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Laminato e grès porcellanato: valide alternative al parquet

Laminato e grès porcellanato: valide alternative al parquet

Il parquet ha un fascino intramontabile, senza tempo. Si adatta a tutti gli stili d’arredamento, dai più classici a quelli moderni. Dona agli ambienti calore e sensazione di benessere, come tutti i materiali naturali. L’unico aspetto negativo è quello economico: ha un costo elevato ma fortunatamente il mercato offre delle eccellenti alternative, meno costose ma dall’effetto legno finale sbalorditivo.

Le principali alternative al parquet sono il laminato ed il grès porcellanato effetto legno. Scopriamo insieme le caratteristiche di questi materiali.

Laminato effetto legno

Il laminato non solo è più conveniente del parquet, ma è anche facile da posare, grazie alla posa flottante ed allo spessore ridotto. Dal punto di vista estetico può riprodurre lo stesso effetto legno del parquet, ma con prestazioni migliori.

Prima dell’acquisto dovresti porti delle domande circa l’utilizzo:

  • Quanto intensamente verrà utilizzato? Animali domestici, calpestìo, caduta di oggetti e liquidi possono mettere alla prova un pavimento. Un utilizzo intenso richiederà una superficie più resistente. Assicurati di prestare particolare attenzione alle classificazioni AC (Abrasion Classes) e IC (Impact Classes) del prodotto.
  • Quale effetto estetico vorresti ottenere? Dimensioni e tonalità delle doghe possono contribuire a creare un effetto visivo particolare. Le dimensioni saranno il fattore principale, se si punta a valorizzare un ambiente migliorandone gli spazi. La scelta della tonalità dovrà essere presa in considerazione dell’arredamento della tua casa.
  • Per quale tipo di arredamento? Esistono diverse varietà di laminato. Nella categoria legno i più venduti sono rovere e noce.
  • Il pavimento è riscaldato? In questo caso sarà necessaria la giusta tipologia di sottopavimento, per permettere il passaggio di quanto più calore possibile. Viceversa, se il pavimento non è riscaldato, si può optare per un sottopavimento con un buon grado di isolamento termico e acustico.
  • Può essere ossidato dalla luce? I pavimenti in laminato non saranno soggetti ad ossidazione per esposizione diretta al sole. Non si macchiano e non sbiadiscono anche a seguito di una costante esposizione al sole.

LEGGI ANCHE: L’importanza della cura e manutenzione parquet

Consigli per far durare un pavimento in laminato

Lo strato superficiale di un pavimento in laminato lo proteggerà da umidità, urti e abrasioni. Tuttavia, seguendo alcune regole, è possibile farlo durare ancora di più.

  • Limita l’eccesso di umidità. Per pulire un pavimento in laminato non servono secchio, spazzola e lucidatrice: non saranno efficaci e potrebbero addirittura danneggiarlo. Meglio usare un panno umido.
  • Utilizza detergenti non aggressivi. Dovresti usare solo detersivi consigliati dal produttore o quelli specificatamente creati per il laminato. Anche lo smalto e la candeggina dovrebbero essere evitati. Un lavaggio frequente con detergenti aggressivi può danneggiare il laminato.
  • Usa spesso un aspirapolvere o una scopa elettrica. Pulisci immediatamente ogni residuo di terra, ciottoli o liquidi. Uno zerbino all’entrata della tua casa può essere utile per tenere fuori sporco e umidità.

Grès porcellanato effetto legno

Il grès porcellanato effetto legno ha quasi lo stesso fascino avvolgente ed immutabile del legno. Che si tratti di interni o di esterni, l’aspetto caldo del legno cambia l’immagine dell’ambiente rendendolo più morbido ed accogliente.

La bellezza di un pavimento in legno, così come il calore che dona agli ambienti, sono tra i principali motivi che di solito portano alla scelta del vero legno. Ma oggi, la grande versatilità del grès porcellanato permette di superare i limiti del vero legno.

Le piastrelle di questo materiale possono essere utilizzate in qualsiasi ambiente, oltre a quello domestico. Disponibile in molti formati, permette la posa con e senza fughe. Si tratta di un materiale molto resistente alle abrasioni, all’umidità ed agli agenti atmosferici.

I vantaggi del grès porcellanato effetto legno

Il grès porcellanato effetto legno, rispetto al parquet, presenta i seguenti vantaggi:

  • E’ più duro. Le piastrelle in grès per pavimenti effetto legno sono più robuste del vero legno, sia che esse siano in porcellana o in ceramica. Non saranno facilmente danneggiabili da mobili pesanti ed oggetti appuntiti. Grazie al loro design robusto non si graffiano.
  • Non cambia colore. Il legno naturale sbiadisce e cambia colore nel tempo, può essere sbiancato dalla luce solare. Parti diverse del pavimento perdono colore nel tempo mentre altre aree rimangono più scure e più nuove. Le piastrelle effetto legno invece non sbiadiscono.
  • Stile personale. Il grès porcellanato effetto legno si adatta a qualsiasi stile e ad ogni design. Puoi decidere fra un layout classico a griglia, uno stile a spina di pesce o a mattoni, personalizzandolo come preferisci.
  • Manutenzione facile. Il grès porcellanato è antimacchia e trattato con una finitura impermeabile. La manutenzione di un pavimento in grès è estremamente semplice. Si pulisce con qualsiasi soluzione detergente, lo si può strofinare e spazzare senza alcun problema.
  • Ampia gamma di colori. C’è una vasta scelta di colori, tutti perfettamente uguali al legno naturale. Dal rovere più chiaro al mogano più scuro, passando per tutte le sfumature di colore.
  • Non si deforma. Uno dei problemi principali del parquet è che si deforma a causa della temperatura e dell’umidità presente nella stanza in cui è installato. Le piastrelle in grès porcellanato effetto legno sono impermeabili e non si alterano con l’umidità.
  • Adatto ai sistemi di riscaldamento radiante. Il grès porcellanato è particolarmente indicato nelle abitazioni dotate di riscaldamento a pavimento. Con il parquet il riscaldamento radiante rappresenta un rischio per la salute e la sicurezza.
  • Piastrelle facilmente sostituibili. Nell’improbabile caso in cui si danneggi una piastrella, questa può essere sostituita velocemente ed agevolmente, senza dover cambiare l’intero pavimento.
  • Più economico del legno. Oltre ad avere un numero enorme di vantaggi rispetto ai tradizionali pavimenti in legno, le piastrelle in grès porcellanato effetto legno sono anche molto più economiche.

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Come arredare una cucina in arte povera

Come arredare una cucina in arte povera

Lo stile d’arredo in arte povera è caratterizzato da materiali semplici, i quali creano atmosfere calde ed intime  coinvolgendo l’uso di mobili in legno massello spesso artigianali e con delle ricorrenti note rustiche.

Ancora oggi l’arte povera affascina molte persone offrendo la possibilità di arredare ogni stanza della casa: dalle camere da letto, alla cucina, dalle taverne agli ambienti minori.

Cucina in arte povera: le caratteristiche principali

Una cucina in arte povera ti permette di creare un’atmosfera rasserenante e piacevolmente naturale prodotta dai toni del legno naturale, dalle sfumature della paglia, del midollino.

Il filo conduttore delle cucine in arte povera è nell’impiego di questi materiali naturali. Il legno è il protagonista assoluto di questo stile.   

Un buon legno può regalare ai mobili dalle linee semplici l’armonia cromatica delle sue sfumature. Tendenzialmente questi mobili presentano colori scuri lucidati a cera, sebbene sia possibile scegliere anche delle tonalità più chiare, come l’avorio o il beige o delicati colori pastello, perfetti per restituire maggiore luminosità all’interno di piccoli ambienti. Si tratta di arredi che rimandano a quelli di un tempo: tavoli, armadi, scrittoi, cristalliere, maestose credenze, madie, sedie in legno e  sedie con sedute in paglia, sono elementi irrinunciabili per una casa in arte  povera

Una cucina in arte povera, oltre ad essere bella, è anche funzionale, grazie alla progettazione degli spazi interni dei mobili studiati per una sistemazione ottimale degli utensili. In questo modo potrai averli sempre a portata di mano.

Anche gli arredi in arte povera come cristalliere o mobili vetrina, sono ben pensati per evidenziarne il contenuto e far risaltare piatti e bicchieri.

Linee sobrie e senza tempo danno vita a pensili capienti, i quali sfruttano al meglio lo spazio disponibile. Gli elementi componibili sono progettati su moduli standard che riescono a soddisfare  tutte le esigenze di profondità di basi e pensili. 

Per quanto riguarda l’altezza dei pensili, rispetto al passato, vi è un’ inversione di tendenza: gli altissimi pensili anche se insostituibili per chi ha molti oggetti da stivare in una cucina piccola, lasciano il posto a strutture più dinamiche ed articolate ma soprattutto visivamente più leggere.

Le mensole alternate a pensili variamente attrezzati che si dispongono lungo il piano d’appoggio  possono contenere a vista oggetti di uso quotidiano, i quali, se scelti e disposti ad arte contribuiscono al decoro della cucina.

Per il piano cottura o anche per il forno, sono  molto interessanti soluzioni angolari. Con questa disposizione chi si trova ai fornelli può raggiungere con le braccia e senza spostarsi, il lavello da una parte ed il piano d’appoggio dall’altra.

Se devi allineare i mobili su una sola parete, risulta molto funzionale utilizzare moduli di cottura che si proiettano in avanti creando una diagonale ed un angolo retto. Essi offrono una  maggiore capienza interna rispetto a quelli tradizionali. Il modulo sporgente che contiene i fuochi  offre una possibilità in più in cui si può collocare il forno, che in questo modo risulta apribile anche se si sta ai fornelli. Ed allo stesso tempo si ha dello spazio in più utile per appoggiare tutti i complementi indispensabili per cucinare.

Spesso le cucine in arte povera vengono realizzate in muratura ed anche personalizzate, per adattarsi così agli spazi a disposizione. Questa soluzione crea una particolare atmosfera calda ed accogliente,  soprattutto se abbinata ad accessori come il rame e le ceramiche.

Anche in questo contesto non devono mancare gli elettrodomestici più sofisticati ed all’avanguardia, i quali danno quel tocco di modernità che non guasta.

LEGGI ANCHE: Guida alla scelta della cucina in stile industriale

Consigli su come arredare una cucina in arte povera

La bellezza dello stile in arte povera sta nella versatilità dei mobili, i quali arredano e si accordano perfettamente sia con gli oggetti poveri, quelli, ad esempio “della memoria contadina”, sia con quelli  preziosi.

Ami gli effetti ricercati? Puoi arredare la vetrina ed il piano d’appoggio di una credenza con ceramiche di diverso tipo, ma sempre e rigorosamente in bianco.

In una cucina gli elementi che non possono mancare assolutamente sono:

  • il tavolo. Una volta inquadrato il punto in cui collocarlo, all’interno della cucina o in corrispondenza  di una finestra o in un’area tinello,  valuta sempre se la zona operativa è vicina e quanto il  percorso è ampio da rendere agevole il passaggio.

La dimensione del tavolo è quasi sempre condizionata dal numero di persone che lo utilizzeranno, dalla frequenza d’uso e da possibili esigenze legate ad un suo impiego alternativo al  pranzo.

Un tavolo in arte povera deve essere alto, elegante, robusto ed in una tonalità di colore o di essenza che sia di spicco  sugli altri elementi della stanza.

  • Una sedia in arte povera presenta una linea classica con gambe e schienale in legno, con delle  traverse sagomate che rendono questo complemento molto solido e resistente.

Questa tipologia di stile prevede che la sedia sia sempre abbinata ad un tavolo dello stesso stile.

La sedia in stile arte povera così come quella in stile classico può avere la seduta in legno, paglia ma anche in tessuto. Quest’ultima  può essere rivestita con ampie scelte di tessuto: una possibilità che vale la pena considerare  soprattutto se la zona pranzo “convive” con il soggiorno.

Creare una zona pranzo accogliente e luminosa non è difficile: tinteggia le pareti  con colori chiari evitando toni intensi, che spesso rendono gli ambienti opprimenti. Il calore del legno ripaga sempre soprattutto se viene enfatizzato da pre-esistenze strutturali come le travi in legno, pareti in pietra o mattoni a vista, i quali hanno un fascino unico ed indiscutibile.

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Rubinetterie bagno, le tendenze del momento

Rubinetterie bagno, le tendenze del momento

La rubinetteria bagno gioca un ruolo importante nel design complessivo del bagno.

Quando si arreda un bagno solitamente ci si dedica in particolare alla scelta dei colori delle pareti, a quella dei materiali, ai mobili da inserire negli spazi ed al design generale, dimenticando piccoli dettagli che possono però fare la differenza. Ne sono un esempio le rubinetterie bagno.

Rubinetteria bagno: le caratteristiche principali

Le rubinetterie bagno si distinguono in:

  • Rubinetti per il lavabo: vanno scelti in concomitanza con il lavabo stesso, perché devono accordarsi perfettamente sia nello stile che nei materiali.

Un aspetto importante nella scelta della rubinetteria è la valutazione della dimensione e del tipo di lavabo. Rifletti sulle sue dimensioni  in relazione alla rubinetteria che stai valutando. Oppure scegli tutto insieme in modo che possano essere proporzionalmente dimensionati per abbinarsi l’uno con l’altro.

Se scegli un beccuccio troppo lungo o troppo corto per il lavabo, l’acqua può schizzare dappertutto. La lunghezza ideale del beccuccio è quella che permette all’acqua di cadere direttamente sullo scarico. La sua altezza invece non è influente e dipende esclusivamente dai gusti personali.

Non tutti i lavabi sono dotati di foro per la rubinetteria. Ne sono un esempio i lavabi a vaso, i quali richiedono un set di rubinetteria a muro o un miscelatore molto alto o a vaso.

Se hai già un lavabo piuttosto ampio, hai bisogno di una rubinetteria con un becco lungo

Il rubinetto può essere montato direttamente sul lavabo oppure a muro. Quest’ultima rappresenta una grande soluzione di stile oltre che un ottimo modo per mantenere il piano del lavabo libero lasciando spazio per altri oggetti.

  • Rubinetti per la doccia, ovvero un soffione di dimensioni variabili fissato sul muro. In alcuni casi, oltre al soffione fisso, di grandi dimensioni, è previsto anche un tubo flessibile che si raccorda con una doccetta più piccola e pratica.
  • Rubinetti per la vasca da bagno: grazie alla presenza di un deviatore, l’acqua viene fatta confluire verso la doccetta oppure verso il beccuccio. Nel primo caso la doccetta può indirizzare l’acqua in ogni direzione grazie alla presenza di un tubo flessibile. Nel secondo caso il beccuccio serve a riempire la vasca.

Diversi modelli di vasca freestanding sono anche dotati di una manopola per la doccia al fine di offrire una maggiore comodità e facilità d’uso.

LEGGI ANCHE: Come arredare un bagno in stile classico

Rubinetterie bagno: tre soluzioni tecniche differenti

La rubinetteria bagno si caratterizza per tre differenti soluzioni tecniche:

  • Miscelatore bicomando, il quale ha un aspetto tradizionale. Oggi viene considerato un elemento di forte design presente sia negli stili industriali sia in quelli classici. Si compone di due manopole separate, una per l’acqua calda ed una per l’acqua fredda. Il flusso e la temperatura vengono gestiti regolando ogni volta l’apertura e la chiusura di entrambe.

E’ caratterizzato da due valvole, una per l’acqua calda ed una per l’acqua fredda. Le valvole comunemente utilizzate sono quelle a vite, costituite da una semplice guarnizione in gomma montata su un disco. Si tratta di una soluzione semplice ed efficace che richiede ogni volta un forte serraggio della manopola dell’acqua per evitare fastidiosi gocciolamenti. Per questo la guarnizione è soggetta a forte usura e va sostituita di frequente.

Le valvole a disco ceramico invece sono una soluzione più costosa, ma anche più efficace perché non richiede di serrare eccessivamente la manopola. Questa tipologia di valvola si logora meno ed ha una durata maggiore.

  • Miscelatore monocomando, è quello sicuramente più diffuso nei bagni delle abitazioni. Si tratta di una soluzione moderna, utilizzata nei bagni in stile contemporaneo, composta da un unico rubinetto con una leva che si abbassa e si alza per regolare il flusso dell’acqua e che si muove a destra e a sinistra per regolarne la temperatura. E’ più pratico e soprattutto più economico rispetto a quello bicomando.
  • Miscelatore termostatico, una soluzione avanzata e comoda, visto che ha il vantaggio di garantire ad ogni utilizzo sempre un flusso d’acqua regolato alla stessa temperatura. Questo miscelatore si compone di due manopole, per regolare la portata del flusso e per regolare la temperatura. Una volta che questa è stata impostata, ad ogni utilizzo uscirà l’acqua sempre alla stessa temperatura. In caso di malfunzionamento, vi è un sistema di sicurezza che blocca la fuoriuscita dell’acqua ad una temperatura superiore ai 38°, così da evitare pericolose scottature.

Guida alla scelta della rubinetteria bagno

La scelta della rubinetteria bagno è sempre legata alle caratteristiche tecniche, ma non potrà mai prescindere dallo stile stesso del bagno e dalle preferenze personali.

I miscelatori monocomando, bicomando e termostatici hanno caratteristiche ma anche praticità differenti.

I bicomando sono più indicati per coloro che nel proprio bagno hanno bisogno di una soluzione di stile e dalla forte personalità, per coloro che amano il vintage ed i bagni old style tipici degli Anni ’50 e ’60. Si tratta di una soluzione poco pratica avente anche un costo più alto rispetto ai miscelatori monocomando. Quest’ultimi si caratterizzano per la loro praticità e per la loro economicità. Sono estremamente diffusi nei bagni moderni e si trovano in commercio con design puliti e sofisticati.

I miscelatori termostatici sono indubbiamente i più costosi, ma sono anche quelli perfetti per tutti coloro che amano lavarsi le mani o il viso con l’acqua sempre alla stessa temperatura. Hanno il vantaggio di eliminare lo spreco d’acqua quando prevedono anche il limitatore della portata.

Rubinetteria bagno: quali sono le tendenze del momento?

La rubinetteria bagno va scelta tenendo conto dei colori e delle finiture. Essa deve integrarsi nel bagno completandone il design generale, prendendo in considerazione la palette di colori.

I rubinetti di lavabo, bidet e doccia devono essere abbinati fra loro anche dal punto di vista cromatico.

Per un bagno monocromatico o dallo stile industriale, la rubinetteria nero opaco è la scelta ideale. Essa aggiunge un tocco di lusso e rappresenta una scelta di stile estremamente decisa.

Il tuo bagno segue uno stile moderno o contemporaneo? Scegli rubinetterie realizzate in acciaio inossidabile, in cromo o nichel spazzolato. Queste finiture si fondono bene con una vasta gamma di palette di colori e ti permettono di realizzare uno stile minimal fortemente caratterizzante.

Il cromo è senza tempo, ma anche il nero è una delle tendenze del momento. Le finiture in acciaio inossidabile spazzolato, nichel e canna di fucile stanno riscuotendo grande apprezzamento tra il pubblico.

Tra i colori di tendenza vi è  il nero opaco che si sposa perfettamente con le piastrelle bianche, grigie e con il marmo.

Sei un appassionato di tecnologia e domotica? Esistono in commercio rubinetterie dotate di miscelatori con pulsanti digitali per il controllo della temperatura e del flusso dell’acqua, come anche rubinetti a luce led capaci di modificare il colore dell’acqua a seconda della sua temperatura, godendo così della cromoterapia anche nel proprio bagno.

Se il tuo bagno segue uno stile vintage allora la rubinetteria deve indirizzarsi verso miscelatori bicomando sia per il bidet che per il lavabo, preferibilmente con finiture in bronzo o in ottone cromato, in modo tale da rievocare i bagni della metà del secolo scorso.

Abrasivi per l’edilizia, a cosa servono e come vengono utilizzati?

Abrasivi per l’edilizia, a cosa servono?

Un abrasivo è un materiale le cui caratteristiche sono durezza e densità. Esse devono essere tali da permettere di lavorare altri materiali attraverso l’asportazione dello stesso.

Abrasivi per l’edilizia: origine e caratteristiche

Gli abrasivi sono di origine naturale o sintetica. Si distinguono principalmente per il loro grado di durezza, il quale si misura attraverso apposite scale (Knopp, Mohs).

Il materiale abrasivo più duro presente in natura è il diamante. Esistono poi altri materiali di origine sia naturale sia sintetica. Ne sono un esempio il carburo di silicio, il corindone e lo zirconio. Essi non raggiungono lo stesso grado di durezza del diamante, ma vi si avvicinano molto.

Per realizzare un abrasivo è necessario un supporto sul quale far aderire la polvere abrasiva.  I grani abrasivi, orientati attraverso un campo elettrico in modo da esporre i loro bordi più taglienti, vengono fissati ad un supporto (tela o carta) mediante un primo strato di resina. E tenuti in posizione da un secondo e più consistente strato di resina.

In alcuni casi al di sopra del secondo strato di resina o mischiato alla resina stessa sono presenti additivi raffreddanti e lubrificanti allo scopo di migliorare le prestazioni dell’abrasivo. Ciò avviene soprattutto in prodotti estremamente performanti come gli abrasivi ceramici.

Esempi di abrasivi per l’edilizia sono i fogli di carta abrasiva, conosciuta come carta vetrata ed i nastri abrasivi.

Le tipologie di abrasivi per l’edilizia

Gli abrasivi vengono classificati in base ai seguenti fattori:

  • durezza,
  • grandezza della grana,
  • materiale di cui sono composti

Questi fattori sono fondamentali in quanto influenzano in maniera decisiva il risultato che si vuole ottenere.

La tipologia degli abrasivi dipende dal tipo di supporto sul quale sono fissati.

I supporti possono essere di tue tipi:

  • Flessibili, come carta o tela e sono i più utilizzati. Per fissare l’abrasivo al supporto viene utilizzata resina o colla. Ne sono un esempio,  i fogli di carta abrasiva o carta vetrata, i nastri abrasivi.

Nella fabbricazione degli abrasivi flessibili i supporti più utilizzati sono: carta, tela, combinazione carta-tela, fibra vulcanizzata e film di poliestere.

  • Rigidi, come dischi e ruote lamellari. Si tratta di strumenti complessi per la cui realizzazione è necessario l’utilizzo di macchinari industriali.

Entrambi le tipologie di abrasivi, sia flessibili (tele, carte e fibre) sia rigidi (mole convenzionali a legante ceramico e mole a centro depresso a legante organico) rappresentano le due principali aree d’affari della produzione industriale italiana di abrasivi tradizionali.

Qual è il rapporto esistente tra lavorazione e strumenti abrasivi?

Ad ogni lavorazione, corrisponde uno strumento abrasivo diverso. Per questo motivo esistono dischi, ruote, mole, frese e lime varie.

Tutti questi strumenti si differenziano in base a tre parametri fondamentali, ovvero forma,  grana e dimensione.

Per lavorare una superficie è necessario avere un abrasivo con la forma adatta. Se devi lavorare superfici piane, sono indicati dischi piani o conici. Il primo offre un’ abrasione più aggressiva su una superficie ristretta. Invece il disco conico permette di lavorare su una superficie più ampia e con maggior precisione.

Se devi lavorare angoli o superfici sagomate è preferibile utilizzare abrasivi aventi una forma a tazza.

Lo spessore della grana influenza la velocità di pulizia ed il pattern prodotto.  Abrasivi aventi una grana compresa tra 8 e 16 sono generalmente molto ruvidi. Sono indicati per dare alla superficie un pattern profondo.

Gli abrasivi aventi una grana dai 20 ai 40 sono considerati per scopi generici e molto vari.

Invece quelli aventi una grana con spessore che va dai 120 in su, vengono utilizzati soprattutto per la rifinizione.

Gli abrasivi vengono utilizzati soprattutto per lavorazioni di tipo industriale, in particolare nel settore automobilistico ed in quello metallurgico.

Grazie agli abrasivi, è possibile donare alle opere realizzate una finitura esente da imperfezioni ed ottenere una superficie lucida o opaca in base alle proprie esigenze.

Gli abrasivi servono a levigare, lucidare e rifinire una superficie di qualsiasi tipo. Sono disponibili in varie dimensioni, in modo tale da adattarsi allo strumento che si possiede ed alla lavorazione che si deve eseguire.

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3 soluzioni per impermeabilizzare il terrazzo

Il verde in città è stato sommerso dal cemento armato, il terrazzo è l’unico ambiente disponibile per chi abita ai piani alti delle palazzine di avere un angolo verde, un giardino in terrazzo. Per vivere in armonia con i vicini è consigliabile che l’acqua che noi usiamo per bagnare le piante del nostro “giardino” non passi attraverso il pavimento del nostro terrazzo per andare a rovinare quello del vicino al piano di inferiore.

Se il tuo vicino si lamenta che il soffitto del suo terrazzo è umido ricordati che è colpa tua, hai 3 soluzioni per impermeabilizzare il terrazzo.

SOLUZIONE 1

Stendere una membrana trasparente – elastica, calpestabile e resistente alle intemperie e ai raggi UV – direttamente sulla vecchia pavimentazione che resterà ancora in vista con una nuova superficie rinnovata e lucidata. Vi consigliamo di riempire prima le fughe che si sono aperte nel tempo.

SOLUZIONE 2

Incollare un pavimento nuovo, si applica uno strato adesivo impermeabile, una guaina elastica poliuretanica, è molto importante che si applichi su tutto il terrazzo e che venga fatto il risvoltata sui muri perimetrali. Dopo 24 ore si può già incollare il pavimento nuovo. Questa soluzione però alza il pavimento del vostro terrazzo di un minimo di 1.5cm.

SOLUZIONE 3

Se passi molto tempo sul terrazzo con famiglia o ospiti, l’ideale è uno strato di guaina elastica poliuretanica adesiva spatolabile, da sistemare su tutto il balcone e risvoltata sui muri perimetrali, per uno spessore di circa 1,5 massimo 2 mm. Perfetta per il “traffico pedonale” e resistente alla esposizione del sole e dei raggi UV – nel caso abitassi all’ultimo piano o il tuo balcone fosse esposto al sole. L’aspetto estetico sarà di un manto continuo e colorato, omogeneo, lucido opaco.

Terrazzo casa
immagine presa da: “www.ideegreen.it”

Se sei un amante del fai da te, puoi provare le 3 soluzioni per impermeabilizzare il terrazzo, Io ti consiglio di affidarti a esperti di impermeabilizzazioni, pronti a mettere le migliori competenze a tua disposizione.

Io ho provato a cenare una volta sul balcone (d’estate) ma non l’ho mai più rifatto, tu il balcone lo usi solo per stendere il bucato?

 

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Homi il salone degli stili di vita

Forse non tutti conoscete Homi la fiera, o per meglio dire il salone degli stili di vita? Homi è la fiera che si svolge a Milano dal 17 al 20 gennaio, il salone degli stili di vita è una grande possibilità per capire come possiamo prenderci cura di noi stessi e della nostra casa.

Onestamente neanche io sapevo di questa fiera, ne sono venuto a conoscenza perché una gentilissima Elena Cattaneo mi ha invitato a partecipare, ringrazio Elena per l’invito.
10 satelliti homi Milano
immagine presa da: “www.fieramilanonews.it”

Il Salone degli Stili di Vita

Homi Milano è la fiera che presenta al grande pubblico i nuovi stili di vita, questa fiera è divisa in 10 satelliti, questa suddivisione rappresenta le 10 visioni dell’abitare e del vivere in casa ecco come si suddivide la fiera.

Living habits

In questo satellite troverete tutto quello riguarda la tavola, cucina e decorazioni ma non solo, sara dedicato anche all’illuminazione da interno e complementi d’arredo, proprio di illuminazione abbiamo parlato qualche settimana fa con “a ogni ambiente la sua illuminazione“.

Fragrances & Personal Care

Avere la casa sempre profumata è un obbiettivo delle casalinghe Italiane, in questo satellite di homi la fiera sulla casa potete conoscere il mondo della profumazione per l’ambiente.

Kid Style

L’arredamento della camera dei bambini può aiutare a crescere i nostri figli nel modo giusto, in un ambiente personalizzato, questo satellite è dedicato solo ai bambini e alle loro esigenze.

Home Wellness

Il sito ufficiale di Homi spiega molto bene questo satellite, In questo satellite è interamente dedicato al vivere bene e alla cura di se.

Garden & Outdoor

Per chi è interessato all’arredamento da eterno questo è il satellite giusto, Offerta di soluzioni per gli esterni della tua casa.

Questi sono solo alcuni dei 10 satelliti presenti a Homi la fiera sulla casa, ho descritto solo quelli che a me personalmente hanno colpito, leggendo la descrizione sul sito ufficiale della fiera.

Homi fieraimmagine presa da: “static.arredamento.it”

Cosa mi aspetto da Homi il salone degli stili di vita?

Sinceramente mi aspetto molto da questa fiera, l’aspettativa è alta perché mi sono informato su questa fiera tramite internet, userò proprio internet per tenervi terrò informati tramite l’hashtag #BeHomi.

Tu parteciperai a Homi la fiera sulla casa? Cosa vi aspettate da questa fiera che si svolge a Milano proprio dove tra qualche mese si svolgerà l’EXPO?

 

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Perché affidarsi ad un architetto?

Se cerchi una persona che abbia tante belle idee e con una adeguata preparazione, in grado di fare un progetto per la ristrutturazione della tua casa, l’architetto è la persona giusta per le tue esigenze.

Ti chiederai perché affidarsi ad un architetto? I materiali li posso scegliere io, i mobili li prenoto da un mobiliere, insomma perché dovrei pagare un architetto che scelga i materiali e la disposizione dei mobili al posto mio?

L’architetto non fa solo questo, affidarsi a un professionista per la progettazione della vostra casa vuol dire dormire sonni tranquilli, L’architetto si occuperà di tutto.
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immagine presa da: “http://gmcarchitettura.it”

L’architetto è un esperto nel selezionare i prodotti e i servizi che migliorano la vita del cliente, ogni decisione è basata sul benessere del cliente.

La crisi ha fatto in modo che in tanti rinuncino ad affidare la ristrutturazione della propria casa ad un architetto, questo fa si che la casa sia progettata da persone che non hanno studiato l’illuminazione giusta per gli ambienti e non solo, progettare un ambiente non è facile, perché ogni stanza ha delle funzionalità diverse dalle altre, come ad esempio il salotto assume la funzione di ufficio per tanti.

Perché affidarsi ad un architetto per scegliere il pavimenti di casa mia? Il ruolo dell’architetto è consigliare il cliente e non quello di scegliere senza considerare i gusti del proprietario di casa, noi abbiamo scritto un articolo sulla scelta del pavimento.
cucina

immagine presa da: “www.pinterest.com”

Commissionare il lavoro ad un architetto vuol dire soprattutto avere una persona competente in cantiere ogni giorno oppure ogni volta che si ha la necessità, per chi è fuori dal mondo delle ristrutturazioni questa sembra una cosa di poco conto, ma vi posso assicurare che avere una persona che organizza i tempi è molto importante.

Perché affidarsi ad un architetto se posso contattare io l’elettricista, l’idraulico e l’impresa che svolgerà i lavori? Chiamare un idraulico e un elettricista è la cosa più facile, il difficile arriva quando iniziano i lavori, coordinare i vari professionisti che si susseguiranno nel corso di una ristrutturazione non è cosa da tutti, l’architetto lo fa!

Avete ristrutturato casa vostra senza esservi affidati ad un architetto? il risultato vi soddisfa?

 

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prendersi-cura-di-se-lavabo

prendersi cura di se, in bagno

Suona la sveglia, ci siamo inizia un altra giornata; scendo dal letto e mi avvio verso il bagno per rendermi presentabile, mi lavo la faccia, i denti e mi pettino. Anche tu appena sveglio percorri i primi passi della giornata per andare renderti presentabile? Il bagno è l’ambiente dedicato alla cura del corpo, il luogo dove prendersi cura di se. ogni oggetto istallato nel nostro bagno serve a questa funzione.

Lavabo doppio

immagine presa da: “www.pinterest.com”

Sempre più coppie vogliono avere il doppio lavabo, per avere il proprio angolo la mattina appena svegli, oppure per rendersi presentabili in coppia. Il lavabo va posato a un altezza di 80 cm dal pavimento, quest’altezza può variare di qualche centimetro a seconda dell’altezza dell’utente.

Non tutti però agiscono allo stesso modo, farsi la doccia appena sveglio è un abitudine di tanti. I materiali adoperati per il piatto doccia sono: gres, ghisa, lamiera e marmo, le misure standard sono 90cm x 70cm e 100cm x 80cm, naturalmente se fatte in marmo o ricoperta con la piastrella le misure variano a piacimento del cliente. Nel bagno di 3,5 ristrutturato a milano, la doccia è continua con il pavimento, in questo modo si è risparmiato sul piatto doccia.

La doccia è veloce e rilassante, ma mai rilassante quanto un bel bagno caldo, Trovare il tempo per immergersi nella vasca da bagno non è facile. Quando si decide di acquistare una vasca da inserire nel proprio bagno è bene sapere che la zona di utilizzo deve essere almeno di 60cm x 60cm. Agli anziani che fanno fatica a entrare in vasca si consiglia di inserire una vasca con seduta. Il bagno del futuro secondo noi avrà una vasca grande dove rilassarsi e prendersi cura di se.

Vasca da bagnoimmagine presa da: “www.pinterest.com”

La soluzione ideale a mio parere è la combinazione di vasca da bagno e doccia, in questo modo non si deve rinunciare al confort di una delle due funzioni. In questo caso si può scegliere se acquistare un sistema combinato o aggiungere alla vasca un box doccia.

Se la vasca non è dotata di maniglione conviene montarne uno per agevolare l’entrata e l’uscita dalla stessa, utile sopratutto per le persone di età avanzata.

Per prendersi cura di se in bagno ci sono molteplici modi, voi come vi prendete cura del vostro corpo in casa?

 

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