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Ristrutturazione Casa

Come rinnovare visivamente la zona notte

Come rinnovare visivamente la zona notte

La parete dietro il letto è il punto focale della camera, quello che per prima attira lo sguardo: cambiarne l’aspetto significa rinnovare visivamente l’intera stanza.

Consigli utili per interpretare la stanza con creatività

Mensole, oggetti, quadri, pittura, tappezzeria e boiserie possono caratterizzare la camera senza dimenticare equilibrio ed armonia.

  • Mensole. Una o più arredano e sono funzionali allo stesso tempo: utili piani d’appoggio, possono sostituire i comodini e, nelle versioni più hi tech, anche le lampade da lettura (perché sono integrate).

I sostegni in stile rètro, lasciati a vista, diventano il motivo decorativo della composizione di mensole perfettamente simmetrica. Di una tonalità più chiara rispetto alla parete, dialoga con la sfumatura della testa e del giroletto per un gradevole insieme.

Se la camera è arredata con mobili coordinati, va personalizzata con i complementi tessili.

Come si fissano le mensole al muro?

Il primo step è valutare se utilizzare sostegni a scomparsa o a vista. Nel primo caso, sono necessarie staffe ad incasso nascosto che si inseriscono nello spessore della mensola stessa; questo esclude quindi modelli particolarmente sottili. In entrambi i casi, per essere sicuri che sia montata dritta serve una livella a bolla e, per forare il muro, un trapano.

E’ sempre meglio fare un primo foro con una punta di un diametro inferiore rispetto a quella richiesta, per poi ripassare nel buco, allargandolo, con la punta richiesta nel tassello.

La mensola può essere ricavata da una struttura in cartongesso con funzione isolante. Solitamente mantiene la stessa altezza della testata del letto, scelto in un colore che stacca completamente dallo sfondo neutro.

Superpratica e moderna, la barra pensile si presta a molteplici usi: ha luce incorporata, diversi ganci ed offre un piano d’appoggio per piccoli oggetti. Ha una larghezza superiore al letto e, per un risultato simmetrico, deve arrivare a filo con i comodini.

Aumentando la profondità della controparete si può ottenere anche un vano contenitore.

  • Oggetti: si può trasformare un semplice sommier nel più originale dei letti?

E’ facile ed economico. Basta osare un po’ e qualsiasi elemento può diventare originale: da un arazzo ai vecchi dischi in vinile.

Come creare una composizione in dischi?

Valgono le stesse “regole” valide per i quadri: provare a pavimento prima di procedere in via definitiva sul muro. La composizione prevede una linea continua sopra la testata del letto che prosegue sulla parete accanto. Le dimensioni compatte e sferiche invitano a provare disposizioni diverse.

Si possono anche realizzare sagome in carta da attaccare per vedere l’effetto che farà. Molti sono gli oggetti che si prestano a questo scopo, come piccole collezioni di cappelli o ventagli, fodere di cuscini: l’importante è che siano abbastanza leggeri e poco ingombranti.

Inoltre si consiglia si usare nastri adesivi ad hoc, invece di fare con i chiodi fori di cui poi ci si potrebbe pentire.

Il sommier in legno massello di faggio, Tatami Bed di Cinius è completamente ad incastro e senza parti metalliche. Disponibile su misura sia in altezza sia in dimensioni. E’ abbinato alla testata futon, imbottita in puro cotone e sfoderabile.

  • Quadri. Una composizione formata da tante tele simmetriche o diverse per soggetto e dimensioni oppure una sola formato maxi? Visivamente più leggera la prima opzione, di maggiore impatto la seconda.

Per quanto riguarda la disposizione dei quadri, calcolare non più di 25 cm sopra la testata, per evitare la sensazione che le tele “galleggino”. Se sono tante, di misure diverse, provare prima sul pavimento. Poi segnare a matita il punto di fissaggio di ognuna, tenendo conto dell’ingombro della cornice. Se il quadro non è troppo pesante, basta un chiodo e quindi un martello, altrimenti servono tasselli e trapano.

Una tendenza ormai consolidata prevede di fissare sul muro una piccola mensola come supporto a cui appoggiare le tele, per cambiare layout tutte le volte che si desidera.

Se le cornici sono di forma diversa, meglio allinearne la base, alla stessa distanza della testiera.

Un quadro di grandi dimensioni si può anche poggiare alla parete. In questo modo può cambiare posizione con facilità.

  • Pittura murale. Resta una soluzione di sicuro effetto, basta interrompere il monocolore con qualche tocco studiato.

Tre modi diversi di interpretarla: dalla fascia bassa alla nicchia, alla quinta dark.

Una fascia colorata, alta circa 100 cm, riproporziona la stanza dal soffitto alto. Della stessa tinta del letto tessile, stacca invece completamente rispetto magari al colore diverso di una tenda.

Una nicchia in cartongesso è già di per sé un’idea: in più, se dipinta in un colore più scuro rispetto alla parete di fondo. Così aumenta la sensazione di profondità.

Anche una sola parete o addirittura una porzione di essa, colorata in una tinta a contrasto rispetto al resto, è in grado di produrre diversi effetti visivi.

Se le tinte chiare dilatano, quelle scure aumentano la profondità ed in ogni caso lo stacco serve a definire una zona precisa all’interno della stanza. Il passaggio tra cromie diverse deve risultare netto e senza sbavature: occorre prendere le misure e delimitare le differenti aree da colorare con nastro di scotch rimovibile. (H 5 cm).

Per la quantità di vernice calcolare che 5 litri coprono circa 70 mq (se si dà una mano unica).

  • Tappezzeria. A tutta parete o riservata ad una porzione? Una scelta ad alto valore decorativo che enfatizza anche lo stile del letto, si tratti di un modello minimal o di uno più ricco con testata decor.

E’ ormai da qualche anno che la carta da parati è tornata ad abbellire le nostre case e tutti gli ambienti, compresi bagni, cucine e camere da letto.

Le aziende hanno risposto a questo trend proponendo modelli personalizzabili per dimensioni, colori e motivi e con sistemi di posa semplificati: la colla si mette al muro invece che sulla carta oppure i rotoli di carta sono già adesivi.

Per far durare più a lungo a la carta da parati, va passata con una mano di smalto, opaco o lucido.

Disponibile in due sfumature su toni del rosa o del lilla, la tappezzeria Diana collezione Jwal #one di Jannelli&Volpi è stampata su resina vinilica a basso spessore che offre molte prestazioni tecniche. E’ proposta la metro lineare con larghezza max di 68 cm.

  • Boiserie. Crea una sensazione di nido, calda ed avvolgente che non ha uguali, sia che si tratti di legno, come da tradizione, oppure di pannelli tessili, adatti a camere più contemporanee.

Posare autentiche boiserie lignee è un lavoro per professionisti. Si può, però, ricrearne l’effetto decorativo attraverso cornici e bordi pronti all’uso. In materiale plastico della famiglia del polistirolo, si incollano alla parete e possono poi essere dipinti con normali idropitture.

I pannelli in legno possono essere arricchiti da una semplice modanatura che crea una cornice in corrispondenza della testata del letto.

I pannelli, che fungono da testata, come i Tetris, possono essere rivestiti con ecopelle o tessuto, in un’ampia gamma di colori e trame.

Letti di linea slim si adattano meglio a pareti riccamente rivestite.

Iko di Flou ha la struttura in tubolare di acciaio disponibile nelle finiture nero e beige lucidi e brunito opaco con dettagli in oro o in nickel nero lucido; la testata è in cuoio.

Il letto Onda di Altrenotti con base in multistrato, ha la testiera in legno rivestita in tessuto sfoderabile; i piedi sono in legno vintage.

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Ad ogni ambiente il suo colore

Durante la ristrutturazione di un appartamento, una fase senz’altro importante è la scelta dei colori. Il colore di una stanza influenza la nostra percezione di quel determinato ambiente, la psicologia dei colori può aiutarci nel capire quali tonalità sono più adatte per quella specifica stanza.

La scelta dei colori dipende però anche dalle caratteristiche del locale, ad esempio le sue proporzioni, ovvero se è un ambiente ampio o stretto e lungo, oppure piccolo oppure con un soffitto molto alto.

Oppure ancora dalla sua esposizione e da come viene illuminato dalla luce solare. E’ importante considerare inoltre che quando si parla della scelta di toni per una determinata stanza della casa, viene subito in mente la tinta delle pareti, in realtà il colore di un ambiente è definito da una pluralità di fattori, ad esempio la scelta della tonalità dei complementi di arredo, dei tessili, del pavimento e persino del tipo di illuminazione.

Psicologia dei colori

È scientificamente provato che I colori ci trasmettono effetti psicologici ed emotivi, la psicologia dei colori studia proprio questo fenomeno.

Ampiamente utilizzata nel mondo del marketing, questa disciplina è stata con profitto applicata anche nel campo dell’architettura e del design d’interni, per progettare al meglio un determinato ambiente.

I colori si dividono in tre grandi categorie, colori caldi , colori freddi e colori neutri, vediamo assieme quali sono le tonalità più adatte per ogni singolo ambiente della casa.

Colori caldi

I toni caldi sono in grado di far scattare una serie di effetti emotivi, hanno un’azione stimolante in grado di accelerare l’attività cardiaca e quella respiratoria. Stimolano l’allegria, l’attività mentale e la concentrazione. Sono indicati quindi in ambienti come cucina, studio e in soggiorno.

Rosso

E’ il colore della passione e dell’amore e simboleggia una sensazione di calore. Questo colore stimola inoltre l’alimentazione e viene frequentemente utilizzato in cucina, ad esempio per il rivestimento dei mobili.

Giallo

E’ il colore associato alla luce e simboleggia energia e vitalità. Stimola l’alimentazione e viene frequentemente utilizzato in ambienti che necessitano di stimolare la creatività, come possono essere le camere dei bambini o studi.

Colori freddi

Le tonalità di colore freddo sono ideali per creare ambienti rilassanti, dove potersi distendere e dove riposare lontano dallo stress. Creano ambienti intimi e sono indicati per ambienti come la camera da letto o per una sala relax.

Blu

È il colore del cielo e dell’acqua e simboleggia l’infinito e la calma. Rimanda ad una sensazione di tranquillità e di relax, viene spesso utilizzato per la camera da letto o per la parte benessere del bagno, ovvero vasca o doccia.

Verde

È il colore della natura e simboleggia la forza del suo elemento. Rimanda comunque ad una sensazione di relax e tranquillità come il blu, viene utilizzato frequentemente per il bagno.

Colori Neutri

Si tratta di tutte quelle tonalità che vanno dal bianco al nero e che comprendono quindi i grigi. Sono parte delle tonalità fredde e rimandano a sensazioni assolute e opposte. Proprio per queste caratteristiche vengono utilizzate in maniera ponderata, ma sono adatti per qualsiasi ambiente della casa.

Bianco

Spesso definito un non colore, è il colore dell’essenzialità e rimanda alla purezza e all’ordine. Viene utilizzato in ambienti che necessitano di essere più luminosi possibile oppure ambienti in cui si vuole esprimere una sensazione pulizia.

Nero

È il colore dell’oscurità e del buio, rimanda a una sensazione di potere e di maestosità. Viene utilizzato in ambienti già luminosi e ampi, raramente a parete o a pavimento, piuttosto per complementi di arredo o per gli arredi.

Caratteristiche del locale

Come già accennato in precedenza la scelta del colore per una stanza non può basarsi esclusivamente sulle indicazioni che la psicologia dei colori ci fornisce, dobbiamo infatti valutare attentamente anche le caratteristiche fisiche del locale per ottenere uno spazio ben progettato.

Colori scuri e vividi

Queste tonalità tendono a rimpicciolire una stanza e a renderla meno luminosa, sono adatte se abbiamo un ambiente ampio, magari anche con un soffitto alto, esposto per esempio a sud o a sud ovest, in questo caso possiamo tranquillamente usarle senza temere che l’ambiente risulti più piccolo.

Colori chiari o opachi

Queste tonalità tendono ad allargare una stanza e a renderla più luminosa, sono adatte se abbiamo spazi piccoli o di dimensioni ridotte, oppure esposte a nord o a nord est, in questo caso utilizzando queste tonalità renderemo l’ambiente più ampio di quello che in realtà è.

 E’ importante considerare che mixando e giocando sull’alternanza di colori chiari e colori scuri si ottengono determinati effetti di alterazione della percezione spaziale. Ad esempio se abbiamo un soffitto basso basterà  optare per una colorazione fredda o neutra leggermente più chiara di quella scelta per i muri per rendere percettivamente più ampio l’ambiente.

Oppure se abbiamo una stanza di dimensioni ridotte e tinteggiamo unicamente la parete di fronte all’ingresso di una tonalità scura e le restanti in tonalità chiara, avremo l’effetto di “sfondamento” di quella parete e l’ambiente sembrerà più grande.

Conclusioni

Abbiamo visto che il tono di una stanza va scelto sia in base alla psicologia dei colori, ma soprattutto in base alle caratteristiche del locale.

Fondamentale in ogni caso è che quando si accostano tonalità chiare e scure, così come colori freddi, caldi o neutri, bisogna usarne due al massimo tre, combinandoli in modo equilibrato.

Se si saturano gli ambienti con troppe tonalità si ha lo spiacevole effetto di rendere più piccolo l’ambiente e percettivamente più caotico. Per questo nella scelta dei colori per una stanza bisognerebbe sempre partire con colori uniformi che di per sé allargano l’ambiente, e poi valutare se introdurre una tonalità a contrasto.

E’ inoltre importante accanto alle valutazioni oggettive sopra esposte, fare anche valutazioni soggettive che tiene conto delle nostre personali affinità cromatiche e delle nostre preferenze sui colori.

La scelta delle tonalità in una casa è infatti delicata e va effettuata ad hoc e su misura per le persone che abiteranno quella casa, l’architetto di interni può aiutarti in questa operazione, interpretando i tuoi desideri e le tue necessità e facendole collimare con i dati oggettivi e concreti che gli ambienti della tua casa riportano.

arredamento-stile-minimal

Arredamento in stile moderno

Come si è modificato il modo di arredare le nostre case? Possiamo identificare uno o più stili di tendenza? E se si, qual è quello più diffuso al giorno d’oggi?

Le riflessioni in questo campo sono molteplici, ma si può certamente affermare che lo stile moderno o minimal è uno dei più in voga al momento. Come si caratterizza questo modo di arredare e progettare gli spazi? Vediamo di analizzare i suoi tratti tipici.

1) Colori chiari

Sicuramente una costante di questo stile è l’utilizzo di colori chiari e neutri, il più delle volte è proprio il bianco ad essere il protagonista della palette colori dello stile moderno.

Questo perché i colori chiari e neutri rimandano ad una sensazione di pulizia, di ordine e di essenzialità. Evitando ogni rimando all’eccesso.

2) Superfici continue

Un’altra caratteristica dello stile moderno e minimal è la predilezione per superfici senza soluzione di continuità.

Si utilizzano infatti per questo stile pavimenti o rivestimenti che siano il meno possibile interrotti da fughe. Ad esempio vengono favoriti pavimenti e rivestimenti in resina o cemento che hanno il meraviglioso pregio di rendere completamente omogenea una superficie.

Oppure vengono utilizzati carte da parati, tappezzerie o pitturazioni prive di decorazioni e il più neutre possibili, per preservare appunto questa sensazione di continuità.

3) Linearità delle forme

Un aspetto altrettanto importante dello stile minimal o moderno è il modo in cui influenza la progettazione formale degli spazi e degli ambienti della casa.

Sicuramente è cruciale la creazione di spazi ampi e ariosi, che si fondono in maniera fluida l’uno con l’altro. Spesso le case in stile moderno o minimal sono dei veri e propri open space, in cui pochi elementi lineari, come un setto o una parete, dividono e separano le funzioni più private da quelle più pubbliche della casa.

Le forme che caratterizzano gli ambienti interni sono regolari ed essenziali e non sconfinano mai nell’eccesso.

4) Materiali sobri ed eleganti

L’essenzialità è la parola d’ordine di questo stile, ed è una caratteristica molto importante anche per i materiali che vengono usati per questo tipo di arredamento.

Non vi saranno mai superfici o arredi messi in evidenza per la ricchezza o l’estro dei materiali che lo compongono. Piuttosto l’intera scatola e lo stesso contenuto di una casa in stile minimal o moderno, saranno caratterizzati da materiali sobri, eleganti, essenziali e che rimandano ad un ‘idea di pulizia.

Protagonisti dello stile minimal sono dunque il vetro, i metalli, come l’acciaio, superfici laccate lucide e opache, insomma tutti materiali in cui l’imperfezione, il difetto o la disomogeneità sono praticamente ridotti al minimo per via dell’essenza e della natura del materiale stesso.

5) Assenza di imprecisione

Facendo riferimento a quest’ultima considerazione, nello stile moderno o minimal si “combatte” in maniera piuttosto sentita qualsiasi episodio che può contribuire a interrompere la linearità dello stile.

Un esempio piuttosto efficace è dato dall’utilizzo piuttosto frequente di porte, battiscopa e armadi filo muro, prese e interruttori incassati, maniglie a scomparsa e così via.

Che cosa hanno in comune tutti questi tipi di soluzioni per l’arredamento? La caratteristica di essere essenziali e quasi invisibili, di fondersi il più possibile con l’ambiente in cui sono collocate e di preservarne la continuità e la perfezione.

Dunque sono “banditi” i coprifili delle porte e le stesse diventano complanari alla parete, il medesimo concetto vale per i battiscopa che vengono incassati nel muro. Così anche le prese e gli interruttori, che non sporgono più, ma restano perfettamente a filo della parete.  E così anche per le maniglie di armadi, porte, dispense, tutte sono integrate il più possibile nell’arredo che le ospita. Dunque si utilizzano ante push-pull, prive di maniglie oppure vengono progettate invece con gole che servono per aprirle.

6) Domotica

Una caratteristica sempre più presente nelle case con un arredo minimal o moderno, è l’utilizzo della domotica.

Ovvero quell’insieme di soluzioni che ancora una volta puntano, attraverso l’utilizzo della tecnologia, alla riduzione ai minimi termini di ciò che è superfluo per il corretto funzionamento della casa. Dunque si possono trovare, interruttori touch che regolano le luci degli ambienti, oppure elettrodomestici a controllo vocale, o ancora apertura di porte e cancelli automatica. Che cosa c’entra tutto questo con lo stile moderno o minimal? C’entra perché elimina, semplifica, rende essenziale ciò che sta nelle nostre case.

7) Arredo minimo

Sicuramente fondamentale per arredare una casa in stile moderno e minimal, è la scelta dell’arredo. Una volta infatti definite forme, texture, materiali, colori, accorgimenti tecnici e nel caso anche domotici per far sembrare la scatola interna della nostra casa il più essenziale, neutra e pulita possibile è il momento di passare all’arredamento.

Possiamo dire che anche in questo campo valgono le stesse “regole”, dunque gli arredi saranno ridotti al minimo, cercando di scegliere solo quelli veramente necessari e lasciando lo spazio il più possibile libero.

I colori saranno chiari, le texture e i materiali essenziali, e anche gli accessori dovranno essere sobri e privi di decorazioni.

Pregi e difetti dello stile minimal

Ora che abbiamo elencato tutte le caratteristiche dello stile moderno e minimal, ci possiamo concentrare sui pro e contro di questo stile.

Pregi

Sicuramente uno dei pregi è il fatto che questo stile rimanda ad un’idea di pulizia e di essenzialità, dunque entrando in un ambiente moderno e minimal proviamo una sensazione di ordine e di perfezione.

L’utilizzo degli accorgimenti descritti inoltre sopra contribuisce a rendere più luminosi e anche più ampi gli ambienti. In aggiunta a ciò gli spazi, gli arredi e le superfici essendo essenziali e minimal, risultano più facili da pulire e più funzionali.

Difetti

Uno dei difetti dello stile minimal e moderno è che spesso proprio per la sua essenzialità e “perfezione” può risultare un po’ freddo e poco confortevole.

Colori bianchi e materiali come vetro, acciaio e laccati, non comunicano calore e familiarità, e se non usati nella giusta dose possono risultare un po’ asettici. Inoltre la sensazione di “perfezione” che ci comunica questo stile è piuttosto delicata da mantenere costante, perché necessita di cure e di accorgimenti dedicati, in primis pulizia e manutenzione.

Ecco conclusa la panoramica sullo stile Moderno e Minimal? Avete scelto se fa per voi?

arredare-ingresso

Arredare l’ingresso di casa

Un tempo l’ingresso, anche chiamato atrio, aveva un ruolo estremamente importante, era una vera e propria stanza, formale e di rappresentanza, in cui venivano accolti gli ospiti e fatti sostare in attesa di passare ad altri ambienti della casa.

Era un luogo fondamentale perché segnava il passaggio tra l’esterno e l’interno della casa, un filtro tra lo spazio domestico e privato e quello invece pubblico e comunitario.

Con i vari cambiamenti sociali che si sono verificati, gli spazi della casa hanno subito mutamenti e l’ingresso è uno di quegli spazi che lentamente è andato modificandosi fino quasi a scomparire.

Eppure è ancora importante avere uno spazio di transizione all’interno della casa, come l’ingresso dove lasciarsi alle spalle le fatiche lavorative per entrare nella dimensione domestica o dove viceversa poter compiere gli ultimi preparativi per la nuova giornata che ci aspetta.

O ancora per poter accogliere i propri ospiti o congedarli al momento dei saluti, senza invadere altri spazi della casa come il soggiorno. L’ingresso di casa non va dunque trascurato perché assolve precise funzioni che se mancanti renderebbero lo spazio domestico incompleto.

Caratteristiche funzionali

Non è necessario avere un ingresso di grandi dimensioni o separato da muri come se fosse una vera e propria stanza, l’importante è arredare l’ingresso di casa in base ad un progetto. E’ sufficiente una piccola porzione di ambiente da dedicare a tutte quelle attività che si svolgono entrando o uscendo di casa.

Magari vi può essere una struttura che possa schermare la vista di chi entra dall’ambiente successivo, in modo da tenere in qualche modo separato l’ingresso. Per esempio esso può essere ricavato all’interno della zona giorno con l’inserimento di un mobile passante, dai un’occhiata a questo articolo per scoprire meglio di cosa sto parlando.

E’ necessario che in questa parte della casa ci siano poche e fondamentali attrezzature, che raccolgano tutti quegli oggetti che altrimenti sarebbero sparsi per casa o lasciati ogni volta in un ambiente diverso, perché appunto un posto apposito non ce l’hanno e che magari ci fanno ritardare perché non li troviamo mai.

Appendiabiti

È importante avere in ingresso un mobile guardaroba, ma anche dei semplici ganci o un attaccapanni da terra per appendere cappotto, giacche, sciarpe, cappelli, ma anche borse o zaini.

Scarpiera e seduta

È fondamentale avere una scarpiera o dei ripiani per riporre le scarpe e le ciabatte, ancora meglio se vi è una piccola seduta dove poterci sedere per indossare e allacciare le calzature con comodità.

Ripiani vari

Senza un piano da appoggio o un vano per le chiavi, gli occhiali da sole e tutti quegli accessori che quotidianamente ci portiamo dietro, l’ingresso non è completo. E’ necessario dunque che ci sia un piccolo spazio che, come uno svuotatasche, sia dedicato a questi oggetti.

Specchio

Il momento di uscire richiede sempre un ultimo controllo per sistemarci al meglio dopo aver indossato gli ultimi accessori. Lo specchio in ingresso ha inoltre l’ottimo effetto di dilatare lo spazio e farlo sembrare più grande, ed è molto adatto se l’ambiente è piccolo.

Portaombrelli

Che sia fuori dalla porta perché non vi piace portare gli ombrelli bagnati dentro casa o che sia dentro perché siete più sicuri in questo modo, il portaombrelli è un oggetto fondamentale. Spesso è integrato con l’appendiabiti in un unico arredo.

Punto luce

E’ assolutamente necessario che l’ingresso sia illuminato con una luce dedicata, preferibilmente a soffitto, ad incasso o a parete. L’importante è che i corpi illuminanti scelti risultino pratici e comodi considerando che si tratta di un’area di passaggio e di movimento.

Caratteristiche estetiche

Vi ho elencato i principali arredi necessari all’ingresso di casa, ma questo non basta. Perché l’ingresso sia arredato in maniera efficace non è sufficiente che siano presenti tutte le attrezzature necessarie, ma soprattutto che esse siano disposte in modo da formare un insieme gradevole dal punto di vista visivo.

Non bisogna dimenticare che l’ingresso è anche lo spazio dove accogliamo gli ospiti e non deve essere disordinato o spiacevole da vedersi perché è la prima cosa che incontra chi entra nella nostra casa.

C’è chi dice che l’ingresso è lo specchio delle nostre abitazioni, in ogni caso chiunque sa che la prima impressione è spesso quella più difficile da cancellare. Quali sono dunque le possibili soluzioni progettuali migliori dal punto di vista estetico?

Armadiatura

Si tratta di un armadio che può essere fissato a muro o ricavato da una nicchia. Con questa soluzione tutte le attrezzature sopra citate vengono raccolte in un unico mobile e nascoste all’interno di esso.

Molto utilizzato in questo senso è un armadio a specchio con ante scorrevoli o non, al cui interno trova posto appendiabiti, scarpiera con sgabello ripiegabile e vari ripiani. È adatto per chi per esempio vuole uno stile minimal all’interno della casa e preferisce avere un arredo che sia il più possibile discreto ed essenziale, senza rinunciare all’eleganza.

Mobile a giorno

Se invece non intendiamo nascondere i nostri oggetti, ma renderli parte dell’arredo può essere interessante utilizzare un mobile a giorno. Anch’esso come il precedente raccoglie in un unico posto tutte le attrezzature, che vengono però lasciate a vista.

Si può creare un mobile con una seduta, magari integrata con una scarpiera sottostante, e alcuni appendiabiti, specchio o ripiani sopra lo schienale.

Inoltre l’arredo può essere fissato a muro oppure essere passante, in questo caso attraverso le sue parti trasparenti e non, lascia intravedere una parte altrimenti nascosta della casa, incuriosendo la vista di chi entra.

Conclusioni

Lo spazio dell’ingresso è diventato un ambiente secondario della casa, un po’ come il corridoio o il disimpegno, come quest’ultimi è uno spazio di filtro, di passaggio ed è fondamentale all’interno di una casa.

Come corridoio o disimpegno fanno da separazione tra ambiente giorno e ambiente notte, l’ingresso segna la transizione tra esterno ed interno. Pensate ad una casa senza corridoio in cui le stanze da letto diano direttamente sul soggiorno, ci sarebbe una mancanza di privacy sicuramente, la stessa cosa accade entrando in una casa senza ingresso.

Ci troviamo direttamente in soggiorno o peggio ancora in cucina, senza avere la possibilità di mediare il nostro ingresso all’abitazione. Ecco perché lo spazio dell’ingresso non è mai “spazio sprecato” ed è importante che abbia un’area dedicata all’interno della casa, ben progettata e arredata.

Fotovoltaico e solare termico: il futuro è green

Fotovoltaico e solare termico: il futuro è green

Il sole come fonte energetica pulita ed esauribile è un’opportunità unica e rappresenta un cardine della green economy

Sono più di 800mila, infatti, gli impianti attivi in Italia e la previsione è di una crescita ulteriore.

Quella proveniente dal sole è un’energia pulita e rinnovabile che nel corso dei secoli l’uomo ha cercato di “domare” e sfruttare nel migliore dei modi.

Risale al XIX secolo, per opera dell’inventore Charles Fritts, il primo pannello fotovoltaico, con il selenio ricoperto da una sottile pellicola che, una volta esposto al sole, produceva energia elettrica.

Nella metà del secolo successivo nasce invece la prima cella solare in silicio, capace di generare una corrente misurabile.

Per quanto riguarda il solare termico, i primi “esperimenti” risalgono addirittura all’epoca dell’Impero Romano quando, attraverso l’effetto serra creato dai vetri, si scaldavano le abitazioni. E’ tra le fine del Settecento e la metà dell’Ottocento, invece, che vengono gettate le basi per realizzare i moderni pannelli solari in grado di scaldare l’acqua sanitaria, con il primo brevetto depositato nel 1891 dall’americano Clarence Kemp.

Negli ultimi cinquant’anni le tecniche di costruzione dei pannelli fotovoltaici e di quelli per il solare termico si sono sempre più affinate, fino a raggiungere gli attuali livelli hi-tech che li rendono super affidabili ed efficienti.

Con costi ammortizzabili in tempi sempre più ridotti: oggi si parla di 3-4 anni, contro gli 8-10 di qualche anno fa.

Impianto fotovoltaico: amico dell’ambiente

Con tale impianto si produce in autonomia l’energia elettrica di cui si necessita per la propria abitazione (se non tutta, almeno una buona parte), riducendo i costi in bolletta, contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente.

I pannelli fotovoltaici possono essere orientati verso il sole tramite aggancio su strutture fisse o su quelle “mobili” che sono in grado di girarsi per incrementare la captazione solare. Tale impianto è detto ad inseguimento.

Ogni kWp installato (il kilowatt picco è l’unità di misura della potenza erogata da un modulo fotovoltaico in condizioni standard) richiede uno spazio di circa 8/10 mq se i moduli sono a silicio cristallino complanari alle coperture degli edifici; occorre invece uno spazio maggiore se i moduli sono disposti in più file su superfici piane.

Un impianto può essere: connesso alla rete elettrica nazionale (grid-connected), isolato (stand alone), ibrido (impianto di produzione elettrica da fonti rinnovabili dotato di un sistema che fa accumulare l’energia prodotta di giorno per poi utilizzarla in qualsiasi altro momento).

Solo un esperto è in grado di dimensionare correttamente l’impianto sulla base dell’effettivo fabbisogno energetico.

Con il fotovoltaico ed un uso intelligente degli elettrodomestici, si può abbattere la spesa per l’elettricità fino al 70%. Con l’irraggiamento solare presente in Italia, un impianto fotovoltaico domestico può essere anche fonte di guadagno.

Come investimento, può ripagarsi da solo in circa 4 anni. I pannelli di ultima generazione offrono un rendimento elevato per circa 20-25 anni.

Quali sono gli elementi che costituiscono un impianto fotovoltaico?

Un impianto fotovoltaico è composto dai seguenti elementi:

  • Il modulo fotovoltaico (ovvero il pannello)
  • L’inverter (trasforma la corrente prodotta da continua ad alternata)
  • Il quadro di protezione e comando
  • Il contatore elettrico bidirezionale

I vantaggi di un impianto fotovoltaico

  • Varietà di scelta: l’energia prodotta in eccesso può essere accumulata per sé oppure ceduta alla rete elettrica nazionale.
  • Modularità: un impianto è realizzato in base alle esigenze, ma è possibile potenziarlo o depotenziarlo variando il numero di moduli.
  • Affidabilità: il ciclo di vita dei pannelli si aggira sui 20-25 anni. Gli interventi di pulizia e manutenzione sono molto semplici.
  • Assenza di combustibile fossile: non vengono rilasciate componenti nocive quali emissioni, residui o scorie. Per il fotovoltaico non si utilizzano apparecchi in movimento e non è richiesta circolazione di fluidi a temperature elevate o in pressione.

Costi ed installazione

Per porre un impianto fotovoltaico sul tetto di un’abitazione indipendente o su quello condominiale, occorre rivolgersi ad un’azienda specializzata (come Ristruttura Interni) che, dopo aver eseguito un sopralluogo ed un audit energetico, presenta al cliente un preventivo di spesa.

Un impianto da 3kW ha un costo che varia dai 7000€ ai 14.000€ ( se ci sono sistemi di accumulo) ma il prezzo varia a seconda delle caratteristiche del pannello.

L’installazione rientra tra gli interventi eseguibili in edilizia libera e non servono permessi, a patto che l’edificio sia fuori del centro storico o non sia vincolato.

E’ necessaria invece l’autorizzazione del fornitore di energia elettrica della zona, che procede alla sostituzione del contatore domestico, con un costo per l’utente di circa 250€.

Per quanto riguarda la potenza, per produrre 3 kW (fabbisogno medio di una famiglia) occorrono in media circa 10 pannelli, collegati in serie.

L’energia prodotta è immediatamente disponibile se “continua”, perché l’impianto include anche un dispositivo (inverter) che la trasforma subito in “alternata” a 220 volt per essere utilizzata in ambiente domestico.

Incentivi fiscali

Chi decide di installare un impianto fotovoltaico può beneficiare di una detrazione Irpef del 50% (prevista dal bonus ristrutturazioni) su una spesa massima di 96mila euro.

L’utente riceve il “rimborso” (o sconto fiscale) in dieci rate annuali di pari importo.

Per accedere al bonus è necessario inviare all’Enea la documentazione relativa all’intervento. Per informazioni: http://www.acs.enea.it/invio

Una seconda agevolazione per chi sceglie il fotovoltaico è il cosiddetto “scambio sul posto”, un incentivo erogato dal Gse , che paga al proprietario dei pannelli l’energia elettrica prodotta in eccesso e consumata in un secondo momento.

Il servizio di Scambio sul Posto è una particolare forma di autoconsumo in sito. Ed il sistema elettrico diviene strumento per l’immagazzinamento virtuale dell’energia elettrica prodotta e non auto consumata.

Ecco un esempio che ne chiarisce il funzionamento: un impianto di 3kW nei mesi estivi produce più energia di quanta ne occorre. Mentre in inverno avviene esattamente il contrario. L’energia “in eccesso” prodotta in estate viene immessa in rete ed utilizzata da altri utenti.

In inverno, quando l’energia prodotta non è sufficiente a coprire il fabbisogno ed occorre prelevarne dalla rete nazionale, il Gse riconosce all’utente un incentivo sull’energia immessa in precedenza. Per usufruire di questo meccanismo occorre compilare una pratica dello stesso Gse nel momento in cui l’impianto viene collegato alla rete elettrica.

Impianto solare termico: costi e funzionamento

In questo caso l’irraggiamento è utilizzato per scaldare l’acqua ad uso sanitario e, con un assetto adatto, anche quella, tutta o in parte, per il riscaldamento.

Un sistema solare termico si basa sui collettori solari, i pannelli (diversi da quelli fotovoltaici) che captano la radiazione solare.

Esistono due tipi di impianto: a circolazione naturale (per piccoli fabbisogni) e forzata (per fabbisogni più consistenti).

Nel primo tipo, i collettori contengono un fluido che, quando si scalda, sale verso un serbatoio d’accumulo (detto bollitore) d’acqua calda che è posto sul bordo superiore del collettore.

Il fluido riscaldato può essere utilizzato direttamente dall’utenza “circuito aperto” oppure circolare solo tra i collettori ed il serbatoio (“circuito chiuso”) per trasportare il calore all’acqua.

Nei sistemi a circuito chiuso, infatti, il serbatoio d’accumulo contiene uno scambiatore di calore: il calore accumulato dal fluido nei collettori viene ceduto all’acqua contenuta nel serbatoio che viene poi distribuita all’utenza finale.

Nei sistemi a circolazione forzata, invece, il bollitore è separato dal collettore ed è presente quindi una pompa che favorisce la circolazione dell’acqua.

Per fronteggiare il fabbisogno di acqua calda sanitaria nei mesi invernali, il bollitore può essere collegato alla caldaia della casa. Questo è previsto anche quando l’impianto solare deve scaldare, in più, l’acqua per il riscaldamento. In tal caso, al circuito si possono aggiungere anche altri apparecchi che producono il calore, come per esempio, un camino o una stufa.

L’impianto di riscaldamento ideale per il solare termico è quello a bassa temperatura.

I risparmi possono arrivare all’80% della spesa annuale per l’acqua calda sanitaria.

Quali sono i componenti che costituiscono un impianto solare termico?

I componenti variano secondo la tipologia del sistema:

  • A circolazione naturale: collettori (pannelli) e bollitore
  • A circolazione forzata: collettori (pannelli), bollitore, pompa di circolazione

I vantaggi di un impianto solare termico

  • Riduzione dei consumi energetici: grazie ad un impianto solare termico è possibile ridurre la bolletta del gas risparmiando anche il 60/70% (a volte l’80%) di energia per la produzione di acqua calda sanitaria ed il 30/40%  di calore per riscaldare gli ambienti. Rendendo la casa meno energivora, se ne aumenta anche il valore commerciale.
  • Vantaggi ambientali:con i pannelli solari non si ha nessuna emissione di CO2 né di altri inquinamenti atmosferici come le polveri,gli ossidi di azoto ed ossidi di zolfo.
  • Integrazione: i pannelli possono essere usati anche per integrare la caldaia a gas o lo scaldabagno di casa, con riduzioni delle emissioni del 60%.
  • Versatilità: sono adatti per ogni tipi di tetto e tipologia di edificio.
  • Affidabilità: i collettori, sebbene, sofisticati, hanno lunga durata.

Costi ed installazione

L’iter che porta all’installazione dell’impianto solare termico è simile a quello del fotovoltaico e rientra nelle opere di edilizia libera (non occorre permesso comunale).

L’impianto però è in genere più complesso. Basti pensare che nel caso di una famiglia di quattro persone occorre un serbatoio di accumulo di circa 500 litri d’acqua.

In media, per l’installazione di due pannelli solari termici (che scaldano fino a 500 litri di acqua sanitaria) si spendono circa 3mila euro.

In estate l’impianto riesce solitamente a coprire il fabbisogno giornaliero. Mentre in inverno può essere necessario utilizzare la caldaia (camino o stufa) perché si copre circa il 20-30% del fabbisogno.

Incentivi fiscali

Per quanto concerne il solare termico esistono due tipologie di incentivi, tra loro non cumulabili: l’Ecobonus al 65% ed il Conto termico.

L’Ecobonus consiste in una detrazione Irpef del 65% calcolata su una spesa massima per i collettori solari pari a 60mila euro. Anche in questo caso il rimborso Irpef è suddiviso in dieci rate annuali di pari importo e, come il bonus ristrutturazione, per poterne usufruire è obbligatorio inviare la documentazione all’Enea.

Il Conto termico, gestito dal Gse è un incentivo che varia dal 45% al 65% calcolato in funzione del numero e della tipologia dei pannelli.

Il Gse, entro 30 giorni dalla realizzazione dell’impianto, ma in pratica dopo circa tre mesi, eroga l’incentivo all’utente mediante un bonifico. In un’unica soluzione se lo stesso incentivo è inferiore o pari a 5mila euro.

Il Conto termico è liquidato più velocemente rispetto all’Ecobonus. Ma a differenza di quest’ultimo ha un importo inferiore. Di conseguenza, per chi non ha bisogno di liquidità e può attendere è consigliabile scegliere l’Ecobonus. Per tutti gli altri, il Conto termico rappresenta una valida agevolazione, con un rientro parziale dell’investimento davvero rapido.

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Mobili salva spazio

Negli ultimi anni, soprattutto a Milano, le dimensioni degli appartamenti sul mercato sono sempre più ridotte.

Gli spazi in cui viviamo stanno subendo una contrazione dovuta ai cambiamenti sociali in atto, rispetto ad alcuni decenni fa passiamo molto meno tempo nelle nostre abitazioni e molto di più nei luoghi di lavoro, in palestra, nei centri commerciali, in vacanza.

Si sono modificate anche le nostre abitudini nelle attività casalinghe e quindi stanno scomparendo alcune caratteristiche tradizionali della casa come la separazione tra soggiorno, cucina e ingresso ora spesso riuniti in un unico ambiente.

Sono sempre meno presenti ripostigli e lavanderie, integrati con arredi in altri spazi della casa, nel primo caso perché gli oggetti che si riponevano in questi locali sono diventati sempre più compatti e tecnologici e necessitano di meno spazio. Nel secondo caso perché ormai le lavanderie nelle nostre case, sempre che non facciamo uso di servizi esterni, si riducono a lavatrici e asciugatrici.

Gli ambienti interni delle case devono essere fluidi e continui e vengono riorganizzati, sfruttati al massimo in un’ottica di economia sui metri quadri; in questa situazione ogni accorgimento che ci fa risparmiare spazio è fondamentale. I mobili salva spazio sono un esempio e si stanno sempre più diffondendo, grazie a progetti su misura l’architetto riesce a fornire soluzioni funzionali e esteticamente gradevoli. Ma cosa sono di preciso?

Mobili salva spazio

Si tratta di arredi fissi e non, compatti che spesso hanno una o più funzioni e che possono essere quindi utilizzati in modi diversi a seconda delle esigenze.

Scale attrezzate

L’elemento della scala è fondamentale, ci permette di andare da un piano all’altro della nostra casa, ma spesso mi sono sentita dire: “Questa scala mi porta via un sacco di spazio!” Come poterla sfruttare al meglio?

Se abbiamo una scala in linea la soluzione migliore è sfruttare lo spazio sottostante come libreria o armadiatura, in questo modo non solo non dovremo più preoccuparci della polvere che vi si accumula, ma guadagneremo uno spazio in più nella nostra casa.

La struttura della libreria/armadio può essere realizzata in legno, in metallo o in cartongesso e può essere dotata di vani chiusi o aperti a seconda delle vostre esigenze.

Un’altra soluzione è quella di attrezzare le alzate dei vostri gradini con cassetti estraibili, per riporre ad esempio scarpe o altri oggetti di uso quotidiano.

Tavoli a ribalta, a consolle o estraibili

Al giorno d’oggi è molto frequente che la zona pranzo più formale sia integrata con la zona giorno e che la cucina abbia una zona pranzo più informale utilizzata quotidianamente.

Spesso capita di avere a cena ospiti e la necessità è quella di avere più posti a tavola e di poter mangiare in un’ambiente ordinato e non in cucina.

I tavoli a ribalta e i tavoli a consolle sono un’ottima soluzione se avete poco spazio e non volete occupare metà del vostro soggiorno con un tavolo che userete si e no una volta a settimana.

I tavoli a ribalta sono fissati a muro e da chiusi assomigliano a un mobile con scaffale, alzando (o abbassando) la parte frontale si ottiene un tavolo con gambe estraibili.

I tavoli consolle sono invece poco profondi appoggiati a muro, utilizzabili come scrivanie o come semplici piani d’appoggio, che possono essere trasformati in veri e propri tavoli da pranzo.

I tavoli estraibili invece sono facilmente utilizzabili in cucina al posto del tavolo che utilizziamo quotidianamente, si tratta di ripiani estraibili da mobili della cucina che consentono di liberare lo spazio dell’ambiente dalla presenza fissa di un tavolo da pranzo.

Armadi in nicchia

Capita spesso nelle nostre case di avere degli spazi di risulta, magari derivati da un corridoio più largo del necessario o da pilastri che sporgono rispetto ai muri, che ci sembrano sprecati e che vediamo come difetti.

In realtà questi spazi hanno grandi potenzialità, è sempre possibile creare in queste nicchie o riseghe degli armadi contenitori che vanno da terra fino a soffitto e che vengono mascherati nella parete, quasi fossero parte di essa. Possono essere utilizzati come guardaroba, come ripostiglio, come scarpiere a seconda dell’uso che vogliamo farne e della loro disposizione all’interno della casa.

Letti contenitori e letti armadio

Anche in camera da letto possiamo sfruttare al meglio lo spazio, per esempio scegliendo un modello di letto contenitore.

In questo modo potremo sfruttare lo spazio sottostante la rete e il materasso per riporre biancheria da letto, borse e valigie o ciò che non entra più nei nostri armadi e allo stesso tempo non dovremo più fare acrobazie per pulire il pavimento sottostante al letto.

Un’altra buona soluzione per sfruttare lo spazio notte, ad esempio quello dei bambini o dell’eventuale camera per gli ospiti, è quella di inserire un letto armadio.

Si tratta di letti a ribalta che da chiusi assomigliano a dei veri e propri armadi e quando vi è la necessità vengono aperti, abbassati e attrezzano lo spazio con un altro letto.

Lavanderia a scomparsa

Come già accennato in precedenza la lavanderia è una stanza che sta lentamente sparendo dalle nostre case, eppure necessita ancora del suo piccolo spazio possibilmente lontano da occhi indiscreti, si tratta pur sempre di un ambiente di servizio.

Una buona idea è quella allora di integrare la lavanderia nel bagno principale o anche in corridoio/disimpegno, inserendola in un armadio.

Aprendo le ante dell’armadio si potranno avere lavatrice e asciugatrice, magari una sovrapposta all’altra, per esempio affianco un lavatoio oppure un asse da stiro a ribalta.

In questo modo dall’esterno la vostra lavanderia non assomiglierà altro che ad un armadio, ma avrete un posto organizzato e pratico per utilizzarla ogni volta che ne avrete bisogno.

Con questo stesso principio funzionano le cucine a scomparsa, molto funzionali per monolocali o per creare una cucina secondaria.

Mobili passanti

Approfondisci l’argomento sui mobili passanti leggendo l’artico dedicato esclusivamente a questa tipologia di mobili : “Cosa sono i Mobili Passanti? Strategie per (non) suddividere lo spazio

Conclusioni

I mobili salvaspazio sono una valida soluzione se abbiamo appartamenti dalle dimensioni ridotte o se vogliamo semplicemente sfruttare al massimo lo spazio delle nostre case.

Ci permettono di integrare una o più funzioni nello stesso arredo, evitando inutili sprechi.

Quale di queste soluzioni fa al caso vostro?

Come eliminare i rumori in casa

Come eliminare i rumori in casa

Il comfort acustico è una condizione fondamentale per la qualità della vita domestica. Quando viene meno, si può intervenire con soluzioni mirate.

Una volta individuata la tipologia di inquinamento acustico da combattere e la causa, per esempio se proviene dall’esterno o dagli appartamenti adiacenti, resta da capire come e dove intervenire.

Le soluzioni per bloccare la propagazione delle onde sonore, o almeno per assorbirle, sono infatti numerose come l’aggiunta dell’isolamento dall’interno, la sostituzione dei vecchi infissi, la posa di materassini anticalpestio o di controsoffitti.

Il controsoffitto acustico Mono Acoustic di Rockfon è realizzato in lana di roccia e polvere di marmo. Può essere montato su una struttura sospesa (con pendinatura) o applicato direttamente sulla superficie, anche curva o inclinata. Si posa anche su pareti: nell’installazione verticale può essere usato in alternativa agli assorbitori murali a parete. A queste performance di assorbimento acustico si abbinano anche proprietà di contenimento energetico.

Le diverse fonti

  • Le vibrazioni. I rumori generati dalle vibrazioni di corpi nell’aria (detti aerei) vengono percepiti proprio attraverso l’aria, che diventa il veicolo di trasmissione dei suoni. Tra questi rumori, ci sono anche quelli provocati dalla voce e dalle trasmissioni radio e televisive, decisamente fastidiosi.
  • Le percussioni. Sono rumori che traggono origine da una sollecitazione meccanica a cui viene sottoposta una struttura o un elemento facente parte dell’edificio, come una parete o il solaio. Alla sollecitazione (quindi al colpo) segue una vibrazione che, imposta all’elemento rigido, si ripercuote nell’aria e viene percepita dall’apparato uditivo delle persone, sempre tramite via aerea. Alcuni rumori originati da percussioni sono quelli causati dallo spostamento di mobili, da porte chiuse con forza, dalla caduta accidentale di oggetti e dai passi.
  • Gli impianti. I rumori dovuti invece agli impianti tecnologici della casa e dell’edificio in generale sono forse i più complessi da definire e circoscrivere, in quanto possono originarsi in duplice forma, area o da percussione, per essere poi percepiti in forma aerea.

E’ il caso dei rumori dovuti agli scarichi, agli ascensori, agli apparecchi di ventilazione ed a quelli originati dagli impianti di riscaldamento.

La normativa

La legge quadro, che per la prima volta affronta il tema del rumore in Italia, è relativamente recente: è la 447 del 1995. A questa sono poi seguiti, mano a mano, i decreti attuativi per i vari ambiti, tra cui anche quello sulle caratteristiche acustiche che devono avere gli edifici, il D.P. C.M. 5/12/1997 (documento di riferimento nella normativa italiana per l’acustica in edilizia. Quest’ultimo definisce le prestazioni di isolamento acustico che gli edifici devono possedere.

Il rumore proviene dall’abitazione del piano sopra: quali sono le cause ed i rimedi consigliati?

Solitamente i rumori che si avvertono dall’appartamento posto al piano superiore sono quelli relativi agli impianti e di tipo impattivo. I suoni che propagano per via aerea, come la voce delle persone o l’audio della tv sono invece avvertibili più difficilmente.

I rumori causati dagli impianti sono dovuti perlopiù agli scarichi dei bagni; quelli di tipo impattivo, invece, sono causati dal calpestio e da sorgenti che trasmettono il rumore attraverso le vibrazioni (ne è un esempio la lavatrice). Questo tipo di rumore è detto “solido”.

Ai rumori dovuti alle tubazioni ed agli scarichi idrici non c’è rimedio, a meno di intervenire direttamente (con scassi a pavimento ed a livello delle pareti) per fasciare i condotti con idonee guaine fonoassorbenti o per sostituirli con quelli di nuova generazione, che sono silenziati.

Anche i rumori impattivi richiedono lavori ingenti e non sempre “fattibili”: risolutivo sarebbe intervenire sul pavimento del piano superiore per introdurre un materassino anticalpestio.

Phonmax Bs di Primate è un materassino per l’isolamento al calpestio specifico per massetti a basso spessore. E’ composto da uno strato di Primate Phonopro (3 mm di spessore di polietilene espanso a celle chiuse reticolato, appositamente studiato per l’isolamento acustico), accoppiato termicamente con la fibra poliestere termo gelata Phonotel. L’abbinamento dei due prodotti permette di ottenere elevati valori di abbattimento acustico al calpestio.

Come risolvere i rumori dell’appartamento adiacente?

In questo caso i problemi più ricorrenti di solito sono dovuti ai suoni che si trasmettono per via aerea ed agli scarichi.

I rumori per via aerea sono dovuti ad una mancata o errata progettazione delle pareti che separano le unità abitative. In genere, si riscontra che sono sottodimensionate ed anche costruite non correttamente. Per esempio, le tracce per le forassiti (i tubi corrugati flessibili all’interno dei quali si fanno passare i cavi) ed i fori per le prese, se sono realizzati nello stesso punto da entrambe le parti del muro creano una sorta di buco acustico.

Anche gli intonaci ed i materiali scelti possono non essere adeguati o applicati male.

Per rimediare, si procede dall’interno con una controparete isolante acusticamente (tamponamento in cartongesso accoppiato ad isolante). Si tratta di una soluzione spesso risolutiva, se dimensionata ed applicata correttamente, ma occorre mettere in conto la perdita di 10-15 cm nella stanza.

Negli edifici più vecchi può capitare che il rumore prodotto in casa si propaghi attraverso la porta di ingresso non blindata (andrebbe sostituita) e si amplifichi nel vano scale.

Da applicare all’interno, a parete ma anche a soffitto, Gypsotech Duplex dB-Lignum di Fassa Bortolo è un pannello isolante studiato per garantire la massima fono assorbenza in un volume minimo. La struttura è accoppiata: alla lastra di cartongesso Gypsotech viene unito un pannello in poliuretano, riciclato, dello spessore di 10 mm, rivestito su entrambi i lati con uno strato di tessuto non tessuto. Lo spessore totale non supera i 30-40 mm.

Se il problema acustico è interno all’appartamento, come si risolve?

Ci si trova in una situazione meno seria della precedente, soprattutto perché si può risolvere autonomamente.

I disturbi più frequenti sono solitamente di tipo impiantistico (scarichi ed impianti di climatizzazione dell’aria) o aereo e di trasmissione diretta a causa dello scarso isolamento tra due camere adiacenti.

Se per gli scarichi idrici si procede analogamente a quando il fastidio è dovuto ad altri, per gli impianti di climatizzazione la cosa più semplice (ma costosa) è sostituire i vecchi dispositivi con modelli recenti. Si tenga conto che alcuni tipi di impianti anche oggi risultano più rumorosi di altri, soprattutto se il “motore” è interno all’abitazione.

L’isolamento tra due stanze si aumenta invece con una controparete. Anche le porte interne sono importanti perché, se isolanti e posate bene, fanno la differenza.

Il rimbombo: un grande fastidio

In un’abitazione, i problemi dati dalla persistenza in una stanza di un suono (dovuta al riverbero sulle pareti) sono risolti spesso con l’arredamento.

Pareti parzialmente occupate con mensole o mobili favoriscono l’acustica all’interno della stanza. E’ utile sapere poi, che le superfici porose, morbide ed imbottite, contribuiscono ad attutire il suono e sono l’ideale per contrastare il rimbombo in ambienti particolarmente ampi ed alti.

Da questo punto di vista, anche il legno (parquet e boiserie) funziona bene, meglio delle piastrelle e del marmo.

Esistono poi speciali pitture adatte a rifinire le contropareti isolanti che possono essere aggiunte negli interventi di riqualificazione acustica.

Paintlac di MaxMeyer è lo smalto murale all’acqua che si applica direttamente su cartongesso, ideale quindi negli interventi di coibentazione acustica contro pareti.

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Pavimenti in resina, quando e come usarli

Nelle ristrutturazioni di un appartamento capita spesso di dover intervenire sui pavimenti di uno o più ambienti e l’utilizzo di un prodotto durevole e di buona qualità è fondamentale. 

Ad oggi esistono numerosi tipi di, in gres porcellanato, in legno, vinilico, in pietra, in cemento o in resina.

Ognuno ha le sue caratteristiche funzionali ed estetiche, i suoi pregi e i suoi difetti, ed è importante conoscerli per utilizzarli al meglio.

Caratteristiche estetiche

Il pavimento in resina è formato da un composto polimerico e si presenta liquido all’aspetto, come una vernice densa, viene steso su fondo adeguatamente preparato, attraverso una spatola e può avere differenti finiture, texture e colori.

Una caratteristica molto importante della resina è la sua versatilità, infatti è un materiale con un alto grado di personalizzazione, può essere lucido, opaco o semilucido, può essere prodotto praticamente in qualsiasi colorazione e può avere diversi effetti estetici.

Facilità e praticità nella posa

La resina può essere posata anche sopra un pavimento esistente, avendo cura di preparare adeguatamente il supporto, senza che del vecchio pavimento rimanga alcuna traccia.

Avendo uno spessore finito che scende fino a 2-3 mm, può essere posata sopra un pavimento esistente senza creare fastidiosi dislivelli che comporterebbero una revisione di porte e finestre.

Massima igiene e pulizia

La caratteristica che preferisco del pavimento in resina è il fatto che non presenta fughe o giunti, una volta steso il materiale avrete una superficie perfettamente omogenea e continua.

Questo, oltre a garantire un effetto estetico che pochi altri materiali riescono a conferire, consente una maggior facilità di pulizia dell’ambiente.

Dimenticatevi dunque scomode fughe da pulire minuziosamente e che ormai hanno perso il loro colore originale a causa di incrostazioni e sporco.

La resina è un materiale impermeabile e totalmente igienico, e queste caratteristiche lo rendono particolarmente adatto sia per i bagni che per le cucine.

Numerosi campi di applicazione

Un altro pregio della resina è il fatto di poter essere applicata a svariati supporti, a pavimento, ma anche a parete e soffitto, su arredi, come mobili in cartongesso, piani di lavoro in cucina o pareti di vasche ad incasso.

Con piatti doccia a raso pavimento, ormai sempre più diffusi, che permettono di non avere dislivelli tra doccia e pavimento, l’applicazione della resina è l’ideale.

Può infatti essere applicata direttamente sul piatto doccia a raso per garantire la massima continuità visiva tra esterno ed interno della doccia.

Caratteristiche fisiche

Numerose sono poi le qualità della resina date dalle proprietà intrinseche del materiale, resiste infatti a lungo a sollecitazioni chimiche e fisiche.

Infatti è spesso abbinata a pavimenti dotati di riscaldamento a pavimento, poiché è un materiale elastico che sopporta bene le sollecitazioni date dagli sbalzi di temperatura.

Pregi e difetti

Fino a qui sembra un materiale praticamente perfetto che riunisce in sé le migliori caratteristiche che un pavimento o un rivestimento possa avere.

Colori e finiture versatili come un pavimento in gres porcellanato, facilità e praticità di posa anche su pavimenti esistenti come il vinilico, completa assenza di fughe come il cemento o lo stesso linoleum, i più svariati campi di applicazione come nessun materiale fino ad ora e buone caratteristiche fisiche, come il legno o la pietra.

Eppure anche la resina ha dei difetti, pochi ma ne ha e sono dati principalmente dall’usura del materiale.

Per esempio ingiallisce facilmente, è sensibile alla luce e ai raggi uv, dunque con il passare del tempo tende a mostrare questo suo difetto.

Ci sono colorazioni più o meno indicate per contrastare questo fenomeno ed è bene rivolgersi ad un esperto per capire quale sia quella più adatta.

Un altro difetto è che la resina risente molto del supporto posizionato al di sotto di essa, che si tratti di un pavimento preesistente o di un massetto nuovo, esso deve essere il più possibile uniforme.

Più omogeneo il supporto sarà, più la stesura della resina sarà efficace e meno soggetta a movimenti e all’insorgere di crepe.

Dunque fondamentale è la scelta di un buon posatore che sappia eseguire il lavoro a regola d’arte.

Progettare con un pavimento in resina

La resina nasce come rivestimento degli spazi industriali, grazie alle sue caratteristiche è sempre stata, assieme al cemento, il materiale ideale per rivestire questo tipo di spazi.

Grandi ambienti come magazzini, parcheggi e locali di lavoro richiedevano una pavimentazione facile da pulire e da posare, con una buona resistenza fisica.

Con il passare degli anni la resina, pur continuando ad essere utilizzata in questo tipo di spazi, ha trovato applicazione oltre che in spazi pubblici, come ad esempio musei, anche nelle abitazioni andando a soddisfare esigenze estetiche più moderne.

L’effetto dato da un pavimento o un rivestimento in resina può essere facilmente abbinabile allo stile minimal e allo stile industrial se scegliamo una resina dai toni chiari e con una spatolatura leggera con finitura opaca.

L’ambiente ci comunicherà sobrietà e una bellezza quasi primigenia ed essenziale. Se invece scegliamo una resina dalle tinte decise con finitura lucida e magari impreziosita con effetti artistici, il nostro ambiente acquisirà eleganza e una forte personalità.

In qualche caso utilizzando poi speciali additivi si creano sulla resina venature di vario colore che ricordano il marmo.

Dunque si può utilizzare questo materiale per ricalcare gli effetti estetici di un prodotto piuttosto costoso, utilizzando lo stesso procedimento concettuale che si usa ad esempio tra pavimento in gres porcellanato e legno.

Come già visto la resina offre una grande libertà di personalizzazione del prodotto e di conseguenza anche dello spazio in cui viene applicata.

Il prodotto che verrà creato per voi, sia che si tratti di un pavimento che di un rivestimento, sarà unico nel suo genere e come ogni opera d’arte non sarà facilmente replicabile altrove.

Questa caratteristica renderà dunque prezioso l’ambiente in cui è collocato, ma anche la vostra stessa casa.

Conclusioni

Come tutti i materiali anche la resina ha alcuni difetti, eppure sembra che i suoi pregi superino di gran lunga quelli di altri materiali da rivestimento. Se la resina potrebbe fare al caso vostro non vi resta che scegliere l’effetto che più desiderate! Con questo materiale tutto è possibile..