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Pitture ecologiche: quali scegliere

Complice il cambiamento climatico, i cui effetti sono ormai sotto gli occhi di tutti, il tema della sostenibilità ambientale negli ultimi anni è tornato fortemente alla ribalta e non solo per quanto riguarda la nostra vita quotidiana, ma anche dal punto di vista della produzione industriale sono stati operati grandi cambiamenti.

Nel settore dell’edilizia, per esempio, si è cominciato a parlare sempre più spesso di pitture ecologiche ossia prodotti che uniscono performance uguali o addirittura superiori alle pitture tradizionali assicurando però un ridotto impatto ambientale.

Scopriamone di più.

Cosa sono le pitture ecologiche?

Le pitture ecologiche, chiamate anche pitture naturali, sono prodotti accuratamente formulati per inquinare di meno. Queste pitture, in particolare, presentano bassi livelli di VOC, i composti organici volatili, quelle sostanze chimiche che ci fanno percepire quel caratteristico odore di vernice quando apriamo un barattolo di pittura o entriamo in una stanza imbiancata di fresco.

I VOC non solo causano un odore sgradevole, ma sono anche dannosi per la salute e per l’ambiente: maneggiando queste sostanze, infatti, ci si espone a livelli di inquinamento elevati e, fatto ancora più grave, la concentrazione dei VOC nell’aria persiste per diverso tempo, anche dopo che è stata completata l’imbiancatura.

È proprio a causa della presenza dei VOC che i produttori di pittura includono solitamente all’interno delle istruzioni per i propri prodotti la raccomandazione di lavorare in aree ben ventilate.

I vantaggi delle pitture ecologiche

Le pitture ecologiche sono formulate a partire da materiali naturali, come possono essere, per esempio, argilla, proteine del latte, minerali. Una pittura molto all’avanguardia è proprio quella al latte, fatta di proteine come la caseina, cui si mescola un po’ di calce. La cosa curiosa è che questi materiali non sono affatto nuovi: le pitture al latte, per esempio, sono state utilizzate per centinaia di anni e oggi le aziende produttrici, i colorifici e tutti gli operatori del settore le stanno riscoprendo e stanno investendo molto nella loro implementazione.

Le pitture ecologiche sono indicate specialmente per uso interno, per due semplici motivi:

  1. Non tutti questi prodotti sono adatti per l’esterno (per tornare all’esempio della pittura al latte, è consigliabile utilizzarla solo in casa, perché non resiste bene all’azione degli agenti atmosferici);
  2. Dal momento che hanno un basso livello di VOC, utilizzarle anche al chiuso è semplice e sicuro.

Come riconoscere le pitture ecologiche? Come per molti altri prodotti, è necessario leggere l’etichetta. Su un barattolo di pittura ecologica, infatti, devono essere riportate le seguenti informazioni:

  • Basso livello o addirittura assenza di VOC
  • Eventuali certificazioni da parte di enti preposti al controllo dei prodotti
  • Elenco degli ingredienti (a questo proposito occorre verificare che non vi siano riportati materiali come petrolio o pigmenti di metalli pesanti).

Pitture ecologiche: il fattore prezzo

Un argomento su cui vale la pena di aprire una parentesi quando si parla di pitture ecologiche riguarda i prezzi. Il costo di questi prodotti, infatti, è mediamente superiore rispetto a quello delle pitture tradizionali (chimiche).

Ciononostante, optare per le pitture ecologiche significa risparmiare sotto altri aspetti, a cominciare dalla salute: prodotti che presentano un ridotto livello di VOC o che non ne contengono affatto non provocano danni, abbattendo i costi per le cure mediche.

Anche in termini di sostenibilità il risparmio dato dall’utilizzo di pitture ecologiche è notevole: meno emissioni chimiche ci sono nell’aria, più l’ambiente sarà salubre e, di conseguenza, ridotta sarà la spesa per ridurre l’inquinamento atmosferico.

Pitture ecologiche per tutta la famiglia

Avete presente quell’odore pungente che si percepisce non appena si entra in una stanza appena imbiancata? Una sensazione che, soprattutto chi ha appena ristrutturato casa, conosce bene. Come abbiamo visto, questo particolare sentore è dato dai VOC e nessuno si sognerebbe mai di coinvolgere bambini nel lavoro, se si opta per il fai da te.

Viceversa, se siete abili imbianchini e avete l’abitudine di pitturare le pareti di casa senza chiedere aiuto a un professionista, utilizzando le pitture ecologiche questa attività può diventare un momento divertente e gioioso da condividere famiglia. Le pitture ecologiche, infatti, sono assolutamente sicure e potete fidarvi anche a mettere in mano un rullo a vostro figlio senza il timore che inali sostanze chimiche nocive per la sua salute.

Performance d’eccezione

Le ragioni per scegliere le pitture ecologiche sono numerose ma finora ci siamo concentrati principalmente sulla naturalità dei loro ingredienti e sull’assenza – o, comunque, sulla ridotta presenza – di sostanze chimiche tossiche. Un aspetto indubbiamente molto importante, a cui si affianca anche un altro fattore chiave, riguardante le performance di questi prodotti.

Le vernici ecologiche sono spesso qualitativamente superiori alle loro controparti chimiche e, di conseguenza, offrono una resa migliore. Utilizzando questi prodotti,  garantirete alle pareti di casa vostra una copertura più omogenea, una migliore capacità di ritenzione del colore, una maggiore scelta di sfumature, un’abrasione minima e un’ottima viscosità.

Pitture ecologiche, i prodotti del futuro

Ogni istante, in tutto il mondo, si producono tonnellate e tonnellate di rifiuti, che in molti casi risulta difficile persino smaltire.

Fortunatamente, negli ultimi anni sono stati compiuti grandi passi avanti per quanto riguarda la promozione e la diffusione della cultura del riciclo e, anche grazie alla raccolta differenziata, molti oggetti che buttiamo via, opportunamente trattati, possono tornare a nuova vita.

Da questo punto di vista, le pitture ecologiche sono migliori delle vernici convenzionali a base chimica, le quali non solo emettono composti chimici tossici quando vengono prodotte, ma continuano a rilasciare residui anche anni dopo il loro utilizzo.

Le pitture naturali, essendo prive di tali sottoprodotti, producono anche meno scarti contribuendo in modo significativo alla riduzione dei rifiuti, che rappresenta uno dei principali obiettivi per la salvaguardia della salute umana e di quella del pianeta.

Le pitture ecologiche sono il futuro, che possiamo già toccare con mano oggi, nel presente, diventando pionieri di un nuovo modo, più sostenibile ma al tempo stesso altamente performante, per donare stile e personalità alle nostre case attraverso il colore.

Il legno in casa

Il legno è uno dei materiali naturali più amati e più utilizzati in edilizia. Merito delle sue numerose proprietà, dall’essere un ottimo isolante all’offrire atmosfera e calore a qualsiasi abitazione, a prescindere dallo stile d’arredo prescelto.

Ecco allora alcune idee su come impiegare il legno in casa alle quali ispirarvi.

Un classico: il parquet

Una delle modalità più diffuse per utilizzare il legno in casa è rivestire il pavimento. Il parquet, infatti, rappresenta ancora oggi un’opzione molto gettonata, perché permette di creare ambienti estremamente eleganti e raffinati. Il parquet può essere di più tipi:

  • Il pavimento in legno tradizionale in massello, con listoni dello spessore dai 10 ai 24 millimetri. È la scelta ideale per chi desidera un’atmosfera sofisticata ma al tempo stesso accogliente, ma bisogna prestare attenzione alla manutenzione, impiegando prodotti specifici per la pulizia ed effettuando periodiche levigature;
  • Il parquet prefinito, che non è al 100% in massello ed è composto da due o tre strati. Con un design semplice e lineare e ridotti tempi di posa, è adatto soprattutto a chi non vuole rinunciare al legno in casa ma neanche perdere troppo tempo per la manutenzione del parquet;
  • Il parquet anticato, così chiamato perché opportunamente lavorato per restituire un effetto “invecchiato”;
  • Il parquet antico: è un tipo di rivestimento in legno molto costoso, perché realizzato con una materia prima d’eccezione e cioè il legname proveniente da vecchie dimore o da baite, ripulito e lavorato per realizzare nuovi listoni;
  • Il parquet laminato, molto economico e costituito da pannelli in fibre di legno sui quali viene applicata della carta stampata che riproduce fedelmente le venature del legno vero;
  • Il parquet industriale: si tratta anche in questo caso di un’opzione per tutte le tasche, in quanto realizzato a partire dagli scarti del legno; se si sceglie un buon prodotto, comunque, l’effetto finale risulta molto interessante.

Rivestire le pareti con il legno

Tra i modi per utilizzare il legno in casa occorre anche includere il rivestimento delle pareti.

Una soluzione molto elegante è rappresentata, per esempio, dalla boiserie, un elemento un tempo esclusivo delle dimore patrizie che oggi è tornato molto di moda anche negli appartamenti moderni.

La boiserie nasce con un duplice scopo: da un lato sfruttare le qualità di isolante termico del legno per mantenere caldi gli ambienti (esigenza quanto mai necessaria in castelli e grandi case nobiliari, quando ancora non esisteva il riscaldamento e nelle stanze penetrava molto freddo durante l’inverno), dall’altro offrire valore aggiunto all’arredamento.

Oggi, le opzioni possibili per creare una boiserie sono davvero tantissime, spaziando dalle soluzioni più minimal, ideali per una casa in cui domina lo stile moderno, a quelle più elaborate e di ispirazione classica.

Il legno in casa come rivestimento non si declina soltanto in decorazioni come la boiserie: anche una o più pareti in legno sono molto diffuse. Un classico esempio è la casa di montagna, dove molto spesso il legno è protagonista, magari accompagnato da un altro straordinario materiale naturale e cioè la pietra.

Nelle vecchie baite, ma anche nei raffinati chalet o persino negli appartamenti ristrutturati, il legno in casa si ritrova nel rivestimento del pavimento, delle pareti e del tetto, contribuendo a creare un’atmosfera calda e accogliente perfetta per un’abitazione sui monti.

In basso, di lato e…in alto

Abbiamo considerato il legno in casa come rivestimento delle superfici, ossia dei pavimenti e delle pareti. Ma rimane ancora da guardare su!

Il legno in casa, infatti, si può trovare anche sul soffitto, soprattutto se si abita all’ultimo piano. In questo caso, è possibile realizzare un tetto completamente in legno, magari impreziosito da travi a vista, che si possono decorare in base ai propri gusti: c’è chi preferisce lasciarle in legno naturale, per un risultato finale semplice ma pur sempre d’effetto e chi invece opta per la sbiancatura, ideale soprattutto in abbinamento a un arredo di ispirazione shabby chic.

Il legno in casa: i mobili

È incredibile in quanti e quali modi si può sfruttare il legno in casa! Oltre che come elemento strutturale e architettonico, il legno è un grande protagonista anche nell’arredamento domestico. Basta guardarci intorno per rendercene immediatamente conto: di legno sono fatti armadi, comodini, comò, mobili TV, librerie, tavoli, sedie, cucine, letti, mobili per il bagno, credenze, piattaie e tanto altro ancora.

Anche per quanto riguarda l’arredo , come nel caso del rivestimento (e, in particolare, del parquet) le opzioni tra cui scegliere sono numerose, diversificandosi per la qualità della materia prima e, di conseguenza, per il costo:

  • I mobili in legno massello sono i più prestigiosi e vengono realizzati partendo dalla lavorazione del tronco dell’albero. Si tratta di mobili molto durevoli e resistenti, il cui prezzo, tuttavia, si attesta su una fascia medio-alta;
  • I mobili in legno lamellare sono esteticamente molto simili a quelli in massello ma realizzati con strati di legno incollati tra loro, in modo da prevenire eventuali deformazioni dovute, per esempio, all’umidità;
  • I mobili in legno tamburato, molto costosi perché realizzati con legname di alta qualità. Assicurano leggerezza, resistenza e durabilità e un effetto estetico molto simile al massello;
  • I mobili in legno impiallacciato, realizzati con un fondo in legno massello al quale vengono aggiunti pannelli laminati o truciolati;
  • I mobili in MDF. Acronimo di Medium Density Fibreboard, il termine si riferisce alla materia prima utilizzata per la realizzazione di questo tipo di mobili, ossia pannelli composti da fibre di legno che derivano dagli scarti di lavorazione. Si tratta di una soluzione economica, ecologica e versatile e scegliendo un buon prodotto si otterrà comunque un risultato molto soddisfacente anche a livello estetico.

Molti mobili, inoltre, indipendentemente dal tipo di materia prima utilizzata, vengono poi laccati o nobilitati, ovvero lavorati in modo da assicurare particolari effetti estetici, con l’obiettivo di venire incontro al meglio a ogni esigenza.

Muri in pietra: pro e contro

I muri in pietra emanano da sempre un fascino particolare, con la loro allure rustica e senza tempo.

Fino almeno alla fine del XIX secolo, la maggior parte delle case era costruita con le pietre, sostituite poi nel corso del ‘900 dal cemento, economico e versatile. Oggi, però, i muri in pietra sono tornati alla ribalta, sia come elemento strutturale tout court che come rivestimento delle pareti.

In questo breve vademecum, considereremo vantaggi e svantaggi dell’utilizzo della pietra naturale per la costruzione e il rivestimento dei muri, illustrando pregi e difetti di questo materiale molto antico ma al tempo stesso estremamente attuale.

Muri in pietra: freschi e isolanti

Uno dei principali vantaggi dei muri in pietra consiste nella capacità di mantenere una temperatura gradevole negli ambienti: d’estate, quando il sole è rovente e l’afa opprime, una casa costruita in pietra rappresenterà un fresco rifugio dalla canicola, mentre d’inverno la pietra proteggerà le stanze dal freddo pungente.

Occorre comunque sottolineare che, per quanto riguarda la capacità isolante, il ruolo della pietra è più efficace per proteggere dal caldo piuttosto che dalle basse temperature; soprattutto se si tratta di case vecchie, se non si effettua un’adeguata ristrutturazione, può esserci il rischio che negli ambienti si crei un po’ di umidità.

Una pietra molto consigliata dai professionisti per mantenere una piacevole temperatura interna è l’andesite, che offre numerosi vantaggi soprattutto per proteggere gli ambienti da un clima di stampo tropicale. Priva di muffe e di funghi, l’andesite è la soluzione ideale per chi non desidera investire in un rivestimento aggiuntivo volto a difendere i muri dalla muffa.

Muri in pietra adatti a ogni contesto

La scelta di costruire – o rivestire – i muri in pietra naturale deve essere ponderata con cura, perché ogni tipo di pietra è adatto a specifici ambienti: per esempio, alcune pietre sono perfette per rivestire le pareti di stanze molto umide, come il bagno, mentre altre – tra cui il basalto – assorbono facilmente l’umidità, accrescendo il rischio che insorgano muffe o muschio.

Per questo è necessario assicurarsi di scegliere la pietra naturale più idonea all’ambiente nel quale intendete applicarla, in modo da coniugare i vostri progetti estetici con la massima vivibilità della casa.

Muri in pietra di grande impatto estetico

I muri in pietra non presentano solo vantaggi in termini di funzionalità: sono anche belli da vedere e in grado di donare a ogni tipo di abitazione una personalità unica.

Per esempio, se ristrutturate una vecchia baita di montagna, i muri in pietra costituiranno un elemento indispensabile per donarle tipicità e carattere, mentre chi desidera creare in casa propria un’atmosfera lussuosa e sofisticata può optare per un rivestimento con pietre come granito, marmo o travertino.

Questo tipo di rivestimenti può andare bene per qualsiasi ambiente, dal soggiorno (anche solo per una parete) al bagno fino addirittura agli esterni.

Muri in pietra facili da realizzare

Le pietre naturali sono solitamente tagliate in lastre, la cui bordatura è più o meno precisa a seconda del tipo di materiale e dell’utilizzo finale. Attualmente, i tagli delle bordature stanno diventando sempre più precisi, il che consente una maggiore facilità nell’installazione e un aspetto complessivo più ordinato.

Non bisogna poi dimenticare che pietre come il marmo o il granito sono disponibili anche in lastre più grandi e, benché siano a conti fatti mediamente più costose, la dimensione maggiore permette di installarle più facilmente.

Muri in pietra: gli svantaggi

Abbiamo elencato i principali vantaggi che offrono i muri in pietra e ora è arrivato il momento di guardare l’altra faccia della medaglia e considerare invece i contro che presenta questa scelta.

Tra gli svantaggi di optare per muri in pietra vanno annoverati sicuramente i costi, soprattutto se si tratta di rivestimenti particolarmente preziosi come può essere, per esempio, il marmo.

Come abbiamo visto, inoltre, non tutte le pietre vanno sempre bene in tutti i contesti e ve ne sono alcune migliori di altre per realizzare o rivestire pareti in determinate condizioni climatiche.

Per esempio, se si vive in una zona molto calda e umida è necessario optare per pietre che non facciano traspirare troppa umidità e magari devono essere trasportate da aree geografiche lontane dal luogo dove poi verranno applicate, operazione che sicuramente comporta costi aggiuntivi.

Un altro svantaggio della pietra naturale è la pesantezza. Occorre infatti tenere presente che la pietra è un materiale solido, con proprietà uniformi, caratteristica che le rende sicuramente più pesanti rispetto ad altri tipi di rivestimento, come per esempio le piastrelle o il legno. A causa del loro peso maggiore, le lastre di pietra devono essere installate prestando speciale cura e attenzione.

Muri in pietra: ne vale la pena?

I muri in pietra sono resistenti, durano a lungo, si adeguano a ogni contesto architettonico e paesaggistico; per contro, sono realizzati con una materia prima più pesante e in media più costosa.

Ma c’è un altro grande vantaggio – a cui del resto abbiamo già accennato – che consente, dopo aver messo sul piatto della bilancia vantaggi e svantaggi dei muri in pietra, di propendere per questa scelta e cioè la loro indubbia bellezza.

L’aspetto rustico della pietra, che traspare persino laddove si opti per materiali molto raffinati come il marmo, è in grado di rendere più a misura d’uomo anche uno spazio urbano, ponendosi come trait d’union tra elementi artificiali e naturali e integrandosi perfettamente a ogni contesto in cui viene collocata.

Ogni pietra, inoltre, è assolutamente unica nel suo genere, con sfumature, texture e venature diverse, peculiarità che rende i muri in pietra uno degli elementi più originali capaci di offrire alla vostra casa, indipendentemente dal contesto paesaggistico entro il quale è ubicata e dallo stile di arredo prescelto, carattere, personalità e uno stile senza tempo.

Idee per il soffitto con le travi a vista

Le travi a vista sono un elemento architettonico che permette di valorizzare diversi ambienti della casa, indipendentemente dallo stile d’arredo prescelto. Ecco allora alcune idee per il soffitto con le travi a vista alle quali ispirarvi per offrire un tocco di rusticità alla vostra casa pur conservandone la sua personalità.

Idee per il soffitto con le travi a vista: quali case sono più adatte?

Siete innamorati delle travi a vista ma pensate che vadano bene solo in campagna? Niente paura: come confermano gli interior designer più esperti, le travi a vista donano originalità e stile a ogni tipo di abitazione, che si tratti di un appartamento in città o di una casa circondata dal verde. Questo elemento architettonico, inoltre, è molto utilizzato anche nelle residenze in riva al mare.

Non esiste, dunque, un tipo di case più adatte di altre per realizzare delle travi a vista ma in qualsiasi abitazione esse rappresentano un valore aggiunto, contribuendo a creare un’atmosfera sofisticata ma allo stesso tempo molto accogliente.

Le travi a vista in cucina

Se siete in cerca di idee per il soffitto con le travi a vista una soluzione che potete valutare consiste nel valorizzare, tramite questo elemento, la vostra cucina.

In particolare, se l’ambiente è di dimensioni abbastanza grandi, le travi a vista aggiungeranno rusticità, rendendo la stanza calda e accogliente, a prescindere che sia arredata con un mobilio che si ispira alle cucine di una volta oppure che si opti per un arredo moderno, arricchito da elementi spesso utilizzati nel design contemporaneo, come vetro e acciaio.

Le travi a vista sono tutte uguali?

Nel momento in cui si cercano idee per il soffitto con le travi a vista è bene tenere presente che non tutte le travi a vista sono uguali.

Sia per quanto riguarda la disposizione sia rispetto al colore, infatti, le travi a vista possono essere personalizzate a seconda delle proprie esigenze d’arredo: si possono avere travi a vista incrociate e disposte a formare dei triangoli oppure semplici linee rette; ci sono travi in legno grezzo, altre verniciate, persino sbiancate.

Insomma, le travi a vista sono un elemento architettonico davvero versatile, che offre un’ampia gamma di soluzioni, adattandosi a ogni contesto.

Idee per il soffitto con le travi a vista in camera da letto

La stanza da letto è uno degli ambienti della casa che più si adegua alla presenza delle travi a vista, anche perché in alcuni casi questo locale si trova proprio nella parte spiovente del sottotetto. 

Contrariamente a quanto possa sembrare, le travi a vista non appesantiscono né “abbassano” l’ambiente – rendendolo così più angusto – ma al contrario restituiscono un’impressione di leggerezza, conferendo anche eleganza e gusto alla stanza.

Anche nel caso delle travi a vista in camera da letto, vale il principio della versatilità, perché questo elemento si sposa perfettamente sia con un arredamento di ispirazione moderna che con un mobilio dal gusto più classico.

Le travi a vista in soggiorno

Tra le idee per il soffitto con le travi a vista non si poteva proprio evitare di includere spunti che riguardano una delle stanze più importanti della casa: il soggiorno. Che si tratti di un locale a parte o di un living che include anche una cucina a vista, abbracciando in un unico, grande spazio ambienti diversi, le travi a vista rappresentano un elemento in grado di impreziosire ogni contesto.

Disposte parallelamente l’una all’altra sul soffitto, le travi a vista creano un piacevole contrasto o, a seconda dei colori del mobilio, offrono una soluzione di continuità con altri oggetti presenti all’interno della stanza, come librerie, divani, tavoli e tavolini, scrivanie e sécretaire.

Se nel vostro soggiorno è presente un camino, poi, le travi a vista saranno perfette per valorizzare quell’angolo del locale, contribuendo a creare un’atmosfera piacevole e accogliente.

Idee per il soffitto con le travi a vista in sala da pranzo

Come abbiamo visto, le travi a vista offrono valore aggiunto alla zona living: soggiorno, cucina, ma anche sala da pranzo, sia questa inclusa in un unico ambiente o, viceversa, si trovi in una stanza a parte.

Immaginate voi e i vostri ospiti riuniti attorno al desco, mentre sul soffitto si stagliano, in tutta la loro bellezza ed eleganza, delle travi a vista: magico, non siete d’accordo?

Corridoi con travi a vista: una soluzione originale e d’effetto

Le travi a vista non valorizzano solo le stanze più importanti della casa, ma anche gli angoli solitamente considerati solo di passaggio, come per esempio ingressi e corridoi.

A proposito di questi ultimi, in particolare, con un pizzico di fantasia e creatività si possono creare soluzioni davvero interessanti. Se il corridoio è abbastanza largo, per esempio, potete sistemarvi una panca da un lato e alcune mensole o, addirittura, una libreria non troppo profonda dall’altro, realizzando così un piacevole angolo di lettura. Completate il tutto con delle travi a vista sul soffitto…et voilà! Con pochi elementi sarete riusciti a impreziosire la vostra casa di una piccola oasi di relax.

Travi a vista legno su legno

Quando si pensa a idee per il soffitto con le travi a vista ci si immagina queste ultime come assi in legno che creano un contrasto con il muro del soffitto oppure, nel caso delle travi incrociate, come una struttura aerea leggera ma al tempo stesso imponente.

Esiste tuttavia una terza soluzione, che finora non abbiamo ancora considerato e cioè le travi che spiccano su un soffitto anch’esso in legno. In questo caso ci sono due opzioni: mantenere le travi che fanno spessore dello stesso colore dei listoni di legno del soffitto oppure verniciarle di un’altra tonalità, creando così un piacevole contrasto cromatico ma al tempo stesso mantenendo coerenza e omogeneità dal punto di vista del materiale.

Corretta manutenzione del gres porcellanato

Il gres porcellanato è un materiale che negli ultimi anni ha conosciuto un crescente successo: merito delle sue numerose qualità, tra cui il fatto di essere facile da mantenere e di garantire un’eccezionale resa estetica.

In questa breve guida vi offriremo alcuni consigli utili per una corretta manutenzione del gres porcellanato, per aiutarvi ad assicurare ai vostri pavimenti brillantezza e durabilità.

Il gres porcellanato: innumerevoli effetti “wow!”

Uno dei motivi per cui il gres porcellanato rappresenta un’opzione sempre più diffusa consiste nell’ampio ventaglio di scelta che offre per quanto riguarda colore, spessore e finiture. Le piastrelle in gres, infatti, sono estremamente versatili, adattandosi a qualsiasi contesto architettonico e di arredo.

Una delle versioni più amate del gres porcellanato è quella effetto legno, che si presenta come un’ottima alternativa al classico parquet. I pavimenti in legno sono indubbiamente belli da vedere, ma richiedono una particolare cura e bisogna prestare molta attenzione sia agli eventuali versamenti (anche rovesciare accidentalmente un bicchiere d’acqua può danneggiare i listoni in legno) sia a graffi e urti.

Al contrario, un pavimento in gres porcellanato è molto più resistente e facile da pulire e riproduce fedelmente l’effetto estetico tipico del legno. Per questo motivo, le piastrelle in gres porcellanato effetto legno sono perfette sia per un appartamento in città che per un’abitazione indipendente, restituendo in entrambi i casi un’atmosfera calda e accogliente.

Prima di scendere nel dettaglio sui consigli per una corretta manutenzione del gres porcellanato, vale la pena di aprire una parentesi anche sugli altri effetti disponibili se si opta per questo materiale; oltre al legno, infatti, si trovano in commercio piastrelle in gres porcellanato effetto pietra, cemento, marmo, cotto, mosaico e molto altro.

Insomma, il gres vi lascia l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda finiture, colori e anche forma e spessore delle piastrelle, adattandosi facilmente alle vostre necessità. Che si tratti di un pavimento oppure di un rivestimento per la parete, optando per il gres porcellanato troverete senz’altro la soluzione perfetta per le vostre esigenze d’arredo.

Pulizia del gres porcellanato dopo la posa

Ristrutturare casa è un passo importante, che comporta innumerevoli vantaggi ma che al tempo stesso può un poco mettere in allarme: gli ambienti che fino a poco tempo prima vi erano familiari, dove trascorrevate gran parte del vostro tempo, in quattro e quattr’otto vengono trasformati in un caotico cantiere.

Naturalmente, il risultato finale è quello che conta, ma durante i lavori si accumula non solo un gran disordine ma anche tanto sporco. Entriamo dunque nello specifico e scopriamo come assicurare una corretta manutenzione del gres porcellanato dopo la posa.

Il nostro consiglio è di rivolgersi direttamente al fornitore da cui avete acquistato le piastrelle per capire qual è il prodotto migliore da utilizzare dopo la posa. A fine lavori, infatti, possono rimanere sulle superfici residui di colle, stucco e cemento che, se non vengono rimossi efficacemente, possono causare danni anche irreparabili, tra cui macchie e aloni indelebili, specie se si tratta di gres porcellanato lucido.

Nel dettaglio, se si tratta di rimuovere residui di stucco e cemento, probabilmente vi verrà suggerito di ricorrere a un detergente a base acida, da diluire con acqua, distribuendolo sulla superficie da trattare tramite apposite spazzole abrasive.

Molto importante per una corretta manutenzione del gres porcellanato dopo la posa è anche il risciacquo con acqua pulita: le colle, in particolare, si depositano formando un velo sottile ma molto insidioso, dal momento che assorbe facilmente polvere e sporco, i quali a propria volta si depositano all’interno dei pori della piastrella, rovinandone alla lunga l’estetica.

Per una corretta manutenzione del gres porcellanato dopo la posa è anche necessario prestare attenzione al meteo, evitando di intraprendere i lavori di pulizia se per esempio il caldo è eccessivo e le piastrelle sono esposte ai raggi del sole. In questi casi, infatti, l’azione degli agenti chimici dei detergenti viene alterata, risultando più aggressiva.

Corretta manutenzione del gres porcellanato nel quotidiano: l’opzione vapore

Una volta che la superficie in gres è stata correttamente pulita dopo la posa è necessario occuparsi della pulizia quotidiana, quella prettamente manutentiva.

A questo proposito, un’opzione molto valida consiste nell’utilizzare una macchina a vapore: in commercio se ne trovano di diverse tipologie e di differenti fasce di prezzo.

Certamente, l’acquisto di una macchina a vapore professionale rappresenta un investimento economico importante; d’altra parte, i vantaggi che assicura questa scelta sono numerosi, dal momento che il vapore consente di pulire e igienizzare le superfici al medesimo tempo, non lascia residui di sporco all’interno dei pori delle piastrelle, salvaguarda il colore e consente di evitare la formazione di aloni.

I detergenti per la pulizia quotidiana del gres porcellanato

In commercio esistono innumerevoli prodotti per la pulizia quotidiana del gres porcellanato. In ogni caso, per macchie specifiche si può ricorrere a detergenti con formule diverse. Per esempio:

  • Per macchie di bevande come caffè o succo di frutta si raccomandano prodotti a base alcalina;
  • Per macchie di vino sono più efficaci detergenti ossidanti;
  • Per residui di ruggine o di calcare è consigliabile utilizzare prodotti a base acida;
  • Per macchie di inchiostro si dimostrano molto utili i detergenti a base solvente.

Per la pulizia delle fughe si possono utilizzare apposite pennette oppure prodotti spray, mentre se avete piastrelle in gres abbellite con decori è opportuno impiegare un detergente neutro. Come comportarsi, poi, di fronte ai segni scuri lasciati dalle scarpe in gomma? Anche in questo caso per una corretta manutenzione del gres porcellanato non c’è niente di particolare da fare, solo utilizzare una normale spugnetta dal lato abrasivo, senza timore di rovinare la superficie.

Come utilizzare il cartongesso per decorare casa

Si trova ovunque: in casa, in ufficio, in un negozio. Il cartongesso fa da molto tempo parte della nostra vita quotidiana, eppure in pochi sanno effettivamente come è fatto, quanto è utile e come può essere utilizzato nell’arredamento domestico.

Prima di scendere nel dettaglio e scoprire come utilizzare il cartongesso per decorare casa, è necessario aprire una parentesi su cos’è questo materiale e a cosa serve.

Il cartongesso è un materiale da costruzione, impiegato soprattutto per la creazione di pareti e soffitti; nel corso del tempo, i professionisti del settore edilizio ne hanno sperimentato molti altri usi – che vedremo più avanti – come per esempio per la realizzazione di librerie, elementi architettonici e oggetti di design.

Perché il cartongesso è così popolare? La risposta è facile da indovinare: questo materiale, infatti, si installa in modo semplice e veloce, è resistente e, in caso di danneggiamento, può essere riparato senza troppi problemi.

Come accennavamo, il cartongesso si trova quasi ovunque, tanto in contesti residenziali quanto industriali e commerciali: qui, può essere utile per nascondere pilastri o travi d’acciaio, mentre nelle case viene comunemente utilizzato per creare controsoffitti o coprire la struttura dei caminetti (il cartongesso presenta anche un’eccellente resistenza al calore).

La storia del cartongesso

Curiosi di sapere come utilizzare il cartongesso per decorare casa? Ci arriveremo. Prima, però, vogliamo raccontarvi la storia di questo materiale, tanto versatile e diffuso, quanto, per alcuni aspetti, sconosciuto.

Era il 1916 quando la National Gypsum Company, un’impresa edile statunitense, creò il cartongesso, originariamente chiamato Sackett Board, da Sackett, una ditta sussidiaria della Gypsum incentrata sulla produzione di gesso. Inizialmente, il materiale era impiegato sotto forma di piastrelle ignifughe, ma nel giro di pochi anni cambiò forma e venne venduto in lastre di gesso e carta multistrato.

Ci vollero appena una decina d’anni per realizzare il cartongesso così come lo utilizziamo oggi, ossia lastre composte da gesso e carta pesante. Cosa interessante, mentre furono necessari pochi anni perché il cartongesso si evolvesse nel materiale che conosciamo ancora oggi, ne sono occorsi 25 per introdurlo definitivamente nel settore edilizio ed essere impiegato in modo diffuso e sostanziale.

Fu solo con il coinvolgimento degli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale, infatti, che i costruttori capirono i vantaggi di un uso capillare del cartongesso: mentre la maggior parte della forza lavoro del Paese era concentrata sulla produzione bellica e tanti uomini erano impegnati sul fronte, l’utilizzo di materiali di costruzione veloci ed economici diventò un’assoluta necessità. Grazie al cartongesso, si poteva completare la costruzione di case e fabbriche in tempi record e con molta meno manodopera.

L’impiego del cartongesso, inoltre, veniva considerato “patriottico”, perché permetteva ai cittadini di dedicare più tempo e denaro per l’obiettivo bellico.

Con la fine della guerra, nel 1945, il cartongesso ha conosciuto un vero e proprio boom, diffondendosi in tutto il mondo; in Italia, la produzione e l’utilizzo del cartongesso sono stati implementati in particolare a partire dagli anni ’50 e ’60 del secolo scorso.

Come è fatto il cartongesso

Il cartongesso vanta molte proprietà che hanno contribuito al suo successo e alla sua diffusione capillare: è ignifugo, idrorepellente, facile da installare, economico, tanto per citare alcuni dei tanti vantaggi che questo materiale è in grado di assicurare. Ma come è fatto il cartongesso? E quanto deve essere spesso?

Per quanto riguarda lo spessore, è variabile in base al tipo di applicazione: una parete in cartongesso, per esempio, può essere spessa circa 8-10 mm, ma nei centri per il bricolage si trova cartongesso anche di 12,5-13 mm di spessore.

Rispetto, invece, alla sua composizione, si tratta, come abbiamo già accennato di lastre realizzate con un corpo centrale in gesso e poi inserite tra due fogli di cartone precedentemente trattati per garantire la massima resistenza e fungere da “armatura” esterna.

Come la parte in cartone, anche quella in gesso può essere trattata con additivi, in modo da garantire la resistenza al fuoco, all’acqua e all’umidità oppure agli urti.

Idee per decorare casa con il cartongesso

Versatile, economico e ricco di proprietà, il cartongesso è sempre più impiegato anche per l’interior design, assicurando un notevole effetto estetico. Ecco allora alcune idee su come utilizzare il cartongesso per decorare casa:

  • Controsoffitti: si tratta di una delle soluzioni più semplici e, al tempo stesso, più di impatto. I controsoffitti in cartongesso, infatti, consentono di modellare e dare movimento agli ambienti e, in più, offrono la possibilità di realizzare particolari effetti con l’illuminazione, per esempio installando faretti a LED, che permettono di valorizzare alcuni particolari dell’arredamento;
  • Pareti: un classico. Le pareti in cartongesso sono una delle soluzioni più diffuse per personalizzare la casa secondo il proprio gusto e le proprie esigenze. Uno dei contesti di applicazione ideali per le pareti in cartongesso sono gli open space, dove grazie a questo materiale si possono creare diversi micro-ambienti (una tranquilla area relax, per esempio, oppure un divisorio per la cucina), lasciando comunque gli spazi aperti e comunicanti;
  • Nicchie, mensole, testiere in camera da letto. Si tratta di espedienti molto utili per dare brio all’arredamento della zona notte senza fare grosse modifiche strutturali. In questo caso, il cartongesso permette di arricchire la decorazione delle stanze da letto e, nel contempo, creare spazi per riporre libri, soprammobili, fotografie e altri oggetti;
  • Librerie. Un’altra modalità di utilizzo del cartongesso per la decorazione della propria casa consiste nella realizzazione di librerie, da posizionare in soggiorno o in ingresso. Si tratta di una soluzione molto versatile, che conferisce leggerezza all’ambiente e consente un notevole risparmio rispetto all’acquisto di un mobile tradizionale;

Come ristrutturare casa in modo ecosostenibile

I cambiamenti climatici hanno trasformato molte aree del pianeta e i loro effetti si ripercuotono sulla nostra quotidianità: sempre più spesso abbiamo a che fare con estati troppo calde o siccitose, inverni miti o periodi alluvionali.

L’impatto dell’uomo sull’ambiente è molto forte e le attività antropiche sono ritenute dagli scienziati di tutto il mondo le principali responsabili del global warming.

Negli ultimi anni, tuttavia, il tema della sostenibilità ambientale è tornato alla ribalta e sono sempre di più le persone che scelgono di sposare uno stile di vita eco-friendly. Parallelamente, in tutti i campi dell’industria la tendenza è quella di virare con decisione verso una direzione più green, con interventi concreti che possano effettivamente avere un impatto ambientale minore.

Oggi, anche chi decide di ristrutturare casa può farlo in maniera ecosostenibile. Ecco alcuni consigli utili.

Viva il riciclo

Ogni giorno, produciamo tonnellate e tonnellate di rifiuti. Con la maggiore diffusione della raccolta differenziata, fortunatamente, una gran parte viene recuperata e restituita a nuova vita. Anche quando si ristruttura casa, è possibile puntare su materiali di riciclo.

Un esempio classico è il legno, che, opportunamente trattato e lavorato, può ritornare a essere un importante elemento sia dal punto di vista strutturale, per la realizzazione di travi o pannelli, che dell’arredamento: con il legno riciclato, infatti, possono essere realizzati mobili e complementi d’arredo che nulla hanno da invidiare a quelli costruiti con materiali nuovi di zecca.

Ri-costruire anziché demolire

Un altro consiglio utile per chi vuole scoprire come ristrutturare casa in modo eco-sostenibile consiste nel fare una dettagliata analisi di ciò che si può modificare, riparare o trasformare anziché buttare via.

Prima di avviare i lavori di ristrutturazione, dunque, è buona norma effettuare un check di cosa può essere recuperato: piastrelle, rivestimenti, lampadari o appliques ancora in buono stato, cornici e modanature. Si tratta di un accorgimento molto importante non solo per sprecare di meno – e, di conseguenza, essere più ecologici – ma anche per risparmiare denaro. In fondo, se tanti oggetti e materiali si possono ancora riutilizzare, perché buttarli via solo in vista di una ristrutturazione?

La generosità è green

Come ristrutturare casa in modo ecosostenibile e, nel contempo, offrire un aiuto concreto a chi ne ha più bisogno? Un’ottima idea per farlo consiste, per esempio, nella scelta di donare ciò che altrimenti verrebbe gettato via. In tutta Italia esistono moltissime realtà che si occupano delle persone più fragili e svantaggiate come la caritas e alle quali ci si può rivolgere per regalare mobili e suppellettili che non si utilizzeranno più una volta che la casa avrà cambiato look.

Scegliere gli elettrodomestici giusti

Negli ultimi anni si sente sempre più spesso parlare di efficienza energetica, indicando con questa espressione tutto ciò che permette di avere un ridotto impatto ambientale attraverso una diminuzione dei consumi. Una delle modalità più diffuse per essere efficienti dal punto di vista energetico, soprattutto nel momento in cui si sceglie di ristrutturare casa, consiste nell’optare per elettrodomestici di classe A+++, che nella scala dei consumi energetici condivisa da tutti i Paesi UE rappresenta quella più virtuosa.

Le classi energetiche, infatti, esprimono i consumi annuali in kW e ordinano i prodotti secondo una gerarchia che va dalla lettera A+++ (che indica, appunto, apparecchi con consumi minimi) alla lettera G, che denota invece i dispositivi più dispendiosi in termini di consumi energetici.

La suddivisione viene fatta anche per colori, passando dal verde scuro per i prodotti con la massima efficienza al rosso per quelli con un consumo più elevato. Se si vuole ristrutturare casa in modo ecosostenibile, quindi, occorre prestare attenzione all’etichetta energetica che, in base alle disposizioni di legge in materia, deve essere apposta sugli elettrodomestici in modo ben visibile, scegliendo gli apparecchi che presentano una classe energetica elevata, come appunto la A+++.

Vernici ecologiche, una  realtà tutta da scoprire

Quando si intraprendono dei lavori di ristrutturazione una delle voci più importanti consiste nei colori: basta dare una rapida occhiata alle diverse stanze della propria casa per rendersi immediatamente conto di quanti elementi siano verniciati: pareti, mobili, serramenti, caloriferi e tanto altro ancora. Occorre tuttavia ricordare che la vernice è pur sempre un composto chimico e, in quanto tale, un prodotto poco ecologico.

Oggi, però, stiamo assistendo a una vera e propria rivoluzione in quest’ambito, perché sono sempre più numerose le aziende produttrici di vernici che scelgono di implementare la ricerca e lo sviluppo di soluzioni eco-friendly. Ecco allora che, tanto per la laccatura dei mobili quanto per l’imbiancatura delle pareti, è facile trovare sul mercato prodotti con un ridotto impatto ambientale, che presentano una bassa percentuale di VOC (composti organici volanti) e di formaldeide. Le vernici ecologiche possono essere realizzate con materie prime di origine rinnovabile e, oltre a rappresentare un’opzione green per la propria casa, sono anche sicure dal punto di vista della salute.

Isolare per non consumare

Come ristrutturare casa in modo ecosostenibile? Tra le tante opzioni che abbiamo elencato non possiamo dimenticare anche un aspetto fondamentale, ossia quello dell’isolamento termico: è bene ricordare, infatti, che più una casa è protetta da spifferi, freddo e umidità, minori saranno i consumi e, di conseguenza, ridotto sarà l’impatto ambientale.

Per assicurare alla propria abitazione un ottimo isolamento termico esistono numerose possibilità, dall’applicazione di un cappotto alla scelta di infissi e serramenti di qualità, resistenti all’azione degli agenti atmosferici e in grado di proteggere adeguatamente gli ambienti domestici da caldo e freddo.

Le potenzialità della luce solare

Per ristrutturare casa in chiave green un’interessante soluzione consiste nell’installare pannelli solari, che garantiscono ottime performance e allo stesso tempo possono avere un impatto determinante sui consumi (e, dunque, anche sulle bollette dell’energia).

Bonus facciate: cosa prevede il superbonus in merito?

Bonus facciate: cosa prevede il superbonus in merito?

Stai pensando di ristrutturare la facciata della tua abitazione? Questo è il momento giusto per farlo grazie al Bonus facciate.

L’agevolazione consiste in una detrazione d’imposta del 90%, introdotta con la legge di bilancio 2020, per interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti.

La detrazione va ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo. Non sono previsti limiti massimi di spesa, né un limite massimo di detrazione.

Gli interventi agevolabili sono relativi esclusivamente alla facciata esterna dell’edificio, le cosiddette strutture opache. Gli interni o le aree non visibili dall’esterno non sono comprese nel Bonus.

Chi può usufruire del superbonus facciate 90%?

Questa agevolazione può essere riconosciuta a tutti coloro che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile sul quale sono stati eseguiti gli interventi. Possono richiedere il bonus facciate i proprietari, possidenti di nude proprietà, titolari di usufrutto, affittuari con contratto di locazione o comodato (con consenso del proprietario dell’immobile) e anche conviventi.

Quali interventi sono agevolabili?

Come già anticipato in questo articolo, sono agevolabili tutti i lavori che riguardano gli esterni delle abitazioni. Nello specifico:

intonacatura e tinteggiatura della facciata;

pulitura della facciata;

pulitura, tinteggiatura e manutenzione di balconi, ornamenti e fregi;

rifacimento ringhiere;

interventi di riparazione dell’intonaco esterno che copro più del 10% della facciata;

rifacimento grondaie.

Quali devono essere le caratteristiche dell’immobile per ottenere l’agevolazione?

Per beneficiare del bonus facciate gli immobili devono appartenere a due zone specifiche, contraddistinte sulla Gazzetta ufficiale con le lettere A e B (vedi https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1968/04/16/1288Q004/sg), da cui risultano escluse le aree C, D, E ed F. Cito direttamente la Gazzetta ufficiale:

– Zona A: ricomprende le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, incluse le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi;

– Zona B: include le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A. In particolare, si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore a 1,5 mc/mq.

Documentazione da produrre

Dal punto di vista burocratico, la documentazione da produrre per l’ottenimento del bonus deve contenere:

fattura dei lavori

copia dei bonifici inoltrati alla ditta edile

abilitazioni amministrative richieste dal Comune in cui si trova l’immobile oppure dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con l’indicazione specifica della data di inizio dei lavori.

Se si tratta di interventi di efficientamento energetico dovrebbe essere prodotta anche la certificazione ENEA a cui fa riferimento anche il superbonus 110% per gli interventi di risparmio energetico e utilizzo di fonti di energia rinnovabili. Nel caso i lavori effettuati per la facciata abbiano come obiettivo il miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio dovrebbe essere prodotto, da un tecnico qualificato, anche l’APE (attestato di prestazione energetica) per dimostrare i miglioramenti dalla situazione di partenza.

Superbonus 110% per efficientamento energetico

Ti segnalo anche il superbonus 110% per il miglioramento della classe energetica dell’edificio. Simultaneamente al bonus facciate è attivo, nel periodo che va dal 1 Luglio 2020 al 31 Dicembre 2021, un superbonus del 110% con detrazione a 5 anni. Nel caso in cui dagli interventi di riqualificazione di un edificio sia previsto uno spostamento di almeno 2 classi energetiche, si può richiedere questa agevolazione.

Cessione del credito

Per il bonus facciate, a seguito dell’approvazione del Decreto Rilancio 2020, è stata introdotta la possibilità di beneficiare dello sconto in fattura fino ad un importo pari all’investimento totale. Lo sconto verrà anticipato dal fornitore che a sua volta lo trasformerà in credito di imposta che potrà cedere autonomamente ad enti finanziari o altri soggetti terzi.

Ti ricordo che le spese assimilabili al superbonus devono avvenire nel periodo che va dal 1 Luglio 2020 al 31 Dicembre 2021. 

Vorresti ristrutturare la facciata di un’immobile a Milano? Chiamaci per ulteriori informazioni al 328 2883309 oppure scrivici utilizzando il form di contatto, specificando nel messaggio la tua esigenza. Ti offriamo una consulenza gratuita.

Se vuoi saperne di più ti consiglio di consultare il sito dell’Agenzia dell’entrate e di scaricare la guida in pdf.

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