Rossana Nardacci, Autore presso Ristruttura Interni
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Cappa cucina: le varie tipologie esistenti in commercio

Cappa cucina: le varie tipologie esistenti

La cappa da cucina è un elemento fondamentale in ogni abitazione. Essa oltre a limitare odori e fumi prodotti durante la preparazione dei cibi, in alcuni casi rappresenta un vero e proprio elemento d’arredo.

Cappa da cucina: qual è la differenza tra aspirante o filtrante?

La funzione svolta dalle cappe da cucina è così fondamentale a tal punto che esiste addirittura una legge che ne rende obbligatoria l’installazione in tutte le abitazioni e gli esercizi commerciali al cui interno siano presenti dei piani di cottura a gas o elettrici.

In base a quanto stabilito dalla normativa vigente in materia, è obbligatorio installare in tutte le cucine una cappa aspirante con canna fumaria, capace di espellere all’esterno fumi e vapori.

In alternativa ad un modello aspirante, nei casi in cui non fosse possibile installare una canna fumaria per motivi di spazio o per la particolare morfologia dell’edificio, si può optare per una cappa a ricircolo. Quest’ultima detta anche filtrante, invece di espellere all’esterno l’aria aspirata, la purifica grazie alla presenza di particolari filtri anti-grasso ed anti-odori e la rimettono in circolo nell’ambiente.

Le principali differenze da tenere in considerazione prima di effettuare la scelta sono due, quali l’efficienza e l’installazione.

Dal punto di vista dell’efficienza la cappa aspirante offre prestazioni migliori, soprattutto per quanto riguarda l’eliminazione degli odori: per quanto buoni possano essere i filtri ai carboni attivi di una cappa filtrante, è difficile che riescano ad eliminare completamente qualunque effluvio residuo. La cappa aspirante invece convoglia tutto verso l’esterno.

L’installazione di una cappa filtrante è molto più semplice rispetto ad un’aspirante. Non richiede la prossimità di una canna fumaria nè lavori per l’installazione di eventuali motori remoti.

Nei seguenti casi la scelta di una cappa da cucina senza tubo è obbligata o quasi:

  • quando il percorso della canna fumaria è eccessivamente tortuoso,
  • quando si vuole posizionare il piano cottura liberamente senza dover tenere conto di dove sia l’accesso alla canna fumaria
  • quando il locale che si sta adibendo a cucina è totalmente privo di tale accesso.

Le cappe da cucina senza scarico sono la soluzione in tutte le situazioni sopraindicate.

LEGGI ANCHE: Cucina a vista, consigli utili su come arredarla

Le varie tipologie di cappe da cucina

Oltre a distinguersi per il tipo di funzionamento, le cappe da cucina si differenziano anche per la modalità di fissaggio all’interno della stanza.

Le principali soluzioni esistenti in commercio sono le seguenti:

  • Cappa da cucina ad incasso: questa soluzione permette di integrare totalmente o parzialmente la cappa nell’arredo della cucina. Nel primo caso, la cappa sarà nascosta dietro un’anta. Nel secondo invece la base aspirante sarà comunque ben visibile;
  • Cappa da cucina a parete: si tratta della tipologia di cappa più diffusa. Viene posizionata contro il muro, direttamente sul piano cottura. La canna fumaria può essere nascosta nel muro o visibile sulla cappa, trasformandosi spesso in un elemento di arredo che va ad abbellire la cucina. Sono disponibili anche modelli da parete ad angolo, da fissare su questa particolare tipologia di piano cottura;
  • Cappa da cucina a soffitto: la diffusione di questa tipologia si deve alla popolarità crescente delle cucine ad isola, ovvero i piani cottura e di lavoro posizionati al centro della stanza. Dal momento che queste cappe sono molto più in vista dei modelli precedenti, si può scegliere se inserirle all’interno di un mobile, di un supporto in muratura o del soffitto stesso, oppure se optare per un modello che penda dal soffitto come un lampadario;
  • Cappa da cucina a scomparsa: i modelli di ultima generazione sono pensati per essere “nascosti” all’interno del piano cottura. Premendo un tasto, infatti, il pannello aspirante posizionato dietro ai fornelli scomparirà magicamente dopo l’uso.

Guida alla scelta del modello di cappa cucina più adatto

La cappa da cucina è un elettrodomestico fondamentale per garantire il massimo del comfort all’interno di una cucina, soprattutto se si tratta di un ambiente unico, come ad esempio un open space con living collegato.

Le cappe da cucina hanno la funzione di aspirare tutti i fumi ed i vapori prodotti durante la preparazione dei cibi, sanificando l’aria, eliminando gli odori ed impedendo a questi ultimi di diffondersi per tutta la casa o di impregnare i tessuti (tende, cuscini, vestiti).

Oltre ad aspirare i fumi, questi elettrodomestici sono anche dotati di filtri anti-grasso che catturano le particelle di cibo e di grasso prodotte quando si frigge o si cucina.

Questi elettrodomestici aiutano ad eliminare dall’ambiente della cucina tutte le sostanze inquinanti e potenzialmente nocive per la nostra salute.

Per scegliere la tipologia di cappa più adatta alle tue esigenze tieni presente i seguenti criteri:

  • Capacità di aspirazione. Oltre alle dimensioni della cappa, che devono essere commisurate sia al piano cottura sia al restante mobili, è fondamentale prestate attenzione alla capacità di aspirazione della cappa, dato che maggiore è la capacità aspirante, maggiori possono essere le dimensioni della cucina in cui essa andrà installata.

A seconda delle caratteristiche della condotta di scarico, dovrai scegliere la cappa anche sulla base della pressione generata dal motore, altrimenti rischi che la cappa non riesca a scaricare efficacemente all’esterno.

I produttori indicano la capacità di aspirazione di una cappa da cucina in m³/h. Per calcolare quale sia il corretto valore di aspirazione per la tua cucina esiste una semplice formula. Poiché una cappa si considera efficiente se è in grado di ricambiare l’aria nell’ambiente cucina almeno 10 volte nel giro di un’ora, sarà sufficiente moltiplicare per 10 il volume della cucina.

Esempio: se la tua cucina ha una superficie di 20 m² con un soffitto alto 2,70 m, il suo volume sarà di 54 m³. Moltiplica per 10 ottenendo 540 m³: la cappa giusta per questa cucina deve avere una capacità aspirante di almeno 540 m³/h.

Per darti un’idea di cosa offra il mercato, tieni presente che la potenza di una cappa da cucina compatta e adatta ad una piccola cucina può avere una capacità aspirante massima di poco meno di 300 m³/h. Una cappa da cucina potente, adatta a grandi locali cucina, può arrivare a superare gli 800 m³/h.

  • Dimensioni della cappa. Si parte dalla larghezza, la quale deve essere pari o comunque non inferiore alla larghezza del piano cottura, così da avere la sicurezza che possa intercettare ed aspirare i fumi prodotti da qualunque fuoco sia in uso.

Potrai trovare cappe larghe poco meno di 60 cm fino a modelli “extra large” da 120 cm. Indicativamente lo stesso principio vale anche per la profondità della cappa, qualora si trattasse di un modello dal design piuttosto tradizionale, il quale sovrasta e copre esattamente la stessa area del piano cottura.

I più recenti sviluppi nella progettazione hanno però portato un’ ulteriore evoluzione: si stanno diffondendo nuovi modelli che, nonostante una profondità esigua, riescono comunque ad aspirare efficacemente i fumi prodotti dai fornelli. Le cappe attuali possono avere profondità addirittura inferiori ai 35 cm appena e arrivare fino a 55 cm, la misura standard di un piano cottura.

Anche nell’altezza è possibile riscontrare una certa variabilità: essa può andare dai 60 fino a oltre 150 cm. In molti casi il camino è estensibile per potersi adattare a qualunque cucina.

  • Pressione della cappa da cucina. Questo valore viene espresso in Pascal (Pa). E’ importante perché ti può dare un’idea di quanto possa essere efficace la cappa nello scaricare i fumi all’esterno, in particolare se il condotto d’aerazione è particolarmente lungo, tortuoso e ricco di piccoli ostacoli e variazioni. Il flusso d’aria nel condotto infatti “rallenta” e perde pressione non solo all’aumentare della distanza che deve percorrere, ma anche ad ogni ostacolo che incontra. Ogni curva nella condotta comporta quindi una perdita di pressione.

Anche il materiale stesso di cui la condotta è fatta gioca un ruolo importante: una canalina in acciaio rallenterà il flusso d’aria molto meno rispetto ad una vecchia canalina realizzata in muratura.

Negli edifici di più recente costruzione solitamente il percorso del condotto d’aerazione è già ottimizzato per essere il più breve, “liscio” e lineare possibile. Se stai acquistando una cappa per una vecchia abitazione, magari anche un po’ rustica, allora dovrai ispezionare con cura il condotto ed eventualmente scegliere una cappa con un elevato valore di pressione creata. A questo proposito ti può venire in aiuto anche l’etichetta energetica, poiché su di essa viene anche indicata la classe di efficienza fluidodinamica della cappa da cucina: questa viene calcolata prendendo in considerazione la portata, la pressione ed anche la potenza assorbita dalla cappa.

Una cappa in fascia di efficienza alta sarà in grado di convogliare molto efficacemente i fumi all’esterno, mantenendo consumi energetici moderati.

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Bonus ristrutturazione: le novità della Legge di Bilancio 2022

Bonus ristrutturazione: le novità della Legge di Bilancio 2022

La manovra 2022 proroga il pacchetto delle agevolazioni per i lavori edilizi fino al 31 Dicembre 2024.

Le novità per i bonus casa sono diverse. Vediamole insieme.

Quali sono le novità previste dal bonus ristrutturazione 2022?

La Legge di Bilancio 2022 proroga tutte le agevolazioni per la casa, senza novità per quanto riguarda il bonus ristrutturazioni: non cambia il meccanismo di funzionamento né l’aliquota di detrazione o le spese ammesse all’agevolazione.

Il bonus ristrutturazione viene prorogato per fino al 31 Dicembre 2024 senza modifiche corpose rispetto al 2021: fino al 31 Dicembre è possibile fare i lavori di recupero edilizio usufruendo della detrazione IRPEF al 50%.

I seguenti Bonus sono stati prorogati senza modifiche:

LEGGI ANCHE: Bonus idrico 2021, in attesa della piattaforma

Interventi ad hoc sono stati fatti invece sul:

  • Bonus Mobili, il cui tetto di spesa massima scende a 10.000 euro per il 2022,
  • sul Bonus Facciate, il qualepasserà da una detrazione del 90 ad una del 60% sulle spese sostenute.
  • sul Superbonus 110%

Il Bonus ristrutturazione invece è una delle agevolazioni più richieste dai cittadini che decidono di fare i lavori in casa. E’ stato prorogato fino al 31 Dicembre 2024 senza sostanziali modifiche rispetto alla normativa attuale. E’ valido per le spese sostenute dal 26 Giugno 2012 e fino al 31 Dicembre 2024. Fino al 2024 quindi è possibile beneficiare della detrazione fiscale del 50% ed entro il limite di 96.000 euro di spesa (a meno che non ci siano modifiche con le future Leggi di Bilancio).

Tra le regole riguardo gli adempimenti, rimane obbligatoria la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla data in cui si sono conclusi i lavori per gli interventi che comportano un risparmio energetico.

Rimane la possibilità di usufruire del Bonus Ristrutturazione in tre modi, quali:

  • detrazione in 10 anni nella propria dichiarazione dei redditi;
  • cessione del credito a terzi, banche comprese;
  • sconto in fattura, se l’impresa che ha effettuato i lavori è d’accordo.

Ci sono anche nuovi adempimenti per chi opta per la cessione del credito e lo sconto in fattura: il decreto Anti-frode (DL 157/2021) ha esteso l’obbligo di visto di conformità ed asseverazione della congruità dei prezzi a tutti i bonus edilizi usufruiti nelle modalità alternative alla detrazione.

Quali spese sono ammesse con il Bonus Ristrutturazione 2022?

Con il Bonus Ristrutturazione 2022 sono ammesse le spese per effettuare:

  • interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali o sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze;
  • interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi;
  • interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto;
  • lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche (ascensori o montacarichi, installazione di strumenti idonei alla mobilità interna ed esterna di portatori di handicap gravi);
  • interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (cancelli, grate, porte blindate, casseforti, fotocamere collegate a vigilanza privata, );
  • interventi finalizzati alla cablatura degli edifici ed al contenimento dell’inquinamento acustico;
  • interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici;
  • interventi per l’adozione di misure antisismiche come opere per la messa in sicurezza statica;
  • interventi di bonifica dall’amianto ed opere per evitare gli infortuni domestici;
  • riparazione di impianti per la sicurezza domestica (ad esempio, la sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante);
  • installazione di apparecchi di rilevazione di gas;
  • monitoraggio di vetri anti-infortunio;
  • installazione di corrimano;
  • sostituzione di porte interne.

Tra le spese detraibili rientrano anche:

  • le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse;
  • le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento;
  • le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 – ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71);
  • le spese per l’acquisto dei materiali;
  • il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;
  • le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi;
  • l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori;
  • gli oneri di urbanizzazione;
  • gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).

Chi può richiedere il Bonus Ristrutturazioni 2022?

Non ci sono sostanziali novità in merito ai soggetti che possono richiedere il Bonus Ristrutturazioni 2022.

L’agevolazione fiscale può essere richiesta da tutti i contribuenti soggetti al pagamento delle imposte sui redditi, residenti o non residenti in Italia.

La detrazione del 50% sull’IRPEF può essere richiesta sia dal proprietario dell’immobile sia dal titolare dei diritti di godimento e da coloro che ne sosterranno le spese.

I beneficiari della detrazione fiscale 2022 sono:

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • locatari o comodatari;
  • soci di cooperative divise e indivise;
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
  • soggetti che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita – compromesso – chi ha comprato l’immobile può usufruire del Bonus nei seguenti casi:

  • è stato immesso nel possesso dell’immobile;
  • esegue i lavori di ristrutturazione a proprio carico;
  • è stato regolarmente registrato il compromesso.

L’agevolazione fiscale sui lavori di ristrutturazione può essere richiesta anche da chi esegue lavori in proprio sull’immobile relativamente alle spese sostenute per l’acquisto del materiale.

Quali sono i documenti da conservare?

Per richiedere la detrazione fiscale bisogna indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali dell’immobile.

Nello specifico, i documenti relativi all’immobile che il contribuente dovrà conservare per presentare facendo richiesta presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate sono:

  • domanda di accatastamento;
  • ricevute di pagamento dell’imposta comunale ICI-IMU;
  • delibera dell’assemblea per l’esecuzione dei lavori (parti comuni edifici residenziali) e tabella della ripartizione delle spese;
  • dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori;
  • concessioni, autorizzazioni allo svolgimento dei lavori o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà indicante data di inizio dei lavori e compatibilità con le spese ammesse al Bonus Ristrutturazioni.

Per poter usufruire del Bonus Ristrutturazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale. Nel bonifico dovranno essere indicati i seguenti dati:

  • causale del versamento: Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986;
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • codice fiscale o Partita IVA del beneficiario del pagamento.

Il Bonus Ristrutturazioni può essere richiesto anche se i lavori sono stati pagati con un finanziamento. Il contribuente in questo caso può richiedere lo sconto IRPEF del 50% ma la società finanziaria dovrà pagare tramite bonifico, seguendo tutte le indicazioni per la compilazione (indicando il CF del soggetto per il quale si effettua il pagamento) e il titolare dell’agevolazione fiscale dovrà conservare la ricevuta del bonifico.

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Zona notte, le ultime tendenze di arredamento

Arredamento zona notte, le tendenze 2022

La zona notte è una parte fondamentale della casa perché dedicata al riposo. Per questo motivo deve essere confortevole e rilassante.

Cosa prevedono le tendenze arredamento 2022?

Le ultime tendenze di arredamento prevedono mobili moderni, raffinati e funzionali, colori rilassanti e neutri come il beige ed il grigio.

Le tendenze arredamento 2022 prevedono:

  • il letto contenitore. Nella zona notte il letto è l’elemento centrale su cui ruota l’arredamento complessivo.

Questa zona è l’area della casa in cui si concentra maggiormente l’interesse degli arredatori, il cui scopo è quello di dar vita ad un ambiente dal carattere esclusivo che sappia assicurare il giusto grado di comfort, con un occhio di riguardo alla funzionalità.

Per questo motivo una delle ultime tendenze di arredamento zona notte è il letto imbottito con contenitore, una soluzione salva-spazio che permette di ricreare una camera da letto ricca di design, ma allo stesso tempo anche pratica e funzionale.

I letti imbottiti con contenitore uniscono all’eleganza di una morbida testiera di sommità la comodità di poter disporre di un ampio vano per recuperare spazio dove serve. Un’area nascosta allo sguardo, ma che si apre all’occorrenza, facilitando il deposito di indumenti o di box per il cambio di stagione.

Tutto questo rende i letti con contenitore elementi d’arredo perfetti per qualsiasi camera da letto, in particolare in quei casi in cui l’assenza di opportune volumetrie escluda l’inserimento di armadi, cassettiere o aree destinate al guardaroba. Sono caratterizzati da meccanismi di apertura leggeri e alla portata di tutti.

Oggi l’aspetto che fa dei letti imbottiti degli elementi di tendenza per qualsiasi zona notte è la versatilità. Le testiere imbottite permettono, infatti, di giocare con gli stili sia delle camere da letto matrimoniali sia delle camerette per ragazzi, ponendosi come quel particolare dettaglio d’arredo in grado di completare ed esaltare qualsiasi design.

  • Materiali naturali. I protagonisti delle ultime tendenze d’interior design zona notte sono i materiali naturali, in particolare il legno, il vetro e la pietra. Le ultime tendenze mostrano una grande attenzione nei confronti dell’ambiente: dall’utilizzo di materiali riciclati ad un’attenta ricerca di mobili e complementi d’arredo realizzati ad impatto zero.

Il legno, ancora una volta, giocherà un ruolo determinante per la scelta dei mobili camera da letto e dei rivestimenti, perché si tratta di un materiale versatile in grado di conferire un’atmosfera calda ed accogliente a qualsiasi ambiente.

La pietra, invece, sarà la scelta vincente per pareti e pavimenti. Essa potrà essere utilizzata anche per il lavabo e per i piani d’appoggio, ricreando un’atmosfera rustica e naturale nella sala da bagno.

Il vetro assicurerà quel tocco gioioso e luminoso agli ambienti. Perfetto per lampadari e decorazioni realizzati con forme di design e colori insoliti, grazie ai quali potremo variare il mood dei vari ambienti con interessanti giochi di luce naturali.

LEGGI ANCHE: Pareti in pietra in camera da letto, uno stile di tendenza

  • Colori naturali declinati nelle loro nuance più intense e decise.

Tra le tonalità protagoniste ci sarà ancora una volta il blu (in versione scura) affiancato dal giallo ocra e dal bronzo. Anche il verde sarà uno dei colori più in voga nel prossimo anno: tra le nuance predilette il petrolio e l’elegante verde oliva.

Se il 2021 è stato l’anno dedicato al brioso Giallo Illuminating, per il prossimo anno a fare da protagonista troveremo ancora il giallo, ma in versione ocra. Quest’ultimo, intenso e raffinato, richiama alla mente i colori del deserto e delle spezie. Infatti potrà essere utilizzato anche nelle versioni zafferano e cannella, tonalità ideali per gli amanti dello stile etnico nella zona notte.

Il verde, invece, farà da contraltare al giallo ocra nelle sue nuance più intense: il verde bosco e il verde oliva sapranno riconnetterci alla natura, contribuendo a creare quell’atmosfera tranquilla, armoniosa e tanto ricercata per la zona living.

Con il blu si riusciranno a placare l’ansia e le preoccupazioni: sarà, dunque, il colore prediletto per la camera da letto e per il bagno, in accostamento al legno chiaro ed ai metalli nobili.

Il blu scuro accostato agli accessori oro rivelerà tutto il suo incredibile fascino, mentre con l’argento svelerà tutta la sua anima più grintosa e moderna.

  • Cabine armadio, saranno le grande protagoniste della camera da letto nell’anno 2022, come confermano le tendenze d’arredamento per la zona notte emerse dall’ultimo Salone del Mobile.

Stile minimal ed aspetti funzionali caratterizzano la camera da letto che invoca il massimo comfort richiedendo una pulizia delle linee in cui poter esprimere completamente il proprio gusto personale con composizioni modulari, le quali giocano con i vari elementi della stanza.

Così le cabine armadio diventano veri e propri sistemi per la zona notte in cui riporre non solo vestiti e accessori, ma anche veri e propri oggetti di design.

La camera da letto si apre sempre di più alle soluzioni personalizzate che rispondono alle diverse esigenze di ognuno permettendo la massima libertà espressiva.

Il comune denominatore delle camere da letto sembra dunque essere il “fatto su misura”, con una ricchezza di dettagli e varietà di combinazioni che soddisfano tutti i bisogni garantendo il massimo comfort.

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Differenze tra sanitari sospesi e sanitari a terra

Differenze tra sanitari sospesi e sanitari a terra

Sei in fase di ristrutturazione bagno? Scegliere i sanitari più adatti ti sembra quasi impossibile. Ci si inizia a chiedere se siano meglio quelli sospesi o a terra.

Qual è la differenza tra sanitari sospesi o a terra?

Si tratta di due tipologie di sanitari che si differenziano per il tipo di installazione, con tutti i pro e i contro che ne conseguono.

Il mercato attuale offre davvero un’ampia gamma di prodotti. Al di là della differenza di prezzo tra entrambi, ciò che induce il cliente a privilegiare l’una o l’altra soluzione è quasi sempre una questione d’arredo.

La funzionalità di entrambi le tipologie è la stessa. Quelli sospesi sono esteticamente migliori e più igienici rispetto a quelli a terra.

I pro ed i contro dei sanitari sospesi

I sanitari sospesi sono in grado di coniugare al meglio bellezza e praticità; sono il mix perfetto fra un prodotto con tecnologia all’avanguardia ed un sistema pratico e funzionale.

La scelta dell’uno o dell’altro tipo di sanitario viene condizionata molto dallo spazio di cui si dispone.

I sanitari sospesi sono ideali per arredare un bagno di pochi metri quadrati, dando così l’illusione ottica di uno spazio più grande. Essi si differenziano da quelli a terra sia per un design dalle forme più ricercate, sia per il diverso tipo di installazione, che avviene a ridosso della parete.

La superficie calpestabile rimane così libera da scarichi ed ingombri ed anche la luce viene riflessa meglio sui pavimenti lucidi, preferibilmente di colore chiaro, illuminando ulteriormente l’ambiente.

I sanitari sospesi contribuiscono a creare un’atmosfera complessiva più pulita ed ordinata.

Un altro importante vantaggio è che le tubature passano esclusivamente nei muri: per la loro installazione il pavimento non dovrà essere toccato. È ovviamente impossibile installarli nei casi in cui le tubature dello scarico siano a pavimento. È inoltre fondamentale che la parete abbia uno spessore adeguato ad un’installazione sicura.

I vantaggi di questa tipologia di sanitari sono riconducibili alla loro funzionalità: essendo praticamente sollevati dal pavimento, è possibile rimuovere germi e batteri arrivando con lo straccio fin sotto gli stessi. (cosa non possibile con quelli fissati a terra).

Essendo sospesi, non saranno necessarie colle o siliconi speciali per fissarli al pavimento. Si evita così anche l’effetto sgradevole del silicone che annerisce con il passare del tempo.

Per i sanitari sospesi sono indispensabili staffe specifiche, che scaricano il peso dei sanitari direttamente sulla parete. Questi sanitari sono perfettamente in grado di reggere carichi fino a 400 kg; per questo tipo di prodotto è previsto lo scarico a parete che viene realizzato dentro il muro.

La vaschetta posta sulla tazza di un water sarà incassata dentro la parete che, grazie al suo spessore, assorbirà rumori dello sciacquone.

In occasione di una ristrutturazione della casa, questo intervento può essere facilmente realizzato; in caso contrario andranno effettuati interventi specifici.

Un sanitario sospeso ti costerà di più per essere fissato ma anche per il design più ricercato che ha. Anche lo scarico ad incasso associato ai sanitari sospesi richiede una manutenzione diversa; infatti, solo per un semplice controllo del galleggiante, dovranno essere usate strumentazioni adatte.

Ulteriori vantaggi offerti da questa tipologia di sanitari sono legati ai modelli presenti sul mercato. Le aziende specializzate nel settore offrono un’ampia scelta di prodotti dal design minimal o classico, dalle linee futuristiche o dalla geometria pulita ed armoniosa.

Le misure dei sanitari sospesi sono simili alle alternative da terra: circa 43 x 36 cm per il bidet, massimo 52 cm di ingombro e capaci di sopportare più di 300 kg di peso.

Le dimensioni dei sanitari sospesi possono leggermente variare in base al modello che potrà essere scelto fra quelli dalle linee tradizionali o quelli dalle linee geometriche.

Vantaggi e svantaggi dei sanitari a terra

I sanitari a terra presentano il vantaggio di poggiare direttamente sul pavimento, risultando quindi più stabili.

Sono più facili da installare, richiedono lavori meno articolati e, di conseguenza, richiedono tempi per l’installazione più contenuti.

Di contro sono più ingombranti; necessitano inoltre di pulizie e cure igieniche più impegnative, dato che sul pavimento tra ceramica e parete tende ad accumularsi maggiore sporcizia e per di più in uno spazio poco accessibile.

Se si utilizzano collanti questi possono annerirsi a causa della muffa e della condensa tipica di una stanza come il bagno dovendo utilizzare del nuovo silicone per sostituire quello usurato.

Se lo scarico fosse a vista, i rumori dello sciacquone si diffonderebbero in ogni stanza, diventando insopportabili soprattutto di notte.

I sanitari a terra sono molto più ingombranti se si hanno a disposizione ambienti piccoli, ingenerando un senso di confusione e di disordine.

La scelta dell’una o dell’altra soluzione può essere dettata da numerosi fattori. Quando si è in procinto di ristrutturare un bagno si tende prevalentemente a scegliere prodotti innovativi che possano migliorare qualitativamente l’ambiente.

Se il design è un elemento da non sottovalutare, sia i sanitari sospesi sia quelli a terra offrono una scelta variegata di modelli adatti ad ogni stile. Da valutare è il costo che andrà sostenuto sia per l’acquisto dei complementi, sia per la loro installazione a maggior ragione se si intende procedere con la ristrutturazione di tutto il bagno.

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Riscaldamento casa Milano

Riscaldamento casa in inverno: le migliori soluzioni

In inverno è fondamentale avere una casa calda ed accogliente soprattutto quando all’esterno c’è il gelo, l’umido ed il freddo intenso. Stufe, condizionatori e termosifoni offrono diversi vantaggi. Vediamoli insieme.

Quali vantaggi offrono stufe, condizionatori e termosifoni?

Stufe, condizionatori e termosifoni sono tre tipologie di riscaldamento che offrono diversi vantaggi. Vediamoli nel dettaglio.

  • Stufa: a legna o a pellet? Non esiste una stufa migliore dell’altra, dipende solo quale delle due tipologie si adatta meglio alle tue esigenze. Sei alla ricerca di un riscaldamento con il conseguente risparmio di combustibile e soprattutto sei affascinato dall’utilizzo della legna? La stufa a legna è la soluzione ideale. Se invece sei particolarmente attento al rispetto dell’ambiente e ricerchi un riscaldamento con il minor livello emissivo delle polveri sottili, allora la soluzione ideale è sicuramente la stufa a pellet.

La stufa a legna ti permette di riscaldare gli spazi della casa con un risparmio sui consumi energetici. Va messa al centro del locale per una maggiore ed omogenea diffusione del calore nell’abitazione. Va collocata sempre nel piano principale,  per permettere che il calore si diffonda salendo.

Il vantaggio principale è sicuramente dato dalla sua alimentazione con un combustibile completamente rinnovabile.

Il suo prezzo iniziale è inferiore rispetto alla stufa a pellet, la quale funziona attraverso l’utilizzo di tronchetti di segatura essiccata e compressa che bruciati immettono nell’atmosfera lo stesso quantitativo di anidride carbonica prodotta dal legno decomposto in natura. Le stufe a pellet godono degli incentivi offerti dal Governo per le fonti alternative; i loro consumi non superano i 70 euro per MWh, contro i 90 per MWh di media del gas metano.

Oggi le stufe a pellet presenti in commercio riscaldano anche le metrature più grandi, ma un generatore a pellet ermetico può essere installato anche in quelle stanze come bagno e camera da letto, che sarebbero vietati ad una classica stufa.

Queste stufe sono in grado di portare l’aria esausta direttamente all’esterno; senza un foro d’areazione, tutta l’aria calda rimane nell’abitazione, mantenendo in equilibrio la temperatura.

Le stufe in commercio sono garantite dal marchio CE e da un libretto che ne indica tutte le specifiche quali la potenza, il rendimento e il valore delle emissioni.

  • Condizionatori, offrono un doppio sistema di climatizzazione: in estate possono essere utilizzati come deumidificatori oppure per raffreddare gli ambienti della propria casa. In inverno, invece, possono sostituire in modo valido i termosifoni, garantendo, grazie alla tecnologia della pompa di calore, un buon comfort ed il riscaldamento dell’abitazione.

I condizionatori non hanno bisogno di grandi interventi di manutenzione, dato che è sufficiente operare la sanificazione e la pulizia dei filtri. Non essendo alimentati a gas, non sono soggetti a specifiche normative di sicurezza e possono essere utilizzati anche per le seconde case al mare, dove magari non arriva la rete del metano. In questo modo potrai scaldare gli ambienti senza bisogno di consumare gas.

Se la casa in cui vengono utilizzati i condizionatori è dotata di un impianto fotovoltaico, si possono utilizzare i condizionatori per scaldare la casa in inverno con un notevole risparmio, sfruttando l’energia elettrica prodotta proprio dai pannelli.

I condizionatori moderni sono poco ingombranti, a differenza di quelli di qualche anno fai. Sono caratterizzati da un design essenziale e poco invasivo, che può adattarsi molto bene anche ad una casa arredata con eleganza. Un condizionatore di qualità permette di vivere in un ambiente estremamente confortevole in tutte le stagioni, evitando i problemi causati dal caldo, soprattutto negli ambienti con poca aerazione naturale.

I condizionatori di ultima generazione svolgono anche un’efficace azione filtrante. Sono ideali anche per mantenere l’aria costantemente pulita e salutare, indicata soprattutto per le aree molto inquinate e per chi soffre di allergia e disturbi respiratori.

  • Termosifoni o radiatori: costituiscono ancora oggi il sistema di riscaldamento più diffuso nelle case. Il progresso tecnologico ci ha consentito di avere materiali sempre più leggeri, ma allo stesso tempo performanti dal punto di vista dell’efficienza energetica e che riducono quindi il costo della bolletta.

Nell’ottica di una sostituzione o di una ristrutturazione del proprio appartamento che non investa l’impiantistica, la scelta dei radiatori orizzontali in acciaio o in alluminio risulta la soluzione più economica e di facile installazione.

Il classico termosifone consente riparazioni più agevoli, considerando che i ricambi sono più facili da reperire in caso di guasti, rispetto ad un modello di design, per il quale spesso è necessario contattare la casa madre o reperire un rivenditore autorizzato.

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Radiatori, tipologie e caratteristiche

Il radiatore orizzontale è il sistema di riscaldamento più diffuso nelle abitazioni.

Ne esistono diverse tipologie, quali:

  • Radiatori in acciaio. Sono la scelta più comune per via della versatilità del materiale, che permette anche maggiori possibilità dal punto di vista estetico.

I termosifoni in acciaio possono essere di svariate forme: a colonne, a tubi o a piastra. Inoltre possono diventare veri e propri elementi di design.

Economici e non troppo pesanti, il loro punto debole è che l’acciaio si può corrodere facilmente. Per scongiurare il rischio, però, basta applicarvi dei rivestimenti specifici.

  • Radiatori in alluminio. Si scaldano molto rapidamente, di contro si raffreddano con la stessa velocità. Per questa loro peculiarità è più facile trovarli in contesti in cui c’è bisogno di un uso intensivo del radiatore o in case vacanze.

Il “nemico” del modello in alluminio è la ruggine, che attacca internamente il materiale. Anche in questo caso comunque il problema può essere ovviato in parte con degli inibitori chimici.

  • Radiatori in ghisa. Si tratta del modello storico, quello più antico. A differenza dell’alluminio, la ghisa rilascia gradualmente il calore quindi, se da un lato i radiatori impiegano più tempo a scaldarsi, dall’altro continuano ad emettere calore da spenti ancora per un bel po’. Sono adatti per un impiego continuo dell’impianto.

Questo materiale ha il vantaggio di non essere attaccato dalla ruggine, ma può essere più costoso, pesante e fragile degli altri.

  • Radiatori in polipropilene. Sono l’ultima generazione immessa sul mercato e promettono risultati importanti per praticità ed economicità. Pesano poco, hanno una resa termica costante e resistono bene alla corrosione.

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Cucina in stile shabby chic: come arredarla

Cucina in stile shabby chic: come arredarla

Lo stile shabby chic è qualcosa di più di uno stile d’arredamento. Si tratta di una scelta di vita, una filosofia che invoglia ad arredare una casa in maniera pratica e funzionale. Come altri stili espressione della contro-cultura, anche lo shabby chic rifugge dal consumismo esaltando tutto ciò che è “vecchio”.

Per le nuove generazioni, molto attente alla sostenibilità ed al design ecologico, sembra quasi la soluzione perfetta per l’arredo di una casa.

Gli elementi che caratterizzano la cucina in stile shabby chic

I complementi caratterizzanti l’arredo di una cucina in stile shabby chic spesso sono proprio quelli acquistati in un mercatino dell’usato. Accessori vintage, le ante di una vecchia cucina e tantissimi oggetti rustici sono il fulcro dello stile shabby.

Il termine shabby chic vuol dire “sciatto elegante” e si riferisce proprio ai colori ed alle finiture dei mobili che ricordano quelli rovinati a seguito di anni ed anni di utilizzo. Per questi motivi, non si può parlare di cucine in stile shabby chic senza fare riferimento a vecchie credenze da cucina, armadi, scaffali e mensole in cui riporre tutti gli oggetti necessari.

La cucina shabby chic si discosta notevolmente dal design banale delle comuni cucine tradizionali. È la finitura invecchiata a renderla protagonista in questo ambiente domestico, con armadi tradizionali e in stile Shaker.

Un altro punto fermo di queste cucine sono i tanti scaffali aperti e le mensole a giorno che traggono ispirazione dalle vecchie cucine di campagna. Questi scaffali di legno consentono di esporre con orgoglio elementi vintage come le stoviglie, i contenitori delle spezie ed i barattoli.

Un’ altra componente importante che ha preso piede negli ultimi anni è l’isola da cucina. Se gli spazi lo permettono, utilizzare un vecchio tavolo recuperato o acquistato in un mercatino dell’usato è un’ottima soluzione in pieno stile shabby. Basta un piccolo ritocco e può fungere anche da tavolo per la colazione ed il pranzo, realizzando una personale ed informale zona giorno.

Particolare attenzione è da dedicare alla scelta degli elettrodomestici. Gli apparecchi elettrici di una cucina shabby non possono essere moderni ma devono amalgamarsi con uno stile vintage. Scegli quelli dalle linee retrò che fanno tornare alla mente i frigoriferi ed i forni di una volta.

La rubinetteria deve avere un aspetto retrò, possibilmente con la finitura in ottone. Il classico lavello in acciaio è fortemente sconsigliato perché non sarebbe in linea con lo stile. Meglio optare per un robusto lavello in pietra o in ceramica, magari appoggiato o incassato su un vecchio mobile in legno.

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Elementi di arredo di una tipica cucina in stile shabby chic

Cucina in stile shabby chic: come arredarla

Gli elementi che contraddistinguono le cucine shabby chic dalle cucine tradizionali sono molti. Tra questi vi sono:

  • la credenza da cucina, il pezzo forte di una cucina shabby chic. Spesso viene realizzata con vecchi armadi recuperati e riverniciati in tenui colori pastello o nel più classico bianco.

Le credenze perfette, che possono essere riadattate in stile shabby, sono quelle in stile country. Per impreziosirle si possono applicare delle tendine nella parte superiore, possibilmente nei colori che richiamano quelli della tovaglia, magari in un tema floreale.

  • Vecchi mobili effetto shabby. La peculiarità dello stile shabby è il recupero e la valorizzazione di vecchi mobili, riportandoli ad nuova vita mediante una nuova colorazione. Attenzione: la pittura non deve apparire perfetta, anzi, in alcune zone del mobile deve presentarsi volutamente imperfetta. Questa tecnica, la cosiddetta finitura decappata, serve a donare ai mobili della cucina un aspetto vissuto o invecchiato.
  • Materiali naturali. Questo stile di arredamento riprende fortemente quello delle ville di campagna. Per questo i materiali da privilegiare sono quelli naturali. Il legno caratterizza mensole, credenze e mobili, mentre la pietra naturale deve essere usata per i piani cucina. L’acciaio è sconsigliato, meglio far uso di oggetti in metallo dall’effetto invecchiato.
  • Colori. Di solito la cucina in stile shabby chic è bianca, ma anche i colori pastello come il verde salvia, il lavanda o l’azzurro sono perfetti. Anche le finiture in grigio chiaro, argilla e taupe vanno benissimo per donare alla cucina un aspetto caldo ed accogliente.
  • Dettagli. Una cucina in stile shabby non è completa senza i giusti dettagli. Le tende alle finestre e i rivestimenti dei cuscini dovranno rifarsi agli arredi tessili delle vecchie case di campagna. Sono da evitare i tessuti sintetici, privilegiando piuttosto il cotone ed il lino, nelle fantasie floreali. Un’ottima idea potrebbe essere quella di acquistare barattoli in rame e in vetro da esporre massicciamente sulle mensole a giorno. Pentole e padelle in rame vanno esposte sulle mensole oppure vanno appese direttamente alla parete.

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Controsoffitto in cartongesso Milano

Controsoffitto in casa, quali vantaggi offre?

Vuoi ristrutturare casa rendendola più moderna? I controsoffitti in cartongesso rappresentano una soluzione molto interessante: permettono di ottenere importanti vantaggi e di creare un ambiente moderno e sofisticato. Scopriamone di più.

I vantaggi offerti dal controsoffitto in casa

I controsoffitti prevedono una struttura realizzata con un telaio metallico e lastre di cartongesso. Possono essere utilizzati per creare effetti caratteristici anche di tipo ondulato.

E’ necessario prima creare una struttura metallica, all’interno della quale è possibile inserire lana di vetro o lana roccia. Si tratta di materiali aventi un elevato potere isolante e di conseguenza si ottiene un isolamento termico ed acustico. Nel caso in cui non ci fosse sufficiente spazio per realizzare l’intercapedine, si possono utilizzare pannelli di cartongesso isolanti.

Questi accorgimenti migliorano il comfort abitativo: si ottiene un risparmio economico sul costo dell’energia per il riscaldamento, dovuto anche alla riduzione della cubatura interna dell’ambiente e si evita di sentire i rumori che provengono dal piano superiore. (ad esempio la voce dei vicino o il calpestìo).

I controsoffitti possono essere realizzati per nascondere i fili degli impianti elettrici come nel caso in cui in un immobile sia stato necessario realizzare un nuovo impianto, con l’uso di questa tecnica una parte dei cavi può essere nascosta senza dover realizzare opere murarie. Si possono inoltre nascondere impianti di climatizzazione.

Questa soluzione è ormai molto richiesta perché offre diversi vantaggi, quali:

  • Isolare l’ambiente. Il controsoffitto riesce ad isolare sia termicamente sia acusticamente la stanza in cui viene applicato, grazie al materiale coibente presente nell’intercapedine. Esso attutirà i rumori e ridurrà la dispersione di calore tra un piano e l’altro, preservando sia il silenzio che il calore di ogni ambiente.
  • Nascondere gli impianti. Ciò permetterà anche di intervenire sui fili, sulle tubature e sugli impianti di condizionamento, senza coinvolgere i muri di casa in caso di guasti o di rifacimento di impianto elettrico.
  • Rinnovare l’aspetto degli ambienti. Per rifinire l’atmosfera e l’architettura della propria casa, si sceglie di integrare il sistema d’illuminazione nella controsoffittatura, installando controsoffitti con faretti a led direttamente nella struttura. Essi creano dei giochi di illuminazione particolari.
  • Nascondere anche altri difetti che nel tempo si sono presentati, come ad esempio macchie o altri piccoli segni.

I controsoffitti, oltre ai vantaggi sopracitati, presentano però anche degli svantaggi, quali:

  • Riduzione dell’altezza. Prima di procedere con i lavori di installazione di un controsoffitto, devi analizzare bene la situazione degli spazi calcolando attentamente le misure degli ambienti. Questa struttura potrebbe presentarsi come un’arma a doppio taglio poiché può essere adatto in alcune circostanze ma controproducente in altre. Le altezze minime da rispettare sono: 2,70 m per gli ambienti abitabili e 2,40 m per corridoio e disimpegno.
  • Riduzione dell’areazione all’interno del locale. Un soffitto troppo basso riduce l’areazione all’interno del locale con conseguenti problemi igienici.

Le diverse tipologie di controsoffitti in cartongesso

Per la realizzazione del controsoffitto bisogna prevedere l’utilizzo di cartongesso di altissima qualità. In base alla destinazione d’uso si può scegliere il materiale ed il tipo di cartongesso:

  • controsoffitti continui con classiche lastre in gesso rivestite da cartone per gli appartamenti
  • controsoffitti modulari in caso di ristrutturazioni commerciali. Essi offrono una maggiore comodità e soprattutto sono resistenti al fuoco
  • lastre di gesso rivestite di apposito cartone idrorepellente in caso di utilizzo in esterno o in presenza di molta umidità
  • cartongesso termoacustico per esigenze di minimizzazione del rumore da “calpestio” proveniente dal piano superiore. Viene realizzato con un tappetino isolante, al quale vengono aggiunti eventualmente pannelli di lana di vetro o lana di roccia, oppure lastre in cartongesso con polistirolo.

I controsoffitti in cartongesso possono essere in aderenza, sospesi o autoportanti.

Il primo è costituito da una struttura metallica, fissata alla soletta mediante appositi ganci su cui si poggiano le lastre; la soluzione sospesa consiste in un sistema di elementi di pendici in acciaio che partono dal solaio del piano superiore e reggono l’orditura metallica.

I controsoffitti autoportanti hanno invece un’anima metallica che non si poggia al soffitto, ma alle pareti perimetrali.

La sottostruttura può essere a vista, nascosta o seminascosta: dipende dai giunti di connessione e dalla natura dei controsoffitti, i quali possono essere:

  • chiusi,
  • aperti,
  • non ispezionabili, possiedono guide nascoste e fughe tra giunti che ne impediscono l’ ispezionabilità
  • ispezionabili con profili a T rovesciata, sui quali si poggiano pannelli modulari smontabili e con botole di ispezione. Quest’ultime rendono ideale la presenza degli impianti.

I controsoffitti possono essere realizzati in cartongesso. Con questo materiale è possibile realizzare strutture sospese ed ispezionabili che ben distribuiscono luce ed isolano acusticamente e termicamente.

La realizzazione è semplice ed efficace e può essere portata a termine tramite strutture metalliche a vista oppure nascoste.

I profili in lamiera per la sospensione sono adattabili ad ogni tipo di pannello, sono a “T” (ma anche ad L, C e per vallette ad F) con montaggio a sormonto e con elevata resistenza a trazione e antisismici.

I controsoffitti in legno sono composti da una struttura portante fissata alle pareti ed al soffitto. I pannelli in legno, una volta ancorati alla struttura,  vengono prima fissati su orditure non più visibili.

Nel caso di doghe, esse vengono fissate alla struttura portante tramite un sistema a scatto che le rende facilmente rimovibili in caso di bisogno.

I controsoffitti in legno possono essere sia ispezionabili sia non ispezionabili, a seconda della natura rimovibile o meno dei pannelli).

Oltre al fattore estetico, le strutture in legno sono particolarmente adatte per ospitare impianti di illuminazione, climatizzazione e filodiffusione.  Hanno inoltre una grande dote di isolante acustico, soprattutto se integrato ad altri materiali come il polistirene, la lana di canapa.

I controsoffitti devono rispettare i Requisiti Marcatura CE (regolati dalla UNI EN 13964:2007) riguardo la sicurezza in caso di incendio, la resistenza statica e dimensionale (capacità portante e resistenza a flessione), l’acustica (isolamento e assorbimento acustico), l’isolamento termico e la sicurezza igienica ed ambiente (assenza rilascio di formaldeide e/o altre sostanze pericolose, assenza rilascio amianto).

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Cucina a vista, consigli utili su come arredarla

Cucina a vista, consigli utili su come arredarla

Sei amante delle cucine a vista? Per comporre la tua cucina ideale, puoi dare libero sfogo alla tua fantasia trovando idee particolari ed allo stesso tempo pratiche. Hai la possibilità di integrare elementi di arredo alternativi come pareti vetrate, muretti in cartongesso o isole, dando un aspetto originale e lineare a tutto l’ambiente, dalla cucina al salotto.

Quali aspetti tener conto prima dell’arredo cucina a vista?

Esistono diverse possibilità di arredamento per una cucina a vista moderna, ma la cosa importante è tenere in considerazione tre aspetti, quali:

  1.  Estetica. L’aspetto generale della cucina deve mantenere un senso armonico con il salotto. Di conseguenza una certa attenzione va riservata ai colori, ai materiali ed ai tessuti di tutto l’ambiente circostante.
  2. Spazio a disposizione. Questo è un fattore essenziale partendo dal quale possiamo scegliere la composizione che più si adatta alla metratura della tua stanza.
  3. Praticità. Una cucina esteticamente bella ma non funzionale non vale la pena di essere vissuta. La cucina è un luogo in cui più volte al giorno ci si ritrova a preparare pasti, pulire verdure o semplicemente a bere un bicchiere di acqua. È importante che ogni movimento sia facilitato dalla composizione scelta.

Cucina a vista, come arredare uno spazio open space

La cucina open space è una delle composizioni più gettonate negli ambienti della zona giorno. Dividere uno spazio aperto in due stanze sembra non essere più la scelta ideale per separare la cucina dal soggiorno.

Negli anni scorsi alla cucina veniva dedicata una stanza apposita per evitare che il problema dei fumi e degli odori venivano emanati e sparsi in tutta la casa.

Oggi questo problema è stato superato grazie all’installazione di cappe aspiranti tecnologicamente più avanzate ed alle possibilità offerte dal design.

Cucine a vista, il nuovo concetto delle composizioni moderne

Le composizioni delle cucine moderne si indirizzano verso concetti di ambienti più ampi in cui cucina e soggiorno diventano un tutt’uno, dando luogo ad uno spazio ampio, fluido e funzionale.

La cucina a vista è un trend che non stanca mai: è uno spazio in cui gustarsi una colazione seduti al tavolo della penisola mentre i bambini giocano in salotto. Un luogo cui continuare a cucinare mentre gli ospiti si godono un aperitivo senza dover interrompere la conversazione.

L’arredamento di una cucina a vista deve indubbiamente rispecchiare i tuoi gusti. Se ami lo stile classico, puoi scegliere una cucina dalle linee classiche, se ami lo stile minimal una cucina dallo stile moderno e se sei amante dello stile industrial puoi optare per una cucina che associa legno e ferro.

LEGGI ANCHE: Guida alla scelta del lavello cucina ideale

Una cucina a vista può adattarsi ad ogni tipo di ambiente?

Una cucina a vista con penisola è una soluzione ideale per chi vuole combinare esigenze di spazio e gusto, ma che allo stesso tempo vuole beneficiare di tutti i vantaggi di un ambiente open space.

La cucina con penisola è una soluzione che apre alla convivialità ed alla condivisione degli spazi: riuscire a preparare la cena per la propria famiglia ed allo stesso tempo raccontarsi la giornata lavorativa o scolastica senza essere contemporaneamente nello stesso spazio è un buon modo sia per ottimizzare il tempo sia per non isolarsi durante un momento che invece potrebbe essere sfruttato per confrontarsi.

Non dimenticare il vantaggio di avere sott’occhio i bambini mentre cucini: un’esigenza che allevia le ansie delle mamme, permettendo loro di dedicarsi alla cucina con tranquillità mentre i piccoli giocano in salotto o guardano la TV.

Questa tipologia di cucina è una soluzione di compromesso tra la cucina a vista con isola e quella lineare. In questo caso l’isola della cucina è poggiata a parete da un lato e si propende verso il centro stanza.

La cucina con penisola può aiutare a suddividere ulteriormente gli spazi creando da una parte la zona living con tavolo e sedie e dall’altra un salottino con divano e televisore.

La cucina con isola è quella maggiormente utilizzata per arredare cucine a vista. Grazie alla sua naturale conformazione è la candidata numero uno per arredare un open space.

L’isola della cucina può essere utilizzata come semplice bancone, ma viene spesso reso un piano da lavoro operativo con l’inserimento del piano cottura e del lavello. Se si posizionano i fuochi sull’isola è bene scegliere con attenzione la cappa. Se si sceglie una cappa a soffitto si deve considerare che impatta molto visivamente e contribuisce a dividere gli spazi. Il design è quindi fondamentale per non rischiare di appesantire l’ambiente.

Una soluzione molto interessante è quella di scegliere una cappa da cucina posizionata nella base sotto il piano cottura oppure un piano cottura con cappa integrata. In questo modo non vi è alcuna barriera visiva che separa la cucina ed il living.

Un’altra soluzione per una casa dal design unico e ricercato è quello di arredare la propria cucina a vista installando una vetrata come parete separatoria dalla zona giorno.

La cucina a vista sul soggiorno con vetrata è un’idea valida qualora si volesse essere certi di non contaminare il resto della casa con gli odori provenienti dalla cottura o frittura di alimenti. Una valida soluzione per intensificare la luminosità dell’ambiente o anche un’idea di design per ambienti più difficili da arredare (ad esempio una mansarda).

Come arredare una cucina a vista dalle piccole dimensioni

Hai poco spazio a disposizione? Arredare la cucina di un monolocale o di un bilocale di pochi metri quadrati necessita di sistemare la propria cucina in modo da ottimizzare il poco spazio a disposizione. In questi casi una cucina a vista piccola è la soluzione migliore: un piccolo tavolino o una penisola contenuta potrebbero essere gli elementi d’arredo ideali da utilizzare come divisorio senza appesantire la separazione degli spazi.

Anche una cucina piccola  può essere trasformata in una cucina a vista sul soggiorno, con un piano cottura con 3 o 4 fuochi, un frigorifero, un forno ed un lavello, al fine di avere le funzionalità di una grande cucina anche in poco spazio.

La cucina a vista che si estende lungo l’angolo della stanza è una soluzione adatta se desideri un risultato completamente personalizzato ed in modo particolare per estendere lo spazio della cucina che deve solitamente adattarsi ad un’area ben definita.

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