Rossana Nardacci, Autore presso Ristruttura Interni – Pagina 9 di 14
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pittura idrorepellente

Caratteristiche e vantaggi della pittura idrorepellente

La pittura idrorepellente o anche impermeabile è un particolare tipo di vernice adatto per ogni tipo di ambiente domestico. Ma non solo. Si tratta di  una vernice che non teme la condensa e per questo motivo è molto utilizzata nella tinteggiatura sia di cucine, sia di bagni ma anche tinteggiatura di esterni.

La vernice idrorepellente serve a contrastare i problemi legati all’umidità. Il vapore acqueo, sotto forma di condensa, potrebbe arrecare seri problemi ad una parete con vernice tradizionale e  persino provocare il distacco della pittura stessa.

La pittura idrorepellente non teme la condensa e può anche essere applicata in ambienti esterni. Agenti atmosferici, pioggia e gelo non sono più così un motivo di preoccupazione per le pareti. Nonostante l’elevata esposizione all’umidità, la struttura chimica delle vernici idrorepellenti ne impedisce la formazione di muffe e le rende autopulenti. Con un panno umido o, nel caso degli esterni, una pioggia abbondante, lo sporco viene facilmente rimosso.

I vantaggi di una pittura impermeabile possono, di per sé, derivare dalle sue caratteristiche.

Spesso, a causa dell’acqua si tende ad installare piastrelle al fine di impedire il deterioramento dei muri. Con una vernice idrorepellente si può evitare l’applicazione delle piastrelle. Ad esempio, in cucina, nei pressi di piscine, in bagno, in cantina ed in ogni altro ambiente soggetto ad un elevato tasso di umidità.

La comparsa delle muffe in questi ambienti è molto comune e la tinta idrorepellente può azzerarne le possibilità, a patto che la struttura dell’edificio sia opportunamente isolata.

La condensa si forma più facilmente sulle superfici fredde nella casa, ad esempio sulle pareti esposte a Nord e sui soffitti. In alcuni casi, quelle superfici possono essere riscaldate migliorando l’isolamento termico. Anche se in molti casi non è possibile a causa della configurazione della casa o del costo del rinnovamento.

Inoltre la presenza di condensa sulle pareti può causare danni alle finiture, come il distaccamento della pittura, favorire la proliferazione di muffe che rendono l’ambiente insalubre e spesso causano l’insorgere di allergie, può generare ruggine e far marcire le finestre con il telaio in legno.

Più in generale, gli effetti della presenza della condensa si hanno negli angoli, nelle pareti esposte a Nord o in presenza di cavedi.

Pittura murale anti condensa: soluzione valida per combattere la condensa

Esistono vari tipi di pittura anti condensa. Alcuni sono formulati superando il CPVC (Volume di Concentrazione Critica di Pigmenti) rendendo lo strato di pittura asciutta altamente poroso.

Queste pitture agiscono come una spugna assorbendo l’acqua da condensa. Esse sono di scarsa qualità, non resistenti a macchie o strofinamenti e favoriscono lo sviluppo di muffa e ruggine, permettendo la proliferazione di funghi, macchie nere ed una rapida degradazione della parete.

Le migliori pitture anti condensa sono formulate sotto la soglia del CPVC rendendo il film di pittura asciutta non poroso, impenetrabile all’acqua, resistente a macchie e strofinamenti. Inoltre l’utilizzo di fungicidi aiuta ad intensificare la durata della pittura.

Oltre a queste proprietà chimico-fisiche, la qualità più importante per una buona pittura anti condensa è la bassa conduttività termica, la quale, assicurando un buon livello di isolamento termico, permette di aumentare per alcuni gradi la temperatura della superficie della parete.

Se la temperatura della parete a contatto con l’umidità dell’ambiente è più alta, non si formerà la condensa sulla sua superficie o ne sarà ritardata la formazione.

Al fine di validare le proprietà anti condensa di pitture contenenti varie tipologie di cariche, sono stati effettuati vari test, utilizzando una metodica sviluppata da Nordtest, ente normatore dei paesi nord europei. La norma Nordtest è legata alla determinazione della capacità della pittura di trattenere temporaneamente acqua in superficie senza gocciolare.

colore idroreppelente anti condensa

Come applicare la pittura idrorepellente

L’applicazione della pittura idrorepellente non risulta essere particolarmente difficoltosa. Con un minimo di esperienza ed un po’ di manualità si possono ottenere ottimi risultati.

Sono valide le regole generali che vengono seguite quando si tinteggia una parete. Le vernici idrorepellenti possono essere applicate su pareti poco omogenee senza che il risultato finale ne sia compromesso più di tanto.


Queste pitture termiche possono essere applicate nelle condizioni più svariate, senza particolari accorgimenti rispetto ad una pittura standard. 
Se ci troviamo in presenza di muffa, prima di procedere con i vari cicli applicativi bisognerà trattare il supporto con un detergente antimuffa.

Se le pareti sono interne e non sono mai state dipinte, bisognerà asportare con la spazzola il pulviscolo ed i frammenti di intonaco, livellando perfettamente la superficie con lo stucco, il quale verrà poi rasato e carteggiato; si applicheranno poi sia il fissativo sia due mani di pittura termoisolante intervallate tra loro di 12 ore circa se si opera in condizioni normali di umidità.  Se invece l’ambiente è più umido si consiglia di aspettare qualche ora in più.

Se le operazioni sono state eseguite correttamente, la superficie su cui è stata applicata la pittura termica, dopo una completa essiccazione, dovrebbe risultare al tatto sensibilmente più calda rispetto a come era prima dell’intervento.

Al fine di aumentare ulteriormente gli effetti, è possibile applicare nuovamente la pittura termica applicando altre mani, oltre alle due standard.

Vuoi eliminare e prevenire muffe e condense in casa? La pittura idrorepellente è la soluzione migliore. Contattaci

Carta da parati in bagno a prova di umidità

Carta da parati in bagno a prova di umidità

Oggi, grazie all’ utilizzo di materiali innovativi, è possibile mettere la carta da parati anche in bagno. Essa è impermeabile, facile da pulire e super resistente. Adatta quindi anche in un ambiente umido, come il bagno appunto.

Le nuove composizioni plastiche risultano assolutamente resistenti, inattaccabili da muffe e batteri, impermeabili e respingono la condensa, a differenza della tappezzeria tradizionale, la quale risente degli sbalzi termici e del vapore acqueo dovuto all’uso della doccia.

Se la carta da parati vi fa ancora venire in mente la casa della nonna, è bene iniziare a dimenticare l’immagine di pareti ingiallite e dalle tinte floreali consunte. 
Sì, perché la carta da parati, dopo anni di declino, è tornata decisamente di moda ma con un nuovo look, fresco e rivisitato.

Il merito non è soltanto di texture moderne e variopinte ma anche e soprattutto dell’innovazione tecnica. I nuovi rivestimenti sono più traspirantiresistenti al tempo e agli sbalzi di temperatura, facili da fissare e anche da rimuovere. 

Insomma, se siete ancora traumatizzati da pareti difficili da scrostare, non abbiate paura, le nuove carte da parati non sono più quelle di una volta.

Questo ritorno in auge è stato spinto anche e soprattutto dalle aziende produttrici, le quali hanno iniziato negli ultimi anni a proporre nel proprio catalogo anche modelli di carta da parati. 

Tipologie e caratteristiche della carta da parati

  • Carta da parati vinilica. Essa è composta da uno strato di carta o di tessuto-non-tessuto ricoperto da uno in pvc (vinile), il quale la rende impermeabileLavabile, ignifuga, resistente e duratura, si applica con facilità grazie ad un collante speciale a base di poliuretano, il quale vanta ottime caratteristiche di idrorepellenza e fungicida.

Questa tipologia di carta è impermeabile, ma non adatta a pareti a diretto contatto con l’acqua (nella doccia o sulla vasca). Quella con base in tessuto-non-tessuto (TNT) si presenta vellutata al tatto.

  • Carta da parati in fibra di vetro. È la più resistente all’acqua, proprio perché ricavata dal vetro. Una volta fissata al muro con l’apposito collante, si può anche dipingere, come una parete tradizionale. È ignifuga ed inattaccabile da batteri e agenti chimici.

Una fibra di vetro brevettata è  la Wet System™ di [Wall&Decò]. Essa impedisce il passaggio di acqua nello strato sottostante, garantendo l’impermeabilizzazione delle superfici trattate. È composta da 4 strati: un primo isolante da applicare tra parete e fibra di vetro, un secondo adesivo che serve per incollare la fibra di vetro, un terzo decorativo (la carta da parati vera e propria) ed un quarto ed ultimo strato detto ‘di finitura’, il quale rende il rivestimento finale resistente all’acqua ed impermeabilizza lo strato sottostante.


Elementi da tener conto prima di scegliere la carta da parati per il bagno

  • È  importante che il bagno sia adeguatamente ventilato: se non ha una finestra, deve esserci almeno un aeratore.
  • Le fantasie ed i motivi proposti sono davvero tanti: si può scegliere una carta da parati con decori di animali o con motivi floreali per ricreare un bagno elegante e classico, ma se preferite lo stile moderno optate per motivi astratti, dai netti contrasti cromatici o a righe multicolore.
  • Il vostro bagno è piccolo? Preferite carte color pastello o fantasia, con micro-disegni, per non rimpicciolire visivamente la stanza.
  • E’ possibile anche combinare la carta da parati con porzioni di muro dipinte o con altri materiali come legno o piastrelle. Otterrete un piacevolissimo gioco cromatico


La posa della carta da parati in bagno

Il muro su cui va posata la carta da parati deve essere assolutamente pulito ed asciutto.

Se ci sono fenditure o buchi, occorre stuccare e levigare bene la parete, con una carta vetrata a grana media.

Si può applicare la carta da parati sopra le piastrelle vecchie, ma prima bisogna preparare un fondo rasante, cioè un componente che crei una superficie liscia.

Manutenzione della carta da parati in bagno

La manutenzione della carta da parati va fatta con attenzione e cura, perché si tratta pur sempre di un materiale cartaceo.

Si consiglia di passare la carta da parati, con cadenza regolare, con l’aspirapolvere o una spazzola a setole morbide. E’ possibile togliere piccole macchie passando con una spugna o un panno umido e un detergente neutro, strofinando delicatamente sulla carta da parati.

Essa resiste sì ai graffi ed allo strofinio, ma si consiglia di non usare troppa forza, per non lasciare segni. Non utilizzare prodotti aggressivi ed abrasivi: i granuli possono graffiare e rovinare il rivestimento della tappezzeria in modo permanente.


Vantaggi della carta da parati in bagno

  • Rispetto ai disagevoli e costosi lavori di posa o sostituzione delle piastrelle, la carta da parati potrebbe apparire una benedizione! 
  • Se si ha un po’ di manualità è possibile applicarla autonomamente, affidandosi al fai da te, ma anche nel caso in cui si preferisca affidarsi a mani esperte, ed è una scelta preferibile, il tempo necessario per la posa e il disagio dei lavori in casa sono considerevolmente ridotti rispetto al classico rivestimento edilizio. 
  • La carta da parati per il bagno non comporta grandi interventi e quindi è possibile nel corso degli anni dare un aspetto diverso alla propria stanza. 
  • Per dare un tocco di novità e freschezza al bagno potrebbe non essere indispensabile cambiare mobilio e sanitari se  si può agire facilmente sulle pareti.
  • Decidere di rivestire le pareti del bagno con della carta da parati non significa necessariamente rinunciare alle piastrelle. La tappezzeria nasce proprio con l’idea di abbellire l’ambiente e quindi la carta da parati in bagno può essere quell’elemento scenografico in più che dà personalità, raffinatezza o vivacità all’ambiente. Basta saperlo abbinare con gusto in base al contesto.

La carta da parati è  particolarmente indicata in caso di bagni piccoli o dalle forme particolari. Giocando con texture e colore è possibile dare profondità alla stanza o contribuire a farla sembrare più ampia.

Vuoi rinnovare il bagno risparmiando, senza rimuovere il rivestimento ceramico esistente? Hai dovuto cambiare la vasca e non riesci più a trovare la continuazione del vecchio rivestimento ceramico?

Risolvi il problema con una carta da parati ‘a prova d’acqua’, per dare vita ad una parete decorativa, elegante ed inusuale! Contattaci

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Perchè scegliere una porta scorrevole per gli interni?

La porta scorrevole è un elemento di design capace di migliorare l’estetica di una stanza. Le nostre abitazioni devono fornirci sensazioni di comfort, sicurezza e bellezza. Per questo, non puoi non aver mai pensato di installare una porta scorrevole nella tua casa, soprattutto se hai bisogno di risparmiare spazio.

È fondamentale prendere la decisione giusta nella scelta dei materiali e dei modelli giusti. Sul mercato ci sono migliaia di opzioni e diverse variabili. Con i miei consigli ti guiderò nella scelta della migliore soluzione per la tua casa.

Com’è fatta una porta scorrevole?

I tradizionali  modelli di porte scorrevoli hanno due sezioni di pannelli, uno fisso ed uno mobile. La porta scorrevole può essere realizzata con diversi materiali e montata su rulli ruotanti che scorrono lungo una pista fissa parallela alla parete.

Le porte in legno hanno un aspetto più carino, ma hanno un’aspettativa di vita molto breve. Il legno ha bisogno di continui trattamenti ma è un ottimo isolante. Le porte in metallo dureranno sicuramente più a lungo ma hanno un’elevata conduttività caldo-freddo.

Le porte scorrevoli per recuperare spazio

Possiamo definire questa tipologia di porte come “salvaspazio”. Le porte salvaspazio sono:

1. Funzionali: sono la soluzione perfetta per chi, di spazio, non ne possiede molto. Sono utili per recuperare spazio eliminando l’ingombro del battente sulla parete quando sono aperte.

2. Elementi di design: eleganti, minimali ed adattabili a qualunque tipo di contesto. Grazie alla loro mobilità creano continuità tra le stanze e rendono gli ambienti della casa più ariosi e luminosi in quanto posso essere installate delle vetrate che permettono alla luce di filtrare.

Tipologie di porte scorrevoli

Le porte scorrevoli sono usate per gli interni, ma anche per gli infissi esterni. Possono essere installate porte e persiane scorrevoli anche per accedere a balconi, terrazzi e giardini.

Distinguiamo due tipologie di porte scorrevoli:

1. a scomparsa o incassate all’interno di un muro. La porta scompare completamente all’interno della parete o del muro grazie alla presenza di un controtelaio che permette di accogliere per intero l’anta nascondendola all’interno di un rivestimento intonacato o di un pannello in cartongesso.

2. installate all’esterno del muro o della parete. La porta si apre lungo la parete, all’esterno appunto, scorrendo su una pista parallela al muro che può essere a vista o occultata.

Le porte scorrevoli a scomparsa

Una soluzione oggi ampiamente utilizzata grazie all’ottimo impatto estetico che queste porte generano in una casa. Sono spesso scelte anche nelle abitazioni dove non sussistono problemi di spazio per migliorare il design delle stanze.

Un esempio di impiego? Vengono spesso utilizzate per separare due locali, come soggiorno e cucina, dove una volta aperte creano l’effetto di un grande “open space”.

Le porte scorrevoli a parete

Le porte scorrevoli a parete risolvono i problema dell’ingombro del battente. Nonostante ciò occupano una porzione di parete una volta aperte, per cui sicuramente occupano una superficie maggiore rispetto alle porte a scorrevoli a scomparsa. Quando la porta non può essere incassata al muro non c’è un’altra soluzione!

Efficienza energetica, comfort e sicurezza

Dovresti cercare una porta con tripla protezione:

1. contro le intemperie: ad esempio, puoi acquistare porte in alluminio legno. Belle e resistenti ai fattori atmosferici.

2. con protezione antimicrobica che combatte la crescita di muffe e batteri.

3. con sistemi di isolamento termico: fatti consigliare dal tuo installatore di fiducia una porta che abbia i telai, i binari e le maniglie con l‘imbottitura in schiuma che funge da isolante termico della porta.

Prima di acquistare una porta scorrevole valuta l’affidabilità e le certificazioni del produttore. L’aspetto funzionale è molto importante soprattutto per il sistema di bloccaggio. Le porte non devono mai sollevarsi dai binari. Per questo scegli porte con sistema di fissaggio a 2 punti che garantiscono una migliore fluidità di scorrimento della porta ed un migliore sistema di bloccaggio.

Quando hai intenzione di acquistare prodotti per la tua casa, assicurati di scegliere un produttore certificato ed affidati sempre ad un installatore che ti fornisca tutte le informazioni di cui necessiti. È possibile acquistare le migliori porte del mondo ed avere problemi funzionali se non vengono installate correttamente!

Se vivi a Milano e vuoi installare delle porte a scomparsa o a parete puoi contattare Ristruttura Interni. Vendita ed installazione di porte scorrevoli con lavori di muratura, tutto compreso. Preventivo personalizzato.

Quale colore utilizzare per le pareti del soggiorno?

Quale colore utilizzare per le pareti del soggiorno?

Il soggiorno è una stanza ricca di arredi e personalità, un luogo in cui un intervento col colore può compromettere un’armonia in equilibrio.

Le possibilità sia di cromia sia di applicazione sono diverse e quindi si può trovare la soluzione che esalti e valorizzi la vostra idea di restyling del salotto.

E’ fondamentale iniziare la scelta del colore partendo dagli arredi presenti nella stanza.  

Si può scegliere un colore che crei un contrasto o un accordo secondo la palette scelta.

Il colore sarà anche lo sfondo su cui andranno a posizionarsi tutti gli oggetti che avete scelto per decorare le pareti. Solitamente le tinte scure esaltano le cornici, invece quelle chiare fanno emergere elementi come scaffali espositivi o applique.

Cambiare il colore delle pareti del soggiorno è una mossa vincente perché, affidandoti a ditte specializzate, come noi di Ristruttura Interni, puoi dare una nuova identità all’intera stanza senza dover cambiare l’intero soggiorno.

La scelta di un buon colore incide in modo significativo sulla qualità dello spazio

Per questo motivo è fondamentale rispettare delle regole ben precise. Vediamo quali sono i colori più gettonati ed adatti ad un soggiorno.

Il grigio

E’ uno dei migliori colori da sperimentare sulle pareti, scegliendo tra tutte le sfumature e varianti della palette. Dal punto più intenso a quello più chiaro, dall‘effetto mat alla velatura, questo colore per le pareti di casa renderà l’interior di qualsiasi stile un vero successo. 

Il grigio può essere anche abbinato al bianco creando una combinazione senza tempo adatta sia agli spazi moderni che a quelli dal gusto più classico.

Il bordeaux

Una tonalità calda ed avvolgente che tuttavia non rinuncia alla particolarità e risulta perfetta per vestire casa secondo le tendenze del momento. Un colore adatto per l’abbinamento con la pietra e con effetti cemento moderni. Esso ravviverà sapientemente un arredamento deciso anche in contrasto cromatico. 

Il rosso

Un altro colore molto efficace che apporta allo spazio una grande energia e consente di valorizzare i mobili bianchi ed i complementi dalle tonalità neutre. Utilizzando un tono diverso, generalmente il bianco, per il soffitto della vostra stanza, dilaterete visivamente l’intero spazio.

Il verde lime

Vivace e perfetto in tutte le stagioni, il verde lime si posiziona tra i primissimi posti nella classifica dei principali colori per la parete del momento. Perfetto per ambienti in stile contemporaneo ma anche per quelli minimali o dal gusto nordico.

Se vivete in un luogo caldo e la vostra stanza ha una buona luce naturale potete optare per un fresco tocco tropicale realizzando così un muro in verde lime.

Il tortora

Un colore per parete che si riconferma vero must tra le tinte delle pareti di casa.

Versatile ed ideale con tutti i tipi di stile d’arredo: dal moderno al rustico, dal nordico al minimale.

L’arancione

Una sferzata di arancione per pareti di tendenza che riscaldano l’atmosfera di casa sfruttando le sfumature di colori autunnali. 

Il rosa

Siete amanti dello stile scandinavo? Non trascurate il rosa pastello come colore  adatto per le pareti della casa romantica e girlish.  Accogliente e rilassante, ideale soprattutto per ambienti dedicati non solo al riposo, come, appunto la camera da letto.

Il petrolio

Particolarmente in auge tra i migliori colori per pareti del momento.

Dalla sua variante più scura e fascinosa a quella più leggera, si tratta di una tinta che si sposerà bene con un interior design in stile modern-classic e che impiegherà  tessuti sontuosi come il velluto e metalli preziosi, quali dettagli decorativi.

Il beige

Un buon metodo per ingrandire il vostro piccolo spazio è lavorare sulla sovrapposizione di textures e contro-pareti. In questo caso, il tono neutro del beige e la parete in legno, non solo creano un effetto di dinamicità senza occupare spazio, ma soprattutto, rendono la stanza molto calda ed accogliente.

Il bianco

Siete legati al colore neutro per eccellenza? Allora osate un look monocromatico che interessi l’intera stanza: dai pavimenti, alle pareti, passando per mobili e  tende. Otterrete, in questo modo, uno spazio ampio, fresco e luminoso.

Hai intenzione di rinnovare con stile il tuo soggiorno valorizzandone al meglio l’interior design? Contattaci e ti forniremo la giusta soluzione!

porte-garofoli

Porte interne: quale finitura scegliere?

Le porte interne, in base a colori, decorazioni, finiture e le maniglie, incidono sulla percezione che si ha di una stanza modificandone la prospettiva e la percezione della stessa.

La scelta della finitura dipende anche dall’effetto desiderato. In un ambiente con finiture neutre si può decidere di uniformare cromaticamente le porte e far sembrare così lo spazio più ampio. Se invece si vogliono valorizzare anche le ante, bisogna rinunciare all’omogeneità orientandosi su modelli a contrasto.

Oggi le scelte di interior decoration sono molto più audaci rispetto al passato.Vengono scelte  le porte a seconda degli ambienti, ad esempio diversificando quelle della zona giorno da quelle della zona notte.

Tipologie di finiture per porte interne

Porte in legno per interni
  • Laccata. La porta interna viene tinteggiata con vernici apposite attraverso un processo definito laccatura. Essa può essere di diverse colorazioni, lucida o opaca.

La laccatura  può avvenire a poro aperto o a poro chiuso. La prima viene effettuata quando rimangano evidenti, nonostante la verniciatura, alcuni dettagli del legno a livello visivo-tattile (venature, pori).  

La laccatura ha lo scopo di evidenziare i pori del legno attraverso una puntinatura bianca ottenuta con una procedura specifica detta “decapè”. Questo tipo di trattamento viene soprattutto eseguito per le porte in stile rustico e country.

La laccatura a poro chiuso invece nasconde le caratteristiche del materiale sottostante.

Solitamente le porte prima di essere laccate vengono trattate con un sottile strato di MDF al fine di far durare la vernice nel tempo. Questa è una tipologia di porta che può spaziare da uno stile classico a moderno, perfino minimalista.

Porte di questo tipo sono così versatili da sposarsi con qualsiasi ambiente. Sono molto consigliate in case con gusto contemporaneo e con pavimenti variegati come gres porcellanato, marmi, parquet o resine.

  • Spazzolata verticale/orizzontale. Si tratta di una finitura realizzabile sia su porte in legno sia su porte in laminato. Nelle prime questo trattamento mette in risalto le venature del legno. Invece nelle seconde ne riproduce il disegno,  il colore ed il poro con un effetto quasi realistico. L’effetto finale in ogni caso è un’esperienza visivo – tattile.
  • Incisioni. Si tratta di incisioni praticate sul battente, le quali vanno ad aggiungere alla semplicità di una porta laccata lucida o opaca quel dettaglio in più. Esistono infinite varianti, realizzabili anche dal disegno del cliente.  
  • Inserti in metallo. Le finiture in metallo possono essere applicate sulla porta in più punti ed inserite in tutti i modelli e materiali di porte interne.
  • Inserti in vetro.  Dopo aver scelto il modello di porta ed il materiale che più si desidera si può scegliere di inserire all’interno del battente un vetro. Esso può avere varie dimensioni, può essere ripetuto informe geometriche sull’ anta, può essere decorato, satinato, può far passare luce da un luogo all’altro della casa o semplicemente decorare la vostra porta interna.
  • Intagliata.La particolarità di questa finitura consiste nel praticare un intaglio a rilievo sull’ anta in legno rendendo unico ed inimitabile lo stile della porta. Scegliendo questa lavorazione avrete qualità di materiali, giochi di forme e volumi.
  • Pantografata. Questa finitura viene realizzata sulla porta attraverso uno strumento chiamato pantografo. Si tratta di un parallelogramma costituito da quattro aste, le quali vengono posizionate secondo il disegno scelto, creando così un bassorilievo. Sono porte molto eleganti e versatili, che danno carattere alla casa senza appesantirne lo stile.
  • Intelaiata.Questo tipo di finitura rompe la semplicità della forma e fa sì che la porta si componga attraverso il gioco dei montanti verticali, dei traversi orizzontali o dello zoccolo combinando gli elementi con diverse finiture.
  • Decorazione in foglia. Questo tipo di finitura utilizza la foglia d’oro o d’argento per impreziosire i dettagli di una porta realizzando così uno stile classico intramontabile. E’ particolarmente adatta a case in stile, ville private ed alberghi.
  • In pelle. Si tratta di porte realizzate in pelle rigenerata, morbide al tatto ed uniche nel loro genere. I modelli solitamente vengono impreziositi con bottoni d’argento, oro o Swarovski. Sono finiture adatte ad ambienti di classe, eccentrici e molto particolari.
  • In tessuto. Porte rivestite in tessuto, le quali possono essere personalizzate scegliendo tra un’ampia gamma di texture. Declinate in sfumature naturali o tinte più accese.
  • In softwood, un legno morbido e naturale, reso elastico attraverso un sofisticato processo produttivo che mantiene intatte le caratteristiche del legno e delle essenze con le quali viene realizzata la porta. Si tratta di un materiale che permette di creare “imbottiture” particolari ed assolutamente originali che hanno la particolarità di essere fonoassorbenti.

Le porte interne rappresentano una tra le componenti di design più influenti nell’estetica generale della casa o dell’ufficio. Stai ristrutturando casa a Milano e vuoi sostituire anche le porte? Contattaci

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Detrazioni fiscali per ristrutturare casa 2019

Con la nuova Legge di Bilancio 2019, il Governo Conte, ha confermato  le detrazioni fiscali IRPEF che spettano a tutti coloro che ristrutturano casa o effettuano lavori di risparmio energetico Ecobonus, Sismabonus e di sistemazione e recupero del verde urbano, fino al 31 Dicembre 2019.

L’ Ecobonus 2019 è un’agevolazione fiscale pari al 65% che spetta a tutti i contribuenti privati residenti e non residenti, ai contribuenti titolari di impresa, aventi quindi una Partita Iva, che possiedono l’immobile, oggetto di interventi di risparmio energetico.

Questa agevolazione consiste in una detrazione dall’Irpef se la spesa è effettuata dal contribuente privato o dall’Ires se si tratta di un’impresa o società. Viene riconosciuta dallo Stato quando vengono effettuati interventi per migliorare il valore energetico della loro abitazione o dell’edificio in generale.

Sono spese detraibili Ecobonus quelle effettuate per l’installazione di pannelli solari, per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti.

La Detrazione Ecobonus va ripartita in dieci rate annuali di pari importo da indicare nella Dichiarazione dei Redditi tramite modello 730 o modello Unico.


Ecobonus: requisiti e documentazione

L’Ecobonus è diretto sia a contribuenti privati sia ad imprese come persone fisiche, titolari di partita Iva, titolari di redditi di impresa, enti privati ed enti pubblici e anche ai condomini.

L’importo speso per gli interventi di riqualificazione energetica va diviso in quota di pari importo da scaricare mediante la Dichiarazione dei redditi con il Modello Unico o il Modello 730.

Gli importi di spesa sono definiti dall’Agenzia delle Entrate, la quale mette a disposizione anche il software di compilazione e tutte le informazioni utili per usufruire della detrazione fiscale pari al 65% dell’imposta lorda sul reddito Irpef o Ires.

Per ottenere questa detrazione fiscale occorre presentare la seguente documentazione:

  • Certificazione energetica dell’edificio
  • Scheda informativa degli interventi realizzati
  • Attestazione di corrispondenza, prevista solo per determinati interventi come, ad esempio, la sostituzione degli infissi, delle finestre e degli impianti climatizzati
  • Dichiarazione del tecnico abilitato
  • Comunicazione ENEA Ecobonus 2019
  • Fattura
  • Ricevuta dei bonifici postali o bancari
  • Delibera condominiale
  • Dichiarazione di consenso del proprietario (solo per gli affittuari)
  • Documento che attesti l’esistenza dell’edificio

L’Ecobonus, in base all’ attuale legge di bilancio, sarà attivo fino al 31 Dicembre 2019.


Bonus Mobili 2019: requisiti e documentazione per accedere alla detrazione del 50%

Il Bonus Mobili 2019 è un’agevolazione fiscale, confermata anche nel 2019, che consente a coloro che effettuano una ristrutturazione dell’immobile dal 2018 in poi, di potersi detrarre dalle tasse sia le spese per effettuare i lavori edili sia quelle sostenute per acquistare gli arredi, i mobili e gli elettrodomestici.

Per ottenere il Bonus Mobili e fruire della detrazione, occorre dividere in 10 quote di pari importo, la detrazione totale spettante. Ciò vuol dire che il contribuente beneficiario del Bonus Mobili, ha diritto a sottrarre una quota ogni anno dall’Irpef tramite 730. Ogni quota va dichiarata ogni anno nella dichiarazione dei redditi a cominciare da quella successiva all’anno in cui si sono sostenute le spese.

Le spese del Bonus Mobili possono essere pagate tramite bonifico parlante, bonifico bancario o postale ordinario, carte di credito o di debito. Non è consentito effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

I requisiti per ottenere la detrazione pari al 50% sono i seguenti:

  • Essere in possesso della ricevuta relativa alla spesa di un mobile o di un elettrodomestico
  • Avere eseguito la ristrutturazione del proprio immobile nel 2019 (bonus ristrutturazione)
  • Aver acquistato arredi o elettrodomestici tramite bonifico parlante, postale, bancario, carta di debito,carta di credito

Per dichiarare la spesa relativa al Bonus Mobili bisogna essere in possesso della seguente documentazione:

  • Codice fiscale di chi ha sostenuto la spesa
  • Partita Iva del venditore
  • Data in cui si è effettuata la spesa
  • Fattura relativa alla spesa


Spese incluse nel Bonus Mobili e Spese escluse

Il Bonus Mobili include le spese sostenute per mobili, piccoli e grandi elettrodomestici (non inferiori alla classe energetica A+), arredi per la casa, arredi condominiali, forni inferiori alla classe energetica A+.

Le spese sostenute per porte, portoni, pavimenti e tende sono escluse dal Bonus Mobili.


Cosa prevedono le detrazionifiscali Sismabonus 2019?

 Le Detrazioni fiscali Sismabonus  2019 sono incentivi introdotti dal Governo  al fine di favorire le ristrutturazioni edilizie con misure antisismiche.

Il Sismabonus prevede due percentuali diverse di detrazioni fiscali che vanno sia a seconda della riduzione della classe di rischio sia del tipo di immobile oggetto della detrazione.

Questa agevolazione può essere fruita per la prima o seconda casa. Per gli interventi di riduzione di rischio, effettuati sulle abitazioni e sulle attività produttive, spetta una detrazione pari al 70% se determinano una riduzione di una classe di rischio; al 75% invece se le classi di rischio sono due.

Per gli interventi effettuati sui condomini spetta invece una detrazione pari al 75% se la riduzione di rischio è di una classe, all’ 85% invece se la riduzione di rischio è di due classi.

La nuova detrazione Sismabonus è rivolta a tutta Italia in modo tale da aumentare la platea dei beneficiari, ferma ora soltanto ai residenti di 3.000 Comuni Italiani.


Sismabonus: norme da rispettare

 

Per usufruire della nuova detrazione fiscale che va dal 50/80% per le case e dal 75/80% per i condomini, bisogna rispettare le seguenti norme:

  • i lavori di adeguamento sismico devono essere effettuati entro il 31 Dicembre 2021
  • i lavori eseguiti devono determinare una riduzione di rischio sismico di prima o seconda classe
  • gli interventi antisismici devono essere seguiti su case private (prime e seconde case), immobili adibiti ad attività produttiva e condomini
  • gli immobili, oggetto di intervento e detrazione, devono essere ubicati nelle zone 1, 2 e 3 (cfr. Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n°3274 del 20 Marzo 2003, pubblicata nel supplemento ordinario n°72 alla Gazzetta Ufficiale n°105 dell’8 Maggio 2003)
  • la spesa massima agevolabile non deve superare i 96.000€, comprese le spese effettuate per la classificazione e verifica sismica degli immobili
  • la detrazione deve essere recuperata in 5 quote annuali di pari importo

Con tali novità inserite nel testo della nuova Manovra, i contribuenti possono fruire di una detrazione bonus casa 2019 graduale che va da un minimo del 50% ad un massimo dell’85% a seconda del rendimento energetico o sismico.

Hai intenzione di ristrutturare casa usufruendo così delle detrazioni fiscali 2019? Contattaci

Come scegliere il parquet idoneo alla tua abitazione?

Come scegliere il parquet idoneo alla propria abitazione?

Negli ultimi anni, il parquet è diventato il vero e proprio protagonista delle abitazioni. Grazie alle sue caratteristiche di isolante termico ed acustico, è una tipologia di pavimentazione molto apprezzata ed averlo in casa è il sogno di molte persone perché è un pavimento caldo, elegante e raffinato.

Il parquet tradizionale presenta costi non sempre accessibili sia per via dei materiali utilizzati sia per le tecniche e tempistiche di posa di listelli e doghe. Per questi motivi, negli ultimi anni, si è diffuso il parquet prefinito, caldo ed elegante come quello tradizionale ma meno costoso e più facile da mantenere.

In base all’ essenza che viene scelta, la varietà di parquet include colori, sfumature, finiture e venature in grado di adattarsi ad ogni contesto abitativo e di arredamento.

Negli ambienti poco luminosi si consigliano le essenze chiare. In presenza di riscaldamento a pavimento è consigliabile scegliere un parquet prefinito.

Una scelta attenta del parquet deve tener conto sia dei fattori estetici ed ambientali sia di quelli morfologici del legno. Si devono rispettare le condizioni di posa, prediligendo lo stile di posa più adatto all’ambiente. Inoltre si deve tener conto anche del trattamento del legno, in modo tale da garantirsi la maggior durata nel tempo con la minima manutenzione.

Tonalità di colori del legno del parquet

Tonalità di colori del legno del parquet

I legni utilizzati per il parquet offrono un’ampia gamma di scelta delle tonalità.

Si classificano legni rossi il merbau, essenza asiatica di colore bruno che con la progressiva esposizione alla luce, tende a modificarsi; il Doussiè Africa, essenza dorata-rossiccia, il quale si presta a differenti usi, anche nel caso di pavimenti con riscaldamento a pannelli.

Tra i legni chiari vi sono l’acero americano, un legno di colore beige chiaro, il quale presenta un livello di ossidazione molto basso; il faggio, essenza tipicamente europea, dalla tonalità rosata, che non sopporta gli sbalzi di temperatura e per questo motivo è inadatta a pavimentazioni con riscaldamento a pannelli; il rovere, un legno chiaro che, con il trascorrere del tempo, assume una tonalità giallo paglierino. Reagisce male all’umidità ed alle variazioni di temperatura ed è inadatto a pavimenti con riscaldamento a pannelli.

Rientrano nei legni scuri, il wengé-Panga, un’ essenza africana particolarmente scura, non soggetta a cambiamenti di colore  anche se esposta a raggi solari; il mutenye, un’ essenza africana che si presenta in tonalità di colore diverse, dal marrone tendente al giallo al grigio tendente al nero. Si tratta di un legno resistente ma meno adatto al riscaldamento a pannelli radianti.

Tra i legni bruni vi sono liroko, un’essenza proveniente dall’Africa, il cui colore giallo cambia con l’esposizione alla luce.  E’ particolarmente indicato per ambienti umidi, come bagni e cucine; il teak, un’essenza color tabacco di provenienza sia asiatica che africana, è estremamente resistente all’umidità, a tal punto da essere impiegato nel settore nautico. Infine l’Afrormosia, un’ essenza africana leggermente olivastra, resistente alle escursioni e pertanto ideale anche per pavimenti con riscaldamento a pannelli.

Quali sono le caratteristiche del parquet prefinito?

Il parquet prefinito rappresenta oggi oltre il 90% del mercato dei pavimenti in legno. Ciò è dovuto al fatto che si tratta di un materiale più resistente. A differenza del massello viene verniciato con 6/7 mani di vernice (280/350gr metro). La resistenza ai graffi è maggiore e la prima lamatura può effettuarsi anche dopo 20/25 anni contro i 10/12 di un parquet tradizionale.

Il parquet prefinito può essere in legno massello o in legno multistrato. Quest’ultimo è la soluzione più veloce ed a prezzi inferiori rispetto al tradizionale. Ha tempi brevi di posa in opera, non presenta fasi né di levigatura né di posatura.  E’ composto da due strati di legno diversi, quello di supporto in legni come il Pino di Svezia, l’Abete o la Betulla. E quello di calpestio in legno nobile, di diverse tipologie, colori e venature.

Una volta garantito il livello estetico, il parquet prefinito assorbe i movimenti naturali di assestamento del pavimento, garantendone la stabilità.

Il parquet laminato: un’alternativa economica al parquet originale

Il pavimento laminato è ottenuto attraverso un processo, detto pressofusione, che sottopone ad una forte pressione i pannelli di vari materiali (resine, carta, agglomerati di legno, ).

Ogni listone è composto da una parte inferiore che funge da supporto, da una parte centrale che è formata da un pannello di fibra di legno detto HDF (High Density Fireboard), da una parte superiore a cui viene applicato un foglio decorativo, in grado di riprodurre le venature tipiche del legno ed infine da una superficie trasparente resistente all’usura del calpestio, che permette anche a colore e finiture di non rovinarsi nel tempo.

Quali sono i vantaggi che si hanno scegliendo questa tipologia di parquet?

Il parquet laminato, rispetto alle piastrelle in grès porcellanato, le quali presentano una superficie fredda al tatto, riesce a riprodurre una sensazione di calore più simile al legno.

La tecnica di posa utilizzata è quella flottante senza colla. I listini vengono fissati tra loro attraverso un meccanismo di incastro a click e appoggiati su  un materassino fonoassorbente ed una barriera vapore (foglio di nylon).

Inoltre il laminato può essere  posato su una pavimentazione già esistente, purché livellata, regolare ed asciutta. Una volta posato, non richiede particolari trattamenti.

Grazie ai processi con cui viene prodotto ed alle caratteristiche del film con cui si realizzano le finiture, il parquet laminato è un pavimento resistente sia al calpestio, sia alle grandi sollecitazioni, sia  all’ azione dei raggi UV ed all’ ossidazione. Nelle versioni top di gamma, è idrorepellente e non assorbe l’umidità. Prende fuoco solamente quando è in contatto diretto con la fiamma.

Per la pulizia ordinaria sono necessari un panno bagnato ed un detergente apposito. Si tratta di un pavimento facile da pulire grazie anche alla sua caratteristica di antistaticità (attira poco la polvere) ed al suo strato protettivo che lo protegge da macchie, urti e graffi.

Rispetto ad un pavimento in legno, il costo del laminato può essere inferiore avendo comunque una pavimentazione in grado di riprodurre fedelmente gli effetti del legno e non solo.

Al fine di  avere un buon prodotto ed un’ottima resa estetica è necessario affidarsi a ditte specializzate come noi di Ristruttura Interni che forniamo materiale di prima scelta e di ottima qualità.

Il parquet in legno massello o tradizionale

Il parquet massello viene fornito grezzo e da levigare ed asciugare dopo la posa. Negli anni questa tipologia di parquet mantiene intatta la sua bellezza.

Presenta una composizione in puro legno nobile con spessori che variano da 12 a 22 mm. Le liste, in una vasta gamma di dimensioni e di specie legnose, vengono fornite allo stato grezzo, ossia da levigare e lucidare dopo la posa e prima di essere calpestate.

prezzi del parquet massello ed i tempi per la posa, la levigatura e la verniciatura sono maggiori rispetto ad un parquet prefinito. Prima dell’utilizzo del pavimento,  occorre attendere almeno 40 giorni.

Vuoi realizzare un pavimento in parquet nella tua nuova abitazione? Questa soluzione è pratica, elegante ed adatta ad ogni tipologia di interni.

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Grès porcellanato: ottima soluzione per il piano di lavoro di una cucina

Il grès porcellanato, materiale dalle alte prestazioni ed estremamente resistente, entra a far parte nella gamma di finiture disponibili per le cucine. Si tratta di un materiale impiegato non solo per le superfici orizzontali dei piani di lavoro, ma anche per le ante, grazie ad uno spessore minimo dei pannelli, che consentono alle ante in grès di essere allo stesso tempo leggere e robuste.

Le caratteristiche del grès porcellanato 

 

Il grès porcellanato si ottiene mediante l’impasto di materie prime selezionate, quali sabbie quarzifere e feldspatiche, argille, cui vengono aggiunti pigmenti a base di ossidi metallici. Queste materie prime vengono poi pressate a cotte ad una temperatura di oltre 1250 C°.

Si tratta di un materiale dalle prestazioni tecniche elevate ed estremamente versatile. Oggi viene utilizzato per diverse applicazioni: dai pavimenti ai rivestimenti, dai mobili alle facciate ventilate, fino ai piani di lavoro delle cucine.

L’uso del grès porcellanato per realizzare il piano di lavoro di una cucina è una delle ultime novità del settore. Grazie alle tecnologie più recenti è stato possibile costruire un top cucina tra i più resistenti. Un prodotto che sta conquistando sempre più l’interesse dei consumatori.

Il piano di lavoro in grès porcellanato è composto da lamine di materiale ceramico incollate su un supporto in multistrati per mezzo di resine epossidiche.

Per i piani di lavoro di una cucina  si utilizzano lastre in gres porcellanato di maxi formato (100 x 300 cm e oltre) e di spessore sottilissimo (3-3,5 mm), che possono essere facilmente tagliate, sagomate e forate.  Il grès porcellanato presenta un aspetto monolitico: eventuali giunture rimangono invisibili.

A differenza dei piani realizzati con piastrelle di grandi dimensioni,le lastre in grès porcellanato non presentano fughe e di conseguenza punti in cui si possa annidare lo sporco. Sono quindi di facile pulizia e non richiedono manutenzione.

Se il materiale è  uniforme per colore in tutto lo spessore, nel raro caso in cui si scheggi, può essere facilmente riparato.

Le qualità più importanti del grès porcellanato sono la compattezza, l’ottima resistenza alle macchie, l’elevata resistenza ad urti e graffi, l’inassorbenza, l’inalterabilità al calore (+ di 210 °C), l’ottima resistenza alla corrosione da parte degli acidi, deboli e forti e la facilità della pulizia.

La posa del grès porcellanato

I piani di lavoro in grès porcellanato, prima dell’installazione, vengono tagliati e forati per predisporre i fori per la rubinetteria e per l’incasso dei lavelli.

Per fissare e movimentare in sicurezza le lastre di grandi dimensioni si utilizzano anche telai ausiliari in alluminio, dotati di ventose. Essi vengono applicati, tramite speciali adesivi, ad un supporto, il quale deve essere perfettamente asciutto, pulito, senza fessurazioni. Inoltre deve garantire stabilità nel tempo.

migliori supporti per il gres porcellanato sono i seguenti:

  • pannelli isolanti rigidi in polistirene ad alta densità: ad alte prestazioni, garantiscono stabilità dimensionale e facilità di posa.
  • pannelli di multistrato marino, composto dalla sovrapposizione di piallacci di legno nobile, molto resistente all’umidità.
  • pannelli in agglomerato di vario tipo, realizzati con materiali poveri, che vengono tritati, miscelati ed in seguito compattati tramite leganti specifici.

Il top, una volta fissato, viene rifinito sui bordi e sugli spigoli al fine di rendere invisibili i punti di giunzione tra la veletta frontale ed il piano di lavoro.

I  vantaggi di avere un piano di lavoro in grès porcellanato

Il top in grès porcellanato presenta superfici di grande effetto, grazie alla grande disponibilità di colori e texture. Come per i piani di lavoro in laminato sono disponibili effetti pietra o effetti legno, così come superfici a colore continuo.

Questo materiale non cambia colore nel tempo, neanche se scegliete colori delicati come il bianco puro. Offre la possibilità di realizzare con lo stesso materiale delle vasche integrate.

Si tratta di un materiale ecologico, poiché la sua produzione avviene con l’ausilio di una tecnologia sostenibile e rispettosa dell’ecosistema. Inoltre non rilascia alcuna sostanza nell’ ambiente e può essere facilmente riciclato.

E’ resistente agli shock termici, al calore ed alle altissime temperature. Questo è uno dei pochi top dove vi si possono realmente appoggiare pentole bollenti. E’ molto duraturo e resistente ad urti, graffi ed a qualsiasi tipo di usura. E’ inoltre resistente sia ai prodotti chimici, a tal punto che è possibile lavarlo anche con prodotti a base acida senza alcun tipo di problema, sia al vapore acqueo e particolarmente impermeabile ai liquidi.

E’ igienico e facile da pulire perché a differenza del top piastrellato, non presenta fughe.

Consigli utili su come pulire il piano cucina in grès porcellanato

La pulizia del piano cucina in grès porcellanato è molto facile. Per eliminare macchie di sostanze grasse è necessario un comune sgrassatore e l’uso di una spugnetta mediamente abrasiva.

Per evitare macchie di calcare, le quali possono apparire in maniera evidente nei colori più scuri, si consiglia di risciacquare accuratamente. Inoltre, al fine di rendere la pulizia più agevole, si consiglia la rimozione delle macchie a fresco, evitando così qualsiasi incrostazione.

Conclusioni:

Spesso si pensa a spostare la cucina della propria abitazione per modificare la disposizione degli ambienti, altrettanto spesso si sceglie i piano da lavoro della cucina in base alla nostra esperienza passata,a quella di amici i e parenti che spesso sconsigliano materiali nuovi come il gres porcellanato perché non ne conoscono le proprietà.

Pochi sono i top cucina resistenti e duraturi nel tempo come il top in gres porcellanato.  Il video spiega in breve tutti i vantaggi di questo magnifico materiale.