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Guida al fai da te: come imbiancare le pareti di casa

Guida al fai da te: come imbiancare le pareti di casa

Imbiancare le pareti è il modo più semplice per igienizzare e disinfettare l’abitazione. Questa operazione potrebbe sembrare semplice ma può trasformarsi in un disastro se non presti la giusta attenzione.

Pitturare gli interni è di gran lunga l’attività di bricolage più diffusa ed è facile capire il perché. Dipingere le pareti non è molto difficile e non richiede una formazione specialistica.

Hai bisogno sicuramente di pazienza, di qualche nozione pratica e dei consigli utili. Questi suggerimenti per imbiancare possono aiutare anche i principianti del fai da te ad ottenere risultati di qualità professionale.

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Consigli utili per imbiancare le pareti di casa

Seguendo i nostri consigli, potrai tinteggiare la tua casa, velocemente ed in modo ordinato, come farebbe un professionista.

  1. Prepara la superficie

Un lavoro di verniciatura inizia sempre con la preparazione della superficie. Ciò significa che devi raschiare, carteggiare, rattoppare e riempire ogni crepa eliminando le imperfezioni presenti sulla superficie delle pareti. Questa è l’operazione meno divertente ma è la parte più importante. Nessuna pittura, indipendentemente dal suo costo, nasconderà una superficie screpolata o danneggiata.

2. Applica un primer

Tratta le pareti con un primer. Ogni volta che dipingi un nuovo muro o dipingi sopra un colore scuro dovresti pre-trattare con un aggrappante. Ma è soprattutto una mossa furba! Il primer ha tre funzioni principali, quali:

  • agisce da fissatore perché stabilizza una superficie macchiata, porosa o oleosa
  • uniforma la superficie agevolando la copertura della pittura
  • migliora l’adesione della vernice, riducendo notevolmente le bolle e le desquamazioni.

I pittori professionisti spesso usano il primer mescolato con una piccola quantità di vernice di finitura. Questo trucco migliora notevolmente la capacità della pittura di coprire perfettamente la superficie trattata.

3. Scegli la pittura lavabile

Come scegliere la migliore pittura lavabile per interni se non sei un esperto? In commercio esistono pitture lavabili dal costo elevato, qualitativamente migliori, ed altre dal prezzo più contenuto.

Meglio prodotti di dubbia qualità ad un costo basso o pitture costose qualitativamente migliori? La soluzione è scegliere una via di mezzo: l’importante è che la pittura lavabile abbia una buona composizione. I prodotti di fascia alta hanno un maggiore potere coprente. Tinteggiare le pareti con pitture buone ti permette di farlo più velocemente senza dover effettuare questa operazione più volte.

La pittura va scelta in base al tipo di stanza da imbiancare: per la cucina ed il bagno, la pittura lavabile deve essere traspirante ed anticondensa. Per questo esistono degli additivi che prevengono il formarsi della muffa.

Ci sono anche pitture lavabili termoisolanti, da utilizzare in zone particolarmente umide o esposte a Nord, le quali combattono la formazione della condensa e mantengono calde le pareti, consentendo un risparmio energetico.

Per chi soffre di allergie è consigliabile scegliere un’idropittura igienizzante a base di resine acriliche. Qualunque sia la scelta, bisogna fare sempre attenzione alle indicazioni sul barattolo circa la quantità d’acqua necessaria per diluire la vernice.

4. Prediligi la tela piuttosto che i teli in plastica

I teli di plastica rappresentano una soluzione molto economica per proteggere i pavimenti e gli arredi dagli schizzi di vernice. Spesso capita però che essi si strappino compromettendo la loro funzione. Per questo è preferibile usare quelli di tela, estremamente durevoli e resistenti agli strappi.

Dal punto di vista della sicurezza, questo tessuto si appiattisce sul pavimento e quindi si hanno minori rischi d’inciampo. La tela assorbe le gocce di vernice, a differenza dei teli di plastica, i quali, se spruzzati di vernice diventano scivolosi. I teli in tela possono essere facilmente piegati attorno agli angoli e alle porte, cosa impossibile da fare con i teli di plastica.

5. Utilizza una prolunga sul rullo

Procurati un’asta telescopica per il rullo. Le estensioni sono disponibili in varie lunghezze:  un rullo che si estende per circa un metro andrà benissimo per dipingere stanze con soffitti alti poco più di due metri e mezzo. Verifica che il manico del rullo abbia un foro filettato all’estremità, quindi applicalo sull’asta di estensione. Quando acquisti la prolunga, cercane una che abbia un’impugnatura morbida ed antiscivolo ed un’anima metallica rigida. Assicurati anche che l’estremità filettata dell’asta telescopica sia di metallo.

6. Usa una griglia come secchio da pittura

Immergere il rullo direttamente nel secchio di vernice è una soluzione approssimativa e disordinata. Un sistema più veloce, ordinato ed efficace è il seguente: stendi la vernice direttamente su una griglia per secchio da pittura. Una griglia è semplicemente una struttura rettangolare rigida, in metallo o plastica, che si aggancia al bordo del secchio. Riempi il secchio a metà con la vernice ed appendi la griglia all’interno del secchio. Immergi il manicotto del rullo nella vernice e fallo rotolare contro la griglia per rimuovere la vernice in eccesso.

7. Niente pulizia dei pennelli a fine giornata

Non hai ancora finito di dipingere? Non è necessario che tu perda tempo a pulire i pennelli ed i rulli. Basta eliminare la vernice in eccesso ed avvolgerli nella pellicola per alimenti. Se necessario, applica un doppio strato di pellicola, quindi metti pennelli e rulli in frigorifero per mantenerli al fresco. Ti sembrerà strano, ma funziona! Il giorno successivo, sarà sufficiente rimuovere l’attrezzatura dal frigo 30 minuti prima della verniciatura.

Ti sei reso conto che il “fai da te” non fa per te? Allora non perdete tempo: CONTATTACI e ci penseremo noi a soddisfare ogni tua esigenza.

pittura casa antismog

Caratteristiche e vantaggi delle pitture antismog

E’ decisamente aumentato il numero di persone che oggi riservano particolare attenzione alla qualità dell’aria. Questo perchè vi è una maggiore esposizione mediatica del problema ambientale ed anche perchè si è ben radicata la consapevolezza dei problemi per la salute causati dall’inquinamento.

Di pari passo, ha assunto sempre più rilevanza anche la problematica relativa alla salubrità dell’aria indoor, facendo riflettere un pò tutti sul microclima malsano che caratterizza le case, sempre più a tenuta ermetica e poco aerate, provocato anche da scelte talvolta poco attente alla qualità. Anche in questo caso, il merito della maggiore consapevolezza dei rischi per la salute va attribuito ad una più capillare veicolazione di informazioni, grazie a campagna di sensibilizzazione, non di rado promosse da aziende del settore edile. Si sta diffondendo quindi un senso di responsabilità rispetto a nuovi contributi che ciascuno può fornire per migliorare i parametri di qualità dell’aria, della propria città e della propria casa. E l’edilizia può giocare in prima linea.

Le pitture di nuova concezione: caratteristiche e vantaggi

Per quanto riguarda l’impatto sulla qualità dell’aria outdoor, le possibilità per i materiali dell’involucro edilizio di giocare un ruolo fondamentale sono numerose. Vi possono partecipare quelli strutturali, se certificati e realizzati usando elementi naturali o provenienti da filiere di recupero ma persino le finiture esterne. E tra queste sicuramente ci sono le pitture. Anzi proprio il rivestimento che è a contatto con l’aria e chiamato in causa.

Le pitture di nuova concezione possono:

  • avere un comportamento attivo nel processo di riduzione delle sostanze nocive
  • possono “mangiare” lo smog
  • possono proteggere le facciate dagli agenti inquinanti
  • possono autopulirsi contribuendo così alla lotta all’inquinamento ed allo stesso tempo preservando le strutture.

Le pitture antismog si applicano esattamente come quelle “tradizionali” e solo in alcuni casi hanno un costo più alto, giustificato peraltro dal percorso di innovazione e ricerca seguito per arrivare alla loro formulazione ed alle certificazioni presso enti terzi accreditati.

Anche per gli ambienti domestici, dove è più semplice agire in autonomia ed in tempi ridotti con risultati immediati, sono state messe a punto pitture “virtuose”. Ci sono quelle che permettono di combattere l’inquinamento indoor già presente, grazie ai loro componenti attivi ed altre che aiutano a non aggiungere sostanze nocive, perchè totalmente neutre.

Le tecnologie che permettono di formulare pitture attive

Le più diffuse tecnologie mettono in relazione fotocatalisi e nanoparticelle.

La reazione chimica su cui si basa gran parte delle pitture anti-smog, è attivata dalla luce e permette, grazie alla presenza nel prodotto di particelle nanometriche al titanio, di trasformare gli elementi inquinanti in sostanze innocue. Quando le pitture fotocatalitiche vengono utilizzare per gli esterni, le sostanze organiche, decomposte grazie al processo legato alla luce, addirittura diventano autopulenti: con la pioggia vengono lavate via dalle facciate.

Le nanoparticelle si possono attivare sia con la luce naturale sia con quella artificiale. Rappresentano una buona soluzione tanto per gli interni quanto per gli esterni. La posa di questa pittura attiva non si differenzia da quella dei prodotti “tradizionali”.

Le pitture attive con nanoparticelle per esterni sono disponibili nei colori neutri, a partire dal bianco ed in quelle pastello. In queste tonalità possono garantire la resistenza cromatica alle continue trasformazioni chimiche mangia-smog.

Ci sono anche specifici brevetti aziendali che, attraverso altri percorsi chimici, arricchiscono le proprie pitture di proprietà anti-inquinanti. Ne dà conferma la Sezione Valutazione Ambiente Urbano di ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, secondo cui esistono diverse tipologie di pitture denominate “anti-inquinamento”.

Una di queste è costituita dalle vernici fotocatalitiche che utilizzano catalizzatori a base di biossido di titanio. Queste vernici, in presenza di aria e luce, attivano un processo ossidativo che trasforma in inerti (nitrati di sodio, carbonati di sodio e calcare) le sostanze organiche ed inorganiche inquinanti con cui entrano in contatto. Tali reazioni chimiche offrono anche funzioni antinquinamento, antisporcamento (self cleaning) ed antibattericida.

Dall’analisi del settore emergono dati confortanti sull’utilizzo all’esterno di questi prodotti e risulterebbe chiaro anche quanto i risultati positivi ottenuti dalla pitture mangia-smog siano ulteriormente migliorabili.

Per quanto riguarda le pitture per interni, invece, è più controversa la questione della fotocatalisi. Ma il percorso di ricerca è in continua evoluzione, per far sì che l’efficacia di questi prodotti “salva-aria” cresca nel tempo, contribuendo sempre più all’abbattimento dell’inquinamento, senza controindicazioni di alcun tipo.

Regole d’oro indoor: cosa prevedono?

Insieme ai Voc, il più comune inquinamento indoor è la formaldeide, un composto organico in fase di vapore (gas), incolore, di odore pungente, solubile in acqua. E’ prodotto da processi di combustione ed è emesso da resine usate per l’isolamento e da quelle impiegate nella produzione di alcuni pannelli legnosi (truciolare e compensato), di tappezzerie, moquette, tendaggi ed altri tessili sottoposti a trattamenti antipiega, oltre che di altro materiale da arredamento. Ma purtroppo è presente anche in molti collanti edilizi, detergenti per la casa e, soprattutto, in vernici e prodotti di finitura.

Nelle abitazioni infatti i livelli di formaldeide sono generalmente compresi tra 0,01 e 0,05 mg/metri cubi, superiori rispetto a quelli outdoor. Per questo, l’OMS, ha fissato il valore massimo di esposizione a 0,1 mg/metri cubi.

Non è un caso che le maggiori concentrazioni si registrino dopo un intervento edilizio o di finitura o a seguito dell’inserimento di nuovi mobili in truciolare, di parquet o moquette di scarsa qualità.

Non dimentichiamo che la formaldeide è sospettata di essere uno degli agenti maggiormente implicati nella Sindrome dell’edificio malato (Sick Building Syndrome), tanto da essere utilizzata come unità di riferimento per esprimere la contaminazione di un ambiente.

Le pareti interne dunque costituiscono una sorgente emissiva continuairregolare di sostanze nocive, i cui flussi però diminuiscono nel tempo anche in relazione alle variazioni microclimatiche (velocità dell’aria, umidità e temperatura). Come buona prassi, è opportuno, per alcuni giorni, ventilare i locali sottoposti ad una nuova verniciatura prima di soggiornarvi, in modo che gli inquinanti possano disperdersi. Ma per minimizzare i rischi legati all’uso delle vernici indoor sono stati messi a punto prodotti a bassa emissione di inquinanti, certificati dai marchi cosiddetti ecologici. Quello Ecolabel UE, ad esempio, si fonda su criteri scientifici in relazione all’intero ciclo di vita dei prodotti testati.

La lotta all’inquinamento indoor, quindi, trova nell’edilizia un alleato fondamentale anche per rendere tutte le camere della tua abitazione un ambiente sicuro e salubre. Cosa aspetti a richiedere un preventivo? Clicca quì!

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