Rossana Nardacci, Autore presso Ristruttura Interni
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Abrasivi per l’edilizia, a cosa servono e come vengono utilizzati?

Abrasivi per l’edilizia, a cosa servono?

Un abrasivo è un materiale le cui caratteristiche sono durezza e densità. Esse devono essere tali da permettere di lavorare altri materiali attraverso l’asportazione dello stesso.

Abrasivi per l’edilizia: origine e caratteristiche

Gli abrasivi sono di origine naturale o sintetica. Si distinguono principalmente per il loro grado di durezza, il quale si misura attraverso apposite scale (Knopp, Mohs).

Il materiale abrasivo più duro presente in natura è il diamante. Esistono poi altri materiali di origine sia naturale sia sintetica. Ne sono un esempio il carburo di silicio, il corindone e lo zirconio. Essi non raggiungono lo stesso grado di durezza del diamante, ma vi si avvicinano molto.

Per realizzare un abrasivo è necessario un supporto sul quale far aderire la polvere abrasiva.  I grani abrasivi, orientati attraverso un campo elettrico in modo da esporre i loro bordi più taglienti, vengono fissati ad un supporto (tela o carta) mediante un primo strato di resina. E tenuti in posizione da un secondo e più consistente strato di resina.

In alcuni casi al di sopra del secondo strato di resina o mischiato alla resina stessa sono presenti additivi raffreddanti e lubrificanti allo scopo di migliorare le prestazioni dell’abrasivo. Ciò avviene soprattutto in prodotti estremamente performanti come gli abrasivi ceramici.

Esempi di abrasivi per l’edilizia sono i fogli di carta abrasiva, conosciuta come carta vetrata ed i nastri abrasivi.

Le tipologie di abrasivi per l’edilizia

Gli abrasivi vengono classificati in base ai seguenti fattori:

  • durezza,
  • grandezza della grana,
  • materiale di cui sono composti

Questi fattori sono fondamentali in quanto influenzano in maniera decisiva il risultato che si vuole ottenere.

La tipologia degli abrasivi dipende dal tipo di supporto sul quale sono fissati.

I supporti possono essere di tue tipi:

  • Flessibili, come carta o tela e sono i più utilizzati. Per fissare l’abrasivo al supporto viene utilizzata resina o colla. Ne sono un esempio,  i fogli di carta abrasiva o carta vetrata, i nastri abrasivi.

Nella fabbricazione degli abrasivi flessibili i supporti più utilizzati sono: carta, tela, combinazione carta-tela, fibra vulcanizzata e film di poliestere.

  • Rigidi, come dischi e ruote lamellari. Si tratta di strumenti complessi per la cui realizzazione è necessario l’utilizzo di macchinari industriali.

Entrambi le tipologie di abrasivi, sia flessibili (tele, carte e fibre) sia rigidi (mole convenzionali a legante ceramico e mole a centro depresso a legante organico) rappresentano le due principali aree d’affari della produzione industriale italiana di abrasivi tradizionali.

Qual è il rapporto esistente tra lavorazione e strumenti abrasivi?

Ad ogni lavorazione, corrisponde uno strumento abrasivo diverso. Per questo motivo esistono dischi, ruote, mole, frese e lime varie.

Tutti questi strumenti si differenziano in base a tre parametri fondamentali, ovvero forma,  grana e dimensione.

Per lavorare una superficie è necessario avere un abrasivo con la forma adatta. Se devi lavorare superfici piane, sono indicati dischi piani o conici. Il primo offre un’ abrasione più aggressiva su una superficie ristretta. Invece il disco conico permette di lavorare su una superficie più ampia e con maggior precisione.

Se devi lavorare angoli o superfici sagomate è preferibile utilizzare abrasivi aventi una forma a tazza.

Lo spessore della grana influenza la velocità di pulizia ed il pattern prodotto.  Abrasivi aventi una grana compresa tra 8 e 16 sono generalmente molto ruvidi. Sono indicati per dare alla superficie un pattern profondo.

Gli abrasivi aventi una grana dai 20 ai 40 sono considerati per scopi generici e molto vari.

Invece quelli aventi una grana con spessore che va dai 120 in su, vengono utilizzati soprattutto per la rifinizione.

Gli abrasivi vengono utilizzati soprattutto per lavorazioni di tipo industriale, in particolare nel settore automobilistico ed in quello metallurgico.

Grazie agli abrasivi, è possibile donare alle opere realizzate una finitura esente da imperfezioni ed ottenere una superficie lucida o opaca in base alle proprie esigenze.

Gli abrasivi servono a levigare, lucidare e rifinire una superficie di qualsiasi tipo. Sono disponibili in varie dimensioni, in modo tale da adattarsi allo strumento che si possiede ed alla lavorazione che si deve eseguire.

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Cucina componibile o in muratura: differenze e vantaggi

Cucina componibile o in muratura: differenze e vantaggi

La cucina è il punto focale della casa, il luogo in cui esprimiamo la nostra convivialità. La scelta del tipo di cucina non può essere sottovalutata: è fondamentale pensare all’uso che ne farai ed al tempo che vi trascorrerai sia per cucinare sia per conversare.

Cucina componibile e cucina in muratura: qual è la scelta giusta?

Prima di acquistare una cucina è importante valutare estetica, funzionalità e praticità.

Una cucina componibile è una cucina moderna realizzata con elementi componibili e su misura e con materiali differenti, quindi completamente personalizzabile.

Quali vantaggi offre una cucina componibile? Con questa tipologia di cucina è possibile sfruttare al massimo anche i piccoli spazi, grazie alla sua modularità che consente di scegliere i pezzi su misura ed adattarli alle proprie necessità.

I vantaggi principali sono i seguenti:

  • la struttura della cucina componibile conferisce alla casa un aspetto ordinato
  • i moduli di una cucina componibile si montano e smontano molto facilmente. Questo è vantaggioso soprattutto quando si deve cambiare casa
  • vasta scelta di colori disponibili
  • il legno ingegnerizzato utilizzato nei mobili cucina componibili conferisce loro un’ottima resistenza all’usura e, quindi, una grande durata negli anni
  • la qualità generale è sempre alta perché tutte le sezioni delle cucine componibili sono prodotte in fabbrica e sottoposte a severi controlli di qualità
  • lo spazio per riporre gli oggetti non è mai un problema con le cucine componibili perché si possono inserire mobili e cassetti-contenitori su misura
  • i mobili vengono realizzati in fabbrica ed assemblati solo in loco quindi niente disordine e polvere in casa quando si monta una cucina componibile
  • il costo della cucina componibile non si discosta mai dal preventivo, a meno che non si voglia apportare qualche modifica al design
  • pronta consegna per molti modelli disponibili già in magazzino. Per le soluzioni più complesse i tempi di attesa si aggirano sui 30-60 giorni

Le cucine componibili presentano però anche dei piccoli svantaggi, quali:

  • una cucina componibile generalmente ha prezzi contenuti, anche perché non ci sono costi di progettazione e la produzione è in serie. Raggiungono costi rilevanti se si scelgono determinati brand che, però, garantiscono un’alta qualità dei materiali utilizzati.
  • il legno ingegnerizzato si graffia e ripristinarlo è impossibile, a differenza del legno massiccio che può essere invece carteggiato. Inoltre il legno ingegnerizzato utilizzato in molte cucine componibili soffre il calore estremo ed alcuni dei materiali di cui è composto possono danneggiarsi
  • poca flessibilità nella composizione degli elementi quando l’ambiente è asimmetrico o ci sono pareti inclinate, oppure colonne, nicchie, pareti stondate
  • design spesso sempre uguale. Le cucine seguono mode e tendenze, quindi è possibile trovarsi di fronte a cucine praticamente uguali in case diverse
  • difficoltà di reperire i pezzi sostitutivi nel lungo periodo. Questa è una criticità derivante in parte dal punto precedente: poiché le tendenze cambiano velocemente ed i produttori hanno necessità di sostituire i modelli con una certa frequenza, sono costretti a metterli fuori produzione, con conseguente difficoltà di reperire gli elementi dopo qualche anno
  • la pulizia e la manutenzione su mobili cucina con finitura lucida o opaca richiede sempre un certo sforzo

LEGGI ANCHE: 5 idee per personalizzare una cucina lineare

Cucina in muratura: quali sono le caratteristiche principali?

Una cucina in muratura viene costruita interamente da zero utilizzando materiali naturali come legno, pietra e marmo.

Muratori e falegnami, grazie ai materiali, utilizzano lo spazio a disposizione al fine di realizzare una composizione con muretti ed ante in legno, le quali prendono il posto dei mobili.

Di solito vengono create anche delle allocazioni specifiche per gli elettrodomestici da incasso.

La cucina in muratura viene spesso utilizzata nelle case di campagna, nelle taverne, in ambienti rustici o Shabby Chic. Questa tipologia dona all’ambiente un’atmosfera calda ed accogliente e ricorda molto le vecchie cucina di una volta.

Le rifiniture esterne possono essere in mattoni o in piastrelle. Quest’ultime si legano bene con il legno delle ante e dei mobili incassati, proprio come nelle cucine in stile country.

Oggi il mercato propone anche cucine che sembrano in muratura ma sono solo rivestite e costano un terzo di quelle in vera muratura.

La cucina in muratura è una cucina estremamente robusta ed è perfetta per coloro che amano i materiali naturali. Offre i seguenti vantaggi:

  • grande possibilità di personalizzazione e di sfruttare ogni singolo centimetro a disposizione
  • possibilità di scelta tra diversi stili di cucina in muratura: moderna, classica o country
  • praticamente indistruttibile
  • massima libertà di scelta dei materiali e dei rivestimenti, con un alto grado di personalizzazione

I difetti di una cucina in muratura sono davvero pochi. Fra questi, però, che ne sono alcuni che potrebbero frenarti al momento della scelta di questo tipo di soluzione. Essi sono:

  • costo elevato perché bisogna tener presente sia il costo della cucina sia quello della manodopera fornita dal muratore, dal falegname e dal piastrellista
  • non c’è la varietà di colori così ampia e praticamente illimitata delle cucine componibili. Di solito le cucine in muratura sono disponibili nelle tinte del beige, nei colori chiari che si abbinano bene al legno
  • poco spazio di manovra in caso di intervento dell’idraulico o dell’elettricista per la riparazione di un guasto o di una perdita
  • a differenza di una cucina componibile, la cucina in muratura non è smontabile. Questo rappresenta un problema perché se un giorno volessi cambiare casa, non potresti portar via la cucina. Per un cambiamento occorre demolire la struttura con relativa spesa impegnativa e non pochi disagi.

Analizzando le caratteristiche e le differenze di entrambi le tipologie di cucina è difficile stabilire quale sia la scelta migliore. Entrambi presentano caratteristiche costruttive e progettuali molto differenti.

La cucina componibile è preferibile per i costi più contenuti, per la grande varietà di colori, materiali e modelli, per la facilità di montaggio  e smontaggio nel caso in cui un giorno volessi spostarla in un’altra abitazione.

La cucina in muratura rappresenta la scelta migliore se hai un un budget di spesa capace di far fronte agli alti costi di realizzazione, se desideri una cucina praticamente indistruttibile e vuoi personalizzare in maniera assoluta l’ambiente sfruttandone spigoli, angoli, colonne e pareti irregolari.

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Consigli utili su come personalizzare una cucina lineare

5 idee per personalizzare una cucina lineare

Sei amante delle cucine lineari? Sono composizioni disposte su una sola parete ed a volte considerate “monotone”. Ma approfittando dell’ampia scelta di moduli ed attrezzature, puoi combinarle in modo personale.

Come personalizzare una cucina lineare

La cucina lineare, a differenza dei sistemi ad isola, non richiede molto spazio. Per gli ambienti lunghi e stretti rappresenta una scelta obbligata ma è anche molto indicata negli open space, in cui l’area “operativa” è a vista sul soggiorno.

Questa tipologia di cucina, in molti casi, lascia ampio spazio libero al centro. E’ un’opportunità per progettare una comoda zona pranzo. Essendo addossata alla parete, è possibile sfruttare quest’ultima in tanti modi, giocando, ad esempio, con le altezze oppure inserendo, tra basi e pensili, uno schienale attrezzato.

I problemi d’impianto sono minimi a partire dalla cappa, la quale potrà accontentare sia coloro che amano le soluzioni “d’arredo” sia coloro che la vogliono totalmente nascosta.

Durante la cottura dei cibi vengono prodotti fumi e vapori. E’ fondamentale quindi assicurare la qualità dell’aria in cucina non solo con l’apertura delle finestre ma anche in modo più controllato, tramite una buona cappa. Quest’ultima diventa:

  • Obbligatoria e del tipo aspirante (a meno che l’installazione non sia possibile), se il piano cottura è a gas
  • Facoltativa, ma sempre consigliata, anche in modalità filtrante, in presenza di piastre ad induzione.

Sul mercato esistono molte tipologie di cappe. Per le cucine lineari, installate a parete, le più diffuse sono quelle “d’arredo”, a vista, o quelle “sottopensile”, completamente nascoste o di cui è visibile solo il frontalino.

LEGGI ANCHE: Cucine su misura total white declinato in tutta la gamma di sfumature

5 soluzioni di cucine lineari dalle quali prendere ispirazione

Le cucine lineari offrono molti vantaggi e sono adatte sia per living ampi sia per spazi più contenuti.

Ecco alcune soluzioni tra cui puoi scegliere:

  • Cucina lineare integrata nel living. E’ organizzata in modo efficiente, coniugando ergonomia e praticità. Le funzioni sono ben distribuite, a cominciare dalle colonne, poste ad un’estremità.

La zona operativa è definita dal piano in acciaio inox con zona cottura e lavabo integrati. La cappa in acciaio diventa la protagonista della cucina lineare. Incorniciata da una struttura in alluminio con ripiani e piattaia.

A parete, la boiserie puoi attrezzarla con accessori, come lampada riscaldante, porta bottiglie, mensole, contenitori per erbe aromatiche ed alimenti.

Il carrello con vano a giorno e piano fisso in grès porcellanato, aggiunge funzionalità.

Il tavolo, al centro dell’ambiente, fa da spartiacque con il living, arredato con una composizione che si armonizza con l’estetica della cucina.

  • Cucina lineare con giochi di volumi e di finiture. La composizione è vivacizzata sia dall’utilizzo di finiture diverse sia da una disposizione dei moduli in un mix equilibrato di pieni e vuoti. Il blocco operativo ha una profondità maggiore rispetto a quella standard delle colonne e ciò comporta una superficie di lavoro più ampia, che permette di ricavare spazio per lo schienale attrezzato con mensole portaoggetti e barre per gli utensili.

Puoi personalizzare la cucina con pensili e cestoni che offrono grande capienza.

Sopra la zona cottura, è collocata la cappa “d’arredo” con motore potente ed illuminazione integrata.

Come frigorifero e congelatore, anche il forno è inserito in una colonna e vicino al piano di lavoro: una soluzione ergonomica.

  • Cucina lineare a vista sul soggiorno. Questa soluzione occupa tutto lo spazio compreso tra due pareti. L’area di lavoro ha dimensioni notevoli, con zone lavaggio e cottura sufficientemente distanziate per operare comodamente durante tutte le fasi, quali preparazione, cottura, lavaggio a mano ed in lavastoviglie. Non si tratta però solo di una zona operativa: tra basi e colonne puoi introdurre un elemento tipico dei living, una vetrina dove fanno bella mostra i calici, soprammobili o, perché no?, oggetti da collezione.

Le colonne con gli elettrodomestici, come vuole la regola, sono inserite all’estremità.

Il tavolo da pranzo, posto davanti al blocco lineare, ma decentrato, fa da ponte tra la cucina ed il soggiorno, all’interno dello stesso ambiente.

  • Cucina lineare divisa dal living. I due ambienti, anche se non sono separati da porte, rimangono in comunicazione tra loro. Non è pero riducibile a semplice “zona cottura” ma si tratta di un ambiente in cui si può pranzare, studiare o lavorare.

Questa tipologia di cucina, pur organizzata su un’unica parete, è vivacizzata  dall’accostamento di volumi diversi e da capienti vani libreria.

Puoi personalizzare questo spazio utilizzando mensole e librerie in legno o effetto legno, le quali valorizzeranno l’area di lavoro.

Nel blocco operativo, super organizzato, ampio spazio è lasciato ai lati sia del lavello sia del piano cottura. Il forno è collocato sulla colonna.  Pensili, utensili e contenitori possono essere agganciati alla barra luminosa.

  • Cucina lineare aperta sul living. Questa tipologia si caratterizza per il gioco di volumi. Le colonne all’estremità della composizione si affiancano ad altre più basse, così potrai sistemarvi sopra elementi portabottiglie.

All’altra estremità, la zona operativa puoi affiancarla da una serie di mensole in legno aventi la stessa profondità dei pensili. Una soluzione che contribuisce a dare più leggerezza alla composizione.

Una cucina lineare può essere arricchita da un piano utilizzabile come tavolo.  Un elemento che può essere utilizzato anche come area snack o angolo di lavoro, poggiato alla base terminale e ad un’altezza sfalsata rispetto al top. Si tratta di una soluzione inconsueta per una cucina lineare, che collega armoniosamente cucina e living.

Con questa tipologia di cucina lineare, oltre all’area operativa ben organizzata, viene dato ampio spazio alle colonne. L’uniformità delle due colonne laterali, viene interrotta da quella di mezzo, con cestone, scaldavivande, forno, microonde e vano con anta.

Come avrai notato, le cucine lineari offrono diversi vantaggi. Prendi ispirazione dalle soluzioni proposte e contattaci per avere un preventivo gratuito!

Le ultime novità in materia di interventi di Bioedilizia riguardano:

Bioedilizia: le ultime novità per le costruzioni

Negli ultimi anni si sta assistendo ad una maggiore sensibilità nei confronti dell’ambiente, con un approccio molto differente ai temi della sostenibilità.

In tutti i campi, compreso quello delle costruzioni, si parla di Bioedilizia. Ma di cosa si tratta?

Bioedilizia, una filosofia basata sulle energie rinnovabili

La bioedilizia si basa esclusivamente sulle energie rinnovabili, sul riciclo dei materiali, su una più efficiente gestione energetica e sull’utilizzo di materiali da costruzione ecosostenibili. Si fonda su un’architettura sostenibile degli edifici, costruiti secondo natura oltreché a misura d’uomo.

Con il termine Bioedilizia si intende un modo di progettare, costruire e gestire un edificio in maniera tale da non avere impatti negativi sull’ambiente.

La Bioedilizia concepisce la costruzione o la ristrutturazione utilizzando tecniche costruttive e materiali in modo da garantire un equilibrio fra l’edificio, le persone che vi abitano e l’ambiente circostante.

La mission di questa filosofia è quella di costruire in maniera ecologica e sostenibile, facendo uso di energie pulite, di materiali ecosostenibili, di soluzioni costruttive che riducono l’inquinamento e l’impatto ambientale. Garantisce in questo modo una migliore qualità della vita ed un maggior comfort per le persone.

I vantaggi offerti dalle Bioedilizia

I vantaggi della Bioedilizia sono notevoli per l’ambiente e per chi abita in un edificio costruito rispettandone i suoi princìpi.

Un edificio ecosostenibile ha consumi energetici molto bassi con costi di gestione e di manutenzione irrisori.

Fra i principali benefici che apporta la Bioedilizia vi sono:

  • Impatto zero o estremamente ridotto sull’ambiente
  • Enorme risparmio energetico perché gli edifici tendono all’indipendenza energetica
  • Risparmio idrico
  • Qualità della vita e comfort migliori per chi abita nell’edificio
  • Appositi mutui per l’edilizia green a tassi molto vantaggiosi, con finanziamento della casa al 100%
  • Iva agevolata al 4% per la costruzione della prima casa
  • Detrazioni fiscali e bonus

Le ultime novità riguardano la Legge di Bilancio approvata a fine 2020, la quale ha prorogato tutti gli incentivi ed i bonus fiscali per la Bioedilizia anche per il 2021.

In questo quadro generale, il Superbonus 110% assume grande importanza per tutti coloro che intendono procedere con la riqualificazione energetica della propria abitazione attuando investimenti ecosostenibili.

Fra le ultime novità rientrano l’acquisto e l’installazione di un impianto fotovoltaico, la realizzazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici e di sistemi di accumulo.

I princìpi fondamentali della Bioedilizia

La Bioedilizia si fonda su 5 fondamentali princìpi:

  1. Progettazione, la quale deve tener conto dell’utilizzo di materiali ecosostenibili. Nella fase di progettazione si tiene conto dell’impatto di tali materiali non solo sull’ambiente ma anche sugli abitanti del posto.

La progettazione studia il terreno su cui deve sorgere l’edificio, la migliore esposizione per massimizzare l’illuminazione naturale, ma anche l’ambiente circostante ed il paesaggio. In questo modo il risultato finale sarà quanto più ecosostenibile possibile integrandosi anche con la realtà circostante, senza deturparla.

Nella progettazione devono essere coinvolti professionisti che condividano la stessa visione globale di casa ecosostenibile, che conoscano profondamente le tecnologie costruttive adeguate e che abbiano documentate capacità ed esperienza in materia green.

  • Attenzione alle risorse idriche, con una progettazione che preveda sistemi di recupero dell’acqua, impianti per il trattamento delle acque di scarico.
  • Efficientamento energetico, una gestione degli edifici che garantisca sia la gestione ottimale dell’energia elettrica sia il risparmio energetico e che preveda sistemi per la produzione di energia in autonomia.

La Bioedilizia ricorre ad impianti e fonti di energia pulita, abbattendo l’inquinamento e riducendo i consumi e, di conseguenza, i costi di gestione dell’edificio.

Coperture fotovoltaiche, grandi vetrate che permettono di far entrare tanta luce e calore riducendo il consumo di energia elettrica, luci a led, sistemi di riscaldamento geotermico, sono solo alcuni dei sistemi idonei ad efficientare termicamente un edificio.

  • Uso razionale delle risorse e riutilizzo dei materiali, la scelta dei materiali tiene conto dei vincoli geografici e della loro capacità di evitare i ponti termici, come le pareti termoisolanti.

Fra i materiali più utilizzati ci sono quelli che derivano da fonti rinnovabili, non tossici e facilmente smaltibili. Sono materiali utilizzati dall’uomo fin dall’Antichità, come il legno, il sughero, l’argilla, la canapa, la fibra di juta, il legno-cemento, il gesso, la lana di roccia, il bambù.

L’utilizzo di materiali ecologici consente di ridurre le emissioni di CO2 e di preservare le risorse naturali. Si tratta di materiali privi di sostanze nocive, tossiche e radioattive che garantiscono una buona qualità della vita. Al termine del loro ciclo di vita sono riciclabili.

  • Qualità degli ambienti interni, una particolare attenzione alla salute ed al benessere di chi ci abita.

La Bioedilizia deve garantire alle persone che vivono in un edificio costruito rispettando i suoi canoni, il benessere termico, acustico e visivo. Una casa ecologica è una “casa sana” perché costruita con materiali naturali, ci si ammala di meno, si è meno soggetti alle allergie ed ai reumatismi.

Bioedilizia: quali sono le ultime novità per le costruzioni?

Le ultime novità in materia di interventi di Bioedilizia riguardano:

  • La climatizzazione, in quanto sulla base dei principi di Bioedilizia l’abitazione deve essere progettata in maniera tale da non dover ricorrere ai sistemi di climatizzazione, che comportano consumi anche elevati di energia elettrica.

Se si deve ricorrere ad un impianto di climatizzazione, quest’ultimo deve essere alimentato da pannelli fotovoltaici oppure da un impianto di raffrescamento a terra, caratterizzato da bassi consumi ed integrabile sempre con il fotovoltaico.

Per ridurre il calore si fa ricorso a protezioni fisse e mobili sulle finestre. Anche l’utilizzo di piante ed alberi rientra nei canoni della bioedilizia: d’estate schermano i raggi solari abbassando la temperatura, d’inverno permettono il passaggio dei raggi solari.

Fra le tendenze più diffuse vi sono le pareti ad inerzia termica che contribuiscono molto a contenere i consumi estivi perché assorbono il fresco dell’aria notturna rilasciandolo durante il giorno.

  • Il ricircolo dell’acqua, sia sanitaria sia quella utilizzata dai comuni elettrodomestici, rientra fra le ultime novità per le costruzioni realizzate in Bioedilizia.

Oggi sul mercato si stanno diffondendo anche impianti per la raccolta dell’acqua piovana da riutilizzare poi per l’irrigazione dei prati e dei giardini.

  • L’efficientamento termico, la necessità di progettare l’edificio che sia in grado di trattenere il calore riducendo le dispersioni, con sensibile risparmio sui consumi del riscaldamento domestico, è uno dei principi della Bioedilizia.

Nella fase progettuale ancor prima di costruire, si studia l’orientamento degli spazi abitativi in maniera da ottenere il massimo dall’irraggiamento solare. In fase di ristrutturazione di un’abitazione, l’efficientamento termico viene si ottiene grazie all’utilizzo di moderni sistemi di riscaldamento radiante centralizzato o all’installazione di caldaie ad altissimo rendimento.

Anche l’utilizzo nelle costruzioni di materiali ad altissima inerzia termica, di materiali che eliminano i ponti termici ma, soprattutto, di cappotti termici che aumentano l’efficacia isolante, contribuisce a migliorare le prestazioni termiche generali dell’edificio.

La bioedilizia si basa sui princìpi della sostenibilità ambientale. Vuoi provare nuovi materiali rispettando l’ambiente? CONTATTACI

Tecnica dello spatolato, caratteristiche e vantaggi della pittura

Tecnica dello spatolato, caratteristiche e vantaggi della pittura

Le pareti di casa, negli ultimi anni, non vengono più semplicemente imbiancate, ma si ricorre a diverse tecniche di pittura, tra cui la tecnica dello spatolato. Ma in cosa consiste?

Una forma di decorazione murale molto diffusa

La tecnica decorativa dello spatolato o anche stucco veneziano, è una tecnica molto antica, la quale consente di decorare le pareti interne con vari strati di stucco, in modo da realizzare un rivestimento murario in grado di resistere perfettamente sia all’umidità sia alle muffe.

Questa tecnica è particolarmente adatta agli ambienti interni eleganti.  Grazie alla sua particolare tipologia questo rivestimento può accostarsi anche a stili moderni e più severi.
Si tratta di una tecnica che non necessita di attrezzi ed utensili particolari ma richiede di avere una notevole abilità nell’uso della spatola. Quest’ultima viene utilizzata al posto del pennello o del rullo.

Il rivestimento, una volta applicato, appare sempre diverso, con effetti visivi e sfumature accentuati a seconda dell’abilità del decoratore nell’uso della spatola.

Le caratteristiche della tecnica dello spatolato

Lo spatolato si ottiene dalla miscela di grassello di calce e la miscela di calce aerea ed acqua, con una polvere impalpabile di marmo.

L’effetto liscio e lucido è ottenuto dalla stesura di 2/3 mani di prodotto mediante la spatola.

Il risultato finale è un prodotto che dona fascino all’abitazione ed è molto resistente all’umidità.

Questa tecnica presenta le seguenti caratteristiche:

  • Grande effetto decorativo
  • Resistenza alla muffa
  • Traspirabilità
  • Tempi di esecuzione lunghi
  • Costi elevati

LEGGI ANCHE: Caratteristiche e vantaggi delle pitture antismog

I colori e la tecnica dello spatolato

La tecnica dello spatolato permette di scegliere una vasta gamma di colori, dalle tinte più tenui a scelte cromatiche più accese o scure. Scopriamole insieme:

  • Bianco,  è il colore che si avvicina maggiormente all’effetto marmoreo,  rendendo le stanze decisamente eleganti. Se vuoi rendere l’ambiente più luminoso ed accogliente, lo stucco veneziano bianco è la scelta ideale. Ed è adatto anche in ambienti moderni.
  • Nero, accostato al bianco, può essere utilizzato per rivestire pareti, realizzando un effetto di forte impatto visivo ma allo stesso tempo molto chic. Si consiglia di non abusare di questo colore, soprattutto negli ambienti piccoli ove il nero potrebbe ridurre a livello visivo lo spazio abitativo.
  • Grigio, ideale per regalare dinamismo ad ambienti vuoti. Questo colore è anche perfetto per ambienti moderni, dove può essere utilizzato come semplice sfondo.
  • Rosso, colore caldo che dona vita ad ogni tipo di ambiente abbinandosi perfettamente con tinte a contrasto, come l’azzurro ed il celeste.

Lo stucco veneziano colorato permette di vivacizzare gli ambienti interni, unendo bellezza e comfort: le varie sfumature acquistano calore grazie all’azione morbida e brillante dello stucco lucidato. Quest’ultimo consente di rendere ancora più viva la tonalità usata.
Spesso si va alla ricerca di un colore molto acceso e luminoso per dar risalto ancora di più a questa bellissima decorazione. Ma lo spatolato è un prodotto a base di calce  e di conseguenza è impossibile ottenere colorazioni molto forti, proprio per la natura del prodotto stesso.

Oggi molte aziende, per venire incontro a questa esigenza, hanno cercato di modificare questo prodotto a vantaggio del cliente riuscendo ad ottenere anche tonalità più intense e facilitando l’applicazione di questo prodotto.

Per dare un effetto veramente unico alla tua stanza, puoi provare ad ottenere delle nuance bicolore. In che modo? Miscelando  due o più colori, posandoli sulla spatola. Durante l’applicazione i colori si misceleranno (in parte) dando un effetto unico!
Un altro sistema per ottenere delle nuance bicolore è quello di applicare due o più colori a contrasto uno sopra l’altro, applicando un primo colore, farlo asciugare e poi applicare l’altro colore.

Nel caso di un ambiente caratterizzato dallo stile classico, si consiglia di applicare il rivestimento a tutte le pareti. Il risultato decorativo sarà di grande effetto.

Negli ambienti più moderni si può puntare soprattutto sull’originalità. In questo caso, si può applicare lo stucco veneziano colorato solo ad una parete o magari ad un angolo della stanza. Si crea così un effetto a contrasto con lo stile d’arredamento e del resto dell’ambiente.

In questo modo si può anche sottolineare e mettere in risalto un punto o un arredo particolare.

La tecnica e l’applicazione dello spatolato

Per applicare lo spatolato è fondamentale avere una parete di gesso. Una volta accertatosi di ciò, è possibile procedere all’applicazione dello stesso, la quale prevede tre stati sovrapposti di prodotto.

La fase iniziale prevede l’applicazione di uno speciale fondo per isolare bene il gesso.  Trascorse circa quattro ore è possibile iniziare la fase vera e propria della decorazione.

La prima fase prevede la rasatura delle pareti con lo stucco veneziano spalmando il prodotto con una spatola trapezoidale in modo uniforme con spatolate in senso circolare.

Dopo circa quattro ore si passa la carta vetrata 220 e, seguendo lo stesso procedimento della prima mano, si inizia la seconda mano.

Dopo aver atteso altre quattro ore, si passa la carta vetrata 220 procedendo con la terza ed ultima mano  sempre seguendo lo stesso procedimento della prima e della seconda.

Nell’ultima fase è molto importante aver cura della rasatura e premere con forza la spatola lisciando a più riprese lo stucco cercando di rendere la superficie più liscia e lucida possibile.

Hai deciso di imbiancare casa optando per nuove tecniche di pittura? Lo spatolato offre numerosi vantaggi. CONTATTACI. PREVENTIVO GRATUITO

Sistemi di climatizzazione, quali sono inclusi nel Superbonus 110%?

Sistemi di climatizzazione, quali sono inclusi nel Superbonus 110%?

Il Superbonus 110% è stato prorogato fino al 30 giugno 2022 e nel Decreto Rilancio è previsto anche l’innalzamento delle detrazioni fiscali per gli interventi di efficientamento energetico.

Il Decreto non fa esplicito riferimento ai condizionatori, ma l’acquisto e l’installazione di un climatizzatore a basso consumo energetico potrà essere portato in detrazione, a patto di soddisfare alcuni specifici requisiti. Scopriamo quali!

Superbonus 110% e condizionatori: quali sono i requisiti necessari?

Il cambio dei condizionatori, come le altre tipologie di interventi, è vincolato all’esecuzione di almeno uno degli interventi detti “trainanti”, i quali possano garantire un innalzamento di almeno due classi energetiche dell’edificio, che dovrà essere dimostrato attraverso l’apposita certificazione APE.

Trattandosi di un intervento trainato, la condizione principale da soddisfare per ottenere il Superbonus 110% anche sui condizionatori è che l’acquisto ed il montaggio siano associati ad almeno uno degli interventi considerati trainanti.

I requisiti da rispettare sono quelli definiti nell’articolo 119 del dl 34/2020, il quale prevede l’innalzamento della detrazione al 110% anche a tutti gli altri interventi di efficienza energetica previsti dall’articolo 14 del dl 63/2013, poi convertito in legge 90/2013.

I limiti di spesa sono quelli già previsti dalla normativa vigente per ciascun intervento di efficienza energetica.

Tra gli interventi trainanti per la riqualificazione energetica dell’edificio, a cui associare l’acquisto e l’installazione dei condizionatori, vi sono:

  • isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali ed inclinate che interessano l’involucro degli edifici, anche quelli unifamiliari, con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio stesso o dell’unità immobiliare indipendente
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffreddamento o la fornitura di acqua calda sanitaria sulle parti comuni degli edifici, oppure sugli edifici unifamiliari o ancora sulle unità immobiliari indipendenti
  • interventi antisismici o di riduzione del rischio sismico, tra quelli che rientrano nel Sismabonus

Nel caso in cui la sostituzione dei condizionatori non fosse associata a nessun intervento trainante del Superbonus 110%, allora si potrà sfruttare la detrazione al 65% per chi acquista un condizionatore a pompa di calore ad alta efficienza energetica per la sostituzione di uno di classe inferiore.

Sistemi di climatizzazione: quali possono essere installati?

Tra gli interventi agevolabili rientranti nel Superbonus 110% acquisto e montaggio dei condizionatori non sono previsti ma neanche esclusi.

La normativa non fa esplicito riferimento ai condizionatori, né includendoli né escludendoli. Si può dedurre che se vengono rispettati i requisiti previsti dal D. Lgs. 192/05, come modificato dal D. Lgs. 48/2020 per la definizione di ‘impianti di riscaldamento’, la sostituzione di climatizzatori possa rientrare nel Superbonus al 110% come intervento trainato.

In base al D.lgs. 48/2020, gli impianti di riscaldamento o impianti di climatizzazione invernale, sono il “complesso di tutti i componenti necessari a un sistema di trattamento dell’aria, attraverso il quale la temperatura è controllata o può essere aumentata”.

In base alle definizioni del D.lgs. 48/2020, gli impianti di riscaldamento o di climatizzazione invernale, rientrano negli impianti termici.

Il Decreto definisce l’impianto termico come un “impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate”.

I sistemi di climatizzazione possono essere considerati come parte degli interventi per l’aumento dell’efficienza energetica dello stabile.

Scegliendo un climatizzatore a basso consumo energetico, avente almeno classe A+, quest’ultimo potrà essere utilizzato come sistema di raffreddamento o di riscaldamento a costo zero e quindi il contribuente potrà fruire del Bonus.

L’ENEA avrà il compito di protocollare ed accettare le richieste di detrazioni fiscali.

I sistemi di climatizzazione devono essere fissi e funzionanti, oppure riattivabili con un intervento di manutenzione, anche straordinaria.

I documenti necessari per aderire alla detrazione fiscale

Per poter richiedere la detrazione del bonus al 110% occorre rispettare i requisiti previsti dalla legge e conservare e consegnare tutta la documentazione al momento della dichiarazione dei redditi.

E’ fondamentale conservare i seguenti documenti:

  • ricevuta del bonifico, che attesti il pagamento del condizionatore
  • ricevuta di avvenuta transazione, per i pagamenti effettuati con carta di credito o di debito documentazione di addebito sul conto corrente
  • fatture di acquisto, che riportino la natura, la qualità e la quantità di prodotto e servizi che sono stati acquisiti.

Hai intenzione di installare un sistema di climatizzazione approfittando del Superbonus 110%? CONTATTACI

Carta da parati soggiorno: guida alla scelta giusta

Carta da parati soggiorno: guida alla scelta giusta

Oggi la carta da parati è tornata nuovamente in auge, ma non è sempre facile scegliere quella giusta in base al proprio stile ed alle proprie esigenze. Come scegliere quella giusta?

Carta da parati, un valido elemento di design

La carta da parati può trasformare qualsiasi stanza. Grazie ai motivi, ai colori ed alle texture sulle pareti ha il potere di cambiarne l’aspetto e l’atmosfera.

Può essere un elemento di design di grande impatto in qualsiasi stanza. Per questo motivo vale la pena prenderla in considerazione anche per le pareti del soggiorno. Bisogna considerare molti fattori: il soggiorno è probabilmente il luogo più importante di tutta la casa. E’ il luogo in cui ci si rilassa, ci si diverte con tutta la famiglia, ma è anche la stanza dove gli ospiti vengono accolti.

La carta da parati deve donare calore, profondità e consistenza a questo spazio multifunzione. Con un po’ di fantasia e di creatività, potrai rendere la stanza unica e creare vari ambienti.

Stai pensando ad una soluzione che dia personalità alle pareti ed hai bisogno di alcuni consigli che ti rassicurino? Ecco alcuni suggerimenti che ti aiuteranno a scegliere la carta da parati giusta per il soggiorno.

  1. Coordina la carta da parati con le altre texture. Scegli sempre la carta da parati in relazione agli altri materiali ed all’atmosfera dell’ambiente. Puoi effettivamente usare questo elemento di design per dare al soggiorno l’atmosfera desiderata coordinandola con gli altri materiali presenti.

Pensa bene allo stile della stanza che stai per arredare:

  • se è romantico, opta per dei motivi delicati e floreali, con linee sottili in colori tenui e pastello
  • se è informale, le finiture finte che ricreano lo stucco sono soluzioni semplici e di effetto
  • se è contemporaneo/moderno, prendi in considerazione le geometrie con accenti lucidi e metallici. Quest’anno sono di tendenza anche i grandi fiori stampati
  • se lo stile è tradizionale, puoi scegliere stampe damascate oppure le strisce, che si coordinano perfettamente con gli arredi e le decorazioni tradizionali

2. Pensa a come userai la carta da parati. Una volta considerato materiali e stile della stanza, dovrai pensare a come verrà usata la carta. Hai due soluzioni:

  • Copri tutte e quattro le pareti. Un classico, per un look fresco e contemporaneo. Motivi semplici e sobri non stravolgeranno il soggiorno, ma aggiungeranno un tocco di tendenza.
  • Caratterizza solo una parete. Scegli un motivo forte e caratterizzante per evidenziare un’area della stanza, come ad esempio l’angolo del divano. I disegni con un pizzico di metallico daranno un tocco di classe e di glamour alla stanza.

3. Scegli colori caldi, come il beige, il giallo caldo e l’ambra tenue. Sono tonalità ideali se desideri uno spazio da vivere in assoluta tranquillità.

Se invece hai spesso ospiti ed hai bisogno di un qualcosa che ravvivi la stanza, prova tonalità più accese come l’arancione o il blu cobalto.

La carta da parati non ha bisogno per forza di motivi per essere perfetta per il tuo soggiorno. Puoi optare anche per una semplice carta da parati a tinta unita che regali colore e consistenza alla tua stanza. Essa è una valida alternativa alla pittura, la quale tende a mostrare lo sporco più facilmente.

Un consiglio importante è quello di appuntare i campioni dei colori o dei motivi che hai scelto sul muro o sui muri che hai intenzione di tappezzare, così potrai vedere se effettivamente vanno bene.

4. Scegli motivi disegnati proporzionali alla grandezza del soggiorno. Quando scegli una carta con dei motivi disegnati, rifletti sulla dimensione della stanza in relazione alla scala del disegno.

Una stampa molto grande si accorda male in un soggiorno piccolo, perché sovrasta ogni cosa. Invece disegni piccoli e dettagliati si perdono in spazi molto ampi.

In relazione alla grandezza del soggiorno puoi scegliere la carta da parati con motivi stampati.

5. Scegli il materiale più adatto allo stile della tua abitazione, come:

  • Carta da parati in cellulosa naturale, fibra molto resistente e che dura nel tempo. Particolarmente adatta per gli amanti delle soluzioni green, visto che non è plastificata. La fibra naturale deriva dalla lavorazione del legno e viene poi colorata a tinta unita o a fantasie.
  • Carta da parati in tessuto non tessuto, particolarmente apprezzata da coloro che desiderano ricreare sulle pareti l’aspetto del tessuto, senza spendere cifre che il vero tessuto richiederebbe. E’ più resistente del tessuto ed è composta da uno strato in fibre tessili, come cotone, lino o seta e da uno strato in fibre sintetiche.

Questo tipo di carta è indicata soprattutto nei soggiorni umidi perché la sua struttura consente di traspirare alle pareti, prevenendo la formazione della muffa. E’ lavabile con acqua e sapone ed è resistente alle alte temperature.

  • Carta da parati vinilica, oltre a garantire una lunga durata nel tempo, è ignifuga, assolutamente inodore, si applica e si rimuove molto facilmente ed è lavabile.

La composizione di questo tipo di carta vede l’utilizzo di uno strato di tessuto non tessuto e di uno strato di vinile. Viene utilizzata per gli effetti materici, ovvero per ricreare la sensazione della superficie naturale del legno, la ruvidezza della pietra o la lucentezza del marmo.

Hai deciso di fare un restyling al tuo soggiorno con la carta da parati? CONTATTACI.

Pareti in pietra in camera da letto, uno stile di tendenza

Pareti in pietra in camera da letto, uno stile di tendenza

La camera da letto è il luogo ideale per il sonno e per il riposo dopo lo stress quotidiano.

Il compito principale di questa stanza è quello di creare le condizioni per un riposo di qualità. Grazie al corretto orientamento ed al posizionamento della camera all’interno della casa, il riposo viene protetto dagli effetti del rumore, dagli odori, dal calore e da tutti quegli elementi che potrebbero arrecare disturbo. Non è semplicemente la stanza in cui viene collocato il letto!

Desideri un ambiente di grande effetto, dalla forte personalità e dal design creativo ed audace? Le pareti in pietra nella camera da letto sono un’ottima scelta di stile.

Pareti in pietra in camera da letto: quali vantaggi offrono?

Negli ultimi tempi stanno tornando in auge materiali come cemento,  mattone e pietra. I primi due, rispetto alla pietra, si adattano bene negli ambienti industriali.

L’uso della pietra si sta diffondendo soprattutto nelle camere da letto aventi uno stile rustico. Le pareti in pietra nella camera da letto sono una scelta estremamente sicura. Non richiedono manutenzione e se vuoi creare un’atmosfera magica nella tua camera da letto puoi optare per le seguenti soluzioni:

  • pareti in pietra e travi a vista del soffitto in legno
  • pareti in pietra e pareti in legno recuperato

Si tratta di un’ottima soluzione estetica che offre diversi vantaggi, come:

  • un aspetto naturale ed una sensazione di semplicità
  • durata e facilità di manutenzione
  • enorme varietà di materiali che possono adattarsi a qualsiasi stile d’arredo e di budget
  • eco-compatibilità
  • struttura bella ed imponente
  • le pareti appaiono sempre interessanti, senza mai stancare
  • buone proprietà di isolamento acustico

Per realizzare le pareti in pietra vengono utilizzati i seguenti materiali:

– arenaria

– calcare

– ardesia

– mattone

– pietra corallina

Consigli utili su come realizzare pareti in pietra

Vuoi ottenere un effetto magico nella tua camera da letto? Segui i seguenti consigli:

  • opta per un’illuminazione precisa, la quale esalterà la bellissima texture della pietra.
  • Usa materiali e texture “caldi”, dato che la superficie della pietra tende a far apparire piuttosto freddo lo spazio circostante.  I materiali e gli elementi più indicati potrebbero essere il legno, le pellicce, il cashmere, i pouf di lana, i cuscini, i tappeti a terra.
  • Utilizza elementi di arredo dai colori caldi, come i rossi, gli arancioni o i gialli. Faranno sembrare la camera da letto più allegra ed accogliente.
  • Una parete in pietra in pieno stile Zen nella camera da letto aiuta a creare un’atmosfera di pace e di relax facilitando un sonno riposante. Questa è un’ottima soluzione per eliminare lo stress causato dalle lunghe giornate di lavoro. Le pareti in pietra aggiungono semplicità e naturalezza alle camere da letto più contemporanee e moderne.
  • Realizza in pietra una sezione ridotta di parete se hai una camera da letto molto piccola. Altrimenti il risultato potrebbe essere troppo pesante ed opprimente. La piccola parte di muro in pietra avrà lo stesso effetto e potrai anche risparmiare sui costi.
  • Vuoi avere un look più insolito e curioso? Prova a realizzare sulle pareti alcune zone in pietra dalle forme particolari. Sembreranno molto naturali, soprattutto se si trovano vicino al soffitto, perché questa è l’area da dove l’intonaco di solito inizia a scrostarsi.
  • Vuoi creare qualcosa di diverso? Prova il soffitto in pietra a vista: otterrai un’atmosfera intima ed accogliente.
  • Dipingendo il muro di pietra puoi mantenere la consistenza di questo materiale, smorzandone però il suo impatto visivo.
  • Le pareti in pietra possono essere utilizzate con quasi tutti gli stili di arredamento, ma è necessario scegliere il tipo di materiale più appropriato. Ad esempio, i mattoni e le pietre squadrate si adattano bene alle camere da letto dei loft e negli appartamenti moderni. Le grandi rocce di diverse dimensioni e forme si adattano meglio alle camere più rustiche ed in stile country.
  • Se vuoi decorare un’intera camera da letto o più pareti, prendi in considerazione l’utilizzo di diversi tipi di pietra: questo escamotage aggiungerà dinamicità e creatività.
  • La parete in pietra è sempre la soluzione ideale quando nella camera da letto c’è il camino. In questo caso, il naturale punto focale sarà messo ancora più in evidenza. Lo stesso caminetto può essere in pietra naturale ed apporterà quel tocco di romanticismo e di calore ricercati! Tutti gli elementi in pietra nella stanza ti riportano indietro nel tempo, perchè sono elementi confortanti, naturali ed organici.

Nelle camere da letto moderne ed in stile contemporaneo la pietra più indicata è lo spaccato in marmo o in granito. La parete in pietra deve fondersi così con l’eleganza lucida e contemporanea.

La maggior parte delle persone preferisce una sola parete in pietra, anche quando si decide di dare un accento completamente rustico alla camera da letto. Ciò consente di aggiungere ulteriori texture alla stanza, rendendo anche più facile l’aggiunta della parete in pietra.

Stai pensando a dare questo tocco rustico anche alla tua di camera da letto? CONTATTACI. PREVENTIVO GRATUITO ENTRO 24 ORE