ditta anche la progettazione. In questo modo un architetto lavorerà a stretto contatto con gli operai per rendere la tua idea, ed il suo progetto, realtà.

La ditta Ristruttura Interni di Milano ha un architetto nel proprio staff. Contattaci per un preventivo!

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