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Guida alla scelta del piano di lavoro su misura

Guida alla scelta del piano di lavoro su misura

Solidità ed igiene sono solo alcune delle qualità che si richiedono al top di una cucina. E’ anche importante che sia comodo, se servirà soprattutto per lavorare.

Di grande importanza i materiali, oggi sempre più in evoluzione e performanti. Tanti prodotti in commercio, alcuni dei quali anche brevettati.

Materiali del piano di lavoro: sempre più in evoluzione e performanti

  • I materiali a base di resine acriliche sono plasmabili tramite il calore. Possono assumere qualsiasi forma, persino curva ed essere utilizzati per top anche di grandi dimensioni, senza giunzioni visibili.

Si tratta di prodotti di sintesi, raggruppati sotto il nome di “pietre acriliche” o “solid surface” e caratterizzati da un’alta percentuale di resina acrilica. Al contrario dei conglomerati che ne contengono una quantità minore.

Nella loro composizione rientrano inoltre minerali naturali, tra cui, in particolare, il triidrato di alluminio (ATH), ricavato dalla bauxite e con cui si produce l’alluminio.

Il primo tra questi prodotti è stato il Corian, costituito per circa 1/3 da resina acrilica e per 2/3 da minerali naturali, in particolare triidrato di alluminio. E’ compatto in tutto lo spessore, non è poroso e può essere installato con giunzioni invisibili. Per questo motivo è igienico e non consente la proliferazione di funghi e batteri. Resiste alla maggior parte degli urti e graffi.

Allo scadere del brevetto di questo materiale, sono stati immessi sul mercato altri materiali con proprietà simili. Sono tutti termoformabili, possono cioè essere plasmati tramite il calore e dar vita a piani di lavoro di grandi dimensioni, lineari o stondati, anche con lavelli integrati e senza giunzioni visibili. Caratteristiche che li rende molto igienici. Sono inoltre atossici e riciclabili. Non offrono, per contro, un’elevata resistenza al calore e possono graffiarsi. In questo caso, però, sono facilmente rinnovabili, utilizzando semplicemente un normale detergente ed una spugnetta abrasiva. In presenza di danni più importanti, in molti casi, possono essere riparati sul posto.

Hi-Macs è una pietra acrilica a tutta massa che si compone di minerali, materiali acrilici e pigmenti naturali. Termoformabile, è disponibile in numerose varianti colore, anche con effetti che replicano il marmo.

Questa pietra permette inoltre di creare elementi di grandi dimensioni, anche di forma scultorea e continui, come ricavati da un blocco di materiale. Può integrare nel piano di lavoro i lavelli senza interruzioni.

  • Il conglomerato di quarzo, grazie al processo di produzione a cui viene sottoposto, risulta molto più resistente e performante del minerale originale, ma con la stessa resa estetica.

Quarto minerale più duro al mondo secondo la scala di Mohs, il quarzo è anche il secondo più abbondante in natura.

I numerosi prodotti compositi o conglomerati oggi in commercio possono certamente vantare le durezza e la resistenza del materiale originario con il vantaggio di avere un minore impatto ambientale. Sono infatti composti da frammenti di materiali lapidei che vengono ridotti in polvere e poi lavorati, insieme a cariche minerali, resine e pigmenti, tramite un procedimento di vibrocompattazione sottovuoto.

A differenza delle pietre acriliche, i conglomerati di quarzo utilizzano basse percentuali di resina, che svolge principalmente una funzione di legante.

Il tipo di composizione e di processo produttivo fa sì che i prodotti finali siano altamente resistenti ai graffi ed estremamente duri. Sono inoltre in assorbenti, resistenti agli acidi ed alle macchie. Per contro, non offrono un’alta resistenza al calore. Di conseguenza occorre prestare attenzione a non appoggiare direttamente sul piano di lavoro in conglomerato pentole roventi. Basterà utilizzare un sottopentola idoneo.

  • I piani in marmo, nelle infinite declinazioni, sono utilizzati in ambienti sia tradizionali sia moderni. Di grande pregio estetico, vanno protetti con trattamenti specifici e richiedono attenzione nell’uso e nella pulizia.

Con questo termine, vengono definiti sia i marmi veri e propri, che sono rocce metamorfiche, cioè soggette a varie trasformazioni prima di diventare marmo, sia altre rocce, quali calcari, alabastri, onici calcarei, brecce, serpentine ed oficalci. Non lo sono invece le rocce granitiche, il travertino e le altre pietre.

Caratteristica del marmo è la lucidità. Maggiori sono le dimensioni dei cristalli che lo compongono, maggiore è la lucidità e quindi il pregio estetico.

Minori sono però le proprietà tecniche. Il colore dipende dalla presenza di impurità minerali all’interno della roccia originaria. I marmi bianchi, ad esempio, derivano da rocce calcaree prive di impurità.

I piani di lavoro in marmo hanno lunghezza massima di circa 225-240 cm. Sono in genere forniti con trattamento idrooleorepellente, che impedisce l’assorbimento di sporco e liquidi.

  • L’acciaio inox è protagonista indiscusso nella ristorazione, garanzia d’igiene, perché non poroso e di facile pulizia. Si tratta di un materiale inossidabile, merito dell’alto tenore di cromo. Tale sostanza, ossidandosi a contatto con l’ossigeno, si trasforma in ossido di cromo, che aderendo al prodotto, ne impedisce l’ulteriore ossidazione.

Nella composizione rientrano elementi che rendono l’acciaio inox facilmente modellabile, consentendo così numerosi tipi di impiego. Non è però un materiale inalterabile. E’ infatti soggetto a macchie, dovute al calcare contenuto dell’acqua ma facilmente eliminabili e soprattutto ai micrograffi superficiali, che però donano un aspetto vissuto. Meglio scegliere una finitura satinata o goffrata, più resistente ai graffi. Per evitare possibili ammaccature, meglio optare per un prodotto ad alto spessore.

L’acciaio di qualità si testa con una calamita: se viene attirata, significa che è ferroso, perciò non inossidabile. Per la pulizia basta usare acqua, spugna e detersivo neutro, risciacquando bene.

  • Il gres e la pietra sinterizzata, pur non identici per composizione, hanno caratteristiche simili ed in comune il fatto di essere sottili, a tutta massa, estremamente compatti e non porosi.

Tra i materiali ceramici, il gres porcellanato è quello che offre le migliori prestazioni. Si ottiene da una miscela di argille e feldspati pregiati che vengono sottoposti ad un processo di cottura a temperature elevate (oltre i 1200° C). Ne deriva un prodotto dalla superficie vetrificata ed è perciò completamente idrorepellente.

I materiali sinterizzati, anch’essi a base di materie prime naturali, sono così chiamati per il tipo di produzione (sinterizzazione): la pietra naturale viene ridotta in polveri finissime, che vengono poi sottoposte ad un trattamento termico a 1200° C, aggregandosi tra loro fino a diventare un materiale estremamente compatto.

Entrambi sono naturali al 100%, non contengono sostanze nocive e sono riciclabili.

Tra i principali vantaggi: l’ottima resistenza ai graffi, alle macchie, alla corrosione, alla contusione ed al calore fino a più di 210° C. Sono impermeabili, igienici e di facile pulizia. Sono disponibili in lastre di maxi dimensioni e di spessore sottile.

  • Il laminato è uno dei materiali più utilizzati per piani e top delle cucine, anche per l’ottimo rapporto qualità/prezzo. Tra i migliori vi è l’Hpl, materiale composto da vari strati di cellulosa impregnati con resine termoindurenti sottoposti all’azione simultanea di calore (140-150° C) e pressione. La superficie viene rivestita con carte melaminiche decorative.

Si definisce unicolor se colorato uniformemente in tutto il suo spessore. Può avere bordi in abs, un polimero a base di resine sintetiche, molto resistente agli urti ed al calore.

I piani in hpl sono igienici e di facile pulizia, resistono alle macchie ed alla corrosione.

Nella versione goffrata tollerano discretamente i graffi. Il loro punto debole è il calore: mai appoggiarvi una pentola rovente.

Alla famiglia dei laminati appartiene il Fenix Ntm, materiale di nuova generazione, prodotto con nanotecnologie, che ne elevano le prestazioni tecniche e l’estetica.

Caratteristiche da valutare nella scelta del piano di lavoro

Nella scelta del piano di lavoro non conta solo l’affidabilità ma soprattutto le proprietà tecniche dei prodotti.

Famiglie di materiali, anche se con diversi nomi commerciali si comportano in modo simile quando sottoposti a prove di laboratorio.

Tutti i conglomerati di quarzo, di vari marchi ed il gres, ad esempio, hanno mediamente un’ottima resistenza agli acidi. La differenza è data dalle finiture. I graffi, cui possono essere soggetti acciaio, acrilici e laminato, sono maggiormente visibili sulle superfici lisce, meno su quelle goffrate. Inoltre, risaltano di più sulle superfici scure, meno su quelle chiare.

Alcuni materiali sono facilmente riparabili, come ad esempio, i solid surface. Altri come gli Hpl non sono riparabili.

Vale lo stesso per i trattamenti superficiali: marmo, granito e conglomerato di quarzo, ad esempio, sono più resistenti alle macchie se trattati come impregnati di nuova generazione. Trattamenti che però non influenzano il comportamento di questi materiali al contatto con sostanze acide, dal succo di limone all’acido cloridrico.

Per una scelta consapevole è importante chiedere al rivenditore il maggior numero di informazioni e la scheda prodotto, obbligatoria per legge.

Altrettanto utile è procurarsi vari campioni di prodotto, anche per testarli personalmente.

Il tuo desiderio è quello di avere una cucina su misura? Contattaci!

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