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Ristrutturazione Bagno

termoarredi

Come scegliere il termoarredo

Nella fase di ristrutturazione di un appartamento una fase molto importante è quella che riguarda la scelta del tipo di riscaldamento da scegliere.

È ormai molto diffuso il riscaldamento a pavimento che consente notevoli risparmi, l’eliminazione dei termosifoni e un’efficienza migliore. Chi fa questo tipo di scelta è sicuramente attratto dai benefici anche estetici che il riscaldamento a pavimento comporta.

Non essendo più necessari radiatori o termosifoni le pareti vengono liberate dal loro ingombro e anche la scelta dell’arredo resta meno vincolato dalla loro presenza.

Spesso in abbinamento al riscaldamento a pavimento si opta per la scelta di termoarredi, magari per quegli ambienti, come il bagno, che necessitano di un’altra fonte di calore.

Vediamo assieme cosa sono i termoarredi e come sceglierli.

Termoarredi: cosa sono?

Si tratta di veri e propri arredi dotati di una tecnologia che permette loro di produrre calore, per queste loro caratteristiche stanno a metà tra la categoria degli arredi e quella dei dispositivi tecnici e funzionali.

Di fatto rivestono la funzione che hanno sempre avuto i temosifoni o i radiatori, a cui si aggiunge la funzione estetica.

Dove utilizzarli

I termoarredi possono essere utilizzati in tutti gli ambienti della casa, solitamente vengono usati soprattutto in bagno o magari in un ambiente che necessita di una fonte di calore aggiuntiva e di design.

Bagno

In tale ambiente risultano utili per appendere le salviette o gli accappatoi, in questo modo rimangono ben caldi prima di essere usati, e allo stesso tempo si asciugano in fretta dopo l’utilizzo.

Dunque oltre alla piacevole sensazione di avere sempre asciugamani e salviette alla giusta temperatura, si ottiene anche un beneficio in termini di controllo dell’umidità e della stessa temperatura dell’ambiente.

Molto spesso i termoarredi vengono posizionati sopra il bidet e in mezzo tra wc e lavabo, e magari di fronte alla vasca o doccia in tal modo sono facilmente accessibili da tutte le aree funzionali del bagno.

Venendo usati come veri e propri portasalviette, si elimina qualsiasi tipo di gancio o supporto per le salviette, asciugamani,.. che spesso occupa parte del muro o del mobile lavabo.

Cucina

Anche in questo ambiente i termoarredi risultano utili per appendere gli asciugamani o gli asciugapiatti che vengono utilizzati mentre si usa la cucina, in questo modo asciugano in fretta e sono pronti in poco tempo per essere riutilizzati.

I termoarredi vengono posizionati solitamente vicino al lavello per essere a portata di mano e inoltre grazie ad essi, come per il bagno si elimina qualsiasi supporto o gancio a muro.

Solitamente vengono scelti modelli verticali, magari a tutta a altezza, che occupano poco spazio in larghezza e lasciano libera la restante porzione di parete per poter essere utilizzata in altro modo.

Il loro utilizzo in cucina presenta dunque il notevole vantaggio di poter progettare in maniera più flessibile i mobili della cucina e lo sitle di tale ambiente, grazie all’ampia scelta di modelli e forme che i termoarredi presentano.

Caratteristiche funzionali

I termoarredi possono essere di varie tipologie, elettrici, ad acqua o con azionamento misto, vediamo quali sono i vantaggi e gli svantaggi di ognuna di esse.

Termoarredi elettrici

Questa tipologia funziona come qualsiasi dispositivo elettrico, necessita quindi di una presa dedicata e può venire facilmente acceso o spento in base alle proprie necessità.

E’ la tipologia forse più diffusa perché non ha bisogno di particolari accorgimenti in fase di installazione. Viene utilizzata in abbinamento ad impianti di riscaldamento a pavimento.

Termoarredi ad acqua

Questa tipologia ha invece come principale fonte di energia il riscaldamento dell’acqua calda, funzionano quindi con lo stesso principio dei caloriferi.

Rispetto al precedente questo termoarredo richiede la progettazione di un impianto idrico, dunque la fase di installazione richiede qualche passaggio in più. Viene utilizzata in abbinamento ad impianti di riscaldamento tradizionali.

Termoarredi con azionamento misto

Questa tipologia uitlizza il funzionamento combinato delle due precedenti, dunque oltre all’impianto di riscaldamento, ha una resistenza elettrica.

Durante l’inverno può essere utilizzato con il riscaldamento dell’acqua calda, mentre durante le stagioni meno fredde si utilizza il funzionamento elettrico, utilizzabile all’occorrenza.

Caratteristiche estetiche

Esistono in commercio le più svariate tipologie di termoarredi, per soddisfare al meglio qualsiasi esigenza estetica. Il termoarredo come abbiamo visto oltre a riscaldare la casa, viene utilizzato come un vero e proprio pezzo di arredamento.

Materiali

I materiali di cui possono essere composti sono molto vari, i più diffusi sono quelli in metallo, dall’acciaio, all’alluminio, dalla ghisa all’ottone, dall’inox alla lamiera, ma esistono anche termoarredi in vetro temperato o in pietra acrilica.

Se si tratta di metallo, le colorazioni possono essere di qualsiasi tonalità, e si possono dunque facilmente abbinare alla palette colori dell’ambiente in cui si trovano.

Forme

Anche per quanto riguarda la forma o l’aspetto c’è un ampio ventaglio di scelta, i termoarredi possono essere di forma tubolare, orizzontale o verticale, a profili circolari o quadrati.

Ma possono essere anche composti da un unico pezzo, dunque a forma di cerchio, di rettangolo, o quadrato, o persino a forma di oggetti reali, come scale, cornici, o ancora con forme astratte che ricordano l’arte contemporanea.

Sull’aspetto estetico case produttrici e designer si sono veramente sbizzarriti tanto che spesso si fa fatica a riconoscere un termoarredo, che sembra piuttosto un quadro, un pezzo d’arte, o un elemento d’arredo ricercato.

Uno dei grandi vantaggi dei termoarredi è proprio la peculiarità di poter essere sfruttati come elementi per completare al meglio l’arredamento di una stanza o per caratterizzare un determinato ambiente con una scelta estetica particolare.

Conclusioni

Rispetto ai tradizionali termosifoni e radiatori, i termoarredi forniscono sicuramente prestazioni migliori e una maggiore possibilità di personalizzazione. Grazie ad essi, l’elemento che riscalda le nostre abitazioni non è più soltanto un oggetto tecnico e funzionale, ma diventa un vero e proprio pezzo di arredo, parte integrante e determinante della scelta estetica che facciamo per gli ambienti della nostra casa.

Dunque è importante sceglierlo con la cura che si riserverebbe alla scelta di un tavolo, del divano, del letto o di qualsiasi altro arredo che ci accingiamo a comprare durante la ristrutturazione di casa.. avete già qualche idea per il modello che fa al caso vostro?

piastrelle-diamantate

Rivestimenti e pavimenti di tendenza

Nella ristrutturazione di un appartamento, una fase fondamentale è quella che riguarda la scelta dei pavimenti e dei rivestimenti.

Essi costituiscono l’involucro interno di un ambiente ed è importante che vengano scelti con cura perché influiscono sulla nostra percezione verso quello spazio e verso la stessa attività che vi viene svolta.

L’architetto ti può aiutare in questa fase delicata, proponendoti le migliori soluzioni per rivestimenti e pavimenti per la tua casa in base ad un progetto personalizzato e alle tendenze del momento.

Sicuramente in questi anni piastrelle diamantate ed esagonali sono due delle soluzioni più in voga e più gettonate per gli interni della casa. Entrambe venivano usate molto nel secolo scorso e ora sono tornate di moda. Di cosa si tratta?

Piastrelle diamantate

Sono un tipo di rivestimento utilizzato a parete, principalmente in bagno o in cucina, anche per arredi come vasche o banconi a isola, ma applicabile in qualsiasi ambiente della casa.

Vengono chiamate anche subway tiles perché erano utilizzate nelle stazioni metropolitane, ad esempio quelle di Londra o di Budapest.

Il nome è legato alla loro forma, infatti non sono piatte come le comuni piastrelle, ma hanno i bordi sfaccettati.

Questa caratteristica crea un effetto visivo particolare, infatti guardando una parete rivestita con queste piastrelle si noteranno giochi di luci e ombre dati proprio dalla sua rastrematura, come quelli che si generano su un diamante.

Per questo sono molto adatte per ambienti non particolarmente luminosi, soprattutto nelle loro versioni in tonalità chiare e lucide.

Hanno forma rettangolare, solitamente 7,5 x 15 cm, e possono essere lucide oppure opache, venire posate a correre oppure a fughe pari ed essere disposte in orizzontale, in verticale o in diagonale.

Vengono prodotte praticamente in qualsiasi colore o comunque nelle tonalità più diffuse. Nell’utilizzo di queste piastrelle spesso si predilige l’utilizzo di una fuga non in tinta, ma anzi che contrasti con il colore della piastrella stessa, in modo da fare risaltare ancora di più l’elemento.

Questo tipo di piastrelle possono essere posate fino a metà parete e terminare con un pezzo speciale arrotondato e sottile che fa da cornice, oppure possono essere posate sempre a metà parete con una tinta di colore, magari più accesa o nera e l’altra metà con una tinta neutra ad esempio bianca.

Un’altra soluzione è la posa fino al soffitto, in questo caso tipicamente il colore scelto è quello bianco, o comunque chiaro, per non appesantire la percezione dell’ambiente, ma potete pensare di utilizzarle anche per una sola delle quattro pareti del vostro locale e allora via libera a qualsiasi colore!

Per un effetto moderno e contemporaneo vi consiglio una piastrella opaca, con posa a fughe pari, in verticale e con fuga in tinta, a tutta parete, se invece cercate qualcosa di vintage vi suggerisco finitura lucida, con posa a correre, in orizzontale con fuga non in tinta a metà parete.

Piastrelle esagonali

Sono un tipo di rivestimento utilizzato sia a parete che a pavimento e possono essere utilizzate in qualsiasi ambiente della casa, ma sono usate soprattutto in bagno e in cucina.

Hanno origine antiche, derivano infatti dalle cementine esagonali dell’ottocento che erano fatte in cemento e sabbia e venivano usate per rivestire pavimenti dei palazzi storici.

Oggi le cementine sono tornate di moda e sono state rimesse in produzione, ma accanto ad esse sono comparse anche piastrelle esagonali in gres porcellanato, un po’ più economiche. Sono piccole e con dimensioni variabili, la finitura più diffusa è quella opaca anche se esistono versioni lucide e possono essere posate con fuga in tinta o non.

La fuga non in tinta, come per le piastrelle diamantate, fa risaltare al meglio la particolare forma di questa piastrella e enfatizza il disegno geometrico che si viene a creare, grazie al contrasto di colore.

Le piastrelle esagonali hanno i toni più svariati, possono essere monocrome oppure con fantasie e decori, spesso su una superficie vengono posate in diversi colori o fantasie in modo da creare un effetto mosso e variegato.

La caratteristica di queste piastrelle è proprio la loro forte identità, non è raro che vengano posate in una porzione circoscritta di pavimento o di parete per enfatizzare una precisa area.

Per esempio in presenza di una zona giorno che comprenda sia cucina che soggiorno, possono essere utilizzate per caratterizzare la striscia del pavimento immediatamente adiacente ai mobili della cucina, quasi fosse un tappeto steso.

Oppure possono essere usate se vogliamo separare due zone funzionali del bagno, come l’area del lavabo e quella dei sanitari. In questo modo si ha la possibilità di avere una pavimentazione pratica, facile da pulire, ma gradevole dal punto di vista estetico e la libertà di accostare un altro pavimento per il resto dell’ambiente.

Uno degli abbinamenti più diffusi in questo senso è sicuramente con il legno o con piastrelle in gres effetto legno.

Il passaggio da un pavimento all’altro può essere netto, tagliando le piastrelle, oppure può essere “sfumato” lasciando le piastrelle intere e andando a fare fondere una pavimentazione nell’altra.

Se invece sono utilizzate a parete possono per esempio andare a circoscrivere la parte di superficie tra i pensili e le basi di una cucina, creando un’area che stacchi in maniera cromatica.

Oppure in un bagno possono essere usate per evidenziare l’area della doccia, dotandola di un rivestimento a parete differente da quello del resto del bagno, in modo da creare un elemento di varietà all’interno dell’ambiente.

Le piastrelle esagonali per le loro caratteristiche in generale non vengono mai usate a tutta altezza per tutte e quattro le pareti di una stanza perché rischierebbero di appesantire la percezione di quell’ambiente.

Possono essere utilizzate a metà parete o anche per rivestirne una intera, magari quella opposta all’ingresso, in modo da creare un effetto di grande impatto visivo.

Conclusioni

Piastrelle diamantate ed esagonali, grazie alle loro caratteristiche fisiche, hanno grandi potenzialità estetiche e offrono una grande varietà di scelta. Che vogliate dare alle vostre case un sapore vintage o retrò, oppure un tocco moderno o contemporaneo, questi due tipi di rivestimenti non vi deluderanno ed è proprio il caso di dirlo, non passeranno mai di moda!

rubinetteria

L’importanza della scelta della rubinetteria bagno

Progettare il bagno sia che si tratti di una stanza ex novo sia di una ristrutturazione del bagno, richiede una serie di passaggi fondamentali. Scegliere la giusta rubinetteria rientra in questa categoria e la scelta è una decisione importante sia dal punto di vista stilistico che pratico.

La rubinetteria può anche essere considerata come un accessorio secondario, ma ha certamente un ruolo fondamentale nella stanza da bagno. Provate ad immaginare lavabi, bidet, docce e vasche da bagno senza rubinetteria: diventano tutti degli accessori inutilizzabili altamente scomodi.

La scelta dei rubinetti va fatta nei minimi dettagli, prendendo in considerazione diverse variabili come i sanitari e gli accessori sui quali andremo ad installarli, le dovute distanze tra le superfici e l’utilizzo che ne vogliamo fare.

Nella scelta di ogni elemento vanno valutati anche praticità ed ergonomia.

E’ fondamentale  tenere sempre in mente chi sarà l’utilizzatore principale della stanza, valutando così anche le sue esigenze specifiche, come l’altezza di installazione.

Il tipo di installazione si rifà soprattutto alla struttura delle tubature ed all’estetica dell’arredo bagno: potete scegliere tra incastri sul top, a muro o addirittura a pavimento nel caso di lavabi monoblocco.

Le tipologie di rubinetto

Per chi ama il bagno in stile, ogni dettaglio deve essere scelto in linea, anche i rubinetti.

Se i modelli moderni sono quasi sempre monoforo (detti anche miscelatori monocomando), quelli tradizionali prevedono invece 3 elementi (da cui il termine rubinetteria “a tre fori”): la bocca d’erogazione più le due manopole.

Quest’ultime risultano fortemente connotate: le più diffuse sono quelle “a croce”. Ma ancora più caratteristiche sono le eleganti leve in porcellana, bianca o nera, oppure in metallo, in finitura cromata lucida oppure color oro, bronzo e ottone, anche abbinate tra loro.

I modello più preziosi, ancora prodotti a partire dagli stampi originali, possono avere intarsi in cristallo.

Staffordshire 9 di Victoria + Albert si distingue per le maniglie in ceramica e la bocca d’erogazione in stile tradizionale. E’ disponibile in finitura cromo lucido, nichel spazzolato e nichel lucido.

Antique Precious Lever di Devon&Devon è realizzato con stampi datati 1922 ed è impreziosito da leve in cristallo nero ed ottone. Disponibile nelle finiture cromo, oro chiaro e nichel lucido.

La scelta del materiale

  • Acciaio inox,  indiscutibilmente è la scelta più comune. Si tratti di una finitura cromata o nella più moderna satinatura. La ragione va ricercata nella sua alta resistenza, collegata ad una pulizia veloce e semplice.
  • Ottone,  ha le stesse caratteristiche. Ma trova meno riscontro negli ultimi anni, in quanto più adatto ad un’estetica classica o ad elementi d’arredo particolari.

Non mancano versioni colorate, spesso utilizzate in bagni dedicati ai bambini o in progetti contract come bar, ristoranti ed alberghi.

  • Oro, argento e pietre pregiate, adatti a realizzare una stanza da bagno di lusso

Sono tornati in voga i miscelatori con cartuccia-Joystick, ispirata in un certo senso al Joystick delle consolle. Essi  offrono indubbiamente uno stile minimale e pulito.

Da non sottovalutare anche la rubinetteria con installazione a parete, utilizzata principalmente su bacinelle o su lavabi con installazione sopra piano.
Grandi novità anche sul lato finiture. Se prima la finitura di tendenza era quella “classica” cromata, negli ultimi anni finiture come il bronzo e l’oro stanno avendo un discreto successo. Questo anche grazie alle diverse tipologie di sanitari, che richiamano in qualche modo stili vintageretrò.

Comandi digitali, risparmio idrico, finiture preziose. Sono queste le caratteristiche  principali che i nuovi miscelatori portano con loro.

La rubinetteria bagno sta subendo una forte modernizzazione, acquisendo un design ed un automatismo sempre più avanzato.

Il dettaglio da non trascurare, che sia minimale o meno, è proprio l’abbinamento della rubinetteria con l’ambiente bagno in generale. Se prima  l’abbinamento andava fatto solamente per i tre sanitari principali, oggi, si aggiungono cascate d’acqua, getti per massaggi rigenerantisoffioni con effetto pioggia e tanti altri accessori. Tutti rigorosamente appartenenti alla medesima collezione, con forme dimensioni identiche.

Rubinetti: attenti ai consumi

Se il design è l’aspetto che più colpisce, non si può trascurare l’aspetto green di prodotti sempre più ecosostenibili e che prevedono dispositivi in grado di aiutarci ad evitare sprechi idrici.

Al contrario di quanto non si creda, per lavarsi non è necessaria tanta acqua ma un getto confortevole. Esso si può ottenere limitando la prima perché mescolata con l’aria, grazie a due semplici dispositivi. 

Con i limitatori di portata si blocca la leva del rubinetto ad un primo livello, facendo così uscire meno acqua.

L’aeratore, poi, miscela l’aria con l’acqua, rendendone più potente il getto.

Risultato: il consumo d’acqua diminuisce fino al 50%, attestandosi intorno ai 5/6 litri al minuto dei rubinetti attuali (rispetto ai 12 di un tempo).

Il miscelatore Synergy Stone 95 di Fir Italia, con maniglia in Corian, prevede un aeratore che riduce la portata dell’acqua a 6 litri al minuto.

Per risparmiare anche energia, alcuni modelli prevedono il limitatore di temperatura e sistemi che tecnologie che impediscono l’accensione dello scaldabagno se si vuole solo acqua fredda.

Ceramix di Ideal Standard (www.idealstandard.it) è in grado di erogare acqua fredda senza attivare inutilmente la caldaia. Il consumo d’acqua è di 5 litri al minuto.

Essense SuperSteel di Grohe (www.grohe.it) assicura un controllo preciso e graduale del getto e della temperatura dell’acqua.

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Carta da parati in bagno a prova di umidità

Carta da parati in bagno a prova di umidità

Oggi, grazie all’ utilizzo di materiali innovativi, è possibile mettere la carta da parati anche in bagno. Essa è impermeabile, facile da pulire e super resistente. Adatta quindi anche in un ambiente umido, come il bagno appunto.

Le nuove composizioni plastiche risultano assolutamente resistenti, inattaccabili da muffe e batteri, impermeabili e respingono la condensa, a differenza della tappezzeria tradizionale, la quale risente degli sbalzi termici e del vapore acqueo dovuto all’uso della doccia.

Se la carta da parati vi fa ancora venire in mente la casa della nonna, è bene iniziare a dimenticare l’immagine di pareti ingiallite e dalle tinte floreali consunte. 
Sì, perché la carta da parati, dopo anni di declino, è tornata decisamente di moda ma con un nuovo look, fresco e rivisitato.

Il merito non è soltanto di texture moderne e variopinte ma anche e soprattutto dell’innovazione tecnica. I nuovi rivestimenti sono più traspirantiresistenti al tempo e agli sbalzi di temperatura, facili da fissare e anche da rimuovere. 

Insomma, se siete ancora traumatizzati da pareti difficili da scrostare, non abbiate paura, le nuove carte da parati non sono più quelle di una volta.

Questo ritorno in auge è stato spinto anche e soprattutto dalle aziende produttrici, le quali hanno iniziato negli ultimi anni a proporre nel proprio catalogo anche modelli di carta da parati. 

Tipologie e caratteristiche della carta da parati

  • Carta da parati vinilica. Essa è composta da uno strato di carta o di tessuto-non-tessuto ricoperto da uno in pvc (vinile), il quale la rende impermeabileLavabile, ignifuga, resistente e duratura, si applica con facilità grazie ad un collante speciale a base di poliuretano, il quale vanta ottime caratteristiche di idrorepellenza e fungicida.

Questa tipologia di carta è impermeabile, ma non adatta a pareti a diretto contatto con l’acqua (nella doccia o sulla vasca). Quella con base in tessuto-non-tessuto (TNT) si presenta vellutata al tatto.

  • Carta da parati in fibra di vetro. È la più resistente all’acqua, proprio perché ricavata dal vetro. Una volta fissata al muro con l’apposito collante, si può anche dipingere, come una parete tradizionale. È ignifuga ed inattaccabile da batteri e agenti chimici.

Una fibra di vetro brevettata è  la Wet System™ di [Wall&Decò]. Essa impedisce il passaggio di acqua nello strato sottostante, garantendo l’impermeabilizzazione delle superfici trattate. È composta da 4 strati: un primo isolante da applicare tra parete e fibra di vetro, un secondo adesivo che serve per incollare la fibra di vetro, un terzo decorativo (la carta da parati vera e propria) ed un quarto ed ultimo strato detto ‘di finitura’, il quale rende il rivestimento finale resistente all’acqua ed impermeabilizza lo strato sottostante.


Elementi da tener conto prima di scegliere la carta da parati per il bagno

  • È  importante che il bagno sia adeguatamente ventilato: se non ha una finestra, deve esserci almeno un aeratore.
  • Le fantasie ed i motivi proposti sono davvero tanti: si può scegliere una carta da parati con decori di animali o con motivi floreali per ricreare un bagno elegante e classico, ma se preferite lo stile moderno optate per motivi astratti, dai netti contrasti cromatici o a righe multicolore.
  • Il vostro bagno è piccolo? Preferite carte color pastello o fantasia, con micro-disegni, per non rimpicciolire visivamente la stanza.
  • E’ possibile anche combinare la carta da parati con porzioni di muro dipinte o con altri materiali come legno o piastrelle. Otterrete un piacevolissimo gioco cromatico


La posa della carta da parati in bagno

Il muro su cui va posata la carta da parati deve essere assolutamente pulito ed asciutto.

Se ci sono fenditure o buchi, occorre stuccare e levigare bene la parete, con una carta vetrata a grana media.

Si può applicare la carta da parati sopra le piastrelle vecchie, ma prima bisogna preparare un fondo rasante, cioè un componente che crei una superficie liscia.

Manutenzione della carta da parati in bagno

La manutenzione della carta da parati va fatta con attenzione e cura, perché si tratta pur sempre di un materiale cartaceo.

Si consiglia di passare la carta da parati, con cadenza regolare, con l’aspirapolvere o una spazzola a setole morbide. E’ possibile togliere piccole macchie passando con una spugna o un panno umido e un detergente neutro, strofinando delicatamente sulla carta da parati.

Essa resiste sì ai graffi ed allo strofinio, ma si consiglia di non usare troppa forza, per non lasciare segni. Non utilizzare prodotti aggressivi ed abrasivi: i granuli possono graffiare e rovinare il rivestimento della tappezzeria in modo permanente.


Vantaggi della carta da parati in bagno

  • Rispetto ai disagevoli e costosi lavori di posa o sostituzione delle piastrelle, la carta da parati potrebbe apparire una benedizione! 
  • Se si ha un po’ di manualità è possibile applicarla autonomamente, affidandosi al fai da te, ma anche nel caso in cui si preferisca affidarsi a mani esperte, ed è una scelta preferibile, il tempo necessario per la posa e il disagio dei lavori in casa sono considerevolmente ridotti rispetto al classico rivestimento edilizio. 
  • La carta da parati per il bagno non comporta grandi interventi e quindi è possibile nel corso degli anni dare un aspetto diverso alla propria stanza. 
  • Per dare un tocco di novità e freschezza al bagno potrebbe non essere indispensabile cambiare mobilio e sanitari se  si può agire facilmente sulle pareti.
  • Decidere di rivestire le pareti del bagno con della carta da parati non significa necessariamente rinunciare alle piastrelle. La tappezzeria nasce proprio con l’idea di abbellire l’ambiente e quindi la carta da parati in bagno può essere quell’elemento scenografico in più che dà personalità, raffinatezza o vivacità all’ambiente. Basta saperlo abbinare con gusto in base al contesto.

La carta da parati è  particolarmente indicata in caso di bagni piccoli o dalle forme particolari. Giocando con texture e colore è possibile dare profondità alla stanza o contribuire a farla sembrare più ampia.

Vuoi rinnovare il bagno risparmiando, senza rimuovere il rivestimento ceramico esistente? Hai dovuto cambiare la vasca e non riesci più a trovare la continuazione del vecchio rivestimento ceramico?

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Come trasformare il ripostiglio in bagno

Negli ultimi anni gli spazi interni delle nostre case hanno seguito vari mutamenti, in seguito ai cambiamenti della società e degli stili di vita, per esempio è scomparsa quasi totalmente la separazione tra cucina soggiorno e sala da pranzo che ora sono sempre più riuniti in un unico ambiente.

Il ripostiglio tende a passare in secondo piano all’interno delle abitazioni, magari sostituito da un armadio incassato nel corridoio o incluso in ambienti quali la lavanderia, il bagno o addirittura la cucina.

Le case di vent’ anni fa si configurano con un ambiente troppo piccolo per essere utilizzato come spazio da vivere, ma chiaramente troppo grande per essere sprecato come ripostiglio.

Come si può riutilizzare questa stanza? Una buona idea, se gli impianti lo consentono e se non volete intervenire con demolizioni per allargare l’ambiente e magari integrarlo ad altri della casa, è proprio quella di trasformare il ripostiglio in un secondo bagno.

Gli obblighi normativi 

Vediamo prima quali sono i requisiti da rispettare prima di prendere questa scelta, sicuramente è utile prendere visione del regolamento edilizio del proprio comune, che prescrive quali norme igienico-sanitario e dimensionali deve avere il secondo bagno di un’abitazione.

In generale i regolamenti edilizi e quelli di igiene non prescrivono particolari restrizioni, queste sono le regole base: l’altezza minima dello spazio 2, 40 mt,  la dotazione minima per un bagno è lavamani e wc, il bagno deve essere separato dagli ambienti a giorno da un disimpegno (o antibagno) e se si tratta di un secondo bagno deve avere almeno l’areazione attivata.

Per quanto riguarda gli aspetti burocratici, il cambio di funzione da ripostiglio a bagno rientra nelle opere di manutenzione straordinaria e richiede la presentazione di una pratica comunale (C.I.L.A.). Cambiando aspetto al vostro ripostiglio creando un nuovo bagno, avrete dunque diritto al bonus ristrutturazione,ovvero la detrazione del 50% delle spese sostenute.

Un progetto su misura

Una volta individuate le regole da rispettare e verificata la fattibilità dell’operazione, è necessario concentrarsi sul progetto dell’ambiente. L’architetto Marta Grisolia potrà aiutarti a comprendere al meglio gli spazi e realizzare un bagno da un ripostiglio. 

Come in ogni ambiente dalle dimensioni ridotte è fondamentale utilizzare al meglio tutto lo spazio che abbiamo a disposizione, scegliendo con cura gli elementi che comporranno il bagno, dai sanitari ai pavimenti e rivestimenti, fino ai complementi d’arredo.

E’ bene ponderare bene la scelta di quanti e quali accessori inserire nell’ambiente, stando attenti a non saturare lo spazio.

L’obbiettivo dovrà essere quello di generare una sensazione gradevole per chi entra nel bagno, cercando di far sembrare il locale percettivamente più ampio di quanto in realtà sia. Quali sono dunque i trucchi da utilizzare per ottenere questo effetto?

5 modi per far sembrare il bagno piu grande:

– Abbassamenti e Porte salvaspazio

Per sfruttare al meglio lo spazio e calibrare le proporzioni dell’ambiente può essere utile ribassare la stanza in altezza, utilizzando magari il controsoffitto come spazio di deposito oppure semplicemente per incassare i corpi illuminanti (faretti).

Sempre per una questione di funzionalità e praticità, se possibile sarebbe opportuno accedere tramite una porta scorrevole o attraverso una a libro.

– Sanitari sospesi e compatti 

Lavabo, mobili sottolavabo, wc o bidet devono essere sospesi e non solo garantiscono una facilità nella pulizia del locale generano continuità trasparenti e pavimento.

Oltre ad essere sospesi è importante che i sanitari siano dimensioni ridotte rispetto a quelle standard, esiste proprio una linea compact per ogni marchio che vi farà guadagnare centimetri preziosi all’interno del bagno.

Il maggior risparmio in termini di spazio non sprecato si ha scegliendo per esempio un lavamani al posto del classico lavabo, sia Duravit che Ideal Standard per citare due delle più diffuse marche di sanitari, propongono lavamani con la possibilità di essere abbinati a mobili sottolavabo salvaspazio, funzionali e pratici, dotati di portasciugamano e portarotolo integrati.

Se il vostro ripostiglio è abbastanza grande da ospitare anche una doccia, optate per modelli di cabine doccia a tutto vetro e piatti doccia filo pavimento che tendono a scomparire e ad integrarsi al massimo nell’ambiente.

Se invece volete impiegare lo spazio in più utilizzando il secondo bagno anche come ambiente lavanderia, inserendo anche una lavatrice potete considerare i modelli di lavatrice con carico dall’alto e magari integrare la lavatrice in un armadio o in un mobile in modo da sfruttare al massimo lo spazio soprastante.

– Rivestimenti e pavimenti omogenei

E’ facile che il ripostiglio abbia pavimento simile al corridoio della vostra casa, sarà dunque utile sostituirlo, magari utilizzando un pavimento incollato sopra il precedente senza dover intervenire in maniera troppo invasiva.

Utilizzando lo stesso colore o rivestimento sia per le pareti che per il pavimento si crea continuità visiva tra le superfici e l’ambiente sembrerà più grande.

Per esempio si potrebbe usare la resina sia a parete che a pavimento, che ha il grande pregio di creare un effetto omogeneo.

– Colori freddi

La scelta del colore in uno spazio di dimensioni ridotte è fondamentale, è importante infatti utilizzare la corretta gradazione di colore per ottenere un effetto gradevole.

Tonalità fredde come blu, verde, grigio e le loro sfumature allargano percettivamente una stanza, mentre al contrario tonalità calde come il rosso o l’arancione la restringono.

Dunque è importante concentrarsi sui colori freddi oppure sui toni neutri come il bianco e il grigio.

E’ utile tenere presente che in uno spazio piccolo è più facile osare con i colori, una tonalità o una fantasia di risulta meno monotona se concentrata in una porzione più ristretta di spazio. Perché non pensare ad una parete totalmente piastrellata in un verde scuro?

– Pochi accessori ben calibrati

In poco spazio la mobilità è limitata, tuttavia in un bagno rendono completo il progetto tutti quegli accessori necessari, come specchio, corpi illuminanti, termoarredi, accessori legati all’area del lavabo (portasapone, portasalvietta), quelli legati all’area del wc (portarotolo, spazzola wc).

E’ importante ovviamente che siano tutti coordinati, per una visione omogenea e ordinata dello spazio, che abbiano uno stile semplice ed essenziale e soprattutto che siano pratici e abbinati con il resto del vostro bagno.

E’ importante valutare che gli accessori siano nella quantità giusta rispetto all’utilizzo che si fa di quell’ambiente.

La dotazione di accessori varia a seconda se il secondo bagno che stiamo creando servirà soltanto come bagno giorno quando abbiamo ospiti oppure se invece verrà utilizzato quotidianamente da chi abita la casa.

Un ruolo fondamentale lo ha sicuramente lo specchio, nonostante gli specchi allarghino percettivamente l’ambiente, si deve considerare che posizionare uno specchio troppo grande in uno spazio dalle dimensioni ridotte potrebbe generare una sensazione di disorientamento.

Dunque meglio optare per uno specchio minimal, di dimensioni appropriate a quelle dell’ambiente.

Conclusione:

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Come trasformare la tua casa in una home wellness

Dopo un’intensa giornata di lavoro, concedersi un momento di relax in casa è certamente un modo più salutare per rilassarsi rispetto al classico divano

Creare un’area benessere in casa è ormai una presa di coscienza del miglioramento della qualità di vita per sé e per la propria famiglia. E’ inoltre un ottimo modo per aumentare il valore di un immobile.

Creare una spa domestica non è solo un miraggio. E’ possibile trasformare il bagno di casa in un angolo relax attraverso l’installazione di una vasca idromassaggio e di una doccia emozionale.

Si può realizzare anche una minipiscina con idromassaggio sul terrazzo oppure un percorso benessere, con sauna e bagno turco, nel seminterrato.

La sauna finlandese ed il bagno turco

La sauna finlandese ed il bagno turco

Il classico assoluto dell’angolo termale domestico è la sauna finlandese, le cui temperature  si aggirano tra i 70 ed 100 ° gradi. I vantaggi di fare una sauna regolarmente sono molteplici.

Innanzitutto espellere con il sudore le tossine fuori dal corpo, durante l’inverno, non è solo rilassante ma anche utile contro i malanni di stagione.

Un altro vantaggio  positivo è sicuramente l’effetto stimolante sul sistema immunitario, che ci rende ancora più forti.

Avere una sauna in casa evita sicuramente di avere a che fare con tutti i possibili problemi che si potrebbero incontrare in un centro specializzato ed aperto al pubblico, come, ad esempio le preoccupazioni in materia di igiene, il senso di vergogna, l’aroma infuso sbagliato o la temperatura troppo alta o troppo bassa. Nella nostra casa, abbiamo la possibilità di decidere la temperatura giusta, l’odore rilassante della lavanda o quello energizzante dell’eucalipto.

La cantina o la soffitta sono solitamente i luoghi preferiti per installare una sauna domestica.

E’ fondamentale accertarsi che venga costruita su un pavimento resistente all’acqua, come ad esempio, un rivestimento per il pavimento simile alle piastrelle del bagno. Altri importanti elementi da tener presente sono un’adeguata ventilazione  nella stanza ed un collegamento all’alimentazione elettrica.

Dopo la sauna finlandese, al fine di alleviare il carico sulla circolazione sanguigna, è fondamentale raffreddare  il corpo con docce emozionali.

Nella spa domestica è importante equipaggiare la doccia con l’illuminazione adeguata. La luce verde stimola e rinfresca il corpo, aumentando così l’effetto di raffreddamento della doccia.

Possono essere selezionate luci di colore diverso o variazioni cromatiche ad intervalli regolari, come ad esempio, il blu fresco e rilassante, un caldo rosso, stimolante e sensuale.

Per poter costruire ed attrezzare una doccia in muratura utilizzandola anche come hammam, bisogna stabilire quali modifiche apportare al bagno già esistente, come ad esempio, la rimozione dei pavimenti, il rifacimento dell’impianto sia idraulico che elettrico, i lavori di posa. Si tratta di operazioni fondamentali da eseguire al fine di raggiungere l’obiettivo.

E’ necessario calcolare il volume del vano adibito a doccia o bagno turco per poter scegliere poi il generatore adatto. In seguito, è fondamentale la coibentazione della doccia per evitare dispersioni di calore e fare in modo che il bagno turco raggiunga la temperatura nel minor tempo possibile.

Il vano deve essere alto circa 220 cm e deve essere chiuso ad una giusta pendenza.

E’ fondamentale anche considerare il posizionamento del generatore di vapore all’interno della zona doccia.

La posa in opera di sauna e bagno turco non presenta particolari difficoltà, a patto che sia eseguita da personale qualificato, come il team di Ristruttura Interni.

L’installazione della sola sauna richiede esclusivamente l’alimentazione elettrica. Attenzione però ai consumi: per ogni metro cubo (mc) è necessaria una potenza di 1 kilowatt (kW). Per i modelli compatti l’impianto standard da 3 kW è in genere sufficiente ma talvolta è necessario richiedere un potenziamento.

Lo stesso vale per il bagno turco. In questo caso occorre anche assicurarsi che la pressione idrica fornita dalla rete pubblica sia adeguata. In genere, quella consigliata dai produttori varia dagli 1 ai 3 bar, quasi sempre sufficiente. In caso contrario, sarà necessario installare una pompa. E’ una valutazione che va fatta dall’idraulico prima dell’acquisto. 

Mini piscina per l’ idromassaggio o vasca idromassaggio classica?

Nella prima variante l’acqua rimane la stessa proprio come in una vera piscina. La vasca idromassaggio invece è riempita di nuovo di acqua ogni volta ed è molto simile ad una normale vasca da bagno. In questo modo  non ci sono problemi relativi alla disinfezione dell’acqua e alla pulizia chimica. Pratiche necessarie in una mini-piscina idromassaggio. Entrambi possono essere completate da sali o oli da bagno, una ciotola di vetro con candele galleggianti sull’acqua ed un comodo poggiatesta.

 Quali sono gli elementi da valutare per creare una spa domestica?

  • Valutazione degli spazi. Quando si decide di creare un centro benessere domestico, è necessario avere uno spazio abbastanza grande. In alternativa sarà necessario predisporre un locale ad hoc.
    Come nei centri benessere, una Spa domestica può contenere: sauna, bagno turco, idromassaggio, docce emozionali, tepidarium, percorsi kneipp, grotta del sale.
  • Entità dei lavori che porteranno alla realizzazione della Spa. E’ possibile scegliere soluzioni in muratura oppure prefabbricate. 
  • Impianti necessari. E’ necessario predisporre gli adeguati collegamenti idrici ed elettrici.

I permessi da richiedere per realizzare una spa privata

Se si vuole realizzare una piccola spa nel bagno della propria abitazione comprensiva di vasca idromassaggio, docce emozionali è necessaria la CILA in quanto l’intervento presuppone la sostituzione delle tubature, degli impianti e del massetto.
Se invece si vuole realizzare una piscina, che comporta interventi edili invasivi e d’impatto significativo, è necessario il Permesso di Costruire o in altri casi la Scia.
 

Bagno su misura, la tua salvezza

Nei recenti anni anche il bagno è entrato di diritto fra le stanze che contraddistinguono un’unità immobiliare.
Da sempre considerato a parte, come probabilmente è ancora a livello catastale, il bagno è uno dei luoghi di cui ogni abitazione non può fare a meno.
Storicamente il bagno è uno dei luoghi che ha subito le variazioni più importanti. Tempo fa non esisteva neppure, l’igiene personale era affidata a tinozze e lavatoi, mentre la latrina era confinata, come lo è attualmente, nei luoghi pubblici.
Successivamente le persone più abbienti hanno fatto del bagno una vera e propria stanza accessoriata della miglior tecnologia disponibile. Da vasche idromassaggio a docce molto spaziose, da grandi piani di marmo a specchi molto grandi.
Ma le cose sono sempre in continua evoluzione, e la recente crisi economica ha colpito tutti, nessuno escluso. Come sai, comprare casa è sempre più complicato e più oneroso, ed il bagno è tornato ad essere piccolino. Uno spazio di massimo 6 mq dove dover inserire tutto il necessario.

Da ciò, la necessità di provvedere al bagno in modo razionale, sfruttando tutti gli spazi e provvedendo ad un vero e proprio arredamento su misura.
Allestire un bagno su misura e perfettamente funzionale richiede, nella maggior parte dei casi, l’intervento di un professionista. Soprattutto per le difficoltà nel trovare sul mercato mobili ed accessori della misura richiesta.

Alcune semplici regole

Se devi arredare un bagno di piccole dimensioni, segui queste fondamentali regole, che sono importanti per avere tutto il necessario in poco spazio:

– stabilisci dove posizionare il box doccia ed i sanitari, in quanto essenziali e non sacrificabili per alcuna ragione;
– lascia fra di essi una distanza tale da consentire il comodo passaggio delle ginocchia;
– cerca di sistemare i sanitari, se possibile, in un’unica parete, sia per l’impianto idraulico che per avere maggiore spazio sul lato opposto;
– provvedi all’installazione di uno specchio ampio, comodo per te e con la qualità di ampliare virtualmente il locale.

Quindi, puoi rispettare anche le seguenti regole, che riguardano alcuni particolari tutt’altro che insignificanti:

– utilizza sanitari da fissare al muro, in modo da poter effettuare al meglio le pulizie;
– utilizza un box doccia che sia almeno 80cm x 80cm, oppure 90cm x 70cm. Per tutte le persone normali non eccessivamente fuori peso, è una dimensione che consente di muoversi all’interno del box con una buona libertà. Misure inferiori possono costringerti a sgomitare con le pareti;
– se il bagno è uno solo, ed è anche piccolo, è probabile che dovrai fare a meno della vasca da bagno. In tal caso, cerca di acquistare un box doccia un poco più grande, dove puoi lavare anche oggetti, abbigliamento o animali senza troppe difficoltà.

Un occhio all’arredamento

Quando l’impianto ed i sanitari sono in ordine, puoi pensare all’eventuale arredamento. Generalmente comprende almeno una mensola alle spalle del lavabo. Se la soluzione non ti piace e preferisci avere un grande specchio, gli oggetti possono essere posti sotto il lavabo in appositi mobili. Meglio se anch’essi rialzati da terra, per facilitare le pulizie.
Nel qual caso il bagno sia lungo e stretto, o debba essere arredato in prossimità della porta e della finestra, è preferibile che i mobili utilizzati abbiano una linea ed un andamento non troppo spigoloso, per evitare fastidiosi e pericolosi infortuni.
In ogni caso, considerata la possibilità di imbattersi facilmente in un pavimento bagnato, gli spigoli devono essere sempre debitamente stondati con un buon raggio, che sia almeno 1 cm.
Un’altra ottima idea che devi assolutamente tenere in considerazione, consiste nell’utilizzo di porte scorrevoli. Questo perché la porta a battente è fastidiosa all’interno del vano in fase di apertura. Infatti molte persone compiono l’erroneo lavoro di invertire l’apertura verso l’ingresso o l’atrio. Questa soluzione compromette l’estetica della casa in modo non poco rilevante (le porte all’interno non sono quasi mai uguali all’esterno). Inoltre l’apertura verso l’esterno del vano è comunque scomoda anche nell’uso.

Per il resto, per arredare un bagno puoi avere tantissime idee che comprendono mille colori, tanti materiali, molte soluzioni. Dal momento che pensi di aver dato ed ottenuto il massimo, ti rendi subito conto che potevi fare ancora meglio. Tutto questo è anche dovuto alla moltitudine di idee esposte nei negozi, dove molti designer ed architetti propongono periodicamente idee sempre nuove ed intriganti, che un locale come il bagno aspetta sempre con ansia.

Doccia o vasca?

Argomento molto interessante questo confronto fra due modi di intendere il bagno e rilassarsi dopo una lunga giornata stressante immersi nelle proprie faccende.
In verità si tratta di un annoso problema, spesso teatro di lunghe discussioni fra coniugi. É un classico che si ripropone: l’uomo vuole la doccia per riuscire ad usufruire prima del divano in soggiorno. La donna vuole ovviamente la sua vasca da bagno. Questo è un luogo comune, ma sono sicuro che sei abbastanza d’accordo.
Se lo spazio è poco e il bagno è uno solo, bisogna fare una scelta. La doccia ovviamente svolge egregiamente il suo compito occupando poco spazio. La vasca da bagno, invece, occupa più spazio ma concede un utilizzo più vasto, come il comodo lavaggio di oggetti, bambini piccoli, animali e molto altro.
In tal senso, è veramente difficile dare torto alle donne quando pretendono la vasca, perché farne a meno diventa difficoltoso per ragioni che esulano dall’igiene personale.

Facendo un pò di storia, la vasca è senz’altro arrivata prima, in sostituzione della vecchia tinozza. Era usata spesso con l’esclusione del bagno, dove si andava unicamente per bisogni fisiologici. Successivamente, si è pensato di evitare di mettere il bagno all’aperto nei cortili o sui terrazzi. É diventata una stanza vera e propria dedicata all’igiene personale, consentendo così una maggiore intimità, importante in special modo per i più introversi.
La doccia arriva solo dopo, quando, per via della frenesia delle giornate in città, cominciava a mancare il tempo per riempire la vasca e sollazzarsi nel bagnoschiuma. Così spesso si usava il doccino della vasca per improvvisare docce che puntualmente allagavano il bagno. A tal proposito, arrivarono le tende per evitare il problema almeno in parte.
Da qui, la doccia divenne di moda e si pensò di sostituire la vasca con i pratici box doccia di varia dimensione. Comodi ed ergonomici, in grado di svolgere il loro compito velocemente e con meno acqua. Ma ora, le cose stanno nuovamente cambiando.

In un’epoca in cui qualcuno sta allestendo una stanza dedicata alla sauna ed al bagno turco, è inimmaginabile che la doccia vada ancora così tanto di moda.
Infatti, i bagni si ampliano sempre di più, lasciando spazio a grandi vasche con idromassaggio e particolari strutture che da vasca da bagno diventano docce e viceversa. Poi ci sono i box doccia ampi, che prevedono trattamenti massaggianti alla schiena, ai glutei ed ai polpacci. Ci sono poi box doccia ancora più ampi dove ci si può sedere, entrare in due, e molto altro.
Il bagno è senz’altro un ambiente in continua evoluzione, dove saremo tutti d’accordo all’unanimità che nel tempo si è sempre migliorato. Si è passati dal solo water ad una stanza super accessoriata con molte comodità.

Chi vince?

In poche parole, vorrai sapere chi vince in questo confronto curioso tra doccia e vasca.
Dare una risposta non è facile, e forse ai giorni nostri è diventato inutile. Perché in molti hanno senz’altro un bagno ben accessoriato nel quale la domanda non trova più un senso. Ancora in molti non hanno spazio per mettere una vasca da bagno, né tantomeno il tempo di fare un lungo bagno.
Detto fra noi quindi, si può concedere la vittoria di misura alla doccia. Occupa poco spazio e consente un uso rapido ed uno spreco decisamente minore di acqua. Cosa che in un mondo che punta sempre più al risparmio energetico deve essere tenuta in considerazione in modo assolutamente rilevante.
Le docce moderne inoltre, essendo più ampie, sono costruite con l’idromassaggio, e consentono anche il lavaggio di oggetti o animali senza fare disastri.

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