Rossana Nardacci, Autore presso Ristruttura Interni – Pagina 10 di 12
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porte garofoli

Porte Garofoli: armonia nelle forme, nei colori e nelle dimensioni

Personalizzabili nella finitura e nella forma, le porte Garofoli creano un tutt’uno con la parete, con gradevoli contrasti cromatici e con un armonico effetto di continuità

Le porte Garofoli: elementi d’arredo che valorizzano le stanze

Come le porte in generale, le porte Garofoli, pur avendo una chiara funzione tecnica, sono anche un elemento d’arredo e come tale devono essere coordinate con il resto della casa.

Le porte interne possono avere apertura a battente, a sinistra o a destra, oppure essere scorrevoli o pieghevoli per risparmiare spazio.

Sempre più spesso le porte interne ad una sola anta sono filo muro. Si tratta di porte perfettamente complanari rispetto alla parete, prive di stipiti e cornici, così da fondersi completamente con essa, per uno stile minimal ed essenziale molto attuale.

Negli ultimi anni, si tende a prediligere toni neutri e minimal e ad optare per modelli lineari, bianchi e privi di elementi sporgenti, come le cosiddette porte filo muro, in cui l’unico elemento a vista e sporgente è la maniglia.

Questo tipo di porta, fino a qualche anno fa si inseriva soprattutto in contesti di gusto minimale, quasi “freddo”. Ora invece trova anche un’adeguata collocazione all’interno di appartamenti in stile neoromantico oppure provenzale.

Le  porte filo muro stanno vivendo una nuova fase di evoluzione nella quale la porta ritorna ad esser protagonista e gli elementi esterni, cornici e stipiti, tornano ad essere presenti pur restando a filomuro.

Per dare maggiore continuità alla parete, si può  scegliere di rivestire o tinteggiare l’anta con le stesse tonalità e texture. Carta da parati a motivi geometrici, ma anche altre soluzioni e varianti possono prevedere un’immagine articolata che continua anche sulla superficie della porta.

Sempre attuale ma più sobria è la scelta della tinta unita tono su tono, alternando finiture opache e lucide, per evidenziare, ma non troppo, il rettangolo del serramento.

Il ritorno a tonalità più calde e ad ambienti vissuti e meno asettici sta accompagnando una progressiva ricomparsa delle porte dallo stile più classico e dalle forme più definite.

Spazio e funzionalità determinano la scelta delle porte interne a una sola anta

Le misure più utilizzate per questo tipo di porte sono quelle di 80 cm di larghezza per 210 cm in altezza.  I produttori offrono un’ampia gamma di misure standard che vanno dai 50/60 cm fino ai 100 cm in larghezza, per un’altezza di 190-210 cm. Gran parte dei modelli è inoltre realizzabile anche fuori misura.

Le porte filo muro, ad esempio, sono adatte per l’installazione sia su pareti in muratura sia in cartongesso.

Sono disponibili non soltanto in varie misure standard. La più comune è quella con larghezza di 80 cm per un’altezza di 210 cm. Ma possono essere realizzate anche su misurasoprattutto nella versione a tutta altezza.

Anche i materiali possono essere svariati: dal classico legno massello al vetro temperato in molteplici versioni, sottoposti anche a test di resistenza. Moltissime sono anche le finiture e i colori. Colori ecologici all’acqua, meno inquinanti, con laccature in un’ampia gamma cromatica, dal bianco al nero passando per le tinte vivaci. Molto attuali sono le estetiche dalle sensazioni tattili, anche in nuovi colori, come, ad esempio, il color ruggine per un effetto vintage.

Per uno stile classico intramontabile o vintage, la porta, completamente liscia o pantografata , può essere personalizzata con motivi decorativi stampati, dipinti a mano o incisi.

Sei di Milano? Ristruttura Interni installa porte Garofoli. Contattaci per un preventivo!

gres porcellanato effetto legno

Ristruttura la tua casa con gres porcellanato effetto legno

Il gres porcellanato effetto legno è un’alternativa al parquet, utilizzato per pavimenti moderni e raffinati adatti ad ogni tipo di spazio.

Un nuovo grande formato ideato per definire personalità e stile di qualunque spazio

Bellezza e praticità sono le caratteristiche di piastrelle effetto legno.

Qualche anno fa, pur di avere il parquet, si era disposti a fare qualche sacrificio in termini pratici nella quotidianità. Oggi, con l’avvento del gres porcellanato effetto legno, tutto è cambiato.

E sono aumentate soprattutto le persone che optano per la ceramica. Il gres porcellanato è un materiale ceramico che può imitare qualsiasi tipo di superficie naturale.

Facile da pulire, resistente agli urti, alle macchie ed in grado di sopportare il contatto con sostanze aggressive. Perfette per ambienti come la cucina.

La miscela di materie prime (argilla, sabbia e terre naturali) di cui è composto viene cotta ad altissime temperature (1200- 1400 °C) fino a raggiungere uno stato di vetrificazione non porosa e d’impermeabilità. Si tratta di un materiale avente un basso valore di assorbimento d’acqua ed un alto grado di resistenza alla flessione.

È inoltre molto resistente all’abrasione ed alle sostanze aggressive contenute in alcuni alimenti o nei detergenti. Inoltre lo smalto in superficie facilita la pulizia, assicurando una perfetta igiene del pavimento. Nel caso di macchie di oli e grassi, di bevande come birra, vino, caffè e tè, di residui alimentari o nicotina, è consigliabile utilizzare detergenti specifici.

Il gres porcellanato: colori, stili, formati, decori e “texture”

Già da diversi anni, per decorare le piastrelle, si utilizza la tecnologia di stampa digitale inkjet, ovvero a getto d’inchiostro. Si tratta di una tecnologia che consente di riprodurre tonalità, gradazioni e sfumature di colore in moltissime finiture ed estetiche.

L’estetica “effetto legno” riscontra da tempo grande successo soprattutto per  ambienti, come la cucina, in cui molti preferiscono evitare la posa di un pavimento in vero legno.

Le piastrelle in gres porcellanato effetto legno si trovano in diversi formati.  Anche a “doghe” lunghe fino a 20/30 x 120 cm, che imitano il pavimento in essenza anche nei formati.

L’effetto estetico di queste piastrelle è sorprendente. La tecnologia inkjet consente di riprodurre alla perfezione le venature e le trame del legno, offrendo anche una vastissima gamma di colori e tonalità propri del materiale naturale: dal rovere, all’ulivo, al noce.

Si tratta di piastrelle rettificate,  perfettamente squadrate per permettere una posa con fughe quasi impercettibili. Esse vengono rifinite con stucchi tono su tono. Per la posa sono utilizzati anche sistemi a secco che non richiedono collanti o sigillanti.

L’effetto legno è la nuova tendenza del gres

Il legno è un materiale vivo, che muta nel tempo, modificando il suo aspetto e qualche volta anche le sue qualità. Riprodurlo sulla ceramica è un processo che necessita la padronanza di tutte le tecnologie produttive più avanzate ma anche una progettualità precisa, che possa esprimersi nella definizione di superfici particolari, che siano allo stesso tempo attuali ed esclusive senza essere artificiose.

Il legno ci racconta la memoria del tempo che passa, il variegato vissuto dell’uomo, la preziosità dei saperi artigianali, il valore della tradizione, il gusto per gli ambienti ricchi di storia.

Ristruttura Interni, ispirandosi a tutto ciò ed utilizzando gres porcellanato effetto legno, vuole evocare una sensazione, restituire un’atmosfera antica a chi intende ristrutturare casa con questi materiali. La ceramica viene trasformata così in una vera e propria materia più calda, imperfetta e quasi “reale”.

 

ristrutturazioni appartamenti marmo cementine

Marmo naturale e cementine: ristrutturazioni appartamenti a Milano

Marmo e cementine confermano la loro tendenza in continua crescita, riguardo le ristrutturazioni appartamenti, in particolare rivestimenti e pavimenti sia del bagno che dell’intero appartamento.

Tornano protagonisti i materiali naturali: dalla pietra al marmo

Molto privilegiate nei nuovi decori sono le composizioni geometriche policrome.

Nel mondo dei rivestimenti per pareti e pavimenti e delle ristrutturazioni appartamenti, torna protagonista l’eleganza della pietra, ed in particolare del marmo naturale con i suoi colori e venature.

Il marmo  propone una serie di decori policromi, ispirati alla più antica tradizione dei pavimenti in pietra italiani. Adatti per rivestimenti di gusto classico attualizzati però da geometrie innovative e da accostamenti di colori che virano nella direzione del contemporaneo.

Le figure di base, quadrato, esagono, doga, spina, trapezio, triangolo e rombo, vengono composte in combinazioni personalizzate, di forte impatto visivo su piccole e grandi superfici.

Le cementine: altra tipologia di rivestimento molto ricercata ed apprezzata

Altra tipologia di rivestimento sicuramente perfetta per ristrutturazioni appartamenti classici ma interessante anche in contesti contemporanei, sono le cementine. Quadrate, rettangolari o molto spesso esagonali, in eleganti composizioni geometriche. Con combinazioni a due o tre colori o in figure più elaborate, riportano alle atmosfere delle case degli anni ’30-’40.

Alcune tipologie si ispirano alla natura con fantasie particolari. Altre invece riproducono in diverse varianti cromatiche, le spirali colorate della pietra agata. La realizzazione è rigorosamente eseguita con tecniche di lavorazione manuali. In alcuni modelli spiccano i colori anticati del grigio, blu e ruggine, spesso uniti al bianco in composizioni che riflettono la luce in tante modalità differenti, creando particolari effetti di tridimensionalità sulle superfici del pavimento.

Questi materiali vengono proposti dalle aziende specializzate nel settore, accanto alle tante varianti di prodotti ceramici che imitano l’effetto del marmo, del travertino e di altre pietre.

Questo anche grazie al fatto che si sono aperti, negli ultimi anni, nuovi mercati per l’importazione da Paesi lontani (in particolare dalla Cina).

Vuoi ricevere un preventivo per la ristrutturazione del tuo appartamento con questi materiali? Contattaci!

ristrutturare casa: bioedilizia

Come ristrutturare casa pensando al futuro sia proprio che altrui

Dal green building finalizzato al contenimento energetico, dalla bioedilizia fino alle soluzioni per interni salubri.

Grazie alla bioedilizia è possibile ristrutturare casa rispettando la tua salute

La bioedilizia nasce come risposta ad una serie di esigenze legate ai problemi di salute dovuti alle sostanze chimiche contenute in alcuni materiali edili ed in prodotti di finitura. Ma anche all’emergenza ambientale di questi ultimi anni.

Si è sviluppata così la ricerca di un più efficace comfort indoor e di un incremento del risparmio energetico. Il prefisso bio si riferisce proprio alla necessità che progettazione, costruzione, selezione dei materiali, tecniche costruttive ed impiantistiche garantiscano la più alta salubrità dei luoghi per abitare e la migliore sostenibilità.

In linea con il concetto di sviluppo sostenibile, l’intento è quello di costruire o ristrutturare casa  in modo tale da soddisfare le richieste attuali. Dobbiamo evitare di compromettere le possibilità di sviluppo delle generazioni future.

La bioedilizia comporta quindi un impegno etico, culturale e tecnico maggiore rispetto a una costruzione tradizionale. Non esiste un modello universale riproponibile in ogni luogo. Esistono tecniche, materiali e buone pratiche del costruire che, di volta in volta, devono essere scelte e applicate al caso specifico.

Bioedilizia: dalle nuove costruzioni alle ristrutturazioni

I progetti di riqualificazione urbana portati a termine nell’ultimo biennio mettono in evidenza un nuovo e più efficiente modo di concepire l’architettura residenziale. Ciò riguarda sia le nuove costruzioni sia gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente.

Una nuova costruzione ed una ristrutturazione completa a misura sotto l’aspetto “bio” danno le migliori garanzie di risultato, centrando l’obiettivo. Ma risultati apprezzabili si possono ottenere anche con una ristrutturazione programmata nel tempo, a partire dalle necessità prioritarie che in genere coincidono con un minor consumo energetico.

Si prevede che, entro il 31 Dicembre 2020, tutti gli edifici di nuova costruzione saranno “ad energia quasi zero”. Ovvero edifici ad altissima prestazione energetica, il cui fabbisogno energetico, molto basso o quasi nullo, dovrebbe essere coperto quasi interamente da energia proveniente da fonti rinnovabili.

Inoltre, il Consiglio Europeo ha approvato un obiettivo, vincolante, di riduzione delle emissioni nazionali di gas ad effetto serra di almeno il 40% rispetto ai livelli registrati nel 1990, da attuarsi entro il 2030.

L’attività edilizia è uno dei settori industriali a più alto impatto ambientale

Dal punto di vista energetico, la qualità degli edifici italiani è molto bassa. La maggior parte di questi è in classe G. Il riscaldamento e la climatizzazione degli ambienti si pongono al secondo posto, dopo il traffico motorizzato, per emissioni di gas serra in atmosfera.

Per costruire nuovi edifici e nuove infrastrutture, per produrre materiali e per smaltire i rifiuti edili secondo i metodi tradizionali occorrerebbero fasce di territorio da occupare e grandi quantitativi di energia, oggi principalmente ancora prodotta da petrolio  e da fonti non rinnovabili. Da questi presupposti  scaturisce la necessità di ripensare ai metodi costruttivi ed a quelli dell’abitare.

pavimento in laminato

Ristrutturazione appartamento a Milano con il pavimento laminato

Vuoi rinnovare un ambiente della tua abitazione oppure occuparti della ristrutturazione del tuo appartamento a Milano partendo da un pavimento laminato? Ristruttura Interni ristrutturerà la tua casa a seconda dei tuoi gusti e delle tue esigenze.

Il pavimento laminato non è il classico parquet

Il pavimento rappresenta senza dubbio un aspetto determinante. Sostituendolo o rinnovandolo è spesso possibile trasformare, abbellire e rendere maggiormente moderno ogni tipologia di ambiente.

Se per eseguire questo intervento non intendete spendere una cifra eccessivamente elevata, una delle soluzioni più indicate a cui pensare è quella di scegliere un pavimento  laminato.  Un materiale di ottimo aspetto, resistente e veloce da applicare. Si tratta di un genere di pavimentazione decisamente economica e bella da vedere.

Il pavimento laminato non è un parquet ma è molto simile ad esso, sia esteticamente sia, in parte, come resa.  E’ un materiale economico, facile da posare, e molto utile nel caso di rinnovi di ambienti e ristrutturazione di appartamenti.

Pavimento in laminato: com’è composto e con quali materiali

Il laminato è composto da quattro strati. Uno strato inferiore che funge da sostegno e da controbilanciatura.

Uno strato “centrale” che rappresenta l’anima della doga, composto da fibre di legno e leganti resinosidetto HDF (high density fibreboard).

Sopra l’anima viene pressofusa una stampa ad altissima risoluzione, che riporta il “disegno” del legno (quindi venature ed altri particolari).

Infine, c’è lo strato di usura, lo strato che calpestiamo. Quest’ultimo è definito Overlay, ed è composto da ossido di alluminio, ossido di corindone e resine melamminiche.
E’ una pellicola trasparente ed impermeabile che ha il compito di garantire protezione dall’abrasione e dal calpestio.

Vantaggi e svantaggi del pavimento in laminato

Partendo dai vantaggi del pavimento laminato, è giusto sottolineare che si tratta di un materiale semplice da posare ed applicabile sia su cemento che su pavimentazioni già esistenti, purché risultino adeguatamente lisce e prive di umidità. E’ un materiale particolarmente resistente al camminamento all’azione dei raggi solari e all’acqua.

Il prezzo delle pavimentazioni in laminato dipende dal genere più o meno ricercato di lavorazione durante la produzione. Si parte mediamente da circa 5/6 € al mq sino ad arrivare a circa 20/30 € , ma in alcuni casi il laminato può anche costare di molto di più.

I vantaggi principali dei laminati:

  • Offrono un’ottima resistenza agli urti ed un’ elevata resistenza al calpestio.
  • La loro struttura multistrato permette una rapida dissipazione del calore.
  • Eliminano l’elettricità statica, quindi non favoriscono l’accumulo di polvere. Un’ottima notizia per tutti i soggetti allergici, che quotidianamente lottano per trovare un angolo “tranquillo” in cui soggiornare.

Per quanto riguarda la pulizia, per far brillare questo tipo di pavimento non occorre essere degli esperti di pulizie. Nel pavimento in laminato lo sporco penetra con molta difficoltà.
Considerata l’impennata di richiesta che ha avuto il pavimento in laminato, attualmente in commercio si trovano molte tonalità e disegni, che riproducono fedelmente i parquet più amati (rovere, tortora, pino, vintage).

Per quanto riguarda gli svantaggi,  c’è da dire che un pavimento laminato non può offrire la medesima eleganza e raffinatezza del vero legno. Inoltre non è un materiale indicato in bagno o comunque in prossimità di lavandini o vasche, poiché un eccessivo contatto con l’acqua potrebbe crearvi delle crepe o dei rigonfiamenti.

Tecniche edilizie di posa del pavimento in laminato

Si tratta infatti di una posa flottante, con il materiale che viene poggiato sul pavimento esistente, e le doghe che si incastrano tra loro con un sistema “a click”.

Le condizioni necessarie per avere una posa ottimale sono le seguenti:

  • un pavimento perfettamente regolare ed asciutto;
  • la stesura di un tappetino isolante, il quale  riduce il calpestio e serve ad insonorizzare prima di poggiare le doghe in laminato.  Alcuni pavimenti in laminato hanno già il tappettino incorporato.
  • utilizzo di distanziatori.

Il materiale ha una naturale dilatazione, quindi nel tempo aumenterà le sue dimensioni. Per questo motivo è necessario lasciare una certa distanza dalle pareti delle stanze, in modo da consentire questa dilatazione.

La posa del materiale non è affatto complicata, ma se non disponi di un’ adeguata pratica nel ‘fai da te’, si consiglia di contattare ditte esperte nelle pavimentazioni e ristrutturazioni appartamento a Milano come RistrutturaInterni.

 

ristrutturazioni milano

Ristrutturazioni Milano: 5 siti web dove trovare case da ristrutturare in vendita

Hai in mente di acquistare un’abitazione o un appartamento a basso costo per poi investire nella ristrutturazione? Il vero vantaggio è che potresti risparmiare molto sul prezzo di acquisto! Un altro vantaggio può essere il fatto che puoi ridisegnare la tua casa come meglio credi.
A Milano puoi affidarti a ditte che effettuano ristrutturazioni a costi contenuti tra le quali RistrutturaInterni srl.

5 siti web dove trovare case da ristrutturare a Milano

Idealista

Il sito web “idealista”, leader in Europa nel settore immobiliare, propone monolocali, appartamenti e case da ristrutturare pubblicati da privati e agenzie immobiliari. Nella mia ricerca ho trovato prezzi veramente bassi. Cerca l’occasione al seguente link: Idealista

Kijiji

Il più famoso marketplace italiano dedicato ai privati è Kijiji. Bene, anche su questo sito web troviamo appartamenti e casa da ristrutturare a Milano. Ti consiglio di dare uno sguardo alla ricerca filtrata per le ristrutturazioni Milano che ho impostato: kijiji

Trovit

Qui parliamo di un sito specializzato nella vendita di abitazioni. Abbiamo scoperto che la maggior parte degli annunci sono stati inseriti dai professionisti del settore. In questo caso ti consiglio di fissare un appuntamento con l’agenzia immobiliare e cercare nella casa qualche criticità, non dichiarata nell’annuncio, che ti possa aiutare ad abbassare il prezzo dell’immobile. A seguire il link della mia ricerca: Trovit 

La Repubblica

Sul sito editoriale de “La Repubblica” puoi trovare molti annunci di case in vendita se cerchi ristrutturazioni a Milano. Ecco il link della ricerca filtrata per la chiave “ristrutturazioni Milano”: 

Cambio casa

Il sito di annunci immobiliari pubblica solo ed esclusivamente annunci di agenti immobiliari professionisti. I motivi principali di questa scelta sono relativi all’attribuzione del giusto merito ai professionisti del settore e per dare una garanzia di professionalità ed assistenza al cliente che così può trattare l’immobile a norma di legge e fare un acquisto sicuro.
Ristrutturazioni Milano: Cabiocasa.it

controsoffitto in cartongesso con faretti a scomparsa

Come realizzare una controsoffittatura in cartongesso a Milano

Realizzare una controsoffittatura in cartongesso ti offre la possibilità di rendere gli spazi unici ed isolati acusticamente e di mascherare gli impianti di illuminazione.

Cos’è il cartongesso e perché è così utile?

Il cartongesso è un materiale molto utilizzato nell’edilizia moderna per la realizzazione di controsoffitti, pareti tradizionali o curve. Viene utilizzato anche per librerie e rivestimenti per camini.

Si tratta di una soluzione funzionale e versatile che risponde a diverse esigenze, consentendo l’impianto di sistemi di illuminazione, audio, di riscaldamento o raffreddamento sia in casa che in altri luoghi come alberghi, negozi , uffici.

Il termine cartongesso indica gli elementi che lo compongono: cartone e gesso.

Tipologie di controsoffittature in cartongesso

Esistono diverse tipologie di controsoffittature in cartongesso. Da quella standard, realizzata con singoli pannelli in gesso a quella termicamente isolante in cui l’isolante viene generalmente introdotto all’interno dell’intercapedine. Qualora tutto ciò non fosse possibile, vi è la possibilità di utilizzare lastre in gesso con apposito trattamento che le rende sia isolanti sia resistenti al vapore.

Un’altra categoria molto diffusa è quella acusticamente isolante in cui l’intensità dell’isolamento acustico può variare a seconda delle proprie esigenze. Nell’intercapedine, vengono intervallati strati rigidi a strati morbidi in modo da realizzare un sistema che funga da ammortizzatore acustico.

In ambienti come il bagno, a ridosso soprattutto di vasche da bagno e docce, le pareti ed i soffitti sono esposti all’acqua. Per questo motivo, è consigliabile un rivestimento con lastre cementizie e quindi un controsoffitto esposto all’acqua.

Da non dimenticare inoltre il controsoffitto rei. In locali industriali e commerciali, vi è la necessità che i controsoffitti debbano garantire una certa resistenza al fuoco per un determinato tempo. In questo caso, si consiglia l’uso di  lastre apposite.

Come viene realizzato un controsoffitto in cartongesso?

Un soffitto in cartongesso viene realizzato seguendo diverse fasi:

  1. Realizzazione della planimetria dell’ambiente e studio della ripartizione dei pannelli. Per poter procedere correttamente all’acquisto del materiale occorrente per la controsoffittatura in cartongesso è indispensabile disegnare la planimetria.
  2. Tracciare le altezze sulle pareti della stanza per avere i punti esatti dove collocare i montanti. Per proiettare il raggio nei punti esatti delle pareti in cui ancorare i montanti, si consiglia l’utilizzo della livella laser.
  3. Creazione dell’orditura metallica, atta a sorreggere il cartongesso. Si tratta della struttura che regge i pannelli.  Essa può essere realizzata in diversi modi, anche con un’orditura autoportante, qualora si voglia creare un soffitto a membrana, ancorato solo alle pareti perimetrali. I profili guida dell’orditura metallica vengono fissati tramite viti ad una distanza sempre maggiore di 50 cm se le pareti sono in cartongesso. Se invece si tratta di pareti in muratura, vengono utilizzati tasselli. Viene tracciata così la posizione dei pendini sul solaio. La distanza tra di essi viene calcolata in base al peso del controsoffitto da posizionare. Al fine di avere un corretto posizionamento dei ganci è necessario che la distanza dal primo punto di sospensione dalla parete sia pari a circa 1/3 dell’interasse tra le sospensioni. Sui pendini posizionati vengono inseriti i ganci con molla, per essere regolati dopo il posizionamento del profilo montante. Sui pendini a molla si posa la struttura primaria, la quale,  a sua volta, è in appoggio alla guida perimetrale. Sulle pareti perimetrali si tracciano le posizioni dei profili per la posa della struttura secondaria, la quale si posa con la stessa metodologia della precedente. La struttura secondaria viene inserita all’interno dei profili guida. L’orditura secondaria viene vincolata alla primaria attraverso i ganci di unione ortogonali.
  4. Tamponamento con pannelli di cartongesso. Il tamponamento viene realizzato avvitando, mediante apposite viti fosfate,pannelli aventi differenti caratteristiche. Lastre idrofile o semplicemente  idro, resistenti al’umidità e quindi idonee all’utilizzo in ambienti particolarmente umidi, lastre resistenti al fuoco, lastre accoppiate termicamente ed acusticamente isolanti.
  5. Taglio dei pannelli. Per tagliare una lastra di cartongesso è necessario poggiarla a terra e tracciare la linea da incidere con il cutter. Dare un colpo deciso e tagliare il cartone del lato opposto sempre utilizzando il cutter.
  6. Realizzazione dell’intercapedine di una parete in cartongesso, nella quale possono essere inserite diverse tipologie di isolanti termici o acustici. Dalle lane minerali, ai pannelli in polistirene, dal sughero, alle lane naturali. La scelta del tipo di isolante dipende dalle proprie esigenze e dalle prestazioni delle pareti. L’intercapedine di una parete in cartongesso può essere anche utilizzata per l’alloggiamento di impianti elettrici ed idrici.
  7. Stuccatura del soffitto in cartongesso che avviene mediante applicazione di nastro di rete in fibra di vetro trattato con appretto antialcalino su giunti ed angoli. Viene eseguita una  rasatura a gesso in più riprese. Se la controsoffittatura è appoggiata su pareti in muratura o in legno, è opportuno applicare su tutto il perimetro un nastro separatore, utile ad evitare la spaccatura degli angoli dopo la stuccatura.
  8. Fissativo e tinteggiatura. Prima di procedere alla tinteggiatura si consiglia di stendere sulle lastre di cartongesso il fissativo.

Se desideri puoi anche inserire, all’interno dei controsoffitti in cartongesso, dei faretti a scomparsa. Puoi trovarli su Amazon!

 

sanitari bagno

Come scegliere i sanitari più adatti al tuo bagno?

I sanitari, in ceramica, come da tradizione, sono versatili ed innovativi, grazie allo sviluppo delle tecnologie. Progettati per rispondere alle esigenze di chi ristruttura, offrono flessibilità d’installazione.

I sanitari si installano dopo la posa dei rivestimenti ma vanno scelti prima che inizino i lavori. Oltre all’estetica ed alle dimensioni, occorre valutare il collegamento all’impianto.

Se hai intenzione di spostarli, occorre considerare che la posizione della colonna di scarico del vaso (braga) è vincolante. Occorre inoltre garantire al collegamento la pendenza dell’1%. E quanto più ci si allontana dalla braga, tanto più in alto deve essere il vaso. E’ possibile anche rialzare il pavimento con un gradino.

A seconda di come è progettato l’impianto, lo scarico può essere posizionato a terra o a parte. I nuovi sanitari a terra e filo parete sono universali, cioè installabili in entrambe le situazioni.

Tipologie di sanitari per il tuo bagno

Esistono varie tipologie di sanitari. Di seguito un elenco delle varie tipologie.

Sanitari a pavimento

Si installano a filo muro. Privi di brida (rimless), prevedono un sistema di risciacquo con antibatterico. Sono detti Rimless o anche Rimfree i vasi senza brida, cioè il bordo da cui fuoriesce l’acqua dello scarico.

Grazie a questa tecnologia, non solo l’estetica ci guadagna, ma anche l’igiene, perché i sistemi di risciacquo sono più efficienti ed assicurano la pulizia dell’intera superficie del vaso. Si tratta spesso di tecnologie brevettate.

E’ il tipo di sanitari più comunemente usato. I sanitari in questione hanno lo scarico a pavimento e la cassetta dell’acqua posta più in alto o murata nel muro. Il vaso può avere, spesso, la cassetta “a zaino” posta esternamente al muro e subito sopra il vaso.

Sono facili da montare e richiedono semplicemente di essere fissati al pavimento con appositi tasselli.

Il fatto stesso di essere appoggiati al pavimento fa si che il loro peso, insieme al peso dell’utilizzatore, si distribuisca senza problemi.

Nel caso del vaso con cassetta “a zaino” c’è anche il vantaggio di avere la possibilità di accedere alla cassetta stessa con molta facilità in caso di guasto.

Sanitari a filo muro

Si tratta di una tipologia di sanitari a metà strada tra quelli tradizionali a pavimento e quelli sospesi, poiché, pur avendo lo scarico a pavimento non presentano però alcuno spazio dietro al sanitario stesso e per questo vengono definiti ” a filo muro”.

Si tratta di sanitari aderenti al muro e quindi le operazioni di pulizia sono molto agevolate e  garantiscono una maggiore igiene.

Durante le operazioni di pulizia non si rischia di andare a toccare tubi, flessibili, raccordi, rischiando di danneggiarli poiché tutto rimane “coperto” dal sanitario stesso.

Questo tipo di sanitari possono avere la braga (scarico) sia a muro che a pavimento mediante appositi raccordi.

Sanitari sospesi

Si tratta di sanitari apparsi recentemente sul mercato. Fin da subito hanno trovato accoglimento per il loro effetto sospeso che li fa apparire “leggeri”, rompendo la tradizionale monotonia dei sanitari del bagno. Non essendo appoggiati a terra non trasmettono le vibrazioni sonore alla struttura dell’edificio.

Presentano una maggiore silenziosità delle tubazioni di scarico che vengono collocate nell’intercapedine della parete, una maggiore igienicità poiché è facile pulire anche il pavimento al di sotto di essi.

Non toccando il pavimento non sono neppure necessarie giunture in silicone che sarebbero comunque abbastanza soggette a degradarsi col tempo.              

Igiene assicurata

Per molti regolamenti edilizi e d’igiene locali, la presenza del bidet non è obbligatoria nel secondo bagno di casa, purché quello principale sia completo.

Alcuni, per esempio quello di Milano, stabiliscono che vaso e bidet possono essere integrati in un unico apparecchio, anche se esiste un unico bagno. Questi prodotti, oltre ad essere indubbiamente salva spazio, sono anche molto pratici e tecnologici.

Sei di Milano? Vuoi ristrutturare il tuo bagno? Contattaci!