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Vetrocamera: caratteristiche e vantaggi

Vetrocamera: caratteristiche e vantaggi

La vetrocamera è l’insieme di due o più lastre di vetro, separate tra loro da un’intercapedine di aria disidratata o di gas nobile (generalmente Argon o Kripton) che, caratterizzata da un minore coefficiente di scambio termico rispetto all’aria, aumenta notevolmente l’isolamento termico dell’infisso.

L’impiego di gas nobili migliora la resa energetica della vetrocamera. Ma non è l’unico sistema finalizzato a questo obiettivo. E’ possibile infatti distanziare maggiormente le due o più lastre presenti nell’infisso, in modo da renderlo ancora più efficiente per quanto riguarda l’isolamento termico.

Un altro accorgimento, è l’aumento dello spessore delle lastre di vetro.

La composizione standard prevede una proporzione 4-9-4. Ciò significa che le lastre di vetro hanno uno spessore di 4 mm mentre l’intercapedine è di 9 mm.

Esistono, tuttavia, numerose altre soluzioni, che vengono impiegate in diversi contesti a seconda della destinazione d’uso, della tipologia di infisso installato e degli obiettivi finali in termini di sicurezza e isolamento termico ed acustico.

Il perimetro della vetrocamera si compone di un leggero telaio, il quale inizialmente in alluminio, è oggi sempre più spesso realizzato in acciaio inox o con materiali compositi, con l’obiettivo di minimizzare il ponte termico tra il vetro interno e quello esterno.

Quando si acquista una nuova casa o quando quest’ultima viene ristrutturata, le finestre svolgono un ruolo fondamentale. Esse devono essere sicure e favorire l’isolamento sia termico sia acustico dell’ambiente. Da questa esigenza nasce la vetrocamera basso emissivo.

Caratteristiche principali della vetrocamera: selettività e trasmittanza termica

Le prestazioni di una vetrocamera sono determinate dalla tipologia di vetri utilizzati, da quanto questi siano basso emissivi e selettivi.

Cos’è la selettività (IS)? Per selettività si intende la capacità del vetro di filtrare le diverse lunghezze d’onda emesse dal sole, lasciando passare la maggior parte della luce ma impedendo di entrare alla maggior parte dell’energia che genera calore. Più il valore si avvicina al 2 (in genere si attesta attorno l’1.6 / 1.7) più selettivo è il vetro

Quando si parla di vetrocamera basso emissivo, invece, si prende in considerazione il valore Ug, ovvero quello della trasmittanza termica: più il valore è basso, più il vetro isola.

Attualmente, il più performante coefficiente, si ottiene combinando tre vetri, due dei quali basso emissivi. Se il valore di una singola vetrata isolante è di Ug 1,0 W/(m2K), quello di una tripla vetrata è di 0,5: l’isolamento termico migliora di oltre 10 volte e si riducono di 10 volte le spese di riscaldamento necessarie alla copertura delle dispersioni.

Al fine di scegliere un prodotto di qualità, bisogna considerare il coefficiente di trasmittanza termica, il quale indica quanto il materiale consente la fuoriuscita del calore dall’interno all’esterno

dell’edificio, e fornisce quindi una precisa idea del grado di isolamento. Misurato in W/m2K , più basso è il suo valore, migliore è l’isolamento, e quindi la capacità della vetrocamera di trattenere il

calore all’interno della stanza riscaldata (o il fresco all’interno della stanza raffreddata).

Tipologie di vetro

Un elemento da valutare nella scelta della vetrocamera è la tipologia di vetro impiegato nella realizzazione dell’infisso.

Il vetro “standard” è definito anche float, ed è quello più utilizzato in generale, a prescindere dalla destinazione d’uso.

I vetri che compongono la vetrocamera possono essere di varia tipologia.

Solitamente vengono utilizzati vetri ”selettivi” e “basso emissivi” (vetro basso emissivo) che hanno la caratteristica di lasciar passare le radiazioni luminose e contrastare il passaggio delle radiazioni infrarosse, a frequenza minore, responsabili della trasmissione di calore, sia esterno-interno che interno-esterno.

Da anni, ormai, è obbligatorio che il vetro più interno sia un vetro stratificato antinfortunistico composto da due lastre intimamente accoppiate tra cui è inserito un film di materiale plastico trasparente per evitare che, in caso di urto o rottura, le lastre si rompano in pezzi che possono essere pericolosi. Nei vetri stratificati i frammenti di vetro rimangono solidali tra loro grazie alla pellicola.

Vetrocamera con “inglesine” e “veneziane”

Alcuni tipi di vetrocamera vengono prodotti con inserti interni all’intercapedine (in genere in alluminio) che simulano le classiche finestre all’inglese con tanti piccoli vetri.

Altre versioni presentano, sempre nell’intercapedine, una tendina alla veneziana (vetrocamera con veneziana) che può essere azionata dall’esterno per modulare ulteriormente il passaggio della luce.

Vetrocamera: la normativa di riferimento

La produzione di vetri per infissi è regolamentata dalla norma UNI 7697:2014, entrata in vigore il 22 maggio 2014, periodicamente aggiornata dagli enti preposti.

La norma classifica le vetrate per gli infissi, stabilendo come vanno montate, i materiali da utilizzare, la composizione, il modo in cui devono rispondere a sollecitazioni varie, le prestazioni minime da garantire e i criteri di scelta.

Secondo quanto indicato nella norma, esistono diverse tipologie di vetro:

  • Vetrate isolanti (UNI EN 1279-1);
  • Vetro stratificato (UNI EN 12543-1);
  • Vetro Temprato Termicamente (UNI EN 12150-1);
  • Lastra: elemento vetrato monolitico o stratificato;
  • Vetrata isolante (IGU);
  • Vetrata;
  • Vetro di sicurezza: in conformità all’Appendice C della UNI EN 12600.

Devi ristrutturare casa e non sai come scegliere la vetrocamera per le finestre? Contattaci

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Grès porcellanato: ottima soluzione per il piano di lavoro di una cucina

Il grès porcellanato, materiale dalle alte prestazioni ed estremamente resistente, entra a far parte nella gamma di finiture disponibili per le cucine. Si tratta di un materiale impiegato non solo per le superfici orizzontali dei piani di lavoro, ma anche per le ante, grazie ad uno spessore minimo dei pannelli, che consentono alle ante in grès di essere allo stesso tempo leggere e robuste.

Le caratteristiche del grès porcellanato 

 

Il grès porcellanato si ottiene mediante l’impasto di materie prime selezionate, quali sabbie quarzifere e feldspatiche, argille, cui vengono aggiunti pigmenti a base di ossidi metallici. Queste materie prime vengono poi pressate a cotte ad una temperatura di oltre 1250 C°.

Si tratta di un materiale dalle prestazioni tecniche elevate ed estremamente versatile. Oggi viene utilizzato per diverse applicazioni: dai pavimenti ai rivestimenti, dai mobili alle facciate ventilate, fino ai piani di lavoro delle cucine.

L’uso del grès porcellanato per realizzare il piano di lavoro di una cucina è una delle ultime novità del settore. Grazie alle tecnologie più recenti è stato possibile costruire un top cucina tra i più resistenti. Un prodotto che sta conquistando sempre più l’interesse dei consumatori.

Il piano di lavoro in grès porcellanato è composto da lamine di materiale ceramico incollate su un supporto in multistrati per mezzo di resine epossidiche.

Per i piani di lavoro di una cucina  si utilizzano lastre in gres porcellanato di maxi formato (100 x 300 cm e oltre) e di spessore sottilissimo (3-3,5 mm), che possono essere facilmente tagliate, sagomate e forate.  Il grès porcellanato presenta un aspetto monolitico: eventuali giunture rimangono invisibili.

A differenza dei piani realizzati con piastrelle di grandi dimensioni,le lastre in grès porcellanato non presentano fughe e di conseguenza punti in cui si possa annidare lo sporco. Sono quindi di facile pulizia e non richiedono manutenzione.

Se il materiale è  uniforme per colore in tutto lo spessore, nel raro caso in cui si scheggi, può essere facilmente riparato.

Le qualità più importanti del grès porcellanato sono la compattezza, l’ottima resistenza alle macchie, l’elevata resistenza ad urti e graffi, l’inassorbenza, l’inalterabilità al calore (+ di 210 °C), l’ottima resistenza alla corrosione da parte degli acidi, deboli e forti e la facilità della pulizia.

La posa del grès porcellanato

I piani di lavoro in grès porcellanato, prima dell’installazione, vengono tagliati e forati per predisporre i fori per la rubinetteria e per l’incasso dei lavelli.

Per fissare e movimentare in sicurezza le lastre di grandi dimensioni si utilizzano anche telai ausiliari in alluminio, dotati di ventose. Essi vengono applicati, tramite speciali adesivi, ad un supporto, il quale deve essere perfettamente asciutto, pulito, senza fessurazioni. Inoltre deve garantire stabilità nel tempo.

migliori supporti per il gres porcellanato sono i seguenti:

  • pannelli isolanti rigidi in polistirene ad alta densità: ad alte prestazioni, garantiscono stabilità dimensionale e facilità di posa.
  • pannelli di multistrato marino, composto dalla sovrapposizione di piallacci di legno nobile, molto resistente all’umidità.
  • pannelli in agglomerato di vario tipo, realizzati con materiali poveri, che vengono tritati, miscelati ed in seguito compattati tramite leganti specifici.

Il top, una volta fissato, viene rifinito sui bordi e sugli spigoli al fine di rendere invisibili i punti di giunzione tra la veletta frontale ed il piano di lavoro.

I  vantaggi di avere un piano di lavoro in grès porcellanato

Il top in grès porcellanato presenta superfici di grande effetto, grazie alla grande disponibilità di colori e texture. Come per i piani di lavoro in laminato sono disponibili effetti pietra o effetti legno, così come superfici a colore continuo.

Questo materiale non cambia colore nel tempo, neanche se scegliete colori delicati come il bianco puro. Offre la possibilità di realizzare con lo stesso materiale delle vasche integrate.

Si tratta di un materiale ecologico, poiché la sua produzione avviene con l’ausilio di una tecnologia sostenibile e rispettosa dell’ecosistema. Inoltre non rilascia alcuna sostanza nell’ ambiente e può essere facilmente riciclato.

E’ resistente agli shock termici, al calore ed alle altissime temperature. Questo è uno dei pochi top dove vi si possono realmente appoggiare pentole bollenti. E’ molto duraturo e resistente ad urti, graffi ed a qualsiasi tipo di usura. E’ inoltre resistente sia ai prodotti chimici, a tal punto che è possibile lavarlo anche con prodotti a base acida senza alcun tipo di problema, sia al vapore acqueo e particolarmente impermeabile ai liquidi.

E’ igienico e facile da pulire perché a differenza del top piastrellato, non presenta fughe.

Consigli utili su come pulire il piano cucina in grès porcellanato

La pulizia del piano cucina in grès porcellanato è molto facile. Per eliminare macchie di sostanze grasse è necessario un comune sgrassatore e l’uso di una spugnetta mediamente abrasiva.

Per evitare macchie di calcare, le quali possono apparire in maniera evidente nei colori più scuri, si consiglia di risciacquare accuratamente. Inoltre, al fine di rendere la pulizia più agevole, si consiglia la rimozione delle macchie a fresco, evitando così qualsiasi incrostazione.

Conclusioni:

Spesso si pensa a spostare la cucina della propria abitazione per modificare la disposizione degli ambienti, altrettanto spesso si sceglie i piano da lavoro della cucina in base alla nostra esperienza passata,a quella di amici i e parenti che spesso sconsigliano materiali nuovi come il gres porcellanato perché non ne conoscono le proprietà.

Pochi sono i top cucina resistenti e duraturi nel tempo come il top in gres porcellanato.  Il video spiega in breve tutti i vantaggi di questo magnifico materiale.

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