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Ristrutturazione Bagno

Come trasformare il bagno in una comfort zone

Come trasformare il bagno in una comfort zone

Iniziare la giornata con 15 minuti di esercizi mirati per rimanere in forma oppure arrivare a casa dopo una giornata di lavoro e rilassarsi con un bagno turco o con una sauna che elimina la stanchezze e rigenera.

Ma ci si riesce? Sì, se il bagno si trasforma in comfort zone, grazie alle sue mille insospettabili possibilità e potenzialità di utilizzo. Tutto dipende da due fattori: un progetto anticonvenzionale, che sfrutta bene i metri quadrati disponibili, in genere davvero pochi ed un arredamento adatto. Se ci si chiede se ne valga la pena, la risposta è sicuramente sì, soprattutto se lo spazio wellness o fitness è un desiderio mai realizzato e per vederlo concretizzarsi non è necessario stravolgere l’abitazione nè rinunciare ad un altro locale. Si tratta solo di ristrutturare il bagno, con un investimento economico non trascurabile.

Tre soluzioni possibili per trasformare il bagno in una comfort zone

  1. 3,5 mq con il bagno turco

In una superficie così contenuta e volendo una dotazione completa, è il vano doccia ad ospitare anche il bagno turco. Un ottimo compromesso, senza rinunce. Ampio spazio è dunque destinato alla nicchia da attrezzare, che misura 170×75 cm.

Per la parte con il lavabo in pietra ed i sanitari bastano quindi 170×125 cm.

L’effetto pietra è indicato per riproporre a casa la suggestione dell’hammam. Nel colore grigio venato è di tendenza, non particolarmente vincolante e si sposa bene con il colore bianco dei sanitari e della porta (necessariamente salva spazio).

Ci sono due possibilità per realizzare il bagno turco. A seconda dello spazio disponibile si può scegliere tra una cabina dedicata, già equipaggiata e pronta da installare, ed un allestimento da applicare al vano doccia: pareti coibentate, cielino (anche quelli a volta), porta a tenuta stagna e generatore di vapore.

All’interno della cabina la temperatura raggiunge 40/45° C, con umidità compresa tra il 90 ed il 100%. La fonte di acqua aiuta a sopportare tale condizioni, ma per un uso ottimale e sicuro, è bene informarsi bene sulle procedure e sui tempi di permanenza.

Per ampliare lo spazio della nicchia da attrezzare si suggerisce un frontale vetro, con porta centrale di accesso. La cabina diventa così di 160×80 cm.

L’interno può essere rivestito in Crystal white ed attrezzato con una seduta in solid surface di 40×65 cm (a destra) ed un soffione di 37×37 cm (in alto a destra). Il generatore è un pannello da posizionare all’esterno del box.

2. 4,6 mq con la mini palestra

Si può organizzare in due aree laterali il bagno di 178×262 cm, lasciando spazio libero in mezzo. A destra della porta, la zona lavabo attrezzato anche come spazio fitness, con una soluzione di arredo bagno particolarmente creativa e funzionale. A sinistra, la zona con vado bidet, dalla quale si accede alla doccia. Questa è delimitata da una spalletta in muratura e da un sistema di ante in vetro scorrevoli.

Affinchè si possa dedicare alla zona fitness quanto più spazio possibile, il bagno va completato con arredi compatti. Ciò significa orientarsi su quei pezzi poco ingombranti ma, allo stesso tempo, in grado di garantire comfort. Come ad esempio, un sistema doccia con ante scorrevoli e guida di scorrimento nascosta. Dotata di soft-close per un movimento morbido e di funzione push&clear per alzare le porte verso l’esterno e facilitare la pulizia.

E’sempre più diffuso il desiderio di allestire una zona fitness in bagno, la quale è realizzabile, a patto che ci siano lo spazio per svolgere in sicurezza gli esercizi e la finestra per avere aria e luce naturali.

Per rendere ancora più accogliente l’ambiente, si può optare per un pavimento in legno.

Anche se molto limitata, l’area fitness può essere risolta con una panca, un attrezzo che permette una varietà di esercizi di allenamento per vari gruppi muscolari, grazie alla possibilità di regolarne l’inclinazione. Con gli anelli si completa il workout domestico.

3. 5,5 mq con la sauna separata

Per il bagno abbastanza ampio ed agevole si può ipotizzare una dotazione wellness più complessa. Tenendo conto della posizione della porta e di quella della finestra, l’ambiente è stato organizzato come se fosse diviso in due. La parte verso il fondo è dedicata alle cabine doccia e sauna. Nell’altra invece, trovano posto sanitari e lavabo.

Quello in legno della sauna è un volume da valorizzare, abbinando arredi total white. Quelli di recente produzione, ad esempio, puntano su materiali soft-touch, decisamente adatti ad un ambiente wellness.

Alla sauna serve una cabina dedicata, di poco più di 1 mq e collegata all’impianto elettrico. I produttori propongono modelli pronti da installare, personalizzabili per finiture e dotazioni, ma anche soluzioni su misura. L’ampiezza del volume determina poi la potenza del generatore di calore.

La sauna consiste in un’immersione in aria calda e secca, all’interno di una cabina in legno. Il calore viene fornito da un apposito dispositivo, sul quale vengono appoggiate delle pietre.

Esistono due tipi di sauna: tradizionale finlandese ed a infrarossi. La prima è dotata di stufa e raggiunge la temperatura di 75-90° C. La seconda utilizza invece un radiatore di raggi infrarossi e raggiunge la temperatura di 30-55°C.

Come scegliere la vasca da bagno

Una delle fasi più delicate durante la ristrutturazione di un appartamento è l’insieme di interventi che riguardano il locale del bagno.

Questa stanza è, come abbiamo visto negli articoli precedenti, uno degli ambienti più soggetti a cambiamenti. Durante la ristrutturazione del bagno si possono affrontare diversi step, dal cambio di pavimentazione, alla scelta di nuovi sanitari, o ancora dalla sostituzione della vasca con una doccia o al contrario la decisione di installare una vasca.

Una scelta importante è quella della tipologia di vasca da installare, dovrà essere una decisione accurata perché la vasca è ormai utilizzata sopratutto per soddisfare le nostre esigenze personali di relax e riposo.

Dove posizionare la vasca da bagno

Prima di affrontare l’argomento che riguarda la scelta della vasca da bagno è bene fare una premessa, la vasca da bagno non è più legata soltanto all’ambiente bagno come in passato, ma sta iniziando a venire abbinata anche alla camera da letto.

L’oggetto della vasca sta diventando sempre di più simbolo del relax e spesso viene posizionata proprio nel luogo di riposo, dove ci rilassiamo quotidianamente, ovvero la stanza da letto.

Rispetto dunque a qualche decennio fa la vasca da bagno diventa un vero complemento d’arredo, non solo un mero oggetto funzionale, può essere installata non più in un unico luogo e il suo stesso design viene ripensato in base alla sua collocazione.

Tipi di vasca da bagno

I tipi di vasca da bagno sono svariati e si possono classificare in parte in base alle loro caratteristiche funzionali, in parte in base all’estetica e al design che le contraddistingue.

Le vasche da bagno possono essere di varie dimensioni, da quelle minime per bagni di dimensioni ridotte, a quelle standard a quelle che sfiorano i due metri di lunghezza per stare comodamente sdraiati.

Hanno varie forme, rettangolari, quadrate, tonde, ellittiche, possono essere standard o idromassaggio, o ancora integrate con la doccia. Inoltre possono essere posizionate in nicchia, ad angolo, oppure essere freestanding, libere all’interno dello spazio.

Le vasche da bagno possono essere rialzate su piedini, oppure appoggiate a terra, o ancora su una pedana rialzata, possono essere rivestite oppure no, ed avere rubinetteria a muro oppure integrata nel bordo della vasca.

Vediamo di analizzare le varie tipologie per capire quale sia la più adatta per ogni esigenza.

Caratteristiche funzionali

Vasca standard

Si tratta del tipo di vasca più comune può avere svariate forme ed essere posizionata in qualunque posizione all’interno del bagno.

Vasca idromassaggio

Si tratta di una vasca che oltre alle funzionalità base, ha getti e bocchette disposte lungo tutto il suo perimetro interno per favorire il massaggio e il rilassamento del corpo.

Questo tipo di vasca può avere svariate forme, ma generalmente necessita di maggiore spazio rispetto ad una vasca standard.

Può essere collocata in qualunque posizione all’interno del bagno ed essere posta su una pedana rialzata per darle maggiore importanza.

Vasca integrata con doccia

Si tratta di una vasca dotata di pareti vetrate apribili che può essere utilizzata sia come vasca che come doccia.

Si tratta di una valida soluzione per chi vuole ottimizzare lo spazio ed i costi, infatti con un unico oggetto abbiamo a disposizione due differenti modalità di utilizzo dello stesso.

Nella maggior parte dei casi la vasca integrata con doccia ha forma rettangolare, o quadrata ed è posizionata in nicchia o ad angolo.

Immagine tratta da www.pixabay,com

Caratteristiche estetiche

Vasca in nicchia

La vasca in nicchia, che sia idromassaggio, standard o integrata con doccia, viene posizionata tra due pareti.

La sua lunghezza copre dunque la totalità della lunghezza della parete e la vasca risulta incassata tra i due muri. Ha solitamente forma rettangolare, ma può essere anche quadrata.

Questa tipologia di vasca consente di sfruttare al massimo lo spazio, è infatti la tipologia più diffusa. La vasca in nicchia risulta particolarmente accattivante dal punto di vista estetico quando il suo unico lato a vista viene rivestito con lo stesso materiale del pavimento, in continuità con esso.

L’effetto estetico che si ottiene è quello di un oggetto, la vasca appunto, completamente integrato con la superficie su cui appoggia, quasi fosse un tutt’uno con essa.

Vasca ad angolo

La vasca ad angolo, che sia idromassaggio o standard, ha una forma piuttosto particolare, che ricorda un triangolo rettangolo, con il lato più lungo semicircolare.

È posizionata all’incontro tra due pareti, sfrutta infatti l’angolo tra di esse, e la forma interna della vasca può seguire quella esterna oppure essere ellittica.

La vasca ad angolo è particolarmente adatta a chi ha un bagno di notevoli dimensioni, preferibilmente di forma quadrata, poiché è piuttosto ampia e spesso viene scelta nella versione idromassaggio.

Vasca freestanding

La vasca freestanding è forse la tipologia più affascinante tra tutte quelle sopradescritte, viene posizionata liberamente nello spazio e in questo modo acquista valore ed importanza.

Può avere forma quadrata, rettangolare o tonda, ma anche sagome e profili sinuosi che la rendono simile ad una scultura vera e propria. Può di tipo standard o idromassaggio. È particolarmente adatta per bagni di dimensioni ampie, infatti necessita di spazio attorno per potersi muovere liberamente e per poter apprezzare a pieno le sue qualità estetiche.

Questa tipologia si sta sempre più diffondendo perché, sia che venga posizionata in bagno che in camera da letto, il suo design la rende simile ad un vero e proprio oggetto d’arte o pezzo di arredamento.

La vasca freestanding può essere posizionata su una pedana per enfatizzare ancora di più il suo valore, oppure essere rialzata su piedini e generalmente questo tipo di vasca da bagno non viene mai rivestita.

Conclusioni

La scelta di una vasca da bagno è importante perché riguarda un oggetto che dovrà favorire il nostro relax e riposo.

È importante in primo luogo definire dove sarà posizionata la vasca, se in bagno o in camera da letto, in seconda battuta bisogna valutare quanto spazio si ha a disposizione e scegliere di conseguenza il modello, in nicchia, ad angolo o free standing.

Parallelamente si sceglierà il tipo di funzione che la vasca dovrà avere, se standard, idromassaggio o integrata con la doccia. A questo punto rimane soltanto da scegliere se rivestirla, rialzarla su piedini o pedana e quale rubinetteria installare… siete pronti?

Doccia in nicchia, una soluzione salvaspazio

Durante la ristrutturazione della propria casa, uno degli ambienti più soggetti a cambiamenti è proprio il bagno. Abbiamo trattato per voi il tema della ristrutturare il bagno senza piastrelle, il bagno è uno degli ambienti della casa che richiede maggiore personalizzazione perché deve rispettare le esigenze e le abitudini di ogni individuo.

Lo spazio della doccia è una parte del bagno che richiede particolare attenzione, deve essere comodo e pratico perché si tratta di uno degli spazi che più usiamo. È importante poi considerare che negli ultimi tempi gli ambienti delle case hanno subito una contrazione diventando sempre più piccoli, soprattutto per quanto riguarda gli appartamenti delle città, come Milano.

Spesso ci troviamo di fronte a bagni piccoli dove ogni centimetro di spazio deve essere sfruttato al meglio per poter ottenere la massima funzionalità dall’ambiente stesso.

È dunque fondamentale progettare al meglio lo spazio del bagno e in questo un architetto di interni vi può essere di grande aiuto.

Lo spazio doccia

La doccia è ormai sempre più diffusa e apprezzata rispetto alla vasca, per evidenti questioni pratiche e funzionali.

Dunque ormai quasi tutti i bagni sono dotati di doccia al posto della vasca, e se non lo sono vengono spesso ristrutturati in tale senso.

La doccia ha il grande pregio di occupare meno spazio della vasca, di essere più pratica per essere pulita e di venire utilizzata in maniera più veloce.

Tipologie di doccia

Esistono varie versioni e modelli di doccia, ad esempio la doccia walk in, la doccia semicircolare, la doccia vasca, la doccia ad angolo oppure la doccia in nicchia.

Possiamo dire che ad esclusione della doccia in nicchia, le altre tipologie sono tutte caratterizzate da un box doccia e si differenziano per il tipo di pareti vetrate e cabine che le contraddistinguono.

Immagine tratta da www.pixabay.com

La doccia in nicchia

La doccia in nicchia invece non è dotata di un box doccia, ma la sua struttura è composta da muri, dunque le pareti che delimitano lo spazio doccia sono costruite e non vetrate, ad eccezione ovviamente della parete di ingresso alla doccia.

La struttura della doccia in nicchia può essere realizzata in cartongesso, con lastre appositamente pensate per l’ambiente bagno, oppure in muratura, o ancora in altri materiali ad esempio in vetrocemento.

La parete di accesso alla doccia può essere vetrata e trasparente, con ante in cristallo o in pvc, con ante a battente o a soffietto, oppure la chiusura della doccia può essere realizzata semplicemente con una tenda da doccia e con il suo apposito sostegno.

Quando realizzare la doccia in nicchia

La doccia in nicchia viene utilizzata, come suggerisce anche il suo nome, quando vogliamo creare, per le più varie ragioni, uno spazio doccia racchiuso tra pareti, in nicchia appunto.

Cerchiamo di capire quali potrebbero essere le ragioni di questa scelta. Se per esempio abbiamo problemi di spazio può essere utile posizionare la doccia in un angolo e sfruttare lo spazio accanto ad essa per posizionare un armadio contenitore o il mobile della lavatrice sicuramente la doccia in nicchia è la soluzione più adatta.

Infatti in questo modo il muro che viene costruito può essere utilizzato come appoggio per i mobili o come supporto per mensole e acquista così una duplice funzione.

Un altro caso in cui viene utilizzata la doccia in nicchia è per esempio quando il bagno non ha una forma regolare, ad esempio quadrata o rettangolare, ma presenta un perimetro caratterizzato da sporgenze di pilastri o murature.

In questo caso si può sfruttare un apparente difetto del bagno e tramutarlo in una risorsa, costruendo parte del muro a formare una nicchia o sfruttando la nicchia che già esiste se già abbastanza spaziosa.

La doccia in nicchia viene utilizzata anche in presenza di bagni stretti e lunghi, spesso la doccia viene proprio posizionata sul lato opposto all’ingresso e va da muro a muro.

La larghezza dello spazio doccia è maggiore rispetto alla sua profondità e il suo utilizzo risulta agevole.

In alcuni casi la doccia ingloba anche la finestra del bagno, che magari ha apertura automatizzata e può essere aperta anche senza entrare nella doccia, in questo modo si sfrutta una parete che sarebbe stata poco utilizzabile con un’altra disposizione.

Vantaggi e svantaggi della doccia in nicchia

Come visto dagli esempi precedenti sicuramente la doccia in nicchia ha numerosi vantaggi, primo tra tutti quello di riuscire a sfruttare lo spazio del bagno al meglio.

Attraverso l’utilizzo di una o più pareti come lati della doccia, non solo la parte interna può delle pareti può venire scavata a creare dei contenitori per i prodotti della doccia, ma anche la parte esterna delle pareti può essere sfruttata in vari modi.

Chiaramente se le pareti della doccia fossero state vetrate o in pvc queste opportunità salvaspazio non ci sarebbero state.

Sicuramente un altro dei vantaggi della creazione della doccia in nicchia riguarda la cura della doccia, che il rivestimento delle pareti sia in piastrelle, in resina, in microcemento la pulizia e la manutenzione di questo spazio è di gran lunga più pratica e sicura di quella di un box doccia classico.

I cristalli di un box doccia vetrato, così come quelli di un box doccia in pvc sono meno facili da pulire e più fragili, inoltre con il passare degli anni accusano i segni del tempo.

Una parete è invece più duratura, e può essere personalizzata con il rivestimento che più vi ispira, tra i vari tipi sopra citati sicuramente quello ottimale sarebbe in resina, dei cui vantaggi vi ho già parlato in Pavimenti in resina.

Certamente una doccia in nicchia è meno economica di un box doccia tradizionale e una volta costruita risulta meno facile demolirla in caso di una nuova ristrutturazione del bagno.

I vantaggi di una doccia in nicchia tuttavia sono molteplici e permettono di sfruttare al meglio lo spazio, sicuramente questo tipo di soluzione ha qualche svantaggio, ma i suoi pregi superano i difetti.

Conclusione

Che il vostro bagno sia stretto e lungo, presenti una nicchia già esistente oppure semplicemente debba sfruttare al massimo ogni centimetro quadro della sua superficie, la doccia in nicchia può essere un’ottima soluzione salvaspazio, creando uno spazio raccolto e di grande effetto!

Piatti doccia: di quali materiali?

Uno degli spazi che viene più spesso ristrutturato è proprio il bagno, in questo articolo vi avevo parlato delle ragioni che ci portano a voler cambiare l’aspetto di questo ambiente.

Spesso cambiamenti nello stile di vita o modifiche al nucleo famigliare ci inducono a dover ripensare il bagno, un caso ricorrente è per esempio la sostituzione della vasca e l’installazione al suo posto della doccia.

Molti appartamenti e case di nuova costruzione vengono infatti proposti e venduti con sanitari già installati, la scelta di come disporre il bagno è però molto personale e dipende dalle abitudini di ognuno di noi.

Ecco dunque che si rende necessaria una ristrutturazione che il più delle volte parte proprio dal ripensamento dell’area doccia, magari troppo stretta e scomoda.

Altre volte capita invece che compriamo un appartamento di qualche decennio fa e come prima cosa decidiamo di rifare la doccia o cambiare i sanitari per una questione di igiene e di usura.

Qualunque sia la vostra situazione. vi trovate a dover scegliere una nuova doccia e magari una delle domande che vi ponete è proprio: di quale materiale posso realizzare il piatto doccia?

Vediamo insieme quali sono le principali soluzioni.

Piatti doccia: modelli

Grazie alle nuove tecnologie e alle sperimentazioni delle case produttrici i piatti doccia possono ormai avere svariate forme, colori, misure e stili.

Prima di parlare dei materiali di cui può essere composto un piatto doccia, è bene capire quale modello sia più adatto per voi, in base allo spazio che avete a disposizione, al tipo di struttura del vostro pavimento e al vostro budget.

Il materiale di cui è composto un piatto doccia è infatti spesso vincolato al modello che viene scelto e viceversa.

Piatti doccia in appoggio

Si tratta della tipologia più diffusa fino a qualche anno fa, è un piatto doccia che appunto viene installato sopra il pavimento e quindi forma un dislivello di qualche centimetro con il resto della pavimentazione.

Sicuramente è la soluzione più economica, ma certamente quella che a livello estetico ha meno impatto e anche la meno pratica e funzionale perché la presenza del gradino risulta scomoda, assolutamente non adatta a persone con disabilità e fonte di accumulo di più sporcizia rispetto ad una superficie piana.

Piatto doccia a filo pavimento

Si tratta di una tipologia molto apprezzata a livello estetico poiché il piatto doccia viene posato allo stesso livello del pavimento e risulta dunque in continuità con esso senza nessun dislivello.

Lo scarico della doccia viene totalmente inserito nel massetto di sottofondo, non essendo previsto alcuna vasca di raccolto e il piatto è dotato di un’inclinazione che consente all’acqua in caduta di fluire verso lo scarico. È importante sapere che nelle case di qualche decennio fa, non sempre lo spessore del massetto è sufficiente per una facile installazione dello scarico, dunque è necessaria un’attenta valutazione.

Inoltre se viene scelto questo modello è fondamentale impermeabilizzare correttamente il sottofondo per evitare perdite di acqua. Chi opta per questa soluzione spesso tratta il piatto doccia con lo stesso materiale del pavimento in modo da creare un’unica superficie priva di interruzioni.

Questa soluzione è abbinata frequentemente all’installazione di box doccia a tutto vetro o con montanti e profili di sostegno ridotti, proprio per privilegiare l’estetica minimal della soluzione.  

Piatti doccia a incasso

Si tratta di una via di mezzo rispetto alle precedenti tipologie infatti il piatto doccia non viene totalmente incassato nel pavimento, ma sporge di qualche centimetro, creando un piccolo dislivello.



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Piatti doccia: materiali

Ora che abbiamo compreso quali siano le varie tipologie di piatti doccia possiamo passare alla tipologia di materiali che possono comporli.

I piatti doccia più diffusi possono essere in ceramica, in resina, in acrilico, in acciaio e in poliuretano, vediamo quali sono pregi e difetti di ognuno.

Piatti doccia in ceramica

Sono sicuramente i più economici, sono facili da pulire e il loro colore rimane inalterato con il passare del tempo, tuttavia hanno misure standard, meno resa a livello estetico, la loro superficie è piuttosto scivolosa e possono subire rotture o crepe.

Piatti doccia in resina

Come vi ho già spiegato in questo articolo la resina ha molti pregi, i piatti doccia in questo materiale possono essere realizzati con svariate finiture, colori, misure e possono avere il trattamento antiscivolo, inoltre eventuali graffi possono essere riparati facilmente.

D’altro canto i piatti doccia in resina sono più soggetti alla formazione di macchie e sono più costosi.

Il piatto doccia in resina viene spesso utilizzato a filo pavimento, grazie al suo spessore ridotto.

Piatti doccia in acrilico

L’acrilico dona al piatto doccia elasticità e leggerezza, i piatti doccia in questo materiale sono meno fragili della ceramica, possono essere realizzati in diverse misure, con finitura antiscivolo, tuttavia hanno una bassa resistenza ad agenti chimici aggressivi.

Il piatto doccia in acrilico viene spesso utilizzato a filo pavimento, grazie al suo spessore ridotto.

Piatti doccia in acciaio

Hanno un costo similare a quello della ceramica e possono essere smaltati per ottenere la colorazione desiderata, tuttavia se si scheggia potrebbe arrugginire e con agenti chimici aggressivi potrebbe opacizzarsi.

Il piatto doccia in acciaio viene spesso utilizzato a filo pavimento, grazie al suo spessore ridotto.

Piatti doccia in poliuretano

Al tatto risultano morbidi e sono antiscivolo, possono essere realizzati in diverse misure e colori, tuttavia presenta costi elevati.

Il piatto doccia in acciaio viene spesso utilizzato a filo pavimento, grazie al suo spessore ridotto.

Oltre a questi materiali i piatti doccia, grazie alla continua sperimentazione delle case produttrici, possono essere realizzati anche in diversi materiali compositi e innovativi come il Corian (un composito ecologico formato da polimeri acrilici puri e minerali naturali) o il marmogres (un agglomerato formato da una miscela di resine con l’aggiunta di polveri di marmo).

Tutti questi materiali sono stati pensati per garantire prestazioni migliori per il piatto doccia.

Conclusioni

Siete pronti a scegliere il piatto doccia che fa per voi? Ricordatevi per prima cosa di valutare le misure che avete a disposizione e poi lo stile che volete dare al vostro bagno, in questo l’architetto di interni può esservi d’aiuto.

Potete poi sbizzarrirvi con il modello e il materiale che più vi ispira, scegliendo tra le numerose possibilità in termini di colore, finiture, forma e aspetto.

Colonna doccia idromassaggio: guida alla migliore scelta

Colonna doccia idromassaggio: guida alla migliore scelta

Al termine di una giornata lavorativa cosa c’è di meglio di  abbandonarsi alle piacevoli e rilassanti coccole di una colonna doccia idromassaggio.

L’azione combinata dell’acqua calda e dei getti origina un senso di smisurato relax ed è capace di rigenerarci completamente. Al fine di avere ogni giorno la possibilità di fruire di questo piccolo, grande piacere, quale colonna idromassaggio scegliere?

Tutto dipende da quanto siamo disposti a spendere, dallo spazio a disposizione e da quali funzioni desideriamo che abbia la nostra oasi wellness.

Forme, modelli e dotazioni dei più comuni pannelli doccia massaggianti

Un impianto funzionale ed esteticamente pregevole impreziosisce il bagno e rende la doccia un’esperienza più rilassante e piacevole.

 Esistono diverse tipologie di colonna doccia idromassaggio:

  • Standard. Caratterizzata dal classico pannello doccia idromassaggio costituito da un impianto con soffione e da vari getti orizzontali.
  • Cromoterapica detta anche doccia emozionale o doccia policromatica.  Un modello che oggi è facile trovare in tutti i centri benessere, così come nelle camere di resort e di  hotel di charme. La sinergia tra cromoterapia ed azione massaggiante dei getti d’acqua è capace di regalare straordinarie sensazioni di pace e di totale relax.
  • Termostatica. Per eliminare il rischio che durante il lavaggio si creino degli indesiderati sbalzi di temperatura, questo modello dispone di miscelatore termostatico integrato che ha il compito di  mantenere costantemente il grado di temperatura desiderato. Una volta impostata la temperatura da parte dell’utente, il getto d’acqua non subirà mai degli sbalzi dall’inizio alla fine della doccia, rimanendo sempre costante anche se si aprono contemporaneamente altri rubinetti. A tutti sarà capitato di subire un getto di acqua improvvisamente gelida o, al contrario, bollente che non è semplice poi riportare alla normalità. Col miscelatore termostatico integrato, tutto questo non si verifica, la doccia sarà più piacevole, senza stress e senza pericoli nel caso di un bambino.
  • Con seduta. Dedicata a chi vuole stare proprio comodo al 100%  ed ha la possibilità di sedersi su un sedile richiudibile. Ideale soprattutto per chi sta la maggior parte del giorno in piedi e la sera vuole creare un comodo contraltare di benessere.
  • Angolare. Questa tipologia di colonna doccia idromassaggio occupa un angolo del box doccia e, come gli altri modelli, dispone normalmente di più funzioni (soffione doccia, getti orizzontali, doccino ecc.)

I vari modelli si possono anche combinare tra di loro. Per questo motivo è possibile trovare una colonna doccia angolare con cromoterapia, un pannello doccia termostatico con seduta e diverse altre combinazioni.

Quali sono i principali materiali che costituiscono  una colonna doccia idromassaggio?

Le colonne doccia idromassaggio possono  essere categorizzate, oltre che per tipologia, anche per materiali di costruzione.

materiali  maggiormente usati per la realizzazione di un pannello doccia idromassaggio sono l’acciaio, l’alluminio, il vetro ed il bamboo. Quest’ultimo materiale scelto da coloro che scelgono  un arredo bagno ricercato ed esclusivo, nel quale magari potrebbero ben figurare anche mobiletti ed accessori realizzati con lo stesso materiale.

Gli elementi principali di una colonna doccia idromassaggio

Un pannello doccia idromassaggio, generalmente, comprende i seguenti elementi:

  • Soffione, il quale, in una colonna,  può far discendere l’acqua a pioggia o a cascata.
  • Getti idromassaggio: posizionati sul pannello originano delle gittate d’acqua orizzontali e trasversali di vario tipo ad altezza spalle, dorso,  gambe.
  • Doccetta: Consiste di un piccolo erogatore di acqua collocato a fianco della colonna. Viene utilizzata per eliminare il sapone o per la pulizia di zone specifiche del corpo. Non essendo fissa, si può staccare per avere maggiore libertà di movimento e, per esempio, lavarsi senza bagnarsi i capelli. Sarà anche più comodo poter fare la doccia al bimbo o, ancora, può tornare utile quando bisogna sciacquare rapidamente un oggetto o il box stesso.
  • Radio doccia, posizionata nei pressi della colonna.

Funzioni e design di una colonna doccia idromassaggio

I modelli più avanzati tecnologicamente spiccano per la presenza di funzioni sofisticate, le quali rendono la colonna doccia completa e versatile. Ad esempio, nel caso dei miscelatori termostatici, potrebbe essere molto importante impostare una temperatura massima che non può essere superata. Ideale per garantire sicurezza in presenza di bambini.

Un altro accorgimento molto apprezzato è il rivestimento gommato che impedisce al calcare di depositarsi perché basta rimuoverlo con un dito. Speciali cromature assicurano massima resistenza e permettono di mantenere le superfici lucide più a lungo e sicuramente un aspetto estetico più gradevole.

Proprio il design potrebbe essere un aspetto non secondario nella scelta della migliore colonna doccia. Potresti essere colpito, in particolare, dalle forme quadrate del soffione e della doccetta, meno comuni di quelle tonde tradizionali.

Hai in mente di ristrutturare il tuo bagno ed inserire una valida colonna doccia idromassaggio? Contattaci.

Ristrutturare il bagno senza piastrelle

Durante la ristrutturazione di un appartamento, uno degli ambienti più spesso soggetti a cambiamenti, restyling e mutamenti è proprio il bagno.

Questo locale è una delle stanze fondamentali della casa, si tratta di un ambiente tecnico, in cui si svolgono determinate funzioni, ma anche di relax. Il bagno è strettamente legato ai gusti e alle esigenze personali di ogni individuo, per questo è soggetto ad un alto grado di personalizzazione.

Pensate a chi preferisce la doccia al posto della vasca, e viceversa, oppure chi preferisce separare la zona del wc e bidet da quella del lavabo e doccia, o chi ancora desidera avere all’interno del bagno una piccola area dedicata alla lavanderia.

Il bagno si trova a dover soddisfare questi requisiti e per questo spesso viene ristrutturato dopo l’acquisto della casa, perché magari la disposizione precedente non soddisfa il gusto delle persone, o anche nel corso del tempo dagli stessi proprietari per il modificarsi della struttura famigliare e degli stili di vita.

Proprio perché le ristrutturazioni del bagno sono piuttosto frequenti è bene cercare di ottimizzare i costi e valutare attentamente tutte le opzioni possibili, anche in vista di un futuro e nuovo cambiamento.

Uno degli aspetti più delicati da valutare in questo senso è la scelta dei pavimenti e rivestimenti, come possiamo scegliere dei materiali resistenti e duraturi per rivestire il nostro bagno che siano allo stesso tempo pratici e facili da sostituire in caso di una nuova ristrutturazione?

Una risposta sicuramente è quella di non utilizzare per il nostro bagno dei rivestimenti e dei pavimenti con piastrelle, ma optare per altre soluzioni.

Pavimenti e rivestimenti alternativi alle piastrelle

È noto che ormai esistono varie soluzioni per rivestire e pavimentare il vostro bagno, le piastrelle sono la scelta più classica, ma forse la meno pratica, veloce, economica e duratura, poiché sono poco resistenti e soggette a rottura.

Inoltre le piastrelle richiedono un lavoro di posa piuttosto lungo e di conseguenza più costoso e spesso risulta problematico, a distanza di anni, in caso di sostituzione, ritrovare la giusta continuazione del pavimento o del rivestimento ceramico.

I modelli possono non essere più in produzione, e anche se trovaste la piastrella della medesima serie, non avrebbe mai la stessa colorazione delle altre che sono state utilizzate da tempo.

Perché dunque non optare per nuovi materiali da rivestimento come la resina, le pitture, le carte da parati, le piastrelle adesive o il parquet? Vediamo quali sono nel dettaglio i pregi e i difetti di ognuno di essi.


Immagine tratta da www.pixabay.com

Pavimenti e rivestimenti in resina

Sicuramente l’utilizzo di pavimenti o rivestimenti in resina porta grandi vantaggi, questo materiale, di cui vi ho già parlato in
questo articolo , è infatti pratico, duraturo e ha un grande pregio estetico, quello di dare continuità alle superfici su cui viene applicato.

Uno dei vantaggi dei rivestimenti e dei pavimenti in resina è che si possono applicare sopra le piastrelle vecchie, dopo l’adeguata preparazione del fondo. Grazie al suo spessore ridotto, di qualche millimetro, elimina infatti il fastidioso problema di salti di quota.

Un materiale piuttosto simile alla resina, che può essere utilizzato sia come rivestimento che come pavimento, è il microcemento, risulta più resistente di essa, ma è un po’ più costoso.

Rivestimenti in pittura

L’alternativa forse più economica e immediata ad un rivestimento in piastrelle è l’utilizzo di una semplice pittura per interni nel vostro bagno. Esistono diversi tipi di pittura, quella lavabile o quella a smalto lavabile.

La prima può essere lavata con acqua con le accortezze necessarie, ed è ottimale per l’ambiente bagno così come anche per la cucina.

La seconda è ancora più adatta per il bagno perché più resistente all’acqua e conferisce un effetto speciale molto lucido alle pareti su cui viene applicato.

Rivestimenti con carta da parati

Vi sembrerà strano, ma al giorno d’oggi grazie all’utilizzo di particolari tecnologie e materiali, è possibile utilizzare la carta da parati anche in bagno.

Delle nuove caratteristiche delle attuali carte da parati vi ho già parlato in
questo articolo , entrando più nello specifico si possono catalogare quelle utilizzabili in bagno in due categorie, la carta da parati vinilica e la carta da parati in fibra di vetro.

Mentre la prima seppure impermeabile e lavabile non può essere applicata nelle parti a diretto contatto con l’acqua, la seconda è molto più resistente all’acqua.

Ovviamente bisogna optare per la carta da parati in un bagno solo se questo è correttamente ventilato. Uno dei vantaggi dei rivestimenti con carta da parati è che come con la resina si possono applicare sopra le piastrelle vecchie.

Pavimenti e rivestimenti in piastrelle adesive

Un’altra soluzione alternativa alle piastrelle classiche può essere quella di utilizzare piastrelle adesive.

Composte di materiale plastico, hanno un aspetto che può simulare sia la ceramica, che il legno o qualsiasi altra tipologia di superficie, un po’ come accade con le carte da parati.

Anche’esse come resina e carte da parati, possono essere applicate su un vecchio pavimento o rivestimento, senza causare problemi di spessori e sono, tra tutte le alternative proposte in precedenza, quelle in assoluto più facili da posare.

Sono altamente personalizzabili anche nel formato, tuttavia hanno una resistenza inferiore rispetto agli altri materiali proposti.

Pavimenti in parquet

Uno dei falsi miti sul parquet in bagno è che non sia utilizzabile per via dell’acqua.

Il nemico principale del parquet è tuttavia soprattutto l’umidità, dunque basterà garantire una corretta ventilazione nel bagno, sia con finestra sia attraverso un aspiratore meccanico, per poter ristabilire la corretta percentuale di umidità nell’aria.

Determinate specie di legno sono poi particolarmente stabili anche in ambienti piuttosto umidi, ad esempio il rovere, dunque risultano più adatti per la posa nei bagni.

Le moderne tecnologie e i trattamenti promossi dalle aziende produttrici garantiscono inoltre prodotti impermeabili. Rispetto alle precedenti proposte la scelta del parquet risulta più costosa, anche se di grande effetto estetico.

Conclusione

Se state pensando di ristrutturare il vostro bagno e cercate alternative veloci, pratiche, durature e magari meno costose delle piastrelle non avete che l’imbarazzo della scelta! Avete già deciso quale rivestimento o pavimento è più adatto per voi?

termoarredi

Come scegliere il termoarredo

Nella fase di ristrutturazione di un appartamento una fase molto importante è quella che riguarda la scelta del tipo di riscaldamento da scegliere.

È ormai molto diffuso il riscaldamento a pavimento che consente notevoli risparmi, l’eliminazione dei termosifoni e un’efficienza migliore. Chi fa questo tipo di scelta è sicuramente attratto dai benefici anche estetici che il riscaldamento a pavimento comporta.

Non essendo più necessari radiatori o termosifoni le pareti vengono liberate dal loro ingombro e anche la scelta dell’arredo resta meno vincolato dalla loro presenza.

Spesso in abbinamento al riscaldamento a pavimento si opta per la scelta di termoarredi, magari per quegli ambienti, come il bagno, che necessitano di un’altra fonte di calore.

Vediamo assieme cosa sono i termoarredi e come sceglierli.

Termoarredi: cosa sono?

Si tratta di veri e propri arredi dotati di una tecnologia che permette loro di produrre calore, per queste loro caratteristiche stanno a metà tra la categoria degli arredi e quella dei dispositivi tecnici e funzionali.

Di fatto rivestono la funzione che hanno sempre avuto i temosifoni o i radiatori, a cui si aggiunge la funzione estetica.

Dove utilizzarli

I termoarredi possono essere utilizzati in tutti gli ambienti della casa, solitamente vengono usati soprattutto in bagno o magari in un ambiente che necessita di una fonte di calore aggiuntiva e di design.

Bagno

In tale ambiente risultano utili per appendere le salviette o gli accappatoi, in questo modo rimangono ben caldi prima di essere usati, e allo stesso tempo si asciugano in fretta dopo l’utilizzo.

Dunque oltre alla piacevole sensazione di avere sempre asciugamani e salviette alla giusta temperatura, si ottiene anche un beneficio in termini di controllo dell’umidità e della stessa temperatura dell’ambiente.

Molto spesso i termoarredi vengono posizionati sopra il bidet e in mezzo tra wc e lavabo, e magari di fronte alla vasca o doccia in tal modo sono facilmente accessibili da tutte le aree funzionali del bagno.

Venendo usati come veri e propri portasalviette, si elimina qualsiasi tipo di gancio o supporto per le salviette, asciugamani,.. che spesso occupa parte del muro o del mobile lavabo.

Cucina

Anche in questo ambiente i termoarredi risultano utili per appendere gli asciugamani o gli asciugapiatti che vengono utilizzati mentre si usa la cucina, in questo modo asciugano in fretta e sono pronti in poco tempo per essere riutilizzati.

I termoarredi vengono posizionati solitamente vicino al lavello per essere a portata di mano e inoltre grazie ad essi, come per il bagno si elimina qualsiasi supporto o gancio a muro.

Solitamente vengono scelti modelli verticali, magari a tutta a altezza, che occupano poco spazio in larghezza e lasciano libera la restante porzione di parete per poter essere utilizzata in altro modo.

Il loro utilizzo in cucina presenta dunque il notevole vantaggio di poter progettare in maniera più flessibile i mobili della cucina e lo sitle di tale ambiente, grazie all’ampia scelta di modelli e forme che i termoarredi presentano.

Caratteristiche funzionali

I termoarredi possono essere di varie tipologie, elettrici, ad acqua o con azionamento misto, vediamo quali sono i vantaggi e gli svantaggi di ognuna di esse.

Termoarredi elettrici

Questa tipologia funziona come qualsiasi dispositivo elettrico, necessita quindi di una presa dedicata e può venire facilmente acceso o spento in base alle proprie necessità.

E’ la tipologia forse più diffusa perché non ha bisogno di particolari accorgimenti in fase di installazione. Viene utilizzata in abbinamento ad impianti di riscaldamento a pavimento.

Termoarredi ad acqua

Questa tipologia ha invece come principale fonte di energia il riscaldamento dell’acqua calda, funzionano quindi con lo stesso principio dei caloriferi.

Rispetto al precedente questo termoarredo richiede la progettazione di un impianto idrico, dunque la fase di installazione richiede qualche passaggio in più. Viene utilizzata in abbinamento ad impianti di riscaldamento tradizionali.

Termoarredi con azionamento misto

Questa tipologia uitlizza il funzionamento combinato delle due precedenti, dunque oltre all’impianto di riscaldamento, ha una resistenza elettrica.

Durante l’inverno può essere utilizzato con il riscaldamento dell’acqua calda, mentre durante le stagioni meno fredde si utilizza il funzionamento elettrico, utilizzabile all’occorrenza.

Caratteristiche estetiche

Esistono in commercio le più svariate tipologie di termoarredi, per soddisfare al meglio qualsiasi esigenza estetica. Il termoarredo come abbiamo visto oltre a riscaldare la casa, viene utilizzato come un vero e proprio pezzo di arredamento.

Materiali

I materiali di cui possono essere composti sono molto vari, i più diffusi sono quelli in metallo, dall’acciaio, all’alluminio, dalla ghisa all’ottone, dall’inox alla lamiera, ma esistono anche termoarredi in vetro temperato o in pietra acrilica.

Se si tratta di metallo, le colorazioni possono essere di qualsiasi tonalità, e si possono dunque facilmente abbinare alla palette colori dell’ambiente in cui si trovano.

Forme

Anche per quanto riguarda la forma o l’aspetto c’è un ampio ventaglio di scelta, i termoarredi possono essere di forma tubolare, orizzontale o verticale, a profili circolari o quadrati.

Ma possono essere anche composti da un unico pezzo, dunque a forma di cerchio, di rettangolo, o quadrato, o persino a forma di oggetti reali, come scale, cornici, o ancora con forme astratte che ricordano l’arte contemporanea.

Sull’aspetto estetico case produttrici e designer si sono veramente sbizzarriti tanto che spesso si fa fatica a riconoscere un termoarredo, che sembra piuttosto un quadro, un pezzo d’arte, o un elemento d’arredo ricercato.

Uno dei grandi vantaggi dei termoarredi è proprio la peculiarità di poter essere sfruttati come elementi per completare al meglio l’arredamento di una stanza o per caratterizzare un determinato ambiente con una scelta estetica particolare.

Conclusioni

Rispetto ai tradizionali termosifoni e radiatori, i termoarredi forniscono sicuramente prestazioni migliori e una maggiore possibilità di personalizzazione. Grazie ad essi, l’elemento che riscalda le nostre abitazioni non è più soltanto un oggetto tecnico e funzionale, ma diventa un vero e proprio pezzo di arredo, parte integrante e determinante della scelta estetica che facciamo per gli ambienti della nostra casa.

Dunque è importante sceglierlo con la cura che si riserverebbe alla scelta di un tavolo, del divano, del letto o di qualsiasi altro arredo che ci accingiamo a comprare durante la ristrutturazione di casa.. avete già qualche idea per il modello che fa al caso vostro?

piastrelle-diamantate

Rivestimenti e pavimenti di tendenza

Nella ristrutturazione di un appartamento, una fase fondamentale è quella che riguarda la scelta dei pavimenti e dei rivestimenti.

Essi costituiscono l’involucro interno di un ambiente ed è importante che vengano scelti con cura perché influiscono sulla nostra percezione verso quello spazio e verso la stessa attività che vi viene svolta.

L’architetto ti può aiutare in questa fase delicata, proponendoti le migliori soluzioni per rivestimenti e pavimenti per la tua casa in base ad un progetto personalizzato e alle tendenze del momento.

Sicuramente in questi anni piastrelle diamantate ed esagonali sono due delle soluzioni più in voga e più gettonate per gli interni della casa. Entrambe venivano usate molto nel secolo scorso e ora sono tornate di moda. Di cosa si tratta?

Piastrelle diamantate

Sono un tipo di rivestimento utilizzato a parete, principalmente in bagno o in cucina, anche per arredi come vasche o banconi a isola, ma applicabile in qualsiasi ambiente della casa.

Vengono chiamate anche subway tiles perché erano utilizzate nelle stazioni metropolitane, ad esempio quelle di Londra o di Budapest.

Il nome è legato alla loro forma, infatti non sono piatte come le comuni piastrelle, ma hanno i bordi sfaccettati.

Questa caratteristica crea un effetto visivo particolare, infatti guardando una parete rivestita con queste piastrelle si noteranno giochi di luci e ombre dati proprio dalla sua rastrematura, come quelli che si generano su un diamante.

Per questo sono molto adatte per ambienti non particolarmente luminosi, soprattutto nelle loro versioni in tonalità chiare e lucide.

Hanno forma rettangolare, solitamente 7,5 x 15 cm, e possono essere lucide oppure opache, venire posate a correre oppure a fughe pari ed essere disposte in orizzontale, in verticale o in diagonale.

Vengono prodotte praticamente in qualsiasi colore o comunque nelle tonalità più diffuse. Nell’utilizzo di queste piastrelle spesso si predilige l’utilizzo di una fuga non in tinta, ma anzi che contrasti con il colore della piastrella stessa, in modo da fare risaltare ancora di più l’elemento.

Questo tipo di piastrelle possono essere posate fino a metà parete e terminare con un pezzo speciale arrotondato e sottile che fa da cornice, oppure possono essere posate sempre a metà parete con una tinta di colore, magari più accesa o nera e l’altra metà con una tinta neutra ad esempio bianca.

Un’altra soluzione è la posa fino al soffitto, in questo caso tipicamente il colore scelto è quello bianco, o comunque chiaro, per non appesantire la percezione dell’ambiente, ma potete pensare di utilizzarle anche per una sola delle quattro pareti del vostro locale e allora via libera a qualsiasi colore!

Per un effetto moderno e contemporaneo vi consiglio una piastrella opaca, con posa a fughe pari, in verticale e con fuga in tinta, a tutta parete, se invece cercate qualcosa di vintage vi suggerisco finitura lucida, con posa a correre, in orizzontale con fuga non in tinta a metà parete.

Piastrelle esagonali

Sono un tipo di rivestimento utilizzato sia a parete che a pavimento e possono essere utilizzate in qualsiasi ambiente della casa, ma sono usate soprattutto in bagno e in cucina.

Hanno origine antiche, derivano infatti dalle cementine esagonali dell’ottocento che erano fatte in cemento e sabbia e venivano usate per rivestire pavimenti dei palazzi storici.

Oggi le cementine sono tornate di moda e sono state rimesse in produzione, ma accanto ad esse sono comparse anche piastrelle esagonali in gres porcellanato, un po’ più economiche. Sono piccole e con dimensioni variabili, la finitura più diffusa è quella opaca anche se esistono versioni lucide e possono essere posate con fuga in tinta o non.

La fuga non in tinta, come per le piastrelle diamantate, fa risaltare al meglio la particolare forma di questa piastrella e enfatizza il disegno geometrico che si viene a creare, grazie al contrasto di colore.

Le piastrelle esagonali hanno i toni più svariati, possono essere monocrome oppure con fantasie e decori, spesso su una superficie vengono posate in diversi colori o fantasie in modo da creare un effetto mosso e variegato.

La caratteristica di queste piastrelle è proprio la loro forte identità, non è raro che vengano posate in una porzione circoscritta di pavimento o di parete per enfatizzare una precisa area.

Per esempio in presenza di una zona giorno che comprenda sia cucina che soggiorno, possono essere utilizzate per caratterizzare la striscia del pavimento immediatamente adiacente ai mobili della cucina, quasi fosse un tappeto steso.

Oppure possono essere usate se vogliamo separare due zone funzionali del bagno, come l’area del lavabo e quella dei sanitari. In questo modo si ha la possibilità di avere una pavimentazione pratica, facile da pulire, ma gradevole dal punto di vista estetico e la libertà di accostare un altro pavimento per il resto dell’ambiente.

Uno degli abbinamenti più diffusi in questo senso è sicuramente con il legno o con piastrelle in gres effetto legno.

Il passaggio da un pavimento all’altro può essere netto, tagliando le piastrelle, oppure può essere “sfumato” lasciando le piastrelle intere e andando a fare fondere una pavimentazione nell’altra.

Se invece sono utilizzate a parete possono per esempio andare a circoscrivere la parte di superficie tra i pensili e le basi di una cucina, creando un’area che stacchi in maniera cromatica.

Oppure in un bagno possono essere usate per evidenziare l’area della doccia, dotandola di un rivestimento a parete differente da quello del resto del bagno, in modo da creare un elemento di varietà all’interno dell’ambiente.

Le piastrelle esagonali per le loro caratteristiche in generale non vengono mai usate a tutta altezza per tutte e quattro le pareti di una stanza perché rischierebbero di appesantire la percezione di quell’ambiente.

Possono essere utilizzate a metà parete o anche per rivestirne una intera, magari quella opposta all’ingresso, in modo da creare un effetto di grande impatto visivo.

Conclusioni

Piastrelle diamantate ed esagonali, grazie alle loro caratteristiche fisiche, hanno grandi potenzialità estetiche e offrono una grande varietà di scelta. Che vogliate dare alle vostre case un sapore vintage o retrò, oppure un tocco moderno o contemporaneo, questi due tipi di rivestimenti non vi deluderanno ed è proprio il caso di dirlo, non passeranno mai di moda!