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Bioedilizia

Metodi di costruzione tradizionali nel mondo

Negli ultimi anni, l’edilizia è profondamente cambiata: la crescente attenzione da parte dell’opinione pubblica nei confronti della sostenibilità ambientale, per esempio, ha fatto sì che fossero rivalutati metodi di costruzione tradizionali e materiali naturali, provenienti da fonti rinnovabili.

Il “vecchio” ha quindi davanti a sé un nuovo, radioso futuro?

Scopriamolo insieme.

Metodi di costruzione tradizionali: la terra battuta

Uno dei metodi di costruzione tradizionali tornati in voga è, per esempio, la terra battuta. Nel mondo, di grandi opere realizzate con questa tecnica ne esistono moltissime, dalla Grande Muraglia Cinese all’Alhambra.

Oggi, la terra battuta è stata riscoperta come eccellente materiale di costruzione, ma arricchita con cemento.

Originariamente, infatti, le costruzioni in terra battuta consistevano in un impasto formato da terra, acqua e uno stabilizzatore naturale, che poteva essere urina o sangue animale oppure fibre vegetali. Quest’ultimo è stato invece rimpiazzato dal cemento, che offre maggiori resistenza e stabilità.

Ciononostante, l’ingrediente fondamentale rimane la terra, rigorosamente locale; di conseguenza, è possibile risparmiare sul trasporto dei materiali, sia in termini economici che a livello di impatto ambientale.

Metodi di costruzione tradizionali: il revival della volta nubiana

Un’altra tecnica di costruzione tornata alla ribalta è la celebre volta egizia nubiana, attualmente molto (ri)utilizzata nella zona del Sahel, il territorio dell’Africa sub sahariana compreso tra il deserto del Sahara (a nord), la grande savana del Sudan (a sud) e, rispettivamente a est e a ovest, il Mar Rosso e l’Oceano Atlantico.

La ragione della riscoperta della volta nubiana è dettata da esigenze di sopravvivenza: nel Sahel, infatti, la maggioranza della popolazione versa in condizioni di estrema povertà; da un lato, la crescita demografica e la conseguente deforestazione – avvenuta in tempi straordinariamente brevi – ha dimostrato l’insufficienza dei metodi di costruzione con legno e paglia, dall’altro, utilizzare l’ondolux come alternativa per la realizzazione dei tetti si è rivelata una scelta fallimentare.

Da qui, l’idea di tornare alla volta nubiana, una tecnica utilizzata nell’antico Egitto per costruire tetti a volta utilizzando blocchi di fango essiccato, in modo da evitare l’impiego del legno.

Tra i metodi tradizionali di costruzione, la volta nubiana si è distinta come uno dei più sostenibili, tanto che l’associazione che ne ha promosso l’uso, la Nubian Vault Association (AVN), è stata premiata nel 2016 durante i World Habitat Awards.

Metodi di costruzione tradizionali: dall’Europa terra e fibre per edifici ecofriendly

In Inghilterra e in Francia, per centinaia di anni, le case sono state costruite utilizzando una miscela di terra e fibre, tecnica poi abbandonata a favore delle moderne metodologie di costruzione.

Con il progetto CobBauge, un pool di ricercatori ha di recente riscoperto questa tecnica, implementandola in modo da soddisfare gli standard più severi dei regolamenti edilizi.

Alla base del composto resta sempre la terra locale, con l’obiettivo ultimo di ridurre le emissioni di CO2 e diminuire i rifiuti di costruzione.

Metodi di costruzione tradizionali tra funzionalità ed estetica

Lasciando un momento da parte il discorso relativo alla sostenibilità – che comunque, ricordiamo, rimane il motivo principale per cui sono state riscoperte antiche tecniche costruttive – il revival dei metodi di costruzione tradizionali è dovuto anche ad esigenze estetiche.

Un esempio perfetto è quello del dougong cinese, un antico sistema di staffe in legno utilizzato un tempo per sostenere le gronde sporgenti delle pagode senza necessità di ricorrere ai chiodi.

La tecnica, molto antica, è stata utilizzata in tempi recenti per realizzare stupefacenti opere architettoniche, dal Café Kureon in Giappone al colossale China Art Museum.

Metodi di costruzione tradizionali: materiali green e performanti

È arrivato il momento di aprire una doverosa parentesi riguardo ai materiali dell’architettura tradizionale che, al pari di molte delle tecniche che abbiamo preso in considerazione, stanno conoscendo un crescente successo.

Tra questi, il cotto fatto a mano è senza dubbio uno dei più versatili e apprezzati. Il prodotto viene lavorato in modo completamente artigianale, senza l’ausilio di macchine industriali e si distingue per la sua straordinaria bellezza, che ne fa uno dei materiali più richiesti tanto per gli interni quanto per l’outdoor.

Il cotto fatto a mano offre numerosi vantaggi, dall’ottima resistenza all’acqua alla durabilità nel tempo, passando per la resistenza al gelo e ai costi contenuti.

Un materiale molto interessante e sempre più oggetto di studio per gli addetti ai lavori è la canapa, oggi utilizzata per produrre mattoni ecosostenibili, in grado di garantire un ottimo isolamento termico e, di conseguenza, il massimo comfort.

Un materiale molto utilizzato fin dall’antichità è anche il sughero, attualmente riscoperto da chi si occupa di bioedilizia per la realizzazione di pavimenti, soffitti e muri: eccellente isolante termico e acustico, il sughero è anche un materiale completamente green e perfetto per costruire (o ristrutturare) una casa all’insegna dell’ecosostenibilità.

Metodi di costruzione tradizionali: legno sì o legno no?

Il legno è uno dei materiali tradizionalmente più impiegati in edilizia.

D’altra parte, un massiccio utilizzo del legno comporta il taglio di numerosi alberi e dunque si pone un dilemma: costruire con il legno è una scelta sostenibile o no?

La risposta non è univoca, perché dipende da numerosi fattori.

Per esempio, laddove il legname impiegato per la costruzione proviene da foreste gestite secondo i criteri della silvicoltura sostenibile (così come avviene nel caso delle case prefabbricate in legno, oggi molto di tendenza), per ogni albero tagliato ne viene piantato uno nuovo.

Nelle zone dove la deforestazione ha incrinato l’ecosistema presente (come abbiamo visto per l’area del Sahel), il legno non si pone invece come un’alternativa architettonica sostenibile dal punto di vista ambientale e, proprio per questo, è stato sostituito con materiali e tecniche di costruzione tradizionali capaci di assicurare un minore impatto ambientale.

Le novità della bioedilizia

La bioedilizia è un settore che sta conoscendo un crescente successo, merito da un lato dei numerosi progressi che sono stati compiuti da costruttori, architetti e designer in termini di utilizzo di nuove tecniche e tecnologie e dall’altro di una sempre più spiccata sensibilità da parte dell’opinione pubblica riguardo al tema della salvaguardia ambientale.

Scopriamo allora quali sono le principali novità della bioedilizia che permettono, oggi, di progettare e costruire abitazioni realmente green.

Cos’è la bioedilizia

Prima di centrare il focus della questione, prendendo in considerazione le novità della bioedilizia, è necessario aprire una parentesi su cosa si intende con il termine “bioedilizia”.

Con questa parola, infatti, si indica una vera e propria filosofia edilizia che, come suggerisce il prefisso “bio”, si propone di progettare, costruire o ristrutturare un edificio in modo che abbia un minore impatto ecologico.

La bioedilizia nasce da un’esigenza ben precisa: creare un’armonia tra uomo, opere architettoniche e natura, integrando questi elementi l’un l’altro in modo da garantire il rispetto dell’ambiente.

A tale scopo, la bioedilizia si avvale di tecniche costruttive di ultima generazione, di materiali ecocompatibili e utilizza impianti che sfruttano le energie pulite.

I principi cardine della bioedilizia possono essere così riassunti:

  • Approccio integrato: per un progetto di bioedilizia, tutto il team coinvolto, dall’architetto all’operaio, è adeguatamente formato sugli obiettivi green dell’opera e deve possedere le competenze necessarie in materia;
  • La considerazione degli elementi geografici, che si traduce in un’analisi accurata delle caratteristiche del territorio in cui si costruisce l’abitazione, di cui occorre tenere conto già a partire dalla fase progettuale e che rappresentano un fattore determinante per la corretta scelta del materiali;
  • La scelta dei materiali, che, come abbiamo visto, è legata ai vincoli geografici da una parte ma anche a precisi obiettivi architettonici dall’altra (per esempio, l’isolamento termico e acustico);
  • L’efficienza energetica: un edificio costruito secondo le regole della bioedilizia deve poter essere performante dal punto di vista energetico, al fine di ridurre gli sprechi e, di conseguenza, di avere un impatto minore sull’ambiente;
  • Il comfort degli abitanti. Un altro importante elemento distintivo della bioedilizia consiste nel perseguire l’obiettivo di assicurare la salute e il comfort degli abitanti, il che significa progettare la casa garantendo salubrità degli ambienti e protezione dai campi elettromagnetici.

Le novità della bioedilizia negli ultimi anni

Ora che abbiamo approfondito il significato e la filosofia della bioedilizia possiamo finalmente considerare le novità che hanno interessato il settore durante gli ultimi anni.

Dal momento che la bioedilizia è un settore in forte crescita, la ricerca e la sperimentazione in questo campo è molto fertile.

Una delle maggiori novità della bioedilizia riguarda proprio uno dei suoi elementi caratterizzanti e cioè la scelta dei materiali.

Di recente, infatti, sono state esplorate nuove soluzioni in merito: per esempio, è al vaglio la possibilità di utilizzare tessuti ricavati dalla canapa – o di altre fibre alimentari – per la costruzione delle pareti. Materiali presenti da sempre in natura ma assolutamente nuovi in ambito edile e che tuttavia stanno già mostrando numerosi vantaggi, come la capacità di garantire un’ottima salubrità dell’aria all’interno dell’immobile, tale addirittura da eliminare – o, comunque, ridurre drasticamente – l’insorgenza di allergie.

Utilizzando materiali bio, dunque, è possibile non solo ridurre l’impatto di un progetto edilizio sull’ambiente, ma anche avere una migliore qualità dell’aria in casa.

Le novità della bioedilizia: impianti green e domotica fattori chiave per il futuro

Le novità della bioedilizia non si fermano alla scelta dei materiali di costruzione, ma riguardano anche molti altri aspetti:

  • La realizzazione di impianti elettrici, idraulici e di riscaldamento ecosostenibili, che rispettano l’ambiente e assicurano anche un notevole risparmio energetico. Un esempio classico è quello dei pannelli solari, che, pur avendo un costo di installazione abbastanza elevato, sul lungo termine consentono di risparmiare considerevolmente in bolletta;
  • L’integrazione delle tecnologie relative all’ambito della domotica, al fine di trovare soluzioni innovative che migliorino il comfort abitativo ma siano comunque ecosostenibili;
  • La possibilità di riciclare. Come abbiamo visto, lo studio di nuove soluzioni per la scelta dei si è orientato soprattutto verso l’utilizzo di materiali naturali, come per esempio le fibre vegetali. Largamente impiegato nella bioedilizia è però anche il legno, sempre se ricavato da foreste gestite secondo criteri di silvicoltura sostenibile, sicché non si parla in questo caso di deforestazione ma piuttosto di salvaguardia delle zone boschive, grazie a una gestione attenta e oculata delle risorse. Non a caso, tra le soluzioni di bioedilizia più diffuse al momento figurano le case prefabbricate in legno, che uniscono comfort, risparmio energetico e sostenibilità, distinguendosi come modello abitativo moderno ed ecologico. L’uso di materiali naturali presenta anche un ulteriore vantaggio e cioè la possibilità di riciclarli, alimentando così il circolo virtuoso dell’ecosostenibilità.

Bioedilizia: pro e contro

Tra le novità della bioedilizia rientra anche un attento esame dei benefici che offre. Grazie alla fervente ricerca nel settore, infatti, sono stati evidenziati numerosi vantaggi del cosiddetto green building.

Oltre a quelli che già abbiamo elencato (comfort abitativo, qualità dell’aria, riciclabilità dei materiali di costruzione, risparmio energetico e basso impatto ecologico) ci sono molti altri motivi per sposare la filosofia della bioedilizia. Tra cui, per esempio, gli incentivi fiscali.

Negli ultimi anni, il Governo italiano ha concesso la possibilità di usufruire di notevoli detrazioni fiscali per gli interventi edilizi legati all’efficientamento energetico. Per conoscere i dettagli, è sufficiente una veloce ricerca sul web o, ancora meglio, un colloquio con un’impresa edile o con un architetto specializzato, che potranno informarvi circa i requisiti da possedere per godere dei bonus.

Per quanto riguarda i contro, in realtà è da segnalarne solo uno: i costi elevati. Ciononostante, non solo, come abbiamo visto, spese iniziali più elevate sono controbilanciate da un risparmio a lungo termine, ma con la capillare diffusione della bioedilizia è prevedibile che i costi si abbasseranno gradualmente, in modo da far diventare il green building un sogno alla portata di tutti.

Case prefabbricate in legno: la nuova tendenza

Le case prefabbricate in legno stanno conoscendo un incredibile successo.

Ma si tratta solamente di una moda oppure è una scelta motivata da diverse ragioni?

Cerchiamo di scoprirne di più.

Case prefabbricate in legno: un mercato in crescita

Negli ultimi anni, il settore dell’edilizia prefabbricata si è notevolmente espanso in Italia.

Un trend che si era già visto da un po’ di tempo nel resto d’Europa: in Germania, per esempio, nel solo 2019 una licenza su cinque per la realizzazione di una nuova casa riguardava proprio una prefabbricata.

Il motivo del boom del prefabbricato è presto detto: questo mercato, infatti, risulta vantaggioso tanto per i proprietari delle case – che si trovano a disposizione abitazioni nuovissime, dotate di tutti i comfort e, soprattutto, ecosostenibili – quanto per le imprese edili, che possono contare su tempi di costruzione e di consegna straordinariamente brevi.

Case prefabbricate in legno: un’architettura ready-made e sostenibile

Perché abitare in case prefabbricate in legno?

Una delle ragioni più valide consiste nel fatto che si tratta di costruzioni eco-friendly.

Un indubbio punto di forza, considerando che viviamo in un momento storico in cui il tema della sostenibilità ambientale è di stringente attualità.

Ridurre le emissioni di CO2 è necessario non solo per salvaguardare la salute del nostro pianeta qui e ora ma anche per garantire un futuro migliore alle prossime generazioni.

La riduzione dell’inquinamento non coinvolge però solo le realtà più grandi, quali industrie e fabbriche, ma anche i comuni cittadini che, nel proprio quotidiano, sono chiamati a compiere scelte importanti a favore dell’ambiente. Tra queste, rientra anche la decisione di vivere in una casa ecosostenibile.

La crescente richiesta di mercato di abitazioni ecocompatibili ha profondamente influito sul settore delle costruzioni e molti titolari di imprese edili si sono convinti a utilizzare sempre di più il legno, che non solo è una materia prima rinnovabile ma è anche ricavato dalle piante, fonti indispensabili di assorbimento della CO2.

Per ogni albero abbattuto per produrre legna, inoltre, sono sempre più frequenti i programmi di riforestazione, così come iniziative come “adotta un albero” e simili.

Con la premessa di una silvicoltura sostenibile e di un uso ponderato delle risorse naturali, dunque, i prodotti in legno di lunga durata – come possono essere, appunto, le case prefabbricate – possono offrire un contributo decisivo nella lotta per la protezione dell’ambiente e contro il cambiamento climatico.

Case prefabbricate in legno: cosa significa costruire green

Tra i diversi tipi di legname impiegati nell’edilizia, uno dei più versatili è sicuramente l’abete rosso.

Nel caso delle abitazioni prefabbricate in legno, questo legno può essere utilizzato per la realizzazione delle pareti, dei soffitti e del tetto. Considerando che una casa di circa 140 mq di superficie richiede l’uso di 10 alberi, è indispensabile che i costruttori si rivolgano, per l’acquisto del legno, da aziende che gestiscono le foreste in modo sostenibile.

Nel concreto, ciò significa che non può essere raccolta più legna di quanta viene sostituita.

Per quanto riguarda invece il metodo di costruzione, il più comune per realizzare case prefabbricate in legno a livello industriale consiste nel ricorrere a pannelli.

Un’abitazione di questo genere è dunque un edificio a base di legno, in cui la struttura portante è collegata su entrambi i lati con materiali in lastre: i pannelli, appunto. Questi possono essere prodotti direttamente in gabbrica e poi montati direttamente in cantiere, così da costruire l’edificio in tempi estremamente brevi.

I pannelli assolvono a importanti compiti:

  • Costituiscono gli elementi portanti e divisori della casa
  • Presentano notevoli proprietà isolanti: l’isolamento termico dell’abitazione, infatti, è per la maggior parte garantito proprio dai pannelli.

Case prefabbricate in legno: tutto da una sola fonte

La costruzione di una casa è un’esperienza indubbiamente entusiasmante, ma che non di rado è anche fonte di stress e preoccupazioni.

Nel momento in cui la fase di progettazione è terminata e tutti gli adempimenti burocratici sono stati finalmente completati, il grosso del lavoro consiste nel coordinare i diversi interventi: dallo scavo alla costruzione delle fondamenta, dalla realizzazione del tetto a quella dei muri.

Tutte le attività di muratura, in altre parole, necessitano di una perfetta organizzazione e richiedono un bel po’ di tempo, anche nel caso ci si rivolga a imprese edili particolarmente celeri ed efficienti.

Per le case prefabbricate in legno, invece, questo problema non sussiste, perché tutto il lavoro è gestito da una sola fonte, da un unico soggetto.

Una volta scelta la ditta cui affidare il lavoro, questa si occupa di tutte le fasi dell’attività direttamente in cantiere; sempre più spesso, inoltre – forti anche della rapida espansione di questo settore di mercato – le imprese edili offrono un pacchetto completo con consegna chiavi in mano.

A questo punto, ai proprietari non resta che organizzare il trasloco e trasferirsi nella loro nuova casa prefabbricata in legno, confortevole ed ecologica.

L’utilizzo dell’espressione “pacchetto completo” non è stata casuale: nel momento in cui si decide di andare ad abitare in una casa prefabbricata, la proposta del costruttore include già un servizio a 360°, che comprende: tempi di costruzione brevi, elevati standard di efficienza energetica, garanzia della qualità dei materiali, design attento ai gusti del cliente.

Case prefabbricate in legno: perché sceglierle

Abbiamo preso in esame i vantaggi che offrono le case prefabbricate in legno, che spaziano dalle tempistiche brevi all’ecosostenibilità.

Ma la “moda” del prefabbricato non è dovuta soltanto alla presenza di queste caratteristiche, che pure sono fondamentali: la tendenza a scegliere di vivere in questo tipo di abitazioni è dettata piuttosto da una pluralità di fattori, il più importante dei quali può essere forse ravvisato nella sapiente combinazione degli attuali trend abitativi con le features dell’architettura prefabbricata sostenibile, che ha permesso ai protagonisti del settore di aprirsi una via verso il successo che si prospetta ancora lunga e ricca di novità.

Minicase: perché sceglierle

Vado a vivere in una…minicasa! No, non si tratta di uno scherzo: le case di piccole – anzi, piccolissime – dimensioni stanno conoscendo un successo senza precedenti, tanto che è nata una vera e propria corrente di pensiero in merito: il Tiny House Movement.

Le ragioni per cui scegliere di stabilirsi in una minicasa sono molteplici e vanno dai motivi strettamente economici a quelli legati alla ricerca dell’essenzialità e al bisogno di liberarsi del superfluo.

Minicase: perché sceglierle? Pensando in piccolo si risparmia

Scegliere di vivere in una minicasa comporta notevoli risparmi dal punto di vista economico.

Innanzitutto per quanto riguarda le spese: spazi di dimensioni ridotte vengono scaldati o raffreddati molto più velocemente, riducendo significativamente i costi dei relativi impianti.

Anche la manutenzione di una casa piccola è molto meno dispendiosa, così come sono ridotte le spese fiscali.

Occorre anche considerare il rapporto costi/benefici di una minicasa rispetto a un’abitazione in affitto: dopo la crisi economica del 2008, il mercato immobiliare ha subito un duro colpo, in tutto il mondo.

Per questo motivo, da quel momento in poi, molte persone hanno scelto l’opzione dell’affitto, sebbene anche in questo caso le spese da sostenere, rispetto all’acquisto di una minicasa, sono senza dubbio più onerose.

Minicase: perché sceglierle ed essere ecosostenibili

Temi di stringente attualità come quello della salvaguardia dell’ambiente e dei cambiamenti climatici hanno portato molte persone a modificare, in modo più o meno radicale, il proprio stile di vita.

Tra le scelte più coraggiose, figura anche quella di vivere in una minicasa.

Questo tipo di abitazione è ecosostenibile perché:

  • Richiede meno materie prime per la sua costruzione;
  • Occupa poco spazio, quindi consente di ridurre la cementificazione;
  • Consuma meno

In alcuni Paesi, come per esempio negli Stati Uniti, le persone che abitano nelle minicase si riuniscono spesso in ecovillaggi, in gran parte autosufficienti e in cui vengono condivisi beni e servizi; in alcuni casi, inoltre, l’energia prodotta non viene completamente consumata e pertanto il surplus viene regalato agli abitanti delle zone limitrofe.

Minicase: perché sceglierle per risparmiare tempo

Diciamoci la verità: quanti di noi sono costretti a occuparsi delle faccende di casa durante il weekend?

Tra pavimenti e finestre da pulire, mobili da lucidare e polvere da rimuovere su tappeti, moquette e suppellettili il tempo che si perde è davvero tantissimo.

Scegliendo di vivere in una minicasa, invece, si riuscirà a ritagliarsi molto più tempo per sé stessi, dal momento che le faccende domestiche si possono sbrigare in pochi minuti.

Minicase: perché sceglierle? Per liberarsi dal superfluo!

Minicase: perché sceglierle? Uno dei motivi principali per cui sempre più persone optano per questa soluzione è di natura psicologica e consiste nella necessità di liberarsi dal superfluo.

Sembra quasi un paradosso in una società, come quella occidentale, basata proprio sul consumo.

Il diktat del mondo in cui viviamo è: “compra”.

Peccato però che tutti i prodotti che acquistiamo spesso e volentieri si accumulano in garage, cantine, armadi e ripostigli: una cosa molto fastidiosa, che lo diventa ancora di più nel momento in cui dobbiamo fare un trasloco.

In questo frangente, infatti, siamo costretti ad affrontare tutti gli oggetti acquistati nel corso degli anni che, anche se inutilizzati, dobbiamo in qualche modo gestire, sia che si tratti di occuparci del loro smaltimento, sia che decidiamo di portarli con noi nella nuova abitazione.

Scegliere di vivere in una minicasa, al contrario, permette di liberarsi – sia fisicamente che psicologicamente – di tutto il superfluo: ciò che effettivamente ci serve per vivere dignitosamente, a conti fatti, è proprio poco e può trovare posto con facilità anche in pochi metri quadri.

Forse, se tutti decidessimo di fare questa scelta, l’economia rallenterebbe. Però, sicuramente, si vivrebbe meglio.

Minicase: perché sceglierle? Meno spazio dentro, più spazio fuori!

Un’altra ragione per cui può essere vantaggioso abitare in una minicasa riguarda la possibilità di trascorrere più tempo all’esterno.

In una casa piccola non c’è molto da fare: gli oggetti custoditi al suo interno sono pochi ed è semplice tenere in ordine e, una volta che non si mangia, non si dorme o non ci si gode un momento di relax al chiuso, è facile trovare nuovi stimoli all’esterno.

Molti proprietari di minicase, per esempio, coltivano un orto o si prendono cura del giardino che circonda la loro abitazione oppure si rilassano facendo passeggiate nei boschi o in riva al mare.

Minicase: perché sceglierle? Per poterle portare sempre con sé!

Vi trasferite spesso per motivi di lavoro o siete dei giramondo incalliti? Ebbene, in questo caso le minicase possono essere un valido sostituto del classico camper.

Alcune soluzioni, infatti, sono dotate di ruote e possono essere tranquillamente trasportate proprio come un rimorchio ovunque lo desideriate.

Minicase: perché sceglierle per liberare la propria creatività

Lo spazio è poco, le idee sono tante: come fare per creare la casa dei propri sogni in pochi metri quadri?

In realtà, uno spazio di dimensioni ridotte può rappresentare un’interessante sfida per mettere alla prova la propria creatività, stimolando nuove idee per personalizzare la casa in modo unico e originale.

Dai mosaici realizzati con cocci di vecchie bottiglie a piccoli elementi architettonici in legno, le opportunità per liberare la propria vena artistica non mancano anche nelle minicase!

Minicase: perché sceglierle? Meno burocrazia, più libertà

Un altro vantaggio delle minicase consiste nel fatto che spesso non sono soggette alle regolamentazioni edilizie previste invece per le normali abitazioni.

Ciò significa che ci si può costruire la propria minicasa proprio come la si vuole, dove si vuole, senza dover sottostare alle regole della burocrazia e senza stress.

Naturalmente, bisogna comunque verificare con il Comune in cui si abita se esistono normative specifiche per questo tipo di abitazioni, per agire sempre nel pieno rispetto della legge.

Minicase: perché sceglierle per essere più uniti

Anche se le minicase hanno dimensioni ridotte, sono comunque abitazioni intime e accoglienti, dove si può invitare amici e familiari e trascorrere momenti speciali tutti insieme…magari preparando una torta nella piccola cucina della casa o sedendosi sul divano, in veranda o in giardino con una chitarra in mano.

Le ultime novità in materia di interventi di Bioedilizia riguardano:

Bioedilizia: le ultime novità per le costruzioni

Negli ultimi anni si sta assistendo ad una maggiore sensibilità nei confronti dell’ambiente, con un approccio molto differente ai temi della sostenibilità.

In tutti i campi, compreso quello delle costruzioni, si parla di Bioedilizia. Ma di cosa si tratta?

Bioedilizia, una filosofia basata sulle energie rinnovabili

La bioedilizia si basa esclusivamente sulle energie rinnovabili, sul riciclo dei materiali, su una più efficiente gestione energetica e sull’utilizzo di materiali da costruzione ecosostenibili. Si fonda su un’architettura sostenibile degli edifici, costruiti secondo natura oltreché a misura d’uomo.

Con il termine Bioedilizia si intende un modo di progettare, costruire e gestire un edificio in maniera tale da non avere impatti negativi sull’ambiente.

La Bioedilizia concepisce la costruzione o la ristrutturazione utilizzando tecniche costruttive e materiali in modo da garantire un equilibrio fra l’edificio, le persone che vi abitano e l’ambiente circostante.

La mission di questa filosofia è quella di costruire in maniera ecologica e sostenibile, facendo uso di energie pulite, di materiali ecosostenibili, di soluzioni costruttive che riducono l’inquinamento e l’impatto ambientale. Garantisce in questo modo una migliore qualità della vita ed un maggior comfort per le persone.

I vantaggi offerti dalle Bioedilizia

I vantaggi della Bioedilizia sono notevoli per l’ambiente e per chi abita in un edificio costruito rispettandone i suoi princìpi.

Un edificio ecosostenibile ha consumi energetici molto bassi con costi di gestione e di manutenzione irrisori.

Fra i principali benefici che apporta la Bioedilizia vi sono:

  • Impatto zero o estremamente ridotto sull’ambiente
  • Enorme risparmio energetico perché gli edifici tendono all’indipendenza energetica
  • Risparmio idrico
  • Qualità della vita e comfort migliori per chi abita nell’edificio
  • Appositi mutui per l’edilizia green a tassi molto vantaggiosi, con finanziamento della casa al 100%
  • Iva agevolata al 4% per la costruzione della prima casa
  • Detrazioni fiscali e bonus

Le ultime novità riguardano la Legge di Bilancio approvata a fine 2020, la quale ha prorogato tutti gli incentivi ed i bonus fiscali per la Bioedilizia anche per il 2021.

In questo quadro generale, il Superbonus 110% assume grande importanza per tutti coloro che intendono procedere con la riqualificazione energetica della propria abitazione attuando investimenti ecosostenibili.

Fra le ultime novità rientrano l’acquisto e l’installazione di un impianto fotovoltaico, la realizzazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici e di sistemi di accumulo.

I princìpi fondamentali della Bioedilizia

La Bioedilizia si fonda su 5 fondamentali princìpi:

  1. Progettazione, la quale deve tener conto dell’utilizzo di materiali ecosostenibili. Nella fase di progettazione si tiene conto dell’impatto di tali materiali non solo sull’ambiente ma anche sugli abitanti del posto.

La progettazione studia il terreno su cui deve sorgere l’edificio, la migliore esposizione per massimizzare l’illuminazione naturale, ma anche l’ambiente circostante ed il paesaggio. In questo modo il risultato finale sarà quanto più ecosostenibile possibile integrandosi anche con la realtà circostante, senza deturparla.

Nella progettazione devono essere coinvolti professionisti che condividano la stessa visione globale di casa ecosostenibile, che conoscano profondamente le tecnologie costruttive adeguate e che abbiano documentate capacità ed esperienza in materia green.

  • Attenzione alle risorse idriche, con una progettazione che preveda sistemi di recupero dell’acqua, impianti per il trattamento delle acque di scarico.
  • Efficientamento energetico, una gestione degli edifici che garantisca sia la gestione ottimale dell’energia elettrica sia il risparmio energetico e che preveda sistemi per la produzione di energia in autonomia.

La Bioedilizia ricorre ad impianti e fonti di energia pulita, abbattendo l’inquinamento e riducendo i consumi e, di conseguenza, i costi di gestione dell’edificio.

Coperture fotovoltaiche, grandi vetrate che permettono di far entrare tanta luce e calore riducendo il consumo di energia elettrica, luci a led, sistemi di riscaldamento geotermico, sono solo alcuni dei sistemi idonei ad efficientare termicamente un edificio.

  • Uso razionale delle risorse e riutilizzo dei materiali, la scelta dei materiali tiene conto dei vincoli geografici e della loro capacità di evitare i ponti termici, come le pareti termoisolanti.

Fra i materiali più utilizzati ci sono quelli che derivano da fonti rinnovabili, non tossici e facilmente smaltibili. Sono materiali utilizzati dall’uomo fin dall’Antichità, come il legno, il sughero, l’argilla, la canapa, la fibra di juta, il legno-cemento, il gesso, la lana di roccia, il bambù.

L’utilizzo di materiali ecologici consente di ridurre le emissioni di CO2 e di preservare le risorse naturali. Si tratta di materiali privi di sostanze nocive, tossiche e radioattive che garantiscono una buona qualità della vita. Al termine del loro ciclo di vita sono riciclabili.

  • Qualità degli ambienti interni, una particolare attenzione alla salute ed al benessere di chi ci abita.

La Bioedilizia deve garantire alle persone che vivono in un edificio costruito rispettando i suoi canoni, il benessere termico, acustico e visivo. Una casa ecologica è una “casa sana” perché costruita con materiali naturali, ci si ammala di meno, si è meno soggetti alle allergie ed ai reumatismi.

Bioedilizia: quali sono le ultime novità per le costruzioni?

Le ultime novità in materia di interventi di Bioedilizia riguardano:

  • La climatizzazione, in quanto sulla base dei principi di Bioedilizia l’abitazione deve essere progettata in maniera tale da non dover ricorrere ai sistemi di climatizzazione, che comportano consumi anche elevati di energia elettrica.

Se si deve ricorrere ad un impianto di climatizzazione, quest’ultimo deve essere alimentato da pannelli fotovoltaici oppure da un impianto di raffrescamento a terra, caratterizzato da bassi consumi ed integrabile sempre con il fotovoltaico.

Per ridurre il calore si fa ricorso a protezioni fisse e mobili sulle finestre. Anche l’utilizzo di piante ed alberi rientra nei canoni della bioedilizia: d’estate schermano i raggi solari abbassando la temperatura, d’inverno permettono il passaggio dei raggi solari.

Fra le tendenze più diffuse vi sono le pareti ad inerzia termica che contribuiscono molto a contenere i consumi estivi perché assorbono il fresco dell’aria notturna rilasciandolo durante il giorno.

  • Il ricircolo dell’acqua, sia sanitaria sia quella utilizzata dai comuni elettrodomestici, rientra fra le ultime novità per le costruzioni realizzate in Bioedilizia.

Oggi sul mercato si stanno diffondendo anche impianti per la raccolta dell’acqua piovana da riutilizzare poi per l’irrigazione dei prati e dei giardini.

  • L’efficientamento termico, la necessità di progettare l’edificio che sia in grado di trattenere il calore riducendo le dispersioni, con sensibile risparmio sui consumi del riscaldamento domestico, è uno dei principi della Bioedilizia.

Nella fase progettuale ancor prima di costruire, si studia l’orientamento degli spazi abitativi in maniera da ottenere il massimo dall’irraggiamento solare. In fase di ristrutturazione di un’abitazione, l’efficientamento termico viene si ottiene grazie all’utilizzo di moderni sistemi di riscaldamento radiante centralizzato o all’installazione di caldaie ad altissimo rendimento.

Anche l’utilizzo nelle costruzioni di materiali ad altissima inerzia termica, di materiali che eliminano i ponti termici ma, soprattutto, di cappotti termici che aumentano l’efficacia isolante, contribuisce a migliorare le prestazioni termiche generali dell’edificio.

La bioedilizia si basa sui princìpi della sostenibilità ambientale. Vuoi provare nuovi materiali rispettando l’ambiente? CONTATTACI

Il legno in casa

Il legno è uno dei materiali naturali più amati e più utilizzati in edilizia. Merito delle sue numerose proprietà, dall’essere un ottimo isolante all’offrire atmosfera e calore a qualsiasi abitazione, a prescindere dallo stile d’arredo prescelto.

Ecco allora alcune idee su come impiegare il legno in casa alle quali ispirarvi.

Un classico: il parquet

Una delle modalità più diffuse per utilizzare il legno in casa è rivestire il pavimento. Il parquet, infatti, rappresenta ancora oggi un’opzione molto gettonata, perché permette di creare ambienti estremamente eleganti e raffinati. Il parquet può essere di più tipi:

  • Il pavimento in legno tradizionale in massello, con listoni dello spessore dai 10 ai 24 millimetri. È la scelta ideale per chi desidera un’atmosfera sofisticata ma al tempo stesso accogliente, ma bisogna prestare attenzione alla manutenzione, impiegando prodotti specifici per la pulizia ed effettuando periodiche levigature;
  • Il parquet prefinito, che non è al 100% in massello ed è composto da due o tre strati. Con un design semplice e lineare e ridotti tempi di posa, è adatto soprattutto a chi non vuole rinunciare al legno in casa ma neanche perdere troppo tempo per la manutenzione del parquet;
  • Il parquet anticato, così chiamato perché opportunamente lavorato per restituire un effetto “invecchiato”;
  • Il parquet antico: è un tipo di rivestimento in legno molto costoso, perché realizzato con una materia prima d’eccezione e cioè il legname proveniente da vecchie dimore o da baite, ripulito e lavorato per realizzare nuovi listoni;
  • Il parquet laminato, molto economico e costituito da pannelli in fibre di legno sui quali viene applicata della carta stampata che riproduce fedelmente le venature del legno vero;
  • Il parquet industriale: si tratta anche in questo caso di un’opzione per tutte le tasche, in quanto realizzato a partire dagli scarti del legno; se si sceglie un buon prodotto, comunque, l’effetto finale risulta molto interessante.

Rivestire le pareti con il legno

Tra i modi per utilizzare il legno in casa occorre anche includere il rivestimento delle pareti.

Una soluzione molto elegante è rappresentata, per esempio, dalla boiserie, un elemento un tempo esclusivo delle dimore patrizie che oggi è tornato molto di moda anche negli appartamenti moderni.

La boiserie nasce con un duplice scopo: da un lato sfruttare le qualità di isolante termico del legno per mantenere caldi gli ambienti (esigenza quanto mai necessaria in castelli e grandi case nobiliari, quando ancora non esisteva il riscaldamento e nelle stanze penetrava molto freddo durante l’inverno), dall’altro offrire valore aggiunto all’arredamento.

Oggi, le opzioni possibili per creare una boiserie sono davvero tantissime, spaziando dalle soluzioni più minimal, ideali per una casa in cui domina lo stile moderno, a quelle più elaborate e di ispirazione classica.

Il legno in casa come rivestimento non si declina soltanto in decorazioni come la boiserie: anche una o più pareti in legno sono molto diffuse. Un classico esempio è la casa di montagna, dove molto spesso il legno è protagonista, magari accompagnato da un altro straordinario materiale naturale e cioè la pietra.

Nelle vecchie baite, ma anche nei raffinati chalet o persino negli appartamenti ristrutturati, il legno in casa si ritrova nel rivestimento del pavimento, delle pareti e del tetto, contribuendo a creare un’atmosfera calda e accogliente perfetta per un’abitazione sui monti.

In basso, di lato e…in alto

Abbiamo considerato il legno in casa come rivestimento delle superfici, ossia dei pavimenti e delle pareti. Ma rimane ancora da guardare su!

Il legno in casa, infatti, si può trovare anche sul soffitto, soprattutto se si abita all’ultimo piano. In questo caso, è possibile realizzare un tetto completamente in legno, magari impreziosito da travi a vista, che si possono decorare in base ai propri gusti: c’è chi preferisce lasciarle in legno naturale, per un risultato finale semplice ma pur sempre d’effetto e chi invece opta per la sbiancatura, ideale soprattutto in abbinamento a un arredo di ispirazione shabby chic.

Il legno in casa: i mobili

È incredibile in quanti e quali modi si può sfruttare il legno in casa! Oltre che come elemento strutturale e architettonico, il legno è un grande protagonista anche nell’arredamento domestico. Basta guardarci intorno per rendercene immediatamente conto: di legno sono fatti armadi, comodini, comò, mobili TV, librerie, tavoli, sedie, cucine, letti, mobili per il bagno, credenze, piattaie e tanto altro ancora.

Anche per quanto riguarda l’arredo , come nel caso del rivestimento (e, in particolare, del parquet) le opzioni tra cui scegliere sono numerose, diversificandosi per la qualità della materia prima e, di conseguenza, per il costo:

  • I mobili in legno massello sono i più prestigiosi e vengono realizzati partendo dalla lavorazione del tronco dell’albero. Si tratta di mobili molto durevoli e resistenti, il cui prezzo, tuttavia, si attesta su una fascia medio-alta;
  • I mobili in legno lamellare sono esteticamente molto simili a quelli in massello ma realizzati con strati di legno incollati tra loro, in modo da prevenire eventuali deformazioni dovute, per esempio, all’umidità;
  • I mobili in legno tamburato, molto costosi perché realizzati con legname di alta qualità. Assicurano leggerezza, resistenza e durabilità e un effetto estetico molto simile al massello;
  • I mobili in legno impiallacciato, realizzati con un fondo in legno massello al quale vengono aggiunti pannelli laminati o truciolati;
  • I mobili in MDF. Acronimo di Medium Density Fibreboard, il termine si riferisce alla materia prima utilizzata per la realizzazione di questo tipo di mobili, ossia pannelli composti da fibre di legno che derivano dagli scarti di lavorazione. Si tratta di una soluzione economica, ecologica e versatile e scegliendo un buon prodotto si otterrà comunque un risultato molto soddisfacente anche a livello estetico.

Molti mobili, inoltre, indipendentemente dal tipo di materia prima utilizzata, vengono poi laccati o nobilitati, ovvero lavorati in modo da assicurare particolari effetti estetici, con l’obiettivo di venire incontro al meglio a ogni esigenza.

Il mondo delle costruzioni diventa sempre più smart

Il mondo delle costruzioni diventa sempre più smart

Grazie alla ricerca inarrestabile ed alla produzione avanzata, anche il mondo delle “costruzioni” ha fatto passi da gigante.

I sistemi ed i materiali oggi disponibili permettono di realizzare edifici all’avanguardia sempre più sicuri e sostenibili.

La selezione dei materiali edilizi e l’impiego di tecnologie avanzate

La riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e soprattutto la nuova edificazione non potevano certamente fare affidamento a tecniche e soluzioni datate che, seppur efficaci in passato, non rispondevano alle esigenze del vivere contemporaneo e, in alcuni casi, nemmeno alle norme vigenti.

Gli alti standard di efficienza energetica richiesti, la salubrità delle abitazioni, la bassa manutenzione a fronte di una maggiore durata degli edifici e la snellezza dei cantieri hanno sollecitato in questi anni una ricerca sempre più spinta e sofisticata per arrivare alla messa a punto ed alla formulazione di proposte corrispondenti e conformi ad un comparto moderno ed all’avanguardia, quale deve essere quello dell’edilizia del terzo millennio.

Il nodo più difficile da sciogliere riguarda gli edifici esistenti. Per le nuove costruzioni si è arrivati a vincolare i titoli abilitativi alla presenza di determinati requisiti, raggiungibili solo con sistemi, prodotti e materiali adeguati e performanti. Una possibilità è data dall’attenersi alle condizioni richieste per l’accesso ai convenienti incentivi statali così da intervenire in modo corretto, usufruendo delle nuove opportunità offerte dal mercato.

Edilizia smart: le tipologie di costruzioni avanzate

  1. Costruzioni off site. Sono quelle realizzate “fuori sede” (non in cantiere) grazie all’edilizia industrializzata ed in parte prefabbricata. Quest’ultima permette di rispettare i tempi di consegna previsti, di tenere alta la qualità del risultato, di ridurre gli scarti e di contenere i costi, utilizzando al meglio la tecnologia disponibile.

Queste costruzioni sono consentite per merito di quei processi costruttivi caratterizzati da una fase industriale che rimpiazza parte delle attività che solitamente vengono svolte direttamente in cantiere. Si tratta di un metodo che cambia il modo in cui viene concepita la costruzione, l’organizzazione della filiera stessa ed i parametri economici.

La digitalizzazione del processo e lo spostamento della produzione dal cantiere alla fabbrica è anche una soluzione in grado di assicurare un maggior incremento di produttività, abbassando i livelli di inefficienza.

L’edilizia off site permette di velocizzare il processo di costruzione impegnando mano d’opera qualificata, che lavora in un ambiente chiuso e controllato su cui non ha incidenza il clima; costruire con precisione, riducendo gli errori e gli scarti di materiale; portare nell’edilizia la qualità e le conseguenti garanzie di prestazione, tipiche di un processo industriale. Materiale principe di tale processo è il legno.

  • Sistemi antisismici 4.0. Ricerca, normativa ed ora anche maggiori sconti fiscali. E’ del 110% la detrazione delle spese in zona sismica 1, 2 e 3per i lavori di statica delle parti strutturali degli edifici e per quelli che fanno diminuire la classe di rischio.

Oggi sono disponibili soluzioni sia per quanto riguarda gli interventi di riqualificazione sia per le nuove costruzioni al fine di garantire in ogni caso una maggiore elasticità degli edifici e contemporaneamente la tutela delle persone ed il rispetto del territorio.

Non sempre poi è necessario prevedere investimenti ingenti. Nei casi più fortunati può essere sufficiente operare in piccola scala per incrementare di molto la qualità dell’involucro.

  • Materiali tradizionali ma evoluti. Laterizi e cementi non sono più quelli di una volta: ogni materiale della tradizione ha oggi una nuova vita perché combinato ad altri elementi o perché riformulato per seguire nuove esigenze. Tutto ciò modificando la filiera produttiva e puntando al riciclo a fine vita del prodotto. Ed è così che i mattoni rispondono ad esigenze strutturali ma sono anche isolanti. Il cemento è autopulente e diventa un alleato nella lotta contro l’inquinamento; i pannelli isolanti alzano le loro prestazioni.

Tutto con un duplice obiettivo:

  • Il primo è riuscire ad ottenere involucri sempre meno energivori e talvolta non più semplicemente passivi (senza fabbisogno energetico) ma addirittura attivi, capaci di non consumare energia ma di produrne in eccesso.
  • Il secondo è semplificare il processo costruttivo ed allungare la vita dell’edificio.
  • Materiali super attivi in&outdoor. Prodotti e trattamenti che sono in grado di contrastare l’inquinamento dentro e fuori casa. Soluzioni smart pensate per rendere attivi ed autopulenti intonaci, murature, vetri, pitture e piastrelle.

Sono ormai noti i pericoli per la salute dell’uomo derivanti sia dall’inquinamento indoor sia di tipo elettromagnetico o chimico. Ed allo stesso modo è noto che una delle cause del degrado edilizio è lo smog.

I metodi per contrastare questi problemi arrivano anche dalla ricerca messa in atto dalle aziende di prodotti edili. Una delle soluzioni trovate è rappresentata dalla fotocatalisi, un fenomeno naturale che si attua grazie alla presenza di foto catalizzatori per merito dell’azione della luce solare o artificiale e che produce una reazione chimica “vantaggiosa”. Si tratta di un forte processo di ossidazione che è in grado di decomporre le sostanze inquinanti organiche ed inorganiche, trasformandole in altre innocue.

Il principale vantaggio di questo processo è la sua durabilità: il catalizzatore non esaurisce la sua proprietà nel tempo, purchè attivato dalla luce.

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Casa sostenibile: quali sono gli interventi necessari da fare?

Casa sostenibile: quali sono gli interventi necessari da fare?

Il termine sostenibilità coincide ormai con l’urgenza di perseguire uno sviluppo compatibile con le risorse del Pianeta, tale da poter essere  appunto “sostenuto”, in senso ampio.

La sostenibilità è ambientale, economica, etica e sociale. E’ puntare sui materiali e processi produttivi meno inquinanti a basse emissioni di carbonio, porsi nell’ottica di produrre e consumare risparmiando denaro, materie prime non rinnovabili ed energia, gestire in modo oculato il bene comune tendendo a ridurre le disuguaglianze per offrire maggiore sicurezza, salute, servizi.

Sostenibilità vuol dire ripensare alle nostre abitazioni,  responsabili di quasi la metà del consumo energetico globale. Devono invece essere più sostenibili. In che modo?

Gli interventi necessari affinchè una casa sia sostenibile

Per far sì che i risultati dell’efficientamento energetico della tua casa siano soddisfacenti e l’investimento economico non risulti vano, è necessario programmare gli interventi in un’ottica di razionalità e buon senso.

Ad esempio: se sostituisci l’impianto di riscaldamento prima ancora di aver migliorato l’isolamento termico, potrai trovarti in una situazione tutt’altro che vantaggiosa dal punto di vista economico, rischiando di installare un impianto sovradimensionato che consuma e produce più di quanto occorra.

Meglio prima coibentare le pareti ed installare finestre a tenuta per ridurre le dispersioni e, di conseguenza il fabbisogno. Poi sostituire i vecchi impianti.

Vediamo nel dettaglio in cosa consistono gli interventi necessari da fare.

  • Riqualificare l’intero involucro. Il miglioramento della tenuta termica delle strutture opache della casa, verticali ed orizzontali delimitanti il volume riscaldato verso l’esterno, vani non riscaldati o contro terra, che rispetti i requisiti di trasmittanza termica (riportati in tabella 2 del D.M. 26/01/2010) è incentivato attraverso detrazioni fiscali consistenti, (l’Ecobonus al 65% ed il Superbonus al 110%). Pareti, tetto e pavimento performanti permettono di utilizzare meno energia (e spendere meno) e di garantire il comfort termico indoor.

Le pareti dell’edificio devono consentire, infatti, la temperatura interna all’abitazione.

Agevolazione fiscale Ecobonus: detrazione del 65% delle spese. Limite massimo detraibile: 60.000€ per unità immobiliare.

  • Aggiungere il cappotto esterno. Soluzione da privilegiare perché assicura continuità all’isolamento, riduce i ponti termici e permette di raggiungere facilmente i valori limite richiesti per accedere alle detrazioni fiscali economicamente più vantaggiose.

Agevolazione fiscale Ecobonus: detrazione del 65% delle spese. Limite massimo detraibile: 60.000€ per unità immobiliare.

  • Prevedere le schermature solari.

Agevolazione fiscale Ecobonus: detrazione del 50% delle spese. Limite massimo detraibile: 60.000€ per unità immobiliare.

  • Coibentare il tetto. Tutti gli accorgimenti messi in atto per proteggere i locali sottostanti durante la stagione invernale sono utili anche durante l’estate, perché un tetto ben coibentato ed aerato blocca anche il calore prodotto dall’irraggiamento solare, considerando che tra il manto e lo strato di coibentazione si possono raggiungere anche gli 80° C. Quando si prevede un intervento di manutenzione straordinaria, tanto vale riqualificare. Mentre è obbligatorio aggiungere l’isolante nei tetti caldi.

Agevolazione fiscale Ecobonus: detrazione del 65% delle spese. Limite massimo detraibile: 60.000€ per unità immobiliare.

  • Cambiare i serramenti. Le parti “trasparenti” sono un punto critico e di discontinuità della facciata. Dal punto di vista del contenimento energetico, la qualità di una finestra si valuta attraverso il valore di trasmittanza termica Uw espresso in W/mqK che indica quanto sia efficiente dal punto di vista termico. Tanto più il valore è basso, quanto più la finestra è performante.

Agevolazione fiscale Ecobonus: detrazione del 50% delle spese. Limite massimo detraibile: 60.000€ per unità immobiliare.

  • Installare la VMC, ovvero la ventilazione meccanica controllata. Un sistema per l’aerazione costante indoor (senza aprire le finestre) che in alcune tipologie recupera il calore dall’aria per riutilizzarlo.

Agevolazione fiscale Bonus Ristrutturazione: detrazione del 50% solo se l’intervento è compreso in uno di riqualificazione globale o se, si dimostra con certificazione rilasciata da tecnico qualificato o ditta installatrice, il conseguimento del risparmio energetico.

Anche la sostituzione della porta d’ingresso, quando questa separa ambienti riscaldati da quelli che non lo sono ed ha i requisiti specificati dalla normativa, è agevolata dagli incentivi.

  • Sostituire gli impianti. Se l’involucro edilizio è responsabile della dispersione termica, gli impianti sono i protagonisti del consumo energetico e causa di utilizzo di risorse non rinnovabili, inquinamento e bollette care. Già dal 1 Gennaio 2018 tutti gli edifici oggetto di una ristrutturazione rilevante devono ricavare da fonti rinnovabili il 50% del fabbisogno energetico. Dal 2021 tutti gli edifici, nuovi o soggetti ad una ristrutturazione profonda, dovranno adeguarsi allo standard europeo nZEB “Nearly Energy Zero Building”, ovvero Edifici ad Energia Quasi Zero: altissima prestazione energetica, con fabbisogno energetico, molto basso o quasi nullo, coperto in misura significativa da energia proveniente da fonti rinnovabili, prodotta sul posto. Anche laddove non sia richiesta una ristrutturazione di tale entità e non vi siano imposizioni di legge, la riduzione dell’uso di energia e l’approvvigionamento green sono un traguardo che riguarda tutti.
  • Scegliere la caldaia a condensazione togliendo la vecchia caldaia a metano, a gas o Gpl.

Agevolazione fiscale Ecobonus: detrazione del 50% (modello in classe A); del 65% se unito a termoregolazione.  

  • Cambiare lo scaldabagno sostituendo lo scaldacqua elettrico con uno a gas metano o con pompa di calore.

Agevolazione fiscale Ecobonus: detrazione del 65% delle spese per sostituire lo scaldabagno tradizionale con uno a pompa di calore. Limite massimo detraibile: 30.000 euro per unità immobiliare.  

  • Installare la pompa di calore. Anche se si tratta di un apparecchio elettrico, il bilancio energetico è favorevole perché l’elettricità impiegata è inferiore all’energia trasferita nella casa.

Agevolazione fiscale Ecobonus: detrazione del 65% delle spese. Limite massimo detraibile: 30.000 euro per unità immobiliare.  

  • Convertirsi alle biomasse, vuol dire scegliere apparecchi che utilizzino materiali di origine organica che non hanno subito processo di fossilizzazione.

Agevolazione fiscale Ecobonus: detrazione del 50% delle spese Limite massimo detraibile: 30.000 euro per unità immobiliare.  

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