Si è cercato parquet – Pagina 2 di 6 – Ristruttura Interni
  • +328 2883309
  • info@ristrutturainterni.com

Arredi passepartout: consigli utili su come allestire spazi esterni della tua casa

Cerca risultati per: parquet

Arredi passepartout: consigli utili su come allestire spazi esterni della tua casa

Arredi passepartout: consigli utili su come allestire spazi esterni della tua casa

Pensati per resistere alle intemperie ed al sole, i mobili ed i complementi per vivere all’aperto oggi sono così belli che possono essere usati anche negli spazi interni.

Arredi passepartout: dal legno alle fibre naturali, dalla plastica al metallo ed a tessuti hi tech

Le sfumature delle varie essenze rendono ogni mobile un pezzo unico e speciale: persino i segni del tempo possono trasformarsi in un tratto distintivo.

Se si decide di puntare sul legno, non si deve temere di abbinare mobili di specie diverse. Basterà tenere come filo conduttore lo stile oppure il tipo di lavorazione. Le imbottiture fanno la differenza: se il rivestimento è in un’intensa tonalità verde, si sintonizzerà perfettamente con il contesto di piante e fiori. Se si preferiscono toni naturali o i grigi, via libera ai cuscini dal sapore etnico per aggiungere carattere alla zona conversazione. Una lampada da esterni completerà l’insieme.

Pro e contro degli arredi in legno

Legni duri o mediamente duri come teak, iroko, robinia, acacia, eucalipto, sono da preferire perché assorbono naturalmente meno acqua. Meglio però se trattati con prodotti saturatori o con un olio (agiscono riempiendo pori e fibre). Qualunque sia l’essenza, dovrebbe essere certificata FSC (proviene da una filiera di approvvigionamento responsabile).

L’aspetto peculiare di ogni singolo pezzo e la versatilità delle lavorazioni e delle finiture sono imbattibili.

Gli arredi in legno richiedono una manutenzione costante: una volta all’anno vanno passati con olio ed in inverno ritirati in un luogo riparato. Proteggerli con teli in tnt non sempre si rivela efficace, specialmente per periodi lunghi, perché potrebbero formarsi muffe e condense.

Il tavolo in legno è quasi un classico per qualsiasi contesto: per niente scontato, anzi di grande effetto, l’abbinamento con le sedie da regista in una zona pranzo indoor.

Arredi da esterno in fibre

Da sempre usate nell’arredo outdoor, le fibre hanno avuto un boom negli anni Cinquanta. Oggi vivono un momento di revival, merito del loro spirito vacanziero, che riescono a trasferire anche in città.

Un po’ etnici, un po’ coloniali, sono mobili che connotano molto l’ambiente. Per ottenere un effetto passepartout è meglio abbinarli a tessuti chiari, preferendo alle fantasie le tinte unite. Oppure usarli come pezzi unici. Per illuminare, sì a lampade in metallo e vetro.

Bambù, giunco (da cui si ricavano rattan e midollino), kubu (il rattan grigio come viene chiamato in Indonesia) e vimini sono tra le fibre più diffuse per gli arredi da esterno. Si usano al naturale o colorati, ma trattati con prodotti antimuffa ed ignifughi.

Intrecci di fibre: pro e contro

Spesso gli arredi sono manufatti artigianali di tante zone del mondo, dall’Africa all’Indonesia. Quindi pezzi unici, con una storia.

Anche se originariamente concepiti per stare all’aperto, queste fibre naturali temono i raggi diretti del sole e la pioggia. Sono piuttosto delicate.

La sedia con schienale e seduta in rattan è la compagna perfetta per un tavolo in legno, da cui riprende le sfumature.

Arredi passepartout in super plastica a colori

Resine, polimeri resistentissimi, mix caricati con fibre per aumentarne le performance: materiali nuovi che abbinano egregiamente resta estetica e caratteristiche tecniche.

Se si predilige questo materiale per la scelta dei mobili occorre prestare attenzione a colori, finiture e proporzioni. Le finiture superficiali possono essere sia opache sia lucide.

Il loro peso, invece, non è mai un problema, perché indipendentemente dalle dimensioni rimangono maneggevoli. Oltre che nelle tinte accese, hanno un’ottima resa anche declinati in nuances più delicate.

Pro e contro dei materiali sintetici

Perlopiù a base di polipropilene e polietilene (talvolta caricati in fibra di vetro per irrobustirli), talvolta di policarbonato (meno resistente ai graffi), questi arredi assumono una molteplicità di aspetti, anche ad imitazione di quelli naturali, dal legno alle fibre. Inoltre sono solidi, di lunga durata, resistenti e richiedono una minima manutenzione.

Nel tempo i loro colori (soprattutto quelli più scuri) possono perdere in brillantezza ed intensità.

La sedia in plastica con infissi d’epoca e parquet con posa a spina di pesce, è perfetta per completare l’area pranzo in un ambiente classico. Dimostrazione di come la plastica possa essere una scelta dettata non solo da esigenze pratiche.

Arredi passepartout in metallo

Malleabile e flessibile, il metallo mantiene solidità e robustezza anche quando è modellato per ottenere arredi dalle silhouette sottili e poco ingombranti.

Lavorato a listelli sottili o con strutture tubolari, con finiture verniciate o al naturale, in tutte le sfumature di grigio, sono una scelta sicura, che consente poi di arricchirli con i complementi tessili.

In alternativa, colori brillanti che portano allegria e freschezza anche al mini balcone della casa in città. Lo stile? Un mix di tradizione e modernità.

Alluminio ed acciaio inox, seguiti dal ferro, sono i metalli più diffusi per gli arredi outdoor perché uniscono facilità di lavorazione e performance. A parte l’acciaio inox, di per sé robusto, devono essere accuratamente verniciati (a polveri, in particolare quelle poliuretanica e poliestere) oppure sottoposti a zincatura, fosfatazione, cataforesi (procedimenti chimici) in modo da creare un film superficiale che li protegge dagli agenti atmosferici.

Pro e contro degli arredamenti in metallo

Molto resistenti, possono essere lavorati anche in spessori e pesi ridotti, per mobili compatti adatti a piccoli spazi.

Se non adeguatamente trattati, si deteriorano facilmente.

Arredi passepartout con tessuti hi-tech

Visivamente leggeri, gli arredi in metallo rivestito consentono di realizzare anche abbinamenti inconsueti, mixando più colori vivaci. L’importante è introdurre anche un complemento che raccordi tutti gli elementi, come un tappeto (sarebbe la scelta ottimale) o qualche cuscino (sempre più di uno) in fantasia, etnica o floreale oppure a tinta unita.

I tessuti sono perlopiù costituiti da fibre acriliche tinte in massa, come dralon con trattamento teflon antimacchia e batyline, fibra di poliestere protetta da un rivestimento in pvc.

Leggeri, idrorepellenti ed anti Uv, sono anche indeformabili ed antimuffa. Le imbottiture sono di norma realizzate in poliuretano espanso, come quelle per l’indoor.

Pro e contro degli arredi in metallo rivestito

Resistono agli agenti atmosferici mantenendo i colori inalterati anche se esposti al sole e non si rovinano neanche per l’azione di muffe e microrganismi, normali conseguenze del contatto con l’acqua. Semplice anche la manutenzione: basta pulire con un sapone neutro.

L’unico svantaggio è rappresentato dal prezzo, che in certi casi può essere elevato.

Il tavolo rotondo con le poltroncine abbinate potrebbe rendere meno scontata una semplice cucina total white. Di dimensioni contenute, è adatto a piccoli spazi e le sedute personalizzano un arredo minimal.

Il Bonus verde: la spesa si detrae

Una buona notizia per chi vuole allestire il proprio spazio all’aperto, che si tratti di giardino, terrazzo o balcone: anche per il 2019 è prevista la possibilità di usufruire del cosiddetto “Bonus verde”.

Si tratta della detrazione Irpef del 36% da ripartire in dieci quote annuali di pari importo. Si calcola su un importo massimo di 5.000€ per unità immobiliare, comprensivo delle eventuali spese di progettazione e manutenzione.

Le opere interessate sono:

  • Aree scoperte (giardini, terrazzi e balconi) private di edifici, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
  • Realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili

Il pagamento delle spese deve avvenire attraverso strumenti che consentono la tracciabilità delle operazioni (come bonifico bancario o postale).

Ne beneficia chi possiede o detiene l’immobile oggetto degli interventi. La detrazione massima è di 1.800€ per immobile.

Il bonus verde spetta anche per le spese sostenute per interventi eseguiti sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, fino ad un importo massimo complessivo di 5.000€ per unità immobiliare ad uso abitativo. In questo caso, ha diritto alla detrazione il singolo condominio nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Perché bisogna fare il progetto della cucina

Durante la ristrutturazione di un appartamento una delle fasi più delicate, è il progetto della cucina, questo ambiente è infatti forse il più complesso all’interno di una casa.

La cucina, come il bagno, richiede una scelta accurata dei vari accessori che la compongono e una analisi precisa di ciò di cui abbiamo bisogno.

E’ uno degli ambienti che più cambia in base ai bisogni di ogni individuo, può essere una stanza a sé, inglobare anche la zona pranzo o venire inglobato nella zona giorno.

Gli aspetti da considerare durante il progetto della cucina sono dunque molteplici, vediamo di analizzarli con ordine.

Disposizione

La cucina può occupare una stanza dedicata oppure essere separata dal soggiorno o dalla zona pranzo semplicemente con divisori parziali, come un mobile passante, di cui vi ho parlato in questo articolo oppure un muro basso o una vetrata.

Per quanto riguarda la disposizione della cucina è fondamentale affidarsi ad un esperto, come un architetto di interni, grazie al quale potrete ottenere un ambiente gradevole e funzionale sotto ogni aspetto.

Il progetto della cucina parte appunto proprio dalla disposizione, si può avere una cucina in linea, una cucina con isola centrale o una cucina con penisola.

La scelta di una di queste tipologie dipende, oltre che dal gusto estetico di ogni individuo, soprattutto dallo spazio che si ha a disposizione. Cerchiamo di capire quale tipologia è più adatta ad ogni ambiente.

Cucina in linea

È sicuramente la tipologia più diffusa, consiste nella disposizione dei mobili della cucina lungo un’intera parete o lungo due pareti adiacenti o frontali. Il tavolo viene solitamente posizionato al centro della stanza oppure adiacente al muro opposto alla cucina.

Questa tipologia di cucina è molto adatta per ambienti stretti e lunghi oppure per ambienti quadrati dalle dimensioni ridotte.

Cucina con isola centrale

Questa tipologia è quella che più affascina per la sua disposizione particolare, ma anche quella meno diffusa perché richiede ambienti di grandi dimensioni e non è adatta per spazi ristretti.

La parte del piano di cottura, del lavabo e del piano di lavoro viene posizionata su un mobile centrale, rettangolare, mentre la parte della dispensa e del frigorifero viene addossata ad una parete.

Questa disposizione concentra l’area di lavoro nella zona centrale, a cui si è liberi di girare attorno, spesso questa zona accoglie anche una zona pranzo che può essere un bancone alto con sgabelli o un vero e proprio tavolo.

È chiaro che la zona centrale ha una profondità superiore a quella dei mobili standard da cucina e necessita inoltre di uno spazio di “manovra” adeguato per poter operare e muoversi con facilità.

Per questi motivi è adatta a spazi di dimensioni ampie, magari proprio ad appartamenti in cui la cucina è completamente integrata con la zona giorno.

Cucina a penisola

Questa tipologia si discosta dalla classica cucina in linea e assume alcune caratteristiche della cucina a isola, i mobili della cucina sono infatti disposti lungo una parete e lungo quella ad essa adiacente, formando un angolo.

La parte della zona pranzo viene disposta in posizione parallela ai mobili e collegata all’angolo creando una disposizione a C. Si crea dunque un unico piano continuo che nell’ultima sua parte diventa un tavolo o un bancone alto con sgabelli, schermando in parte la zona di lavoro.

Questa disposizione è particolarmente adatta per ambienti di dimensioni ridotte e magari in cui non c’è separazione tra cucina e soggiorno.

La disposizione compatta consente infatti di ottimizzare lo spazio creando attraverso la zona pranzo una sorta di filtro tra il soggiorno e la parte più tecnica della cucina.

Immagine tratta da www.pixabay.com

Scelta degli elementi che compongono la cucina

Una volta individuata la tipologia che più si adatta allo spazio che avete a disposizione è fondamentale passare all’aspetto estetico e funzionale.

Pavimenti e rivestimenti

Sicuramente nel progetto della cucina è necessario porre attenzione alla scelta di pavimenti e rivestimenti, che devono essere in armonia con le finiture che verranno scelte per i mobili della cucina e devono essere ovviamente funzionali e pratiche.

Vi ho già parlato in questo articolo di alcuni dei rivestimenti e pavimenti più di tendenza negli ultimi anni, sicuramente sarebbe ottimale optare per il gres porcellanato o per pavimenti in pietra o resina, mentre sconsiglierei il parquet, più delicato.

Mobili e accessori

Scelti pavimenti e rivestimenti si può passare all’aspetto più cruciale, quello che riguarda i mobili e gli accessori della cucina.

Per quanto riguarda l’aspetto estetico gli elementi da valutare sono due, il tipo di materiale di rivestimento del piano di lavoro e quello che invece riveste le parti frontali delle basi e dei pensili.

La scelta del materiale per il piano di lavoro, anche chiamato top, è veramente vasta, può essere in laminato, o in materiali compositi fenix, in dekton o in corian, o ancora in pietra o in metallo.

Anche per il rivestimento delle basi e i pensili c’è un ampio ventaglio di opzioni. Per quanto riguarda l’aspetto funzionale, la valutazione da fare riguarda la tipologia di attrezzature e accessori da installare, come piano cottura, lavello e cappa.

Il piano cottura può essere ad induzione oppure a gas, ormai la prima tipologia sta iniziando a diffondersi sempre di più per il suo gradevole aspetto estetico, la maggiore sicurezza, facilità di pulizia e il risparmio energetico che comporta rispetto alla seconda.

Il lavello può essere quadrato, tondo o rettangolare, a una o due vasche, con sgocciolatoio laterale e può essere installato a filo top, sopra top o sotto top, e anche la scelta della rubinetteria è molto ampia.

La cappa può essere aspirante o filtrante, da piano o sospesa o ancora incassata. Sicuramente la scelta di alcuni elementi della cucina è vincolata alla disposizione che abbiamo scelto, se per esempio abbiamo optato per la cucina a isola sarà più adatta una cappa con aspirazione da piano o una sospesa dal design particolarmente accattivante.

Conclusioni

Il progetto della cucina è molto importante poiché esamina tutti gli aspetti che questo ambiente racchiude, dalla disposizione alla scelta di pavimenti e rivestimenti, fino a quella di mobili e accessori, senza dimenticare la messa a norma degli impianti in esso presenti.

Ristrutturare il bagno senza piastrelle

Durante la ristrutturazione di un appartamento, uno degli ambienti più spesso soggetti a cambiamenti, restyling e mutamenti è proprio il bagno.

Questo locale è una delle stanze fondamentali della casa, si tratta di un ambiente tecnico, in cui si svolgono determinate funzioni, ma anche di relax. Il bagno è strettamente legato ai gusti e alle esigenze personali di ogni individuo, per questo è soggetto ad un alto grado di personalizzazione.

Pensate a chi preferisce la doccia al posto della vasca, e viceversa, oppure chi preferisce separare la zona del wc e bidet da quella del lavabo e doccia, o chi ancora desidera avere all’interno del bagno una piccola area dedicata alla lavanderia.

Il bagno si trova a dover soddisfare questi requisiti e per questo spesso viene ristrutturato dopo l’acquisto della casa, perché magari la disposizione precedente non soddisfa il gusto delle persone, o anche nel corso del tempo dagli stessi proprietari per il modificarsi della struttura famigliare e degli stili di vita.

Proprio perché le ristrutturazioni del bagno sono piuttosto frequenti è bene cercare di ottimizzare i costi e valutare attentamente tutte le opzioni possibili, anche in vista di un futuro e nuovo cambiamento.

Uno degli aspetti più delicati da valutare in questo senso è la scelta dei pavimenti e rivestimenti, come possiamo scegliere dei materiali resistenti e duraturi per rivestire il nostro bagno che siano allo stesso tempo pratici e facili da sostituire in caso di una nuova ristrutturazione?

Una risposta sicuramente è quella di non utilizzare per il nostro bagno dei rivestimenti e dei pavimenti con piastrelle, ma optare per altre soluzioni.

Pavimenti e rivestimenti alternativi alle piastrelle

È noto che ormai esistono varie soluzioni per rivestire e pavimentare il vostro bagno, le piastrelle sono la scelta più classica, ma forse la meno pratica, veloce, economica e duratura, poiché sono poco resistenti e soggette a rottura.

Inoltre le piastrelle richiedono un lavoro di posa piuttosto lungo e di conseguenza più costoso e spesso risulta problematico, a distanza di anni, in caso di sostituzione, ritrovare la giusta continuazione del pavimento o del rivestimento ceramico.

I modelli possono non essere più in produzione, e anche se trovaste la piastrella della medesima serie, non avrebbe mai la stessa colorazione delle altre che sono state utilizzate da tempo.

Perché dunque non optare per nuovi materiali da rivestimento come la resina, le pitture, le carte da parati, le piastrelle adesive o il parquet? Vediamo quali sono nel dettaglio i pregi e i difetti di ognuno di essi.


Immagine tratta da www.pixabay.com

Pavimenti e rivestimenti in resina

Sicuramente l’utilizzo di pavimenti o rivestimenti in resina porta grandi vantaggi, questo materiale, di cui vi ho già parlato in
questo articolo , è infatti pratico, duraturo e ha un grande pregio estetico, quello di dare continuità alle superfici su cui viene applicato.

Uno dei vantaggi dei rivestimenti e dei pavimenti in resina è che si possono applicare sopra le piastrelle vecchie, dopo l’adeguata preparazione del fondo. Grazie al suo spessore ridotto, di qualche millimetro, elimina infatti il fastidioso problema di salti di quota.

Un materiale piuttosto simile alla resina, che può essere utilizzato sia come rivestimento che come pavimento, è il microcemento, risulta più resistente di essa, ma è un po’ più costoso.

Rivestimenti in pittura

L’alternativa forse più economica e immediata ad un rivestimento in piastrelle è l’utilizzo di una semplice pittura per interni nel vostro bagno. Esistono diversi tipi di pittura, quella lavabile o quella a smalto lavabile.

La prima può essere lavata con acqua con le accortezze necessarie, ed è ottimale per l’ambiente bagno così come anche per la cucina.

La seconda è ancora più adatta per il bagno perché più resistente all’acqua e conferisce un effetto speciale molto lucido alle pareti su cui viene applicato.

Rivestimenti con carta da parati

Vi sembrerà strano, ma al giorno d’oggi grazie all’utilizzo di particolari tecnologie e materiali, è possibile utilizzare la carta da parati anche in bagno.

Delle nuove caratteristiche delle attuali carte da parati vi ho già parlato in
questo articolo , entrando più nello specifico si possono catalogare quelle utilizzabili in bagno in due categorie, la carta da parati vinilica e la carta da parati in fibra di vetro.

Mentre la prima seppure impermeabile e lavabile non può essere applicata nelle parti a diretto contatto con l’acqua, la seconda è molto più resistente all’acqua.

Ovviamente bisogna optare per la carta da parati in un bagno solo se questo è correttamente ventilato. Uno dei vantaggi dei rivestimenti con carta da parati è che come con la resina si possono applicare sopra le piastrelle vecchie.

Pavimenti e rivestimenti in piastrelle adesive

Un’altra soluzione alternativa alle piastrelle classiche può essere quella di utilizzare piastrelle adesive.

Composte di materiale plastico, hanno un aspetto che può simulare sia la ceramica, che il legno o qualsiasi altra tipologia di superficie, un po’ come accade con le carte da parati.

Anche’esse come resina e carte da parati, possono essere applicate su un vecchio pavimento o rivestimento, senza causare problemi di spessori e sono, tra tutte le alternative proposte in precedenza, quelle in assoluto più facili da posare.

Sono altamente personalizzabili anche nel formato, tuttavia hanno una resistenza inferiore rispetto agli altri materiali proposti.

Pavimenti in parquet

Uno dei falsi miti sul parquet in bagno è che non sia utilizzabile per via dell’acqua.

Il nemico principale del parquet è tuttavia soprattutto l’umidità, dunque basterà garantire una corretta ventilazione nel bagno, sia con finestra sia attraverso un aspiratore meccanico, per poter ristabilire la corretta percentuale di umidità nell’aria.

Determinate specie di legno sono poi particolarmente stabili anche in ambienti piuttosto umidi, ad esempio il rovere, dunque risultano più adatti per la posa nei bagni.

Le moderne tecnologie e i trattamenti promossi dalle aziende produttrici garantiscono inoltre prodotti impermeabili. Rispetto alle precedenti proposte la scelta del parquet risulta più costosa, anche se di grande effetto estetico.

Conclusione

Se state pensando di ristrutturare il vostro bagno e cercate alternative veloci, pratiche, durature e magari meno costose delle piastrelle non avete che l’imbarazzo della scelta! Avete già deciso quale rivestimento o pavimento è più adatto per voi?

Capitolato per una ristrutturazione di appartamento

Capitolato per una ristrutturazione di appartamento

La pianificazione dei lavori di ristrutturazione di un appartamento non può prescindere dalla redazione di un capitolato. Il documento viene realizzato dai tecnici dell’impresa edile incaricata della ristrutturazione.

Cos’è il capitolato per la ristrutturazione di un appartamento?

Il capitolato è un documento, allegato al contratto di appalto, nel quale vengono classificati gli interventi tecnici, i materiali, i volumi, le superfici, la durata dei lavori ed i costi relativi alla ristrutturazione. Attraverso la redazione di questo documento si pianificano i lavori.

Questo documento viene redatto separatamente ma è parte integrante del contratto d’appalto nel quale è presente anche una Dichiarazione Impegnativa dell’Appaltatore volta a specificare la relazione tecnica del progetto, il piano di sicurezza, il computo metrico dell’appartamento, la documentazione relativa alla sicurezza sul lavoro, il programma dei lavori, l’Oggetto dell’appalto e l’Ammontare dell’appalto.

Il capitolato per i lavori di ristrutturazione di un appartamento è facoltativo per i privati. Al contrario, si tratta di un documento obbligatorio per gli appalti tra imprese edili e pubblica amministrazione. Per i committenti privati consigliamo comunque di far redigere questo documento ad un professionista iscritto all’albo (ingegnere, architetto, geometra) per tutelarsi in giudizio in caso di problematiche che possono sorgere con l’impresa edile.

Capitolato per la ristrutturazione: com’è fatto?

Nella prima parte del documento vengono citate le informazioni dell’appartamento sul quale viene predisposto l’intervento di ristrutturazione: l’indirizzo (la città, la via e il numero civico), il numero di vani, il piano, la presenza o meno di un ascensore e le dimensioni di superfici/altezze.

Nella seconda parte del capitolato sono presenti gli interventi relativi a:

  • Demolizioni: eventuale rimozione di piastrelle, zoccolature, sanitari, pavimenti e porte, abbattimento dei muri (tramezze) non portanti.
  • Formazione degli scassi: alloggiamenti delle guaine, scatole portafrutto e di derivazione per successiva realizzazione nuovo impianto elettrico, alloggiamento delle tubazioni e scarichi per bagno e cucina, alloggiamento tubazioni del gas a partire dal contatore fino al piano cottura e alla caldaia e alloggiamento di tubazioni per l’impianto di riscaldamento.
  • Impianto elettrico dell’appartamento: prodotti utilizzati, tecniche impiegate e superfici. Bisogna specificare se va realizzato un nuovo impianto elettrico, i punti luce, le prese di servizio, prese tv e telefono.
  • Impianto idraulico di bagno e cucina: in questa sezione vanno specificati i prodotti utilizzati, le tecniche impiegate e le superfici. Possiamo inserire quì le informazioni relative al bagno, ad esempio la fornitura e posa in opera di tubazione in rame e PVC per carico e scarico, montaggio dei sanitari (lavabo, bidet, doccia, vasca, cassetta di cacciata e lavatrice) e della rubinetteria. Riguardo la cucina, ad esempio, troviamo la fornitura e la posa in pera della tubazione di carico e scarico dell’acqua e il collegamento con la rete di scarico condominiale.        
  • Impianto del gas e di riscaldamento: vanno specificati i prodotti utilizzati, le tecniche impiegate e le superfici.  In quest’area del capitolato va inserita la fornitura e posa in opera delle tubazioni in rame coibentato con partenza dal contatore fino al piano cottura e alla caldaia. Da segnalare anche il foro di areazione del gas.
  • Impianto di riscaldamento: posa in opera della caldaia, fornitura e posa in opera delle tubazioni fino al collettore e di quelle all’ interno dell’appartamento fino ai termosifoni o termoventilatori. Infine bisogna specificare il numero dei termosifoni o termoconvettori o termoventilatori. Anche in questo caso vanno specificati i prodotti, le tecniche impiantistiche e le superfici.
  • Piastrellatura: specificando prodotti, tecniche e le superfici sulle quali applicare le piastrelle o il parquet. In questa sezione va inserita la posa in opera delle piastrelle (a pavimento e/o a rivestimento) eseguite con uno specifico collante e la sigillatura dei giunti tra piastrelle. In caso di installazione di parquet vale lo stesso discorso.
  • Opere murarie con specifiche sui prodotti impiegati, le tecniche e le superfici. Qui possiamo inserire la costruzione di opere murarie come tramezze, telai per porte e finestre, davanzali, ecc.
  • Coloritura e rifiniture: come in ogni altra sezione del capitolato, anche, quì bisogna inserire le specifiche sui materiali, sulle tecniche e sulle superfici. Ad esempio vanno inserite: la rimozione della carta da parati, la rasatura dei muri e la tinteggiatura.

Nell’ultima parte del capitolato per la ristrutturazione di un appartamento vi sono le informazioni di contatto dell’impresa edile: numero di telefono/fax, indirizzo email ed eventualmente, se presente, l’indirizzo del sito web.

Le voci del capitolato possono essere maggiori rispetto a quelle che abbiamo preso in considerazione in questo articolo e dipendono dallo stato in cui si trova l’appartamento prima della ristrutturazione.  Per questo, il documento va redatto da professionisti del settore edile che possano valutare al meglio quali sono gli interventi essenziali da intraprendere. Per fare qualche esempio sulle eventuali integrazioni al capitolato possiamo parlare di:

  • Lavori di consolidamento: ad esempio il consolidamento delle murature con “iniezioni” di cemento armato;
  • Facciate;
  • Controsoffitti;
  • Impermeabilizzazione;
  • Opere da falegname;
  • Protezione termica.

Devi ristrutturare il tuo appartamento? Vuoi affidarti ad un’impresa edile che possa occuparsi anche di realizzare il capitolato per la ristrutturazione del tuo appartamento? Contattaci. Ti metteremo a disposizione i nostri professionisti e ti forniremo tutta l’assistenza tecnica e burocratica necessaria.

Come eliminare i rumori in casa

Come eliminare i rumori in casa

Il comfort acustico è una condizione fondamentale per la qualità della vita domestica. Quando viene meno, si può intervenire con soluzioni mirate.

Una volta individuata la tipologia di inquinamento acustico da combattere e la causa, per esempio se proviene dall’esterno o dagli appartamenti adiacenti, resta da capire come e dove intervenire.

Le soluzioni per bloccare la propagazione delle onde sonore, o almeno per assorbirle, sono infatti numerose come l’aggiunta dell’isolamento dall’interno, la sostituzione dei vecchi infissi, la posa di materassini anticalpestio o di controsoffitti.

Il controsoffitto acustico Mono Acoustic di Rockfon è realizzato in lana di roccia e polvere di marmo. Può essere montato su una struttura sospesa (con pendinatura) o applicato direttamente sulla superficie, anche curva o inclinata. Si posa anche su pareti: nell’installazione verticale può essere usato in alternativa agli assorbitori murali a parete. A queste performance di assorbimento acustico si abbinano anche proprietà di contenimento energetico.

Le diverse fonti

  • Le vibrazioni. I rumori generati dalle vibrazioni di corpi nell’aria (detti aerei) vengono percepiti proprio attraverso l’aria, che diventa il veicolo di trasmissione dei suoni. Tra questi rumori, ci sono anche quelli provocati dalla voce e dalle trasmissioni radio e televisive, decisamente fastidiosi.
  • Le percussioni. Sono rumori che traggono origine da una sollecitazione meccanica a cui viene sottoposta una struttura o un elemento facente parte dell’edificio, come una parete o il solaio. Alla sollecitazione (quindi al colpo) segue una vibrazione che, imposta all’elemento rigido, si ripercuote nell’aria e viene percepita dall’apparato uditivo delle persone, sempre tramite via aerea. Alcuni rumori originati da percussioni sono quelli causati dallo spostamento di mobili, da porte chiuse con forza, dalla caduta accidentale di oggetti e dai passi.
  • Gli impianti. I rumori dovuti invece agli impianti tecnologici della casa e dell’edificio in generale sono forse i più complessi da definire e circoscrivere, in quanto possono originarsi in duplice forma, area o da percussione, per essere poi percepiti in forma aerea.

E’ il caso dei rumori dovuti agli scarichi, agli ascensori, agli apparecchi di ventilazione ed a quelli originati dagli impianti di riscaldamento.

La normativa

La legge quadro, che per la prima volta affronta il tema del rumore in Italia, è relativamente recente: è la 447 del 1995. A questa sono poi seguiti, mano a mano, i decreti attuativi per i vari ambiti, tra cui anche quello sulle caratteristiche acustiche che devono avere gli edifici, il D.P. C.M. 5/12/1997 (documento di riferimento nella normativa italiana per l’acustica in edilizia. Quest’ultimo definisce le prestazioni di isolamento acustico che gli edifici devono possedere.

Il rumore proviene dall’abitazione del piano sopra: quali sono le cause ed i rimedi consigliati?

Solitamente i rumori che si avvertono dall’appartamento posto al piano superiore sono quelli relativi agli impianti e di tipo impattivo. I suoni che propagano per via aerea, come la voce delle persone o l’audio della tv sono invece avvertibili più difficilmente.

I rumori causati dagli impianti sono dovuti perlopiù agli scarichi dei bagni; quelli di tipo impattivo, invece, sono causati dal calpestio e da sorgenti che trasmettono il rumore attraverso le vibrazioni (ne è un esempio la lavatrice). Questo tipo di rumore è detto “solido”.

Ai rumori dovuti alle tubazioni ed agli scarichi idrici non c’è rimedio, a meno di intervenire direttamente (con scassi a pavimento ed a livello delle pareti) per fasciare i condotti con idonee guaine fonoassorbenti o per sostituirli con quelli di nuova generazione, che sono silenziati.

Anche i rumori impattivi richiedono lavori ingenti e non sempre “fattibili”: risolutivo sarebbe intervenire sul pavimento del piano superiore per introdurre un materassino anticalpestio.

Phonmax Bs di Primate è un materassino per l’isolamento al calpestio specifico per massetti a basso spessore. E’ composto da uno strato di Primate Phonopro (3 mm di spessore di polietilene espanso a celle chiuse reticolato, appositamente studiato per l’isolamento acustico), accoppiato termicamente con la fibra poliestere termo gelata Phonotel. L’abbinamento dei due prodotti permette di ottenere elevati valori di abbattimento acustico al calpestio.

Come risolvere i rumori dell’appartamento adiacente?

In questo caso i problemi più ricorrenti di solito sono dovuti ai suoni che si trasmettono per via aerea ed agli scarichi.

I rumori per via aerea sono dovuti ad una mancata o errata progettazione delle pareti che separano le unità abitative. In genere, si riscontra che sono sottodimensionate ed anche costruite non correttamente. Per esempio, le tracce per le forassiti (i tubi corrugati flessibili all’interno dei quali si fanno passare i cavi) ed i fori per le prese, se sono realizzati nello stesso punto da entrambe le parti del muro creano una sorta di buco acustico.

Anche gli intonaci ed i materiali scelti possono non essere adeguati o applicati male.

Per rimediare, si procede dall’interno con una controparete isolante acusticamente (tamponamento in cartongesso accoppiato ad isolante). Si tratta di una soluzione spesso risolutiva, se dimensionata ed applicata correttamente, ma occorre mettere in conto la perdita di 10-15 cm nella stanza.

Negli edifici più vecchi può capitare che il rumore prodotto in casa si propaghi attraverso la porta di ingresso non blindata (andrebbe sostituita) e si amplifichi nel vano scale.

Da applicare all’interno, a parete ma anche a soffitto, Gypsotech Duplex dB-Lignum di Fassa Bortolo è un pannello isolante studiato per garantire la massima fono assorbenza in un volume minimo. La struttura è accoppiata: alla lastra di cartongesso Gypsotech viene unito un pannello in poliuretano, riciclato, dello spessore di 10 mm, rivestito su entrambi i lati con uno strato di tessuto non tessuto. Lo spessore totale non supera i 30-40 mm.

Se il problema acustico è interno all’appartamento, come si risolve?

Ci si trova in una situazione meno seria della precedente, soprattutto perché si può risolvere autonomamente.

I disturbi più frequenti sono solitamente di tipo impiantistico (scarichi ed impianti di climatizzazione dell’aria) o aereo e di trasmissione diretta a causa dello scarso isolamento tra due camere adiacenti.

Se per gli scarichi idrici si procede analogamente a quando il fastidio è dovuto ad altri, per gli impianti di climatizzazione la cosa più semplice (ma costosa) è sostituire i vecchi dispositivi con modelli recenti. Si tenga conto che alcuni tipi di impianti anche oggi risultano più rumorosi di altri, soprattutto se il “motore” è interno all’abitazione.

L’isolamento tra due stanze si aumenta invece con una controparete. Anche le porte interne sono importanti perché, se isolanti e posate bene, fanno la differenza.

Il rimbombo: un grande fastidio

In un’abitazione, i problemi dati dalla persistenza in una stanza di un suono (dovuta al riverbero sulle pareti) sono risolti spesso con l’arredamento.

Pareti parzialmente occupate con mensole o mobili favoriscono l’acustica all’interno della stanza. E’ utile sapere poi, che le superfici porose, morbide ed imbottite, contribuiscono ad attutire il suono e sono l’ideale per contrastare il rimbombo in ambienti particolarmente ampi ed alti.

Da questo punto di vista, anche il legno (parquet e boiserie) funziona bene, meglio delle piastrelle e del marmo.

Esistono poi speciali pitture adatte a rifinire le contropareti isolanti che possono essere aggiunte negli interventi di riqualificazione acustica.

Paintlac di MaxMeyer è lo smalto murale all’acqua che si applica direttamente su cartongesso, ideale quindi negli interventi di coibentazione acustica contro pareti.

Ristrutturazione Bilocale in citta studi

« 1 di 2 »

Ristrutturazione completa di un appartamento sito al terzo piano a Milano in Via Mezzofanti.

Il cliente ha optato per il progetto che prevedeva il cucinotto a vista e il bagni. L’architetto ha progettato un illuminazione a terra sotto ai sanitari e al lavabo.

Sono stati realizzati i nuovi impianti idrici di bagni e cucina con annesse fogne, completamente nuove, si è optato per posizionare della caldaia,  racchiusa nel mobile sul balcone. Inoltre abbiamo realizzato l’impianto di condizionamento, fornito e posato il condizionatore dual split della Daikin.

Abbiamo realizzato l’impianto del gas per la caldaia e d quello elettrico con Salvavita, magnetotermici, placche e pulsanti Bticino Matix.

Lavori eseguiti:

  • Rimozione piastrelleg del rivestimento e del pavimento di bagno con relativo sottofondo per sostituire l’impianto idraulico
  • Rimozione rivestimento piastrelle “paraschizzi” cucina
  • Rimozione vasca in ghisa.
  • Rimozione porta interna con relativo falsotelaio
  • Fornitura e posa in opera porte a battente (fornitore: Gruppo Bea)
  • Realizzazione nuovo impianto idraulico per bagno e cucina
  • Fornitura e posa  parquet, in camera da letto ( fornitore: Gruppo Bea)
  • Posa piastrelle rivestimento bagno e cucina fascia da 80cm ed angolo finestra cucina
  • Posa di sanitari bagno wc  a terra, bidet sospesi e lavabo con relativa rubinetteria e piatto doccia in resina alto 3cm 140X90 e box doccia, (fornitore: Gruppo Bea)
  • Realizzazione piatto doccia in muratura 
  • Posa in opera Termoarredo in bagno 
  • Allacciamento carico e scarico cucina Ikea
  • Tinteggiatura di colore azzurro
  • Tinteggiatura termosifoni
  • Tinteggiatura pareti decorate

Lavori consegnati in 35 giorni lavorativi

porte-garofoli

Porte interne: quale finitura scegliere?

Le porte interne, in base a colori, decorazioni, finiture e le maniglie, incidono sulla percezione che si ha di una stanza modificandone la prospettiva e la percezione della stessa.

La scelta della finitura dipende anche dall’effetto desiderato. In un ambiente con finiture neutre si può decidere di uniformare cromaticamente le porte e far sembrare così lo spazio più ampio. Se invece si vogliono valorizzare anche le ante, bisogna rinunciare all’omogeneità orientandosi su modelli a contrasto.

Oggi le scelte di interior decoration sono molto più audaci rispetto al passato.Vengono scelte  le porte a seconda degli ambienti, ad esempio diversificando quelle della zona giorno da quelle della zona notte.

Tipologie di finiture per porte interne

Porte in legno per interni
  • Laccata. La porta interna viene tinteggiata con vernici apposite attraverso un processo definito laccatura. Essa può essere di diverse colorazioni, lucida o opaca.

La laccatura  può avvenire a poro aperto o a poro chiuso. La prima viene effettuata quando rimangano evidenti, nonostante la verniciatura, alcuni dettagli del legno a livello visivo-tattile (venature, pori).  

La laccatura ha lo scopo di evidenziare i pori del legno attraverso una puntinatura bianca ottenuta con una procedura specifica detta “decapè”. Questo tipo di trattamento viene soprattutto eseguito per le porte in stile rustico e country.

La laccatura a poro chiuso invece nasconde le caratteristiche del materiale sottostante.

Solitamente le porte prima di essere laccate vengono trattate con un sottile strato di MDF al fine di far durare la vernice nel tempo. Questa è una tipologia di porta che può spaziare da uno stile classico a moderno, perfino minimalista.

Porte di questo tipo sono così versatili da sposarsi con qualsiasi ambiente. Sono molto consigliate in case con gusto contemporaneo e con pavimenti variegati come gres porcellanato, marmi, parquet o resine.

  • Spazzolata verticale/orizzontale. Si tratta di una finitura realizzabile sia su porte in legno sia su porte in laminato. Nelle prime questo trattamento mette in risalto le venature del legno. Invece nelle seconde ne riproduce il disegno,  il colore ed il poro con un effetto quasi realistico. L’effetto finale in ogni caso è un’esperienza visivo – tattile.
  • Incisioni. Si tratta di incisioni praticate sul battente, le quali vanno ad aggiungere alla semplicità di una porta laccata lucida o opaca quel dettaglio in più. Esistono infinite varianti, realizzabili anche dal disegno del cliente.  
  • Inserti in metallo. Le finiture in metallo possono essere applicate sulla porta in più punti ed inserite in tutti i modelli e materiali di porte interne.
  • Inserti in vetro.  Dopo aver scelto il modello di porta ed il materiale che più si desidera si può scegliere di inserire all’interno del battente un vetro. Esso può avere varie dimensioni, può essere ripetuto informe geometriche sull’ anta, può essere decorato, satinato, può far passare luce da un luogo all’altro della casa o semplicemente decorare la vostra porta interna.
  • Intagliata.La particolarità di questa finitura consiste nel praticare un intaglio a rilievo sull’ anta in legno rendendo unico ed inimitabile lo stile della porta. Scegliendo questa lavorazione avrete qualità di materiali, giochi di forme e volumi.
  • Pantografata. Questa finitura viene realizzata sulla porta attraverso uno strumento chiamato pantografo. Si tratta di un parallelogramma costituito da quattro aste, le quali vengono posizionate secondo il disegno scelto, creando così un bassorilievo. Sono porte molto eleganti e versatili, che danno carattere alla casa senza appesantirne lo stile.
  • Intelaiata.Questo tipo di finitura rompe la semplicità della forma e fa sì che la porta si componga attraverso il gioco dei montanti verticali, dei traversi orizzontali o dello zoccolo combinando gli elementi con diverse finiture.
  • Decorazione in foglia. Questo tipo di finitura utilizza la foglia d’oro o d’argento per impreziosire i dettagli di una porta realizzando così uno stile classico intramontabile. E’ particolarmente adatta a case in stile, ville private ed alberghi.
  • In pelle. Si tratta di porte realizzate in pelle rigenerata, morbide al tatto ed uniche nel loro genere. I modelli solitamente vengono impreziositi con bottoni d’argento, oro o Swarovski. Sono finiture adatte ad ambienti di classe, eccentrici e molto particolari.
  • In tessuto. Porte rivestite in tessuto, le quali possono essere personalizzate scegliendo tra un’ampia gamma di texture. Declinate in sfumature naturali o tinte più accese.
  • In softwood, un legno morbido e naturale, reso elastico attraverso un sofisticato processo produttivo che mantiene intatte le caratteristiche del legno e delle essenze con le quali viene realizzata la porta. Si tratta di un materiale che permette di creare “imbottiture” particolari ed assolutamente originali che hanno la particolarità di essere fonoassorbenti.

Le porte interne rappresentano una tra le componenti di design più influenti nell’estetica generale della casa o dell’ufficio. Stai ristrutturando casa a Milano e vuoi sostituire anche le porte? Contattaci

Ristrutturazione completa Trilocale in Corso Lodi Milano

Lavori eseguiti:

Ristrutturazione completa di un appartamento sito al primo piano a Milano in corso Lodi.

Il cliente ha optato per il progetto che prevedeva l’open space grande con cucina a vista e 2 bagni. Nei bagni abbiamo realizzato il piatto doccia in muratura che poi è stato rivestito con la stessa ceramica che è stata applicata su tutto l’appartamento. 

Sono stati realizzati i nuovi impianti idrici di bagni e cucina con annesse fogne, completamente nuove, si è optato per posizionare lo scaldabagno, Outside mag della Vaillant, esternamente sul balcone e non in cucina come era in precedenza. Inoltre abbiamo realizzato l’impianto di condizionamento, fornito e posato il condizionatore trial split della Daikin.

Abbiamo realizzato l’impianto del gas per lo scaldabagno e d quello elettrico con Salvavita, magnetotermici, placche e pulsanti Bticino.

Avendo demolito un tramezzo e realizzato altri muri abbiamo aperto una C.i.l.a. e successivamente abbiamo presentato la nuova planimetria al catasto di Milano.

L’arredamento è stato scelto da Ikea i sanitari e le piastrelle invece le abbiamo fornite noi di Ristruttura Interni S.r.l.

  • Rimozione piastrelle del rivestimento e del pavimento della cucina e del bagno compreso relativo sottofondo.
  • Rimozione piastrelle del rivestimento e del pavimento con relativo sottofondo per sostituire l‘impianto idraulico.
  • Demolizione di diversi muri interni
  • Realizzazione muri di separazione camere
  • Nuovo impianto di condizionamento cosi composto:
    • trialsplit Daikin per la zona notte (3 camere da letto)
  • Nuovo impianto idrico sanitario per 2 bagni 
  • Fornitura e posa pavimento in gres porcelanato fintolegno
  • Fornitura e posa pavimento e rivestimento in ceramica per i bagni, 
  • Fornitura e posa di sanitari (wc e bidet)  sospesi, rubinetteria, piatti doccia e box doccia, 
  • Posa in opera nuova porzione di pavimento in parquet uguale a quello essistente
  • Impianto elettrico serie Bticino livingh tech 
  • Fornitura e posa scaldabagno Vailant OutsaidMag
  • Tinteggiatura di colore bianco di 1 termosifone e di tutto l’immobile.

Lavori consegnati in 55 giorni lavorativi.