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Ristrutturazione Casa

Come rendere la casa pet friendly

Nel corso degli ultimi trent’anni, il concetto di animali da compagnia ha conosciuto una rapida evoluzione e oggi si tende a considerare cani, gatti ma anche conigli e criceti come veri e propri membri della famiglia.

Gli italiani, in particolare, sono tra più appassionati fan dei pets: secondo le stime, sono più di 32 milioni gli animali da compagnia presenti nelle case, da nord a sud della Penisola, cifra che colloca il nostro Paese tra i primi in Europa per numero di pets per abitante.

Una diffusione così capillare di animali da compagnia ha portato inevitabilmente a grossi cambiamenti nella vita quotidiana delle persone: cani, gatti, uccellini, conigli, criceti e furetti hanno bisogno di cure costanti, il che si traduce nella necessità di organizzare con la massima efficacia il ménage familiare.

Ma non solo. Gli amanti dei pets che hanno a cuore il benessere dei propri beniamini devono anche sistemare gli ambienti domestici in modo razionale, per garantire il comfort e la sicurezza degli animali.

Ecco allora qualche consiglio utile su come rendere la casa pet friendly.

Elettrodomestici ad hoc

La crescente presenza di animali da compagnia nelle case ha indotto molte aziende che producono elettrodomestici a progettare soluzioni ad hoc dedicate ai proprietari di pets.

Soprattutto per quanto riguarda cani e gatti, soggetti a periodiche mute di pelo, mantenere una corretta pulizia degli ambienti è indispensabile: rendere la casa pet friendly significa anche assicurare l’igiene necessaria, rimuovendo i peli caduti tramite prodotti specifici.

Ricordiamo infatti che, oltre ad aumentare polvere e sporco, i peli penetrano facilmente nelle fibre dei tessili, come cuscini, divani e tappeti e se non vengono aspirati possono non solo rovinare nel lungo periodo gli oggetti su cui si depositano (più i peli si accumulano, più è difficile toglierli) ma anche contribuire all’insorgenza di sintomi di allergia tra le persone.

Insomma: se volete bene ai vostri animali da compagnia, tenete gli ambienti puliti. Si tratta di un accorgimento utile non solo a garantire il benessere e la salute dei vostri familiari, ma anche quella dei vostri amici pelosi o piumati, che infatti hanno l’abitudine di mantenere in perfetto ordine nidi e tane.

Per facilitarvi il compito, in commercio potete trovare soluzioni pensate per ogni esigenza, che vi permetteranno di svolgere questa piccola incombenza in modo semplice e veloce.

Dove sistemare le cucce

Chi desidera imparare come rendere la casa pet friendly non può esimersi dallo scegliere con attenzione dove collocare la cuccia o, comunque, il ricovero per il proprio animale.

Per quanto riguarda i cani, l’ideale è sistemare un materassino o una brandina in un angolo, prestando attenzione a non scegliere un punto né troppo caldo (per esempio, accanto a un calorifero) né troppo freddo, come può essere vicino a una portafinestra.

I cani, infatti, amano rifugiarsi in un luogo intimo e raccolto, dove riposarsi dopo una bella passeggiata con i loro amici a due zampe. E non preoccupatevi di tenere troppo alto il riscaldamento: al contrario, anche i cagnolini di piccola taglia soffrono più le temperature elevate che il freddo e per scaldarsi non faranno altro che acciambellarsi su se stessi, prima di sprofondare in un bel sonno ristoratore.

I gatti, invece, d’inverno amano il tepore del riscaldamento domestico e non è raro trovare spesso il micio appollaiato a sonnecchiare proprio sopra il termosifone; per questo, il ricovero dei gatti, che può essere per esempio un comodo sacco nanna, può essere collocato anche nei pressi delle fonti di calore che, durante i mesi freddi dell’anno, assicureranno al vostro micio il clima ideale per riposare in tranquillità.

Molte persone hanno invece l’abitudine di far dormire il proprio pet su letti e divani: in questi casi, per non rovinare i mobili, è consigliabile stendervi sopra una vecchia coperta o un lenzuolo dismesso, che assicureranno comfort agli animali senza danneggiare i tessuti.

Come rendere una casa pet friendly: la sicurezza

Spesso si paragonano gli animali da compagnia ai bambini e, in effetti, sono molti i proprietari che trattano il loro pet alla stregua di un figlio. Non bisogna però dimenticare che, al contrario degli esseri umani, cani, gatti &Co. non crescono mai e, di conseguenza, l’ambiente dove vivono deve essere sempre sicuro per loro.

Per questo è opportuno adottare alcuni accorgimenti molto semplici ma al tempo stesso indispensabili per garantire la sicurezza di tutta la famiglia, tra cui:

  • Installare cancelletti sulle scale o dove vi sono spazi nei quali agli animali da compagnia non è consentito accedere. Se si prende un cane cucciolo, per esempio, non è ancora fisicamente in grado di scendere e salire i gradini con facilità da solo e inoltre prima dell’anno di età andare su e giù dalle scale potrebbe compromettere il corretto sviluppo delle articolazioni, con ripercussioni negative sulla sua qualità della vita negli anni a venire. Al tempo stesso, se in una determinata stanza della casa è meglio che i vostri amici non entrino (per esempio perché vi riponete detersivi oppure oggetti pericolosi per gli animali) è meglio aggiungere un cancelletto di sicurezza, perché potrebbe capitarvi di dimenticare la porta aperta;
  • Controllare i cavi elettrici: per cuccioli e gattini, ma anche per i piccoli roditori, sgranocchiare il filo del telefono o di lampade da terra e abat-jour può essere molto divertente. Purtroppo, però, è anche molto pericoloso: attenzione quindi, se lasciate gli animali liberi in casa mentre siete assenti, a mettere in sicurezza tutti i cavi elettrici, per esempio nascondendoli dietro ai mobili o coprendoli con altri oggetti, in modo da impedire ai vostri beniamini di raggiungerli;
  • Attenzione ai piccoli oggetti: molto spesso, i nostri amici a quattro zampe non distinguono sempre ciò che è commestibile da ciò che non lo è. Tra le best practices da attuare per rendere la casa pet friendly una delle più importanti consiste nell’aver cura di non lasciare in giro piccoli oggetti, dai calzini alle viti, ma anche matite da disegno e sacchetti di plastica, che potrebbero facilmente essere ingeriti dai vostri beniamini con conseguenze anche letali.

Rivestire il pavimento con la moquette: scelta originale o demodé?

Pensare alla moquette vi fa subito venire in mente un interno in stile anni ’80? Non è detto. Rivestire il pavimento con la moquette, infatti, è una scelta che, se ad alcuni può apparire del tutto fuori moda, per altri offre numerosi vantaggi.

Scopriamo allora insieme quali sono i pro e i contro della moquette in casa.

I vantaggi della moquette

  • La moquette dà un tocco di originalità in casa

Diciamo la verità: rivestire il pavimento con la moquette, nel XXI secolo, è una scelta coraggiosa. Tuttavia, la moquette può riservare grandi sorprese, soprattutto in termini di originalità dell’arredamento, aggiungendo carattere e personalità alla casa, sia che essa sia improntata su uno stile classico sia moderno e formale che, infine, casual.

In altri termini, la moquette, contrariamente a quanto si possa pensare, è un tipo di rivestimento estremamente versatile, in grado di integrarsi senza difficoltà tanto al mobilio più sobrio e rigoroso quanto a quello più barocco.

Quale che sia lo stile della vostra casa, optando per il rivestimento dei pavimenti con la moquette una cosa è certa: chi varcherà per la prima volta il vostro uscio non potrà rimanere indifferente alla sua morbida presenza.

  • La moquette accresce il comfort domestico

Piastrelle e pavimenti in legno rappresentano una soluzione comoda e pratica, senza contare le infinite combinazioni possibili che si possono ottenere dal punto di vista estetico.

Non bisogna però dimenticare che si tratta pur sempre di superfici dure e, chi trascorre molto tempo in casa e sbriga numerose faccende, sa bene come a fine giornata ci si senta i piedi stanchi e doloranti e, magari, si avverta un po’ di fastidio anche alle ginocchia e persino alla schiena.

Ciò accade perché ogni passo che si compie su una superficie dura ha un impatto, seppur lieve, sulle articolazioni.

Rivestire il pavimento con la moquette, al contrario, rappresenta un’opzione estremamente confortevole, perché la superficie morbida attutisce il contatto tra i piedi e il terreno, con una conseguente riduzione del fastidio articolare.

La moquette è comoda anche se ci si vuole sedere o sdraiare a terra, accrescendo così il vostro comfort domestico.

  • La moquette dà calore

Quante volte vi è capitato di risvegliarvi e provare quella sensazione di leggero fastidio appoggiando i piedi nudi sul pavimento freddo? Bene, con la moquette questo problema non sussiste, perché rappresenta un eccellente isolante termico.

Durante i mesi più freddi dell’anno, inoltre, contribuisce a ridurre la dispersione di calore, consentendovi anche di risparmiare sulle bollette.

  • La moquette attutisce i rumori

Le case in cui è presente la moquette sono generalmente più silenziose, perché questo tipo di rivestimento attutisce molto i rumori, incluso il calpestio.

La moquette può dunque essere una valida opzione nel caso in cui si abbiano bambini piccoli che magari giocano in casa, lasciando ai piccoli la libertà di divertirsi ma senza arrecare troppo disturbo ai vicini di casa.

  • La moquette è sicura

Soffice e morbida, la moquette è anche più sicura del pavimento in piastrelle o del parquet, perché se si cade accidentalmente il rischio di procurarsi ferite è minore.

  • La moquette è relativamente economica

Rivestire il pavimento con la moquette è una scelta anche relativamente a basso costo, nel senso che posarla non richiede una spesa eccessiva ma al tempo stesso bisogna considerare che la sua durabilità è inferiore rispetto a piastrelle e legno e che quindi va cambiata più spesso.

Gli svantaggi della moquette

La moquette offre molti vantaggi, però ha anche dei contro.  Vediamo allora i possibili motivi per cui scartare l’idea di rivestire il pavimento con la moquette.

  • Germi e allergeni

Tappeti e moquette sono confortevoli, aggiungono personalità all’arredamento e offrono un notevole impatto estetico, ma non bisogna dimenticare che nelle fibre del tessuto si nascondono diversi germi, che possono sì essere facilmente debellati con la pulizia al vapore ma non tarderanno a riformarsi di nuovo sulle superfici.

La moquette, inoltre, trattiene anche polvere e pollini, che possono accrescere i sintomi di allergia.

  • L’usura

Rispetto a parquet e piastrelle, la moquette è molto più soggetta a usura e va sostituita con maggiore frequenza.

A livello estetico, inoltre, può essere depenalizzante il fatto che le parti usurate si concentrino in alcuni punti della casa (ovvero nelle zone dove si passa più spesso, come per esempio il corridoio), creando così uno sgradevole effetto a macchia di leopardo.

Se si ha la moquette in casa, poi, non bisogna dimenticare di togliersi subito le scarpe perché i micro sassi che si annidano nelle scanalature delle suole fungono da vere e proprie lamette, tagliando le fibre del tessuto.

  • La manutenzione

Un’altra ragione per cui occorre ponderare con cura la scelta di rivestire il pavimento con la moquette è che questa richiede molto tempo e impegno per quanto riguarda la sua manutenzione: è infatti necessario non solo passare frequentemente l’aspirapolvere (anche due volte al giorno se si hanno animali domestici) ma anche intervenire tempestivamente nel caso la superficie si macchi con prodotti specifici.

Consigli utili per prendersi cura al meglio della moquette

Rivestire il pavimento con la moquette è dunque una scelta originale o nostalgica?

In qualunque modo la pensiate, la moquette rimane comunque un’opzione interessante per il rivestimento delle superfici, sotto diversi punti di vista.

Per prendersene cura al meglio, è buona norma adottare alcuni semplici accorgimenti, tra cui:

  • Tenerla pulita il più possibile, evitando anche di camminarci sopra con le scarpe;
  • Sistemare una passatoia o un ulteriore tappeto nelle zone più trafficate per scongiurare le “chiazze” di usura;
  • Intervenire subito se si macchia;
  • Se avete bambini piccoli che fanno merenda, sistemare sotto di loro un tappeto in plastica per salvaguardare la superficie.

Arriva un bebè: quali lavori fare in casa

La nascita di un bambino è un evento che porta gioia e allegria…ma anche un gran daffare!

Ancora prima che il bebè faccia il suo ingresso in casa, iniziano i preparativi per accogliere al meglio il nuovo venuto: si allestisce la cameretta, si ricamano i corredini, si acquistano gli accessori che saranno indispensabili immediatamente dopo il rientro dall’ospedale, come il fasciatoio, la culla o la vaschetta per il bagnetto.

Quando si è in attesa di un figlio, dunque, la casa cambia volto. Ma come fare per non creare troppo disordine e realizzare un ambiente realmente kid-friendly? Ecco qualche consiglio utile.

L’importanza del tempo

Un primo accorgimento da adottare se si desidera ristrutturare casa per l’arrivo di un bebè consiste nel scegliere il momento giusto per farlo.

La primavera e l’estate sono le stagioni ideali per intraprendere lavori di ristrutturazione: grazie al bel tempo, si potranno tenere gli ambienti ben arieggiati se si pitturano le pareti; se si hanno altri figli si può contare sulle vacanze estive per poter concedere loro un po’ di svago altrove se la casa è completamente sottosopra o, al contrario, coinvolgerli attivamente affidandogli lavoretti adatti alla loro età.

Ambienti a misura di bambino…ma non troppo!

Dare un nuovo look alla propria casa in occasione dell’arrivo di un bambino significa anche progettare gli spazi a misura dei più piccoli.

Attenzione, però, a non eccedere. Non dimenticate che quello che fino a poco tempo fa era un grazioso pargoletto in fasce, in pochi mesi riuscirà a camminare sulle proprie gambe e ancora prima che riusciate a rendervene conto sarà cresciuto di altre due o tre spanne.

Anche se i mobili si possono cambiare a seconda della crescita del bambino, è bene non pensare tutti gli spazi in formato “mini”. Alcune persone, per esempio, installano delle piccole docce in bagno, che, seppure utili per i bambini in età prescolare, presto saranno solo elementi che occuperanno spazio inutilmente.

Anche per il lettino è meglio pensare al futuro: tolte culle e lettini per neonati, indispensabili per il loro comfort, nel momento in cui si sceglie il letto della cameretta è buona norma optare per una soluzione che, in quanto a misure, andrà bene anche più avanti.

Un’alternativa molto interessante consiste nei cosiddetti lettini montessoriani, la cui peculiarità è l’altezza da terra: essendo molto bassi, infatti, sono sicuri anche per i bambini più piccoli, pur essendo disponibili anche nelle misure standard dei letti singoli. Per aumentare ulteriormente la sicurezza è anche possibile installare delle sponde, che si possono poi rimuovere non appena il bambino sarà cresciuto.

Riguardo alla progettazione degli spazi secondo le regole della pedagogia montessoriana, vale la pena aprire una parentesi. In base a questa filosofia di pensiero, infatti, gli ambienti della casa devono essere sicuri per i più piccoli ma anche pensati per sviluppare al meglio le loro abilità e aiutarli nel proprio percorso verso l’autonomia.

Un oggetto molto utile in questo senso è, per esempio, lo scaffale portagiocattoli, suddiviso in diversi scomparti, dove il bambino può riporre i suoi giochi in base alla categoria. In questo modo, si aiuterà il bimbo a tenere in ordine i propri spazi, rendendo la cameretta (o, comunque, la stanza che si è scelto di adibire al gioco e allo svago) un ambiente pulito e accogliente.

La cameretta? Deve riflettere la loro personalità

Con le moderne tecniche ecografiche, oggi quasi tutti i futuri genitori, entro il quinto mese di vita del bimbo che aspettano, sanno il sesso del nascituro, a meno che, per scelta, non si desideri aspettare il momento della nascita per sapere se sarà un maschietto o una femminuccia.

Quale che sia il sesso del bambino, tuttavia, non bisogna dimenticare che la cameretta sarà un luogo molto importante per lui o per lei, dove trascorrerà la maggior parte del proprio tempo.

Di conseguenza, se si ristruttura la stanza dei bambini quando si è ancora in attesa, è bene non eccedere con decorazioni prettamente maschili o femminili: magari la vostra bimba non apprezzerà un ambiente rosa confetto o il vostro bambino non sarà interessato a macchinine e trattori.

E se quando è ancora in fasce non se ne renderà ancora ben conto, nel giro di due o tre anni esprimerà i suoi gusti e, magari, finisce che avete fatto un importante investimento per allestire una cameretta dove proprio vostro figlio non vuole stare.

Per iniziare, dunque, meglio optare per decorazioni “soft”, per esempio dipingendo le pareti con colori neutri ma magari arricchendole con qualche adesivo murale, che un domani può essere facilmente rimosso. Anche per il colore e le finiture dei mobili, se volete già creare la cameretta mentre vostro figlio è ancora neonato il consiglio è quello di non sbilanciarsi troppo: meglio scegliere un modello con colori “unisex”, come rovere o verde, che possono adattarsi tanto a un maschio quanto a una femmina.

Se invece il bambino è più grande, perché non coinvolgerlo direttamente nella scelta della cameretta? Definite un budget e considerate un ventaglio di modelli possibili, da scegliere insieme a vostro figlio: sicuramente opterà per la soluzione che meglio riflette la sua personalità.

A corto di idee? Perché non rivolgervi a un interior designer?

La sicurezza prima di tutto

Nel momento in cui si ristruttura casa per l’arrivo di un bebè, uno degli aspetti più importanti da considerare riguarda la sicurezza. In pochi mesi, infatti, vostro figlio gattonerà ovunque, si tirerà in piedi attaccandosi ai mobili e la sua giornata trascorrerà con un unico obiettivo: esplorare il più possibile l’ambiente che lo circonda.

Per questo motivo, è necessario prendere alcune misure di precauzione, tra cui:

  • Inserire gli appositi copri presa nelle prese della corrente;
  • Tenere lontani dalla portata del bambino detersivi, coltelli, forbici e oggetti di piccole dimensioni, che potrebbero facilmente essere ingeriti;
  • Installare cancellini se si hanno scale in casa.

Semplici accorgimenti, che tuttavia vi aiuteranno ad accogliere al meglio il nuovo arrivato e a vivere insieme a lui o a lei la vostra nuova casa.

Suggerimenti per la cura del pavimento in legno

L’importanza della cura e manutenzione parquet

Il pavimento in parquet regala eleganza e stile ad un’abitazione. Sia che si tratti di un motivo geometrico, sia un motivo Chevron o di un intricato motivo a puzzle, questo caratteristico pavimento in legno richiede cura e manutenzione regolari per mantenere la sua bellezza.

Al fine di godere pienamente della bellezza del parquet è necessario pulirlo regolarmente, proprio come si farebbe con un qualsiasi altro pavimento.

Parquet: quando è necessario pulirlo?

Cura e manutenzione parquet

Una volta posato il pavimento, è necessario pulirlo accuratamente prima di calpestarlo per la prima volta. In questo modo si rimuove lo sporco e la polvere causati dalla posa in opera e si prepara così il pavimento per un utilizzo futuro.

Per pulire il parquet, sia oliato sia laccato, si devono utilizzare prodotti specifici da stendere con un panno umido, pulito e privo di lanugine, dopo che è stato ben strizzato.

Per locali commerciali e zone particolarmente soggette a calpestìo, come corridoi, cucine e zone giorno con accesso diretto all’esterno, è consigliabile un successivo trattamento con un olio per la cura delle superfici in legno.

Pavimento in parquet: la cura quotidiana

Il parquet, come altri legni duri, ha bisogno di cure regolari per rimuovere lo sporco, la polvere e le impurità che si accumulano quotidianamente. Dai peli di animali domestici al particolato trasportato dall’esterno, il pavimento raccoglie una varietà di detriti che è meglio rimuovere con l’aspirapolvere.

Quando pulisci il pavimento in parquet utilizzando l’aspirapolvere ti consigliamo di utilizzare sempre una spazzola con setole retrattili. In questo modo potrai evitare di rigare la superficie.

Se il tuo aspirapolvere non ha una spazzola con setole retrattili, puoi usare l’accessorio che monti almeno una spazzola morbida.

Sulle aree ad alto traffico, come ingressi e corridoi, potrebbe esser necessario passare l’aspirapolvere anche più di una volta al giorno.

Come pulire il parquet oltre con l’aspirapolvere?

L’aspirapolvere è un apparecchio molto utile per la cura del parquet ma puoi utilizzare anche altri strumenti per ottenere lo stesso risultato.

Ecco una lista di cose da fare e da evitare per la manutenzione del parquet.

  • Segui sempre le istruzioni consigliate dal produttore quando pulisci i pavimenti in parquet.
  • Come altri pavimenti in legno, il parquet può essere danneggiato da sostanze chimiche aggressive come candeggina ed ammoniaca: evita di utilizzare qualsiasi detergente acido ed abrasivo.
  • Un’altra soluzione è quella di inumidire leggermente il panno, senza uso di detergenti. Il pavimento in parquet non deve mai essere impregnato d’acqua o si danneggerà. Meglio usare una spugna che può essere strizzata, leggermente inumidita. Pulire il pavimento e lasciare asciugare bene, prima di risistemare tappeti e mobili.
  • Ti sconsigliamo di seguire i suggerimenti “non convenzionali” che trovi sul web come la pulizia con il tè nero!
  • In caso di sporco più ostinato, per una pulizia ed una cura regolare, è sufficiente utilizzare dei prodotti specifici diluiti con acqua. Si tratta di prodotti appositamente studiati per la pulizia del parquet, da stendere con un panno ben strizzato e che non lascia peli.

La manutenzione del parquet

La pulizia da sola non è sufficiente: prenderti cura del pavimento in parquet è fondamentale.

Indipendentemente dal fatto che il parquet presenta una finitura superficiale oliata o laccata, dovresti trattarlo periodicamente con i prodotti giusti.

  • Parquet oliato: ogni mese, dopo un lavaggio accurato ed approfondito, sul parquet oliato deve essere steso uno strato di cera mediante il mocio umido o uno straccio. Stendi la cera in maniera omogenea ed uniforme su tutta la superficie. In questo modo eviti la formazione di zone più scolorite a causa della mancata ceratura e zone dove un eccesso di cera provoca problemi di scivolamento.
  • Parquet verniciato: per la manutenzione di un pavimento in legno verniciato, consumato ed opacizzato, è sufficiente prima lavare bene e poi stendere una o due passate di cera liquida, la quale crea uno strato protettivo. Quest’ultimo generalmente crea un film con un’ottima resistenza ai graffi ed all’usura ed è anche auto-lucidante. Infine il parquet in legno verniciato va lucidato con un panno di lana o con una lucidatrice.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Come scegliere il parquet idoneo alla propria abitazione?

Suggerimenti per la cura del pavimento in legno

  • Quando si verificano perdite d’acqua, è importante asciugare immediatamente l’area al fine di ridurre la possibilità che si formino delle macchie. Rimuovi tutti i liquidi con un panno pulito o un tovagliolo di carta, tampona quanto più liquido possibile. Devi evitare che il liquido si insinui nel legno e nelle fughe, altrimenti potrebbero crearsi delle macchie che ti sarà difficile poi rimuovere. Più a lungo la macchia si fissa, più difficile sarà rimuoverla.
  • Puoi evitare il formarsi di graffi ed ammaccature sul pavimento posizionando dei piedini protettivi in feltro sotto i mobili.
  • Taglia le unghie al tuo animale domestico per ridurre al minimo i graffi.
  • Per evitare che lo sporco in eccesso e gli allergeni si insinuino sul pavimento, posiziona degli appositi tappetini alle porte d’ingresso.
  • Per mantenere il legno pulito e fresco, pulisci sempre a secco il parquet tra una passata di aspirapolvere e l’altra.
  • Qualsiasi tipo di pavimento, se esposto quotidianamente alla luce solare diretta, può sbiadire. Per questo è importante ombreggiare il più possibile il pavimento installando tende o persiane alle finestre.
  • Almeno una volta all’anno è consigliabile far pulire il parquet da un professionista specializzato, per ravvivarlo e riportarlo alla sua bellezza originale.

Cosa fare in caso di danneggiamento del parquet?

A volte piccoli sassolini sul fondo di una scarpa possono causare piccoli graffi sulla superficie del pavimento. Se quest’ultimi non sono troppo grandi, basta applicare un po’ di olio su un panno di cotone e strofinare sul graffio finché non è più visibile. Se il danno è significativo, c’è anche la possibilità di sostituire intere assi di legno, sebbene per questo lavoro è necessario l’intervento di un professionista.

Per mantenere il pavimento in parquet come nuovo, anche dopo anni di utilizzo, lo si può levigare, cosa impossibile da fare con altri tipi di rivestimento, come ad esempio il laminato.

Molti rivenditori specializzati e grandi negozi di ferramenta vendono o noleggiano attrezzature per la levigatura. Una volta completata l’operazione, il parquet tornerà a nuova vita!

Hai intenzione di mettere il parquet in casa? Contattaci e ti seguiremo nella scelta e nella posa.

Classico e moderno: un mix per donare stile e personalità alla tua casa

Uno dei grandi vantaggi della nostra epoca consiste nella possibilità di scegliere per la nostra casa lo stile che più ci rappresenta. Ma non solo. È anche possibile mischiare gli stili, donando così alla propria abitazione una personalità unica.

Una delle scelte più in voga, per esempio, consiste nel mixare due stili apparentemente antitetici, ossia classico e moderno. A dispetto di chi pensa che una modanatura finemente lavorata non si abbini per nulla a un leggero tavolo in vetro, l’accostamento tra classico e moderno può generare un risultato finale sorprendente.

Le caratteristiche dello stile moderno

Prima di offrire qualche esempio concreto di come si può arredare la propria casa mixando elementi classici con altri moderni, è bene considerare quelli che sono i capisaldi dell’uno e dell’altro stile.

In particolare, lo stile moderno si distingue per:

  • Il minimalismo. La parola d’ordine per una casa in stile moderno è: less is more, il che si traduce nell’invito a decorare la propria abitazione con pochi pezzi, ma di alta qualità. In una casa moderna si prediligono forme pure e linee rette, per un’eleganza sobria e mai chiassosa;
  • Una palette cromatica decisa ma mai audace. Non è raro trovare nelle case moderne tinte forti, come nero, ocra, grigio antracite o altri colori decisi; ciò non deve comunque essere scambiato per audacia ma piuttosto per l’esigenza di valorizzare, attraverso il colore, un mobilio particolarmente raffinato e dal design ricercato. In altri contesti, invece, si preferisce puntare sulle tinte chiare, dal total white alle tonalità pastello, sobrie e luminose;
  • Funzionalità. In ogni tipo di abitazione, a prescindere dallo stile con il quale si sceglie di arredarla, bisognerebbe pensare prima di tutto alla funzionalità, in modo da massimizzare il comfort abitativo. Nello stile moderno questa esigenza è ancora più sentita: ponendo l’accento sulla qualità piuttosto che sulla quantità, mobili e altri elementi d’arredo, oltre ad appagare l’estetica dei proprietari, devono poter essere funzionali al massimo, per una casa bella da vedere e comoda da abitare;
  • La luce. Si tratta di uno degli elementi più importanti, soprattutto nelle case moderne, progettate per sfruttare al meglio la luce naturale. Anche un’intelligente illuminazione, però, gioca un ruolo fondamentale: lampadari di design o pratici faretti a LED possono essere utilizzati non solo, semplicemente, per far luce, ma anche per enfatizzare particolari decorativi, come per esempio l’isola centrale in cucina oppure quadri e fotografie appesi alle pareti. Sempre con l’obiettivo di donare luminosità alla casa, lo stile moderno dà particolare valore alla trasparenza, con superfici in vetro che possono essere applicate in diversi ambienti, offrendo eleganza e leggerezza.

Le caratteristiche dello stile classico

Come per lo stile moderno, anche quello classico ha dei tratti distintivi, che possono riassumersi in:

  • Utilizzo di legno pregiato. Il legno è uno dei materiali naturali più versatili, da sempre utilizzato non solo a livello strutturale ma anche per le decorazioni interne. Nelle case classiche, non mancano mai mobili in legno massello, importanti e capaci di donare carattere e personalità a tutte le stanze della casa;
  • Rivestimenti, boiserie e modanature. Un’altra caratteristica dello stile classico è l’abbondanza, che si esprime anche nel diffuso ricorso a rivestimenti, raffinate boiserie e modanature. Elementi che rendono gli ambienti sfarzosi e prestigiosi, degni di una dimora patrizia;
  • Colori caldi. Se il diktat che caratterizza lo stile moderno è: less is more, l’espressione che più rispecchia lo stile classico è: more is more! In un contesto generoso in forme e decorazioni, i colori freddi non sono ammessi: via libera, invece, a tonalità calde, in grado di rendere l’atmosfera ancora più accogliente e invitante. Per le pareti, un’alternativa molto usata per le case classiche consiste nell’utilizzo della carta da parati, magari con delicati motivi floreali;
  • Tessili e complementi d’arredo importanti. In una casa in stile classico tappeti, tende, cuscini e, in generale, i tessili fanno la parte del leone. Seta, velluto o cotone pregiato, nella declinazione cromatica del classico rosso oppure con fantasie floreali impreziosiscono l’arredamento classico, arricchendo ulteriormente gli ambienti. In una casa in stile classico spesso si esprime anche una forte passione per l’arte, con quadri dalle cornici riccamente decorate che abbelliscono le pareti delle stanze.

Come fare un mix tra classico e moderno

Per mixare stile classico e moderno non esistono regole fisse: bisogna seguire il proprio gusto e l’ispirazione del momento. A patto, naturalmente, di trovare un equilibrio tra i due stili.

Per il soggiorno, per esempio, si potrebbe ricorrere allo stile classico per l’utilizzo della carta da parati, per il divano e per la libreria, accostando invece un tavolino da caffè semplice e sobrio, tipicamente moderno. Il tutto accompagnato da un’illuminazione dal design contemporaneo. Il risultato finale sarà un ambiente ricco e decorato, ma smorzato dagli elementi moderni.

Un’altra stanza dove è possibile giocare tra stile classico e moderno è lo studio, dove accanto a una scrivania in legno massiccio e a pareti impreziosite da cornici classiche, si possono accostare una poltrona in pelle e un tappeto in stile moderno, creando così un piacevole contrasto che regalerà carattere e personalità alla stanza.

Anche nelle camere da letto si possono mischiare elementi classici e moderni, come uno sfarzoso letto a baldacchino accostato invece a un armadio dalle linee semplici e sobrie o, ancora, una toletta classica e un letto invece dal design più semplice. Come nella zona living, inoltre, anche nelle camere da letto si può ricorrere alla boiserie come elemento decorativo.

Persino in bagno il mix tra classico e moderno può dar vita a effetti sorprendenti: un vecchio specchio dalla cornice importante può integrarsi perfettamente con un mobilio dalle linee semplici e pulite e da soprammobili di gusto tradizionale.

Design Made in Italy 2021, le novità d’arredo

Design Made in Italy 2021, le novità d’arredo

Quello dell’arredo è un settore “fiore all’occhiello” dell’eccellenza italiana nel mondo e, nonostante il periodo contingente, resta un concentrato di talenti, vitalità ed energia.

Design Made In Italy 2021: i pezzi più significativi

Un nuovo convivio. Spesso ritagliata all’interno di un living aperto, la zona pranzo ne condivide materiali e colori, accogliendo arredi dalle forme architettoniche e ricercate.

  1. Due le anime della collezione in grès che punta sulle contaminazioni. La prima, ad effetto cemento, è arricchita dalla produzione grafica di micro-ciottoli. L’altra è una reinterpretazione del seminato veneziano.
  • Concrete e Dot, coll. Blend di ABK sono sviluppate in quattro tonalità e tre finiture tra cui P-tech, capace di migliorare le performance antiscivolo dei pavimenti, pur risultando morbida al tatto e facile da pulire.
  • Scandia di Calligaris, progetto di Busetti-Garauti-Redaelli, ha la struttura in massello ed il sedile impiallacciato. Essenziale e sostenibile, è realizzata totalmente in legno certificato FSC. La forma del sedile, ampio e particolarmente comodo, ha una curvatura a 90° ed avvolge l’intera struttura.

2. Nella tradizione di Venezia, il liagò è una loggia esterna che permette alle case di respirare e di far entrare il sole. Pietro Lissoni reinterpreta il concetto, mantenendone la struttura ed i materiali, con un’anima funzionale.

  • Liagò di B&B Italia è in noce canaletto effetto grezzo (esiste anche in noce grigio, in rovere ed in laccato), con top in marmo bianco di Carrara. Disponibile anche in legno, laccato, marco nero Sahara Noir. La struttura dal forte spessore ospita al suo interno il passaggio di cavi elettrici.

3. Lampada a saliscendi. Torna oggi con nuove finiture e combinazioni di colore.

  • Diabolo di Flos ha il corpo in alluminio verniciato. Il diffusore si sposta verticalmente, regolandolo da 95 a 240 cm, grazie ad un avvolgicavo contenuto nel rosone.

4. Nuovi materiali, come il marmo ricostruito nella finitura bianco candoglia, vengono usati singolarmente o in inedite combinazioni ampliando la collezione dei tavoli e sottolineandone le forme sinuose.

Il tavolo rotondo è quello più conviviale, elimina le gerarchie tra i commensali ed invita alla conversazione tutti i presenti. Nessuno escluso.

  • Bulè di Lema, design di Chiara Andreatti, è proposto anche con base e vassoio girevole in bronzo ricostruito e piano in rovere termotrattato.

In salotto h24. L’area conversazione è fruibile nei diversi momenti della giornata e deve rispondere a requisiti di confortevolezza, estetica e flessibilità.

5. Una versione aggiornata, nel rispetto per il progetto originale e per l’ambiente, con l’utilizzo di materiali eco-compatibili e riciclabili, che la rendono anche più comoda.

  • LC2 Fauteuil Grand Confort Durable di Cassina, firmata Le Courbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand, è in nichel spazzolato con verniciatura protettiva trasparente semiopaca e rivestimento in tessuto o pelle.

6. Una rivisitazione dello chandelier, leggera e scenografica. Merito dello scheletro elementare, ma tecnicamente sofisticato, che accoglie i bulbi luminosi.

  • El Porìs di Artemide di Herzog & de Meuron, è formato da tubi d’acciaio calandrati di diametro decrescente uniti da quattro montanti verticali.

7. Le forme morbide ed arrotondate restituiscono immediatamente una sensazione visiva di estrema comodità. Le barre in metallo che sostituiscono i piedini aggiungono eleganza.

  • Sand di Lago, design di Daniele Lago, ha supporti in metallo finitura peltro o titanio; sedute o schienali (fissi o freestanding) sono personalizzabili nei colori e nelle combinazioni.

8. Camera da letto in tonalità dell’azzurro, grigio e verde, annuncia già nelle scelte cromatiche e nell’equilibrio compositivo degli arredi la vocazione al riposo ed alla tranquillità.

  • Boboli di Wall&decò su disegno di Eva Germani, si realizza su misura, anche nei toni del bordeaux.

9. Carta da parati proposta anche su un nuovo supporto eco-friendly e 100% riciclabile.

10. Coppia letto-comodino funziona anche in termini di proporzioni e, per comodità d’uso, le rispettive altezze devono essere compatibili.

  • Juta di Flou, design Pinuccio Borgonovo, ha la struttura laccata opaca o termo strutturata; la gamba in metallo brunito opaco, slancia il comodino dalla forma squadrata, regalando una nuova prospettiva ad un design classico e senza tempo.

11. Cabina armadio autoportante. Completamente trasparente non pone vincoli per quanto riguarda la sua collocazione, anche a centro stanza.

  • Storage di Porro, design Piero Lissoni/ Centro Ricerche Porro, è rinnovato da un nuovo sistema di illuminazione senza cavi. L’intensità si regola scegliendo tra due temperature diverse.

12. Ampia testata imbottita, leggermente inclinata verso l’esterno, alleggerita dall’inserto in noce, materiale che definisce anche il profilo del letto.

  • Tomorrow Morning di Ceccotti Collezioni, design Roberto Lazzeroni, è in massello di noce americano, con base in multistrato di pioppo impiallacciato.

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Sconto in fattura e Cessione del credito: vantaggi e differenze

Sconto in fattura e Cessione del credito: vantaggi e differenze

Il Decreto Rilancio, oltre all’Ecobonus ed al Superbonus al 110%, ha introdotto lo sconto in fattura e/o la cessione del credito agli istituti di credito o altri intermediari finanziari.

Sconto in fattura: di cosa si tratta?

Tramite i classici bonus puoi portare in detrazione parte o tutte le spese sostenute per differenti interventi edili ed impiantistici. In pratica, recuperi in più anni, parte o tutte le spese sostenute tramite degli “sconti” sulle tasse.

Facciamo un esempio di detrazione priva di sconto in fattura e cessione del credito.

Immagina di ristrutturare casa e di spendere 10.000 €. Sfruttando, ad esempio il bonus ristrutturazioni al 50%, l’Agenzia delle Entrate ti restituirà il 50% di quanto hai speso in 10 anni, tramite le detrazioni sulle tasse IRPEF che verserai allo Stato.

Quindi, per i 10 anni successivi all’intervento, pagherai 500 € di tasse in meno ogni anno: 500 € x 10 anni= 5.000 € (il 50 % di 10.000 €). In questo caso, dovrai pagare il tutto entro la fine dei lavori e in seguito i soldi ti verranno restituiti scalandoli dalle tasse.

Grazie allo sconto in fattura, spenderesti soltanto 5.000 €. Il restante 50% dei 10.000 € ti verranno anticipati dall’impresa che a sua volta li riprenderà dalla banca.
Il credito si puo anche “vendere” agli istituti bancari, che pero non lo acquista in parità, ma con percentuali diverse da istituto ad istituto.

Vale lo stesso nel caso del Superbonus al 110%. Ma in questo caso puoi decidere la restituzione del 110% di quanto hai speso in soli 5 anni, oppure farti anticipare il 100% dall’impresa.

Il Decreto ti permette di beneficiare dello sconto in fattura per le spese sostenute da luglio 2020 fino a dicembre 2021. Quindi di deve far riferimento al criterio di cassa: non conta la data di inizio dei lavori, ma è importante la data del pagamento della prestazione.

Ad esempio, i pagamenti effettuati a dicembre 2020 per un intervento iniziato a febbraio 2020, potranno fruire dello sconto in fattura e della cessione del credito. Questo nel caso di privati.

Le imprese individuali, le società e gli enti commerciali, dovranno far riferimento al criterio di competenza: farà fede la data di fine lavori, indipendentemente dall’avvio e dalla data dei pagamenti.

Sconto in fattura e/o cessione del credito?

Secondo l’art. 121, comma 1 del Decreto Rilancio, in alternativa alla detrazione, potrai optare:

–  Contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino ad un importo massimo pari al corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore, il quale ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;

–  Trasformazione del corrispondente importo in credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.”

Qual è la differenza tra sconto in fattura e cessione del credito?

Tramite lo sconto in fattura, l’impresa che ti realizzerà i lavori ti anticiperà la spesa detraibile, quindi non dovrai versare granchè. A sua volta, l’impresa potrà cedere o meno il credito alle banche o ad altri intermediari.

Nel secondo caso potrai cedere direttamente il tuo credito a terzi, quindi oltrepassando le imprese ed i fornitori.

Questo credito potrà essere ceduto illimitatamente a qualsiasi soggetto.

La vera forza dell’iniziativa sta nella possibilità di cedere il credito agli intermediari finanziari. Potrai realizzare alcuni interventi con limitati impieghi di denaro ed altri, addirittura, “gratis“. Questo meccanismo era già presente, ma in passato non si poteva cedere il credito agli istituti  e poche imprese potevano permettersi di anticipare i soldi ai clienti.

Potranno sfruttare lo sconto in fattura anche coloro che non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi o che comunque versano poche imposte IRPEF.

Potresti richiedere anche uno sconto “parziale”. In pratica, a fronte di una spesa di 30.000 euro, potresti chiedere al fornitore uno sconto di una sola quota, ad esempio pari a 10.000 euro.

Il fornitore maturerà un credito d’imposta pari a 11.000 euro. Tu potrai far valere in dichiarazione una detrazione pari a 22.000 euro (110 per cento di 20.000 euro rimasti a tuo carico).

Nel caso in cui più soggetti sostengano delle spese riguardanti interventi realizzati sul medesimo immobile, ciascuno potrà decidere se fruire direttamente della detrazione o esercitare le opzioni previste, indipendentemente dalla scelta operata dagli altri.

Sconto in fattura: a quali interventi si può applicare?

L’articolo 121, stavolta al comma 2, elenca gli interventi che beneficiano dello sconto in fattura e della cessione del credito:

a) Recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettere a) e b), del testo unico a) recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;

b) efficienza energetica di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90 e di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 119;

c) Adozione di misure antisismiche di cui all’articolo 16, commi da 1-bis a 1-septies del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e di cui al comma 4 dell’articolo 119;

d) Recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, di cui all’articolo 1, comma 219, della legge 27 dicembre 2019, n. 160;

e) Impianti fotovoltaici di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettera h) del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ivi compresi gli interventi di cui ai commi 5 e 6 dell’articolo 119 del presente decreto;

f) Colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici di cui all’articolo 16-ter del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e di cui al comma 8 dell’articolo 119;

Potrai sfruttare lo sconto in fattura per:

  • Bonus Ristrutturazioni, destinato agli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. Rientrano in questo bonus, anche le spese relative ad interventi di manutenzione ordinaria sulle sole parti comuni condominiali.
  • Ecobonus al 110%
  • Ecobonus al 50%, 65%: sostituzione degli infissi, della caldaia a condensazione, installazione del cappotto, dei pannelli solari.
  • Sismabonus, sugli edifici edificati nelle zone sismiche 1, 2 e 3
  • Bonus Facciate
  • Sostituzione o nuova installazione di impianti fotovoltaici e relativi accumuli
  • Posa di colonnine per la ricarica delle auto elettriche, le quali beneficiano delle detrazioni al 110 % se installate contestualmente ad uno dei tre interventi trainanti dell’Eco-bonus al 110%.

Sono esclusi dallo sconto in fattura, il bonus mobili ed il bonus verde.

Hai intenzione di usufruire dello sconto in fattura? Uno dei nostri tecnici, redigerà le pratiche edilizie, quelle energetiche, quelle strutturali oltre alle varie asseverazioni tecniche:

  • l’attestato di prestazione energetica APE ante e post intervento, asseverando il salto di due classi sotto forma di dichiarazione asseverata;
  • dichiarazione che le opere realizzate ricadono tra quelle agevolabili
  • verifica della congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati

Quando il professionista avrà raccolto tutti questi documenti,  nel caso di sconto in fattura e/o cessione del credito, dovrai ottenere un visto di conformità rilasciato da un intermediario abilitato: commercialista, esperto contabile, consulente del lavoro, responsabile del Caf .

Tramite questo visto, l’intermediario verificherà che il tecnico abbia prodotto tutte le asseverazioni, le attestazioni e che possieda la polizza assicurativa obbligatoria.

La volontà di utilizzare questi strumenti deve essere trasmessa entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese.

Nel caso avessi della cessione del credito in prima persona, dovrai valutare le varie proposte delle banche o di quelle aziende che, avendo grossi fatturati, intendono aderire all’iniziativa.

Per validare la cessione del credito dovrai comunicare annualmente all’Agenzia delle Entrate:

  •  i dati del cessionario (impresa o fornitore a cui hai ceduto il credito),
  •  l’accettazione da parte di quest’ultimo del credito ceduto
  •  l’importo del credito, spettante sulla base delle spese sostenute entro il 31 dicembre dell’anno precedente. In mancanza di questa comunicazione, la cessione del credito è inefficace.

Tale credito potrà essere utilizzato dal cessionario solo dopo la relativa accettazione, che deve avvenire attraverso il “cassetto fiscale”. L’accettazione ed il rifiuto non possono essere parziali e sono irreversibili. Il cessionario potrà utilizzarli in compensazione tramite modello F24.

A sua volta, se il cessionario volesse cedere il credito ricevuto, dovrà comunicarlo all’Agenzia delle Entrate utilizzando la stessa procedura.

Anche in questo caso dovrai inviare un’apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate. Il fornitore, impresa o intermediario recupererà lo sconto come credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione tramite modello F24, in cinque quote annuali.

Hai intenzione di effettuare uno dei seguenti interventi? Richiedi subito un preventivo gratuito ed i nostri tecnici specializzati ti seguiranno passo dopo passo.

  • Manutenzione edilizia degli edifici
  • soluzioni per l’efficienza energetica
  • Tecniche di demolizione e sicurezza
  • Riorganizzazione spazi architettonici
  • Normativa e redazione SCIA
6 consigli per organizzare gli spazi in casa

6 consigli per organizzare gli spazi in casa

L’emergenza sanitaria ha radicalmente cambiato la nostra vita trasformando, con una forza improvvisa e dirompente, tutte le abitudini consolidate, mettendo in campo la questione della condivisione forzata degli spazi domestici.

Il Covid-19 ci ha costretti anche ad un nuovo modo di vivere la casa. Un modo a cui non eravamo abituati nè preparati ed a fare i conti con ambienti organizzati per tutt’altre consuetudini abitative.

Tra i tanti effetti, la prima rivoluzione immediata è stata quella conseguente alla necessità per molti di lavorare da casa. Secondo l‘Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, il 64% delle aziende ha chiesto ai propri dipendenti di proseguire l’attività lavorativa dal domicilio.

Parallelamente a ciò, anche tutti gli studenti sono rimasti a casa, adattandosi a seguire le lezioni a distanza ed a studiare in compagni dei congiunti.

Le famiglie si sono ritrovate all’improvviso a dover gestire una maggiore densità nell’ambiente domestico, in una condizione in cui ciascuno ha cercato di ritagliarsi uno spazio proprio o quantomeno di condividerlo nel miglior modo possibile.

In molti casi non è stato facile considerare le metrature mediamente contenute negli appartamenti.

Se all’inizio ognuno ha cercato di rimediare cercando di ottimizzare spazi e tempo, oggi si è reso necessario pianificare delle vere e proprie strategie a lungo termine. Solo in questo modo si potrà adattare la propria casa ai nuovi stili di vita che per molti si stanno delineando concretamente.

LEGGI ANCHE: Smart working: come organizzare gli ambienti della casa

Consigli utili per adattare la propria casa ai nuovi stili di vita

  1. Creare la libreria con zona studio integrata. La modalità del lavoro agile è raccomandata ancora per molto tempo e, per tantissime persone, è diventata una realtà lavorativa stabile.
    Quasi 8 milioni di Italiani nei mesi scorsi sono stati produttivi a casa come in ufficio o in azienda.
    Ecco perchè alcuni dei lavori in corso riguardano il living, considerato lo spazio della casa ideale per creare una parete libraria dotata di una zona attrezzata che funga da office domestico.
  2. Riordinare gli armadi per far posto ad altro. Il cambio di stagione, croce e delizia per molti, è l’occasione giusta per fare ordini in armadi e cassettiere e liberarsi di tutto ciò che non serve più e che ne occupa inutilmente ampie proporzioni.
    L’operazione di decluttering è quanto mai necessaria in un momento di “revisione degli spazi”, perchè ogni vano può tornare utile nel nuovo assetto della casa.
    Il primo consiglio quindi è svuotare completamente il mobile ed iniziare a fare ordine, pulendo accuratamente l’interno e sostituendo la carta protettiva che riveste i cassetti.
  3. Spazio alla zona fitness. Dopo ore trascorse alla scrivania o solo per scaricare un pò di tensione, è consigliabile fare esercizio fisico.
    Per potersi prendere cura di sè, nella maggior parte dei casi, basta infatti davvero poco.
    Per prima cosa serve individuare lo spazio adeguato, valutando quale oggetto è possibile spostare senza troppa fatica per il tempo necessario: il coffee table, la poltrona o il pouf?
  4. Sistemare il balcone. Mai come scorsa estate chi ha potuto usufruire di un balcone o terrazzo ha avuto una grande fortuna: un angolo piacevole dove trascorrere qualche ora all’aria aperta o anche per lavorare o studiare.
    Renderlo accogliente è la prima regola per chi lo può ancora usare compatibilmente con il clima, ma anche per chi potrà goderne della vista dall’interno. Si parte da una buona pulizia e dall’eliminare tutto ciò che è vecchio, rotto, dimenticato.
    L’aggiunta di nuovi arredi può fare già una grande differenza: a seconda dello spazio a disposizione si sceglierà un semplice tavolino con sedie, un divanetto, il lettino per prendere il sole.
    Infine non si può pensare al verde ed ai fiori: qualche pianta in vasi colorati regala subito un’atmosfera positiva e gioiosa, capace di predisporre tutti al meglio.
  5. Cambiare disposizione ad oggetti o mobili. Sei stanco di vedere sempre lo stesso scenario?
    Cambiando la disposizione degli oggetti o di alcuni mobili è il modo più semplice per dare alla casa un aspetto diverso.
    Questa può essere anche l’occasione per valutare se gli spazi dell’abitazione, che ormai sono vissuti anche in momenti della giornata inconsueti, sono ben calibrati e per immaginare di fare qualche sostituzione.
    A volta, anche solo sperimentando nuove ambientazioni se ne scoprono soluzioni più funzionali.
  6. Riorganizzare mensole e ripiani. Mettere ordine è fondamentale perchè aumenta il grado di comfort della casa.
    Ci sono differenti criteri per riorganizzare la libreria ed uno di questi si basa sui colori. Una volta stabiliti i “generi” delle letture, darà un effetto armonico sistemare i libri tenendo conto del colore dei dorsi, intervallando le posizioni dei libri per dare un pò di movimento tra i ripiani.
    Un altro suggerimento è quello di separare le varie categorie con quadretti o cornici, piccole sculture o vasi. In questo modo sarà più facile ritrovare un testo e molto più gradevole l’estetica d’insieme.

Tenendo conto delle indicazioni precedenti. altre azioni specifiche in casa riguardano l’aerazione costante e le normali pulizie. Un’accurata sanificazione è vana se le superfici non vengono prima pulite.

Vuoi rinnovare casa? Richiedi un preventivo gratuito. Abbiamo molte proposte che riguardano materiali innovativi capaci di autoridurre le cariche batteriche sulle superfici, semplificando la pulizia: pitture, pavimenti, maniglie ed anche elementi d’arredo.