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Importanza manutenzione casa

L’importanza della manutenzione in una abitazione

Ogni giorno viviamo e svolgiamo numerose attività all’ interno di ambienti, come casa, ufficio, capannoni, industrie, dalle quali dipende la nostra salute e quella dei nostri familiari.

Col passare del tempo, ogni costruzione sia civile che industriale, necessita di interventi di ammodernamento e manutenzione, i quali coinvolgono le diverse aree degli edifici in questione: dalle facciate dell’abitazione agli impianti idraulici, elettrici e di riscaldamento, dalla pavimentazione ai sistemi di isolamento termico ed acustico.

Si tratta di investimenti importanti sia per le famiglie sia per le imprese edilizie perché non sempre è facile coniugare la qualità degli interventi ambiti con la necessità di ridurre i costi delle ristrutturazioni. E’ fondamentale rivolgersi alle imprese edili più efficaci affinchè l’investimento sia valido, duraturo, sostenibile e soprattutto in linea con le norma vigenti.

Quando arriva il momento dell’inizio dei lavori di ristrutturazione, è necessario prestare molta attenzione agli eventuali permessi da richiedere al proprio Comune di appartenenza. Solitamente, quando si appaltano i lavori ad un’impresa edile, quest’ultima ha le adeguate conoscenze e si avvale di professionisti in modo da eseguire tutti i lavori nel massimo rispetto delle regole.

Tuttavia, è bene conoscere quali siano le normative in vigore in modo da essere preparati.

Le maggiori opere di ristrutturazione riguardano le parti interne di una casa. Gli interventi che si possono compiere sono numerosi: dai  più semplici fino ad arrivare a vere e  proprie trasformazioni dell’assetto, modificando volume e disposizione delle stanze.

Un errore di valutazione che spesso purtroppo si compie, è quello di pensare che, dato che  un intervento riguarda l’interno di un’abitazione, si possa fare ciò che si vuole senza chiedere nessun tipo di permesso. In realtà non è affatto così.

Le normative che regolano gli interventi edilizi vengono attuate a livello locale: può capitare che per la stessa opera un Comune richieda dei permessi mentre altri invece no.
Per capire che tipo di autorizzazione richiedere è necessario individuare con esattezza l’intervento che deve essere effettuato. É la legge che differenzia le varie tipologie ed in particolare il Testo Unico dell’Edilizia (d.p.r 380/2001) all’articolo 3, suddividendo gli interventi edili in:
interventi di manutenzione ordinaria: sono tutte quelle opere di finitura interna ed esterna di un edificio (tinteggiatura, pulitura facciate, sostituzione pavimentazione, cambio infissi, ecc.), riparazione o sostituzione degli apparecchi igienico-sanitari e manutenzione per mantenere efficienti o integrare gli impianti tecnologici presenti (luce, acqua, ecc.).
interventi di manutenzione straordinaria: sono opere che hanno lo scopo di modificare o sostituire delle parti funzionali e strutturali di un immobile oppure per il frazionamento di un’unità abitativa o l’accorpamento di due strutture adiacenti.
interventi di restauro e di risanamento conservativo: opere di consolidamento e rinnovo per conservare le funzionalità dell’immobile.
interventi di ristrutturazione edilizia: sono tutte le opere di demolizioni e ricostruzione. Sono compresi anche gli interventi di ristrutturazione sia interna che esterna.

Manutenzione straordinaria

La manutenzione straordinaria, anch’essa definita nell’art. 6 del T.U. (lettera b del comma 3) riguarda le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso.

Questa norma è stata poi modificata ed ampliata dal Decreto legge n. 133 del 2014, il quale ha allargato la casistica degli interventi che rientrano nella cosiddetta manutenzione straordinaria, comprendendo  anche l’installazione di ascensori e  di scale di sicurezza, la realizzazione dei servizi igienici, la sostituzione di infissi esterni con la modifica dei materiali o delle tipologie di finestre.

Gli interventi, per poter essere qualificati come di manutenzione straordinaria, non devono alterare i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e  non devono comportare modifiche rispetto  alle destinazioni d’uso. Quindi non possono comportare, ad esempio, un passaggio da civile abitazione ad ufficio o viceversa.

Documentazione richiesta per interventi di manutenzione straordinaria

Per interventi di manutenzione straordinaria, i quali non prevedono modifiche della struttura, è necessario presentare la C.I.L.A. (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata). Si tratta di una pratica introdotta nel 2010 con la Legge 73.

Essendo una comunicazione, non necessita dell’approvazione del Comune. E quindi i lavori possono iniziare da subito. Viene presentata dal proprietario  presso il Comune (Sportello Unico per l’Edilizia SUE) territorialmente competente.Può essere presentata anche dall’inquilino che utilizza l’immobile in base ad un contratto di affitto con il consenso del proprietario dell’immobile.

Anche un professionista abilitato, (architetto, geometra, ingegnere) può presentare la CILA, se delegato da uno dei titolari. Il coinvolgimento di un professionista abilitato è necessario comunque per la compilazione delle dichiarazioni ed asseverazioni di sua competenza. Il tecnico, infatti, dichiara che le opere realizzate tramite Cila rispettano la normativa in materia e realizza gli elaborati grafici (planimetrie, sezioni, prospetti etc.).

Nei casi in cui nelle opere di manutenzione straordinaria rientrino interventi non contemplati, per la ricostruzione edilizia, risanamento conservativo e restauro, è necessario presentare una S.C.I.A. (segnalazione certificata di inizio attività).

La Segnalazione Certificata di Inizio Attività è entrata in vigore il 31 luglio del 2010 sostituendo la D.I.A (denuncia di inizio attività). Successivamente con il decreto legislativo 126/2016 e 222/2016 (decreto SCIA 2) il Governo ha introdotto un ulteriore snellimento burocratico con la S.C.I.A. unica e S.C.I.A. condizionata per facilitare tutte le operazioni di richiesta.
Le ultime modifiche introdotte alla nuova legislatura riguardano gli interventi realizzabili mediante la S.C.I.A.  quali:
interventi di manutenzione straordinaria delle parte strutturali dell’immobile;
interventi per il restauro e la conservazione delle parte strutturali dell’immobile;
ristrutturazione edilizia che non preveda variazioni volumetriche, cambio di sagoma o modifiche della destinazione d’uso dell’immobile.
La S.C.I.A. può essere presentata solamente da un tecnico abilitato in forma telematica presso lo sportello unico per le attività produttive (SUAP). E’ stata introdotta una standardizzazione della modulistica per tutti i comuni: le Amministrazioni sono obbligate a pubblicare sul proprio sito, sia i moduli, sia tutte le informazioni sull’eventuale documentazione da allegare. Le amministrazioni non possono pretendere dal richiedente documentazione non prevista dell’elenco pubblicato online.
La validità della S.C.I.A. prende il via dal giorno che viene protocollata ed il richiedente riceverà per via telematica una ricevuta. Anche senza ricevuta la S.C.I.A. ha comunque validità.

Il vantaggio di questo permesso è di non avere tempi di attesa: se la modulistica presentata è corretta e supera una verifica preliminare, il richiedente può iniziare subito i lavori. L’amministrazione competente ha invece 60 giorni (30 per l’edilizia) di tempo dal momento che ha ricevuto la S.C.I.A, per effettuare tutte le verifiche del caso ed accertare la regolarità della documentazione presentata. Decorso il termine, se l’Amministrazione non effettua nessun atto di sospensione, non può prendere provvedimenti tranne per il sopraggiungere di un pericolo o danno all’ambiente, alla salute, alla sicurezza pubblica o al patrimonio artistico-culturale.
Una volta che i lavori sono terminati il richiedente deve depositare la Comunicazione di Fine Lavori. È necessario anche allegare un certificato di collaudo redatto dal tecnico incaricato, per certificare la conformità dei lavori con il progetto presentato all’inizio. Nel collaudo potrà anche essere inserita la dichiarazione dell’eventuale variazione catastale oppure un documento con cui si accerta che le opere effettuate non hanno portato a nessuna modifica.

Manutenzione ordinaria

Secondo l’Art. 6 del Testo Unico sull’Edilizia (T.U.) rientrano nella manutenzione ordinaria, “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici o necessari ad integrare/mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”.

Si tratta di opereeseguite senza alcun titolo abilitativo quindi non occorre la richiesta di nessun tipo di permesso né di una comunicazione di inizio lavori. E’necessario prestare comunque attenzione perché alcuni Comuni potrebbero, anche in questi casi, richiedere una semplice comunicazione oppure pretendere l’invio della modulistica unificata C.I.L. (comunicazione di inizio lavori).

Per impianti tecnologici si intendono gli impianti di riscaldamento, di condizionamento, quello idrico-sanitario (scarichi, adduzione acqua cucina e bagno), ricambio aria, elettrico, gas cottura ed evacuazione fumi (canna fumaria o camino).

Tra le opere di manutenzione ordinaria vi sono:

  •  demolizione e ricostruzione dei pavimenti, degli intonaci dei tramezzi e degli stessi tramezzi qualora vengano demoliti per essere ricollocati esattamente allo stesso punto dell’originale;
  •  sostituzione delle porte interne e degli infissi esterni (porte, finestre e lucernari);
  •  tinteggiatura delle pareti interne ed esterne o dei soffitti. Occorre fare attenzione agli edifici vincolati dalla Soprintendenza ai beni architettonici, per i quali è richiesta una specifica autorizzazione (nullaosta), anche nel caso di ripristino delle pitture o dell’intonaco in rapporto a decorazioni ed affreschi di edifici storici.
  •  sostituzione della caldaia o dei radiatori,  riparazione della recinzione, l’installazione di tende da sole,  sostituzione o riparazione di camini,  sostituzione dei sanitari, riparazione dell’impianto elettrico, di riscaldamento o del gas;
  • installazione o sostituzione di citofoni, videocitofoni, antenne o telecamere, tende, ringhiere, parapetti, cancellate, recinzioni, muri di cinta, grondaie, davanzali, cornicioni, tegole.
  •  riparazione e/o sostituzione delle canalizzazioni fognarie senza apportare modifiche al percorso o alle dimensioni delle tubazioni.
  • interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di ascensori esterni, oppure di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio; 

Essendo stata abolita la CIL, Comunicazione Inizio Lavori non occorre presentare una comunicazione neanche per:

  •  opere dirette a soddisfare obiettive esigenze temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni (ad esempio i ponteggi);
  • opere di pavimentazione e di finitura di spazi interni ed esterni (ad esempio il ripristino, rifacimento e tinteggiatura facciate), anche per aree di sosta,  realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili o vasche di raccolta delle acque;
  • trattamento dei ferri di armatura arrugginiti;
  •  montaggio di pannelli solari, impianti fotovoltaici, a servizio degli edifici al di fuori del centro storico;
  •  posa in opera di aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree degli edifici appropriate.
  •  rifacimento dell’impianto elettrico, idrico, di riscaldamento, di condizionamento e climatizzazione all’interno del singolo appartamento o anche dell’intero fabbricato. E’ fondamentale sapere che per i nuovi impianti termici è obbligatorio il deposito della legge 10 a firma di un professionista per garantire il risparmio energetico. Invece per i nuovi impianti elettrici, gas e riscaldamento occorre redigere la dichiarazione di conformità
  • a cura dell’installatore.

Tutte le opere sopracitate non richiedono alcun titolo edilizio.

Titoli abilitativi per interventi di manutenzione ordinaria

La manutenzione ordinaria, come prescritto dall’art.6 del Testo Unico, rientra tra gli interventi di attività edilizia libera. Per questo motivo non è soggetta a richiesta di titoli abilitativi al Comune, tranne nel caso di interventi sulla facciata, in cui bisogna verificare la presenza di vincoli paesaggistico-ambientali o di Piano del Colore. In questi casi, occorre presentare relativa comunicazione allo Sportello Unico dell’Edilizia.

Si consiglia  sempre di inviare una comunicazione in carta semplice al Comune, al momento dell’inizio dei lavori ed al termine degli stessi.

Rimane l’obbligo di rispetto delle prescrizioni in materia di sicurezza e della notifica preliminare all’ASL  nel caso in cui intervenga più di una impresa anche non contemporaneamente.

Nel caso in cui ci fosse la necessità di installare su suolo pubblico opere provvisionali, come ponteggi, sarà necessario presentare preventivamente la richiesta di Occupazione di suolo Pubblico e pagare i relativi oneri.

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Assicurare la casa con una polizza: costi e benefici

Assicurare la casa con una polizza assicurativa: costi e benefici

La polizza è obbligatoria solo in alcuni case se si accende un mutuo ma vale sempre la pena valutarne costi e benefici.

Nonostante cambino i consumi e le mode, gli Italiani continuano ad avere un’attrazione fatale per gli immobili, considerati l’investimento per eccellenza. L’ultimo rapporto Istat dal titolo “La ricchezza non finanziaria in Italia, conferma questa tendenza: la casa rappresenta il bene primario delle famiglie che detengono il 92 % del valore del patrimonio residenziale complessivo. I proprietari di immobili dunque sono numerosi, ma di questi sono pochi quelli che scelgono di sottoscrivere un’assicurazione che metta al riparo l’abitazione da eventuali incendi, furti e catastrofi naturali. In molti casi le compagnie assicurative propongono dei pacchetti che abbinano alla “classica” polizza casa, un’assicurazione dedicata che protegge l’intero nucleo familiare (Rc famiglia) contro danni provocati da familiari, conviventi, lavoratori che prestano servizio all’interno dell’abitazione ed animali domestici. In questo caso l’esborso economico è maggiore, ma sottoscrivere accordi simili può essere l’opzione con il miglior rapporto qualità-prezzo.

Al momento della stipula di un contratto di assicurazione, si consiglia di evitare di “sotto assicurarsi”, cioè di tutelarsi per un valore troppo basso, perché, in casi di sinistri, ci si ritroverebbe con un rimborso decisamente inferiore rispetto a quanto valgono effettivamente casa e beni in essi contenuti. Questo consiglio è valido per tutte le comuni formule di polizza.

Contro i sinistri, a tutela dell’abitazione

E’ un contratto che il proprietario dell’immobile sottoscrive con una compagnia assicurativa per proteggere il bene da una serie di incidenti, definiti “sinistri”. L’assicurazione non è obbligatoria, a meno che la banca presso cui si chiede un mutuo non vincoli il finanziamento ad una polizza. Il meccanismo è semplice: qualora si verifichi un evento indesiderato, l’assicurazione offre un risarcimento o una copertura finanziaria al proprietario danneggiato, entro i parametri stabiliti dal contratto. L’entità dell’indennizzo dipende dal tipo di assicurazione e dal “massimale”. Nel caso in cui il danno superi questa cifra definita nel contratto, la differenza non sarà riconosciuta. Più il massimale è alto, maggiore è il premio della polizza da versare annualmente (o a rate)  alla compagnia. Da tener presente anche la “franchigia”, la cifra minima sotto la quale il danno non viene liquidato. Di solito la polizza non interviene per i piccoli guasti che prevedono esborsi contenuti, come il costo per riparare un rubinetto. Per permettere di conoscere le proposte, molte compagnie offrono la possibilità di simulazioni online.

Cosa comprende un contratto assicurativo?

In generale, il contratto può prevedere numerose opzioni. Le più importanti sono le seguenti:

  • Danni a terzi, provocati in modo involontario a terze persone da componenti familiari, lavoratori che prestano servizio in casa ed animali domestici. In alcuni casi, con un costo maggiore, è possibile estendere la copertura agli eventi che avvengono all’esterno dell’abitazione.
  • Incendi, dovuti, per esempio, al corto circuito dell’impianto elettrico o alle fiamme del camino.
  • Eventi calamitosi, come i danni provocati da un forte temporale.
  • Furti e rapine, vengono coperti i danni derivanti dai furti commessi in assenza del proprietario, ma anche quelli a seguito di rapine. Alcune compagnie offrono un risarcimento dedicato agli oggetti preziosi (quadri, tappeti, sculture, ecc) ed ai gioielli.
  • Catastrofi naturali, riguarda i danni conseguenti a terremoto, alluvione ed altri eventi naturali di grandi proporzioni che possono danneggiare gravemente o distruggere l’immobile.
  • Infortuni domestici, prevede un risarcimento per gli infortuni che si verificano sia all’interno sia all’esterno dell’abitazione e che determinano un’invalidità permanente di percentuale variabile.
  • Assistenza manutenzione, opzione che prevede un servizio di assistenza (in molti casi garantita da una società partner della compagnia) in caso di guasti che richiedono interventi urgenti.
  • Assistenza legale, da attivare in caso di controversia giudiziale o extragiudiziale.

Polizza assicurativa: è obbligatoria, se c’è il mutuo?

La banca a cui si chiede un mutuo ha la facoltà di vincolare il finanziamento ad un’assicurazione scoppio ed incendio che, per l’intera durata del mutuo, copre i danni da incendi, fulmini, scariche di corrente e scoppi dovuti, ad esempio, ad una fuga di gas.

Una volta verificata la natura dell’evento, la compagnia risarcisce i costi per la riparazione dell’immobile, tutelando il proprietario ed istituto di credito che, fino all’estinzione del debito, è interessato alle sorti del bene.

L’utente è quindi obbligato a sottoscrivere la polizza, ma non necessariamente quella proposta dalla banca. Può rivolgersi ad altre compagnie, facendo attenzione a valutare termini e clausole del contratto. L’assicurazione viene attivata quando parte il finanziamento ed il costo può essere saldato in un’unica soluzione o, nel caso di quella proposta dalla banca, applicato alla rata del mutuo.

“Polizza globale fabbricati”: assicurazione sottoscritta dal condominio

Questa polizza nella forma base copre i danni derivanti dagli incendi, esplosioni, scoppi e fulmini e quelli provocati da terzi.

Come per le altre assicurazioni, è possibile aggiungere una serie di opzioni, tra cui la copertura di danni conseguenti ad eventi atmosferici e catastrofi naturali, guasti causati da ladri, infortuni, tutela legale, ecc,

Per quanto riguarda il costo, gli edifici più “giovani” (solitamente costruiti negli ultimi dieci anni) possono beneficiare di sconti ed agevolazioni.

Il contratto assicurativo è firmato dall’amministratore ma, a meno che la sottoscrizione della polizza non sia prevista dal regolamento condominiale contrattuale, occorre il via libera dell’assemblea, che delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti che rappresenti almeno la metà del valore dell’edificio. (500 millesimi).

Per le case in affitto è prevista una polizza assicurativa?

L’articolo 1590 del Codice Civile dispone che “il conduttore deve restituire la cosa al locatore nello stato medesimo in cui l’ha ricevuta, in conformità della descrizione che ne sia stata fatta dalle parti, salvo il deterioramento o il consumo risultante dall’uso della cosa in conformità  del contratto”.

Chi prende casa in affitto, può sottoscrivere dunque  una polizza (Rc inquilino) che copra i danni alla casa ed a terze persone. Solitamente è prevista una copertura “base” (scoppi ed incendi) ma è possibile ampliare il ventaglio di opzioni.

Detrazioni fiscali: no, con una eccezione

Le polizze assicurative non sono detraibili fiscalmente. Costituisce un’eccezione la polizza stipulata contro le calamità per le case a norma. Essa è disciplinata da una normativa a parte e specifica (non si può beneficiare di una polizza contro le calamità per una casa abusiva).

Se situata in zone a rischio terremoto, quindi, l’abitazione deve rispondere delle norme antisismiche attive al momento della sua costruzione o ristrutturazione. Un’assicurazione per una casa a norma, considerata la possibilità di confrontare più offerte, anche online, ha in genere costi sostenibili, che risultano anche una sorta di investimento, soppesate le conseguenze distruttive degli eventi coperti.

Va ricordato inoltre che, in ragione di quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2018 valida per l’anno scorso, è possibile beneficiare di una detrazione del 19% sul premio versato alla compagnia di assicurazione. La detrazione andrà richiesta nella dichiarazione dei redditi 2019 che fa riferimento alle spese 2018.

Come rinnovare visivamente la zona notte

Come rinnovare visivamente la zona notte

La parete dietro il letto è il punto focale della camera, quello che per prima attira lo sguardo: cambiarne l’aspetto significa rinnovare visivamente l’intera stanza.

Consigli utili per interpretare la stanza con creatività

Mensole, oggetti, quadri, pittura, tappezzeria e boiserie possono caratterizzare la camera senza dimenticare equilibrio ed armonia.

  • Mensole. Una o più arredano e sono funzionali allo stesso tempo: utili piani d’appoggio, possono sostituire i comodini e, nelle versioni più hi tech, anche le lampade da lettura (perché sono integrate).

I sostegni in stile rètro, lasciati a vista, diventano il motivo decorativo della composizione di mensole perfettamente simmetrica. Di una tonalità più chiara rispetto alla parete, dialoga con la sfumatura della testa e del giroletto per un gradevole insieme.

Se la camera è arredata con mobili coordinati, va personalizzata con i complementi tessili.

Come si fissano le mensole al muro?

Il primo step è valutare se utilizzare sostegni a scomparsa o a vista. Nel primo caso, sono necessarie staffe ad incasso nascosto che si inseriscono nello spessore della mensola stessa; questo esclude quindi modelli particolarmente sottili. In entrambi i casi, per essere sicuri che sia montata dritta serve una livella a bolla e, per forare il muro, un trapano.

E’ sempre meglio fare un primo foro con una punta di un diametro inferiore rispetto a quella richiesta, per poi ripassare nel buco, allargandolo, con la punta richiesta nel tassello.

La mensola può essere ricavata da una struttura in cartongesso con funzione isolante. Solitamente mantiene la stessa altezza della testata del letto, scelto in un colore che stacca completamente dallo sfondo neutro.

Superpratica e moderna, la barra pensile si presta a molteplici usi: ha luce incorporata, diversi ganci ed offre un piano d’appoggio per piccoli oggetti. Ha una larghezza superiore al letto e, per un risultato simmetrico, deve arrivare a filo con i comodini.

Aumentando la profondità della controparete si può ottenere anche un vano contenitore.

  • Oggetti: si può trasformare un semplice sommier nel più originale dei letti?

E’ facile ed economico. Basta osare un po’ e qualsiasi elemento può diventare originale: da un arazzo ai vecchi dischi in vinile.

Come creare una composizione in dischi?

Valgono le stesse “regole” valide per i quadri: provare a pavimento prima di procedere in via definitiva sul muro. La composizione prevede una linea continua sopra la testata del letto che prosegue sulla parete accanto. Le dimensioni compatte e sferiche invitano a provare disposizioni diverse.

Si possono anche realizzare sagome in carta da attaccare per vedere l’effetto che farà. Molti sono gli oggetti che si prestano a questo scopo, come piccole collezioni di cappelli o ventagli, fodere di cuscini: l’importante è che siano abbastanza leggeri e poco ingombranti.

Inoltre si consiglia si usare nastri adesivi ad hoc, invece di fare con i chiodi fori di cui poi ci si potrebbe pentire.

Il sommier in legno massello di faggio, Tatami Bed di Cinius è completamente ad incastro e senza parti metalliche. Disponibile su misura sia in altezza sia in dimensioni. E’ abbinato alla testata futon, imbottita in puro cotone e sfoderabile.

  • Quadri. Una composizione formata da tante tele simmetriche o diverse per soggetto e dimensioni oppure una sola formato maxi? Visivamente più leggera la prima opzione, di maggiore impatto la seconda.

Per quanto riguarda la disposizione dei quadri, calcolare non più di 25 cm sopra la testata, per evitare la sensazione che le tele “galleggino”. Se sono tante, di misure diverse, provare prima sul pavimento. Poi segnare a matita il punto di fissaggio di ognuna, tenendo conto dell’ingombro della cornice. Se il quadro non è troppo pesante, basta un chiodo e quindi un martello, altrimenti servono tasselli e trapano.

Una tendenza ormai consolidata prevede di fissare sul muro una piccola mensola come supporto a cui appoggiare le tele, per cambiare layout tutte le volte che si desidera.

Se le cornici sono di forma diversa, meglio allinearne la base, alla stessa distanza della testiera.

Un quadro di grandi dimensioni si può anche poggiare alla parete. In questo modo può cambiare posizione con facilità.

  • Pittura murale. Resta una soluzione di sicuro effetto, basta interrompere il monocolore con qualche tocco studiato.

Tre modi diversi di interpretarla: dalla fascia bassa alla nicchia, alla quinta dark.

Una fascia colorata, alta circa 100 cm, riproporziona la stanza dal soffitto alto. Della stessa tinta del letto tessile, stacca invece completamente rispetto magari al colore diverso di una tenda.

Una nicchia in cartongesso è già di per sé un’idea: in più, se dipinta in un colore più scuro rispetto alla parete di fondo. Così aumenta la sensazione di profondità.

Anche una sola parete o addirittura una porzione di essa, colorata in una tinta a contrasto rispetto al resto, è in grado di produrre diversi effetti visivi.

Se le tinte chiare dilatano, quelle scure aumentano la profondità ed in ogni caso lo stacco serve a definire una zona precisa all’interno della stanza. Il passaggio tra cromie diverse deve risultare netto e senza sbavature: occorre prendere le misure e delimitare le differenti aree da colorare con nastro di scotch rimovibile. (H 5 cm).

Per la quantità di vernice calcolare che 5 litri coprono circa 70 mq (se si dà una mano unica).

  • Tappezzeria. A tutta parete o riservata ad una porzione? Una scelta ad alto valore decorativo che enfatizza anche lo stile del letto, si tratti di un modello minimal o di uno più ricco con testata decor.

E’ ormai da qualche anno che la carta da parati è tornata ad abbellire le nostre case e tutti gli ambienti, compresi bagni, cucine e camere da letto.

Le aziende hanno risposto a questo trend proponendo modelli personalizzabili per dimensioni, colori e motivi e con sistemi di posa semplificati: la colla si mette al muro invece che sulla carta oppure i rotoli di carta sono già adesivi.

Per far durare più a lungo a la carta da parati, va passata con una mano di smalto, opaco o lucido.

Disponibile in due sfumature su toni del rosa o del lilla, la tappezzeria Diana collezione Jwal #one di Jannelli&Volpi è stampata su resina vinilica a basso spessore che offre molte prestazioni tecniche. E’ proposta la metro lineare con larghezza max di 68 cm.

  • Boiserie. Crea una sensazione di nido, calda ed avvolgente che non ha uguali, sia che si tratti di legno, come da tradizione, oppure di pannelli tessili, adatti a camere più contemporanee.

Posare autentiche boiserie lignee è un lavoro per professionisti. Si può, però, ricrearne l’effetto decorativo attraverso cornici e bordi pronti all’uso. In materiale plastico della famiglia del polistirolo, si incollano alla parete e possono poi essere dipinti con normali idropitture.

I pannelli in legno possono essere arricchiti da una semplice modanatura che crea una cornice in corrispondenza della testata del letto.

I pannelli, che fungono da testata, come i Tetris, possono essere rivestiti con ecopelle o tessuto, in un’ampia gamma di colori e trame.

Letti di linea slim si adattano meglio a pareti riccamente rivestite.

Iko di Flou ha la struttura in tubolare di acciaio disponibile nelle finiture nero e beige lucidi e brunito opaco con dettagli in oro o in nickel nero lucido; la testata è in cuoio.

Il letto Onda di Altrenotti con base in multistrato, ha la testiera in legno rivestita in tessuto sfoderabile; i piedi sono in legno vintage.

ristrutturazioni appartamenti marmo cementine

Marmo naturale e cementine: ristrutturazioni appartamenti a Milano

Marmo e cementine confermano la loro tendenza in continua crescita, riguardo le ristrutturazioni appartamenti, in particolare rivestimenti e pavimenti sia del bagno che dell’intero appartamento.

Tornano protagonisti i materiali naturali: dalla pietra al marmo

Molto privilegiate nei nuovi decori sono le composizioni geometriche policrome.

Nel mondo dei rivestimenti per pareti e pavimenti e delle ristrutturazioni appartamenti, torna protagonista l’eleganza della pietra, ed in particolare del marmo naturale con i suoi colori e venature.

Il marmo  propone una serie di decori policromi, ispirati alla più antica tradizione dei pavimenti in pietra italiani. Adatti per rivestimenti di gusto classico attualizzati però da geometrie innovative e da accostamenti di colori che virano nella direzione del contemporaneo.

Le figure di base, quadrato, esagono, doga, spina, trapezio, triangolo e rombo, vengono composte in combinazioni personalizzate, di forte impatto visivo su piccole e grandi superfici.

Le cementine: altra tipologia di rivestimento molto ricercata ed apprezzata

Altra tipologia di rivestimento sicuramente perfetta per ristrutturazioni appartamenti classici ma interessante anche in contesti contemporanei, sono le cementine. Quadrate, rettangolari o molto spesso esagonali, in eleganti composizioni geometriche. Con combinazioni a due o tre colori o in figure più elaborate, riportano alle atmosfere delle case degli anni ’30-’40.

Alcune tipologie si ispirano alla natura con fantasie particolari. Altre invece riproducono in diverse varianti cromatiche, le spirali colorate della pietra agata. La realizzazione è rigorosamente eseguita con tecniche di lavorazione manuali. In alcuni modelli spiccano i colori anticati del grigio, blu e ruggine, spesso uniti al bianco in composizioni che riflettono la luce in tante modalità differenti, creando particolari effetti di tridimensionalità sulle superfici del pavimento.

Questi materiali vengono proposti dalle aziende specializzate nel settore, accanto alle tante varianti di prodotti ceramici che imitano l’effetto del marmo, del travertino e di altre pietre.

Questo anche grazie al fatto che si sono aperti, negli ultimi anni, nuovi mercati per l’importazione da Paesi lontani (in particolare dalla Cina).

Vuoi ricevere un preventivo per la ristrutturazione del tuo appartamento con questi materiali? Contattaci!

pavimento in laminato

Ristrutturazione appartamento a Milano con il pavimento laminato

Vuoi rinnovare un ambiente della tua abitazione oppure occuparti della ristrutturazione del tuo appartamento a Milano partendo da un pavimento laminato? Ristruttura Interni ristrutturerà la tua casa a seconda dei tuoi gusti e delle tue esigenze.

Il pavimento laminato non è il classico parquet

Il pavimento rappresenta senza dubbio un aspetto determinante. Sostituendolo o rinnovandolo è spesso possibile trasformare, abbellire e rendere maggiormente moderno ogni tipologia di ambiente.

Se per eseguire questo intervento non intendete spendere una cifra eccessivamente elevata, una delle soluzioni più indicate a cui pensare è quella di scegliere un pavimento  laminato.  Un materiale di ottimo aspetto, resistente e veloce da applicare. Si tratta di un genere di pavimentazione decisamente economica e bella da vedere.

Il pavimento laminato non è un parquet ma è molto simile ad esso, sia esteticamente sia, in parte, come resa.  E’ un materiale economico, facile da posare, e molto utile nel caso di rinnovi di ambienti e ristrutturazione di appartamenti.

Pavimento in laminato: com’è composto e con quali materiali

Il laminato è composto da quattro strati. Uno strato inferiore che funge da sostegno e da controbilanciatura.

Uno strato “centrale” che rappresenta l’anima della doga, composto da fibre di legno e leganti resinosidetto HDF (high density fibreboard).

Sopra l’anima viene pressofusa una stampa ad altissima risoluzione, che riporta il “disegno” del legno (quindi venature ed altri particolari).

Infine, c’è lo strato di usura, lo strato che calpestiamo. Quest’ultimo è definito Overlay, ed è composto da ossido di alluminio, ossido di corindone e resine melamminiche.
E’ una pellicola trasparente ed impermeabile che ha il compito di garantire protezione dall’abrasione e dal calpestio.

Vantaggi e svantaggi del pavimento in laminato

Partendo dai vantaggi del pavimento laminato, è giusto sottolineare che si tratta di un materiale semplice da posare ed applicabile sia su cemento che su pavimentazioni già esistenti, purché risultino adeguatamente lisce e prive di umidità. E’ un materiale particolarmente resistente al camminamento all’azione dei raggi solari e all’acqua.

Il prezzo delle pavimentazioni in laminato dipende dal genere più o meno ricercato di lavorazione durante la produzione. Si parte mediamente da circa 5/6 € al mq sino ad arrivare a circa 20/30 € , ma in alcuni casi il laminato può anche costare di molto di più.

I vantaggi principali dei laminati:

  • Offrono un’ottima resistenza agli urti ed un’ elevata resistenza al calpestio.
  • La loro struttura multistrato permette una rapida dissipazione del calore.
  • Eliminano l’elettricità statica, quindi non favoriscono l’accumulo di polvere. Un’ottima notizia per tutti i soggetti allergici, che quotidianamente lottano per trovare un angolo “tranquillo” in cui soggiornare.

Per quanto riguarda la pulizia, per far brillare questo tipo di pavimento non occorre essere degli esperti di pulizie. Nel pavimento in laminato lo sporco penetra con molta difficoltà.
Considerata l’impennata di richiesta che ha avuto il pavimento in laminato, attualmente in commercio si trovano molte tonalità e disegni, che riproducono fedelmente i parquet più amati (rovere, tortora, pino, vintage).

Per quanto riguarda gli svantaggi,  c’è da dire che un pavimento laminato non può offrire la medesima eleganza e raffinatezza del vero legno. Inoltre non è un materiale indicato in bagno o comunque in prossimità di lavandini o vasche, poiché un eccessivo contatto con l’acqua potrebbe crearvi delle crepe o dei rigonfiamenti.

Tecniche edilizie di posa del pavimento in laminato

Si tratta infatti di una posa flottante, con il materiale che viene poggiato sul pavimento esistente, e le doghe che si incastrano tra loro con un sistema “a click”.

Le condizioni necessarie per avere una posa ottimale sono le seguenti:

  • un pavimento perfettamente regolare ed asciutto;
  • la stesura di un tappetino isolante, il quale  riduce il calpestio e serve ad insonorizzare prima di poggiare le doghe in laminato.  Alcuni pavimenti in laminato hanno già il tappettino incorporato.
  • utilizzo di distanziatori.

Il materiale ha una naturale dilatazione, quindi nel tempo aumenterà le sue dimensioni. Per questo motivo è necessario lasciare una certa distanza dalle pareti delle stanze, in modo da consentire questa dilatazione.

La posa del materiale non è affatto complicata, ma se non disponi di un’ adeguata pratica nel ‘fai da te’, si consiglia di contattare ditte esperte nelle pavimentazioni e ristrutturazioni appartamento a Milano come RistrutturaInterni.

 

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