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Laminato e grès porcellanato: valide alternative al parquet

Laminato e grès porcellanato: valide alternative al parquet

Il parquet ha un fascino intramontabile, senza tempo. Si adatta a tutti gli stili d’arredamento, dai più classici a quelli moderni. Dona agli ambienti calore e sensazione di benessere, come tutti i materiali naturali. L’unico aspetto negativo è quello economico: ha un costo elevato ma fortunatamente il mercato offre delle eccellenti alternative, meno costose ma dall’effetto legno finale sbalorditivo.

Le principali alternative al parquet sono il laminato ed il grès porcellanato effetto legno. Scopriamo insieme le caratteristiche di questi materiali.

Laminato effetto legno

Il laminato non solo è più conveniente del parquet, ma è anche facile da posare, grazie alla posa flottante ed allo spessore ridotto. Dal punto di vista estetico può riprodurre lo stesso effetto legno del parquet, ma con prestazioni migliori.

Prima dell’acquisto dovresti porti delle domande circa l’utilizzo:

  • Quanto intensamente verrà utilizzato? Animali domestici, calpestìo, caduta di oggetti e liquidi possono mettere alla prova un pavimento. Un utilizzo intenso richiederà una superficie più resistente. Assicurati di prestare particolare attenzione alle classificazioni AC (Abrasion Classes) e IC (Impact Classes) del prodotto.
  • Quale effetto estetico vorresti ottenere? Dimensioni e tonalità delle doghe possono contribuire a creare un effetto visivo particolare. Le dimensioni saranno il fattore principale, se si punta a valorizzare un ambiente migliorandone gli spazi. La scelta della tonalità dovrà essere presa in considerazione dell’arredamento della tua casa.
  • Per quale tipo di arredamento? Esistono diverse varietà di laminato. Nella categoria legno i più venduti sono rovere e noce.
  • Il pavimento è riscaldato? In questo caso sarà necessaria la giusta tipologia di sottopavimento, per permettere il passaggio di quanto più calore possibile. Viceversa, se il pavimento non è riscaldato, si può optare per un sottopavimento con un buon grado di isolamento termico e acustico.
  • Può essere ossidato dalla luce? I pavimenti in laminato non saranno soggetti ad ossidazione per esposizione diretta al sole. Non si macchiano e non sbiadiscono anche a seguito di una costante esposizione al sole.

LEGGI ANCHE: L’importanza della cura e manutenzione parquet

Consigli per far durare un pavimento in laminato

Lo strato superficiale di un pavimento in laminato lo proteggerà da umidità, urti e abrasioni. Tuttavia, seguendo alcune regole, è possibile farlo durare ancora di più.

  • Limita l’eccesso di umidità. Per pulire un pavimento in laminato non servono secchio, spazzola e lucidatrice: non saranno efficaci e potrebbero addirittura danneggiarlo. Meglio usare un panno umido.
  • Utilizza detergenti non aggressivi. Dovresti usare solo detersivi consigliati dal produttore o quelli specificatamente creati per il laminato. Anche lo smalto e la candeggina dovrebbero essere evitati. Un lavaggio frequente con detergenti aggressivi può danneggiare il laminato.
  • Usa spesso un aspirapolvere o una scopa elettrica. Pulisci immediatamente ogni residuo di terra, ciottoli o liquidi. Uno zerbino all’entrata della tua casa può essere utile per tenere fuori sporco e umidità.

Grès porcellanato effetto legno

Il grès porcellanato effetto legno ha quasi lo stesso fascino avvolgente ed immutabile del legno. Che si tratti di interni o di esterni, l’aspetto caldo del legno cambia l’immagine dell’ambiente rendendolo più morbido ed accogliente.

La bellezza di un pavimento in legno, così come il calore che dona agli ambienti, sono tra i principali motivi che di solito portano alla scelta del vero legno. Ma oggi, la grande versatilità del grès porcellanato permette di superare i limiti del vero legno.

Le piastrelle di questo materiale possono essere utilizzate in qualsiasi ambiente, oltre a quello domestico. Disponibile in molti formati, permette la posa con e senza fughe. Si tratta di un materiale molto resistente alle abrasioni, all’umidità ed agli agenti atmosferici.

I vantaggi del grès porcellanato effetto legno

Il grès porcellanato effetto legno, rispetto al parquet, presenta i seguenti vantaggi:

  • E’ più duro. Le piastrelle in grès per pavimenti effetto legno sono più robuste del vero legno, sia che esse siano in porcellana o in ceramica. Non saranno facilmente danneggiabili da mobili pesanti ed oggetti appuntiti. Grazie al loro design robusto non si graffiano.
  • Non cambia colore. Il legno naturale sbiadisce e cambia colore nel tempo, può essere sbiancato dalla luce solare. Parti diverse del pavimento perdono colore nel tempo mentre altre aree rimangono più scure e più nuove. Le piastrelle effetto legno invece non sbiadiscono.
  • Stile personale. Il grès porcellanato effetto legno si adatta a qualsiasi stile e ad ogni design. Puoi decidere fra un layout classico a griglia, uno stile a spina di pesce o a mattoni, personalizzandolo come preferisci.
  • Manutenzione facile. Il grès porcellanato è antimacchia e trattato con una finitura impermeabile. La manutenzione di un pavimento in grès è estremamente semplice. Si pulisce con qualsiasi soluzione detergente, lo si può strofinare e spazzare senza alcun problema.
  • Ampia gamma di colori. C’è una vasta scelta di colori, tutti perfettamente uguali al legno naturale. Dal rovere più chiaro al mogano più scuro, passando per tutte le sfumature di colore.
  • Non si deforma. Uno dei problemi principali del parquet è che si deforma a causa della temperatura e dell’umidità presente nella stanza in cui è installato. Le piastrelle in grès porcellanato effetto legno sono impermeabili e non si alterano con l’umidità.
  • Adatto ai sistemi di riscaldamento radiante. Il grès porcellanato è particolarmente indicato nelle abitazioni dotate di riscaldamento a pavimento. Con il parquet il riscaldamento radiante rappresenta un rischio per la salute e la sicurezza.
  • Piastrelle facilmente sostituibili. Nell’improbabile caso in cui si danneggi una piastrella, questa può essere sostituita velocemente ed agevolmente, senza dover cambiare l’intero pavimento.
  • Più economico del legno. Oltre ad avere un numero enorme di vantaggi rispetto ai tradizionali pavimenti in legno, le piastrelle in grès porcellanato effetto legno sono anche molto più economiche.

Quale dei due rivestimenti hai scelto? Contattaci per avere un PREVENTIVO GRATUITO.

Arredamento in resina: caratteristiche e vantaggi

Arredamento in resina: caratteristiche e vantaggi

Hai un giardino in casa o un’area indoor da rivestire? Se sì, già dall’inizio della primavera, devi pensare a come organizzarlo al meglio, scegliendo l’arredamento giusto, magari in resina, visto che è un materiale che offre numerosi vantaggi. Vediamoli insieme.

Le caratteristiche dell’arredamento in resina

La resina è un prodotto naturale o sintetico, macromolecolare, dotato di proprietà plastiche.

E’ possibile distinguere tra:

  • resine naturali: ovvero materiali organici, trasparenti, di origine vegetale, insolubili in acqua e solubili in solventi organici. Esse presentato un elevato peso molecolare ed una composizione chimica molto varia; induriscono all’aria e vengono per lo più impiegate nella fabbricazione di materie isolanti, saponi, vernici.
  • Resine artificiali o resine sintetiche: sono sostanze plastiche ottenute per polimerizzazione o policondensazione, oppure presenti come tali in natura e rese plastiche attraverso opportuni trattamenti chimici. E’ il caso delle resine acriliche, alchidiche o poliviniliche.

La resina è un materiale edilizio innovativo e moderno grazie alla sua versatilità e funzionalità.

Nata per uso principalmente industriale, oggi è un materiale ampiamente utilizzato, anche, nell’ambito dell’edilizia privata e dell’arredamento sia da interni che da esterni.

La resina può essere impiegata per la realizzazione di pavimenti e rivestimenti caratterizzati da un’ottima estetica e da un’eccellente funzionalità.

Anche nell’ambito dell’arredamento, questo materiale sta conquistando il favore di architetti ed interior design, i quali propongono raffinate soluzioni abitative in cui è protagonista.

L’ideazione di nuovi componenti chimici ha permesso la diffusione di questo tipo di rivestimento e quindi di utilizzarlo in aree come le abitazioni private sotto forma di resine chiamate “resine decorative“.

I vantaggi offerti dalla resina

Molte aziende, negli ultimi anni, stanno proponendo soluzioni per arredo in resina visto i diversi vantaggi che quest’ultima offre. Essi sono:

  • resistenza e robustezza. La resina è un materiale durevole, che garantisce grande resistenza meccanica alle sostanze chimiche ed all’usura, così come alle variazioni di temperatura e all’abrasione. E’ particolarmente resistente anche ai carichi, qualità fondamentale nel caso venisse usata per rivestire una pavimentazione.
  • adattabilità ai più svariati impieghi: viene usata per fabbricare tavoli, sedie, salottini, divanetti
  • economicità
  • ridotta manutenzione: la resina è un materiale altamente resistente ma non esente da danneggiamento o deterioramento.

L’invecchiamento è generalmente causato da graffi, abrasioni, cadute accidentali di oggetti e questi segni del tempo risulteranno più evidenti su pavimenti cromaticamente uniformi e lucidi, dove anche la minima imperfezione tende a risaltare.

La riparazione di una realizzazione in resina però può essere fatta in tempi brevi non richiedendo costi eccessivi. Qualora ci fossero dei segni di danneggiamento è possibile intervenire sulla fessurazione, riparando la superficie e riapplicando la stessa tipologia di resina usata in origine a prescindere dalla sua finitura.

Le resine non richiedono prodotti particolari per la loro pulizia in quanto, essendo impermeabili, non assorbono agenti esterni e facilitano la pulizia della superficie.

Non c’è nulla di più semplice che prendersi cura del mobilio in resina: ti basterà utilizzare una spazzola per spolverare la superficie e rimuovere così lo sporco depositato.

  • personalizzazione: è un materiale estremamente versatile, che offre la possibilità di scegliere tra un’infinità di colori, finiture e tipi di lavorazione. Ogni rivestimento è unico ed è in grado di rispecchiare fedelmente i gusti del committente.

Le peculiarità dell’arredamento e del rivestimento in resina

I rivestimenti in resina riescono a garantire diverse caratteristiche funzionali. Per questo motivo vengono sempre più scelti. Grazie alla loro struttura continua e priva di fughe, sono considerati i materiali più resistenti ed impermeabili.

Allo stesso modo, la resina per rivestimenti è resistente all’usura, agli agenti chimici, ma al contempo molto duttile.

I rivestimenti in resina vengono realizzati con materiali che garantiscono le seguenti peculiarità:

  • assenza di sostanze tossiche e nocive
  • assenza di odori forti e sgradevoli
  • estrema duttilità, la quale consente di rivestire qualsiasi tipologia di superficie
  • idrorepellenza
  • impiego ammesso sia in ambienti interni, sia in ambienti esterni
  • aspetto estetico elegante ed accattivante
  • pulizia pratica e veloce, consentita dalla superficie unica, priva di fughe

I rivestimenti in resina però presentano anche dei svantaggi, quali:

  • sensazione di finzione che si riscontra ammirando un rivestimento in resina
  • mancanza di interruzioni durante la posa, le quali garantiscono una superficie perfettamente liscia che ricorda la plastica. Questa estetica, può essere rimediata, con l’abbinamento di elementi decorativi e personalizzabili
  • la superficie liscia dei rivestimenti in resina è maggiormente soggetta a graffi e scalfittura
  • la resina può essere posata su qualsiasi tipologia di supporto, ma dimostra una scarsa aderenza sulle superfici in vetro
  • le superfici in resina sono molto lisce, uniformi ed idrorepellenti: una volta bagnate, rischiano di diventare molto scivolose e pericolose

La resina è un materiale molto gettonato per il rivestimento di molte superfici nell’ ambiente sia domestico sia lavorativo. Ha un’ottima estetica, poiché riesce a riprodurre l’aspetto di metalli, pietre, cemento, marmo e molti altri materiali risultando più pratica da gestire.

Ha uno spessore ridotto che va dai 2 ai 3 mm e, grazie all’assenza di fughe, dona ai pavimenti, pareti e superfici un effetto perfettamente lineare.

Le resine per pavimenti e superfici piane prendono il nome di resine autolivellanti.  Quelle adatte a rivestire pareti, bagni, cucine, armadi ed altre superfici verticali, invece sono le cosiddette resine in pasta.

I rivestimenti in resina sono richiesti oggi per la copertura e la realizzazione di qualsiasi tipologia di superficie, ma in particolar modo essi vengono impiegati per la realizzazione dei seguenti ambienti:

  • cucina
  • bagno
  • scale
  • rivestimenti in calcestruzzo
  • piscine

Grazie alle eccezionali caratteristiche di igiene e praticità, la resina viene impiegata per rivestire le pareti ed i piani della cucina. La superficie completamente compatta e continua, infatti, garantisce una pulizia immediata e non consente l’accumulo di cibo e di sporco.

Negli ambienti umidi come il bagno, la resina è particolarmente indicata proprio per le sue peculiarità idrorepellenti. E’ un materiale idoneo e consigliato per resistere alle infiltrazioni di acqua ed alla formazione di muffe.

La trasparenza della resina consente di dare quella particolare alternanza di colorazioni e di materiale che risulta particolarmente indicativa per gli ambienti moderni, soprattutto per la realizzazione di scale sospese.

Il grande impatto estetico è consentito anche grazie all’inserimento di elementi all’interno delle resine, oppure nel sottofondo. In questo modo è possibile ottenere fondali di piscine, come anche tavoli e complementi d’arredo molto ricercati e apprezzati per la loro particolarità.

Hai deciso di fare un rivestimento cucina utilizzando la resina? Contattaci. PREVENTIVO GRATUITO

Stile d'arredo minimal

Stile d’arredo minimal, una delle tendenze più in voga

Negli ultimi anni lo stile d’arredo minimal è una delle tendenze più in voga in materia di design. E’ uno stile equilibrato, che associa il fascino alle linee essenziali portando alla creazione di un ambiente che assolve alla funzionalità.

Le caratteristiche dello stile d’arredo minimal

Le caratteristiche di uno stile d’arredo devono rispecchiare in parte la personalità di chi lo sceglie.

Ogni stile d’arredo ha i suoi tratti distintivi: lo stile d’arredo minimal è adatto a tutti coloro che amano l’ordine estremo e l’eleganza sobria.

La principale caratteristica dello stile d’arredo minimal è quella di essere ridotto il più possibile all’essenziale, al minimo appunto.

I tratti distintivi di questo stile sono i seguenti:

  1. materiali innovativi per rivestimenti, superfici ed arredi. I materiali che caratterizzano questo stile sono di produzione industriale o ispirati all’innovazione. Essi devono essere resistenti a molte sollecitazioni e facili da pulire, caratteristiche ottenibili quasi sempre tramite un accurato trattamento chimico in fase di produzione.

I materiali adatti a questo stile devono dare sensazioni di linearità, omogeneità e purezza. Ne sono un esempio, resine, cemento, intonaco in colori neutri.

Per gli arredi invece questo stile predilige maggiormente superfici lucide, come laccati per gli armadi, metallo per elettrodomestici, cucine ed accessori, vetro e cristallo per tavoli o lavabi da bagno, pelli o tessuti sobri per gli imbottiti, materiali come il corian o il silestone, per le superfici di lavoro. Sono materiali dal forte impatto estetico ma estremamente pratici da utilizzare.

2. forme lineari e semplici, spesso squadrate. Nello stile minimal le forme sono nette e definite, riconoscibili e riconducibili tutte alla regolarità della geometria: quadrati, rettangoli, triangoli, ellissi, cubi e parallelepipedi, mai uniti fra loro.

3. colori sobri o per lo più neutri. Nello stile minimal, anche i colori sono ridotti al minimo. Prevalgono il bianco ed il nero seguiti da un grigio discreto.

Gli unici altri colori ammessi in questo stile sono quelli che ricordano la terra o la sabbia: dal beige all’ocra ed al marrone. Colori vivi ed accesi non fanno parte di questo stile.

Qualche nota di colore può essere data da accessori come cuscini o tende o da elementi strutturali secondari come travi o colonne. Il rosso è un colore molto usato per contrastare il bianco ed il grigio. Dunque toni piuttosto neutri, adattabili a qualunque ambiente ed a qualunque situazione, che non distraggono e non impegnano la mente di chi vuole soggiornare in una casa minimal.

4. ingombro minimo dello spazio. La disposizione degli arredi è fondamentale in questo stile. Gli ambienti devono essere ampi ed ariosi, con l’ingombro ridotto al minimo.

Gli arredi a centro stanza sono ammessi solo in ambienti open space o loft.

In questo stile gli arredi vengono sistemati lungo le pareti e possibilmente sospesi da terra, come accade per i pensili ancorati alle pareti, i quali ridimensionano il concetto di pieni e vuoti, di spazio e di leggerezza.

Il minimalismo prevede un numero molto esiguo di arredi, dietro il quale si nascondono adatte capacità contenitive e ben organizzate, al fine di ottenere il massimo ordine anche all’interno degli armadi.

5. massima integrazione con sistemi tecnologici, elettrodomestici ed innovazione

6. assenza quasi totale di decorazioni. Le uniche decorazioni concesse da questo stile possono essere quadri o poster per lo più astratti, possibilmente sovradimensionati e rigorosamente senza cornice né vetro; oppure sculture contemporanee, in numero ridotto.

Alcune superfici possono essere decorate con colori consoni, quindi sempre neutri o trasparenti se si tratta di vetro e con linee ridotte anch’esse al minimo. Serigrafie ed aerografie sono le tecniche più utilizzate per decorare in particolare le ante di alcuni arredi da cucina o da soggiorno.

Anche i tessuti sono ridotti al minimo, considerati baluardo di uno stile classicheggiante e prettamente decorativo.

L’ obiettivo principale dello stile d’arredo minimal

L’obiettivo dello stile d’arredo minimal è quello di risultare estremamente funzionale e pratico:

  • poche superfici da pulire facilmente,
  • nessun disordine,
  • ogni cosa a portata di mano ed in luoghi ben definiti,
  • nessun eccesso scomodo o inutile

Per i motivi sopracitati questo stile si sposa bene con le abitudini del vivere moderno, in cui gli spazi sono sempre più ridotti per necessità soprattutto economiche, dove i tempi sono ugualmente ristretti e dove non ci si può soffermare molto su dettagli poco pratici e su una casa troppo difficile da pulire e da tenere in ordine.

Questo stile d’arredo nasce da una corrente filosofico-artistica apparsa negli Anni ’60. E’ in grado di imprimere un carattere forte e rigoroso ad un ambiente.

E’ improntato all’eliminazione del superfluo, puntando a ridurre il più possibile gli elementi d’arredo dando risalto allo spazio vitale della casa.

Negli ultimi tempi questo stile, con la riduzione della metratura degli appartamenti, ha portato un notevole vantaggio, quello di abitare più comodamente gli spazi interni.

Il minimalismo rinuncia ai fronzoli e talvolta anche alle decorazioni, lasciando letteralmente spazio all’ambiente in questione. Spazio per guardare, per essere liberi di muoversi, di respirare, di osservare, di avere luce. Quest’ultima è una componente importante in questo stile ed è sempre presente, sempre valorizzata.

Lo stile minimal è poco incline alla commistione con altri stili non affini allo stesso. A differenza di altri stili, come il classico o il moderno, il minimal proprio per le sue basi filosofiche, rimane fine a sé stesso ed è dato dall’insieme di tutte le caratteristiche sopra citate.

Stile hi-tech o stile contemporaneo sono gli unici che possono accompagnare uno stile minimal nella stessa casa.

Come arredare casa con marmo

Come arredare casa con il marmo

Al giorno d’oggi la bellezza e la versatilità della pietra è tornata ad essere molto apprezzata dai moderni designer d’interni.

Il marmo è stato riscoperto come materiale nobile per arredare ogni ambiente della casa, sia moderno sia contemporaneo.

Consigli utili su come arredare casa con il marmo

Vuoi dare un tocco classico ed allo stesso tempo moderno all’arredamento della tua casa?

Segui questi consigli:

  • delinea lo spazio usando le colonne di marmo. Il concetto di spazio aperto sta diventando sempre più comune. Che tu viva in un piccolo monolocale o in una spaziosa villa, il layout open space apre lo spazio e lo fa sentire meno soffocante e confinato! Tuttavia, anche se la casa manca di alcune pareti, hai ancora bisogno di delineare lo spazio affinchè resti organizzato e non ci sia disordine visivo. In questi casi, il marmo può svolgere questa funzione in maniera eccellente.
    Scegli colonne semplici, con bordi dritti e pochi tocchi decorativi per dare allo spazio un aspetto più industrial.
    Non c’è bisogno che le colonne si estendano dal pavimento al soffitto.
  • Utilizza il marmo sulle pareti o sui pavimenti. Se le pareti ed i pavimenti fossero entrambi ricoperti di marmo, gli ambienti potrebbero sembrare davvero troppo spogli e freddi.
    Utilizzando il marmo solo su una superficie, hai la possibilità di dare un tocco di atmosfera classica allo spazio, abbinandolo a materiali più moderni. Puoi utilizzare il marmo sulle pareti della cucina, oppure pensarlo come alternativa al tradizionale rivestimento del bagno o della sala da pranzo.
  • Inserisci il marmo in una stanza utilizzando semplicemente una cornice lungo tutto il perimetro delle pareti.
  • Nella camera da letto puoi realizzare in marmo una sola parete, magari solo quella del lato testiera.
  • Preferisci questo materiale nobile sul pavimento? Il salotto è un’ottima scelta poiché è tradizionalmente uno spazio più formale. Puoi valorizzare una sala da pranzo arredata in maniera economica utilizzando il marmo ed aggiungere un tocco di design che faccia risaltare il tavolo da pranzo.
  • Il marmo lucido è la soluzione di pavimentazione migliore per ingressi e corridoi. Arredarli con un tavolo circolare sormontato da alcuni oggetti di design o con un vaso di marmo ripieno di fiori rigogliosi rappresenta una scelta davvero sofisticata. La pavimentazione in marmo dona una sensazione di lusso al bagno principale di qualsiasi tipo di abitazione.
  • Inserisci elementi architettonici in marmo. Scale, caminetti e vasche da bagno ad incasso diventano complementi d’arredo unici se caratterizzati dal marmo. Spesso è tutto ciò di cui un elemento architettonico ha bisogno per enfatizzarsi.
  • Opta per mobili in marmo. Quest’ultimo è un materiale eccellente per il mobilio perchè è forte, robusto e resistente all’usura ed ai graffi. Poiché è un materiale particolarmente pesante e non è proprio facile da maneggiare, bisogna essere sicuri che il nuovo acquisto si adatti allo spazio.
    Non devi per forza attenerti ai colori neutri. Un tavolo di marmo colorato aggiungerà quel tocco di colore necessario per dare vita al tuo ambiente.
    Il marmo è particolarmente indicato per realizzare i tavoli. Perchè non sostituire l’isola di legno della cucina con un’isola realizzata in marmo? Si verrebbe a creare una transizione visiva dai fornelli alla zona pranzo.
    Puoi donare eleganza al tuo spazio preferito con un tavolino in marmo, oppure usare i tavoli di marmo come mobili da esterno, dato che sono abbastanza resistenti da rimanere ben saldi durante le intemperie e non temono gli agenti atmosferici.
  • Inserisci il marmo tra gli accessori e le decorazioni. Questi ultimi sono disponibili in commercio in varie dimensioni e ti permettono di “provare” questo materiale, valutandone l’effetto sugli ambienti della casa, prima di sceglierlo definitivamente per arredare ogni ambiente della casa.
    Quando osservi gli accessori in marmo, immagina di inserirne nella stanza uno o due al massimo. Un paio di lampade in marmo possono essere un bel punto focale nella camera da letto.
    Un portacandele di marmo oppure un set completo da bagno possono regalare un tocco romantico a questo ambiente.
    Hai un budget limitato? Puoi indirizzarti verso elementi che si ispirano al marmo, i quali offrono la stessa atmosfera in stile classico ma ad un prezzo decisamente più abbordabile.
    Un elemento a parete oppure un tappeto a motivi che imita i colori neutri e le venature naturali che si ritrovano nel marmo potrebbero essere tutto ciò che ti serve per caratterizzare in modo classico ogni ambiente della casa.

Stai pensando ad una cucina in marmo? Contattaci. Preventivo Gratuito!

Come utilizzare la resina

Come utilizzare la resina nell’edilizia? Una domanda che incuriosisce molte persone, attratte dalle numerose potenzialità di questo materiale, un tempo impiegato quasi esclusivamente in ambito industriale ma oggi largamente diffuso anche nei contesti residenziali.

Le proprietà della resina

Prima di scoprire come utilizzare la resina, occorre sapere che si tratta di un materiale che offre molti vantaggi.

Prima di essere applicata, la resina viene opportunamente lavorata, in modo da garantire:

  • Resistenza alle fiamme;
  • Elasticità e flessibilità;
  • Capacità antistatica;
  • Possibilità di essere disposta a forma di rete

La resina viene ampiamente utilizzata per le ristrutturazioni edilizie, ma anche nel caso di nuove costruzioni, soprattutto per le pavimentazioni.

Le tipologie di resina

Per sapere come utilizzare la resina al meglio è necessario conoscerne le diverse tipologie. La resina, infatti, non è tutta uguale, ma si distingue in:

  • Resina epossidica
  • Resina acrilica
  • Resina poliuretanica
  • Resina cementizia

Per quanto riguarda la resina epossidica, si tratta di un polimero sintetico, creato unendo resina base e un materiale indurente e che risulta particolarmente viscoso.

Questo tipo di resina viene utilizzato in particolare per il rivestimento dei pavimenti, soprattutto laddove è richiesta un’elevata resistenza all’usura, ma anche all’umidità e agli sbalzi di temperatura.

La resina acrilica è frutto di una particolare lavorazione: la polimerizzazione di monomeri acrilici, che consente al materiale di accrescere la sua durabilità e diventare molto traspirante.

La resina acrilica, al contrario degli altri tipi di resina, è piuttosto liquida e quindi non richiede l’utilizzo di un diluente. Resistente alle fiamme e agli sbalzi di temperatura, la resina acrilica è un materiale versatile che trova diverse possibilità di applicazione nell’edilizia.

Uno dei principali vantaggi della resina poliuretanica consiste nella sua elevata resistenza meccanica, caratteristica che la rende perfetta anche come rivestimento delle pavimentazioni outdoor.

La resina poliuretanica è molto impiegata in ambito industriale, perché è in grado di reggere ottimamente il passaggio – anche continuo – di persone e veicoli e, in più, è molto resistente all’azione dei raggi UV, che non ne provocano l’ingiallimento.

Un’altra peculiarità della resina poliuretanica consiste nel fatto di essere termoindurente, solidificandosi velocemente con le basse temperature. Si tratta di una delle tipologie di resina più costose ma, al tempo stesso, è di ottima qualità e garantisce le migliori performances.

Come utilizzare la resina cementizia? Questo tipo di resina sta diventando sempre più popolare, anche perché è del tutto ecosostenibile e atossica: alla composizione di base, infatti, viene aggiunta soltanto dell’acqua.

Il fatto di essere la resina più eco-friendly non comporta comunque alcuna mancanza in termini di funzionalità; al contrario, la resina cementizia presenta un’elevata resistenza all’acqua, all’umidità e all’azione diretta dei raggi solari, tanto che viene molto utilizzata per rivestire spazi esterni, come balconi, piscine o terrazzi.

Con il passare del tempo, inoltre, accresce la sua durezza. La resina cementizia è molto apprezzata anche dal punto di vista estetico e offre numerose possibilità di personalizzazione, con tante soluzioni possibili per quanto riguarda colori, tipologie di finitura e grado di granulosità della superficie.

Come utilizzare la resina: le pavimentazioni

La resina è un materiale molto versatile che viene sempre più spesso apprezzato anche per l’ambito residenziale. Una delle applicazioni più diffuse della resina consiste nel suo impiego per il rivestimento dei pavimenti.

Scopriamo allora quali sono i principali vantaggi e svantaggi di un pavimento in resina.

Per quanto riguarda i “pro”, molti li abbiamo già elencati parlando delle diverse tipologie di resina, ma è bene ricordarli per rendersi ben conto dei tanti lati positivi di questo materiale. A pregi come:

  • Resistenza
  • Durabilità
  • Impermeabilità

Si aggiungono, soprattutto se si tratta di pavimenti interni, la facilità di pulizia (la pavimentazione in resina è monolitica, cioè uniforme, quindi non presenta fughe), la possibilità di posarla sopra una superficie preesistente, la rapidità della posa stessa e i prezzi competitivi.

Vale la pena aprire una breve parentesi sul tema della sovrapposizione a una pavimentazione già presente, poiché si tratta di un argomento particolarmente interessante per chi sta affrontando – o è comunque in procinto di farlo – una ristrutturazione.

Nell’ottica di ridurre le spese per i lavori, infatti, la resina rappresenta una soluzione molto allettante, dal momento che non solo non è necessario smantellare il pavimento preesistente, ma non occorre nemmeno riadattare gli infissi: lo spessore finale risulta molto sottile, evitando così la creazione di antiestetici e – da un punto di vista prettamente pratico e funzionale – scomodi dislivelli.

Un ulteriore vantaggio della resina come rivestimento per pavimento è legato alla sua versatilità, che la rende perfetta in ogni contesto, a prescindere dallo stile d’arredo prescelto.

Le soluzioni possibili in termini di colori e finiture, infatti, sono numerosissime: la resina può presentare consistenze diverse (liscia o ruvida), essere lucida, opaca o satinata e di tanti colori diversi; da ultimo, ma non di minore importanza, questo materiale può essere lavorato in modo estremamente decorativo, per esempio inserendovi oggetti naturali, come foglie o pezzi di legno e restituendo così originalità e stile agli ambienti in cui viene applicata.

Rispetto, invece, agli svantaggi, sono davvero pochi e possono riassumersi in:

  • Danni causati dall’usura: per quanto resistenti, le superfici in resina alla lunga possono risentire delle sollecitazioni ed è quindi possibile che si creino piccole crepe o rotture;
  • Ingiallimento: le resine solitamente presentano un buon grado di resistenza ai raggi UV; tuttavia, alcune tipologie di resina risultano più sensibili di altre e, di conseguenza, possono ingiallirsi nel tempo.

Come utilizzare la resina: le principali applicazioni

Oltre che per il rivestimento dei pavimenti, la resina può essere impiegata anche per rivestire le pareti, anche negli spazi interni.

Un ambiente dove la scelta di questo materiale si dimostra particolarmente indovinata è, per esempio, il bagno: grazie all’elevata resistenza all’acqua e all’umidità, la resina è perfetta come rivestimento per pareti, pavimenti, ma anche per il piano dove appoggia il lavabo, offrendo numerosi vantaggi sia in termini di funzionalità che sul piano estetico.

Porte scorrevoli, un importante elemento d'arredo

Porte scorrevoli, un importante elemento d’arredo

Le porte scorrevoli sono la soluzione per i problemi di spazio. Permettono di aggiungere un serramento quando sembra impossibile avere una porta, liberano le pareti semplificando l’appoggio dei mobili. Risolvono la pianta di una casa, o di una porzione di casa, favorendo un’organizzazione dello spazio pratica, agevole e su misura.

Oggi i punti di forza delle porte scorrevoli  sono il design delle ante e, nei modelli a scomparsa, la tecnologia e le performance dei controtelai.

Le porte scorrevoli sono adatte per tutti gli ambienti. Esistono due tipologie:

  • le scorrevoli interno muro, a scomparsa, non ingombrano in alcun modo: si muovono all’interno di un controtelaio metallico, a sua volta installato dentro la parete che fuori risulta “libera”.

Questa tipologia di porte,  dette anche “pocket door”, scompaiono all’interno della parete quando vengono aperte. Progettate come soluzione salvaspazio per ambienti piccoli e passaggi ridotti, per i quali restano preziosissime ed indispensabili perché permettono di ricavare un locale con porta anche dove i centimetri sono proprio al limite.

Nelle porte scorrevoli interno muro, il controtelaio è fondamentale.

Per avere una porta scorrevole a scomparsa serve sostituire una porzione di muro con un elemento scatolare metallico (o costruire un muro cavo all’interno per il vano dedicato a questo). L’elemento viene poi rifinito esattamente come una parete. Poiché i divisori interni di una casa possono essere realizzati in muratura (laterizi forati) oppure in cartongesso, esistono due tipi di controtelai corrispondenti ad una e all’altro. Al momento dell’acquisto di una o più porte scorrevoli e quindi del controtelaio va sempre specificato il materiale della parete. È fondamentale, anche perché cambia persino lo spessore del muro finito: nel primo caso da 9 a 14,5 cm, nel secondo circa 10/12,5 cm. 

Innumerevoli gli aspetti positivi in generale, con controtelai sempre più evoluti: oggi ne esistono anche predisposti per il cablaggio elettrico, così da poter avere un normale interruttore sulla stessa parete dove si inserisce la porta e sagomati ai lati per ospitare le tubazioni idriche. 

  • le scorrevoli esterno muro, sono dotate di una guida in alluminio anodizzato o in acciaio, fissata a parete o soffitto, lungo cui scorre l’anta, parallela alla parete. Sono più semplici da installare perchè non servono lavori sulla muratura, basta fissarle al muro di laterizi o al cartongesso, a meno che la guida non sia incassata nella parete.

Dette anche porte hardware, questa tipologia di porte scorrevoli, è formata da una o più ante che scorrono parallele ad una o a due pareti e ad esse si sovrappongono, restando a vista. Molto scenografici sono poi quei sistemi compositi nei quali il muro è “sostituito” da un altro pannello che resta fisso: l’anta mobile si sovrappone a questo, creando effetti di grande suggestione.

Tutte le porte scorrevoli esterno muro sono agganciate ad un binario, all’interno del quale avviene il loro movimento. A sua volta, questo è inserito in una guida fissata a soffitto o a parete, a incasso totale o a sospensione. Il binario, fornito con le ante, è di solito in alluminio anodizzato, rifinito secondo l’estetica delle ante.

Fra le tante versioni delle porte scorrevoli esterno muro c’è quella “zero”. Si tratta di un pannello che scorre sulla parete, senza che se ne veda il meccanismo.

Cerniere, binari e mantovane sono nascoste: l’anta è più ampia dell’apertura e tutti i meccanismi (binario compreso) sono montati dietro.

La mantovana è una fascia che copre il binario di scorrimento ed è una soluzione classica ma sempre attuale, che diventa un elemento estetico insieme alla porta. Per uniformità di stile, si fissa al pannello dell’anta o alla parete.

Porte scorrevoli: quali sono gli elementi da valutare?

Quando si decide quale porta scorrevole acquistare per la propria abitazione, vanno valutati prima di tutto i materiali. Essi devono essere di qualità, come il controtelaio in acciaio zincato ed il binario in alluminio anodizzato, entrambi resistenti ed indeformabili. Ma anche i vetri temperati di sicurezza da 8 mm di spessore.

La porta scorrevole deve essere pratica, da muovere con leggerezza, e silenziosa, anche per modelli a due ante di grandi dimensioni.

A queste esigenze corrispondono carrelli di scorrimento in acciaio, con ruote in nylon e cuscinetti a sfera. Alcuni modelli hanno un sistema di rallentamento dell’anta, che ne impedisce la fuoriuscita dal binario.

Molti modelli di porte scorrevoli si possono realizzare su misura. Ciò permette di creare soluzioni personalizzate non solo per finiture, ma anche per dimensioni e per numero di ante.

Quanto è importante l’estetica nelle scelta di una porta scorrevole?

Tra i brand da noi trattati vi sono Garofoli, che propone linee classiche rivisitate con gusto contemporaneo, per le porte Miraquadra.

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Le finiture del vetro variano dal trasparente che crea continuità visiva tra gli ambienti, al satinato con effetto “vedo non vedo”, alle serigrafie anche decorate, adatte per soluzioni di forte impatto estetico.

Nel legno le finiture spaziano dalle essenza classiche o insolite ai laccati in molteplici colori, che si staccano dalla parete o che ne riprendono il colore.

Per chi in casa vuole uniformità estetica e stilistica, molte aziende propongono modelli disponibili sia con apertura a battente sia scorrevole.

Eclisse propone un controtelaio che permette una totale integrazione della porta con la parete, che risulta così filomuro, senza stipiti e coprifili.

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Importanza manutenzione casa

L’importanza della manutenzione in una abitazione

Ogni giorno viviamo e svolgiamo numerose attività all’ interno di ambienti, come casa, ufficio, capannoni, industrie, dalle quali dipende la nostra salute e quella dei nostri familiari.

Col passare del tempo, ogni costruzione sia civile che industriale, necessita di interventi di ammodernamento e manutenzione, i quali coinvolgono le diverse aree degli edifici in questione: dalle facciate dell’abitazione agli impianti idraulici, elettrici e di riscaldamento, dalla pavimentazione ai sistemi di isolamento termico ed acustico.

Si tratta di investimenti importanti sia per le famiglie sia per le imprese edilizie perché non sempre è facile coniugare la qualità degli interventi ambiti con la necessità di ridurre i costi delle ristrutturazioni. E’ fondamentale rivolgersi alle imprese edili più efficaci affinchè l’investimento sia valido, duraturo, sostenibile e soprattutto in linea con le norma vigenti.

Quando arriva il momento dell’inizio dei lavori di ristrutturazione, è necessario prestare molta attenzione agli eventuali permessi da richiedere al proprio Comune di appartenenza. Solitamente, quando si appaltano i lavori ad un’impresa edile, quest’ultima ha le adeguate conoscenze e si avvale di professionisti in modo da eseguire tutti i lavori nel massimo rispetto delle regole.

Tuttavia, è bene conoscere quali siano le normative in vigore in modo da essere preparati.

Le maggiori opere di ristrutturazione riguardano le parti interne di una casa. Gli interventi che si possono compiere sono numerosi: dai  più semplici fino ad arrivare a vere e  proprie trasformazioni dell’assetto, modificando volume e disposizione delle stanze.

Un errore di valutazione che spesso purtroppo si compie, è quello di pensare che, dato che  un intervento riguarda l’interno di un’abitazione, si possa fare ciò che si vuole senza chiedere nessun tipo di permesso. In realtà non è affatto così.

Le normative che regolano gli interventi edilizi vengono attuate a livello locale: può capitare che per la stessa opera un Comune richieda dei permessi mentre altri invece no.
Per capire che tipo di autorizzazione richiedere è necessario individuare con esattezza l’intervento che deve essere effettuato. É la legge che differenzia le varie tipologie ed in particolare il Testo Unico dell’Edilizia (d.p.r 380/2001) all’articolo 3, suddividendo gli interventi edili in:
interventi di manutenzione ordinaria: sono tutte quelle opere di finitura interna ed esterna di un edificio (tinteggiatura, pulitura facciate, sostituzione pavimentazione, cambio infissi, ecc.), riparazione o sostituzione degli apparecchi igienico-sanitari e manutenzione per mantenere efficienti o integrare gli impianti tecnologici presenti (luce, acqua, ecc.).
interventi di manutenzione straordinaria: sono opere che hanno lo scopo di modificare o sostituire delle parti funzionali e strutturali di un immobile oppure per il frazionamento di un’unità abitativa o l’accorpamento di due strutture adiacenti.
interventi di restauro e di risanamento conservativo: opere di consolidamento e rinnovo per conservare le funzionalità dell’immobile.
interventi di ristrutturazione edilizia: sono tutte le opere di demolizioni e ricostruzione. Sono compresi anche gli interventi di ristrutturazione sia interna che esterna.

Manutenzione straordinaria

La manutenzione straordinaria, anch’essa definita nell’art. 6 del T.U. (lettera b del comma 3) riguarda le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso.

Questa norma è stata poi modificata ed ampliata dal Decreto legge n. 133 del 2014, il quale ha allargato la casistica degli interventi che rientrano nella cosiddetta manutenzione straordinaria, comprendendo  anche l’installazione di ascensori e  di scale di sicurezza, la realizzazione dei servizi igienici, la sostituzione di infissi esterni con la modifica dei materiali o delle tipologie di finestre.

Gli interventi, per poter essere qualificati come di manutenzione straordinaria, non devono alterare i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e  non devono comportare modifiche rispetto  alle destinazioni d’uso. Quindi non possono comportare, ad esempio, un passaggio da civile abitazione ad ufficio o viceversa.

Documentazione richiesta per interventi di manutenzione straordinaria

Per interventi di manutenzione straordinaria, i quali non prevedono modifiche della struttura, è necessario presentare la C.I.L.A. (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata). Si tratta di una pratica introdotta nel 2010 con la Legge 73.

Essendo una comunicazione, non necessita dell’approvazione del Comune. E quindi i lavori possono iniziare da subito. Viene presentata dal proprietario  presso il Comune (Sportello Unico per l’Edilizia SUE) territorialmente competente.Può essere presentata anche dall’inquilino che utilizza l’immobile in base ad un contratto di affitto con il consenso del proprietario dell’immobile.

Anche un professionista abilitato, (architetto, geometra, ingegnere) può presentare la CILA, se delegato da uno dei titolari. Il coinvolgimento di un professionista abilitato è necessario comunque per la compilazione delle dichiarazioni ed asseverazioni di sua competenza. Il tecnico, infatti, dichiara che le opere realizzate tramite Cila rispettano la normativa in materia e realizza gli elaborati grafici (planimetrie, sezioni, prospetti etc.).

Nei casi in cui nelle opere di manutenzione straordinaria rientrino interventi non contemplati, per la ricostruzione edilizia, risanamento conservativo e restauro, è necessario presentare una S.C.I.A. (segnalazione certificata di inizio attività).

La Segnalazione Certificata di Inizio Attività è entrata in vigore il 31 luglio del 2010 sostituendo la D.I.A (denuncia di inizio attività). Successivamente con il decreto legislativo 126/2016 e 222/2016 (decreto SCIA 2) il Governo ha introdotto un ulteriore snellimento burocratico con la S.C.I.A. unica e S.C.I.A. condizionata per facilitare tutte le operazioni di richiesta.
Le ultime modifiche introdotte alla nuova legislatura riguardano gli interventi realizzabili mediante la S.C.I.A.  quali:
interventi di manutenzione straordinaria delle parte strutturali dell’immobile;
interventi per il restauro e la conservazione delle parte strutturali dell’immobile;
ristrutturazione edilizia che non preveda variazioni volumetriche, cambio di sagoma o modifiche della destinazione d’uso dell’immobile.
La S.C.I.A. può essere presentata solamente da un tecnico abilitato in forma telematica presso lo sportello unico per le attività produttive (SUAP). E’ stata introdotta una standardizzazione della modulistica per tutti i comuni: le Amministrazioni sono obbligate a pubblicare sul proprio sito, sia i moduli, sia tutte le informazioni sull’eventuale documentazione da allegare. Le amministrazioni non possono pretendere dal richiedente documentazione non prevista dell’elenco pubblicato online.
La validità della S.C.I.A. prende il via dal giorno che viene protocollata ed il richiedente riceverà per via telematica una ricevuta. Anche senza ricevuta la S.C.I.A. ha comunque validità.

Il vantaggio di questo permesso è di non avere tempi di attesa: se la modulistica presentata è corretta e supera una verifica preliminare, il richiedente può iniziare subito i lavori. L’amministrazione competente ha invece 60 giorni (30 per l’edilizia) di tempo dal momento che ha ricevuto la S.C.I.A, per effettuare tutte le verifiche del caso ed accertare la regolarità della documentazione presentata. Decorso il termine, se l’Amministrazione non effettua nessun atto di sospensione, non può prendere provvedimenti tranne per il sopraggiungere di un pericolo o danno all’ambiente, alla salute, alla sicurezza pubblica o al patrimonio artistico-culturale.
Una volta che i lavori sono terminati il richiedente deve depositare la Comunicazione di Fine Lavori. È necessario anche allegare un certificato di collaudo redatto dal tecnico incaricato, per certificare la conformità dei lavori con il progetto presentato all’inizio. Nel collaudo potrà anche essere inserita la dichiarazione dell’eventuale variazione catastale oppure un documento con cui si accerta che le opere effettuate non hanno portato a nessuna modifica.

Manutenzione ordinaria

Secondo l’Art. 6 del Testo Unico sull’Edilizia (T.U.) rientrano nella manutenzione ordinaria, “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici o necessari ad integrare/mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”.

Si tratta di opereeseguite senza alcun titolo abilitativo quindi non occorre la richiesta di nessun tipo di permesso né di una comunicazione di inizio lavori. E’necessario prestare comunque attenzione perché alcuni Comuni potrebbero, anche in questi casi, richiedere una semplice comunicazione oppure pretendere l’invio della modulistica unificata C.I.L. (comunicazione di inizio lavori).

Per impianti tecnologici si intendono gli impianti di riscaldamento, di condizionamento, quello idrico-sanitario (scarichi, adduzione acqua cucina e bagno), ricambio aria, elettrico, gas cottura ed evacuazione fumi (canna fumaria o camino).

Tra le opere di manutenzione ordinaria vi sono:

  •  demolizione e ricostruzione dei pavimenti, degli intonaci dei tramezzi e degli stessi tramezzi qualora vengano demoliti per essere ricollocati esattamente allo stesso punto dell’originale;
  •  sostituzione delle porte interne e degli infissi esterni (porte, finestre e lucernari);
  •  tinteggiatura delle pareti interne ed esterne o dei soffitti. Occorre fare attenzione agli edifici vincolati dalla Soprintendenza ai beni architettonici, per i quali è richiesta una specifica autorizzazione (nullaosta), anche nel caso di ripristino delle pitture o dell’intonaco in rapporto a decorazioni ed affreschi di edifici storici.
  •  sostituzione della caldaia o dei radiatori,  riparazione della recinzione, l’installazione di tende da sole,  sostituzione o riparazione di camini,  sostituzione dei sanitari, riparazione dell’impianto elettrico, di riscaldamento o del gas;
  • installazione o sostituzione di citofoni, videocitofoni, antenne o telecamere, tende, ringhiere, parapetti, cancellate, recinzioni, muri di cinta, grondaie, davanzali, cornicioni, tegole.
  •  riparazione e/o sostituzione delle canalizzazioni fognarie senza apportare modifiche al percorso o alle dimensioni delle tubazioni.
  • interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di ascensori esterni, oppure di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio; 

Essendo stata abolita la CIL, Comunicazione Inizio Lavori non occorre presentare una comunicazione neanche per:

  •  opere dirette a soddisfare obiettive esigenze temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni (ad esempio i ponteggi);
  • opere di pavimentazione e di finitura di spazi interni ed esterni (ad esempio il ripristino, rifacimento e tinteggiatura facciate), anche per aree di sosta,  realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili o vasche di raccolta delle acque;
  • trattamento dei ferri di armatura arrugginiti;
  •  montaggio di pannelli solari, impianti fotovoltaici, a servizio degli edifici al di fuori del centro storico;
  •  posa in opera di aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree degli edifici appropriate.
  •  rifacimento dell’impianto elettrico, idrico, di riscaldamento, di condizionamento e climatizzazione all’interno del singolo appartamento o anche dell’intero fabbricato. E’ fondamentale sapere che per i nuovi impianti termici è obbligatorio il deposito della legge 10 a firma di un professionista per garantire il risparmio energetico. Invece per i nuovi impianti elettrici, gas e riscaldamento occorre redigere la dichiarazione di conformità
  • a cura dell’installatore.

Tutte le opere sopracitate non richiedono alcun titolo edilizio.

Titoli abilitativi per interventi di manutenzione ordinaria

La manutenzione ordinaria, come prescritto dall’art.6 del Testo Unico, rientra tra gli interventi di attività edilizia libera. Per questo motivo non è soggetta a richiesta di titoli abilitativi al Comune, tranne nel caso di interventi sulla facciata, in cui bisogna verificare la presenza di vincoli paesaggistico-ambientali o di Piano del Colore. In questi casi, occorre presentare relativa comunicazione allo Sportello Unico dell’Edilizia.

Si consiglia  sempre di inviare una comunicazione in carta semplice al Comune, al momento dell’inizio dei lavori ed al termine degli stessi.

Rimane l’obbligo di rispetto delle prescrizioni in materia di sicurezza e della notifica preliminare all’ASL  nel caso in cui intervenga più di una impresa anche non contemporaneamente.

Nel caso in cui ci fosse la necessità di installare su suolo pubblico opere provvisionali, come ponteggi, sarà necessario presentare preventivamente la richiesta di Occupazione di suolo Pubblico e pagare i relativi oneri.

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Assicurare la casa con una polizza: costi e benefici

Assicurare la casa con una polizza assicurativa: costi e benefici

La polizza è obbligatoria solo in alcuni case se si accende un mutuo ma vale sempre la pena valutarne costi e benefici.

Nonostante cambino i consumi e le mode, gli Italiani continuano ad avere un’attrazione fatale per gli immobili, considerati l’investimento per eccellenza. L’ultimo rapporto Istat dal titolo “La ricchezza non finanziaria in Italia, conferma questa tendenza: la casa rappresenta il bene primario delle famiglie che detengono il 92 % del valore del patrimonio residenziale complessivo. I proprietari di immobili dunque sono numerosi, ma di questi sono pochi quelli che scelgono di sottoscrivere un’assicurazione che metta al riparo l’abitazione da eventuali incendi, furti e catastrofi naturali. In molti casi le compagnie assicurative propongono dei pacchetti che abbinano alla “classica” polizza casa, un’assicurazione dedicata che protegge l’intero nucleo familiare (Rc famiglia) contro danni provocati da familiari, conviventi, lavoratori che prestano servizio all’interno dell’abitazione ed animali domestici. In questo caso l’esborso economico è maggiore, ma sottoscrivere accordi simili può essere l’opzione con il miglior rapporto qualità-prezzo.

Al momento della stipula di un contratto di assicurazione, si consiglia di evitare di “sotto assicurarsi”, cioè di tutelarsi per un valore troppo basso, perché, in casi di sinistri, ci si ritroverebbe con un rimborso decisamente inferiore rispetto a quanto valgono effettivamente casa e beni in essi contenuti. Questo consiglio è valido per tutte le comuni formule di polizza.

Contro i sinistri, a tutela dell’abitazione

E’ un contratto che il proprietario dell’immobile sottoscrive con una compagnia assicurativa per proteggere il bene da una serie di incidenti, definiti “sinistri”. L’assicurazione non è obbligatoria, a meno che la banca presso cui si chiede un mutuo non vincoli il finanziamento ad una polizza. Il meccanismo è semplice: qualora si verifichi un evento indesiderato, l’assicurazione offre un risarcimento o una copertura finanziaria al proprietario danneggiato, entro i parametri stabiliti dal contratto. L’entità dell’indennizzo dipende dal tipo di assicurazione e dal “massimale”. Nel caso in cui il danno superi questa cifra definita nel contratto, la differenza non sarà riconosciuta. Più il massimale è alto, maggiore è il premio della polizza da versare annualmente (o a rate)  alla compagnia. Da tener presente anche la “franchigia”, la cifra minima sotto la quale il danno non viene liquidato. Di solito la polizza non interviene per i piccoli guasti che prevedono esborsi contenuti, come il costo per riparare un rubinetto. Per permettere di conoscere le proposte, molte compagnie offrono la possibilità di simulazioni online.

Cosa comprende un contratto assicurativo?

In generale, il contratto può prevedere numerose opzioni. Le più importanti sono le seguenti:

  • Danni a terzi, provocati in modo involontario a terze persone da componenti familiari, lavoratori che prestano servizio in casa ed animali domestici. In alcuni casi, con un costo maggiore, è possibile estendere la copertura agli eventi che avvengono all’esterno dell’abitazione.
  • Incendi, dovuti, per esempio, al corto circuito dell’impianto elettrico o alle fiamme del camino.
  • Eventi calamitosi, come i danni provocati da un forte temporale.
  • Furti e rapine, vengono coperti i danni derivanti dai furti commessi in assenza del proprietario, ma anche quelli a seguito di rapine. Alcune compagnie offrono un risarcimento dedicato agli oggetti preziosi (quadri, tappeti, sculture, ecc) ed ai gioielli.
  • Catastrofi naturali, riguarda i danni conseguenti a terremoto, alluvione ed altri eventi naturali di grandi proporzioni che possono danneggiare gravemente o distruggere l’immobile.
  • Infortuni domestici, prevede un risarcimento per gli infortuni che si verificano sia all’interno sia all’esterno dell’abitazione e che determinano un’invalidità permanente di percentuale variabile.
  • Assistenza manutenzione, opzione che prevede un servizio di assistenza (in molti casi garantita da una società partner della compagnia) in caso di guasti che richiedono interventi urgenti.
  • Assistenza legale, da attivare in caso di controversia giudiziale o extragiudiziale.

Polizza assicurativa: è obbligatoria, se c’è il mutuo?

La banca a cui si chiede un mutuo ha la facoltà di vincolare il finanziamento ad un’assicurazione scoppio ed incendio che, per l’intera durata del mutuo, copre i danni da incendi, fulmini, scariche di corrente e scoppi dovuti, ad esempio, ad una fuga di gas.

Una volta verificata la natura dell’evento, la compagnia risarcisce i costi per la riparazione dell’immobile, tutelando il proprietario ed istituto di credito che, fino all’estinzione del debito, è interessato alle sorti del bene.

L’utente è quindi obbligato a sottoscrivere la polizza, ma non necessariamente quella proposta dalla banca. Può rivolgersi ad altre compagnie, facendo attenzione a valutare termini e clausole del contratto. L’assicurazione viene attivata quando parte il finanziamento ed il costo può essere saldato in un’unica soluzione o, nel caso di quella proposta dalla banca, applicato alla rata del mutuo.

“Polizza globale fabbricati”: assicurazione sottoscritta dal condominio

Questa polizza nella forma base copre i danni derivanti dagli incendi, esplosioni, scoppi e fulmini e quelli provocati da terzi.

Come per le altre assicurazioni, è possibile aggiungere una serie di opzioni, tra cui la copertura di danni conseguenti ad eventi atmosferici e catastrofi naturali, guasti causati da ladri, infortuni, tutela legale, ecc,

Per quanto riguarda il costo, gli edifici più “giovani” (solitamente costruiti negli ultimi dieci anni) possono beneficiare di sconti ed agevolazioni.

Il contratto assicurativo è firmato dall’amministratore ma, a meno che la sottoscrizione della polizza non sia prevista dal regolamento condominiale contrattuale, occorre il via libera dell’assemblea, che delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti che rappresenti almeno la metà del valore dell’edificio. (500 millesimi).

Per le case in affitto è prevista una polizza assicurativa?

L’articolo 1590 del Codice Civile dispone che “il conduttore deve restituire la cosa al locatore nello stato medesimo in cui l’ha ricevuta, in conformità della descrizione che ne sia stata fatta dalle parti, salvo il deterioramento o il consumo risultante dall’uso della cosa in conformità  del contratto”.

Chi prende casa in affitto, può sottoscrivere dunque  una polizza (Rc inquilino) che copra i danni alla casa ed a terze persone. Solitamente è prevista una copertura “base” (scoppi ed incendi) ma è possibile ampliare il ventaglio di opzioni.

Detrazioni fiscali: no, con una eccezione

Le polizze assicurative non sono detraibili fiscalmente. Costituisce un’eccezione la polizza stipulata contro le calamità per le case a norma. Essa è disciplinata da una normativa a parte e specifica (non si può beneficiare di una polizza contro le calamità per una casa abusiva).

Se situata in zone a rischio terremoto, quindi, l’abitazione deve rispondere delle norme antisismiche attive al momento della sua costruzione o ristrutturazione. Un’assicurazione per una casa a norma, considerata la possibilità di confrontare più offerte, anche online, ha in genere costi sostenibili, che risultano anche una sorta di investimento, soppesate le conseguenze distruttive degli eventi coperti.

Va ricordato inoltre che, in ragione di quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2018 valida per l’anno scorso, è possibile beneficiare di una detrazione del 19% sul premio versato alla compagnia di assicurazione. La detrazione andrà richiesta nella dichiarazione dei redditi 2019 che fa riferimento alle spese 2018.

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