Rossana Nardacci, Autore presso Ristruttura Interni – Pagina 9 di 12
  • +328 2883309
  • info@ristrutturainterni.com

Author Archive Rossana Nardacci

piastrelle esagonali bagno bianco

Piastrelle esagonali in casa: una trama di stampo retrò

Le piastrelle esagonali sono realizzate in gres porcellanato e solitamente di piccole dimensioni. Le piastrelle di formato esagonale sono disponibili di solito con diversi decori, spesso di gusto vintage ed in svariati colori.

Le forme geometriche sono di grande tendenza e tra quelle una delle più utilizzate è la forma esagonale.

Nel panorama delle proposte per pavimenti e pareti fioccano nuovi e creativi rivestimenti, tutti dedicati appunto, all’esagono.

Molte collezioni riprendono le tinte delle tradizionali cementine esagonali, ovvero delle classiche piastrelle, un tempo fatte con una base di cemento.

Piastrelle esagonali: bagno, cucina, soggiorno o corridoio

In cucina, bagno, soggiorno o in corridoio, i rivestimenti esagonali sono di grande attualità in tutta la casa.

Il tradizionale motivo di piastrelle esagonali si può usare come pavimento, ma anche a parete in qualsiasi ambiente e con qualsiasi stile: dal moderno, al classico o al rustico.

Nel living le piastrelle esagonali possono essere usate per evidenziare una porzione di parete, con decori e colori moderni o di sapore retrò.

L’accostamento a piastrelle di altro formato della medesima collezione è di grande tendenza. Ma anche l’ abbinamento a piastrelle di altre serie, al fine di spezzare l’uniformità del formato e del colore del pavimento e delimitarne allo stesso tempo una zona ben precisa usando le piastrelle come se fossero un tappeto.

In cucina si può  evidenziare in questo modo la zona cottura ed in bagno, ad  esempio, la zona di lavabo, sanitari e doccia.

Le piastrelle esagonali rappresentano una delle nuove tendenze dell’interior design

In aggiunta alle usuali modalità di impiego, le piastrelle esagonali possono essere utilizzate per rivestire in maniera originale la testata del letto e per decorare le pareti delle varie zone del bagno come la doccia ed il lavabo.

A pavimento anche in abbinamento con altre collezioni in gres effetto legno rappresentano una soluzione creativa per personalizzare qualsiasi ambiente.

Queste combinazioni richiamano anche lo stile vintage, costruito sul tema della memoria: forme e dettagli del passato creano un tessuto materico denso di ricordi e fascinazioni storiche.

Regalano movimento estetico a pareti e pavimento sulle quali vengono posate. Inoltre l’effetto decor di alcune collezioni rafforzano marcatamente l’eventuale stile vintage dell’abitazione.

Le piastrelle esagonali sono un evidente richiamo al passato. Esse iniziarono a diffondersi a fine Ottocento, come materiale da rivestimento. La loro massima espressione si ha negli anni Trenta, con la diffusione di materiali a base di cemento e impasti di cotto.

impianto elettrico a norma

Impianto elettrico a norma: come sentirsi sicuri nella propria abitazione?

L’impianto elettrico è una componente tecnica fondamentali in tutti gli ambienti domestici e ne determina anche il comfort. È molto complesso ed articolato, perché composto da una serie di elementi tecnici. Per questo devi avere un impianto elettrico a norma di legge.

Impianto elettrico a norma: la sicurezza domestica è una grande responsabilità

Piccola guida che permette di scegliere il miglior impianto elettrico e di tutelarsi da eventuali problemi.

  1. Fatti un’idea di come sarà strutturata la tua casa.

Se l’impianto elettrico è da realizzare completamente, cerca di avere un’idea dell’arredamento della tua casa, del numero e della posizione di tutti gli apparecchi, come elettrodomestici, computer, dispositivi tecnologici. Ciò sarà fondamentale per una corretta distribuzione dei punti presa.

La norma sugli impianti elettrici ad uso domestico prevede per ognuno dei tre livelli di impianto un numero minimo di punti presa, luce e circuiti, secondo gli ambienti della casa, al fine di garantirne la più completa funzionalità.

  1. Predisponi l’impianto elettrico a norma

Una volta installato, l’impianto elettrico è parte integrante della casa ed è difficile aggiungere nuove funzioni senza intervenire sulla sua struttura.

La giusta soluzione è un impianto domotico di base e predisporre con semplici tubi le funzioni che in futuro potranno servire, come, ad esempio la motorizzazione dei serramenti che richiede che un tubo arrivi al montante e quindi va previsto.

  1. Studia ed analizza la documentazione dell’impianto della nuova casa 

Prima di acquistare un’abitazione appena costruita, si consiglia di farsi mostrare la “Dichiarazione di conformità” dell’impianto, la quale deve indicare il livello implementato e soprattutto documentare quanto un impianto elettrico è a norma..

L’attestazione di conformità degli impianti domestici è indispensabile per ottenere il certificato di abitabilità ed agibilità della casa.

  1. Rivolgiti ad installatori certificati

Un addetto ai lavori qualificato si assume la responsabilità di installare un impianto elettrico a norma di legge, rilasciando al termine dei lavori la “Dichiarazione di conformità”.

Lo scopo principale è quello di evitare gli incidenti domestici dovuti ad un’installazione “fai-da-te” errata o ad eventuali malfunzionamenti, garantendo invece l’incolumità di chi vive in casa.

  1. Scegli solo materiale con marchio CE 

Attesta la conformità dei prodotti alle disposizioni di legge. La responsabilità di questa dichiarazione è del costruttore, indicato obbligatoriamente sulla confezione.

Come comportarsi invece se si ristruttura una casa o occorre fare una manutenzione?

  1. Verifica innanzitutto che il tuo impianto sia a norma

Se non si rispetta la normativa vigente si aumentano le probabilità di dispersione elettrica, di scosse pericolose, cortocircuiti ed

Per evitare inutili rischi è fondamentale rivolgersi ad un esperto per far verificare il centralino e valutare quali elementi inderogabili mancano, come salvavita, messa a terra, protezioni contro fenomeni di sovracorrente.

  1. L’impianto è stato realizzato da più di 15 anni? Allora è da rifare

Dopo la perizia dell’esperto, se nell’impianto si riscontrano difformità rispetto alla norma, è obbligatorio provvedere alla sua messa in regola, nel minor tempo possibile e rivolgendosi sempre a professionisti certificati.

Se  l’impianto risulta obsoleto e realizzato da più di 15 anni occorre realizzarne uno nuovo, sulla base delle indicazioni di legge.

  1. Impianto elettrico a norma: sicuro e funzionale

La norma Cei 64-8 va oltre gli aspetti che riguardano strettamente la sicurezza impiantistica. In quella recente,  sono introdotti anche i requisiti minimi prestazionali e funzionali. Per ricevere la “Dichiarazione di conformità”, l’impianto elettrico deve soddisfare quindi tutte le prescrizioni che questa norma impone.

  1. Fare un controllo ogni 5 anni

Bisogna far eseguire i controlli da un esperto almeno ogni 5 anni. Un accorgimento che si può mettere in atto da soli è quello di controllare periodicamente l’interruttore differenziale, premendo il tasto T. Se questo scatta e la corrente si interrompe significa che funziona; altrimenti occorre sostituirlo perché l’impianto non è protetto.

Inoltre è fondamentale fare molta attenzione all’acqua. A differenza degli altri ambienti della casa, definiti “ordinari” dal punto di vista della sicurezza, al bagno è invece riservata particolare attenzione, per la presenza dell’acqua.

Per questo motivo la normativa ha codificato l’ambiente in zone a rischio, in cui il pericolo aumenta tanto più ci si avvicina a vasca o doccia.
In cucina invece, basta attenersi ad alcune regole di buon senso. Esse sono ormai utilizzate per convenzione (pur non essendo un obbligo), come ad esempio prese a 60 cm dalla mezzeria del rubinetto dell’acqua e da quella del piano cottura.
Per la sicurezza dei bambini, infine, esistono placche dotate di dispositivo di chiusura.

finestre in legno bianche

Finestre in legno: perché sceglierle preferendole al PVC?

Secondo il Green Builders Digest, “le finestre in legno ben progettate e ben tenute possono durare per tutta la vita dell’edificio in cui sono installate”. Ti starai chiedendo perché? In questo articolo cercherò di sfatare il falso mito degli infissi in legno che secondo il pensiero comune durano di meno rispetto a materiali come il PVC o l’alluminio.

Partiamo da un concetto di base: nessun materiale è esente da manutenzione. Anche gli infissi, quindi, hanno bisogno di manutenzione a prescindere se il materiale di costruzione è il legno, il PVC o l’alluminio.

Quali sono le qualità delle finestre in legno e quanto durano?

Gli sviluppi nella progettazione e nella finitura delle finestre in legno ha determinato la creazione di prodotti che riducono al minimo la ritenzione idrica e la penetrazione dell’umidità.

Grazie alle pitture microporose il legno può respirare e questo determina una ridotta degradazione degli infissi nel tempo.

Hai presente le vesciche che si creano sul legno a causa dell’umidità? Bene, dimenticale, appartengono al passato. Le finestre rifinite che installiamo giornalmente devono essere ridipinte dopo almeno 10 anni. In seguito i cicli di verniciatura variano da 5 a 10 anni. Eseguendo queste piccole manutenzioni il legno può durare moltissimo! Quindi, se è vero che le finestre in legno necessitano di manutenzione, le moderne finestre ad alte prestazioni rendono la manutenzione eccezionalmente semplice.

A differenza del PVC o dell’alluminio, con il legno si può osare di più in termini di design. Ad esempio l’azienda produttrice di infissi in legno Pavanello, di cui siamo rivenditori e con la quale collaboriamo da anni, può rifinire finestre in legno con una tonalità di colore adatta a qualsiasi progetto.

Mentre il costo iniziale delle finestre in legno è sicuramente superiore a quello di altri materiali, il costo di manutenzione è quantomeno pari agli altri materiali con il grosso vantaggio che il legno ha un basso impatto ambientale. Per questo gli infissi in legno hanno un eccellente rapporto qualità-prezzo.

Un ulteriore vantaggio economico delle finestre in legno è la possibilità di ripararle e ripristinarle anche se non si è dei professionisti. Con i giusti prodotti potrai limitare i costi di manutenzione.

Infine, il legno è, naturalmente, un isolante naturale. Le finestre in legno, combinando ottimi materiali lignei con il sistema a doppio vetro isolante e con un buon sistema di tenuta stagna, non hanno difficoltà a soddisfare i più alti requisiti attuali di risparmio energetico.

 

Desideri installare nuove finestre in legno per la tua abitazione? Noi siamo a Milano. Contattaci!

parete divisoria in cartongesso

Come realizzare una parete divisoria in cartongesso

In questo tutorial ti spiegherò come realizzare facilmente una parete divisoria in cartongesso. L’installazione di un muro in cartongesso è un progetto fai da te molto semplice, si impara velocemente come fare e non richiede strumenti particolarmente costosi.

Materiali per realizzare una parete divisoria in cartongesso

Prima di iniziare ti faccio la lista della spesa:

–  Scegli il tipo di cartongesso che ti serve per il tuo progetto e stima quanti fogli ti serviranno in base alle dimensioni dell’area. Prendi le misure con un semplice metro da muratore e vai al negozio di bricolage più vicino a casa tua. Lì sapranno consigliarti sulla tipologia di cartongesso d’acquistare in base alle tue esigenze;

– Due spatole, una piccola ed una più grande;

– Stucco per cartongesso e rasante (fatti consigliare nel negozio di bricolage più vicino sulle quantità);

– Nastro coprigiunto per cartongesso in fibra di vetro. A seguire lo chiameremo solo “nastro”;

– Giunti, guide metalliche e viti (fatti consigliare nel negozio di bricolage);

– Un taglierino da muratura;

– Carta vetrata e possibilmente una levigatrice per parete;

– Un avvitatore elettrico;

– Una livella;

– Una sega per cartongesso.

Creare una parete divisoria seguendo semplici step

Il cartongesso è venduto in pannelli che normalmente hanno una dimensione di 1,2×2,4 m  1,2×3  m  1,2 x3,6 m  con uno spessore di circa 12,5 mm (1,25 cm).

La prima fase per la realizzazione di pareti o soffitti in cartongesso è la formazione della struttura, la quale dovrà sostenere i pannelli. Solitamente la struttura è di tipo metallico e viene venduta unitamente ai pannelli.  Ma è possibile realizzare anche una struttura in legno su misura.

Per il montaggio della struttura sono sufficienti gli strumenti indicati precedentemente nella lista.

Le migliori strutture metalliche sono realizzate in acciaio profilato, ossia delle sbarre di acciaio con delle forme caratteristiche e dalla tipica sezione trasversale. Queste strutture sono rivestite in zinco e trattate chimicamente con prodotti antiruggine e resistenti all’umidità.

Genericamente le strutture metalliche sono definite a seconda della forma: a L, ad U a C, ad Omega. Esistono però anche strutture più complesse quali ad esempio le GK, curvabili facilmente a mano e che mantengono la posizione stabilita o la GA, adatta per i controsoffitti piani.

Una volta posizionata la struttura metallica, si prosegue con i vari step:

  1. Il taglio dei fogli

Inizia disponendo i fogli del tuo muro a secco su una superficie piana ed asciutta. Misura la lunghezza dei fogli di cui hai bisogno per il tuo progetto ed usa una matita per segnare dove devi tagliare. Usando una squadretta come guida, taglia il foglio lungo i segni usando una sega per cartongesso. Puoi fare la maggior parte dei tuoi tagli prima di iniziare a preparare i materiali per la posa, oppure puoi tagliare i pezzi in opera. Quest’ultimo metodo comporta meno errori e meno sprechi ma potrebbe richiedere più tempo. La sega elettrica può essere utile anche per ritagliare gli spazi per le prese elettriche e per gli interruttori della luce. Per lavori più complessi, ossia la creazione di forme rotonde, avrai bisogno di una fresa circolare.

  1. Creazione

Inizia ad attaccare i fogli del muro a secco con i giunti metallici utilizzati. Ti consiglio di lavorare i fogli in verticale.  Importante evitare forzature sull’area di lavoro per non deformare i giunti. In generale, può essere più difficile avvitare le borchie in metallo. Per fissare i giunti al cartongesso, utilizza un avvitatore e viti per cartongesso. Le viti dovrebbero essere posizionate circa ogni dieci centimetri.

  1. Finitura

Finalmente potrai fissare, incollare e rifinire il muro a secco. Ciò comporta l’applicazione di tre strati di stucco, uno strato di nastro per cartongesso e la carta vetrata per la levigazione. Innanzitutto utilizza una spatola da finitura per distribuire il composto lungo ogni cucitura. Questo primo strato è chiamato nastro adesivo e dovrebbe essere largo circa dieci centimetri. Il primo strato serve a chiudere le fessure nei fogli del muro a secco. Poi applica il nastro per cartongesso lungo le fessure. Lo stucco speciale per cartongesso che hai applicato in precedenza manterrà il muro in posizione. Il secondo strato di stucco è chiamato anche cappotto di bloccaggio. Usa la spatola per applicare una seconda mano di stucco sopra il nastro. Usane quanto basta per sigillare il nastro in fibra. L’ultimo stucco da applicare è chiamato  rasante. Usa una spatola un po’ più grande per applicare la terza mano.

Applica uno strato sottile di stucco sulle cuciture per creare una superficie liscia e uniforme.

Terminiamo la parete divisoria in cartongesso

Verifica sempre utilizzando la livella, durante i lavori, se il muro sia a filo.

Lascia asciugare lo stucco per 24 ore e poi inizia la levigatura con la carta vetrata, possibilmente con una levigatrice elettrica.

La carta vetrata deve avere una grana fine per levigare leggermente lo stucco. Puoi dire di aver terminato i lavori quando non riesci più a vedere il nastro e non vedi rigonfiamenti di stucco sulla superficie delle pareti. A questo punto il muro dovrebbe essere liscio ed uniforme.

IMPORTANTE: Indossa una maschera ed occhiali protettivi durante la levigatura per evitare danni agli occhi e soprattutto l’inalazione di polveri sottili.

E se il muro dovesse rompersi per un urto accidentale?

I muri in cartongesso spesso si danneggiano a causa di piccoli urti fisici. La resistenza non è il punto forte del cartongesso! Puoi riparare a questi inconvenienti semplicemente riempiendo i fori con lo stucco e levigando in modo da rendere nuovamente la porzione di muro liscia ed a filo. Per i fori più grandi devi ritagliare un pezzo di cartongesso che andrà a riempire il buco, quindi dovrai ristuccare le fessure e levigarle.

Sei di Milano? Non hai tempo per creare la tua parete divisoria in cartongesso? Ci pensiamo noi di Ristruttura Interni. Contattaci!

cartongesso

Il cartongesso nelle ristrutturazioni: una scelta vincente

Il cartongesso è uno dei materiali da costruzione maggiormente utilizzato nell’edilizia leggera data la sua velocità di applicazione e le sue particolari doti termoacustiche.

Quali sono i vantaggi che può apportare il cartongesso?

1. Isolamento termico

Se devi ristrutturare un tuo vecchio appartamento o la tua casa attuale, probabilmente le mura perimetrali sono state realizzate in un periodo in cui non si dava molta importanza all’isolamento termico. In questo caso il cartongesso è la soluzione migliore.

In commercio si trovano lastre coibentate, di vario genere, composte da cartongesso abbinato ad altri materiali isolanti. Queste lastre prendono il nome di  “pannelli accoppiati“.

Il montaggio è semplice: le lastre si incollano direttamente alla parete interessata, la quale viene trattata prima. Oppure si possono montare le lastre su un telaio metallico, con all’interno il materiale coibentante.

2. Isolamento acustico

Il cartongesso si caratterizza per due proprietà particolari: è fonoisolante e fonoassorbente.

Nel primo caso si intende la capacità di un sistema di ridurre l’intensità sonora (rumore aereo e non da impatto) proveniente da ambienti contigui e/o sovrastanti.

Nel secondo caso si tratta della capacità di un prodotto di assorbire in tutto o in parte l’energia sonora che impatta su di esso (ad esempio il rumore prodotto da un pugno su una parete).

Il fonoassorbimento rientra nelle problematiche per il controllo della propagazione del suono in ambienti chiusi.

Se intendi aumentare la protezione acustica, in commercio troverai pannelli in cartongesso adatti a questo scopo.

3. Protezione dal fuoco

Un’altra qualità del cartongesso è la sua capacità di resistere al fuoco e di rallentare il propagarsi delle fiamme.

Oggi sono disponibili delle speciali lastre ignifughe, progettate per rispondere a determinati parametri REI.

Si tratta di lastre  composte da gesso, il quale ha una naturale capacità di resistere al fuco e da altri materiali come la vermiculite, le fibre di vetro e la perlite.

4. Idrorepellenza

In commercio ci sono lastre in cartongesso particolarmente indicate per ambienti umidi (bagno, vano doccia, cucina, lavanderia, scantinati).

Queste lastre hanno un bassissimo assorbimento d’acqua e le puoi riconoscere per il rivestimento esterno di colore verde.

Si tratta di un cartongesso detto  “idrofugo“, trattato mediante uno speciale procedimento che lo rende meno sensibile all’umidità ed al vapore.

5. Resistenza agli urti

Grazie alle continue migliorie apportate al materiale, oggi è possibile utilizzare delle lastre ad elevata resistenza meccanica superficiale.

Il cartongesso si presta bene ad essere utilizzato in ambienti affollati, in cui il rischio di urti è più alto. Per questo motivo è un materiale utilizzato negli ospedali, nelle scuole, negli edifici pubblici.

6. Facilità di lavorazione

Realizzando una parete in cartongesso, ti dimentichi di mattoni forati, cemento, ecc.

Si tratta di materiale venduto in lastre di varie dimensioni. La larghezza standard è comunque i 120 cm che si tagliano con un cutter e si abbinano ai profili in lamiera per ottenere le pareti divisorie.

Per tagliare le lastre, si può utilizzare anche il seghetto.

Il montaggio delle lastre è semplice e non presenta difficoltà particolari. Per questo motivo, si tratta di un materiale tra i più ricercati ed utilizzati dagli appassionati del fai da te.

7. La pulizia

Un altro  vantaggio fondamentale del cartongesso è che i pezzi sono quasi già pronti.  Una volta portati in cantiere dovranno solo essere adeguati in base all’opera da realizzare.

Le lastre ed i profili in lamiera verranno tagliati sul posto, ma non si solleverà troppa polvere.
Inoltre la pulizia finale del locale sarà piuttosto semplice. Basterà un aspirapolvere ed un lavaggio totale dei pavimenti.

8. Facilità di rimozione

La rimozione è molto semplice come il montaggio.
Una parete viene posata sopra il pavimento, senza danneggiarlo in alcun modo e quindi non è necessario ripristinare mattonelle rotte o rovinate.

La praticità delle pareti in cartongesso è dovuta anche al fatto che l’impianto elettrico può essere ospitato dentro l’intercapedine creata dal telaio.

Sei di Milano? Vuoi sapere quali sono i casi in cui è consigliabile utilizzare il cartongesso? Contattaci! Preventivo gratuito.

Ti consigliamo di leggere anche l’articolo sui controsoffitti in cartongesso.

porte decorate Bertolotto

Porte decorate per interni per un tocco di stile in casa

Con le porte decorate puoi le trasformare le ante in un elemento d’arredo, grazie anche ad un’immagine personalizzata.

Scegliere le porte decorate significa puntare soprattutto sulla valenza estetica del serramento, oltre alla sua mera funzionalità.

Idea originale per qualunque tipo di ambiente, dal soggiorno all’ingresso fino alla camera, la scelta di porte decorate diventa ancora più accattivante se adottata per esempio per la stanza dei bambini.

Il punto di partenza sono generalmente alcuni modelli di porte in produzione, le cui ante vengono personalizzate con la stampa di motivi decorativi a scelta tra una vasta gamma di proposte.

In alcuni casi, il cliente ha la possibilità di scegliere il soggetto che desidera fare stampare sulle porte decorate. A volte, grazie a speciali configuratori disponibili sui siti dell’aziende che realizzano porte decorate, si può visualizzare in anteprima il risultato finale selezionando sfondi predefiniti o caricando le proprie immagini. Alcuni produttori permettono di personalizzare, oltre alle porte interne, anche blindate e boiserie.

Le porte decorate Bertolotto danno vita ad uno stile iconico e vibrante

Bertolotto sigla la collaborazione con l’artista brasiliano Romero Britto, il quale da vita ad una nuova collezione di porte di design. L’artista combina influenze del Cubismo con la Pop art, al fine di creare uno stile particolare.

La nuova collezione di porte decorate riproduce le opere di Britto. Colori vivaci e sgargianti, soggetti divertenti e composizioni pop che attirano lo sguardo.

 La grafica firmata dall’artista è riportata sulle ante di porte a battente, bidirezionale, scorrevole a scomparsa, scorrevole esterno muro, pieghevole e rivestimento per porta blindata.

Sono disponibili anche le boiserie a pannelli modulari, con altezza massime 290 cm.

L’allegria che traspare dalle grafiche di Britto sta invadendo il mondo del design e dell’arte.

Il linguaggio utilizzato dall’artista è trasversale. Si tratta di un linguaggio che ben si presta alla decorazione, valorizzazione e caratterizzazione di prodotti di lusso, ma anche popolari e di ampio consumo.

Le porte decorate di Britto presentano colori vivaci e sgargianti, soggetti divertenti e composizioni pop che attirano lo sguardo.

La grafica firmata dall’artista è riportata sulle ante di porte a battente e scorrevoli, sulle boiserie, per un caleidoscopio di colori che arreda da solo un intero ambiente.

Abiti a Milano? Vuoi dare un nuovo tocco di stile alla tua casa? Contatta Ristruttura Interni che è rivenditore ed installatore porte Bertolotto!

bioarchitettura

Bioarchitettura: progettazione di costruzioni ben integrate nell’ambiente circostante 

Con la bioarchitettura si punta ad un rapporto equilibrato fra l’ambiente e le costruzioni edili.

I due sistemi che garantiscono la sostenibilità delle costruzioni

Il primo sistema riguarda la corretta progettazione ambientale e bioclimatica degli edifici. Lo scopo di questo sistema è quello di integrare l’edificio nel suo contesto ambientale anche dal punto di vista energetico e dell’utilizzo delle risorse locali, consentendo il massimo contenimento dei consumi. Si tratta di un sistema comprendente numerosi aspetti come l’isolamento e la riduzione delle dispersioni termiche, sia per l’inverno che per l’estate; il controllo degli ombreggiamenti, per evitare fenomeni di surriscaldamento estivo; la ventilazione naturale, il raffrescamento e la deumidificazione dell’aria; il controllo e il massimo sfruttamento dell’illuminazione naturale; l’attenzione al ciclo delle acque e al riutilizzo dell’acqua piovana.

Fondamentale è anche l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili presenti, quali energia solare, eolica, geotermica o anche idroelettrica.

L’edificio è visto nel complesso delle sue componenti e si cerca per ciascuna di esse il massimo sfruttamento “passivo” delle risorse che offre il luogo in cui si costruisce.

Con il termine “passivo” si intende un utilizzo naturale delle risorse ambientali.  Un impiego passivo non comporta ulteriori consumi e minimizza gli impatti ambientali stessi.

La bioarchitettura: utilizzo di materiali a basso impatto ambientale

Particolare attenzione, nella bioarchitettura, è rivolta anche all’impiego nella costruzione di materiali sostenibili e che non siano nocivi per la salute umana. Un materiale ecosostenibile, per considerarlo tale, non deve essere semplicemente “naturale”. Vanno considerate le caratteristiche intrinseche, il suo processo produttivo, l’energia impiegata per la produzione e le ricadute che questo comporta sull’ambiente.

Anche gli aspetti legati alle distanze tra i luoghi di produzione dei materiali e quelli di impiego, la tematica dei trasporti dei materiali in un mercato sempre più globalizzato, ed infine gli aspetti legati alla riciclabilità stessa dei materiali una volta che sia finito il loro ciclo di vita hanno una vasta importanza.

Il legno, ad esempio, è certamente uno dei materiali più ecologici che possiamo usare. Ma un conto è usare un legno proveniente da foreste vicine al cantiere, un altro è usare legni di importazione, il cui viaggio abbia contribuito all’immissione di rilevanti quantità di CO2 nell’atmosfera.

In ogni caso, queste ricerche hanno portato a valorizzare materiali quali legno e pietre locali oltre che altri quali calce e gesso in sostituzione di materiali il cui ciclo produttivo sia maggiormente energivoro.

L’attenzione alla salubrità dei materiali ha anche contribuito alla riscoperta di prodotti con leganti e colle a base naturale invece che chimica. Queste procedure sono studiate per ridurre l’emissione delle cosiddette sostanze volatili nocive per la salute.

porte garofoli

Porte Garofoli: armonia nelle forme, nei colori e nelle dimensioni

Personalizzabili nella finitura e nella forma, le porte Garofoli creano un tutt’uno con la parete, con gradevoli contrasti cromatici e con un armonico effetto di continuità

Le porte Garofoli: elementi d’arredo che valorizzano le stanze

Come le porte in generale, le porte Garofoli, pur avendo una chiara funzione tecnica, sono anche un elemento d’arredo e come tale devono essere coordinate con il resto della casa.

Le porte interne possono avere apertura a battente, a sinistra o a destra, oppure essere scorrevoli o pieghevoli per risparmiare spazio.

Sempre più spesso le porte interne ad una sola anta sono filo muro. Si tratta di porte perfettamente complanari rispetto alla parete, prive di stipiti e cornici, così da fondersi completamente con essa, per uno stile minimal ed essenziale molto attuale.

Negli ultimi anni, si tende a prediligere toni neutri e minimal e ad optare per modelli lineari, bianchi e privi di elementi sporgenti, come le cosiddette porte filo muro, in cui l’unico elemento a vista e sporgente è la maniglia.

Questo tipo di porta, fino a qualche anno fa si inseriva soprattutto in contesti di gusto minimale, quasi “freddo”. Ora invece trova anche un’adeguata collocazione all’interno di appartamenti in stile neoromantico oppure provenzale.

Le  porte filo muro stanno vivendo una nuova fase di evoluzione nella quale la porta ritorna ad esser protagonista e gli elementi esterni, cornici e stipiti, tornano ad essere presenti pur restando a filomuro.

Per dare maggiore continuità alla parete, si può  scegliere di rivestire o tinteggiare l’anta con le stesse tonalità e texture. Carta da parati a motivi geometrici, ma anche altre soluzioni e varianti possono prevedere un’immagine articolata che continua anche sulla superficie della porta.

Sempre attuale ma più sobria è la scelta della tinta unita tono su tono, alternando finiture opache e lucide, per evidenziare, ma non troppo, il rettangolo del serramento.

Il ritorno a tonalità più calde e ad ambienti vissuti e meno asettici sta accompagnando una progressiva ricomparsa delle porte dallo stile più classico e dalle forme più definite.

Spazio e funzionalità determinano la scelta delle porte interne a una sola anta

Le misure più utilizzate per questo tipo di porte sono quelle di 80 cm di larghezza per 210 cm in altezza.  I produttori offrono un’ampia gamma di misure standard che vanno dai 50/60 cm fino ai 100 cm in larghezza, per un’altezza di 190-210 cm. Gran parte dei modelli è inoltre realizzabile anche fuori misura.

Le porte filo muro, ad esempio, sono adatte per l’installazione sia su pareti in muratura sia in cartongesso.

Sono disponibili non soltanto in varie misure standard. La più comune è quella con larghezza di 80 cm per un’altezza di 210 cm. Ma possono essere realizzate anche su misurasoprattutto nella versione a tutta altezza.

Anche i materiali possono essere svariati: dal classico legno massello al vetro temperato in molteplici versioni, sottoposti anche a test di resistenza. Moltissime sono anche le finiture e i colori. Colori ecologici all’acqua, meno inquinanti, con laccature in un’ampia gamma cromatica, dal bianco al nero passando per le tinte vivaci. Molto attuali sono le estetiche dalle sensazioni tattili, anche in nuovi colori, come, ad esempio, il color ruggine per un effetto vintage.

Per uno stile classico intramontabile o vintage, la porta, completamente liscia o pantografata , può essere personalizzata con motivi decorativi stampati, dipinti a mano o incisi.

Sei di Milano? Ristruttura Interni installa porte Garofoli. Contattaci per un preventivo!