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Bioedilizia

Biophilic design: come realizzare ambienti artificiali

Biophilic design: come realizzare ambienti artificiali

Connettere gli ambienti domestici ad una dimensione naturale, per trarne il maggior beneficio possibile. Questa è la nuova frontiera dell’interior design, che trova nell’innata tendenza dell’essere umano a concentrare grande attenzione su ogni forma di vita e ad affiliarvisi emotivamente.

Un modo innovativo per progettare interni che utilizza le più recenti scoperte sulla relazione “Uomo e Natura” per definire ambienti salubri, piacevoli e rigeneranti. Non si tratta di una semplice passione per il verde ma di un sistema progettuale capace di portare risultati concreti. Ne è un esempio la scuola materna di Gressoney- La- Trinitè in Val d’Aosta, progettata secondo questa filosofia con risultati incoraggianti. In una scuola biofilica i bambini riducono di oltre il 30% i loro tempi di recupero dell’attenzione diretta e sostenuta, dopo una fatica mentale. La riduzione dei tempi di rigenerazione dalla fatica mentale e di recupero dallo stress si traduce, su un piano didattico, in un aumento del “tempo utile” per le attività scolastiche, stimato in 30-35 giorni in più. Senza contare che un ambiente biofilico è sicuramente più sano e più adatto alla crescita dei bambini.

Biophilic design: obiettivi e caratteristiche di questa nuova tendenza

La progettazione biofilica e la bioarchitettura sono complementari. Quest’ultima ha sviluppato un interesse per la sostenibilità verso l’esterno. In termini strettamente tecnici, si può dire che la bioarchitettura è interessata a prodotti e processi che siano il più possibile rispettosi dei cicli biogeochimici di “Gaia”.

La progettazione biofilica ha sviluppato un interesse per la sostenibilità verso l’interno, verso coloro che abitano gli ambienti. In particolare, è interessata a prodotti e processi che siano il più possibile rigenerativi delle capacità di attenzione, che facilitino il recupero dallo stress e che rispettino la cronofisiologia umana.

L’obiettivo della progettazione biolifica è quello di realizzare ambienti artificiali inserendo nel progetto alcune caratteristiche della natura, per renderli il più possibile simili ad essa.

Il biophilic design gode di un crescente interesse, non solo da parte dei professionisti della filiera dell’edilizia ma anche da parte di un pubblico sempre più sensibile ai temi legati alla natura ed alla salute psicofisica negli spazi in cui si vive, si lavora, si impara e ci si cura e dove si trascorre fino al 90% della vita.

Parlando di benefici, un ambiente biofilico corretto, sul piano cognitivo accelera il processo di rigenerazione dell’attenzione e rende il pensiero delle persone più chiaro; sul piano emotivo, favorisce il recupero dello stress. Questi benefici, già noti, oggi si possono misurare.

Il committente che desidera creare intorno a sè un ambiente biofilico, solitamente è una persona già predisposta alla connessione con la natura. Ha sperimentato l’effetto benefico degli ambienti naturali ed apprezza trascorrere del tempo a stretto contatto con paesaggi non urbani oppure nel proprio piccolo giardino o terrazzo ricco di piante.

Caratteristiche che spesso si riscontra è un forte senso di responsabilità verso tutto quello che è vivo e verso il mondo in generale, con atteggiamenti molto attenti e sensibili all’ecologia ed alla salvaguardia dell’ambiente. Si tratta di persone a cui non basta avere una casa sostenibile: sentono la necessità di ricreare un legame forte con la natura attraverso un progetto che soddisfi la loro innata biofilia.

5 scelte di base per rendere un ambiente salubre con il biophilic design

  1. Privilegiare materiali naturali che si integrano facilmente con l’ambiente circostante. In Italia, puntare su legno nazionale, pietra o uno dei tanti tipi di marmi presenti nel nostro Paese.
  2. Ricorrere alle tante specie di piante per interni ed a fiori freschi, meglio se autoctoni, per portare la natura in casa, in ogni ambiente.
  3. Valorizzare la luce naturale: laddove non vi siano finestre ampie, organizzare il layout della casa e disporre l’arredamento in modo che non ostacoli la luminosità o i raggi del sole.
  4. Puntare molto su elementi d’arredo dalle linee morbide.
  5. Optare per colori naturali che richiamino un ambiente incontaminato: sì a palette cromatiche con marrone, verde ed azzurro, in tutte le loro sfumature.

Edilizia acrobatica: normativa di riferimento e messa in sicurezza

Edilizia acrobatica: normativa di riferimento e messa in sicurezza

Alternativa, spettacolare, su fune: è la modalità di elevazione e movimentazione degli operatori edili che sostituisce l’utilizzo dei tradizionali ponteggi. Un sistema sempre più diffuso che nasce dall’intuizione di utilizzare funi e corde di sicurezza per realizzare opere di edilizia di vario tipo.

L’operatore quindi non è più appoggiato su un ponteggio ma è sospeso lungo una doppia fune di sicurezza. Niente più elevatori, telai e piattaforme: gli operai, debitamente addestrati, si calano dall’alto dell’edificio, attraverso le funi e raggiungono il punto dove operare, a qualunque altezza, realizzando l’intervento tanto sospesi. In questo modo spesso si riescono a superare anche quelle difficoltà di ordine burocratico legate all’impiego dei ponteggi che l’edilizia “tradizionale” vive quotidianamente e che allunga i tempi di un intervento su un edificio alto.

I vantaggi dell’edilizia acrobatica

  • Risparmio di tempo: assemblare le impalcature, così come rimuoverle, è un’operazione lunga.
  • Riduzione dei costi: nel settore dei lavori acrobatici c’è una grande variabilità di prezzi, a parità di intervento, dovuta al contesto in cui si opera.
  • Tempestività con cui le squadre acrobatiche possono entrare in azione anche per interventi urgenti di manutenzione straordinaria o di messa in sicurezza.

Interventi fattibili con l’edilizia acrobatica

Questa tecnica è adatta per: messa in sicurezza di edifici pericolanti, tinteggiatura di facciate, opere idrauliche per proteggere i centri abitati dalla potenza dell’acqua, rimozione dell’amianto, impermeabilizzazione di terrazzi e balconi, isolamento a cappotto, pulizia dei vetri, ripristino dell’intonaco, pulizia o sostituzione delle canne fumarie, ripristino di frontalini e cornicioni, sostituzione del rivestimento esterno, potatura di alberi ad alto fusto con abbattimento controllato, pulizia di cisterne ed acquedotti.

In cantiere sono presenti due tipi di figure professionali: gli operatori su funi che svolgono il lavoro ed i preposti che sovraintendono all’esecuzione dei lavori, organizzano e dirigono le manovre.

Le dotazioni necessarie sono: punti di ancoraggio fissi e mobili, collegamenti con l’operatore (fissi, scorrevoli, regolabili o retrattili), imbracatura o cintura di posizionamento, moschettoni, elmetto, assorbitore di energia, discensore auto frenante, scarpe antinfortunistiche.

L’addetto opera sospeso su due funi: una corda principale ed una di sicurezza. Così, nel caso in cui si verifichino problemi alla prima, quella di lavoro, la seconda assicura l’operatore, impedendone la caduta. Entrambe sono fissate su ancoraggi che vengono individuati da personale qualificato.

L’edificio su cui si interviene deve essere provvisto di svariati punti di ancoraggio, solidi e robusti, ai quali saranno agganciate le corde che serviranno per calarsi fino al punto interessato.

Il sistema di fissaggio si chiama “sistema di linea vita” o anticaduta. Installato sulla copertura dell’edificio, si compone di una serie di cavi d’acciaio tesi, a loro volta, tra fissaggi collegati direttamente alla struttura dell’edificio.

L’occupazione di suolo pubblico è un’esigenza che si manifesta per l’esercizio di molte attività. Poiché il suolo pubblico è di proprietà statale, non a libera disposizione dei cittadini o degli esercizi commerciali, per poterlo utilizzare è necessario richiedere al Comune un permesso specifico.

Ogni Comune, infatti, nell’ambito del proprio regolamento, stabilisce presupposti e condizioni di autorizzazione e concessione del suolo pubblico, oltre che l’ammontare del relativo canone.

Edilizia acrobatica e normativa di riferimento

Gli strumenti di base sono le leggi statali in materia di “prevenzione degli infortuni e del lavoro” e di “dispositivi di protezione individuale”:

  • D.lgs. 9 aprile 2008, n° 81 e s.m.i., integrato dal D.lgs 106/2009 “Testo unico per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro”.
  • D.lgs. 8 luglio 2003, n° 235 “Attuazione della Direttiva 2001/45/CE relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute per l’uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori”.
  • Direttiva 2001/45/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27/06/01 che modifica la direttiva 89/655/CEE relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute per l’uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori.
  • D.M. 22 maggio 1992, n° 466 del Ministero del Lavoro e P.S. – “Regolamento recante il riconoscimento di efficacia di un sistema individuale per gli addetti al montaggio ed allo smontaggio dei ponteggi metallici”.
  • D. lgs. 4 dicembre 1992, n° 475 – “Attuazione della direttiva 89/686/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1989, in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi di protezione individuale”.
  • D.lgs. 2 gennaio 1997, n°10 – “Attuazione delle direttive 93/68 CEE, 93/95 CEE e 96/58 relative ai dispositivi di protezione individuale”.
  • D.M. 13 Febbraio 2003 del Ministero delle attività Produttive – “Terzo elenco di norme armonizzate concernente l’attuazione della direttiva 89/686 CEE relativa ai dispositivi di protezione individuale”.
Sostenibilità degli edifici: un criterio imprescindibile di scelta

Sostenibilità degli edifici: un criterio imprescindibile di scelta

La sostenibilità degli edifici da parte dell’uomo e dell’ambiente non è argomento aleatorio privo di contenuti scientifici né rappresenta l’esigenza di una ristretta cerchia di utenti. Oggi costituisce un criterio imprescindibile di scelta, in grado di spostare l’ago della bilancia nel mercato immobiliare, sia per quanto riguarda le nuove costruzioni sia per quanto concerne il recupero del patrimonio edilizio esistente. Ed è più facile di quanto possa sembrare: è una questione di conoscenza.

L’offerta di materiali edili si è arricchita, infatti, di prodotti salubri formulati in modo mirato per contrastare l’inquinamento interno e contribuire al benessere negli ambienti domestici. Ma anche per ridurre il più possibile l’impatto che necessariamente una costruzione ha sull’ambiente.

E sono tante anche le soluzioni tecnologiche sviluppate per tenere sotto controllo in maniera costante e continua la qualità dell’aria indoor: dai dispositivi IoT a quelli che, in autonomia, attivano i sistemi di ventilazione, naturali o meccanici, per favorire il ricambio d’aria.

Certificazioni: controllo ed analisi

Il moltiplicarsi di sistemi legati a benessere e salute corrisponde all’attenzione verso l’abitare sano, motivata anche dai dati allarmanti sulle malattie legate all’inquinamento (in&out).

Ma come avere la garanzia di abitare in un involucro salubre, di essere protetti da materiali e sistemi dannosi e di aver scelto, in fase di progettazione o di ristrutturazione, le soluzioni più corrette per il proprio benessere e per rispettare l’ambiente?

Una risposta reale arriva dalle certificazioni tematiche volontarie.

CasaClima Nature certifica l’impatto ambientale dell’intero edificio

Si tratta di uno strumento introdotto dall’agenzia CasaClima per valutare e certificare un edificio, non solo dal punto di vista dell’efficienza energetica ma anche degli impatti di questo sull’ambiente e sulla salute dell’uomo.

Tale valutazione si articola nella verifica dell’impatto ambientale dei materiali utilizzati per la costruzione, di quello idrico dell’edificio, della qualità dell’aria interna, della protezione del gas radon, dell’illuminazione naturale e del comfort acustico.

Il protocollo Casaclima Nature si differenzia dagli altri protocolli di sostenibilità in quanto non prevede l’assegnazione di punteggi specifici per ogni indicatore, ma pone obiettivi minimi che gli edifici devono raggiungere per ottenere la certificazione.

Nel residenziale, per quanto riguarda la qualità dell’aria, il protocollo prevede la misura all’interno degli ambienti della concentrazione dei composti organici volatili (Voc) e di formaldeide certificati.

Qualora questi requisiti non siano soddisfatti è prevista una misurazione della qualità dell’aria interna. La verifica del requisito “illuminazione naturale” avviene mediante misurazioni in opera da parte dell’Auditore autorizzato CasaClima a edificio concluso.

I requisiti acustici si verificano attraverso misurazioni fonometriche in opera. Per gli edifici di nuova costruzione è richiesta un’analisi preventiva del rischio radon basata su una mappatura locale o un’analisi geomorfologica del sito in cui si identifichino eventuali situazioni di rischio.

La certificazione comprende anche la parte energetica. I prerequisiti minimi della certificazione CasaClima Nature sono: l’efficienza dell’involucro che deve essere in classe CasaClima A o superiore e l’efficienza complessiva in classe CasaClima A o superiore.

Può essere richiesta per edifici di nuova costruzione, anche non residenziali, escluse le tipologie per le quali esistono delle certificazioni specifiche di sostenibilità. In questi casi si fa riferimento alle Linee guida specifiche dei singoli protocolli.

CasaClima Nature è applicabile all’intero involucro edilizio e non alla singola unità abitativa.

La tariffa per la certificazione CasaClima si calcola sulla base della superficie netta riscaldata.

Biosafe, certifica la salubrità ambientale della casa

Questa certificazione valuta una serie di parametri ambientali che determinano la percezione di benessere complessivo all’interno di uno spazio confinato. Per esempio, prende in considerazione il carico chimico, l’inquinamento da polveri sottili, la presenza di muffe, le radiazioni da gas Radon.

Tali parametri vengono considerati sia nella scelta dei materiali da utilizzare sia nella valutazione di quelli già presenti in ambiente; gli stessi parametri possono condizionare anche i crono programmi di cantiere e le modalità di posa.

L’analisi principale consiste nel prelievo di campioni d’aria, utilizzando un campionatore diffusivo a simmetria radiale con fiala assorbente ai carboni attivi.

I campioni raccolti vengono portati in laboratorio ed analizzati con protocolli internazionali standard. Dall’analisi possono essere riconosciute circa 60 sostanze chimiche potenzialmente presenti nell’ambiente misurato. Alla fine del processo viene rilasciata una relazione d’analisi e viene consegnata una targhetta ce certifica la salubrità dei luoghi.

La certificazione di salubrità è un protocollo di analisi, consulenza, posa e misurazione da applicare ad un manufatto (sia esso residenziale, scolastico o alberghiero).

Viene monitorato l’intero processo edilizio fin dalle fasi progettuali, accompagnando poi il cantiere verso obiettivi prefissati di qualità dell’aria, arrivando fino alla consegna dell’edificio.

Il sigillo di validazione Biosafe è invece un percorso certificativo dedicato ai materiali più virtuosi presenti sul mercato: essi vengono testati in laboratorio, attraverso standard Uni e selezionati in base alle loro caratteristiche emissive; gli stessi vengono poi calati nella realtà certificativa di cantiere ed analizzati all’interno dell’involucro certificato. I prodotti che superano la prova di laboratorio ed il test emissivo in cantiere possono fregiarsi del sigillo di validazione Biosafe.

Tutti possono richiedere un’analisi dell’aria per motivi precauzionali o la preparazione di un completo progetto su misura.

Certificazione Well, certifica gli effetti benefici della casa sugli abitanti

Questa certificazione nasce dalla consapevolezza che la sostenibilità può essere declinata nella salute e nel benessere delle persone che vivono gli spazi confinati ed aperti.

Gli edifici e le città influenzano significativamente la qualità della vita delle persone, la produttività sul posto di lavoro, la capacità di apprendimento, i tempi di degenza. Da queste assunzioni e dalla sinergia tra competenze diverse, quali l’ingegneria, l’architettura, la medicina, la sociologia, nasce il protocollo WELL TM, dedicato a misurare il livello di salute e benessere delle persone, negli spazi interni ed aperti.

Il protocollo considera i parametri di qualità dell’aria, dell’acqua per il consumo umano, dell’alimentazione, del fitness, del benessere psicologico, del comfort termico, fisico, acustico e dell’ergonomia.

Per ognuno dei requisiti, raggruppati nelle aree sopracitate, WELL TM evidenzia il rapporto con il corpo umano e ne definisce gli impatti.

La certificazione si basa sullo sviluppo di un progetto in coerenza con i requisiti indicati dal protocollo, rispetto ai quali, a costruzione terminata, viene eseguita una serie di test prestazionali in sito e visite ispettive, orientate a verificare la coerenza tra quanto progettato ed il risultato reale ottenuto.

Tali test e verifiche sono poi ripetuti periodicamente per dimostrare la continuità delle prestazioni nel tempo.

Lo standard WELL non include requisiti di prestazione energetica, ponendosi sul mercato come sistema orientato principalmente ai temi del benessere delle persone. Il protocollo WELL TM viene talvolta utilizzato insieme ai LEED.

WELL TM si applica a città o quartieri, edifici interi o ad interventi di fit-out, quali per esempio un piano uffici all’interno di un edificio. Esiste poi un protocollo pilota dedicato ad edifici multi-residenziali con almeno 5 appartamenti, che deve essere certificato nella sua interezza.

Non esiste al momento la possibilità di certificare il singolo appartamento.

Materiali da costruzione, materiali naturali o artificiali fondamentali nell’edilizia

Materiali da costruzione: materiali naturali o artificiali fondamentali nell’edilizia

I materiali da costruzione si dividono in principali ed accessori. Ai primi appartengono le pietre naturali ed artificiali, gli agglomeranti, i legnami, i metalli; ai secondi invece le vernici, i vetri e tutti quei materiali che servono a preservare le opere murarie dagli attacchi degli agenti atmosferici, nocivi sia alla resistenza che alla durevolezza dell’opera.

Tipologie dei materiali da costruzione

  • Legno. I diversi tipi di legno differiscono tra di loro sia per la specie a cui appartengono sia dal tipo di crescita dell’albero da cui provengono. Il legno strutturale è un materiale decisamente versatile e dalla facile lavorazione, largamente impiegato nel settore edilizio per la realizzazione di strutture di diverso tipo. Esso viene impiegato principalmente per la costruzione di telai portanti e per i rivestimenti. Il principale svantaggio di questo materiale è il fatto di essere facilmente infiammabile.
  • Granito. Utilizzato soprattutto nelle pavimentazioni, è un materiale caratterizzato da una grande resistenza agli acidi.
  • Marmo. Materiale spesso utilizzato sotto forma di lastre per realizzare le finiture, come ad esempio i pavimenti o, a volte, anche le pareti. A causa della sua porosità, e di conseguenza della sua tendenza ad assorbire le sostanze oleose, a volte subisce specifici trattamenti di protezione.
  • Gesso. La sua caratteristica principale è la leggerezza, data da un peso specifico inferiore rispetto alla media degli altri materiali. Questa leggerezza però è accompagnata anche da minori, proprietà meccaniche, che lo relegano alla realizzazione di cartongesso che viene impiegato per la realizzazione di pareti divisorie e controsoffitti.
  • Tufo. Sotto forma di blocchetti, viene utilizzato principalmente per costruire i tramezzi al posto dei mattoni traforati.
  • Ardesia. Materiale ideale per essere tagliato in lastre sottili, piatte e leggere, impermeabili ed aventi una grande resistenza agli agenti atmosferici. Per questo motivo viene solitamente utilizzata per le coperture, per i tetti,  per le pavimentazioni esterne e per la realizzazione di scale e gradoni.
  • Materiali ceramici. Nell’edilizia la ceramica viene spesso impiegata per le copertura, per le piastrelle (sia per pareti che per pavimenti) e per la realizzazione dei sanitari (lavandini, WC, bidet,  piatti doccia).
  • Materiali metallici. Spesso vengono utilizzati per la realizzazione di strutture portanti, come ad esempio nei grattacieli o per il rivestimento delle pareti di alcuni edifici. Il metallo più utilizzato nelle costruzioni edilizie è l’acciaio. Esso ha una straordinaria resistenza meccanica ed una grande flessibilità, anche se è facilmente corrodibile, quindi non particolarmente longevo se utilizzato in esterno. Viene principalmente impiegato sia per realizzare telai portanti sia per la realizzazione di calcestruzzo armato. L’alluminio viene ampiamente utilizzato, in quanto più leggero e meno passibile di corrosione dovuta agli agenti atmosferici. Un altro materiale utilizzato è l’ottone. Spesso vengono utilizzati anche metalli nobili come l’argento, l’oro ed il cromo, che spesso vanno a decorare le facciate degli edifici. Anche il rame ha una sua utilità nel settore edilizio, principalmente nella costruzione delle grondaie.
  • Malta. Miscela composta caratterizzata da proprietà molto variabili a causa della natura stessa delle componenti che la compongono. Nel settore edilizio viene impiegata come materiale legante nella costruzione di sottofondi, murature, massetti ed intonaci.
  • Calcestruzzo. Materiale composito che nasce dall’unione di un materiale inerte (ghiaia, sabbia o pietrisco) ed un materiale legante (cemento). Spesso viene utilizzato nella sua forma ‘armata’, ossia con una vera e propria armatura d’acciaio inserita al suo interno.

Il calcestruzzo armato è costituito da calcestruzzo, materiale con una notevole resistenza alla compressione, ma con scarsa resistenza alla trazione e da acciaio, materiale dotato di un’ottima resistenza a trazione. Si tratta di un materiale utilizzato principalmente per la costruzione di opere civili.

  • Mattoni. Vengono prodotti dall’argilla cotta, dal cemento ed a volte anche da una miscela di sabbia e cemento. A causa della loro grande resistenza al fuoco vengono spesso utilizzati al posto del legno nella realizzazione dei tramezzi.
  • Materiali polimerici o materie plastiche. Impiegati principalmente per la creazione delle tubazioni idrauliche, delle tapparelle e spesso anche delle vasche.
  • Polistirene. Viene utilizzato nella creazione dei ‘cappotti’. È  un ottimo isolante sia acustico sia termico. Presenta il vantaggio di essere leggero e soprattutto economico.
  • Vetro. È  il più fragile dei materiali. Viene impiegato in sottilissime lastre per l’assemblaggio delle finestre. Spesso viene utilizzato anche come decorazione (nelle vetrate a mosaico). Inoltre con il vetro vengono costruiti dei veri e propri mattoni che possono essere impiegati per la costruzione di pareti o solai semi-trasparenti: il cosiddetto vetrocemento. Si tratta di un materiale da costruzione che permette il passaggio della luce, senza però compromettere la privacy di un dato ambiente.

Bioedilizia e sostenibilità ambientale

La bioedilizia è un’alternativa all’architettura tradizionale. Essa si riferisce alle regole del “costruire e vivere sano” al fine di tutelare il benessere e la salvaguardia del nostro habitat.
Costruire in Bioedilizia vuol dire rispettare lo stretto rapporto esistente tra uomo, edificio ed ambiente, riducendo il più possibile l’impatto delle costruzioni sulla salute delle persone e sull’ambiente, attraverso un limitato utilizzo di risorse, le quali non possono essere rinnovate e l’utilizzo di materiali non nocivi.

La bioedilizia utilizza materiali ecologici e non inquinanti, cercando di ridurre e limitare il più possibile il consumo di energie non rinnovabili, salvaguardando l’ambiente grazie al maggiore risparmio energetico.

L’uso di materiali eco e di fonti energetiche alternative non garantiscono sufficientemente la qualità di un progetto sostenibile. E’ necessario considerare anche gli aspetti collegati sia all’impatto sull’ambiente sia all’impatto economico. Perciò, quando viene valutata l’idoneità di un materiale, bisogna tenere conto di tutto il suo ciclo di vita e delle possibili ricadute che ogni fase, dalla produzione all’utilizzo fino allo smaltimento, determina sull’ambiente.

Nella scelta dei materiali per la bioedilizia è importante privilegiare quelli di provenienza il più possibile “locale” in modo da ridurre i costi e l’inquinamento dovuto ai mezzi che li trasportano. Si dovranno inoltre preferire quei materiali che, una volta esaurito il loro ciclo di vita, sono facilmente riutilizzabili e quelli di cui vi sia una buona disponibilità in natura. Fra le preferenze, risultano anche quei materiali che provengono da processi produttivi efficienti e che risultino privi di sostanze tossiche pericolose per l’insorgenza di contaminazioni. Infine dovranno essere scelti in base alle loro caratteristiche ed avere qualità di coibentazione, igroscopicità, isolamento ed accumulo del calore.

Quali sono i materiali maggiormente usati nella bioedilizia?

  • Il legno in bioedilizia è il materiale più largamente usato poiché possiede numerose qualità oltre ad essere rinnovabile, riciclabile e biodegradabile. Ha ottime caratteristiche di isolamento termico, acustico, elasticità, flessibilità, resistenza alle sollecitazioni termiche e meccaniche, resistenza all’usura. Inoltre le sue caratteristiche fisiche lo rendono adatto a creare spazi abitativi caldi ed accoglienti procurando effetti benefici a livello psicologico quali benessere e rilassamento. La sostenibilità si ottiene con legname proveniente da boschi gestiti correttamente tramite ricrescita programmata, presenti nella zona di costruzione.
  • Il sughero proviene dal fulcro della corteccia della quercia da sughero, il quale, una volta prelevato, si rigenera naturalmente. Si tratta di un materiale che, oltre ad avere ottime qualità isolanti, è idrorepellente, atossico, traspirante, ininfiammabile, anallergico, resistente all’azione degli insetti e dei roditori, biologicamente puro e durevole nel tempo.
  • La fibra di cellulosa è un materiale ottenuto dal riciclo e dalla trasformazione della carta. Presenta  buone capacità coibentanti perché può essere usata sia come isolante acustico sia termico. Non contiene sostanze tossiche ed è nuovamente riciclabile.
  • laterizi sono costituiti da un impasto di argilla, sabbia ed acqua. Vengono utilizzati per la costruzione di elementi strutturali e tamponature. Occorre fare attenzione alla scelta dei laterizi prodotti con argille la cui radioattività sia inferiore ai limiti prefissati. E’ fondamentale che il produttore certifichi provenienza, qualità e livello di radioattività di questo materiale.
  • I blocchi in calcestruzzo ed argilla espansa sono utilizzati per la costruzione di parti strutturali. Possiedono buone caratteristiche meccaniche e di isolamento termico ed acustico, resistenza all’acqua, al fuoco, facilità ed economicità di posa in opera, unite ad una relativa leggerezza. Anche in questo caso è importante controllare i livelli di radioattività.
  • I blocchi cassero in legno cemento sono usati per la costruzione di murature portanti, posati in opera a secco e successivamente riempiti in calcestruzzo. Le armature sono efficacemente collegate a terra.  Invece il cemento utilizzato deve essere puro e privo di additivi di sintesi. Essi permettono di realizzare edifici in classe A, acusticamente a norma, ecologici, antisismici, riducendo tempi e costi di realizzazione.
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