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Bonus ristrutturazione: le novità della Legge di Bilancio 2022

Bonus ristrutturazione: le novità della Legge di Bilancio 2022

La manovra 2022 proroga il pacchetto delle agevolazioni per i lavori edilizi fino al 31 Dicembre 2024.

Le novità per i bonus casa sono diverse. Vediamole insieme.

Quali sono le novità previste dal bonus ristrutturazione 2022?

La Legge di Bilancio 2022 proroga tutte le agevolazioni per la casa, senza novità per quanto riguarda il bonus ristrutturazioni: non cambia il meccanismo di funzionamento né l’aliquota di detrazione o le spese ammesse all’agevolazione.

Il bonus ristrutturazione viene prorogato per fino al 31 Dicembre 2024 senza modifiche corpose rispetto al 2021: fino al 31 Dicembre è possibile fare i lavori di recupero edilizio usufruendo della detrazione IRPEF al 50%.

I seguenti Bonus sono stati prorogati senza modifiche:

LEGGI ANCHE: Bonus idrico 2021, in attesa della piattaforma

Interventi ad hoc sono stati fatti invece sul:

  • Bonus Mobili, il cui tetto di spesa massima scende a 10.000 euro per il 2022,
  • sul Bonus Facciate, il qualepasserà da una detrazione del 90 ad una del 60% sulle spese sostenute.
  • sul Superbonus 110%

Il Bonus ristrutturazione invece è una delle agevolazioni più richieste dai cittadini che decidono di fare i lavori in casa. E’ stato prorogato fino al 31 Dicembre 2024 senza sostanziali modifiche rispetto alla normativa attuale. E’ valido per le spese sostenute dal 26 Giugno 2012 e fino al 31 Dicembre 2024. Fino al 2024 quindi è possibile beneficiare della detrazione fiscale del 50% ed entro il limite di 96.000 euro di spesa (a meno che non ci siano modifiche con le future Leggi di Bilancio).

Tra le regole riguardo gli adempimenti, rimane obbligatoria la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla data in cui si sono conclusi i lavori per gli interventi che comportano un risparmio energetico.

Rimane la possibilità di usufruire del Bonus Ristrutturazione in tre modi, quali:

  • detrazione in 10 anni nella propria dichiarazione dei redditi;
  • cessione del credito a terzi, banche comprese;
  • sconto in fattura, se l’impresa che ha effettuato i lavori è d’accordo.

Ci sono anche nuovi adempimenti per chi opta per la cessione del credito e lo sconto in fattura: il decreto Anti-frode (DL 157/2021) ha esteso l’obbligo di visto di conformità ed asseverazione della congruità dei prezzi a tutti i bonus edilizi usufruiti nelle modalità alternative alla detrazione.

Quali spese sono ammesse con il Bonus Ristrutturazione 2022?

Con il Bonus Ristrutturazione 2022 sono ammesse le spese per effettuare:

  • interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali o sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze;
  • interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi;
  • interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto;
  • lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche (ascensori o montacarichi, installazione di strumenti idonei alla mobilità interna ed esterna di portatori di handicap gravi);
  • interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (cancelli, grate, porte blindate, casseforti, fotocamere collegate a vigilanza privata, );
  • interventi finalizzati alla cablatura degli edifici ed al contenimento dell’inquinamento acustico;
  • interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici;
  • interventi per l’adozione di misure antisismiche come opere per la messa in sicurezza statica;
  • interventi di bonifica dall’amianto ed opere per evitare gli infortuni domestici;
  • riparazione di impianti per la sicurezza domestica (ad esempio, la sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante);
  • installazione di apparecchi di rilevazione di gas;
  • monitoraggio di vetri anti-infortunio;
  • installazione di corrimano;
  • sostituzione di porte interne.

Tra le spese detraibili rientrano anche:

  • le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse;
  • le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento;
  • le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 – ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71);
  • le spese per l’acquisto dei materiali;
  • il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;
  • le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi;
  • l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori;
  • gli oneri di urbanizzazione;
  • gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).

Chi può richiedere il Bonus Ristrutturazioni 2022?

Non ci sono sostanziali novità in merito ai soggetti che possono richiedere il Bonus Ristrutturazioni 2022.

L’agevolazione fiscale può essere richiesta da tutti i contribuenti soggetti al pagamento delle imposte sui redditi, residenti o non residenti in Italia.

La detrazione del 50% sull’IRPEF può essere richiesta sia dal proprietario dell’immobile sia dal titolare dei diritti di godimento e da coloro che ne sosterranno le spese.

I beneficiari della detrazione fiscale 2022 sono:

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • locatari o comodatari;
  • soci di cooperative divise e indivise;
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
  • soggetti che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita – compromesso – chi ha comprato l’immobile può usufruire del Bonus nei seguenti casi:

  • è stato immesso nel possesso dell’immobile;
  • esegue i lavori di ristrutturazione a proprio carico;
  • è stato regolarmente registrato il compromesso.

L’agevolazione fiscale sui lavori di ristrutturazione può essere richiesta anche da chi esegue lavori in proprio sull’immobile relativamente alle spese sostenute per l’acquisto del materiale.

Quali sono i documenti da conservare?

Per richiedere la detrazione fiscale bisogna indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali dell’immobile.

Nello specifico, i documenti relativi all’immobile che il contribuente dovrà conservare per presentare facendo richiesta presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate sono:

  • domanda di accatastamento;
  • ricevute di pagamento dell’imposta comunale ICI-IMU;
  • delibera dell’assemblea per l’esecuzione dei lavori (parti comuni edifici residenziali) e tabella della ripartizione delle spese;
  • dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori;
  • concessioni, autorizzazioni allo svolgimento dei lavori o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà indicante data di inizio dei lavori e compatibilità con le spese ammesse al Bonus Ristrutturazioni.

Per poter usufruire del Bonus Ristrutturazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale. Nel bonifico dovranno essere indicati i seguenti dati:

  • causale del versamento: Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986;
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • codice fiscale o Partita IVA del beneficiario del pagamento.

Il Bonus Ristrutturazioni può essere richiesto anche se i lavori sono stati pagati con un finanziamento. Il contribuente in questo caso può richiedere lo sconto IRPEF del 50% ma la società finanziaria dovrà pagare tramite bonifico, seguendo tutte le indicazioni per la compilazione (indicando il CF del soggetto per il quale si effettua il pagamento) e il titolare dell’agevolazione fiscale dovrà conservare la ricevuta del bonifico.

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Zona notte, le ultime tendenze di arredamento

Arredamento zona notte, le tendenze 2022

La zona notte è una parte fondamentale della casa perché dedicata al riposo. Per questo motivo deve essere confortevole e rilassante.

Cosa prevedono le tendenze arredamento 2022?

Le ultime tendenze di arredamento prevedono mobili moderni, raffinati e funzionali, colori rilassanti e neutri come il beige ed il grigio.

Le tendenze arredamento 2022 prevedono:

  • il letto contenitore. Nella zona notte il letto è l’elemento centrale su cui ruota l’arredamento complessivo.

Questa zona è l’area della casa in cui si concentra maggiormente l’interesse degli arredatori, il cui scopo è quello di dar vita ad un ambiente dal carattere esclusivo che sappia assicurare il giusto grado di comfort, con un occhio di riguardo alla funzionalità.

Per questo motivo una delle ultime tendenze di arredamento zona notte è il letto imbottito con contenitore, una soluzione salva-spazio che permette di ricreare una camera da letto ricca di design, ma allo stesso tempo anche pratica e funzionale.

I letti imbottiti con contenitore uniscono all’eleganza di una morbida testiera di sommità la comodità di poter disporre di un ampio vano per recuperare spazio dove serve. Un’area nascosta allo sguardo, ma che si apre all’occorrenza, facilitando il deposito di indumenti o di box per il cambio di stagione.

Tutto questo rende i letti con contenitore elementi d’arredo perfetti per qualsiasi camera da letto, in particolare in quei casi in cui l’assenza di opportune volumetrie escluda l’inserimento di armadi, cassettiere o aree destinate al guardaroba. Sono caratterizzati da meccanismi di apertura leggeri e alla portata di tutti.

Oggi l’aspetto che fa dei letti imbottiti degli elementi di tendenza per qualsiasi zona notte è la versatilità. Le testiere imbottite permettono, infatti, di giocare con gli stili sia delle camere da letto matrimoniali sia delle camerette per ragazzi, ponendosi come quel particolare dettaglio d’arredo in grado di completare ed esaltare qualsiasi design.

  • Materiali naturali. I protagonisti delle ultime tendenze d’interior design zona notte sono i materiali naturali, in particolare il legno, il vetro e la pietra. Le ultime tendenze mostrano una grande attenzione nei confronti dell’ambiente: dall’utilizzo di materiali riciclati ad un’attenta ricerca di mobili e complementi d’arredo realizzati ad impatto zero.

Il legno, ancora una volta, giocherà un ruolo determinante per la scelta dei mobili camera da letto e dei rivestimenti, perché si tratta di un materiale versatile in grado di conferire un’atmosfera calda ed accogliente a qualsiasi ambiente.

La pietra, invece, sarà la scelta vincente per pareti e pavimenti. Essa potrà essere utilizzata anche per il lavabo e per i piani d’appoggio, ricreando un’atmosfera rustica e naturale nella sala da bagno.

Il vetro assicurerà quel tocco gioioso e luminoso agli ambienti. Perfetto per lampadari e decorazioni realizzati con forme di design e colori insoliti, grazie ai quali potremo variare il mood dei vari ambienti con interessanti giochi di luce naturali.

LEGGI ANCHE: Pareti in pietra in camera da letto, uno stile di tendenza

  • Colori naturali declinati nelle loro nuance più intense e decise.

Tra le tonalità protagoniste ci sarà ancora una volta il blu (in versione scura) affiancato dal giallo ocra e dal bronzo. Anche il verde sarà uno dei colori più in voga nel prossimo anno: tra le nuance predilette il petrolio e l’elegante verde oliva.

Se il 2021 è stato l’anno dedicato al brioso Giallo Illuminating, per il prossimo anno a fare da protagonista troveremo ancora il giallo, ma in versione ocra. Quest’ultimo, intenso e raffinato, richiama alla mente i colori del deserto e delle spezie. Infatti potrà essere utilizzato anche nelle versioni zafferano e cannella, tonalità ideali per gli amanti dello stile etnico nella zona notte.

Il verde, invece, farà da contraltare al giallo ocra nelle sue nuance più intense: il verde bosco e il verde oliva sapranno riconnetterci alla natura, contribuendo a creare quell’atmosfera tranquilla, armoniosa e tanto ricercata per la zona living.

Con il blu si riusciranno a placare l’ansia e le preoccupazioni: sarà, dunque, il colore prediletto per la camera da letto e per il bagno, in accostamento al legno chiaro ed ai metalli nobili.

Il blu scuro accostato agli accessori oro rivelerà tutto il suo incredibile fascino, mentre con l’argento svelerà tutta la sua anima più grintosa e moderna.

  • Cabine armadio, saranno le grande protagoniste della camera da letto nell’anno 2022, come confermano le tendenze d’arredamento per la zona notte emerse dall’ultimo Salone del Mobile.

Stile minimal ed aspetti funzionali caratterizzano la camera da letto che invoca il massimo comfort richiedendo una pulizia delle linee in cui poter esprimere completamente il proprio gusto personale con composizioni modulari, le quali giocano con i vari elementi della stanza.

Così le cabine armadio diventano veri e propri sistemi per la zona notte in cui riporre non solo vestiti e accessori, ma anche veri e propri oggetti di design.

La camera da letto si apre sempre di più alle soluzioni personalizzate che rispondono alle diverse esigenze di ognuno permettendo la massima libertà espressiva.

Il comune denominatore delle camere da letto sembra dunque essere il “fatto su misura”, con una ricchezza di dettagli e varietà di combinazioni che soddisfano tutti i bisogni garantendo il massimo comfort.

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Controsoffitto in cartongesso Milano

Controsoffitto in casa, quali vantaggi offre?

Vuoi ristrutturare casa rendendola più moderna? I controsoffitti in cartongesso rappresentano una soluzione molto interessante: permettono di ottenere importanti vantaggi e di creare un ambiente moderno e sofisticato. Scopriamone di più.

I vantaggi offerti dal controsoffitto in casa

I controsoffitti prevedono una struttura realizzata con un telaio metallico e lastre di cartongesso. Possono essere utilizzati per creare effetti caratteristici anche di tipo ondulato.

E’ necessario prima creare una struttura metallica, all’interno della quale è possibile inserire lana di vetro o lana roccia. Si tratta di materiali aventi un elevato potere isolante e di conseguenza si ottiene un isolamento termico ed acustico. Nel caso in cui non ci fosse sufficiente spazio per realizzare l’intercapedine, si possono utilizzare pannelli di cartongesso isolanti.

Questi accorgimenti migliorano il comfort abitativo: si ottiene un risparmio economico sul costo dell’energia per il riscaldamento, dovuto anche alla riduzione della cubatura interna dell’ambiente e si evita di sentire i rumori che provengono dal piano superiore. (ad esempio la voce dei vicino o il calpestìo).

I controsoffitti possono essere realizzati per nascondere i fili degli impianti elettrici come nel caso in cui in un immobile sia stato necessario realizzare un nuovo impianto, con l’uso di questa tecnica una parte dei cavi può essere nascosta senza dover realizzare opere murarie. Si possono inoltre nascondere impianti di climatizzazione.

Questa soluzione è ormai molto richiesta perché offre diversi vantaggi, quali:

  • Isolare l’ambiente. Il controsoffitto riesce ad isolare sia termicamente sia acusticamente la stanza in cui viene applicato, grazie al materiale coibente presente nell’intercapedine. Esso attutirà i rumori e ridurrà la dispersione di calore tra un piano e l’altro, preservando sia il silenzio che il calore di ogni ambiente.
  • Nascondere gli impianti. Ciò permetterà anche di intervenire sui fili, sulle tubature e sugli impianti di condizionamento, senza coinvolgere i muri di casa in caso di guasti o di rifacimento di impianto elettrico.
  • Rinnovare l’aspetto degli ambienti. Per rifinire l’atmosfera e l’architettura della propria casa, si sceglie di integrare il sistema d’illuminazione nella controsoffittatura, installando controsoffitti con faretti a led direttamente nella struttura. Essi creano dei giochi di illuminazione particolari.
  • Nascondere anche altri difetti che nel tempo si sono presentati, come ad esempio macchie o altri piccoli segni.

I controsoffitti, oltre ai vantaggi sopracitati, presentano però anche degli svantaggi, quali:

  • Riduzione dell’altezza. Prima di procedere con i lavori di installazione di un controsoffitto, devi analizzare bene la situazione degli spazi calcolando attentamente le misure degli ambienti. Questa struttura potrebbe presentarsi come un’arma a doppio taglio poiché può essere adatto in alcune circostanze ma controproducente in altre. Le altezze minime da rispettare sono: 2,70 m per gli ambienti abitabili e 2,40 m per corridoio e disimpegno.
  • Riduzione dell’areazione all’interno del locale. Un soffitto troppo basso riduce l’areazione all’interno del locale con conseguenti problemi igienici.

Le diverse tipologie di controsoffitti in cartongesso

Per la realizzazione del controsoffitto bisogna prevedere l’utilizzo di cartongesso di altissima qualità. In base alla destinazione d’uso si può scegliere il materiale ed il tipo di cartongesso:

  • controsoffitti continui con classiche lastre in gesso rivestite da cartone per gli appartamenti
  • controsoffitti modulari in caso di ristrutturazioni commerciali. Essi offrono una maggiore comodità e soprattutto sono resistenti al fuoco
  • lastre di gesso rivestite di apposito cartone idrorepellente in caso di utilizzo in esterno o in presenza di molta umidità
  • cartongesso termoacustico per esigenze di minimizzazione del rumore da “calpestio” proveniente dal piano superiore. Viene realizzato con un tappetino isolante, al quale vengono aggiunti eventualmente pannelli di lana di vetro o lana di roccia, oppure lastre in cartongesso con polistirolo.

I controsoffitti in cartongesso possono essere in aderenza, sospesi o autoportanti.

Il primo è costituito da una struttura metallica, fissata alla soletta mediante appositi ganci su cui si poggiano le lastre; la soluzione sospesa consiste in un sistema di elementi di pendici in acciaio che partono dal solaio del piano superiore e reggono l’orditura metallica.

I controsoffitti autoportanti hanno invece un’anima metallica che non si poggia al soffitto, ma alle pareti perimetrali.

La sottostruttura può essere a vista, nascosta o seminascosta: dipende dai giunti di connessione e dalla natura dei controsoffitti, i quali possono essere:

  • chiusi,
  • aperti,
  • non ispezionabili, possiedono guide nascoste e fughe tra giunti che ne impediscono l’ ispezionabilità
  • ispezionabili con profili a T rovesciata, sui quali si poggiano pannelli modulari smontabili e con botole di ispezione. Quest’ultime rendono ideale la presenza degli impianti.

I controsoffitti possono essere realizzati in cartongesso. Con questo materiale è possibile realizzare strutture sospese ed ispezionabili che ben distribuiscono luce ed isolano acusticamente e termicamente.

La realizzazione è semplice ed efficace e può essere portata a termine tramite strutture metalliche a vista oppure nascoste.

I profili in lamiera per la sospensione sono adattabili ad ogni tipo di pannello, sono a “T” (ma anche ad L, C e per vallette ad F) con montaggio a sormonto e con elevata resistenza a trazione e antisismici.

I controsoffitti in legno sono composti da una struttura portante fissata alle pareti ed al soffitto. I pannelli in legno, una volta ancorati alla struttura,  vengono prima fissati su orditure non più visibili.

Nel caso di doghe, esse vengono fissate alla struttura portante tramite un sistema a scatto che le rende facilmente rimovibili in caso di bisogno.

I controsoffitti in legno possono essere sia ispezionabili sia non ispezionabili, a seconda della natura rimovibile o meno dei pannelli).

Oltre al fattore estetico, le strutture in legno sono particolarmente adatte per ospitare impianti di illuminazione, climatizzazione e filodiffusione.  Hanno inoltre una grande dote di isolante acustico, soprattutto se integrato ad altri materiali come il polistirene, la lana di canapa.

I controsoffitti devono rispettare i Requisiti Marcatura CE (regolati dalla UNI EN 13964:2007) riguardo la sicurezza in caso di incendio, la resistenza statica e dimensionale (capacità portante e resistenza a flessione), l’acustica (isolamento e assorbimento acustico), l’isolamento termico e la sicurezza igienica ed ambiente (assenza rilascio di formaldeide e/o altre sostanze pericolose, assenza rilascio amianto).

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I migliori sistemi di riscaldamento casa

I migliori sistemi di riscaldamento casa

L’estate è ormai terminata da qualche mese e stiamo pensando già ai sistemi di riscaldamento casa. Ne esistono diversi: dai sistemi a diffusione ai camini. Qual è la migliore soluzione per la tua abitazione? Scopriamolo insieme.

Gli 8 sistemi di riscaldamento migliori per la tua casa

Come anticipato esistono vari sistemi di riscaldamento casa, ognuno avente caratteristiche diverse.

  1. Sistema di diffusione d’aria calda

Sistema poco diffuso in Italia, è costituito principalmente da una caldaia che produce e soffia aria riscaldata attraverso dei condotti. L’aria calda viene distribuita nelle stanze di tutta la casa fuoriuscendo da apposite griglie. Questo tipo di sistema di riscaldamento è chiamato sistema di distribuzione di aria calda canalizzata o aria calda forzata. Può essere alimentato da elettricità, gas naturale o olio combustibile.

Come funziona il sistema di diffusione d’aria calda?

All’interno di un forno a gas o a gasolio, il combustibile viene miscelato con l’aria e bruciato. Le fiamme riscaldano uno scambiatore di calore metallico dove il calore viene ceduto all’aria. Quest’ultima viene spinta attraverso lo scambiatore di calore grazie ad una ventola e, quindi, forzata a circolare nei condotti a valle dello scambiatore. I residui della combustione vengono espulsi dall’edificio attraverso una canna fumaria.

Elemento importante di questo tipo di sistema è il termostato, che accende e spegne il sistema: normalmente un sistema ad aria forzata ha un unico termostato. Le migliori caldaie a gas oggi hanno un’efficienza superiore al 90%.

2. Caldaia ed impianto ad acqua

In questo sistema una caldaia ha il compito di produrre calore per riscaldare acqua. A differenza del sistema a diffusione, quì ad essere riscaldata non è l’aria ma l’acqua che cede calore mentre passa attraverso i radiatori di tutta la casa. L’acqua più fredda ritorna quindi alla caldaia per essere riscaldata nuovamente.

Le caldaie residenziali generalmente utilizzano il gas naturale come combustibile. Invece di un sistema di ventilazione e dei condotti, una caldaia tradizionale utilizza una pompa per far circolare l’acqua calda attraverso i tubi ai radiatori. Alcuni sistemi fanno circolare l’acqua attraverso tubi nel pavimento. Si tratta di un sistema chiamato riscaldamento a pavimento radiante. I sistemi di controllo della caldaia includono termostati e valvole che regolano rispettivamente la temperatura dell’acqua e la pressione dell’impianto.

3. Pompe di calore (condizionatori elettrici)

Sono sistemi che sfruttano l’energia termica presente in natura. Le pompe di calore sono semplicemente dei condizionatori d’aria a due vie. Durante l’estate funzionano da condizionatore d’aria facendo fuoriuscire il calore dall’interno della casa verso l’esterno. In inverno, la pompa di calore inverte il funzionamento, recuperando il calore dal freddo dell’esterno, con l’aiuto di un sistema elettrico e scaricando quel calore all’interno della casa.

Quasi tutte le pompe di calore utilizzano sistemi di erogazione forzata per trasferire l’aria riscaldata in tutta la casa. Una pompa di calore geotermica riscalda e raffredda in qualsiasi clima, scambiando calore con il terreno, che ha una temperatura piuttosto costante.

Le pompe di calore ad aria sono molto più comuni delle pompe di calore geotermiche perché sono più economiche e più facili da installare. Le pompe di calore geotermiche, tuttavia, sono molto più efficienti e sostenibili. Mentre una pompa di calore ad aria è installata in modo molto simile ad un condizionatore d’aria centrale, le pompe di calore geotermiche richiedono che un circuito sia interrato nel terreno, di solito in trincee lunghe e profonde.

La scelta migliore potrebbe essere quella di collegare la pompa di calore ad un impianto fotovoltaico: in questo modo l’energia elettrica necessaria per far funzionare la pompa di calore verrà prodotta quasi a costo zero.

LEGGI ANCHE: Stufe e camini: guida alla scelta

4. Stufe a gas termoventilate

Si tratta di stufe a gas da parete, a posizionamento libero e a pavimento, tutte caratterizzate dalla mancanza di condutture. Questi caloriferi hanno una resa termica relativamente ridotta, sono utili a limite per riscaldare una singola stanza. Se è necessario riscaldare più stanze, le porte tra le stanze devono essere lasciate aperte oppure è necessario installare un altro tipo di riscaldamento.

I migliori modelli di stufe a gas utilizzano sistemi ad “aria combustione sigillata”. I modelli possono essere alimentati a gas naturale o propano. Dal punto di vista dei costi non sono proprio economiche, considerando che oltre al consumo del gas va preventivato anche quello dell’energia elettrica necessaria per la ventilazione.

Le stufe a gas termoventilate sono piuttosto sicure perché sono dotate di valvole di sicurezza e di analizzatore d’ambiente che verifica la percentuale di anidride carbonica presente nella stanza. In caso di pericolo le stufe si spengono automaticamente.

5. Stufe elettriche

Le stufe elettriche sono poco costose ma la bolletta elettrica ne risentirà fortemente. Generalmente ad infrarossi ed al quarzo, trasformano la corrente elettrica direttamente in calore, come un tostapane o un ferro da stiro. Sono poco efficienti perché è necessaria molta elettricità per fornire la stessa quantità di calore che fornisce il gas naturale.

Come per le stufe termoventilate, anche questi apparecchi elettrici vanno bene giusto per riscaldare una singola stanza. Il calore generato da una resistenza elettrica è solitamente la forma più costosa di calore. Se puoi farne a meno è meglio!

6. Stufe a Pellet

Le stufe a pellet sono poco inquinanti. Producono aria calda che, attraverso apposite canalizzazioni, può essere convogliata negli altri ambienti della casa. L’installazione è facile, anche in posizione decentrata rispetto alla canna fumaria.

Il costo del pellet è contenuto ed è sicuramente uno dei combustibili più economici sul mercato.

7. Camini

I caminetti a gas o a legna sono fondamentalmente parte dell’arredamento di una stanza. A parte il loro design, i camini in genere non sono una fonte di calore efficiente.

Per migliorare la capacità di un caminetto di riscaldare un ambiente della casa, basta dotarlo di una porta in vetro a tenuta ermetica.

8. Riscaldamento radiante

Il calore radiante a pavimento, ma anche a parete e a soffitto, è costituito da un sistema che fa circolare acqua calda in tubi sotto il pavimento. Una caldaia o una pompa di calore, scalda l’acqua che viene fatta fluire nelle tubazioni in polietilene reticolato che formano delle serpentine poste sotto il pavimento.

Questo sistema sfrutta la trasmissione del calore per irraggiamento.  Il pavimento si riscalda e a sua volta riscalda l’ambiente circostante. È altamente controllabile, molto efficiente ma è costoso da installare. Richiede anche un progettista ed un installatore esperto.

Meglio evitare di installarlo se sei un estimatore del parquet!

Qual è il miglior sistema di riscaldamento

Non esiste in assoluto il miglior sistema di riscaldamento. Molto dipende da quanto è grande la tua casa, dal suo grado di isolamento termico e da quanto spazio hai a disposizione esternamente per stoccare la legna o il pellet.

Tralasciando le stufe a gas e le stufe termoventilate, le quali hanno una bassa efficienza termica ed alti consumi, possiamo dire che i sistemi di riscaldamento che hanno un rendimento energetico migliore sono quelli radianti e le pompe di calore. I costi di installazione di questi sistemi di riscaldamento sono più elevati.

Un buon compromesso è costituito dalle stufe a pellet, da installare in abitazioni non raggiunte dalla rete del gas. Fanno al caso tuo se vuoi gestire, con costi minimi, il riscaldamento della tua casa ed anche la produzione di acqua calda.

Se hai già una caldaia a gas e non vuoi spendere cifre esagerate per il rifacimento completo degli impianti di riscaldamento, la soluzione ideale è scegliere una caldaia a condensazione. Questa tipologia, rispetto a quella tradizionale, ha un’efficienza più alta con una riduzione dei consumi di gas e di emissioni nell’ambiente.

Sei ancora indeciso su quale sistema di riscaldamento installare? CONTATTACI e ti seguiremo passo dopo passo durante la scelta.

Guida al fai da te: come imbiancare le pareti di casa

Guida al fai da te: come imbiancare le pareti di casa

Imbiancare le pareti è il modo più semplice per igienizzare e disinfettare l’abitazione. Questa operazione potrebbe sembrare semplice ma può trasformarsi in un disastro se non presti la giusta attenzione.

Pitturare gli interni è di gran lunga l’attività di bricolage più diffusa ed è facile capire il perché. Dipingere le pareti non è molto difficile e non richiede una formazione specialistica.

Hai bisogno sicuramente di pazienza, di qualche nozione pratica e dei consigli utili. Questi suggerimenti per imbiancare possono aiutare anche i principianti del fai da te ad ottenere risultati di qualità professionale.

LEGGI ANCHE: Tecnica dello spatolato, caratteristiche e vantaggi della pittura

Consigli utili per imbiancare le pareti di casa

Seguendo i nostri consigli, potrai tinteggiare la tua casa, velocemente ed in modo ordinato, come farebbe un professionista.

  1. Prepara la superficie

Un lavoro di verniciatura inizia sempre con la preparazione della superficie. Ciò significa che devi raschiare, carteggiare, rattoppare e riempire ogni crepa eliminando le imperfezioni presenti sulla superficie delle pareti. Questa è l’operazione meno divertente ma è la parte più importante. Nessuna pittura, indipendentemente dal suo costo, nasconderà una superficie screpolata o danneggiata.

2. Applica un primer

Tratta le pareti con un primer. Ogni volta che dipingi un nuovo muro o dipingi sopra un colore scuro dovresti pre-trattare con un aggrappante. Ma è soprattutto una mossa furba! Il primer ha tre funzioni principali, quali:

  • agisce da fissatore perché stabilizza una superficie macchiata, porosa o oleosa
  • uniforma la superficie agevolando la copertura della pittura
  • migliora l’adesione della vernice, riducendo notevolmente le bolle e le desquamazioni.

I pittori professionisti spesso usano il primer mescolato con una piccola quantità di vernice di finitura. Questo trucco migliora notevolmente la capacità della pittura di coprire perfettamente la superficie trattata.

3. Scegli la pittura lavabile

Come scegliere la migliore pittura lavabile per interni se non sei un esperto? In commercio esistono pitture lavabili dal costo elevato, qualitativamente migliori, ed altre dal prezzo più contenuto.

Meglio prodotti di dubbia qualità ad un costo basso o pitture costose qualitativamente migliori? La soluzione è scegliere una via di mezzo: l’importante è che la pittura lavabile abbia una buona composizione. I prodotti di fascia alta hanno un maggiore potere coprente. Tinteggiare le pareti con pitture buone ti permette di farlo più velocemente senza dover effettuare questa operazione più volte.

La pittura va scelta in base al tipo di stanza da imbiancare: per la cucina ed il bagno, la pittura lavabile deve essere traspirante ed anticondensa. Per questo esistono degli additivi che prevengono il formarsi della muffa.

Ci sono anche pitture lavabili termoisolanti, da utilizzare in zone particolarmente umide o esposte a Nord, le quali combattono la formazione della condensa e mantengono calde le pareti, consentendo un risparmio energetico.

Per chi soffre di allergie è consigliabile scegliere un’idropittura igienizzante a base di resine acriliche. Qualunque sia la scelta, bisogna fare sempre attenzione alle indicazioni sul barattolo circa la quantità d’acqua necessaria per diluire la vernice.

4. Prediligi la tela piuttosto che i teli in plastica

I teli di plastica rappresentano una soluzione molto economica per proteggere i pavimenti e gli arredi dagli schizzi di vernice. Spesso capita però che essi si strappino compromettendo la loro funzione. Per questo è preferibile usare quelli di tela, estremamente durevoli e resistenti agli strappi.

Dal punto di vista della sicurezza, questo tessuto si appiattisce sul pavimento e quindi si hanno minori rischi d’inciampo. La tela assorbe le gocce di vernice, a differenza dei teli di plastica, i quali, se spruzzati di vernice diventano scivolosi. I teli in tela possono essere facilmente piegati attorno agli angoli e alle porte, cosa impossibile da fare con i teli di plastica.

5. Utilizza una prolunga sul rullo

Procurati un’asta telescopica per il rullo. Le estensioni sono disponibili in varie lunghezze:  un rullo che si estende per circa un metro andrà benissimo per dipingere stanze con soffitti alti poco più di due metri e mezzo. Verifica che il manico del rullo abbia un foro filettato all’estremità, quindi applicalo sull’asta di estensione. Quando acquisti la prolunga, cercane una che abbia un’impugnatura morbida ed antiscivolo ed un’anima metallica rigida. Assicurati anche che l’estremità filettata dell’asta telescopica sia di metallo.

6. Usa una griglia come secchio da pittura

Immergere il rullo direttamente nel secchio di vernice è una soluzione approssimativa e disordinata. Un sistema più veloce, ordinato ed efficace è il seguente: stendi la vernice direttamente su una griglia per secchio da pittura. Una griglia è semplicemente una struttura rettangolare rigida, in metallo o plastica, che si aggancia al bordo del secchio. Riempi il secchio a metà con la vernice ed appendi la griglia all’interno del secchio. Immergi il manicotto del rullo nella vernice e fallo rotolare contro la griglia per rimuovere la vernice in eccesso.

7. Niente pulizia dei pennelli a fine giornata

Non hai ancora finito di dipingere? Non è necessario che tu perda tempo a pulire i pennelli ed i rulli. Basta eliminare la vernice in eccesso ed avvolgerli nella pellicola per alimenti. Se necessario, applica un doppio strato di pellicola, quindi metti pennelli e rulli in frigorifero per mantenerli al fresco. Ti sembrerà strano, ma funziona! Il giorno successivo, sarà sufficiente rimuovere l’attrezzatura dal frigo 30 minuti prima della verniciatura.

Ti sei reso conto che il “fai da te” non fa per te? Allora non perdete tempo: CONTATTACI e ci penseremo noi a soddisfare ogni tua esigenza.

Laminato e grès porcellanato: valide alternative al parquet

Laminato e grès porcellanato: valide alternative al parquet

Il parquet ha un fascino intramontabile, senza tempo. Si adatta a tutti gli stili d’arredamento, dai più classici a quelli moderni. Dona agli ambienti calore e sensazione di benessere, come tutti i materiali naturali. L’unico aspetto negativo è quello economico: ha un costo elevato ma fortunatamente il mercato offre delle eccellenti alternative, meno costose ma dall’effetto legno finale sbalorditivo.

Le principali alternative al parquet sono il laminato ed il grès porcellanato effetto legno. Scopriamo insieme le caratteristiche di questi materiali.

Laminato effetto legno

Il laminato non solo è più conveniente del parquet, ma è anche facile da posare, grazie alla posa flottante ed allo spessore ridotto. Dal punto di vista estetico può riprodurre lo stesso effetto legno del parquet, ma con prestazioni migliori.

Prima dell’acquisto dovresti porti delle domande circa l’utilizzo:

  • Quanto intensamente verrà utilizzato? Animali domestici, calpestìo, caduta di oggetti e liquidi possono mettere alla prova un pavimento. Un utilizzo intenso richiederà una superficie più resistente. Assicurati di prestare particolare attenzione alle classificazioni AC (Abrasion Classes) e IC (Impact Classes) del prodotto.
  • Quale effetto estetico vorresti ottenere? Dimensioni e tonalità delle doghe possono contribuire a creare un effetto visivo particolare. Le dimensioni saranno il fattore principale, se si punta a valorizzare un ambiente migliorandone gli spazi. La scelta della tonalità dovrà essere presa in considerazione dell’arredamento della tua casa.
  • Per quale tipo di arredamento? Esistono diverse varietà di laminato. Nella categoria legno i più venduti sono rovere e noce.
  • Il pavimento è riscaldato? In questo caso sarà necessaria la giusta tipologia di sottopavimento, per permettere il passaggio di quanto più calore possibile. Viceversa, se il pavimento non è riscaldato, si può optare per un sottopavimento con un buon grado di isolamento termico e acustico.
  • Può essere ossidato dalla luce? I pavimenti in laminato non saranno soggetti ad ossidazione per esposizione diretta al sole. Non si macchiano e non sbiadiscono anche a seguito di una costante esposizione al sole.

LEGGI ANCHE: L’importanza della cura e manutenzione parquet

Consigli per far durare un pavimento in laminato

Lo strato superficiale di un pavimento in laminato lo proteggerà da umidità, urti e abrasioni. Tuttavia, seguendo alcune regole, è possibile farlo durare ancora di più.

  • Limita l’eccesso di umidità. Per pulire un pavimento in laminato non servono secchio, spazzola e lucidatrice: non saranno efficaci e potrebbero addirittura danneggiarlo. Meglio usare un panno umido.
  • Utilizza detergenti non aggressivi. Dovresti usare solo detersivi consigliati dal produttore o quelli specificatamente creati per il laminato. Anche lo smalto e la candeggina dovrebbero essere evitati. Un lavaggio frequente con detergenti aggressivi può danneggiare il laminato.
  • Usa spesso un aspirapolvere o una scopa elettrica. Pulisci immediatamente ogni residuo di terra, ciottoli o liquidi. Uno zerbino all’entrata della tua casa può essere utile per tenere fuori sporco e umidità.

Grès porcellanato effetto legno

Il grès porcellanato effetto legno ha quasi lo stesso fascino avvolgente ed immutabile del legno. Che si tratti di interni o di esterni, l’aspetto caldo del legno cambia l’immagine dell’ambiente rendendolo più morbido ed accogliente.

La bellezza di un pavimento in legno, così come il calore che dona agli ambienti, sono tra i principali motivi che di solito portano alla scelta del vero legno. Ma oggi, la grande versatilità del grès porcellanato permette di superare i limiti del vero legno.

Le piastrelle di questo materiale possono essere utilizzate in qualsiasi ambiente, oltre a quello domestico. Disponibile in molti formati, permette la posa con e senza fughe. Si tratta di un materiale molto resistente alle abrasioni, all’umidità ed agli agenti atmosferici.

I vantaggi del grès porcellanato effetto legno

Il grès porcellanato effetto legno, rispetto al parquet, presenta i seguenti vantaggi:

  • E’ più duro. Le piastrelle in grès per pavimenti effetto legno sono più robuste del vero legno, sia che esse siano in porcellana o in ceramica. Non saranno facilmente danneggiabili da mobili pesanti ed oggetti appuntiti. Grazie al loro design robusto non si graffiano.
  • Non cambia colore. Il legno naturale sbiadisce e cambia colore nel tempo, può essere sbiancato dalla luce solare. Parti diverse del pavimento perdono colore nel tempo mentre altre aree rimangono più scure e più nuove. Le piastrelle effetto legno invece non sbiadiscono.
  • Stile personale. Il grès porcellanato effetto legno si adatta a qualsiasi stile e ad ogni design. Puoi decidere fra un layout classico a griglia, uno stile a spina di pesce o a mattoni, personalizzandolo come preferisci.
  • Manutenzione facile. Il grès porcellanato è antimacchia e trattato con una finitura impermeabile. La manutenzione di un pavimento in grès è estremamente semplice. Si pulisce con qualsiasi soluzione detergente, lo si può strofinare e spazzare senza alcun problema.
  • Ampia gamma di colori. C’è una vasta scelta di colori, tutti perfettamente uguali al legno naturale. Dal rovere più chiaro al mogano più scuro, passando per tutte le sfumature di colore.
  • Non si deforma. Uno dei problemi principali del parquet è che si deforma a causa della temperatura e dell’umidità presente nella stanza in cui è installato. Le piastrelle in grès porcellanato effetto legno sono impermeabili e non si alterano con l’umidità.
  • Adatto ai sistemi di riscaldamento radiante. Il grès porcellanato è particolarmente indicato nelle abitazioni dotate di riscaldamento a pavimento. Con il parquet il riscaldamento radiante rappresenta un rischio per la salute e la sicurezza.
  • Piastrelle facilmente sostituibili. Nell’improbabile caso in cui si danneggi una piastrella, questa può essere sostituita velocemente ed agevolmente, senza dover cambiare l’intero pavimento.
  • Più economico del legno. Oltre ad avere un numero enorme di vantaggi rispetto ai tradizionali pavimenti in legno, le piastrelle in grès porcellanato effetto legno sono anche molto più economiche.

Quale dei due rivestimenti hai scelto? Contattaci per avere un PREVENTIVO GRATUITO.

Arredamento in resina: caratteristiche e vantaggi

Arredamento in resina: caratteristiche e vantaggi

Hai un giardino in casa o un’area indoor da rivestire? Se sì, già dall’inizio della primavera, devi pensare a come organizzarlo al meglio, scegliendo l’arredamento giusto, magari in resina, visto che è un materiale che offre numerosi vantaggi. Vediamoli insieme.

Le caratteristiche dell’arredamento in resina

La resina è un prodotto naturale o sintetico, macromolecolare, dotato di proprietà plastiche.

E’ possibile distinguere tra:

  • resine naturali: ovvero materiali organici, trasparenti, di origine vegetale, insolubili in acqua e solubili in solventi organici. Esse presentato un elevato peso molecolare ed una composizione chimica molto varia; induriscono all’aria e vengono per lo più impiegate nella fabbricazione di materie isolanti, saponi, vernici.
  • Resine artificiali o resine sintetiche: sono sostanze plastiche ottenute per polimerizzazione o policondensazione, oppure presenti come tali in natura e rese plastiche attraverso opportuni trattamenti chimici. E’ il caso delle resine acriliche, alchidiche o poliviniliche.

La resina è un materiale edilizio innovativo e moderno grazie alla sua versatilità e funzionalità.

Nata per uso principalmente industriale, oggi è un materiale ampiamente utilizzato, anche, nell’ambito dell’edilizia privata e dell’arredamento sia da interni che da esterni.

La resina può essere impiegata per la realizzazione di pavimenti e rivestimenti caratterizzati da un’ottima estetica e da un’eccellente funzionalità.

Anche nell’ambito dell’arredamento, questo materiale sta conquistando il favore di architetti ed interior design, i quali propongono raffinate soluzioni abitative in cui è protagonista.

L’ideazione di nuovi componenti chimici ha permesso la diffusione di questo tipo di rivestimento e quindi di utilizzarlo in aree come le abitazioni private sotto forma di resine chiamate “resine decorative“.

I vantaggi offerti dalla resina

Molte aziende, negli ultimi anni, stanno proponendo soluzioni per arredo in resina visto i diversi vantaggi che quest’ultima offre. Essi sono:

  • resistenza e robustezza. La resina è un materiale durevole, che garantisce grande resistenza meccanica alle sostanze chimiche ed all’usura, così come alle variazioni di temperatura e all’abrasione. E’ particolarmente resistente anche ai carichi, qualità fondamentale nel caso venisse usata per rivestire una pavimentazione.
  • adattabilità ai più svariati impieghi: viene usata per fabbricare tavoli, sedie, salottini, divanetti
  • economicità
  • ridotta manutenzione: la resina è un materiale altamente resistente ma non esente da danneggiamento o deterioramento.

L’invecchiamento è generalmente causato da graffi, abrasioni, cadute accidentali di oggetti e questi segni del tempo risulteranno più evidenti su pavimenti cromaticamente uniformi e lucidi, dove anche la minima imperfezione tende a risaltare.

La riparazione di una realizzazione in resina però può essere fatta in tempi brevi non richiedendo costi eccessivi. Qualora ci fossero dei segni di danneggiamento è possibile intervenire sulla fessurazione, riparando la superficie e riapplicando la stessa tipologia di resina usata in origine a prescindere dalla sua finitura.

Le resine non richiedono prodotti particolari per la loro pulizia in quanto, essendo impermeabili, non assorbono agenti esterni e facilitano la pulizia della superficie.

Non c’è nulla di più semplice che prendersi cura del mobilio in resina: ti basterà utilizzare una spazzola per spolverare la superficie e rimuovere così lo sporco depositato.

  • personalizzazione: è un materiale estremamente versatile, che offre la possibilità di scegliere tra un’infinità di colori, finiture e tipi di lavorazione. Ogni rivestimento è unico ed è in grado di rispecchiare fedelmente i gusti del committente.

Le peculiarità dell’arredamento e del rivestimento in resina

I rivestimenti in resina riescono a garantire diverse caratteristiche funzionali. Per questo motivo vengono sempre più scelti. Grazie alla loro struttura continua e priva di fughe, sono considerati i materiali più resistenti ed impermeabili.

Allo stesso modo, la resina per rivestimenti è resistente all’usura, agli agenti chimici, ma al contempo molto duttile.

I rivestimenti in resina vengono realizzati con materiali che garantiscono le seguenti peculiarità:

  • assenza di sostanze tossiche e nocive
  • assenza di odori forti e sgradevoli
  • estrema duttilità, la quale consente di rivestire qualsiasi tipologia di superficie
  • idrorepellenza
  • impiego ammesso sia in ambienti interni, sia in ambienti esterni
  • aspetto estetico elegante ed accattivante
  • pulizia pratica e veloce, consentita dalla superficie unica, priva di fughe

I rivestimenti in resina però presentano anche dei svantaggi, quali:

  • sensazione di finzione che si riscontra ammirando un rivestimento in resina
  • mancanza di interruzioni durante la posa, le quali garantiscono una superficie perfettamente liscia che ricorda la plastica. Questa estetica, può essere rimediata, con l’abbinamento di elementi decorativi e personalizzabili
  • la superficie liscia dei rivestimenti in resina è maggiormente soggetta a graffi e scalfittura
  • la resina può essere posata su qualsiasi tipologia di supporto, ma dimostra una scarsa aderenza sulle superfici in vetro
  • le superfici in resina sono molto lisce, uniformi ed idrorepellenti: una volta bagnate, rischiano di diventare molto scivolose e pericolose

La resina è un materiale molto gettonato per il rivestimento di molte superfici nell’ ambiente sia domestico sia lavorativo. Ha un’ottima estetica, poiché riesce a riprodurre l’aspetto di metalli, pietre, cemento, marmo e molti altri materiali risultando più pratica da gestire.

Ha uno spessore ridotto che va dai 2 ai 3 mm e, grazie all’assenza di fughe, dona ai pavimenti, pareti e superfici un effetto perfettamente lineare.

Le resine per pavimenti e superfici piane prendono il nome di resine autolivellanti.  Quelle adatte a rivestire pareti, bagni, cucine, armadi ed altre superfici verticali, invece sono le cosiddette resine in pasta.

I rivestimenti in resina sono richiesti oggi per la copertura e la realizzazione di qualsiasi tipologia di superficie, ma in particolar modo essi vengono impiegati per la realizzazione dei seguenti ambienti:

  • cucina
  • bagno
  • scale
  • rivestimenti in calcestruzzo
  • piscine

Grazie alle eccezionali caratteristiche di igiene e praticità, la resina viene impiegata per rivestire le pareti ed i piani della cucina. La superficie completamente compatta e continua, infatti, garantisce una pulizia immediata e non consente l’accumulo di cibo e di sporco.

Negli ambienti umidi come il bagno, la resina è particolarmente indicata proprio per le sue peculiarità idrorepellenti. E’ un materiale idoneo e consigliato per resistere alle infiltrazioni di acqua ed alla formazione di muffe.

La trasparenza della resina consente di dare quella particolare alternanza di colorazioni e di materiale che risulta particolarmente indicativa per gli ambienti moderni, soprattutto per la realizzazione di scale sospese.

Il grande impatto estetico è consentito anche grazie all’inserimento di elementi all’interno delle resine, oppure nel sottofondo. In questo modo è possibile ottenere fondali di piscine, come anche tavoli e complementi d’arredo molto ricercati e apprezzati per la loro particolarità.

Hai deciso di fare un rivestimento cucina utilizzando la resina? Contattaci. PREVENTIVO GRATUITO

Stile d'arredo minimal

Stile d’arredo minimal, una delle tendenze più in voga

Negli ultimi anni lo stile d’arredo minimal è una delle tendenze più in voga in materia di design. E’ uno stile equilibrato, che associa il fascino alle linee essenziali portando alla creazione di un ambiente che assolve alla funzionalità.

Le caratteristiche dello stile d’arredo minimal

Le caratteristiche di uno stile d’arredo devono rispecchiare in parte la personalità di chi lo sceglie.

Ogni stile d’arredo ha i suoi tratti distintivi: lo stile d’arredo minimal è adatto a tutti coloro che amano l’ordine estremo e l’eleganza sobria.

La principale caratteristica dello stile d’arredo minimal è quella di essere ridotto il più possibile all’essenziale, al minimo appunto.

I tratti distintivi di questo stile sono i seguenti:

  1. materiali innovativi per rivestimenti, superfici ed arredi. I materiali che caratterizzano questo stile sono di produzione industriale o ispirati all’innovazione. Essi devono essere resistenti a molte sollecitazioni e facili da pulire, caratteristiche ottenibili quasi sempre tramite un accurato trattamento chimico in fase di produzione.

I materiali adatti a questo stile devono dare sensazioni di linearità, omogeneità e purezza. Ne sono un esempio, resine, cemento, intonaco in colori neutri.

Per gli arredi invece questo stile predilige maggiormente superfici lucide, come laccati per gli armadi, metallo per elettrodomestici, cucine ed accessori, vetro e cristallo per tavoli o lavabi da bagno, pelli o tessuti sobri per gli imbottiti, materiali come il corian o il silestone, per le superfici di lavoro. Sono materiali dal forte impatto estetico ma estremamente pratici da utilizzare.

2. forme lineari e semplici, spesso squadrate. Nello stile minimal le forme sono nette e definite, riconoscibili e riconducibili tutte alla regolarità della geometria: quadrati, rettangoli, triangoli, ellissi, cubi e parallelepipedi, mai uniti fra loro.

3. colori sobri o per lo più neutri. Nello stile minimal, anche i colori sono ridotti al minimo. Prevalgono il bianco ed il nero seguiti da un grigio discreto.

Gli unici altri colori ammessi in questo stile sono quelli che ricordano la terra o la sabbia: dal beige all’ocra ed al marrone. Colori vivi ed accesi non fanno parte di questo stile.

Qualche nota di colore può essere data da accessori come cuscini o tende o da elementi strutturali secondari come travi o colonne. Il rosso è un colore molto usato per contrastare il bianco ed il grigio. Dunque toni piuttosto neutri, adattabili a qualunque ambiente ed a qualunque situazione, che non distraggono e non impegnano la mente di chi vuole soggiornare in una casa minimal.

4. ingombro minimo dello spazio. La disposizione degli arredi è fondamentale in questo stile. Gli ambienti devono essere ampi ed ariosi, con l’ingombro ridotto al minimo.

Gli arredi a centro stanza sono ammessi solo in ambienti open space o loft.

In questo stile gli arredi vengono sistemati lungo le pareti e possibilmente sospesi da terra, come accade per i pensili ancorati alle pareti, i quali ridimensionano il concetto di pieni e vuoti, di spazio e di leggerezza.

Il minimalismo prevede un numero molto esiguo di arredi, dietro il quale si nascondono adatte capacità contenitive e ben organizzate, al fine di ottenere il massimo ordine anche all’interno degli armadi.

5. massima integrazione con sistemi tecnologici, elettrodomestici ed innovazione

6. assenza quasi totale di decorazioni. Le uniche decorazioni concesse da questo stile possono essere quadri o poster per lo più astratti, possibilmente sovradimensionati e rigorosamente senza cornice né vetro; oppure sculture contemporanee, in numero ridotto.

Alcune superfici possono essere decorate con colori consoni, quindi sempre neutri o trasparenti se si tratta di vetro e con linee ridotte anch’esse al minimo. Serigrafie ed aerografie sono le tecniche più utilizzate per decorare in particolare le ante di alcuni arredi da cucina o da soggiorno.

Anche i tessuti sono ridotti al minimo, considerati baluardo di uno stile classicheggiante e prettamente decorativo.

L’ obiettivo principale dello stile d’arredo minimal

L’obiettivo dello stile d’arredo minimal è quello di risultare estremamente funzionale e pratico:

  • poche superfici da pulire facilmente,
  • nessun disordine,
  • ogni cosa a portata di mano ed in luoghi ben definiti,
  • nessun eccesso scomodo o inutile

Per i motivi sopracitati questo stile si sposa bene con le abitudini del vivere moderno, in cui gli spazi sono sempre più ridotti per necessità soprattutto economiche, dove i tempi sono ugualmente ristretti e dove non ci si può soffermare molto su dettagli poco pratici e su una casa troppo difficile da pulire e da tenere in ordine.

Questo stile d’arredo nasce da una corrente filosofico-artistica apparsa negli Anni ’60. E’ in grado di imprimere un carattere forte e rigoroso ad un ambiente.

E’ improntato all’eliminazione del superfluo, puntando a ridurre il più possibile gli elementi d’arredo dando risalto allo spazio vitale della casa.

Negli ultimi tempi questo stile, con la riduzione della metratura degli appartamenti, ha portato un notevole vantaggio, quello di abitare più comodamente gli spazi interni.

Il minimalismo rinuncia ai fronzoli e talvolta anche alle decorazioni, lasciando letteralmente spazio all’ambiente in questione. Spazio per guardare, per essere liberi di muoversi, di respirare, di osservare, di avere luce. Quest’ultima è una componente importante in questo stile ed è sempre presente, sempre valorizzata.

Lo stile minimal è poco incline alla commistione con altri stili non affini allo stesso. A differenza di altri stili, come il classico o il moderno, il minimal proprio per le sue basi filosofiche, rimane fine a sé stesso ed è dato dall’insieme di tutte le caratteristiche sopra citate.

Stile hi-tech o stile contemporaneo sono gli unici che possono accompagnare uno stile minimal nella stessa casa.

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