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Come combattere l’inquinamento indoor con nuove soluzioni hi-tech

Come combattere l’inquinamento indoor con nuove soluzioni hi-tech

Aerare gli ambienti aiuta a migliorarne il microclima ma, sovente, si agisce in modo efficace.

Con le nuove soluzioni hi-tech si riesce a combattere l’inquinamento indoor.

E’ stato stimato che si trascorre il 90% del tempo in ambienti chiusi e che l’aria che si respira può essere fino a cinque volte più inquinata rispetto a quella degli spazi all’aperto. Queste informazioni, decisamente allarmanti, sono state raccolte negli anni in numerose inchieste sull’inquinamento indoor e sulla necessità di combatterlo. (la più completa è la “The National Human Activity Pattern Survey).

E’ chiaro quindi che ventilare gli spazi residenziali aiuta ad abbattere i livelli di inquinamento per respirare aria più pulita. Ma, nella frenesia delle attività quotidiane, può capitare di fare arieggiare in modo insufficiente o di dimenticarsene. Oppure di non riflettere abbastanza sull’importanza di tale azione.

Rinnovare l’aria è un’operazione smart

Negli ultimi anni sono stati messi a punto sistemi ed apparecchi smart in grado di garantire autonomamente il giusto ricambio d’aria agli ambienti, senza che ci si debba preoccupare di farlo.

Grazie all’evoluzione dei sistemi IoT (Internet of Things) sviluppati per rendere la casa intelligente ed autonoma o gestibile da remoto, anche la purificazione dell’aria può essere tolta dagli impegni quotidiani. Come? Con i sistemi di ventilazione meccanica controllata, per esempio, che affiancati a sensori di analisi ed a purificatori d’aria, si attivano autonomamente per rinnovare l’aria, senza dover aprire le finestre. Ma ci sono anche i meccanismi IoT installati nei serramenti, che possono “analizzare” la qualità dell’aria e segnalare all’utente la necessità di aprire le finestre o farlo autonomamente .

Infine, la soluzione più semplice perché a portata di mano, è costituita dai purificatori d’aria stand alone.

Che cosa inquina gli ambienti?

Le fonti sono diverse e la concentrazione di inquinanti può variare nel tempo, in base a natura della sorgente, efficacia della ventilazione, abitudini ed attività svolte dagli occupanti.

La composizione dell’aria indoor è spesso caratterizzata da una miscela molto variabile di composti rispetto a quella dell’aria esterna. Talvolta, infatti, all’interno di un ambiente si registra una concentrazione di inquinanti superiore a quella presente, nello stesso momento all’esterno. Oppure può capitare, più facilmente, che all’interno si riscontrino sostanze inquinanti che non rilevabili all’esterno.

Anche se a basse concentrazioni, la presenza di contaminanti negli ambienti confinati può avere un impatto significativo sulla salute e sul benessere delle persone, a causa di esposizioni di lunga durata. Il rischio, più che alla sola concentrazione di inquinanti, è legato all’esposizione ovvero alla concentrazione integrata nel tempo.

Ricordando che il tempo di permanenza medio in un ambiente confinato raggiunge l’80-90% del tempo giornaliero disponibile, si comprende bene come questo costituisca un aspetto chiave nella valutazione degli effetti dell’inquinamento indoor.

Tra le fonti inquinanti più comuni troviamo il fumo di sigaretta, i prodotti conseguenti alle combustioni, alcuni detergenti e solventi per la pulizia e la manutenzione della casa, gli antiparassitari, determinati adesivi, l’utilizzo di stampanti, plotter e fotocopiatrici ed alcuni prodotti per l’hobbistica quali colle e vernici.

Anche le emissioni delle colle impiegate per la posa della moquette e di altri rivestimenti e per la realizzazione di mobili (in particolare di quelli composti da legno truciolare, compensato o pannelli di fibre di legno di media densità, se non in classe E1 o trattati con antiparassitari), possono contribuire alla miscela di inquinanti indoor. Infine, il malfunzionamento del sistema di ventilazione o un’errata collocazione delle prese d’aria (per esempio se poste in prossimità di aree ad elevato inquinamento, come le vie ad alto traffico, i parcheggi sotterranei o le autofficine) possono determinare un importante immissione di inquinanti dall’esterno.

Se non soggetti a manutenzione, i sistemi di condizionamento dell’aria possono diventare terreno di coltura e di diffusione per muffe e per altri contaminanti biologici.

VMC, sistema canalizzato centralizzato presente nelle nuove costruzioni

Si tratta di un sistema che si declina in versione individuale per le singole abitazioni. Il funzionamento è elettrico.

L’impianto è composto da un apparecchio (che varia secondo potenza e processo di funzionamento) ed un sistema di condotti.

Questi impianti sono composti da sistemi (con apparecchi specifici) che permettono all’aria proveniente dall’esterno di entrare nelle abitazioni senza aprire le finestre, per il ricambio del microclima; spesso, controllano specifici parametri di qualità, tra cui l’umidità e la presenza di CO2.

E’ in crescita, anche per questi impianti, la proposta di versioni in grado di interagire con la rete Internet e di trasferire dati ed informazioni che, acquisiti dal sistema, possono essere interpretati per fornire il massimo comfort abitativo. Come? Regolando la ventilazione al momento del bisogno o con tempistica prestabilita. Tutto ciò può avvenire anche con il controllo da remoto, sempre grazie alla rete: da smartphone, tablet o pc è possibile coordinare la ventilazione meccanica e controllare la qualità dell’aria dentro casa.

Serramenti con aperture hi-tech

Ci sono serramenti equipaggiati con sensori e con dispositivi motorizzati che segnalano la necessità di un ricambio d’aria e che possono aprirsi automaticamente.

Aprire la finestra è il modo più semplice per arieggiare e disperdere le sostanze inquinanti. Per avere sempre sotto controllo la qualità dell’aria indoor, anche se si è fuori casa, sono stati messi a punto infissi di nuova generazione che, in modi e con sistemi diversi, rinnovando il microclima degli ambienti domestici.

Alcuni sono equipaggiati con sistemi IoT evoluti in grado di monitorare costantemente la qualità dell’aria e di azionare l’apertura della finestra, se necessario; altri, invece, sono progettati per fare affluire l’aria anche se le ante sono chiuse.

Apertura e chiusura automatiche del serramento avvengono in totale sicurezza e per il tempo strettamente necessario.

Migliorare l’aria degli ambienti con apparecchi intelligenti

Si tratta di una soluzione più semplice ed a portata di mano per migliorare l’aria degli ambienti.

Le versioni più sofisticate, quelle IoT, permettono di intervenire al momento giusto.

Riescono ad intercettare particelle inquinanti fino a 0,3 micron e garantiscono ottimi livelli di purificazione dell’aria, salendo sul podio dei più importanti alleati nella lotta contro l’inquinamento indoor.

Ma non solo: i purificatori d’aria di nuova generazione sono anche intelligenti. Quando equipaggiati con sistemi IoT, sono in grado di monitorare la qualità dell’aria e mandare le informazioni direttamente allo smartphone dell’utente per poi rispondere ai comandi di “risposta”: se i livelli di umidità, allergeni, CO2 o altri elementi inquinanti sono troppo alti, basterà selezionare il comando dedicato e le operazioni di purificazione avranno inizio. Anche quando l’utente sarà lontano da casa.

Fibra ottica in condominio: una risorsa destinata a tutti

Fibra ottica in condominio: una risorsa destinata a tutti

E’ obbligatoria nelle nuove costruzioni e quando c’è una ristrutturazione profonda

La fibra ottica in condominio è una dotazione obbligatoria per tutti i nuovi edifici. Il decreto Sblocca Italia 133/2014, infatti, ha introdotto l’articolo 135 bis nel Testo unico sull’edilizia che ha disposto come gli edifici di nuova costruzione, “per i quali le domande di autorizzazione edilizia sono presentate dopo il 1 Luglio 2015, devono essere equipaggiati con un’infrastruttura fisica multi servizio passiva, interna all’edificio, costituita da adeguati spazi installativi e da impianti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica, fino ai punti terminali di rete”.

Ed ancora: “tutti gli edifici di nuova costruzione, per i quali le domande di autorizzazione edilizia sono presentate dopo il 1 Luglio 2015, devono essere equipaggiati di un punto di accesso.

Lo stesso obbligo si applica, a decorrere dal 1 Luglio 2015, in caso di opere di ristrutturazione profonda che richiedano il rilascio di un permesso di costruire”.

Il decreto 33/2016, conosciuto anche come “banda larga” o “fibra ottica”, a sua volta ha introdotto norme che puntano a favorire l’installazione di reti Internet ad alta velocità, semplificando la procedura di scavo e posa della fibra ottica, nonché incentivando l’utilizzo condiviso delle infrastrutture esistenti.

Connessione ad alta velocità

La volontà dell’Unione Europea in tema di connessione Internet ad alta velocità è chiara da tempo: favorire la diffusione di reti performanti e consentire al maggior numero possibile di cittadini residenti negli stati membri di connettersi ed accedere alle informazioni del web.

In particolare, entro il 2020 l’Unione Europea intende assicurare la banda larga veloce (pari o superiore a 30 Megabyte per secondo) a tutti i cittadini e la banda larga ultraveloce (più di 100 Mbps) ed almeno il 50% degli utenti “domestici” europei.

Per raggiungere questi obiettivi, il decreto legge 135/2018 ha introdotto alcune disposizioni che semplificano le procedure di rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione delle opere civili necessarie alla posa dei cavi delle reti ultraveloci.

Così, per esempio, purchè si utilizzino tecnologie a basso impatto, è possibile fare a meno della procedura di verifica preventiva dell’impatto archeologico.

Inoltre, negli edifici privati (ad accessione degli stabili tutelati come beni culturali), i lavori di posa dei cavi Internet sono equiparati ai lavori di manutenzione straordinaria urgente previsti dall’articolo 1135 del Codice civile. Di conseguenza, l’amministratore di condominio può disporre gli interventi necessari alla realizzazione di infrastrutture interne ed esterne all’edificio, finalizzate a portare la rete fino alle abitazioni degli abbonati (anche ad un unico condomino), senza il parere dell’assemblea.

Non ci si può opporre

In sostanza, la legge obbliga il condominio, in quanto gestore dell’infrastruttura fisica, a consentire agli operatori di rete (chi vende la connessione Internet) di accedere allo stabile. A meno che non si verifichino le seguenti condizioni:

  • L’infrastruttura fisica non è idonea ad ospitare elementi di reti ad alta velocità
  • Assenza di spazio
  • Possibile rischio per l’incolumità, la sicurezza e la sanità pubblica, nonché rischio per l’integrità e la sicurezza delle reti e delle infrastrutture critiche nazionali o, ancora, rischio di grave interferenza dei servizi di comunicazione erogati mediante la stessa infrastruttura fisica.
  • Possibilità di installare, a condizioni più favorevoli, mezzi alternativi di accesso all’infrastruttura fisica, adatti all’alta velocità

Accesso alle proprietà private

Il dlgs 22/2016, all’articolo 8, prevede che “in assenza di un’infrastruttura interna all’edificio predisposta per l’alta velocità, gli operatori di rete hanno il diritto di far terminare la propria rete nella sede dell’abbonato, a condizione di aver ottenuto l’accordo dell’abbonato e purchè provvedano a ridurre al minimo l’impatto sulla proprietà privata di terzi”.

Di conseguenza, il singolo utente condominiale che ha intenzione di installare la fibra ottica all’interno del proprio appartamento può iniziare l’iter senza il necessario permesso dell’assemblea o dell’amministratore, che è sempre preferibile informare in quanto i lavori potrebbero arrecare disagi agli altri residenti.

Il vero problema, però, si pone quando per arrivare all’appartamento del condomino i cavi della fibra ottica devono obbligatoriamente transitare da proprietà altrui.

Sul punto valgono le disposizione degli articoli 90, 91 e 92 del Codice delle comunicazioni elettroniche (dlgs 259/2003), secondo cui gli impianti di rete di comunicazione elettronica ad uso pubblico hanno carattere di pubblica utilità.

In particolare, l’articolo 90 prevede che “gli impianti di rete elettronica e le opere accessorie, di uso esclusivamente privato, possono essere dichiarati di pubblica utilità con decreto del Ministro dello sviluppo economico, ove concorrano motivi di pubblico interesse”.

Il successivo articolo 91, oltre a disporre che i fili o cavi senza appoggio possono passare, anche senza il consenso del proprietario, sia al di sopra delle proprietà pubbliche o private, sia dinanzi a quei lati di edifici ove non vi siano finestre od altre aperture praticabili a prospetto”, aggiunge che “il proprietario o il condominio, non può opporsi all’appoggio nell’immobile di sua proprietà di antenne, di sostegni nonché al passaggio di condutture, fili o qualsiasi altro impianto occorrente per soddisfare le richieste di utenza degli inquilini o dei condomini”, a condizione che fili e cavi siano collocati in modo tale da non impedire “il libero uso della cose secondo la sua destinazione”.

Internet of things: quando la “rete” semplifica la vita in casa

Internet of things: quando la “rete” semplifica la vita in casa

Sembrava avveniristico solo qualche anno fa ed oggi, invece, fa parte del nostro quotidiano. E’ “l’intelligenza” degli apparecchi elettronici ed elettrici domestici che, grazie alla connessione ad Internet, diventano smart, cioè in grado di funzionare “autonomamente” (secondo le impostazioni date dall’utente) e di essere gestiti dallo smartphone o da un altro device.

L’ambito d’azione è davvero ampio: dai dispositivi per la sicurezza antieffrazione agli elettrodomestici, dalla climatizzazione all’illuminazione. L’IoT è tutto questo: un sistema di comunicazione utente-apparecchi-casa finalizzato ad offrire il massimo comfort ed una migliore gestione delle risorse energetiche. Proprio per questo il suo successo è in continua crescita.

L’intelligenza artificiale è particolarmente utile quando aiuta a semplificare un mondo complesso. E quale banco di prova migliore, se non la casa, con le sue mille sfaccettature e le infinite incombenze?

Rispetto a poco tempo fa, quando l’innovazione tecnologia domestica si traduceva esclusivamente in impianti domotici, che potevano apparire complessi, oggi la digitalizzazione si è, almeno in parte, semplificata: ogni elemento tecnologico può essere aggiornato e gestito tramite app dall’utente sia per facilitarne il controllo da remoto, sia per utilizzarlo come sentinella domestica e ricevere informazioni in tempo reale su eventuali malfunzionamenti e poter correre ai ripari, prima che sia troppo tardi. Senza escludere la possibilità d’inserimento in un sistema domotico.

Internet of things in futuro

L’acronimo di Internet of Things (l’Internet delle cose) è riferito al collegamento alla rete degli oggetti che diventano quindi intelligenti ed attivi, potendo sia comunicare con l’utente sia raccogliere informazioni utili al proprio funzionamento. Elettrodomestici, dispositivi per la sicurezza, sistemi per il riscaldamento, quando connessi, vengono definiti smart, intelligenti.

L’intelligenza artificiale è associata alla capacità di software ed hardware di tenere comportamenti tipici dell’intelligenza umana. Viene oggi presentata come una grande sfida tecnologica, su cui investono aziende come Apple, Amazon e Google.

L’innovazione dell’IoT potrebbe andare in due direzioni: permettere ai singoli elementi di produttori diversi di dialogare tra loro, in modo che l’utente possa intraprendere una gestione globale ed affinare le tecniche di protezione dei dati.

I disposizitivi IoT sono infatti più semplici da installare e più fruibili rispetto agli impianti domotici ma, a differenza di questi, non utilizzano protocolli chiusi. Quindi sono “potenzialmente” esposti.

Nei prossimi anni, la privacy giocherà un ruolo cruciale. Inoltre, stiamo entrando in un nuovo ciclo di vita degli oggetti intelligenti. Grazie all’Intelligenza Artificiale ed all’apprendimento profondo, questi dispositivi comprendono l’ambiente di riferimento, analizzano i contesti in cui vengono utilizzati e funzionano di conseguenza in modo automatico. Per esempio, le soluzioni security sono in grado di rilevare situazioni insolite e segnalarle immediatamente all’utente.

Gli oggetti smart non sono più solo connessi: forniscono nuovi servizi, possono essere utilizzati per diversi scopi ed offrono una migliore user-experience.

Utilizzo e diffusione dell’Internet of things: dagli elettrodomestici ai climatizzatori

La Smart Home è sempre più considerata  tra i consumatori italiani. La quota maggiore di mercato è legata alla sicurezza. Seguono gli Smart Home Speaker che, pur incidendo sul mercato per il solo 16% hanno trainato buona parte della crescita complessiva.

Il comparto elettrodomestici pesa per il 14% con le vendite guidate dalle lavatrici connesse.

Solo il 25% degli utenti che ha un elettrodomestico connesso ne usa le funzionalità smart.

Ad affascinare molti utenti è l’idea di gestire gli apparecchi di casa con un semplice clic sul telefonino, avendo così modo di sfruttare la rete e le potenzialità tecniche oggi disponibili. A tutti viene dunque offerta la possibilità di fruire di massimi livelli di comfort e di semplificare la quotidianità. Ogni casa deve avere la rete wi-fi. Se il router ha la funzione WPS, gli elettrodomestici si possono collegare automaticamente, altrimenti occorre farlo manualmente.

L’azienda Easydom ha sviluppato un software per la gestione domotica della casa. HoMe, capace non solo di permettere all’utente di tenere l’abitazione sotto controllo, ma anche di prendere decisioni in modo autonomo, seguendo le preferenze impostate dall’utente.

Easydom HoMe permette di avere un sistema di domotica personalizzabile ed intelligente, perché integra al suo interno la ricerca automatica dei dispositivi intelligenti che si trovano nell’abitazione (come un vero motore di ricerca all’interno della rete domestica) ed è in grado di riconoscere i dispositivi compatibili e gestirli direttamente ed unicamente da un unico software. Per esempio, può gestire e controllare in tempo reale i consumi energetici, fornendo una previsione dei costi.

Samsung ha realizzato invece Connected Living, un’app che combina Internet of Things, 5G ed Intelligenza Artificiale in diversi dispositivi. Dall’unificazione della propria app, SmartThings (che controlla e monitora i dispositivi compatibili con un’unica applicazione remota) e l’introduzione di SmartThings Cloud, l’ecosistema SmartThings di Samsung è cresciuto in modo significativo: il numero di utenti registrati è aumentato del 220% e quello delle installazioni dell’app del 61%.

Climatizzazione: ambito in cui vantaggi e funzionalità dell’IoT emergono con più evidenza

Attivare delle funzioni da remoto in modo da trovare, al rientro, l’atmosfera desiderata, risponde all’esigenza di un benessere indoor personalizzato, sensibili al risparmio energetico.

Con il sistema My Way di Cordivari, si può gestire il comfort domestico da una centralina che controlla tutti i radiatori della casa, grazie a teste termostatiche elettroniche wireless, le My Head, da sostituire alle teste termo stabilizzabili.

La centralina si connette via wifi al router di casa, per consentire la gestione dell’impianto anche attraverso lo smartphone. Dal punto di vista pratico, le teste My Head si applicano facilmente, senza dover ricorrere a collegamenti elettrici e consentono di ottimizzare il comfort di ciascuna zona o stanza, seguendo il programma impostato. Tra gli accessori previsti, la funzione Blocco Bambini che protegge da modifiche accidentali delle impostazioni e la funzione Pulizia Casa che, rilevando la presenza di una finestra aperta, sospende il normale funzionamento del riscaldamento, evitando sprechi. My Way, grazie alle sue potenzialità, può consentire di risparmiare fino al 30% sui consumi energetici del riscaldamento.

Le spese per l’acquisto dei dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli apparecchi per la climatizzazione sono detraibili al 65% (eco bonus valido fino al 31/12/2019).

Internet of things: sicurezza e comfort

La facilità di controllo a distanza degli ambienti e la possibilità di interagire da remoto risolvono egregiamente il bisogno crescente di garantirsi una massima protezione della casa. Spesso senza neanche modificarne l’impianto elettrico esistente.

Il dispositivo Velux Active si applica alle finestre sul tetto e, grazie ai suoi sensori che misurano il clima interno della stanza, mettendo in relazione quattro parametri (temperatura, umidità, concentrazione di anidride carbonica e luce), attiva apertura e chiusura del serramento. Tramite l’app, connessa al Cloud Netatmo, l’utente può controllare via smartphone. Il sistema è anche collegabile all’Apple HomeKit.

La possibilità di avere a disposizione uno spazio outdoor, grande o piccolo che sia, è una risorsa che può essere sfruttata al meglio con le attrezzature ad hoc e con i dispositivi progettati per la sicurezza della casa, come ad esempio, gli access point wifi di Vimar, creati per portare la rete Internet e la connettività al sistema domotico in tutta la casa anche dove il segnale del router è più debole. Dotato di due porte ethernet sul retro, funzionano come access point wifi, come repeater nonché come switch Ethernet. Grazie al pulsante frontale e ad un interruttore remoto collegato ai morsetti posteriori, è sempre possibili disattivare il segnale radio quando non serve o durante la notte.

Come trasformare la propria casa in una smart home

Come trasformare la propria casa in una Smart Home

La Smart home è una casa intelligente, la quale sfrutta un impianto integrato di tipo domotico al fine di migliorare il comfort, la sicurezza ed in consumi di coloro che vi abitano.

Ma cosa si intende per casa intelligente?

Smart Home sicurezza

Una casa intelligente è una struttura dotata di tecnologie domotiche, in grado di consentire agli abitanti della stessa di programmare, automatizzare e gestire in remoto i dispositivi elettrici presenti.

Grazie alle ultime innovazioni in campo tecnologico, le Smart Home  garantiscono sia un’assoluta praticità sia una maggiore sicurezza.

Il cuore della Smart Home è la sua unità centrale, la quale collega e gestisce un certo numero di dispositivi periferici. Essa può amministrare solo alcune funzioni domestiche, quali l’accensione delle luci o l’apertura delle porte, oppure estendersi alla piena integrazione degli impianti, coordinando, ad esempio, tutte le installazioni elettriche, termiche e idriche.
Per esercitare il pieno controllo della Smart Home, l’utente può accedere al sistema attraverso interfacce dedicate. Queste ultime possono includere telecomandi, touch screen a parete o tastiere evolute. Ma anche strumenti utili per la gestione da remoto come smartphone, tablet e computer. Per il controllo a distanza della Smart Home, vengono studiati software ed applicazioni ad hoc, sempre più intuitivi ed efficienti.

Il sistema centralizzato della Smart Home consente agli utenti di gestire diverse funzionalità interne alle mura domestiche, di attivare o disattivare i dispositivi presenti, di ottimizzare i carichi energetici e di creare scenari su misura, sulla base delle proprie preferenze ed abitudini.

Puoi gestire la tua casa attraverso programma unico o un dispositivo di controllo, il quale può essere un tablet, un telecomando o un pannello touch screen. Grazie a delle semplici APP, è possibile controllare da remoto sistemi come quello dell’illuminazione, l’impianto di riscaldamento e condizionamento, l’apertura o la chiusura delle finestre e vari elettrodomestici come lavatrice, lavastoviglie, la videosorveglianza e frigorifero.

La tua casa diventerà una Smart Home quando potrà contare su un impianto innovativo, i cui dispositivi intelligenti, i quali hanno preso il posto di quelli tradizionali, saranno in grado di elaborare informazioni e comunicare tra di loro.

Quali vantaggi offre una Smart Home?

Smart Home vantaggi

 I vantaggi offerti da una casa intelligente sono i seguenti:

  • Controllo costante della casa e la sua sicurezza. All’interno della  Smart Home è infatti possibile controllare ogni dispositivo con il semplice tocco di un tasto e di conseguenza avere il pieno controllo della propria abitazione, anche da remoto. E’ possibile programmare specifiche funzioni in orari prestabiliti o memorizzare scenari, ovvero una serie di comandi che si attivano simultaneamente, pensati per rispondere alle esigenze di una particolare condizione (ad esempio, lo scenario notturno può prevedere lo spegnimento di tutte le luci, la chiusura delle tapparelle e l’attivazione del sistema antintrusione). La chiusura ed il blocco automatico di serramenti, porte e finestre difendono i principali punti di accesso della casa portando la smart home ad un livello di sicurezza superiore.
  • Maggior praticità che ti permette di gestire il tuo tempo nel migliore dei modi.
  • Ottimizzazione dei costi grazie al risparmio energetico. La domotica permette un impiego intelligente dell’energia, che viene sfruttata solo dove e quando serve. In questo modo si ottimizzano i consumi, riducendo nettamente i costi di gestione.

Oggi, se desideri che il tuo impianto di riscaldamento sia sempre aggiornato sull’ andamento del meteo e soprattutto se non vuoi sovraccaricare il tuo impianto elettrico, al fine di mantenere la temperatura della tua casa sempre a livelli ottimali, attraverso semplici applicazioni, puoi fare in modo che la lavatrice e le lavastoviglie comunichino tra loro per decidere quale tra queste si deve attivare prima. Se, ad esempio, sta arrivando un forte temporale e sei fuori casa, puoi gestire a distanza tende e tapparelle della tua casa, senza il bisogno di essere fisicamente presente nella tua abitazione.

Inoltre, se possiedi un giardini o un terrazzo, puoi collegare l’impianto di irrigazione della tua casa ad un sito di previsioni meteorologiche in modo che si attivi solo quando è necessario.

Smart Home Samsung

La soluzione Samsung Smart Home è compatibile con Nest e si prende cura della tua casa per renderla ancora più confortevole.  Nest, sia in casa che fuori casa, può interagire con i dispositivi presenti in essa e spegnerli o avviare le operazioni di pulizia quando non ci sei. Per iniziare, basta collegare il tuo account Nest all’app Samsung Smart Home con pochi semplici passi. 

Quali sono i dispositivi che rendono una casa “intelligente”?

Affinchè una casa diventi appunto intelligente, la stessa deve avere:

  • sistemi smart per il controllo della temperatura, in grado di essere regolati a distanza;
  • sistemi di sicurezza intelligenti, i quali sboccano le porte tramite smartphone e ti tengono aggiornato, attraverso uno streaming video, su chi entra ed esce dalla tua proprietà;
  • sistemi di illuminazione intelligenti che ti consentono di accendere e spegnere le luci attraverso lo smartphone e di programmare la loro accensione in determinati momenti;
  • la smart TV ed i sensori intelligenti per le piante, che ti permettono di monitorare i bisogni delle piante e controllare da remoto gli irrigatori, in modo da poterli spegnere anche a distanza.

La Smart Home è la casa del futuro. Una casa sicura, automatizzata ed user-friendly. Grazie soprattutto all’utilizzo della tecnologia domotica, ti permette di trovare una soluzione a tutte le tue esigenze pratiche, senza rinunciare all’ estetica della tua casa.

Vuoi sapere come poter trasformare la tua casa in una Smart Home? Contattaci

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