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Come arredare un corridoio

7 idee per arredare il corridoio

Un corridoio non può essere tecnicamente una stanza. Ma, per quanto riguarda l’arredo, deve ricevere la stessa attenzione che ricevono il soggiorno e la camera da letto.

Su una planimetria, un corridoio è considerato un semplice percorso, uno “spazio morto” che non richiede attenzione progettuale. Di solito viene tinteggiato con una pittura identica a quella delle stanze circostanti. In quest’area della casa, a limite, ci si appendono alcune foto e niente più.

Tuttavia è possibile trasformare il corridoio in uno spazio utile. Scopri come!

Come arredare il corridoio della tua abitazione

Queste 7 idee ti aiuteranno ad arredare al meglio il corridoio della tua casa facendolo diventare un ambiente di transizione caldo ed invitante.

  1. Acquista un runner per corridoi stretti

Un runner è un tappeto largo circa un metro. Disponibile in diverse lunghezze, è perfetto per il corridoio. Questi tappeti sono indicati per aggiungere un tocco di colore e di design ad un disimpegno. Inoltre regalano un senso di intimità ad un ambiente spoglio e vuoto rispetto al resto della casa.

2. Poni una libreria lungo il corridoio

Trasforma il corridoio in una vera biblioteca posizionando una libreria lungo le pareti. Riempi gli scaffali principali con i tuoi libri preferiti e metti in bella mostra le foto di famiglia e se ne hai anche qualche opera d’arte.

3. Gioca con le luci

Progettare l’arredo di un corridoio è difficile a causa dello spazio limitato. Perché allora non partire dalla luce? Al posto di un normale lampadario o di un’applique anonimo, scegli qualcosa che si faccia notare! Lanterne, lampade a sospensione, pannelli retro illuminati, luci ad incasso o lampade a globi di vetro.

Pensa ad un elemento d’illuminazione che adori e che vedresti bene su un angolo di casa o sull’isola della cucina: probabilmente va bene anche per il corridoio!

4. Crea un salotto nel corridoio

Una zona salotto nel corridoio è il modo perfetto per non farlo sembrare solo un passaggio. Se hai un disimpegno ampio, puoi posizionare un divano stretto e lungo contro una delle pareti. Puoi completare questo ambiente posizionando su una parete un’opera d’arte, uno specchio o una piccola mensola.

5. Metti uno specchio

Uno specchio crea sempre l’illusione di un ambiente ampio ed illumina lo spazio in cui si trova. Ciò vale a maggior ragione per le aree più piccole e chiuse della casa. Gli specchi sono elementi funzionali, ad esempio, per sistemarsi prima di uscire di casa.

6. Opta per un pavimento a disegni geometrici

Per una soluzione permanente, puoi scegliere di mettere nel corridoio un pavimento a motivi geometrici. È una soluzione creativa con un forte impatto estetico. Idee come questa richiedono una forte convinzione! Ovviamente il corridoio a motivi geometrici deve coordinarsi con l’intera casa.

7. Decora il corridoio con il verde.

Piante aeree, un piccolo alberello, piante sulle mensole o su una panchina creano una splendida area verde nel corridoio. L’aloe vera, le piante ragno, le piante serpente, il filodendro, la palma da salotto e le piante di ficus sono tutte piante da appartamento che non richiedono cure particolari ma abbelliscono l’ambiente.

Soluzioni per arredare un corridoio stretto

Il tuo corridoio è stretto e piccolo? Evita di posizionare dei mobili. Al limite puoi aggiungere una panca in legno con l’attaccapanni ed una consolle salva spazio di piccolo spessore.

Queste soluzioni permettono di dare il benvenuto ad un ospite e di salvaguardare il passaggio.

Se lo spazio invece è abbondante potrai aggiungere mobili funzionali come armadi contenitori, mobili scarpiera, comò e cassettiere.

Per dare tridimensionalità al percorso, puoi optare per una controsoffittatura. Questa struttura può anche avere un valore funzionale perché è perfetta per nascondere i termoconvettori e per inserire al suo interno delle lampade a fluorescenza che donano eleganza e stile al corridoio stesso.

Stai pensando ad arredare il corridoio con mobili su misura? Contattaci. Preventivo Gratuito.

Come arredare una cucina in arte povera

Come arredare una cucina in arte povera

Lo stile d’arredo in arte povera è caratterizzato da materiali semplici, i quali creano atmosfere calde ed intime  coinvolgendo l’uso di mobili in legno massello spesso artigianali e con delle ricorrenti note rustiche.

Ancora oggi l’arte povera affascina molte persone offrendo la possibilità di arredare ogni stanza della casa: dalle camere da letto, alla cucina, dalle taverne agli ambienti minori.

Cucina in arte povera: le caratteristiche principali

Una cucina in arte povera ti permette di creare un’atmosfera rasserenante e piacevolmente naturale prodotta dai toni del legno naturale, dalle sfumature della paglia, del midollino.

Il filo conduttore delle cucine in arte povera è nell’impiego di questi materiali naturali. Il legno è il protagonista assoluto di questo stile.   

Un buon legno può regalare ai mobili dalle linee semplici l’armonia cromatica delle sue sfumature. Tendenzialmente questi mobili presentano colori scuri lucidati a cera, sebbene sia possibile scegliere anche delle tonalità più chiare, come l’avorio o il beige o delicati colori pastello, perfetti per restituire maggiore luminosità all’interno di piccoli ambienti. Si tratta di arredi che rimandano a quelli di un tempo: tavoli, armadi, scrittoi, cristalliere, maestose credenze, madie, sedie in legno e  sedie con sedute in paglia, sono elementi irrinunciabili per una casa in arte  povera

Una cucina in arte povera, oltre ad essere bella, è anche funzionale, grazie alla progettazione degli spazi interni dei mobili studiati per una sistemazione ottimale degli utensili. In questo modo potrai averli sempre a portata di mano.

Anche gli arredi in arte povera come cristalliere o mobili vetrina, sono ben pensati per evidenziarne il contenuto e far risaltare piatti e bicchieri.

Linee sobrie e senza tempo danno vita a pensili capienti, i quali sfruttano al meglio lo spazio disponibile. Gli elementi componibili sono progettati su moduli standard che riescono a soddisfare  tutte le esigenze di profondità di basi e pensili. 

Per quanto riguarda l’altezza dei pensili, rispetto al passato, vi è un’ inversione di tendenza: gli altissimi pensili anche se insostituibili per chi ha molti oggetti da stivare in una cucina piccola, lasciano il posto a strutture più dinamiche ed articolate ma soprattutto visivamente più leggere.

Le mensole alternate a pensili variamente attrezzati che si dispongono lungo il piano d’appoggio  possono contenere a vista oggetti di uso quotidiano, i quali, se scelti e disposti ad arte contribuiscono al decoro della cucina.

Per il piano cottura o anche per il forno, sono  molto interessanti soluzioni angolari. Con questa disposizione chi si trova ai fornelli può raggiungere con le braccia e senza spostarsi, il lavello da una parte ed il piano d’appoggio dall’altra.

Se devi allineare i mobili su una sola parete, risulta molto funzionale utilizzare moduli di cottura che si proiettano in avanti creando una diagonale ed un angolo retto. Essi offrono una  maggiore capienza interna rispetto a quelli tradizionali. Il modulo sporgente che contiene i fuochi  offre una possibilità in più in cui si può collocare il forno, che in questo modo risulta apribile anche se si sta ai fornelli. Ed allo stesso tempo si ha dello spazio in più utile per appoggiare tutti i complementi indispensabili per cucinare.

Spesso le cucine in arte povera vengono realizzate in muratura ed anche personalizzate, per adattarsi così agli spazi a disposizione. Questa soluzione crea una particolare atmosfera calda ed accogliente,  soprattutto se abbinata ad accessori come il rame e le ceramiche.

Anche in questo contesto non devono mancare gli elettrodomestici più sofisticati ed all’avanguardia, i quali danno quel tocco di modernità che non guasta.

LEGGI ANCHE: Guida alla scelta della cucina in stile industriale

Consigli su come arredare una cucina in arte povera

La bellezza dello stile in arte povera sta nella versatilità dei mobili, i quali arredano e si accordano perfettamente sia con gli oggetti poveri, quelli, ad esempio “della memoria contadina”, sia con quelli  preziosi.

Ami gli effetti ricercati? Puoi arredare la vetrina ed il piano d’appoggio di una credenza con ceramiche di diverso tipo, ma sempre e rigorosamente in bianco.

In una cucina gli elementi che non possono mancare assolutamente sono:

  • il tavolo. Una volta inquadrato il punto in cui collocarlo, all’interno della cucina o in corrispondenza  di una finestra o in un’area tinello,  valuta sempre se la zona operativa è vicina e quanto il  percorso è ampio da rendere agevole il passaggio.

La dimensione del tavolo è quasi sempre condizionata dal numero di persone che lo utilizzeranno, dalla frequenza d’uso e da possibili esigenze legate ad un suo impiego alternativo al  pranzo.

Un tavolo in arte povera deve essere alto, elegante, robusto ed in una tonalità di colore o di essenza che sia di spicco  sugli altri elementi della stanza.

  • Una sedia in arte povera presenta una linea classica con gambe e schienale in legno, con delle  traverse sagomate che rendono questo complemento molto solido e resistente.

Questa tipologia di stile prevede che la sedia sia sempre abbinata ad un tavolo dello stesso stile.

La sedia in stile arte povera così come quella in stile classico può avere la seduta in legno, paglia ma anche in tessuto. Quest’ultima  può essere rivestita con ampie scelte di tessuto: una possibilità che vale la pena considerare  soprattutto se la zona pranzo “convive” con il soggiorno.

Creare una zona pranzo accogliente e luminosa non è difficile: tinteggia le pareti  con colori chiari evitando toni intensi, che spesso rendono gli ambienti opprimenti. Il calore del legno ripaga sempre soprattutto se viene enfatizzato da pre-esistenze strutturali come le travi in legno, pareti in pietra o mattoni a vista, i quali hanno un fascino unico ed indiscutibile.

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Arredamento in resina: caratteristiche e vantaggi

Arredamento in resina: caratteristiche e vantaggi

Hai un giardino in casa o un’area indoor da rivestire? Se sì, già dall’inizio della primavera, devi pensare a come organizzarlo al meglio, scegliendo l’arredamento giusto, magari in resina, visto che è un materiale che offre numerosi vantaggi. Vediamoli insieme.

Le caratteristiche dell’arredamento in resina

La resina è un prodotto naturale o sintetico, macromolecolare, dotato di proprietà plastiche.

E’ possibile distinguere tra:

  • resine naturali: ovvero materiali organici, trasparenti, di origine vegetale, insolubili in acqua e solubili in solventi organici. Esse presentato un elevato peso molecolare ed una composizione chimica molto varia; induriscono all’aria e vengono per lo più impiegate nella fabbricazione di materie isolanti, saponi, vernici.
  • Resine artificiali o resine sintetiche: sono sostanze plastiche ottenute per polimerizzazione o policondensazione, oppure presenti come tali in natura e rese plastiche attraverso opportuni trattamenti chimici. E’ il caso delle resine acriliche, alchidiche o poliviniliche.

La resina è un materiale edilizio innovativo e moderno grazie alla sua versatilità e funzionalità.

Nata per uso principalmente industriale, oggi è un materiale ampiamente utilizzato, anche, nell’ambito dell’edilizia privata e dell’arredamento sia da interni che da esterni.

La resina può essere impiegata per la realizzazione di pavimenti e rivestimenti caratterizzati da un’ottima estetica e da un’eccellente funzionalità.

Anche nell’ambito dell’arredamento, questo materiale sta conquistando il favore di architetti ed interior design, i quali propongono raffinate soluzioni abitative in cui è protagonista.

L’ideazione di nuovi componenti chimici ha permesso la diffusione di questo tipo di rivestimento e quindi di utilizzarlo in aree come le abitazioni private sotto forma di resine chiamate “resine decorative“.

I vantaggi offerti dalla resina

Molte aziende, negli ultimi anni, stanno proponendo soluzioni per arredo in resina visto i diversi vantaggi che quest’ultima offre. Essi sono:

  • resistenza e robustezza. La resina è un materiale durevole, che garantisce grande resistenza meccanica alle sostanze chimiche ed all’usura, così come alle variazioni di temperatura e all’abrasione. E’ particolarmente resistente anche ai carichi, qualità fondamentale nel caso venisse usata per rivestire una pavimentazione.
  • adattabilità ai più svariati impieghi: viene usata per fabbricare tavoli, sedie, salottini, divanetti
  • economicità
  • ridotta manutenzione: la resina è un materiale altamente resistente ma non esente da danneggiamento o deterioramento.

L’invecchiamento è generalmente causato da graffi, abrasioni, cadute accidentali di oggetti e questi segni del tempo risulteranno più evidenti su pavimenti cromaticamente uniformi e lucidi, dove anche la minima imperfezione tende a risaltare.

La riparazione di una realizzazione in resina però può essere fatta in tempi brevi non richiedendo costi eccessivi. Qualora ci fossero dei segni di danneggiamento è possibile intervenire sulla fessurazione, riparando la superficie e riapplicando la stessa tipologia di resina usata in origine a prescindere dalla sua finitura.

Le resine non richiedono prodotti particolari per la loro pulizia in quanto, essendo impermeabili, non assorbono agenti esterni e facilitano la pulizia della superficie.

Non c’è nulla di più semplice che prendersi cura del mobilio in resina: ti basterà utilizzare una spazzola per spolverare la superficie e rimuovere così lo sporco depositato.

  • personalizzazione: è un materiale estremamente versatile, che offre la possibilità di scegliere tra un’infinità di colori, finiture e tipi di lavorazione. Ogni rivestimento è unico ed è in grado di rispecchiare fedelmente i gusti del committente.

Le peculiarità dell’arredamento e del rivestimento in resina

I rivestimenti in resina riescono a garantire diverse caratteristiche funzionali. Per questo motivo vengono sempre più scelti. Grazie alla loro struttura continua e priva di fughe, sono considerati i materiali più resistenti ed impermeabili.

Allo stesso modo, la resina per rivestimenti è resistente all’usura, agli agenti chimici, ma al contempo molto duttile.

I rivestimenti in resina vengono realizzati con materiali che garantiscono le seguenti peculiarità:

  • assenza di sostanze tossiche e nocive
  • assenza di odori forti e sgradevoli
  • estrema duttilità, la quale consente di rivestire qualsiasi tipologia di superficie
  • idrorepellenza
  • impiego ammesso sia in ambienti interni, sia in ambienti esterni
  • aspetto estetico elegante ed accattivante
  • pulizia pratica e veloce, consentita dalla superficie unica, priva di fughe

I rivestimenti in resina però presentano anche dei svantaggi, quali:

  • sensazione di finzione che si riscontra ammirando un rivestimento in resina
  • mancanza di interruzioni durante la posa, le quali garantiscono una superficie perfettamente liscia che ricorda la plastica. Questa estetica, può essere rimediata, con l’abbinamento di elementi decorativi e personalizzabili
  • la superficie liscia dei rivestimenti in resina è maggiormente soggetta a graffi e scalfittura
  • la resina può essere posata su qualsiasi tipologia di supporto, ma dimostra una scarsa aderenza sulle superfici in vetro
  • le superfici in resina sono molto lisce, uniformi ed idrorepellenti: una volta bagnate, rischiano di diventare molto scivolose e pericolose

La resina è un materiale molto gettonato per il rivestimento di molte superfici nell’ ambiente sia domestico sia lavorativo. Ha un’ottima estetica, poiché riesce a riprodurre l’aspetto di metalli, pietre, cemento, marmo e molti altri materiali risultando più pratica da gestire.

Ha uno spessore ridotto che va dai 2 ai 3 mm e, grazie all’assenza di fughe, dona ai pavimenti, pareti e superfici un effetto perfettamente lineare.

Le resine per pavimenti e superfici piane prendono il nome di resine autolivellanti.  Quelle adatte a rivestire pareti, bagni, cucine, armadi ed altre superfici verticali, invece sono le cosiddette resine in pasta.

I rivestimenti in resina sono richiesti oggi per la copertura e la realizzazione di qualsiasi tipologia di superficie, ma in particolar modo essi vengono impiegati per la realizzazione dei seguenti ambienti:

  • cucina
  • bagno
  • scale
  • rivestimenti in calcestruzzo
  • piscine

Grazie alle eccezionali caratteristiche di igiene e praticità, la resina viene impiegata per rivestire le pareti ed i piani della cucina. La superficie completamente compatta e continua, infatti, garantisce una pulizia immediata e non consente l’accumulo di cibo e di sporco.

Negli ambienti umidi come il bagno, la resina è particolarmente indicata proprio per le sue peculiarità idrorepellenti. E’ un materiale idoneo e consigliato per resistere alle infiltrazioni di acqua ed alla formazione di muffe.

La trasparenza della resina consente di dare quella particolare alternanza di colorazioni e di materiale che risulta particolarmente indicativa per gli ambienti moderni, soprattutto per la realizzazione di scale sospese.

Il grande impatto estetico è consentito anche grazie all’inserimento di elementi all’interno delle resine, oppure nel sottofondo. In questo modo è possibile ottenere fondali di piscine, come anche tavoli e complementi d’arredo molto ricercati e apprezzati per la loro particolarità.

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Stile d'arredo minimal

Stile d’arredo minimal, una delle tendenze più in voga

Negli ultimi anni lo stile d’arredo minimal è una delle tendenze più in voga in materia di design. E’ uno stile equilibrato, che associa il fascino alle linee essenziali portando alla creazione di un ambiente che assolve alla funzionalità.

Le caratteristiche dello stile d’arredo minimal

Le caratteristiche di uno stile d’arredo devono rispecchiare in parte la personalità di chi lo sceglie.

Ogni stile d’arredo ha i suoi tratti distintivi: lo stile d’arredo minimal è adatto a tutti coloro che amano l’ordine estremo e l’eleganza sobria.

La principale caratteristica dello stile d’arredo minimal è quella di essere ridotto il più possibile all’essenziale, al minimo appunto.

I tratti distintivi di questo stile sono i seguenti:

  1. materiali innovativi per rivestimenti, superfici ed arredi. I materiali che caratterizzano questo stile sono di produzione industriale o ispirati all’innovazione. Essi devono essere resistenti a molte sollecitazioni e facili da pulire, caratteristiche ottenibili quasi sempre tramite un accurato trattamento chimico in fase di produzione.

I materiali adatti a questo stile devono dare sensazioni di linearità, omogeneità e purezza. Ne sono un esempio, resine, cemento, intonaco in colori neutri.

Per gli arredi invece questo stile predilige maggiormente superfici lucide, come laccati per gli armadi, metallo per elettrodomestici, cucine ed accessori, vetro e cristallo per tavoli o lavabi da bagno, pelli o tessuti sobri per gli imbottiti, materiali come il corian o il silestone, per le superfici di lavoro. Sono materiali dal forte impatto estetico ma estremamente pratici da utilizzare.

2. forme lineari e semplici, spesso squadrate. Nello stile minimal le forme sono nette e definite, riconoscibili e riconducibili tutte alla regolarità della geometria: quadrati, rettangoli, triangoli, ellissi, cubi e parallelepipedi, mai uniti fra loro.

3. colori sobri o per lo più neutri. Nello stile minimal, anche i colori sono ridotti al minimo. Prevalgono il bianco ed il nero seguiti da un grigio discreto.

Gli unici altri colori ammessi in questo stile sono quelli che ricordano la terra o la sabbia: dal beige all’ocra ed al marrone. Colori vivi ed accesi non fanno parte di questo stile.

Qualche nota di colore può essere data da accessori come cuscini o tende o da elementi strutturali secondari come travi o colonne. Il rosso è un colore molto usato per contrastare il bianco ed il grigio. Dunque toni piuttosto neutri, adattabili a qualunque ambiente ed a qualunque situazione, che non distraggono e non impegnano la mente di chi vuole soggiornare in una casa minimal.

4. ingombro minimo dello spazio. La disposizione degli arredi è fondamentale in questo stile. Gli ambienti devono essere ampi ed ariosi, con l’ingombro ridotto al minimo.

Gli arredi a centro stanza sono ammessi solo in ambienti open space o loft.

In questo stile gli arredi vengono sistemati lungo le pareti e possibilmente sospesi da terra, come accade per i pensili ancorati alle pareti, i quali ridimensionano il concetto di pieni e vuoti, di spazio e di leggerezza.

Il minimalismo prevede un numero molto esiguo di arredi, dietro il quale si nascondono adatte capacità contenitive e ben organizzate, al fine di ottenere il massimo ordine anche all’interno degli armadi.

5. massima integrazione con sistemi tecnologici, elettrodomestici ed innovazione

6. assenza quasi totale di decorazioni. Le uniche decorazioni concesse da questo stile possono essere quadri o poster per lo più astratti, possibilmente sovradimensionati e rigorosamente senza cornice né vetro; oppure sculture contemporanee, in numero ridotto.

Alcune superfici possono essere decorate con colori consoni, quindi sempre neutri o trasparenti se si tratta di vetro e con linee ridotte anch’esse al minimo. Serigrafie ed aerografie sono le tecniche più utilizzate per decorare in particolare le ante di alcuni arredi da cucina o da soggiorno.

Anche i tessuti sono ridotti al minimo, considerati baluardo di uno stile classicheggiante e prettamente decorativo.

L’ obiettivo principale dello stile d’arredo minimal

L’obiettivo dello stile d’arredo minimal è quello di risultare estremamente funzionale e pratico:

  • poche superfici da pulire facilmente,
  • nessun disordine,
  • ogni cosa a portata di mano ed in luoghi ben definiti,
  • nessun eccesso scomodo o inutile

Per i motivi sopracitati questo stile si sposa bene con le abitudini del vivere moderno, in cui gli spazi sono sempre più ridotti per necessità soprattutto economiche, dove i tempi sono ugualmente ristretti e dove non ci si può soffermare molto su dettagli poco pratici e su una casa troppo difficile da pulire e da tenere in ordine.

Questo stile d’arredo nasce da una corrente filosofico-artistica apparsa negli Anni ’60. E’ in grado di imprimere un carattere forte e rigoroso ad un ambiente.

E’ improntato all’eliminazione del superfluo, puntando a ridurre il più possibile gli elementi d’arredo dando risalto allo spazio vitale della casa.

Negli ultimi tempi questo stile, con la riduzione della metratura degli appartamenti, ha portato un notevole vantaggio, quello di abitare più comodamente gli spazi interni.

Il minimalismo rinuncia ai fronzoli e talvolta anche alle decorazioni, lasciando letteralmente spazio all’ambiente in questione. Spazio per guardare, per essere liberi di muoversi, di respirare, di osservare, di avere luce. Quest’ultima è una componente importante in questo stile ed è sempre presente, sempre valorizzata.

Lo stile minimal è poco incline alla commistione con altri stili non affini allo stesso. A differenza di altri stili, come il classico o il moderno, il minimal proprio per le sue basi filosofiche, rimane fine a sé stesso ed è dato dall’insieme di tutte le caratteristiche sopra citate.

Stile hi-tech o stile contemporaneo sono gli unici che possono accompagnare uno stile minimal nella stessa casa.

Abrasivi per l’edilizia, a cosa servono e come vengono utilizzati?

Abrasivi per l’edilizia, a cosa servono?

Un abrasivo è un materiale le cui caratteristiche sono durezza e densità. Esse devono essere tali da permettere di lavorare altri materiali attraverso l’asportazione dello stesso.

Abrasivi per l’edilizia: origine e caratteristiche

Gli abrasivi sono di origine naturale o sintetica. Si distinguono principalmente per il loro grado di durezza, il quale si misura attraverso apposite scale (Knopp, Mohs).

Il materiale abrasivo più duro presente in natura è il diamante. Esistono poi altri materiali di origine sia naturale sia sintetica. Ne sono un esempio il carburo di silicio, il corindone e lo zirconio. Essi non raggiungono lo stesso grado di durezza del diamante, ma vi si avvicinano molto.

Per realizzare un abrasivo è necessario un supporto sul quale far aderire la polvere abrasiva.  I grani abrasivi, orientati attraverso un campo elettrico in modo da esporre i loro bordi più taglienti, vengono fissati ad un supporto (tela o carta) mediante un primo strato di resina. E tenuti in posizione da un secondo e più consistente strato di resina.

In alcuni casi al di sopra del secondo strato di resina o mischiato alla resina stessa sono presenti additivi raffreddanti e lubrificanti allo scopo di migliorare le prestazioni dell’abrasivo. Ciò avviene soprattutto in prodotti estremamente performanti come gli abrasivi ceramici.

Esempi di abrasivi per l’edilizia sono i fogli di carta abrasiva, conosciuta come carta vetrata ed i nastri abrasivi.

Le tipologie di abrasivi per l’edilizia

Gli abrasivi vengono classificati in base ai seguenti fattori:

  • durezza,
  • grandezza della grana,
  • materiale di cui sono composti

Questi fattori sono fondamentali in quanto influenzano in maniera decisiva il risultato che si vuole ottenere.

La tipologia degli abrasivi dipende dal tipo di supporto sul quale sono fissati.

I supporti possono essere di tue tipi:

  • Flessibili, come carta o tela e sono i più utilizzati. Per fissare l’abrasivo al supporto viene utilizzata resina o colla. Ne sono un esempio,  i fogli di carta abrasiva o carta vetrata, i nastri abrasivi.

Nella fabbricazione degli abrasivi flessibili i supporti più utilizzati sono: carta, tela, combinazione carta-tela, fibra vulcanizzata e film di poliestere.

  • Rigidi, come dischi e ruote lamellari. Si tratta di strumenti complessi per la cui realizzazione è necessario l’utilizzo di macchinari industriali.

Entrambi le tipologie di abrasivi, sia flessibili (tele, carte e fibre) sia rigidi (mole convenzionali a legante ceramico e mole a centro depresso a legante organico) rappresentano le due principali aree d’affari della produzione industriale italiana di abrasivi tradizionali.

Qual è il rapporto esistente tra lavorazione e strumenti abrasivi?

Ad ogni lavorazione, corrisponde uno strumento abrasivo diverso. Per questo motivo esistono dischi, ruote, mole, frese e lime varie.

Tutti questi strumenti si differenziano in base a tre parametri fondamentali, ovvero forma,  grana e dimensione.

Per lavorare una superficie è necessario avere un abrasivo con la forma adatta. Se devi lavorare superfici piane, sono indicati dischi piani o conici. Il primo offre un’ abrasione più aggressiva su una superficie ristretta. Invece il disco conico permette di lavorare su una superficie più ampia e con maggior precisione.

Se devi lavorare angoli o superfici sagomate è preferibile utilizzare abrasivi aventi una forma a tazza.

Lo spessore della grana influenza la velocità di pulizia ed il pattern prodotto.  Abrasivi aventi una grana compresa tra 8 e 16 sono generalmente molto ruvidi. Sono indicati per dare alla superficie un pattern profondo.

Gli abrasivi aventi una grana dai 20 ai 40 sono considerati per scopi generici e molto vari.

Invece quelli aventi una grana con spessore che va dai 120 in su, vengono utilizzati soprattutto per la rifinizione.

Gli abrasivi vengono utilizzati soprattutto per lavorazioni di tipo industriale, in particolare nel settore automobilistico ed in quello metallurgico.

Grazie agli abrasivi, è possibile donare alle opere realizzate una finitura esente da imperfezioni ed ottenere una superficie lucida o opaca in base alle proprie esigenze.

Gli abrasivi servono a levigare, lucidare e rifinire una superficie di qualsiasi tipo. Sono disponibili in varie dimensioni, in modo tale da adattarsi allo strumento che si possiede ed alla lavorazione che si deve eseguire.

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Le ultime novità in materia di interventi di Bioedilizia riguardano:

Bioedilizia: le ultime novità per le costruzioni

Negli ultimi anni si sta assistendo ad una maggiore sensibilità nei confronti dell’ambiente, con un approccio molto differente ai temi della sostenibilità.

In tutti i campi, compreso quello delle costruzioni, si parla di Bioedilizia. Ma di cosa si tratta?

Bioedilizia, una filosofia basata sulle energie rinnovabili

La bioedilizia si basa esclusivamente sulle energie rinnovabili, sul riciclo dei materiali, su una più efficiente gestione energetica e sull’utilizzo di materiali da costruzione ecosostenibili. Si fonda su un’architettura sostenibile degli edifici, costruiti secondo natura oltreché a misura d’uomo.

Con il termine Bioedilizia si intende un modo di progettare, costruire e gestire un edificio in maniera tale da non avere impatti negativi sull’ambiente.

La Bioedilizia concepisce la costruzione o la ristrutturazione utilizzando tecniche costruttive e materiali in modo da garantire un equilibrio fra l’edificio, le persone che vi abitano e l’ambiente circostante.

La mission di questa filosofia è quella di costruire in maniera ecologica e sostenibile, facendo uso di energie pulite, di materiali ecosostenibili, di soluzioni costruttive che riducono l’inquinamento e l’impatto ambientale. Garantisce in questo modo una migliore qualità della vita ed un maggior comfort per le persone.

I vantaggi offerti dalle Bioedilizia

I vantaggi della Bioedilizia sono notevoli per l’ambiente e per chi abita in un edificio costruito rispettandone i suoi princìpi.

Un edificio ecosostenibile ha consumi energetici molto bassi con costi di gestione e di manutenzione irrisori.

Fra i principali benefici che apporta la Bioedilizia vi sono:

  • Impatto zero o estremamente ridotto sull’ambiente
  • Enorme risparmio energetico perché gli edifici tendono all’indipendenza energetica
  • Risparmio idrico
  • Qualità della vita e comfort migliori per chi abita nell’edificio
  • Appositi mutui per l’edilizia green a tassi molto vantaggiosi, con finanziamento della casa al 100%
  • Iva agevolata al 4% per la costruzione della prima casa
  • Detrazioni fiscali e bonus

Le ultime novità riguardano la Legge di Bilancio approvata a fine 2020, la quale ha prorogato tutti gli incentivi ed i bonus fiscali per la Bioedilizia anche per il 2021.

In questo quadro generale, il Superbonus 110% assume grande importanza per tutti coloro che intendono procedere con la riqualificazione energetica della propria abitazione attuando investimenti ecosostenibili.

Fra le ultime novità rientrano l’acquisto e l’installazione di un impianto fotovoltaico, la realizzazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici e di sistemi di accumulo.

I princìpi fondamentali della Bioedilizia

La Bioedilizia si fonda su 5 fondamentali princìpi:

  1. Progettazione, la quale deve tener conto dell’utilizzo di materiali ecosostenibili. Nella fase di progettazione si tiene conto dell’impatto di tali materiali non solo sull’ambiente ma anche sugli abitanti del posto.

La progettazione studia il terreno su cui deve sorgere l’edificio, la migliore esposizione per massimizzare l’illuminazione naturale, ma anche l’ambiente circostante ed il paesaggio. In questo modo il risultato finale sarà quanto più ecosostenibile possibile integrandosi anche con la realtà circostante, senza deturparla.

Nella progettazione devono essere coinvolti professionisti che condividano la stessa visione globale di casa ecosostenibile, che conoscano profondamente le tecnologie costruttive adeguate e che abbiano documentate capacità ed esperienza in materia green.

  • Attenzione alle risorse idriche, con una progettazione che preveda sistemi di recupero dell’acqua, impianti per il trattamento delle acque di scarico.
  • Efficientamento energetico, una gestione degli edifici che garantisca sia la gestione ottimale dell’energia elettrica sia il risparmio energetico e che preveda sistemi per la produzione di energia in autonomia.

La Bioedilizia ricorre ad impianti e fonti di energia pulita, abbattendo l’inquinamento e riducendo i consumi e, di conseguenza, i costi di gestione dell’edificio.

Coperture fotovoltaiche, grandi vetrate che permettono di far entrare tanta luce e calore riducendo il consumo di energia elettrica, luci a led, sistemi di riscaldamento geotermico, sono solo alcuni dei sistemi idonei ad efficientare termicamente un edificio.

  • Uso razionale delle risorse e riutilizzo dei materiali, la scelta dei materiali tiene conto dei vincoli geografici e della loro capacità di evitare i ponti termici, come le pareti termoisolanti.

Fra i materiali più utilizzati ci sono quelli che derivano da fonti rinnovabili, non tossici e facilmente smaltibili. Sono materiali utilizzati dall’uomo fin dall’Antichità, come il legno, il sughero, l’argilla, la canapa, la fibra di juta, il legno-cemento, il gesso, la lana di roccia, il bambù.

L’utilizzo di materiali ecologici consente di ridurre le emissioni di CO2 e di preservare le risorse naturali. Si tratta di materiali privi di sostanze nocive, tossiche e radioattive che garantiscono una buona qualità della vita. Al termine del loro ciclo di vita sono riciclabili.

  • Qualità degli ambienti interni, una particolare attenzione alla salute ed al benessere di chi ci abita.

La Bioedilizia deve garantire alle persone che vivono in un edificio costruito rispettando i suoi canoni, il benessere termico, acustico e visivo. Una casa ecologica è una “casa sana” perché costruita con materiali naturali, ci si ammala di meno, si è meno soggetti alle allergie ed ai reumatismi.

Bioedilizia: quali sono le ultime novità per le costruzioni?

Le ultime novità in materia di interventi di Bioedilizia riguardano:

  • La climatizzazione, in quanto sulla base dei principi di Bioedilizia l’abitazione deve essere progettata in maniera tale da non dover ricorrere ai sistemi di climatizzazione, che comportano consumi anche elevati di energia elettrica.

Se si deve ricorrere ad un impianto di climatizzazione, quest’ultimo deve essere alimentato da pannelli fotovoltaici oppure da un impianto di raffrescamento a terra, caratterizzato da bassi consumi ed integrabile sempre con il fotovoltaico.

Per ridurre il calore si fa ricorso a protezioni fisse e mobili sulle finestre. Anche l’utilizzo di piante ed alberi rientra nei canoni della bioedilizia: d’estate schermano i raggi solari abbassando la temperatura, d’inverno permettono il passaggio dei raggi solari.

Fra le tendenze più diffuse vi sono le pareti ad inerzia termica che contribuiscono molto a contenere i consumi estivi perché assorbono il fresco dell’aria notturna rilasciandolo durante il giorno.

  • Il ricircolo dell’acqua, sia sanitaria sia quella utilizzata dai comuni elettrodomestici, rientra fra le ultime novità per le costruzioni realizzate in Bioedilizia.

Oggi sul mercato si stanno diffondendo anche impianti per la raccolta dell’acqua piovana da riutilizzare poi per l’irrigazione dei prati e dei giardini.

  • L’efficientamento termico, la necessità di progettare l’edificio che sia in grado di trattenere il calore riducendo le dispersioni, con sensibile risparmio sui consumi del riscaldamento domestico, è uno dei principi della Bioedilizia.

Nella fase progettuale ancor prima di costruire, si studia l’orientamento degli spazi abitativi in maniera da ottenere il massimo dall’irraggiamento solare. In fase di ristrutturazione di un’abitazione, l’efficientamento termico viene si ottiene grazie all’utilizzo di moderni sistemi di riscaldamento radiante centralizzato o all’installazione di caldaie ad altissimo rendimento.

Anche l’utilizzo nelle costruzioni di materiali ad altissima inerzia termica, di materiali che eliminano i ponti termici ma, soprattutto, di cappotti termici che aumentano l’efficacia isolante, contribuisce a migliorare le prestazioni termiche generali dell’edificio.

La bioedilizia si basa sui princìpi della sostenibilità ambientale. Vuoi provare nuovi materiali rispettando l’ambiente? CONTATTACI

Pareti in pietra in camera da letto, uno stile di tendenza

Pareti in pietra in camera da letto, uno stile di tendenza

La camera da letto è il luogo ideale per il sonno e per il riposo dopo lo stress quotidiano.

Il compito principale di questa stanza è quello di creare le condizioni per un riposo di qualità. Grazie al corretto orientamento ed al posizionamento della camera all’interno della casa, il riposo viene protetto dagli effetti del rumore, dagli odori, dal calore e da tutti quegli elementi che potrebbero arrecare disturbo. Non è semplicemente la stanza in cui viene collocato il letto!

Desideri un ambiente di grande effetto, dalla forte personalità e dal design creativo ed audace? Le pareti in pietra nella camera da letto sono un’ottima scelta di stile.

Pareti in pietra in camera da letto: quali vantaggi offrono?

Negli ultimi tempi stanno tornando in auge materiali come cemento,  mattone e pietra. I primi due, rispetto alla pietra, si adattano bene negli ambienti industriali.

L’uso della pietra si sta diffondendo soprattutto nelle camere da letto aventi uno stile rustico. Le pareti in pietra nella camera da letto sono una scelta estremamente sicura. Non richiedono manutenzione e se vuoi creare un’atmosfera magica nella tua camera da letto puoi optare per le seguenti soluzioni:

  • pareti in pietra e travi a vista del soffitto in legno
  • pareti in pietra e pareti in legno recuperato

Si tratta di un’ottima soluzione estetica che offre diversi vantaggi, come:

  • un aspetto naturale ed una sensazione di semplicità
  • durata e facilità di manutenzione
  • enorme varietà di materiali che possono adattarsi a qualsiasi stile d’arredo e di budget
  • eco-compatibilità
  • struttura bella ed imponente
  • le pareti appaiono sempre interessanti, senza mai stancare
  • buone proprietà di isolamento acustico

Per realizzare le pareti in pietra vengono utilizzati i seguenti materiali:

– arenaria

– calcare

– ardesia

– mattone

– pietra corallina

Consigli utili su come realizzare pareti in pietra

Vuoi ottenere un effetto magico nella tua camera da letto? Segui i seguenti consigli:

  • opta per un’illuminazione precisa, la quale esalterà la bellissima texture della pietra.
  • Usa materiali e texture “caldi”, dato che la superficie della pietra tende a far apparire piuttosto freddo lo spazio circostante.  I materiali e gli elementi più indicati potrebbero essere il legno, le pellicce, il cashmere, i pouf di lana, i cuscini, i tappeti a terra.
  • Utilizza elementi di arredo dai colori caldi, come i rossi, gli arancioni o i gialli. Faranno sembrare la camera da letto più allegra ed accogliente.
  • Una parete in pietra in pieno stile Zen nella camera da letto aiuta a creare un’atmosfera di pace e di relax facilitando un sonno riposante. Questa è un’ottima soluzione per eliminare lo stress causato dalle lunghe giornate di lavoro. Le pareti in pietra aggiungono semplicità e naturalezza alle camere da letto più contemporanee e moderne.
  • Realizza in pietra una sezione ridotta di parete se hai una camera da letto molto piccola. Altrimenti il risultato potrebbe essere troppo pesante ed opprimente. La piccola parte di muro in pietra avrà lo stesso effetto e potrai anche risparmiare sui costi.
  • Vuoi avere un look più insolito e curioso? Prova a realizzare sulle pareti alcune zone in pietra dalle forme particolari. Sembreranno molto naturali, soprattutto se si trovano vicino al soffitto, perché questa è l’area da dove l’intonaco di solito inizia a scrostarsi.
  • Vuoi creare qualcosa di diverso? Prova il soffitto in pietra a vista: otterrai un’atmosfera intima ed accogliente.
  • Dipingendo il muro di pietra puoi mantenere la consistenza di questo materiale, smorzandone però il suo impatto visivo.
  • Le pareti in pietra possono essere utilizzate con quasi tutti gli stili di arredamento, ma è necessario scegliere il tipo di materiale più appropriato. Ad esempio, i mattoni e le pietre squadrate si adattano bene alle camere da letto dei loft e negli appartamenti moderni. Le grandi rocce di diverse dimensioni e forme si adattano meglio alle camere più rustiche ed in stile country.
  • Se vuoi decorare un’intera camera da letto o più pareti, prendi in considerazione l’utilizzo di diversi tipi di pietra: questo escamotage aggiungerà dinamicità e creatività.
  • La parete in pietra è sempre la soluzione ideale quando nella camera da letto c’è il camino. In questo caso, il naturale punto focale sarà messo ancora più in evidenza. Lo stesso caminetto può essere in pietra naturale ed apporterà quel tocco di romanticismo e di calore ricercati! Tutti gli elementi in pietra nella stanza ti riportano indietro nel tempo, perchè sono elementi confortanti, naturali ed organici.

Nelle camere da letto moderne ed in stile contemporaneo la pietra più indicata è lo spaccato in marmo o in granito. La parete in pietra deve fondersi così con l’eleganza lucida e contemporanea.

La maggior parte delle persone preferisce una sola parete in pietra, anche quando si decide di dare un accento completamente rustico alla camera da letto. Ciò consente di aggiungere ulteriori texture alla stanza, rendendo anche più facile l’aggiunta della parete in pietra.

Stai pensando a dare questo tocco rustico anche alla tua di camera da letto? CONTATTACI. PREVENTIVO GRATUITO ENTRO 24 ORE

Come utilizzare la resina

Come utilizzare la resina nell’edilizia? Una domanda che incuriosisce molte persone, attratte dalle numerose potenzialità di questo materiale, un tempo impiegato quasi esclusivamente in ambito industriale ma oggi largamente diffuso anche nei contesti residenziali.

Le proprietà della resina

Prima di scoprire come utilizzare la resina, occorre sapere che si tratta di un materiale che offre molti vantaggi.

Prima di essere applicata, la resina viene opportunamente lavorata, in modo da garantire:

  • Resistenza alle fiamme;
  • Elasticità e flessibilità;
  • Capacità antistatica;
  • Possibilità di essere disposta a forma di rete

La resina viene ampiamente utilizzata per le ristrutturazioni edilizie, ma anche nel caso di nuove costruzioni, soprattutto per le pavimentazioni.

Le tipologie di resina

Per sapere come utilizzare la resina al meglio è necessario conoscerne le diverse tipologie. La resina, infatti, non è tutta uguale, ma si distingue in:

  • Resina epossidica
  • Resina acrilica
  • Resina poliuretanica
  • Resina cementizia

Per quanto riguarda la resina epossidica, si tratta di un polimero sintetico, creato unendo resina base e un materiale indurente e che risulta particolarmente viscoso.

Questo tipo di resina viene utilizzato in particolare per il rivestimento dei pavimenti, soprattutto laddove è richiesta un’elevata resistenza all’usura, ma anche all’umidità e agli sbalzi di temperatura.

La resina acrilica è frutto di una particolare lavorazione: la polimerizzazione di monomeri acrilici, che consente al materiale di accrescere la sua durabilità e diventare molto traspirante.

La resina acrilica, al contrario degli altri tipi di resina, è piuttosto liquida e quindi non richiede l’utilizzo di un diluente. Resistente alle fiamme e agli sbalzi di temperatura, la resina acrilica è un materiale versatile che trova diverse possibilità di applicazione nell’edilizia.

Uno dei principali vantaggi della resina poliuretanica consiste nella sua elevata resistenza meccanica, caratteristica che la rende perfetta anche come rivestimento delle pavimentazioni outdoor.

La resina poliuretanica è molto impiegata in ambito industriale, perché è in grado di reggere ottimamente il passaggio – anche continuo – di persone e veicoli e, in più, è molto resistente all’azione dei raggi UV, che non ne provocano l’ingiallimento.

Un’altra peculiarità della resina poliuretanica consiste nel fatto di essere termoindurente, solidificandosi velocemente con le basse temperature. Si tratta di una delle tipologie di resina più costose ma, al tempo stesso, è di ottima qualità e garantisce le migliori performances.

Come utilizzare la resina cementizia? Questo tipo di resina sta diventando sempre più popolare, anche perché è del tutto ecosostenibile e atossica: alla composizione di base, infatti, viene aggiunta soltanto dell’acqua.

Il fatto di essere la resina più eco-friendly non comporta comunque alcuna mancanza in termini di funzionalità; al contrario, la resina cementizia presenta un’elevata resistenza all’acqua, all’umidità e all’azione diretta dei raggi solari, tanto che viene molto utilizzata per rivestire spazi esterni, come balconi, piscine o terrazzi.

Con il passare del tempo, inoltre, accresce la sua durezza. La resina cementizia è molto apprezzata anche dal punto di vista estetico e offre numerose possibilità di personalizzazione, con tante soluzioni possibili per quanto riguarda colori, tipologie di finitura e grado di granulosità della superficie.

Come utilizzare la resina: le pavimentazioni

La resina è un materiale molto versatile che viene sempre più spesso apprezzato anche per l’ambito residenziale. Una delle applicazioni più diffuse della resina consiste nel suo impiego per il rivestimento dei pavimenti.

Scopriamo allora quali sono i principali vantaggi e svantaggi di un pavimento in resina.

Per quanto riguarda i “pro”, molti li abbiamo già elencati parlando delle diverse tipologie di resina, ma è bene ricordarli per rendersi ben conto dei tanti lati positivi di questo materiale. A pregi come:

  • Resistenza
  • Durabilità
  • Impermeabilità

Si aggiungono, soprattutto se si tratta di pavimenti interni, la facilità di pulizia (la pavimentazione in resina è monolitica, cioè uniforme, quindi non presenta fughe), la possibilità di posarla sopra una superficie preesistente, la rapidità della posa stessa e i prezzi competitivi.

Vale la pena aprire una breve parentesi sul tema della sovrapposizione a una pavimentazione già presente, poiché si tratta di un argomento particolarmente interessante per chi sta affrontando – o è comunque in procinto di farlo – una ristrutturazione.

Nell’ottica di ridurre le spese per i lavori, infatti, la resina rappresenta una soluzione molto allettante, dal momento che non solo non è necessario smantellare il pavimento preesistente, ma non occorre nemmeno riadattare gli infissi: lo spessore finale risulta molto sottile, evitando così la creazione di antiestetici e – da un punto di vista prettamente pratico e funzionale – scomodi dislivelli.

Un ulteriore vantaggio della resina come rivestimento per pavimento è legato alla sua versatilità, che la rende perfetta in ogni contesto, a prescindere dallo stile d’arredo prescelto.

Le soluzioni possibili in termini di colori e finiture, infatti, sono numerosissime: la resina può presentare consistenze diverse (liscia o ruvida), essere lucida, opaca o satinata e di tanti colori diversi; da ultimo, ma non di minore importanza, questo materiale può essere lavorato in modo estremamente decorativo, per esempio inserendovi oggetti naturali, come foglie o pezzi di legno e restituendo così originalità e stile agli ambienti in cui viene applicata.

Rispetto, invece, agli svantaggi, sono davvero pochi e possono riassumersi in:

  • Danni causati dall’usura: per quanto resistenti, le superfici in resina alla lunga possono risentire delle sollecitazioni ed è quindi possibile che si creino piccole crepe o rotture;
  • Ingiallimento: le resine solitamente presentano un buon grado di resistenza ai raggi UV; tuttavia, alcune tipologie di resina risultano più sensibili di altre e, di conseguenza, possono ingiallirsi nel tempo.

Come utilizzare la resina: le principali applicazioni

Oltre che per il rivestimento dei pavimenti, la resina può essere impiegata anche per rivestire le pareti, anche negli spazi interni.

Un ambiente dove la scelta di questo materiale si dimostra particolarmente indovinata è, per esempio, il bagno: grazie all’elevata resistenza all’acqua e all’umidità, la resina è perfetta come rivestimento per pareti, pavimenti, ma anche per il piano dove appoggia il lavabo, offrendo numerosi vantaggi sia in termini di funzionalità che sul piano estetico.

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