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Il terrazzo, una stanza in più

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Il terrazzo, una stanza in più

Nella scelta della propria futura casa è importante tenere in considerazione tutti i fattori che più sono importanti per noi, ad esempio il numero di camere da letto o il numero di bagni, oppure la disposizione su un unico piano o su più piani, oppure ancora la presenza di un giardino esterno.

Un elemento da non sottovalutare durante la scelta della futura abitazione, soprattutto se si tratta di una città come Milano, è la presenza di una terrazza. Approfondiamo insieme l’argomento per capire quali sono i vantaggi dell’averla.

Il terrazzo

È bene fare una premessa che riguarda il significato proprio del termine, per terrazzo si intende una parte lastricata che fa da copertura ad un fabbricato.

La differenza tra il balcone e la terrazza sta nel fatto che il balcone rappresenta un elemento aggiunto al corpo principale dell’edificio, che sporge, appunto, dal filo della sua superficie, mentre la terrazza è inclusa in esso.

Il terrazzo è dunque spesso prerogativa degli appartamenti che stanno agli ultimi piani di un edificio, può avere dimensioni varie che dipendono dalle scelte progettuali dello stesso edificio.

A Milano, città in cui sono molto più diffusi palazzi o edifici multipiano composti da appartamenti piuttosto che abitazioni monofamiliari con giardino, il terrazzo rappresenta una valida opportunità per poter fruire di uno spazio aperto nell’intimità della propria abitazione.

Come utilizzarlo

Che sia di piccole o grandi dimensioni il terrazzo può essere utilizzato in molteplici modi, e si configura come una vera e propria stanza in più ed accessoria all’interno della casa.

Il terrazzo può essere infatti utilizzato come sala da pranzo o come estensione del soggiorno nelle stagioni estiva, primaverile o autunnale, se le condizioni lo consentono si può anche decidere di creare una veranda, magari riscaldata, per utilizzare questo spazio anche durante l’inverno.

Prima di procedere alla creazione di una veranda, ovvero di una parte del terrazzo chiudibile con vetrate, è bene documentarsi presso il comune della propria città.

L’autorizzazione e i lavori per l’installazione di una nuova veranda sono soggetti a regole ben precise che spesso variano da comune a comune, secondo il Regolamento Edilizio specifico. Il terrazzo tipicamente viene utilizzato, come accennato in precedenza, come spazio accessorio agli ambienti giorno, tuttavia può avere anche altre funzioni.

Per esempio, si può trattare il terrazzo come un vero e proprio giardino, dunque attrezzarlo con giochi per i bambini, o con tavoli per il ping pong oppure piscine sia interrate che non, o ancora con una zona solarium o barbecue, oppure con un’area per il giardinaggio e una piccola serra o orto.

Il tutto dipende dalle dimensioni del terrazzo e dal contesto in cui ci si trova, tuttavia il terrazzo è un vero e proprio ambiente della casa, una stanza a cielo aperto possiamo dire.

Un’altra funzione del terrazzo può essere quella di avere una parte di esso dedicata al ricovero di attrezzature specifiche o oggetti particolari, in mancanza di altro spazio o di un adeguato ripostiglio all’interno della casa si può infatti creare una verandaripostiglio.

Anche in questo caso prima di iniziare i lavori di installazione sarà, necessario verificare con il proprio comune di residenza se bisogna richiedere la concessione di costruzione e, nel caso di condominio, la concessione unanime della relativa assemblea.

Come arredarlo

Sicuramente una caratteristica importante che un terrazzo deve avere è quello di essere adeguatamente protetto dal sole.

Per ovviare a questa esigenza si possono intraprendere diverse strade, ad esempio creare attraverso il progetto del verde, una zona ombreggiata con piante.

Oppure si può pensare all’inserimento di arredi specifici per l’ombreggiamento come ombrelloni o tende solari.

Molto diffusi sono anche strutture come gazebi, oppure pergolati con piante rampicanti, anche in questo caso prima dell’inizio dei lavori, trattandosi di strutture fisse è bene verificare il regolamento edilizio e, nel caso, condominiale.

Il terrazzo a seconda della sua funzione e dimensione può essere arredato in svariati modi. La prima scelta da fare è decidere il tipo di pavimentazione che vogliamo, se in legno trattato per esterni, in pietra, o in gres porcellanato, oppure decidere se posare sul terrazzo un tappeto d’erba sintetica o ancora decidere creare un vero e proprio tetto verde con erbe e arbusti autentiche.

Il primo step riguarda dunque il tipo di effetto che vogliamo per il nostro terrazzo, una volta presa questa decisione si può passare alla scelta degli arredi.

Sicuramente se vi è lo spazio necessario è bene pensare ad una zona pranzo con tavoli e sedie, ben ombreggiata, per potersi godere un pranzo o una cena in compagnia all’aria aperta. Se poi dovesse avanzare ancora superficie libera si può pensare ad una zona relax, con un’amaca oppure con divanetti e poltrone, o con sedute morbide. Qualunque sia la funzione che il vostro terrazzo assumerà non bisogna trascurare la componente green, piante e fiori aiutano a creare la giusta atmosfera per il relax, arredano il vostro ambiente, ombreggiano e schermano la vista preservando l’intimità del terrazzo.

Inoltre è possibile piantumare anche piante aromatiche o da orto creando una piccola zona dedicata.

Come manutenerlo

Sicuramente il terrazzo essendo tendenzialmente scoperto e esposto alle intemperie e agli agenti atmosferici richiede cura e manutenzione.

Se la vostra futura abitazione non è di recente costruzione e necessita di una ristrutturazione, è bene che questa coinvolga anche il terrazzo.

Uno dei problemi più diffusi per i terrazzi sono infatti le infiltrazioni di acqua. È importante dunque fare attenzione che la pavimentazione del terrazzo sia ben impermeabilizzata, per evitare che si creino infiltrazioni di acqua nei piani sottostanti e che la struttura stessa del terrazzo si deteriori.

Se il vostro terrazzo è invece dotato di veranda la manutenzione sarà sicuramente inferiore rispetto ad un terrazzo scoperto.

Conclusioni

Per tutti quelli che non possiedono un giardino, il terrazzo rappresenta una valida alternativa per godersi le stagioni più calde.

Il terrazzo, se verandato e riscaldato, rappresenta poi una vera e propria stanza in più della casa, utilizzabile durante tutto l’anno.

Se desiderate dunque uno spazio accogliente e intimo all’interno della vostra abitazione, a stretto contatto con la natura il consiglio è quello di scegliere una casa.. con terrazza!

Arredare in stile vintage

Qualche tempo fa vi ho parlato dell’arredamento in stile moderno e minimal, citandolo tra uno degli stili più in voga del momento. Esistono tuttavia altri stili spesso utilizzati nell’arredo di case da ristrutturare, uno di questi è l’arredo vintage. Come si caratterizza questo modo di arredare e progettare gli spazi? Vediamo di analizzare i suoi tratti tipici.

Che cos’e’ il Vintage?

Gli arredi identificati con l’aggettivo “vintage” sono strettamente legati ad un preciso arco temporale, sono tutti quei pezzi di arredamento che sono vecchi almeno 10-20 anni e fino ad un massimo di 90 anni.

Gli oggetti vintage si devono differenziare da quelli antichi, che hanno almeno 100 anni. Il termine “antico” si può poi applicare fino ad oggetti fino all’800 AC. E’ importante dunque sottolineare quali oggetti possono essere definiti vintage, e quali no.

Ad esempio oggetti come mobili d’antiquariato possono sembrare vintage ma in realtà non lo sono, perché non si tratta di pezzi unici arrivati fino ai giorni nostri, ma piuttosto di oggetti di nuova produzione che assomigliano (o per lo meno tentano di farlo) a quelli originali.

Il termine “retrò” descrive proprio oggetti come questi, ovvero qualcosa che è nuovo, ma si basa su un design già esistente.

Arredo, il protagonista indiscusso

Sicuramente un ruolo chiave nelle case in stile vintage, lo gioca proprio l’arredo, sia fisso che non. Il materiale prediletto per gli arredi vintage è il legno, con le sue tonalità calde.

Un pezzo che non può mancare nell’arredo vintage è per esempio la classica credenza, che può essere utilizzata in svariati modi, in soggiorno come mobile tv o d’appoggio oppure in camera da letto come cassettiera. Un altro mobile piuttosto utilizzato è la libreria a tutta altezza, di cui vi ho già parlato nell’articolo dedicato ai mobili passanti.

Si tratta di una libreria che va da terra a soffitto, costituita da montanti fissati a pavimento e a soffitto e con mensole e vani che possono essere a giorno ovvero aperti e senza fondo oppure invece chiusi. Una libreria di questo tipo può essere fissata a muro oppure dividere uno o più spazi ad esempio il soggiorno dalla cucina, o la sala da pranzo dal soggiorno.

Altri complementi d’arredo usati di frequente nelle case in stile vintage sono ad esempio scrittoi o tavolini bassi da salotto, ma l’arredo in stile vintage coinvolge ad esempio anche i radiatori. Chi di voi non ha in mente nelle case di una volta i vecchi caloriferi in ghisa con i piedini dalle linee pulite essenziali?

Anch’essi sono un must dell’arredamento in stile vintage. Gran parte dell’atmosfera vintage è data poi dalla scelta sapiente degli accessori, uno specchio, una stampa incorniciata, un vaso e qualche pianta che dona il tocco green alla casa.

Illuminazione, creare la giusta atmosfera

Un’altra caratteristica importante delle case arredare in stile vintage viene data dai corpi illuminanti, ovvero le lampade che danno luce alle varie stanze. Una luce gialla e intensa è tipica dello stile vintage, magari non illumina l’intero ambiente, altrimenti risulterebbe veramente troppo presente, ma piuttosto una zona particolare della stanza.

Le lampade da terra o quelle da lettura, da posizionare su un tavolino o comodino, sono molto indicate per creare un’atmosfera fortemente suggestiva e che richiama un mondo di altri tempi.

Colori, osare con eleganza

Una componente fondamentale dello stile vintage e delle case arredate con questo stile è il sapiente utilizzo dei colori. Si tratta per lo più di colori dai toni decisi e brillanti, non di rado vengono utilizzati anche toni scuri che mettono in risalto gli arredi e creano un piacevole contrasto cromatico.

La palette di colori utilizzata è molto varia e predilige toni caldi, accostati a qualche tono freddo, piuttosto che neutri; è importante ricordare che questo tipo di toni hanno il potere di riempire visivamente la stanza e di caricarla di accenti cromatici molto forti. Bisogna dunque scegliere con cura la palette colori senza esagerare, per non sovraccaricare l’ambiente.

Tappezzerie e carte da parati

Una casa in stile vintage che si rispetti non può fare a meno di pareti tappezzate o ricoperte di carta da parati. Ormai sono diffusissime le carte da parati o le tappezzerie retrò, che ripropongono le tanto originali fantasie degli anni Cinquanta e Settanta, con i loro motivi geometrici e optical dai colori decisi e caldi.

In questo caso è meglio utilizzare carte da parati retrò piuttosto che le originali vintage che potrebbero essersi usurate con il passare del tempo e che di certo non hanno le stesse caratteristiche fisiche dei prodotti moderni.

Pavimenti e rivestimenti

Oltre alle tappezzerie e alle carte da parati, un ruolo importante per creare un’atmosfera vintage o da casa di una volta è dato dalla scelta del pavimento o dei rivestimenti murari di bagni o cucina.

Sicuramente le indiscusse protagoniste dei rivestimento vintage sono le cementine, piastrelle esagonali tipiche dell’Ottocento che erano fatte in cemento e sabbia e venivano usate per rivestire pavimenti dei palazzi storici.

Oggi le cementine, tornate di moda, sono state rimesse in produzione, ma accanto ad esse sono comparse anche piastrelle esagonali in gres porcellanato che possono essere ugualmente utilizzate nell’arredamento vintage. Possono essere utilizzate sia a parete che a pavimento, e donano agli ambienti in cui sono collocati una forte caratterizzazione, con la loro particolare forma.

Un altro tipo di rivestimento perfetto per le case vintage sono le piastrelle diamantate, chiamate anche subway tiles perché erano utilizzate nelle stazioni metropolitane, ad esempio quelle di Londra o di Budapest. Il nome è legato alla loro forma, infatti non sono piatte come le comuni piastrelle, ma hanno i bordi sfaccettati. Sono utilizzate a parete, principalmente in bagno, con la loro finitura lucida, con posa a correre, in orizzontale con fuga non in tinta posate fino a metà parete sono perfette per creare una sala da bagno d’altri tempi. Ecco un articolo in cui vi parlavo di questi due tipi di rivestimenti dal sapore vintage.

Conclusioni

L’arredamento in stile vintage ricorda le case di una volta, si ottiene dosando l’intensità dei colori e scegliendo con cura gli arredi, gli accessori e i pavimenti/rivestimenti.

Fondamentale è trovare il giusto equilibrio tra essi, in questo un architetto di interni può aiutarti e guidarti per creare quell’atmosfera elegante e raffinata tipica dello stile.

paviento-in-resina

Pavimenti in resina, quando e come usarli

Nelle ristrutturazioni di un appartamento capita spesso di dover intervenire sui pavimenti di uno o più ambienti e l’utilizzo di un prodotto durevole e di buona qualità è fondamentale. 

Ad oggi esistono numerosi tipi di, in gres porcellanato, in legno, vinilico, in pietra, in cemento o in resina.

Ognuno ha le sue caratteristiche funzionali ed estetiche, i suoi pregi e i suoi difetti, ed è importante conoscerli per utilizzarli al meglio.

Caratteristiche estetiche

Il pavimento in resina è formato da un composto polimerico e si presenta liquido all’aspetto, come una vernice densa, viene steso su fondo adeguatamente preparato, attraverso una spatola e può avere differenti finiture, texture e colori.

Una caratteristica molto importante della resina è la sua versatilità, infatti è un materiale con un alto grado di personalizzazione, può essere lucido, opaco o semilucido, può essere prodotto praticamente in qualsiasi colorazione e può avere diversi effetti estetici.

Facilità e praticità nella posa

La resina può essere posata anche sopra un pavimento esistente, avendo cura di preparare adeguatamente il supporto, senza che del vecchio pavimento rimanga alcuna traccia.

Avendo uno spessore finito che scende fino a 2-3 mm, può essere posata sopra un pavimento esistente senza creare fastidiosi dislivelli che comporterebbero una revisione di porte e finestre.

Massima igiene e pulizia

La caratteristica che preferisco del pavimento in resina è il fatto che non presenta fughe o giunti, una volta steso il materiale avrete una superficie perfettamente omogenea e continua.

Questo, oltre a garantire un effetto estetico che pochi altri materiali riescono a conferire, consente una maggior facilità di pulizia dell’ambiente.

Dimenticatevi dunque scomode fughe da pulire minuziosamente e che ormai hanno perso il loro colore originale a causa di incrostazioni e sporco.

La resina è un materiale impermeabile e totalmente igienico, e queste caratteristiche lo rendono particolarmente adatto sia per i bagni che per le cucine.

Numerosi campi di applicazione

Un altro pregio della resina è il fatto di poter essere applicata a svariati supporti, a pavimento, ma anche a parete e soffitto, su arredi, come mobili in cartongesso, piani di lavoro in cucina o pareti di vasche ad incasso.

Con piatti doccia a raso pavimento, ormai sempre più diffusi, che permettono di non avere dislivelli tra doccia e pavimento, l’applicazione della resina è l’ideale.

Può infatti essere applicata direttamente sul piatto doccia a raso per garantire la massima continuità visiva tra esterno ed interno della doccia.

Caratteristiche fisiche

Numerose sono poi le qualità della resina date dalle proprietà intrinseche del materiale, resiste infatti a lungo a sollecitazioni chimiche e fisiche.

Infatti è spesso abbinata a pavimenti dotati di riscaldamento a pavimento, poiché è un materiale elastico che sopporta bene le sollecitazioni date dagli sbalzi di temperatura.

Pregi e difetti

Fino a qui sembra un materiale praticamente perfetto che riunisce in sé le migliori caratteristiche che un pavimento o un rivestimento possa avere.

Colori e finiture versatili come un pavimento in gres porcellanato, facilità e praticità di posa anche su pavimenti esistenti come il vinilico, completa assenza di fughe come il cemento o lo stesso linoleum, i più svariati campi di applicazione come nessun materiale fino ad ora e buone caratteristiche fisiche, come il legno o la pietra.

Eppure anche la resina ha dei difetti, pochi ma ne ha e sono dati principalmente dall’usura del materiale.

Per esempio ingiallisce facilmente, è sensibile alla luce e ai raggi uv, dunque con il passare del tempo tende a mostrare questo suo difetto.

Ci sono colorazioni più o meno indicate per contrastare questo fenomeno ed è bene rivolgersi ad un esperto per capire quale sia quella più adatta.

Un altro difetto è che la resina risente molto del supporto posizionato al di sotto di essa, che si tratti di un pavimento preesistente o di un massetto nuovo, esso deve essere il più possibile uniforme.

Più omogeneo il supporto sarà, più la stesura della resina sarà efficace e meno soggetta a movimenti e all’insorgere di crepe.

Dunque fondamentale è la scelta di un buon posatore che sappia eseguire il lavoro a regola d’arte.

Progettare con un pavimento in resina

La resina nasce come rivestimento degli spazi industriali, grazie alle sue caratteristiche è sempre stata, assieme al cemento, il materiale ideale per rivestire questo tipo di spazi.

Grandi ambienti come magazzini, parcheggi e locali di lavoro richiedevano una pavimentazione facile da pulire e da posare, con una buona resistenza fisica.

Con il passare degli anni la resina, pur continuando ad essere utilizzata in questo tipo di spazi, ha trovato applicazione oltre che in spazi pubblici, come ad esempio musei, anche nelle abitazioni andando a soddisfare esigenze estetiche più moderne.

L’effetto dato da un pavimento o un rivestimento in resina può essere facilmente abbinabile allo stile minimal e allo stile industrial se scegliamo una resina dai toni chiari e con una spatolatura leggera con finitura opaca.

L’ambiente ci comunicherà sobrietà e una bellezza quasi primigenia ed essenziale. Se invece scegliamo una resina dalle tinte decise con finitura lucida e magari impreziosita con effetti artistici, il nostro ambiente acquisirà eleganza e una forte personalità.

In qualche caso utilizzando poi speciali additivi si creano sulla resina venature di vario colore che ricordano il marmo.

Dunque si può utilizzare questo materiale per ricalcare gli effetti estetici di un prodotto piuttosto costoso, utilizzando lo stesso procedimento concettuale che si usa ad esempio tra pavimento in gres porcellanato e legno.

Come già visto la resina offre una grande libertà di personalizzazione del prodotto e di conseguenza anche dello spazio in cui viene applicata.

Il prodotto che verrà creato per voi, sia che si tratti di un pavimento che di un rivestimento, sarà unico nel suo genere e come ogni opera d’arte non sarà facilmente replicabile altrove.

Questa caratteristica renderà dunque prezioso l’ambiente in cui è collocato, ma anche la vostra stessa casa.

Conclusioni

Come tutti i materiali anche la resina ha alcuni difetti, eppure sembra che i suoi pregi superino di gran lunga quelli di altri materiali da rivestimento. Se la resina potrebbe fare al caso vostro non vi resta che scegliere l’effetto che più desiderate! Con questo materiale tutto è possibile..

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Rivestimenti e pavimenti di tendenza

Nella ristrutturazione di un appartamento, una fase fondamentale è quella che riguarda la scelta dei pavimenti e dei rivestimenti.

Essi costituiscono l’involucro interno di un ambiente ed è importante che vengano scelti con cura perché influiscono sulla nostra percezione verso quello spazio e verso la stessa attività che vi viene svolta.

L’architetto ti può aiutare in questa fase delicata, proponendoti le migliori soluzioni per rivestimenti e pavimenti per la tua casa in base ad un progetto personalizzato e alle tendenze del momento.

Sicuramente in questi anni piastrelle diamantate ed esagonali sono due delle soluzioni più in voga e più gettonate per gli interni della casa. Entrambe venivano usate molto nel secolo scorso e ora sono tornate di moda. Di cosa si tratta?

Piastrelle diamantate

Sono un tipo di rivestimento utilizzato a parete, principalmente in bagno o in cucina, anche per arredi come vasche o banconi a isola, ma applicabile in qualsiasi ambiente della casa.

Vengono chiamate anche subway tiles perché erano utilizzate nelle stazioni metropolitane, ad esempio quelle di Londra o di Budapest.

Il nome è legato alla loro forma, infatti non sono piatte come le comuni piastrelle, ma hanno i bordi sfaccettati.

Questa caratteristica crea un effetto visivo particolare, infatti guardando una parete rivestita con queste piastrelle si noteranno giochi di luci e ombre dati proprio dalla sua rastrematura, come quelli che si generano su un diamante.

Per questo sono molto adatte per ambienti non particolarmente luminosi, soprattutto nelle loro versioni in tonalità chiare e lucide.

Hanno forma rettangolare, solitamente 7,5 x 15 cm, e possono essere lucide oppure opache, venire posate a correre oppure a fughe pari ed essere disposte in orizzontale, in verticale o in diagonale.

Vengono prodotte praticamente in qualsiasi colore o comunque nelle tonalità più diffuse. Nell’utilizzo di queste piastrelle spesso si predilige l’utilizzo di una fuga non in tinta, ma anzi che contrasti con il colore della piastrella stessa, in modo da fare risaltare ancora di più l’elemento.

Questo tipo di piastrelle possono essere posate fino a metà parete e terminare con un pezzo speciale arrotondato e sottile che fa da cornice, oppure possono essere posate sempre a metà parete con una tinta di colore, magari più accesa o nera e l’altra metà con una tinta neutra ad esempio bianca.

Un’altra soluzione è la posa fino al soffitto, in questo caso tipicamente il colore scelto è quello bianco, o comunque chiaro, per non appesantire la percezione dell’ambiente, ma potete pensare di utilizzarle anche per una sola delle quattro pareti del vostro locale e allora via libera a qualsiasi colore!

Per un effetto moderno e contemporaneo vi consiglio una piastrella opaca, con posa a fughe pari, in verticale e con fuga in tinta, a tutta parete, se invece cercate qualcosa di vintage vi suggerisco finitura lucida, con posa a correre, in orizzontale con fuga non in tinta a metà parete.

Piastrelle esagonali

Sono un tipo di rivestimento utilizzato sia a parete che a pavimento e possono essere utilizzate in qualsiasi ambiente della casa, ma sono usate soprattutto in bagno e in cucina.

Hanno origine antiche, derivano infatti dalle cementine esagonali dell’ottocento che erano fatte in cemento e sabbia e venivano usate per rivestire pavimenti dei palazzi storici.

Oggi le cementine sono tornate di moda e sono state rimesse in produzione, ma accanto ad esse sono comparse anche piastrelle esagonali in gres porcellanato, un po’ più economiche. Sono piccole e con dimensioni variabili, la finitura più diffusa è quella opaca anche se esistono versioni lucide e possono essere posate con fuga in tinta o non.

La fuga non in tinta, come per le piastrelle diamantate, fa risaltare al meglio la particolare forma di questa piastrella e enfatizza il disegno geometrico che si viene a creare, grazie al contrasto di colore.

Le piastrelle esagonali hanno i toni più svariati, possono essere monocrome oppure con fantasie e decori, spesso su una superficie vengono posate in diversi colori o fantasie in modo da creare un effetto mosso e variegato.

La caratteristica di queste piastrelle è proprio la loro forte identità, non è raro che vengano posate in una porzione circoscritta di pavimento o di parete per enfatizzare una precisa area.

Per esempio in presenza di una zona giorno che comprenda sia cucina che soggiorno, possono essere utilizzate per caratterizzare la striscia del pavimento immediatamente adiacente ai mobili della cucina, quasi fosse un tappeto steso.

Oppure possono essere usate se vogliamo separare due zone funzionali del bagno, come l’area del lavabo e quella dei sanitari. In questo modo si ha la possibilità di avere una pavimentazione pratica, facile da pulire, ma gradevole dal punto di vista estetico e la libertà di accostare un altro pavimento per il resto dell’ambiente.

Uno degli abbinamenti più diffusi in questo senso è sicuramente con il legno o con piastrelle in gres effetto legno.

Il passaggio da un pavimento all’altro può essere netto, tagliando le piastrelle, oppure può essere “sfumato” lasciando le piastrelle intere e andando a fare fondere una pavimentazione nell’altra.

Se invece sono utilizzate a parete possono per esempio andare a circoscrivere la parte di superficie tra i pensili e le basi di una cucina, creando un’area che stacchi in maniera cromatica.

Oppure in un bagno possono essere usate per evidenziare l’area della doccia, dotandola di un rivestimento a parete differente da quello del resto del bagno, in modo da creare un elemento di varietà all’interno dell’ambiente.

Le piastrelle esagonali per le loro caratteristiche in generale non vengono mai usate a tutta altezza per tutte e quattro le pareti di una stanza perché rischierebbero di appesantire la percezione di quell’ambiente.

Possono essere utilizzate a metà parete o anche per rivestirne una intera, magari quella opposta all’ingresso, in modo da creare un effetto di grande impatto visivo.

Conclusioni

Piastrelle diamantate ed esagonali, grazie alle loro caratteristiche fisiche, hanno grandi potenzialità estetiche e offrono una grande varietà di scelta. Che vogliate dare alle vostre case un sapore vintage o retrò, oppure un tocco moderno o contemporaneo, questi due tipi di rivestimenti non vi deluderanno ed è proprio il caso di dirlo, non passeranno mai di moda!

Piastrelle di grande formato: un’evoluzione per l’industria del settore

Piastrelle di grande formato: un’evoluzione per l’industria del settore

Negli ultimi anni, l’industria della ceramica ha immesso sul mercato piastrelle per pavimenti e rivestimenti in formati sempre più grandi. Una vera e propria evoluzione per l’industria del settore.

L’ampliamento dei formati è stato portato a termine mantenendo inalterate le caratteristiche prestazionali del materiale e gli spessori estremamente ridotti (da 3 a 6 mm).

Quali sono le caratteristiche delle piastrelle di  grande formato?

Le piastrelle di grande formato consentono la riduzione al minimo della presenza delle fughe,  presentano superfici levigate e mostrano una certa “leggerezza” complessiva.

Tutte queste caratteristiche contribuiscono a creare quell’effetto di continuità della superficie del pavimento che conferisce grande forza espressiva a qualunque tipo di ambiente, da quelli residenziali a quelli degli spazi commerciali.

Le collezioni di maxi piastrelle

A parte l’estetica, uno dei vantaggi pratici più immediati delle maxi piastrelle è la maggiore facilità di pulizia e manutenzione che si rivela particolarmente utile nei luoghi pubblici di passaggio, di sosta prolungata e di forte calpestio.

L’uso di piastrelle di grande formato oggi viene apprezzato anche in ambito domestico. Non solo in case aventi a disposizione vasti spazi ma anche in case aventi  pavimentazioni di dimensioni più ridotte, come, ad esempio, i bagni, in cui l’impiego di un numero ridottissimo di maxi piastrelle permette di ottenere quell’effetto di continuità tanto ricercato.

Cotto d’Este, con le collezioni della serie Kerlite  ha rivoluzionato il mondo della piastrella in gres porcellanato, condensando in soli 3 mm di spessore le qualità del materiale tradizionale ed introducendo anche un nuovo concetto di posa in opera senza la demolizione dell’esistente.

Gli studi e l’evoluzione tecnologica si sono spinti oltre, permettendo, anche per questi prodotti la produzione di lastre di grandi dimensioni, le quali si sono concretizzate nelle collezioni Kerlite Exedra e Kerlite Global Surface.

La passione dell’azienda per il marmo ed un’accurata ricerca condotta presso le cave più note al mondo del pregiato materiale,  hanno portato alla realizzazione di lastre che ne riproducono ben sei differenti varietà e sono realizzate in gres porcellanato o in gres laminato (Kerlite Plus, di spessore 3,5 mm).

I marmi riprodotti sono Travertino, Marfil, Calacatta, Estremoz, Pulpis ed Amadeus. Tutti ricreati con un senso di grande naturalezza. Le lastre sono realizzate con l’innovativa tecnologia inkjet che permette di ottenere l’assoluta fedeltà all’originale.

Le finiture superficiali disponibili sono tre: Naturale, Soft e Lux.

La finitura Soft si caratterizza per il suo aspetto setoso, dai riflessi opalescenti;  la finitura Lux spicca per il riflesso semi-lucido.
Oltre alle grandi lastre da 300×100 cm, sono disponibili due sottoformati: quello da 100×100 cm e quello da 100×33,3 cm.

Inoltre la collezione è disponibile anche in gres porcellanato da 14 mm di spessore.

I marmi della Collezione Exedra  sono sia belli esteticamente sia sicuri, perché grazie alla tecnologia antibatterica Microban®, sono protetti dalla proliferazione dei batteri.
Si tratta di una tecnologia a base di argento, grazie alla quale le piastrelle di Cotto d’Este sono protette da un innovativo scudo antibatterico. Quest’ultimo elimina fino al 99,9% dei batteri dalla superficie garantendo una protezione inalterabile da usura, condizioni climatiche e ripetute pulizie in qualsiasi ambiente di utilizzo.

La protezione viene integrata direttamente nelle piastrelle durante il processo produttivo: quando i batteri entrano in contatto con la superficie trattata, la tecnologia Microban® agisce bloccandone il metabolismo, interrompendo così il ciclo vitale dei batteri, i quali non sono più in grado di proliferare e sopravvivere.

Inoltre l’azione antibatterica previene anche la formazione di biopellicole o biofilm,  colonie di batteri che costituiscono una vera e propria copertura sulla superficie e che possono danneggiare la superficie che rivestono, come ad esempio le piastrelle.

La collezione Aster Maximum di Graniti Fiandre si presenta innovativa dal punto di vista del design, ispirato all’effetto spazzolato del cemento. Essa si spinge oltre i confini delle tradizionali dimensioni di un prodotto ceramico.


Oltre al formato fuori dal consueto, le lastre offrono anche il pregio di uno spessore davvero minimo (tra i 3 e i 6 mm) ed una superficie luminosa e levigata. Questo grazie alle tecnologie attualmente disponibili, le quali hanno permesso di coniugare il formato di notevoli dimensioni con lo spessore estremamente sottile ed eliminare ogni asperità di superficie.

La varietà di proposte cromatiche della collezione, studiata per dare risalto alle superfici realizzate in gres porcellanato a tutta massa, spazia dalle sfumature dell’antracite della linea Moon, fino al pallore diafano della linea Uranus.
La scelta si completa con Venus, che evoca i colori del più luminoso dei pianeti notturni e Mercury, ispirata dai crateri del pianeta roccioso.

Le caratteristiche di questo prodotto rendono particolarmente delicato il lavoro di posa in opera, il quale deve essere realizzato da manodopera esperta e qualificata, come quella offerta da Ristruttura Interni.

Vuoi ristrutturare casa personalizzandola con piastrelle di grande formato? Contattaci

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Porte interne: quale finitura scegliere?

Le porte interne, in base a colori, decorazioni, finiture e le maniglie, incidono sulla percezione che si ha di una stanza modificandone la prospettiva e la percezione della stessa.

La scelta della finitura dipende anche dall’effetto desiderato. In un ambiente con finiture neutre si può decidere di uniformare cromaticamente le porte e far sembrare così lo spazio più ampio. Se invece si vogliono valorizzare anche le ante, bisogna rinunciare all’omogeneità orientandosi su modelli a contrasto.

Oggi le scelte di interior decoration sono molto più audaci rispetto al passato.Vengono scelte  le porte a seconda degli ambienti, ad esempio diversificando quelle della zona giorno da quelle della zona notte.

Tipologie di finiture per porte interne

Porte in legno per interni
  • Laccata. La porta interna viene tinteggiata con vernici apposite attraverso un processo definito laccatura. Essa può essere di diverse colorazioni, lucida o opaca.

La laccatura  può avvenire a poro aperto o a poro chiuso. La prima viene effettuata quando rimangano evidenti, nonostante la verniciatura, alcuni dettagli del legno a livello visivo-tattile (venature, pori).  

La laccatura ha lo scopo di evidenziare i pori del legno attraverso una puntinatura bianca ottenuta con una procedura specifica detta “decapè”. Questo tipo di trattamento viene soprattutto eseguito per le porte in stile rustico e country.

La laccatura a poro chiuso invece nasconde le caratteristiche del materiale sottostante.

Solitamente le porte prima di essere laccate vengono trattate con un sottile strato di MDF al fine di far durare la vernice nel tempo. Questa è una tipologia di porta che può spaziare da uno stile classico a moderno, perfino minimalista.

Porte di questo tipo sono così versatili da sposarsi con qualsiasi ambiente. Sono molto consigliate in case con gusto contemporaneo e con pavimenti variegati come gres porcellanato, marmi, parquet o resine.

  • Spazzolata verticale/orizzontale. Si tratta di una finitura realizzabile sia su porte in legno sia su porte in laminato. Nelle prime questo trattamento mette in risalto le venature del legno. Invece nelle seconde ne riproduce il disegno,  il colore ed il poro con un effetto quasi realistico. L’effetto finale in ogni caso è un’esperienza visivo – tattile.
  • Incisioni. Si tratta di incisioni praticate sul battente, le quali vanno ad aggiungere alla semplicità di una porta laccata lucida o opaca quel dettaglio in più. Esistono infinite varianti, realizzabili anche dal disegno del cliente.  
  • Inserti in metallo. Le finiture in metallo possono essere applicate sulla porta in più punti ed inserite in tutti i modelli e materiali di porte interne.
  • Inserti in vetro.  Dopo aver scelto il modello di porta ed il materiale che più si desidera si può scegliere di inserire all’interno del battente un vetro. Esso può avere varie dimensioni, può essere ripetuto informe geometriche sull’ anta, può essere decorato, satinato, può far passare luce da un luogo all’altro della casa o semplicemente decorare la vostra porta interna.
  • Intagliata.La particolarità di questa finitura consiste nel praticare un intaglio a rilievo sull’ anta in legno rendendo unico ed inimitabile lo stile della porta. Scegliendo questa lavorazione avrete qualità di materiali, giochi di forme e volumi.
  • Pantografata. Questa finitura viene realizzata sulla porta attraverso uno strumento chiamato pantografo. Si tratta di un parallelogramma costituito da quattro aste, le quali vengono posizionate secondo il disegno scelto, creando così un bassorilievo. Sono porte molto eleganti e versatili, che danno carattere alla casa senza appesantirne lo stile.
  • Intelaiata.Questo tipo di finitura rompe la semplicità della forma e fa sì che la porta si componga attraverso il gioco dei montanti verticali, dei traversi orizzontali o dello zoccolo combinando gli elementi con diverse finiture.
  • Decorazione in foglia. Questo tipo di finitura utilizza la foglia d’oro o d’argento per impreziosire i dettagli di una porta realizzando così uno stile classico intramontabile. E’ particolarmente adatta a case in stile, ville private ed alberghi.
  • In pelle. Si tratta di porte realizzate in pelle rigenerata, morbide al tatto ed uniche nel loro genere. I modelli solitamente vengono impreziositi con bottoni d’argento, oro o Swarovski. Sono finiture adatte ad ambienti di classe, eccentrici e molto particolari.
  • In tessuto. Porte rivestite in tessuto, le quali possono essere personalizzate scegliendo tra un’ampia gamma di texture. Declinate in sfumature naturali o tinte più accese.
  • In softwood, un legno morbido e naturale, reso elastico attraverso un sofisticato processo produttivo che mantiene intatte le caratteristiche del legno e delle essenze con le quali viene realizzata la porta. Si tratta di un materiale che permette di creare “imbottiture” particolari ed assolutamente originali che hanno la particolarità di essere fonoassorbenti.

Le porte interne rappresentano una tra le componenti di design più influenti nell’estetica generale della casa o dell’ufficio. Stai ristrutturando casa a Milano e vuoi sostituire anche le porte? Contattaci

Come scegliere il parquet idoneo alla tua abitazione?

Come scegliere il parquet idoneo alla propria abitazione?

Negli ultimi anni, il parquet è diventato il vero e proprio protagonista delle abitazioni. Grazie alle sue caratteristiche di isolante termico ed acustico, è una tipologia di pavimentazione molto apprezzata ed averlo in casa è il sogno di molte persone perché è un pavimento caldo, elegante e raffinato.

Il parquet tradizionale presenta costi non sempre accessibili sia per via dei materiali utilizzati sia per le tecniche e tempistiche di posa di listelli e doghe. Per questi motivi, negli ultimi anni, si è diffuso il parquet prefinito, caldo ed elegante come quello tradizionale ma meno costoso e più facile da mantenere.

In base all’ essenza che viene scelta, la varietà di parquet include colori, sfumature, finiture e venature in grado di adattarsi ad ogni contesto abitativo e di arredamento.

Negli ambienti poco luminosi si consigliano le essenze chiare. In presenza di riscaldamento a pavimento è consigliabile scegliere un parquet prefinito.

Una scelta attenta del parquet deve tener conto sia dei fattori estetici ed ambientali sia di quelli morfologici del legno. Si devono rispettare le condizioni di posa, prediligendo lo stile di posa più adatto all’ambiente. Inoltre si deve tener conto anche del trattamento del legno, in modo tale da garantirsi la maggior durata nel tempo con la minima manutenzione.

Tonalità di colori del legno del parquet

Tonalità di colori del legno del parquet

I legni utilizzati per il parquet offrono un’ampia gamma di scelta delle tonalità.

Si classificano legni rossi il merbau, essenza asiatica di colore bruno che con la progressiva esposizione alla luce, tende a modificarsi; il Doussiè Africa, essenza dorata-rossiccia, il quale si presta a differenti usi, anche nel caso di pavimenti con riscaldamento a pannelli.

Tra i legni chiari vi sono l’acero americano, un legno di colore beige chiaro, il quale presenta un livello di ossidazione molto basso; il faggio, essenza tipicamente europea, dalla tonalità rosata, che non sopporta gli sbalzi di temperatura e per questo motivo è inadatta a pavimentazioni con riscaldamento a pannelli; il rovere, un legno chiaro che, con il trascorrere del tempo, assume una tonalità giallo paglierino. Reagisce male all’umidità ed alle variazioni di temperatura ed è inadatto a pavimenti con riscaldamento a pannelli.

Rientrano nei legni scuri, il wengé-Panga, un’ essenza africana particolarmente scura, non soggetta a cambiamenti di colore  anche se esposta a raggi solari; il mutenye, un’ essenza africana che si presenta in tonalità di colore diverse, dal marrone tendente al giallo al grigio tendente al nero. Si tratta di un legno resistente ma meno adatto al riscaldamento a pannelli radianti.

Tra i legni bruni vi sono liroko, un’essenza proveniente dall’Africa, il cui colore giallo cambia con l’esposizione alla luce.  E’ particolarmente indicato per ambienti umidi, come bagni e cucine; il teak, un’essenza color tabacco di provenienza sia asiatica che africana, è estremamente resistente all’umidità, a tal punto da essere impiegato nel settore nautico. Infine l’Afrormosia, un’ essenza africana leggermente olivastra, resistente alle escursioni e pertanto ideale anche per pavimenti con riscaldamento a pannelli.

Quali sono le caratteristiche del parquet prefinito?

Il parquet prefinito rappresenta oggi oltre il 90% del mercato dei pavimenti in legno. Ciò è dovuto al fatto che si tratta di un materiale più resistente. A differenza del massello viene verniciato con 6/7 mani di vernice (280/350gr metro). La resistenza ai graffi è maggiore e la prima lamatura può effettuarsi anche dopo 20/25 anni contro i 10/12 di un parquet tradizionale.

Il parquet prefinito può essere in legno massello o in legno multistrato. Quest’ultimo è la soluzione più veloce ed a prezzi inferiori rispetto al tradizionale. Ha tempi brevi di posa in opera, non presenta fasi né di levigatura né di posatura.  E’ composto da due strati di legno diversi, quello di supporto in legni come il Pino di Svezia, l’Abete o la Betulla. E quello di calpestio in legno nobile, di diverse tipologie, colori e venature.

Una volta garantito il livello estetico, il parquet prefinito assorbe i movimenti naturali di assestamento del pavimento, garantendone la stabilità.

Il parquet laminato: un’alternativa economica al parquet originale

Il pavimento laminato è ottenuto attraverso un processo, detto pressofusione, che sottopone ad una forte pressione i pannelli di vari materiali (resine, carta, agglomerati di legno, ).

Ogni listone è composto da una parte inferiore che funge da supporto, da una parte centrale che è formata da un pannello di fibra di legno detto HDF (High Density Fireboard), da una parte superiore a cui viene applicato un foglio decorativo, in grado di riprodurre le venature tipiche del legno ed infine da una superficie trasparente resistente all’usura del calpestio, che permette anche a colore e finiture di non rovinarsi nel tempo.

Quali sono i vantaggi che si hanno scegliendo questa tipologia di parquet?

Il parquet laminato, rispetto alle piastrelle in grès porcellanato, le quali presentano una superficie fredda al tatto, riesce a riprodurre una sensazione di calore più simile al legno.

La tecnica di posa utilizzata è quella flottante senza colla. I listini vengono fissati tra loro attraverso un meccanismo di incastro a click e appoggiati su  un materassino fonoassorbente ed una barriera vapore (foglio di nylon).

Inoltre il laminato può essere  posato su una pavimentazione già esistente, purché livellata, regolare ed asciutta. Una volta posato, non richiede particolari trattamenti.

Grazie ai processi con cui viene prodotto ed alle caratteristiche del film con cui si realizzano le finiture, il parquet laminato è un pavimento resistente sia al calpestio, sia alle grandi sollecitazioni, sia  all’ azione dei raggi UV ed all’ ossidazione. Nelle versioni top di gamma, è idrorepellente e non assorbe l’umidità. Prende fuoco solamente quando è in contatto diretto con la fiamma.

Per la pulizia ordinaria sono necessari un panno bagnato ed un detergente apposito. Si tratta di un pavimento facile da pulire grazie anche alla sua caratteristica di antistaticità (attira poco la polvere) ed al suo strato protettivo che lo protegge da macchie, urti e graffi.

Rispetto ad un pavimento in legno, il costo del laminato può essere inferiore avendo comunque una pavimentazione in grado di riprodurre fedelmente gli effetti del legno e non solo.

Al fine di  avere un buon prodotto ed un’ottima resa estetica è necessario affidarsi a ditte specializzate come noi di Ristruttura Interni che forniamo materiale di prima scelta e di ottima qualità.

Il parquet in legno massello o tradizionale

Il parquet massello viene fornito grezzo e da levigare ed asciugare dopo la posa. Negli anni questa tipologia di parquet mantiene intatta la sua bellezza.

Presenta una composizione in puro legno nobile con spessori che variano da 12 a 22 mm. Le liste, in una vasta gamma di dimensioni e di specie legnose, vengono fornite allo stato grezzo, ossia da levigare e lucidare dopo la posa e prima di essere calpestate.

prezzi del parquet massello ed i tempi per la posa, la levigatura e la verniciatura sono maggiori rispetto ad un parquet prefinito. Prima dell’utilizzo del pavimento,  occorre attendere almeno 40 giorni.

Vuoi realizzare un pavimento in parquet nella tua nuova abitazione? Questa soluzione è pratica, elegante ed adatta ad ogni tipologia di interni.

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Pavimenti resistenti ed economici

Il pavimento è un elemento della casa al quale bisogna prestare particolare attenzione perché è sottoposto ad usura continua. Non è detto che per avere un pavimento bello e resistente si debbano spendere  molto.
Grazie al rivestimento giusto, è possibile coniugare risparmio, qualità e durata nel tempo della superficie calpestabile, sia interna che esterna.

Vi sono molti tipi di pavimenti e quelli che riescono a rendere meglio da tutti i punti di vista, sono anche i più economici. Sono sostanzialmente quattro: gomma, gres porcellanato, PVC e laminato.
Naturalmente, per qualsiasi tipo di pavimento, bisogna considerare le spese di posa in opera. É sempre meglio affidarsi ad un professionista. 
Questa può essere una buona soluzione se la base è in ottime condizioni e non necessita di lavori per essere resa liscia, in modo da posarvi sopra il nuovo rivestimento.

I pavimenti resistenti ed economici vanno scelti a seconda della stanza nella quale devono essere montati, ad esempio, in bagno non è opportuno mettere il laminato.
Sono molto belle e poco costose, ma rendono di più in salotto o in camera da letto.

Una scelta alternativa sono le piastrelle con effetto marmo o effetto legno , che hanno un costo leggermente superiore e stanno bene ovunque.
La posa incide nel prezzo della pavimentazione tanto quanto il tipo di materiale. Le piastrelle che si incollano sono più economiche rispetto a quelle che si incastrano, ma necessitano di più lavoro e di materiali differenti rispetto alla posa a secco.

Ecco cosa fare

Negli ultimi tempi sta andando di moda il pavimento in laminato, che sostituisce egregiamente il costoso parquet. Si tratta di un materiale composto da fibra di legno e carta pressate insieme, che a prima vista ha un effetto estetico del tutto simile al legno. Questo pavimento sta benissimo in case con arredamento sia moderno che rustico perché, essendo liscio, si sposa perfettamente anche con i mobili geometrici ed essenziali delle case moderne e tecnologiche.
Il pavimento in laminato costa circa la metà di un parquet e dura leggermente meno.

Il laminato esiste di molti tipi ed è ottimo anche perché si mette ad incastro sopra alle vecchie piastrelle senza dover rompere nulla.  La maggior parte dei pavimenti ad incastro non necessita di colla. Sono piastrelle che si posano ad incastro, con modalità diverse a seconda del tipo e del produttore.

I pavimenti ad incastro non sono adatti per zone che vengono intensamente calpestate. In questo caso è necessario impiegare delle colle per tenere ferme le piastrelle e limitare il rumore del calpestamento.

I pavimenti resistenti ed economici ci sono sia per ambienti interni che per ambienti esterni.
In quest’ultimo caso l’impasto è più resistente, dato che deve sopportare eventi atmosferici e forti sbalzi di temperatura. Differente è all’interno dell’abitazione, dove c’è una temperatura costante e la sola pressione delle persone.
In esterno vi possono passare le auto e quindi conviene optare per tipi di pavimento con l’aggiunta di polimeri sintetici resistenti. Possono essere anche simili al legno ma, grazie alla composizione, non vengono attaccati dalle muffe e non vi si scivola. Per posare in esterno è necessario usare colle particolari, a meno che i listoni non siano particolarmente grandi e si incastrino da soli.

I moderni pavimenti di gomma e PVC sono molto economici e vengono usati soprattutto in attività commerciali, uffici, palestre. Rendono bene anche in casa, specialmente se l’arredamento è ultramoderno. I pavimenti di gomma sono molto resistenti e si mettono anche nei garage. Sono progettati per un utilizzo continuo e devono resistere all’usura del continuo calpestamento di persone e mezzi. Sono resistenti ai raggi UV, al fuoco, ad acqua e umido, antiscivolo, assorbono le vibrazioni e il rumore. I pavimenti di gomma classici sono quelli con le bolle, ma ultimamente per le palestre e soprattutto per le aree riservate ai bambini viene usato un tipo di gomma particolare anti trauma, che spesso viene decorata con simboli e disegni adatti all’ambiente.