Rossana Nardacci, Autore presso Ristruttura Interni
  • +328 2883309
  • info@ristrutturainterni.com

Author Archive Rossana Nardacci

Come realizzare un bagno in stile industrial

Come realizzare un bagno in stile industrial

Hai una mentalità aperta e non hai paura di sperimentare novità? Un bagno arredato con un design in stile industrial è quello che fa per te.

Negli ultimi anni i bagni dal design industrial sono molto popolari. Per adottare questo stile è fondamentale utilizzare materiali di recupero e lasciare i tubi in vista. Sul muro del bagno puoi utilizzare materiali cementizi, mattoni a vista o legno. L’ideale sarebbe utilizzare sanitari moderni con mobili vintage o viceversa. In entrambi i casi il tuo bagno avrà un look industriale.

Per dare luminosità alla stanza puoi usare lampade industrial per l’illuminazione.

LEGGI ANCHE: Rubinetterie bagno, le tendenze del momento

Cosa definisce un bagno in stile industrial?

Il design industrial è minimalista caratterizzato da arredi essenziali, sui quali domina il contrasto generato dall’uso di materiali differenti fra loro e spesso da grandi lavandini che fanno da punto focale.

Un contrasto tra rame o oro con il nero opaco è un tocco di design semplicemente geniale. Per ricreare l’atmosfera industrial è necessario fare uso di materiali grezzi, quasi mancanti di rifinitura. Può sembrare strano considerare il cemento come “di tendenza”, ma se mixato con il giusto arredo può donare un’estetica straordinaria ai locali della casa.

I materiali da utilizzare per realizzare un bagno in stile industrial

A seguire una lista dei materiali da utilizzare per arredare un bagno in stile industrial.

  • Mattoni

L’aspetto di una fabbrica ti da l’idea di qualcosa di robusto ed essenziale. Se questo è il design che cerchi in un bagno, dovresti occuparti subito di realizzare i muri con mattoni faccia vista. Questi mattoncini sono perfetti per portare un concetto industrial all’interno di un bagno.

Diventa eccezionale l’abbinamento del mattone con il marmo, due materiali molto differenti e dalle trame completamente diverse ma il cui abbinamento funziona perfettamente in un bagno in stile industrial.

  • Calcestruzzo

È incredibile come questo materiale, apparentemente freddo e poco attraente, possa far girare la testa se applicato nel modo giusto. La maniera migliore per utilizzare il calcestruzzo è sui lavelli, sui piani di lavoro, sulle pareti e sui pavimenti. Naturalmente l’utilizzo sulle pareti è quello che meglio caratterizza lo stile industrial di un bagno. Il calcestruzzo creerà un effetto moderno ma anche un’atmosfera lussuosa.

  • Rame

Questo materiale dall’aspetto lussuoso è un dettaglio semplicemente straordinario in un bagno in stile industrial. Toni neutri, abbinati al nero opaco, risultano estremamente eleganti. Finiture dorate e tubi a vista creano un bizzarro vortice di sensazioni ed aggiungono carattere alla stanza da bagno. Ti basterà chiedere consiglio ad un idraulico per realizzare al meglio l’idea.

  • Marmo

Un materiale industrial davvero elegante per pareti e pavimenti. Se pensi che il cemento sia troppo freddo, i maxi pannelli in marmo sono un’ottima soluzione per realizzare un ambiente rilassante e dalle linee pulite. L’ideale è alternare le tonalità grigie del marmo con il bianco della porcellana di una vasca freestanding.

  • Pietra

La pietra viva dona toni più caldi al bagno senza compromettere lo stile industrial. Particolarmente indicata per il lavabo che acquista personalità e diventa un elemento veramente eccentrico.

  • Acciaio

La tendenza, nei bagni in stile industrial, è l’aggiunta di telai in acciaio nero alle docce, in modo tale da creare in bagno un punto focale molto evidente. La doccia diviene la protagonista dell’ambiente, con un netto contrasto fra il telaio in acciaio nero ed il bianco delle piastrelle del pavimento. Se a tutto questo si aggiungono le cromature in acciaio su maniglie e punti luce, si viene a creare la perfetta atmosfera industrial. 

  • Legno

Per aggiungere fascino, carattere ed un tocco “grezzo” non c’è niente di meglio che il legno. Un materiale perfetto perché riscalda l’ambiente e crea un bellissimo contrasto con i materiali più freddi come l’acciaio, il cemento o il mattone. Con i materiali lignei puoi creare una “fusione” tipica dello stile urban.

I rivestimenti che caratterizzano lo stile industrial del bagno

Il bagno in stile industrial può essere sia fresco ed arioso sia cupo e buio, a seconda dei tuoi gusti. I rivestimenti sono determinanti per rafforzare l’atmosfera industrial. Vediamo quali sono le soluzioni migliori:

  • Piastrelle di cemento grigio. Il grigio antracite è una scelta ideale quando si desidera adottare uno stile industrial per il proprio bagno. Grandi piastrelle di cemento scuro, che coprono i pavimenti e le pareti, creano un senso di relax e di ampiezza dello spazio.
  • Piastrelle vintage in grès porcellanato. Le piastrelle in grès porcellanato sono realizzate con un’argilla molto più fine della ceramica, rendendo la piastrella compatta e resistente, perfetta per i bagni principali. Se ami il vintage industriale scegli il grès porcellanato bianco con motivi geometrici. I rubinetti dei sanitari devono invece essere in nero opaco, così come le maniglie dei mobili, le cornici degli specchi e le lampade. Per il pavimento scegli piastrelle caratterizzate da disegni geometrici bianchi e neri che creano un contrasto di colori aggiungendo fascino alla stanza. 
  • Piastrelle effetto legno. Si possono utilizzare sui pavimenti e sulle pareti del bagno. Le piastrelle di ceramica creano l’illusione del vero legno. A differenza di quest’ultimo, non si deformano con l’umidità né con i cambiamenti di temperatura e sono molto più resistenti. Questa soluzione basata sui toni del legno è ideale quando si desidera un’atmosfera industrial più calda.
  • Piastrelle bianche in stile metropolitano. Le classiche piastrelle bianche della metropolitana sono un must nel design industrial. Nel bagno si possono abbinare a piastrelle esagonali grigio scuro sul pavimento, creando un contrasto moderno e raffinato.
  • Muri in pietra. Tutto diventa naturale con un muro in pietra. In commercio esistono diverse varietà di pietra: ardesia, granito, travertino, arenaria e marmo. I muri in pietra rendono l’idea della consistenza e del relax immediato.

Sperimentare le novità del momento è sempre una soluzione perfetta in fase di ristrutturazione casa. CONTATTACI.

I migliori sistemi di riscaldamento casa

I migliori sistemi di riscaldamento casa

L’estate è ormai terminata da qualche mese e stiamo pensando già ai sistemi di riscaldamento casa. Ne esistono diversi: dai sistemi a diffusione ai camini. Qual è la migliore soluzione per la tua abitazione? Scopriamolo insieme.

Gli 8 sistemi di riscaldamento migliori per la tua casa

Come anticipato esistono vari sistemi di riscaldamento casa, ognuno avente caratteristiche diverse.

  1. Sistema di diffusione d’aria calda

Sistema poco diffuso in Italia, è costituito principalmente da una caldaia che produce e soffia aria riscaldata attraverso dei condotti. L’aria calda viene distribuita nelle stanze di tutta la casa fuoriuscendo da apposite griglie. Questo tipo di sistema di riscaldamento è chiamato sistema di distribuzione di aria calda canalizzata o aria calda forzata. Può essere alimentato da elettricità, gas naturale o olio combustibile.

Come funziona il sistema di diffusione d’aria calda?

All’interno di un forno a gas o a gasolio, il combustibile viene miscelato con l’aria e bruciato. Le fiamme riscaldano uno scambiatore di calore metallico dove il calore viene ceduto all’aria. Quest’ultima viene spinta attraverso lo scambiatore di calore grazie ad una ventola e, quindi, forzata a circolare nei condotti a valle dello scambiatore. I residui della combustione vengono espulsi dall’edificio attraverso una canna fumaria.

Elemento importante di questo tipo di sistema è il termostato, che accende e spegne il sistema: normalmente un sistema ad aria forzata ha un unico termostato. Le migliori caldaie a gas oggi hanno un’efficienza superiore al 90%.

2. Caldaia ed impianto ad acqua

In questo sistema una caldaia ha il compito di produrre calore per riscaldare acqua. A differenza del sistema a diffusione, quì ad essere riscaldata non è l’aria ma l’acqua che cede calore mentre passa attraverso i radiatori di tutta la casa. L’acqua più fredda ritorna quindi alla caldaia per essere riscaldata nuovamente.

Le caldaie residenziali generalmente utilizzano il gas naturale come combustibile. Invece di un sistema di ventilazione e dei condotti, una caldaia tradizionale utilizza una pompa per far circolare l’acqua calda attraverso i tubi ai radiatori. Alcuni sistemi fanno circolare l’acqua attraverso tubi nel pavimento. Si tratta di un sistema chiamato riscaldamento a pavimento radiante. I sistemi di controllo della caldaia includono termostati e valvole che regolano rispettivamente la temperatura dell’acqua e la pressione dell’impianto.

3. Pompe di calore (condizionatori elettrici)

Sono sistemi che sfruttano l’energia termica presente in natura. Le pompe di calore sono semplicemente dei condizionatori d’aria a due vie. Durante l’estate funzionano da condizionatore d’aria facendo fuoriuscire il calore dall’interno della casa verso l’esterno. In inverno, la pompa di calore inverte il funzionamento, recuperando il calore dal freddo dell’esterno, con l’aiuto di un sistema elettrico e scaricando quel calore all’interno della casa.

Quasi tutte le pompe di calore utilizzano sistemi di erogazione forzata per trasferire l’aria riscaldata in tutta la casa. Una pompa di calore geotermica riscalda e raffredda in qualsiasi clima, scambiando calore con il terreno, che ha una temperatura piuttosto costante.

Le pompe di calore ad aria sono molto più comuni delle pompe di calore geotermiche perché sono più economiche e più facili da installare. Le pompe di calore geotermiche, tuttavia, sono molto più efficienti e sostenibili. Mentre una pompa di calore ad aria è installata in modo molto simile ad un condizionatore d’aria centrale, le pompe di calore geotermiche richiedono che un circuito sia interrato nel terreno, di solito in trincee lunghe e profonde.

La scelta migliore potrebbe essere quella di collegare la pompa di calore ad un impianto fotovoltaico: in questo modo l’energia elettrica necessaria per far funzionare la pompa di calore verrà prodotta quasi a costo zero.

LEGGI ANCHE: Stufe e camini: guida alla scelta

4. Stufe a gas termoventilate

Si tratta di stufe a gas da parete, a posizionamento libero e a pavimento, tutte caratterizzate dalla mancanza di condutture. Questi caloriferi hanno una resa termica relativamente ridotta, sono utili a limite per riscaldare una singola stanza. Se è necessario riscaldare più stanze, le porte tra le stanze devono essere lasciate aperte oppure è necessario installare un altro tipo di riscaldamento.

I migliori modelli di stufe a gas utilizzano sistemi ad “aria combustione sigillata”. I modelli possono essere alimentati a gas naturale o propano. Dal punto di vista dei costi non sono proprio economiche, considerando che oltre al consumo del gas va preventivato anche quello dell’energia elettrica necessaria per la ventilazione.

Le stufe a gas termoventilate sono piuttosto sicure perché sono dotate di valvole di sicurezza e di analizzatore d’ambiente che verifica la percentuale di anidride carbonica presente nella stanza. In caso di pericolo le stufe si spengono automaticamente.

5. Stufe elettriche

Le stufe elettriche sono poco costose ma la bolletta elettrica ne risentirà fortemente. Generalmente ad infrarossi ed al quarzo, trasformano la corrente elettrica direttamente in calore, come un tostapane o un ferro da stiro. Sono poco efficienti perché è necessaria molta elettricità per fornire la stessa quantità di calore che fornisce il gas naturale.

Come per le stufe termoventilate, anche questi apparecchi elettrici vanno bene giusto per riscaldare una singola stanza. Il calore generato da una resistenza elettrica è solitamente la forma più costosa di calore. Se puoi farne a meno è meglio!

6. Stufe a Pellet

Le stufe a pellet sono poco inquinanti. Producono aria calda che, attraverso apposite canalizzazioni, può essere convogliata negli altri ambienti della casa. L’installazione è facile, anche in posizione decentrata rispetto alla canna fumaria.

Il costo del pellet è contenuto ed è sicuramente uno dei combustibili più economici sul mercato.

7. Camini

I caminetti a gas o a legna sono fondamentalmente parte dell’arredamento di una stanza. A parte il loro design, i camini in genere non sono una fonte di calore efficiente.

Per migliorare la capacità di un caminetto di riscaldare un ambiente della casa, basta dotarlo di una porta in vetro a tenuta ermetica.

8. Riscaldamento radiante

Il calore radiante a pavimento, ma anche a parete e a soffitto, è costituito da un sistema che fa circolare acqua calda in tubi sotto il pavimento. Una caldaia o una pompa di calore, scalda l’acqua che viene fatta fluire nelle tubazioni in polietilene reticolato che formano delle serpentine poste sotto il pavimento.

Questo sistema sfrutta la trasmissione del calore per irraggiamento.  Il pavimento si riscalda e a sua volta riscalda l’ambiente circostante. È altamente controllabile, molto efficiente ma è costoso da installare. Richiede anche un progettista ed un installatore esperto.

Meglio evitare di installarlo se sei un estimatore del parquet!

Qual è il miglior sistema di riscaldamento

Non esiste in assoluto il miglior sistema di riscaldamento. Molto dipende da quanto è grande la tua casa, dal suo grado di isolamento termico e da quanto spazio hai a disposizione esternamente per stoccare la legna o il pellet.

Tralasciando le stufe a gas e le stufe termoventilate, le quali hanno una bassa efficienza termica ed alti consumi, possiamo dire che i sistemi di riscaldamento che hanno un rendimento energetico migliore sono quelli radianti e le pompe di calore. I costi di installazione di questi sistemi di riscaldamento sono più elevati.

Un buon compromesso è costituito dalle stufe a pellet, da installare in abitazioni non raggiunte dalla rete del gas. Fanno al caso tuo se vuoi gestire, con costi minimi, il riscaldamento della tua casa ed anche la produzione di acqua calda.

Se hai già una caldaia a gas e non vuoi spendere cifre esagerate per il rifacimento completo degli impianti di riscaldamento, la soluzione ideale è scegliere una caldaia a condensazione. Questa tipologia, rispetto a quella tradizionale, ha un’efficienza più alta con una riduzione dei consumi di gas e di emissioni nell’ambiente.

Sei ancora indeciso su quale sistema di riscaldamento installare? CONTATTACI e ti seguiremo passo dopo passo durante la scelta.

Guida al fai da te: come imbiancare le pareti di casa

Guida al fai da te: come imbiancare le pareti di casa

Imbiancare le pareti è il modo più semplice per igienizzare e disinfettare l’abitazione. Questa operazione potrebbe sembrare semplice ma può trasformarsi in un disastro se non presti la giusta attenzione.

Pitturare gli interni è di gran lunga l’attività di bricolage più diffusa ed è facile capire il perché. Dipingere le pareti non è molto difficile e non richiede una formazione specialistica.

Hai bisogno sicuramente di pazienza, di qualche nozione pratica e dei consigli utili. Questi suggerimenti per imbiancare possono aiutare anche i principianti del fai da te ad ottenere risultati di qualità professionale.

LEGGI ANCHE: Tecnica dello spatolato, caratteristiche e vantaggi della pittura

Consigli utili per imbiancare le pareti di casa

Seguendo i nostri consigli, potrai tinteggiare la tua casa, velocemente ed in modo ordinato, come farebbe un professionista.

  1. Prepara la superficie

Un lavoro di verniciatura inizia sempre con la preparazione della superficie. Ciò significa che devi raschiare, carteggiare, rattoppare e riempire ogni crepa eliminando le imperfezioni presenti sulla superficie delle pareti. Questa è l’operazione meno divertente ma è la parte più importante. Nessuna pittura, indipendentemente dal suo costo, nasconderà una superficie screpolata o danneggiata.

2. Applica un primer

Tratta le pareti con un primer. Ogni volta che dipingi un nuovo muro o dipingi sopra un colore scuro dovresti pre-trattare con un aggrappante. Ma è soprattutto una mossa furba! Il primer ha tre funzioni principali, quali:

  • agisce da fissatore perché stabilizza una superficie macchiata, porosa o oleosa
  • uniforma la superficie agevolando la copertura della pittura
  • migliora l’adesione della vernice, riducendo notevolmente le bolle e le desquamazioni.

I pittori professionisti spesso usano il primer mescolato con una piccola quantità di vernice di finitura. Questo trucco migliora notevolmente la capacità della pittura di coprire perfettamente la superficie trattata.

3. Scegli la pittura lavabile

Come scegliere la migliore pittura lavabile per interni se non sei un esperto? In commercio esistono pitture lavabili dal costo elevato, qualitativamente migliori, ed altre dal prezzo più contenuto.

Meglio prodotti di dubbia qualità ad un costo basso o pitture costose qualitativamente migliori? La soluzione è scegliere una via di mezzo: l’importante è che la pittura lavabile abbia una buona composizione. I prodotti di fascia alta hanno un maggiore potere coprente. Tinteggiare le pareti con pitture buone ti permette di farlo più velocemente senza dover effettuare questa operazione più volte.

La pittura va scelta in base al tipo di stanza da imbiancare: per la cucina ed il bagno, la pittura lavabile deve essere traspirante ed anticondensa. Per questo esistono degli additivi che prevengono il formarsi della muffa.

Ci sono anche pitture lavabili termoisolanti, da utilizzare in zone particolarmente umide o esposte a Nord, le quali combattono la formazione della condensa e mantengono calde le pareti, consentendo un risparmio energetico.

Per chi soffre di allergie è consigliabile scegliere un’idropittura igienizzante a base di resine acriliche. Qualunque sia la scelta, bisogna fare sempre attenzione alle indicazioni sul barattolo circa la quantità d’acqua necessaria per diluire la vernice.

4. Prediligi la tela piuttosto che i teli in plastica

I teli di plastica rappresentano una soluzione molto economica per proteggere i pavimenti e gli arredi dagli schizzi di vernice. Spesso capita però che essi si strappino compromettendo la loro funzione. Per questo è preferibile usare quelli di tela, estremamente durevoli e resistenti agli strappi.

Dal punto di vista della sicurezza, questo tessuto si appiattisce sul pavimento e quindi si hanno minori rischi d’inciampo. La tela assorbe le gocce di vernice, a differenza dei teli di plastica, i quali, se spruzzati di vernice diventano scivolosi. I teli in tela possono essere facilmente piegati attorno agli angoli e alle porte, cosa impossibile da fare con i teli di plastica.

5. Utilizza una prolunga sul rullo

Procurati un’asta telescopica per il rullo. Le estensioni sono disponibili in varie lunghezze:  un rullo che si estende per circa un metro andrà benissimo per dipingere stanze con soffitti alti poco più di due metri e mezzo. Verifica che il manico del rullo abbia un foro filettato all’estremità, quindi applicalo sull’asta di estensione. Quando acquisti la prolunga, cercane una che abbia un’impugnatura morbida ed antiscivolo ed un’anima metallica rigida. Assicurati anche che l’estremità filettata dell’asta telescopica sia di metallo.

6. Usa una griglia come secchio da pittura

Immergere il rullo direttamente nel secchio di vernice è una soluzione approssimativa e disordinata. Un sistema più veloce, ordinato ed efficace è il seguente: stendi la vernice direttamente su una griglia per secchio da pittura. Una griglia è semplicemente una struttura rettangolare rigida, in metallo o plastica, che si aggancia al bordo del secchio. Riempi il secchio a metà con la vernice ed appendi la griglia all’interno del secchio. Immergi il manicotto del rullo nella vernice e fallo rotolare contro la griglia per rimuovere la vernice in eccesso.

7. Niente pulizia dei pennelli a fine giornata

Non hai ancora finito di dipingere? Non è necessario che tu perda tempo a pulire i pennelli ed i rulli. Basta eliminare la vernice in eccesso ed avvolgerli nella pellicola per alimenti. Se necessario, applica un doppio strato di pellicola, quindi metti pennelli e rulli in frigorifero per mantenerli al fresco. Ti sembrerà strano, ma funziona! Il giorno successivo, sarà sufficiente rimuovere l’attrezzatura dal frigo 30 minuti prima della verniciatura.

Ti sei reso conto che il “fai da te” non fa per te? Allora non perdete tempo: CONTATTACI e ci penseremo noi a soddisfare ogni tua esigenza.

Laminato e grès porcellanato: valide alternative al parquet

Laminato e grès porcellanato: valide alternative al parquet

Il parquet ha un fascino intramontabile, senza tempo. Si adatta a tutti gli stili d’arredamento, dai più classici a quelli moderni. Dona agli ambienti calore e sensazione di benessere, come tutti i materiali naturali. L’unico aspetto negativo è quello economico: ha un costo elevato ma fortunatamente il mercato offre delle eccellenti alternative, meno costose ma dall’effetto legno finale sbalorditivo.

Le principali alternative al parquet sono il laminato ed il grès porcellanato effetto legno. Scopriamo insieme le caratteristiche di questi materiali.

Laminato effetto legno

Il laminato non solo è più conveniente del parquet, ma è anche facile da posare, grazie alla posa flottante ed allo spessore ridotto. Dal punto di vista estetico può riprodurre lo stesso effetto legno del parquet, ma con prestazioni migliori.

Prima dell’acquisto dovresti porti delle domande circa l’utilizzo:

  • Quanto intensamente verrà utilizzato? Animali domestici, calpestìo, caduta di oggetti e liquidi possono mettere alla prova un pavimento. Un utilizzo intenso richiederà una superficie più resistente. Assicurati di prestare particolare attenzione alle classificazioni AC (Abrasion Classes) e IC (Impact Classes) del prodotto.
  • Quale effetto estetico vorresti ottenere? Dimensioni e tonalità delle doghe possono contribuire a creare un effetto visivo particolare. Le dimensioni saranno il fattore principale, se si punta a valorizzare un ambiente migliorandone gli spazi. La scelta della tonalità dovrà essere presa in considerazione dell’arredamento della tua casa.
  • Per quale tipo di arredamento? Esistono diverse varietà di laminato. Nella categoria legno i più venduti sono rovere e noce.
  • Il pavimento è riscaldato? In questo caso sarà necessaria la giusta tipologia di sottopavimento, per permettere il passaggio di quanto più calore possibile. Viceversa, se il pavimento non è riscaldato, si può optare per un sottopavimento con un buon grado di isolamento termico e acustico.
  • Può essere ossidato dalla luce? I pavimenti in laminato non saranno soggetti ad ossidazione per esposizione diretta al sole. Non si macchiano e non sbiadiscono anche a seguito di una costante esposizione al sole.

LEGGI ANCHE: L’importanza della cura e manutenzione parquet

Consigli per far durare un pavimento in laminato

Lo strato superficiale di un pavimento in laminato lo proteggerà da umidità, urti e abrasioni. Tuttavia, seguendo alcune regole, è possibile farlo durare ancora di più.

  • Limita l’eccesso di umidità. Per pulire un pavimento in laminato non servono secchio, spazzola e lucidatrice: non saranno efficaci e potrebbero addirittura danneggiarlo. Meglio usare un panno umido.
  • Utilizza detergenti non aggressivi. Dovresti usare solo detersivi consigliati dal produttore o quelli specificatamente creati per il laminato. Anche lo smalto e la candeggina dovrebbero essere evitati. Un lavaggio frequente con detergenti aggressivi può danneggiare il laminato.
  • Usa spesso un aspirapolvere o una scopa elettrica. Pulisci immediatamente ogni residuo di terra, ciottoli o liquidi. Uno zerbino all’entrata della tua casa può essere utile per tenere fuori sporco e umidità.

Grès porcellanato effetto legno

Il grès porcellanato effetto legno ha quasi lo stesso fascino avvolgente ed immutabile del legno. Che si tratti di interni o di esterni, l’aspetto caldo del legno cambia l’immagine dell’ambiente rendendolo più morbido ed accogliente.

La bellezza di un pavimento in legno, così come il calore che dona agli ambienti, sono tra i principali motivi che di solito portano alla scelta del vero legno. Ma oggi, la grande versatilità del grès porcellanato permette di superare i limiti del vero legno.

Le piastrelle di questo materiale possono essere utilizzate in qualsiasi ambiente, oltre a quello domestico. Disponibile in molti formati, permette la posa con e senza fughe. Si tratta di un materiale molto resistente alle abrasioni, all’umidità ed agli agenti atmosferici.

I vantaggi del grès porcellanato effetto legno

Il grès porcellanato effetto legno, rispetto al parquet, presenta i seguenti vantaggi:

  • E’ più duro. Le piastrelle in grès per pavimenti effetto legno sono più robuste del vero legno, sia che esse siano in porcellana o in ceramica. Non saranno facilmente danneggiabili da mobili pesanti ed oggetti appuntiti. Grazie al loro design robusto non si graffiano.
  • Non cambia colore. Il legno naturale sbiadisce e cambia colore nel tempo, può essere sbiancato dalla luce solare. Parti diverse del pavimento perdono colore nel tempo mentre altre aree rimangono più scure e più nuove. Le piastrelle effetto legno invece non sbiadiscono.
  • Stile personale. Il grès porcellanato effetto legno si adatta a qualsiasi stile e ad ogni design. Puoi decidere fra un layout classico a griglia, uno stile a spina di pesce o a mattoni, personalizzandolo come preferisci.
  • Manutenzione facile. Il grès porcellanato è antimacchia e trattato con una finitura impermeabile. La manutenzione di un pavimento in grès è estremamente semplice. Si pulisce con qualsiasi soluzione detergente, lo si può strofinare e spazzare senza alcun problema.
  • Ampia gamma di colori. C’è una vasta scelta di colori, tutti perfettamente uguali al legno naturale. Dal rovere più chiaro al mogano più scuro, passando per tutte le sfumature di colore.
  • Non si deforma. Uno dei problemi principali del parquet è che si deforma a causa della temperatura e dell’umidità presente nella stanza in cui è installato. Le piastrelle in grès porcellanato effetto legno sono impermeabili e non si alterano con l’umidità.
  • Adatto ai sistemi di riscaldamento radiante. Il grès porcellanato è particolarmente indicato nelle abitazioni dotate di riscaldamento a pavimento. Con il parquet il riscaldamento radiante rappresenta un rischio per la salute e la sicurezza.
  • Piastrelle facilmente sostituibili. Nell’improbabile caso in cui si danneggi una piastrella, questa può essere sostituita velocemente ed agevolmente, senza dover cambiare l’intero pavimento.
  • Più economico del legno. Oltre ad avere un numero enorme di vantaggi rispetto ai tradizionali pavimenti in legno, le piastrelle in grès porcellanato effetto legno sono anche molto più economiche.

Quale dei due rivestimenti hai scelto? Contattaci per avere un PREVENTIVO GRATUITO.

Come arredare un corridoio

7 idee per arredare il corridoio

Un corridoio non può essere tecnicamente una stanza. Ma, per quanto riguarda l’arredo, deve ricevere la stessa attenzione che ricevono il soggiorno e la camera da letto.

Su una planimetria, un corridoio è considerato un semplice percorso, uno “spazio morto” che non richiede attenzione progettuale. Di solito viene tinteggiato con una pittura identica a quella delle stanze circostanti. In quest’area della casa, a limite, ci si appendono alcune foto e niente più.

Tuttavia è possibile trasformare il corridoio in uno spazio utile. Scopri come!

Come arredare il corridoio della tua abitazione

Queste 7 idee ti aiuteranno ad arredare al meglio il corridoio della tua casa facendolo diventare un ambiente di transizione caldo ed invitante.

  1. Acquista un runner per corridoi stretti

Un runner è un tappeto largo circa un metro. Disponibile in diverse lunghezze, è perfetto per il corridoio. Questi tappeti sono indicati per aggiungere un tocco di colore e di design ad un disimpegno. Inoltre regalano un senso di intimità ad un ambiente spoglio e vuoto rispetto al resto della casa.

2. Poni una libreria lungo il corridoio

Trasforma il corridoio in una vera biblioteca posizionando una libreria lungo le pareti. Riempi gli scaffali principali con i tuoi libri preferiti e metti in bella mostra le foto di famiglia e se ne hai anche qualche opera d’arte.

3. Gioca con le luci

Progettare l’arredo di un corridoio è difficile a causa dello spazio limitato. Perché allora non partire dalla luce? Al posto di un normale lampadario o di un’applique anonimo, scegli qualcosa che si faccia notare! Lanterne, lampade a sospensione, pannelli retro illuminati, luci ad incasso o lampade a globi di vetro.

Pensa ad un elemento d’illuminazione che adori e che vedresti bene su un angolo di casa o sull’isola della cucina: probabilmente va bene anche per il corridoio!

4. Crea un salotto nel corridoio

Una zona salotto nel corridoio è il modo perfetto per non farlo sembrare solo un passaggio. Se hai un disimpegno ampio, puoi posizionare un divano stretto e lungo contro una delle pareti. Puoi completare questo ambiente posizionando su una parete un’opera d’arte, uno specchio o una piccola mensola.

5. Metti uno specchio

Uno specchio crea sempre l’illusione di un ambiente ampio ed illumina lo spazio in cui si trova. Ciò vale a maggior ragione per le aree più piccole e chiuse della casa. Gli specchi sono elementi funzionali, ad esempio, per sistemarsi prima di uscire di casa.

6. Opta per un pavimento a disegni geometrici

Per una soluzione permanente, puoi scegliere di mettere nel corridoio un pavimento a motivi geometrici. È una soluzione creativa con un forte impatto estetico. Idee come questa richiedono una forte convinzione! Ovviamente il corridoio a motivi geometrici deve coordinarsi con l’intera casa.

7. Decora il corridoio con il verde.

Piante aeree, un piccolo alberello, piante sulle mensole o su una panchina creano una splendida area verde nel corridoio. L’aloe vera, le piante ragno, le piante serpente, il filodendro, la palma da salotto e le piante di ficus sono tutte piante da appartamento che non richiedono cure particolari ma abbelliscono l’ambiente.

Soluzioni per arredare un corridoio stretto

Il tuo corridoio è stretto e piccolo? Evita di posizionare dei mobili. Al limite puoi aggiungere una panca in legno con l’attaccapanni ed una consolle salva spazio di piccolo spessore.

Queste soluzioni permettono di dare il benvenuto ad un ospite e di salvaguardare il passaggio.

Se lo spazio invece è abbondante potrai aggiungere mobili funzionali come armadi contenitori, mobili scarpiera, comò e cassettiere.

Per dare tridimensionalità al percorso, puoi optare per una controsoffittatura. Questa struttura può anche avere un valore funzionale perché è perfetta per nascondere i termoconvettori e per inserire al suo interno delle lampade a fluorescenza che donano eleganza e stile al corridoio stesso.

Stai pensando ad arredare il corridoio con mobili su misura? Contattaci. Preventivo Gratuito.

Come arredare una cucina in arte povera

Come arredare una cucina in arte povera

Lo stile d’arredo in arte povera è caratterizzato da materiali semplici, i quali creano atmosfere calde ed intime  coinvolgendo l’uso di mobili in legno massello spesso artigianali e con delle ricorrenti note rustiche.

Ancora oggi l’arte povera affascina molte persone offrendo la possibilità di arredare ogni stanza della casa: dalle camere da letto, alla cucina, dalle taverne agli ambienti minori.

Cucina in arte povera: le caratteristiche principali

Una cucina in arte povera ti permette di creare un’atmosfera rasserenante e piacevolmente naturale prodotta dai toni del legno naturale, dalle sfumature della paglia, del midollino.

Il filo conduttore delle cucine in arte povera è nell’impiego di questi materiali naturali. Il legno è il protagonista assoluto di questo stile.   

Un buon legno può regalare ai mobili dalle linee semplici l’armonia cromatica delle sue sfumature. Tendenzialmente questi mobili presentano colori scuri lucidati a cera, sebbene sia possibile scegliere anche delle tonalità più chiare, come l’avorio o il beige o delicati colori pastello, perfetti per restituire maggiore luminosità all’interno di piccoli ambienti. Si tratta di arredi che rimandano a quelli di un tempo: tavoli, armadi, scrittoi, cristalliere, maestose credenze, madie, sedie in legno e  sedie con sedute in paglia, sono elementi irrinunciabili per una casa in arte  povera

Una cucina in arte povera, oltre ad essere bella, è anche funzionale, grazie alla progettazione degli spazi interni dei mobili studiati per una sistemazione ottimale degli utensili. In questo modo potrai averli sempre a portata di mano.

Anche gli arredi in arte povera come cristalliere o mobili vetrina, sono ben pensati per evidenziarne il contenuto e far risaltare piatti e bicchieri.

Linee sobrie e senza tempo danno vita a pensili capienti, i quali sfruttano al meglio lo spazio disponibile. Gli elementi componibili sono progettati su moduli standard che riescono a soddisfare  tutte le esigenze di profondità di basi e pensili. 

Per quanto riguarda l’altezza dei pensili, rispetto al passato, vi è un’ inversione di tendenza: gli altissimi pensili anche se insostituibili per chi ha molti oggetti da stivare in una cucina piccola, lasciano il posto a strutture più dinamiche ed articolate ma soprattutto visivamente più leggere.

Le mensole alternate a pensili variamente attrezzati che si dispongono lungo il piano d’appoggio  possono contenere a vista oggetti di uso quotidiano, i quali, se scelti e disposti ad arte contribuiscono al decoro della cucina.

Per il piano cottura o anche per il forno, sono  molto interessanti soluzioni angolari. Con questa disposizione chi si trova ai fornelli può raggiungere con le braccia e senza spostarsi, il lavello da una parte ed il piano d’appoggio dall’altra.

Se devi allineare i mobili su una sola parete, risulta molto funzionale utilizzare moduli di cottura che si proiettano in avanti creando una diagonale ed un angolo retto. Essi offrono una  maggiore capienza interna rispetto a quelli tradizionali. Il modulo sporgente che contiene i fuochi  offre una possibilità in più in cui si può collocare il forno, che in questo modo risulta apribile anche se si sta ai fornelli. Ed allo stesso tempo si ha dello spazio in più utile per appoggiare tutti i complementi indispensabili per cucinare.

Spesso le cucine in arte povera vengono realizzate in muratura ed anche personalizzate, per adattarsi così agli spazi a disposizione. Questa soluzione crea una particolare atmosfera calda ed accogliente,  soprattutto se abbinata ad accessori come il rame e le ceramiche.

Anche in questo contesto non devono mancare gli elettrodomestici più sofisticati ed all’avanguardia, i quali danno quel tocco di modernità che non guasta.

LEGGI ANCHE: Guida alla scelta della cucina in stile industriale

Consigli su come arredare una cucina in arte povera

La bellezza dello stile in arte povera sta nella versatilità dei mobili, i quali arredano e si accordano perfettamente sia con gli oggetti poveri, quelli, ad esempio “della memoria contadina”, sia con quelli  preziosi.

Ami gli effetti ricercati? Puoi arredare la vetrina ed il piano d’appoggio di una credenza con ceramiche di diverso tipo, ma sempre e rigorosamente in bianco.

In una cucina gli elementi che non possono mancare assolutamente sono:

  • il tavolo. Una volta inquadrato il punto in cui collocarlo, all’interno della cucina o in corrispondenza  di una finestra o in un’area tinello,  valuta sempre se la zona operativa è vicina e quanto il  percorso è ampio da rendere agevole il passaggio.

La dimensione del tavolo è quasi sempre condizionata dal numero di persone che lo utilizzeranno, dalla frequenza d’uso e da possibili esigenze legate ad un suo impiego alternativo al  pranzo.

Un tavolo in arte povera deve essere alto, elegante, robusto ed in una tonalità di colore o di essenza che sia di spicco  sugli altri elementi della stanza.

  • Una sedia in arte povera presenta una linea classica con gambe e schienale in legno, con delle  traverse sagomate che rendono questo complemento molto solido e resistente.

Questa tipologia di stile prevede che la sedia sia sempre abbinata ad un tavolo dello stesso stile.

La sedia in stile arte povera così come quella in stile classico può avere la seduta in legno, paglia ma anche in tessuto. Quest’ultima  può essere rivestita con ampie scelte di tessuto: una possibilità che vale la pena considerare  soprattutto se la zona pranzo “convive” con il soggiorno.

Creare una zona pranzo accogliente e luminosa non è difficile: tinteggia le pareti  con colori chiari evitando toni intensi, che spesso rendono gli ambienti opprimenti. Il calore del legno ripaga sempre soprattutto se viene enfatizzato da pre-esistenze strutturali come le travi in legno, pareti in pietra o mattoni a vista, i quali hanno un fascino unico ed indiscutibile.

Hai poco spazio in casa e vorresti una cucina su misura in arte povera? CONTATTACI. PREVENTIVO GRATUITO

Arredamento in resina: caratteristiche e vantaggi

Arredamento in resina: caratteristiche e vantaggi

Hai un giardino in casa o un’area indoor da rivestire? Se sì, già dall’inizio della primavera, devi pensare a come organizzarlo al meglio, scegliendo l’arredamento giusto, magari in resina, visto che è un materiale che offre numerosi vantaggi. Vediamoli insieme.

Le caratteristiche dell’arredamento in resina

La resina è un prodotto naturale o sintetico, macromolecolare, dotato di proprietà plastiche.

E’ possibile distinguere tra:

  • resine naturali: ovvero materiali organici, trasparenti, di origine vegetale, insolubili in acqua e solubili in solventi organici. Esse presentato un elevato peso molecolare ed una composizione chimica molto varia; induriscono all’aria e vengono per lo più impiegate nella fabbricazione di materie isolanti, saponi, vernici.
  • Resine artificiali o resine sintetiche: sono sostanze plastiche ottenute per polimerizzazione o policondensazione, oppure presenti come tali in natura e rese plastiche attraverso opportuni trattamenti chimici. E’ il caso delle resine acriliche, alchidiche o poliviniliche.

La resina è un materiale edilizio innovativo e moderno grazie alla sua versatilità e funzionalità.

Nata per uso principalmente industriale, oggi è un materiale ampiamente utilizzato, anche, nell’ambito dell’edilizia privata e dell’arredamento sia da interni che da esterni.

La resina può essere impiegata per la realizzazione di pavimenti e rivestimenti caratterizzati da un’ottima estetica e da un’eccellente funzionalità.

Anche nell’ambito dell’arredamento, questo materiale sta conquistando il favore di architetti ed interior design, i quali propongono raffinate soluzioni abitative in cui è protagonista.

L’ideazione di nuovi componenti chimici ha permesso la diffusione di questo tipo di rivestimento e quindi di utilizzarlo in aree come le abitazioni private sotto forma di resine chiamate “resine decorative“.

I vantaggi offerti dalla resina

Molte aziende, negli ultimi anni, stanno proponendo soluzioni per arredo in resina visto i diversi vantaggi che quest’ultima offre. Essi sono:

  • resistenza e robustezza. La resina è un materiale durevole, che garantisce grande resistenza meccanica alle sostanze chimiche ed all’usura, così come alle variazioni di temperatura e all’abrasione. E’ particolarmente resistente anche ai carichi, qualità fondamentale nel caso venisse usata per rivestire una pavimentazione.
  • adattabilità ai più svariati impieghi: viene usata per fabbricare tavoli, sedie, salottini, divanetti
  • economicità
  • ridotta manutenzione: la resina è un materiale altamente resistente ma non esente da danneggiamento o deterioramento.

L’invecchiamento è generalmente causato da graffi, abrasioni, cadute accidentali di oggetti e questi segni del tempo risulteranno più evidenti su pavimenti cromaticamente uniformi e lucidi, dove anche la minima imperfezione tende a risaltare.

La riparazione di una realizzazione in resina però può essere fatta in tempi brevi non richiedendo costi eccessivi. Qualora ci fossero dei segni di danneggiamento è possibile intervenire sulla fessurazione, riparando la superficie e riapplicando la stessa tipologia di resina usata in origine a prescindere dalla sua finitura.

Le resine non richiedono prodotti particolari per la loro pulizia in quanto, essendo impermeabili, non assorbono agenti esterni e facilitano la pulizia della superficie.

Non c’è nulla di più semplice che prendersi cura del mobilio in resina: ti basterà utilizzare una spazzola per spolverare la superficie e rimuovere così lo sporco depositato.

  • personalizzazione: è un materiale estremamente versatile, che offre la possibilità di scegliere tra un’infinità di colori, finiture e tipi di lavorazione. Ogni rivestimento è unico ed è in grado di rispecchiare fedelmente i gusti del committente.

Le peculiarità dell’arredamento e del rivestimento in resina

I rivestimenti in resina riescono a garantire diverse caratteristiche funzionali. Per questo motivo vengono sempre più scelti. Grazie alla loro struttura continua e priva di fughe, sono considerati i materiali più resistenti ed impermeabili.

Allo stesso modo, la resina per rivestimenti è resistente all’usura, agli agenti chimici, ma al contempo molto duttile.

I rivestimenti in resina vengono realizzati con materiali che garantiscono le seguenti peculiarità:

  • assenza di sostanze tossiche e nocive
  • assenza di odori forti e sgradevoli
  • estrema duttilità, la quale consente di rivestire qualsiasi tipologia di superficie
  • idrorepellenza
  • impiego ammesso sia in ambienti interni, sia in ambienti esterni
  • aspetto estetico elegante ed accattivante
  • pulizia pratica e veloce, consentita dalla superficie unica, priva di fughe

I rivestimenti in resina però presentano anche dei svantaggi, quali:

  • sensazione di finzione che si riscontra ammirando un rivestimento in resina
  • mancanza di interruzioni durante la posa, le quali garantiscono una superficie perfettamente liscia che ricorda la plastica. Questa estetica, può essere rimediata, con l’abbinamento di elementi decorativi e personalizzabili
  • la superficie liscia dei rivestimenti in resina è maggiormente soggetta a graffi e scalfittura
  • la resina può essere posata su qualsiasi tipologia di supporto, ma dimostra una scarsa aderenza sulle superfici in vetro
  • le superfici in resina sono molto lisce, uniformi ed idrorepellenti: una volta bagnate, rischiano di diventare molto scivolose e pericolose

La resina è un materiale molto gettonato per il rivestimento di molte superfici nell’ ambiente sia domestico sia lavorativo. Ha un’ottima estetica, poiché riesce a riprodurre l’aspetto di metalli, pietre, cemento, marmo e molti altri materiali risultando più pratica da gestire.

Ha uno spessore ridotto che va dai 2 ai 3 mm e, grazie all’assenza di fughe, dona ai pavimenti, pareti e superfici un effetto perfettamente lineare.

Le resine per pavimenti e superfici piane prendono il nome di resine autolivellanti.  Quelle adatte a rivestire pareti, bagni, cucine, armadi ed altre superfici verticali, invece sono le cosiddette resine in pasta.

I rivestimenti in resina sono richiesti oggi per la copertura e la realizzazione di qualsiasi tipologia di superficie, ma in particolar modo essi vengono impiegati per la realizzazione dei seguenti ambienti:

  • cucina
  • bagno
  • scale
  • rivestimenti in calcestruzzo
  • piscine

Grazie alle eccezionali caratteristiche di igiene e praticità, la resina viene impiegata per rivestire le pareti ed i piani della cucina. La superficie completamente compatta e continua, infatti, garantisce una pulizia immediata e non consente l’accumulo di cibo e di sporco.

Negli ambienti umidi come il bagno, la resina è particolarmente indicata proprio per le sue peculiarità idrorepellenti. E’ un materiale idoneo e consigliato per resistere alle infiltrazioni di acqua ed alla formazione di muffe.

La trasparenza della resina consente di dare quella particolare alternanza di colorazioni e di materiale che risulta particolarmente indicativa per gli ambienti moderni, soprattutto per la realizzazione di scale sospese.

Il grande impatto estetico è consentito anche grazie all’inserimento di elementi all’interno delle resine, oppure nel sottofondo. In questo modo è possibile ottenere fondali di piscine, come anche tavoli e complementi d’arredo molto ricercati e apprezzati per la loro particolarità.

Hai deciso di fare un rivestimento cucina utilizzando la resina? Contattaci. PREVENTIVO GRATUITO

Stile d'arredo minimal

Stile d’arredo minimal, una delle tendenze più in voga

Negli ultimi anni lo stile d’arredo minimal è una delle tendenze più in voga in materia di design. E’ uno stile equilibrato, che associa il fascino alle linee essenziali portando alla creazione di un ambiente che assolve alla funzionalità.

Le caratteristiche dello stile d’arredo minimal

Le caratteristiche di uno stile d’arredo devono rispecchiare in parte la personalità di chi lo sceglie.

Ogni stile d’arredo ha i suoi tratti distintivi: lo stile d’arredo minimal è adatto a tutti coloro che amano l’ordine estremo e l’eleganza sobria.

La principale caratteristica dello stile d’arredo minimal è quella di essere ridotto il più possibile all’essenziale, al minimo appunto.

I tratti distintivi di questo stile sono i seguenti:

  1. materiali innovativi per rivestimenti, superfici ed arredi. I materiali che caratterizzano questo stile sono di produzione industriale o ispirati all’innovazione. Essi devono essere resistenti a molte sollecitazioni e facili da pulire, caratteristiche ottenibili quasi sempre tramite un accurato trattamento chimico in fase di produzione.

I materiali adatti a questo stile devono dare sensazioni di linearità, omogeneità e purezza. Ne sono un esempio, resine, cemento, intonaco in colori neutri.

Per gli arredi invece questo stile predilige maggiormente superfici lucide, come laccati per gli armadi, metallo per elettrodomestici, cucine ed accessori, vetro e cristallo per tavoli o lavabi da bagno, pelli o tessuti sobri per gli imbottiti, materiali come il corian o il silestone, per le superfici di lavoro. Sono materiali dal forte impatto estetico ma estremamente pratici da utilizzare.

2. forme lineari e semplici, spesso squadrate. Nello stile minimal le forme sono nette e definite, riconoscibili e riconducibili tutte alla regolarità della geometria: quadrati, rettangoli, triangoli, ellissi, cubi e parallelepipedi, mai uniti fra loro.

3. colori sobri o per lo più neutri. Nello stile minimal, anche i colori sono ridotti al minimo. Prevalgono il bianco ed il nero seguiti da un grigio discreto.

Gli unici altri colori ammessi in questo stile sono quelli che ricordano la terra o la sabbia: dal beige all’ocra ed al marrone. Colori vivi ed accesi non fanno parte di questo stile.

Qualche nota di colore può essere data da accessori come cuscini o tende o da elementi strutturali secondari come travi o colonne. Il rosso è un colore molto usato per contrastare il bianco ed il grigio. Dunque toni piuttosto neutri, adattabili a qualunque ambiente ed a qualunque situazione, che non distraggono e non impegnano la mente di chi vuole soggiornare in una casa minimal.

4. ingombro minimo dello spazio. La disposizione degli arredi è fondamentale in questo stile. Gli ambienti devono essere ampi ed ariosi, con l’ingombro ridotto al minimo.

Gli arredi a centro stanza sono ammessi solo in ambienti open space o loft.

In questo stile gli arredi vengono sistemati lungo le pareti e possibilmente sospesi da terra, come accade per i pensili ancorati alle pareti, i quali ridimensionano il concetto di pieni e vuoti, di spazio e di leggerezza.

Il minimalismo prevede un numero molto esiguo di arredi, dietro il quale si nascondono adatte capacità contenitive e ben organizzate, al fine di ottenere il massimo ordine anche all’interno degli armadi.

5. massima integrazione con sistemi tecnologici, elettrodomestici ed innovazione

6. assenza quasi totale di decorazioni. Le uniche decorazioni concesse da questo stile possono essere quadri o poster per lo più astratti, possibilmente sovradimensionati e rigorosamente senza cornice né vetro; oppure sculture contemporanee, in numero ridotto.

Alcune superfici possono essere decorate con colori consoni, quindi sempre neutri o trasparenti se si tratta di vetro e con linee ridotte anch’esse al minimo. Serigrafie ed aerografie sono le tecniche più utilizzate per decorare in particolare le ante di alcuni arredi da cucina o da soggiorno.

Anche i tessuti sono ridotti al minimo, considerati baluardo di uno stile classicheggiante e prettamente decorativo.

L’ obiettivo principale dello stile d’arredo minimal

L’obiettivo dello stile d’arredo minimal è quello di risultare estremamente funzionale e pratico:

  • poche superfici da pulire facilmente,
  • nessun disordine,
  • ogni cosa a portata di mano ed in luoghi ben definiti,
  • nessun eccesso scomodo o inutile

Per i motivi sopracitati questo stile si sposa bene con le abitudini del vivere moderno, in cui gli spazi sono sempre più ridotti per necessità soprattutto economiche, dove i tempi sono ugualmente ristretti e dove non ci si può soffermare molto su dettagli poco pratici e su una casa troppo difficile da pulire e da tenere in ordine.

Questo stile d’arredo nasce da una corrente filosofico-artistica apparsa negli Anni ’60. E’ in grado di imprimere un carattere forte e rigoroso ad un ambiente.

E’ improntato all’eliminazione del superfluo, puntando a ridurre il più possibile gli elementi d’arredo dando risalto allo spazio vitale della casa.

Negli ultimi tempi questo stile, con la riduzione della metratura degli appartamenti, ha portato un notevole vantaggio, quello di abitare più comodamente gli spazi interni.

Il minimalismo rinuncia ai fronzoli e talvolta anche alle decorazioni, lasciando letteralmente spazio all’ambiente in questione. Spazio per guardare, per essere liberi di muoversi, di respirare, di osservare, di avere luce. Quest’ultima è una componente importante in questo stile ed è sempre presente, sempre valorizzata.

Lo stile minimal è poco incline alla commistione con altri stili non affini allo stesso. A differenza di altri stili, come il classico o il moderno, il minimal proprio per le sue basi filosofiche, rimane fine a sé stesso ed è dato dall’insieme di tutte le caratteristiche sopra citate.

Stile hi-tech o stile contemporaneo sono gli unici che possono accompagnare uno stile minimal nella stessa casa.