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Ristrutturazione Casa

Una casa, per essere un luogo comodo e confortevole, deve essere dotata di un buon isolamento. La soluzione? Una controparete in cartongesso

Controparete in cartongesso per isolamento termico

Stai ristrutturando la tua casa? Vuoi risparmiare sui costi dell’energia per i riscaldamento? Cerchi una soluzione di isolamento termico per gli interni?

La soluzione ai tuoi problemi potrebbe essere  il cartongesso che può essere utilizzato per isolare termicamente le pareti interne della tua abitazione.

Oltre al comfort termico, questo materiale, ti garantisce anche un buon isolamento acustico. L’installazione è facile e veloce, basta applicarlo su un muro esistente (realizzato con i classici mattoncini e cemento) realizzando una controparete ad isolamento termico ed acustico.

Cartongesso: isolante termico ad alte prestazioni

Il cartongesso è un ottimo isolante termico molto utile per migliorare l’efficienza energetica della tua abitazione. Se ci tieni al risparmio e alla sostenibilità ambientale questo materiale ti permette di consumare meno energia e ridurre le emissioni di gas serra nell’ambiente. Puoi utilizzarlo sia in fase di ristrutturazione che per nuove costruzioni. Il prodotto, combinato con una finitura da rivestimento, può aumentare il suo potere isolante. In questo modo ti  garantirà il mantenimento di una temperatura ideale all’interno della tua casa.

Installazione delle contropareti interne in cartongesso

L‘installazione del cartongesso è molto rapida. Bastano poche ore per tirare su contropareti interne utilizzando dei telai assemblati. Questo ti garantisce un risparmio di tempo maggiore, rispetto alla realizzazione delle classiche intonacature, per la ristrutturazione della tua abitazione.

I pannelli termici hanno diversi spessori  e varie proprietà per prevenire la dispersione del calore attraverso le pareti. Per un efficientamento energetico migliore puoi scegliere pannelli più spessi. Ciò si traduce in una riduzione maggiore dei costi energetici per mantenere una temperatura più calda in inverno e più fresca in estate.

Lo spessore dei pannelli per le contropareti in cartongesso va dai 10 mm agli 80 mm. La misura degli spessori verrà decisa prima dell’inizio dei lavori grazie alla consulenza dell’installatore che, in base alla tipologia della tua abitazione e alla grandezza delle pareti, saprà consigliarti la migliore soluzione.

Ogni pannello va assemblato su una struttura metallica. I pannelli per interni sono coibentati per garantire un miglior isolamento termico e acustico. I materiali di costruzione dei pannelli sono una combinazione di gesso e di solito polistirene (polistirolo) anche se possono avere anche una coibentazione in lana di vetro o cartone compresso.

Il pannello coibente ha una densità molto alta ed ha una bassissima conduttività termica. Le lastre in gesso e coibente sono una perfetta composizione di materiali compatibili con la salute dell’uomo. Le contropareti in cartongesso non rilasciano sostanze nocive e possono, per questo motivo, essere utilizzate in ogni ambiente della casa.        

Quanto costa realizzare delle pareti in cartongesso?

Dipende dal tipo di abitazione e dalla grandezza delle pareti. Per le nuove costruzioni con una buona resa energetica l’installazione potrebbe essere più economica perché potrebbero bastare pannelli meno spessi. Per le abitazioni datate sicuramente la spesa aumenta perché i pannelli da utilizzare devono avere una profondità maggiore.

Vantaggi dell’installazione delle contropareti in cartongesso

Il cartongesso è diventato così popolare negli ultimi anni perché, rispetto al classico intonaco, offre numerosi vantaggi:

1. Convenienza e risparmio sui materiali inerti di costruzione

Il cartongesso, in termini di materiali e di costo del lavoro, prevede un investimento minore  rispetto alla classica intonacatura.

2. Velocità di applicazione dei pannelli in cartongesso per le contropareti

Grazie alle strutture metalliche i pannelli possono essere installati rapidamente permettendoti un risparmio sui tempi di manodopera.

3. Materiale bello, versatile e facilmente riparabile

Le contropareti in cartongesso non hanno bisogno di asciugatura, possono essere verniciate immediatamente ed hanno un aspetto più bello ed ordinato non mostrando le tipiche deformazioni causate dall’intonaco. Inoltre, in caso di danni accidentali al muro, questo materiale può essere facilmente riparato permettendoti di risparmiare sulla manutenzione. Se desideri muri perfettamente lisci e senza imperfezioni questo materiale potrebbe fare al caso tuo.

4. Traspirabilità e nessun effetto condensa sui muri

Questa tipologia di controparete permette ai muri di respirare. In alcune abitazioni il problema dell’umidità è molto difficile da risolvere ma il cartongesso può rappresentare una buona soluzione contro la condensa.

Conclusioni e considerazioni finali

Ci teniamo a consigliare l’installazione delle contropareti in cartongesso soprattutto ai proprietari di abitazioni più datate che hanno bisogno di un migliore efficientamento energetico ed una minore dispersione di calore.

Se stai ristrutturando la tua casa e hai ritenuto interessante questo articolo, contattaci per un preventivo personalizzato per la realizzazione delle contropareti in cartongesso. Adottando questo sistema potresti risparmiare sulle bollette energetiche e risolvere altri problemi funzionali ed estetici della tua abitazione.

4 ispirazioni per una camera da letto dall’anima green

4 ispirazioni per una camera da letto dall’anima green

I letti ed i complementi in legno o realizzati con fibre vegetali esprimono la vocazione contemporanea più sentita e diffusa perché hanno un’anima green ed uno stile semplice e leggero che può caratterizzarsi, in modo molto definito, con i giusti abbinamenti.

Camera da letto in stile Jungle metropolitano

Testata e giroletto in essenze chiare, finiture neutre e linee essenziali; comodino in rattan e poltrona a dondolo intrecciata: questo è l’alfabeto di una camera di gusto “tropical” in città. Per arricchirla, basta un tendaggio con tende e sovra tende in lino bicolore.

I letti in legno in questa versione hanno il pregio dell’essenzialità e della praticità. Sono stilisticamente versatili, di facile manutenzione ed, in alcuni casi, sono anche considerati ecologici perché costruiti ad incastro senza collanti né parti metalliche e rifiniti con prodotti ecocompatibili.

Linee nette, mancanza di elementi ornamentali e finiture spesso grezze possono farli sembrare un po’ “spigolosi”. Ma bastano pochi accorgimenti per addolcirne la presenza e renderli più consoni ad ambienti confortevoli.

L’idea in più? I cesti usati come comodini oltre ad essere utili contenitori, sono economici, leggeri e soprattutto rappresentano una soluzione meno convenzionale.

Lo stesso vale per la lampada con il paralume in carta di riso mino-washi, ricavata dall’albero di gelso: malgrado le dimensioni, risulta una presenza discreta di diffonde una luce morbida, perfetta per creare una piacevole atmosfera.

Decisiva anche la scelta del bianco che esalta la luminosità della stanza. Il tocco decorativo?

Le carte da parati offrono sempre una chance di buona riuscita. Come sceglierle? Puntando sull’abbinamento dei colori e con fantasie non troppo macro.

La parte dietro il letto? C’è chi la preferisce spoglia, soprattutto quando la testata è importante e chi invece ama decorarla. Alla più tradizionale scelta di un quadro, si può puntare, come in questo caso, su soluzioni creative a tema. Oppure scegliere la giusta carta da parati in grado, con le tante fantasie a disposizione, di dare il carattere desiderato alla stanza.

Camera da letto in stile country misurato

Le strutture di questi letti, spesso a filo del materasso, hanno una linea rigorosa che si concilia bene con accessori e tonalità morbide. Come la lampada in bambù ed il comodino in rattan, anche ecosostenibili, ed un’elegante biancheria in tonalità grigio azzurre.

Se ci si sofferma sulla struttura, i tratti distintivi di questi modelli di letti sono: testata liscia, giroletto formato da semplici longheroni laterali, pediera assente o al più limitata ad un’asse orizzontale. Sono presenti a volte anche i piedini sottili, che visivamente slanciano il mobile e permettono di pulire agevolmente il letto.

Esistono però anche modelli più articolati, con basi contenitore dotate di cassettoni o organizzate in scomparti a giorno; oppure impreziositi da testate-libreria che sostituiscono anche i comodini.

L’elemento che determina il mood complessivo di un ambiente è quello cromatico: a partire dalle pareti (tutte o solo una oppure una porzione per definire ad esempio una nicchia o l’appoggio della testata del letto), per non sbagliare toni e nuance il modo più semplice è comporre il cosiddetto moodboard, tavola riassuntiva che accosta tinte e finiture dei diversi elementi d’arredo, magari consultando esperti nel campo, come i nostri professionisti.

Per mantenere l’uniformità d’insieme puntare anche su essenze nella stessa tonalità.

Le tinte pastello regalano sfumature dorate al legno. In particolare, l’azzurro chiaro sulla parte illumina la stanza ed esalta la tonalità rossastra della struttura del letto. In scala di colore, una piccola vetrina in stile shabby chic aggiunge un tocco dolce e romantico.

Camera da letto in stile coloniale

Ecco uno stile che non teme le mode per la semplicità e la raffinatezza degli intrecci, l’autenticità delle lavorazioni e l’eleganza delle essenze vegetali. Adatto a chi ama interni dal sapore esotico.

Tra le più utilizzate per la produzione di mobili, in&outdoor, il rattan ed il midollino, in realtà, derivano entrambe dalla canna d’India (o canna di rattan): il midollino è più pregiato, perché si ricava dalla parte più interna della canna suddividendola in listelli molto sottili, in grado di intrecciarsi tra loro con effetti decorativi incantevoli.

Intrecci che si accordano bene tra loro anche quando hanno lavorazioni e finiture differenti. Sono valorizzati da ambienti chiari, tessuti leggeri in tinte pastello e fantasie etniche.

Come valorizzare questo stile? Già da qualche anno quelli che un tempo venivano considerati arredi esclusivamente per le case di vacanza sono rientrati a pieno titolo nelle nostre abitazioni di città, anche per la loro capacità di evocare atmosfere leggere e rilassanti di paesi lontani.

L’importante è, come sempre, non eccedere: basteranno uno o due pezzi giocati, ad esempio, con tessuti da disegni tribali se si vorrà rafforzare un mood etnico oppure si potrà provare ad abbinarli a complementi in metallo per ottenere invece una versione più contemporanea.

Una boiserie a parete, in legno, marmo, gesso o materiali di nuova generazione, veste l’ambiente e ne connota fortemente lo stile. Dietro la testiera del letto ne sottolinea i profili e la sua finitura anticata dà un tocco di vissuto alla stanza.

Camera da letto in stile eclettico a colori

Il legno è un materiale vivo e versatile, oggetto di trattamenti innovativi che modellano ogni essenza con risultati estetici interessanti. Chiaro e leggero o denso e scuro, trasmette calore in ogni sua tonalità.

Quando si scelgono letti con testate importanti, semplicemente larghe o formate da vere e proprie strutture contenitive, bisogna considerare che nella loro sistemazione esiste il rischio di coprire le prese sul muro per le lampade da lettura.

Oggi, per risolvere il problema la soluzione c’è: basta scegliere apparecchi wirelles ricaricabili d’appoggio, da appendere alla parete o da terra, che hanno anche il vantaggio di contenere i consumi, in un’ottica di salvaguardia dell’ambiente.

I complementi tessili, dai tappeti ai copriletti  ed alle tende, sono un elemento da non trascurare nel definire lo stile degli ambienti. Colori, texture e fantasie contribuiscono a stabilire il giusto equilibrio tra i diversi elementi d’arredo.

Hai in mente di ristrutturare la tua camera da letto? Contattaci

Inquinamento indoor: l’importanza di pavimenti e rivestimenti certificati

Inquinamento indoor: l’importanza di pavimenti e rivestimenti certificati

Si trascorre il 90% del tempo in ambienti chiusi, 22 ore su 24: per i più piccoli tale spazio è spesso la cameretta. Per questo, considerando che l’aria di una stanza può essere fino a cinque volte più inquinata di quella esterna, è fondamentale sensibilizzarsi sul tema e capire quali sono le fonti che inquinano gli interni.

Tra le soluzioni virtuose, ma facili da mettere in atto, c’è senz’altro la scelta di materiali certificati che sono il risultato di un percorso di ricerca e di innovazione. Spingendosi oltre, si possono valutare interventi un po’ più invasivi, ma dai risultati duraturi, come la sostituzione delle vecchie finestre con quelle nuove che sono efficienti ed intelligenti, azionabili da remoto o in grado di capire, attraverso l’analisi di una serie di parametri relativi alla qualità dell’aria, se occorre avviare il ricambio d’aria.

La lotta all’inquinamento indoor, quindi, trova nell’edilizia un alleato fondamentale anche per rendere la camera dei bimbi un ambiente sicuro e salubre.

Inquinamento indoor prodotto all’interno

Il Ministero della Salute ha classificato le sostanze in grado di alterare la qualità dell’aria in agenti chimici, fisici e biologici. Alcune provengono dall’esterno, ma la maggior parte è prodotta da fonti interne quali gli occupanti della casa (uomini ed animali), la polvere, i materiali edili, gli arredi, gli impianti ed, ultima, l’aria esterna che è veicolo anche dei “classici” inquinanti, quali il monossido di carbonio e le polveri sottili.

Nell’ambito della casa, il Ministero conferma che: “i materiali utilizzati per la costruzione dell’edificio e per l’arredamento possono rappresentare un’importante fonte di inquinamento indoor.

Il problema delle emissioni perdura per tutto il ciclo di vita utile dell’edificio e dipende dalle emissioni di Voc (composti organici volatili) provenienti dai materiali.

Altre potenziali fonti indoor di inquinamento sono i prodotti per la pulizia e per la manutenzione della casa, i prodotti antiparassitari e l’uso di colle, adesivi e solventi. Inoltre, può determinare un’emissione importante di sostanze inquinanti l’utilizzo di device e dispositivi elettrici ed elettronici (stampanti, plotter e fotocopiatrici) e di prodotti quali le colle”.

Fra gli agenti a cui prestare più attenzione, in questo ambito ci sono la formaldeide ed i composti organici volatili, oltre alle fibre minerali sintetiche. Ad oggi, i prodotti per l’edilizia e per l’arredo sviluppati con una particolare attenzione verso la sostenibilità indicano nelle loro etichette i valori presenti di queste componenti.

Quali aspetti considerare nella scelta dei materiali?

Dal punto di vista della salubrità, meglio orientarsi su materiale e stampa sicuri e certificati, quali carte in fibre naturali, polietilene riciclato, fibra di vetro ed inchiostri in sospensione acquosa, ovvero esenti da solventi.

Per quanto riguarda le certificazioni, che variano a seconda del supporto o del sistema, sono da prediligere le seguenti: GreenGuar Gold, VOC A +, FCS, AgBB, Blue Angel e Nordic Swan.

Infine, particolare attenzione merita anche la scelta del disegno e della grafica. E’ meglio preferire qualcosa che possa stimolare la fantasia dei bambini ed “interagire” con loro nei momenti di gioco, e non solo, come se fosse una “finestra” su un mondo fantastico.

Si deve tener conto della personalità dei piccoli: il soggetto della carta da parati deve riflettere il loro modo di essere, i gusti, le passioni e deve rispettare la loro sensibilità.

Per l’applicazione della carta da parati, si consigliano collanti a base di acqua e certificati indoor Air comfort gold, AGBB, Blue Angel, VOC A +, oppure EC1 PLUS.

Materiali fotocatalitici: permettono di realizzare superfici autopulenti  e disinquinanti

Grazie alle sostanze semiconduttrici (diossido di titanio), di cui sono composti, i materiali foto catalitici,  permettono di realizzare superfici disinquinanti ed autopulenti. Hanno inoltre la capacità di assorbire la luce e di conseguenza, per merito della particolare struttura elettronica, di attivare specifiche reazioni chimiche. Una di queste è l’ossidazione di composti inquinanti organici ed inorganici presenti nell’aria o nell’acqua.

Un’altra caratteristica del diossido di titanio è la superidrofilicità fotoindotta che consiste in un’affinità per l’acqua straordinariamente elevata in seguito all’esposizione alla luce solare. L’aspetto interessante, in questo caso, è la possibile rimozione di polvere e depositi atmosferici per mezzo della semplice acqua pura che, grazie all’affinità per la superficie superidrofilica, risulta in grado di rimuovere particelle adese anche senza l’aiuto di detergenti. Oggi sono disponibili sul mercato diversi prodotti di questa classe: vetri autopulenti, cementi e vernici.

Il gres porcellanato: un materiale da rivestimento che offre molte garanzie

E’ una delle scelte più sicure grazie alla sua resistenza, dovuta al processo di lavorazione delle materie prime impiegate (argille ceramiche, feldspati, caolini e sabbia) ed alla cottura ad alte temperature. E’ facile da pulire ed è inalterabile.

Esistono anche versioni con trattamento antibatterico, adatte non solo per ambienti che richiedono particolari caratteristiche di igiene, quali ospedali o ambulatori medici ma perfette anche in ambito residenziali.

Oggi, inoltre, processi produttivi evoluti ed etici, rispettosi dell’ambiente, permettono di impiegare alte percentuali di materiale riciclato, riducendo l’utilizzo di materie prime.

Davvero ampia, infine, la gamma di finiture disponibili: una varietà dovuta alle nuove tecniche di stampa digitale, che rendono stabili colori e decori.

Il parquet: una scelta ecologica

Se si ha cura di optare per legno certificato FSC, ovvero proveniente da foreste a gestione controllata, la scelta del parquet è senz’altro ecologica.

Si tratta di un materiale naturale bello, in tutte le sue varianti, caldo e piacevole al tatto.

Tra i pro, c’è d aggiungere che è anche un ottimo isolante termico ed acustico ed è resistente all’usura. Se si danneggia, è facile anche da rinnovare con la lamatura.

Tra le finiture, eco, ad olio o con vernice all’acqua.

La finitura con gli oli valorizza la struttura naturale del legno. Penetrano nel materiale, lasciando aperti i pori.

Pitture: quali colori e prodotti scegliere?

Oggi il tema dell’inquinamento indoor gode della dovuta attenzione. Nel 2000 l’Organizzazione Mondiale della Sanità, con il documento “The Right to Healthy Indoor Air” ha riconosciuto l’aria interna salubre come diritto umano fondamentale.

Molti produttori si sono adoperati per offrire proposte salubri e spesso problem solving, che non vincolano la creatività. Infatti, malgrado in Italia non sia obbligatorio etichettare le pitture in relazione alle emissioni negli ambienti, come invece lo è in Francia, sono tanti i marchi che sottopongono ai test specifici i loro prodotti per classificarli in Classe A +, la migliore in quanto ad emissioni di Tvoc (composti organici volatili totali).

Per i bambini la cameretta è lo spazio del gioco, ma anche dello studio, la “tana segreta”, il luogo del riposo.

Ciascuna di queste funzioni meriterebbe un colore mirato. Sì, dunque, ad una stanza con pareti di tinte diverse: i bambini sono stimolati da questo ed ognuna concorre al loro sviluppo ed alla loro voglia di imparare. E’ importante creare dei microambienti nella stanza, ricorrendo al colore per delimitare le aree. Il bambino ama vivere in spazi contenuti, riuscendo così ad avere il pieno controllo del luogo e della situazione.

I piccoli crescono e, con loro, anche gusti e necessità. Quindi il colore scelto non può essere “definitivo” ma va modificato nel tempo, assecondando la loro crescita.

Per la prima infanzia sono indicati colori pastello: particolarmente adatti sono il verde, il celeste, il rose tenue ed il rosa cipria, ma non il tono confetto che, essendo molto intenso, ha lo stesso effetto del rosso. Il giallo è positivo, consigliato nella zona studio (aiuta nella concentrazione per lo studio).

L’arancione applicato su una sola parete ha un effetto calmante. Il verde e l’azzurro sono particolarmente indicati per maschi o femmine molto attive, perché inducono il relax e rendono più gradevoli sonno e risveglio.

Sono sconsigliati colori scuri, cupi, tetri in qualsiasi fase dell’infanzia. Generano inquietudine, rendono il sonno difficile e la stanza poco accogliente.

E’ necessario scegliere vernici smacchiabili, superlavabili, a base di titanio selezionato, certificate in classe A +.

Serramenti “intelligenti” per rendere salubri gli ambienti

Il ricambio d’aria è fondamentale quando si tratta della camera dei bambini. Per garantire aria rinnovata costantemente, sono stati messi a punto serramenti “intelligenti”.

Ci sono quelli che hanno sistemi interni in grado di ventilare in modo continuo gli ambienti. Altri dotati di sensori che, in base ai parametri rilevati nell’ambiente (umidità, presenza di Co2, ecc), si aprono e chiudono autonomamente e/o sono gestibili da remot (tramite smartphone).

Mutuo per la casa: tassi di interesse ed agevolazioni fiscali

Mutuo per la casa: tassi di interesse ed agevolazioni fiscali

E’ senz’altro il finanziamento più diffuso,  con i tassi di interesse ai minimi storici risultata particolarmente conveniente

Dai dati diffusi da ABI (Associazione Bancaria Italiana) emerge che i prestiti a famiglie ed imprese registrano una crescita su base annua pari allo 0,5%.

In particolare, l’ammontare totale dei mutui delle famiglie registra una variazione positiva del +2,4% su base annua.

Questo è spiegato anche dai tassi di interesse sulle nuove operazioni di finanziamento che permangono su livelli particolarmente bassi: il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è infatti risultato pari all’1,85%.

Ecco perché il tema “mutuo” resta uno dei più sentiti, in particolare quello che rende possibile l’acquisto della prima casa, ancora è il maggior investimento della maggior parte degli Italiani.

Spread e TAEG: due valori importanti

Qualunque sia il tasso scelto, lo Spread è un dato fondamentale di cui tener conto: più sarà basso, minori saranno gli interessi da restituire.

Il TAEG invece rappresenta il costo finito del finanziamento. Vale a dire: tasso, spread e spese accessorie, di perizia e l’istruttoria, previste per la sottoscrizione del mutuo.

Conoscere questo valore equivale quindi a conoscere il costo reale del mutuo.

Le variabili da considerare

Disciplinato dall’Art. 1813 del Codice Civile, il mutuo è un tipo di contratto tra due soggetti: il mutuante, vale a dire chi eroga una somma di denaro o altri beni economici, ed il mutuario, chi si impegna a restituire quanto ha preso in prestito entro un determinato lasso di tempo.

Può essere anche a titolo gratuito (senza alcun interesse), mentre la stragrande maggioranza delle volte è a titolo oneroso.

Oltre alla cifra di partenza, occorrerà aggiungere un corrispettivo (l’interesse), maturato nel tempo che intercorre tra il prestito ed il saldo totale del debito.

E’ proprio il caso del mutuo bancario richiesto per la compravendita di immobili o di ristrutturazioni di edifici.

Oppure quello richiesto da un imprenditore per attività commerciali (sviluppo ed ampliamento, ricerca, ecc).

Esiste più di un mutuo, ognuno diverso dall’altro, con caratteristiche stabilite da ciascun istituto di  credito per tentare di personalizzare il più possibile il servizio al cliente.

  • Finalità. Il primo punto distintivo di questo particolare tipo di contratto è lo scopo per cui viene richiesto. Il più frequente è l’acquisto di un immobile, seguono la costruzione di una casa o la sua ristrutturazione.
  • Tasso d’interesse. Questo valore, che dovrà essere corrisposto a chi presta il denaro, è sempre espresso in percentuale.
  • Tutti i tassi possono essere controllati ogni giorno sui quotidiani finanziari ed online. Mentre ogni trimestre la Banca D’Italia pubblica i tassi medi delle operazioni di finanziamento per la definizione del tasso usuraio.
  • Durata. Anche il tempo concordato per la restituzione entra a far parte dei parametri da considerare. Può essere da 5, 10, 15, 20, 25 o 30 anni. Raramente supera quest’ultima dilazione.
  • Rimborso. Si possono avere durata e rata costanti, durata costante ma rata variabile o durata variabile e rata costante. Quest’ultimo è detto anche rimborso flessibile, poiché permette al debitore di avvantaggiarsi dell’elasticità del tempo di restituzione.

Tipologie di mutuo per la casa

Tra le varie tipologie di mutuo per la casa vi sono il mutuo immobiliare, finalizzato all’acquisto della casa.

Si tratta di un prestito ipotecario per cui l’immobile fa da garanzia. Dal punto di vista del fisco, una parte degli interessi e delle spese accessorio si detrae dalle tasse.

E chi acquista case in regola con le più nuove indicazioni ecologiche, può ottenere un prestito agevolato.

Può essere fondiario o ipotecario: entrambi si fanno forti dell’ipoteca della casa.

Il primo è un finanziamento a medio e lungo termine (minimo 18 mesi, massimo 30 anni) che può essere acceso soltanto se si ha una di queste tre esigenze:

  • Acquisto di una prima casa, l’abitazione principale;
  • Costruzione della prima casa;
  • Ristrutturazione di quell’abitazione che diventerà la principale.

Inoltre il finanziamento non deve superare l’80% del valore dell’abitazione.

Il mutuo ipotecario è un finanziamento che prevede la restituzione della cifra finanziata non prima dei 5 anni. Oltre che per l’acquisto di una casa, può avere altre finalità.

Non ha limiti particolari, se non quelli dettati dalla banca per quanto riguarda la solvibilità del singolo cliente. Inoltre, può essere erogato anche per somme superiori all’80% del valore dell’immobile.

Mutuo per la casa: costi da sostenere ed agevolazioni previste dalla legge

Per l’istruttoria della pratica si versa in banca una cifra pari fino allo 0,5% dell’importo finanziato, oltre al pagamento della perizia sull’immobile, per accertarne il valore.

Obbligatoria anche l’assicurazione della casa per incendio e scoppio, il cui costo dipende dal valore dell’immobile e dalla durata del mutuo. Si paga in un’unica soluzione al momento del rogito oppure in quote mensili accorpate alla rata del finanziamento.

Talvolta è richiesta un’assicurazione sulla vita del cliente che però non è obbligatoria.

Ci sono inoltre altre spese del notaio che variano da professionista a professionista. La sua fattura, se si tratta della prima casa, è detraibile al 19%.

Gli altri oneri accessori al mutuo detraibili sempre al 19% per l’abitazione principale sono: le spese di perizia e di istruttoria, la commissione richiesta dagli istituti di credito per la loro attività di intermediazione, la provvigione per scarto rateizzato nei mutui in contanti, la penalità per anticipata estinzione, le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione, le perdite su cambio per i mutui contratti in valuta estera, l’imposta per l’iscrizione o la cancellazione di ipoteca e l’imposta sostitutiva sul capitale prestato.

Anche per il 2019 sono state confermate le agevolazioni fiscali in vigore l’anno scorso per chi acquista un immobile, in particolare se si tratta della prima casa. Anche alcune spese legate al mutuo si possono detrarre.

Il vetro è un materiale versatile ed oggetto di grande ricerca

Vetro passepartout, un materiale dalla resistenza insospettabile

Il vetro è un materiale versatile ed oggetto di grande ricerca

Si tratta di un materiale in grado di assolvere la funzione di protezione senza interferire né con la diffusione della luce naturale né con lo stile della casa. Può essere addirittura impiegato per comporre pareti modulari, delimitare porzioni o definire ambienti.

Può essere utilizzato anche per balaustre e parapetti di scale e soppalchi. Oppure applicato all’aperto, può delimitare i balconi e dare carattere all’intero prospetto dell’edificio.

Le costanti innovazioni della filiera produttiva consentono oggi di superare tutti i pregiudizi legati al vetro: è sicuro, resistente ed assolutamente non pericoloso.

Le varianti sono molteplici, in modo da garantire l’attuazione di ogni progetto, per ristrutturazioni e nuove costruzioni.

Le applicazioni del vetro

Per ogni destinazione d’uso si deve scegliere il vetro adatto, testato apposta per quell’impiego.

Se si tratta di pareti in vetro utilizzate come divisori interni o di parapetti per scale interne, (in sostituzione all’esistente), non servono particolari autorizzazioni.

Se invece si tratta di protezione su balconi esterni, in quanto facenti parte della facciata, occorre avere il parere favorevole dalla Commissione Paesaggio del Comune di competenza.

In tutti i casi in cui è prevista una pratica edilizia, le varie autorizzazioni in merito allo sviluppo dell’eventuale scala ed alla tipologia dei parapetti, sia interni sia esterni, vengono rilasciate insieme all’approvazione del progetto nel suo complesso.

Normativa e pratiche amministrative

A seconda delle diverse tipologie di intervento si segue un iter burocratico differente; tutto è legato alla funzione che il nuovo elemento in vetro avrà all’interno dell’edificio, ma anche alle sue dimensioni.

Gli interventi che ricadono in attività di edilizia libera (tutti quelli di manutenzione ordinaria) non richiedono alcun titolo abilitativo e dunque possono essere realizzati senza permesso.

Per tutti gli altri, invece, la scelta è tra CILA, SCIA o PdC secondo entità e tipo di intervento (e quindi di classificazione). In tali casi è richiesta l’asseverazione e/o il calcolo strutturale di un tecnico abilitato da allegare al titolo abilitativo stesso (il quale può essere, o meno, soggetto ad autorizzazione sismica).

Se l’intervento da realizzare richiede la valutazione dell’adeguatezza dei nuovi elementi vetrati, saranno l’ingegnere o l’architetto coinvolti a garantire che questi rispettino le normative vigenti in materia.

Per quanto riguarda la scelta della tipologia di vetro, il riferimento è la norma Uni 7697 (Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie), in cui nei prospetti 1 e 2 vengono prescritte la composizione e le caratteristiche (ma non gli spessori) che i vetri devono avere in funzione della categoria di utilizzo e della sussistenza, o meno, del pericolo di caduta nel vuoto. Questa norma indica le modalità di prova ed i requisiti di validazione per il test di impatto dinamico sul vetro.

Il test prevede l’uso di un corpo semirigido costituito da un sistema sospeso di massa pari a 50 kg, lasciato cadere contro l’elemento vetrato da un’altezza che dipende dal requisito da rispettare. Ecco, per esempio, quanto previsto per una parete: in funzione delle dimensioni di questa, spessore e caratteristiche del vetro da utilizzare devono essere adeguati al fine di resistere alla prova dinamica appena descritta, ma anche al carico statico lineare prescritto per le pareti dalle più recenti Norme Tecniche per le Costruzioni. (NTC 2018).

Parapetti di scale, balconi e terrazzi: è del 2017 la norma nazionale Uni 11678, specifica per questo tipo di prodotti. Identifica i metodi di prova per la verifica dei parapetti vetrati nelle varie tipologie costruttive, definendo, tra le altre cose, i nuovi requisiti per la resistenza al test dinamico dell’impatto in funzione della categoria di utilizzo degli ambienti dove i parapetti vengono installati.

Il parapetto, per ulteriore sicurezza, deve assicurare una resistenza alla spinta pari al 30% del carico di esercizio anche con una delle 2 lastre in vetro rotte.

Tipologie di vetro

  • Stratificato di sicurezza. Di sicurezza e protezione, è ottenuto inserendo un foglio di PVB o altri materiali plastici, tra due lastre. In caso di rottura accidentale del vetro, il foglio in materiale plastico tiene uniti i pezzi ed evita il distacco di schegge grosse o di frammenti taglienti, quindi pericolosi. Questo tipo di vetro viene usato in numerose applicazioni, come le facciate continue, i parapetti o le pareti vetrate.
  • Temprato di sicurezza. E’ composto da un’unica lastra sottoposta ad un trattamento termico che le conferisce particolari proprietà di resistenza alla rottura. La lastra viene portata a circa 600° e raffreddata bruscamente. Tecnicamente, quindi, in caso di rottura il vetro si frantuma in piccoli frammenti non taglienti. E’ usato per i serramenti, per gli elementi di arredo e per le porte interne.
  • Extrachiaro. Ha un aspetto estetico estremamente neutro, un’elevatissima trasmissione luminosa ed un’eccezionale resa di colore. I vantaggi dell’extrachiaro rispetto ad un comune float sono:
  • Trasparenza: la trasmissione luminosa è superiore soprattutto se lo spessore è elevato;
  • Neutralità in trasmissione: la resa dei colori ed il contrasto sono ottimizzati. I colori degli oggetti restano vivi e naturali.
  • Colorazione molto tenue: nel caso di vetro spesso, l’impiego di extrachiaro consente di ottenere una vetrata pressoché incolore. La colorazione verdastra propria dei vetri molto spessi viene notevolmente attenuata.
  • Brillantezza e profondità: nelle vetrate smaltate o laccate l’assenza di riflesso verde sulla lastra del vetro garantisce un colore particolarmente brillante.

Caratteristiche e vantaggi delle pareti trasparenti e delle balaustre

Le pareti trasparenti sono utili perché non interrompono la diffusione di luce naturale e sono indispensabili in uno spazio ridotto, quando, un “classico” tramezzo in cartongesso restringerebbe lo spazio a disposizione. Nate inizialmente per dividere gli spazi di lavoro, trovano applicazione pratica nell’interior design residenziale grazie anche alla possibilità di avere realizzazioni su misura.

Alcuni esempi? Dalla cucina in “scatola” nel living alla cabina armadio, fino alla sostituzione di pareti o porzioni di queste anche nei corridoi contigui alla zona giorno.

Le balaustre per interni, indispensabili a protezione delle scale di collegamento tra piani o come chiusura perimetrale per i soppalchi.

Per esterni, soprattutto come barriera su balconi e terrazze. In ogni applicazione, le balaustre in vetro rispondono all’esigenza di avere “leggerezza visiva”. Senza ovviamente rinunciare a nessun parametro di massima sicurezza.

Le lastre di vetro dei parapetti, forate in vetreria, vengono ancorate ai gradini con borchie in acciaio. Tra le lastre e l’acciaio è fondamentale utilizzare rondelle in nylon per evitare punti di rottura nella lastra.

Per una migliore estetica, le borchie si possono mascherare con placchette coordinate ai gradini.

La presenza del vetro ancorato a tutti i gradini, ed in appoggio anche a terra, garantisce stabilità alla scala in quanto il gradino risulta ancorato su due lati mediante barre filettate che lavorano a taglio e permettono di rispettare la portata al mq, prevista nella normativa di riferimento.

Le scale a sbalzo che non presentano ancoraggi tra gradino e vetro richiedono una struttura metallica, tassellata alla muratura portante. Alla struttura vengono saldati dei tubolari con funzione di mensola di sostegno dei gradini: tutto deve essere studiato, calcolato e verificato. In questo modo la scala è staccata ed indipendente dalle lastre di vetro che fanno da parapetto.

Per collegare le lastre di vetro nella parte superiore si utilizzano dei “pointer” ossia rondelle in acciaio che, accoppiate tra loro mediante una barra filettata, permettono al posatore di allineare i vetri in maniera perfetta.

Ristrutturare casa: vantaggi ed incentivi

Ristrutturare casa: vantaggi ed incentivi

Ristrutturare la propria casa significa cambiare il proprio modo di vivere quotidiano, pensare agli spazi, a come renderli funzionali, a come migliorare il benessere di chi vi abita.

Ovviamente il tutto senza allontanarsi dal budget stabilito per la ristrutturazione casa.

Trasformare l’intera casa, o anche solo un ambiente della stessa, è un investimento sia in termini economici che di tempo e salute. 

La decisione di acquistare un appartamento da ristrutturare è la soluzione ideale. Vedere ogni giorno che il tuo sogno si stia avverando è qualcosa di meraviglioso.

Durante le fasi della ristrutturazione però potrebbe sorgere qualche dubbio: conviene acquistare un edificio da ristrutturare o un nuovo immobile?

RistrutturaInterni ha la soluzione al tuo problema.

Quali sono i motivi validi per acquistare un appartamento da ristrutturare?

  • Acquistare un appartamento da ristrutturare è la giusta soluzione per coloro i quali desiderano  un’abitazione unica ed inconfondibile e soprattutto che rifletta il proprio stile.
  • In questo modo si può ristrutturare casa creando ambienti dal fascino unico.
  • Le case edificate diverse anni fa con tecniche e gusti  appartenenti ad un’epoca passata suscitano interesse poiché ricoperte dall’aspetto di un tempo, il quale  non si può riprodurre in una nuova abitazione.
  • Gli appartamenti costruiti in passato godono di spazi ampi sia nei metri quadri sia nell’altezza. Sono caratterizzati da stanze e finestre più ampie, soffitti più alti. Inoltre sono dotati di spazi aggiuntivi, quali ripostigli, ingressi. Le nuove costruzioni invece sono solitamente calibrate dalle dimensioni minime di legge.

Si può ristrutturare casa così godendo di volumi e spazi più ampi.

  • Le vecchie costruzioni di solito sorgono in centri storici o in periferie cresciute con piani regolatori differenti. Un appartamento da ristrutturare normalmente si trova già in una zona ben servita della città, sia dai  mezzi pubblici sia dall’organizzazione viaria. In aggiunta, la maggior parte delle volte non sarà mai isolata, ma inserita in una vasta struttura di vie con negozi, supermercati, raggiungibili anche a piedi. Uno dei vantaggi della ristrutturazione casa è appunto sfruttare la “posizione strategica” dell’immobile.
  • Con la nuova Legge di Bilancio 2019, sono state introdotte importanti novità circa la detrazione fiscale IRPEF che spetta ai contribuenti che effettuano lavori di ristrutturazione e di risparmio energetico Ecobonus, Sismabonus e di sistemazione e recupero del verde urbano.

Motivi validi per ristrutturare casa

  1. Il valore di un immobile appena ristrutturato aumenta dal 5 al 10%. E’ possibile beneficiare del Bonus Mobili 2019 .
  2. Acquistare una casa da ristrutturare ti impegna molto meno a livello economico rispetto all’acquisto di una nuova casa. Il costo iniziale è di gran lunga inferiore rispetto al costo di un appartamento di nuova costruzione.
  3. Affidandosi ad una ditta specializzata, come Ristruttura Interni S.r.l. verrà incrementata sia la qualità dell’ambiente sia il valore della casa. Inoltre sarà alimentato l’aspetto sentimentale del legame con l’ambiente domestico, il quale si trasformerà nel luogo ideale dei proprietari.

I fattori da tenere in considerazione quando si deve ristrutturare casa

Quando si progetta una ristrutturazione completa o parziale occorre prendere in considerazione alcuni elementi fondamentali:

  • Verificare che lo spessore dei muri che separano l’appartamento da quello di eventuali vicini sia di almeno 20/25 cm. Lo spessore può essere un elemento discriminante, anche nel caso di pareti interne alla stessa abitazione, soprattutto nel caso di rumori provenienti dal bagno.

In entrambi i casi, si può intervenire inserendo materiale fonoassorbente.

  • Verificare che limpianto elettrico sia a norma richiedendo l’apposita certificazione e chiedendo ad un professionista di controllare la presenza ed il funzionamento di tutti i cavi necessari, oltre alla corrispondenza tra l’effettivo bisogno energetico dell’abitazione e la potenza dell’impianto.
  • Controllare che l’impianto idrico sia stato ristrutturato in base alla legge 46/90 richiedendo anche in questo caso la certificazione corrispondente. Nel caso in cui gli interventi non fossero a norma o fossero parziali, bisogna procedere alla ristrutturazione, ad esempio degli impianti vecchi.
  • Per quanto riguarda l’impianto di riscaldamento, effettuare un controllo sulle valvole dei radiatori al fine di verificare che possano regolarsi autonomamente. Nel caso di caldaia a gas, controllare che i fori di areazione ed i tubi di esalazione siano delle dimensioni adeguate e posizionati correttamente. Anche in questo caso è fondamentale richiedere la certificazione che ne attesti la conformità.

In base a questi elementi necessari potrai capire quali sono gli interventi essenziali per avere  una casa che rispetti tutte le norme vigenti,  considerando anche il costo da sostenere, il quale può variare in base ai lavori da effettuare, ai materiali scelti ed ai metri quadri dell’appartamento.

Ristrutturare un loft

Introduzione

Durante la ricerca di un appartamento può capitare di trovarsi di fronte a edifici industriali ristrutturati e riconvertiti in abitazioni. Si sta sempre più diffondendo la filosofia di riconvertire edifici dismessi e abbandonati in nuovi edifici che ospitino appartamenti. Questo tipo di scelta favorisce la riduzione del consumo di suolo, perché non viene costruito un edificio da zero, e allo stesso tempo permette di riutilizzare spazi e manufatti costruiti che altrimenti giacerebbero inutilizzati e abbandonati. Gli appartamenti che vengono ricavati da edifici di questo tipo, di i solito uno spazi industriali o commerciali dismessi vengono chiamati  loft.

Origini del loft

La parola loft, ormai entrata nel nostro vocabolario, in inglese significa solaio/soffitto, le prime esperienze di realizzazione di loft risalgono agli anni ’70 del Novecento e traggono origine dall’allestimento di case-atelier da parte di artisti americani nei pressi di New York. In questa città in quell’epoca abbondavano infatti edifici industriali dismessi, temporaneamente o non, e gruppi di persone iniziarono a trovare affascinante l’idea di poter abitare uno spazio industriale.

Cos’è un loft?

Il loft è un’abitazione ricavata da un ambiente unico, di solito uno spazio industriale o commerciale dismesso di notevole superficie, caratterizzato da quasi totale assenza di divisori e da altezze interne maggiori rispetto agli immobili costruiti a uso residenziale e maggiori superfici finestrate, con inserimento di soluzione di arredo particolarmente personalizzate. Comunemente si usa il termine loft anche per connotare un appartamento di metratura piuttosto ampia che segue lo stesso stile dei loft nell’utilizzo e nell’organizzazione aperta degli spazi interni.

Il progetto di un loft

Il ruolo degli esperti

È piuttosto evidente che per ristrutturare o progettare un loft è necessaria la presenza di un team di esperti, primo fra tutti un architetto di interni, che possa guidarvi nel fare le giuste scelte ed ottenere un risultato ben realizzato. Trattandosi infatti della ristrutturazione di edifici commerciali o industriali, è fondamentale affidarsi a persone competenti che possano in primis appurare la fattibilità della riconversione funzionale dell’edificio, ovvero il cosiddetto cambio di destinazione d’uso. Successivamente sarà compito del team di esperti redigere un progetto che renda lo spazio abitabile, che rispetti dunque le norme d’igiene e del regolamento edilizio riguardanti gli spazi destinati alla permanenza di persone.  Infine lo stesso gruppo di progetto dovrà espletare tutte le pratiche comunali richieste e allo stesso tempo definire un progetto esecutivo che tenga conto degli aspetti tecnico-energetici e strutturali dell’edificio. Infatti trattandosi di un edificio industriale o commerciale la sua funzione originaria non riguardava l’ospitalità di persone, dunque le sue caratteristiche prestazionali a livello energetico non è detto che soddisfino i requisiti che un’abitazione deve avere.

Immagine tratta da www.pixabay.com

Lo spazio interno

Lo spazio di un loft è solitamente caratterizzato da tre fattori principali, abbondanza di luce naturale, ampie altezze e ambienti connessi tra loro.

Luce

Grazie alla presenza di ampie vetrate o di lucernari, che originariamente servivano per poter garantire la corretta illuminazione a chi lavorava all’interno di questi spazi, la luce naturale permea facilmente lo spazio interno di un loft. Questa caratteristica rende questi spazi estremamente luminosi di giorno e garantisce una visuale verso l’esterno privilegiata.

Altezza

I loft hanno spesso altezze interne notevoli che superano i quattro o cinque metri, questo perché precedentemente ospitavano macchinari o attrezzature che necessitavano di spazi di manovra ampi. La notevole altezza interna può essere sfruttata in moltissimi modi, in questo articolo vi avevo già dato qualche idea in merito. E’ molto frequente che nei loft si abbiano ambienti a doppia altezza, ad esempio una zona giorno a tutta altezza all’interno del quale affaccia un soppalco che ospita le zona notte. L’ampia altezza interna conferisce all’ambiente ariosità e spaziosità e anche la luce naturale si diffonde in maniera più omogena.

Ambienti connessi tra loro

Se le altezze interne notevoli consentono di connettere in maniera fluida gli spazi in senso verticale, la riduzione al minimo delle partizioni verticali interne permette di connettere allo stesso modo gli ambienti in senso orizzontali. Gli spazi delle ex fabbriche erano infatti il più possibile libere da divisioni interne o pilastri perché magari ospitavano magazzini o locali che dovevano rimanere il più unitari possibili per poter lavorare. Il fatto che al momento di ristrutturare un loft la superficie si presenti poco frammentata è utile per poter pensare ad un progetto e ad una distribuzione che non deve tener conto di una presenza massiccia di pilastri e muri portanti. Anche il progetto del nuovo spazio spesso tende a ridurre al minimo le partizioni verticali, presenti solo dove è strettamente necessario, come negli spazi più privati. Dunque gli spazi interni fluiscono liberamente uno nell’altro, la zona giorno ospita in un unico spazio ingresso, soggiorno, sala da pranzo e cucina, e lo spazio può essere suddiviso all’occorrenza in zone separate attraverso l’uso di partizioni leggere come pareti mobili. Oppure può essere contraddistinto dalla presenza di mobili passanti, di cui vi ho già parlato in questo articolo, che suddividono solo parzialmente lo spazio. Anche la scelta dell’arredo è più libera in spazi di tali dimensioni, si può infatti optare per ampi divani o cucine ad isola o camere da letto con vasca a vista.

Le caratteristiche estetiche

Un loft può essere progettato cercando di ricreare l’atmosfera originaria, quella di una fabbrica, utilizzando ad esempio lo stile industrial, oppure la sua natura può essere reinterpretata in chiave attuale, adottando lo stile minimal-moderno. In entrambi i casi si avranno a disposizione ampie superfici sia a pavimento che a soffitto, che sarebbe ottimale trattare con continuità in modo da enfatizzare l’unitarietà dello spazio.

Conclusioni

Se vi affascinano gli spazi industriali dimessi, con le loro ampie vetrate e amate gli spazi ariosi ristrutturare un edificio dimesso e trasformarlo in un loft potrebbe essere la scelta giusta! Ricordatevi però che non potete affrontare questa operazione senza l’aiuto di un team di esperti, perché è necessario un attento controllo di tutti gli aspetti che riguardano il progetto. Alla fine dei lavori avrete uno spazio altamente personalizzato, con ambienti con caratteristiche totalmente fuori dall’ordinario. Lo spazio interno di un loft ha infatti moltissime potenzialità, grazie alla sua spazialità e alla grande presenza di luce naturale, può essere progettato con grande libertà e dare origine a risultati notevoli.

Pavimenti per interni: un volto nuovo alla tua abitazione!

Pavimenti per interni: un volto nuovo alla tua abitazione!

Durante la ristrutturazione casa,  la scelta del pavimento è una decisione fondamentale da prendere con attenzione. Non tutti i pavimenti sono uguali, né tutti si adattano alle stesse esigenze.

I pavimenti per interni sono elementi strutturali, per cui devono essere solidi e resistenti, ma hanno anche una importante funzione decorativa all’interno della casa.

Sono rivestimenti che devono essere sia funzionali e pratici da mantenere sia belli ed accoglienti per rendere piacevole e gratificante la permanenza in casa.

Tipologie di pavimenti per interni

I materiali utilizzati per realizzare i pavimenti interni sono diversi: dalla ceramica, al legno, al parquet, all’acciaio, alle pietre, resine, cemento e moquette.

  • Pavimenti in ceramica. La ceramica è una delle soluzioni ideali e più diffuse per il rivestimento del pavimento di qualsiasi locale, che sia abitazione o ufficio. 
  • Si tratta di un materiale molto resistente e soprattutto adattabile a qualsiasi ambiente perché si trova nelle più svariate colorazioni.

La ceramica è classificabile in base alla natura della pasta. Si distinguono due tipi: la ceramica a pasta compatta e la ceramica a pasta porosa.

La ceramica a pasta compatta è caratterizzata da una porosità bassa ma è molto resistente a graffi ed agli urti. Ed inoltre è impermeabile. Rientrano in questa categoria la porcellana ed il gres utilizzato come ceramica per pavimenti.

Il gres è una pasta argillosa a cui vengono incorporate specifiche sostanze le quali hanno la funzione di renderla più resistente. Prima di essere usato nella pavimentazione, deve essere sottoposto ad un trattamento di vetrificazione al fine di diventare lucido ed idoneo ad essere usato come lastra da pavimento.

La ceramica a pasta porosa ha una bassa resistenza ai grassi ed è un materiale molto duttile.

Rientrano in questa categoria maioliche e terracotta. Quest’ultima viene creata usando argilla comune.

Per cui, dopo averla cotta, diventa del caratteristico color rosso che la contraddistingue rispetto agli altri tipi di cottura. Il tipo di terracotta che viene usato per rivestire uno spazio più rustico ed intimo, viene ulteriormente ricoperto di materiale vetroso che gli fa assumere un aspetto liscio e brillante.

La lavorazione della maiolica invece è diversa. Essa viene ricavata dall’argilla di cava, la quale successivamente viene smaltata. Al fine di ottenere una buona maiolica, si deve cuocere prima l’argilla e poi il rivestimento dello smalto.

La ceramica utilizzata nei pavimenti ha caratteristiche ben precise, quali conducibilità termica bassa, durezza, resistenza all’usura, impermeabilità, facilità di rimozione delle macchie e dello sporco, nonché resistenza agli acidi.

  • Pavimenti in marmo. I pavimenti in pietre naturali rendono ogni ambiente della casa esteticamente unico.

Il marmo è una pietra naturale molto affascinante ma costoso. E’ la “pietra per eccellenza”, molto utilizzato per la pavimentazione di ogni ambiente sia interno sia esterno.

La classe e l’eleganza del marmo sono impagabili, motivo per cui resta tutt’oggi un materiale in uso nonostante sia costosissimo, non solo per gli alti costi di estrazione e trasporto ma anche per quelli necessari per la lavorazione e la posa.

Operazioni che richiedono manodopera altamente specializzata e sempre più irreperibile.

Le tonalità e le colorazioni del marmo sono svariate: dai classici bianchi, rosa ed ocra sino a colori brillanti quali il verde malakite, il blu lapislazzulo o il rosso damasco.

Le venature ineguagliabili e straordinarie contribuiscono a conferire a ciascuna lastra un aspetto particolare ed un’identità propria.

Utilizzare questo tipo di materiale per la pavimentazione della propria abitazione significa optare per un ambiente di un certo livello, raffinato e di classe.

Solitamente il marmo viene scelto come materiale per la pavimentazione di grandi saloni da pranzo o di ingresso, in abitazioni di un certo prestigio. E’ molto utilizzato anche negli ambienti comuni degli alberghi di lusso a cinque stelle, che lo prediligono anche come materiale d’arredo e pavimentazione dei bagni. Può essere utilizzato anche per pavimentazioni esterne.

La posa di un pavimento in marmo non è semplice. E’ necessario attendere per circa un mese e procedere poi con la levigatura e la lucidatura.

Il marmo necessita di una costante manutenzione e cura nel prestare sempre attenzione ed evitare abrasioni e graffi causati dall’attrito con elementi metallici o comunque duri.

Inoltre si tratta di un materiale non adattissimo ai pavimenti di cucina poiché, benché la superficie venga lucidata resta comunque porosa tendendo ad assorbire i liquidi. In particolare sono proprio le sostanze acide che possono provocare seri danni perché tendono a sciogliere i sali di calcio presenti nel marmo.

  • Il pavimento alla veneziana o palladiana rientra in questa categoria. La posa avviene su una base di cemento e si conclude nell’arco di 24 ore grazie alla cosiddetta tecnica “fresco su fresco”.

Si tratta di pavimenti unici perché totalmente personalizzabili nei decori e colori. Sono adatti a qualsiasi ambiente della casa. Inoltre sono molto resistenti e capaci di assorbire grandi sollecitazioni.

  • Il travertino è un altro materiale utilizzato per realizzare una tipologia di pavimento. Si tratta di una roccia sedimentaria di origine calcarea, la quale si forma con stratificazione di carbonato di calcio unito ad ossidi. E’ un materiale resistente, poco assorbente e duraturo.

Le venature ed i tipici segni che lo contraddistinguono nascondono eventuali macchie che nel tempo e con l’uso potrebbero formarsi. È particolarmente adatto agli ambienti rustici.

  • Il granito è una pietra naturale classificata come roccia eruttiva intrusiva acida, composta essenzialmente da quarzo ed, in quantità minori, da ortoclasio e mica nera.

E’ un materiale di difficile lavorabilità e lucidabilità. Presenta una resa estetica inferiore ma caratteristiche tecniche superiori a quelle dei marmi e dei calcari; a fronte di un peso specifico piuttosto modesto ha un’elevata resistenza all’usura, alla compressione ed all’abrasione.

L’elevata presenza di quarzo lo rende adatto e durevole anche per l’applicazione in ambienti esterni.

Nell’edilizia moderna il granito trova largo impiego soprattutto nelle pavimentazioni, sia interne che esterne e nei rivestimenti esterni.

Negli ambienti domestici viene utilizzato soprattutto per la realizzazione dei piani cottura di molte cucine.

Il granito è disponibile in svariate tonalità che vanno dal bianco al grigio, fino al rosa ed al rosso a seconda della concentrazione di ossido ferrico presente nel materiale. Ogni giacimento avrà dunque una sua colorazione tipica.

  • Pavimenti in PVC: offrono numerosi vantaggi dal punto di vista della posa, dei costi contenuti e della durata.

Un pavimento in PVC è costituito da vinile, ovvero plastica che acquisisce la caratteristica flessibilitá, grazie ad additivi detti plasticizzanti.

Si divide in omogeneo (composto) ed eterogeneo (multistrato). In quest’ultima categoria di identificano tre strati principali: la copertura superficiale che aggiunge lucentezza e lo protegge dall’usura, la salvaguardia dello strato intermedio, la finitura sul retro che determina il tipo di adesivo necessario alla posa in opera e che deve garantire un’ulteriore protezione contro umiditá e muffa.

Per quanto riguarda la posa in opera, sia le lamine che i quadrati in PVC, possono essere incollati al pavimento con un adesivo speciale. Qualora il pavimento in PVC dovesse rappresentare una scelta temporanea, è tuttavia sconsigliato l’uso di adesivi sulle piastrelle poiché rimuovere la colla è piuttosto difficoltoso.

  • Pavimenti in acciaio inox.  Grazie alle caratteristiche di questo materiale, questa tipologia di pavimenti si presta ad essere usata in ambienti dove sono necessarie alte garanzie di igienicità.

La produzione di questi pavimenti è molto flessibile e permette di soddisfare le più svariate esigenze progettuali: i pavimenti inox esistono in un’ampia gamma di formati e dimensioni, che si possono accostare anche alle piastrelle in ceramica già esistenti.

  • Pavimenti in parquet. Si tratta di un’alternativa economica ai pavimenti in legno  sia nel rivestimento degli spazi commerciali, sia in ambito residenziale.

Esistono due tipologie di parquet: quello prefinito, concepito essenzialmente per la posa flottante: le tavole, con spessori tra 6 e 12 mm, sono provviste di incastri che ciascun produttore sagoma in modo diverso; quello laminato che prevede l’inserimento inclinato ed  il successivo innesto a scatto, premendo la tavola in basso.

I  parquet laminati si dividono in due categorie, contraddistinte dalle sigle HPL e DPL. I primi, di maggior pregio, si realizzano con un processo in due tempi che sottopone i materiali a pressione e temperature elevate (High Pressure Laminated), in modo che gli strati risultino indivisibili e compatti. I laminati DPL (Direct Pressure Laminated) si ottengono con pressioni inferiori che fissano gli strati sul supporto in HPL.

Esiste poi anche il finto parquet, il quale, pur essendo più economico, è in grado di durare oltre vent’anni ed è assoggettato ad una normativa europea per il controllo della qualità.

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