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Come eliminare le barriere architettoniche in casa

Le barriere architettoniche rappresentano uno dei più rilevanti ostacoli all’integrazione. Molte persone diversamente abili, infatti, hanno difficoltà non solo a spostarsi nei luoghi pubblici ma anche all’interno di casa propria.

In questa breve guida scopriremo come eliminare le barriere architettoniche in casa, permettendo così anche a tutti di fruire dei diversi ambienti domestici senza problemi e di godersi la propria abitazione con tutti i comfort.

Una casa a misura d’uomo

Spesso quando si acquista casa o la si ristruttura, si lavora per progettare gli spazi a seconda delle proprie necessità. Per esempio, chi è in attesa di un figlio deve ripensare la propria casa tenendo presente che tra poco ci sarà un piccolo esploratore, che avrà bisogno non solo di ambienti dedicati a lui, ma anche di potersi spostare tra le varie stanze della casa in totale sicurezza.

Se quando arriva un bebè si progettano specifici lavori in casa, allo stesso modo quando vi abita una persona diversamente abile diventa fondamentale assicurarle la massima fruibilità degli ambienti domestici.

Come eliminare le barriere architettoniche in casa significa quindi innanzitutto ripensare gli spazi partendo non dalla casa stessa e dai suoi elementi, ma dalle persone che la vivono.

Tale approccio “abitante-centrico” costituisce una premessa indispensabile per poter sviluppare soluzioni efficaci, funzionali ma al tempo stesso appaganti anche dal punto di vista estetico.

Vediamo allora come eliminare le barriere architettoniche in casa stanza per stanza.

Come eliminare le barriere architettoniche in casa: il bagno

Il bagno rappresenta una delle stanze più importanti della casa e, proprio per questo, deve essere accessibile con la massima praticità.

Per agevolare gli spostamenti in bagno di una persona diversamente abile, è opportuno, metro alla mano, effettuare misure molto precise. Per esempio, bisogna calcolare molto attentamente gli spazi tra i servizi igienici (WC e bidet) in modo da assicurare la migliore facilità di spostamento dall’uno all’altro.

Molto importanti sono anche gli spazi di accostamento alla vasca e, frontalmente, al lavabo. Quest’ultimo, inoltre, deve essere sprovvisto di colonna, così come accanto al WC è necessario installare un maniglione per agevolare gli spostamenti.

La doccia deve essere strutturata a pavimento, includere un rubinetto “a telefono” e un sedile ribaltabile. Se chi abita nella casa si sposta su una sedia a rotelle, poi, bisogna considerare di installare corrimano e maniglioni delle misure adatte.

È importante sottolineare, infine, che nel caso si effettui una ristrutturazione del bagno per permettere a una persona diversamente abile di fruirne senza difficoltà è possibile sacrificare il bidet per consentire un migliore utilizzo del WC e della doccia.

Come eliminare le barriere architettoniche in casa: la cucina

Un altro ambiente cruciale dal punto di vista delle barriere architettoniche è la cucina.

Se ci si accinge a iniziare un intervento di ristrutturazione cucina adattandola alle necessità di persone diversamente abili, occorre prestare molta attenzione ad altezze e spazi e prevedere anche specifici elementi d’arredo.

Per esempio, i piani devono essere liberi nella parte inferiore, così da garantire alle persone con ridotta capacità motoria la massima libertà di movimento.

Inoltre è necessario strutturare la cucina con una continuità tra piano di lavoro, piano cottura e lavandino: in questo modo, infatti, è possibile spostare facilmente anche le pentole calde, riducendo il rischio che possano cadere.

Anche la scelta del modello della cucina è molto importante: occorre infatti orientarsi su cucine che siano provviste di cestelli estraibili, che abbiano pensili scorrevoli in senso verticale, mobili con spigoli arrotondati e piani di lavoro che possano essere regolati in altezza.

Come eliminare le barriere architettoniche in casa: soggiorno e zona notte

Il bagno e la cucina sono le due stanze della casa che, più delle altre, devono essere progettate con molta attenzione per poter essere facilmente fruibili dalle persone diversamente abili.

Sebbene per gli altri ambienti della casa le modifiche da effettuare siano di minore rilevanza, è bene verificare che anche nel soggiorno e nella zona notte non vi siano ostacoli che impediscano il movimento, anche in minima parte.

Per esempio, in alcune abitazioni il soggiorno è leggermente abbassato rispetto all’ingresso e, per accedervi, è necessario scendere qualche gradino; in questo caso, occorre prevedere una pedana e un corrimano, così che, eventualmente, sia possibile entrare in soggiorno anche con la sedia a rotelle.

Anche l’accesso alla zona notte (che spesso, nelle case a due piani, si trova nella parte superiore), deve essere facilitato al massimo. In questo caso, può essere opportuno installare un montacarichi o un ascensore, eliminando così il problema delle scale.

In ogni caso, quando ci si chiede: “come eliminare le barriere architettoniche in casa?” è opportuno anche tenere presente la disposizione dei mobili nelle diverse stanze, in modo che non rappresentino mai un intralcio, oltre che effettuare specifiche modifiche architettoniche ove necessario.

Come eliminare le barriere architettoniche in casa: le agevolazioni fiscali

Eliminare le barriere architettoniche in casa può rappresentare una voce di spesa importante.

La buona notizia è che, secondo la legge n°13/89, per effettuare interventi di questo tipo è possibile usufruire di apposite agevolazioni fiscali.

Per esempio, per l’installazione di mezzi che aiutano il movimento delle persone diversamente abili tra le mura domestiche, è prevista l’IVA agevolata al 4%.

Inoltre, per gli interventi di ristrutturazione volti all’eliminazione delle barriere architettoniche è possibile accedere alla detrazione Irpef del 50%, valida fino al 31 dicembre 2021, per un tetto massimo di spesa pari a 96.000 euro.

Infine, secondo la legge di Bilancio 2021, i lavori per l’eliminazione delle barriere architettoniche rientrano tra gli interventi per i quali si può godere del Superbonus 110%.

Pareti in pietra in camera da letto, uno stile di tendenza

Pareti in pietra in camera da letto, uno stile di tendenza

La camera da letto è il luogo ideale per il sonno e per il riposo dopo lo stress quotidiano.

Il compito principale di questa stanza è quello di creare le condizioni per un riposo di qualità. Grazie al corretto orientamento ed al posizionamento della camera all’interno della casa, il riposo viene protetto dagli effetti del rumore, dagli odori, dal calore e da tutti quegli elementi che potrebbero arrecare disturbo. Non è semplicemente la stanza in cui viene collocato il letto!

Desideri un ambiente di grande effetto, dalla forte personalità e dal design creativo ed audace? Le pareti in pietra nella camera da letto sono un’ottima scelta di stile.

Pareti in pietra in camera da letto: quali vantaggi offrono?

Negli ultimi tempi stanno tornando in auge materiali come cemento,  mattone e pietra. I primi due, rispetto alla pietra, si adattano bene negli ambienti industriali.

L’uso della pietra si sta diffondendo soprattutto nelle camere da letto aventi uno stile rustico. Le pareti in pietra nella camera da letto sono una scelta estremamente sicura. Non richiedono manutenzione e se vuoi creare un’atmosfera magica nella tua camera da letto puoi optare per le seguenti soluzioni:

  • pareti in pietra e travi a vista del soffitto in legno
  • pareti in pietra e pareti in legno recuperato

Si tratta di un’ottima soluzione estetica che offre diversi vantaggi, come:

  • un aspetto naturale ed una sensazione di semplicità
  • durata e facilità di manutenzione
  • enorme varietà di materiali che possono adattarsi a qualsiasi stile d’arredo e di budget
  • eco-compatibilità
  • struttura bella ed imponente
  • le pareti appaiono sempre interessanti, senza mai stancare
  • buone proprietà di isolamento acustico

Per realizzare le pareti in pietra vengono utilizzati i seguenti materiali:

– arenaria

– calcare

– ardesia

– mattone

– pietra corallina

Consigli utili su come realizzare pareti in pietra

Vuoi ottenere un effetto magico nella tua camera da letto? Segui i seguenti consigli:

  • opta per un’illuminazione precisa, la quale esalterà la bellissima texture della pietra.
  • Usa materiali e texture “caldi”, dato che la superficie della pietra tende a far apparire piuttosto freddo lo spazio circostante.  I materiali e gli elementi più indicati potrebbero essere il legno, le pellicce, il cashmere, i pouf di lana, i cuscini, i tappeti a terra.
  • Utilizza elementi di arredo dai colori caldi, come i rossi, gli arancioni o i gialli. Faranno sembrare la camera da letto più allegra ed accogliente.
  • Una parete in pietra in pieno stile Zen nella camera da letto aiuta a creare un’atmosfera di pace e di relax facilitando un sonno riposante. Questa è un’ottima soluzione per eliminare lo stress causato dalle lunghe giornate di lavoro. Le pareti in pietra aggiungono semplicità e naturalezza alle camere da letto più contemporanee e moderne.
  • Realizza in pietra una sezione ridotta di parete se hai una camera da letto molto piccola. Altrimenti il risultato potrebbe essere troppo pesante ed opprimente. La piccola parte di muro in pietra avrà lo stesso effetto e potrai anche risparmiare sui costi.
  • Vuoi avere un look più insolito e curioso? Prova a realizzare sulle pareti alcune zone in pietra dalle forme particolari. Sembreranno molto naturali, soprattutto se si trovano vicino al soffitto, perché questa è l’area da dove l’intonaco di solito inizia a scrostarsi.
  • Vuoi creare qualcosa di diverso? Prova il soffitto in pietra a vista: otterrai un’atmosfera intima ed accogliente.
  • Dipingendo il muro di pietra puoi mantenere la consistenza di questo materiale, smorzandone però il suo impatto visivo.
  • Le pareti in pietra possono essere utilizzate con quasi tutti gli stili di arredamento, ma è necessario scegliere il tipo di materiale più appropriato. Ad esempio, i mattoni e le pietre squadrate si adattano bene alle camere da letto dei loft e negli appartamenti moderni. Le grandi rocce di diverse dimensioni e forme si adattano meglio alle camere più rustiche ed in stile country.
  • Se vuoi decorare un’intera camera da letto o più pareti, prendi in considerazione l’utilizzo di diversi tipi di pietra: questo escamotage aggiungerà dinamicità e creatività.
  • La parete in pietra è sempre la soluzione ideale quando nella camera da letto c’è il camino. In questo caso, il naturale punto focale sarà messo ancora più in evidenza. Lo stesso caminetto può essere in pietra naturale ed apporterà quel tocco di romanticismo e di calore ricercati! Tutti gli elementi in pietra nella stanza ti riportano indietro nel tempo, perchè sono elementi confortanti, naturali ed organici.

Nelle camere da letto moderne ed in stile contemporaneo la pietra più indicata è lo spaccato in marmo o in granito. La parete in pietra deve fondersi così con l’eleganza lucida e contemporanea.

La maggior parte delle persone preferisce una sola parete in pietra, anche quando si decide di dare un accento completamente rustico alla camera da letto. Ciò consente di aggiungere ulteriori texture alla stanza, rendendo anche più facile l’aggiunta della parete in pietra.

Stai pensando a dare questo tocco rustico anche alla tua di camera da letto? CONTATTACI. PREVENTIVO GRATUITO ENTRO 24 ORE

Come utilizzare la resina

Come utilizzare la resina nell’edilizia? Una domanda che incuriosisce molte persone, attratte dalle numerose potenzialità di questo materiale, un tempo impiegato quasi esclusivamente in ambito industriale ma oggi largamente diffuso anche nei contesti residenziali.

Le proprietà della resina

Prima di scoprire come utilizzare la resina, occorre sapere che si tratta di un materiale che offre molti vantaggi.

Prima di essere applicata, la resina viene opportunamente lavorata, in modo da garantire:

  • Resistenza alle fiamme;
  • Elasticità e flessibilità;
  • Capacità antistatica;
  • Possibilità di essere disposta a forma di rete

La resina viene ampiamente utilizzata per le ristrutturazioni edilizie, ma anche nel caso di nuove costruzioni, soprattutto per le pavimentazioni.

Le tipologie di resina

Per sapere come utilizzare la resina al meglio è necessario conoscerne le diverse tipologie. La resina, infatti, non è tutta uguale, ma si distingue in:

  • Resina epossidica
  • Resina acrilica
  • Resina poliuretanica
  • Resina cementizia

Per quanto riguarda la resina epossidica, si tratta di un polimero sintetico, creato unendo resina base e un materiale indurente e che risulta particolarmente viscoso.

Questo tipo di resina viene utilizzato in particolare per il rivestimento dei pavimenti, soprattutto laddove è richiesta un’elevata resistenza all’usura, ma anche all’umidità e agli sbalzi di temperatura.

La resina acrilica è frutto di una particolare lavorazione: la polimerizzazione di monomeri acrilici, che consente al materiale di accrescere la sua durabilità e diventare molto traspirante.

La resina acrilica, al contrario degli altri tipi di resina, è piuttosto liquida e quindi non richiede l’utilizzo di un diluente. Resistente alle fiamme e agli sbalzi di temperatura, la resina acrilica è un materiale versatile che trova diverse possibilità di applicazione nell’edilizia.

Uno dei principali vantaggi della resina poliuretanica consiste nella sua elevata resistenza meccanica, caratteristica che la rende perfetta anche come rivestimento delle pavimentazioni outdoor.

La resina poliuretanica è molto impiegata in ambito industriale, perché è in grado di reggere ottimamente il passaggio – anche continuo – di persone e veicoli e, in più, è molto resistente all’azione dei raggi UV, che non ne provocano l’ingiallimento.

Un’altra peculiarità della resina poliuretanica consiste nel fatto di essere termoindurente, solidificandosi velocemente con le basse temperature. Si tratta di una delle tipologie di resina più costose ma, al tempo stesso, è di ottima qualità e garantisce le migliori performances.

Come utilizzare la resina cementizia? Questo tipo di resina sta diventando sempre più popolare, anche perché è del tutto ecosostenibile e atossica: alla composizione di base, infatti, viene aggiunta soltanto dell’acqua.

Il fatto di essere la resina più eco-friendly non comporta comunque alcuna mancanza in termini di funzionalità; al contrario, la resina cementizia presenta un’elevata resistenza all’acqua, all’umidità e all’azione diretta dei raggi solari, tanto che viene molto utilizzata per rivestire spazi esterni, come balconi, piscine o terrazzi.

Con il passare del tempo, inoltre, accresce la sua durezza. La resina cementizia è molto apprezzata anche dal punto di vista estetico e offre numerose possibilità di personalizzazione, con tante soluzioni possibili per quanto riguarda colori, tipologie di finitura e grado di granulosità della superficie.

Come utilizzare la resina: le pavimentazioni

La resina è un materiale molto versatile che viene sempre più spesso apprezzato anche per l’ambito residenziale. Una delle applicazioni più diffuse della resina consiste nel suo impiego per il rivestimento dei pavimenti.

Scopriamo allora quali sono i principali vantaggi e svantaggi di un pavimento in resina.

Per quanto riguarda i “pro”, molti li abbiamo già elencati parlando delle diverse tipologie di resina, ma è bene ricordarli per rendersi ben conto dei tanti lati positivi di questo materiale. A pregi come:

  • Resistenza
  • Durabilità
  • Impermeabilità

Si aggiungono, soprattutto se si tratta di pavimenti interni, la facilità di pulizia (la pavimentazione in resina è monolitica, cioè uniforme, quindi non presenta fughe), la possibilità di posarla sopra una superficie preesistente, la rapidità della posa stessa e i prezzi competitivi.

Vale la pena aprire una breve parentesi sul tema della sovrapposizione a una pavimentazione già presente, poiché si tratta di un argomento particolarmente interessante per chi sta affrontando – o è comunque in procinto di farlo – una ristrutturazione.

Nell’ottica di ridurre le spese per i lavori, infatti, la resina rappresenta una soluzione molto allettante, dal momento che non solo non è necessario smantellare il pavimento preesistente, ma non occorre nemmeno riadattare gli infissi: lo spessore finale risulta molto sottile, evitando così la creazione di antiestetici e – da un punto di vista prettamente pratico e funzionale – scomodi dislivelli.

Un ulteriore vantaggio della resina come rivestimento per pavimento è legato alla sua versatilità, che la rende perfetta in ogni contesto, a prescindere dallo stile d’arredo prescelto.

Le soluzioni possibili in termini di colori e finiture, infatti, sono numerosissime: la resina può presentare consistenze diverse (liscia o ruvida), essere lucida, opaca o satinata e di tanti colori diversi; da ultimo, ma non di minore importanza, questo materiale può essere lavorato in modo estremamente decorativo, per esempio inserendovi oggetti naturali, come foglie o pezzi di legno e restituendo così originalità e stile agli ambienti in cui viene applicata.

Rispetto, invece, agli svantaggi, sono davvero pochi e possono riassumersi in:

  • Danni causati dall’usura: per quanto resistenti, le superfici in resina alla lunga possono risentire delle sollecitazioni ed è quindi possibile che si creino piccole crepe o rotture;
  • Ingiallimento: le resine solitamente presentano un buon grado di resistenza ai raggi UV; tuttavia, alcune tipologie di resina risultano più sensibili di altre e, di conseguenza, possono ingiallirsi nel tempo.

Come utilizzare la resina: le principali applicazioni

Oltre che per il rivestimento dei pavimenti, la resina può essere impiegata anche per rivestire le pareti, anche negli spazi interni.

Un ambiente dove la scelta di questo materiale si dimostra particolarmente indovinata è, per esempio, il bagno: grazie all’elevata resistenza all’acqua e all’umidità, la resina è perfetta come rivestimento per pareti, pavimenti, ma anche per il piano dove appoggia il lavabo, offrendo numerosi vantaggi sia in termini di funzionalità che sul piano estetico.

Microcemento

I rivestimenti in microcemento

Come in tutti i settori, anche nell’edilizia si cercano costantemente nuove soluzioni. Tra queste, una delle maggiori novità è rappresentata dal microcemento, un materiale che, come suggerisce il suo stesso nome, è composto da un fondo cementizio e rivestito con una membrana naturale.

I rivestimenti in microcemento offrono grandi risultati, sia in termini estetici che di performance.

Ecco le principali modalità in cui possono declinarsi.

Pavimenti in microcemento

Tra i rivestimenti in microcemento, i pavimenti sono quelli che vanno per la maggiore. A livello estetico richiamano l’asprezza e la ruvidità tipiche dello stile industriale, rispetto al quale tuttavia hanno un quid di eleganza che li rende perfetti anche per le case più raffinate.

I pavimenti in microcemento offrono numerosi vantaggi. A cominciare dalla praticità, dal momento che il microcemento può essere posato su una pavimentazione preesistente e ha uno spessore finale di soli 2-3 mm (il che consente anche di evitare un eventuale ridimensionamento di porte e finestre).

Anche la posa stessa è molto facile e veloce e il pavimento può essere fruibile già dal giorno successivo.

Un altro punto a favore dei pavimenti in microcemento è l’igiene: questo tipo di pavimentazione, infatti, non prevede la presenza di fughe, il che significa che all’interno di questi interstizi non si sedimentano polvere e sporco e il pavimento può essere pulito accuratamente ma al tempo stesso in modo facile e veloce.

Il microcemento in cucina

Quando si parla di rivestimenti in microcemento non si intende solo il pavimento: questo materiale può essere utilizzato anche in molte altre modalità e una delle più interessanti riguarda il rivestimento della cucina.

Questa stanza è indubbiamente una delle più importanti della casa. In cucina si trascorre molto tempo, è il luogo dove si prepara il cibo da condividere con familiari e amici, dove tutto ciò che ci serve deve trovarsi sempre a portata di mano…

Insomma, la cucina è un ambiente particolarmente “vissuto” e, come tale, deve essere non solo confortevole, ma anche piacevole dal punto di vista estetico, capace di rappresentare ed esprimere al meglio lo stile che avete scelto per la vostra casa.

Il microcemento può essere utilizzato, per esempio, per il rivestimento del piano di lavoro e/o dell’isola, con ottimi risultati sia in termini estetici che sul piano della funzionalità. Rispetto a quest’ultimo punto, come già accennavamo in merito ai pavimenti, uno dei maggiori vantaggi è rappresentato dalla facilità di pulizia, un aspetto sempre molto importante in cucina.

Anche dal punto di vista estetico, i rivestimenti in microcemento per la cucina offrono valore aggiunto. Questo materiale si integra molto bene in particolare con cucine dal design moderno, conferendo eleganza e raffinatezza.

Rivestimenti in microcemento: la manutenzione

I rivestimenti in microcemento presentano molti vantaggi ma al tempo stesso richiedono un’attenta cura e anche la messa in atto di alcune misure preventive.

Per evitare la formazione di crepe, per esempio, è possibile applicare sulla superficie in microcemento una maglia in fibra di vetro, che contribuisce a indurire ulteriormente il materiale.

Come protettivo è consigliabile ricorrere alla cera acrilica oppure applicare della vernice poliuretanica (è sufficiente anche un solo strato), accorgimento che offre un duplice beneficio ai rivestimenti in microcemento, proteggendone la superficie e donando brillantezza e lucentezza.

Microcemento per esterni

I rivestimenti in microcemento sono davvero versatili e capaci di integrarsi in ogni contesto e stile architettonico.

Oltre che per gli interni, il microcemento può essere impiegato con successo anche per la zona outdoor.

Un’idea per chi ha la fortuna di avere una piscina può essere, per esempio, rivestire la piscina stessa e la zona circostante, dove sistemare ombrelloni e sdraio, proprio in microcemento: optando per un (non) colore come il bianco, l’effetto “wow” è assicurato!

Microcemento in bagno

Un altro ambiente della casa in cui applicare rivestimenti in microcemento è il bagno.

In questa stanza, il materiale può anche essere utilizzato per un effetto all over, impiegandolo per pavimento, pareti e piano.

Microcemento: una palette per tutti i gusti

Quando si pensa ai rivestimenti in microcemento – e, in generale, al cemento come materiale – dal punto di vista cromatico ci si immaginano solamente le nuances del grigio.

In realtà non è affatto vero che i rivestimenti in microcemento si declinino solo nella palette cromatica dei grigi; al contrario, il microcemento può essere di diversi colori, adattandosi a ogni contesto e a ogni tipo di design, anche il più eclettico.

Microcemento anche per la scala

I rivestimenti in microcemento possono essere applicati ovunque, incluse le scale! Si tratta di una soluzione molto originale, perfetta per le case arredate in stile moderno.

I gradini rivestiti in microcemento donano un look grunge ma al contempo molto elegante, soprattutto se in accostamento a un corrimano minimal in acciaio oppure a una balaustra in vetro trasparente.

Microcemento in camera da letto

Il microcemento può essere impiegato anche nella zona notte, conferendo alla stanza da letto un aspetto molto originale e combinando essenzialità e raffinatezza.

Come utilizzare il microcemento nella stanza da letto? Un’idea interessante può consistere nel ricorrere a questo materiale per il pavimento, ma anche per realizzare una sorta di pedana dove sistemare il letto e anche – perché no? – per rivestire la parete dietro la testiera.

Il microcemento nella zona living

Da ultimo, i rivestimenti in microcemento possono risultare perfetti anche per la zona living.

Un pavimento in microcemento, così come il rivestimento delle pareti rappresenta un’ottima soluzione per creare un ambiente raffinato ma al tempo stesso minimal ed essenziale.

In rapporto allo stile d’arredo, il microcemento si sposa perfettamente con un mobilio in stile moderno ma anche boho o di ispirazione etnica.

Idee per case con piscina

Chi ha la fortuna di abitare in una casa circondata da un giardino – o comunque avere a disposizione uno spazio esterno sufficientemente grande – può valutare l’opzione di realizzare una piscina.

Si tratta di un elemento architettonico molto importante, che imprime uno stile unico alla zona outdoor; proprio per questo, tuttavia, il progetto di una piscina deve essere studiato con cura, perché è essenziale che sia coerente con lo stile della casa e con ciò che la circonda.

Ecco allora alcune idee per case con piscina da cui prendere spunto!

Piscina integrata con il giardino

Tra le idee per case con piscina, una delle più interessanti consiste nel creare un unicum tra la piscina e l’ambiente in cui è inserita, facendo in modo che sembri un elemento naturale perfettamente integrato con piante e fiori.

La piscina “naturale” è un’idea molto apprezzata da coloro che desiderano arricchire il proprio giardino con una piscina ma al tempo stesso non vogliono spezzare l’atmosfera riposante e tranquilla dello spazio esterno con un elemento che contrasti vistosamente.

Una soluzione originale consiste, per esempio, nel realizzare una piscina a sfioro, circondata dalla vegetazione che più amate (e che meglio si adatta al clima della zona in cui abitate).

Se vivete in un luogo caldo e umido, potete circondare la piscina da piante esotiche, come palme, fichi d’india e banani; se invece apprezzate la vegetazione mediterranea, potete valorizzare la vostra piscina con piante aromatiche, gelsomini o bouganville.

La spiaggia…in città

Non è detto che per avere una piscina occorra necessariamente abitare in un luogo isolato; al contrario, anche in una villetta in città è possibile realizzare piscine di grande effetto, senza necessità di avere ampi spazi a disposizione.

Se siete amanti del mare e cercate idee per case con piscina, potete ricreare l’atmosfera mediterranea direttamente nel vostro giardino progettando una piscina piccola, ma architettata curando ogni dettaglio.

Basta infatti optare per una soluzione dal design originale, che richiama uno specchio d’acqua naturale, aggiungere della sabbia sulla riva, alcune piante tipiche della macchia mediterranea..et voilà! Il gioco è fatto.

Piscina contemporanea

Avete ristrutturato casa ispirandovi a uno stile minimal e contemporaneo? Allora, se avete in mente di arricchire il vostro giardino con una piscina, è bene che anche quest’ultima rispecchi il look della vostra abitazione.

Una casa dalle linee sobrie ed essenziali sarà valorizzata da una piscina dalla forma geometrica, quadrata o rettangolare.

Per rendere ancora più confortevole lo spazio outdoor, potete allestire anche lo spazio accanto alla piscina ispirandovi a uno stile minimal, per esempio realizzando la pavimentazione con piastrelle in gres porcellanato per esterni e sistemando poltrone o sdraio.

Piscina o parco divertimenti?

Ci sono persone che magari aspettano da tutta una vita di poter realizzare una piscina nel proprio giardino.

Dopo anni e anni di duro lavoro e sacrifici bisogna pur togliersi qualche soddisfazione, se si ha la possibilità di farlo!

Ecco allora che, tra le idee per case con piscina, si può optare anche per soluzioni extra large, capaci di trasformare la zona outdoor in un vero e proprio parco divertimenti.

Come? Le opzioni possibili sono molte: rivolgendovi a un professionista qualificato, riuscirete senza alcun dubbio a trovare il progetto che fa per voi.

In generale, per creare un’atmosfera magica e divertente, potrebbe essere d’aiuto arricchire la piscina con cascate e zone “speciali”, come micro-fiumi – punti in cui l’acqua scorre più rapidamente – o aree idromassaggio. E per un effetto scenico unico e imperdibile, oggi esistono diversi espedienti per creare affascinanti giochi di luce, in modo da rendere la piscina fruibile e divertente sia di giorno che di notte.

Idee per case con piscina in stile classico

Lo stile classico è ancora molto apprezzato, soprattutto quando richiama non tanto opulenza e abbondanza quanto piuttosto linearità e lindore.

Le piscine di ispirazione romana, per esempio, rappresentano la massima espressione dello stile classico così inteso. Come si realizza una piscina di questo genere? Sicuramente c’è a monte un progetto ben preciso e accuratamente studiato in ogni dettaglio.

Una soluzione possibile consiste nel creare una piscina di forma geometrica, rettangolare per esempio, nella quale si entra in modo graduale, grazie al posizionamento di appositi gradini.

La piscina, inoltre, può essere strutturata in modo da avere altezze diverse; solitamente, così come si entra gradualmente, altrettanto senza fretta ci si immerge nell’acqua, all’inizio bassa e poi sempre più profonda.

Per valorizzare una piscina in stile classico è possibile arricchire lo spazio circostante con elementi architettonici e di design che richiamano la bellezza e l’ordine dell’epoca greca e romana, quali statue e colonne.

Casa piccola ma piscina d’effetto

Non abitate in una casa indipendente circondata da un giardino lussureggiante? Niente paura: abbiamo pensato anche a voi.

Tra le idee per case con piscina, infatti, non potevamo non includere anche alcuni spunti per chi ha solo un piccolo cortile o un terrazzo. In fondo, se esistono soluzioni geniali per arredare cucine mignon, stanze da letto piccole e monolocali, perché non dovrebbero essercene anche per realizzare piscine mini, ma dotate di tutti i comfort possibili?

Per case con spazi esterni di piccole dimensioni si può optare tanto per piscine sopra terra che interrate: l’importante è che siano coerenti con lo stile prescelto per l’ambiente outdoor.

In un terrazzo dove domina la forma circolare, per esempio, si può installare una piscina rotonda – magari dotata di idromassaggio – che aggiunge personalità allo spazio integrandovisi perfettamente.

In altri casi, invece, è sufficiente una piscina anche piccolissima per cambiare volto alla zona esterna, creando un angolo di relax in terrazzo confortevole e aggiungendo quel tocco di stile in più all’ambiente.

Come trasformare casa con la domotica

Viviamo nell’era del digitale, in cui la tecnologia influisce in modo significativo in ogni aspetto della nostra vita quotidiana, inclusi i momenti in cui siamo a casa.

Negli ultimi anni, i tools per rendere la propria abitazione “intelligente” sono diventati da utopia a realtà, cambiando di fatto la vita domestica di molte persone.

Ecco allora qualche consiglio utile su come trasformare casa con la domotica.

La sicurezza prima di tutto

La crescente domanda di sicurezza, per proteggere la propria casa da intrusioni ma anche per migliorare il comfort abitativo, ha comportato un notevole sviluppo delle soluzioni smart in questa direzione.

Nell’ottica di trasformare la casa con la domotica, è possibile sfruttarne le innovazioni tecnologiche riguardo alla sicurezza per installare:

  • Citofoni intelligenti, che permettono non solo di vedere chi suona e parlargli, ma anche di farlo tramite smartphone. Per esempio, se siete in vacanza e qualcuno nel frattempo vi citofona, per sincerarvi della sua identità non vi resta che consultare il cellulare, anche comodamente seduti sotto l’ombrellone.
  • Serrature che è possibile bloccare e sbloccare a distanza.
  • Videocamere di sicurezza posizionate in diversi punti della casa, che consentono di avere un controllo capillare della proprietà, accorgendosi in tempo in caso di intrusioni.

L’importanza dell’illuminazione

Come trasformare casa con la domotica? Se l’obiettivo è rendere la vostra casa “intelligente”, uno degli aspetti più importanti da tenere in considerazione riguarda l’illuminazione.

Immaginate, per esempio, la possibilità di attivare le luci interne della casa semplicemente a voce, una volta varcato l’uscio oppure di impostare il sistema di illuminazione in modo tale che le luci si spengano automaticamente nel momento in cui le uscite.

O, ancora, per chi abita in una casa dotata anche di illuminazione esterna, far sì che le luci si accendono nel momento in cui vi state avvicinando alla porta di ingresso.

Le soluzioni di domotica per quanto riguarda l’illuminazione sono davvero tantissime e la buona notizia è che sono per tutte le tasche. Non è necessaria, infatti, una spesa eccessivamente ingente per installare sistemi di illuminazione che, per esempio, utilizzano lampadine collegate a Wi-Fi e sono controllate da un hub centrale o da un’applicazione dedicata.

E se controllare le diverse lampadine da un unico hub non sembra la soluzione più adatta alle vostre esigenze, allora potete optare per una spina intelligente o un interruttore smart, che permettono di governare le luci delle singole stanze in modo facile e comodo.

Elettrodomestici intelligenti

Trasformare casa con la domotica significa anche semplificare tutte le operazioni svolte dagli elettrodomestici. Qualche esempio?

  • Per la pulizia della casa, sono ormai ampiamente diffusi gli aspirapolvere robot che puliscono in autonomia i pavimenti, lavatrici intelligenti che non solo possono essere attivate a distanza ma presentano anche funzioni come la possibilità di monitorare e ottimizzare l’utilizzo dei detergenti o, ancora, bidoni della spazzatura smart che ricordano ai proprietari quando svuotarli.
  • Per la cucina, un altro ambito in cui la domotica negli ultimi anni sta facendo la parte del leone, le maggiori innovazioni riguardano, per esempio, frigoriferi dotati di monitor touch screen tramite cui è possibile stilare la lista della spesa, trovare ricette in tempo reale o sapere cosa è conservato senza aprire la porta e forni intelligenti che permettono di regolare la temperatura o venire accesi e spenti a distanza.

Domotica e intrattenimento

Chi ha detto che trasformare la casa con la domotica non debba avere anche un lato divertente? Anzi: molte tecnologie riguardano proprio l’intrattenimento e, anche in questo caso, sono ormai alla portata di tutti.

Basti pensare, per esempio, alla smart TV, che se fino a qualche anno fa sembrava un sogno, oggi è entrata nelle case della maggior parte degli italiani, consentendo, tramite il collegamento al Wi-Fi, di rendere fruibili molti più contenuti digitali, come film, documentari e serie TV in streaming.

Molti modelli, inoltre, sono dotati di una funzionalità per la ricerca vocale che permette di cercare un film semplicemente pronunciandone il nome.

Anche per gli appassionati di musica, la domotica propone soluzioni molto interessanti, tra cui per esempio gli altoparlanti intelligenti, che “sanno” quando e dove riprodurre le vostre melodie preferite; è anche possibile integrare il sistema con i sensori di presenza, in modo che la musica venga riprodotta solo se effettivamente c’è qualcuno in casa ad ascoltarla.

Raffreddare e riscaldare casa con la domotica

Trasformare casa con la domotica migliorando il comfort abitativo: per raggiungere questo obiettivo, gli impianti di riscaldamento e raffreddamento giocano un ruolo molto importante, anche perché con una gestione intelligente dell’energia è possibile ridurre gli sprechi, con benefici diretti sull’ambiente e sui risparmi in bolletta.

Una delle soluzioni più semplici in tal senso consiste nell’impiego di termostati muniti di timer automatico, che attivano l’impianto quando ve n’è bisogno e lo spengono o comunque lo abbassano nel momento in cui non c’è nessuno in casa.

Oltre ai termostati con timer, ricordiamo anche le persiane smart, che si chiudono e si aprono automaticamente in base alla temperatura registrata in casa, ma anche le tende da sole intelligenti, che si attivano nel momento in cui ve n’è necessità o bocchette d’aria che consentono un passaggio di corrente più marcato nelle stanze maggiormente esposte alla canicola.

Molti dispositivi riguardanti gli impianti di riscaldamento e raffreddamento, inoltre, rilevano anche il meteo locale, attivandosi anche nei periodi in cui non ce ne sarebbe bisogno (per esempio erogando calore durante una giornata primaverile o estiva ma insolitamente fredda). Alcuni sistemi, inoltre, sono in grado di regolare la temperatura interna attraverso sensori che determinano quali stanze sono effettivamente occupate da persone.

Ne vale la pena?

Conviene investire per trasformare casa con la domotica? Certamente, soprattutto se siete in procinto di ristrutturare casa: integrando tecnologie di ultima generazione, infatti, avrete un maggior comfort abitativo, più sicurezza e meno sprechi.

Pitture ecologiche: quali scegliere

Complice il cambiamento climatico, i cui effetti sono ormai sotto gli occhi di tutti, il tema della sostenibilità ambientale negli ultimi anni è tornato fortemente alla ribalta e non solo per quanto riguarda la nostra vita quotidiana, ma anche dal punto di vista della produzione industriale sono stati operati grandi cambiamenti.

Nel settore dell’edilizia, per esempio, si è cominciato a parlare sempre più spesso di pitture ecologiche ossia prodotti che uniscono performance uguali o addirittura superiori alle pitture tradizionali assicurando però un ridotto impatto ambientale.

Scopriamone di più.

Cosa sono le pitture ecologiche?

Le pitture ecologiche, chiamate anche pitture naturali, sono prodotti accuratamente formulati per inquinare di meno. Queste pitture, in particolare, presentano bassi livelli di VOC, i composti organici volatili, quelle sostanze chimiche che ci fanno percepire quel caratteristico odore di vernice quando apriamo un barattolo di pittura o entriamo in una stanza imbiancata di fresco.

I VOC non solo causano un odore sgradevole, ma sono anche dannosi per la salute e per l’ambiente: maneggiando queste sostanze, infatti, ci si espone a livelli di inquinamento elevati e, fatto ancora più grave, la concentrazione dei VOC nell’aria persiste per diverso tempo, anche dopo che è stata completata l’imbiancatura.

È proprio a causa della presenza dei VOC che i produttori di pittura includono solitamente all’interno delle istruzioni per i propri prodotti la raccomandazione di lavorare in aree ben ventilate.

I vantaggi delle pitture ecologiche

Le pitture ecologiche sono formulate a partire da materiali naturali, come possono essere, per esempio, argilla, proteine del latte, minerali. Una pittura molto all’avanguardia è proprio quella al latte, fatta di proteine come la caseina, cui si mescola un po’ di calce. La cosa curiosa è che questi materiali non sono affatto nuovi: le pitture al latte, per esempio, sono state utilizzate per centinaia di anni e oggi le aziende produttrici, i colorifici e tutti gli operatori del settore le stanno riscoprendo e stanno investendo molto nella loro implementazione.

Le pitture ecologiche sono indicate specialmente per uso interno, per due semplici motivi:

  1. Non tutti questi prodotti sono adatti per l’esterno (per tornare all’esempio della pittura al latte, è consigliabile utilizzarla solo in casa, perché non resiste bene all’azione degli agenti atmosferici);
  2. Dal momento che hanno un basso livello di VOC, utilizzarle anche al chiuso è semplice e sicuro.

Come riconoscere le pitture ecologiche? Come per molti altri prodotti, è necessario leggere l’etichetta. Su un barattolo di pittura ecologica, infatti, devono essere riportate le seguenti informazioni:

  • Basso livello o addirittura assenza di VOC
  • Eventuali certificazioni da parte di enti preposti al controllo dei prodotti
  • Elenco degli ingredienti (a questo proposito occorre verificare che non vi siano riportati materiali come petrolio o pigmenti di metalli pesanti).

Pitture ecologiche: il fattore prezzo

Un argomento su cui vale la pena di aprire una parentesi quando si parla di pitture ecologiche riguarda i prezzi. Il costo di questi prodotti, infatti, è mediamente superiore rispetto a quello delle pitture tradizionali (chimiche).

Ciononostante, optare per le pitture ecologiche significa risparmiare sotto altri aspetti, a cominciare dalla salute: prodotti che presentano un ridotto livello di VOC o che non ne contengono affatto non provocano danni, abbattendo i costi per le cure mediche.

Anche in termini di sostenibilità il risparmio dato dall’utilizzo di pitture ecologiche è notevole: meno emissioni chimiche ci sono nell’aria, più l’ambiente sarà salubre e, di conseguenza, ridotta sarà la spesa per ridurre l’inquinamento atmosferico.

Pitture ecologiche per tutta la famiglia

Avete presente quell’odore pungente che si percepisce non appena si entra in una stanza appena imbiancata? Una sensazione che, soprattutto chi ha appena ristrutturato casa, conosce bene. Come abbiamo visto, questo particolare sentore è dato dai VOC e nessuno si sognerebbe mai di coinvolgere bambini nel lavoro, se si opta per il fai da te.

Viceversa, se siete abili imbianchini e avete l’abitudine di pitturare le pareti di casa senza chiedere aiuto a un professionista, utilizzando le pitture ecologiche questa attività può diventare un momento divertente e gioioso da condividere famiglia. Le pitture ecologiche, infatti, sono assolutamente sicure e potete fidarvi anche a mettere in mano un rullo a vostro figlio senza il timore che inali sostanze chimiche nocive per la sua salute.

Performance d’eccezione

Le ragioni per scegliere le pitture ecologiche sono numerose ma finora ci siamo concentrati principalmente sulla naturalità dei loro ingredienti e sull’assenza – o, comunque, sulla ridotta presenza – di sostanze chimiche tossiche. Un aspetto indubbiamente molto importante, a cui si affianca anche un altro fattore chiave, riguardante le performance di questi prodotti.

Le vernici ecologiche sono spesso qualitativamente superiori alle loro controparti chimiche e, di conseguenza, offrono una resa migliore. Utilizzando questi prodotti,  garantirete alle pareti di casa vostra una copertura più omogenea, una migliore capacità di ritenzione del colore, una maggiore scelta di sfumature, un’abrasione minima e un’ottima viscosità.

Pitture ecologiche, i prodotti del futuro

Ogni istante, in tutto il mondo, si producono tonnellate e tonnellate di rifiuti, che in molti casi risulta difficile persino smaltire.

Fortunatamente, negli ultimi anni sono stati compiuti grandi passi avanti per quanto riguarda la promozione e la diffusione della cultura del riciclo e, anche grazie alla raccolta differenziata, molti oggetti che buttiamo via, opportunamente trattati, possono tornare a nuova vita.

Da questo punto di vista, le pitture ecologiche sono migliori delle vernici convenzionali a base chimica, le quali non solo emettono composti chimici tossici quando vengono prodotte, ma continuano a rilasciare residui anche anni dopo il loro utilizzo.

Le pitture naturali, essendo prive di tali sottoprodotti, producono anche meno scarti contribuendo in modo significativo alla riduzione dei rifiuti, che rappresenta uno dei principali obiettivi per la salvaguardia della salute umana e di quella del pianeta.

Le pitture ecologiche sono il futuro, che possiamo già toccare con mano oggi, nel presente, diventando pionieri di un nuovo modo, più sostenibile ma al tempo stesso altamente performante, per donare stile e personalità alle nostre case attraverso il colore.

Il legno in casa

Il legno è uno dei materiali naturali più amati e più utilizzati in edilizia. Merito delle sue numerose proprietà, dall’essere un ottimo isolante all’offrire atmosfera e calore a qualsiasi abitazione, a prescindere dallo stile d’arredo prescelto.

Ecco allora alcune idee su come impiegare il legno in casa alle quali ispirarvi.

Un classico: il parquet

Una delle modalità più diffuse per utilizzare il legno in casa è rivestire il pavimento. Il parquet, infatti, rappresenta ancora oggi un’opzione molto gettonata, perché permette di creare ambienti estremamente eleganti e raffinati. Il parquet può essere di più tipi:

  • Il pavimento in legno tradizionale in massello, con listoni dello spessore dai 10 ai 24 millimetri. È la scelta ideale per chi desidera un’atmosfera sofisticata ma al tempo stesso accogliente, ma bisogna prestare attenzione alla manutenzione, impiegando prodotti specifici per la pulizia ed effettuando periodiche levigature;
  • Il parquet prefinito, che non è al 100% in massello ed è composto da due o tre strati. Con un design semplice e lineare e ridotti tempi di posa, è adatto soprattutto a chi non vuole rinunciare al legno in casa ma neanche perdere troppo tempo per la manutenzione del parquet;
  • Il parquet anticato, così chiamato perché opportunamente lavorato per restituire un effetto “invecchiato”;
  • Il parquet antico: è un tipo di rivestimento in legno molto costoso, perché realizzato con una materia prima d’eccezione e cioè il legname proveniente da vecchie dimore o da baite, ripulito e lavorato per realizzare nuovi listoni;
  • Il parquet laminato, molto economico e costituito da pannelli in fibre di legno sui quali viene applicata della carta stampata che riproduce fedelmente le venature del legno vero;
  • Il parquet industriale: si tratta anche in questo caso di un’opzione per tutte le tasche, in quanto realizzato a partire dagli scarti del legno; se si sceglie un buon prodotto, comunque, l’effetto finale risulta molto interessante.

Rivestire le pareti con il legno

Tra i modi per utilizzare il legno in casa occorre anche includere il rivestimento delle pareti.

Una soluzione molto elegante è rappresentata, per esempio, dalla boiserie, un elemento un tempo esclusivo delle dimore patrizie che oggi è tornato molto di moda anche negli appartamenti moderni.

La boiserie nasce con un duplice scopo: da un lato sfruttare le qualità di isolante termico del legno per mantenere caldi gli ambienti (esigenza quanto mai necessaria in castelli e grandi case nobiliari, quando ancora non esisteva il riscaldamento e nelle stanze penetrava molto freddo durante l’inverno), dall’altro offrire valore aggiunto all’arredamento.

Oggi, le opzioni possibili per creare una boiserie sono davvero tantissime, spaziando dalle soluzioni più minimal, ideali per una casa in cui domina lo stile moderno, a quelle più elaborate e di ispirazione classica.

Il legno in casa come rivestimento non si declina soltanto in decorazioni come la boiserie: anche una o più pareti in legno sono molto diffuse. Un classico esempio è la casa di montagna, dove molto spesso il legno è protagonista, magari accompagnato da un altro straordinario materiale naturale e cioè la pietra.

Nelle vecchie baite, ma anche nei raffinati chalet o persino negli appartamenti ristrutturati, il legno in casa si ritrova nel rivestimento del pavimento, delle pareti e del tetto, contribuendo a creare un’atmosfera calda e accogliente perfetta per un’abitazione sui monti.

In basso, di lato e…in alto

Abbiamo considerato il legno in casa come rivestimento delle superfici, ossia dei pavimenti e delle pareti. Ma rimane ancora da guardare su!

Il legno in casa, infatti, si può trovare anche sul soffitto, soprattutto se si abita all’ultimo piano. In questo caso, è possibile realizzare un tetto completamente in legno, magari impreziosito da travi a vista, che si possono decorare in base ai propri gusti: c’è chi preferisce lasciarle in legno naturale, per un risultato finale semplice ma pur sempre d’effetto e chi invece opta per la sbiancatura, ideale soprattutto in abbinamento a un arredo di ispirazione shabby chic.

Il legno in casa: i mobili

È incredibile in quanti e quali modi si può sfruttare il legno in casa! Oltre che come elemento strutturale e architettonico, il legno è un grande protagonista anche nell’arredamento domestico. Basta guardarci intorno per rendercene immediatamente conto: di legno sono fatti armadi, comodini, comò, mobili TV, librerie, tavoli, sedie, cucine, letti, mobili per il bagno, credenze, piattaie e tanto altro ancora.

Anche per quanto riguarda l’arredo , come nel caso del rivestimento (e, in particolare, del parquet) le opzioni tra cui scegliere sono numerose, diversificandosi per la qualità della materia prima e, di conseguenza, per il costo:

  • I mobili in legno massello sono i più prestigiosi e vengono realizzati partendo dalla lavorazione del tronco dell’albero. Si tratta di mobili molto durevoli e resistenti, il cui prezzo, tuttavia, si attesta su una fascia medio-alta;
  • I mobili in legno lamellare sono esteticamente molto simili a quelli in massello ma realizzati con strati di legno incollati tra loro, in modo da prevenire eventuali deformazioni dovute, per esempio, all’umidità;
  • I mobili in legno tamburato, molto costosi perché realizzati con legname di alta qualità. Assicurano leggerezza, resistenza e durabilità e un effetto estetico molto simile al massello;
  • I mobili in legno impiallacciato, realizzati con un fondo in legno massello al quale vengono aggiunti pannelli laminati o truciolati;
  • I mobili in MDF. Acronimo di Medium Density Fibreboard, il termine si riferisce alla materia prima utilizzata per la realizzazione di questo tipo di mobili, ossia pannelli composti da fibre di legno che derivano dagli scarti di lavorazione. Si tratta di una soluzione economica, ecologica e versatile e scegliendo un buon prodotto si otterrà comunque un risultato molto soddisfacente anche a livello estetico.

Molti mobili, inoltre, indipendentemente dal tipo di materia prima utilizzata, vengono poi laccati o nobilitati, ovvero lavorati in modo da assicurare particolari effetti estetici, con l’obiettivo di venire incontro al meglio a ogni esigenza.

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