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Come rendere la casa pet friendly

Nel corso degli ultimi trent’anni, il concetto di animali da compagnia ha conosciuto una rapida evoluzione e oggi si tende a considerare cani, gatti ma anche conigli e criceti come veri e propri membri della famiglia.

Gli italiani, in particolare, sono tra più appassionati fan dei pets: secondo le stime, sono più di 32 milioni gli animali da compagnia presenti nelle case, da nord a sud della Penisola, cifra che colloca il nostro Paese tra i primi in Europa per numero di pets per abitante.

Una diffusione così capillare di animali da compagnia ha portato inevitabilmente a grossi cambiamenti nella vita quotidiana delle persone: cani, gatti, uccellini, conigli, criceti e furetti hanno bisogno di cure costanti, il che si traduce nella necessità di organizzare con la massima efficacia il ménage familiare.

Ma non solo. Gli amanti dei pets che hanno a cuore il benessere dei propri beniamini devono anche sistemare gli ambienti domestici in modo razionale, per garantire il comfort e la sicurezza degli animali.

Ecco allora qualche consiglio utile su come rendere la casa pet friendly.

Elettrodomestici ad hoc

La crescente presenza di animali da compagnia nelle case ha indotto molte aziende che producono elettrodomestici a progettare soluzioni ad hoc dedicate ai proprietari di pets.

Soprattutto per quanto riguarda cani e gatti, soggetti a periodiche mute di pelo, mantenere una corretta pulizia degli ambienti è indispensabile: rendere la casa pet friendly significa anche assicurare l’igiene necessaria, rimuovendo i peli caduti tramite prodotti specifici.

Ricordiamo infatti che, oltre ad aumentare polvere e sporco, i peli penetrano facilmente nelle fibre dei tessili, come cuscini, divani e tappeti e se non vengono aspirati possono non solo rovinare nel lungo periodo gli oggetti su cui si depositano (più i peli si accumulano, più è difficile toglierli) ma anche contribuire all’insorgenza di sintomi di allergia tra le persone.

Insomma: se volete bene ai vostri animali da compagnia, tenete gli ambienti puliti. Si tratta di un accorgimento utile non solo a garantire il benessere e la salute dei vostri familiari, ma anche quella dei vostri amici pelosi o piumati, che infatti hanno l’abitudine di mantenere in perfetto ordine nidi e tane.

Per facilitarvi il compito, in commercio potete trovare soluzioni pensate per ogni esigenza, che vi permetteranno di svolgere questa piccola incombenza in modo semplice e veloce.

Dove sistemare le cucce

Chi desidera imparare come rendere la casa pet friendly non può esimersi dallo scegliere con attenzione dove collocare la cuccia o, comunque, il ricovero per il proprio animale.

Per quanto riguarda i cani, l’ideale è sistemare un materassino o una brandina in un angolo, prestando attenzione a non scegliere un punto né troppo caldo (per esempio, accanto a un calorifero) né troppo freddo, come può essere vicino a una portafinestra.

I cani, infatti, amano rifugiarsi in un luogo intimo e raccolto, dove riposarsi dopo una bella passeggiata con i loro amici a due zampe. E non preoccupatevi di tenere troppo alto il riscaldamento: al contrario, anche i cagnolini di piccola taglia soffrono più le temperature elevate che il freddo e per scaldarsi non faranno altro che acciambellarsi su se stessi, prima di sprofondare in un bel sonno ristoratore.

I gatti, invece, d’inverno amano il tepore del riscaldamento domestico e non è raro trovare spesso il micio appollaiato a sonnecchiare proprio sopra il termosifone; per questo, il ricovero dei gatti, che può essere per esempio un comodo sacco nanna, può essere collocato anche nei pressi delle fonti di calore che, durante i mesi freddi dell’anno, assicureranno al vostro micio il clima ideale per riposare in tranquillità.

Molte persone hanno invece l’abitudine di far dormire il proprio pet su letti e divani: in questi casi, per non rovinare i mobili, è consigliabile stendervi sopra una vecchia coperta o un lenzuolo dismesso, che assicureranno comfort agli animali senza danneggiare i tessuti.

Come rendere una casa pet friendly: la sicurezza

Spesso si paragonano gli animali da compagnia ai bambini e, in effetti, sono molti i proprietari che trattano il loro pet alla stregua di un figlio. Non bisogna però dimenticare che, al contrario degli esseri umani, cani, gatti &Co. non crescono mai e, di conseguenza, l’ambiente dove vivono deve essere sempre sicuro per loro.

Per questo è opportuno adottare alcuni accorgimenti molto semplici ma al tempo stesso indispensabili per garantire la sicurezza di tutta la famiglia, tra cui:

  • Installare cancelletti sulle scale o dove vi sono spazi nei quali agli animali da compagnia non è consentito accedere. Se si prende un cane cucciolo, per esempio, non è ancora fisicamente in grado di scendere e salire i gradini con facilità da solo e inoltre prima dell’anno di età andare su e giù dalle scale potrebbe compromettere il corretto sviluppo delle articolazioni, con ripercussioni negative sulla sua qualità della vita negli anni a venire. Al tempo stesso, se in una determinata stanza della casa è meglio che i vostri amici non entrino (per esempio perché vi riponete detersivi oppure oggetti pericolosi per gli animali) è meglio aggiungere un cancelletto di sicurezza, perché potrebbe capitarvi di dimenticare la porta aperta;
  • Controllare i cavi elettrici: per cuccioli e gattini, ma anche per i piccoli roditori, sgranocchiare il filo del telefono o di lampade da terra e abat-jour può essere molto divertente. Purtroppo, però, è anche molto pericoloso: attenzione quindi, se lasciate gli animali liberi in casa mentre siete assenti, a mettere in sicurezza tutti i cavi elettrici, per esempio nascondendoli dietro ai mobili o coprendoli con altri oggetti, in modo da impedire ai vostri beniamini di raggiungerli;
  • Attenzione ai piccoli oggetti: molto spesso, i nostri amici a quattro zampe non distinguono sempre ciò che è commestibile da ciò che non lo è. Tra le best practices da attuare per rendere la casa pet friendly una delle più importanti consiste nell’aver cura di non lasciare in giro piccoli oggetti, dai calzini alle viti, ma anche matite da disegno e sacchetti di plastica, che potrebbero facilmente essere ingeriti dai vostri beniamini con conseguenze anche letali.

Rivestire il pavimento con la moquette: scelta originale o demodé?

Pensare alla moquette vi fa subito venire in mente un interno in stile anni ’80? Non è detto. Rivestire il pavimento con la moquette, infatti, è una scelta che, se ad alcuni può apparire del tutto fuori moda, per altri offre numerosi vantaggi.

Scopriamo allora insieme quali sono i pro e i contro della moquette in casa.

I vantaggi della moquette

  • La moquette dà un tocco di originalità in casa

Diciamo la verità: rivestire il pavimento con la moquette, nel XXI secolo, è una scelta coraggiosa. Tuttavia, la moquette può riservare grandi sorprese, soprattutto in termini di originalità dell’arredamento, aggiungendo carattere e personalità alla casa, sia che essa sia improntata su uno stile classico sia moderno e formale che, infine, casual.

In altri termini, la moquette, contrariamente a quanto si possa pensare, è un tipo di rivestimento estremamente versatile, in grado di integrarsi senza difficoltà tanto al mobilio più sobrio e rigoroso quanto a quello più barocco.

Quale che sia lo stile della vostra casa, optando per il rivestimento dei pavimenti con la moquette una cosa è certa: chi varcherà per la prima volta il vostro uscio non potrà rimanere indifferente alla sua morbida presenza.

  • La moquette accresce il comfort domestico

Piastrelle e pavimenti in legno rappresentano una soluzione comoda e pratica, senza contare le infinite combinazioni possibili che si possono ottenere dal punto di vista estetico.

Non bisogna però dimenticare che si tratta pur sempre di superfici dure e, chi trascorre molto tempo in casa e sbriga numerose faccende, sa bene come a fine giornata ci si senta i piedi stanchi e doloranti e, magari, si avverta un po’ di fastidio anche alle ginocchia e persino alla schiena.

Ciò accade perché ogni passo che si compie su una superficie dura ha un impatto, seppur lieve, sulle articolazioni.

Rivestire il pavimento con la moquette, al contrario, rappresenta un’opzione estremamente confortevole, perché la superficie morbida attutisce il contatto tra i piedi e il terreno, con una conseguente riduzione del fastidio articolare.

La moquette è comoda anche se ci si vuole sedere o sdraiare a terra, accrescendo così il vostro comfort domestico.

  • La moquette dà calore

Quante volte vi è capitato di risvegliarvi e provare quella sensazione di leggero fastidio appoggiando i piedi nudi sul pavimento freddo? Bene, con la moquette questo problema non sussiste, perché rappresenta un eccellente isolante termico.

Durante i mesi più freddi dell’anno, inoltre, contribuisce a ridurre la dispersione di calore, consentendovi anche di risparmiare sulle bollette.

  • La moquette attutisce i rumori

Le case in cui è presente la moquette sono generalmente più silenziose, perché questo tipo di rivestimento attutisce molto i rumori, incluso il calpestio.

La moquette può dunque essere una valida opzione nel caso in cui si abbiano bambini piccoli che magari giocano in casa, lasciando ai piccoli la libertà di divertirsi ma senza arrecare troppo disturbo ai vicini di casa.

  • La moquette è sicura

Soffice e morbida, la moquette è anche più sicura del pavimento in piastrelle o del parquet, perché se si cade accidentalmente il rischio di procurarsi ferite è minore.

  • La moquette è relativamente economica

Rivestire il pavimento con la moquette è una scelta anche relativamente a basso costo, nel senso che posarla non richiede una spesa eccessiva ma al tempo stesso bisogna considerare che la sua durabilità è inferiore rispetto a piastrelle e legno e che quindi va cambiata più spesso.

Gli svantaggi della moquette

La moquette offre molti vantaggi, però ha anche dei contro.  Vediamo allora i possibili motivi per cui scartare l’idea di rivestire il pavimento con la moquette.

  • Germi e allergeni

Tappeti e moquette sono confortevoli, aggiungono personalità all’arredamento e offrono un notevole impatto estetico, ma non bisogna dimenticare che nelle fibre del tessuto si nascondono diversi germi, che possono sì essere facilmente debellati con la pulizia al vapore ma non tarderanno a riformarsi di nuovo sulle superfici.

La moquette, inoltre, trattiene anche polvere e pollini, che possono accrescere i sintomi di allergia.

  • L’usura

Rispetto a parquet e piastrelle, la moquette è molto più soggetta a usura e va sostituita con maggiore frequenza.

A livello estetico, inoltre, può essere depenalizzante il fatto che le parti usurate si concentrino in alcuni punti della casa (ovvero nelle zone dove si passa più spesso, come per esempio il corridoio), creando così uno sgradevole effetto a macchia di leopardo.

Se si ha la moquette in casa, poi, non bisogna dimenticare di togliersi subito le scarpe perché i micro sassi che si annidano nelle scanalature delle suole fungono da vere e proprie lamette, tagliando le fibre del tessuto.

  • La manutenzione

Un’altra ragione per cui occorre ponderare con cura la scelta di rivestire il pavimento con la moquette è che questa richiede molto tempo e impegno per quanto riguarda la sua manutenzione: è infatti necessario non solo passare frequentemente l’aspirapolvere (anche due volte al giorno se si hanno animali domestici) ma anche intervenire tempestivamente nel caso la superficie si macchi con prodotti specifici.

Consigli utili per prendersi cura al meglio della moquette

Rivestire il pavimento con la moquette è dunque una scelta originale o nostalgica?

In qualunque modo la pensiate, la moquette rimane comunque un’opzione interessante per il rivestimento delle superfici, sotto diversi punti di vista.

Per prendersene cura al meglio, è buona norma adottare alcuni semplici accorgimenti, tra cui:

  • Tenerla pulita il più possibile, evitando anche di camminarci sopra con le scarpe;
  • Sistemare una passatoia o un ulteriore tappeto nelle zone più trafficate per scongiurare le “chiazze” di usura;
  • Intervenire subito se si macchia;
  • Se avete bambini piccoli che fanno merenda, sistemare sotto di loro un tappeto in plastica per salvaguardare la superficie.

Come utilizzare il cartongesso per decorare casa

Si trova ovunque: in casa, in ufficio, in un negozio. Il cartongesso fa da molto tempo parte della nostra vita quotidiana, eppure in pochi sanno effettivamente come è fatto, quanto è utile e come può essere utilizzato nell’arredamento domestico.

Prima di scendere nel dettaglio e scoprire come utilizzare il cartongesso per decorare casa, è necessario aprire una parentesi su cos’è questo materiale e a cosa serve.

Il cartongesso è un materiale da costruzione, impiegato soprattutto per la creazione di pareti e soffitti; nel corso del tempo, i professionisti del settore edilizio ne hanno sperimentato molti altri usi – che vedremo più avanti – come per esempio per la realizzazione di librerie, elementi architettonici e oggetti di design.

Perché il cartongesso è così popolare? La risposta è facile da indovinare: questo materiale, infatti, si installa in modo semplice e veloce, è resistente e, in caso di danneggiamento, può essere riparato senza troppi problemi.

Come accennavamo, il cartongesso si trova quasi ovunque, tanto in contesti residenziali quanto industriali e commerciali: qui, può essere utile per nascondere pilastri o travi d’acciaio, mentre nelle case viene comunemente utilizzato per creare controsoffitti o coprire la struttura dei caminetti (il cartongesso presenta anche un’eccellente resistenza al calore).

La storia del cartongesso

Curiosi di sapere come utilizzare il cartongesso per decorare casa? Ci arriveremo. Prima, però, vogliamo raccontarvi la storia di questo materiale, tanto versatile e diffuso, quanto, per alcuni aspetti, sconosciuto.

Era il 1916 quando la National Gypsum Company, un’impresa edile statunitense, creò il cartongesso, originariamente chiamato Sackett Board, da Sackett, una ditta sussidiaria della Gypsum incentrata sulla produzione di gesso. Inizialmente, il materiale era impiegato sotto forma di piastrelle ignifughe, ma nel giro di pochi anni cambiò forma e venne venduto in lastre di gesso e carta multistrato.

Ci vollero appena una decina d’anni per realizzare il cartongesso così come lo utilizziamo oggi, ossia lastre composte da gesso e carta pesante. Cosa interessante, mentre furono necessari pochi anni perché il cartongesso si evolvesse nel materiale che conosciamo ancora oggi, ne sono occorsi 25 per introdurlo definitivamente nel settore edilizio ed essere impiegato in modo diffuso e sostanziale.

Fu solo con il coinvolgimento degli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale, infatti, che i costruttori capirono i vantaggi di un uso capillare del cartongesso: mentre la maggior parte della forza lavoro del Paese era concentrata sulla produzione bellica e tanti uomini erano impegnati sul fronte, l’utilizzo di materiali di costruzione veloci ed economici diventò un’assoluta necessità. Grazie al cartongesso, si poteva completare la costruzione di case e fabbriche in tempi record e con molta meno manodopera.

L’impiego del cartongesso, inoltre, veniva considerato “patriottico”, perché permetteva ai cittadini di dedicare più tempo e denaro per l’obiettivo bellico.

Con la fine della guerra, nel 1945, il cartongesso ha conosciuto un vero e proprio boom, diffondendosi in tutto il mondo; in Italia, la produzione e l’utilizzo del cartongesso sono stati implementati in particolare a partire dagli anni ’50 e ’60 del secolo scorso.

Come è fatto il cartongesso

Il cartongesso vanta molte proprietà che hanno contribuito al suo successo e alla sua diffusione capillare: è ignifugo, idrorepellente, facile da installare, economico, tanto per citare alcuni dei tanti vantaggi che questo materiale è in grado di assicurare. Ma come è fatto il cartongesso? E quanto deve essere spesso?

Per quanto riguarda lo spessore, è variabile in base al tipo di applicazione: una parete in cartongesso, per esempio, può essere spessa circa 8-10 mm, ma nei centri per il bricolage si trova cartongesso anche di 12,5-13 mm di spessore.

Rispetto, invece, alla sua composizione, si tratta, come abbiamo già accennato di lastre realizzate con un corpo centrale in gesso e poi inserite tra due fogli di cartone precedentemente trattati per garantire la massima resistenza e fungere da “armatura” esterna.

Come la parte in cartone, anche quella in gesso può essere trattata con additivi, in modo da garantire la resistenza al fuoco, all’acqua e all’umidità oppure agli urti.

Idee per decorare casa con il cartongesso

Versatile, economico e ricco di proprietà, il cartongesso è sempre più impiegato anche per l’interior design, assicurando un notevole effetto estetico. Ecco allora alcune idee su come utilizzare il cartongesso per decorare casa:

  • Controsoffitti: si tratta di una delle soluzioni più semplici e, al tempo stesso, più di impatto. I controsoffitti in cartongesso, infatti, consentono di modellare e dare movimento agli ambienti e, in più, offrono la possibilità di realizzare particolari effetti con l’illuminazione, per esempio installando faretti a LED, che permettono di valorizzare alcuni particolari dell’arredamento;
  • Pareti: un classico. Le pareti in cartongesso sono una delle soluzioni più diffuse per personalizzare la casa secondo il proprio gusto e le proprie esigenze. Uno dei contesti di applicazione ideali per le pareti in cartongesso sono gli open space, dove grazie a questo materiale si possono creare diversi micro-ambienti (una tranquilla area relax, per esempio, oppure un divisorio per la cucina), lasciando comunque gli spazi aperti e comunicanti;
  • Nicchie, mensole, testiere in camera da letto. Si tratta di espedienti molto utili per dare brio all’arredamento della zona notte senza fare grosse modifiche strutturali. In questo caso, il cartongesso permette di arricchire la decorazione delle stanze da letto e, nel contempo, creare spazi per riporre libri, soprammobili, fotografie e altri oggetti;
  • Librerie. Un’altra modalità di utilizzo del cartongesso per la decorazione della propria casa consiste nella realizzazione di librerie, da posizionare in soggiorno o in ingresso. Si tratta di una soluzione molto versatile, che conferisce leggerezza all’ambiente e consente un notevole risparmio rispetto all’acquisto di un mobile tradizionale;

Arriva un bebè: quali lavori fare in casa

La nascita di un bambino è un evento che porta gioia e allegria…ma anche un gran daffare!

Ancora prima che il bebè faccia il suo ingresso in casa, iniziano i preparativi per accogliere al meglio il nuovo venuto: si allestisce la cameretta, si ricamano i corredini, si acquistano gli accessori che saranno indispensabili immediatamente dopo il rientro dall’ospedale, come il fasciatoio, la culla o la vaschetta per il bagnetto.

Quando si è in attesa di un figlio, dunque, la casa cambia volto. Ma come fare per non creare troppo disordine e realizzare un ambiente realmente kid-friendly? Ecco qualche consiglio utile.

L’importanza del tempo

Un primo accorgimento da adottare se si desidera ristrutturare casa per l’arrivo di un bebè consiste nel scegliere il momento giusto per farlo.

La primavera e l’estate sono le stagioni ideali per intraprendere lavori di ristrutturazione: grazie al bel tempo, si potranno tenere gli ambienti ben arieggiati se si pitturano le pareti; se si hanno altri figli si può contare sulle vacanze estive per poter concedere loro un po’ di svago altrove se la casa è completamente sottosopra o, al contrario, coinvolgerli attivamente affidandogli lavoretti adatti alla loro età.

Ambienti a misura di bambino…ma non troppo!

Dare un nuovo look alla propria casa in occasione dell’arrivo di un bambino significa anche progettare gli spazi a misura dei più piccoli.

Attenzione, però, a non eccedere. Non dimenticate che quello che fino a poco tempo fa era un grazioso pargoletto in fasce, in pochi mesi riuscirà a camminare sulle proprie gambe e ancora prima che riusciate a rendervene conto sarà cresciuto di altre due o tre spanne.

Anche se i mobili si possono cambiare a seconda della crescita del bambino, è bene non pensare tutti gli spazi in formato “mini”. Alcune persone, per esempio, installano delle piccole docce in bagno, che, seppure utili per i bambini in età prescolare, presto saranno solo elementi che occuperanno spazio inutilmente.

Anche per il lettino è meglio pensare al futuro: tolte culle e lettini per neonati, indispensabili per il loro comfort, nel momento in cui si sceglie il letto della cameretta è buona norma optare per una soluzione che, in quanto a misure, andrà bene anche più avanti.

Un’alternativa molto interessante consiste nei cosiddetti lettini montessoriani, la cui peculiarità è l’altezza da terra: essendo molto bassi, infatti, sono sicuri anche per i bambini più piccoli, pur essendo disponibili anche nelle misure standard dei letti singoli. Per aumentare ulteriormente la sicurezza è anche possibile installare delle sponde, che si possono poi rimuovere non appena il bambino sarà cresciuto.

Riguardo alla progettazione degli spazi secondo le regole della pedagogia montessoriana, vale la pena aprire una parentesi. In base a questa filosofia di pensiero, infatti, gli ambienti della casa devono essere sicuri per i più piccoli ma anche pensati per sviluppare al meglio le loro abilità e aiutarli nel proprio percorso verso l’autonomia.

Un oggetto molto utile in questo senso è, per esempio, lo scaffale portagiocattoli, suddiviso in diversi scomparti, dove il bambino può riporre i suoi giochi in base alla categoria. In questo modo, si aiuterà il bimbo a tenere in ordine i propri spazi, rendendo la cameretta (o, comunque, la stanza che si è scelto di adibire al gioco e allo svago) un ambiente pulito e accogliente.

La cameretta? Deve riflettere la loro personalità

Con le moderne tecniche ecografiche, oggi quasi tutti i futuri genitori, entro il quinto mese di vita del bimbo che aspettano, sanno il sesso del nascituro, a meno che, per scelta, non si desideri aspettare il momento della nascita per sapere se sarà un maschietto o una femminuccia.

Quale che sia il sesso del bambino, tuttavia, non bisogna dimenticare che la cameretta sarà un luogo molto importante per lui o per lei, dove trascorrerà la maggior parte del proprio tempo.

Di conseguenza, se si ristruttura la stanza dei bambini quando si è ancora in attesa, è bene non eccedere con decorazioni prettamente maschili o femminili: magari la vostra bimba non apprezzerà un ambiente rosa confetto o il vostro bambino non sarà interessato a macchinine e trattori.

E se quando è ancora in fasce non se ne renderà ancora ben conto, nel giro di due o tre anni esprimerà i suoi gusti e, magari, finisce che avete fatto un importante investimento per allestire una cameretta dove proprio vostro figlio non vuole stare.

Per iniziare, dunque, meglio optare per decorazioni “soft”, per esempio dipingendo le pareti con colori neutri ma magari arricchendole con qualche adesivo murale, che un domani può essere facilmente rimosso. Anche per il colore e le finiture dei mobili, se volete già creare la cameretta mentre vostro figlio è ancora neonato il consiglio è quello di non sbilanciarsi troppo: meglio scegliere un modello con colori “unisex”, come rovere o verde, che possono adattarsi tanto a un maschio quanto a una femmina.

Se invece il bambino è più grande, perché non coinvolgerlo direttamente nella scelta della cameretta? Definite un budget e considerate un ventaglio di modelli possibili, da scegliere insieme a vostro figlio: sicuramente opterà per la soluzione che meglio riflette la sua personalità.

A corto di idee? Perché non rivolgervi a un interior designer?

La sicurezza prima di tutto

Nel momento in cui si ristruttura casa per l’arrivo di un bebè, uno degli aspetti più importanti da considerare riguarda la sicurezza. In pochi mesi, infatti, vostro figlio gattonerà ovunque, si tirerà in piedi attaccandosi ai mobili e la sua giornata trascorrerà con un unico obiettivo: esplorare il più possibile l’ambiente che lo circonda.

Per questo motivo, è necessario prendere alcune misure di precauzione, tra cui:

  • Inserire gli appositi copri presa nelle prese della corrente;
  • Tenere lontani dalla portata del bambino detersivi, coltelli, forbici e oggetti di piccole dimensioni, che potrebbero facilmente essere ingeriti;
  • Installare cancellini se si hanno scale in casa.

Semplici accorgimenti, che tuttavia vi aiuteranno ad accogliere al meglio il nuovo arrivato e a vivere insieme a lui o a lei la vostra nuova casa.

Classico e moderno: un mix per donare stile e personalità alla tua casa

Uno dei grandi vantaggi della nostra epoca consiste nella possibilità di scegliere per la nostra casa lo stile che più ci rappresenta. Ma non solo. È anche possibile mischiare gli stili, donando così alla propria abitazione una personalità unica.

Una delle scelte più in voga, per esempio, consiste nel mixare due stili apparentemente antitetici, ossia classico e moderno. A dispetto di chi pensa che una modanatura finemente lavorata non si abbini per nulla a un leggero tavolo in vetro, l’accostamento tra classico e moderno può generare un risultato finale sorprendente.

Le caratteristiche dello stile moderno

Prima di offrire qualche esempio concreto di come si può arredare la propria casa mixando elementi classici con altri moderni, è bene considerare quelli che sono i capisaldi dell’uno e dell’altro stile.

In particolare, lo stile moderno si distingue per:

  • Il minimalismo. La parola d’ordine per una casa in stile moderno è: less is more, il che si traduce nell’invito a decorare la propria abitazione con pochi pezzi, ma di alta qualità. In una casa moderna si prediligono forme pure e linee rette, per un’eleganza sobria e mai chiassosa;
  • Una palette cromatica decisa ma mai audace. Non è raro trovare nelle case moderne tinte forti, come nero, ocra, grigio antracite o altri colori decisi; ciò non deve comunque essere scambiato per audacia ma piuttosto per l’esigenza di valorizzare, attraverso il colore, un mobilio particolarmente raffinato e dal design ricercato. In altri contesti, invece, si preferisce puntare sulle tinte chiare, dal total white alle tonalità pastello, sobrie e luminose;
  • Funzionalità. In ogni tipo di abitazione, a prescindere dallo stile con il quale si sceglie di arredarla, bisognerebbe pensare prima di tutto alla funzionalità, in modo da massimizzare il comfort abitativo. Nello stile moderno questa esigenza è ancora più sentita: ponendo l’accento sulla qualità piuttosto che sulla quantità, mobili e altri elementi d’arredo, oltre ad appagare l’estetica dei proprietari, devono poter essere funzionali al massimo, per una casa bella da vedere e comoda da abitare;
  • La luce. Si tratta di uno degli elementi più importanti, soprattutto nelle case moderne, progettate per sfruttare al meglio la luce naturale. Anche un’intelligente illuminazione, però, gioca un ruolo fondamentale: lampadari di design o pratici faretti a LED possono essere utilizzati non solo, semplicemente, per far luce, ma anche per enfatizzare particolari decorativi, come per esempio l’isola centrale in cucina oppure quadri e fotografie appesi alle pareti. Sempre con l’obiettivo di donare luminosità alla casa, lo stile moderno dà particolare valore alla trasparenza, con superfici in vetro che possono essere applicate in diversi ambienti, offrendo eleganza e leggerezza.

Le caratteristiche dello stile classico

Come per lo stile moderno, anche quello classico ha dei tratti distintivi, che possono riassumersi in:

  • Utilizzo di legno pregiato. Il legno è uno dei materiali naturali più versatili, da sempre utilizzato non solo a livello strutturale ma anche per le decorazioni interne. Nelle case classiche, non mancano mai mobili in legno massello, importanti e capaci di donare carattere e personalità a tutte le stanze della casa;
  • Rivestimenti, boiserie e modanature. Un’altra caratteristica dello stile classico è l’abbondanza, che si esprime anche nel diffuso ricorso a rivestimenti, raffinate boiserie e modanature. Elementi che rendono gli ambienti sfarzosi e prestigiosi, degni di una dimora patrizia;
  • Colori caldi. Se il diktat che caratterizza lo stile moderno è: less is more, l’espressione che più rispecchia lo stile classico è: more is more! In un contesto generoso in forme e decorazioni, i colori freddi non sono ammessi: via libera, invece, a tonalità calde, in grado di rendere l’atmosfera ancora più accogliente e invitante. Per le pareti, un’alternativa molto usata per le case classiche consiste nell’utilizzo della carta da parati, magari con delicati motivi floreali;
  • Tessili e complementi d’arredo importanti. In una casa in stile classico tappeti, tende, cuscini e, in generale, i tessili fanno la parte del leone. Seta, velluto o cotone pregiato, nella declinazione cromatica del classico rosso oppure con fantasie floreali impreziosiscono l’arredamento classico, arricchendo ulteriormente gli ambienti. In una casa in stile classico spesso si esprime anche una forte passione per l’arte, con quadri dalle cornici riccamente decorate che abbelliscono le pareti delle stanze.

Come fare un mix tra classico e moderno

Per mixare stile classico e moderno non esistono regole fisse: bisogna seguire il proprio gusto e l’ispirazione del momento. A patto, naturalmente, di trovare un equilibrio tra i due stili.

Per il soggiorno, per esempio, si potrebbe ricorrere allo stile classico per l’utilizzo della carta da parati, per il divano e per la libreria, accostando invece un tavolino da caffè semplice e sobrio, tipicamente moderno. Il tutto accompagnato da un’illuminazione dal design contemporaneo. Il risultato finale sarà un ambiente ricco e decorato, ma smorzato dagli elementi moderni.

Un’altra stanza dove è possibile giocare tra stile classico e moderno è lo studio, dove accanto a una scrivania in legno massiccio e a pareti impreziosite da cornici classiche, si possono accostare una poltrona in pelle e un tappeto in stile moderno, creando così un piacevole contrasto che regalerà carattere e personalità alla stanza.

Anche nelle camere da letto si possono mischiare elementi classici e moderni, come uno sfarzoso letto a baldacchino accostato invece a un armadio dalle linee semplici e sobrie o, ancora, una toletta classica e un letto invece dal design più semplice. Come nella zona living, inoltre, anche nelle camere da letto si può ricorrere alla boiserie come elemento decorativo.

Persino in bagno il mix tra classico e moderno può dar vita a effetti sorprendenti: un vecchio specchio dalla cornice importante può integrarsi perfettamente con un mobilio dalle linee semplici e pulite e da soprammobili di gusto tradizionale.

La boiserie: un tocco di classe che non passa mai di moda

Un tempo realizzata solo nelle dimore più prestigiose, oggi la boiserie è un elemento decorativo alla portata di tutti: le opzioni di scelta per quanto riguarda materiali e lavorazione, infatti, sono molteplici e la gamma di soluzioni è molto ampia e accessibile per qualunque tipo di budget.

Un po’ di storia

La boiserie nasce nel Medio Evo, nei castelli e nei palazzi dei nobili, con un duplice scopo: impreziosire l’arredamento da un lato e favorire l’isolamento termico dall’altro.

Non dimentichiamo che un tempo le grandi dimore erano estremamente fredde e umide e la notevole dimensione degli ambienti rendeva inevitabile la dispersione di calore. Ecco allora che utilizzando uno dei materiali naturali da sempre più utilizzati – e apprezzati – nell’edilizia, ossia il legno, iniziarono a essere lavorati pannelli per coprire le pareti, in modo da mantenere le stanze il più calde possibile.

Non a caso, le prime boiserie comparvero proprio negli ambienti in cui è necessario trattenere maggior calore, come le stanze da letto o gli spogliatoi. La nascita ufficiale della boiserie si fa risalire al XIV secolo, come elemento decorativo e funzionale delle dimore nobiliari francesi: da questo momento in poi, l’arte di rivestire le pareti con pannelli in legno si diffuse rapidamente in tutta Europa, trasformandosi nel corso del tempo sia per quanto riguarda gli stili sia rispetto alle tecniche di lavorazione.

Un classico: la boiserie in legno

Il legno è un materiale che trasmette calore, sia tecnicamente che a livello decorativo; per questo motivo, le prime boiserie furono realizzate interamente in legno e coprivano quasi per intero le pareti delle stanze.

Con il passare dei secoli, la lavorazione dei pannelli in legno si è fatta sempre più complessa e articolata: è dunque possibile ammirare dalle boiserie più “semplici”, con pannelli intarsiati a forma quadrata o rettangolare, a decorazioni estremamente complesse, finemente intagliate con motivi barocchi o in stile liberty. La boiserie in legno è molto apprezzata anche oggi, in declinazione moderna, e si caratterizza per linee semplici e sobrie, in grado di integrarsi perfettamente con uno stile contemporaneo ma comunque capaci di donare agli ambienti della casa un inequivocabile tocco di eleganza e raffinatezza.

Nelle abitazioni moderne, dotate di riscaldamento, la funzione isolante della boiserie può anche venire meno, a tutto vantaggio dell’aspetto decorativo. Di conseguenza, non c’è più bisogno di rivestire completamente le pareti, ma si può optare anche per una boiserie che ne copre solo la metà.

Una terza soluzione, molto interessante, consiste nel fare un mix, realizzando la boiserie a metà parete per tre lati della stanza e allestendola invece per intero nella parete rimanente, magari dove si trovano la porta, una nicchia o un passaggio aperto verso un altro ambiente.

Volendo, si può anche abbinare la boiserie in legno alla porta stessa, creando così un effetto all over di grande impatto estetico. Un’altra idea per un’applicazione contemporanea della boiserie in legno è il matchboarding, che consiste nella posa – verticale oppure orizzontale – di listelli di legno lunghi e stretti o, in alternativa, l’applicazione degli stessi listoni utilizzati per il parquet anche sulle pareti, dando così al rivestimento degli ambienti un’unica soluzione di continuità.

Boiserie per tutti i gusti

Le moderne boiserie, oltre a essere più decorative che funzionali, non si limitano ad arricchire ambienti come stanze da letto o spogliatoi, come un tempo; si può dunque ricorrere alla boiserie anche per impreziosire soggiorni, cucine, corridoi o addirittura bagni.

Anche il contesto in cui si applica la boiserie è cambiato nel corso della storia: se una volta questo tipo di decorazione era circoscritto perlopiù all’ambito residenziale (con eccezione, magari, di qualche museo o biblioteca) ai giorni nostri possono essere realizzate boiserie anche in uffici, enti pubblici, bar, ristoranti e alberghi, facendo così di questo elemento una delle decorazioni più versatili ed esteticamente apprezzate in assoluto.

Boiserie economica? Si può fare

Realizzare una boiserie in legno comporta senza dubbio un consistente investimento economico, sebbene i costi possano variare in relazione sia al tipo di legno utilizzato sia alla lavorazione dei pannelli.

Fortunatamente, oggi il settore edilizio offre ampia scelta rispetto ai materiali da utilizzare per l’arredamento domestico e, per chi non vuole una boiserie in legno, esistono numerose alternative. Una delle più semplici da realizzare consiste nella boiserie eseguita direttamente sul muro: è sufficiente applicare cornici in gesso oppure in polistirolo per definire la forma e il motivo della decorazione e passare poi una o più mani di smalto, ottenendo così lo stesso effetto estetico di una boiserie tradizionale ma con una spesa nettamente minore.

Lo smalto, inoltre, può essere pulito facilmente, perciò in caso di macchie sulla parete è sufficiente passare un panno o una spugna umidi e asciugare poi con uno straccio. Un altro materiale che può essere utilizzato per creare una boiserie è il gres porcellanato.

Oggi le piastrelle in gres effetto legno sono molto diffuse, poiché assicurano molti vantaggi: resistenza, facilità di pulizia, eccellente resa estetica, durabilità. Una boiserie moderna realizzata con listoni in gres effetto legno, pertanto, non avrà nulla da invidiare a una decorazione in vero legno e, inoltre, è più resistente, economica e si mantiene con maggiore facilità.

Boiserie moderna

50 sfumature di…boiserie

Qualsiasi materiale si utilizzi per realizzare una boiserie – legno, gres oppure smalto da applicare direttamente sul muro – non dobbiamo dimenticare che può essere verniciato del colore che preferiamo.

Generalmente, soprattutto se si tratta di boiserie che rivestono la metà inferiore della parete, una soluzione molto diffusa consiste nel creare un contrasto con la tonalità della metà superiore. Per esempio, in una stanza che ha soffitto e pareti bianchi si potrebbe optare per un colore acceso per la boiserie o viceversa. Per chi preferisce un ambiente più sobrio, invece, un’idea è dipingere la boiserie dello stesso colore delle pareti ma declinato in una tonalità più chiara o più scura.

Perchè rivolgersi ad un interior designer?

Dopo l’acquisto di un bene immobile, è necessario ristrutturare i suoi spazi interni e arredare ogni ambiente in modo bello e funzionale. Ovviamente è possibile darsi al fai da te, così da risparmiare. È questo che molte persone credono. Sicuri che si tratti della scelta ideale? In realtà non lo è affatto. Andiamo a scoprire perché è preferibile rivolgersi ad un interior designer.

Ristrutturare gli spazi interni di casa: cosa può fare per te un interior designer

Quando guardi alle stanze della tua casa, vedi solo delle stanze appunto, degli spazi vuoti che devono essere riempiti. Un interior designer invece non vede mai solo delle mere stanze, ma delle potenzialità. Riesce a catturare persino le potenzialità nascoste in ogni ambiente, che ad occhio nudo nessuna persona poco esperta potrebbe mai vedere. Ha studiato tanto per affinare questa sua percezione dello spazio e inoltre conosce tutto ciò che riguarda le regole dei lavori di ristrutturazione, così da agire senza commettere errori e garantendo alla tua abitazione la sicurezza di cui ha bisogno. 

Un interior designer ovviamente non interviene mai senza prima progettare lo spazio. Il primo passo che compie è parlare con il cliente, con te, così da capire quali siano i tuoi desideri e le tue necessità. Effettua poi dei rendering in tre dimensioni che permettono di capire come sarà alla fine l’aspetto della casa. Non effettua mai un rendering soltanto, ma più rendering, così da offrirti delle scelte, così da aiutarti a capire quale sia la soluzione perfetta per i tuoi sogni. Ovviamente nella progettazione dello spazio prende in considerazione anche soluzioni radicali, con la possibilità quindi di spostare le stanze della casa, i muri, gli impianti.

Ristrutturare senza errori

Le persone poco esperte possono ritrovarsi a commettere errori di valutazione nella ristrutturazione dei loro spazi interni oppure possono non essere in grado di seguire quelle che sono le normative attualmente vigenti. Questo significa perdere tempo e dover effettuare nuovi lavori per riparare agli errori commessi. Non solo, questo significa anche rischiare di incorrere in sanzioni e creare un’abitazione che non risulta sicura la cento per cento. Con un interior designer tutto questo non può succedere.

Come abbiamo poco fa avuto modo di vedere, l’interior designer è una figura professionale che conosce infatti alla perfezione il mondo delle ristrutturazioni, le normative attualmente vigenti e tutto ciò che concerne la sicurezza. Inoltre sa quali siano le soluzioni che permettono di rendere una stanza visivamente più grande di quanto in realtà non sia, più vivibile, più funzionale. Proprio per questi motivi non commette errori di alcun genere.

Arredare casa: l’interior designer per scegliere i mobili migliori

I mobili di casa devono essere scelti in base al proprio gusto personale, allo spazio che si ha a disposizione, alle attività che devono essere portate avanti in casa. Proprio per questo motivo sembra trattarsi di una scelta che chiunque può fare in modo autonomo. Il problema è che è facile ritrovarsi a spendere soldi per dei mobili che in realtà non sono di alta qualità e che possono danneggiarsi nel giro di poco tempo. Che spreco di soldi e anche di tempo!

Un interior designer sa invece valutare con estrema attenzione la qualità dei mobili. È infatti una persona esperta, che ha studiato ogni materiale al meglio, che conosce i brand più importanti del settore e la loro onestà. Inoltre è un professionista a cui i brand inviano i loro cataloghi, aggiornato anche sulle novità più interessanti. Sa scegliere quindi i mobili di più alta qualità e più duraturi nel tempo, in base ovviamente al budget che tu hai a disposizione.

Velocità nell’esecuzione dei lavori e nell’arredamento della casa

È molto importante poi ricordare che ogni interior designer ha una sua rete di conoscenze e di contatti. Più lunga è la sua esperienza nel settore, più contatti è sicuramente riuscito a collezionare nel corso del tempo. Questo significa riuscire a contattare in modo diretto i fornitori di piastrelle, sanitari, pavimentazioni, rivestimenti, infissi e simili. Se contattati dall’interior designer, i fornitori consegnano i materiali molto più in fretta rispetto a quando vengono contattati dal cliente finale. I lavori di ristrutturazione possono quindi partire quanto prima.

Lo stesso vale anche per quanto riguarda l’arredamento, anche per gli arredi modulari per i quali è prima necessario fare un sopralluogo e prendere le misure, anche per gli arredi realizzati su misura. L’interior designer può contattare anche i fornitori di mobili in modo diretto, ricevere una risposta in tempi molto brevi, riuscire ad arredare casa quindi con tempistiche strette.

No allo stress grazie all’interior designer

Provare a ristrutturare e arredare casa in modo autonomo è molto stressante. È già stressante cercare mobili e materiali per la casa. È ancora più stressante mettersi in contatto con i fornitori, riuscire a gestire le consegne, aprire un cantiere dentro casa, gestire gli operai. Senza dimenticare poi che a seconda degli arredi scelti e delle modifiche agli spazi, è necessario anche prendere in considerazione l’eventuale spostamento di prese della corrente, tubature, radiatori.

Grazie alla figura professionale dell’interior designer tutto questo stress può essere eliminato alla radice. Sarà lui a farsi carico di ogni più piccolo dettaglio della gestione dei lavori e dei fornitori, un servizio chiavi in mano insomma.

Interior designer per risparmiare soldi

Come abbiamo inizialmente affermato, la maggior parte delle persone crede che facendo affidamento sul fai da te sia possibile risparmiare. In realtà nel corso di questo nostro articolo è diventato chiaro esattamente l’opposto. Affidandosi al fai da te si possono commettere degli errori che possono portare a spese ulteriori, se non anche a sanzioni. Con l’interior designer invece si ha la garanzia di spendere i soldi adeguati per una casa impeccabile e di non dover più aprire il proprio portafoglio per anni e anni.

Se vuoi sapere quali sono le tariffe da prendere in considerazione per i servizi di un interior designer, ti consigliamo di leggere la guida ai prezzi pubblicata su edilnet, un portale questo ricco di utili informazioni e consigli per tutti coloro che devono ristrutturare casa.

Come arredare la camera dei bambini

La stanza dei bambini è uno degli spazi più soggetto a cambiamenti all’interno delle nostre case, spesso quando si inizia ad abitare in un appartamento, la camera dei bambini è soltanto una stanza in più.

In un classico trilocale la stanza in più oltre alla camera da letto, viene usata all’inizio come camera ospiti, come studio, altre volte come ripostiglio, o ancora come stanza del fitness, con il modificarsi del nucleo famigliare questa stanza diventa poi camera dei bambini.

Uno degli inconvenienti di questa occupazione della stanza in più per svolgere altre funzioni, è che ci si ritrova a non sapere dove posizionare tutti quegli oggetti, per non parlare dei mobili, che la occupavano. Sarebbe bene dunque fin dall’inizio progettare una collocazione alternativa per quelle attività che vi svolgiamo, in modo da non venire colti in maniera impreparata nel momento in cui quello spazio diventa necessario ad ospitare i propri figli.

Nella guida su come realizzare l’ufficio in casa vi ho già parlato, per esempio, di come ricavare il proprio studio in casa, non dedicandogli per forza una stanza intera, ma un semplice angolo della casa.

I mobili salva spazio di cui vi avevo parlato di come gestire al meglio gli spazi in assenza di ripostiglio, dunque come avete visto ci sono molteplici soluzioni per riorganizzare lo spazio delle vostre case una volta che la stanza dei bambini viene occupata dai “legittimi utenti”.

Preoccupiamoci adesso di come arredare al meglio questo ambiente della casa.

La stanza dei bambini, uno spazio in evoluzione

Questo spazio, ormai l’avrete capito, è un ambiente in continua evoluzione.

Nasce spesso come stanza in più all’interno della casa, prima dell’arrivo dei figli e ugualmente dopo che i figli diventano adulti e iniziano a vivere altrove, assume altre funzioni.

La stanza dei bambini anche nel corso della sua esistenza in quanto tale cambia moltissimo, da nursery room fino a camera di un adolescente, a metà tra un bambino e un adulto.

È facile comprendere dunque che il suo aspetto attraverserà molte fasi, le stesse della crescita dei propri figli, per questo è importante adattare l’arredamento e lo stile di questa stanza ai cambiamenti di chi la vive, in modo che possa far sentire a proprio agio il bambino o il ragazzo che ospita.

Le funzioni

La camera dei bambini è uno spazio multifunzionale, infatti in questa stanza il bambino in primo luogo dorme, ma gioca anche e con il passare del tempo studia.

La camera dei bambini è dunque un luogo di riposo, di gioco e di studio.

Ovviamente nella prima fase della vita del bambino, la camera da letto è prevalentemente luogo del riposo, in quella media è prevalentemente luogo del gioco e in quella adolescenziale luogo di studio.

Cerchiamo di capire insieme quali sono le strategie per poter arredare e cambiare facilmente conformazione a questa stanza.

Nursery room

Nella prima fase della vita del bambino la camera da letto ospita principalmente la culla o il lettino, un fasciatoio, una cassettiera o un armadio e una poltrona o un piccolo divano.

E’ importante non saturare lo spazio con troppi mobili o oggetti, tenendo in considerazione che la fase di nursery room avrà una durata piuttosto breve.

L’idea generale è che la nursery room deve dare è quella di protezione e riposo, dunque i toni giocheranno su una palette di colori chiara e neutra, le texture e i materiali verteranno su un’ idea di morbidezza e le forme degli arredi saranno semplici e studiati per evitare qualsiasi tipo di incidente ai danni del neonato.

Immagine tratta da www.pixabay.com

Camera da bambino

Mano a mano che il bambino cresce la stanza si modifica, cambia il letto in primo luogo, spesso viene eliminata la poltrona o il divano così come il fasciatoio, quello che può rimanere è la cassettiera o l’armadio.

La camera da letto non è più soltanto il luogo del riposo, ma anche quello del gioco, dunque saranno necessari nella stanza contenitori e scaffali per riporre i giocattoli, peluche e tutti gli strumenti da gioco del bambino.

Si può optare per armadi ad ante con scaffali aperti oppure scegliere arredi salvaspazio come cassapanche che abbiano anche la funzione di sedute, oppure letti contenitori. Inoltre comparirà un piccolo tavolo o una sedia per disegnare o per fare i primi compiti.

La stanza dei bambini sarà spesso invasa dai giocattoli ed è fondamentale che ci sia spazio sufficiente per il gioco e per tenere l’ambiente ordinato.

I toni della stanza non saranno più neutri e chiari, ma potranno avere qualche accenno di colore, magari quello preferito dal bambino.

Camera da ragazzo

Con il passare del tempo la stanza assume una nuova funzione, oltre a spazio per il riposo e per il gioco, diventa spazio di studio.

È importante dunque fare spazio ad una scrivania, magari eliminando qualche scaffale per il gioco, che spesso sarà dotata di pc o portatile e di mensole o librerie per i libri di scuola.

La stanza sarà personalizzata secondo i gusti del ragazzo, e ogni accenno che ricordi il bambino che era tenderà ad essere rimosso. Scompariranno dunque peluche e giochi, magari ne rimarrà giusto qualcuno come ricordo e le pareti inizieranno a popolarsi di poster o quadri o bacheche.

In alcuni casi il letto singolo viene sostituito con un letto ad una piazza e mezza o matrimoniale.

Dopo questa fase solitamente la camera da letto in quanto tale non viene più modificata drasticamente, perché il ragazzo diventato adulto ha gusti estetici pressocchè definitivi.

Nella fase successiva, quando il ragazzo magari per motivi di studio o di lavoro, va a vivere altrove, la camera da letto dei figli cessa di esistere in quanto tale, è quindi il momento di pensare ad una nuova funzione per questo ambiente, magari con una delle funzioni che aveva prima che diventasse stanza dei bambini.  

Conclusioni

Come abbiamo visto la stanza dei bambini è uno spazio in continua evoluzione che ha un inizio ed una fine, a differenza degli altri spazi della casa, come soggiorno, bagno o camera da letto, la cui presenza è costante e necessaria all’interno di una casa.

E’ importante dunque arredarla avendo presente che il cambiamento fa parte della sua natura.