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Ristrutturazione Casa

Come eliminare i rumori in casa

Come eliminare i rumori in casa

Il comfort acustico è una condizione fondamentale per la qualità della vita domestica. Quando viene meno, si può intervenire con soluzioni mirate.

Una volta individuata la tipologia di inquinamento acustico da combattere e la causa, per esempio se proviene dall’esterno o dagli appartamenti adiacenti, resta da capire come e dove intervenire.

Le soluzioni per bloccare la propagazione delle onde sonore, o almeno per assorbirle, sono infatti numerose come l’aggiunta dell’isolamento dall’interno, la sostituzione dei vecchi infissi, la posa di materassini anticalpestio o di controsoffitti.

Il controsoffitto acustico Mono Acoustic di Rockfon è realizzato in lana di roccia e polvere di marmo. Può essere montato su una struttura sospesa (con pendinatura) o applicato direttamente sulla superficie, anche curva o inclinata. Si posa anche su pareti: nell’installazione verticale può essere usato in alternativa agli assorbitori murali a parete. A queste performance di assorbimento acustico si abbinano anche proprietà di contenimento energetico.

Le diverse fonti

  • Le vibrazioni. I rumori generati dalle vibrazioni di corpi nell’aria (detti aerei) vengono percepiti proprio attraverso l’aria, che diventa il veicolo di trasmissione dei suoni. Tra questi rumori, ci sono anche quelli provocati dalla voce e dalle trasmissioni radio e televisive, decisamente fastidiosi.
  • Le percussioni. Sono rumori che traggono origine da una sollecitazione meccanica a cui viene sottoposta una struttura o un elemento facente parte dell’edificio, come una parete o il solaio. Alla sollecitazione (quindi al colpo) segue una vibrazione che, imposta all’elemento rigido, si ripercuote nell’aria e viene percepita dall’apparato uditivo delle persone, sempre tramite via aerea. Alcuni rumori originati da percussioni sono quelli causati dallo spostamento di mobili, da porte chiuse con forza, dalla caduta accidentale di oggetti e dai passi.
  • Gli impianti. I rumori dovuti invece agli impianti tecnologici della casa e dell’edificio in generale sono forse i più complessi da definire e circoscrivere, in quanto possono originarsi in duplice forma, area o da percussione, per essere poi percepiti in forma aerea.

E’ il caso dei rumori dovuti agli scarichi, agli ascensori, agli apparecchi di ventilazione ed a quelli originati dagli impianti di riscaldamento.

La normativa

La legge quadro, che per la prima volta affronta il tema del rumore in Italia, è relativamente recente: è la 447 del 1995. A questa sono poi seguiti, mano a mano, i decreti attuativi per i vari ambiti, tra cui anche quello sulle caratteristiche acustiche che devono avere gli edifici, il D.P. C.M. 5/12/1997 (documento di riferimento nella normativa italiana per l’acustica in edilizia. Quest’ultimo definisce le prestazioni di isolamento acustico che gli edifici devono possedere.

Il rumore proviene dall’abitazione del piano sopra: quali sono le cause ed i rimedi consigliati?

Solitamente i rumori che si avvertono dall’appartamento posto al piano superiore sono quelli relativi agli impianti e di tipo impattivo. I suoni che propagano per via aerea, come la voce delle persone o l’audio della tv sono invece avvertibili più difficilmente.

I rumori causati dagli impianti sono dovuti perlopiù agli scarichi dei bagni; quelli di tipo impattivo, invece, sono causati dal calpestio e da sorgenti che trasmettono il rumore attraverso le vibrazioni (ne è un esempio la lavatrice). Questo tipo di rumore è detto “solido”.

Ai rumori dovuti alle tubazioni ed agli scarichi idrici non c’è rimedio, a meno di intervenire direttamente (con scassi a pavimento ed a livello delle pareti) per fasciare i condotti con idonee guaine fonoassorbenti o per sostituirli con quelli di nuova generazione, che sono silenziati.

Anche i rumori impattivi richiedono lavori ingenti e non sempre “fattibili”: risolutivo sarebbe intervenire sul pavimento del piano superiore per introdurre un materassino anticalpestio.

Phonmax Bs di Primate è un materassino per l’isolamento al calpestio specifico per massetti a basso spessore. E’ composto da uno strato di Primate Phonopro (3 mm di spessore di polietilene espanso a celle chiuse reticolato, appositamente studiato per l’isolamento acustico), accoppiato termicamente con la fibra poliestere termo gelata Phonotel. L’abbinamento dei due prodotti permette di ottenere elevati valori di abbattimento acustico al calpestio.

Come risolvere i rumori dell’appartamento adiacente?

In questo caso i problemi più ricorrenti di solito sono dovuti ai suoni che si trasmettono per via aerea ed agli scarichi.

I rumori per via aerea sono dovuti ad una mancata o errata progettazione delle pareti che separano le unità abitative. In genere, si riscontra che sono sottodimensionate ed anche costruite non correttamente. Per esempio, le tracce per le forassiti (i tubi corrugati flessibili all’interno dei quali si fanno passare i cavi) ed i fori per le prese, se sono realizzati nello stesso punto da entrambe le parti del muro creano una sorta di buco acustico.

Anche gli intonaci ed i materiali scelti possono non essere adeguati o applicati male.

Per rimediare, si procede dall’interno con una controparete isolante acusticamente (tamponamento in cartongesso accoppiato ad isolante). Si tratta di una soluzione spesso risolutiva, se dimensionata ed applicata correttamente, ma occorre mettere in conto la perdita di 10-15 cm nella stanza.

Negli edifici più vecchi può capitare che il rumore prodotto in casa si propaghi attraverso la porta di ingresso non blindata (andrebbe sostituita) e si amplifichi nel vano scale.

Da applicare all’interno, a parete ma anche a soffitto, Gypsotech Duplex dB-Lignum di Fassa Bortolo è un pannello isolante studiato per garantire la massima fono assorbenza in un volume minimo. La struttura è accoppiata: alla lastra di cartongesso Gypsotech viene unito un pannello in poliuretano, riciclato, dello spessore di 10 mm, rivestito su entrambi i lati con uno strato di tessuto non tessuto. Lo spessore totale non supera i 30-40 mm.

Se il problema acustico è interno all’appartamento, come si risolve?

Ci si trova in una situazione meno seria della precedente, soprattutto perché si può risolvere autonomamente.

I disturbi più frequenti sono solitamente di tipo impiantistico (scarichi ed impianti di climatizzazione dell’aria) o aereo e di trasmissione diretta a causa dello scarso isolamento tra due camere adiacenti.

Se per gli scarichi idrici si procede analogamente a quando il fastidio è dovuto ad altri, per gli impianti di climatizzazione la cosa più semplice (ma costosa) è sostituire i vecchi dispositivi con modelli recenti. Si tenga conto che alcuni tipi di impianti anche oggi risultano più rumorosi di altri, soprattutto se il “motore” è interno all’abitazione.

L’isolamento tra due stanze si aumenta invece con una controparete. Anche le porte interne sono importanti perché, se isolanti e posate bene, fanno la differenza.

Il rimbombo: un grande fastidio

In un’abitazione, i problemi dati dalla persistenza in una stanza di un suono (dovuta al riverbero sulle pareti) sono risolti spesso con l’arredamento.

Pareti parzialmente occupate con mensole o mobili favoriscono l’acustica all’interno della stanza. E’ utile sapere poi, che le superfici porose, morbide ed imbottite, contribuiscono ad attutire il suono e sono l’ideale per contrastare il rimbombo in ambienti particolarmente ampi ed alti.

Da questo punto di vista, anche il legno (parquet e boiserie) funziona bene, meglio delle piastrelle e del marmo.

Esistono poi speciali pitture adatte a rifinire le contropareti isolanti che possono essere aggiunte negli interventi di riqualificazione acustica.

Paintlac di MaxMeyer è lo smalto murale all’acqua che si applica direttamente su cartongesso, ideale quindi negli interventi di coibentazione acustica contro pareti.

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Pavimenti in resina, quando e come usarli

Nelle ristrutturazioni di un appartamento capita spesso di dover intervenire sui pavimenti di uno o più ambienti e l’utilizzo di un prodotto durevole e di buona qualità è fondamentale. 

Ad oggi esistono numerosi tipi di, in gres porcellanato, in legno, vinilico, in pietra, in cemento o in resina.

Ognuno ha le sue caratteristiche funzionali ed estetiche, i suoi pregi e i suoi difetti, ed è importante conoscerli per utilizzarli al meglio.

Caratteristiche estetiche

Il pavimento in resina è formato da un composto polimerico e si presenta liquido all’aspetto, come una vernice densa, viene steso su fondo adeguatamente preparato, attraverso una spatola e può avere differenti finiture, texture e colori.

Una caratteristica molto importante della resina è la sua versatilità, infatti è un materiale con un alto grado di personalizzazione, può essere lucido, opaco o semilucido, può essere prodotto praticamente in qualsiasi colorazione e può avere diversi effetti estetici.

Facilità e praticità nella posa

La resina può essere posata anche sopra un pavimento esistente, avendo cura di preparare adeguatamente il supporto, senza che del vecchio pavimento rimanga alcuna traccia.

Avendo uno spessore finito che scende fino a 2-3 mm, può essere posata sopra un pavimento esistente senza creare fastidiosi dislivelli che comporterebbero una revisione di porte e finestre.

Massima igiene e pulizia

La caratteristica che preferisco del pavimento in resina è il fatto che non presenta fughe o giunti, una volta steso il materiale avrete una superficie perfettamente omogenea e continua.

Questo, oltre a garantire un effetto estetico che pochi altri materiali riescono a conferire, consente una maggior facilità di pulizia dell’ambiente.

Dimenticatevi dunque scomode fughe da pulire minuziosamente e che ormai hanno perso il loro colore originale a causa di incrostazioni e sporco.

La resina è un materiale impermeabile e totalmente igienico, e queste caratteristiche lo rendono particolarmente adatto sia per i bagni che per le cucine.

Numerosi campi di applicazione

Un altro pregio della resina è il fatto di poter essere applicata a svariati supporti, a pavimento, ma anche a parete e soffitto, su arredi, come mobili in cartongesso, piani di lavoro in cucina o pareti di vasche ad incasso.

Con piatti doccia a raso pavimento, ormai sempre più diffusi, che permettono di non avere dislivelli tra doccia e pavimento, l’applicazione della resina è l’ideale.

Può infatti essere applicata direttamente sul piatto doccia a raso per garantire la massima continuità visiva tra esterno ed interno della doccia.

Caratteristiche fisiche

Numerose sono poi le qualità della resina date dalle proprietà intrinseche del materiale, resiste infatti a lungo a sollecitazioni chimiche e fisiche.

Infatti è spesso abbinata a pavimenti dotati di riscaldamento a pavimento, poiché è un materiale elastico che sopporta bene le sollecitazioni date dagli sbalzi di temperatura.

Pregi e difetti

Fino a qui sembra un materiale praticamente perfetto che riunisce in sé le migliori caratteristiche che un pavimento o un rivestimento possa avere.

Colori e finiture versatili come un pavimento in gres porcellanato, facilità e praticità di posa anche su pavimenti esistenti come il vinilico, completa assenza di fughe come il cemento o lo stesso linoleum, i più svariati campi di applicazione come nessun materiale fino ad ora e buone caratteristiche fisiche, come il legno o la pietra.

Eppure anche la resina ha dei difetti, pochi ma ne ha e sono dati principalmente dall’usura del materiale.

Per esempio ingiallisce facilmente, è sensibile alla luce e ai raggi uv, dunque con il passare del tempo tende a mostrare questo suo difetto.

Ci sono colorazioni più o meno indicate per contrastare questo fenomeno ed è bene rivolgersi ad un esperto per capire quale sia quella più adatta.

Un altro difetto è che la resina risente molto del supporto posizionato al di sotto di essa, che si tratti di un pavimento preesistente o di un massetto nuovo, esso deve essere il più possibile uniforme.

Più omogeneo il supporto sarà, più la stesura della resina sarà efficace e meno soggetta a movimenti e all’insorgere di crepe.

Dunque fondamentale è la scelta di un buon posatore che sappia eseguire il lavoro a regola d’arte.

Progettare con un pavimento in resina

La resina nasce come rivestimento degli spazi industriali, grazie alle sue caratteristiche è sempre stata, assieme al cemento, il materiale ideale per rivestire questo tipo di spazi.

Grandi ambienti come magazzini, parcheggi e locali di lavoro richiedevano una pavimentazione facile da pulire e da posare, con una buona resistenza fisica.

Con il passare degli anni la resina, pur continuando ad essere utilizzata in questo tipo di spazi, ha trovato applicazione oltre che in spazi pubblici, come ad esempio musei, anche nelle abitazioni andando a soddisfare esigenze estetiche più moderne.

L’effetto dato da un pavimento o un rivestimento in resina può essere facilmente abbinabile allo stile minimal e allo stile industrial se scegliamo una resina dai toni chiari e con una spatolatura leggera con finitura opaca.

L’ambiente ci comunicherà sobrietà e una bellezza quasi primigenia ed essenziale. Se invece scegliamo una resina dalle tinte decise con finitura lucida e magari impreziosita con effetti artistici, il nostro ambiente acquisirà eleganza e una forte personalità.

In qualche caso utilizzando poi speciali additivi si creano sulla resina venature di vario colore che ricordano il marmo.

Dunque si può utilizzare questo materiale per ricalcare gli effetti estetici di un prodotto piuttosto costoso, utilizzando lo stesso procedimento concettuale che si usa ad esempio tra pavimento in gres porcellanato e legno.

Come già visto la resina offre una grande libertà di personalizzazione del prodotto e di conseguenza anche dello spazio in cui viene applicata.

Il prodotto che verrà creato per voi, sia che si tratti di un pavimento che di un rivestimento, sarà unico nel suo genere e come ogni opera d’arte non sarà facilmente replicabile altrove.

Questa caratteristica renderà dunque prezioso l’ambiente in cui è collocato, ma anche la vostra stessa casa.

Conclusioni

Come tutti i materiali anche la resina ha alcuni difetti, eppure sembra che i suoi pregi superino di gran lunga quelli di altri materiali da rivestimento. Se la resina potrebbe fare al caso vostro non vi resta che scegliere l’effetto che più desiderate! Con questo materiale tutto è possibile..

Vetrocamera: caratteristiche e vantaggi

Vetrocamera: caratteristiche e vantaggi

La vetrocamera è l’insieme di due o più lastre di vetro, separate tra loro da un’intercapedine di aria disidratata o di gas nobile (generalmente Argon o Kripton) che, caratterizzata da un minore coefficiente di scambio termico rispetto all’aria, aumenta notevolmente l’isolamento termico dell’infisso.

L’impiego di gas nobili migliora la resa energetica della vetrocamera. Ma non è l’unico sistema finalizzato a questo obiettivo. E’ possibile infatti distanziare maggiormente le due o più lastre presenti nell’infisso, in modo da renderlo ancora più efficiente per quanto riguarda l’isolamento termico.

Un altro accorgimento, è l’aumento dello spessore delle lastre di vetro.

La composizione standard prevede una proporzione 4-9-4. Ciò significa che le lastre di vetro hanno uno spessore di 4 mm mentre l’intercapedine è di 9 mm.

Esistono, tuttavia, numerose altre soluzioni, che vengono impiegate in diversi contesti a seconda della destinazione d’uso, della tipologia di infisso installato e degli obiettivi finali in termini di sicurezza e isolamento termico ed acustico.

Il perimetro della vetrocamera si compone di un leggero telaio, il quale inizialmente in alluminio, è oggi sempre più spesso realizzato in acciaio inox o con materiali compositi, con l’obiettivo di minimizzare il ponte termico tra il vetro interno e quello esterno.

Quando si acquista una nuova casa o quando quest’ultima viene ristrutturata, le finestre svolgono un ruolo fondamentale. Esse devono essere sicure e favorire l’isolamento sia termico sia acustico dell’ambiente. Da questa esigenza nasce la vetrocamera basso emissivo.

Caratteristiche principali della vetrocamera: selettività e trasmittanza termica

Le prestazioni di una vetrocamera sono determinate dalla tipologia di vetri utilizzati, da quanto questi siano basso emissivi e selettivi.

Cos’è la selettività (IS)? Per selettività si intende la capacità del vetro di filtrare le diverse lunghezze d’onda emesse dal sole, lasciando passare la maggior parte della luce ma impedendo di entrare alla maggior parte dell’energia che genera calore. Più il valore si avvicina al 2 (in genere si attesta attorno l’1.6 / 1.7) più selettivo è il vetro

Quando si parla di vetrocamera basso emissivo, invece, si prende in considerazione il valore Ug, ovvero quello della trasmittanza termica: più il valore è basso, più il vetro isola.

Attualmente, il più performante coefficiente, si ottiene combinando tre vetri, due dei quali basso emissivi. Se il valore di una singola vetrata isolante è di Ug 1,0 W/(m2K), quello di una tripla vetrata è di 0,5: l’isolamento termico migliora di oltre 10 volte e si riducono di 10 volte le spese di riscaldamento necessarie alla copertura delle dispersioni.

Al fine di scegliere un prodotto di qualità, bisogna considerare il coefficiente di trasmittanza termica, il quale indica quanto il materiale consente la fuoriuscita del calore dall’interno all’esterno

dell’edificio, e fornisce quindi una precisa idea del grado di isolamento. Misurato in W/m2K , più basso è il suo valore, migliore è l’isolamento, e quindi la capacità della vetrocamera di trattenere il

calore all’interno della stanza riscaldata (o il fresco all’interno della stanza raffreddata).

Tipologie di vetro

Un elemento da valutare nella scelta della vetrocamera è la tipologia di vetro impiegato nella realizzazione dell’infisso.

Il vetro “standard” è definito anche float, ed è quello più utilizzato in generale, a prescindere dalla destinazione d’uso.

I vetri che compongono la vetrocamera possono essere di varia tipologia.

Solitamente vengono utilizzati vetri ”selettivi” e “basso emissivi” (vetro basso emissivo) che hanno la caratteristica di lasciar passare le radiazioni luminose e contrastare il passaggio delle radiazioni infrarosse, a frequenza minore, responsabili della trasmissione di calore, sia esterno-interno che interno-esterno.

Da anni, ormai, è obbligatorio che il vetro più interno sia un vetro stratificato antinfortunistico composto da due lastre intimamente accoppiate tra cui è inserito un film di materiale plastico trasparente per evitare che, in caso di urto o rottura, le lastre si rompano in pezzi che possono essere pericolosi. Nei vetri stratificati i frammenti di vetro rimangono solidali tra loro grazie alla pellicola.

Vetrocamera con “inglesine” e “veneziane”

Alcuni tipi di vetrocamera vengono prodotti con inserti interni all’intercapedine (in genere in alluminio) che simulano le classiche finestre all’inglese con tanti piccoli vetri.

Altre versioni presentano, sempre nell’intercapedine, una tendina alla veneziana (vetrocamera con veneziana) che può essere azionata dall’esterno per modulare ulteriormente il passaggio della luce.

Vetrocamera: la normativa di riferimento

La produzione di vetri per infissi è regolamentata dalla norma UNI 7697:2014, entrata in vigore il 22 maggio 2014, periodicamente aggiornata dagli enti preposti.

La norma classifica le vetrate per gli infissi, stabilendo come vanno montate, i materiali da utilizzare, la composizione, il modo in cui devono rispondere a sollecitazioni varie, le prestazioni minime da garantire e i criteri di scelta.

Secondo quanto indicato nella norma, esistono diverse tipologie di vetro:

  • Vetrate isolanti (UNI EN 1279-1);
  • Vetro stratificato (UNI EN 12543-1);
  • Vetro Temprato Termicamente (UNI EN 12150-1);
  • Lastra: elemento vetrato monolitico o stratificato;
  • Vetrata isolante (IGU);
  • Vetrata;
  • Vetro di sicurezza: in conformità all’Appendice C della UNI EN 12600.

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Piastrelle di grande formato: un’evoluzione per l’industria del settore

Piastrelle di grande formato: un’evoluzione per l’industria del settore

Negli ultimi anni, l’industria della ceramica ha immesso sul mercato piastrelle per pavimenti e rivestimenti in formati sempre più grandi. Una vera e propria evoluzione per l’industria del settore.

L’ampliamento dei formati è stato portato a termine mantenendo inalterate le caratteristiche prestazionali del materiale e gli spessori estremamente ridotti (da 3 a 6 mm).

Quali sono le caratteristiche delle piastrelle di  grande formato?

Le piastrelle di grande formato consentono la riduzione al minimo della presenza delle fughe,  presentano superfici levigate e mostrano una certa “leggerezza” complessiva.

Tutte queste caratteristiche contribuiscono a creare quell’effetto di continuità della superficie del pavimento che conferisce grande forza espressiva a qualunque tipo di ambiente, da quelli residenziali a quelli degli spazi commerciali.

Le collezioni di maxi piastrelle

A parte l’estetica, uno dei vantaggi pratici più immediati delle maxi piastrelle è la maggiore facilità di pulizia e manutenzione che si rivela particolarmente utile nei luoghi pubblici di passaggio, di sosta prolungata e di forte calpestio.

L’uso di piastrelle di grande formato oggi viene apprezzato anche in ambito domestico. Non solo in case aventi a disposizione vasti spazi ma anche in case aventi  pavimentazioni di dimensioni più ridotte, come, ad esempio, i bagni, in cui l’impiego di un numero ridottissimo di maxi piastrelle permette di ottenere quell’effetto di continuità tanto ricercato.

Cotto d’Este, con le collezioni della serie Kerlite  ha rivoluzionato il mondo della piastrella in gres porcellanato, condensando in soli 3 mm di spessore le qualità del materiale tradizionale ed introducendo anche un nuovo concetto di posa in opera senza la demolizione dell’esistente.

Gli studi e l’evoluzione tecnologica si sono spinti oltre, permettendo, anche per questi prodotti la produzione di lastre di grandi dimensioni, le quali si sono concretizzate nelle collezioni Kerlite Exedra e Kerlite Global Surface.

La passione dell’azienda per il marmo ed un’accurata ricerca condotta presso le cave più note al mondo del pregiato materiale,  hanno portato alla realizzazione di lastre che ne riproducono ben sei differenti varietà e sono realizzate in gres porcellanato o in gres laminato (Kerlite Plus, di spessore 3,5 mm).

I marmi riprodotti sono Travertino, Marfil, Calacatta, Estremoz, Pulpis ed Amadeus. Tutti ricreati con un senso di grande naturalezza. Le lastre sono realizzate con l’innovativa tecnologia inkjet che permette di ottenere l’assoluta fedeltà all’originale.

Le finiture superficiali disponibili sono tre: Naturale, Soft e Lux.

La finitura Soft si caratterizza per il suo aspetto setoso, dai riflessi opalescenti;  la finitura Lux spicca per il riflesso semi-lucido.
Oltre alle grandi lastre da 300×100 cm, sono disponibili due sottoformati: quello da 100×100 cm e quello da 100×33,3 cm.

Inoltre la collezione è disponibile anche in gres porcellanato da 14 mm di spessore.

I marmi della Collezione Exedra  sono sia belli esteticamente sia sicuri, perché grazie alla tecnologia antibatterica Microban®, sono protetti dalla proliferazione dei batteri.
Si tratta di una tecnologia a base di argento, grazie alla quale le piastrelle di Cotto d’Este sono protette da un innovativo scudo antibatterico. Quest’ultimo elimina fino al 99,9% dei batteri dalla superficie garantendo una protezione inalterabile da usura, condizioni climatiche e ripetute pulizie in qualsiasi ambiente di utilizzo.

La protezione viene integrata direttamente nelle piastrelle durante il processo produttivo: quando i batteri entrano in contatto con la superficie trattata, la tecnologia Microban® agisce bloccandone il metabolismo, interrompendo così il ciclo vitale dei batteri, i quali non sono più in grado di proliferare e sopravvivere.

Inoltre l’azione antibatterica previene anche la formazione di biopellicole o biofilm,  colonie di batteri che costituiscono una vera e propria copertura sulla superficie e che possono danneggiare la superficie che rivestono, come ad esempio le piastrelle.

La collezione Aster Maximum di Graniti Fiandre si presenta innovativa dal punto di vista del design, ispirato all’effetto spazzolato del cemento. Essa si spinge oltre i confini delle tradizionali dimensioni di un prodotto ceramico.


Oltre al formato fuori dal consueto, le lastre offrono anche il pregio di uno spessore davvero minimo (tra i 3 e i 6 mm) ed una superficie luminosa e levigata. Questo grazie alle tecnologie attualmente disponibili, le quali hanno permesso di coniugare il formato di notevoli dimensioni con lo spessore estremamente sottile ed eliminare ogni asperità di superficie.

La varietà di proposte cromatiche della collezione, studiata per dare risalto alle superfici realizzate in gres porcellanato a tutta massa, spazia dalle sfumature dell’antracite della linea Moon, fino al pallore diafano della linea Uranus.
La scelta si completa con Venus, che evoca i colori del più luminoso dei pianeti notturni e Mercury, ispirata dai crateri del pianeta roccioso.

Le caratteristiche di questo prodotto rendono particolarmente delicato il lavoro di posa in opera, il quale deve essere realizzato da manodopera esperta e qualificata, come quella offerta da Ristruttura Interni.

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pittura idrorepellente

Caratteristiche e vantaggi della pittura idrorepellente

La pittura idrorepellente o anche impermeabile è un particolare tipo di vernice adatto per ogni tipo di ambiente domestico. Ma non solo. Si tratta di  una vernice che non teme la condensa e per questo motivo è molto utilizzata nella tinteggiatura sia di cucine, sia di bagni ma anche tinteggiatura di esterni.

La vernice idrorepellente serve a contrastare i problemi legati all’umidità. Il vapore acqueo, sotto forma di condensa, potrebbe arrecare seri problemi ad una parete con vernice tradizionale e  persino provocare il distacco della pittura stessa.

La pittura idrorepellente non teme la condensa e può anche essere applicata in ambienti esterni. Agenti atmosferici, pioggia e gelo non sono più così un motivo di preoccupazione per le pareti. Nonostante l’elevata esposizione all’umidità, la struttura chimica delle vernici idrorepellenti ne impedisce la formazione di muffe e le rende autopulenti. Con un panno umido o, nel caso degli esterni, una pioggia abbondante, lo sporco viene facilmente rimosso.

I vantaggi di una pittura impermeabile possono, di per sé, derivare dalle sue caratteristiche.

Spesso, a causa dell’acqua si tende ad installare piastrelle al fine di impedire il deterioramento dei muri. Con una vernice idrorepellente si può evitare l’applicazione delle piastrelle. Ad esempio, in cucina, nei pressi di piscine, in bagno, in cantina ed in ogni altro ambiente soggetto ad un elevato tasso di umidità.

La comparsa delle muffe in questi ambienti è molto comune e la tinta idrorepellente può azzerarne le possibilità, a patto che la struttura dell’edificio sia opportunamente isolata.

La condensa si forma più facilmente sulle superfici fredde nella casa, ad esempio sulle pareti esposte a Nord e sui soffitti. In alcuni casi, quelle superfici possono essere riscaldate migliorando l’isolamento termico. Anche se in molti casi non è possibile a causa della configurazione della casa o del costo del rinnovamento.

Inoltre la presenza di condensa sulle pareti può causare danni alle finiture, come il distaccamento della pittura, favorire la proliferazione di muffe che rendono l’ambiente insalubre e spesso causano l’insorgere di allergie, può generare ruggine e far marcire le finestre con il telaio in legno.

Più in generale, gli effetti della presenza della condensa si hanno negli angoli, nelle pareti esposte a Nord o in presenza di cavedi.

Pittura murale anti condensa: soluzione valida per combattere la condensa

Esistono vari tipi di pittura anti condensa. Alcuni sono formulati superando il CPVC (Volume di Concentrazione Critica di Pigmenti) rendendo lo strato di pittura asciutta altamente poroso.

Queste pitture agiscono come una spugna assorbendo l’acqua da condensa. Esse sono di scarsa qualità, non resistenti a macchie o strofinamenti e favoriscono lo sviluppo di muffa e ruggine, permettendo la proliferazione di funghi, macchie nere ed una rapida degradazione della parete.

Le migliori pitture anti condensa sono formulate sotto la soglia del CPVC rendendo il film di pittura asciutta non poroso, impenetrabile all’acqua, resistente a macchie e strofinamenti. Inoltre l’utilizzo di fungicidi aiuta ad intensificare la durata della pittura.

Oltre a queste proprietà chimico-fisiche, la qualità più importante per una buona pittura anti condensa è la bassa conduttività termica, la quale, assicurando un buon livello di isolamento termico, permette di aumentare per alcuni gradi la temperatura della superficie della parete.

Se la temperatura della parete a contatto con l’umidità dell’ambiente è più alta, non si formerà la condensa sulla sua superficie o ne sarà ritardata la formazione.

Al fine di validare le proprietà anti condensa di pitture contenenti varie tipologie di cariche, sono stati effettuati vari test, utilizzando una metodica sviluppata da Nordtest, ente normatore dei paesi nord europei. La norma Nordtest è legata alla determinazione della capacità della pittura di trattenere temporaneamente acqua in superficie senza gocciolare.

colore idroreppelente anti condensa

Come applicare la pittura idrorepellente

L’applicazione della pittura idrorepellente non risulta essere particolarmente difficoltosa. Con un minimo di esperienza ed un po’ di manualità si possono ottenere ottimi risultati.

Sono valide le regole generali che vengono seguite quando si tinteggia una parete. Le vernici idrorepellenti possono essere applicate su pareti poco omogenee senza che il risultato finale ne sia compromesso più di tanto.


Queste pitture termiche possono essere applicate nelle condizioni più svariate, senza particolari accorgimenti rispetto ad una pittura standard. 
Se ci troviamo in presenza di muffa, prima di procedere con i vari cicli applicativi bisognerà trattare il supporto con un detergente antimuffa.

Se le pareti sono interne e non sono mai state dipinte, bisognerà asportare con la spazzola il pulviscolo ed i frammenti di intonaco, livellando perfettamente la superficie con lo stucco, il quale verrà poi rasato e carteggiato; si applicheranno poi sia il fissativo sia due mani di pittura termoisolante intervallate tra loro di 12 ore circa se si opera in condizioni normali di umidità.  Se invece l’ambiente è più umido si consiglia di aspettare qualche ora in più.

Se le operazioni sono state eseguite correttamente, la superficie su cui è stata applicata la pittura termica, dopo una completa essiccazione, dovrebbe risultare al tatto sensibilmente più calda rispetto a come era prima dell’intervento.

Al fine di aumentare ulteriormente gli effetti, è possibile applicare nuovamente la pittura termica applicando altre mani, oltre alle due standard.

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Guida all’illuminazione stanza per stanza

Nelle ristrutturazioni di appartamenti spesso capita di dover pensare all’illuminazione di un ambiente, perché l’assetto interno è cambiato e non si adatta più ai punti luce preesistenti.

Magari la nuova stanza ha un punto luce a parete e noi vorremmo che fosse invece al centro del soffitto, oppure abbiamo unito due locali della casa e l’illuminazione precedente risulta insufficiente per il nuovo ambiente.

In questa fase innanzitutto è bene calibrare di quanti punti luce abbiamo bisogno in base alla stanza in cui ci troviamo e soprattutto in base all’utilizzo che facciamo di quell’ambiente.

Ci sono poi alcune soluzioni di illuminazione che permettono di non modificare e stravolgere l’impianto elettrico, contenendo i costi, di cui vi parlerò però alla fine dell’articolo.

Vediamo prima insieme quali sono gli accorgimenti da adottare per progettare correttamente l’illuminazione della vostra casa, analizzando i singoli ambienti.

Ingresso

E’ una parte della casa spesso trascurata, magari perché integrata con uno degli altri ambienti della zona giorno (soggiorno, zona pranzo, cucina) eppure è il primo locale che troviamo entrando in casa ed è dunque fondamentale che sia illuminato correttamente.

Per questa zona della casa spesso si ricorre a controsoffittature con illuminazione integrata, ad esempio faretti o strisce led ad incasso, che risultano pratici poiché formano un tutt’uno con il supporto.

Si prediligono in generale lampade da parete o da soffitto, se c’è una buona altezza è possibile usare anche lampadari a sospensione l’importante è che risultino pratici e comodi considerando che l’ingresso è un’area di passaggio e di movimento.


Artemide Pirce Lampada a Sospensione

Cucina

Si tratta di un’area fondamentale della casa, forse quella che richiede una maggiore attenzione in termini di progetto di illuminazione.

Sicuramente l’area di preparazione e cottura del cibo deve avere una corretta luce perché si tratta di una zona di lavoro ed è anche quella che utilizziamo di più all’interno della cucina.

Se il locale è dotato di pensili è opportuno pensare a dei led incassati proprio nel mobile sottopensile o dietro ad esso, in questo modo la luce ci arriverà frontalmente mentre lavoriamo sul piano da lavoro.

Se il locale non avesse pensili si può invece pensare ad un sistema di luci a sospensione o a binario, l’importante è che la luce non provenga mai alle nostre spalle, per non farci ombra, ma sia centrata sul piano cucina. 

Zona pranzo

La zona pranzo è un luogo di relax e di convivialità, e l’illuminazione deve rispettare questa caratteristica.

Ognuno di noi ha la necessità di avere abbastanza luce, senza scomode ombre mentre si appresta a cenare o a pranzare, dunque bisogna fare si che il punto luce sia centrato rispetto al tavolo da pranzo e che illumini in modo omogeneo la zona.

Solitamente si utilizzano lampade a sospensione, multiple o singole oppure delle lampade da terra ad arco che cadano esattamente in mezzeria della tavola e che siano regolate all’altezza giusta e comoda per i commensali.

Illuminazione Tavolo da pranzo

Soggiorno

Il luogo del relax famigliare  necessita di un’illuminazione che favorisca lo svolgersi di questa attività.

Sarà necessario predisporre punti luce a parete o a soffitto che illuminino in maniera generale e uniforme l’ambiente, allo stesso tempo saranno presenti nella stanza luci d’ambiente, come lampade da tavolo, lampade da terra o lampade decorative. Queste garantiranno una luce puntuale quando necessario, ad esempio mentre stai leggendo, o potranno creare una luce più soffusa da utilizzare in alternativa a quella generale, magari mentre stai guardando la tv e non vuoi che la stanza sia completamente buia.

Tolomeo Artemide

Camera da letto

E’ la stanza dove riposiamo e condividiamo con il nostro partner, la tipologia di illuminazione che viene utilizzata per questo ambiente risulta simile a quella utilizzata in soggiorno.

Dunque ci saranno luci generali a parete o a soffitto, unite a luci da tavolo o ad applique poste sopra i comodini da utilizzare in alternativa alle altre.

Un tipo di illuminazione da non trascurare è quella degli spazi dove riponiamo tutto ciò che ci occorre per vestirci, è fondamentale che questa area sia illuminata in maniera corretta per consentirci di vedere bene il contenuto dell’armadio.

Che si tratti di cabina armadio o di semplice armadio, è consigliabile l’uso di strisce led o di faretti incassati o applicati all’interno dei mobili, che dunque forniscano una luce frontale.

Bagno

In questo ambiente, come in cucina, è fondamentale che ogni area funzionale sia illuminata correttamente.

Sicuramente è necessaria una luce generale che illumini il locale, generalmente a soffitto, senza creare ombre o riflessi fastidiosi, è necessario poi utilizzare una luce puntuale magari nella doccia e nell’area dello specchio.

Quest’ultima deve garantire una luce forte e ben direzionata e può essere integrata proprio nella struttura dello specchio oppure può essere una lampada da parete.

Striscia led pavimento bagno

Come risparmiare

Vediamo ora come è possibile in fase di ristrutturazione creare punti luce diversi da quelli già presenti nell’appartamento senza modificare e stravolgere l’impianto elettrico, contenendo così i costi e ottenendo un’illuminazione personalizzata.

Sono sempre più diffusi in commercio cavi elettrici di design, utilizzati per lampade a sospensione, per posizionare il punto luce dove ne abbiamo bisogno.

Questi cavi, delle forme e colori più svariati, partono a vista direttamente dall’uscita del nostro vecchio punto luce e vengono fissati con fermacavi a soffitto oppure a parete, fino a farli arrivare nella zona che vogliamo illuminare.

Questo sistema è molto versatile e si può utilizzare se avete per esempio un’unica uscita elettrica su una parete e volete illuminare con luci dal soffitto, grazie ai fermacavi i cavi vengono fissati sul muro fino a salire sul soffitto.

O viceversa se il vostro punto luce è soffitto ma necessitate di un’ illuminazione a parete, non dovrete far altro che far correre i cavi sul soffitto fino a scendere sulla parete. È molto utile anche se avete a disposizione un unico punto con uscita elettrica, a soffitto o a parete,  e volete sdoppiarlo per illuminare due diverse zone dell’ambiente senza ricorrere a lampade da terra o da tavolo.

Conclusioni:

Per ogni ambiente di casa è possibile individuare la miglior condizione di illuminazione. E’ fondamentale progettare l’illuminazione degli ambienti prima di iniziare i lavori di ristrutturazione facendo cosi non si avranno sorprese spiacevoli di ambienti illuminati in modo inadeguato alle vostre esigenze.

porta-scorrevole-esterno-muro-in-vetro

Perchè scegliere una porta scorrevole per gli interni?

La porta scorrevole è un elemento di design capace di migliorare l’estetica di una stanza. Le nostre abitazioni devono fornirci sensazioni di comfort, sicurezza e bellezza. Per questo, non puoi non aver mai pensato di installare una porta scorrevole nella tua casa, soprattutto se hai bisogno di risparmiare spazio.

È fondamentale prendere la decisione giusta nella scelta dei materiali e dei modelli giusti. Sul mercato ci sono migliaia di opzioni e diverse variabili. Con i miei consigli ti guiderò nella scelta della migliore soluzione per la tua casa.

Com’è fatta una porta scorrevole?

I tradizionali  modelli di porte scorrevoli hanno due sezioni di pannelli, uno fisso ed uno mobile. La porta scorrevole può essere realizzata con diversi materiali e montata su rulli ruotanti che scorrono lungo una pista fissa parallela alla parete.

Le porte in legno hanno un aspetto più carino, ma hanno un’aspettativa di vita molto breve. Il legno ha bisogno di continui trattamenti ma è un ottimo isolante. Le porte in metallo dureranno sicuramente più a lungo ma hanno un’elevata conduttività caldo-freddo.

Le porte scorrevoli per recuperare spazio

Possiamo definire questa tipologia di porte come “salvaspazio”. Le porte salvaspazio sono:

1. Funzionali: sono la soluzione perfetta per chi, di spazio, non ne possiede molto. Sono utili per recuperare spazio eliminando l’ingombro del battente sulla parete quando sono aperte.

2. Elementi di design: eleganti, minimali ed adattabili a qualunque tipo di contesto. Grazie alla loro mobilità creano continuità tra le stanze e rendono gli ambienti della casa più ariosi e luminosi in quanto posso essere installate delle vetrate che permettono alla luce di filtrare.

Tipologie di porte scorrevoli

Le porte scorrevoli sono usate per gli interni, ma anche per gli infissi esterni. Possono essere installate porte e persiane scorrevoli anche per accedere a balconi, terrazzi e giardini.

Distinguiamo due tipologie di porte scorrevoli:

1. a scomparsa o incassate all’interno di un muro. La porta scompare completamente all’interno della parete o del muro grazie alla presenza di un controtelaio che permette di accogliere per intero l’anta nascondendola all’interno di un rivestimento intonacato o di un pannello in cartongesso.

2. installate all’esterno del muro o della parete. La porta si apre lungo la parete, all’esterno appunto, scorrendo su una pista parallela al muro che può essere a vista o occultata.

Le porte scorrevoli a scomparsa

Una soluzione oggi ampiamente utilizzata grazie all’ottimo impatto estetico che queste porte generano in una casa. Sono spesso scelte anche nelle abitazioni dove non sussistono problemi di spazio per migliorare il design delle stanze.

Un esempio di impiego? Vengono spesso utilizzate per separare due locali, come soggiorno e cucina, dove una volta aperte creano l’effetto di un grande “open space”.

Le porte scorrevoli a parete

Le porte scorrevoli a parete risolvono i problema dell’ingombro del battente. Nonostante ciò occupano una porzione di parete una volta aperte, per cui sicuramente occupano una superficie maggiore rispetto alle porte a scorrevoli a scomparsa. Quando la porta non può essere incassata al muro non c’è un’altra soluzione!

Efficienza energetica, comfort e sicurezza

Dovresti cercare una porta con tripla protezione:

1. contro le intemperie: ad esempio, puoi acquistare porte in alluminio legno. Belle e resistenti ai fattori atmosferici.

2. con protezione antimicrobica che combatte la crescita di muffe e batteri.

3. con sistemi di isolamento termico: fatti consigliare dal tuo installatore di fiducia una porta che abbia i telai, i binari e le maniglie con l‘imbottitura in schiuma che funge da isolante termico della porta.

Prima di acquistare una porta scorrevole valuta l’affidabilità e le certificazioni del produttore. L’aspetto funzionale è molto importante soprattutto per il sistema di bloccaggio. Le porte non devono mai sollevarsi dai binari. Per questo scegli porte con sistema di fissaggio a 2 punti che garantiscono una migliore fluidità di scorrimento della porta ed un migliore sistema di bloccaggio.

Quando hai intenzione di acquistare prodotti per la tua casa, assicurati di scegliere un produttore certificato ed affidati sempre ad un installatore che ti fornisca tutte le informazioni di cui necessiti. È possibile acquistare le migliori porte del mondo ed avere problemi funzionali se non vengono installate correttamente!

Se vivi a Milano e vuoi installare delle porte a scomparsa o a parete puoi contattare Ristruttura Interni. Vendita ed installazione di porte scorrevoli con lavori di muratura, tutto compreso. Preventivo personalizzato.

Quale colore utilizzare per le pareti del soggiorno?

Quale colore utilizzare per le pareti del soggiorno?

Il soggiorno è una stanza ricca di arredi e personalità, un luogo in cui un intervento col colore può compromettere un’armonia in equilibrio.

Le possibilità sia di cromia sia di applicazione sono diverse e quindi si può trovare la soluzione che esalti e valorizzi la vostra idea di restyling del salotto.

E’ fondamentale iniziare la scelta del colore partendo dagli arredi presenti nella stanza.  

Si può scegliere un colore che crei un contrasto o un accordo secondo la palette scelta.

Il colore sarà anche lo sfondo su cui andranno a posizionarsi tutti gli oggetti che avete scelto per decorare le pareti. Solitamente le tinte scure esaltano le cornici, invece quelle chiare fanno emergere elementi come scaffali espositivi o applique.

Cambiare il colore delle pareti del soggiorno è una mossa vincente perché, affidandoti a ditte specializzate, come noi di Ristruttura Interni, puoi dare una nuova identità all’intera stanza senza dover cambiare l’intero soggiorno.

La scelta di un buon colore incide in modo significativo sulla qualità dello spazio

Per questo motivo è fondamentale rispettare delle regole ben precise. Vediamo quali sono i colori più gettonati ed adatti ad un soggiorno.

Il grigio

E’ uno dei migliori colori da sperimentare sulle pareti, scegliendo tra tutte le sfumature e varianti della palette. Dal punto più intenso a quello più chiaro, dall‘effetto mat alla velatura, questo colore per le pareti di casa renderà l’interior di qualsiasi stile un vero successo. 

Il grigio può essere anche abbinato al bianco creando una combinazione senza tempo adatta sia agli spazi moderni che a quelli dal gusto più classico.

Il bordeaux

Una tonalità calda ed avvolgente che tuttavia non rinuncia alla particolarità e risulta perfetta per vestire casa secondo le tendenze del momento. Un colore adatto per l’abbinamento con la pietra e con effetti cemento moderni. Esso ravviverà sapientemente un arredamento deciso anche in contrasto cromatico. 

Il rosso

Un altro colore molto efficace che apporta allo spazio una grande energia e consente di valorizzare i mobili bianchi ed i complementi dalle tonalità neutre. Utilizzando un tono diverso, generalmente il bianco, per il soffitto della vostra stanza, dilaterete visivamente l’intero spazio.

Il verde lime

Vivace e perfetto in tutte le stagioni, il verde lime si posiziona tra i primissimi posti nella classifica dei principali colori per la parete del momento. Perfetto per ambienti in stile contemporaneo ma anche per quelli minimali o dal gusto nordico.

Se vivete in un luogo caldo e la vostra stanza ha una buona luce naturale potete optare per un fresco tocco tropicale realizzando così un muro in verde lime.

Il tortora

Un colore per parete che si riconferma vero must tra le tinte delle pareti di casa.

Versatile ed ideale con tutti i tipi di stile d’arredo: dal moderno al rustico, dal nordico al minimale.

L’arancione

Una sferzata di arancione per pareti di tendenza che riscaldano l’atmosfera di casa sfruttando le sfumature di colori autunnali. 

Il rosa

Siete amanti dello stile scandinavo? Non trascurate il rosa pastello come colore  adatto per le pareti della casa romantica e girlish.  Accogliente e rilassante, ideale soprattutto per ambienti dedicati non solo al riposo, come, appunto la camera da letto.

Il petrolio

Particolarmente in auge tra i migliori colori per pareti del momento.

Dalla sua variante più scura e fascinosa a quella più leggera, si tratta di una tinta che si sposerà bene con un interior design in stile modern-classic e che impiegherà  tessuti sontuosi come il velluto e metalli preziosi, quali dettagli decorativi.

Il beige

Un buon metodo per ingrandire il vostro piccolo spazio è lavorare sulla sovrapposizione di textures e contro-pareti. In questo caso, il tono neutro del beige e la parete in legno, non solo creano un effetto di dinamicità senza occupare spazio, ma soprattutto, rendono la stanza molto calda ed accogliente.

Il bianco

Siete legati al colore neutro per eccellenza? Allora osate un look monocromatico che interessi l’intera stanza: dai pavimenti, alle pareti, passando per mobili e  tende. Otterrete, in questo modo, uno spazio ampio, fresco e luminoso.

Hai intenzione di rinnovare con stile il tuo soggiorno valorizzandone al meglio l’interior design? Contattaci e ti forniremo la giusta soluzione!