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Psicologia dell’abitare, il rapporto tra mente e spazio

Psicologia dell’abitare, il rapporto tra mente e spazio

Una vera e propria scienza, non una semplice tendenza di passaggio: studiata ed approfondita già da decenni, la psicologia dell’abitare è una disciplina che sta emergendo soprattutto in questo periodo in cui stiamo vivendo la casa più di prima ed in modo diverso.

Psicologia dell’abitare per una casa su misura

In che modo la psicologia dell’abitare può essere considerata come quella parte specifica della psicologia ambientale dedicata al rapporto tra individuo ed abitazione?

La psicologia dell’abitare è una “meta disciplina” perché si basa sulle conoscenze che afferiscono anche ad altri ambiti, quali l’antropologia, le neuroscienze, la fisiologia, la sociologia e non solo.

Oggi quindi l’applicazione della psicologia dell’abitare, complice la crescente attenzione al benessere dell’individuo, sta diventando sempre più richiesta. Stanno evolvendo, a riguardo, strumenti che permettono al committente di immaginare la propria casa, visualizzandola.

Tra i sistemi più tecnologici vi è l’uso della realtà virtuale: un progettista può farvi ricorso per far vedere e “vivere” al cliente come diventerà la sua casa, offrendogli la possibilità di capire meglio, rispetto alla sola visione di planimetrie e rendering, se le scelte compiute sono in linea con le aspettative o se è il caso di apportare sostanziali modifiche. Oppure prevedere per il committente vere e proprie sedute con il progettista e con un professionista che si occupi di psicologia per riuscire ad individuare i desideri con esattezza.

I tre punti chiave della psicologia dell’abitare

La psicologia dell’ambiente studia il rapporto tra mente e spazio, focalizzandosi su quello abitativo. E’ la scienza che si occupa di studiare gli effetti che tutti gli spazi che ci circondano hanno sulla nostra psiche e sui nostri comportamenti.

Se poniamo attenzione alle sensazioni che proviamo ed ai comportamenti che assumiamo, possiamo comprendere gli effetti che l’ambiente ha su di noi.

Si può iniziare a pensare alla propria casa in questi termini: quali sensazioni provo negli spazi? Mi rappresentano? Cosa dicono di me? E’ importante che ci facciano star bene e ci rappresentino. Non a caso è previsto, ad esempio, “l’angolo per il proprio io”, una piccola zona in cui raccogliere ed esporre alcuni ricordi significativi: post-it, ritagli di giornale, lettere, diari, ricordi di viaggi. E’ un luogo domestico che ci aiuta ad assorbire energie, a contemplare la strada che abbiamo percorso e le capacità acquisite. Non da meno, ci aiuta a ricordare, immaginare, fantasticare e ritrovare noi stessi.

In una casa non dovrebbero mancare legno, acqua, piante: l’esposizione ad elementi naturali è associata, infatti, ad alti livelli di benessere psicologico, con riduzione di stress, ansia ed affaticamento mentale. C’è una ragione anche evoluzionistica in questo: in passato erano gli ambienti ricchi di vegetazione ed acqua a favorire la sopravvivenza, fornendo cibo e riparo.

L’ambiente naturale è quello che consente alla nostra mente di rigenerarsi perché non richiede alcuno sforzo diretto cognitivo, proprio perché parte della nostra evoluzione.

Qual è l’obiettivo principale della psicologia dell’abitare?

Sicuramente è mettere al centro la relazione tra l’individuo e la sua abitazione, al fine di assicurare un’esperienza piena di benessere psico-fisico.

La psicologia dell’abitare usa tecniche per lo studio di queste relazioni che vanno da quelle più classiche di tipo qualitativo come le osservazioni, alla ricostruzione di situazioni sperimentali, all’analisi di casi di studio. Si tratta di tutte quelle tecniche che sono familiari alla ricerca in generale e che consentano, in prima battuta, di dimostrare i benefici concreti per l’individuo. Dall’altro lato la psicologia dell’abitare, grazie al dialogo con le altre discipline, può diventare la premessa per un momento particolarmente prezioso nel lavoro sugli ambienti: lo sviluppo progettuale.

Il lavoro di squadra con architetti e designer parte dal contributo peculiare che lo psicologo può dare in questa fase:ovvero la raccolta della domanda del cliente e la sua analisi. Essa deve essere in linea non solo con esigenze di tipo funzionale ma anche e soprattutto con aspetti più profondi connessi alla propria personalità, alla propria idea di “sentirsi a casa”, per facilitare e semplificare le scelte ed ottenere il miglior risultato possibile a favore del proprio benessere.

Grazie alla realtà virtuale immersiva le persone entrano nella loro casa così come sarà nella realtà, completa di ogni elemento. Hanno la possibilità di vive gli spazi in tutta la loro dimensione, percepire superfici, colori, prospettive, vivere anticipatamente in dimensione virtuale ciò che successivamente vivranno realmente.

Hai intenzione di ristrutturare una casa su misura? Chiedi un preventivo gratuito. I nostri esperti ti supporteranno in tutte le fasi richieste.

Sconto in fattura e Cessione del credito: vantaggi e differenze

Sconto in fattura e Cessione del credito: vantaggi e differenze

Il Decreto Rilancio, oltre all’Ecobonus ed al Superbonus al 110%, ha introdotto lo sconto in fattura e/o la cessione del credito agli istituti di credito o altri intermediari finanziari.

Sconto in fattura: di cosa si tratta?

Tramite i classici bonus puoi portare in detrazione parte o tutte le spese sostenute per differenti interventi edili ed impiantistici. In pratica, recuperi in più anni, parte o tutte le spese sostenute tramite degli “sconti” sulle tasse.

Facciamo un esempio di detrazione priva di sconto in fattura e cessione del credito.

Immagina di ristrutturare casa e di spendere 10.000 €. Sfruttando, ad esempio il bonus ristrutturazioni al 50%, l’Agenzia delle Entrate ti restituirà il 50% di quanto hai speso in 10 anni, tramite le detrazioni sulle tasse IRPEF che verserai allo Stato.

Quindi, per i 10 anni successivi all’intervento, pagherai 500 € di tasse in meno ogni anno: 500 € x 10 anni= 5.000 € (il 50 % di 10.000 €). In questo caso, dovrai pagare il tutto entro la fine dei lavori e in seguito i soldi ti verranno restituiti scalandoli dalle tasse.

Grazie allo sconto in fattura, spenderesti soltanto 5.000 €. Il restante 50% dei 10.000 € ti verranno anticipati dall’impresa che a sua volta li riprenderà dalla banca.
Il credito si puo anche “vendere” agli istituti bancari, che pero non lo acquista in parità, ma con percentuali diverse da istituto ad istituto.

Vale lo stesso nel caso del Superbonus al 110%. Ma in questo caso puoi decidere la restituzione del 110% di quanto hai speso in soli 5 anni, oppure farti anticipare il 100% dall’impresa.

Il Decreto ti permette di beneficiare dello sconto in fattura per le spese sostenute da luglio 2020 fino a dicembre 2021. Quindi di deve far riferimento al criterio di cassa: non conta la data di inizio dei lavori, ma è importante la data del pagamento della prestazione.

Ad esempio, i pagamenti effettuati a dicembre 2020 per un intervento iniziato a febbraio 2020, potranno fruire dello sconto in fattura e della cessione del credito. Questo nel caso di privati.

Le imprese individuali, le società e gli enti commerciali, dovranno far riferimento al criterio di competenza: farà fede la data di fine lavori, indipendentemente dall’avvio e dalla data dei pagamenti.

Sconto in fattura e/o cessione del credito?

Secondo l’art. 121, comma 1 del Decreto Rilancio, in alternativa alla detrazione, potrai optare:

–  Contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino ad un importo massimo pari al corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore, il quale ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;

–  Trasformazione del corrispondente importo in credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.”

Qual è la differenza tra sconto in fattura e cessione del credito?

Tramite lo sconto in fattura, l’impresa che ti realizzerà i lavori ti anticiperà la spesa detraibile, quindi non dovrai versare granchè. A sua volta, l’impresa potrà cedere o meno il credito alle banche o ad altri intermediari.

Nel secondo caso potrai cedere direttamente il tuo credito a terzi, quindi oltrepassando le imprese ed i fornitori.

Questo credito potrà essere ceduto illimitatamente a qualsiasi soggetto.

La vera forza dell’iniziativa sta nella possibilità di cedere il credito agli intermediari finanziari. Potrai realizzare alcuni interventi con limitati impieghi di denaro ed altri, addirittura, “gratis“. Questo meccanismo era già presente, ma in passato non si poteva cedere il credito agli istituti  e poche imprese potevano permettersi di anticipare i soldi ai clienti.

Potranno sfruttare lo sconto in fattura anche coloro che non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi o che comunque versano poche imposte IRPEF.

Potresti richiedere anche uno sconto “parziale”. In pratica, a fronte di una spesa di 30.000 euro, potresti chiedere al fornitore uno sconto di una sola quota, ad esempio pari a 10.000 euro.

Il fornitore maturerà un credito d’imposta pari a 11.000 euro. Tu potrai far valere in dichiarazione una detrazione pari a 22.000 euro (110 per cento di 20.000 euro rimasti a tuo carico).

Nel caso in cui più soggetti sostengano delle spese riguardanti interventi realizzati sul medesimo immobile, ciascuno potrà decidere se fruire direttamente della detrazione o esercitare le opzioni previste, indipendentemente dalla scelta operata dagli altri.

Sconto in fattura: a quali interventi si può applicare?

L’articolo 121, stavolta al comma 2, elenca gli interventi che beneficiano dello sconto in fattura e della cessione del credito:

a) Recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettere a) e b), del testo unico a) recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;

b) efficienza energetica di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90 e di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 119;

c) Adozione di misure antisismiche di cui all’articolo 16, commi da 1-bis a 1-septies del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e di cui al comma 4 dell’articolo 119;

d) Recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, di cui all’articolo 1, comma 219, della legge 27 dicembre 2019, n. 160;

e) Impianti fotovoltaici di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettera h) del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ivi compresi gli interventi di cui ai commi 5 e 6 dell’articolo 119 del presente decreto;

f) Colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici di cui all’articolo 16-ter del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e di cui al comma 8 dell’articolo 119;

Potrai sfruttare lo sconto in fattura per:

  • Bonus Ristrutturazioni, destinato agli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. Rientrano in questo bonus, anche le spese relative ad interventi di manutenzione ordinaria sulle sole parti comuni condominiali.
  • Ecobonus al 110%
  • Ecobonus al 50%, 65%: sostituzione degli infissi, della caldaia a condensazione, installazione del cappotto, dei pannelli solari.
  • Sismabonus, sugli edifici edificati nelle zone sismiche 1, 2 e 3
  • Bonus Facciate
  • Sostituzione o nuova installazione di impianti fotovoltaici e relativi accumuli
  • Posa di colonnine per la ricarica delle auto elettriche, le quali beneficiano delle detrazioni al 110 % se installate contestualmente ad uno dei tre interventi trainanti dell’Eco-bonus al 110%.

Sono esclusi dallo sconto in fattura, il bonus mobili ed il bonus verde.

Hai intenzione di usufruire dello sconto in fattura? Uno dei nostri tecnici, redigerà le pratiche edilizie, quelle energetiche, quelle strutturali oltre alle varie asseverazioni tecniche:

  • l’attestato di prestazione energetica APE ante e post intervento, asseverando il salto di due classi sotto forma di dichiarazione asseverata;
  • dichiarazione che le opere realizzate ricadono tra quelle agevolabili
  • verifica della congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati

Quando il professionista avrà raccolto tutti questi documenti,  nel caso di sconto in fattura e/o cessione del credito, dovrai ottenere un visto di conformità rilasciato da un intermediario abilitato: commercialista, esperto contabile, consulente del lavoro, responsabile del Caf .

Tramite questo visto, l’intermediario verificherà che il tecnico abbia prodotto tutte le asseverazioni, le attestazioni e che possieda la polizza assicurativa obbligatoria.

La volontà di utilizzare questi strumenti deve essere trasmessa entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese.

Nel caso avessi della cessione del credito in prima persona, dovrai valutare le varie proposte delle banche o di quelle aziende che, avendo grossi fatturati, intendono aderire all’iniziativa.

Per validare la cessione del credito dovrai comunicare annualmente all’Agenzia delle Entrate:

  •  i dati del cessionario (impresa o fornitore a cui hai ceduto il credito),
  •  l’accettazione da parte di quest’ultimo del credito ceduto
  •  l’importo del credito, spettante sulla base delle spese sostenute entro il 31 dicembre dell’anno precedente. In mancanza di questa comunicazione, la cessione del credito è inefficace.

Tale credito potrà essere utilizzato dal cessionario solo dopo la relativa accettazione, che deve avvenire attraverso il “cassetto fiscale”. L’accettazione ed il rifiuto non possono essere parziali e sono irreversibili. Il cessionario potrà utilizzarli in compensazione tramite modello F24.

A sua volta, se il cessionario volesse cedere il credito ricevuto, dovrà comunicarlo all’Agenzia delle Entrate utilizzando la stessa procedura.

Anche in questo caso dovrai inviare un’apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate. Il fornitore, impresa o intermediario recupererà lo sconto come credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione tramite modello F24, in cinque quote annuali.

Hai intenzione di effettuare uno dei seguenti interventi? Richiedi subito un preventivo gratuito ed i nostri tecnici specializzati ti seguiranno passo dopo passo.

  • Manutenzione edilizia degli edifici
  • soluzioni per l’efficienza energetica
  • Tecniche di demolizione e sicurezza
  • Riorganizzazione spazi architettonici
  • Normativa e redazione SCIA
6 consigli per organizzare gli spazi in casa

6 consigli per organizzare gli spazi in casa

L’emergenza sanitaria ha radicalmente cambiato la nostra vita trasformando, con una forza improvvisa e dirompente, tutte le abitudini consolidate, mettendo in campo la questione della condivisione forzata degli spazi domestici.

Il Covid-19 ci ha costretti anche ad un nuovo modo di vivere la casa. Un modo a cui non eravamo abituati nè preparati ed a fare i conti con ambienti organizzati per tutt’altre consuetudini abitative.

Tra i tanti effetti, la prima rivoluzione immediata è stata quella conseguente alla necessità per molti di lavorare da casa. Secondo l‘Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, il 64% delle aziende ha chiesto ai propri dipendenti di proseguire l’attività lavorativa dal domicilio.

Parallelamente a ciò, anche tutti gli studenti sono rimasti a casa, adattandosi a seguire le lezioni a distanza ed a studiare in compagni dei congiunti.

Le famiglie si sono ritrovate all’improvviso a dover gestire una maggiore densità nell’ambiente domestico, in una condizione in cui ciascuno ha cercato di ritagliarsi uno spazio proprio o quantomeno di condividerlo nel miglior modo possibile.

In molti casi non è stato facile considerare le metrature mediamente contenute negli appartamenti.

Se all’inizio ognuno ha cercato di rimediare cercando di ottimizzare spazi e tempo, oggi si è reso necessario pianificare delle vere e proprie strategie a lungo termine. Solo in questo modo si potrà adattare la propria casa ai nuovi stili di vita che per molti si stanno delineando concretamente.

LEGGI ANCHE: Smart working: come organizzare gli ambienti della casa

Consigli utili per adattare la propria casa ai nuovi stili di vita

  1. Creare la libreria con zona studio integrata. La modalità del lavoro agile è raccomandata ancora per molto tempo e, per tantissime persone, è diventata una realtà lavorativa stabile.
    Quasi 8 milioni di Italiani nei mesi scorsi sono stati produttivi a casa come in ufficio o in azienda.
    Ecco perchè alcuni dei lavori in corso riguardano il living, considerato lo spazio della casa ideale per creare una parete libraria dotata di una zona attrezzata che funga da office domestico.
  2. Riordinare gli armadi per far posto ad altro. Il cambio di stagione, croce e delizia per molti, è l’occasione giusta per fare ordini in armadi e cassettiere e liberarsi di tutto ciò che non serve più e che ne occupa inutilmente ampie proporzioni.
    L’operazione di decluttering è quanto mai necessaria in un momento di “revisione degli spazi”, perchè ogni vano può tornare utile nel nuovo assetto della casa.
    Il primo consiglio quindi è svuotare completamente il mobile ed iniziare a fare ordine, pulendo accuratamente l’interno e sostituendo la carta protettiva che riveste i cassetti.
  3. Spazio alla zona fitness. Dopo ore trascorse alla scrivania o solo per scaricare un pò di tensione, è consigliabile fare esercizio fisico.
    Per potersi prendere cura di sè, nella maggior parte dei casi, basta infatti davvero poco.
    Per prima cosa serve individuare lo spazio adeguato, valutando quale oggetto è possibile spostare senza troppa fatica per il tempo necessario: il coffee table, la poltrona o il pouf?
  4. Sistemare il balcone. Mai come scorsa estate chi ha potuto usufruire di un balcone o terrazzo ha avuto una grande fortuna: un angolo piacevole dove trascorrere qualche ora all’aria aperta o anche per lavorare o studiare.
    Renderlo accogliente è la prima regola per chi lo può ancora usare compatibilmente con il clima, ma anche per chi potrà goderne della vista dall’interno. Si parte da una buona pulizia e dall’eliminare tutto ciò che è vecchio, rotto, dimenticato.
    L’aggiunta di nuovi arredi può fare già una grande differenza: a seconda dello spazio a disposizione si sceglierà un semplice tavolino con sedie, un divanetto, il lettino per prendere il sole.
    Infine non si può pensare al verde ed ai fiori: qualche pianta in vasi colorati regala subito un’atmosfera positiva e gioiosa, capace di predisporre tutti al meglio.
  5. Cambiare disposizione ad oggetti o mobili. Sei stanco di vedere sempre lo stesso scenario?
    Cambiando la disposizione degli oggetti o di alcuni mobili è il modo più semplice per dare alla casa un aspetto diverso.
    Questa può essere anche l’occasione per valutare se gli spazi dell’abitazione, che ormai sono vissuti anche in momenti della giornata inconsueti, sono ben calibrati e per immaginare di fare qualche sostituzione.
    A volta, anche solo sperimentando nuove ambientazioni se ne scoprono soluzioni più funzionali.
  6. Riorganizzare mensole e ripiani. Mettere ordine è fondamentale perchè aumenta il grado di comfort della casa.
    Ci sono differenti criteri per riorganizzare la libreria ed uno di questi si basa sui colori. Una volta stabiliti i “generi” delle letture, darà un effetto armonico sistemare i libri tenendo conto del colore dei dorsi, intervallando le posizioni dei libri per dare un pò di movimento tra i ripiani.
    Un altro suggerimento è quello di separare le varie categorie con quadretti o cornici, piccole sculture o vasi. In questo modo sarà più facile ritrovare un testo e molto più gradevole l’estetica d’insieme.

Tenendo conto delle indicazioni precedenti. altre azioni specifiche in casa riguardano l’aerazione costante e le normali pulizie. Un’accurata sanificazione è vana se le superfici non vengono prima pulite.

Vuoi rinnovare casa? Richiedi un preventivo gratuito. Abbiamo molte proposte che riguardano materiali innovativi capaci di autoridurre le cariche batteriche sulle superfici, semplificando la pulizia: pitture, pavimenti, maniglie ed anche elementi d’arredo.

Come rendere salubre l'aria indoor

Come rendere salubre l’aria indoor

Prima che comparisse il Covid-19, quanti di noi avevano consapevolezza che l’aria indoor, lungi dall’essere salubre, è almeno cinque volte più inquinata di quella esterna?

Certamente l’attuale allerta circa possibili contagi e conseguenti comportamenti per ridurli al minimo ha favorito la diffusione di maggiori informazioni sul tema.

Anche l’Osservatorio dell’Istituto Superiore di Sanità ha riscontrato una maggiore sensibilità verso le questioni legate all’inquinamento indoor.

Si è compreso il preciso ruolo che oggi rivestono gli edifici nella prevenzione e nell’evoluzione delle azioni di promozione della salute di tutti noi cittadini.

Ma è forse a partire dal semplice #iorestoacasa che la connessione diretta tra qualità dell’aria indoor nelle abitazioni ed effetti sulla salute è stata più evidente.

Come ridurre la quantità di inquinanti all’interno degli ambienti?

  • Quando si vuole ridurre la quantità di inquinanti e diluirli il più possibile, la soluzione ideale è un impianto di ventilazione, perchè ne riduce la concentrazione.
  • Quando si parla di climatizzazione bisogna specificare bene. Climatizzare significa controllare temperatura ed umidità all’interno degli ambienti.
    E spesso, soprattutto in edifici di grandi dimensioni, si raggiunge tale obiettivo attraverso l’inserimento di impianti di ventilazione meccanica controllata.
    Si tratta di impianti che prendono l’aria esterna e la trattano in termini di temperatura ed umidità.
  • Se l’impianto è composto da fancoil o da condizionatori autonomi, si tratta di sistemi che fanno ricircolare l’aria esistente nell’ambiente e ne fanno solo un trattamento termico (da caldo a freddo o viceversa).
    Il problema di quest’ultima tipologia è che si tratta di soluzioni che non hanno un sistema di ventilazione esterna. Quindi gli inquinanti presenti nell’aria permangono.

In questo caso, è fondamentale, nell’ottica post Covid-19, ma anche in generale, garantire un’elevata ventilazione degli ambienti ricorrendo al ricambio d’aria.

Ed a questo proposito è bene sottolineare che, soprattutto in ambienti di grandi dimensioni, sarebbe meglio dotarsi di impianti di climatizzazione che utilizzino il più possibile aria esterna.

Negli impianti in cui è previsto anche il ricircolo dell’aria tra gli ambienti-aria che viene in parte ripresa e re-immessa, si presenta un problema: se in un ambiente c’è una persona infetta, l’aria viene ricircolata e re-immessa in tutti gli altri ambienti.

Condizione fondamentale , in questa tipologia di impianti, è dunque scegliere di chiudere tutte le serrande di ricircolo e far funzionare gli impianti solo usando aria esterna.

Esiste poi il problema della filtrazione: se si prende dell’aria esterna, che si presume non essere particolarmente inquinata da batteri e virus, i filtri sono utili per trattenere le polveri. Nel caso in cui si voglia trattenere anche batteri e virus, bisognerebbe utilizzare filtri HEPA specifici, ad altissima efficienza.

Quali sono i rischi legati all’aria interna?

Al fine di migliorare e sostenere con continuità il miglioramento della qualità dell’aria interna si devono considerare gli strettissimi rapporti che intercorrono tra “qualità e funzionalità” della casa progettata per soddisfare e svolgere i diversi compiti, le attività, la vulnerabilità e sensibilità delle persone, i livelli di concentrazione degli inquinanti chimici e biologici ed infine i livelli di esposizione in casa.

Gli inquinanti sono legati alle varie sorgenti in casa (dai materiali da costruzione, ai prodotti per la pulizia, alla cattiva gestione e manutenzione degli impianti di ventilazione e climatizzazione).

In questi anni abbiamo dimenticato il ruolo cruciale che rivestono i ricambi dell’aria sulla qualità dell’aria indoor stessa, sulla prevenzione e promozione della salute.

Spesso si dimentica l’impatto positivo che può avere la semplice apertura delle finestre sulla diluizione delle concentrazioni dei diversi inquinanti, della C02, dell’umidità e degli odori.

Interventi per migliorare la salubrità dell’aria indoor

Gli interventi non possono essere orientati esclusivamente al tema dell’isolamento, del contenimento e dell’efficientamento energetico degli edifici.

Essi possono avere come risultato quello di alterare o peggiorare la qualità dell’aria, le condizioni microclimatiche e la naturale aerazione dell’edificio ma devono seguire degli approcci funzionali sotto molti aspetti noti di tipo integrato e regolari, in grado di contribuire al miglioramento complessivo della qualità dell’aria indoor.

L’attività di manutenzione e pulizia degli impianti deve far parte di un approccio globale di mitigazione del rischio.

Nei documenti ISS è stata richiamata la necessità di adeguare le procedure di manutenzione a quelli che sono gli attuali rischi per la salute. Non hai ancora effettuato la manutenzione dei climatizzatori? Contattaci ed un nostro esperto ti raggiungerà.

Consigli utili su come pulire e manutenere i climatizzatori

Consigli utili su come pulire e manutenere i climatizzatori

In questi mesi di alta sensibilità riguardo la qualità dell’aria, è fondamentale ancora di più la manutenzione degli impianti di climatizzazione. Essa deve essere eseguita con precisione e seguendo un programma di scadenze regolari.

Se la pulizia e la sostituzione dei filtri è una semplice operazione “fai da te” (in genere servono acqua e sapone, ma bisogna seguire le indicazioni dei produttori), gli interventi di manutenzione vanno affidati invece a personale qualificato e certificato, secondo quanto previsto dalla legge.

E’ infatti importante che l’impianto sia controllato periodicamente, almeno ogni due o tre anni secondo quanto consigliato dal Ministero della Salute, da un tecnico qualificato (e anche certificato se agisce sul circuito frigorifero) in grado di verificare che non siano perdite di gas refrigerante e che la macchina esterna e le unità interne funzionino correttamente tramite operazioni di manutenzione straordinaria.

I nostri esperti propongono interventi sempre approfonditi, sottolineando anche l’importanza di conservare con attenzione il libretto degli impianti, una sorta di “carta d’identità” di tutti gli impianti termici, compresi quelli per la climatizzazione estiva. Questo documentato va compilato dal tecnico che esegue i controlli periodici e la manutenzione e va conservato dall’utente.

In caso di mancata conservazione del libretto e di errata compilazione, sia l’utente sia il tecnico possono essere soggetti a sanzioni.

Pulizia generale del climatizzatore: gli step da seguire

Si consiglia di effettuare almeno due operazioni di pulizia del condizionatore l’anno: la prima con l’arrivo dell’autunno, la seconda poco prima dell’inizio dell’estate. Si tratta per lo più di interventi generali, da realizzare per rimuovere lo sporco ed eventuali detriti accumulatisi all’interno del climatizzatore.

  1. Estrai tutti i filtri, per controllarne lo stato e provvedi alla pulizia completa di queste componenti, fondamentali per il corretto funzionamento dell’apparecchio.
  2. Elimina ogni pulviscolo intrappolato all’interno delle maglie del filtro, con l’aiuto di un compressore.
  3. Lava con acqua e sapone neutro il condizionatore, avendo cura di asciugarlo completamente prima di rimetterlo al suo posto. In questi casi è preferibile smontare anche le griglie, usando un panno umido per togliere ogni sporcizia accumulata o rimasta incastrata tra le fessure. Ciò consente di far circolare l’aria senza alterazioni, riducendo i consumi energetici e scongiurando eventuali malfunzionamenti improvvisi.
  4. Pulisci tutta la struttura interna, comprese le bocchette, con un panno delicato, avente una superficie antigraffio.
  5. Rimonta tutto con attenzione, verificando che i perni di fissaggio della struttura e le viti siano ben serrate.

Per garantire una qualità dell’aria perfetta è possibile pulire il climatizzatore anche con dei prodotti igienizzanti, purché non aggressivi e dotati di proprietà antisettiche e antibatteriche.

Pulizia dell’unità esterna del climatizzatore: come procedere?

pulizia filtri daikin

Oltre alla pulizia della struttura interna del climatizzatore, è importante occuparsi anche dell’unità esterna. Questa componente è più esposta agli agenti atmosferici e dunque alla sporcizia. Anche qui valgono le stesse regole, perciò almeno una volta l’anno va smontata e pulita con molta cura.

  1. Una volta spento il dispositivo e staccata la presa dalla corrente, per evitare qualsiasi rischio, è necessario rimuovere la copertura esterna e smontare la mascherina di protezione.
  2. Prendi un aspiratore a mano, o un modello classico con prolunga fina ed asporta tutta la sporcizia e la polvere accumulata all’interno.
  3. Con l’aiuto di un compressore, se disponibile, stacca anche le particelle più ostinate e difficili da raggiungere, per poi passare di nuovo l’aspiratore.
  4. Il passo successivo prevede la pulizia delle ventole e delle altre componenti, senza toccare le parti elettriche, con un panno umido in microfibra. Per togliere lo sporco più ostinato puoi usare anche un detergente delicato ed applicare anche un prodotto igienizzante se necessario.
  5. Infine è fondamentale fare un controllo visivo, verificare che tutto sia ordine e montare l’unità esterna del climatizzatore.

I vantaggi della pulizia e manutenzione del climatizzatore

La corretta e frequente pulizia del climatizzatore assicura diversi vantaggi, quali:

  • Risparmio in bolletta tramite consumi minimi
  • Risparmio energetico
  • Migliore qualità dell’aria
  • Durata più lunga
  • Meno rumorosità

Ancora non hai installato il condizionatore? Contattaci subito. I nostri esperti ti raggiungeranno per fare un SOPRALLUOGO GRATUITO.

Installazione di generatori di calore di nuova generazione a Milano

Come riscaldare e raffrescare la casa senza spendere molto

Riscaldare e raffrescare casa può costare molto, senza necessariamente raggiungere un buon grado di comfort. Capita se gli impianti sono datati, anche quando, di fatto, la vecchia caldaia è ancora funzionante.

Ma i sistemi tradizionali, oltre a non essere efficienti, inquinano molto. Esiste un modo per risparmiare sui consumi nel rispetto dell’ambiente e delle normative vigenti.

Installazione di generatori di calore di nuova generazione a Milano

Le Caldaie a condensazione sono caratterizzati da basse emissioni inquinanti ed alta efficienza (oltre il 100%). Queste sono le caratteristiche di questo tipo di apparecchi, indicati per riscaldare gli ambienti e l’acqua per gli usi domestici. Si tratta dell’unico modello di caldaia a poter essere immesso sul mercato.

Nei modelli tradizionali, il calore generato all’interno del bruciatore durante la combustione veniva disperso nell’atmosfera. Nel caso della caldaia a condensazione invece rimane in parte nei fumi di scarico. Il vapore acqueo in essi contenuto, raffreddandosi, raggiunge il “punto di rugiada” ed i fumi condensano; l’energia termica recuperata da questo processo, energia latente, viene trasmessa allo scambiatore di calore, dov’è tenuta l’acqua per il riscaldamento che, di conseguenza, si alza e viene quindi inviata al sistema di riscaldamento dell’abitazione (radiatori o impianto a pavimento).

Le caratteristiche della caldaie a condensazione

La caldaia a condensazione si compone di diversi elementi strutturali, nascosti dall’involucro metallico. Tra questi, il bruciatore, in cui il combustibile (gas) si miscela all’ossigeno innescando la combustione; lo scambiatore in acciaio, che trasmette il calore prodotto dalla combustione all’impianto di riscaldamento ed il sistema di regolazione, che ne gestisce il funzionamento.

Una caldaia di qualità utilizza materiali resistenti alla corrosione, come l’acciaio inox per lo scambiatore, in quanto la condensa è acida.

Le tipologie delle caldaie a condensazione

Esistono varie tipologie di caldaie a condensazione:

  • i modelli murali sono i più diffusi. Di dimensioni compatte, trovano facilmente posto nelle abitazioni, spesso tra i pensili della cucina.
  • apparecchi da esterno, realizzati con una struttura resistente alle basse temperature. Meglio però che siano collocate in uno spazio riparato.
  • caldaie a basamento, adatte nei casi in cui si richiede una grande produzione di acqua calda sanitaria. Dispongono infatti di un serbatoio d’accumulo di molti litri (fino a 200 o più). Hanno dimensioni importanti e trovano una migliore collocazione in abitazioni singole.

I vantaggi delle caldaie a condensazione

  • elevata efficienza energetica, con rendimenti oltre il 100%
  • basse emissioni di sostanze inquinanti (monossido di carbonio ed ossidi di azoto), grazie all’ottimale controllo del rapporto aria-gas, spesso di tipo premiscelato, che avviene nel bruciatore
  • consumi di gas ridotti del 30% circa rispetto ad un modello tradizionale
  • possibilità di abbinamento ad un sistema di pannelli solari, ma anche a pompe di calore, bollitori e sistemi di controllo a distanza.

La caldaia a condensazione lavora a temperature di ritorno più basse rispetto a quelle di vecchi impianti. Quindi è l’ideale con pannelli radianti o radiatori a bassa temperatura. Ovviamente può sostituire un modello tradizionale abbinato ad un impianto a radiatori piuttosto datato, ad alta temperatura, però l’efficienza non raggiungerà i valori massimi. E’ consigliabile impostare la temperatura a max 50-55°C.

Sostituzione caldaia a condensazione: gli step da seguire

E’ quasi sempre impossibile installare una caldaia a condensazione al posto di un modello tradizionale obsoleto o non più funzionante, a patto che vi siano gli allacciamenti alla rete elettrica ed al gas ed una canna fumaria ad uso esclusivo.

  • Si consiglia di collocare il nuovo generatore nella stessa posizione del precedente, per poter riutilizzare i tubi di allacciamento ed evitare costosi lavori sulla muratura.
  • Sostituire il tubo per lo scarico dei fumi con un modello in plastica e prevedere una piccola tubatura per smaltire la condensa in eccesso (ad esempio, nel lavandino se la caldaia è installata in cucina).

Efficientamento energetico ed ECOBONUS AL 65%

L’Ecobonus è invariato e riguarda le spese sostenute per l’efficientamento energetico dell’edificio, in particolare per:

  • sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con una pompa di calore aria-acqua.
  • installazione di caldaie a condensazione, a condizione che siamo almeno in classe A ed abbinate a sistemi di termoregolazione evoluti, come termostato d’ambiente modulante, centraline e sonde esterne per la temperatura. E’ necessario che su ogni radiatore sia installata una valvola termostatica.
  • sostituzione scaldacqua tradizionali come modelli a pompa di calore, a patto che questi abbiano un COP (coefficiente di prestazione) uguale o superiore a 2,6.

Il limite di spesa detraibile è di 30.000€ e comprende tutto ciò che è inerente il lavoro, anche l’installazione. Il 65% della spesa sostenuta verrà recuperato in 10 anni, dall’Irpef, in rate di uguale importo.

Come per tutti i Bonus ed Ecobonus, il pagamento va fatto solo in forma elettronica e tutta la documentazione va inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori collegandosi quì.

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Serramenti intelligenti, il sistema domotico Velux Active

Serramenti intelligenti, il sistema domotico Velux Active

I serramenti intelligenti sono quelli che si adattano ai comportamenti degli utenti ed al clima indoor, garantendo il comfort in ogni momento della giornata, ambienti più salubri e risparmio energetico.

Tutto ciò è possibile con il sistema domotico Velux Active.

Veluxe Active, il sistema domotico intelligente

Questo sistema è in grado di intervenire sui serramenti di casa (finestre, schermature solari interne ed esterne), in base ai ritmi ed alle abitudini degli utenti ed ai parametri ambientali, quali temperatura, umidità ed anidride carbonica. Il tutto per merito di sensori (che rilevano i dati), senza alcun intervento da parte dell’utente: il sistema è completamente automatico, anche se rimane in ogni caso la possibilità di intervenire per modificarne le impostazioni.

Veluxe Active: quali sono i vantaggi?

  • Smartness: il controllo del sistema può avvenire anche a distanza, via smartphone, tramite app.
  • Indoor comfort: il sensore di calore abilita i comportamenti intelligenti delle finestre, ad esempio facendole chiudere ed abbassando le tapparelle.
  • Salubrità: il sensore di C02 apre automaticamente le finestre nel caso venga rilevato il superamento delle soglie di anidride carbonica impostate.
  • Benessere: il sensore di umidità apre automaticamente le finestre quando è necessario un ricambio d’aria.

Le funzioni principali di Velux Active

Veluxe Active è in grado di compiere automaticamente semplici gesti di cui spesso di dimentichiamo. Eccone alcuni.

  • Rinnovare l’aria: l’apertura delle finestre almeno tre volte al giorno garantisce un clima interno sano e fresco. Con Veluxe Active è possibile attivare la ventilazione automatica e, in caso di maltempo, il sensore pioggia chiude automaticamente le finestre.
  • Eliminare gli inquinanti: collegandosi alla rete NETATMO, VELUX ACTIVE misura costantemente la temperatura, l’umidità dell’aria e la quantità di CO2 negli ambienti. Se un valore risulta troppo alto, il sistema si attiva ed apre le finestre VELUX ACTIVE per riportarlo nella norma.
  • Proteggere dal caldo. Veluxe Active è sempre aggiornato sulle previsioni metereologiche locali. Se, ad esempio, è previsto molto caldo in un determinato arco di tempo, le tapparelle o le tende esterne si abbassano automaticamente per evitare l’ingresso di un eccessivo calore.

Grazie alla compatibilità con AppleHomeKit, è possibile utilizzare i prodotti VELUX INTEGRA con semplici comandi vocali.

Velux Active Integra, la versione elettrica delle finestre Velux

Con anima in legno e rivestimento in poliuretano bianco, la finestra Velux Integra porta sicurezza, comfort e benessere in casa, adattandosi ai ritmi ed alle abitudini di chi la utilizza. Al mattino le finestre si aprono automaticamente, per svegliarsi con la luce del sole ed un soffio d’aria fresca. La sera invece, qualche minuto per cambiare l’aria, prima di dormire.

Quali sono i vantaggi di Velux Integra?

  • Si comanda a distanza. L’apertura e la chiusura automatica, da qualsiasi punto della casa, ne rende facile l’utilizzo. Ma non è solo questione di comodità. E’ possibile gestire il ricambio d’aria e controllare le temperature interne in base alle proprie abitudini, per il massimo comfort ad ogni ora della giornata e per avere sempre il miglior clima.
  • Si chiude da sola se piove. Uscire di casa e lasciare la finestra aperta capita a chiunque. Se piove, nessun problema: c’è il sensore di pioggia che chiude l’infisso alla prime gocce d’acqua, automaticamente, mentre l’aletta di ventilazione rimane aperta per garantire un corretto ricambio d’aria. In più, il vetro temprato esterno ripara dalla grandine.
  • Protegge la casa. Insieme alla tapparella, non difende solo dagli agenti esterni, ma anche dai tentativi di effrazione. Con un solo tocco si chiudono tutte le finestre VELUX INTEGRA prima di uscire di casa, finalmente in tutta tranquillità.
  • Isola e fa risparmiare. Nutre vetrate bassoemissive e materiali trattati con tecnologie innovative aiutano a difenderci dal caldo in estate e dal freddo in inverno. Maggior isolamento significa anche meno consumi per riscaldare e raffrescare gli ambienti, quindi bollette più leggere.
  • Rende la casa luminosa. Con le sue linee pulite, la finitura bianca, che si sposa con ogni tipo di arredo, i profili assottigliati, lascia entrare ancora più luce negli ambienti, amplificandola.

Perchè è meglio sostituire i vecchi infissi con una Velux Integra?

Le principali ragioni sono legate sia alle prestazioni tecniche sia ai motivi di risparmio energetico ed economico:

  • tempo: le finestre acquistate circa 20/30 anni fa non disponevano di vetrate isolanti ed anche in termini di sicurezza per gli occupanti della casa, non offrivano praticamente alcuna garanzia.
  • Usura: con il passare degli anni può succedere che il gas presente all’interno della vetrocamera della finestra si esaurisca, compromettendo così il potere isolante del serramento e rendendo il vetro più opaco.
  • Estetica: il telaio ed il battente degli infissi in legno, se non opportunatamente manutenuti nel tempo, si possono rovinare.
  • Home automation: per gli amanti della tecnologia, quelli a cui piace essere sempre al passo con i tempi, in casa come fuori, disporre di prodotti che semplificano la vita e migliorano il comfort in casa è un bisogno imprescindibile.

L’esperienza e la professionalità dei nostri installatori è la migliore garanzia per una posa a regola d’arte e per assicurarsi il massimo comfort in casa.

Con un sopralluogo, i nostri esperti sono in grado di consigliare la soluzione più indicata, proponendo un preventivo personalizzato. Cosa aspetti a richiederlo? Clicca quì.

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Porte scorrevoli, un importante elemento d'arredo

Porte scorrevoli, un importante elemento d’arredo

Le porte scorrevoli sono la soluzione per i problemi di spazio. Permettono di aggiungere un serramento quando sembra impossibile avere una porta, liberano le pareti semplificando l’appoggio dei mobili. Risolvono la pianta di una casa, o di una porzione di casa, favorendo un’organizzazione dello spazio pratica, agevole e su misura.

Oggi i punti di forza delle porte scorrevoli  sono il design delle ante e, nei modelli a scomparsa, la tecnologia e le performance dei controtelai.

Le porte scorrevoli sono adatte per tutti gli ambienti. Esistono due tipologie:

  • le scorrevoli interno muro, a scomparsa, non ingombrano in alcun modo: si muovono all’interno di un controtelaio metallico, a sua volta installato dentro la parete che fuori risulta “libera”.

Questa tipologia di porte,  dette anche “pocket door”, scompaiono all’interno della parete quando vengono aperte. Progettate come soluzione salvaspazio per ambienti piccoli e passaggi ridotti, per i quali restano preziosissime ed indispensabili perché permettono di ricavare un locale con porta anche dove i centimetri sono proprio al limite.

Nelle porte scorrevoli interno muro, il controtelaio è fondamentale.

Per avere una porta scorrevole a scomparsa serve sostituire una porzione di muro con un elemento scatolare metallico (o costruire un muro cavo all’interno per il vano dedicato a questo). L’elemento viene poi rifinito esattamente come una parete. Poiché i divisori interni di una casa possono essere realizzati in muratura (laterizi forati) oppure in cartongesso, esistono due tipi di controtelai corrispondenti ad una e all’altro. Al momento dell’acquisto di una o più porte scorrevoli e quindi del controtelaio va sempre specificato il materiale della parete. È fondamentale, anche perché cambia persino lo spessore del muro finito: nel primo caso da 9 a 14,5 cm, nel secondo circa 10/12,5 cm. 

Innumerevoli gli aspetti positivi in generale, con controtelai sempre più evoluti: oggi ne esistono anche predisposti per il cablaggio elettrico, così da poter avere un normale interruttore sulla stessa parete dove si inserisce la porta e sagomati ai lati per ospitare le tubazioni idriche. 

  • le scorrevoli esterno muro, sono dotate di una guida in alluminio anodizzato o in acciaio, fissata a parete o soffitto, lungo cui scorre l’anta, parallela alla parete. Sono più semplici da installare perchè non servono lavori sulla muratura, basta fissarle al muro di laterizi o al cartongesso, a meno che la guida non sia incassata nella parete.

Dette anche porte hardware, questa tipologia di porte scorrevoli, è formata da una o più ante che scorrono parallele ad una o a due pareti e ad esse si sovrappongono, restando a vista. Molto scenografici sono poi quei sistemi compositi nei quali il muro è “sostituito” da un altro pannello che resta fisso: l’anta mobile si sovrappone a questo, creando effetti di grande suggestione.

Tutte le porte scorrevoli esterno muro sono agganciate ad un binario, all’interno del quale avviene il loro movimento. A sua volta, questo è inserito in una guida fissata a soffitto o a parete, a incasso totale o a sospensione. Il binario, fornito con le ante, è di solito in alluminio anodizzato, rifinito secondo l’estetica delle ante.

Fra le tante versioni delle porte scorrevoli esterno muro c’è quella “zero”. Si tratta di un pannello che scorre sulla parete, senza che se ne veda il meccanismo.

Cerniere, binari e mantovane sono nascoste: l’anta è più ampia dell’apertura e tutti i meccanismi (binario compreso) sono montati dietro.

La mantovana è una fascia che copre il binario di scorrimento ed è una soluzione classica ma sempre attuale, che diventa un elemento estetico insieme alla porta. Per uniformità di stile, si fissa al pannello dell’anta o alla parete.

Porte scorrevoli: quali sono gli elementi da valutare?

Quando si decide quale porta scorrevole acquistare per la propria abitazione, vanno valutati prima di tutto i materiali. Essi devono essere di qualità, come il controtelaio in acciaio zincato ed il binario in alluminio anodizzato, entrambi resistenti ed indeformabili. Ma anche i vetri temperati di sicurezza da 8 mm di spessore.

La porta scorrevole deve essere pratica, da muovere con leggerezza, e silenziosa, anche per modelli a due ante di grandi dimensioni.

A queste esigenze corrispondono carrelli di scorrimento in acciaio, con ruote in nylon e cuscinetti a sfera. Alcuni modelli hanno un sistema di rallentamento dell’anta, che ne impedisce la fuoriuscita dal binario.

Molti modelli di porte scorrevoli si possono realizzare su misura. Ciò permette di creare soluzioni personalizzate non solo per finiture, ma anche per dimensioni e per numero di ante.

Quanto è importante l’estetica nelle scelta di una porta scorrevole?

Tra i brand da noi trattati vi sono Garofoli, che propone linee classiche rivisitate con gusto contemporaneo, per le porte Miraquadra.

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Le finiture del vetro variano dal trasparente che crea continuità visiva tra gli ambienti, al satinato con effetto “vedo non vedo”, alle serigrafie anche decorate, adatte per soluzioni di forte impatto estetico.

Nel legno le finiture spaziano dalle essenza classiche o insolite ai laccati in molteplici colori, che si staccano dalla parete o che ne riprendono il colore.

Per chi in casa vuole uniformità estetica e stilistica, molte aziende propongono modelli disponibili sia con apertura a battente sia scorrevole.

Eclisse propone un controtelaio che permette una totale integrazione della porta con la parete, che risulta così filomuro, senza stipiti e coprifili.

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