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Ristrutturazione Bagno

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Come trasformare la tua casa in una home wellness

Dopo un’intensa giornata di lavoro, concedersi un momento di relax in casa è certamente un modo più salutare per rilassarsi rispetto al classico divano

Creare un’area benessere in casa è ormai una presa di coscienza del miglioramento della qualità di vita per sé e per la propria famiglia. E’ inoltre un ottimo modo per aumentare il valore di un immobile.

Creare una spa domestica non è solo un miraggio. E’ possibile trasformare il bagno di casa in un angolo relax attraverso l’installazione di una vasca idromassaggio e di una doccia emozionale.

Si può realizzare anche una minipiscina con idromassaggio sul terrazzo oppure un percorso benessere, con sauna e bagno turco, nel seminterrato.

La sauna finlandese ed il bagno turco

La sauna finlandese ed il bagno turco

Il classico assoluto dell’angolo termale domestico è la sauna finlandese, le cui temperature  si aggirano tra i 70 ed 100 ° gradi. I vantaggi di fare una sauna regolarmente sono molteplici.

Innanzitutto espellere con il sudore le tossine fuori dal corpo, durante l’inverno, non è solo rilassante ma anche utile contro i malanni di stagione.

Un altro vantaggio  positivo è sicuramente l’effetto stimolante sul sistema immunitario, che ci rende ancora più forti.

Avere una sauna in casa evita sicuramente di avere a che fare con tutti i possibili problemi che si potrebbero incontrare in un centro specializzato ed aperto al pubblico, come, ad esempio le preoccupazioni in materia di igiene, il senso di vergogna, l’aroma infuso sbagliato o la temperatura troppo alta o troppo bassa. Nella nostra casa, abbiamo la possibilità di decidere la temperatura giusta, l’odore rilassante della lavanda o quello energizzante dell’eucalipto.

La cantina o la soffitta sono solitamente i luoghi preferiti per installare una sauna domestica.

E’ fondamentale accertarsi che venga costruita su un pavimento resistente all’acqua, come ad esempio, un rivestimento per il pavimento simile alle piastrelle del bagno. Altri importanti elementi da tener presente sono un’adeguata ventilazione  nella stanza ed un collegamento all’alimentazione elettrica.

Dopo la sauna finlandese, al fine di alleviare il carico sulla circolazione sanguigna, è fondamentale raffreddare  il corpo con docce emozionali.

Nella spa domestica è importante equipaggiare la doccia con l’illuminazione adeguata. La luce verde stimola e rinfresca il corpo, aumentando così l’effetto di raffreddamento della doccia.

Possono essere selezionate luci di colore diverso o variazioni cromatiche ad intervalli regolari, come ad esempio, il blu fresco e rilassante, un caldo rosso, stimolante e sensuale.

Per poter costruire ed attrezzare una doccia in muratura utilizzandola anche come hammam, bisogna stabilire quali modifiche apportare al bagno già esistente, come ad esempio, la rimozione dei pavimenti, il rifacimento dell’impianto sia idraulico che elettrico, i lavori di posa. Si tratta di operazioni fondamentali da eseguire al fine di raggiungere l’obiettivo.

E’ necessario calcolare il volume del vano adibito a doccia o bagno turco per poter scegliere poi il generatore adatto. In seguito, è fondamentale la coibentazione della doccia per evitare dispersioni di calore e fare in modo che il bagno turco raggiunga la temperatura nel minor tempo possibile.

Il vano deve essere alto circa 220 cm e deve essere chiuso ad una giusta pendenza.

E’ fondamentale anche considerare il posizionamento del generatore di vapore all’interno della zona doccia.

La posa in opera di sauna e bagno turco non presenta particolari difficoltà, a patto che sia eseguita da personale qualificato, come il team di Ristruttura Interni.

L’installazione della sola sauna richiede esclusivamente l’alimentazione elettrica. Attenzione però ai consumi: per ogni metro cubo (mc) è necessaria una potenza di 1 kilowatt (kW). Per i modelli compatti l’impianto standard da 3 kW è in genere sufficiente ma talvolta è necessario richiedere un potenziamento.

Lo stesso vale per il bagno turco. In questo caso occorre anche assicurarsi che la pressione idrica fornita dalla rete pubblica sia adeguata. In genere, quella consigliata dai produttori varia dagli 1 ai 3 bar, quasi sempre sufficiente. In caso contrario, sarà necessario installare una pompa. E’ una valutazione che va fatta dall’idraulico prima dell’acquisto. 

Mini piscina per l’ idromassaggio o vasca idromassaggio classica?

Nella prima variante l’acqua rimane la stessa proprio come in una vera piscina. La vasca idromassaggio invece è riempita di nuovo di acqua ogni volta ed è molto simile ad una normale vasca da bagno. In questo modo  non ci sono problemi relativi alla disinfezione dell’acqua e alla pulizia chimica. Pratiche necessarie in una mini-piscina idromassaggio. Entrambi possono essere completate da sali o oli da bagno, una ciotola di vetro con candele galleggianti sull’acqua ed un comodo poggiatesta.

 Quali sono gli elementi da valutare per creare una spa domestica?

  • Valutazione degli spazi. Quando si decide di creare un centro benessere domestico, è necessario avere uno spazio abbastanza grande. In alternativa sarà necessario predisporre un locale ad hoc.
    Come nei centri benessere, una Spa domestica può contenere: sauna, bagno turco, idromassaggio, docce emozionali, tepidarium, percorsi kneipp, grotta del sale.
  • Entità dei lavori che porteranno alla realizzazione della Spa. E’ possibile scegliere soluzioni in muratura oppure prefabbricate. 
  • Impianti necessari. E’ necessario predisporre gli adeguati collegamenti idrici ed elettrici.

I permessi da richiedere per realizzare una spa privata

Se si vuole realizzare una piccola spa nel bagno della propria abitazione comprensiva di vasca idromassaggio, docce emozionali è necessaria la CILA in quanto l’intervento presuppone la sostituzione delle tubature, degli impianti e del massetto.
Se invece si vuole realizzare una piscina, che comporta interventi edili invasivi e d’impatto significativo, è necessario il Permesso di Costruire o in altri casi la Scia.
 

Bagno su misura, la tua salvezza

Nei recenti anni anche il bagno è entrato di diritto fra le stanze che contraddistinguono un’unità immobiliare.
Da sempre considerato a parte, come probabilmente è ancora a livello catastale, il bagno è uno dei luoghi di cui ogni abitazione non può fare a meno.
Storicamente il bagno è uno dei luoghi che ha subito le variazioni più importanti. Tempo fa non esisteva neppure, l’igiene personale era affidata a tinozze e lavatoi, mentre la latrina era confinata, come lo è attualmente, nei luoghi pubblici.
Successivamente le persone più abbienti hanno fatto del bagno una vera e propria stanza accessoriata della miglior tecnologia disponibile. Da vasche idromassaggio a docce molto spaziose, da grandi piani di marmo a specchi molto grandi.
Ma le cose sono sempre in continua evoluzione, e la recente crisi economica ha colpito tutti, nessuno escluso. Come sai, comprare casa è sempre più complicato e più oneroso, ed il bagno è tornato ad essere piccolino. Uno spazio di massimo 6 mq dove dover inserire tutto il necessario.

Da ciò, la necessità di provvedere al bagno in modo razionale, sfruttando tutti gli spazi e provvedendo ad un vero e proprio arredamento su misura.
Allestire un bagno su misura e perfettamente funzionale richiede, nella maggior parte dei casi, l’intervento di un professionista. Soprattutto per le difficoltà nel trovare sul mercato mobili ed accessori della misura richiesta.

Alcune semplici regole

Se devi arredare un bagno di piccole dimensioni, segui queste fondamentali regole, che sono importanti per avere tutto il necessario in poco spazio:

– stabilisci dove posizionare il box doccia ed i sanitari, in quanto essenziali e non sacrificabili per alcuna ragione;
– lascia fra di essi una distanza tale da consentire il comodo passaggio delle ginocchia;
– cerca di sistemare i sanitari, se possibile, in un’unica parete, sia per l’impianto idraulico che per avere maggiore spazio sul lato opposto;
– provvedi all’installazione di uno specchio ampio, comodo per te e con la qualità di ampliare virtualmente il locale.

Quindi, puoi rispettare anche le seguenti regole, che riguardano alcuni particolari tutt’altro che insignificanti:

– utilizza sanitari da fissare al muro, in modo da poter effettuare al meglio le pulizie;
– utilizza un box doccia che sia almeno 80cm x 80cm, oppure 90cm x 70cm. Per tutte le persone normali non eccessivamente fuori peso, è una dimensione che consente di muoversi all’interno del box con una buona libertà. Misure inferiori possono costringerti a sgomitare con le pareti;
– se il bagno è uno solo, ed è anche piccolo, è probabile che dovrai fare a meno della vasca da bagno. In tal caso, cerca di acquistare un box doccia un poco più grande, dove puoi lavare anche oggetti, abbigliamento o animali senza troppe difficoltà.

Un occhio all’arredamento

Quando l’impianto ed i sanitari sono in ordine, puoi pensare all’eventuale arredamento. Generalmente comprende almeno una mensola alle spalle del lavabo. Se la soluzione non ti piace e preferisci avere un grande specchio, gli oggetti possono essere posti sotto il lavabo in appositi mobili. Meglio se anch’essi rialzati da terra, per facilitare le pulizie.
Nel qual caso il bagno sia lungo e stretto, o debba essere arredato in prossimità della porta e della finestra, è preferibile che i mobili utilizzati abbiano una linea ed un andamento non troppo spigoloso, per evitare fastidiosi e pericolosi infortuni.
In ogni caso, considerata la possibilità di imbattersi facilmente in un pavimento bagnato, gli spigoli devono essere sempre debitamente stondati con un buon raggio, che sia almeno 1 cm.
Un’altra ottima idea che devi assolutamente tenere in considerazione, consiste nell’utilizzo di porte scorrevoli. Questo perché la porta a battente è fastidiosa all’interno del vano in fase di apertura. Infatti molte persone compiono l’erroneo lavoro di invertire l’apertura verso l’ingresso o l’atrio. Questa soluzione compromette l’estetica della casa in modo non poco rilevante (le porte all’interno non sono quasi mai uguali all’esterno). Inoltre l’apertura verso l’esterno del vano è comunque scomoda anche nell’uso.

Per il resto, per arredare un bagno puoi avere tantissime idee che comprendono mille colori, tanti materiali, molte soluzioni. Dal momento che pensi di aver dato ed ottenuto il massimo, ti rendi subito conto che potevi fare ancora meglio. Tutto questo è anche dovuto alla moltitudine di idee esposte nei negozi, dove molti designer ed architetti propongono periodicamente idee sempre nuove ed intriganti, che un locale come il bagno aspetta sempre con ansia.

Doccia o vasca?

Argomento molto interessante questo confronto fra due modi di intendere il bagno e rilassarsi dopo una lunga giornata stressante immersi nelle proprie faccende.
In verità si tratta di un annoso problema, spesso teatro di lunghe discussioni fra coniugi. É un classico che si ripropone: l’uomo vuole la doccia per riuscire ad usufruire prima del divano in soggiorno. La donna vuole ovviamente la sua vasca da bagno. Questo è un luogo comune, ma sono sicuro che sei abbastanza d’accordo.
Se lo spazio è poco e il bagno è uno solo, bisogna fare una scelta. La doccia ovviamente svolge egregiamente il suo compito occupando poco spazio. La vasca da bagno, invece, occupa più spazio ma concede un utilizzo più vasto, come il comodo lavaggio di oggetti, bambini piccoli, animali e molto altro.
In tal senso, è veramente difficile dare torto alle donne quando pretendono la vasca, perché farne a meno diventa difficoltoso per ragioni che esulano dall’igiene personale.

Facendo un pò di storia, la vasca è senz’altro arrivata prima, in sostituzione della vecchia tinozza. Era usata spesso con l’esclusione del bagno, dove si andava unicamente per bisogni fisiologici. Successivamente, si è pensato di evitare di mettere il bagno all’aperto nei cortili o sui terrazzi. É diventata una stanza vera e propria dedicata all’igiene personale, consentendo così una maggiore intimità, importante in special modo per i più introversi.
La doccia arriva solo dopo, quando, per via della frenesia delle giornate in città, cominciava a mancare il tempo per riempire la vasca e sollazzarsi nel bagnoschiuma. Così spesso si usava il doccino della vasca per improvvisare docce che puntualmente allagavano il bagno. A tal proposito, arrivarono le tende per evitare il problema almeno in parte.
Da qui, la doccia divenne di moda e si pensò di sostituire la vasca con i pratici box doccia di varia dimensione. Comodi ed ergonomici, in grado di svolgere il loro compito velocemente e con meno acqua. Ma ora, le cose stanno nuovamente cambiando.

In un’epoca in cui qualcuno sta allestendo una stanza dedicata alla sauna ed al bagno turco, è inimmaginabile che la doccia vada ancora così tanto di moda.
Infatti, i bagni si ampliano sempre di più, lasciando spazio a grandi vasche con idromassaggio e particolari strutture che da vasca da bagno diventano docce e viceversa. Poi ci sono i box doccia ampi, che prevedono trattamenti massaggianti alla schiena, ai glutei ed ai polpacci. Ci sono poi box doccia ancora più ampi dove ci si può sedere, entrare in due, e molto altro.
Il bagno è senz’altro un ambiente in continua evoluzione, dove saremo tutti d’accordo all’unanimità che nel tempo si è sempre migliorato. Si è passati dal solo water ad una stanza super accessoriata con molte comodità.

Chi vince?

In poche parole, vorrai sapere chi vince in questo confronto curioso tra doccia e vasca.
Dare una risposta non è facile, e forse ai giorni nostri è diventato inutile. Perché in molti hanno senz’altro un bagno ben accessoriato nel quale la domanda non trova più un senso. Ancora in molti non hanno spazio per mettere una vasca da bagno, né tantomeno il tempo di fare un lungo bagno.
Detto fra noi quindi, si può concedere la vittoria di misura alla doccia. Occupa poco spazio e consente un uso rapido ed uno spreco decisamente minore di acqua. Cosa che in un mondo che punta sempre più al risparmio energetico deve essere tenuta in considerazione in modo assolutamente rilevante.
Le docce moderne inoltre, essendo più ampie, sono costruite con l’idromassaggio, e consentono anche il lavaggio di oggetti o animali senza fare disastri.

piastrelle esagonali bagno bianco

Piastrelle esagonali in casa: una trama di stampo retrò

Le piastrelle esagonali sono realizzate in gres porcellanato e solitamente di piccole dimensioni. Le piastrelle di formato esagonale sono disponibili di solito con diversi decori, spesso di gusto vintage ed in svariati colori.

Le forme geometriche sono di grande tendenza e tra quelle una delle più utilizzate è la forma esagonale.

Nel panorama delle proposte per pavimenti e pareti fioccano nuovi e creativi rivestimenti, tutti dedicati appunto, all’esagono.

Molte collezioni riprendono le tinte delle tradizionali cementine esagonali, ovvero delle classiche piastrelle, un tempo fatte con una base di cemento.

Piastrelle esagonali: bagno, cucina, soggiorno o corridoio

In cucina, bagno, soggiorno o in corridoio, i rivestimenti esagonali sono di grande attualità in tutta la casa.

Il tradizionale motivo di piastrelle esagonali si può usare come pavimento, ma anche a parete in qualsiasi ambiente e con qualsiasi stile: dal moderno, al classico o al rustico.

Nel living le piastrelle esagonali possono essere usate per evidenziare una porzione di parete, con decori e colori moderni o di sapore retrò.

L’accostamento a piastrelle di altro formato della medesima collezione è di grande tendenza. Ma anche l’ abbinamento a piastrelle di altre serie, al fine di spezzare l’uniformità del formato e del colore del pavimento e delimitarne allo stesso tempo una zona ben precisa usando le piastrelle come se fossero un tappeto.

In cucina si può  evidenziare in questo modo la zona cottura ed in bagno, ad  esempio, la zona di lavabo, sanitari e doccia.

Le piastrelle esagonali rappresentano una delle nuove tendenze dell’interior design

In aggiunta alle usuali modalità di impiego, le piastrelle esagonali possono essere utilizzate per rivestire in maniera originale la testata del letto e per decorare le pareti delle varie zone del bagno come la doccia ed il lavabo.

A pavimento anche in abbinamento con altre collezioni in gres effetto legno rappresentano una soluzione creativa per personalizzare qualsiasi ambiente.

Queste combinazioni richiamano anche lo stile vintage, costruito sul tema della memoria: forme e dettagli del passato creano un tessuto materico denso di ricordi e fascinazioni storiche.

Regalano movimento estetico a pareti e pavimento sulle quali vengono posate. Inoltre l’effetto decor di alcune collezioni rafforzano marcatamente l’eventuale stile vintage dell’abitazione.

Le piastrelle esagonali sono un evidente richiamo al passato. Esse iniziarono a diffondersi a fine Ottocento, come materiale da rivestimento. La loro massima espressione si ha negli anni Trenta, con la diffusione di materiali a base di cemento e impasti di cotto.

sanitari bagno

Come scegliere i sanitari più adatti al tuo bagno?

I sanitari, in ceramica, come da tradizione, sono versatili ed innovativi, grazie allo sviluppo delle tecnologie. Progettati per rispondere alle esigenze di chi ristruttura, offrono flessibilità d’installazione.

I sanitari si installano dopo la posa dei rivestimenti ma vanno scelti prima che inizino i lavori. Oltre all’estetica ed alle dimensioni, occorre valutare il collegamento all’impianto.

Se hai intenzione di spostarli, occorre considerare che la posizione della colonna di scarico del vaso (braga) è vincolante. Occorre inoltre garantire al collegamento la pendenza dell’1%. E quanto più ci si allontana dalla braga, tanto più in alto deve essere il vaso. E’ possibile anche rialzare il pavimento con un gradino.

A seconda di come è progettato l’impianto, lo scarico può essere posizionato a terra o a parte. I nuovi sanitari a terra e filo parete sono universali, cioè installabili in entrambe le situazioni.

Tipologie di sanitari per il tuo bagno

Esistono varie tipologie di sanitari. Di seguito un elenco delle varie tipologie.

Sanitari a pavimento

Si installano a filo muro. Privi di brida (rimless), prevedono un sistema di risciacquo con antibatterico. Sono detti Rimless o anche Rimfree i vasi senza brida, cioè il bordo da cui fuoriesce l’acqua dello scarico.

Grazie a questa tecnologia, non solo l’estetica ci guadagna, ma anche l’igiene, perché i sistemi di risciacquo sono più efficienti ed assicurano la pulizia dell’intera superficie del vaso. Si tratta spesso di tecnologie brevettate.

E’ il tipo di sanitari più comunemente usato. I sanitari in questione hanno lo scarico a pavimento e la cassetta dell’acqua posta più in alto o murata nel muro. Il vaso può avere, spesso, la cassetta “a zaino” posta esternamente al muro e subito sopra il vaso.

Sono facili da montare e richiedono semplicemente di essere fissati al pavimento con appositi tasselli.

Il fatto stesso di essere appoggiati al pavimento fa si che il loro peso, insieme al peso dell’utilizzatore, si distribuisca senza problemi.

Nel caso del vaso con cassetta “a zaino” c’è anche il vantaggio di avere la possibilità di accedere alla cassetta stessa con molta facilità in caso di guasto.

Sanitari a filo muro

Si tratta di una tipologia di sanitari a metà strada tra quelli tradizionali a pavimento e quelli sospesi, poiché, pur avendo lo scarico a pavimento non presentano però alcuno spazio dietro al sanitario stesso e per questo vengono definiti ” a filo muro”.

Si tratta di sanitari aderenti al muro e quindi le operazioni di pulizia sono molto agevolate e  garantiscono una maggiore igiene.

Durante le operazioni di pulizia non si rischia di andare a toccare tubi, flessibili, raccordi, rischiando di danneggiarli poiché tutto rimane “coperto” dal sanitario stesso.

Questo tipo di sanitari possono avere la braga (scarico) sia a muro che a pavimento mediante appositi raccordi.

Sanitari sospesi

Si tratta di sanitari apparsi recentemente sul mercato. Fin da subito hanno trovato accoglimento per il loro effetto sospeso che li fa apparire “leggeri”, rompendo la tradizionale monotonia dei sanitari del bagno. Non essendo appoggiati a terra non trasmettono le vibrazioni sonore alla struttura dell’edificio.

Presentano una maggiore silenziosità delle tubazioni di scarico che vengono collocate nell’intercapedine della parete, una maggiore igienicità poiché è facile pulire anche il pavimento al di sotto di essi.

Non toccando il pavimento non sono neppure necessarie giunture in silicone che sarebbero comunque abbastanza soggette a degradarsi col tempo.              

Igiene assicurata

Per molti regolamenti edilizi e d’igiene locali, la presenza del bidet non è obbligatoria nel secondo bagno di casa, purché quello principale sia completo.

Alcuni, per esempio quello di Milano, stabiliscono che vaso e bidet possono essere integrati in un unico apparecchio, anche se esiste un unico bagno. Questi prodotti, oltre ad essere indubbiamente salva spazio, sono anche molto pratici e tecnologici.

Sei di Milano? Vuoi ristrutturare il tuo bagno? Contattaci!

vasca da bagno bianca

Come scegliere una giusta vasca da bagno per la tua casa

Freestanding, a parete o da incasso, la vasca da bagno strizza l’occhio al design con forme studiate e dettagli insoliti. I materiali techno, invece, garantiscono comfort e massima praticità.

 Tre tipologie di vasca da bagno da installare

Queste tipologie si adattano a seconda dello spazio disponibile e dello stile del bagno. Ma quali sono?

  1. Da posizionare a centro stanza o in una zona ariosa del bagno, queste vasche da bagno sono solitamente extra size ed evocano gli antichi riti del benessere. Talvolta di linea rètro con i piedini, sono realizzate anche in forme geometriche e lineari e personalizzabili, installate raso pavimento. Con il ritorno delle vasche da bagno freestanding, è salito alla ribalta il trend delle vasche con i piedini. In diversi stili, sono perfette per lasciarsi andare ai riti del benessere. Quella in stile vittoriano è un classico intramontabile. In ghisa smaltata mono o bicolore per un effetto scenografico. I piedini sono in metallo lavorato, cromato o verniciato tono su tono o in una sfumatura che crea contrasto. La rubinetteria di questa tipologia di vasca da bagno è a colonna, in tema con lo stile della vasca, quindi rètro.
  2. Ad incasso. Prodotte in tante misure standard e con forme differenti (rettangolari, ad angolo, tonde, semitonde, esagonali) si installano nella muratura e si possono rivestire come la parete o con finiture e piastrelle a contrasto.
  3. Con e senza pannelli. Se ad idromassaggio, i pannelli sono d’obbligo perché contengono i meccanismi. Ma le cornici possono avere funzione pratica, ad esempio attrezzate con mensole per saponi ed asciugamani, oppure esclusivamente estetica. Se in acrilico possono essere lasciate con la finitura originale. I pannelli che incorniciano la vasca generalmente hanno funzione estetica, ma possono essere preziosi se il bagno non è molto grande. Diventano infatti un atout offrendo mensole e vani per asciugamani ed accessori.

Quali sono i rubinetti più adatti per queste tipologie di vasche da bagno?

Fatto estetico a parte, ogni vasca ha i suoi rubinetti, per problemi di impianti.

Se la vasca da bagno è a centro stanza, bisogna prevedere una soletta sotto il pavimento che contenta i rubinetti. Se l’installazione è successiva ad una ristrutturazione bagno, si può costruire un gradino su cui appoggiare la vasca , in cui nascondere tubi&Co. Anche la rubinetteria in questo caso sarà freestanding.

Se la vasca da bagno è ad incasso, vicino alla parete, non c’è alcun problema. Le tubature corrono nel muro. In questo caso non c’è che l’imbarazzo della scelta, perché si possono scegliere rubinetti, doccette, miscelata tori, bocchette d’acqua tra infinite soluzioni di design, colore e materiali.

Nel caso in cui la vasca sia già predisposta per la rubinetteria, i fori hanno calibro universale e la scelta rimane libera. In caso contrario, se il diametro del foro è specifico di quella vasca, sarà il produttore stesso del sanitario a fornire la rubinetteria realizzata per ogni modello.

Vasche da bagno: forme e materiali

Anche nella stanza dell’acqua il design ha proposto soluzioni classiche rivisitate o all’avanguardia, nelle forme, ma soprattutto nell’uso dei materiali hi-tech.

Quadrate, rettangolari, ovali, ad angolo, esagonali, persino su misura. A te la scelta in base a spazio e gusti.

Gli infiniti materiali acrilici utilizzati dalle aziende sono legati da caratteristiche comuni: alta resistenza, facilità nella pulizia, grande isolamento termico per mantenere costante la temperatura dell’acqua.

Sei di Mialno? Vuoi ristrutturare il tuo bagno? Possiamo installare la vasca da bagno che tu desideri. Contattaci per un preventivo!

 

arredo bagno - doccia

Arredo bagno: come scegliere la doccia più adatta a te?

Le docce sono soluzioni flessibili, per ogni esigenza di spazio, chiuse da lastre in vetro o cristallo con profili sempre più sottili. Pronte per l’installazione o da comporre a proprio piacimento, si integrano in modo armonioso con il tuo arredo bagno.

Docce: arredo essenziale per il tuo bagno

Per la realizzazione della zona doccia, nuova o da ristrutturare, vanno innanzitutto rilevate le dimensioni del locale per decidere il posto più indicato per l’installazione della cabina, la sagoma del piatto e l’ingombro che occuperà a terra.

Occorre poi scegliere il tipo di chiusura, vincolata allo spazio a disposizione, alla posizione delle porte e degli altri arredi.

L’altezza del box doccia è in genere standard (195/200 cm), mentre per la larghezza esistono moltissime possibilità, fino ad arrivare a soluzioni su misura. In questo casi si allungano però i tempi per la consegna.

Le tipologie di installazione di una doccia

Varie sono le tipologie d’installazione di una doccia:

  • Ad angolo, lineare o stondata. Questa è la tipica soluzione salva spazio.
  • In una nicchia: intima, sfrutta un vano tra tre pareti e viene chiusa da una (se piccola) o più lastre di vetro.
  • Su un’unica parete, con chiusura su tre lati, di cui almeno uno fisso.
  • Walk-in: aperta da un lato e perciò senza ante mobili
  • Walk-through: si chiama così la soluzione “passante”, con un’unica parete fissa (o totalmente priva), abbinata ad un piatto doccia a filo pavimentato.

Quali sono i materiali più utilizzati per le chiusure delle docce?

Vetro e cristalli temperati sono i materiali più utilizzati per le chiusure delle docce.

La differenza tra i due è dovuta alla presenza, nel secondo, di ossido di piombo, che ne aumenta la densità e la brillantezza (simile a quella del diamante).

Entrambi sono preferibili ai materiali acrilici, non solo per motivi estetici ma soprattutto di sicurezza. Il trattamento termico cui vengono sottoposti ( la “tempra” consiste nel raffreddamento rapido del materiale dopo averlo portato a temperature vicine a quelle di fusione) ne incrementa la resistenza meccanica. In caso di rottura, si frammentano in piccolissime parti non taglienti (a norma EN 14428).

Lo spessore parte dai 3-4 mm, ma per una maggior resistenza è consigliabile che sia di 6-8 mm.

Sia le lastre in vetro sia quelle in cristallo temperato possono essere trattate con sistemi anticalcare che impediscono alle gocce d’acqua di depositarsi sulla superficie, facilitando così la pulizia.

Soluzioni chiavi in mano o da comporre per il tuo arredo bagno?

La “zona doccia” è una combinazione di vari elementi: piatto, chiusura, doccia vera e propria ( a mano, a colonna, soffione, ecc) e rubinetteria.  Ma è meglio una cabina preassemblata o uno spazio da comporre a proprio piacimento?

La prima è una box che integra gli elementi base e spesso altre funzioni, quali cromoterapia, musica, bagno turco. Richiede solo l’allacciamento alla rete idrica ed eventualmente a quella elettrica.

Più personalizzata è invece la soluzione svincolata, la quale consente di scegliere tra molteplici opzioni, dal box tradizionale alla doccia senza chiusure, con una colonna attrezzata, il solo soffione o entrambi.

Colonne e soffioni: elementi caratteristici per un’esperienza di benessere totale

A volte può bastar poco per dare un nuovo aspetto al tuo arredo bagno ed ottenere una zona doccia come nuova.

Soffioni e colonne attrezzate si prestano bene a questo scopo. Entrambi offrono vati tipi di getto: a pioggia, a cascata, a lama d’acqua, più o meno intensi. Le colonne possono erogare il getto anche in verticale, per un massaggio totale.

In presenza di più funzioni, viene previsto un miscelatore con deviatore a due o più “vie”. Basta ruotare la manopola per impostare la modalità desiderata.

I modelli attuali prevedono ugelli con terminali in silicone anticalcare per una pulizia facilitata. E grazie alla presenza di aeratori, che miscelano l’acqua sull’aria, si ottiene maggior risparmio idrico.

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piastrelle ristrutturazione bagno

Quali piastrelle scegliere per la ristrutturazione del tuo bagno?

Per la ristrutturazione del bagno le piastrelle più resistenti sono in gres porcellanato che promette grandi prestazioni ed alte potenzialità espressive. Monocottura e bicottura, più tradizionali, rimangono però scelte eccellenti se si vogliono pareti decorate e superfici brillanti.

Tre tipologie di piastrelle per il bagno, anche da mixare

Gres: bassissimo coefficiente di assorbimento d’acqua

Adatto per tutti gli ambienti interni, a parete e per pavimenti, ed anche all’esterno, il gres è oggi disponibile in un’ampia scelta di finiture superficiali. Da quella naturale, tipica dei prodotti che si ispirano alle pietre o al legno, a quelle smaltate e colorate, utilizzate soprattutto per le pareti.

E’ ottenuto tramite sinterizzazione, un trattamento termico/meccanico che compatta materiali precedentemente ridotti in polvere (atomizzazione): argilla, minerali, feldspati, rocce sedimentarie e sabbia.

Il gres porcellanato è inassorbente. Ha un coefficiente di assorbimento d’acqua minore dello 0,5%. Caratteristica che lo rende indicato anche per la posa in ambienti umidi. Garantisce inoltre elevata la resistenza alla rottura, all’abrasione, agli urti, ai graffi ed alla maggior parte dei prodotti chimici.

Nell’impasto vengono spesso introdotti ossidi coloranti che si disperdono totalmente, durante la cottura, all’interno della massa semifusa. Quando il colore che mostra in superficie è identico  a quello che attraversa tutto il corpo della piastrella, il gres viene definito a tutta massa o colorato in massa.

Monocotture: adatte sia per i pavimenti interni sia per i rivestimenti

Sono prodotte tramite la cottura simultanea di supporto (il corpo della piastrella) e lo smalto. La cottura unica garantisce maggiore resistenza ad urti, usura e gelo.

I prodotti possono essere molto diversi tra loro, a seconda della percentuale di assorbimento d’acqua del supporto che va da valori prossimi allo zero al 15%. Queste ultime vengono definite monoporose.

Bicotture: piastrelle brillanti e decorative

Le bicotture prevedono invece una prima cottura del supporto ed una seconda, dopo l’aggiunta dello smalto (in genere vetroso).

Come risultato si ottengono piastrelle brillanti e molto decorative, meno adatte per i pavimenti ma di alto valore estetico. Perfette quindi come rivestimento.

A questa categoria appartengono la maiolica, il cotto forte, a supporto poroso e colorato e la terraglia-pasta bianca.

L’importanza della posa delle piastrelle nella ristrutturazione del tuo bagno

Scegliere piastrelle resistenti non è sufficiente. Per un buon risultato è necessario che la messa in opera sia affidata a professionisti qualificati.

La ditta RistrutturaInterni di Milano, per quanto riguarda la ristrutturazione bagno, ti supporta dalla scelta dei materiali alla tipologia di prodotti più indicati per l’ambiente da rivestire.

Oggi le piastrelle si declinano in un’ampia gamma di formati: da quelli più piccoli, circa 10×10 cm a quelli extralarge, vere e proprie lastre, anche oltre i 100x300cm, ideali negli openspace.

Per dare movimento a pareti e pavimenti o per creare punti che catturino l’attenzione, si può giocare anche sulla diversificazione.

I maxi formati richiedono però un’attenta progettazione. Ad esempio, se la parete da rivestire è di 180 cm, la soluzione migliore non sarà una lastra lunga 100 cm, più una da 80 cm. Ma una da 100 cm da posare al centro e due di 40 cm.

La scelta dello spessore delle piastrelle bagno ha ragioni soprattutto tecniche. Le piastrelle più sottili (3 mm) sono adatte per le pareti, le altre per i pavimenti. Si parte da un minimo di 3,5 mm per arrivare a 5-10 mm se la superficie della piastrella è “strutturata”.

La posa delle lastre di grande formato e di spessore sottile richiede più tempo, precisione ed un’adeguata preparazione del sottofondo, il quale deve essere perfettamente livellato, eliminando ogni irregolarità.

Desideri ristrutturare il tuo bagno? Chiedici un preventivo!

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