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Finestre panoramiche: vantaggi e tipologie

Le finestre panoramiche sono considerate una delle migliori opzioni, nel momento in cui si ristruttura casa oppure se ne progetta una nuova.

Le vetrate di grandi dimensioni, infatti, permettono non solo di sfruttare al meglio la luce naturale, ma anche di inserire armonicamente l’edificio sul quale sono installate, indipendentemente dal contesto in cui si trova: una casa dotata di finestre panoramiche si integra molto bene tanto in uno spazio urbano quanto in un ambiente in cui la vegetazione è particolarmente rigogliosa.

Un aspetto molto importante delle finestre panoramiche riguarda il design: questi elementi, infatti, non devono necessariamente presentare linee sobrie e squadrate, ma è possibile progettarli includendo archi, curve e molto altro.

Scopriamo allora quali sono i vantaggi che offrono le finestre panoramiche e quali sono le più comuni tipologie.

Finestre panoramiche: vantaggi

I vantaggi delle finestre panoramiche sono principalmente due:

  • Sfruttano al massimo la luce naturale
  • Permettono di godere della vista circostante.

Entrambi presentano tuttavia anche degli aspetti negativi. A cominciare dalla questione privacy: una casa, quanto più è “trasparente”, tanto più sarà esposta alla curiosità di chi sta fuori.

La situazione può però essere risolta con facilità, scegliendo finestre panoramiche trasparenti solo dal lato interno oppure installando delle tende. Naturalmente, tutto ciò ha un costo aggiuntivo, però non si tratta di spese eccessive e, se ci si tiene particolarmente alla propria privacy, è un investimento che vale la pena di fare.

Un altro lato negativo delle finestre panoramiche riguarda la conduttività termica: considerando che il vetro fa penetrare il freddo più di un muro spesso, occorre scegliere finestre panoramiche dotate magari di due o tre vetri – specie se si abita in una zona dove in inverno la temperatura è particolarmente rigida – e di ottima qualità, ossia realizzate con materiali ad alta resistenza capaci di assicurare un buon isolamento termico.

Un’altra opzione possibile per le finestre panoramiche consiste nel farle rivestire con una speciale protezione, in modo da prevenire graffi e piccoli danneggiamenti causati dalle intemperie.

Per quali case vanno bene le finestre panoramiche?

Le finestre panoramiche possono essere utilizzate in diversi contesti:

  • Case indipendenti o cottage, in cui le finestre panoramiche vengono valorizzate dal fatto di essere immerse nella natura;
  • Alberghi
  • Uffici
  • Centri commerciali
  • Ospedali, regalando ai pazienti tutti i benefici della luce diretta
  • Musei
  • Sale congressi

Non bisogna nemmeno dimenticare le aree del mondo in cui le finestre panoramiche possono risultare particolarmente utili: nei Paesi del Nord Europa, per esempio, dove l’inverno è molto lungo e per molti mesi si può godere di poche ore di luce, le finestre panoramiche rappresentano un valido aiuto per far penetrare in casa la maggior quantità di luce naturale possibile.

Le finestre panoramiche possono poi essere applicate anche in:

  • giardini d’inverno
  • serre
  • terrazze
  • piscine al chiuso
  • sale e saloni
  • grandi bovindi.

I requisiti necessari per le finestre panoramiche

Le finestre panoramiche munite di doppi vetri dovrebbero avere una dimensione entro i 300X320 cm, mentre la distanza tra l’una e l’altra non dovrebbe superare i 250 cm.

È inoltre molto importante scegliere il profilo giusto per le finestre panoramiche, che deve essere calcolato sul peso delle stesse in modo da assicurare la massima durabilità.

I profili, inoltre, dovrebbero essere strutturati concependo una possibilità di rinforzo.

Finestre panoramiche: tipologie

Esistono diversi tipi di finestre panoramiche:

  • Finestre a golfo: si tratta di una soluzione relativamente rara, soprattutto nelle case moderne. La finitura di una finestra a golfo, inoltre, comporta la creazione di una struttura sezionale.
  • Finestre angolari: questa opzione di finestre panoramiche consente di creare un angolo con una visione di 270°, impossibile nel caso delle finestre classiche, ma anche dei bovindi. Per quanto riguarda la composizione, ci sono varie soluzioni disponibili; una delle più valide dal punto di vista estetico è l’angolo trasparente: in questo caso i vetri sono adiacenti l’uno all’altro e uniti tra loro attraverso un sigillante trasparente.
  • Finestre sorde: sono finestre panoramiche in cui la composizione delle vetrate coincide con la struttura del muro e la loro configurazione viene definita “sorda” perché le sezioni non si aprono in entrambe le direzioni. Si tratta di un metodo di installazione di finestre panoramiche semplice e abbastanza economico e di una soluzione molto utilizzata nelle case di campagna.
  • Finestre panoramiche con porta a battente, un modello particolarmente adatto per affacciare l’ambiente in cui sono installate su un balcone, una terrazza o una veranda.
  • Finestre panoramiche con vetrate scorrevoli, di cui sono disponibili sul mercato in particolare due varianti: con apertura a sollevamento e scorrimento o con scorrimento parallelo. Nella prima versione, l’anta si alza di alcuni millimetri e si sposta lateralmente. La silenziosità e la facilità di movimento vengono garantite dall’utilizzo di speciali cerniere. Nei modelli a scorrimento, invece, anche le ante della finestre si muovono lungo i binari di guida, senza quindi necessità di effettuare uno spostamento – seppur minimo – verso l’alto. La scorrevolezza della corsa è assicurata da una guarnizione a spazzola.
  • Finestre con meccanismo di apertura pieghevole: un’ottima soluzione per garantire una buona ventilazione all’ambiente, considerando che, quando è completamente piegata, la struttura occupa meno di un terzo dell’apertura. Per ottimizzare il funzionamento, questo tipo di finestre dovrebbe essere limitata a 7 ali, per 6 metri totali di apertura.

I materiali delle finestre panoramiche

Le finestre panoramiche possono essere realizzati con diversi materiali: alluminio, legno, PVC, vetro composito e materiali combinati.

Una delle soluzioni più gettonate per questo tipo di finestre è il PVC, che si presenta come un’opzione economica e durevole.

Un altro materiale molto resistente – e relativamente nuovo – è il vetro composito, che assicura buone proprietà termoisolanti; per contro, però, è abbastanza costoso e non si adatta ad alcuni tipi di design.

Finestre a tutto vetro, soluzioni architettoniche di tendenza

Finestre a tutto vetro, soluzioni architettoniche di tendenza

Come nell’arredo, anche i serramenti oggi puntano su linee pulite ed essenziali: ne sono un esempio gli infissi definiti “tutto vetro”, in cui quest’ultimo svolge un ruolo da protagonista e, per contro, i profili (la struttura) risultano molto sottili.

Il risultato sono finestre e soprattutto portefinestre che mutano la percezione degli spazi, dando l’impressione che gli ambienti interni si fondano con l’esterno.

Una soluzione perfetta per case con giardino o con viste panoramiche, ma anche nelle grandi città, in cui si sente di più il bisogno di luce naturale.

Non bisogna pensare che si tratti esclusivamente di un aspetto “estetico” o decorativo, perché proprio per via dei profili ridotti, è il vetro stesso a diventare elemento “strutturale”.

Quindi altamente performante, in particolare dal punto di vista dell’isolamento termico finalizzato anche al risparmio energetico.

La struttura dei serramenti “tutto vetro”

Nella versione più diffusa, i serramenti detti “tutto vetro” hanno profili (la struttura) assolutamente essenziali, sia per le ante sia per il montante centrale, che di conseguenza toglie il minore spazio possibile al vetro.

L’evoluzione delle tecnologie e dei materiali hanno permesso tutto ciò senza minare le performance tecniche degli infissi. Ma ne esistono anche altre tipologie.

Una versione più estrema e dall’estetica molto minimalista è rappresentata dai serramenti che sembrano privi di struttura, poiché appaiono quasi solo di vetro.

In realtà, all’interno degli ambienti domestici la lastra di vetro è incollata al profilo, mentre all’esterno si vede solo una lastra di vetro che scompare dentro la parete, lasciando a vista solo una struttura molto sottile.

In alternativa, il vetro può essere incollato sia all’estero sia all’interno dell’anta che risulta così a filo della parete.

Il vetro, esterno o interno, può avere una sottile serigrafia nera che viene eseguita con un trattamento specifico sulla cornice. In tutti questi casi il vetro viene definito “strutturale”.

Non si tratta solo in un elemento estetico e non si limita a garantire la luminosità all’interno degli ambienti. Viene definito in questo modo quando contribuisce al “sistema finestra” con un ruolo, appunto, strutturale, sia meccanico sia di sicurezza. Aiuta quindi a dare stabilità e rigidità al serramento e ne migliora le prestazioni termiche ed acustiche.

L’assemblaggio può avvenire con adesivi fluidi che vengono spalmati sull’anta prima del posizionamento del vetro oppure con incollaggio a secco tramite speciali nastri adesivi. (soluzione più pratica).

Come ottenere profili sottili?

Profili sottili si possono ottenere con tutti i materiali anche se, in genere, con legno ed alluminio si ottengono gli spessori più ridotti (circa 55-65 cm), leggermente più alti se di pvc. (circa 70 mm).

  • Legno: di pregio ed intramontabile. Materiale naturale ed evergreen, contribuisce ad arredare con stile gli ambienti, tradizionali ma anche moderni. Il legno è ancora molto utilizzato nei serramenti anche per la capacità isolante, sia termica sia acustica. In genere viene impiegato il tipo lamellare, composto da più strati incollati e pressati, per assicurare elasticità ed indeformabilità, anche con il passare del tempo. Infatti non si dilata e non si curva. Essendo un materiale vivo, il legno necessita di manutenzione, quindi va curato e nutrito con costanza, anche se verniciature e finiture ad alta tecnologia lo rendono più protetto.
  • Alluminio: riciclabile e pratico. Indeformabile, resistente e durevole, non richiede alcun tipo di manutenzione. Inoltre è riciclabile. Il difetto è quello di essere un materiale ad alta conducibilità termica, perciò è importante assicurarsi che l’infisso sia a taglio termico, cioè abbia un sistema di camere interne e guarnizioni che interrompano la conduzione e quindi la dispersione del calore. In questo modo vengono evitati fenomeni di condensa d’inverno e surriscaldamento d’estate.
  • Pvc: resistente e duraturo. E’ un materiale termoplastico ricavato da alcune materie prime naturali; è riciclabile e può essere quindi reimmesso nel ciclo produttivo. Ha buone proprietà meccaniche e di resistenza all’abrasione, all’usura ed all’invecchiamento, agli agenti chimici ed all’attacco di funghi e batteri.

La manutenzione è minima ed è ampia la scelta delle finiture, anche ad effetto legno. Tutte queste caratteristiche hanno contribuito al successo crescente dei serramenti con profili in pvc, insieme al prezzo competitivo ed alle innovazioni che ne hanno migliorato le prestazioni. Si tratta di un materiale leggero ed idrorepellente, che in genere viene rinforzato con anima in acciaio per rendere il serramento resistente ed evitarne deformazioni.

La conducibilità termica è molto bassa, quindi non trasferisce il calore e garantisce ottime prestazioni energetiche. La presenza di diverse camere d’aria all’interno dei profili, fino a 7, evitano problemi di dispersione termica.

Per i serramenti in pvc esistono due classi, in base alla norma EN 12608, che si riferisce alla durabilità, distinguendoli in base alla zona climatica: la classe S è quella adatta ai climi severi, la classe M a quelli moderati. L’Italia rientra nel clima severo.

Per aumentarne le prestazioni, i profili dei serramenti possono essere realizzati accoppiando due materiali, sfruttando così le qualità di entrambi, sia in termini estetici, sia prestazionali.

La combinazione più utilizzata è legno/alluminio, seguita da legno/pvc. Talvolta, però, si trovano anche tre materiali che lavorano in sinergia: ai serramenti in legno e pvc si può infatti aggiungere un “guscio” esterno in alluminio. Si ottiene un effetto rinforzante, che incrementa la stabilità del telaio anche in presenza di condizioni atmosferiche estreme.

Marchio Posa Qualità Serramenti

Se un serramento di qualità viene posato male o in modo scorretto può perdere le sue performance. E’ perciò importante che la messa in opera sia eseguita da posatori qualificati nel rispetto della norma UNI 11673-1, Posa in opera di serramenti.

Per fornire al consumatore la garanzia che le proprietà dell’infisso siano reali e la posa qualificata, è stato creato il Marchio Posa Qualità Serramenti nato da un accordo tra Anfit, CNA, Confartigianato, LegnoLegno, FederlegnoArredo, PVC Forum e UNICMI, associazioni rappresentative della filiera dei serramenti.

In realtà si tratta di tre marchi: Progettazione, Posa e Assicurazione. Per certificare la qualità della progettazione vengono eseguiti severi test di laboratorio nel rispetto delle norme UNI di riferimento.

Per la posa vengono effettuate prove in cantiere, con verifiche specifiche. Per l’assicurazione è possibile sostituire i serramenti che, dopo l’installazione, non sono idonei alle prestazioni a cui sono destinati per difetti, rotture o posa non corretta; la garanzia vale 5 anni, che diventano 10 con contratto di manutenzione.

Fino al 31/12/2019 la sostituzione di infissi dà diritto ad uno sconto fiscale pari al 50% delle spese sostenute, per un tetto massimo di 60.000 euro. Devono però rispettare precisi requisiti di trasmittanza termica.

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