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Author Archive Rossana Nardacci

Come scegliere il parquet idoneo alla tua abitazione?

Come scegliere il parquet idoneo alla propria abitazione?

Negli ultimi anni, il parquet è diventato il vero e proprio protagonista delle abitazioni. Grazie alle sue caratteristiche di isolante termico ed acustico, è una tipologia di pavimentazione molto apprezzata ed averlo in casa è il sogno di molte persone perché è un pavimento caldo, elegante e raffinato.

Il parquet tradizionale presenta costi non sempre accessibili sia per via dei materiali utilizzati sia per le tecniche e tempistiche di posa di listelli e doghe. Per questi motivi, negli ultimi anni, si è diffuso il parquet prefinito, caldo ed elegante come quello tradizionale ma meno costoso e più facile da mantenere.

In base all’ essenza che viene scelta, la varietà di parquet include colori, sfumature, finiture e venature in grado di adattarsi ad ogni contesto abitativo e di arredamento.

Negli ambienti poco luminosi si consigliano le essenze chiare. In presenza di riscaldamento a pavimento è consigliabile scegliere un parquet prefinito.

Una scelta attenta del parquet deve tener conto sia dei fattori estetici ed ambientali sia di quelli morfologici del legno. Si devono rispettare le condizioni di posa, prediligendo lo stile di posa più adatto all’ambiente. Inoltre si deve tener conto anche del trattamento del legno, in modo tale da garantirsi la maggior durata nel tempo con la minima manutenzione.

Tonalità di colori del legno del parquet

Tonalità di colori del legno del parquet

I legni utilizzati per il parquet offrono un’ampia gamma di scelta delle tonalità.

Si classificano legni rossi il merbau, essenza asiatica di colore bruno che con la progressiva esposizione alla luce, tende a modificarsi; il Doussiè Africa, essenza dorata-rossiccia, il quale si presta a differenti usi, anche nel caso di pavimenti con riscaldamento a pannelli.

Tra i legni chiari vi sono l’acero americano, un legno di colore beige chiaro, il quale presenta un livello di ossidazione molto basso; il faggio, essenza tipicamente europea, dalla tonalità rosata, che non sopporta gli sbalzi di temperatura e per questo motivo è inadatta a pavimentazioni con riscaldamento a pannelli; il rovere, un legno chiaro che, con il trascorrere del tempo, assume una tonalità giallo paglierino. Reagisce male all’umidità ed alle variazioni di temperatura ed è inadatto a pavimenti con riscaldamento a pannelli.

Rientrano nei legni scuri, il wengé-Panga, un’ essenza africana particolarmente scura, non soggetta a cambiamenti di colore  anche se esposta a raggi solari; il mutenye, un’ essenza africana che si presenta in tonalità di colore diverse, dal marrone tendente al giallo al grigio tendente al nero. Si tratta di un legno resistente ma meno adatto al riscaldamento a pannelli radianti.

Tra i legni bruni vi sono liroko, un’essenza proveniente dall’Africa, il cui colore giallo cambia con l’esposizione alla luce.  E’ particolarmente indicato per ambienti umidi, come bagni e cucine; il teak, un’essenza color tabacco di provenienza sia asiatica che africana, è estremamente resistente all’umidità, a tal punto da essere impiegato nel settore nautico. Infine l’Afrormosia, un’ essenza africana leggermente olivastra, resistente alle escursioni e pertanto ideale anche per pavimenti con riscaldamento a pannelli.

Quali sono le caratteristiche del parquet prefinito?

Il parquet prefinito rappresenta oggi oltre il 90% del mercato dei pavimenti in legno. Ciò è dovuto al fatto che si tratta di un materiale più resistente. A differenza del massello viene verniciato con 6/7 mani di vernice (280/350gr metro). La resistenza ai graffi è maggiore e la prima lamatura può effettuarsi anche dopo 20/25 anni contro i 10/12 di un parquet tradizionale.

Il parquet prefinito può essere in legno massello o in legno multistrato. Quest’ultimo è la soluzione più veloce ed a prezzi inferiori rispetto al tradizionale. Ha tempi brevi di posa in opera, non presenta fasi né di levigatura né di posatura.  E’ composto da due strati di legno diversi, quello di supporto in legni come il Pino di Svezia, l’Abete o la Betulla. E quello di calpestio in legno nobile, di diverse tipologie, colori e venature.

Una volta garantito il livello estetico, il parquet prefinito assorbe i movimenti naturali di assestamento del pavimento, garantendone la stabilità.

Il parquet laminato: un’alternativa economica al parquet originale

Il pavimento laminato è ottenuto attraverso un processo, detto pressofusione, che sottopone ad una forte pressione i pannelli di vari materiali (resine, carta, agglomerati di legno, ).

Ogni listone è composto da una parte inferiore che funge da supporto, da una parte centrale che è formata da un pannello di fibra di legno detto HDF (High Density Fireboard), da una parte superiore a cui viene applicato un foglio decorativo, in grado di riprodurre le venature tipiche del legno ed infine da una superficie trasparente resistente all’usura del calpestio, che permette anche a colore e finiture di non rovinarsi nel tempo.

Quali sono i vantaggi che si hanno scegliendo questa tipologia di parquet?

Il parquet laminato, rispetto alle piastrelle in grès porcellanato, le quali presentano una superficie fredda al tatto, riesce a riprodurre una sensazione di calore più simile al legno.

La tecnica di posa utilizzata è quella flottante senza colla. I listini vengono fissati tra loro attraverso un meccanismo di incastro a click e appoggiati su  un materassino fonoassorbente ed una barriera vapore (foglio di nylon).

Inoltre il laminato può essere  posato su una pavimentazione già esistente, purché livellata, regolare ed asciutta. Una volta posato, non richiede particolari trattamenti.

Grazie ai processi con cui viene prodotto ed alle caratteristiche del film con cui si realizzano le finiture, il parquet laminato è un pavimento resistente sia al calpestio, sia alle grandi sollecitazioni, sia  all’ azione dei raggi UV ed all’ ossidazione. Nelle versioni top di gamma, è idrorepellente e non assorbe l’umidità. Prende fuoco solamente quando è in contatto diretto con la fiamma.

Per la pulizia ordinaria sono necessari un panno bagnato ed un detergente apposito. Si tratta di un pavimento facile da pulire grazie anche alla sua caratteristica di antistaticità (attira poco la polvere) ed al suo strato protettivo che lo protegge da macchie, urti e graffi.

Rispetto ad un pavimento in legno, il costo del laminato può essere inferiore avendo comunque una pavimentazione in grado di riprodurre fedelmente gli effetti del legno e non solo.

Al fine di  avere un buon prodotto ed un’ottima resa estetica è necessario affidarsi a ditte specializzate come noi di Ristruttura Interni che forniamo materiale di prima scelta e di ottima qualità.

Il parquet in legno massello o tradizionale

Il parquet massello viene fornito grezzo e da levigare ed asciugare dopo la posa. Negli anni questa tipologia di parquet mantiene intatta la sua bellezza.

Presenta una composizione in puro legno nobile con spessori che variano da 12 a 22 mm. Le liste, in una vasta gamma di dimensioni e di specie legnose, vengono fornite allo stato grezzo, ossia da levigare e lucidare dopo la posa e prima di essere calpestate.

prezzi del parquet massello ed i tempi per la posa, la levigatura e la verniciatura sono maggiori rispetto ad un parquet prefinito. Prima dell’utilizzo del pavimento,  occorre attendere almeno 40 giorni.

Vuoi realizzare un pavimento in parquet nella tua nuova abitazione? Questa soluzione è pratica, elegante ed adatta ad ogni tipologia di interni.

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Grès porcellanato: ottima soluzione per il piano di lavoro di una cucina

Il grès porcellanato, materiale dalle alte prestazioni ed estremamente resistente, entra a far parte nella gamma di finiture disponibili per le cucine. Si tratta di un materiale impiegato non solo per le superfici orizzontali dei piani di lavoro, ma anche per le ante, grazie ad uno spessore minimo dei pannelli, che consentono alle ante in grès di essere allo stesso tempo leggere e robuste.

Le caratteristiche del grès porcellanato 

 

Il grès porcellanato si ottiene mediante l’impasto di materie prime selezionate, quali sabbie quarzifere e feldspatiche, argille, cui vengono aggiunti pigmenti a base di ossidi metallici. Queste materie prime vengono poi pressate a cotte ad una temperatura di oltre 1250 C°.

Si tratta di un materiale dalle prestazioni tecniche elevate ed estremamente versatile. Oggi viene utilizzato per diverse applicazioni: dai pavimenti ai rivestimenti, dai mobili alle facciate ventilate, fino ai piani di lavoro delle cucine.

L’uso del grès porcellanato per realizzare il piano di lavoro di una cucina è una delle ultime novità del settore. Grazie alle tecnologie più recenti è stato possibile costruire un top cucina tra i più resistenti. Un prodotto che sta conquistando sempre più l’interesse dei consumatori.

Il piano di lavoro in grès porcellanato è composto da lamine di materiale ceramico incollate su un supporto in multistrati per mezzo di resine epossidiche.

Per i piani di lavoro di una cucina  si utilizzano lastre in gres porcellanato di maxi formato (100 x 300 cm e oltre) e di spessore sottilissimo (3-3,5 mm), che possono essere facilmente tagliate, sagomate e forate.  Il grès porcellanato presenta un aspetto monolitico: eventuali giunture rimangono invisibili.

A differenza dei piani realizzati con piastrelle di grandi dimensioni,le lastre in grès porcellanato non presentano fughe e di conseguenza punti in cui si possa annidare lo sporco. Sono quindi di facile pulizia e non richiedono manutenzione.

Se il materiale è  uniforme per colore in tutto lo spessore, nel raro caso in cui si scheggi, può essere facilmente riparato.

Le qualità più importanti del grès porcellanato sono la compattezza, l’ottima resistenza alle macchie, l’elevata resistenza ad urti e graffi, l’inassorbenza, l’inalterabilità al calore (+ di 210 °C), l’ottima resistenza alla corrosione da parte degli acidi, deboli e forti e la facilità della pulizia.

La posa del grès porcellanato

I piani di lavoro in grès porcellanato, prima dell’installazione, vengono tagliati e forati per predisporre i fori per la rubinetteria e per l’incasso dei lavelli.

Per fissare e movimentare in sicurezza le lastre di grandi dimensioni si utilizzano anche telai ausiliari in alluminio, dotati di ventose. Essi vengono applicati, tramite speciali adesivi, ad un supporto, il quale deve essere perfettamente asciutto, pulito, senza fessurazioni. Inoltre deve garantire stabilità nel tempo.

migliori supporti per il gres porcellanato sono i seguenti:

  • pannelli isolanti rigidi in polistirene ad alta densità: ad alte prestazioni, garantiscono stabilità dimensionale e facilità di posa.
  • pannelli di multistrato marino, composto dalla sovrapposizione di piallacci di legno nobile, molto resistente all’umidità.
  • pannelli in agglomerato di vario tipo, realizzati con materiali poveri, che vengono tritati, miscelati ed in seguito compattati tramite leganti specifici.

Il top, una volta fissato, viene rifinito sui bordi e sugli spigoli al fine di rendere invisibili i punti di giunzione tra la veletta frontale ed il piano di lavoro.

I  vantaggi di avere un piano di lavoro in grès porcellanato

Il top in grès porcellanato presenta superfici di grande effetto, grazie alla grande disponibilità di colori e texture. Come per i piani di lavoro in laminato sono disponibili effetti pietra o effetti legno, così come superfici a colore continuo.

Questo materiale non cambia colore nel tempo, neanche se scegliete colori delicati come il bianco puro. Offre la possibilità di realizzare con lo stesso materiale delle vasche integrate.

Si tratta di un materiale ecologico, poiché la sua produzione avviene con l’ausilio di una tecnologia sostenibile e rispettosa dell’ecosistema. Inoltre non rilascia alcuna sostanza nell’ ambiente e può essere facilmente riciclato.

E’ resistente agli shock termici, al calore ed alle altissime temperature. Questo è uno dei pochi top dove vi si possono realmente appoggiare pentole bollenti. E’ molto duraturo e resistente ad urti, graffi ed a qualsiasi tipo di usura. E’ inoltre resistente sia ai prodotti chimici, a tal punto che è possibile lavarlo anche con prodotti a base acida senza alcun tipo di problema, sia al vapore acqueo e particolarmente impermeabile ai liquidi.

E’ igienico e facile da pulire perché a differenza del top piastrellato, non presenta fughe.

Consigli utili su come pulire il piano cucina in grès porcellanato

La pulizia del piano cucina in grès porcellanato è molto facile. Per eliminare macchie di sostanze grasse è necessario un comune sgrassatore e l’uso di una spugnetta mediamente abrasiva.

Per evitare macchie di calcare, le quali possono apparire in maniera evidente nei colori più scuri, si consiglia di risciacquare accuratamente. Inoltre, al fine di rendere la pulizia più agevole, si consiglia la rimozione delle macchie a fresco, evitando così qualsiasi incrostazione.

Conclusioni:

Spesso si pensa a spostare la cucina della propria abitazione per modificare la disposizione degli ambienti, altrettanto spesso si sceglie i piano da lavoro della cucina in base alla nostra esperienza passata,a quella di amici i e parenti che spesso sconsigliano materiali nuovi come il gres porcellanato perché non ne conoscono le proprietà.

Pochi sono i top cucina resistenti e duraturi nel tempo come il top in gres porcellanato.  Il video spiega in breve tutti i vantaggi di questo magnifico materiale.

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Come trasformare la tua casa in una home wellness

Dopo un’intensa giornata di lavoro, concedersi un momento di relax in casa è certamente un modo più salutare per rilassarsi rispetto al classico divano

Creare un’area benessere in casa è ormai una presa di coscienza del miglioramento della qualità di vita per sé e per la propria famiglia. E’ inoltre un ottimo modo per aumentare il valore di un immobile.

Creare una spa domestica non è solo un miraggio. E’ possibile trasformare il bagno di casa in un angolo relax attraverso l’installazione di una vasca idromassaggio e di una doccia emozionale.

Si può realizzare anche una minipiscina con idromassaggio sul terrazzo oppure un percorso benessere, con sauna e bagno turco, nel seminterrato.

La sauna finlandese ed il bagno turco

La sauna finlandese ed il bagno turco

Il classico assoluto dell’angolo termale domestico è la sauna finlandese, le cui temperature  si aggirano tra i 70 ed 100 ° gradi. I vantaggi di fare una sauna regolarmente sono molteplici.

Innanzitutto espellere con il sudore le tossine fuori dal corpo, durante l’inverno, non è solo rilassante ma anche utile contro i malanni di stagione.

Un altro vantaggio  positivo è sicuramente l’effetto stimolante sul sistema immunitario, che ci rende ancora più forti.

Avere una sauna in casa evita sicuramente di avere a che fare con tutti i possibili problemi che si potrebbero incontrare in un centro specializzato ed aperto al pubblico, come, ad esempio le preoccupazioni in materia di igiene, il senso di vergogna, l’aroma infuso sbagliato o la temperatura troppo alta o troppo bassa. Nella nostra casa, abbiamo la possibilità di decidere la temperatura giusta, l’odore rilassante della lavanda o quello energizzante dell’eucalipto.

La cantina o la soffitta sono solitamente i luoghi preferiti per installare una sauna domestica.

E’ fondamentale accertarsi che venga costruita su un pavimento resistente all’acqua, come ad esempio, un rivestimento per il pavimento simile alle piastrelle del bagno. Altri importanti elementi da tener presente sono un’adeguata ventilazione  nella stanza ed un collegamento all’alimentazione elettrica.

Dopo la sauna finlandese, al fine di alleviare il carico sulla circolazione sanguigna, è fondamentale raffreddare  il corpo con docce emozionali.

Nella spa domestica è importante equipaggiare la doccia con l’illuminazione adeguata. La luce verde stimola e rinfresca il corpo, aumentando così l’effetto di raffreddamento della doccia.

Possono essere selezionate luci di colore diverso o variazioni cromatiche ad intervalli regolari, come ad esempio, il blu fresco e rilassante, un caldo rosso, stimolante e sensuale.

Per poter costruire ed attrezzare una doccia in muratura utilizzandola anche come hammam, bisogna stabilire quali modifiche apportare al bagno già esistente, come ad esempio, la rimozione dei pavimenti, il rifacimento dell’impianto sia idraulico che elettrico, i lavori di posa. Si tratta di operazioni fondamentali da eseguire al fine di raggiungere l’obiettivo.

E’ necessario calcolare il volume del vano adibito a doccia o bagno turco per poter scegliere poi il generatore adatto. In seguito, è fondamentale la coibentazione della doccia per evitare dispersioni di calore e fare in modo che il bagno turco raggiunga la temperatura nel minor tempo possibile.

Il vano deve essere alto circa 220 cm e deve essere chiuso ad una giusta pendenza.

E’ fondamentale anche considerare il posizionamento del generatore di vapore all’interno della zona doccia.

La posa in opera di sauna e bagno turco non presenta particolari difficoltà, a patto che sia eseguita da personale qualificato, come il team di Ristruttura Interni.

L’installazione della sola sauna richiede esclusivamente l’alimentazione elettrica. Attenzione però ai consumi: per ogni metro cubo (mc) è necessaria una potenza di 1 kilowatt (kW). Per i modelli compatti l’impianto standard da 3 kW è in genere sufficiente ma talvolta è necessario richiedere un potenziamento.

Lo stesso vale per il bagno turco. In questo caso occorre anche assicurarsi che la pressione idrica fornita dalla rete pubblica sia adeguata. In genere, quella consigliata dai produttori varia dagli 1 ai 3 bar, quasi sempre sufficiente. In caso contrario, sarà necessario installare una pompa. E’ una valutazione che va fatta dall’idraulico prima dell’acquisto. 

Mini piscina per l’ idromassaggio o vasca idromassaggio classica?

Nella prima variante l’acqua rimane la stessa proprio come in una vera piscina. La vasca idromassaggio invece è riempita di nuovo di acqua ogni volta ed è molto simile ad una normale vasca da bagno. In questo modo  non ci sono problemi relativi alla disinfezione dell’acqua e alla pulizia chimica. Pratiche necessarie in una mini-piscina idromassaggio. Entrambi possono essere completate da sali o oli da bagno, una ciotola di vetro con candele galleggianti sull’acqua ed un comodo poggiatesta.

 Quali sono gli elementi da valutare per creare una spa domestica?

  • Valutazione degli spazi. Quando si decide di creare un centro benessere domestico, è necessario avere uno spazio abbastanza grande. In alternativa sarà necessario predisporre un locale ad hoc.
    Come nei centri benessere, una Spa domestica può contenere: sauna, bagno turco, idromassaggio, docce emozionali, tepidarium, percorsi kneipp, grotta del sale.
  • Entità dei lavori che porteranno alla realizzazione della Spa. E’ possibile scegliere soluzioni in muratura oppure prefabbricate. 
  • Impianti necessari. E’ necessario predisporre gli adeguati collegamenti idrici ed elettrici.

I permessi da richiedere per realizzare una spa privata

Se si vuole realizzare una piccola spa nel bagno della propria abitazione comprensiva di vasca idromassaggio, docce emozionali è necessaria la CILA in quanto l’intervento presuppone la sostituzione delle tubature, degli impianti e del massetto.
Se invece si vuole realizzare una piscina, che comporta interventi edili invasivi e d’impatto significativo, è necessario il Permesso di Costruire o in altri casi la Scia.
 

piano da lavoro cucina

Nuovi materiali per un piano di lavoro resistente e tecnologico

Il piano di lavoro rappresenta una componente imprescindibile per una cucina.

Chiamato anche “piano cucina” o “top”, è un elemento con cui abbiamo a che fare ogni giorno, dalla preparazione di una semplice colazione alle cene più importanti.

Con il termine “top” viene indicata la parte più alta della cucina, che viene adibita appunto a piano di lavoro.

La scelta dei materiali per le ante ed i piani di lavoro delle cucine è determinante dal punto di vista estetico, ma soprattutto funzionale.

I materiali più innovativi offrono elevate prestazioni, quali durevolezza, resistenza alle macchie ed al calore.

Un piano di lavoro che deve supportare e sostenere le attività di preparazione dei cibi deve essere assolutamente resistente. Sottoposto ad usura quotidiana, deve essere funzionale, durevole e igienico.

Quale piano di lavoro scegliere in base a differenze tecniche ed estetiche dei materiali?

Quando si acquista una cucina ci si concentra soprattutto sulla finitura e sul colore delle ante. Ma non va trascurata la scelta del top o piano di lavoro.

Il piano di lavoro è uno dei componenti fondamentali di una cucina e, probabilmente, quello con maggiore rischio di logoramento.

Durante la scelta bisogna tener presente che verrà costantemente sottoposto a sollecitazioni.Ad esempio, spesso verrà a contatto con numerosi agenti corrosivi (quali aceto o sale), con le lame dei coltelli e con le alte temperature che potrebbero danneggiarlo velocemente.

Gli aspetti da considerare sono due.  Il primo è estetico: deve accordarsi con lo stile della composizione e con il resto degli arredi.

Il secondo è funzionale. Deve avere precise qualità tecniche: l’igiene, grazie ad una superficie compatta e priva di punti in cui si possano annidare sporco e batteri; idrorepellenza, al fine di evitare infiltrazioni d’acqua; resistenza meccanica, cioè capacità di resistere agli urti, alle abrasioni ed al calore.

Inoltre il piano di lavoro deve essere facile da pulireriparabile e soprattutto non richiedere manutenzione. 

Il progresso tecnologico tende a sempre nuovi risultati, che portano sul mercato veri e propri materiali innovativi per i piani di lavoro, dalle proprietà eccellenti.

Quali sono i materiali maggiormente utilizzati per realizzare il piano di lavoro?

1) Laminato postformato. Anni fa era il top più utilizzato. Composto da un pannello in legno, materiale economico ma che non è indice di bassa qualità.

Uno dei principali vantaggi del laminato postformato, oltre al prezzo, è la vasta offerta di colori a disposizione. La scelta spazia dalle tinte più classiche e tradizionali alle finiture innovative e particolari che generano effetti materici, i quali riproducono, sia alla vista che al tatto, materiali come pietre e legni.

Un’altra importante caratteristica fondamentale è la praticità: facilità d’uso legata all’elevata resistenza ai graffi soprattutto nelle finiture materiche ed alla facilità di rimozione delle macchie (un pericolo molto frequente in cucina). Il principale limite tecnico di questo tipo di piano di lavoro è rappresentato dalla sensibilità al calore. Si sconsiglia di poggiare sul laminato postformato pentole o padelle appena tolte dal piano cottura, per non rovinare la bellezza del top!

2) Laminato stratificato HPL. E’ un’evoluzione del laminato postformato, caratterizzato da strati di resina termoindurente. Questo tipo di top eredita tutte le qualità tecniche del laminato postformato, ottimizzando ulteriormente il valore ed  introducendo nuove e funzionali caratteristiche.

Tra queste spicca l’assoluta impermeabilità, la quale rappresenta il principale vantaggio di questo top che offre la possibilità di realizzare le vasche del lavello integrate.

Un’altra caratteristica innovativa di questo piano di lavoro è la resistenza agli oli ed alle temperature fino a 180°.

Queste caratteristiche rendono il laminato stratificato HPL, il top meno delicato e più funzionale nell’intero panorama dei piani di lavoro per la cucina.

3)  Laminato ABS. Un materiale che unisce un ottimo prezzo ad interessanti caratteristiche.

Si adatta ad ogni tipologia di cucina e rappresenta la scelta migliore sia per funzionalità, che per estetica.

Il laminato ABS ha maggiore resistenza agli urti frontali rispetto al laminato postformato. Offre un’ampia gamma di colori e tre diverse altezze (2, 4, 6 cm). Il bordo perfettamente squadrato è la caratteristica principale che aumenta il fascino di questo piano di lavoro, che è quello più utilizzato.

4) Fenix. Nasce dal laminato postformato ed adotta tutte le sue principali caratteristiche.

Materiale con un’elevata resistenza all’usura,  può contare anche su una capacità di auto-riparazione da micro graffi attraverso l’esposizione al calore.

Un’altra caratteristica funzionale di questo materiale è di grande impatto estetico: le resine che ricoprono il top donano una piacevole e particolare sensazione al tatto che lo rendono quasi morbido ed anti impronta.

Queste peculiarità, insieme ad una gamma cromatica completamente rinnovata, classificano il Fenix come il top ideale per esaltare l’estetica della vostra cucina moderna.

5) Quarzo o meglio agglomerato di quarzo. Materiale composto per circa il 95% da quarzo e per il restante 5% da resine che ne aumentano la naturale impermeabilità. Materiale liscio e non poroso, caratteristica che lo rende in-assorbente e quindi particolarmente igienico. Questo piano di lavoro si contraddistingue rispetto alle altre soluzioni per l’estrema durezza e resistenza all’abrasione. Non è però un materiale resistente alle fonti di calore, le quali possono provocare macchie dovute al surriscaldamento delle resine o crepe per l’elevata differenza di temperatura.

E’ consigliabile preferire lavelli sotto-top che abbinano un sicuro risultato estetico con un prezzo abbordabile rispetto a soluzioni con lavello integrato.

 

6) Betacryl. Materiale che si contraddistingue per un elevato contenuto tecnologico. La principale caratteristica di questo materiale è quella di essere sempre riparabile con interventi di termoformatura. Questa pratica rende possibile eliminare eventuali graffi o rotture accidentali senza lasciare alcun tipo di traccia.

La superficie di questo tipo di piano di lavoro non è assorbente, è non porosa ed ecologica e quindi adatta al contatto diretto con gli alimenti.

7) Dekton. Questo materiale nasce da una raffinata miscela delle migliori materie prime utilizzate nella produzione di vetro, materiali ceramici e quarzo di altissima qualità. Rappresenta i massimi livelli tecnologici raggiunti. Un’elevata resistenza ai raggi UV consente a questo tipo di piano di lavoro di non scolorire e di mantenere inalterate negli anni la sua intensità.

Altra caratteristica di questo materiale è l’alta resistenza ai graffi ed alle macchie, grazie alla ridotta porosità ed alla assenza di resine. Caratteristiche che lo qualificano come un top assolutamente resistente anche al calore, rendendo possibile il contatto anche con le pentole bollenti.

Come per il top in Quarzo, anche nel Dekton, si consigliano soluzioni con lavelli sotto-top o filo top in acciaio per esaltare pulizia e bellezza di questo piano di lavoro.

7) Corian. Materiale composito avanzato, formato da tri-idrato di alluminio e resina. Arricchito da pigmenti colorati, è un materiale solido e resistente sia al calore sia agli urti. Allo stesso tempo è però estremamente duttile e quindi può essere intagliato, fresato e lavorato come il legno. 

E’ un materiale anassorbente e quindi può essere facilmente pulito con un panno umido ed un detergente delicato; non poroso e compatto in tutto lo spessore, essendo dotato della certificazione NSF/ANSI 51, è adatto all’utilizzo sia in cucina che al contatto con gli alimenti.

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Come trasformare la propria casa in una smart home

Come trasformare la propria casa in una Smart Home

La Smart home è una casa intelligente, la quale sfrutta un impianto integrato di tipo domotico al fine di migliorare il comfort, la sicurezza ed in consumi di coloro che vi abitano.

Ma cosa si intende per casa intelligente?

Smart Home sicurezza

Una casa intelligente è una struttura dotata di tecnologie domotiche, in grado di consentire agli abitanti della stessa di programmare, automatizzare e gestire in remoto i dispositivi elettrici presenti.

Grazie alle ultime innovazioni in campo tecnologico, le Smart Home  garantiscono sia un’assoluta praticità sia una maggiore sicurezza.

Il cuore della Smart Home è la sua unità centrale, la quale collega e gestisce un certo numero di dispositivi periferici. Essa può amministrare solo alcune funzioni domestiche, quali l’accensione delle luci o l’apertura delle porte, oppure estendersi alla piena integrazione degli impianti, coordinando, ad esempio, tutte le installazioni elettriche, termiche e idriche.
Per esercitare il pieno controllo della Smart Home, l’utente può accedere al sistema attraverso interfacce dedicate. Queste ultime possono includere telecomandi, touch screen a parete o tastiere evolute. Ma anche strumenti utili per la gestione da remoto come smartphone, tablet e computer. Per il controllo a distanza della Smart Home, vengono studiati software ed applicazioni ad hoc, sempre più intuitivi ed efficienti.

Il sistema centralizzato della Smart Home consente agli utenti di gestire diverse funzionalità interne alle mura domestiche, di attivare o disattivare i dispositivi presenti, di ottimizzare i carichi energetici e di creare scenari su misura, sulla base delle proprie preferenze ed abitudini.

Puoi gestire la tua casa attraverso programma unico o un dispositivo di controllo, il quale può essere un tablet, un telecomando o un pannello touch screen. Grazie a delle semplici APP, è possibile controllare da remoto sistemi come quello dell’illuminazione, l’impianto di riscaldamento e condizionamento, l’apertura o la chiusura delle finestre e vari elettrodomestici come lavatrice, lavastoviglie, la videosorveglianza e frigorifero.

La tua casa diventerà una Smart Home quando potrà contare su un impianto innovativo, i cui dispositivi intelligenti, i quali hanno preso il posto di quelli tradizionali, saranno in grado di elaborare informazioni e comunicare tra di loro.

Quali vantaggi offre una Smart Home?

Smart Home vantaggi

 I vantaggi offerti da una casa intelligente sono i seguenti:

  • Controllo costante della casa e la sua sicurezza. All’interno della  Smart Home è infatti possibile controllare ogni dispositivo con il semplice tocco di un tasto e di conseguenza avere il pieno controllo della propria abitazione, anche da remoto. E’ possibile programmare specifiche funzioni in orari prestabiliti o memorizzare scenari, ovvero una serie di comandi che si attivano simultaneamente, pensati per rispondere alle esigenze di una particolare condizione (ad esempio, lo scenario notturno può prevedere lo spegnimento di tutte le luci, la chiusura delle tapparelle e l’attivazione del sistema antintrusione). La chiusura ed il blocco automatico di serramenti, porte e finestre difendono i principali punti di accesso della casa portando la smart home ad un livello di sicurezza superiore.
  • Maggior praticità che ti permette di gestire il tuo tempo nel migliore dei modi.
  • Ottimizzazione dei costi grazie al risparmio energetico. La domotica permette un impiego intelligente dell’energia, che viene sfruttata solo dove e quando serve. In questo modo si ottimizzano i consumi, riducendo nettamente i costi di gestione.

Oggi, se desideri che il tuo impianto di riscaldamento sia sempre aggiornato sull’ andamento del meteo e soprattutto se non vuoi sovraccaricare il tuo impianto elettrico, al fine di mantenere la temperatura della tua casa sempre a livelli ottimali, attraverso semplici applicazioni, puoi fare in modo che la lavatrice e le lavastoviglie comunichino tra loro per decidere quale tra queste si deve attivare prima. Se, ad esempio, sta arrivando un forte temporale e sei fuori casa, puoi gestire a distanza tende e tapparelle della tua casa, senza il bisogno di essere fisicamente presente nella tua abitazione.

Inoltre, se possiedi un giardini o un terrazzo, puoi collegare l’impianto di irrigazione della tua casa ad un sito di previsioni meteorologiche in modo che si attivi solo quando è necessario.

Smart Home Samsung

La soluzione Samsung Smart Home è compatibile con Nest e si prende cura della tua casa per renderla ancora più confortevole.  Nest, sia in casa che fuori casa, può interagire con i dispositivi presenti in essa e spegnerli o avviare le operazioni di pulizia quando non ci sei. Per iniziare, basta collegare il tuo account Nest all’app Samsung Smart Home con pochi semplici passi. 

Quali sono i dispositivi che rendono una casa “intelligente”?

Affinchè una casa diventi appunto intelligente, la stessa deve avere:

  • sistemi smart per il controllo della temperatura, in grado di essere regolati a distanza;
  • sistemi di sicurezza intelligenti, i quali sboccano le porte tramite smartphone e ti tengono aggiornato, attraverso uno streaming video, su chi entra ed esce dalla tua proprietà;
  • sistemi di illuminazione intelligenti che ti consentono di accendere e spegnere le luci attraverso lo smartphone e di programmare la loro accensione in determinati momenti;
  • la smart TV ed i sensori intelligenti per le piante, che ti permettono di monitorare i bisogni delle piante e controllare da remoto gli irrigatori, in modo da poterli spegnere anche a distanza.

La Smart Home è la casa del futuro. Una casa sicura, automatizzata ed user-friendly. Grazie soprattutto all’utilizzo della tecnologia domotica, ti permette di trovare una soluzione a tutte le tue esigenze pratiche, senza rinunciare all’ estetica della tua casa.

Vuoi sapere come poter trasformare la tua casa in una Smart Home? Contattaci

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L’importanza degli impianti in un’abitazione

Una casa è un insieme molto complesso di strutture di vario tipo, impianti, rivestimenti e finiture in diversi materiali.

L’uso quotidiano ed il naturale decadimento degli impianti della casa possono portare a rotture e degradazioni.

Per gli interventi più complessi è necessario affidarsi a specialisti ed esperti del campo. Per l’ordinaria manutenzione e conduzione è sufficiente avere una certa conoscenza delle strutture e dell’impiantistica per poter ovviare a piccoli e medi inconvenienti.

E’ necessario effettuare una manutenzione  impianti periodica, in quanto ogni oggetto è soggetto ad usura.
La manutenzione regolare mantiene attrezzature, macchinari, mezzi ed ambiente di lavoro sicuri ed affidabili. L’assenza di manutenzione o una manutenzione inadeguata possono essere causa di situazioni pericolose.
Per manutenzione impianti si intende una pluralità di attività, le quali spaziano dalla diagnostica alla gestione dei materiali, dai sistemi informativi alla documentazione, dalla formazione delle risorse umane al loro utilizzo ottimale.
La manutenzione deve progettare, organizzare e realizzare interventi con lo scopo di garantire il buon stato di conservazione delle attrezzature nei periodi di funzionamento.

Come è formato un impianto generale?

L’impianto generale di un’abitazione è costituito dall’insieme delle reti di servizi di utilità, tra cui impianto idraulico/sanitario, impianto elettrico, impianto di riscaldamento, linee telefoniche, linee per trasmissioni TV.

Dopo avere costruito i muri interni dell’abitazione, vengono eseguite le “tracce”, ovvero spazi ricavati all’interno dei muri dove andranno alloggiati dei tubi all’interno dei quali passano i cavi elettrici, i cavi telefonici, le linee per la trasmissione del segnale televisivo, ecc.

L’acqua che verrà utilizzata nell’abitazione può essere prelevata da una rete idrica, da una cisterna sotterranea  riempita periodicamente da autobotti e da un sistema di raccolta di acqua piovana. Generalmente una pompa provvede al sollevamento dell’acqua fino ad un recipiente posto ai piani superiori, in modo che da questo possa scendere per gravità, risolvendo in questo modo eventuali interruzioni momentanee dell’energia elettrica.

L’impianto idraulico/sanitario raccoglie le acque di scarico dell’abitazione in tubi ancorati ai muri esterni, i quali convogliano i liquidi alla fognatura o in sua assenza ad un “pozzo nero”.

Quali sono gli impianti ai quali prestare attenzione in un’abitazione?

tre impianti ai quali prestare attenzione sono i seguenti: impianto elettrico, impianto idraulico ed impianto di riscaldamento.

Non in tutti i casi è possibile intervenire. Ad esempio, per quanto riguarda l’impianto elettrico, secondo le norme vigenti non è consentito, al privato, eseguire riparazioni o modifiche ma è importante conoscerlo a fondo per prevenire eventuali problemi.

Per quanto riguarda l’impianto idraulico, i problemi possono nascere da intasamenti degli scarichi, rotture di tubi e perdite. Spesso si impongono interventi rapidi che evitano danni.

Una regolare manutenzione è doverosa anche per quanto riguarda l’impianto di riscaldamento: la circolazione dell’acqua calda nell’impianto, di solito, non causa, problemi particolari. I radiatori vanno tenuti sotto controllo e, se possibile, conviene ottimizzare lo scambio di calore con l’ambiente.

L’impianto elettrico e la sua struttura

impianto-elettrico-milano

Per realizzare un impianto elettrico civile sono necessarie competenze tecniche, normative ed una manualità specifica. Considerata anche la sua pericolosità e come stabilito anche dalle norme CEI, le quali indicano che un impianto elettrico può essere eseguito solo da aziende iscritte alla Camera di Commercio e che eventuali modifiche all’impianto devono essere eseguite solo da personale abilitato.

Ogni impianto elettrico civile è regolato da normative specifiche. Nello specifico l’impianto elettrico domestico è regolato dalla norma Cei 64-8 del primo Marzo 1993 e dalla variante V3 del 2011. Questa normativa stabilisce le modalità con le quali va eseguito un impianto elettrico.

Un impianto elettrico domestico è realizzato con circuiti molto semplici. L’intero impianto solitamente è incassato nelle pareti. I cavi corrono in apposite guaine tubolari di plastica che collegano tra loro le scatole di derivazione, le prese, gli interruttori ed i punti luce.

Gli impianti devono essere modificati o installati solo da personale qualificato. Ma una buona conduzione ed un costante controllo dei servizi elettrici evita molti problemi. La sicurezza va posta come elemento fondamentale.

La tensione che perviene nelle abitazioni è monofase a 220 Volt. Viene prelevata dalla linea trifase esterna.  I due conduttori si definiscono fase (nella parte in cui vi è tensione) e neutro o conduttore di ritorno. I due conduttori sono intercettati dal contatore e dall’interruttore-limitatore il cui compito è quello di scattare se l’assorbimento di corrente supera quello stabilito in base al contratto.

I due principali fattori di sicurezza dell’impianto elettrico civile sono rappresentati da un impianto di messa a terra (massa) e dall’interruttore differenziale detto anche salvavita.

Il filo di terra, il cui colore della guaina è giallo-verde, ha una funzione fondamentale: se un conduttore sotto tensione va a contatto con la carcassa metallica di un apparecchio elettrico, il conduttore di terra (ad essa collegato) la scarica direttamente a terra attraverso una punta disperdente conficcata nel terreno.

In questo modo, se l’impianto di messa a terra è progettato bene, si riduce in gran parte il rischio di folgorazione.

L’ impianto idraulico

Impianto-idraulico-milano

L’impianto idraulico è composto da due sezioni ben distinte e complementari: quella di rifornimento di acqua calda e fredda e quella di scarico, la quale, a sua volta è l’insieme di due impianti: quello dello scarico delle acque bianche (piovane) e quello delle acque nere (utilizzate in casa).

Gli impianti idraulici presenti nelle nostre case sono estremamente diversi uno dall’altro. Ogni sanitario è alimentato da un tubo per l’acqua calda e uno per l’acqua fredda.
Tutti i sanitari sono dotati di uno scarico con sifone che impedisce il riflusso di esalazioni.

Gli scarichi sono convogliati in un unico tubo, il quale porta alla fognatura delle acque nere. I canali di gronda sono convogliati in una seconda canalizzazione che confluisce nella fognatura delle acque bianche.

Di solito le tubazioni di casa sono in acciaio zincato ma ultimamente si sta diffondendo sempre di più l’uso del rame.
Le tubazioni esterne, invece, sono in resina termoplastica compatibile con le esigenze dell’alimentazione.

Le grondaie di un’abitazione sono soggette a due tipi di danno: l’intasamento e la perforazione a causa della corrosione. Gli scarichi verticali possono intasarsi a loro volta e perforarsi. Per questo motivo è necessario intervenire con pulizie ripetute e sigillature di buona qualità. Quando gli elementi sono molto deteriorati conviene sostituirli.

L’ impianto di riscaldamento

Nelle abitazioni con diversi appartamenti l’impianto di riscaldamento può essere costituito sia da un’unica caldaia, la quale alimenta un circuito generale sia da tanti circuiti singoli, ognuno dei quali con una propria caldaia. Nel primo tipo di impianto i circuiti possono essere ad uno o più tubi. I circuiti ad un tubo si prestano ad essere trasformati in circuiti indipendenti. Quelli a due tubi ad una centrale termica unica. E’ fondamentale conoscere i vari tipi di circuito per rendersi conto dei possibili inconvenienti.

Nell’impianto a pioggia, l’acqua calda parte dalla caldaia e sale fino alla parte più alta dell’impianto.
Da qui scende attraverso vari tubi che alimentano i radiatori per poi tornare alla caldaia e ricominciare il ciclo. Una vasca di espansione compensa la variazione di volume dell’acqua conseguente al riscaldamento.
Per alimentare un solo appartamento viene usato l’impianto di riscaldamento a livello.

La caldaia ed i radiatori si trovano allo stesso livello e l’alimentazione dei corpi scaldanti avviene dall’alto.

Nell’impianto a sorgente, la distribuzione dell’acqua calda si realizza con derivazioni multiple dal tubo di mandata.

L’impianto monotubo  è ideale per circuiti in tubo di rame. Dal tubo di mandata si diparte un anello da cui si staccano varie derivazioni che alimentano i singoli radiatori.

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Pavimento laminato

Consigli utili per la posa pavimento laminato su piastrelle di porcellana

Il pavimento laminato rappresenta una delle scelte più azzeccate per coloro che desiderano dare una  nuova vita al pavimento della propria abitazione.

Possono sorgere piccoli problemi quando occorre posare il pavimento laminato su pavimento esistente composto da piastrelle di porcellana.

Non spaventatevi! Con gli opportuni accorgimenti anche questa operazione sarà facile da effettuare.

In questa piccola guida vi illustrerò i passi da fare per  installare un pavimento laminato su piastrelle di porcellana.

Avrai bisogno di:

  • pavimento in laminato;
  • distanziatori;
  • martello;
  • prodotti per la pulizia delle piastrelle.

Prima di passare all’installazione del pavimento in laminato prescelto, occorrerà occuparsi delle piastrelle di porcellana. Esse andranno pulite accuratamente, eliminando ogni residuo di polvere e detergendole con uno specifico prodotto per la pulizia delle piastrelle.

Successivamente si dovranno rivestire le piastrelle in porcellana con un prodotto isolante. Infine, occorrerà verificare l’eventuale dislivello o pendenza del pavimento preesistente, in modo  tale da intervenire per ristabilire eventualmente il corretto e lineare posizionamento dell’intera struttura.

Posa pavimento laminato su piastrelle in porcellana: come fare?

Dopo aver preparato il vecchio pavimento per la sovrapposizione, si dovrà iniziare a lavorare trattando un angolo specifico della stanza, collocando i listoni rifiniti verso la parte alta e posizionandoli di fronte al lato più lungo del muro. Poi bisognerà utilizzare i distanziatori che stabiliranno la corretta posizione, la quale successivamente verrà occupata dal battiscopa.

Fatto ciò,  si potrà iniziare con l’installazione dei listoni in laminato, fino ad ultimare l’intera stanza. Se si dovesse notare qualche leggero dislivello o pendenza, rifinite la messa in opera con l’ausilio di un martello.

L’intervento di posa pavimento laminato su piastrelle di porcellana preesistente si può dunque definire terminato qui.  Da questo momento in poi occorrerà solamente procedere con dei piccoli ma fondamentali interventi di rifinitura.

Dopo circa 60 minuti dall’installazione del laminato, sarà necessario eliminare i distanziatori precedentemente utilizzati e togliere le piastrelle che fuoriescono dalle zone laterali della stanza.

A questo punto, si potranno di nuovo montare i battiscopa e le porte.

Il vostro pavimento in laminato sarà così stato pronto e potrete da subito godere della sua indiscutibile funzionalità ed eleganza estetica.

 

piastrelle esagonali bagno bianco

Piastrelle esagonali in casa: una trama di stampo retrò

Le piastrelle esagonali sono realizzate in gres porcellanato e solitamente di piccole dimensioni. Le piastrelle di formato esagonale sono disponibili di solito con diversi decori, spesso di gusto vintage ed in svariati colori.

Le forme geometriche sono di grande tendenza e tra quelle una delle più utilizzate è la forma esagonale.

Nel panorama delle proposte per pavimenti e pareti fioccano nuovi e creativi rivestimenti, tutti dedicati appunto, all’esagono.

Molte collezioni riprendono le tinte delle tradizionali cementine esagonali, ovvero delle classiche piastrelle, un tempo fatte con una base di cemento.

Piastrelle esagonali: bagno, cucina, soggiorno o corridoio

In cucina, bagno, soggiorno o in corridoio, i rivestimenti esagonali sono di grande attualità in tutta la casa.

Il tradizionale motivo di piastrelle esagonali si può usare come pavimento, ma anche a parete in qualsiasi ambiente e con qualsiasi stile: dal moderno, al classico o al rustico.

Nel living le piastrelle esagonali possono essere usate per evidenziare una porzione di parete, con decori e colori moderni o di sapore retrò.

L’accostamento a piastrelle di altro formato della medesima collezione è di grande tendenza. Ma anche l’ abbinamento a piastrelle di altre serie, al fine di spezzare l’uniformità del formato e del colore del pavimento e delimitarne allo stesso tempo una zona ben precisa usando le piastrelle come se fossero un tappeto.

In cucina si può  evidenziare in questo modo la zona cottura ed in bagno, ad  esempio, la zona di lavabo, sanitari e doccia.

Le piastrelle esagonali rappresentano una delle nuove tendenze dell’interior design

In aggiunta alle usuali modalità di impiego, le piastrelle esagonali possono essere utilizzate per rivestire in maniera originale la testata del letto e per decorare le pareti delle varie zone del bagno come la doccia ed il lavabo.

A pavimento anche in abbinamento con altre collezioni in gres effetto legno rappresentano una soluzione creativa per personalizzare qualsiasi ambiente.

Queste combinazioni richiamano anche lo stile vintage, costruito sul tema della memoria: forme e dettagli del passato creano un tessuto materico denso di ricordi e fascinazioni storiche.

Regalano movimento estetico a pareti e pavimento sulle quali vengono posate. Inoltre l’effetto decor di alcune collezioni rafforzano marcatamente l’eventuale stile vintage dell’abitazione.

Le piastrelle esagonali sono un evidente richiamo al passato. Esse iniziarono a diffondersi a fine Ottocento, come materiale da rivestimento. La loro massima espressione si ha negli anni Trenta, con la diffusione di materiali a base di cemento e impasti di cotto.