Ristrutturazione Casa – Pagina 2 di 14 – Ristruttura Interni
  • +328 2883309
  • info@ristrutturainterni.com

Ristrutturazione Casa

Stufe e camini: guida alla scelta

Con l’arrivo del riscaldamento in (quasi) tutte le case, sembrava proprio che stufe e camini rimanessero semplicemente romantiche vestigia del passato.

Invece, questi due tradizionali sistemi di riscaldamento hanno saputo evolversi in relazione alle esigenze delle persone e oggi molti li scelgono come fonti di calore – in alternativa o in abbinamento a d altri sistemi di riscaldamento – in virtù dei numerosi vantaggi che offrono.

Stufe e camini, infatti, garantiscono un’ottima resa energetica a fronte di consumi relativamente ridotti; inoltre, hanno un design capace di adattarsi facilmente ai diversi stili d’arredo e contribuiscono ad arricchire l’atmosfera della casa, rendendola ancora più piacevole, accogliente e confortevole.

Sul mercato sono disponibili stufe e camini di ottima qualità, realizzati con le tecnologie più all’avanguardia e che permettono di coniugare estetica e funzionalità, distinguendosi come un elemento di pregio capace di conferire valore aggiunto a qualsiasi abitazione.

Stufe e camini: cosa scegliere?

Benché stufe e camini possano tranquillamente coesistere, di solito si opta per l’una o per l’altra soluzione.

Al momento della scelta, occorre tenere presente alcuni fattori, tra cui:

  • Eventuali limiti architettonici e strutturali
  • Budget da destinare ai lavori
  • Utilizzo
  • Alimentazione

Scendiamo nel dettaglio ed esaminiamo questi aspetti uno per uno.

Per quanto riguarda i vincoli strutturali, è necessario considerare che per installare un camino occorre costruire una canna fumaria con dimensioni relativamente importanti, oltre che destinarvi uno spazio dedicato in casa.

Per contro, per la stufa è sufficiente una canna fumaria di dimensioni ridotte e può essere spostata a seconda delle necessità, come per esempio se si ristruttura casa e si cambia l’ubicazione dei diversi ambienti.

Anche dal punto di vista economico occorre fare un’attenta valutazione: le stufe hanno costi inferiori rispetto ai camini, dal momento che si tratta di elementi freestanding che non richiedono interventi di tipo strutturale.

Un altro fattore molto importante su cui riflettere quando si scelgono stufe e camini è l’utilizzo, ossia quanto effettivamente verrebbero sfruttati.

Se il desiderio dei padroni di casa è soprattutto creare atmosfera e rendere l’abitazione più accogliente, l’opzione migliore sarebbe creare un caminetto d’arredo; se invece la priorità è quella di riscaldare gli ambienti, allora si potrebbe pensare a una termostufa o a un termocamino, che possono essere utilizzati in sostituzione o in combinazione con un altro sistema di riscaldamento e che permettono anche di scaldare l’acqua per il bagno e la cucina.

Da ultimo, è necessario tenere in considerazione il tipo di combustibile da utilizzare per il funzionamento di stufe e camini.

Sicuramente la legna consente di creare un allegro focolare, che dona atmosfera e calore all’ambiente; tuttavia, non bisogna dimenticare che in questo caso il camino o la stufa devono essere caricati manualmente.

Una valida alternativa, a questo proposito, è il pellet: stufe e camini alimentati a pellet, infatti, possono essere caricati facilmente e si accendono in automatico, impostando un orario in linea con le proprie esigenze, ponendosi così come la soluzione ideale per chi ha come obiettivo primario il riscaldamento degli ambienti.

Stufe e camini: la stufa, un piccolo mondo tutto da scoprire

Come abbiamo visto, per quanto riguarda le stufe le opzioni principali sono due:

  • A legna
  • A pellet

Per poter scegliere quale è la soluzione più adatta alle proprie esigenze, occorre tenere presente alcuni elementi fondamentali, tra cui:

  • La potenza termica necessaria per il riscaldamento della casa
  • Il costo e la reperibilità del combustibile
  • Lo spazio disponibile
  • Il budget a disposizione

Circa le stufe a legna, è importante sottolineare il fatto che presentano un costo inferiore rispetto ai modelli a pellet, funzionano senza necessità di corrente elettrica ed, eventualmente, la materia prima può essere procurata in autonomia.

Questo tipo di stufe, inoltre, consente di riscaldare efficacemente ambienti anche di modeste dimensioni ma – come si accennava – devono essere caricate manualmente.

Le stufe a pellet hanno un prezzo base più alto delle stufe a legna e, per funzionare, hanno bisogno della corrente elettrica. Presentano però numerosi altri vantaggi:

  • Il combustibile può essere caricato automaticamente
  • È possibile programmare l’accensione, il che è particolarmente comodo per chi è spesso fuori casa
  • Il pellet è facilmente reperibile, ha un costo relativamente contenuto e può essere conservato senza problemi perché viene venduto in appositi sacchi sigillati che resistono bene all’umidità
  • Esistono modelli di stufe a pellet senza canna fumaria ma dotate di scarico forzato a parete, che presentano anche dimensioni modeste, ponendosi quindi come una valida soluzione per chi non ha la possibilità di effettuare importanti interventi murari.

Stufe e camini: camini, alcuni consigli per orientarsi nella scelta

Consideriamo ora i camini, elementi non solo funzionali ma che hanno anche una forte valenza estetica.

Oggi sul mercato esistono modelli di ultima generazione, alimentati a legna o a pellet, che coniugano l’esigenza di riscaldamento e di produzione di acqua calda sanitaria, con l’efficienza energetica e, in più, sono disponibili in numerose soluzioni estetiche, adattandosi perfettamente con qualsiasi stile d’arredo, sia esso moderno, classico o rustico.

Installare un camino, tuttavia, comporta la necessità di importanti lavori strutturali, tra cui in primis la creazione di una canna fumaria.

Ma cosa fare se non si ha la possibilità di effettuare questo tipo di interventi? Una possibile alternativa per chi non vuole rinunciare al fascino del camino ma allo stesso tempo non può o non desidera investire in lavori di muratura consiste nell’optare per i caminetti d’arredo.

Si tratta di veri e propri camini di design, che donano atmosfera all’ambiente, offrendo intimità e calore.

I caminetti d’arredo privi di canna fumaria possono essere alimentati tramite la corrente elettrica o il bioetanolo e sono disponibili in un’ampia gamma di modelli, coniugando tecnologia e design.

Arredare casa con il Feng Shui

Realizzare la casa dei propri sogni non è un compito facile: ogni dettaglio, infatti, deve avere il suo perché, dall’architettura all’arredamento. Anche quest’ultimo, quindi, deve essere costruito secondo una precisa logica, a prescindere dallo stile prescelto.

Ma come fare per realizzare un arredo razionale, capace di coniugare funzionalità ed estetica?

Una risposta a questa domanda potrebbe consistere nell’optare per le regole del Feng Shui, un’antica arte taoista che prevede una precisa disposizione dei mobili e una rigorosa scelta dei colori per rendere la propria abitazione bella da vedere e, soprattutto, confortevole.

Curiosi di saperne di più? Scoprite allora i nostri consigli per arredare casa con il Feng Shui.

Regole sì, ma senza stress

Prima di scoprire come arredare casa con il Feng Shui, occorre fare una premessa: non esistono, in quest’arte, regole fisse e immutabili; al contrario, ci sono diverse scuole di pensiero che, pur differendo sotto molti punti di vista, sono accomunate da un’unica filosofia e cioè permettere ai proprietari della casa di scegliere liberamente ciò di cui hanno bisogno per sentirsi bene a casa propria.

Arredare casa con il Feng Shui: ingresso e zona living

Uno dei punti cardine del Feng Shui consiste nella ricerca di equilibrio, un’impressione che deve scaturire già non appena si varca la soglia di casa. Per questo, secondo le regole per arredare casa con il Feng Shui è necessario che l’ingresso sia sempre ben curato, prestando attenzione a mantenere la porta in ottime condizioni, in modo che anche il suo aspetto possa risultare sempre gradevole.

Anche dal punto di vista cromatico, il Feng Shui offre spunti molto interessanti: se la porta di ingresso è posizionata a nord si dovrebbero scegliere tonalità fredde; se a sud nuances calde; se a est optare per la palette del verde, mentre se a ovest prediligere bianchi o comunque toni chiarissimi. L’ingresso, inoltre, deve essere il più libero possibile, senza muri ad angolo o altri tipi di ostacoli.

Per quanto riguarda la zona living, in base al Feng Shui bisogna che sia un ambiente ben organizzato, in cui le finestre siano sempre pulite in modo da far penetrare il più possibile la luce naturale.

Una curiosità riguarda il camino: secondo le regole del Feng Shui, se nella zona living è presente questo elemento è sconsigliabile posizionarvi accanto un acquario, dal momento che Fuoco e Acqua sono due elementi naturali che potrebbero entrare in conflitto tra loro.

Arredare la casa con il Feng Shui: la sala da pranzo

Circa la sala da pranzo, secondo le regole per arredare casa con il Feng Shui andrebbe prediletto un tavolo rotondo oppure ovale rispetto a uno rettangolare, per favorire una migliore interazione fra i commensali.

Le sedie dovrebbero essere di uno stile coerente con quello del tavolo e garantire un comfort ottimale.

Il Feng Shui preferisce l’utilizzo di piatti rotondi perché quelli quadrati presentano un’energia più lenta, prossima all’elemento Terra.

Per quanto riguarda i colori, via libera a quelli caldi, come rosso, arancio o giallo, che stimolano l’appetito e mettono allegria.

Arredare casa con il Feng Shui: cucina e bagno

Consideriamo ora i dettami del Feng Shui rispetto a due stanze molto importanti della casa e cioè la cucina e il bagno.

Il primo ambiente dovrebbe essere pulito, luminoso, accogliente, perché si tratta di una stanza ricca di energie positive (proprio per questo motivo, secondo il Feng Shui, è controindicato ubicare la cucina nei pressi della porta d’ingresso, per evitare che le energie positive possano uscire dalla casa). È inoltre consigliabile arricchire la cucina con erbe aromatiche, che donano all’ambiente la freschezza e l’energia della natura.

Se si desidera arredare casa con il Feng Shui bisogna anche evitare l’accumulo di oggetti superflui – in cucina come nelle altre stanze – concentrandosi solo su ciò che è effettivamente necessario.

Anche per il bagno le parole chiave sono “equilibrio” e “armonia”. In base al Feng Shui, questo ambiente dovrebbe essere dedicato al comfort e al relax.

Per l’arredo del bagno gioca un ruolo fondamentale l’illuminazione e, a questo proposito, anche l’utilizzo di candele è fortemente raccomandato.

Via libera anche agli specchi, che in questa stanza hanno la funzione di amplificare le energie positive dell’elemento Acqua.

Arredare casa con il Feng Shui: la zona notte

Se volete scoprire come arredare casa con il Feng Shui, è molto importante che teniate a mente i suggerimenti che questa filosofia propone per l’arredo della zona notte, l’ambiente per eccellenza dedicato al riposo.

La prima regola per la camera da letto consiste nell’evitare ogni fonte di distrazione, dai dispositivi elettronici agli attrezzi per il fitness. Indispensabile è anche garantire la salubrità dell’aria, aprendo spesso le finestre e, se necessario, acquistando un purificatore.

In questa stanza, contrariamente al bagno, non sono consigliati gli specchi, perché rovinano l’armonia dell’ambiente.

Il letto, infine, dovrebbe essere posizionato il più possibile lontano dalla porta.

Anche per la cameretta dei bambini le raccomandazioni sono le stesse, con in aggiunta qualche dritta in più circa i colori, che dovrebbero essere scelti cercando di evitare un’eccessiva eccitazione, dannosa per i grandi come per i più piccoli.

Per arricchire l’ambiente, è possibile appendere i disegni dei bambini o delle foto di momenti piacevoli trascorsi in famiglia.

Questi consigli possono risultare utili anche per allestire la camera dei bambini mentre si è in attesa di un bebè.

Arredare casa con il Feng Shui: lo studio

Se si ha la fortuna di avere in casa propria una stanza in più da utilizzare come studio, secondo il Feng Shui è importante che sia ubicato lontano dalla camera da letto, che sia luminoso e salubre dal punto di vista della qualità dell’aria.

Anche per questo ambiente, il Feng Shui bandisce il disordine, che influisce negativamente sulla capacità di concentrazione.

Tecnica dello spatolato, caratteristiche e vantaggi della pittura

Tecnica dello spatolato, caratteristiche e vantaggi della pittura

Le pareti di casa, negli ultimi anni, non vengono più semplicemente imbiancate, ma si ricorre a diverse tecniche di pittura, tra cui la tecnica dello spatolato. Ma in cosa consiste?

Una forma di decorazione murale molto diffusa

La tecnica decorativa dello spatolato o anche stucco veneziano, è una tecnica molto antica, la quale consente di decorare le pareti interne con vari strati di stucco, in modo da realizzare un rivestimento murario in grado di resistere perfettamente sia all’umidità sia alle muffe.

Questa tecnica è particolarmente adatta agli ambienti interni eleganti.  Grazie alla sua particolare tipologia questo rivestimento può accostarsi anche a stili moderni e più severi.
Si tratta di una tecnica che non necessita di attrezzi ed utensili particolari ma richiede di avere una notevole abilità nell’uso della spatola. Quest’ultima viene utilizzata al posto del pennello o del rullo.

Il rivestimento, una volta applicato, appare sempre diverso, con effetti visivi e sfumature accentuati a seconda dell’abilità del decoratore nell’uso della spatola.

Le caratteristiche della tecnica dello spatolato

Lo spatolato si ottiene dalla miscela di grassello di calce e la miscela di calce aerea ed acqua, con una polvere impalpabile di marmo.

L’effetto liscio e lucido è ottenuto dalla stesura di 2/3 mani di prodotto mediante la spatola.

Il risultato finale è un prodotto che dona fascino all’abitazione ed è molto resistente all’umidità.

Questa tecnica presenta le seguenti caratteristiche:

  • Grande effetto decorativo
  • Resistenza alla muffa
  • Traspirabilità
  • Tempi di esecuzione lunghi
  • Costi elevati

LEGGI ANCHE: Caratteristiche e vantaggi delle pitture antismog

I colori e la tecnica dello spatolato

La tecnica dello spatolato permette di scegliere una vasta gamma di colori, dalle tinte più tenui a scelte cromatiche più accese o scure. Scopriamole insieme:

  • Bianco,  è il colore che si avvicina maggiormente all’effetto marmoreo,  rendendo le stanze decisamente eleganti. Se vuoi rendere l’ambiente più luminoso ed accogliente, lo stucco veneziano bianco è la scelta ideale. Ed è adatto anche in ambienti moderni.
  • Nero, accostato al bianco, può essere utilizzato per rivestire pareti, realizzando un effetto di forte impatto visivo ma allo stesso tempo molto chic. Si consiglia di non abusare di questo colore, soprattutto negli ambienti piccoli ove il nero potrebbe ridurre a livello visivo lo spazio abitativo.
  • Grigio, ideale per regalare dinamismo ad ambienti vuoti. Questo colore è anche perfetto per ambienti moderni, dove può essere utilizzato come semplice sfondo.
  • Rosso, colore caldo che dona vita ad ogni tipo di ambiente abbinandosi perfettamente con tinte a contrasto, come l’azzurro ed il celeste.

Lo stucco veneziano colorato permette di vivacizzare gli ambienti interni, unendo bellezza e comfort: le varie sfumature acquistano calore grazie all’azione morbida e brillante dello stucco lucidato. Quest’ultimo consente di rendere ancora più viva la tonalità usata.
Spesso si va alla ricerca di un colore molto acceso e luminoso per dar risalto ancora di più a questa bellissima decorazione. Ma lo spatolato è un prodotto a base di calce  e di conseguenza è impossibile ottenere colorazioni molto forti, proprio per la natura del prodotto stesso.

Oggi molte aziende, per venire incontro a questa esigenza, hanno cercato di modificare questo prodotto a vantaggio del cliente riuscendo ad ottenere anche tonalità più intense e facilitando l’applicazione di questo prodotto.

Per dare un effetto veramente unico alla tua stanza, puoi provare ad ottenere delle nuance bicolore. In che modo? Miscelando  due o più colori, posandoli sulla spatola. Durante l’applicazione i colori si misceleranno (in parte) dando un effetto unico!
Un altro sistema per ottenere delle nuance bicolore è quello di applicare due o più colori a contrasto uno sopra l’altro, applicando un primo colore, farlo asciugare e poi applicare l’altro colore.

Nel caso di un ambiente caratterizzato dallo stile classico, si consiglia di applicare il rivestimento a tutte le pareti. Il risultato decorativo sarà di grande effetto.

Negli ambienti più moderni si può puntare soprattutto sull’originalità. In questo caso, si può applicare lo stucco veneziano colorato solo ad una parete o magari ad un angolo della stanza. Si crea così un effetto a contrasto con lo stile d’arredamento e del resto dell’ambiente.

In questo modo si può anche sottolineare e mettere in risalto un punto o un arredo particolare.

La tecnica e l’applicazione dello spatolato

Per applicare lo spatolato è fondamentale avere una parete di gesso. Una volta accertatosi di ciò, è possibile procedere all’applicazione dello stesso, la quale prevede tre stati sovrapposti di prodotto.

La fase iniziale prevede l’applicazione di uno speciale fondo per isolare bene il gesso.  Trascorse circa quattro ore è possibile iniziare la fase vera e propria della decorazione.

La prima fase prevede la rasatura delle pareti con lo stucco veneziano spalmando il prodotto con una spatola trapezoidale in modo uniforme con spatolate in senso circolare.

Dopo circa quattro ore si passa la carta vetrata 220 e, seguendo lo stesso procedimento della prima mano, si inizia la seconda mano.

Dopo aver atteso altre quattro ore, si passa la carta vetrata 220 procedendo con la terza ed ultima mano  sempre seguendo lo stesso procedimento della prima e della seconda.

Nell’ultima fase è molto importante aver cura della rasatura e premere con forza la spatola lisciando a più riprese lo stucco cercando di rendere la superficie più liscia e lucida possibile.

Hai deciso di imbiancare casa optando per nuove tecniche di pittura? Lo spatolato offre numerosi vantaggi. CONTATTACI. PREVENTIVO GRATUITO

Arredare casa con i tessili

L’arredamento di un’abitazione è come un puzzle, in cui ogni elemento deve combaciare perfettamente con l’altro a creare una composizione finale precisa e armoniosa; per questo è necessario prestare attenzione a ogni dettaglio, dai mobili ai colori delle pareti, fino ai tessili.

Arredare casa con i tessili rappresenta una sfida molto avvincente ma altrettanto difficile.

Ecco allora qualche consiglio utile per affrontarla con coraggio e determinazione, allestendo con originalità la casa dei propri sogni.

Arredare casa con i tessili: le tende

Se si desidera arredare casa con i tessili in modo creativo e innovativo, un elemento che non bisogna trascurare sono le tende, un complemento d’arredo che offre stile e personalità in ogni ambiente della propria abitazione.

Per scegliere al meglio le tende, tuttavia, occorre tenere presente diversi aspetti, a cominciare dall’ambiente dove installarle: esistono infatti tende adatte per la cucina, altre per il soggiorno, altre ancora per la zona notte.

Per bagno e cucina solitamente si opta per tende a pannello o a pacchetto, molto comode e pratiche anche per dare luce all’ambiente nel momento in cui ve n’è bisogno; per la zona living e le camere da letto, invece, si può optare per tessuti più morbidi, montati su bastoni o binari oppure installati direttamente sui vetri di finestre e portafinestre.

Oltre alla tipologia, è anche necessario considerare i colori presenti nella stanza che le tende andranno ad arricchire, così come lo stile d’arredo prescelto: in una casa dal design moderno ed essenziale difficilmente si potrà installare tende in stile classico o shabby chic, così come in un ambiente dal gusto classico stonerebbero tende dalle linee sobrie e minimal.

È dunque fondamentale ponderare con cura la scelta delle tende, perché altrimenti il rischio che si corre è non di valorizzare, bensì di rovinare il contesto dove si intende collocarle.

Arredare casa con i tessili: i tappeti

Quando si tratta di arredare casa con i tessili, i tappeti rappresentano una voce molto importante.

Il tappeto, infatti, ha solitamente dimensioni tali da essere impossibile non notarlo e, proprio in virtù di questa caratteristica, è un elemento cruciale per imprimere stile e personalità alla casa.

Circa i tappeti, è importante apprendere alcuni concetti base dell’interior design per poterli sfruttare al meglio nel momento in cui si vuole arredare casa con i tessili:

  • Aiutano a definire gli spazi all’interno di una stanza. Per esempio, nella zona living il tappeto può essere sistemato nell’angolo dedicato al relax, dove si trovano divano, poltrone e tavolino;
  • Creano atmosfera. Come per le tende, anche i tappeti contribuiscono ad arricchire l’ambiente dove vengono collocati. Tuttavia, anche in questo caso è indispensabile scegliere con cura il tappeto, in modo che sia coerente con lo stile prescelto per il resto della casa, anche se a volte giocare sui contrasti può rivelarsi un’idea vincente. Per esempio, i classici tappeti persiani si sposano molto bene tanto con un arredamento in stile classico quanto con un contesto più moderno, mentre invece tappeti dal design contemporaneo difficilmente si integrano con una casa arredata in stile classico;
  • Offrono calore. Il tappeto non solo rappresenta un elemento fondamentale quando si desidera arredare casa con i tessili, ma svolge anche funzioni ben precise, tra cui la capacità di attutire i rumori e quella di isolare dal freddo.

Non bisogna comunque dimenticare che i tappeti – come le moquette – richiedono una particolare cura e manutenzione: innanzitutto bisogna prestare molta attenzione a non macchiarli, perché a volte alcune bevande o alimenti si dimostrano davvero coriacei a rimuoverli; in secondo luogo, come tutti i tessuti, le loro fibre raccolgono facilmente polvere e sporco, quindi è necessario pulirli con un aspirapolvere adatto e, se possibile, passare una tantum anche un getto di vapore (in commercio si trovano facilmente prodotti a prezzi accessibili dotati di appositi accessori per la pulizia dei tappeti).

Arredare casa con i tessili: cuscini e rivestimenti

Se l’obiettivo è di arredare casa con i tessili non bisogna trascurare neppure il dettaglio all’apparenza più insignificante. A tale proposito, dopo aver considerato le “macro-categorie” di tessili, come tende e tappeti, è bene scendere un po’ più nel dettaglio e considerare altri tessuti che giocano un ruolo molto importante per dare stile e carattere alla casa.

Tra questi sono certamente da includere i cuscini, che possono essere sistemati sul divano e sulla poltrona, ma anche, per esempio, sui letti.

Alcuni modelli di divani hanno già cuscini inclusi, dello stesso colore o di una tonalità più scura o più chiara rispetto al rivestimento; spesso, però, siamo noi a dover scegliere i cuscini per completare il look di alcuni mobili, come appunto i divani o i letti.

La scelta dei tessili è un’avventura molto coinvolgente e divertente e un’occasione per mettere alla prova fantasia e creatività.

Si può dunque optare per cuscini in tinta con il rivestimento del divano o con il copriletto, oppure azzardare una soluzione più originale, creando un piacevole contrasto che tuttavia restituisce un’impressione generale di armonia e completezza.

I cuscini come arricchimento di letti e divani non hanno solo una funzione estetica ma anche pratica: si tratta infatti di accessori che contribuiscono ad accrescere il comfort e a favorire il relax, per godersi al meglio il tempo trascorso in casa.

Arredare casa con i tessili: tovaglie&Co

Tra i consigli per arredare casa con i tessili non può mancare un’accurata scelta di tovaglie, tovaglioli e tovagliette per la colazione.

Come per le tende, i tappeti o i colori e le fantasie dei cuscini e dei rivestimenti, anche gli accessori per la tavola devono rispettare con la massima coerenza lo stile prescelto per la casa.

In un’abitazione rustica staranno a pennello tovaglie con fantasie bucoliche oppure tradizionali bianche, lisce o ricamate; nella cucina e nella zona pranzo di una casa dal gusto moderno troveremo invece tessili dal design minimal, monocolore o con sobrie fantasie geometriche.

Sistemi di climatizzazione, quali sono inclusi nel Superbonus 110%?

Sistemi di climatizzazione, quali sono inclusi nel Superbonus 110%?

Il Superbonus 110% è stato prorogato fino al 30 giugno 2022 e nel Decreto Rilancio è previsto anche l’innalzamento delle detrazioni fiscali per gli interventi di efficientamento energetico.

Il Decreto non fa esplicito riferimento ai condizionatori, ma l’acquisto e l’installazione di un climatizzatore a basso consumo energetico potrà essere portato in detrazione, a patto di soddisfare alcuni specifici requisiti. Scopriamo quali!

Superbonus 110% e condizionatori: quali sono i requisiti necessari?

Il cambio dei condizionatori, come le altre tipologie di interventi, è vincolato all’esecuzione di almeno uno degli interventi detti “trainanti”, i quali possano garantire un innalzamento di almeno due classi energetiche dell’edificio, che dovrà essere dimostrato attraverso l’apposita certificazione APE.

Trattandosi di un intervento trainato, la condizione principale da soddisfare per ottenere il Superbonus 110% anche sui condizionatori è che l’acquisto ed il montaggio siano associati ad almeno uno degli interventi considerati trainanti.

I requisiti da rispettare sono quelli definiti nell’articolo 119 del dl 34/2020, il quale prevede l’innalzamento della detrazione al 110% anche a tutti gli altri interventi di efficienza energetica previsti dall’articolo 14 del dl 63/2013, poi convertito in legge 90/2013.

I limiti di spesa sono quelli già previsti dalla normativa vigente per ciascun intervento di efficienza energetica.

Tra gli interventi trainanti per la riqualificazione energetica dell’edificio, a cui associare l’acquisto e l’installazione dei condizionatori, vi sono:

  • isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali ed inclinate che interessano l’involucro degli edifici, anche quelli unifamiliari, con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio stesso o dell’unità immobiliare indipendente
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffreddamento o la fornitura di acqua calda sanitaria sulle parti comuni degli edifici, oppure sugli edifici unifamiliari o ancora sulle unità immobiliari indipendenti
  • interventi antisismici o di riduzione del rischio sismico, tra quelli che rientrano nel Sismabonus

Nel caso in cui la sostituzione dei condizionatori non fosse associata a nessun intervento trainante del Superbonus 110%, allora si potrà sfruttare la detrazione al 65% per chi acquista un condizionatore a pompa di calore ad alta efficienza energetica per la sostituzione di uno di classe inferiore.

Sistemi di climatizzazione: quali possono essere installati?

Tra gli interventi agevolabili rientranti nel Superbonus 110% acquisto e montaggio dei condizionatori non sono previsti ma neanche esclusi.

La normativa non fa esplicito riferimento ai condizionatori, né includendoli né escludendoli. Si può dedurre che se vengono rispettati i requisiti previsti dal D. Lgs. 192/05, come modificato dal D. Lgs. 48/2020 per la definizione di ‘impianti di riscaldamento’, la sostituzione di climatizzatori possa rientrare nel Superbonus al 110% come intervento trainato.

In base al D.lgs. 48/2020, gli impianti di riscaldamento o impianti di climatizzazione invernale, sono il “complesso di tutti i componenti necessari a un sistema di trattamento dell’aria, attraverso il quale la temperatura è controllata o può essere aumentata”.

In base alle definizioni del D.lgs. 48/2020, gli impianti di riscaldamento o di climatizzazione invernale, rientrano negli impianti termici.

Il Decreto definisce l’impianto termico come un “impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate”.

I sistemi di climatizzazione possono essere considerati come parte degli interventi per l’aumento dell’efficienza energetica dello stabile.

Scegliendo un climatizzatore a basso consumo energetico, avente almeno classe A+, quest’ultimo potrà essere utilizzato come sistema di raffreddamento o di riscaldamento a costo zero e quindi il contribuente potrà fruire del Bonus.

L’ENEA avrà il compito di protocollare ed accettare le richieste di detrazioni fiscali.

I sistemi di climatizzazione devono essere fissi e funzionanti, oppure riattivabili con un intervento di manutenzione, anche straordinaria.

I documenti necessari per aderire alla detrazione fiscale

Per poter richiedere la detrazione del bonus al 110% occorre rispettare i requisiti previsti dalla legge e conservare e consegnare tutta la documentazione al momento della dichiarazione dei redditi.

E’ fondamentale conservare i seguenti documenti:

  • ricevuta del bonifico, che attesti il pagamento del condizionatore
  • ricevuta di avvenuta transazione, per i pagamenti effettuati con carta di credito o di debito documentazione di addebito sul conto corrente
  • fatture di acquisto, che riportino la natura, la qualità e la quantità di prodotto e servizi che sono stati acquisiti.

Hai intenzione di installare un sistema di climatizzazione approfittando del Superbonus 110%? CONTATTACI

Carta da parati soggiorno: guida alla scelta giusta

Carta da parati soggiorno: guida alla scelta giusta

Oggi la carta da parati è tornata nuovamente in auge, ma non è sempre facile scegliere quella giusta in base al proprio stile ed alle proprie esigenze. Come scegliere quella giusta?

Carta da parati, un valido elemento di design

La carta da parati può trasformare qualsiasi stanza. Grazie ai motivi, ai colori ed alle texture sulle pareti ha il potere di cambiarne l’aspetto e l’atmosfera.

Può essere un elemento di design di grande impatto in qualsiasi stanza. Per questo motivo vale la pena prenderla in considerazione anche per le pareti del soggiorno. Bisogna considerare molti fattori: il soggiorno è probabilmente il luogo più importante di tutta la casa. E’ il luogo in cui ci si rilassa, ci si diverte con tutta la famiglia, ma è anche la stanza dove gli ospiti vengono accolti.

La carta da parati deve donare calore, profondità e consistenza a questo spazio multifunzione. Con un po’ di fantasia e di creatività, potrai rendere la stanza unica e creare vari ambienti.

Stai pensando ad una soluzione che dia personalità alle pareti ed hai bisogno di alcuni consigli che ti rassicurino? Ecco alcuni suggerimenti che ti aiuteranno a scegliere la carta da parati giusta per il soggiorno.

  1. Coordina la carta da parati con le altre texture. Scegli sempre la carta da parati in relazione agli altri materiali ed all’atmosfera dell’ambiente. Puoi effettivamente usare questo elemento di design per dare al soggiorno l’atmosfera desiderata coordinandola con gli altri materiali presenti.

Pensa bene allo stile della stanza che stai per arredare:

  • se è romantico, opta per dei motivi delicati e floreali, con linee sottili in colori tenui e pastello
  • se è informale, le finiture finte che ricreano lo stucco sono soluzioni semplici e di effetto
  • se è contemporaneo/moderno, prendi in considerazione le geometrie con accenti lucidi e metallici. Quest’anno sono di tendenza anche i grandi fiori stampati
  • se lo stile è tradizionale, puoi scegliere stampe damascate oppure le strisce, che si coordinano perfettamente con gli arredi e le decorazioni tradizionali

2. Pensa a come userai la carta da parati. Una volta considerato materiali e stile della stanza, dovrai pensare a come verrà usata la carta. Hai due soluzioni:

  • Copri tutte e quattro le pareti. Un classico, per un look fresco e contemporaneo. Motivi semplici e sobri non stravolgeranno il soggiorno, ma aggiungeranno un tocco di tendenza.
  • Caratterizza solo una parete. Scegli un motivo forte e caratterizzante per evidenziare un’area della stanza, come ad esempio l’angolo del divano. I disegni con un pizzico di metallico daranno un tocco di classe e di glamour alla stanza.

3. Scegli colori caldi, come il beige, il giallo caldo e l’ambra tenue. Sono tonalità ideali se desideri uno spazio da vivere in assoluta tranquillità.

Se invece hai spesso ospiti ed hai bisogno di un qualcosa che ravvivi la stanza, prova tonalità più accese come l’arancione o il blu cobalto.

La carta da parati non ha bisogno per forza di motivi per essere perfetta per il tuo soggiorno. Puoi optare anche per una semplice carta da parati a tinta unita che regali colore e consistenza alla tua stanza. Essa è una valida alternativa alla pittura, la quale tende a mostrare lo sporco più facilmente.

Un consiglio importante è quello di appuntare i campioni dei colori o dei motivi che hai scelto sul muro o sui muri che hai intenzione di tappezzare, così potrai vedere se effettivamente vanno bene.

4. Scegli motivi disegnati proporzionali alla grandezza del soggiorno. Quando scegli una carta con dei motivi disegnati, rifletti sulla dimensione della stanza in relazione alla scala del disegno.

Una stampa molto grande si accorda male in un soggiorno piccolo, perché sovrasta ogni cosa. Invece disegni piccoli e dettagliati si perdono in spazi molto ampi.

In relazione alla grandezza del soggiorno puoi scegliere la carta da parati con motivi stampati.

5. Scegli il materiale più adatto allo stile della tua abitazione, come:

  • Carta da parati in cellulosa naturale, fibra molto resistente e che dura nel tempo. Particolarmente adatta per gli amanti delle soluzioni green, visto che non è plastificata. La fibra naturale deriva dalla lavorazione del legno e viene poi colorata a tinta unita o a fantasie.
  • Carta da parati in tessuto non tessuto, particolarmente apprezzata da coloro che desiderano ricreare sulle pareti l’aspetto del tessuto, senza spendere cifre che il vero tessuto richiederebbe. E’ più resistente del tessuto ed è composta da uno strato in fibre tessili, come cotone, lino o seta e da uno strato in fibre sintetiche.

Questo tipo di carta è indicata soprattutto nei soggiorni umidi perché la sua struttura consente di traspirare alle pareti, prevenendo la formazione della muffa. E’ lavabile con acqua e sapone ed è resistente alle alte temperature.

  • Carta da parati vinilica, oltre a garantire una lunga durata nel tempo, è ignifuga, assolutamente inodore, si applica e si rimuove molto facilmente ed è lavabile.

La composizione di questo tipo di carta vede l’utilizzo di uno strato di tessuto non tessuto e di uno strato di vinile. Viene utilizzata per gli effetti materici, ovvero per ricreare la sensazione della superficie naturale del legno, la ruvidezza della pietra o la lucentezza del marmo.

Hai deciso di fare un restyling al tuo soggiorno con la carta da parati? CONTATTACI.

Come eliminare le barriere architettoniche in casa

Le barriere architettoniche rappresentano uno dei più rilevanti ostacoli all’integrazione. Molte persone diversamente abili, infatti, hanno difficoltà non solo a spostarsi nei luoghi pubblici ma anche all’interno di casa propria.

In questa breve guida scopriremo come eliminare le barriere architettoniche in casa, permettendo così anche a tutti di fruire dei diversi ambienti domestici senza problemi e di godersi la propria abitazione con tutti i comfort.

Una casa a misura d’uomo

Spesso quando si acquista casa o la si ristruttura, si lavora per progettare gli spazi a seconda delle proprie necessità. Per esempio, chi è in attesa di un figlio deve ripensare la propria casa tenendo presente che tra poco ci sarà un piccolo esploratore, che avrà bisogno non solo di ambienti dedicati a lui, ma anche di potersi spostare tra le varie stanze della casa in totale sicurezza.

Se quando arriva un bebè si progettano specifici lavori in casa, allo stesso modo quando vi abita una persona diversamente abile diventa fondamentale assicurarle la massima fruibilità degli ambienti domestici.

Come eliminare le barriere architettoniche in casa significa quindi innanzitutto ripensare gli spazi partendo non dalla casa stessa e dai suoi elementi, ma dalle persone che la vivono.

Tale approccio “abitante-centrico” costituisce una premessa indispensabile per poter sviluppare soluzioni efficaci, funzionali ma al tempo stesso appaganti anche dal punto di vista estetico.

Vediamo allora come eliminare le barriere architettoniche in casa stanza per stanza.

Come eliminare le barriere architettoniche in casa: il bagno

Il bagno rappresenta una delle stanze più importanti della casa e, proprio per questo, deve essere accessibile con la massima praticità.

Per agevolare gli spostamenti in bagno di una persona diversamente abile, è opportuno, metro alla mano, effettuare misure molto precise. Per esempio, bisogna calcolare molto attentamente gli spazi tra i servizi igienici (WC e bidet) in modo da assicurare la migliore facilità di spostamento dall’uno all’altro.

Molto importanti sono anche gli spazi di accostamento alla vasca e, frontalmente, al lavabo. Quest’ultimo, inoltre, deve essere sprovvisto di colonna, così come accanto al WC è necessario installare un maniglione per agevolare gli spostamenti.

La doccia deve essere strutturata a pavimento, includere un rubinetto “a telefono” e un sedile ribaltabile. Se chi abita nella casa si sposta su una sedia a rotelle, poi, bisogna considerare di installare corrimano e maniglioni delle misure adatte.

È importante sottolineare, infine, che nel caso si effettui una ristrutturazione del bagno per permettere a una persona diversamente abile di fruirne senza difficoltà è possibile sacrificare il bidet per consentire un migliore utilizzo del WC e della doccia.

Come eliminare le barriere architettoniche in casa: la cucina

Un altro ambiente cruciale dal punto di vista delle barriere architettoniche è la cucina.

Se ci si accinge a iniziare un intervento di ristrutturazione cucina adattandola alle necessità di persone diversamente abili, occorre prestare molta attenzione ad altezze e spazi e prevedere anche specifici elementi d’arredo.

Per esempio, i piani devono essere liberi nella parte inferiore, così da garantire alle persone con ridotta capacità motoria la massima libertà di movimento.

Inoltre è necessario strutturare la cucina con una continuità tra piano di lavoro, piano cottura e lavandino: in questo modo, infatti, è possibile spostare facilmente anche le pentole calde, riducendo il rischio che possano cadere.

Anche la scelta del modello della cucina è molto importante: occorre infatti orientarsi su cucine che siano provviste di cestelli estraibili, che abbiano pensili scorrevoli in senso verticale, mobili con spigoli arrotondati e piani di lavoro che possano essere regolati in altezza.

Come eliminare le barriere architettoniche in casa: soggiorno e zona notte

Il bagno e la cucina sono le due stanze della casa che, più delle altre, devono essere progettate con molta attenzione per poter essere facilmente fruibili dalle persone diversamente abili.

Sebbene per gli altri ambienti della casa le modifiche da effettuare siano di minore rilevanza, è bene verificare che anche nel soggiorno e nella zona notte non vi siano ostacoli che impediscano il movimento, anche in minima parte.

Per esempio, in alcune abitazioni il soggiorno è leggermente abbassato rispetto all’ingresso e, per accedervi, è necessario scendere qualche gradino; in questo caso, occorre prevedere una pedana e un corrimano, così che, eventualmente, sia possibile entrare in soggiorno anche con la sedia a rotelle.

Anche l’accesso alla zona notte (che spesso, nelle case a due piani, si trova nella parte superiore), deve essere facilitato al massimo. In questo caso, può essere opportuno installare un montacarichi o un ascensore, eliminando così il problema delle scale.

In ogni caso, quando ci si chiede: “come eliminare le barriere architettoniche in casa?” è opportuno anche tenere presente la disposizione dei mobili nelle diverse stanze, in modo che non rappresentino mai un intralcio, oltre che effettuare specifiche modifiche architettoniche ove necessario.

Come eliminare le barriere architettoniche in casa: le agevolazioni fiscali

Eliminare le barriere architettoniche in casa può rappresentare una voce di spesa importante.

La buona notizia è che, secondo la legge n°13/89, per effettuare interventi di questo tipo è possibile usufruire di apposite agevolazioni fiscali.

Per esempio, per l’installazione di mezzi che aiutano il movimento delle persone diversamente abili tra le mura domestiche, è prevista l’IVA agevolata al 4%.

Inoltre, per gli interventi di ristrutturazione volti all’eliminazione delle barriere architettoniche è possibile accedere alla detrazione Irpef del 50%, valida fino al 31 dicembre 2021, per un tetto massimo di spesa pari a 96.000 euro.

Infine, secondo la legge di Bilancio 2021, i lavori per l’eliminazione delle barriere architettoniche rientrano tra gli interventi per i quali si può godere del Superbonus 110%.

https://www.ristrutturainterni.com/guida-alla-scelta-delle-piastrelle-per-il-bagno-grandi-lastre

Piastrelle per rivestimenti casa: guida alla scelta

Le piastrelle sono una delle soluzioni più diffuse ed utilizzate per i rivestimenti casa. Robuste e durevoli, donano alla tua abitazione un aspetto di classe.

Di facile manutenzione e pulizia, sono disponibili in un’enorme varietà di colori e disegni che si integrano facilmente con l’arredamento. Non tutte le piastrelle però sono adatte ad ogni spazio.

Le tipologie di piastrelle per rivestimenti casa

Esistono varie tipologie di piastrelle adatte ad ogni spazio della tua abitazione. Vediamo insieme caratteristiche e vantaggi delle stesse.

  • Piastrelle di ceramica.

Possono essere sia smaltate che non. Le prime, disponibili in commercio sia semplici sia decorate, sono adatte a pavimenti e pareti.

  • Piastrelle di cemento.

Robuste e resistenti, sono indicate per vialetti e pavimenti esterni. Non hanno una finitura liscia ma offrono una buona presa anche quando sono bagnate.

  • Piastrelle di terracotta.

Realizzate con argilla naturale, sono estremamente durevoli e resistenti all’acqua. Sono adatte sia per essere utilizzate sui pavimenti sia sulle pareti ma generalmente vengono preferite nel soggiorno.

  • Piastrelle a mosaico.

Piccole piastrelle fatte di porcellana, pietra naturale, vetro o ceramica. Si trovano in commercio sia smaltate che non smaltate e sono un’eccellente soluzione se vuoi dare un tocco di colore ad una stanza senza creare confusione né dissonanze. Solitamente vengono utilizzate per rivestire cucine e bagni.

  • Piastrelle in pietra naturale.

Realizzate in granito o marmo, possono essere impiegati nel soggiorno ma anche sui piani di lavoro della cucina e nei bagni dove regalano un’atmosfera di lusso e ricercatezza. Durezza e resistenza dipendono dal tipo di pietra utilizzata.

  • Piastrelle vetrificate.

Vengono lavorate in modo tale da essere durevoli e resistenti a graffi, a macchie e all’ acido. Sono relativamente economiche e disponibili in un’ampia varietà di colori. Possono essere utilizzate praticamente in qualsiasi stanza.

  • Piastrelle di cava.

Piastrelle non smaltate che si caratterizzano per un’estrema robustezza. Possono essere utilizzate sia all’interno che all’esterno.

Rappresentano una tra le migliori scelte per i pavimenti e sono per lo più preferite nelle cucine.

In base a quali criteri vanno scelte le piastrelle rivestimenti casa?

Una delle caratteristiche più importanti a cui prestare attenzione nel momento della scelta delle piastrelle per rivestimenti casa è la durezza. Quest’ultima misura la capacità del materiale di resistere all’usura, al calpestìo ed ai graffi.

Sulla base della scala di durezza si possono selezionare i prodotti più adatti alle funzioni degli ambienti.

  • Classe I: nessun traffico pedonale. Sono le piastrelle più appropriate per essere applicate a parete.
  • Classe II: traffico leggero oppure impiegate sulle pareti interne. Sono preferibili in zone dove c’è poco calpestio, possibilmente senza scarpe, ad esempio bagno, camera da letto senza accesso all’esterno.
  • Classe III: ideali a spazi con un normale traffico pedonale e con piccole quantità di sporco che potrebbe graffiarle. Sono indicate per tutte le stanze della casa, tranne le cucine, gli ingressi ed altre aree ad alto traffico pedonale.
  • Classe IV: traffico pedonale notevole. Sono le migliori piastrelle per pavimenti da utilizzare, in quanto combinano perfettamente bellezza e funzionalità.
  • Classe V: traffico pedonale molto pesante, con presenza di sporco che può graffiarle. Sono adatte soprattutto negli spazi commerciali.

Un’altra caratteristica della quale tener conto è la porosità. Essa impatta sulla quantità di acqua che la piastrella può assorbire.

Se hai intenzione di utilizzare una piastrella in un’area soggetta ad umidità, come ad esempio in bagno, in cucina o in una zona lavanderia, fai molta attenzione a questo fattore.  In questi ambienti è sconsigliato l’utilizzo di piastrelle con un assorbimento d’acqua superiore al 7%.

Sono consigliabili materiali di rivestimento con assorbimento pari allo 0,5% o inferiore.

Un materiale resistente all’umidità è la porcellana, più durevole della ceramica e disponibile in commercio in tanti colori e texture.

Piastrelle: come sceglierle in base agli spazi disponibili?

Le piastrelle di ceramica sono la scelta ideale per i rivestimenti bagni. Sono indicate per le pareti ma non per il pavimento perché c’è il rischio di scivolare.

Per il pavimento bagno sono indicate piastrelle realizzate con pietre naturali come il granito, l’arenaria o l’ardesia perchè quando sono bagnate offrono una migliore presa.

Se in casa ci sono bambini o anziani è molto importante usare piastrelle antiscivolo.

Per il soggiorno puoi optare per piastrelle sia in ceramica che in pietra naturale. Sono di tendenza terracotta, marmo e piastrelle in porcellana.

Il marmo strutturato è più adatto per un soggiorno grande e spazioso. Un piccolo soggiorno può essere decorato con piastrelle di terracotta. In questo modo potrai dare carattere e calore alla stanza.

Le piastrelle in porcellana danno un tocco chic all’ambiente principale della casa. Oggi le piastrelle replicano l’aspetto caldo del legno o della pietra naturale.  Puoi godere dei vantaggi delle piastrelle unitamente all’aspetto di altri materiali “nobili”.

Se vivi in clima caldo, avere il pavimento realizzato con le piastrelle nel soggiorno contribuisce a rendere più fresca la stanza.

Altri vantaggi offerti dalle piastrelle sul pavimento del soggiorno sono la longevità, la facilità di pulizia e praticamente zero manutenzione, a differenza di altri materiali come il legno naturale o la pietra.

Il grès porcellanato è anche eco-friendly e si tratta di un materiale anallergico.

Se hai un open space ed il soggiorno si unisce alla sala da pranzo e alla cucina, puoi creare un bel pavimento di piastrelle che scorre senza soluzione di continuità su tutto lo spazio.

In cucina è consigliato impiegare piastrelle di ceramica. Robuste e disponibili in una grande varietà di colori e modelli. Sono resistenti ai graffi, visto che le cucine sono considerate aree ad alto traffico.

Il grès porcellanato è la scelta perfetta per la pavimentazione di una cucina moderna, è versatile ed è molto facile da pulire.

In camera invece puoi optare per piastrelle di ceramica effetto legno. Sono resistenti ai graffi ed all’umidità. Diversi brand realizzano prodotti che ricreano magistralmente quasi tutte le specie di legno con le sue venature.

Hai paura che questo tipo di piastrelle siano fredde al tatto? Puoi risolvere il problema posizionando sotto il pavimento il riscaldamento radiante.

Hai intenzione di cambiare il rivestimento casa? CONTATTACI e ti seguiremo passo dopo passo per effettuare la scelta giusta.