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Serramenti in legno, alluminio e PVC: quale scegliere?

Quando si ristruttura casa o si ha un cantiere aperto, uno degli interventi più importanti riguarda l’installazione degli infissi.

A questo proposito, occorre porsi una domanda fondamentale e cioè: cosa è meglio, serramenti in legno, alluminio o PVC?

In realtà, ciascuna delle tre opzioni presenta numerosi vantaggi.

Per compiere la scelta migliore, tuttavia, è necessario conoscere le caratteristiche di ciascun materiale e valutare quale soluzione risulta più consona per la propria casa.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: gli infissi in legno

Partiamo dal considerare le peculiarità del legno, un materiale da sempre molto utilizzato – e altrettanto apprezzato – in edilizia, sia per gli aspetti prettamente strutturali che per gli interni, come per esempio parquet o boiserie.

Perché scegliere infissi in legno? Di motivi validi non ne mancano:

  • Dal punto di vista estetico, il legno conferisce all’abitazione una personalità unica. Nessuna riproduzione di serramenti in legno, per quanto raffinata, può essere in grado di sostituire la bellezza delle venature naturali;
  • Si tratta di un materiale che conferisce prestigio alla casa, aumentandone di conseguenza anche il valore di mercato;
  • Il legno è un ottimo isolante, sia termico che acustico e crea un microclima piacevole all’interno dell’abitazione;
  • È un materiale stabile, anche nel caso si debbano montare infissi di grandi dimensioni;
  • È resistente e dura nel tempo, caratteristica questa che viene ulteriormente rafforzata dal tipo di trattamento con il quale vengono lavorati i serramenti e cioè la verniciatura ad acqua;

Un’altra importante caratteristica del legno, che merita un breve paragrafo a parte data la sua importanza, è che si tratta di un materiale molto ecologico.

La produzione del legno, infatti, richiede un consumo minore di energia rispetto a quella di altri materiali, il che si traduce in minori emissioni e, di conseguenza, in un ridotto inquinamento atmosferico.

Inoltre, un serramento in legno può essere riciclato pressoché al 100%: con i vecchi infissi in legno, per esempio, è possibile produrre combustibile o pannelli in truciolato.

Anche se non venisse riciclato, comunque, il legno si biodegrada naturalmente, confermandosi quindi un prodotto completamente green.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: gli infissi in alluminio

Nella scelta tra serramenti in legno, alluminio e PVC bisogna considerare con attenzione tutte le opzioni.

Vediamo quindi ora quali sono le caratteristiche principali degli infissi in alluminio.

Questo tipo di serramenti si predilige soprattutto per uffici e attività commerciali, mentre si trova in minore misura nel contesto residenziale.

La ragione di una così ampia diffusione in ambito professionale è legata all’eccezionale resistenza che caratterizza gli infissi in alluminio, in particolare all’azione degli agenti atmosferici.

Il telaio dei serramenti in alluminio può essere verniciato con qualsiasi tonalità, consentendo quindi un’ampia versatilità estetica di questi infissi.

L’alluminio presenta dunque molti vantaggi: è durevole e resistente, è elegante e versatile e, infine, non necessita di particolare cura e manutenzione, se non quelle ordinarie.

Per garantire il migliore isolamento termico e acustico, gli infissi in alluminio vengono realizzati mediante il sistema a taglio termico, che, attraverso appositi giunti e isolanti, permette di isolare la porzione interna del serramento da quella esterna.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: una scelta intermedia

Non è detto che la scelta debba necessariamente essere tra serramenti in legno, alluminio e PVC. Ci può essere anche un’opzione intermedia e cioè gli infissi in legno-alluminio, che conciliano il calore tipico del legno con la praticità dell’alluminio.

Prima di prendere in esame i serramenti in PVC, dunque, è opportuno aprire una piccola parentesi rispetto a questa tipologia di infissi.

Nel caso dei serramenti in legno-alluminio, viene utilizzato un legno lamellare, prodotto incollando l’una sull’altra sottilissime lastre di legno; grazie a questo sistema viene potenziata la resistenza del materiale, che viene così a essere pari (o addirittura superiore) a quella di acciaio e cemento armato, soprattutto per quanto riguarda la capacità ignifuga.

A ciò si aggiunge il plus dell’alluminio, che accresce ulteriormente resistenza e praticità: i serramenti in legno-alluminio, infatti, non richiedono particolare manutenzione e per pulirli è sufficiente un semplice panno umido.

Nei serramenti in legno-alluminio, la parte esterna viene realizzata in alluminio, poiché maggiormente esposta all’azione degli agenti atmosferici e soggetta all’usura, mentre quella interna in legno, conferendo comfort e calore.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: gli infissi in PVC

Un grande vantaggio del PVC consiste nel taglio termico naturale, che consente di garantire un ottimo isolamento termico, dal momento che il PVC è per sua natura un materiale non conduttore.

Il PVC, comunque, assicura anche un buon isolamento acustico, ha un ottimo rapporto qualità-prezzo ed è facile da pulire.

Grazie a queste caratteristiche, i serramenti in PVC hanno conosciuto un crescente successo, al quale hanno contribuito le costanti migliorie in termini di capacità isolanti e di design.

Il PVC può essere impiegato per finestre, vetrate, porte finestre e anche porte interne, mentre è sconsigliato per vetrate di grandi dimensioni.

Gli infissi in PVC rappresentano dunque un’ottima scelta, nonostante il prezzo più accessibile rispetto alle altre soluzioni che abbiamo considerato, ma è necessario accertarsi che siano prodotti da aziende specializzate, in grado di garantire le certificazioni del caso e un controllo qualità quotidiano dei prodotti.

Rispetto alla questione durabilità, il PVC può durare molti anni, a patto che sia di prima qualità.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: considerazioni finali

Serramenti in legno, alluminio e PVC: quale scegliere?

Come abbiamo visto, ciascuna di queste opzioni presenta numerosi vantaggi.

I prodotti di ultima generazione, inoltre, assicurano ottime performance e un design capace di adattarsi a qualsiasi contesto architettonico.

Per scegliere la soluzione più adatta alle proprie esigenze, il consiglio è di rivolgersi a un esperto, che vi aiuterà a valutare le peculiarità di ciascun tipo di serramento e a decidere per quello più idoneo per la vostra casa.

Il legno in casa

Il legno è uno dei materiali naturali più amati e più utilizzati in edilizia. Merito delle sue numerose proprietà, dall’essere un ottimo isolante all’offrire atmosfera e calore a qualsiasi abitazione, a prescindere dallo stile d’arredo prescelto.

Ecco allora alcune idee su come impiegare il legno in casa alle quali ispirarvi.

Un classico: il parquet

Una delle modalità più diffuse per utilizzare il legno in casa è rivestire il pavimento. Il parquet, infatti, rappresenta ancora oggi un’opzione molto gettonata, perché permette di creare ambienti estremamente eleganti e raffinati. Il parquet può essere di più tipi:

  • Il pavimento in legno tradizionale in massello, con listoni dello spessore dai 10 ai 24 millimetri. È la scelta ideale per chi desidera un’atmosfera sofisticata ma al tempo stesso accogliente, ma bisogna prestare attenzione alla manutenzione, impiegando prodotti specifici per la pulizia ed effettuando periodiche levigature;
  • Il parquet prefinito, che non è al 100% in massello ed è composto da due o tre strati. Con un design semplice e lineare e ridotti tempi di posa, è adatto soprattutto a chi non vuole rinunciare al legno in casa ma neanche perdere troppo tempo per la manutenzione del parquet;
  • Il parquet anticato, così chiamato perché opportunamente lavorato per restituire un effetto “invecchiato”;
  • Il parquet antico: è un tipo di rivestimento in legno molto costoso, perché realizzato con una materia prima d’eccezione e cioè il legname proveniente da vecchie dimore o da baite, ripulito e lavorato per realizzare nuovi listoni;
  • Il parquet laminato, molto economico e costituito da pannelli in fibre di legno sui quali viene applicata della carta stampata che riproduce fedelmente le venature del legno vero;
  • Il parquet industriale: si tratta anche in questo caso di un’opzione per tutte le tasche, in quanto realizzato a partire dagli scarti del legno; se si sceglie un buon prodotto, comunque, l’effetto finale risulta molto interessante.

Rivestire le pareti con il legno

Tra i modi per utilizzare il legno in casa occorre anche includere il rivestimento delle pareti.

Una soluzione molto elegante è rappresentata, per esempio, dalla boiserie, un elemento un tempo esclusivo delle dimore patrizie che oggi è tornato molto di moda anche negli appartamenti moderni.

La boiserie nasce con un duplice scopo: da un lato sfruttare le qualità di isolante termico del legno per mantenere caldi gli ambienti (esigenza quanto mai necessaria in castelli e grandi case nobiliari, quando ancora non esisteva il riscaldamento e nelle stanze penetrava molto freddo durante l’inverno), dall’altro offrire valore aggiunto all’arredamento.

Oggi, le opzioni possibili per creare una boiserie sono davvero tantissime, spaziando dalle soluzioni più minimal, ideali per una casa in cui domina lo stile moderno, a quelle più elaborate e di ispirazione classica.

Il legno in casa come rivestimento non si declina soltanto in decorazioni come la boiserie: anche una o più pareti in legno sono molto diffuse. Un classico esempio è la casa di montagna, dove molto spesso il legno è protagonista, magari accompagnato da un altro straordinario materiale naturale e cioè la pietra.

Nelle vecchie baite, ma anche nei raffinati chalet o persino negli appartamenti ristrutturati, il legno in casa si ritrova nel rivestimento del pavimento, delle pareti e del tetto, contribuendo a creare un’atmosfera calda e accogliente perfetta per un’abitazione sui monti.

In basso, di lato e…in alto

Abbiamo considerato il legno in casa come rivestimento delle superfici, ossia dei pavimenti e delle pareti. Ma rimane ancora da guardare su!

Il legno in casa, infatti, si può trovare anche sul soffitto, soprattutto se si abita all’ultimo piano. In questo caso, è possibile realizzare un tetto completamente in legno, magari impreziosito da travi a vista, che si possono decorare in base ai propri gusti: c’è chi preferisce lasciarle in legno naturale, per un risultato finale semplice ma pur sempre d’effetto e chi invece opta per la sbiancatura, ideale soprattutto in abbinamento a un arredo di ispirazione shabby chic.

Il legno in casa: i mobili

È incredibile in quanti e quali modi si può sfruttare il legno in casa! Oltre che come elemento strutturale e architettonico, il legno è un grande protagonista anche nell’arredamento domestico. Basta guardarci intorno per rendercene immediatamente conto: di legno sono fatti armadi, comodini, comò, mobili TV, librerie, tavoli, sedie, cucine, letti, mobili per il bagno, credenze, piattaie e tanto altro ancora.

Anche per quanto riguarda l’arredo , come nel caso del rivestimento (e, in particolare, del parquet) le opzioni tra cui scegliere sono numerose, diversificandosi per la qualità della materia prima e, di conseguenza, per il costo:

  • I mobili in legno massello sono i più prestigiosi e vengono realizzati partendo dalla lavorazione del tronco dell’albero. Si tratta di mobili molto durevoli e resistenti, il cui prezzo, tuttavia, si attesta su una fascia medio-alta;
  • I mobili in legno lamellare sono esteticamente molto simili a quelli in massello ma realizzati con strati di legno incollati tra loro, in modo da prevenire eventuali deformazioni dovute, per esempio, all’umidità;
  • I mobili in legno tamburato, molto costosi perché realizzati con legname di alta qualità. Assicurano leggerezza, resistenza e durabilità e un effetto estetico molto simile al massello;
  • I mobili in legno impiallacciato, realizzati con un fondo in legno massello al quale vengono aggiunti pannelli laminati o truciolati;
  • I mobili in MDF. Acronimo di Medium Density Fibreboard, il termine si riferisce alla materia prima utilizzata per la realizzazione di questo tipo di mobili, ossia pannelli composti da fibre di legno che derivano dagli scarti di lavorazione. Si tratta di una soluzione economica, ecologica e versatile e scegliendo un buon prodotto si otterrà comunque un risultato molto soddisfacente anche a livello estetico.

Molti mobili, inoltre, indipendentemente dal tipo di materia prima utilizzata, vengono poi laccati o nobilitati, ovvero lavorati in modo da assicurare particolari effetti estetici, con l’obiettivo di venire incontro al meglio a ogni esigenza.

La boiserie: un tocco di classe che non passa mai di moda

Un tempo realizzata solo nelle dimore più prestigiose, oggi la boiserie è un elemento decorativo alla portata di tutti: le opzioni di scelta per quanto riguarda materiali e lavorazione, infatti, sono molteplici e la gamma di soluzioni è molto ampia e accessibile per qualunque tipo di budget.

Un po’ di storia

La boiserie nasce nel Medio Evo, nei castelli e nei palazzi dei nobili, con un duplice scopo: impreziosire l’arredamento da un lato e favorire l’isolamento termico dall’altro.

Non dimentichiamo che un tempo le grandi dimore erano estremamente fredde e umide e la notevole dimensione degli ambienti rendeva inevitabile la dispersione di calore. Ecco allora che utilizzando uno dei materiali naturali da sempre più utilizzati – e apprezzati – nell’edilizia, ossia il legno, iniziarono a essere lavorati pannelli per coprire le pareti, in modo da mantenere le stanze il più calde possibile.

Non a caso, le prime boiserie comparvero proprio negli ambienti in cui è necessario trattenere maggior calore, come le stanze da letto o gli spogliatoi. La nascita ufficiale della boiserie si fa risalire al XIV secolo, come elemento decorativo e funzionale delle dimore nobiliari francesi: da questo momento in poi, l’arte di rivestire le pareti con pannelli in legno si diffuse rapidamente in tutta Europa, trasformandosi nel corso del tempo sia per quanto riguarda gli stili sia rispetto alle tecniche di lavorazione.

Un classico: la boiserie in legno

Il legno è un materiale che trasmette calore, sia tecnicamente che a livello decorativo; per questo motivo, le prime boiserie furono realizzate interamente in legno e coprivano quasi per intero le pareti delle stanze.

Con il passare dei secoli, la lavorazione dei pannelli in legno si è fatta sempre più complessa e articolata: è dunque possibile ammirare dalle boiserie più “semplici”, con pannelli intarsiati a forma quadrata o rettangolare, a decorazioni estremamente complesse, finemente intagliate con motivi barocchi o in stile liberty. La boiserie in legno è molto apprezzata anche oggi, in declinazione moderna, e si caratterizza per linee semplici e sobrie, in grado di integrarsi perfettamente con uno stile contemporaneo ma comunque capaci di donare agli ambienti della casa un inequivocabile tocco di eleganza e raffinatezza.

Nelle abitazioni moderne, dotate di riscaldamento, la funzione isolante della boiserie può anche venire meno, a tutto vantaggio dell’aspetto decorativo. Di conseguenza, non c’è più bisogno di rivestire completamente le pareti, ma si può optare anche per una boiserie che ne copre solo la metà.

Una terza soluzione, molto interessante, consiste nel fare un mix, realizzando la boiserie a metà parete per tre lati della stanza e allestendola invece per intero nella parete rimanente, magari dove si trovano la porta, una nicchia o un passaggio aperto verso un altro ambiente.

Volendo, si può anche abbinare la boiserie in legno alla porta stessa, creando così un effetto all over di grande impatto estetico. Un’altra idea per un’applicazione contemporanea della boiserie in legno è il matchboarding, che consiste nella posa – verticale oppure orizzontale – di listelli di legno lunghi e stretti o, in alternativa, l’applicazione degli stessi listoni utilizzati per il parquet anche sulle pareti, dando così al rivestimento degli ambienti un’unica soluzione di continuità.

Boiserie per tutti i gusti

Le moderne boiserie, oltre a essere più decorative che funzionali, non si limitano ad arricchire ambienti come stanze da letto o spogliatoi, come un tempo; si può dunque ricorrere alla boiserie anche per impreziosire soggiorni, cucine, corridoi o addirittura bagni.

Anche il contesto in cui si applica la boiserie è cambiato nel corso della storia: se una volta questo tipo di decorazione era circoscritto perlopiù all’ambito residenziale (con eccezione, magari, di qualche museo o biblioteca) ai giorni nostri possono essere realizzate boiserie anche in uffici, enti pubblici, bar, ristoranti e alberghi, facendo così di questo elemento una delle decorazioni più versatili ed esteticamente apprezzate in assoluto.

Boiserie economica? Si può fare

Realizzare una boiserie in legno comporta senza dubbio un consistente investimento economico, sebbene i costi possano variare in relazione sia al tipo di legno utilizzato sia alla lavorazione dei pannelli.

Fortunatamente, oggi il settore edilizio offre ampia scelta rispetto ai materiali da utilizzare per l’arredamento domestico e, per chi non vuole una boiserie in legno, esistono numerose alternative. Una delle più semplici da realizzare consiste nella boiserie eseguita direttamente sul muro: è sufficiente applicare cornici in gesso oppure in polistirolo per definire la forma e il motivo della decorazione e passare poi una o più mani di smalto, ottenendo così lo stesso effetto estetico di una boiserie tradizionale ma con una spesa nettamente minore.

Lo smalto, inoltre, può essere pulito facilmente, perciò in caso di macchie sulla parete è sufficiente passare un panno o una spugna umidi e asciugare poi con uno straccio. Un altro materiale che può essere utilizzato per creare una boiserie è il gres porcellanato.

Oggi le piastrelle in gres effetto legno sono molto diffuse, poiché assicurano molti vantaggi: resistenza, facilità di pulizia, eccellente resa estetica, durabilità. Una boiserie moderna realizzata con listoni in gres effetto legno, pertanto, non avrà nulla da invidiare a una decorazione in vero legno e, inoltre, è più resistente, economica e si mantiene con maggiore facilità.

Boiserie moderna

50 sfumature di…boiserie

Qualsiasi materiale si utilizzi per realizzare una boiserie – legno, gres oppure smalto da applicare direttamente sul muro – non dobbiamo dimenticare che può essere verniciato del colore che preferiamo.

Generalmente, soprattutto se si tratta di boiserie che rivestono la metà inferiore della parete, una soluzione molto diffusa consiste nel creare un contrasto con la tonalità della metà superiore. Per esempio, in una stanza che ha soffitto e pareti bianchi si potrebbe optare per un colore acceso per la boiserie o viceversa. Per chi preferisce un ambiente più sobrio, invece, un’idea è dipingere la boiserie dello stesso colore delle pareti ma declinato in una tonalità più chiara o più scura.

Arredi passepartout: consigli utili su come allestire spazi esterni della tua casa

Arredi passepartout: consigli utili su come allestire spazi esterni della tua casa

Pensati per resistere alle intemperie ed al sole, i mobili ed i complementi per vivere all’aperto oggi sono così belli che possono essere usati anche negli spazi interni.

Arredi passepartout: dal legno alle fibre naturali, dalla plastica al metallo ed a tessuti hi tech

Le sfumature delle varie essenze rendono ogni mobile un pezzo unico e speciale: persino i segni del tempo possono trasformarsi in un tratto distintivo.

Se si decide di puntare sul legno, non si deve temere di abbinare mobili di specie diverse. Basterà tenere come filo conduttore lo stile oppure il tipo di lavorazione. Le imbottiture fanno la differenza: se il rivestimento è in un’intensa tonalità verde, si sintonizzerà perfettamente con il contesto di piante e fiori. Se si preferiscono toni naturali o i grigi, via libera ai cuscini dal sapore etnico per aggiungere carattere alla zona conversazione. Una lampada da esterni completerà l’insieme.

Pro e contro degli arredi in legno

Legni duri o mediamente duri come teak, iroko, robinia, acacia, eucalipto, sono da preferire perché assorbono naturalmente meno acqua. Meglio però se trattati con prodotti saturatori o con un olio (agiscono riempiendo pori e fibre). Qualunque sia l’essenza, dovrebbe essere certificata FSC (proviene da una filiera di approvvigionamento responsabile).

L’aspetto peculiare di ogni singolo pezzo e la versatilità delle lavorazioni e delle finiture sono imbattibili.

Gli arredi in legno richiedono una manutenzione costante: una volta all’anno vanno passati con olio ed in inverno ritirati in un luogo riparato. Proteggerli con teli in tnt non sempre si rivela efficace, specialmente per periodi lunghi, perché potrebbero formarsi muffe e condense.

Il tavolo in legno è quasi un classico per qualsiasi contesto: per niente scontato, anzi di grande effetto, l’abbinamento con le sedie da regista in una zona pranzo indoor.

Arredi da esterno in fibre

Da sempre usate nell’arredo outdoor, le fibre hanno avuto un boom negli anni Cinquanta. Oggi vivono un momento di revival, merito del loro spirito vacanziero, che riescono a trasferire anche in città.

Un po’ etnici, un po’ coloniali, sono mobili che connotano molto l’ambiente. Per ottenere un effetto passepartout è meglio abbinarli a tessuti chiari, preferendo alle fantasie le tinte unite. Oppure usarli come pezzi unici. Per illuminare, sì a lampade in metallo e vetro.

Bambù, giunco (da cui si ricavano rattan e midollino), kubu (il rattan grigio come viene chiamato in Indonesia) e vimini sono tra le fibre più diffuse per gli arredi da esterno. Si usano al naturale o colorati, ma trattati con prodotti antimuffa ed ignifughi.

Intrecci di fibre: pro e contro

Spesso gli arredi sono manufatti artigianali di tante zone del mondo, dall’Africa all’Indonesia. Quindi pezzi unici, con una storia.

Anche se originariamente concepiti per stare all’aperto, queste fibre naturali temono i raggi diretti del sole e la pioggia. Sono piuttosto delicate.

La sedia con schienale e seduta in rattan è la compagna perfetta per un tavolo in legno, da cui riprende le sfumature.

Arredi passepartout in super plastica a colori

Resine, polimeri resistentissimi, mix caricati con fibre per aumentarne le performance: materiali nuovi che abbinano egregiamente resta estetica e caratteristiche tecniche.

Se si predilige questo materiale per la scelta dei mobili occorre prestare attenzione a colori, finiture e proporzioni. Le finiture superficiali possono essere sia opache sia lucide.

Il loro peso, invece, non è mai un problema, perché indipendentemente dalle dimensioni rimangono maneggevoli. Oltre che nelle tinte accese, hanno un’ottima resa anche declinati in nuances più delicate.

Pro e contro dei materiali sintetici

Perlopiù a base di polipropilene e polietilene (talvolta caricati in fibra di vetro per irrobustirli), talvolta di policarbonato (meno resistente ai graffi), questi arredi assumono una molteplicità di aspetti, anche ad imitazione di quelli naturali, dal legno alle fibre. Inoltre sono solidi, di lunga durata, resistenti e richiedono una minima manutenzione.

Nel tempo i loro colori (soprattutto quelli più scuri) possono perdere in brillantezza ed intensità.

La sedia in plastica con infissi d’epoca e parquet con posa a spina di pesce, è perfetta per completare l’area pranzo in un ambiente classico. Dimostrazione di come la plastica possa essere una scelta dettata non solo da esigenze pratiche.

Arredi passepartout in metallo

Malleabile e flessibile, il metallo mantiene solidità e robustezza anche quando è modellato per ottenere arredi dalle silhouette sottili e poco ingombranti.

Lavorato a listelli sottili o con strutture tubolari, con finiture verniciate o al naturale, in tutte le sfumature di grigio, sono una scelta sicura, che consente poi di arricchirli con i complementi tessili.

In alternativa, colori brillanti che portano allegria e freschezza anche al mini balcone della casa in città. Lo stile? Un mix di tradizione e modernità.

Alluminio ed acciaio inox, seguiti dal ferro, sono i metalli più diffusi per gli arredi outdoor perché uniscono facilità di lavorazione e performance. A parte l’acciaio inox, di per sé robusto, devono essere accuratamente verniciati (a polveri, in particolare quelle poliuretanica e poliestere) oppure sottoposti a zincatura, fosfatazione, cataforesi (procedimenti chimici) in modo da creare un film superficiale che li protegge dagli agenti atmosferici.

Pro e contro degli arredamenti in metallo

Molto resistenti, possono essere lavorati anche in spessori e pesi ridotti, per mobili compatti adatti a piccoli spazi.

Se non adeguatamente trattati, si deteriorano facilmente.

Arredi passepartout con tessuti hi-tech

Visivamente leggeri, gli arredi in metallo rivestito consentono di realizzare anche abbinamenti inconsueti, mixando più colori vivaci. L’importante è introdurre anche un complemento che raccordi tutti gli elementi, come un tappeto (sarebbe la scelta ottimale) o qualche cuscino (sempre più di uno) in fantasia, etnica o floreale oppure a tinta unita.

I tessuti sono perlopiù costituiti da fibre acriliche tinte in massa, come dralon con trattamento teflon antimacchia e batyline, fibra di poliestere protetta da un rivestimento in pvc.

Leggeri, idrorepellenti ed anti Uv, sono anche indeformabili ed antimuffa. Le imbottiture sono di norma realizzate in poliuretano espanso, come quelle per l’indoor.

Pro e contro degli arredi in metallo rivestito

Resistono agli agenti atmosferici mantenendo i colori inalterati anche se esposti al sole e non si rovinano neanche per l’azione di muffe e microrganismi, normali conseguenze del contatto con l’acqua. Semplice anche la manutenzione: basta pulire con un sapone neutro.

L’unico svantaggio è rappresentato dal prezzo, che in certi casi può essere elevato.

Il tavolo rotondo con le poltroncine abbinate potrebbe rendere meno scontata una semplice cucina total white. Di dimensioni contenute, è adatto a piccoli spazi e le sedute personalizzano un arredo minimal.

Il Bonus verde: la spesa si detrae

Una buona notizia per chi vuole allestire il proprio spazio all’aperto, che si tratti di giardino, terrazzo o balcone: anche per il 2019 è prevista la possibilità di usufruire del cosiddetto “Bonus verde”.

Si tratta della detrazione Irpef del 36% da ripartire in dieci quote annuali di pari importo. Si calcola su un importo massimo di 5.000€ per unità immobiliare, comprensivo delle eventuali spese di progettazione e manutenzione.

Le opere interessate sono:

  • Aree scoperte (giardini, terrazzi e balconi) private di edifici, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
  • Realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili

Il pagamento delle spese deve avvenire attraverso strumenti che consentono la tracciabilità delle operazioni (come bonifico bancario o postale).

Ne beneficia chi possiede o detiene l’immobile oggetto degli interventi. La detrazione massima è di 1.800€ per immobile.

Il bonus verde spetta anche per le spese sostenute per interventi eseguiti sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, fino ad un importo massimo complessivo di 5.000€ per unità immobiliare ad uso abitativo. In questo caso, ha diritto alla detrazione il singolo condominio nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

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Perchè scegliere una porta scorrevole per gli interni?

La porta scorrevole è un elemento di design capace di migliorare l’estetica di una stanza. Le nostre abitazioni devono fornirci sensazioni di comfort, sicurezza e bellezza. Per questo, non puoi non aver mai pensato di installare una porta scorrevole nella tua casa, soprattutto se hai bisogno di risparmiare spazio.

È fondamentale prendere la decisione giusta nella scelta dei materiali e dei modelli giusti. Sul mercato ci sono migliaia di opzioni e diverse variabili. Con i miei consigli ti guiderò nella scelta della migliore soluzione per la tua casa.

Com’è fatta una porta scorrevole?

I tradizionali  modelli di porte scorrevoli hanno due sezioni di pannelli, uno fisso ed uno mobile. La porta scorrevole può essere realizzata con diversi materiali e montata su rulli ruotanti che scorrono lungo una pista fissa parallela alla parete.

Le porte in legno hanno un aspetto più carino, ma hanno un’aspettativa di vita molto breve. Il legno ha bisogno di continui trattamenti ma è un ottimo isolante. Le porte in metallo dureranno sicuramente più a lungo ma hanno un’elevata conduttività caldo-freddo.

Le porte scorrevoli per recuperare spazio

Possiamo definire questa tipologia di porte come “salvaspazio”. Le porte salvaspazio sono:

1. Funzionali: sono la soluzione perfetta per chi, di spazio, non ne possiede molto. Sono utili per recuperare spazio eliminando l’ingombro del battente sulla parete quando sono aperte.

2. Elementi di design: eleganti, minimali ed adattabili a qualunque tipo di contesto. Grazie alla loro mobilità creano continuità tra le stanze e rendono gli ambienti della casa più ariosi e luminosi in quanto posso essere installate delle vetrate che permettono alla luce di filtrare.

Tipologie di porte scorrevoli

Le porte scorrevoli sono usate per gli interni, ma anche per gli infissi esterni. Possono essere installate porte e persiane scorrevoli anche per accedere a balconi, terrazzi e giardini.

Distinguiamo due tipologie di porte scorrevoli:

1. a scomparsa o incassate all’interno di un muro. La porta scompare completamente all’interno della parete o del muro grazie alla presenza di un controtelaio che permette di accogliere per intero l’anta nascondendola all’interno di un rivestimento intonacato o di un pannello in cartongesso.

2. installate all’esterno del muro o della parete. La porta si apre lungo la parete, all’esterno appunto, scorrendo su una pista parallela al muro che può essere a vista o occultata.

Le porte scorrevoli a scomparsa

Una soluzione oggi ampiamente utilizzata grazie all’ottimo impatto estetico che queste porte generano in una casa. Sono spesso scelte anche nelle abitazioni dove non sussistono problemi di spazio per migliorare il design delle stanze.

Un esempio di impiego? Vengono spesso utilizzate per separare due locali, come soggiorno e cucina, dove una volta aperte creano l’effetto di un grande “open space”.

Le porte scorrevoli a parete

Le porte scorrevoli a parete risolvono i problema dell’ingombro del battente. Nonostante ciò occupano una porzione di parete una volta aperte, per cui sicuramente occupano una superficie maggiore rispetto alle porte a scorrevoli a scomparsa. Quando la porta non può essere incassata al muro non c’è un’altra soluzione!

Efficienza energetica, comfort e sicurezza

Dovresti cercare una porta con tripla protezione:

1. contro le intemperie: ad esempio, puoi acquistare porte in alluminio legno. Belle e resistenti ai fattori atmosferici.

2. con protezione antimicrobica che combatte la crescita di muffe e batteri.

3. con sistemi di isolamento termico: fatti consigliare dal tuo installatore di fiducia una porta che abbia i telai, i binari e le maniglie con l‘imbottitura in schiuma che funge da isolante termico della porta.

Prima di acquistare una porta scorrevole valuta l’affidabilità e le certificazioni del produttore. L’aspetto funzionale è molto importante soprattutto per il sistema di bloccaggio. Le porte non devono mai sollevarsi dai binari. Per questo scegli porte con sistema di fissaggio a 2 punti che garantiscono una migliore fluidità di scorrimento della porta ed un migliore sistema di bloccaggio.

Quando hai intenzione di acquistare prodotti per la tua casa, assicurati di scegliere un produttore certificato ed affidati sempre ad un installatore che ti fornisca tutte le informazioni di cui necessiti. È possibile acquistare le migliori porte del mondo ed avere problemi funzionali se non vengono installate correttamente!

Se vivi a Milano e vuoi installare delle porte a scomparsa o a parete puoi contattare Ristruttura Interni. Vendita ed installazione di porte scorrevoli con lavori di muratura, tutto compreso. Preventivo personalizzato.

finestre in legno bianche

Finestre in legno: perché sceglierle preferendole al PVC?

Secondo il Green Builders Digest, “le finestre in legno ben progettate e ben tenute possono durare per tutta la vita dell’edificio in cui sono installate”. Ti starai chiedendo perché? In questo articolo cercherò di sfatare il falso mito degli infissi in legno che secondo il pensiero comune durano di meno rispetto a materiali come il PVC o l’alluminio.

Partiamo da un concetto di base: nessun materiale è esente da manutenzione. Anche gli infissi, quindi, hanno bisogno di manutenzione a prescindere se il materiale di costruzione è il legno, il PVC o l’alluminio.

Quali sono le qualità delle finestre in legno e quanto durano?

Gli sviluppi nella progettazione e nella finitura delle finestre in legno ha determinato la creazione di prodotti che riducono al minimo la ritenzione idrica e la penetrazione dell’umidità.

Grazie alle pitture microporose il legno può respirare e questo determina una ridotta degradazione degli infissi nel tempo.

Hai presente le vesciche che si creano sul legno a causa dell’umidità? Bene, dimenticale, appartengono al passato. Le finestre rifinite che installiamo giornalmente devono essere ridipinte dopo almeno 10 anni. In seguito i cicli di verniciatura variano da 5 a 10 anni. Eseguendo queste piccole manutenzioni il legno può durare moltissimo! Quindi, se è vero che le finestre in legno necessitano di manutenzione, le moderne finestre ad alte prestazioni rendono la manutenzione eccezionalmente semplice.

A differenza del PVC o dell’alluminio, con il legno si può osare di più in termini di design. Ad esempio l’azienda produttrice di infissi in legno Pavanello, di cui siamo rivenditori e con la quale collaboriamo da anni, può rifinire finestre in legno con una tonalità di colore adatta a qualsiasi progetto.

Mentre il costo iniziale delle finestre in legno è sicuramente superiore a quello di altri materiali, il costo di manutenzione è quantomeno pari agli altri materiali con il grosso vantaggio che il legno ha un basso impatto ambientale. Per questo gli infissi in legno hanno un eccellente rapporto qualità-prezzo.

Un ulteriore vantaggio economico delle finestre in legno è la possibilità di ripararle e ripristinarle anche se non si è dei professionisti. Con i giusti prodotti potrai limitare i costi di manutenzione.

Infine, il legno è, naturalmente, un isolante naturale. Le finestre in legno, combinando ottimi materiali lignei con il sistema a doppio vetro isolante e con un buon sistema di tenuta stagna, non hanno difficoltà a soddisfare i più alti requisiti attuali di risparmio energetico.

 

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