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Investimenti immobiliari: conviene investire contro la crisi?

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Investimenti immobiliari: conviene investire contro la crisi?

Investimenti immobiliari: conviene investire contro la crisi?

La casa,  sia prima che seconda, viene considerata un ottimo investimento. Per questo motivo l’87% dei beni reali detenuti dalle famiglie italiane è rappresentato da immobili aventi un valore di circa 5 miliardi di euro.

Tre Italiani su quattro abitano in una casa di proprietà. Tra abitazioni di vacanza, immobili in affitto o sfitti esistono nove milioni di “seconde case”.

Il 73% della popolazione possiede almeno una casa di proprietà. Si tratta di una statistica positiva per quanto riguarda le ripercussioni sul tessuto sociale del Paese.

In Italia l’immobile ha un ”valore particolare” sia per motivi culturali sia per la grande disponibilità di immobili a disposizione.

Vi è un atavico pragmatismo che non è stato scalfito dall’era moderna e che spinge l’Italiano medio ad  effettuare investimenti solidi e tangibili al posto di una ricchezza spesso virtuale e pronta a scomparire al primo crollo dei mercati azionari. Per questi motivi, si è convinti che un immobile regga di valore nel tempo e tende ad incrementarlo, proteggendo il proprietario dal rischio di inflazione.

Possedere un’abitazione è un elemento sia di sicurezza sia di stabilità.

Ma la grande propensione degli Italiani ad investire nel mattone non si è fermata alla prima casa.

Investire in un appartamento è sicuramente un investimento sicuro. Si tratta di un bene rifugio sul quale investire anche la maggior parte dei propri risparmi.

Esiste però un enorme patrimonio immobiliare inutilizzato. Molte persone, in seguito a delle eredità ricevute, possiedono una o più case. Vendere questi immobili può risultare abbastanza complesso.

L’acquisto di un immobile è uno dei tanti modi per investire i tuoi risparmi. Negli ultimi anni, si tende ad attribuire alla casa uno status speciale. L’asset immobiliare, in realtà, eccetto la prima casa, dovrebbe essere trattato come un qualsiasi altro asset finanziario.

Quali sono gli elementi da tenere in considerazione prima di fare un investimento immobiliare?

  • La valutazione: se si guarda al valore reale degli immobili, negli ultimi 25 anni, si può notare come quest’ultimo sia sceso mediamente del 15%. Ciò significa che coloro che avessero investito in immobili, non sarebbero riusciti a proteggere  dall’inflazione il valore del proprio capitale. L’ubicazione geografica del tuo investimento è fondamentale. Se il valore immobiliare è rimasto costante, in grandi città, come Roma e Milano, è crollato di conseguenza in altre aree del Paese.
  • Le tasse: stai valutando la possibilità di fare un investimento immobiliare? Uno degli elementi da considerare è il fattore fiscale. L’Imu è stata abolita per la prima casa non di lusso sia per i proprietari di immobili adibiti ad abitazione principale sia per i detentori di immobili. (per coloro che vivono in una casa in affitto detenuta a titolo di abitazione principale). Non si può dire lo stesso per le seconde case. E poi ci sono anche le tasse locali.
  • L’affitto: il mercato degli affitti in Italia non è reattivo, in alcune aree geografiche e come conseguenza dell’elevato tasso di proprietà immobiliare. Il tasso di morosità da parte degli inquilini è molto elevato e gli strumenti legali a disposizione dei proprietari sono limitati.
  • La liquidità: vendere la propria casa richiede molto tempo ed in costi di intermediazione possono essere molto onerosi. Un investimento immobiliare è per definizione poco liquido.
  • La diversificazione: possiedi già una prima casa? Allora sei probabilmente molto esposto al rischio legato al settore immobiliare. In caso di crisi specifica del settore, per evitare di essere troppo esposti al rischio, è fondamentale diversificare i propri asset tra diverse asset class.

Conviene ancora investire in un immobile?

In linea generale, l’attuale contesto sia economico sia finanziario dell’Italia potrebbe rendere sensata la scelta di investire nel mattone. Molti osservatori hanno sottolineato che i tassi di interesse ancora bassi e la ripresa dell’economia, potrebbero continuare almeno per il momento a fornire supporto al mercato immobiliare.

Chi deve fare un acquisto immobiliare come investimento per cambiare casa o per scelta di vita diversa, è consigliabile che approfitti di una fase che può essere sicuramente considerata adatta e positiva da “sfruttare” per queste motivazioni. 

Coloro i quali intendono vendere tanto per vendere, senza un programma ancora ben definito, possono anche aspettare un attimo, perché dovrebbe arrivare gradualmente, una fase in cui ci potrà essere un lieve aumento dei prezzi.

Queste analisi hanno evidenziato i due trend che oggi caratterizzano il mercato immobiliare ovvero l’ attività di compravendita in crescita ed i prezzi in fase di stabilizzazione. È proprio sulla base di questi due elementi, una parte degli osservatori di mercato, ha sottolineato la necessità di investire adesso e di comprare casa prima che i prezzi riprendano a salire.

Investire per rivendere o affittare casa da privato

Perchè è importante investire nell’acquisto di un immobile per affittare casa da privato? Quali profitti potresti generare? A seguire 3 motivi per cui dovresti pensarci.

1. Costruisci la tua rendita mensile

Il mattone è ancora un valido investimento. Facendo un paragone con altre tipologie di investimento finanziario, che rendono al massimo il 2%, l’acquisto di una casa da mettere in affitto rende molto di più. In particolare se l’immobile acquistato si trova nella zona centrale di una grande città come Milano o Roma. Il costo iniziale sarà elevato ma sarà molto più facile affittare a prezzi più alti. Facciamo un ipotesi e un po’ di conti:

Investimento iniziale La quota per l’acquisto di un immobile varia molto da città a città e in base ad altri fattori come la metratura, la vicinanza dal centro, ecc. Facciamo un esempio a Milano. Il prezzo medio al mq a Milano è di 3600,00€. Prendiamo una casa di 70 mq a 252000,00€. Bisogna aggiungere un 10% tra burocrazia, notaio e spese accessorie. In definitiva avremo speso 277000,00€.

Affitto dell’immobile

Il prezzo medio al mq per l’affitto a Milano città è di 23,00€. Per un’abitazione di 70 mq l’affitto sarà di 1610,00€. Il reddito lordo annuo sarà:

1610€/mese per 12 mesi ossia 19320,00€ lordi.

Ai 19320€ vanno sottratti i costi di manutenzione straordinaria ( la manutenzione ordinaria è a carico dell’inquilino) e i costi di cedolare secca, IMU e altre tasse per un totale di circa 2300€.

Reddito netto

Possiamo calcolare il reddito netto per l’affitto di una casa da privato a Milano:

  • Reddito lordo: 19320,00€
  • Spese di gestione e tasse: 2300,00€
  • Investimento iniziale: 252000,00€

Il rendimento netto annuale può essere calcolato sottraendo al reddito lordo le spese e dividendo il totale per l’investimento iniziale.

(19320 – 2300)/252000= 0,068 ossia il 6,8% annuo!!!

2. Acquistare monolocali da affittare

L’acquisto di un monolocale in una grande città come Roma o Milano può rappresentare un buon investimento a lungo termine. Negli ultimi anni i prezzi per le case sono diminuiti fino al 30% rispetto al periodo pre crisi del 2008. I prezzi per gli affitti invece continuano a salire.

Perchè acquistare un monolocale a Milano?

Hai almeno due validi motivi:

  1. Prezzo di acquisto fino al 30% in meno rispetto al periodo pre crisi
  2. Il prezzo degli affitti è in continua ascesa.

Dobbiamo dire che purtroppo l’aumento dei prezzi degli affitti è un sintomo della condizione economica non troppo rosea degli italiani che non possono acquistare casa.

Aggiungo un terzo motivo per cui dovresti acquistare un monolocale da affittare: affittare un appartamento di piccole dimensioni è più facile! Il target di pubblico si estende, oltre che ai piccoli nuclei famigliari, anche agli studenti o ai single che intendono lasciare la casa dei genitori.

3. Acquistare immobili da ristrutturare per rivenderli

Comprare un immobile, ristrutturarlo, rivenderlo e guadagnarci? Questo è il momento giusto. Con i prezzi delle case che sono scesi fino al 30% negli ultimi anni puoi pensare di acquistare una casa da ristrutturare per rivenderla. Vediamo quali sono gli aspetti da valutare:

  1. Acquistare in una zona della città dove la domanda da parte dei consumatori è forte. Di solito, per investimenti di questo genere, devi puntare a zone della città o ai quartieri dove la rivendita è facilitata dalla domanda di acquisto. Scegli i centri storici.
  2. Ci sono alcune tipologie di abitazione più facili da vendere dopo una ristrutturazione: i monolocali e i bilocali. Queste due tipologie di immobili sono molto richieste nel mercato immobiliare, soprattutto se presenti in zone in cui sono presenti nelle vicinanze servizi e collegamenti con i mezzi pubblici.
  3. Da valutare bene il costo della ristrutturazione. Se l’immobile è da ristrutturare con piccoli lavori non strutturali puoi generare dei profitti fino al 12% sull’investimento iniziale. Per conoscere i costi devi chiedere un preventivo ad una società edile e valutare preventivamente l’entità dei lavori da effettuare e quali sono le tempistiche. Se i costi di acquisto/ristrutturazione sono bassi e i tempi dei lavori di breve durata puoi fare un affare!

Intendi fare un investimento immobiliare acquistando una casa da ristrutturare? Contattaci

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Quanto costa la levigatura del parquet

Lo scopo della levigatura del parquet,  ha come obiettivo quello di riportare la pavimentazione ad uno stato originario, pregiudicato dall’usura e dal tempo. 
Dunque la levigatura deve essere effettuata solo saltuariamente, con una distanza di almeno 8/12 mesi tra l’ una e l’ altra. Per intervenire ordinariamente sul parquet è sufficiente impiegare prodotti, come ad esempio le cere.

Quanto costa la Levigatura del parquet?

Per procedere con la levigatura di un parquet è assolutamente consigliabile affidarsi a mani esperte e non provare con tentativi fai da te che potrebbero portare all‘inevitabile danneggiamento della superficie in legno.

Per lucidare il parquet serve l’attrezzature adeguate e tanta esperienza nel settore, queste sono dunque, le due caratteristiche da ricercare in un’azienda che opera nel settore. Inoltre, i costi, per niente elevati, variabili a seconda della ditta scelta, si aggirano tra i 20 e i 45 € al mq: questa rappresenta una spesa irrisoria se si considera l’ottimo risultato che raggiungerà il parquet, anche quello più rovinato, dopo il trattamento diventa nuovo e luccicante.

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7 passi della Levigatura del parquet

  1. Fase preliminare consiste nel controllare accuratamente il pavimento che deve essere sottoposto a levigatura, al fine di valutare l’eventuale presenza di elementi non ben fissati o rotti, in questo caso si interviene sistemando le doghe o i listelli di parquet prima di procedere alla levigatura.
    Inoltre è indispensabile che la superficie sia sgombra di mobili o di qualsiasi altra tipologia di ostacolo, in caso contrario l’impresa aggiungerà al preventivo al prezzo della levigatura a mq anche lo spostamento dei mobili.
  2. La Sgrassatura la macchina levigatrice  tratta la superficie passando un abrasivo per fasce parallele,  i bordi e gli angolo vengono levigati tramite una levigatrice a rullo o a nastro.
    La prima lamatura si effettua con grana 35/50 per eliminare i vecchi trattamenti e migliorare la superficie del pavimento in parquet; una seconda passata viene eseguita in maniera incrociata rispetto alla prima.
  3. Durante la levigatura si utilizzano abrasivi differenti, di grana più fine (da 80 a 120). Questa è la fase più importante perché in questa fare viene effettuata due/tre volte al fine di avere una superficie perfettamente liscia.
  4. La stuccatura serve a chiudere i pori e le fessure fra i listelli del parquet,queste vengono chiuse con un legante misto a polvere di legno, passato con una semplice spazzola.
  5. la carteggiatura viene eseguita seguendo rigorosamente parallelamente le fibre del legno, in questo caso si utilizza un abrasivo fine al fine di ottenere una superficie ancora più liscia.
  6. La pulizia profonda della superficie in parquet, per mezzo di una levigatura con grana 220;
  7. la finitura del parquet è l’ultima fase, può avvenire per mezzo di vernici, di cera o di oli; i primi serviranno a garantire le caratteristiche di impermeabilità, la seconda di traspirazione, nonostante la manutenzione sarà richiesta più frequentemente, i terzi, oltre ad assicurare la traspirabilità del legno e a richiedere una manutenzione continua, ne valorizzeranno le tinte naturali.
    Abbiamo trattato l’argomento della finitura del parquet in questo articolo: “Finitura a olio, finitura a vernice per il parquet

Conclusioni:

Il parquet è un materiale eterno, solo con la manutenzione ordinaria tramite la cera da farsi una volta al mese e la levigatura parquet da realizzarsi ogni 8/10 anni questo materiale rimane quotidianamente nuovo e caldo, come solo il legno sa essere.
È consigliabile levigare il parquet quando la casa è libera da persone e cose, in questo modo il prezzo della levigatura sara piu basso rispetto allo stesso ambiente ammobiliato.

ristrutturazione_e_sgravi_fiscali

Ristrutturazione e sgravi fiscali

La ristrutturazione della casa ogni tanto è un’operazione necessaria. Con gli anni anche le costruzioni più robuste si usurano ed hanno bisogno di manutenzione. Ci sono da considerare anche gli incentivi statali, che ogni anno cambiano. Pertanto è bene coniugare utilità al massimo risparmio per una ristrutturazione professionale che porterà anche una bella percentuale rimborsabile dallo Stato.

Le ristrutturazioni edilizie hanno sgravi fiscali a seconda della loro natura, ma vengono in ogni caso scontate dalle tasse. Il cosiddetto bonus della ristrutturazione di solito è del 50% sia per abitazioni singole che per condomini. Tuttavia la spesa deve essere di una certa entità per poterne beneficiare. Alcuni anni fa la percentuale è scesa al 36% per una spesa minima di 48.000 euro, ma le agevolazioni sono ancora maggiori se vengono svolti interventi antisismici o migliorie energetiche.

Una casa va mantenuta in perfetta efficienza sia all’interno che all’esterno. I lavori di ristrutturazione importanti vanno affidati ad aziende competenti nel settore, perché si tratta di spese grosse che vengono fatte una volta ogni diversi anni. I lavori di manutenzione ordinaria vanno fatti più spesso, ma anche per questi vi sono le detrazioni fiscali. Ad esempio cambiare gli infissi e i serramenti o rifare l’impianto elettrico non modifica la struttura o la dimensione della casa. A differenza delle ristrutturazioni straordinarie, non c’è bisogno di chiedere permessi comunali.

Ristrutturazione e permessi

Quando si tratta di modificare la fisionomia della casa con l’abbattimento o l’innalzamento di nuovi muri, la modifica di stanze già esistenti o la creazione di nuovi locali, bisogna chiedere l’autorizzazione edilizia al Comune di residenza, prima di iniziare i lavori. Ogni modifica va denunciata al Catasto perché la casa potrebbe variare la rendita catastale e di conseguenza le tasse comunali e regionali da pagare. Quando vengono fatte ristrutturazioni importanti, che modificano sensibilmente l’aspetto esterno ed interno, si parla di grandi opere. Richiedono concessioni edilizie che talvolta non sono facili da ottenere, specialmente se l’edificio si trova in un centro storico di alto valore paesaggistico. Prima di ogni ristrutturazione bisogna informarsi presso il Comune, perché modificare l’aspetto della casa a proprio piacimento non è possibile.

Ristrutturazione antisismica

Gli interventi antisismici sono un tipo di ristrutturazione particolare e sono necessari nelle zone che sono state recentemente colpite da importanti terremoti. Le nuove case che vengono costruite in aree ad alto tasso sismico sono già predisposte alla resistenza in caso di scosse. Ma quelle che sono state edificate in precedenza e sono a rischio di crollo, necessitano di interventi di ristrutturazione. Come il consolidamento delle mura portanti, delle strutture in legno e talvolta l’installazione di veri e propri supporti, specialmente nel caso di edifici molto vecchi. Questi interventi sono detraibili in percentuale maggiore rispetto agli altri e si può arrivare fino al 70% delle spese sostenute.

Ristrutturazione, sicurezza e risparmio

La parola stessa “ristrutturare” indica una miglioria della casa e pertanto della qualità della vita all’interno e all’esterno della stessa ma non solo. L’investimento porterà del risparmio installando dei serramenti nuovi e a norma di legge. Oltre a poter detrarre una parte della spesa dalle tasse, in seguito si spenderà molto meno di riscaldamento o di aria condizionata, dato che la casa sarà più isolata dagli agenti atmosferici. Allo stesso modo, installare porte blindate o protezioni alle finestre renderà più sicura l’abitazione. Questa avrà molto più valore una volta che verrà venduta o affittata, oltre ad essere più sicura per chiunque vi abiti. La sicurezza fa comodo a tutti, pertanto anche questo tipo di interventi vengono detratti dalla dichiarazione dei redditi.

Il Governo incentiva in ogni modo la miglioria delle case e la sicurezza delle persone. In questo modo risparmia in spese di ricostruzione o rimborsi in caso di terremoti oppure spende meno risorse in forze dell’ordine. Se è vero che lo Stato aiuta tutti i cittadini è anche vero che non tutto viene rimborsato, pertanto trovare un’azienda seria e professionale che esegua ristrutturazioni a regola d’arte e a norma di legge è fondamentale per la sicurezza e l’economia di tutta la famiglia.

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Preventivo mutuo ristrutturazioni

Richiedere un preventivo mutuo è spesso il primo step per far fronte a spese eccessive da sostenere, ma necessarie. Valutare preventivi differenti permette di scegliere l’istituto più conveniente a seconda delle proprie esigenze. Grazie alle nuove tecnologie è possibile conoscere da casa, attraverso la consultazione di piattaforme on – line, le soluzioni proposte dalle principali banche, che saranno pronte ad offrire le migliori agevolazioni e a proporre la soluzione più adatta al cliente. Infatti basta completare una semplice scheda, in cui inserire le informazioni relative al mutuo e tutte le informazioni personali necessarie, per ottenere in breve tempo i diversi preventivi.

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Il miglior preventivo mutuo ristrutturazioni si trova online

Di frequente i mutui vengono richiesti quando è necessario ristrutturare un immobile ma non si ha a disposizione il denaro sufficiente a coprire le spese, proprio per questo è possibile richiedere un finanziamento per far fronte ai costi di ristrutturazione. Per ottenere il preventivo mutuo ristrutturazioni on – line basta inserire i principali dati che permettono di identificare il cliente tipo e la tipologia di lavori. Dalla simulazione all’atto di mutuo vero e proprio le cose cambiano: bisogna fornire tutta la documentazione di cui la banca ha bisogno per poter concedere un mutuo relativo alla ristrutturazione dell’immobile.

Mutuo ristrutturazioni, dal preventivo alla stipula

Infatti, in alcuni casi si tratta di manutenzione ordinaria, che comporta l’intervento su edifici già esistenti o su parti limitate di essi, quindi alla banca basterà conoscere esclusivamente il preventivo presentato dalla ditta assunta per effettuare i lavori. In altri casi può trattarsi di manutenzione straordinaria, per la quale è necessario presentare alla banca non solo il preventivo della ditta, ma anche il progetto edilizio con la domanda di autorizzazione edilizia del Comune di residenza o con la domanda di inizio attività. Infine possono esserci casi di ristrutturazione edilizia con grandi opere, che comporta il cambiamento della struttura, per cui è necessaria una concessione edilizia e un versamento al Comune, mentre alla banca devono essere presentati il preventivo di spesa, la concessione edilizia e la ricevuta del versamento al comune. Una volta ottenuto il mutuo dall’istituto di credito, si può scegliere la formula di erogazione del capitale, che può avvenire con un’unica soluzione, modalità utilizzata prevalentemente nei casi di manutenzione ordinaria e il mutuo arriva fino a 70000 euro, oppure si può scegliere il mutuo erogato allo stato di avanzamento dei lavori, in questo caso si tratta di lavori di grande entità che necessitano di un capitale superiore a 70000 euro. Con l’articolo 16-bis del DPR 917/86 viene disciplinata la detrazione fiscale per ristrutturazione edilizia, agevolazione divenuta permanente con il ddl n.201/2011 e detraibile dall’Irpef. Tale detrazione ammonta al 36% delle spese sostenute, per un massimo di 48000 euro per unità immobiliare. In questo modo ristrutturare casa non è stato mai così semplice.

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Mutuo ristrutturazione

La casa è il luogo che ci fà sentire protetti e al sicuro, il rifugio dal mondo esterno, un bene prezioso per questo l’uomo trascorre la sua esistenza nell’ intento di assicurarsi una dimora.
La casa è un bene e un investimento duraturo,difficilmente svalutabile, ( a parte la bolla del 2008) le case non hanno avuto più ribassi questo ci dimostra che anche in tempo di crisi la casa è una priorità degl’ italiani giovani o meno giovani che siano. Inoltre la casa va curata e la sua manutenzione nel tempo è necessaria per rendere l’immobile non solo più bello, ma anche per assicurarne l’integrità strutturale e la funzionalità tecnologica.

mutuo ristrutturazione

Non tutti hanno la possibilità di ristrutturare la propria casa poiché generalmente implica una spesa consistente ecco perché quasi tutti gli istituti di credito mettono a disposizione formule agevolate di mutuo per la ristrutturazione della prima casa, oltre la possibilità di giovarsi delle agevolazioni fiscali.

È possibile richiedere un mutuo per la ristrutturazione della prima casa ed ottenere un finanziamento fino all’80% del valore dell’immobile. L’entità del finanziamento dipenderà ovviamente dal tipo di lavoro che va dalle cosiddette “piccole opere” cioè manutenzione ordinaria  (la sostituzione delle finestre), o manutenzione straordinaria  (vere e proprie opere edilizie che interessano sia l’interno, sia gli esterni della casa) o “grandi opere”, cioè interventi più complessi come nuova costruzione o ampliamento.

Per accedere a un mutuo ristrutturazione è necessario che il richiedente sia già proprietario dell’immobile e che la finalità della richiesta sia quella di ristrutturare, ampliare o terminare la costruzione della propria abitazione.

In alcuni casi prima di iniziare con i lavori è necessario presentare al comune la dichiarazione di inizio lavori firmata da un tecnico autorizzato e ovviamente raccogliere informazioni e preventivi relativi all’entità del finanziamento necessario per il mutuo.

Cambiare casa non è sempre la soluzione migliore in certi casi sono sufficienti delle opere di ristrutturazione, in questo modo avrai la casa che desideri con un costo inferiore. Inoltre si calcola da parte delle banche  un aumento delle concessioni di mutuo per la ristrutturazione è  una più difficoltosa procedura per il mutuo dell’acquisto della casa. Ecco perché ristrutturare casa conviene! 

quanto-costa-ristrutturare-un-bagno

Quanto costa ristrutturare un bagno?

Il bagno, insieme alla cucina, è uno degli ambienti più importanti della casa. Per questo motivo  sia la realizzazione di un nuovo bagno sia la ristrutturazione di un bagno già esistente richiedono una serie di interventi, i quali devono rispettare regole e normative precise.

La soluzione migliore per non rischiare di dover rifare tutto da capo o anche di trovarsi a dover pagare danni o perdite d’acqua anche al vicinato, è quella di affidarsi a ditte specializzate, come noi di RistrutturaInterni.

Ristrutturazione completa del bagno o rifacimento ex novo?

quanto costa ristrutturare un bagno

Sia demolire il vecchio bagno sia ristrutturarlo sono lavori molto importante e sicuramente onerosi.  Per questi motivi, la prima scelta da fare consiste nel decidere se effettuare una ristrutturazione parziale o completa. Ciò dipende molto dalle condizioni di partenza del vostro bagno: in alcuni casi, una ristrutturazione parziale potrebbe essere la soluzione sbagliata perchè sia i sanitari, sia le piastrelle che i relativi impianti potrebbero essere molto vecchi.

Lo spazio totale a disposizione del bagno incide nella scelta della collocazione e del tipo dei sanitari, ad esempio bidet e water-closet affiancati, una sistemazione da preferire perchè più comoda ed esteticamente molto gradevole.  Per fare ciò servono almeno 120 cm liberi sulla parete e se tale spazio non c’è, si è obbligati a sistemare i sanitari uno di fronte all’altro. In questo caso, si possono acquistare  sanitari a profondità più contenuta, che lascino in questo modo più spazio libero rispetto alla misura standard di 55-57 cm.

Lo spazio è fondamentale. Quando si parla di bagni piccoli, si pensa subito ad ambienti poco funzionali e poco pratici, in cui si possano solo utilizzare i sanitari ed addirittura si fa anche una certa fatica a muoversi. Ma con qualche accorgimento, però, sarà invece del tutto possibile rendere anche il bagno più piccolo un ambiente accogliente, luminoso e funzionale. Se manca lo spazio per i mobiletti, si può optare per soluzioni verticali, che diano la possibilità di ottimizzare lo spazio in questo senso. Ovviamente non bisogna esagerare, altrimenti si rischia  di appesantire troppo l’ambiente.

Il vantaggio principale di effettuare una ristrutturazione completa del bagno è che la disposizione dei sanitari può essere modificata, adeguando meglio lo spazio alle proprie esigenze.

L’unico vincolo sarà sempre rappresentato dal WC, il quale dovrà essere posizionato in modo adeguato rispetto allo scarico condominiale, mantenendo la pendenza necessaria per uno smaltimento efficace, questa pendenza è di minimo 1cm ogni metro.

Un altro vantaggio della ristrutturazione completa del bagno è la ricollocazione di prese ed interruttori elettrici. Essi potranno essere aggiunti e riposizionati per rispondere al meglio ad esigenze di comfort quotidiano, rispettando  i requisiti minimi di sicurezza previsti dalle normative. Devono essere posizionati a determinate distanze dalle utenze e con altezze minime da terra.

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Costi necessari per una ristrutturazione completa bagno

Per sapere quanto costa ristrutturare un bagno è necessario avere le idee chiare sui lavori che si vogliono realizzare. Scegliere uno stile, che può essere classico, moderno, elegante o rustico; individuare le preferenze e le esigenze di ogni singolo inquilino, individuare chi utilizzerà il bagno (gli anziani hanno esigenze diverse dai giovani e dai bambini), cosa si vuole inserire nel bagno e cosa si vuole rimuovere, il costo e le dimensioni di ciò che si vuole inserire.

La prima cosa da fare è quella di individuare il budget a disposizione per la ristrutturazione del bagno.

Il budget deve tenere in considerazione le tue possibilità economiche, le condizioni del bagno ed il tipo di ristrutturazione che desideri effettuare.

Successivamente è consigliabile creare un progetto che curi nei minimi dettagli gli elementi che caratterizzeranno il tuo bagno, sia dal punto di vista estetico sia qualitativo. In alcuni casi il progetto deve essere approvato e firmato da un tecnico specializzato. Pertanto prima di iniziare i lavori di ristrutturazione è fondamentale recarsi nel proprio Comune di residenza ed informarsi sulle norme in vigore da seguire.

Le fasi di una ristrutturazione completa bagno

La prima fase dei lavori di ristrutturazione del bagno  riguarda l’asportazione del pavimento preesistente e lo smantellamento del massetto, al fine di raggiungere le tubature nascoste.

Nella seconda fase si procede alla sostituzione dell’impianto idraulico, affidandosi ad un professionista che sia autorizzato a rilasciare al termine dei lavori, la documentazione che gli stessi siano stati fatti secondo le norme vigenti (decreto Ministeriale n. 37 del 22/1/2008).

La terza fase riguarda il rifacimento dell’impianto elettrico. Anche questo necessita di personale qualificato ed autorizzato al rilascio della documentazione di conformità. La legge 46/90 richiede che l’installatore certifichi che l’impianto sia a norma. Dovrà essere cura del cliente custodire tale documentazione che in caso di incidenti verrà richiesta dalle autorità competenti.

Nella quarta fase invece si procede con il rifacimento delle pareti e dell’intonaco. Può capitare che quando si demolisce il rivestimento in maiolica, si stacchi anche l’intonaco aumentando notevolmente il costo dell’opera.  Occorrerà ripristinare le parti distaccatesi portando a livello la parete in modo da fornire una superficie piana per le nuove maioliche.

Si procede poi  con la realizzazione del massetto. Esso deve essere alto minimo 3 cm in modo da coprire le tubature successivamente sullo stesso.  Fatto il massetto si procede con la posa del pavimento e dei rivestimenti che sono fissati con la colla e successivamente vengono stuccate le fughe.

A questo punto si può procedere con la posa in opera dei sanitari e delle rubinetterie.

Il compito di posizionare e collegare i sanitari all’impianto idrico è affidato all’idraulico, il quale curerà questa fase con molta attenzione al fine di evitare perdite di acqua che potrebbero causare notevoli problemi dopo la ristrutturazione.

L’ultima fase della ristrutturazione completa bagno è la pittura delle parti prive di rivestimento. Si consiglia di scegliere pitture resistenti alle muffe in modo da limitare al massimo la formazione delle stesse.

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Costi necessari per la ristrutturazione bagno

Affrontare una ristrutturazione completa del bagno non è sempre così semplice, soprattutto se, al fine di  andare incontro alle esigenze di tutta la famiglia, si decide di stravolgere tutto l’ambiente domestico.

Per questo motivo è importante rivolgersi a professionisti del settore in grado di trovare soluzioni vantaggiose, come quelle proposte da noi di Ristruttura Interni. 

Il costo per la ristrutturazione bagno totale parte dai 7500€. Nel prezzo sono compresi mano d’opera, materiali di alta qualità e tre sanitari.

In caso di ristrutturazione totale del bagno, si procede con una vera e propria manutenzione straordinaria. Quindi il tecnico, che può essere un geometra, ingegnere o architetto,  dovrà depositare presso il Comune di residenza, una pratica edilizia, detta CILA. Si tratta di una comunicazione in cui il professionista assevera che l’opera rispetta le norme del regolamento edilizio comunale.

E’ fondamentale prestare attenzione ai requisiti igienico-sanitari, i quali sono contenuti, per lo più, all’interno del regolamento edilizio comunale.

Nel caso invece  di semplice sostituzione di sanitari o di parte delle tubazioni, si rientra in manutenzione ordinaria e non si ha bisogno nè del tecnico né di comunicare nulla al Comune.

Infografica-Detrazioni-2014

Detrazione per ristrutturazione

Ristrutturare casa può essere una buona occasione per risparmiare sulla dichiarazione dei redditi.

La detrazione per ristrutturazione in 10 anni, ti permette di recuperare fino al 31 dicembre 2014 puoi detrarre il 50% della spesa per un massimo di 96.000 euro.

Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2015 potrai detrarre il 40% della spesa sostenuta per un massimo di 96.000 euro.

L’importante è che le spese siano correttamente documentate con fattura e bonifico.

Detrazione per ristrutturazioneimmagine presa da: http://www.studioghielmetti.com”

Quali interventi sono detraibili?

4 situazioni comuni per la detrazione:

1. Manutenzione ordinaria

Gli interventi edilizi che riguardano le opere di ristrutturazione, riparazione e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti.

Comprendono interventi come la sostituzione integrale o parziale di pavimenti anche esterni e il rivestimento e tinteggiatura delle pareti esterne o interne.

La detrazione viene divisa in base alla quota millesimale se i lavori sono realizzati su parti comuni condominiali.

2. Manutenzione straordinaria

a) Installazione di ascensori e scale di sicurezza, rifacimento o costruzione di scale interne.

b) Realizzazione e ristrutturazione dei servizi igienici.

c) Demolizione e ristrutturazione in altra parte interna di muri.

d) Nuova pavimentazione esterna o ristrutturazione della precedente con modifica di superfici e materiali.

e) Sostituzione di infissi, serramenti o persiane con serrande e le modifica di materiale e tipologia di infissi.

f) Realizzazione di recinzioni, muri di cinta o cancellate, sostituzione del cancello d’ingresso con altri aventi caratteristiche diverse (materiali, dimensioni, colori).

g) Ristrutturazione del solaio.

h) Sostituzione della caldaia.

i) Ristrutturazione dell’impianto elettrico o integrazione per la messa a norma.

l) Sostituzione e ristrutturazione dell’impianto idraulico con innovazioni rispetto al preesistente.

3. Ristrutturazione dopo evento calamitoso

Ripristino dell’immobile danneggiato, a condizione che sia stato dichiarato lo stato d’emergenza.

4. Eliminazione delle barriere architettoniche

Interventi idonei a favorire la mobilità interna o esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap ai sensi della legge 104/92.

Altre opere agevolabili

a) Opere volte ad evitare gli infortuni domestici (sostituzione del tubo del gas o di una presa, installazione del corrimano, sostituzione pavimenti ecc..).

b) Interventi volti a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (grate alle finestre, porte blindate, impianto d’allarme…).

c) Gli interventi volti a conseguire un risparmio energetico e l’adozione di misure di sicurezza statica e antisismica degli edifici.

d) La realizzazione di impianti alimentati a fonti rinnovabili, tra cui l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica installato per far fronte ai bisogni energetici.

e) Prestazioni professionali e spese per la progettazione connesse all’intervento di ristrutturazione, la fattura dell’architetto o le perizie e i sopralluoghi necessari, gli oneri di urbanizzazione, l’iva, i bolli e i diritti pagati per concessioni autorizzazioni e denunce.

fattura detrazione ristrutturazioneimmagine presa da: “http://media.lavorincasa.it”

Attenzione!!

L’agevolazione dipende dalla data del bonifico di pagamento e non da quella della fattura che documenta la spesa, né quella di esecuzione delle opere.

In ogni caso, la detrazione viene divisa in 10 rate annuali di pari importo.

La spesa massima detraibile è riferita alla singola unità immobiliare, quindi in caso di cointestazione della casa viene suddivisa tra gli aventi diritto, cioè se sono marito e moglie a ristrutturare un’appartamento il limite di 96.000 euro non raddoppia.

Risparmio energetico

La detrazione per la ristrutturazione finalizzata al risparmio energetico non è cumulabile con la detrazione per ristrutturazione edilizia.

Se gli interventi realizzati rientrano in entrambe le agevolazioni, puoi scegliere quella che più ti conviene.

L’importanza della realizzazione di una scala per il collegamento di spazi residenziali

L’importanza della realizzazione di una scala per il collegamento di spazi residenziali

La presenza di scale all’interno di un’abitazione non riguarda solo villette o abitazioni unifamiliari su più livelli. Può capitare, infatti, anche a chi abita in condominio di doverne costruire una in seguito all’acquisizione di un’unità immobiliare collocata al piano superiore o alla costruzione di un soppalco (grazie alla notevole altezza dei soffitti) o ancora al recupero ai fini abitativi di un sottotetto.

Se negli immobili di nuova costruzione la scelta è facile, non lo è in quelli esistenti che possono richiedere soluzioni su misura che si adattino a quella specifica abitazione.

Molte idee di progetto riguardano la costruzione di scale per accedere a mansarde e soppalchi, sempre che la realizzazione di questi ultimi sia consentita in base a quanto stabilito dai Regolamenti edilizi del Comune o dalle Leggi Regionali in cui è situato l’immobile.

Le principali tipologie di scale in produzione

La prima importante distinzione è tra modelli prefabbricati, pronti per la posa, e quelli su misura, realizzati sul posto. Entrambi consentono personalizzazioni, non solo per le dimensioni ma anche per quanto riguarda materiali, finiture e design. Sono inoltre strutture adattabili ad ogni tipo di situazione architettonica.

Le scale realizzate su misura o artigianali sono progettate e realizzate in base allo spazio a disposizione, seguendo il disegno di un progettista e costruite direttamente in opera. Generalmente sono in muratura, ad alzata (lo spazio in altezza tra due gradini) chiusa. Possono essere realizzate anche in legno o in metallo e con alzata aperta.

Se il vantaggio è la massima personalizzazione, tuttavia, i costi ed i lavori necessari per la costruzione di questo tipo di scale sono superiori rispetto a quelli dei modelli prefabbricati. Questi ultimi sono invece realizzati con elementi modulari, cioè struttura, gradini, balaustra e corrimano, già pronti per la posa. Possono essere montati, rimontati e riadattati in caso di trasloco. Esistono sia in versione autoportante sia con gradini a sbalzo, da fissare a parete.

Il primo aspetto da considerare prima di fare un acquisto simile è il dislivello da collegare, cioè la distanza tra il piano di partenza e quello di arrivo (se è basso, per esempio, basterà una sola rampa rettilinea).

Altre valutazioni prima dell’acquisto sono:

  • lo spazio a disposizione per inserire un vano scala e la superficie (cioè l’area) che la struttura dovrà occupare a terra;
  • il suo peso e quello che dovrà sostenere;
  • la sua posizione all’interno dell’ambiente in cui verrà inserita: al centro della stanza, nell’angolo, addossata alla parete.
  • la scelta dei materiali, finiture ed elementi accessori (come le luci)

Le principali classi di modelli di scala: dalla rampa, alla chiocciola, all’elicoidale

In base allo sviluppo nello spazio della scala, prefabbricata o realizzata su misura, ed alla conformazione della struttura, si possono distinguere tre principali classi di modelli. Le differenze riguardano il numero e la tipologia delle rampe, il tipo di alzata, nonché la presenza o meno di pianerottoli intermedi.

Oltre allo spazio a disposizione ed all’altezza, anche il tipo di utilizzo è un fattore che rientra nella scelta. Se limitato e lo spazio è scarso, si può optare per un modello a chiocciola. Più comoda ma anche più ingombrante, quella elicoidale. Per un uso frequente, per esempio in una casa su due piani con le camere da letto al piano superiore o per accedere ad un soppalco, una scala a rampa rettilinea, con gradini larghi (almeno 80 cm) è indubbiamente più facile da percorrere. Bene anche i modelli a L.

In ogni modo, anche quando lo spazio è poco, i gradini devono essere comodi da percorrere, sicuri e rispettare le normative.

La scala a rampa o a giorno si caratterizza per un’ossatura portante, sopra la quale sono fissati i singoli gradini, che nel caso delle scale prefabbricate è generalmente a vista (e definita “a giorno”).

La struttura può trovarsi in posizione centrale rispetto ai gradini o essere composta da due travi laterali (i “cosciali”) che li contengono. Vi sono poi la ringhiera ed il corrimano.

Sono quattro le tipologie principali di scala a rampa:

  • il modello rettilineo, formato da una sola rampa, richiede una parete lunga (circa 375 cm per 15 gradini con pedata di 25 cm);
  • il modello a L, il quale ha due rampe che formano un angolo di 90° e che sono separate da un pianerottolo o da gradini a ventaglio, sagomati.
  • I modelli ad U e a C, rispettivamente con 2/3 rampe che ruotano tramite due giri a 90° (contigui nel primo caso, non contigui nel secondo).

La scala a chiocciola si sviluppa su se stessa in verticale, attorno ad un palo centrale a cui sono collegati i gradini a spicchio, più stretti verso il centro. Elementi indispensabili, per motivi di sicurezza, sono poi la ringhiera e la balaustra che chiude il vano scala all’arrivo al piano.

Questo modello di scale è ideale in tutti i casi in cui lo spazio è ridotto, per esempio per collegare un soppalco al livello sottostante. E’ però più difficile da percorrere rispetto ad un modello a rampa.

Esistono due modelli di scala a chiocciola:

  • Il modello a pianta tonda, il quale ha ingombro ridotto e gradini di forma arrotondata.
  • Il modello a pianta quadrata, avente i gradini squadrati.

Entrambi i modelli per essere facilmente percorribili, il diametro non dev’essere inferiore ai 100 cm nel primo modello ed a 110 cm nel secondo modello.

All’interno del palo centrale dei modelli a chiocciola, i gradini angolari detti anche “a piè d’oca” o “ a ventaglio”, sono alternati a speciali distanziatori, aventi una funzione anche di sostegno.

La scala elicoidale è simile al modello a chiocciola, con cui ha in comune la pianta tonda ma è priva di palo centrale. I gradini sono fissati al centro della struttura, avente una conformazione ad elica, da cui prende il nome. Per la precisione, le eliche sono due: una interna ed una esterna.

Dal punto di vista estetico, si tratta di scale di grande impatto, spesso molto scenografiche.

Rispetto ai modelli a chiocciola, questo tipo di scala, a parità di diametro (che per la normative dev’essere di almeno 120 cm), ha gradini più ampi. Di conseguenza, è più comoda da percorrere.

I requisiti di sicurezza, strutturali e di rispetto dell’ergonomia

Oltre a garantire l’incolumità delle persone, ogni scala dev’essere sempre comoda da percorrere, anche quando lo spazio è poco. Per questo motivo, bisogna rispettare determinate proporzioni tra gli elementi che la compongono.

Misure e proporzioni di una scala sono stabilite dalla Legge 13/1989 e dal DM 236/1989. Bisogna poi considerare i Regolamenti Edilizi Comunali, che possono essere più restrittivi. Oltre che per una perfetta ergonomia, è importante rivolgersi a professionisti qualificati anche per considerare le proporzioni tra l’alzata (distanza perpendicolare tra le superfici di due gradini consecutivi) e la pedata (profondità del gradino).

Una scala è comoda quando le dimensioni della pedata sommate a due volte quelle dell’alzata forniscono un valore compreso tra 62 e 65. Ogni rampa dovrebbe prevedere non più di 15 gradini.

Per inserire una nuova scala nell’abitazione, occorre rivolgersi ad un tecnico strutturista, in grado di valutare se occorra rinforzare il solaio o meno e la zona in cui demolirlo: per questo bisogna tener conto della presenza di impianti (come il riscaldamento a pavimento) e di elementi strutturali.

Se si intende ricavare un soppalco, il tecnico dovrà valutare dove (e se possibile) praticare il foro per inserire le rampe.

L’installazione di una nuova scala o il suo rifacimento è un intervento di manutenzione straordinaria. Se richiede una modifica strutturale o demolizione di parte del solaio, il professionista deve presentare una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). Se la sostituzione non comporta modifiche strutturali, i lavori sono più semplici ed è sufficiente presentare la CILA (Comunicazione di inizio lavori asseverata).

Bonus fiscale del 50% ed agevolazioni: cosa prevedono?

Fino al 31 Dicembre 2020, la costruzione di scale interne e di soppalchi, il rifacimento di rampe ed il recupero del sottotetto, possono beneficiare della detrazione fiscale del 50% sulle spese ottenute, per un importo massimo di 96mila euro.

Ne possono usufruire tutti i contribuenti assoggettati all’Irpef, residenti o meno nel territorio dello Stato. Tra questi, non solo il proprietario dell’immobile, ma anche il locatario o chi ne ha il godimento o l’usufrutto.

Bisogna essere in possesso, se richieste, delle autorizzazioni in relazione alla tipologia di lavori. Tutti i pagamenti inoltre devono essere effettuati con bonifico bancario o postale parlante, che indichi la causale del versamento, il codice fiscale di chi fa il pagamento e la partita Iva del beneficiario. La detrazione ripartita in 10 anni con rate di eguale importo, verrà applicata sulla dichiarazione dei redditi.