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Ristrutturazione Casa

Le novità della bioedilizia

La bioedilizia è un settore che sta conoscendo un crescente successo, merito da un lato dei numerosi progressi che sono stati compiuti da costruttori, architetti e designer in termini di utilizzo di nuove tecniche e tecnologie e dall’altro di una sempre più spiccata sensibilità da parte dell’opinione pubblica riguardo al tema della salvaguardia ambientale.

Scopriamo allora quali sono le principali novità della bioedilizia che permettono, oggi, di progettare e costruire abitazioni realmente green.

Cos’è la bioedilizia

Prima di centrare il focus della questione, prendendo in considerazione le novità della bioedilizia, è necessario aprire una parentesi su cosa si intende con il termine “bioedilizia”.

Con questa parola, infatti, si indica una vera e propria filosofia edilizia che, come suggerisce il prefisso “bio”, si propone di progettare, costruire o ristrutturare un edificio in modo che abbia un minore impatto ecologico.

La bioedilizia nasce da un’esigenza ben precisa: creare un’armonia tra uomo, opere architettoniche e natura, integrando questi elementi l’un l’altro in modo da garantire il rispetto dell’ambiente.

A tale scopo, la bioedilizia si avvale di tecniche costruttive di ultima generazione, di materiali ecocompatibili e utilizza impianti che sfruttano le energie pulite.

I principi cardine della bioedilizia possono essere così riassunti:

  • Approccio integrato: per un progetto di bioedilizia, tutto il team coinvolto, dall’architetto all’operaio, è adeguatamente formato sugli obiettivi green dell’opera e deve possedere le competenze necessarie in materia;
  • La considerazione degli elementi geografici, che si traduce in un’analisi accurata delle caratteristiche del territorio in cui si costruisce l’abitazione, di cui occorre tenere conto già a partire dalla fase progettuale e che rappresentano un fattore determinante per la corretta scelta del materiali;
  • La scelta dei materiali, che, come abbiamo visto, è legata ai vincoli geografici da una parte ma anche a precisi obiettivi architettonici dall’altra (per esempio, l’isolamento termico e acustico);
  • L’efficienza energetica: un edificio costruito secondo le regole della bioedilizia deve poter essere performante dal punto di vista energetico, al fine di ridurre gli sprechi e, di conseguenza, di avere un impatto minore sull’ambiente;
  • Il comfort degli abitanti. Un altro importante elemento distintivo della bioedilizia consiste nel perseguire l’obiettivo di assicurare la salute e il comfort degli abitanti, il che significa progettare la casa garantendo salubrità degli ambienti e protezione dai campi elettromagnetici.

Le novità della bioedilizia negli ultimi anni

Ora che abbiamo approfondito il significato e la filosofia della bioedilizia possiamo finalmente considerare le novità che hanno interessato il settore durante gli ultimi anni.

Dal momento che la bioedilizia è un settore in forte crescita, la ricerca e la sperimentazione in questo campo è molto fertile.

Una delle maggiori novità della bioedilizia riguarda proprio uno dei suoi elementi caratterizzanti e cioè la scelta dei materiali.

Di recente, infatti, sono state esplorate nuove soluzioni in merito: per esempio, è al vaglio la possibilità di utilizzare tessuti ricavati dalla canapa – o di altre fibre alimentari – per la costruzione delle pareti. Materiali presenti da sempre in natura ma assolutamente nuovi in ambito edile e che tuttavia stanno già mostrando numerosi vantaggi, come la capacità di garantire un’ottima salubrità dell’aria all’interno dell’immobile, tale addirittura da eliminare – o, comunque, ridurre drasticamente – l’insorgenza di allergie.

Utilizzando materiali bio, dunque, è possibile non solo ridurre l’impatto di un progetto edilizio sull’ambiente, ma anche avere una migliore qualità dell’aria in casa.

Le novità della bioedilizia: impianti green e domotica fattori chiave per il futuro

Le novità della bioedilizia non si fermano alla scelta dei materiali di costruzione, ma riguardano anche molti altri aspetti:

  • La realizzazione di impianti elettrici, idraulici e di riscaldamento ecosostenibili, che rispettano l’ambiente e assicurano anche un notevole risparmio energetico. Un esempio classico è quello dei pannelli solari, che, pur avendo un costo di installazione abbastanza elevato, sul lungo termine consentono di risparmiare considerevolmente in bolletta;
  • L’integrazione delle tecnologie relative all’ambito della domotica, al fine di trovare soluzioni innovative che migliorino il comfort abitativo ma siano comunque ecosostenibili;
  • La possibilità di riciclare. Come abbiamo visto, lo studio di nuove soluzioni per la scelta dei si è orientato soprattutto verso l’utilizzo di materiali naturali, come per esempio le fibre vegetali. Largamente impiegato nella bioedilizia è però anche il legno, sempre se ricavato da foreste gestite secondo criteri di silvicoltura sostenibile, sicché non si parla in questo caso di deforestazione ma piuttosto di salvaguardia delle zone boschive, grazie a una gestione attenta e oculata delle risorse. Non a caso, tra le soluzioni di bioedilizia più diffuse al momento figurano le case prefabbricate in legno, che uniscono comfort, risparmio energetico e sostenibilità, distinguendosi come modello abitativo moderno ed ecologico. L’uso di materiali naturali presenta anche un ulteriore vantaggio e cioè la possibilità di riciclarli, alimentando così il circolo virtuoso dell’ecosostenibilità.

Bioedilizia: pro e contro

Tra le novità della bioedilizia rientra anche un attento esame dei benefici che offre. Grazie alla fervente ricerca nel settore, infatti, sono stati evidenziati numerosi vantaggi del cosiddetto green building.

Oltre a quelli che già abbiamo elencato (comfort abitativo, qualità dell’aria, riciclabilità dei materiali di costruzione, risparmio energetico e basso impatto ecologico) ci sono molti altri motivi per sposare la filosofia della bioedilizia. Tra cui, per esempio, gli incentivi fiscali.

Negli ultimi anni, il Governo italiano ha concesso la possibilità di usufruire di notevoli detrazioni fiscali per gli interventi edilizi legati all’efficientamento energetico. Per conoscere i dettagli, è sufficiente una veloce ricerca sul web o, ancora meglio, un colloquio con un’impresa edile o con un architetto specializzato, che potranno informarvi circa i requisiti da possedere per godere dei bonus.

Per quanto riguarda i contro, in realtà è da segnalarne solo uno: i costi elevati. Ciononostante, non solo, come abbiamo visto, spese iniziali più elevate sono controbilanciate da un risparmio a lungo termine, ma con la capillare diffusione della bioedilizia è prevedibile che i costi si abbasseranno gradualmente, in modo da far diventare il green building un sogno alla portata di tutti.

Trend colori per la casa 2022

Siamo sempre più abituati ad esprimere le nostre emozioni non solo tramite le immagini, ma anche attraverso i colori.

Una tendenza che è stata fatta propria anche dall’interior design, che nel corso degli ultimi anni ha visto susseguirsi una serie di tonalità “iconiche”, espressione dell’anno in corso.

Dato che ormai il 2021 va scemando, gli interior designer hanno già rivolto la propria attenzione all’anno che verrà.

Ecco allora in anteprima quale sarà il trend colori per la casa del 2022.

Trend colori per la casa 2022: quando il colore è specchio dell’anima

Se è vero che i colori esprimono le nostre emozioni, gli ultimi due anni sono stati segnati da un evento senza precedenti: la pandemia di Covid 19.

Secondo gli esperti, la diffusione del virus ha influenzato anche il nostro modo di vivere la quotidianità e, di conseguenza, la casa.

Il trend colori per la casa 2022 vede per esempio un ritorno alla natura, elemento essenziale nella vita dell’uomo che tuttavia per molto, troppo tempo è stata dimenticata, maltrattata, abusata.

La natura che, soprattutto durante il primo lockdown, si è ripresa i propri spazi, approfittando del congelamento di molte attività umane.

A causa (o grazie) al Covid, è nato un sentimento generale di ammirazione nei confronti del mondo naturale, che si è manifestato anche per mezzo dei colori.

Trend colori per la casa 2022: azzurro come il Cielo Ciano

Parlando di trend colori per la casa 2022, del richiamo alla natura e del bisogno, sempre più sentito, di esprimere le proprie emozioni tramite il colore, una delle tonalità che – si prevede – saranno più gettonate nell’anno che verrà è il Cielo Ciano.

Si tratta di un colore rilassante ma al tempo stesso creativo. Una nuance che stimola la fantasia e favorisce l’ottimismo e la serenità. Sensazioni e sentimenti che, dopo il periodo di estrema incertezza che – forse – ci stiamo ormai lasciando alle spalle, sono quanto mai auspicabili.

Con quali tonalità accostare il Cielo Ciano? Trattandosi di un colore comunque abbastanza forte e deciso, gli interior designer consigliano di accostarlo al bianco o comunque a toni neutri.

Le stanze migliori dove impiegarlo come nuance caratterizzante sono il bagno, per esempio, ma anche la cameretta dei bambini. Un’idea da appuntare nel caso si stia approntando la casa per l’arrivo di un bebè.

Trend colori per la casa 2022: rosa speranza

Tra i trend colori per la casa 2022 un’interessante novità è rappresentata dal Rosa Carne, una tonalità calda e materna, che infonde speranza e dolcezza.

Abbiamo vissuto un periodo difficile, durante il quale sono riaffiorati sentimenti negativi, quali paura, rabbia, diffidenza verso il prossimo. Il Rosa Carne ne simboleggia l’esatto opposto: è un colore ottimistico, tenue, soave e il fatto di essere tra le tonalità predilette per il prossimo anno è sintomo di un rinnovarsi della speranza, della condivisione e dell’apertura verso l’Altro.

Per quanto riguarda gli abbinamenti, il Rosa Carne è perfetto accanto a toni accesi, come il grigio o il nero, donando carattere e personalità a qualsiasi ambiente della casa.

Se invece si preferisce puntare sul significato di rinascita e dolcezza che esprime questo colore, si può accostare a tonalità chiare, come bianco o beige, creando all’interno della propria abitazione un’atmosfera tranquilla e serena.

Trend colori per la casa 2022: il paradiso è bianco

Che altre sorprese riserverà il trend colori per la casa 2022? Una tra tutte è il Bianco Perla, un colore che esprime ordine, lindore e pulizia.

Anche nel caso di questa tonalità, esiste un legame con la pandemia: la diffusione del virus, infatti, ci ha fatto molto riflettere sul concetto di igiene, ormai diventato imprescindibile in qualsiasi contesto, pubblico o privato che sia.

Il Bianco Perla è il colore per eccellenza della pulizia, dell’ordine. Una tonalità scelta da chi vuole ricominciare, voltando la triste pagina della pandemia per iniziare l’avventura di una nuova era, segnata da freschezza, pacatezza, equilibrio.

Trend colori per la casa 2022: il Verde Petrolio

Tra le novità cromatiche attese per il 2022, il Verde Petrolio è forse quella meno sorprendente.

Il crescente apprezzamento per questo colore, infatti, si è manifestato già da alcuni anni, anche se, a detta degli esperti, il 2022 sarà l’anno del boom vero e proprio di questa tonalità.

Il Verde Petrolio è una tonalità dal carattere deciso, che ricorda la natura lussureggiante e infonde ottimismo e positività. Si tratta di una nuance molto trasversale, che, oltre nel contesto dell’interior design, sta spopolando anche in molti altri ambiti, dall’abbigliamento al make up.

Trend colori per la casa 2022: le palette complementari

In termini strettamente tecnici, gli interior designer hanno identificato come trend colori per la casa 2022 le tonalità che abbiamo appena considerato, ovvero:

  • Cielo Ciano
  • Rosa Carne
  • Bianco Perla
  • Verde Petrolio

Tuttavia, ci sono altre tinte, cosiddette complementari, che rientrano tra le cromie previste come più gettonate per l’anno che verrà. Tra queste, spicca per esempio il Magenta, un colore acceso ma mai volgare, che si integra molto bene anche in un contesto elegante e raffinato. L’abbinamento ideale è con il verde petrolio ma anche con il nero, offrendo così un look deciso e originale alla propria casa.

Tra le tonalità complementari per quanto riguarda il trend colori per la casa 2022 un ruolo di primo piano è giocato anche dall’arancione che, in tutte le sue nuances, esprime allegria e vitalità. Si tratta di un colore vivace e gioioso, che conferisce brio a una casa piccola e dà un tocco di stile anche negli ambienti di dimensioni più grandi.

Protagonista del 2022 sarà anche il rosa, non solo nella sua declinazione carne, ma in tutte le sfumature, per vestire con grazia ogni ambiente della casa e creare un’allure romantica e soave.

Maniglie per porte e finestre: guida alla scelta

Le maniglie per porte e finestre rappresentano un dettaglio molto importante per completare il look della vostra casa.

In questa breve guida, scopriremo quali sono gli stili e le finiture più popolari per maniglie di porte e finestre adatte a ogni stile d’arredo.

Maniglie per porte e finestre: ma quante sono?

Porte e finestre rappresentano un elemento non solo essenziale per una casa, ma anche estremamente funzionale, perché permettono di separare i diversi ambienti da un lato e di aprirne l’accesso dall’altro.

Si calcola che in media in un trilocale di dimensioni standard siano presenti almeno una decina di finestre e quasi altrettante porte, numero che comunque può essere più elevato quando si tratta di proprietà più antiche.

Maniglie per porte e finestre: l’importanza dei dettagli

La scelta delle maniglie per porte e finestre deve essere ponderata con cura: si tratta infatti di un dettaglio sottile, ma molto importante.

Le maniglie rappresentano una sorta di ornamento per le stanze della casa e, come l’indossare un gioiello prezioso aiuta a dare il tocco finale alla propria mise, allo stesso modo le maniglie contribuiscono a creare un fil rouge tra i diversi elementi di design che caratterizzano gli ambienti domestici, permettendo di realizzare quella continuità tra le zone della casa indispensabile per l’armonia dell’arredamento.

È fondamentale che, quantunque si tratti di elementi fisicamente di piccole dimensioni, lo stile prescelto per le maniglie di porte e finestre si integri facilmente con il design degli ambienti.

Oltre all’estetica, è necessario considerare anche l’aspetto della funzionalità: le maniglie per porte e finestre devono essere di ottima qualità, realizzate con materiali durevoli in grado di sopportare senza problemi l’intenso uso quotidiano che se ne fa.

Maniglie per porte e finestre: meglio la diversità o l’uniformità?

A meno che non scegliate di imprimere a ogni stanza della casa uno stile unico, solitamente le maniglie per porte e finestre sono uguali per tutti gli ambienti domestici.

Per individuare la soluzione migliore, dunque, bisogna avere in mente il progetto d’arredo nel suo insieme, prestando attenzione in particolare alla coordinazione tra lo stile del serramento e quello della relativa maniglia.

Per esempio, se scegliete una finestra o una porta in stile moderno, è consigliabile optare per una maniglia dal design coerente, anche se non bisogna dimenticare che talvolta i contrasti possono dar luogo a effetti originali e d’impatto.

Maniglie o pomelli, questo è il problema

Un piccolo cottage, una deliziosa baita, la vecchia casa dei nonni: nelle abitazioni più antiche non è raro trovare, al posto delle maniglie, i pomelli.

Per quanto riguarda le finestre, a onor del vero, si tratta di un evento ormai più unico che raro, mentre in merito alle porte ve ne sono ancora molte dotate di pomello.

Occorre anche ricordare che, al giorno d’oggi, esistono pomelli moderni in un’ampia gamma di soluzioni decorative, perfetti per ogni tipologia di porta.

Solitamente i pomelli vengono privilegiati laddove si tratta di ristrutturare proprietà d’epoca, anche se, proprio grazie alle tante innovazioni portate avanti in termini di materiali, stili e design, possono rappresentare un dettaglio attraente e originale anche all’interno delle residenze moderne e contemporanee.

Le maniglie rimangono comunque la scelta più gettonata, soprattutto per la praticità che offrono: la maniglia, infatti, offre una presa migliore, indipendentemente dalla forza impressa.

Anche una persona fragile, quindi, come può essere un anziano o un bambino, riesce più agevolmente ad aprire una porta o una finestra munita di maniglia.

Come per i pomelli, anche per le maniglie esistono innumerevoli possibilità in termini di design e finiture, adatte a ogni tipo di stile d’arredo.

La decisione finale rimane comunque legata alla preferenza personale, cioè se preferite pomelli o maniglie, in particolare dal punto di vista estetico.

Non dimenticate però anche il discorso della funzionalità, considerando che l’utente finale che utilizza porte con pomelli deve essere fisicamente in grado di farlo senza difficoltà.

Maniglie per porte e finestre coordinate con lo stile degli infissi

Come abbiamo già accennato, per scegliere le maniglie per porte e finestre più adatte al contesto architettonico e di design è molto importante tenere presente lo stile degli infissi stessi.

Serramenti ornati da raffinate modanature, per esempio, possono essere valorizzati da una maniglia di gusto classico, mentre gli infissi dal design più minimal e contemporaneo richiedono una maniglia che rispecchi ed esprima al meglio questo stile.

Oltre a ciò, un altro aspetto importante riguarda l’impugnatura della maniglia stessa. Ecco quali sono le principali tipologie:

  • Ovali: le maniglie con questa forma non presentano bordi definiti, sono lisce e di facile impugnatura;
  • Rotonde: l’assenza di spigoli in questo caso è ancora più accentuata, offrendo comfort e praticità;
  • Angolari: le classiche maniglie moderne, squadrate e dallo stile minimal. Perfette per completare ambienti sobri ed essenziali;
  • Classiche: realizzate solitamente in ottone, hanno una piastra rettangolare di base, sulla quale viene montata una maniglia curva decorativa;
  • Contemporanee: ideali per ambienti minimalisti, hanno una maniglia rettangolare o cilindrica. La piastra sottostante è molto piccola o addirittura inesistente.

Maniglie per porte e finestre: questioni pratiche

È giunto il momento di passare alle considerazioni squisitamente pratiche, accantonando per un momento la questione estetica e concentrandoci invece sul discorso funzionalità.

Per scegliere le maniglie per porte e finestre più adatte per la propria casa, infatti, è utile porsi alcuni importanti quesiti, come per esempio la grandezza dei serramenti e i materiali con cui sono realizzati, la facilità di utilizzo anche per le categorie più fragili, come anziani e bambini, la frequenza di utilizzo e la fruibilità in termini di impugnatura della maniglia per qualsiasi categoria di utente.

Se i modelli di maniglie per porte e finestre che avete scelto vi permettono di rispondere senza difficoltà a tutti i quesiti, allora vuol dire che avete preso la decisione giusta!

Serramenti in legno, alluminio e PVC: quale scegliere?

Quando si ristruttura casa o si ha un cantiere aperto, uno degli interventi più importanti riguarda l’installazione degli infissi.

A questo proposito, occorre porsi una domanda fondamentale e cioè: cosa è meglio, serramenti in legno, alluminio o PVC?

In realtà, ciascuna delle tre opzioni presenta numerosi vantaggi.

Per compiere la scelta migliore, tuttavia, è necessario conoscere le caratteristiche di ciascun materiale e valutare quale soluzione risulta più consona per la propria casa.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: gli infissi in legno

Partiamo dal considerare le peculiarità del legno, un materiale da sempre molto utilizzato – e altrettanto apprezzato – in edilizia, sia per gli aspetti prettamente strutturali che per gli interni, come per esempio parquet o boiserie.

Perché scegliere infissi in legno? Di motivi validi non ne mancano:

  • Dal punto di vista estetico, il legno conferisce all’abitazione una personalità unica. Nessuna riproduzione di serramenti in legno, per quanto raffinata, può essere in grado di sostituire la bellezza delle venature naturali;
  • Si tratta di un materiale che conferisce prestigio alla casa, aumentandone di conseguenza anche il valore di mercato;
  • Il legno è un ottimo isolante, sia termico che acustico e crea un microclima piacevole all’interno dell’abitazione;
  • È un materiale stabile, anche nel caso si debbano montare infissi di grandi dimensioni;
  • È resistente e dura nel tempo, caratteristica questa che viene ulteriormente rafforzata dal tipo di trattamento con il quale vengono lavorati i serramenti e cioè la verniciatura ad acqua;

Un’altra importante caratteristica del legno, che merita un breve paragrafo a parte data la sua importanza, è che si tratta di un materiale molto ecologico.

La produzione del legno, infatti, richiede un consumo minore di energia rispetto a quella di altri materiali, il che si traduce in minori emissioni e, di conseguenza, in un ridotto inquinamento atmosferico.

Inoltre, un serramento in legno può essere riciclato pressoché al 100%: con i vecchi infissi in legno, per esempio, è possibile produrre combustibile o pannelli in truciolato.

Anche se non venisse riciclato, comunque, il legno si biodegrada naturalmente, confermandosi quindi un prodotto completamente green.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: gli infissi in alluminio

Nella scelta tra serramenti in legno, alluminio e PVC bisogna considerare con attenzione tutte le opzioni.

Vediamo quindi ora quali sono le caratteristiche principali degli infissi in alluminio.

Questo tipo di serramenti si predilige soprattutto per uffici e attività commerciali, mentre si trova in minore misura nel contesto residenziale.

La ragione di una così ampia diffusione in ambito professionale è legata all’eccezionale resistenza che caratterizza gli infissi in alluminio, in particolare all’azione degli agenti atmosferici.

Il telaio dei serramenti in alluminio può essere verniciato con qualsiasi tonalità, consentendo quindi un’ampia versatilità estetica di questi infissi.

L’alluminio presenta dunque molti vantaggi: è durevole e resistente, è elegante e versatile e, infine, non necessita di particolare cura e manutenzione, se non quelle ordinarie.

Per garantire il migliore isolamento termico e acustico, gli infissi in alluminio vengono realizzati mediante il sistema a taglio termico, che, attraverso appositi giunti e isolanti, permette di isolare la porzione interna del serramento da quella esterna.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: una scelta intermedia

Non è detto che la scelta debba necessariamente essere tra serramenti in legno, alluminio e PVC. Ci può essere anche un’opzione intermedia e cioè gli infissi in legno-alluminio, che conciliano il calore tipico del legno con la praticità dell’alluminio.

Prima di prendere in esame i serramenti in PVC, dunque, è opportuno aprire una piccola parentesi rispetto a questa tipologia di infissi.

Nel caso dei serramenti in legno-alluminio, viene utilizzato un legno lamellare, prodotto incollando l’una sull’altra sottilissime lastre di legno; grazie a questo sistema viene potenziata la resistenza del materiale, che viene così a essere pari (o addirittura superiore) a quella di acciaio e cemento armato, soprattutto per quanto riguarda la capacità ignifuga.

A ciò si aggiunge il plus dell’alluminio, che accresce ulteriormente resistenza e praticità: i serramenti in legno-alluminio, infatti, non richiedono particolare manutenzione e per pulirli è sufficiente un semplice panno umido.

Nei serramenti in legno-alluminio, la parte esterna viene realizzata in alluminio, poiché maggiormente esposta all’azione degli agenti atmosferici e soggetta all’usura, mentre quella interna in legno, conferendo comfort e calore.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: gli infissi in PVC

Un grande vantaggio del PVC consiste nel taglio termico naturale, che consente di garantire un ottimo isolamento termico, dal momento che il PVC è per sua natura un materiale non conduttore.

Il PVC, comunque, assicura anche un buon isolamento acustico, ha un ottimo rapporto qualità-prezzo ed è facile da pulire.

Grazie a queste caratteristiche, i serramenti in PVC hanno conosciuto un crescente successo, al quale hanno contribuito le costanti migliorie in termini di capacità isolanti e di design.

Il PVC può essere impiegato per finestre, vetrate, porte finestre e anche porte interne, mentre è sconsigliato per vetrate di grandi dimensioni.

Gli infissi in PVC rappresentano dunque un’ottima scelta, nonostante il prezzo più accessibile rispetto alle altre soluzioni che abbiamo considerato, ma è necessario accertarsi che siano prodotti da aziende specializzate, in grado di garantire le certificazioni del caso e un controllo qualità quotidiano dei prodotti.

Rispetto alla questione durabilità, il PVC può durare molti anni, a patto che sia di prima qualità.

Serramenti in legno, alluminio e PVC: considerazioni finali

Serramenti in legno, alluminio e PVC: quale scegliere?

Come abbiamo visto, ciascuna di queste opzioni presenta numerosi vantaggi.

I prodotti di ultima generazione, inoltre, assicurano ottime performance e un design capace di adattarsi a qualsiasi contesto architettonico.

Per scegliere la soluzione più adatta alle proprie esigenze, il consiglio è di rivolgersi a un esperto, che vi aiuterà a valutare le peculiarità di ciascun tipo di serramento e a decidere per quello più idoneo per la vostra casa.

Guida alla scelta dei pavimenti per esterni

Guida alla scelta dei pavimenti per esterni

Gli spazi esterni in un’abitazione sono il luogo in cui ci si riunisce per rilassarsi all’aria aperta godendo della compagnia e del panorama a disposizione. Per questo motivo i pavimenti per esterni, in particolare per balconi e terrazzi, vanno scelti con attenzione.

Pavimenti per esterni: i fattori da valutare prima della scelta

Il primo fattore da considerare prima di procedere con la scelta dei pavimenti per esterni sono i materiali valutandone pregi e difetti.

Tra i materiali più diffusi vi sono:

  • Grès porcellanato: si tratta della soluzione di pavimentazione più bella e molto pratica esistente in commercio. Piuttosto conveniente, estremamente resistente all’usura, alle scalfitture, alle macchie, inalterabile nel tempo, non teme le escursioni termiche e gli agenti atmosferici.

Si tratta di un materiale impermeabile, avente proprietà antiscivolo. Per questo motivo è indicato anche per i bordi piscina.

Lo svantaggio di questo materiale è che, realizzando un pavimento molto resistente ma anche molto duro, la camminata potrebbe essere scomoda!

  • Pietra naturale: splendida e durevole, ideale se desideri una pavimentazione esterna naturale ma lussuosa. Nella pietra naturale rientrano il granito, l’ardesia, il calcare, il travertino e l’arenaria.

Rispetto alle classiche piastrelle in ceramica, la pavimentazione in pietra naturale è generalmente più fragile e meno resistente alle macchie. E’ sconsigliato se vuoi utilizzarlo in aree esterne soggette ad alto traffico o dove giocano i bambini e gli animali domestici.

  • Gomma: Conveniente e confortevole, offre una sorta di “cuscino morbido” sul quale camminare. Resiliente ed ammortizzante sotto i piedi, è ideale per tutti gli spazi all’aperto. Richiede una bassa manutenzione ed è una soluzione economica.

Lo svantaggio principale della pavimentazione in gomma è che non è resistente e, quindi, duratura come le soluzioni sopracitate. Dopo qualche anno deve essere sostituita ed alla lunga potrebbe rivelarsi meno conveniente di quanto si pensasse.

  • Cotto, un materiale molto versatile, che ben si presta per rinnovare vecchi immobili o ambienti rustici, diffondendo un’armonia che resterà immutabile negli anni. E’ ideale anche nella realizzazione di nuovi locali, ai quali conferisce un tocco di calore.

Una buona superficie in cotto deve essere in grado di svolgere le proprie funzioni tecniche ed estetiche, senza deteriorarsi a causa delle sollecitazioni e soprattutto deve evitare situazioni che provochino danno alle persone, come cadute per scivolamento.

Riguardo la pulizia il cotto levigato è più facile da gestire. Questo trattamento elimina la ruvidità, ma non intacca la sfumatura di colore. Nella pavimentazione esterna, questo materiale è spesso scelto per la sua resistenza agli agenti atmosferici. Dopo la cottura, acquista una notevole resistenza alle intemperie.

E’ particolarmente resistente alle pressioni di tutti i mezzi, oltre che agli shock termici ed al gelo. A differenza degli interni, per quelli esterni è preferibile non effettuare alcun trattamento protettivo, perché ciò ne impedirebbe la traspirazione.  Nel caso l’acqua fosse assorbita, ne verrebbe impedita la fuoriuscita ed in caso di gelate, si potrebbero verificare rotture.

Si consiglia il cotto senza finiture, in quanto la sua superficie ruvida, evita che in presenza di acqua, il pavimento possa diventare scivoloso.

  • Legno composito: è un materiale elegante e richiede minore manutenzione. Può essere considerato la versione artificiale del legno.

I materiali compositi ed artificiali hanno meno probabilità di scheggiarsi, marcire o deformarsi, quindi necessitano di minore manutenzione.

Il PVC è soggetto a forte dilatazione: i pavimenti per esterno in legno composito sono soggetti in generale a forte torsione e movimento, mentre durante la brutta stagione tendono a gonfiarsi perché assorbono acqua e a ritirarsi quando la temperatura si innalza. Tutti aspetti di cui tener conto in fase di montaggio, altrimenti ci si ritrova con un pavimento da buttare via dopo pochi mesi.

I deck compositi regalano una sensazione meno naturale, ma in compenso sono disponibili in molti colori e finiture soddisfando così le preferenze estetiche di molti.

  • Duro composito: un nuovo materiale da utilizzare nei pavimenti per esterni messo in commercio negli ultimi anni.

Un materiale realizzato con una miscela composta da lolla di riso e pvc vergine. Si tratta di un pavimento dalla superficie estremamente resistente, carteggiabile e verniciabile come il legno naturale. Di conseguenza le macchie si tolgono facilmente. Non assorbe acqua perché non c’è segatura e non si deforma perché non contiene pvc rigenerato che è soggetto a forti torsioni.

Offre il vantaggio di avere la posa in opera estremamente semplice, senza viti né chiodi. Non richiede particolari attenzioni visto che le doghe in duro composito non presentano problemi di deformazione, torsione né dilatazione, quindi non ci sono rischi di errore durante la posa.

Altro vantaggio, unico nel suo genere, è quello di poter togliere e sostituire ogni singola doga in caso di rottura o danneggiamento, proprio perché il sistema di montaggio non prevede colle, viti, bulloni né distanziatori.

  • Decking al quarzo e marmo: un pavimento per esterni realizzato con un materiale innovativo e che dona un aspetto sofisticato creando lo stesso effetto visivo del legno.

I pavimenti in quarzo e marmo, rispetto ai materiali compositi, hanno il vantaggio di non utilizzare alcun componente plastico. Sono eco friendly ma, soprattutto, non sono soggetti a distorsioni né allungamenti a causa del clima esterno. Non temono neanche i raggi UV, per questo non si deteriorano nel corso degli anni, né richiedono alcun tipo di manutenzione dopo la posa.

I colori sono permanenti e non vi è il rischio di decolorazioni dovute agli agenti atmosferici. I decking al quarzo e marmo non producono schegge. Sono calpestabili a piedi nudi e non permettono il proliferare dei batteri.

Oltre ai materiali sopracitati ci sono altri due fattori da considerare prima della scelta. Essi sono:

  1. le condizioni climatiche, le quali influenzano notevolmente la scelta dei pavimenti per esterni.  Se vivi in un luogo con inverni freddi e temperature basse, devi acquistare un materiale  resistente al gelo e agli sbalzi di temperatura. L’umidità ma anche la pioggia in caso di basse temperature possono ghiacciare creando dei film superficiali scivolosi che compromettono l’usabilità del pavimento. Se la pavimentazione è piuttosto porosa, l’acqua penetra e ghiaccia. Il pavimento diventa così scivoloso superficialmente, ma può addirittura spaccarsi a causa dell’acqua penetrata.

Il grès porcellanato è il pavimento più indicato in queste condizioni. Se installato tramite il montaggio antigelo e l’utilizzo di giunti di dilatazione, permette il deflusso delle acque meteoriche e dell’eventuale neve sciolta, impedendo il ristagno dell’acqua.

2. La destinazione d’uso. Si tratta di un giardino,  un vialetto esterno, una terrazza o una zona adiacente la piscina? In base a ciò potrai scegliere il materiale più idoneo.

Se il pavimento serve a realizzare un vialetto in un giardino, deve possedere caratteristiche di resistenza alle muffe ed ai batteri che provocano la marcescenza, ma anche di resistenza all’umidità.

Il decking al quarzo e marmo, il duro composito o il grès porcellanato sono i più indicati per questo utilizzo.

Se il pavimento serve a rivestire balconi e terrazze, deve avere caratteristiche di resistenza ed antiscivolamento superiori ai pavimenti degli interni, come il deck composito o il grès porcellanato.

Per i bordi piscina si deve scegliere un materiale che sia soprattutto antiscivolo ed impermeabile come il decking al quarzo e marmo, il legno composito ed il grès porcellanato.

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Minicase: perché sceglierle

Vado a vivere in una…minicasa! No, non si tratta di uno scherzo: le case di piccole – anzi, piccolissime – dimensioni stanno conoscendo un successo senza precedenti, tanto che è nata una vera e propria corrente di pensiero in merito: il Tiny House Movement.

Le ragioni per cui scegliere di stabilirsi in una minicasa sono molteplici e vanno dai motivi strettamente economici a quelli legati alla ricerca dell’essenzialità e al bisogno di liberarsi del superfluo.

Minicase: perché sceglierle? Pensando in piccolo si risparmia

Scegliere di vivere in una minicasa comporta notevoli risparmi dal punto di vista economico.

Innanzitutto per quanto riguarda le spese: spazi di dimensioni ridotte vengono scaldati o raffreddati molto più velocemente, riducendo significativamente i costi dei relativi impianti.

Anche la manutenzione di una casa piccola è molto meno dispendiosa, così come sono ridotte le spese fiscali.

Occorre anche considerare il rapporto costi/benefici di una minicasa rispetto a un’abitazione in affitto: dopo la crisi economica del 2008, il mercato immobiliare ha subito un duro colpo, in tutto il mondo.

Per questo motivo, da quel momento in poi, molte persone hanno scelto l’opzione dell’affitto, sebbene anche in questo caso le spese da sostenere, rispetto all’acquisto di una minicasa, sono senza dubbio più onerose.

Minicase: perché sceglierle ed essere ecosostenibili

Temi di stringente attualità come quello della salvaguardia dell’ambiente e dei cambiamenti climatici hanno portato molte persone a modificare, in modo più o meno radicale, il proprio stile di vita.

Tra le scelte più coraggiose, figura anche quella di vivere in una minicasa.

Questo tipo di abitazione è ecosostenibile perché:

  • Richiede meno materie prime per la sua costruzione;
  • Occupa poco spazio, quindi consente di ridurre la cementificazione;
  • Consuma meno

In alcuni Paesi, come per esempio negli Stati Uniti, le persone che abitano nelle minicase si riuniscono spesso in ecovillaggi, in gran parte autosufficienti e in cui vengono condivisi beni e servizi; in alcuni casi, inoltre, l’energia prodotta non viene completamente consumata e pertanto il surplus viene regalato agli abitanti delle zone limitrofe.

Minicase: perché sceglierle per risparmiare tempo

Diciamoci la verità: quanti di noi sono costretti a occuparsi delle faccende di casa durante il weekend?

Tra pavimenti e finestre da pulire, mobili da lucidare e polvere da rimuovere su tappeti, moquette e suppellettili il tempo che si perde è davvero tantissimo.

Scegliendo di vivere in una minicasa, invece, si riuscirà a ritagliarsi molto più tempo per sé stessi, dal momento che le faccende domestiche si possono sbrigare in pochi minuti.

Minicase: perché sceglierle? Per liberarsi dal superfluo!

Minicase: perché sceglierle? Uno dei motivi principali per cui sempre più persone optano per questa soluzione è di natura psicologica e consiste nella necessità di liberarsi dal superfluo.

Sembra quasi un paradosso in una società, come quella occidentale, basata proprio sul consumo.

Il diktat del mondo in cui viviamo è: “compra”.

Peccato però che tutti i prodotti che acquistiamo spesso e volentieri si accumulano in garage, cantine, armadi e ripostigli: una cosa molto fastidiosa, che lo diventa ancora di più nel momento in cui dobbiamo fare un trasloco.

In questo frangente, infatti, siamo costretti ad affrontare tutti gli oggetti acquistati nel corso degli anni che, anche se inutilizzati, dobbiamo in qualche modo gestire, sia che si tratti di occuparci del loro smaltimento, sia che decidiamo di portarli con noi nella nuova abitazione.

Scegliere di vivere in una minicasa, al contrario, permette di liberarsi – sia fisicamente che psicologicamente – di tutto il superfluo: ciò che effettivamente ci serve per vivere dignitosamente, a conti fatti, è proprio poco e può trovare posto con facilità anche in pochi metri quadri.

Forse, se tutti decidessimo di fare questa scelta, l’economia rallenterebbe. Però, sicuramente, si vivrebbe meglio.

Minicase: perché sceglierle? Meno spazio dentro, più spazio fuori!

Un’altra ragione per cui può essere vantaggioso abitare in una minicasa riguarda la possibilità di trascorrere più tempo all’esterno.

In una casa piccola non c’è molto da fare: gli oggetti custoditi al suo interno sono pochi ed è semplice tenere in ordine e, una volta che non si mangia, non si dorme o non ci si gode un momento di relax al chiuso, è facile trovare nuovi stimoli all’esterno.

Molti proprietari di minicase, per esempio, coltivano un orto o si prendono cura del giardino che circonda la loro abitazione oppure si rilassano facendo passeggiate nei boschi o in riva al mare.

Minicase: perché sceglierle? Per poterle portare sempre con sé!

Vi trasferite spesso per motivi di lavoro o siete dei giramondo incalliti? Ebbene, in questo caso le minicase possono essere un valido sostituto del classico camper.

Alcune soluzioni, infatti, sono dotate di ruote e possono essere tranquillamente trasportate proprio come un rimorchio ovunque lo desideriate.

Minicase: perché sceglierle per liberare la propria creatività

Lo spazio è poco, le idee sono tante: come fare per creare la casa dei propri sogni in pochi metri quadri?

In realtà, uno spazio di dimensioni ridotte può rappresentare un’interessante sfida per mettere alla prova la propria creatività, stimolando nuove idee per personalizzare la casa in modo unico e originale.

Dai mosaici realizzati con cocci di vecchie bottiglie a piccoli elementi architettonici in legno, le opportunità per liberare la propria vena artistica non mancano anche nelle minicase!

Minicase: perché sceglierle? Meno burocrazia, più libertà

Un altro vantaggio delle minicase consiste nel fatto che spesso non sono soggette alle regolamentazioni edilizie previste invece per le normali abitazioni.

Ciò significa che ci si può costruire la propria minicasa proprio come la si vuole, dove si vuole, senza dover sottostare alle regole della burocrazia e senza stress.

Naturalmente, bisogna comunque verificare con il Comune in cui si abita se esistono normative specifiche per questo tipo di abitazioni, per agire sempre nel pieno rispetto della legge.

Minicase: perché sceglierle per essere più uniti

Anche se le minicase hanno dimensioni ridotte, sono comunque abitazioni intime e accoglienti, dove si può invitare amici e familiari e trascorrere momenti speciali tutti insieme…magari preparando una torta nella piccola cucina della casa o sedendosi sul divano, in veranda o in giardino con una chitarra in mano.

Gli stili d’arredo per la tua casa

Arredare casa è un’avventura entusiasmante e divertente: attraverso mobili e altri oggetti, infatti, è possibile donare alla propria abitazione un carattere unico, facendo in modo che rispecchi il tuo gusto e che esprima la tua personalità.

In questa breve guida, prenderemo in considerazione i diversi stili d’arredo per la tua casa: dal classico al moderno, dall’industriale al shabby chic, ecco alcuni spunti interessanti per realizzare la casa dei tuoi sogni!

Gli stili d’arredo per la tua casa: classico o moderno?

Quando si parla di stili d’arredo, spesso si crede che le opzioni possibili siano sostanzialmente due: classico e moderno. In realtà esistono numerose altre sfumature tra questi due estremi; inoltre, non è detto che non si possa arredare casa facendo un mix tra oggetti di gusto classico e altri di fattura moderna.

Per completezza, comunque, prendiamo in esame entrambi questi stili così diffusi.

Lo stile classico si caratterizza per il richiamo alla tradizione: forme morbide, tessuti ricamati o comunque di foggia importante, colonne, legno massello e una generale opulenza sono i tratti distintivi di questo stile d’arredo, particolarmente gettonato per le dimore patrizie.

Lo stile moderno, al contrario, si distingue per le linee e i colori sobri, per puntare sull’essenziale e per prediligere la qualità alla quantità.

Come accennavamo, tuttavia, non è detto che stile classico e moderno costituiscano due scelte antitetiche; al contrario, sono molte le persone che amano giocare sui contrasti nel momento in cui arredano casa e, di conseguenza, è possibile, per esempio, trovare accanto a un divano in stile classico una lampada o un tavolo dal design moderno.

Gli stili d’arredo per la tua casa: lo stile industriale

Nato a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, lo stile industriale si è affermato come una delle scelte più apprezzate per l’arredamento domestico.

Il segreto del suo successo è presto rivelato: grazie ai suoi tratti grezzi ma al tempo stesso ricercati, si adatta perfettamente a qualsiasi contesto, dal moderno loft al locale all’avanguardia, fino alla casa di campagna.

Lo stile industriale è facilmente riconoscibile per l’attenzione rivolta alla materia: graffi, ruggine, legno grezzo sono elementi che, anziché sminuire l’ambiente, lo valorizzano, donandogli una personalità unica.

Gli stili d’arredo per la tua casa: lo stile shabby chic

Sai che, letteralmente, l’espressione inglese shabby chic si traduce come “trasandato elegante”? Curioso…eppure questo stile significa proprio questo!

La ragione è semplice: tra gli stili d’arredo per la tua casa, questo si distingue per caratteristiche ben precise, tra cui l’utilizzo di toni neutri (bianco, beige e grigio) e pastello e i mobili vintage, originali oppure restaurati in modo inedito e originale.

Gli stili d’arredo per la tua casa: lo stile boho chic

Consideriamo ora uno stile d’arredo diventato molto popolare soprattutto negli ultimi anni e cioè lo stile boho chic. Il termine “boho” è un’abbreviazione di bohémien e indica appunto tutto ciò che può richiamare questa filosofia.

Quando pensiamo a qualcosa di bohémien ci vengono in mente come prima cosa gli artisti e, in questo caso, i luoghi in cui vivevano: spazi pregni di creatività, nei quali chi vi abitava non aveva timore di sfidare le convenzioni.

Lo stile boho chic si propone proprio di ricreare l’atmosfera delle case bohémiennes, dando spazio ai colori dell’anima, che si rispecchiano in quelli dei diversi ambienti domestici. Ecco allora che la parola chiave per definire questo stile non può essere che “libertà”. Totale: nelle forme, nelle tonalità, negli accostamenti.

Linee avvolgenti, tessuti variopinti e finiture di diverso genere sono abbinati senza paura; un tavolino antico può essere accostato a un divano etnico, sul quale, a propria volta, si trova una coperta patchwork.

È la bohème, reinterpretata in chiave hippy. Un’esplosione di creatività che, qualunque sia il proprio punto di vista sull’arredamento domestico, metterà comunque di buonumore!

Gli stili d’arredo per la tua casa: lo stile etnico

Gli stili d’arredo per la tua casa non includono soltanto soluzioni “occidentali”. Chi ha avuto la fortuna di visitare altri Paesi sa bene quanto le altre culture possano influenzare la nostra personalità, sotto diversi punti di vista. Incluso l’arredamento.

C’è chi rimane profondamente colpito, per esempio, dall’arredamento tradizionale giapponese, in cui sobrietà e comfort sono protagonisti e dove non c’è spazio per il disordine, per l’abbondanza e per tutto ciò che è “troppo” (come, del resto, avviene in altre filosofie applicate all’arredamento, tra cui il Feng Shui).

Altri, invece, non possono fare a meno di riprodurre a casa propria l’atmosfera calda delle abitazioni africane, con i loro tessuti multicolore e le statue tradizionali intagliate nel legno.

Altri ancora, infine, sono affascinati dall’opulenza e dalla ricchezza degli arredi indiani, tanto da volerli assolutamente per arricchire la propria abitazione.

Tra gli stili d’arredo per la tua casa, lo stile etnico è senz’altro uno dei più eclettici, per il semplice motivo che è possibile creare diverse soluzioni. Non è detto anche che non si possa fare un mix con gli oggetti presi durante i propri viaggi intorno al mondo, reali o immaginari che siano.

Un Buddha o una statuetta africana possono trovarsi sul medesimo scaffale della libreria e quest’ultima, a propria volta, può essere di fattura nepalese: in questo senso lo stile etnico permette di sperimentare, costruendo l’arredamento che più rispecchia il tuo vissuto e il tuo carattere.

Gli stili d’arredo per la tua casa: lo stile vintage

Nostalgici dei gloriosi anni ’50 o dei ruggenti anni ’20? Niente paura: anche voi potete realizzare la vostra casa richiamandovi all’epoca storica che vi suggestiona di più.

Un salto al mercato delle pulci o una visita a un negozio specializzato e riuscirete senza problemi a procurarvi mobili e altri oggetti vintage con i quali dare un tocco rétro alla vostra abitazione.

Gli stili d’arredo per la tua casa: lo stile rustico

Un casale in campagna, un grazioso chalet montano o anche un appartamento in città: se sei amante dello stile rustico, che gioca sulle forme morbide e sui materiali naturali, puoi facilmente arredare casa con gusto e originalità, creando un’atmosfera calda e accogliente ideale per assicurare comfort e relax!

Consigli utili su come personalizzare una cucina lineare

5 idee per personalizzare una cucina lineare

Sei amante delle cucine lineari? Sono composizioni disposte su una sola parete ed a volte considerate “monotone”. Ma approfittando dell’ampia scelta di moduli ed attrezzature, puoi combinarle in modo personale.

Come personalizzare una cucina lineare

La cucina lineare, a differenza dei sistemi ad isola, non richiede molto spazio. Per gli ambienti lunghi e stretti rappresenta una scelta obbligata ma è anche molto indicata negli open space, in cui l’area “operativa” è a vista sul soggiorno.

Questa tipologia di cucina, in molti casi, lascia ampio spazio libero al centro. E’ un’opportunità per progettare una comoda zona pranzo. Essendo addossata alla parete, è possibile sfruttare quest’ultima in tanti modi, giocando, ad esempio, con le altezze oppure inserendo, tra basi e pensili, uno schienale attrezzato.

I problemi d’impianto sono minimi a partire dalla cappa, la quale potrà accontentare sia coloro che amano le soluzioni “d’arredo” sia coloro che la vogliono totalmente nascosta.

Durante la cottura dei cibi vengono prodotti fumi e vapori. E’ fondamentale quindi assicurare la qualità dell’aria in cucina non solo con l’apertura delle finestre ma anche in modo più controllato, tramite una buona cappa. Quest’ultima diventa:

  • Obbligatoria e del tipo aspirante (a meno che l’installazione non sia possibile), se il piano cottura è a gas
  • Facoltativa, ma sempre consigliata, anche in modalità filtrante, in presenza di piastre ad induzione.

Sul mercato esistono molte tipologie di cappe. Per le cucine lineari, installate a parete, le più diffuse sono quelle “d’arredo”, a vista, o quelle “sottopensile”, completamente nascoste o di cui è visibile solo il frontalino.

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5 soluzioni di cucine lineari dalle quali prendere ispirazione

Le cucine lineari offrono molti vantaggi e sono adatte sia per living ampi sia per spazi più contenuti.

Ecco alcune soluzioni tra cui puoi scegliere:

  • Cucina lineare integrata nel living. E’ organizzata in modo efficiente, coniugando ergonomia e praticità. Le funzioni sono ben distribuite, a cominciare dalle colonne, poste ad un’estremità.

La zona operativa è definita dal piano in acciaio inox con zona cottura e lavabo integrati. La cappa in acciaio diventa la protagonista della cucina lineare. Incorniciata da una struttura in alluminio con ripiani e piattaia.

A parete, la boiserie puoi attrezzarla con accessori, come lampada riscaldante, porta bottiglie, mensole, contenitori per erbe aromatiche ed alimenti.

Il carrello con vano a giorno e piano fisso in grès porcellanato, aggiunge funzionalità.

Il tavolo, al centro dell’ambiente, fa da spartiacque con il living, arredato con una composizione che si armonizza con l’estetica della cucina.

  • Cucina lineare con giochi di volumi e di finiture. La composizione è vivacizzata sia dall’utilizzo di finiture diverse sia da una disposizione dei moduli in un mix equilibrato di pieni e vuoti. Il blocco operativo ha una profondità maggiore rispetto a quella standard delle colonne e ciò comporta una superficie di lavoro più ampia, che permette di ricavare spazio per lo schienale attrezzato con mensole portaoggetti e barre per gli utensili.

Puoi personalizzare la cucina con pensili e cestoni che offrono grande capienza.

Sopra la zona cottura, è collocata la cappa “d’arredo” con motore potente ed illuminazione integrata.

Come frigorifero e congelatore, anche il forno è inserito in una colonna e vicino al piano di lavoro: una soluzione ergonomica.

  • Cucina lineare a vista sul soggiorno. Questa soluzione occupa tutto lo spazio compreso tra due pareti. L’area di lavoro ha dimensioni notevoli, con zone lavaggio e cottura sufficientemente distanziate per operare comodamente durante tutte le fasi, quali preparazione, cottura, lavaggio a mano ed in lavastoviglie. Non si tratta però solo di una zona operativa: tra basi e colonne puoi introdurre un elemento tipico dei living, una vetrina dove fanno bella mostra i calici, soprammobili o, perché no?, oggetti da collezione.

Le colonne con gli elettrodomestici, come vuole la regola, sono inserite all’estremità.

Il tavolo da pranzo, posto davanti al blocco lineare, ma decentrato, fa da ponte tra la cucina ed il soggiorno, all’interno dello stesso ambiente.

  • Cucina lineare divisa dal living. I due ambienti, anche se non sono separati da porte, rimangono in comunicazione tra loro. Non è pero riducibile a semplice “zona cottura” ma si tratta di un ambiente in cui si può pranzare, studiare o lavorare.

Questa tipologia di cucina, pur organizzata su un’unica parete, è vivacizzata  dall’accostamento di volumi diversi e da capienti vani libreria.

Puoi personalizzare questo spazio utilizzando mensole e librerie in legno o effetto legno, le quali valorizzeranno l’area di lavoro.

Nel blocco operativo, super organizzato, ampio spazio è lasciato ai lati sia del lavello sia del piano cottura. Il forno è collocato sulla colonna.  Pensili, utensili e contenitori possono essere agganciati alla barra luminosa.

  • Cucina lineare aperta sul living. Questa tipologia si caratterizza per il gioco di volumi. Le colonne all’estremità della composizione si affiancano ad altre più basse, così potrai sistemarvi sopra elementi portabottiglie.

All’altra estremità, la zona operativa puoi affiancarla da una serie di mensole in legno aventi la stessa profondità dei pensili. Una soluzione che contribuisce a dare più leggerezza alla composizione.

Una cucina lineare può essere arricchita da un piano utilizzabile come tavolo.  Un elemento che può essere utilizzato anche come area snack o angolo di lavoro, poggiato alla base terminale e ad un’altezza sfalsata rispetto al top. Si tratta di una soluzione inconsueta per una cucina lineare, che collega armoniosamente cucina e living.

Con questa tipologia di cucina lineare, oltre all’area operativa ben organizzata, viene dato ampio spazio alle colonne. L’uniformità delle due colonne laterali, viene interrotta da quella di mezzo, con cestone, scaldavivande, forno, microonde e vano con anta.

Come avrai notato, le cucine lineari offrono diversi vantaggi. Prendi ispirazione dalle soluzioni proposte e contattaci per avere un preventivo gratuito!