Rossana Nardacci, Autore presso Ristruttura Interni
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Bagno in stile classico, consigli sulla scelta degli arredamenti

Come arredare un bagno in stile classico

Non ami particolarmente le linee pulite tipiche del design contemporaneo?

Il bagno in stile classico dalla bellezza senza tempo è quello che si addice maggiormente ai tuoi gusti. Come arredarlo?

Consigli utili per arredare un bagno in stile classico

Oggi il bagno è visto come la stanza del comfort. Un luogo che ha resistito alla prova del tempo passando per diversi stili e design. Il termine “classico” non vuol dire vecchio ed immutabile.

Un bagno classico non è affatto un ambiente dal design superato. Anzi, è di estrema attualità e di forte tendenza perché non stanca mai ed è sempre elegante.

Niente linee essenziali e minimal ma piuttosto un ambiente raffinato nel quale i sanitari, la rubinetteria, i mobili e gli accessori sono gli elementi fortemente caratterizzanti. Un luogo in cui sanitari bianchissimi, specchi con preziose cornici e mobili in legno massello in stile retrò stupiscono ed incantano.

Ecco alcuni consigli per arredare al meglio un bagno in stile classico.

  • Colori e materiali. Riguardo la scelta dei colori del bagno in stile classico bisogna partire da una domanda: qual è il primo colore che ti viene in mente pensando ai bagni di una volta? Sicuramente il colore del legno, anche se non è il solo. Esistono infatti colori che, abbinandosi al legno, donano alla stanza un senso di intimità. Si tratta indubbiamente dei colori pastello e di colori chiari, i quali danno la sensazione di un bagno più grande. Essi sono:
  • Crema
  • Beige
  • Bianco antico
  • Verde pastello
  • Lavanda

Il marmo bianco è una scelta perfetta per rendere il bagno luminoso, ma anche il grès porcellanato effetto marmo bianco con le sue venature.

Il legno deve essere utilizzato per creare dettagli e dare personalità e senso di attenzione ai piccoli particolari.

Per dare risalto e stile al bagno, si può giocare anche sui contrasti creati fra il bianco e il nero, ad esempio dipingendo o rivestendo le pareti di bianco ed utilizzando i colori più scuri, tendenti quasi al nero, per i mobili da bagno o le mattonelle del pavimento.

  • Sanitari. Il bagno in stile classico non ammette molte variazioni sul tema. Il colore dei sanitari deve essere rigorosamente bianco.

Il wc in stile classico è in porcellana bianca, montato a terra e con cassetta dello scarico a vista. Niente wc dalle linee pulite e moderne, nè sospesi o a filo muro, né tantomeno colorati. Sono di tendenza quelli con la tubatura cromata a vista che scende dallo scarico posto in alto.

Anche il lavabo deve essere in porcellana bianca, preferibilmente con la colonna, sempre in porcellana bianca, liscia oppure lavorata. La colonna del lavabo può anche essere nascosta in un mobiletto da bagno in legno e dalle linee morbide ed arrotondate. Il lavabo deve essere d’appoggio e non sospeso, in stile Belle Epoque.

Sono molto di tendenza oggi i lavabi incassati in mobiletti di legno con le zampe, simili ai comò di una volta. In questo caso il mobile sul quale è incassato il lavabo deve essere sempre in stile retrò.

La vasca è il punto focale della stanza, l’elemento che richiama l’attenzione di chi entra nel bagno. Per questo è il sanitario forse più importante, quello che deve destare ammirazione e stupore. 

Nel bagno in stile classico la vasca freestanding con piedini in ottone lavorato è un vero must perché dà all’ambiente un’atmosfera lussuosa. Tutti i sanitari devono avere una forma tondeggiante e morbida.

  • Rubinetteria. Deve essere naturalmente in stile retrò ma allo stesso tempo deve dare l’idea del lusso. Quindi sono da preferire i materiali come l’argento, l’ottone ed il bronzo, materiali dalle linee arrotondate e morbide, che richiamano i piedi della vasca.

Puoi optare per i “miscelatori bicomando”, con le manopole separate una per l’acqua calda e una per l’acqua fredda, che fanno tanto “old style”, magari con i pomelli in ceramica e finiture anticate.

  • Accessori bagno. E’ una scelta importante perché, seppur piccoli, contribuiscono a creare l’atmosfera retrò e donano a tutta la stanza da bagno un senso di attenzione ai minimi particolari. Sono indicati specchi ovali con cornici in legno intarsiato, ma anche specchi rettangolari applicati al mobiletto bianco a forma di cassetta del pronto soccorso e con la cornice in acciaio cromato.

Ricorda che lo specchio deve avere la cornice della stessa finitura dei mobili e deve essere di grande dimensione.

  • Illuminazione, data da un bel lampadario classico in cristallo, come quelli tipici degli Anni ’60 e ’70. Per diffondere meglio la luce in alcuni punti dell’ambiente si possono utilizzare delle plafoniere in stile classico, in vetro satinato bianco o beige in modo da richiamare la cornice dello specchio, con finiture cromate per conferire all’oggetto una nota elegante. Per questo scopo vanno benissimo le plafoniere con il paralume in tessuto bianco e decorate con cristalli che richiamano il lampadario.

Tutti gli oggetti d’arredo devono avere forma arrotondata e morbida e devono essere realizzati in vetro, porcellana, legno ed ottone.

  • Mobili da bagno. Nel bagno in stile classico puoi optare per mobili in legno dalle tonalità piuttosto scure. Se desideri “alleggerire” l’atmosfera con un po’ di colore, puoi  optare per mobili in legno massello e verniciati nei colori pastello dell’ambiente circostante, oppure laccati di bianco.

Tutti i complementi d’arredo devono essere in legno. Comò, sgabelli e sedute con la tappezzeria che richiama i colori delle pareti.

In generale, i mobili in legno devono avere linee in stile retrò. A completare l’ambiente non possono mancare asciugamani in morbido cotone ricamato ed in lino, oltre che quadri alle pareti.

Vuoi dare un aspetto accogliente e di eleganza al tuo bagno? Lo stile classico è la soluzione migliore. Segui i nostri consigli.

Consigli utili per rinfrescare le pareti di casa in attesa della primavera

Pareti di casa: consigli utili per rinfrescarle in primavera

Non sei più soddisfatto del colore delle pareti di casa o sei stanco di vedere ogni giorno quel colore?

Se senti quell’esigenza di rinfrescare le pareti di casa con colori nuovi e più stimolanti, segui i nostri consigli.

Trucchi per rinfrescare le pareti di casa

Con l’arrivo della primavera, le giornate si allungano, la temperatura è più mite, la natura si risveglia con i suoi colori e nasce in tutti noi la voglia di portare una ventata di freschezza agli ambienti domestici.

La primavera poi è il periodo ideale per tinteggiare le pareti di casa perché si possono lasciare le finestre aperte, gli ambienti prendono aria, l’asciugatura è più veloce ed elimina gli odori più facilmente.

Prima di contattare una ditta specializzata, vuoi valutare il fai-da-te?

Hai bisogno del seguente materiale:

  • Una latta di vernice nel colore che hai scelto
  • Un rullo di vernice a pelo corto o a schiuma sintetica ed un vassoio
  • Pennelli per dipingere: uno di medie dimensioni, uno piccolo
  • Nastro adesivo in carta
  • Teli di cellophane per coprire mobili ed infissi
  • Panni assorbenti per spolverare i muri
  • Cartoni per assorbire la vernice in eccesso
  • Una scala

Una volta preparato tutto il materiale necessario puoi seguire i seguenti step:

  1. Scegli il colore

Riviste e cataloghi sono l’elemento base dai quali trarre ispirazione per la scelta del colore delle pareti. Inoltre puoi visitare i siti dei rivenditori di materiale edile, che sono sempre fonte di ispirazione. Anche social come Pinterest ed Instagram sono una fonte inesauribile di idee e le soluzioni proposte vengono aggiornano continuamente.

Il modo più semplice per scegliere i colori della vernice per interni è partire dai colori che ami. Da quest’ultimo potrai creare diverse combinazioni di colori.

In base sia al colore scelto ed alla metratura da pitturare potrai decidere la quantità di idropittura da acquistare

2. Copri con il nastro adesivo in carta

Con il nastro adesivo in carta cerca di coprire prese a muro, infissi, termosifoni, cornici, battiscopa, maniglie delle porte e qualsiasi altra cosa che non deve essere dipinta.

Assicurati di applicare scrupolosamente il nastro in modo tale che eventuali pennellate non sporchino di vernice gli oggetti ricoperti dallo stesso

3. Copri i mobili con teli di cellophane

Prima di iniziare a pitturare, la prima cosa da fare è quella di  rimuovere tutti i mobili dalla stanza. Ma se non hai lo spazio giusto per metterli, spostali al centro della stanza e coprili con sottili teli di cellophane.

Sacchetti di plastica e giornali possono esserti utili per proteggere oggetti come i lampadari e le plafoniere.

Ti consiglio di posizionare sempre dei cartoni a terra sotto l’area che stai dipingendo, fissandoli con il nastro adesivo. Le gocce di vernice tendono ad infiltrarsi sul pavimento anche se fai massima attenzione

4. Spolvera e carteggia i muri

Per ottenere una finitura perfettamente liscia, è essenziale spolverare le pareti prima di iniziare a dipingere. Di solito basta una rapida passata con un panno asciutto. Fai molta attenzione negli angoli superiori della stanza in cui potrebbero esserci delle ragnatele.

Questo è anche il momento per carteggiare eventuali zone irregolari e rimuovere vecchi chiodi o viti dalle pareti, riempiendo gli spazi vuoti con uno stucco multiuso.

5. Inizia a pitturare

Normalmente non è necessario utilizzare un primer sui muri che sono già stati dipinti.

Il primer è un fissativo della pittura, ovvero fissa in modo uniforme il colore sulle pareti. Deve essere utilizzato quando le pareti sono particolarmente porose o quando sono nuove. Nel caso in cui si debbano rinfrescare le pareti precedentemente pitturate, non occorre stenderlo.

Da questo momento in poi, puoi finalmente aprire il barattolo di vernice.

Mescola molto bene la vernice con un bastoncino versandone un po’ nel vassoio del rullo.

Il rullo a pelo lungo è indicato per le pareti ruvide, per le pareti di casa con la superficie liscia puoi optare per un rullo a pelo corto. I rulli a schiuma sintetica vanno bene per le pareti lisce, specialmente se utilizzi le pitture a base acrilica.

La chiave per ottenere una finitura liscia ed uniforme è quella di non sovraccaricare di pittura il pennello o il rullo. Una volta immerso quest’ultimo nel vassoio, rotolalo poi sulla griglia del vassoio per distribuire uniformemente la vernice e per scolare quella in eccesso. Muovi il rullo a zig zag e ricopri tutta la superficie della parete con estrema cura.

Quando si utilizza un rullo, si deve dipingere con tratti a forma di V o W, anziché su e giù o da un lato all’altro, al fine di ottenere una finitura uniforme e senza strisce.

Parti sempre dal soffitto utilizzando il rullo, al quale devi applicare un’apposita prolunga che evita di dover ricorrere ai ponteggi. Usa invece i pennelli per gli angoli in alto quando la vernice è ancora fresca.

Passa poi alle pareti: usa il pennello di medie dimensioni per dipingere i 10 centimetri in alto ed in basso del muro, andando oltre i bordi del nastro adesivo. Usa quindi il rullo per dipingere il resto della parete.

Lascia asciugare la prima mano poi, se necessario, applicane un’altra per una migliore copertura. Ricorda che se dipingi su pareti già colorate, sarà necessario dare una terza mano di pittura.

Se invece intendi utilizzare il pennello per verniciare la parete, ricordati di acquistarne uno di buona qualità: quelli scadenti perdono le setole ed il risultato è scadente.

Per procedere velocemente puoi utilizzare la pennellessa, senza mai sovraccaricarla di pittura; è sufficiente, infatti, intingerla nella vernice per circa un terzo ed eliminare la pittura in eccesso premendola sul lato del secchio di vernice. In questo modo si eviteranno gli schizzi a terra e il lavoro sarà più pulito.

 Per i bordi e gli angoli si deve utilizzare un pennello da 5 cm così da rifinire con precisione il lavoro.

La vernice va applicata con pennellate verticali e stendendo poi la pittura con passate orizzontali. Termina infine con passate verticali per ottenere un risultato migliore.

6. Togli il nastro adesivo in carta

Quando la vernice è quasi asciutta, rimuovi con cura il nastro adesivo. Se aspetti che la vernice sia completamente asciutta, rischi di strappare via sezioni di vernice con il nastro. Se ciò dovesse accadere, puoi sempre effettuare un ritocco con il pennello più piccolo.

7. Lava tutti i pennelli

Una volta terminato di pitturare, lava accuratamente tutti i pennelli e gli eventuali accessori utilizzati per evitare che la vernice si secchi rendendoli inutilizzabili.

 I pennelli vanno lavati anche negli intervalli di asciugatura fra una mano di pittura e l’altra.

Ti sei reso conto di non avere tutto questo tempo a disposizione per il fai da te? Contattaci e ti daremo la giusta soluzione!

Il mondo delle costruzioni diventa sempre più smart

Il mondo delle costruzioni diventa sempre più smart

Grazie alla ricerca inarrestabile ed alla produzione avanzata, anche il mondo delle “costruzioni” ha fatto passi da gigante.

I sistemi ed i materiali oggi disponibili permettono di realizzare edifici all’avanguardia sempre più sicuri e sostenibili.

La selezione dei materiali edilizi e l’impiego di tecnologie avanzate

La riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e soprattutto la nuova edificazione non potevano certamente fare affidamento a tecniche e soluzioni datate che, seppur efficaci in passato, non rispondevano alle esigenze del vivere contemporaneo e, in alcuni casi, nemmeno alle norme vigenti.

Gli alti standard di efficienza energetica richiesti, la salubrità delle abitazioni, la bassa manutenzione a fronte di una maggiore durata degli edifici e la snellezza dei cantieri hanno sollecitato in questi anni una ricerca sempre più spinta e sofisticata per arrivare alla messa a punto ed alla formulazione di proposte corrispondenti e conformi ad un comparto moderno ed all’avanguardia, quale deve essere quello dell’edilizia del terzo millennio.

Il nodo più difficile da sciogliere riguarda gli edifici esistenti. Per le nuove costruzioni si è arrivati a vincolare i titoli abilitativi alla presenza di determinati requisiti, raggiungibili solo con sistemi, prodotti e materiali adeguati e performanti. Una possibilità è data dall’attenersi alle condizioni richieste per l’accesso ai convenienti incentivi statali così da intervenire in modo corretto, usufruendo delle nuove opportunità offerte dal mercato.

Edilizia smart: le tipologie di costruzioni avanzate

  1. Costruzioni off site. Sono quelle realizzate “fuori sede” (non in cantiere) grazie all’edilizia industrializzata ed in parte prefabbricata. Quest’ultima permette di rispettare i tempi di consegna previsti, di tenere alta la qualità del risultato, di ridurre gli scarti e di contenere i costi, utilizzando al meglio la tecnologia disponibile.

Queste costruzioni sono consentite per merito di quei processi costruttivi caratterizzati da una fase industriale che rimpiazza parte delle attività che solitamente vengono svolte direttamente in cantiere. Si tratta di un metodo che cambia il modo in cui viene concepita la costruzione, l’organizzazione della filiera stessa ed i parametri economici.

La digitalizzazione del processo e lo spostamento della produzione dal cantiere alla fabbrica è anche una soluzione in grado di assicurare un maggior incremento di produttività, abbassando i livelli di inefficienza.

L’edilizia off site permette di velocizzare il processo di costruzione impegnando mano d’opera qualificata, che lavora in un ambiente chiuso e controllato su cui non ha incidenza il clima; costruire con precisione, riducendo gli errori e gli scarti di materiale; portare nell’edilizia la qualità e le conseguenti garanzie di prestazione, tipiche di un processo industriale. Materiale principe di tale processo è il legno.

  • Sistemi antisismici 4.0. Ricerca, normativa ed ora anche maggiori sconti fiscali. E’ del 110% la detrazione delle spese in zona sismica 1, 2 e 3per i lavori di statica delle parti strutturali degli edifici e per quelli che fanno diminuire la classe di rischio.

Oggi sono disponibili soluzioni sia per quanto riguarda gli interventi di riqualificazione sia per le nuove costruzioni al fine di garantire in ogni caso una maggiore elasticità degli edifici e contemporaneamente la tutela delle persone ed il rispetto del territorio.

Non sempre poi è necessario prevedere investimenti ingenti. Nei casi più fortunati può essere sufficiente operare in piccola scala per incrementare di molto la qualità dell’involucro.

  • Materiali tradizionali ma evoluti. Laterizi e cementi non sono più quelli di una volta: ogni materiale della tradizione ha oggi una nuova vita perché combinato ad altri elementi o perché riformulato per seguire nuove esigenze. Tutto ciò modificando la filiera produttiva e puntando al riciclo a fine vita del prodotto. Ed è così che i mattoni rispondono ad esigenze strutturali ma sono anche isolanti. Il cemento è autopulente e diventa un alleato nella lotta contro l’inquinamento; i pannelli isolanti alzano le loro prestazioni.

Tutto con un duplice obiettivo:

  • Il primo è riuscire ad ottenere involucri sempre meno energivori e talvolta non più semplicemente passivi (senza fabbisogno energetico) ma addirittura attivi, capaci di non consumare energia ma di produrne in eccesso.
  • Il secondo è semplificare il processo costruttivo ed allungare la vita dell’edificio.
  • Materiali super attivi in&outdoor. Prodotti e trattamenti che sono in grado di contrastare l’inquinamento dentro e fuori casa. Soluzioni smart pensate per rendere attivi ed autopulenti intonaci, murature, vetri, pitture e piastrelle.

Sono ormai noti i pericoli per la salute dell’uomo derivanti sia dall’inquinamento indoor sia di tipo elettromagnetico o chimico. Ed allo stesso modo è noto che una delle cause del degrado edilizio è lo smog.

I metodi per contrastare questi problemi arrivano anche dalla ricerca messa in atto dalle aziende di prodotti edili. Una delle soluzioni trovate è rappresentata dalla fotocatalisi, un fenomeno naturale che si attua grazie alla presenza di foto catalizzatori per merito dell’azione della luce solare o artificiale e che produce una reazione chimica “vantaggiosa”. Si tratta di un forte processo di ossidazione che è in grado di decomporre le sostanze inquinanti organiche ed inorganiche, trasformandole in altre innocue.

Il principale vantaggio di questo processo è la sua durabilità: il catalizzatore non esaurisce la sua proprietà nel tempo, purchè attivato dalla luce.

Vuoi avere maggiori info sui materiali sostenibili? Contattaci

Come rinnovare il tetto migliorando l’efficienza energetica

Come rinnovare il tetto migliorando l’efficienza energetica

Hai intenzione di incrementare l’efficienza energetica degli ambienti sottotetto e/o dell’intero immobile o per riparare un danno? Ora è il momento di programmare l’intervento.

Come programmare un intervento di rifacimento tetto

Se sono passati più di trent’anni dalla posa del tetto, la copertura potrebbe non offrire più garanzie di tenuta: tale lasso di tempo, infatti, corrisponde alla durata media di un tetto a falde con struttura in legno. Mentre un tetto piano in genere resta efficiente per un periodo più lungo.

Un’alta percentuale di tegole mancanti, danni al manto, segni di infiltrazioni d’acqua nei locali sottotetto sono ottimi motivi per programmare un intervento di rifacimento.

Ma la priorità spetta sicuramente alla riqualificazione termica, tanto che costituisce uno degli interventi che danno diritto, a pieno titolo, a qualsiasi incentivo statale in vigore.  Naturalmente, a seconda dei livelli raggiunti in termini di efficientamento energetico.

Attenzione quindi alla scelta dei pannelli solari, coppi e tegole, lucernari ed impianti legati alle energie rinnovabili da posare sul tetto che, oltre a mantenere la primaria funzione di “copertura”, oggi riveste anche un ruolo determinante nel contenimento dei consumi dell’edificio e nella riduzione dell’inquinamento.

Non a caso sono sempre più presi in considerazione tetti verdi, fotovoltaici e termici, con aperture nelle falde per permettere alla luce naturale di penetrare copiosa negli interni, migliorando benessere e comfort indoor.

Rifacimento tetto: perché è importante intervenire?

La copertura di un edificio va considerata come un complesso di elementi realizzati in modo da integrarsi tra loro e collaborare alla funzionalità del tetto stesso. Per questo motivo si preferisce parlare di “pacchetto o sistema tetto”, proprio per sottolineare la particolare composizione a strati sovrapposti.

I vantaggi sono di due ordini:

  • una progettazione di volta in volta mirata che permette di scegliere soluzioni specifiche per ogni situazione
  • la possibilità di intervenire su una singola parte

L’ordine di posizionamento di tali strati può variare secondo la tipologia e secondo quanto previsto dalle norme Uni. Quelli meno recenti, ad esempio, hanno una struttura semplificata se paragonata a quella, molto più articolata, delle recenti realizzazioni.

Ogni strato del tetto è naturalmente fondamentale, ma quello termoisolante lo è in modo particolare perché è attraverso il tetto, quando non adeguatamente coibentato, che si disperde una grande quantità di energia termica (20-35%), benché la sua superficie sia inferiore ad esempio a quella totale delle pareti esterne.

Il motivo è semplice: il flusso di calore si muove verso l’alto e da qui fuoriesce; inoltre il tetto è la componente costruttiva più esposta alle radiazioni solari e, nelle stagioni calde, favorisce il surriscaldamento dei locali sottostanti.

Grazie ad un buon isolamento (dimensionato e posato correttamente) si riesce ad avere una casa più calda d’inverno e più fresca d’estate, riducendo le spese per la climatizzazione.

La scelta di procedere con il rifacimento del tetto non dipende solo dallo stato in cui si trova la copertura ma anche da altri fattori che sono altrettanto importanti.

Molte volte si mette mano a coperture che non hanno grandi problemi e creano solo piccoli disagi che si potrebbero risolvere con interventi mirati. Con l’intenzione di migliorare la capacità energetica dell’edificio, si opta invece per un intervento più invasivo e risolutivo in generale, grazie agli incentivi ad hoc, come Ecobonus e Superbonus.

Il rifacimento o la sostituzione della coibentazione è sempre un’opportunità da considerare anche quando sarebbero indispensabili solo piccoli lavori.

La scelta di riqualificare dal punto di vista energetico è una chiave di lettura molto importante non solo quando il tetto presenta lesioni o è stato danneggiato dalle intemperie o banalmente contiene un materiale nocivo come l’amianto.

Quali caratteristiche deve avere una nuova copertura tetto?

Una nuova copertura deve avere nel suo complesso le seguenti caratteristiche:

  • stabilità e resistenza al proprio peso ed ai carichi esterni (neve e vento), nonché a quelli dovuti agli interventi manutentivi
  • protezione dagli agenti atmosferici esterni e dai fulmini
  • protezione da intrusioni esterne
  • impermeabilizzazione e smaltimento delle acque piovane
  • resistenza agli shock termici ed al gelo
  • protezione dalla luce solare
  • resistenza al fuoco
  • isolamento termico ed acustico
  • veloce smaltimento dell’umidità
  • durabilità nel tempo delle performance

Una copertura per essere energeticamente efficiente è fondamentale che:

  • protegga dal surriscaldamento estivo
  • abbia tenuta all’aria sul lato interno e tenuta al vento sul lato esterno
  • permetta una corretta gestione dell’umidità all’interno del pacchetto tetto
  • dia la possibilità di installare impianti che sfruttino le risorse rinnovabili

Il tetto deve essere ben isolato e deve garantire continuità con le pareti esterne per quanto riguarda la coibentazione, in modo da evitare ponti termici.

In una casa energicamente efficiente, lo spessore della coibentazione in copertura è generalmente superiore a quello dell’isolamento delle pareti. Molti degli accorgimenti attuati per la protezione termica invernale sono utili anche per quella estiva.

Anche in una ristrutturazione del tetto i fattori che influenzano la buona riuscita sono la manodopera ed i materiali impiegati. Proprio quest’ultimi devono essere certificati e garantiti al fine di rispondere a specifici requisiti estetici e funzionali.

Per quanto riguarda il manto in tegole, quest’ultime devono:

  • avere un’elevata resistenza ai cicli di gelo/disgelo, impermeabilità all’acqua e resistenza ai carichi di neve e grandine. La norma di riferimento è la Uni En 490/491;
  • rispettare criteri di carattere estetico, integrandosi nel contesto architettonico nel quale l’edificio è inserito;
  • garantire una superficie “continua”. L’integrabilità degli elementi è un fattore chiave perché il mancato o imperfetto accoppiamento degli elementi può provocare infiltrazioni d’acqua, polvere o nere e dispersioni di calore.

Le spese per il rifacimento del tetto variano in funzione della tipologia di copertura e dei materiali utilizzati ma vi sono altri parametri che condizionano l’importo finale.

Contattaci ed avrai un PREVENTIVO GRATUITO.

Ristrutturazione bagno con mosaico: dalla forma al colore

Ristrutturazione bagno con mosaico: dalla forma al colore

Il mosaico è un rivestimento senza tempo proposto, oltre che in vetro, in infinite miscele cromatiche dalla superficie bright e riflettente, anche in grès colorato o ad imitazione di materiali nobili (come marmo e pietre), più in linea con le attuali tendenze di interior decoration.

Le caratteristiche del mosaico: dalla forma, al colore, ai materiali

In ogni versione il mosaico garantisce sia la caratteristica che lo contraddistingue, ovvero comporre superfici “quadrettate”, sia la praticità, perchè le tesserine sono premontate su rete. Una modalità che semplifica la posa persino su supporti irregolari o curvi.

Per lo stesso motivo, il mosaico è indicato anche per piccole porzioni di pareti, essendo facile da tagliare a misura direttamente in opera.

Le tesserine del mosaico a toni cangianti sono ideali per creare profondità e dare luce valorizzando, ad esempio, la vasca o la doccia.

Oggi il mosaico, oltre al suo classico utilizzo nella stanza dell’acqua, arricchisce anche ogni altro ambiente.  Ha acquistato in tecnologia per mantenere la preziosità dei materiali e la bellezza dei decori.

Come quello artistico, il mosaico per rivestire le superfici della casa è composto da tessere, che però si trovano già assemblate su rete o carta, in moduli solitamente di circa 30X30 cm.

I materiali? Vetro (o pasta di vetro), ceramica (grès, monopressocottura), pietre naturali, metalli anche riciclati.

La monopressocottura è ottenuta mediante pressatura a secco e cottura ad oltre 1200°C. Adatta per pavimenti e per rivestimenti, può essere applicata sia all’interno sia all’esterno. Offre elevata resistenza agli urti, alle macchie, alle abrasioni ed alle muffe.

Schemi anche molto complessi sono progettati in digitale e stampati: i vari pattern vengono poi seguiti dai “maestri mosaicisti” nella posa delle tessere.

Quali vantaggi offre un mosaico?

Un mosaico, in ogni ambiente della casa, offre i seguenti vantaggi:

  • dona profondità all’ambiente, soprattutto se usato su un’intera parete
  • impreziosisce e personalizza l’ambiente combinato con altre piastrelle
  • esalta la zona doccia ed il lavabo
  • è facile da posare: le tessere sono pre-assemblate in fogli su rete di fibra di vetro o carta della dimensione di circa 30 x 30 cm
  • riveste facilmente ogni superficie, persino curva ed inclinata, poiché i fogli possono essere tagliati su misura con un cutter
  • ti libera la creatività: puoi scegliere tra un’infinità di colori, materiali e forme (rettangolari, esagonali, quadrate etc.).

Ogni colore del mosaico crea un’atmosfera diversa e riflette la tua personalità. Puoi sceglierlo in base al tuo gusto e tenendo conto della dimensione e della luminosità della stanza.

I colori chiari tendono ad allargare visivamente gli spazi. Quelli scuri invece creano ambienti intimi ed accoglienti ma, se gli spazi sono molto ridotti, vanno usati con attenzione.

In un mosaico le fughe sono molto visibili e per questo motivo anche il colore della malta va scelto con cura, poiché quest’ultimo modifica l’effetto.

Puoi scegliere il colore del mosaico optando tra i seguenti colori:

  • Bianco e toni naturali: bianco, crema, avorio e beige ricordano i materiali naturali come il lino, la pietra e il legno. Questi colori donano luce e trasmettono una sensazione di calma, armonia e pulizia. Sono indicati in tutti gli ambienti e possono funzionare come base su cui inserire elementi decorativi con colori più decisi.
  • Marrone: è il colore della terra, ha un effetto rasserenante e infonde calore in ogni ambiente. Morbido ed avvolgente, va dalle tonalità più chiare del beige e del tortora a quelle più intense come caffè e cioccolato, indicate in stanze molto luminose. Di grande tendenza, sono le tonalità che riprendono le essenze naturali del legno, come rovere, mandorlo, betulla.
  • Giallo: Allegro, luminoso ed energizzante, è il colore del sole, dell’oro e della primavera. Perfetto in cucina perché crea immediatamente accoglienza e convivialità. Scegli la tonalità che più si addice alla tua abitazione: dalle tonalità più fredde come il lime a quelle più calde che virano all’arancione come il giallo pompelmo.
  • Arancione: energizzante e stimolante, scalda ed avvolge ogni ambiente. Puoi usarlo come pavimento e come rivestimento, nelle tonalità intense o tenui come albicocca e terracotta.
  • Rosso: è il colore del fuoco, dell’azione, dell’energia e della vitalità. Le tonalità più intense sono indicate in cucina. Puoi combinare e stemperare il rosso con tutte le sue tonalità più tenui, dal magenta al fucsia fino al rosa dando così un tocco di dolcezza e femminilità.
  • Blu: è il colore della purezza, della calma, della freschezza. Richiama ricordi di calde giornate d’estate, l’oceano ed un cielo blu terso. Si adatta sia al bagno sia alla cucina. È consigliato in stanze molto luminose: le sue tonalità più chiare ampliano visivamente un ambiente. Quelle scure invece lo rendono più piccolo e sono quindi da destinare agli elementi decorativi, ai bordi e agli accessori.
  • Verde: è il colore della natura, delle foreste e dei campi. E’ indicato nel bagno e nelle stanze luminose. Nelle tonalità più delicate, richiama freschezza, purezza e tranquillità. In quelle più vivaci ha un effetto stimolante e tonificante: ideale per il risveglio sotto la doccia!
  • Grigio e Nero: tonalità eleganti e sofisticate, dalle più chiare del ghiaccio alle più scure come il grigio antracite ed il nero. Entrambi donano ad ogni ambiente eleganza e stile, classico o moderno. Queste tonalità sono consigliate per creare dettagli o per mischiarli con colori vivaci.

Le tessere del mosaico possono avere una finitura:

  • ruvida: migliora l’aderenza ed è particolarmente indicata per realizzare piatti doccia piastrellabili.
  • levigata o lucida: esalta la profondità del colore donando luminosità all’ambiente.
  • opaca: è molto pratica per la manutenzione ed è resistente nel tempo.
  • lappata: è una finitura ad effetto anticato molto naturale che valorizza la bellezza del materiale.

LEGGI ANCHE: Consigli utili per il rifacimento dell’impianto idraulico

L’uso del mosaico nel bagno

In vetro ma anche in marmo o in ceramica, le tessere del mosaico sono indicate per il bagno, per ricoprire un’intera parete o una sua porzione, come l’interno del box doccia, di una nicchia o l’area lavabo.

Estremamente flessibili, possono rivestire strutture irregolari o curve, come vasche o pilastri.

Il mosaico attuale, di decorazione di origini antichissime, è sintesi di cura artigianale e progettazione digitale, come dimostrano i motivi sempre più elaborati, che arredano le pareti. Come ad esempio, quadri o murales.

Le proposte molto scenografiche non sono sempre adatte per tutti i bagni.

Negli ambienti di piccole dimensioni, meglio puntare sul decoro per una porzione di parete e scegliere tinte chiare, luminose e riflettenti.

Negli ambienti di grandi dimensioni invece, si può osare con il colore e con rivestimenti total wall.

Hai ancora qualche dubbio sul mosaico? Contattaci. Preventivo gratuito in 24 ore.

Consigli utili per il rifacimento dell'impianto idraulico

Consigli utili per il rifacimento dell’impianto idraulico

Se non sei un esperto del mestiere e se l’impianto idraulico non presenta problemi specifici, individuare i segnali che rivelano la necessità di rifare lo stesso impianto non è semplice.

Impianto idraulico: quali sono i segnali che ti indicano che devi rifarlo?

Il motivo principale per cui spesso è necessario rifare un impianto idraulico è l’età dello stesso, la quale porta al naturale deteriorarsi di tubature e raccordi.

Dopo molti anni di funzionamento potresti riscontrare delle frequenti rotture, con conseguenti perdite di acqua che allagano non solo il tuo appartamento ma anche quello dei tuoi vicini.

Spesso la soluzione alle perdite di acqua è la semplice riparazione del singolo problema. Ma non sempre è la soluzione giusta. Effettuare una riparazione in impianti molto vecchi  e soprattutto in un singolo punto significa rischiare che lo stesso problema si ripresenti in un altro punto dell’impianto.

Se il problema si presenta una sola volta, la soluzione migliore è quella di provvedere alla riparazione. Se invece le perdite sono frequenti la giusta soluzione è il rifacimento dell’ intero impianto idraulico.

Al fine di evitare di avere un miscuglio di tubi sia vecchi e dismessi sia nuovi e funzionanti, è consigliabile far rimuovere totalmente il vecchio impianto idraulico.

In cosa consiste la rimozione del vecchio impianto idraulico?

Si tratta di un’operazione riguardante sia la parte di adduzione sia quella di scarico. Essa consiste nella:

  •  rimozione dei rivestimenti esistenti sia nei bagni sia nella cucina
  • nell’apertura delle tracce nei muri per togliere tubazioni ed ogni altro elemento che compone l’impianto
  • nella rimozione delle pavimentazione nei bagni ed anche in cucina (se necessario), per togliere tutte le tubazioni presenti

Dopo aver progettato come deve essere realizzato il nuovo impianto idraulico, la ditta specializzata può procedere con l’installazione delle nuove tubature e del sistema sia di distribuzione dell’impianto di adduzione dell’acqua sia del sistema di smaltimento delle acque meteoriche, predisponendo gli allacci per tutti gli apparecchi, con la posa dei rivestimenti a parete e pavimento.

Infine si può procedere con l’installazione dei sanitari e completare il lavoro con una bella pittura dei nuovi ambienti.

Oltre all’età dell’impianto idraulico ci sono altri due fattori che ti indicano se va rifatto o meno. Essi sono:

  • la qualità dell’acqua corrente. Se dal rubinetto esce acqua scura, dal sapore ed odore metallico, probabilmente è in atto già da tempo un fenomeno di corrosione di tubazioni metalliche. Se invece l’acqua lascia residui bianchi polverosi difficili da eliminare allora è fortemente calcarea e potrebbe ridurre il diametro interno delle tubazioni o mettere a repentaglio il corretto funzionamento dei diversi elementi idraulici.
  • la presenza di aloni o macchie scure.  Se, in prossimità di tubazioni, si formano aree scure o fredde al tatto potrebbe essere in atto un fenomeno di condensa. E’ tipico di tubi metallici non isolati che, a lungo, potrebbe dare luogo a danni murari più gravi.

Quali sono gli elementi che compongono un impianto idraulico?

Un impianto idrico completo è composto dai seguenti elementi:

  • depuratore, dispositivo che permette il trattamento dell’acqua rendendola idonea all’uso domestico. Solitamente viene installato in zone in cui l’acqua non è potabile o è particolarmente “dura”
  • rete di adduzione e distribuzione, permette di condurre l’acqua dall’acquedotto ai vari punti all’interno dell’abitazione. E’ composta dalle tubature e da una serie di accessori e componenti
  • caldaia scaldabagno, dispositivo necessario per produrre acqua calda ad uso sanitario
  • rubinetteria ed accessori, indispensabili per l’erogazione e l’accumulo dell’acqua erogata. Sono collegati agli scarichi per allontanare l’acqua una volta usata
  • rete di scarico, rende possibile l’allontanamento delle acque utilizzate
  • autoclave, viene installato solo dove si presenta la necessità di sopraelevare la pressione idrica
  • contatore, punto di divisione fra l’impianto idraulico privato dell’immobile e la rete di distribuzione comunale. Nelle abitazioni di vecchia costruzione, il contatore può trovarsi in casa, negli appartamenti moderni invece può essere collocato in cabine ad accesso pubblico. Quest’ultimo ha il compito di misurare e certificare il consumo idrico. Sarebbe preferibile che fosse posto all’esterno in modo da alleggerire il proprietario immobiliare da qualsiasi responsabilità. L’accesso pubblico rende più agevoli gli interventi di manutenzione e gestione del dispositivo
  • riduttore di pressione, rubinetto con manometro che solitamente si trova nelle unità immobiliari dei piani bassi, dove l’acqua può avere pressioni più elevate rispetto alla media al fine di consentire il regolare afflusso agli appartamenti dei piani più elevati
  • manopola di arresto, aziona il cosiddetto rubinetto generale permettendo di disattivare completamente il flusso d’acqua dell’appartamento in caso di guasto e/o interventi di manutenzione
  • tubazione di adduzione verso l’impianto di riscaldamento, convoglia l’acqua fredda verso la caldaia dove riceve energia e viene così riscaldata. Da quì, a sua volta, viene inviata a due distinti circuiti idraulici: uno, chiuso, che passa per i vari termosifoni o in sistemi radianti analoghi tornando nel generatore di calore per essere di nuovo riscaldata ed un altro circuito, aperto, che distribuisce l’acqua calda sanitaria
  • tubazione di adduzione verso i terminali per l’utilizzo domestico, porta l’acqua fredda  verso ogni dispositivo o elettrodomestico atto all’uso idrico, come ad esempio,  lavabo, lavatrice, lavastoviglie. Costituisce una vera e propria dorsale idraulica dell’appartamento
  • valvole o rubinetti regolano il flusso puntuale dell’acqua secondo le esigenze del momento. Possono essere manuali o comandati elettricamente o elettronicamente
  • tubazioni di scarico allontanano le acque reflue dopo che sono state utilizzate. Le cosiddette acque nere provengono dallo scarico del WC e devono essere smaltite attraverso il condotto fognario. Tutti gli altri reflui, detti acque grigie, possono facoltativamente essere recuperati attraverso appositi sistemi di depurazione.

Non sei certo se il tuo impianto idraulico debba essere rifatto o meno? Non affidarti al “fai da te” perchè poi potresti avere problemi. Ma CONTATTACI e riceverai un PREVENTIVO GRATUITO ENTRO 24 ORE!

Arredo casa, i colori tendenza del 2021

Arredo casa, i colori tendenza del 2021

La tua casa è prima di tutto un luogo in cui deve regnare il comfort per tutta la  famiglia.

Sei un amante dell’interior design? Allora la tua abitazione non deve essere soltanto accogliente ma anche bella. Per questo è importante porre particolare attenzione sia al design sia ai dettagli, come ad esempio, i colori per l’arredo casa.

Negli ultimi anni la tendenza principale è quella di utilizzare le tonalità della terra, quindi colori molto neutri e naturali. Questi colori sono un mood anche nelle tendenze arredo casa 2021.

I colori neutri vengono impiegati per ricreare atmosfere intime ed accoglienti.

Tendenza arredo casa 2021: colori neutri e naturali

Tra le tonalità di tendenza per l’arredo casa, per il 2021 vi è una predominanza di alcuni colori come:

  • Vaniglia francese, un colore giallo crema che apporta una sensazione di relax alla stanza. E’ un colore ideale per rendere più luminosa una stanza con una finestra piccola, come un piccolo bagno o per mantenere l’effetto luminoso in un ambiente già ben illuminato. Il colore vaniglia può essere usato anche per le camerette, la cucina, il soggiorno o la camera da letto. Nel bagno l’ideale è alternare la biancheria gialla con biancheria a quadri grigi.
  • Menta, una leggera tonalità di verde menta ha un effetto rilassante. Questo colore è ideale per il soggiorno, per le camere da letto e per i bagni.
  • Nocciola, gli arredi di questo colore aiutano ad espandere visivamente la stanza. É un colore di tendenza soprattutto per i soggiorni.
  • Verde e grigio, le sfumature di verde negli interni rappresentano la vera tendenza dell’arredo casa 2021, che continuerà probabilmente anche negli anni a venire. Il grigio-verde regala un senso di freschezza ed è stimolante. Se non ti piacciono i colori vivaci, questa potrebbe essere un’ottima soluzione per il tuo soggiorno e per le camere da letto, sia in monocromia che in contrasto.

I colori di tendenza per l’arredo casa 2021

Entrando più nel dettaglio, ecco di seguito una selezione dei colori di maggior tendenza per l’arredo casa 2021, con le eventuali combinazioni-colore.

  1. Color legno naturale

Non potrebbe essere diversamente dato che richiama un elemento naturale ed organico come il legno. I colori predominanti saranno il nocciola ma anche il color legno scuro. Entrambi creano un’atmosfera assolutamente rilassante.

  • Colori pastello

Il 2021 si caratterizza per un ritorno ai colori vivaci, per le nuove idee di suddivisione degli spazi, per l’utilizzo di armadi insoliti e mobili imbottiti. La tendenza della nuova stagione è l’esaltazione dei colori nel design di mobili, lampade ed accessori.

Un ritorno all’intensa gamma dei pastelli è una delle tendenze più evidenti del 2021. Questa tendenza è la manifestazione della nostalgia dei designer per gli “Anni Ottanta”, con i loro disegni e colori tipici.

  • Il verde in tutte le sfumature.

Questo colore è spesso utilizzato nella progettazione d’interni perché ha un effetto benefico sulla mente. Ha la capacità di sopire e far sparire eventuali stati d’animo negativi. Questa tonalità aiuta anche a concentrarsi ed a prendere importanti decisioni.

La varietà di sfumature di questo colore è molto ampia: può variare da un delicato tono olivastro ad uno smeraldo profondo. Oltre al tono di fondo generale, puoi anche fare largo uso di accessori verdi, come tende, cuscini, tovaglie, copriletto, ma anche qualsiasi altro arredo che dona alla tua stanza un’atmosfera di comfort e intimità.

  • Tutte le tonalità del grigio

Questo colore è in voga già da diversi anni e, di conseguenza, è ancora uno tra quelli più utilizzati nell’interior design. Il grigio ha molte sfumature diverse, che vanno dai toni chiari alla grafite scura. Si tratta di un colore dal carattere neutro ed estremamente elegante, fa sembrare gli ambienti più ampi ed è la scelta perfetta per le stanze di dimensioni ridotte.

Si fonde facilmente con altre tonalità, quindi non ci sono problemi nel miscelarlo con arredi di altri colori. Si amalgama perfettamente con il rosa cipria, il verde oliva, il blu, il giallo senape ed il marrone scuro.

In una camera da letto la biancheria in tonalità ultimate grey si sposa perfettamente con coperte e cuscini color senape. Per dare un tocco di design alla cucina si possono dipingere le pareti in grigio, abbinando poi elementi di arredo come sedie, cuscini e tende nelle tonalità del giallo. Il risultato sarà quello di un ambiente di stile ed elegante, ma anche vivace.

  • Il Rosso.

Il colore rosso dà agli interni una forte personalità. Si tratta di un colore adatto alle persone attive, quelle che vogliono essere sempre sotto i riflettori. Si utilizza per dare vitalità ad una stanza, riempire l’ambiente di calore ed energia.

Premesso che le persone che amano la tranquillità non dovrebbero mai arredare con il rosso il soggiorno, la sala da pranzo, la camera da letto e l’ufficio, i toni rossi possono essere usati per decorare l’interno del bagno, della cucina o del corridoio. Per smorzare la sua vivacità sarebbe bene abbinarlo al verde.

Il colore rosso ha inoltre sfumature meno aggressive che possono essere utilizzate liberamente nell’arredare la camera da letto ed il soggiorno. Tra i colori più apprezzati derivanti dal rosso troviamo: vinaccia, terracotta, bordeaux e corallo.

  • Blu, specialmente navy

Per molti il blu è sinonimo di distese marine e di ampi spazi ed è indicato per arredare un ampio soggiorno o, al contrario, un monolocale, dove gli ospiti si riuniscono per incontrarsi e conversare.

Il blu navy, molto scuro, viene utilizzato nel 2021 per sostituire il nero negli ambienti moderni ed eleganti. La combinazione di grigio e blu può essere utilizzata per arredare salotti in stile mediterraneo “marino”. Il grigio chiaro si sposa bene con le altre tonalità di blu, come celeste, acqua, blu acceso e azzurro. Questa combinazione di colori può essere utilizzata in una camera da letto o nella cameretta dei bambini.

  • Nero, ma senza eccedere

Questo colore viene considerato erroneamente “il colore della tristezza.” Nonostante questo stereotipo, dosando correttamente il nero, si possono ottenere ambienti chic ed estremamente sofisticati. Risulta essenziale abbinarlo in modo appropriato con altri colori, altrimenti l’effetto può essere assai cupo e deprimente. Meglio utilizzare questo colore in opposizione con il bianco oppure con il grigio chiaro, disponendo sapientemente gli accessori all’interno della stanza.

  • Bronzo

E’ un colore estremamente saturo, dagli accenti metallizzati, capace di regalare una sensazione di raffinatezza ma anche di calore ed equilibrio

  • Oro

Elemento da sempre sinonimo di lusso, è naturalmente molto luminoso. Il colore oro, combinato con altri elementi d’arredo come biancheria tessile, punti luce, mobili con intarsi, caratterizza fortemente un soggiorno o una camera da letto.

Sia il bronzo che l’oro, abbinati ai colori neutri, donano agli spazi una forte personalità.

Hai intenzione di ristrutturare casa e stai pensando a quale colore dare? CONTATTACI e ti daremo la giusta soluzione!

Idee per ristrutturare casa spendendo poco

Idee per ristrutturare casa spendendo poco

E’ abbastanza diffusa l’idea che una ristrutturazione abbi un costo notevole. Ma è possibile realizzarla spendendo poco e mantenendo standard elevati.


10 idee per ristrutturare casa con un progetto low cost

Se intendi ristrutturare la tua casa con un progetto a basso costo, segui i nostri consigli:

  1. Hai davvero bisogno di un architetto?
    Per progetti complessi di ristrutturazione devi affidarti indubbiamente ad un architetto. Per lavori semplici invece l’apporto di un professionista è poco rilevante.

Se vuoi ristrutturare casa ed hai un budget limitato, perché non disegni tu stesso il progetto?
Se le opere da realizzare non prevedono la presentazione di documentazione al Comune, come ad esempio, accade per i lavori che prevedono la CILA, puoi farlo te senza problemi. Stesso discorso vale per i progetti in cui la ristrutturazione è piuttosto invasiva ed è necessario che il professionista prepari il progetto da sottoporre al Genio Civile, come nella SCIA.

Se la ristrutturazione non prevede l’abbattimento di pareti e tramezzi, l’apertura di nuove porte e finestre ed il rifacimento dell’impianto elettrico, idrico o di riscaldamento, il progetto dei lavori puoi farlo anche autonomamente, basandoti sulle tue esigenze abitative.

LEGGI ANCHE: Impianto elettrico a rischio zero: come funziona?

  1. Scegli la ditta in base al portfolio
    Anche se è fin troppo facile lasciarsi sedurre da opuscoli patinati e consulenti di vendita aventi “una parlantina brillante”, considera che un’impresa edile che ha un gran numero di operai ed una grande sede, non significa che necessariamente farà un lavoro migliore rispetto ad una piccola ditta. Molto spesso invece significa che ti farà pagare di più!
  2. Agisci come un Project Manager
    La maggior parte dei proprietari che cercano di ristrutturare casa con un budget limitato, durante tutte le fasi della ristrutturazione, dovrebbero gestire i lavori in totale autonomia.
    Il ruolo di un project manager non deve essere sottovalutato: le decisioni che dovrai prendere saranno essenziali ed il tempo che dovrai dedicare alla ristrutturazione sarà notevole. Ciò significa che avrai sotto controllo tutte le spese di manodopera e dei materiali. Sarai libero di scegliere quali lavori svolgere per primi e a quali potrai dedicarti direttamente.
  3. Valuta più fornitori
    Acquistare tutti i materiali da costruzione o gli arredi da un unico fornitore è la soluzione più semplice e veloce, ma non è sicuramente la più conveniente.
    Non è detto che devi acquistare tutti gli elettrodomestici dalla stessa azienda che ti fornisce i mobili da cucina! Puoi scegliere di acquistare i materiali e gli arredi da fornitori diversi. Inoltre Internet oggi consente di comparare in tempo reale i prezzi delle forniture e di scegliere in pochi clic gli oggetti che, a parità di qualità e marca, costano meno.
  4. Richiedi almeno 3 preventivi
    Molte persone che desiderano ristrutturare casa con pochi soldi solitamente non chiedono più di un preventivo per i lavori da eseguire. Tra un preventivo ed un altro possono esserci anche migliaia di euro di differenza.
    Per questo motivo, richiedi almeno 3 preventivi da 3 ditte diverse e scansiona il web alla ricerca di recensioni.
    Il preventivo più economico potrebbe non rappresentare sempre il miglior rapporto qualità-prezzo.
  5. Valuta un look “grezzo”
    Se opti per finiture in multistrato di betulla o con mattoni a vista, non hai la necessità di una finitura in gesso che deve essere realizzata da un intonacatore professionista.
    I muri di mattoni a vista sono più adatti a pareti interne piuttosto che a pareti esterne. In questo caso sarà necessario un buon isolamento termico.
    Inoltre nei moderni stili d’arredo il mattone a vista è un must!
  6. Riutilizza vecchi materiali
    Molti progetti di ristrutturazione comportano la demolizione di annessi fatiscenti. Riutilizzare i mattoni originali garantisce enormi risparmi. Allo stesso modo, puoi recuperare le tegole e le ardesie in buone condizioni che ti faranno risparmiare un po’ di soldi.
  7. Alterna prodotti di fascia alta con quelli di fascia media
    Non farti ingannare! L’alta qualità dei materiali o degli arredi non può essere misurata solo a livello economico. Puoi acquistare arredamenti di fascia media ed arricchirli con piani di lavoro, maniglie, sistemi di illuminazione ed oggetti d’arredamento di alta qualità.
  8. Pianifica in anticipo lo spazio di stoccaggio per le occasioni
    Cerca di organizzarti con un deposito, un grande garage o una rimessa che ti dia la possibilità di stoccare una cucina, i sanitari, il parquet o dei mobili d’occasione acquistati ad una vendita fallimentare.
  9. Fai da te
    Vuoi risparmiare sui costi della ristrutturazione? Perché non rimboccarti le maniche dedicandoti al fai da te? Questo potrebbe essere uno dei modi migliori per risparmiare. Quanto potrai fare dipende molto dalle tue capacità: alcuni lavori è sempre meglio lasciarli fare ai professionisti.

Cosa aspetti allora a richiedere un preventivo gratuito? Contattaci