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Ristrutturazione Casa

Controsoffitto in cartongesso Milano

Controsoffitto in casa, quali vantaggi offre?

Vuoi ristrutturare casa rendendola più moderna? I controsoffitti in cartongesso rappresentano una soluzione molto interessante: permettono di ottenere importanti vantaggi e di creare un ambiente moderno e sofisticato. Scopriamone di più.

I vantaggi offerti dal controsoffitto in casa

I controsoffitti prevedono una struttura realizzata con un telaio metallico e lastre di cartongesso. Possono essere utilizzati per creare effetti caratteristici anche di tipo ondulato.

E’ necessario prima creare una struttura metallica, all’interno della quale è possibile inserire lana di vetro o lana roccia. Si tratta di materiali aventi un elevato potere isolante e di conseguenza si ottiene un isolamento termico ed acustico. Nel caso in cui non ci fosse sufficiente spazio per realizzare l’intercapedine, si possono utilizzare pannelli di cartongesso isolanti.

Questi accorgimenti migliorano il comfort abitativo: si ottiene un risparmio economico sul costo dell’energia per il riscaldamento, dovuto anche alla riduzione della cubatura interna dell’ambiente e si evita di sentire i rumori che provengono dal piano superiore. (ad esempio la voce dei vicino o il calpestìo).

I controsoffitti possono essere realizzati per nascondere i fili degli impianti elettrici come nel caso in cui in un immobile sia stato necessario realizzare un nuovo impianto, con l’uso di questa tecnica una parte dei cavi può essere nascosta senza dover realizzare opere murarie. Si possono inoltre nascondere impianti di climatizzazione.

Questa soluzione è ormai molto richiesta perché offre diversi vantaggi, quali:

  • Isolare l’ambiente. Il controsoffitto riesce ad isolare sia termicamente sia acusticamente la stanza in cui viene applicato, grazie al materiale coibente presente nell’intercapedine. Esso attutirà i rumori e ridurrà la dispersione di calore tra un piano e l’altro, preservando sia il silenzio che il calore di ogni ambiente.
  • Nascondere gli impianti. Ciò permetterà anche di intervenire sui fili, sulle tubature e sugli impianti di condizionamento, senza coinvolgere i muri di casa in caso di guasti o di rifacimento di impianto elettrico.
  • Rinnovare l’aspetto degli ambienti. Per rifinire l’atmosfera e l’architettura della propria casa, si sceglie di integrare il sistema d’illuminazione nella controsoffittatura, installando controsoffitti con faretti a led direttamente nella struttura. Essi creano dei giochi di illuminazione particolari.
  • Nascondere anche altri difetti che nel tempo si sono presentati, come ad esempio macchie o altri piccoli segni.

I controsoffitti, oltre ai vantaggi sopracitati, presentano però anche degli svantaggi, quali:

  • Riduzione dell’altezza. Prima di procedere con i lavori di installazione di un controsoffitto, devi analizzare bene la situazione degli spazi calcolando attentamente le misure degli ambienti. Questa struttura potrebbe presentarsi come un’arma a doppio taglio poiché può essere adatto in alcune circostanze ma controproducente in altre. Le altezze minime da rispettare sono: 2,70 m per gli ambienti abitabili e 2,40 m per corridoio e disimpegno.
  • Riduzione dell’areazione all’interno del locale. Un soffitto troppo basso riduce l’areazione all’interno del locale con conseguenti problemi igienici.

Le diverse tipologie di controsoffitti in cartongesso

Per la realizzazione del controsoffitto bisogna prevedere l’utilizzo di cartongesso di altissima qualità. In base alla destinazione d’uso si può scegliere il materiale ed il tipo di cartongesso:

  • controsoffitti continui con classiche lastre in gesso rivestite da cartone per gli appartamenti
  • controsoffitti modulari in caso di ristrutturazioni commerciali. Essi offrono una maggiore comodità e soprattutto sono resistenti al fuoco
  • lastre di gesso rivestite di apposito cartone idrorepellente in caso di utilizzo in esterno o in presenza di molta umidità
  • cartongesso termoacustico per esigenze di minimizzazione del rumore da “calpestio” proveniente dal piano superiore. Viene realizzato con un tappetino isolante, al quale vengono aggiunti eventualmente pannelli di lana di vetro o lana di roccia, oppure lastre in cartongesso con polistirolo.

I controsoffitti in cartongesso possono essere in aderenza, sospesi o autoportanti.

Il primo è costituito da una struttura metallica, fissata alla soletta mediante appositi ganci su cui si poggiano le lastre; la soluzione sospesa consiste in un sistema di elementi di pendici in acciaio che partono dal solaio del piano superiore e reggono l’orditura metallica.

I controsoffitti autoportanti hanno invece un’anima metallica che non si poggia al soffitto, ma alle pareti perimetrali.

La sottostruttura può essere a vista, nascosta o seminascosta: dipende dai giunti di connessione e dalla natura dei controsoffitti, i quali possono essere:

  • chiusi,
  • aperti,
  • non ispezionabili, possiedono guide nascoste e fughe tra giunti che ne impediscono l’ ispezionabilità
  • ispezionabili con profili a T rovesciata, sui quali si poggiano pannelli modulari smontabili e con botole di ispezione. Quest’ultime rendono ideale la presenza degli impianti.

I controsoffitti possono essere realizzati in cartongesso. Con questo materiale è possibile realizzare strutture sospese ed ispezionabili che ben distribuiscono luce ed isolano acusticamente e termicamente.

La realizzazione è semplice ed efficace e può essere portata a termine tramite strutture metalliche a vista oppure nascoste.

I profili in lamiera per la sospensione sono adattabili ad ogni tipo di pannello, sono a “T” (ma anche ad L, C e per vallette ad F) con montaggio a sormonto e con elevata resistenza a trazione e antisismici.

I controsoffitti in legno sono composti da una struttura portante fissata alle pareti ed al soffitto. I pannelli in legno, una volta ancorati alla struttura,  vengono prima fissati su orditure non più visibili.

Nel caso di doghe, esse vengono fissate alla struttura portante tramite un sistema a scatto che le rende facilmente rimovibili in caso di bisogno.

I controsoffitti in legno possono essere sia ispezionabili sia non ispezionabili, a seconda della natura rimovibile o meno dei pannelli).

Oltre al fattore estetico, le strutture in legno sono particolarmente adatte per ospitare impianti di illuminazione, climatizzazione e filodiffusione.  Hanno inoltre una grande dote di isolante acustico, soprattutto se integrato ad altri materiali come il polistirene, la lana di canapa.

I controsoffitti devono rispettare i Requisiti Marcatura CE (regolati dalla UNI EN 13964:2007) riguardo la sicurezza in caso di incendio, la resistenza statica e dimensionale (capacità portante e resistenza a flessione), l’acustica (isolamento e assorbimento acustico), l’isolamento termico e la sicurezza igienica ed ambiente (assenza rilascio di formaldeide e/o altre sostanze pericolose, assenza rilascio amianto).

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Una casa più sicura grazie alla domotica

Negli ultimi anni, la domotica è stata la grande protagonista per tutto ciò che riguardava la casa: la possibilità di avvalersi di tecnologie all’avanguardia per migliorare il comfort abitativo e implementare l’efficienza energetica, infatti, hanno permesso alle soluzioni di domotica di diventare alla portata di tutti e sono sempre più numerose le abitazioni – soprattutto se nuove o ristrutturate – in cui sono presenti dispositivi smart volti a incrementare le diverse funzionalità domestiche.

Uno degli ambiti in cui le tecnologie domotiche sono più richieste è la sicurezza.

Ma una casa più sicura grazie alla domotica è davvero possibile? Scopriamone di più.

Una casa più sicura grazie alla domotica: la differenza tra security e safety

Il termine “sicurezza” ha un significato molto ampio; in riferimento al contesto domestico, la sicurezza si divide in due principali ramificazioni:

  • La security, che include, per esempio, i sistemi di allarme tra cui antifurti e dispositivi antiaggressione;
  • La safety, che si riferisce invece a possibili eventi dannosi come incendi, fughe di gas o allagamenti

In entrambi i casi, la domotica può rappresentare un prezioso aiuto.

Per quanto riguarda la protezione della casa nei confronti dell’intrusione di terzi, per esempio, sistemi come lo spegnimento o l’accensione automatica delle luci, la chiusura delle tapparelle e l’attivazione dell’antifurto possono fare la differenza.

Poniamo il caso che vi assentiate per trascorrere la serata fuori e, quantunque abbiate avuto riguardo di chiudere a chiave la porta di ingresso, inevitabilmente lasciate la vostra casa incustodita: un’occasione d’oro per eventuali ladri che si aggirano nelle vicinanze.

Tuttavia, se a una certa ora programmate l’accensione delle luci esterne, i potenziali intrusi potrebbero essere messi in allarme, poiché l’attivazione dell’impianto di illuminazione potrebbe far supporre la presenza dei padroni di casa.

E se proprio i ladri tentano di entrare, troveranno comunque una casa più sicura grazie alla domotica, perché avrete senz’altro attivato il sistema di allarme prima di uscire.

Una casa più sicura grazie alla domotica: l’impianto di sicurezza antintrusione

Come abbiamo visto, la domotica è un valido ausilio contro le intrusioni indesiderate.

Nello specifico, un impianto di sicurezza antintrusione può essere sia interno che esterno.

Per quanto riguarda l’impianto di antintrusione interno, può essere:

  • Perimetrale, declinandosi in strumenti come contatti magnetici o a filo, barriere a infrarossi o sensori che segnalano eventuali tentativi di rompere i vetri;
  • Volumetrico interno, di cui fanno parte, per esempio, rilevatori a infrarossi.

L’impianto antintrusione esterno può invece includere:

  • Barriere che funzionano con raggi infrarossi o microonde da collocare sui muri di recinzione;
  • Cavi interrati da installare in giardino che circondano l’abitazione (può trattarsi anche di un condominio, purché abbia uno spazio esterno all’interno del quale effettuare il lavoro.

Esistono poi sistemi domotici per la segnalazione remota, che si avvalgono di combinatori telefonici i quali, a propria volta, funzionano appoggiandosi a linee telefoniche fisse o mobili oppure a ponti radio.

Una casa più sicura grazie alla domotica: l’importanza della centrale di controllo

Per avere una casa più sicura grazie alla domotica, è necessario che i vari sistemi integrati riescano a “parlarsi” correttamente.

A tale proposito, è da sottolineare il ruolo fondamentale giocato dalla centrale di controllo, che costituisce il fulcro di un sistema di sicurezza domestica basato sulla domotica.

La centrale di controllo, infatti, riceve tutti i segnali che provengono dai vari sensori e permette di regolare questi ultimi a seconda delle proprie esigenze.

Per esempio, se il sensore rileva un tentativo di manomissione, l’input viene immediatamente comunicato alla centrale di controllo, che non solo registra l’evento – grazie alla memoria interna di cui è dotata – ma provvede anche ad attivare il sistema d’allarme, segnalando l’accaduto ai proprietari, che possono così avvertire tempestivamente le forze dell’ordine.

Come accennavamo, inoltre, la centrale di controllo può essere programmata in base alle proprie necessità, per esempio attivando i sensori solo in determinate aree dell’abitazione.

Una casa più sicura grazie alla domotica: l’impianto televisivo a circuito chiuso

Dei sistemi di sicurezza legati alla domotica fanno parte anche gli impianti TVCC, che permettono di registrare, attraverso l’installazione di apposite telecamere, i diversi movimenti all’interno o all’esterno della casa, in modo che, qualora dovesse verificarsi un’intrusione indesiderata, esisterebbe un’inconfutabile prova video.

Per garantire maggiore privacy, è possibile attivare l’impianto anche solo quando ci si assenta da casa.

Una casa più sicura grazie alla domotica: la sicurezza ambientale

Come abbiamo visto, per sicurezza domestica non si intende solo la security, cioè l’insieme dei sistemi e delle tecnologie antintrusione, antifurto e antiaggressione, ma anche la safety, ossia tutto ciò che concerne eventuali danni che non dipendono da un’azione esterna, come per esempio le fughe accidentali di gas.

In questo caso, la domotica può essere d’aiuto perché, attraverso l’attivazione di specifici sensori, è possibile rilevare eventuali anomalie in tempo per intervenire con tempestività e scongiurare possibili danni alla casa.

In caso di perdite di acqua o gas, inoltre, i sistemi domotici permettono di interrompere automaticamente l’erogazione attraverso la chiusura delle apposite elettrovalvole.

Le caratteristiche di un caminetto finto

Caminetto finto, un importante elemento decorativo

Abiti in una casa piccola e non hai né lo spazio né la voglia di eseguire opere edilizie per installare una canna fumaria? I camini finti sono la soluzione ideale in questi casi.

Quali sono le caratteristiche di un caminetto finto?

Un caminetto finto ha lo stesso design e la stessa funzionalità del camino tradizionale. Ma, a differenza di quest’ultimo, presenta caratteristiche vantaggiose, quali:

  • nessuna installazione di canna fumaria
  • combustione alternativa
  • elevate capacità di riscaldamento e diffusione del calore
  • nessun intervento edilizio o modifica in casa
  • facile installazione

I camini finti vengono utilizzati per nascondere o coprire piccole nicchie, fori, alterazioni delle pareti, impianti di antenna. Ma anche come elemento decorativo.
Possono essere realizzati con uno spessore di profondità e di altezza variabile in base alle esigenze ed ai gusti degli utenti.
In base allo spazio di collocazione ed alla sua funzione, il camino finto può essere dotato di una griglia che permetta la fuoriuscita del calore.

LEGGI ANCHE: I migliori sistemi di riscaldamento casa

Caminetto finto: quali sono le tipologie più diffuse?

Esistono numerose soluzioni di camini finti, tra cui:

  • camino finto elettrico
  • camino finto a gas
  • camino finto a bioetanolo

Tutte le tipologie di camino finto garantiscono un’ integrazione perfetta con l’impianto di riscaldamento già esistente. Come già anticipato, essi possono anche fungere semplicemente da elemento decorativo.
La struttura dei camini finti presenta un’apertura che permette un facile smontaggio durante la fase sia di pulitura sia di manutenzione.

Il camino finto a bioetanolo è la soluzione migliore perché più pratica e di minore impatto ambientale. Ideata per coloro che desiderano avere un’elevata bellezza estetica ed un’ integrazione perfetta con altri sistemi di riscaldamento.
Questa tipologia di camino finto è in grado di diffondere il calore in maniera ottimale, soprattutto in ambienti piccoli. La distribuzione del calore dipende dalla capacità del bruciatore e dall’intensità della fiamma nella combustione.

Il camino finto elettrico è una soluzione vantaggiosa perché deve essere soltanto attaccato ad una presa elettrica. Il suo consumo varia in base alla potenza acquistata ed al tempo in cui si usufruisce del riscaldamento. La corrente elettrica ha un costo sensibilmente più elevato sia della legna che del pellet.
Tutte le tipologie di camini finti sono facilmente installabili sia in appartamento sia in condominio. Non necessitano di installazione di una canna fumaria e per questo motivo possono essere collocati dall’utente in qualsiasi angolo dell’abitazione.

Le tipologie ad incasso o quelle aventi una particolare struttura devono essere installate da un tecnico competente del settore.

Cornici per camini finti, un tocco di raffinatezza alla tua abitazione


Le cornici sono un vero e proprio elemento decorativo che non può mancare vicino al tuo camino finto.
In base allo stile della tua abitazione, puoi scegliere tra le seguenti tipologie di cornici:

  • effetto legno, la soluzione ideale se vuoi dare un tocco country o shabby chic alla tua abitazione. Avrai la possibilità di scegliere tra diverse sfumature cromatiche e venature. Inoltre possono essere inserite ovunque desideri.
  • Effetto pietra e cemento. Con questa tipologia di cornice potrai creare un ambiente di lusso seguendo uno stile classico, ma restando nell’eleganza e nella raffinatezza.
  • Effetto contemporaneo. Si tratta di cornici caratterizzate da linee essenziali ed eleganti che permettono un abbinamento con qualsiasi tipologia di arredo e di accessori.

Come costruire un caminetto finto in cartone

Sei un’amante di caminetti finti? Perché non crearne uno utilizzando cartoni resistenti o scatoloni di imballaggi?

Per creare un finto camino in cartone avrai bisogno del seguente materiale:

  • Cartoni
  • Scotch da imballaggio
  • Scotch normale
  • Carta per ricoprire il cartone (carta da parati)
  • Colla vinilica
  • Pennello
  • Forbici

Una volta preparato tutto il materiale necessario, puoi iniziare la creazione. In base allo spazio a disposizione, potrai scegliere le dimensioni degli scatoloni e seguire i seguenti step:

  • Fissa gli scatoloni utilizzando lo scotch da imballaggio
  • Fai aderire bene i vari pezzi in modo tale che sono ben saldi tra loro
  • Rivesti gli scatoloni con la carta da parati a tuo piacimento, cercando di creare un effetto realistico, tipico dei veri camini.
  • Incolla la carta da parati con la colla vinilica, sfruttando tutti gli angoli.
  • Controlla se la colla si è asciugata e procedi con le varie decorazioni sulla superficie. Puoi sbizzarrirti a tuo piacimento ed ecco che il tuo camino finto in cartone è pronto!

Idee per valorizzare il sottoscala

Il concetto di funzionalità, in architettura e design, è estremamente importante: l’ottimizzazione degli spazi, infatti, consente un migliore comfort abitativo, permette di sistemare con maggiore organizzazione gli oggetti in casa e ha anche un’indiscussa valenza estetica.

Se nella vostra abitazione è presente una scala, è possibile sfruttare lo spazio sottostante in molti modi originali.

Scopriamo allora alcune interessanti idee per valorizzare il sottoscala indipendentemente dal contesto d’arredo in cui è inserito.

Idee per valorizzare il sottoscala: la libreria

Tra le idee per valorizzare il sottoscala più gettonate, realizzare una libreria rappresenta senz’altro una scelta vincente dal punto di vista sia dell’estetica che della funzionalità.

Le opzioni possibili possono essere numerose, dall’installazione di semplici mensole alla creazione di una struttura più complessa, magari dotata anche di pannelli scorrevoli che possono chiudere spazi destinati all’archiviazione di altri oggetti, dal momento che di solito in questi casi si preferisce tenere i libri in bella mostra.

Idee per valorizzare il sottoscala: la credenza

Un’altra idea interessante per valorizzare il sottoscala consiste nell’adibirlo a credenza, una soluzione valida soprattutto se il sottoscala si affaccia sulla cucina.

Anche in questo caso, montare alcune mensole è un modo semplice e veloce per sistemare piatti e altri oggetti e utensili, senza sovraffollare la cucina ma al tempo stesso creando un angolo di grande carattere.

Idee per valorizzare il sottoscala in soggiorno

Se la parete del sottoscala fa parte del soggiorno, esistono molti modi per valorizzarlo.

Tra gli spunti più originali, per esempio, figura la possibilità di allestire la parete in questione in modo diverso rispetto alle altre della stanza, come può essere con un rivestimento in pietra o in mattoni.

Quanto a come impreziosirla, le opzioni sono molteplici: è possibile sistemarvi un mobile, montare delle mensole, creare un angolo dedicato al verde, appendervi dei quadri o, se la disposizione del soggiorno lo consente, la TV.

Idee per valorizzare il sottoscala trasformandolo in armadio

Diciamoci la verità: quante volte ci siamo detti che ci occorrerebbe più spazio di archiviazione in casa?

Il problema, per inciso, non riguarda soltanto le abitazioni di piccole dimensioni, ma anche quelle più spaziose, dove però, come in tutte le case, gli oggetti si accumulano nel corso degli anni e, di conseguenza, se non si desidera fare un bel repulisti e gettarne via un bel po’ – operazione non sempre facile, soprattutto se sono legati a cari ricordi – in breve tempo non ci sarà più un posto dove metterli.

E se anche gli armadi più grandi arrivano solo fino a un certo punto di capienza, una soluzione valida può essere sfruttare proprio il sottoscala allestendovi un armadio. Si tratta di un espediente particolarmente efficace soprattutto se il sottoscala si trova in ingresso: in questo caso, infatti, può fungere da armadio ma anche da comodo ripostiglio.

Idee per valorizzare il sottoscala: la cassettiera

Un’alternativa all’armadio per valorizzare il sottoscala consiste nel realizzarvi una cassettiera; in questo caso, il sottoscala, più che un armadio dove riporre i vestiti, può configurarsi come uno spazio di archiviazione per carte, documenti e altro materiale “da ufficio” che altrimenti non si saprebbe dove collocare.

Idee per valorizzare il sottoscala sistemando una scrivania

Nella vostra casa non c’è una stanza da adibire a studio? Niente paura: potreste sempre sistemare computer e scrivania nel sottoscala.

Un’idea non solo originale, ma molto funzionale, che permette di sfruttare questo spazio senza appesantirlo eccessivamente e, in più, donando all’ambiente carattere e personalità.

Idee per valorizzare il sottoscala chiuso

Abbiamo finora considerato idee per valorizzare il sottoscala aperto; ma che dire nel caso fosse chiuso? Anche in questo frangente, le soluzioni per creare una composizione d’arredo originale e funzionale non mancano: per esempio, potreste appendervi dei piatti, che offrono colore e brio all’ambiente, oppure sistemarvi comunque delle mensole, dove riporre libri, vasi e altri oggetti. Un altro spunto utile potrebbe essere appendervi dei quadri, anche di diverse dimensioni, tappeti o arazzi.

Idee per valorizzare il sottoscala: tante soluzioni di design per tutte le esigenze

Tra le idee per valorizzare il sottoscala non bisogna dimenticare le soluzioni di design, che possono andare dalla creazione di un angolo dedicato al verde e al relax proprio all’interno di questo spazio – per esempio allestendovi un piccolo giardino giapponese, un acquario oppure una piccola cascata – alla realizzazione di un bar domestico, completo di bancone e di mensole o sportelli per riporre i liquori o di una piccola sauna.

Altre idee originali consistono nel realizzare una cantina proprio nel sottoscala, dotata di diversi vani portabottiglie oppure nell’allestire in questo spazio una cuccia o comunque un rifugio simpatico e confortevole per i nostri amici a quattro zampe.

Cappotto termico: pro e contro

Il tema dell’efficienza energetica è molto sentito, in Italia come in molti altri Paesi. Non solo per una questione di riduzione dei consumi – quanto mai necessaria sia in termini di risparmio economico che di impatto ambientale – ma anche per migliorare il comfort abitativo.

Un buon isolamento di un edificio, infatti, è fondamentale per ridurre la dispersione di calore, un fenomeno che, se non si prendono i provvedimenti adeguati, comporta un aumento dei consumi per il riscaldamento, necessario per mantenere una temperatura gradevole in casa.

Il problema, comunque, si pone anche in estate, perché il caldo penetra tra le mura domestiche rendendo l’ambiente poco confortevole, a meno che non si utilizzi un condizionatore.

Per rispondere alla questione relativa al cappotto termico: pro e contro, occorre considerare che investire sull’isolamento della propria casa significa migliorare in generale il comfort abitativo.

Ecco allora tutto quello che c’è da sapere sul cappotto termico, dall’installazione ai vantaggi (ed eventuali svantaggi) di questo intervento.

Cappotto termico: pro e contro. Cos’è e come funziona il cappotto

Prima di capire quali siano i pro e i contro del cappotto termico, bisogna sapere in cosa consiste e come funziona.

Il cappotto termico è formato da una serie di pannelli prefabbricati che vengono applicati sulle pareti o sulla facciata di un edificio, a creare una sorta di guscio protettivo il cui obiettivo è migliorare l’efficienza energetica, riducendo la dispersione di calore e accrescendo anche l’isolamento acustico.

Nonostante si senta parlare di cappotto termico solo relativamente da pochi anni – complici anche i diversi incentivi statali promossi in proposito – si tratta di una tecnologia edilizia che esiste da almeno 50 anni e che in alcuni Paesi (per esempio quelli del Nord Europa) era già ampiamente diffusa prima che prendesse piede anche in Italia.

Il cappotto termico può essere applicato esternamente o internamente. Nel primo caso, i pannelli vengono installati sulla facciata dell’immobile, garantendo buoni risultati in termini di isolamento termico, ma presentando in media costi più elevati e tempi più lunghi per la manodopera. Per eseguire questi lavori si possono noleggiare piattaforme aree

Per quanto riguarda sempre il cappotto termico esterno, l’applicazione segue solitamente un iter ben preciso, che si articola in questo modo:

  • Un primo strato adesivo di materiale da coibentazione viene applicato direttamente sulla facciata del fabbricato;
  • In seguito viene montato il pannello isolante che può essere costituito da materiali sintetici (per esempio PVC) o naturali, come lana di roccia o sughero;
  • Viene sistemato un primo strato di rivestimento;
  • Un secondo rinforzo di isolamento, più sottile, viene posto sopra il primo;
  • Viene applicato il rivestimento finale.

Un aspetto importante è di natura estetica: occorre infatti sapere che, una volta terminati i lavori, l’aspetto esteriore dell’edificio rimane identico a prima e che il cappotto termico sarà praticamente invisibile.

Cappotto termico: pro e contro. I costi

Una voce che sicuramente interessa tutti coloro che vorrebbero effettuare un intervento di applicazione del cappotto termico è quella relativa alla spesa. Tuttavia, è importante sottolineare che i costi dipendono molto dal tipo di materiale isolante prescelto.

Ponendo di dover ricoprire una superficie di 100 mq, si va dai 50 euro circa al mq (inclusa la manodopera) per il sughero o la fibra di legno ai 70-80 euro per la lana di vetro o la lana di roccia. Considerando la metratura presa in esame, quindi, la spesa per i lavori si attesterebbe in un range compreso tra i 4.000 e gli 8.000 euro.

Nel caso, invece, si opti per il cappotto termico interno, l’applicazione è più veloce, perché occorre meno materiale isolante, dal momento che lo strato che viene applicato sulle pareti interne è più sottile e ciò significa costi inferiori e tempistiche molto più breve per il lavoro. Per contro, in confronto al cappotto termico esterno, quello interno si dimostra meno efficace in termini di isolamento.

Cappotto termico: pro e contro. I benefici ambientali

Uno dei principali vantaggi che comporta la scelta di installare un cappotto termico consiste nel ridotto impatto ambientale. Migliorare l’efficienza energetica di un edificio, infatti, significa diminuire il consumo di energia e, di conseguenza, avere meno emissioni di CO2 nell’atmosfera.

Ma non solo: una casa efficiente dal punto di vista energetico riceve anche una migliore certificazione energetica, che contribuisce ad aumentarne il valore; un aspetto sicuramente importante, qualora si pensi di vendere l’abitazione.

Cappotto termico: pro e contro. La riduzione dei consumi

Tra i pro del cappotto termico va annoverata anche la voce relativa alla riduzione dei consumi, derivante da una minore dispersione di calore in inverno e all’evitare un eccessivo surriscaldamento dell’abitazione durante l’estate.

Ciò significa rendere la propria casa termoautonoma, consumando molto meno riscaldamento e, durante la bella stagione, aria condizionata.

Cappotto termico: pro e contro. I risparmi in bolletta

Un terzo grande vantaggio del cappotto termico è di natura economica: consumare di meno, infatti, vuol dire spendere di meno per gli impianti, risparmiando molti soldi.

Cappotto termico: pro e contro. Gli svantaggi di questo intervento

Migliorare l’isolamento della propria abitazione è vantaggioso dal punto di vista del comfort abitativo, dell’impatto ambientale e dei risparmi in bolletta. Tuttavia, è un intervento che presenta anche dei contro, tra cui:

  • Il costo iniziale di messa in opera: l’acquisto e l’installazione dei pannelli isolanti può comportare un esborso notevole, anche se per ammortizzare la spesa è possibile usufruire dei bonus statali dedicati;
  • L’iter burocratico per dare il via ai lavori, che può rivelarsi più lungo del previsto, in particolare se si tratta di un condominio. In questo caso, infatti, non solo occorre il consenso della maggioranza dei condomini per effettuare l’intervento, ma bisogna anche verificare che tutti gli appartamenti dello stabile siano a norma, in modo da poter procedere senza intoppi ai lavori. L’applicazione del cappotto termico, inoltre, è considerato un intervento di manutenzione straordinaria, perciò devono essere comunicati inizio, avanzamento e termine dei lavori. Occorre altresì considerare l’aspetto relativo all’occupazione di suolo pubblico: il cappotto termico, anche se non deturpa l’estetica dell’edificio, ne aumenta però il volume, riducendo di conseguenza lo spazio fruibile sul marciapiede e la distanza con le altre case vicine, tutti aspetti che richiedono appositi controlli di conformità da parte degli organi competenti. Infine, un ultimo elemento da valutare è legato agli eventuali vincoli paesaggistici, che riguardano in particolare edifici storici o di valore architettonico, per i quali l’applicazione del cappotto termico potrebbe scontrarsi con problemi relativi alla salvaguardia del paesaggio urbano.

È comunque importante sottolineare che questi aspetti negativi possono essere tranquillamente risolti avvalendosi dell’aiuto di professionisti specializzati e che, di conseguenza, installare un cappotto termico presenta nel complesso più “pro” che “contro”.

Idee salvaspazio per arredare un soggiorno piccolo

Casa piccola? Nessun problema!

Con l’aiuto di architetti, interior designer o, se si preferisce, lasciando a briglia sciolta la propria creatività, anche gli spazi di dimensioni più modeste possono essere funzionali e, al tempo stesso, appagare il gusto estetico di chi vi abita.

Oggi considereremo alcune interessanti idee salvaspazio per arredare un soggiorno piccolo, trasformandolo in un ambiente caldo, accogliente e dove non manchi nulla.

Idee salvaspazio per arredare un soggiorno piccolo: creare un soppalco

Spazi piccoli ma altezze importanti? Una conformazione che potrebbe risultare molto interessante per realizzare un arredamento originale senza perdere in funzionalità.

Se si ha a disposizione un’altezza di almeno 3,80 metri, infatti, è possibile aumentare la superficie calpestabile dell’ambiente attraverso un soppalco.

Si tratta di una soluzione comoda, pratica e gradevole dal punto di vista estetico: per esempio, potreste sistemare divano e poltrona sotto il soppalco e sopra allestire una libreria.

Qualche pianta verde a rallegrare l’ambiente…et voilà! Il gioco è fatto!

Idee salvaspazio per arredare un soggiorno piccolo: less is more

Quando gli ambienti sono di piccole dimensioni, è molto importante aver cura di non sovraffollarli di oggetti, che ridurrebbero ulteriormente lo spazio a disposizione.

In questo caso, optare per un arredamento minimal rappresenta la scelta migliore: pochi elementi, ma di qualità, saranno in grado di valorizzare lo spazio e di imprimergli una spiccata personalità.

Idee salvaspazio per arredare un soggiorno piccolo: e luce sia!

Tra le idee salvaspazio per arredare un soggiorno piccolo non poteva mancare una regola di base: aumentare la luminosità.

Come farlo? Ci sono molti modi. Il più semplice consiste nello studiare con attenzione dove collocare i punti luce, che possono fare la differenza in uno spazio di piccole dimensioni, facendolo apparire molto più grande di quanto sia nella realtà.

Molto importanti sono anche le finestre e, nel caso abbiate in mente di ristrutturare casa, potreste valutare se è possibile aumentarne il numero o la dimensione.

Un altro consiglio per un soggiorno più luminoso è di eliminare – ove possibile – eventuali elementi architettonici che contribuiscono a creare punti bui, come pilastri e colonne.

Idee salvaspazio per arredare un soggiorno piccolo: i colori delle pareti

Un altro fattore fondamentale per far sembrare più grande – e, dunque, meno angusto – un soggiorno piccolo è il colore delle pareti.

Sicuramente, tonalità come un rosso pompeiano, un melanzana o, addirittura, un nero rendono l’ambiente molto originale, ma il prezzo da pagare è molto spesso una sensazione di claustrofobia, specie se gli spazi sono davvero ridotti.

Per questo, nel caso di un soggiorno piccolo, è consigliabile optare per una palette di colori chiari, dal classico bianco al beige, fino al grigio perla o al sabbia.

E se proprio non volete rinunciare a un tocco più acceso, potreste dipingere di un colore più vivace una sola parete (magari quella che riceve più luce) o rivestirla con una carta da parati dalla fantasia originale.

Idee salvaspazio per arredare un soggiorno piccolo: utilizzare gli specchi

Gli specchi rappresentano un altro ottimo espediente per aumentare l’impressione di grandezza dello spazio, molto importante nel caso di un soggiorno di piccole dimensioni.

E se generalmente si pensa di collocare uno specchio in ambienti come l’ingresso, per potersi dare uno sguardo veloce e controllare di essere in ordine prima di uscire, oppure la camera da letto, in realtà con un pizzico di fantasia anche in soggiorno lo specchio può essere un elemento valorizzante.

Oggi in commercio è possibile trovare prodotti per tutti i gusti e le esigenze, ma vi basterà optare per un modello con una cornice originale per dare quel tocco di carattere in più all’ambiente e, nel contempo, contribuire a farlo apparire più ampio e spazioso.

Idee salvaspazio per arredare un soggiorno piccolo: la scelta delle tende

Quando si è in cerca di idee salvaspazio per arredare un soggiorno piccolo è importante non trascurare alcun dettaglio. Per questo occorre prestare attenzione anche alla scelta delle tende, un complemento d’arredo che, in molti casi, può fare davvero la differenza per definire il look di un ambiente.

Per un soggiorno piccolo, il suggerimento è quello di scegliere tende molto lunghe, che arrivano fino al soffitto, in modo da offrire la percezione di uno spazio più ampio, soprattutto se le pareti non hanno una grande altezza.

Idee salvaspazio per arredare un soggiorno piccolo: sì alle porte scorrevoli

Le porte scorrevoli sono l’ideale per gli spazi piccoli, perché consentono di dividere i diversi ambienti senza occupare troppo spazio.

Il discorso vale, naturalmente, anche per il soggiorno che nelle case di dimensioni ridotte si affaccia spesso sulla cucina, una soluzione che, tuttavia, alcuni non amano. Per dividere queste due stanze, un’ottima idea è quella di optare proprio per una porta scorrevole, che consentirà di espletare questa funzione senza togliere preziosi metri quadrati.

Il segreto? Scegliete una porta particolare, che si intoni al resto dell’arredamento: oltre a essere un elemento funzionale, diventerà anche parte integrante dell’arredo, contribuendo a creare calore e atmosfera all’ambiente.

Idee salvaspazio per arredare un soggiorno piccolo: mobili modulari

Oggi, fortunatamente, non esistono più solo mobili massicci e ingombranti, magari perfetti per un’abitazione dove c’è tanto spazio a disposizione ma assolutamente inadatti per una casa piccola.

Per arredare un soggiorno di dimensioni ridotte è molto meglio optare per mobili modulari, che possono essere sistemati a seconda delle proprie esigenze.

Un divano modulare, per esempio, permette di creare la composizione più adatta allo spazio a disposizione, riuscendo così a guadagnare metri quadri dove possono essere collocati altri oggetti.

Oltre ai divani, in commercio esistono molti altri mobili per soggiorno in versione modulare, che consentono di organizzare lo spazio disponibile in modo pratico e razionale, per un soggiorno piccolo sì, ma ordinato e dove non manca nulla.

Guida manutenzione caldaia: cosa c’è da sapere

Sono arrivati i primi freddi e, di conseguenza, è giunto anche il momento di dare un’occhiata alla propria caldaia, per controllare che funzioni correttamente.

Un guasto alla caldaia, infatti, non solo comprometterebbe il comfort domestico, ma sarebbe anche gravoso dal punto di vista economico: una caldaia efficiente significa più risparmi in bolletta.

Ecco allora la guida manutenzione caldaia completa per una caldaia a prova di inverno!

Guida manutenzione caldaia: le norme

Innanzitutto, bisogna sapere che esistono regole specifiche riguardanti la manutenzione della caldaia, disciplinate all’interno del DPR 74/2013, un provvedimento che riguarda i controlli sui sistemi di climatizzazione e l’efficienza energetica.

Nel dettaglio, gli impianti domestici che presentano una potenza inferiore a 100 kW ma superiore ai 10 kW devono essere controllati con cadenza biennale.

Se però gli impianti sono alimentati a metano o a GPL, la periodicità di controllo è quadriennale.

La cosa migliore, comunque, è consultare le normative del proprio Comune di residenza (queste informazioni ormai si trovano facilmente anche sul portale web comunale) dal momento che, da un lato, spesso sono previste eccezioni per casi particolari e, dall’altro, talvolta è specificato dettagliatamente come effettuare la manutenzione della caldaia.

Un’ulteriore alternativa per stare sicuri consiste nel contattare direttamente il produttore o l’installatore della caldaia.

Guida manutenzione caldaia: come farla per la caldaia domestica

Come abbiamo accennato, la scelta più saggia consiste nel consultare lo Sportello Energia del proprio Comune di residenza per verificare con precisione con che frequenza devono essere effettuati gli interventi di manutenzione.

Non bisogna nemmeno dimenticare le formalità burocratiche, per esempio dove conservare il libretto di manutenzione, quali bolli occorrono per attestare che è stato eseguito un intervento di manutenzione e quali sono le eventuali informazioni in proposito da comunicare al Comune.

Occorre ricordare che la manutenzione è fondamentale per garantire la massima efficienza della vostra caldaia, ma anche per evitare di incorrere in multe – anche salate – che potrebbero esservi contestate dal vostro Comune, dal momento che spesso vengono effettuati controlli a campione in proposito, durante i quali vi si chiederà di dimostrare che gli interventi di manutenzione sono stati eseguiti nei tempi e nei modi previsti, esibendo il libretto della caldaia e le fatture dei professionisti che si sono occupati del lavoro.

Guida manutenzione caldaia: i costi

Per quanto riguarda la voce dei costi – che non poteva certo non comparire all’interno di una guida manutenzione caldaia che si rispetti – è importante sottolineare che le spese relative alla manutenzione ordinaria della caldaia dipendono sia dal territorio in cui si risiede che dalla ditta cui ci si rivolge.

In generale, comunque, i costi sono compresi in un range tra i 60 e gli 80 euro, in relazione anche ai servizi erogati dal manutentore.

Per fare un esempio concreto, la spesa sarà più elevata qualora si richiedessero al manutentore interventi extra, come il controllo delle emissioni, la sostituzione di alcuni componenti o l’estensione della garanzia.

La cosa migliore, in ogni caso, è chiedere più preventivi, in modo da rendervi conto in modo facile e veloce di quale professionista sarà in grado di assicurarvi il miglior rapporto qualità-prezzo.

Guida manutenzione caldaia: gli interventi fai da te

A dispetto del titolo di questo paragrafo, è indispensabile ricordare un precetto: nei lavori di manutenzione bisogna evitare il più possibile il fai da te, soprattutto quando non si è esperti, perché in gioco c’è non solo in comfort domestico ma la sicurezza vera e propria degli abitanti di una casa.

Fatta questa premessa, è comunque possibile effettuare dei controlli riguardanti la caldaia in autonomia, come per esempio la pulizia della caldaia con prova dei fumi.

Innanzitutto, bisogna procurarsi l’occorrente per svolgere l’operazione efficacemente e in modo sicuro, e cioè:

  • Stracci
  • Un pennello di dimensioni medie
  • Alcol
  • Una bomboletta spray di aria compressa.

A questo punto occorre spegnere la caldaia, estraendo la manipola di accensione e regolazione della fiamma.

Lo step successivo consiste nello sganciare il pannello e, con la massima cautela, individuare alcuni componenti della caldaia, ossia la serpentina che permette di trasmettere l’acqua, la graticola del bruciatore e l’ugello della fiamma pilota.

Il bruciatore si può pulire utilizzando il pennello e la bomboletta di aria compressa, facendo attenzione a rimuovere lo sporco dall’interno delle cellette che lo compongono.

Per l’ugello della fiamma pilota è invece consigliabile avvalersi dell’alcol e dello straccio, concentrandosi sull’estremità del componente, dove è presente un piccolo contatto di ceramica.

È necessario tenere presente che, se la caldaia non viene pulita per molto tempo, si troverà molto sporco, quindi è meglio detergere bene con l’alcol anche le pareti interne, per rimuovere con efficacia non solo il calcare ma anche la fuliggine che si sono depositati nel corso del tempo.

Così facendo, avrete la vostra caldaia pulita: non resta che riposizionare il pannello, inserire nuovamente le manopole, accendere la fiamma e aprire il rubinetto dell’acqua calda, in modo da controllare che la caldaia funzioni correttamente.

Come abbiamo già accennato, in ogni caso, anche le operazioni di pulizia della caldaia dovrebbero essere effettuati da tecnici specializzati, quindi se non avete alcuna esperienza e temete di commettere qualche errore meglio lasciar perdere e affidarsi a un manutentore esperto.

Guida manutenzione caldaia: l’importanza della manutenzione per l’efficienza energetica

Perché la manutenzione della caldaia è così importante?

Sicuramente, come abbiamo visto, per garantire sicurezza e comfort, per non correre il rischio di incorrere in sanzioni e, in generale per rispettare la legge.

Ma c’è un altro aspetto da considerare ed è quello dell’efficienza energetica: oggi, quando si ristruttura casa o se ne costruisce una nuova, impianti come la caldaia sono progettati per assicurare la massima efficienza dal punto di vista energetico, che ha due conseguenze importanti, ossia la riduzione dei consumi da un lato (con il conseguente risparmio in bolletta) e un maggiore rispetto per l’ambiente dall’altro, nell’ottica di promuovere un nuovo modo di abitare, più sostenibile ed ecologico.

Ascensore in casa: sì o no?

L’ascensore in casa rappresenta un’ottima soluzione per le persone che vivono in abitazioni di grandi dimensioni a più piani e, magari, hanno una ridotta mobilità.

Persone diversamente abili, certo, ma anche anziani che non hanno più lo sprint della gioventù per affrontare una rampa di scale più volte al giorno.

In alternativa al classico montacarichi, se lo spazio a disposizione lo permette è possibile installare un ascensore, pratico, comodo e anche gradevole dal punto di vista estetico.

E proprio la capacità di integrarsi con eleganza in qualsiasi contesto architettonico ha indotto molte persone a optare per l’installazione di un ascensore in casa anche, semplicemente, per una questione di gusto, offrendo così maggiore pregio alla propria abitazione.

Indipendentemente dalla ragione per cui si sceglie di mettere un ascensore in casa, è fondamentale ponderare con attenzione la propria decisione, valutandone i pro e i contro e considerando le diverse tipologie di ascensori disponibili in commercio.

Ascensore in casa: sì o no? I vantaggi

Uno dei principali vantaggi che offre un ascensore interno è la comodità: tralasciando per un momento l’utilizzo per necessità fisiche (per esempio, appunto, se si ha una ridotta mobilità), l’ascensore in casa può essere utile anche in molte altre circostanze: se si deve spostare del mobilio, se bisogna portare la spesa al piano superiore, se il cane si è fratturato una zampa e non può fare le scale… le situazioni per cui un ascensore interno può risultare di estrema praticità possono davvero essere le più varie.

Come si accennava, poi, l’ascensore è uno strumento ideale per chi non può salire le scale o riesce a farlo solo con difficoltà, quindi è un eccellente espediente per eliminare le barriere architettoniche in casa.

Una delle domande più frequenti che si pone chi valuta di installare un ascensore in casa è: non sarà troppo ingombrante?

In realtà, non è affatto detto; anzi, spesso si riesce a ottimizzare gli spazi anche includendo un ascensore all’interno dell’architettura dell’abitazione.

Se si ristruttura casa oppure se si progetta una nuova, con l’aiuto di un professionista specializzato è possibile integrare senza problemi l’ascensore nello spazio a disposizione.

Qualora l’ambiente destinato all’ascensore sia di dimensioni piuttosto ridotte è possibile valutare un’opzione come l’ascensore MRL (acronimo di machine room less) che, essendo sprovvisto di sala macchina, permette di recuperare preziosi metri quadri da un lato e ridurre il costo della manutenzione dall’altro.

Attenzione però: se si sceglie questa tipologia di ascensore bisogna installare un quadro di controllo e considerare di avere ganci di portata adeguati.

E se proprio non c’è spazio dentro casa per un ascensore interno ma ve n’è assoluta necessità?

Allora in questo caso si può valutare l’opzione dell’ascensore esterno, molto più semplice e pratica: da una parte, infatti, si tratta di una scelta molto più “rapida”, nel senso che – diversamente da quanto accade per l’installazione di un ascensore in casa – non occorre effettuare numerosi sopralluoghi.

Inoltre, specie se si abita in un contesto panoramico, l’ascensore esterno può rappresentare un valore aggiunto per l’abitazione, perché consente anche di godersi la vista esterna mentre si sale.

Un altro vantaggio legato all’installazione di un ascensore in casa riguarda le agevolazioni fiscali, che permettono di recuperare nella dichiarazione dei redditi una parte del budget investito per l’intervento.

Ascensore in casa: sì o no? Gli svantaggi

Nel momento in cui si sceglie di installare un ascensore in casa è fondamentale prendere in esame le diverse tipologie di prodotti disponibili, relazionandoli con le proprie esigenze.

È infatti importante sottolineare che esistono numerosi modelli di ascensori interni e relative fasce di costo:

  • L’ascensore a fune è un tipo di ascensore interno molto confortevole, ma anche parecchio costoso; inoltre, occupa molto spazio, quindi occorre avere a disposizione un ambiente di grandi dimensioni in cui installarlo;
  • L’ascensore oleodinamico è un modello più economico e funziona tramite un motore a olio. Per quanto consenta di risparmiare rispetto, per esempio, a un ascensore a fune, occorre però considerare che l’investimento di base rimane comunque elevato e che a questo si aggiungeranno anche le spese di manutenzione.

I costi rappresentano dunque uno dei principali svantaggi di avere un ascensore in casa.

Oltre al costo del prodotto in sé, infatti, è necessario includere nel budget anche quelli relativi ai sopralluoghi iniziali, alla progettazione e alla manutenzione che, per garantire la massima sicurezza dell’ascensore, deve essere periodica.

L’altro grande svantaggio di installare un ascensore in casa è lo spazio: naturalmente, il problema non si pone se si ha una casa molto grande oppure se si progetta una casa nuova e, in questo caso, si valuta già in partenza un ambiente da dedicare all’ascensore; quando invece gli spazi sono ridotti, la presenza di un ascensore interno non solo potrebbe incidere sull’armonia estetica degli ambienti, ma anche ridurre il comfort domestico.

In questo caso, come abbiamo accennato, la migliore alternativa potrebbe essere quella di installare un ascensore esterno, ma occorre tenere in considerazione la questione sicurezza: un ascensore esterno, se non adeguatamente protetto, potrebbe risultare più vulnerabile a eventuali aggressioni esterne e, a propria volta, potrebbe essere utilizzato dai malintenzionati come un mezzo per penetrare all’interno dell’abitazione.

Ascensore in casa: sì o no? Una scelta di design

Come si diceva, la scelta di installare un ascensore in casa può essere dettata anche da una questione squisitamente di gusti.

L’ascensore interno costituisce infatti un elegante elemento di design, che dona valore aggiunto all’arredamento domestico e conferisce pregio e raffinatezza a qualsiasi abitazione, indipendentemente dallo stile che la caratterizza.