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Ristrutturazione

parete divisoria in cartongesso

Come realizzare una parete divisoria in cartongesso

In questo tutorial ti spiegherò come realizzare facilmente una parete divisoria in cartongesso. L’installazione di un muro in cartongesso è un progetto fai da te molto semplice, si impara velocemente come fare e non richiede strumenti particolarmente costosi.

Materiali per realizzare una parete divisoria in cartongesso

Prima di iniziare ti faccio la lista della spesa:

–  Scegli il tipo di cartongesso che ti serve per il tuo progetto e stima quanti fogli ti serviranno in base alle dimensioni dell’area. Prendi le misure con un semplice metro da muratore e vai al negozio di bricolage più vicino a casa tua. Lì sapranno consigliarti sulla tipologia di cartongesso d’acquistare in base alle tue esigenze;

– Due spatole, una piccola ed una più grande;

– Stucco per cartongesso e rasante (fatti consigliare nel negozio di bricolage più vicino sulle quantità);

– Nastro coprigiunto per cartongesso in fibra di vetro. A seguire lo chiameremo solo “nastro”;

– Giunti, guide metalliche e viti (fatti consigliare nel negozio di bricolage);

– Un taglierino da muratura;

– Carta vetrata e possibilmente una levigatrice per parete;

– Un avvitatore elettrico;

– Una livella;

– Una sega per cartongesso.

Creare una parete divisoria seguendo semplici step

Il cartongesso è venduto in pannelli che normalmente hanno una dimensione di 1,2×2,4 m  1,2×3  m  1,2 x3,6 m  con uno spessore di circa 12,5 mm (1,25 cm).

La prima fase per la realizzazione di pareti o soffitti in cartongesso è la formazione della struttura, la quale dovrà sostenere i pannelli. Solitamente la struttura è di tipo metallico e viene venduta unitamente ai pannelli.  Ma è possibile realizzare anche una struttura in legno su misura.

Per il montaggio della struttura sono sufficienti gli strumenti indicati precedentemente nella lista.

Le migliori strutture metalliche sono realizzate in acciaio profilato, ossia delle sbarre di acciaio con delle forme caratteristiche e dalla tipica sezione trasversale. Queste strutture sono rivestite in zinco e trattate chimicamente con prodotti antiruggine e resistenti all’umidità.

Genericamente le strutture metalliche sono definite a seconda della forma: a L, ad U a C, ad Omega. Esistono però anche strutture più complesse quali ad esempio le GK, curvabili facilmente a mano e che mantengono la posizione stabilita o la GA, adatta per i controsoffitti piani.

Una volta posizionata la struttura metallica, si prosegue con i vari step:

  1. Il taglio dei fogli

Inizia disponendo i fogli del tuo muro a secco su una superficie piana ed asciutta. Misura la lunghezza dei fogli di cui hai bisogno per il tuo progetto ed usa una matita per segnare dove devi tagliare. Usando una squadretta come guida, taglia il foglio lungo i segni usando una sega per cartongesso. Puoi fare la maggior parte dei tuoi tagli prima di iniziare a preparare i materiali per la posa, oppure puoi tagliare i pezzi in opera. Quest’ultimo metodo comporta meno errori e meno sprechi ma potrebbe richiedere più tempo. La sega elettrica può essere utile anche per ritagliare gli spazi per le prese elettriche e per gli interruttori della luce. Per lavori più complessi, ossia la creazione di forme rotonde, avrai bisogno di una fresa circolare.

  1. Creazione

Inizia ad attaccare i fogli del muro a secco con i giunti metallici utilizzati. Ti consiglio di lavorare i fogli in verticale.  Importante evitare forzature sull’area di lavoro per non deformare i giunti. In generale, può essere più difficile avvitare le borchie in metallo. Per fissare i giunti al cartongesso, utilizza un avvitatore e viti per cartongesso. Le viti dovrebbero essere posizionate circa ogni dieci centimetri.

  1. Finitura

Finalmente potrai fissare, incollare e rifinire il muro a secco. Ciò comporta l’applicazione di tre strati di stucco, uno strato di nastro per cartongesso e la carta vetrata per la levigazione. Innanzitutto utilizza una spatola da finitura per distribuire il composto lungo ogni cucitura. Questo primo strato è chiamato nastro adesivo e dovrebbe essere largo circa dieci centimetri. Il primo strato serve a chiudere le fessure nei fogli del muro a secco. Poi applica il nastro per cartongesso lungo le fessure. Lo stucco speciale per cartongesso che hai applicato in precedenza manterrà il muro in posizione. Il secondo strato di stucco è chiamato anche cappotto di bloccaggio. Usa la spatola per applicare una seconda mano di stucco sopra il nastro. Usane quanto basta per sigillare il nastro in fibra. L’ultimo stucco da applicare è chiamato  rasante. Usa una spatola un po’ più grande per applicare la terza mano.

Applica uno strato sottile di stucco sulle cuciture per creare una superficie liscia e uniforme.

Terminiamo la parete divisoria in cartongesso

Verifica sempre utilizzando la livella, durante i lavori, se il muro sia a filo.

Lascia asciugare lo stucco per 24 ore e poi inizia la levigatura con la carta vetrata, possibilmente con una levigatrice elettrica.

La carta vetrata deve avere una grana fine per levigare leggermente lo stucco. Puoi dire di aver terminato i lavori quando non riesci più a vedere il nastro e non vedi rigonfiamenti di stucco sulla superficie delle pareti. A questo punto il muro dovrebbe essere liscio ed uniforme.

IMPORTANTE: Indossa una maschera ed occhiali protettivi durante la levigatura per evitare danni agli occhi e soprattutto l’inalazione di polveri sottili.

E se il muro dovesse rompersi per un urto accidentale?

I muri in cartongesso spesso si danneggiano a causa di piccoli urti fisici. La resistenza non è il punto forte del cartongesso! Puoi riparare a questi inconvenienti semplicemente riempiendo i fori con lo stucco e levigando in modo da rendere nuovamente la porzione di muro liscia ed a filo. Per i fori più grandi devi ritagliare un pezzo di cartongesso che andrà a riempire il buco, quindi dovrai ristuccare le fessure e levigarle.

Sei di Milano? Non hai tempo per creare la tua parete divisoria in cartongesso? Ci pensiamo noi di Ristruttura Interni. Contattaci!

cartongesso

Il cartongesso nelle ristrutturazioni: una scelta vincente

Il cartongesso è uno dei materiali da costruzione maggiormente utilizzato nell’edilizia leggera data la sua velocità di applicazione e le sue particolari doti termoacustiche.

Quali sono i vantaggi che può apportare il cartongesso?

1. Isolamento termico

Se devi ristrutturare un tuo vecchio appartamento o la tua casa attuale, probabilmente le mura perimetrali sono state realizzate in un periodo in cui non si dava molta importanza all’isolamento termico. In questo caso il cartongesso è la soluzione migliore.

In commercio si trovano lastre coibentate, di vario genere, composte da cartongesso abbinato ad altri materiali isolanti. Queste lastre prendono il nome di  “pannelli accoppiati“.

Il montaggio è semplice: le lastre si incollano direttamente alla parete interessata, la quale viene trattata prima. Oppure si possono montare le lastre su un telaio metallico, con all’interno il materiale coibentante.

2. Isolamento acustico

Il cartongesso si caratterizza per due proprietà particolari: è fonoisolante e fonoassorbente.

Nel primo caso si intende la capacità di un sistema di ridurre l’intensità sonora (rumore aereo e non da impatto) proveniente da ambienti contigui e/o sovrastanti.

Nel secondo caso si tratta della capacità di un prodotto di assorbire in tutto o in parte l’energia sonora che impatta su di esso (ad esempio il rumore prodotto da un pugno su una parete).

Il fonoassorbimento rientra nelle problematiche per il controllo della propagazione del suono in ambienti chiusi.

Se intendi aumentare la protezione acustica, in commercio troverai pannelli in cartongesso adatti a questo scopo.

3. Protezione dal fuoco

Un’altra qualità del cartongesso è la sua capacità di resistere al fuoco e di rallentare il propagarsi delle fiamme.

Oggi sono disponibili delle speciali lastre ignifughe, progettate per rispondere a determinati parametri REI.

Si tratta di lastre  composte da gesso, il quale ha una naturale capacità di resistere al fuco e da altri materiali come la vermiculite, le fibre di vetro e la perlite.

4. Idrorepellenza

In commercio ci sono lastre in cartongesso particolarmente indicate per ambienti umidi (bagno, vano doccia, cucina, lavanderia, scantinati).

Queste lastre hanno un bassissimo assorbimento d’acqua e le puoi riconoscere per il rivestimento esterno di colore verde.

Si tratta di un cartongesso detto  “idrofugo“, trattato mediante uno speciale procedimento che lo rende meno sensibile all’umidità ed al vapore.

5. Resistenza agli urti

Grazie alle continue migliorie apportate al materiale, oggi è possibile utilizzare delle lastre ad elevata resistenza meccanica superficiale.

Il cartongesso si presta bene ad essere utilizzato in ambienti affollati, in cui il rischio di urti è più alto. Per questo motivo è un materiale utilizzato negli ospedali, nelle scuole, negli edifici pubblici.

6. Facilità di lavorazione

Realizzando una parete in cartongesso, ti dimentichi di mattoni forati, cemento, ecc.

Si tratta di materiale venduto in lastre di varie dimensioni. La larghezza standard è comunque i 120 cm che si tagliano con un cutter e si abbinano ai profili in lamiera per ottenere le pareti divisorie.

Per tagliare le lastre, si può utilizzare anche il seghetto.

Il montaggio delle lastre è semplice e non presenta difficoltà particolari. Per questo motivo, si tratta di un materiale tra i più ricercati ed utilizzati dagli appassionati del fai da te.

7. La pulizia

Un altro  vantaggio fondamentale del cartongesso è che i pezzi sono quasi già pronti.  Una volta portati in cantiere dovranno solo essere adeguati in base all’opera da realizzare.

Le lastre ed i profili in lamiera verranno tagliati sul posto, ma non si solleverà troppa polvere.
Inoltre la pulizia finale del locale sarà piuttosto semplice. Basterà un aspirapolvere ed un lavaggio totale dei pavimenti.

8. Facilità di rimozione

La rimozione è molto semplice come il montaggio.
Una parete viene posata sopra il pavimento, senza danneggiarlo in alcun modo e quindi non è necessario ripristinare mattonelle rotte o rovinate.

La praticità delle pareti in cartongesso è dovuta anche al fatto che l’impianto elettrico può essere ospitato dentro l’intercapedine creata dal telaio.

Sei di Milano? Vuoi sapere quali sono i casi in cui è consigliabile utilizzare il cartongesso? Contattaci! Preventivo gratuito.

Ti consigliamo di leggere anche l’articolo sui controsoffitti in cartongesso.

bioarchitettura

Bioarchitettura: progettazione di costruzioni ben integrate nell’ambiente circostante 

Con la bioarchitettura si punta ad un rapporto equilibrato fra l’ambiente e le costruzioni edili.

I due sistemi che garantiscono la sostenibilità delle costruzioni

Il primo sistema riguarda la corretta progettazione ambientale e bioclimatica degli edifici. Lo scopo di questo sistema è quello di integrare l’edificio nel suo contesto ambientale anche dal punto di vista energetico e dell’utilizzo delle risorse locali, consentendo il massimo contenimento dei consumi. Si tratta di un sistema comprendente numerosi aspetti come l’isolamento e la riduzione delle dispersioni termiche, sia per l’inverno che per l’estate; il controllo degli ombreggiamenti, per evitare fenomeni di surriscaldamento estivo; la ventilazione naturale, il raffrescamento e la deumidificazione dell’aria; il controllo e il massimo sfruttamento dell’illuminazione naturale; l’attenzione al ciclo delle acque e al riutilizzo dell’acqua piovana.

Fondamentale è anche l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili presenti, quali energia solare, eolica, geotermica o anche idroelettrica.

L’edificio è visto nel complesso delle sue componenti e si cerca per ciascuna di esse il massimo sfruttamento “passivo” delle risorse che offre il luogo in cui si costruisce.

Con il termine “passivo” si intende un utilizzo naturale delle risorse ambientali.  Un impiego passivo non comporta ulteriori consumi e minimizza gli impatti ambientali stessi.

La bioarchitettura: utilizzo di materiali a basso impatto ambientale

Particolare attenzione, nella bioarchitettura, è rivolta anche all’impiego nella costruzione di materiali sostenibili e che non siano nocivi per la salute umana. Un materiale ecosostenibile, per considerarlo tale, non deve essere semplicemente “naturale”. Vanno considerate le caratteristiche intrinseche, il suo processo produttivo, l’energia impiegata per la produzione e le ricadute che questo comporta sull’ambiente.

Anche gli aspetti legati alle distanze tra i luoghi di produzione dei materiali e quelli di impiego, la tematica dei trasporti dei materiali in un mercato sempre più globalizzato, ed infine gli aspetti legati alla riciclabilità stessa dei materiali una volta che sia finito il loro ciclo di vita hanno una vasta importanza.

Il legno, ad esempio, è certamente uno dei materiali più ecologici che possiamo usare. Ma un conto è usare un legno proveniente da foreste vicine al cantiere, un altro è usare legni di importazione, il cui viaggio abbia contribuito all’immissione di rilevanti quantità di CO2 nell’atmosfera.

In ogni caso, queste ricerche hanno portato a valorizzare materiali quali legno e pietre locali oltre che altri quali calce e gesso in sostituzione di materiali il cui ciclo produttivo sia maggiormente energivoro.

L’attenzione alla salubrità dei materiali ha anche contribuito alla riscoperta di prodotti con leganti e colle a base naturale invece che chimica. Queste procedure sono studiate per ridurre l’emissione delle cosiddette sostanze volatili nocive per la salute.

gres porcellanato effetto legno

Ristruttura la tua casa con gres porcellanato effetto legno

Il gres porcellanato effetto legno è un’alternativa al parquet, utilizzato per pavimenti moderni e raffinati adatti ad ogni tipo di spazio.

Un nuovo grande formato ideato per definire personalità e stile di qualunque spazio

Bellezza e praticità sono le caratteristiche di piastrelle effetto legno.

Qualche anno fa, pur di avere il parquet, si era disposti a fare qualche sacrificio in termini pratici nella quotidianità. Oggi, con l’avvento del gres porcellanato effetto legno, tutto è cambiato.

E sono aumentate soprattutto le persone che optano per la ceramica. Il gres porcellanato è un materiale ceramico che può imitare qualsiasi tipo di superficie naturale.

Facile da pulire, resistente agli urti, alle macchie ed in grado di sopportare il contatto con sostanze aggressive. Perfette per ambienti come la cucina.

La miscela di materie prime (argilla, sabbia e terre naturali) di cui è composto viene cotta ad altissime temperature (1200- 1400 °C) fino a raggiungere uno stato di vetrificazione non porosa e d’impermeabilità. Si tratta di un materiale avente un basso valore di assorbimento d’acqua ed un alto grado di resistenza alla flessione.

È inoltre molto resistente all’abrasione ed alle sostanze aggressive contenute in alcuni alimenti o nei detergenti. Inoltre lo smalto in superficie facilita la pulizia, assicurando una perfetta igiene del pavimento. Nel caso di macchie di oli e grassi, di bevande come birra, vino, caffè e tè, di residui alimentari o nicotina, è consigliabile utilizzare detergenti specifici.

Il gres porcellanato: colori, stili, formati, decori e “texture”

Già da diversi anni, per decorare le piastrelle, si utilizza la tecnologia di stampa digitale inkjet, ovvero a getto d’inchiostro. Si tratta di una tecnologia che consente di riprodurre tonalità, gradazioni e sfumature di colore in moltissime finiture ed estetiche.

L’estetica “effetto legno” riscontra da tempo grande successo soprattutto per  ambienti, come la cucina, in cui molti preferiscono evitare la posa di un pavimento in vero legno.

Le piastrelle in gres porcellanato effetto legno si trovano in diversi formati.  Anche a “doghe” lunghe fino a 20/30 x 120 cm, che imitano il pavimento in essenza anche nei formati.

L’effetto estetico di queste piastrelle è sorprendente. La tecnologia inkjet consente di riprodurre alla perfezione le venature e le trame del legno, offrendo anche una vastissima gamma di colori e tonalità propri del materiale naturale: dal rovere, all’ulivo, al noce.

Si tratta di piastrelle rettificate,  perfettamente squadrate per permettere una posa con fughe quasi impercettibili. Esse vengono rifinite con stucchi tono su tono. Per la posa sono utilizzati anche sistemi a secco che non richiedono collanti o sigillanti.

L’effetto legno è la nuova tendenza del gres

Il legno è un materiale vivo, che muta nel tempo, modificando il suo aspetto e qualche volta anche le sue qualità. Riprodurlo sulla ceramica è un processo che necessita la padronanza di tutte le tecnologie produttive più avanzate ma anche una progettualità precisa, che possa esprimersi nella definizione di superfici particolari, che siano allo stesso tempo attuali ed esclusive senza essere artificiose.

Il legno ci racconta la memoria del tempo che passa, il variegato vissuto dell’uomo, la preziosità dei saperi artigianali, il valore della tradizione, il gusto per gli ambienti ricchi di storia.

Ristruttura Interni, ispirandosi a tutto ciò ed utilizzando gres porcellanato effetto legno, vuole evocare una sensazione, restituire un’atmosfera antica a chi intende ristrutturare casa con questi materiali. La ceramica viene trasformata così in una vera e propria materia più calda, imperfetta e quasi “reale”.

 

ristrutturazioni appartamenti marmo cementine

Marmo naturale e cementine: ristrutturazioni appartamenti a Milano

Marmo e cementine confermano la loro tendenza in continua crescita, riguardo le ristrutturazioni appartamenti, in particolare rivestimenti e pavimenti sia del bagno che dell’intero appartamento.

Tornano protagonisti i materiali naturali: dalla pietra al marmo

Molto privilegiate nei nuovi decori sono le composizioni geometriche policrome.

Nel mondo dei rivestimenti per pareti e pavimenti e delle ristrutturazioni appartamenti, torna protagonista l’eleganza della pietra, ed in particolare del marmo naturale con i suoi colori e venature.

Il marmo  propone una serie di decori policromi, ispirati alla più antica tradizione dei pavimenti in pietra italiani. Adatti per rivestimenti di gusto classico attualizzati però da geometrie innovative e da accostamenti di colori che virano nella direzione del contemporaneo.

Le figure di base, quadrato, esagono, doga, spina, trapezio, triangolo e rombo, vengono composte in combinazioni personalizzate, di forte impatto visivo su piccole e grandi superfici.

Le cementine: altra tipologia di rivestimento molto ricercata ed apprezzata

Altra tipologia di rivestimento sicuramente perfetta per ristrutturazioni appartamenti classici ma interessante anche in contesti contemporanei, sono le cementine. Quadrate, rettangolari o molto spesso esagonali, in eleganti composizioni geometriche. Con combinazioni a due o tre colori o in figure più elaborate, riportano alle atmosfere delle case degli anni ’30-’40.

Alcune tipologie si ispirano alla natura con fantasie particolari. Altre invece riproducono in diverse varianti cromatiche, le spirali colorate della pietra agata. La realizzazione è rigorosamente eseguita con tecniche di lavorazione manuali. In alcuni modelli spiccano i colori anticati del grigio, blu e ruggine, spesso uniti al bianco in composizioni che riflettono la luce in tante modalità differenti, creando particolari effetti di tridimensionalità sulle superfici del pavimento.

Questi materiali vengono proposti dalle aziende specializzate nel settore, accanto alle tante varianti di prodotti ceramici che imitano l’effetto del marmo, del travertino e di altre pietre.

Questo anche grazie al fatto che si sono aperti, negli ultimi anni, nuovi mercati per l’importazione da Paesi lontani (in particolare dalla Cina).

Vuoi ricevere un preventivo per la ristrutturazione del tuo appartamento con questi materiali? Contattaci!

ristrutturare casa: bioedilizia

Come ristrutturare casa pensando al futuro sia proprio che altrui

Dal green building finalizzato al contenimento energetico, dalla bioedilizia fino alle soluzioni per interni salubri.

Grazie alla bioedilizia è possibile ristrutturare casa rispettando la tua salute

La bioedilizia nasce come risposta ad una serie di esigenze legate ai problemi di salute dovuti alle sostanze chimiche contenute in alcuni materiali edili ed in prodotti di finitura. Ma anche all’emergenza ambientale di questi ultimi anni.

Si è sviluppata così la ricerca di un più efficace comfort indoor e di un incremento del risparmio energetico. Il prefisso bio si riferisce proprio alla necessità che progettazione, costruzione, selezione dei materiali, tecniche costruttive ed impiantistiche garantiscano la più alta salubrità dei luoghi per abitare e la migliore sostenibilità.

In linea con il concetto di sviluppo sostenibile, l’intento è quello di costruire o ristrutturare casa  in modo tale da soddisfare le richieste attuali. Dobbiamo evitare di compromettere le possibilità di sviluppo delle generazioni future.

La bioedilizia comporta quindi un impegno etico, culturale e tecnico maggiore rispetto a una costruzione tradizionale. Non esiste un modello universale riproponibile in ogni luogo. Esistono tecniche, materiali e buone pratiche del costruire che, di volta in volta, devono essere scelte e applicate al caso specifico.

Bioedilizia: dalle nuove costruzioni alle ristrutturazioni

I progetti di riqualificazione urbana portati a termine nell’ultimo biennio mettono in evidenza un nuovo e più efficiente modo di concepire l’architettura residenziale. Ciò riguarda sia le nuove costruzioni sia gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente.

Una nuova costruzione ed una ristrutturazione completa a misura sotto l’aspetto “bio” danno le migliori garanzie di risultato, centrando l’obiettivo. Ma risultati apprezzabili si possono ottenere anche con una ristrutturazione programmata nel tempo, a partire dalle necessità prioritarie che in genere coincidono con un minor consumo energetico.

Si prevede che, entro il 31 Dicembre 2020, tutti gli edifici di nuova costruzione saranno “ad energia quasi zero”. Ovvero edifici ad altissima prestazione energetica, il cui fabbisogno energetico, molto basso o quasi nullo, dovrebbe essere coperto quasi interamente da energia proveniente da fonti rinnovabili.

Inoltre, il Consiglio Europeo ha approvato un obiettivo, vincolante, di riduzione delle emissioni nazionali di gas ad effetto serra di almeno il 40% rispetto ai livelli registrati nel 1990, da attuarsi entro il 2030.

L’attività edilizia è uno dei settori industriali a più alto impatto ambientale

Dal punto di vista energetico, la qualità degli edifici italiani è molto bassa. La maggior parte di questi è in classe G. Il riscaldamento e la climatizzazione degli ambienti si pongono al secondo posto, dopo il traffico motorizzato, per emissioni di gas serra in atmosfera.

Per costruire nuovi edifici e nuove infrastrutture, per produrre materiali e per smaltire i rifiuti edili secondo i metodi tradizionali occorrerebbero fasce di territorio da occupare e grandi quantitativi di energia, oggi principalmente ancora prodotta da petrolio  e da fonti non rinnovabili. Da questi presupposti  scaturisce la necessità di ripensare ai metodi costruttivi ed a quelli dell’abitare.

pavimento in laminato

Ristrutturazione appartamento a Milano con il pavimento laminato

Vuoi rinnovare un ambiente della tua abitazione oppure occuparti della ristrutturazione del tuo appartamento a Milano partendo da un pavimento laminato? Ristruttura Interni ristrutturerà la tua casa a seconda dei tuoi gusti e delle tue esigenze.

Il pavimento laminato non è il classico parquet

Il pavimento rappresenta senza dubbio un aspetto determinante. Sostituendolo o rinnovandolo è spesso possibile trasformare, abbellire e rendere maggiormente moderno ogni tipologia di ambiente.

Se per eseguire questo intervento non intendete spendere una cifra eccessivamente elevata, una delle soluzioni più indicate a cui pensare è quella di scegliere un pavimento  laminato.  Un materiale di ottimo aspetto, resistente e veloce da applicare. Si tratta di un genere di pavimentazione decisamente economica e bella da vedere.

Il pavimento laminato non è un parquet ma è molto simile ad esso, sia esteticamente sia, in parte, come resa.  E’ un materiale economico, facile da posare, e molto utile nel caso di rinnovi di ambienti e ristrutturazione di appartamenti.

Pavimento in laminato: com’è composto e con quali materiali

Il laminato è composto da quattro strati. Uno strato inferiore che funge da sostegno e da controbilanciatura.

Uno strato “centrale” che rappresenta l’anima della doga, composto da fibre di legno e leganti resinosidetto HDF (high density fibreboard).

Sopra l’anima viene pressofusa una stampa ad altissima risoluzione, che riporta il “disegno” del legno (quindi venature ed altri particolari).

Infine, c’è lo strato di usura, lo strato che calpestiamo. Quest’ultimo è definito Overlay, ed è composto da ossido di alluminio, ossido di corindone e resine melamminiche.
E’ una pellicola trasparente ed impermeabile che ha il compito di garantire protezione dall’abrasione e dal calpestio.

Vantaggi e svantaggi del pavimento in laminato

Partendo dai vantaggi del pavimento laminato, è giusto sottolineare che si tratta di un materiale semplice da posare ed applicabile sia su cemento che su pavimentazioni già esistenti, purché risultino adeguatamente lisce e prive di umidità. E’ un materiale particolarmente resistente al camminamento all’azione dei raggi solari e all’acqua.

Il prezzo delle pavimentazioni in laminato dipende dal genere più o meno ricercato di lavorazione durante la produzione. Si parte mediamente da circa 5/6 € al mq sino ad arrivare a circa 20/30 € , ma in alcuni casi il laminato può anche costare di molto di più.

I vantaggi principali dei laminati:

  • Offrono un’ottima resistenza agli urti ed un’ elevata resistenza al calpestio.
  • La loro struttura multistrato permette una rapida dissipazione del calore.
  • Eliminano l’elettricità statica, quindi non favoriscono l’accumulo di polvere. Un’ottima notizia per tutti i soggetti allergici, che quotidianamente lottano per trovare un angolo “tranquillo” in cui soggiornare.

Per quanto riguarda la pulizia, per far brillare questo tipo di pavimento non occorre essere degli esperti di pulizie. Nel pavimento in laminato lo sporco penetra con molta difficoltà.
Considerata l’impennata di richiesta che ha avuto il pavimento in laminato, attualmente in commercio si trovano molte tonalità e disegni, che riproducono fedelmente i parquet più amati (rovere, tortora, pino, vintage).

Per quanto riguarda gli svantaggi,  c’è da dire che un pavimento laminato non può offrire la medesima eleganza e raffinatezza del vero legno. Inoltre non è un materiale indicato in bagno o comunque in prossimità di lavandini o vasche, poiché un eccessivo contatto con l’acqua potrebbe crearvi delle crepe o dei rigonfiamenti.

Tecniche edilizie di posa del pavimento in laminato

Si tratta infatti di una posa flottante, con il materiale che viene poggiato sul pavimento esistente, e le doghe che si incastrano tra loro con un sistema “a click”.

Le condizioni necessarie per avere una posa ottimale sono le seguenti:

  • un pavimento perfettamente regolare ed asciutto;
  • la stesura di un tappetino isolante, il quale  riduce il calpestio e serve ad insonorizzare prima di poggiare le doghe in laminato.  Alcuni pavimenti in laminato hanno già il tappettino incorporato.
  • utilizzo di distanziatori.

Il materiale ha una naturale dilatazione, quindi nel tempo aumenterà le sue dimensioni. Per questo motivo è necessario lasciare una certa distanza dalle pareti delle stanze, in modo da consentire questa dilatazione.

La posa del materiale non è affatto complicata, ma se non disponi di un’ adeguata pratica nel ‘fai da te’, si consiglia di contattare ditte esperte nelle pavimentazioni e ristrutturazioni appartamento a Milano come RistrutturaInterni.

 

ristrutturazioni milano

Ristrutturazioni Milano: 5 siti web dove trovare case da ristrutturare in vendita

Hai in mente di acquistare un’abitazione o un appartamento a basso costo per poi investire nella ristrutturazione? Il vero vantaggio è che potresti risparmiare molto sul prezzo di acquisto! Un altro vantaggio può essere il fatto che puoi ridisegnare la tua casa come meglio credi.
A Milano puoi affidarti a ditte che effettuano ristrutturazioni a costi contenuti tra le quali RistrutturaInterni srl.

5 siti web dove trovare case da ristrutturare a Milano

Idealista

Il sito web “idealista”, leader in Europa nel settore immobiliare, propone monolocali, appartamenti e case da ristrutturare pubblicati da privati e agenzie immobiliari. Nella mia ricerca ho trovato prezzi veramente bassi. Cerca l’occasione al seguente link: Idealista

Kijiji

Il più famoso marketplace italiano dedicato ai privati è Kijiji. Bene, anche su questo sito web troviamo appartamenti e casa da ristrutturare a Milano. Ti consiglio di dare uno sguardo alla ricerca filtrata per le ristrutturazioni Milano che ho impostato: kijiji

Trovit

Qui parliamo di un sito specializzato nella vendita di abitazioni. Abbiamo scoperto che la maggior parte degli annunci sono stati inseriti dai professionisti del settore. In questo caso ti consiglio di fissare un appuntamento con l’agenzia immobiliare e cercare nella casa qualche criticità, non dichiarata nell’annuncio, che ti possa aiutare ad abbassare il prezzo dell’immobile. A seguire il link della mia ricerca: Trovit 

La Repubblica

Sul sito editoriale de “La Repubblica” puoi trovare molti annunci di case in vendita se cerchi ristrutturazioni a Milano. Ecco il link della ricerca filtrata per la chiave “ristrutturazioni Milano”: 

Cambio casa

Il sito di annunci immobiliari pubblica solo ed esclusivamente annunci di agenti immobiliari professionisti. I motivi principali di questa scelta sono relativi all’attribuzione del giusto merito ai professionisti del settore e per dare una garanzia di professionalità ed assistenza al cliente che così può trattare l’immobile a norma di legge e fare un acquisto sicuro.
Ristrutturazioni Milano: Cabiocasa.it