Architetto Marta Grisolia, Autore presso Ristruttura Interni
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Come arredare la camera dei bambini

La stanza dei bambini è uno degli spazi più soggetto a cambiamenti all’interno delle nostre case, spesso quando si inizia ad abitare in un appartamento, la camera dei bambini è soltanto una stanza in più.

In un classico trilocale la stanza in più oltre alla camera da letto, viene usata all’inizio come camera ospiti, come studio, altre volte come ripostiglio, o ancora come stanza del fitness, con il modificarsi del nucleo famigliare questa stanza diventa poi camera dei bambini.

Uno degli inconvenienti di questa occupazione della stanza in più per svolgere altre funzioni, è che ci si ritrova a non sapere dove posizionare tutti quegli oggetti, per non parlare dei mobili, che la occupavano. Sarebbe bene dunque fin dall’inizio progettare una collocazione alternativa per quelle attività che vi svolgiamo, in modo da non venire colti in maniera impreparata nel momento in cui quello spazio diventa necessario ad ospitare i propri figli.

Nella guida su come realizzare l’ufficio in casa vi ho già parlato, per esempio, di come ricavare il proprio studio in casa, non dedicandogli per forza una stanza intera, ma un semplice angolo della casa.

I mobili salva spazio di cui vi avevo parlato di come gestire al meglio gli spazi in assenza di ripostiglio, dunque come avete visto ci sono molteplici soluzioni per riorganizzare lo spazio delle vostre case una volta che la stanza dei bambini viene occupata dai “legittimi utenti”.

Preoccupiamoci adesso di come arredare al meglio questo ambiente della casa.

La stanza dei bambini, uno spazio in evoluzione

Questo spazio, ormai l’avrete capito, è un ambiente in continua evoluzione.

Nasce spesso come stanza in più all’interno della casa, prima dell’arrivo dei figli e ugualmente dopo che i figli diventano adulti e iniziano a vivere altrove, assume altre funzioni.

La stanza dei bambini anche nel corso della sua esistenza in quanto tale cambia moltissimo, da nursery room fino a camera di un adolescente, a metà tra un bambino e un adulto.

È facile comprendere dunque che il suo aspetto attraverserà molte fasi, le stesse della crescita dei propri figli, per questo è importante adattare l’arredamento e lo stile di questa stanza ai cambiamenti di chi la vive, in modo che possa far sentire a proprio agio il bambino o il ragazzo che ospita.

Le funzioni

La camera dei bambini è uno spazio multifunzionale, infatti in questa stanza il bambino in primo luogo dorme, ma gioca anche e con il passare del tempo studia.

La camera dei bambini è dunque un luogo di riposo, di gioco e di studio.

Ovviamente nella prima fase della vita del bambino, la camera da letto è prevalentemente luogo del riposo, in quella media è prevalentemente luogo del gioco e in quella adolescenziale luogo di studio.

Cerchiamo di capire insieme quali sono le strategie per poter arredare e cambiare facilmente conformazione a questa stanza.

Nursery room

Nella prima fase della vita del bambino la camera da letto ospita principalmente la culla o il lettino, un fasciatoio, una cassettiera o un armadio e una poltrona o un piccolo divano.

E’ importante non saturare lo spazio con troppi mobili o oggetti, tenendo in considerazione che la fase di nursery room avrà una durata piuttosto breve.

L’idea generale è che la nursery room deve dare è quella di protezione e riposo, dunque i toni giocheranno su una palette di colori chiara e neutra, le texture e i materiali verteranno su un’ idea di morbidezza e le forme degli arredi saranno semplici e studiati per evitare qualsiasi tipo di incidente ai danni del neonato.

Immagine tratta da www.pixabay.com

Camera da bambino

Mano a mano che il bambino cresce la stanza si modifica, cambia il letto in primo luogo, spesso viene eliminata la poltrona o il divano così come il fasciatoio, quello che può rimanere è la cassettiera o l’armadio.

La camera da letto non è più soltanto il luogo del riposo, ma anche quello del gioco, dunque saranno necessari nella stanza contenitori e scaffali per riporre i giocattoli, peluche e tutti gli strumenti da gioco del bambino.

Si può optare per armadi ad ante con scaffali aperti oppure scegliere arredi salvaspazio come cassapanche che abbiano anche la funzione di sedute, oppure letti contenitori. Inoltre comparirà un piccolo tavolo o una sedia per disegnare o per fare i primi compiti.

La stanza dei bambini sarà spesso invasa dai giocattoli ed è fondamentale che ci sia spazio sufficiente per il gioco e per tenere l’ambiente ordinato.

I toni della stanza non saranno più neutri e chiari, ma potranno avere qualche accenno di colore, magari quello preferito dal bambino.

Camera da ragazzo

Con il passare del tempo la stanza assume una nuova funzione, oltre a spazio per il riposo e per il gioco, diventa spazio di studio.

È importante dunque fare spazio ad una scrivania, magari eliminando qualche scaffale per il gioco, che spesso sarà dotata di pc o portatile e di mensole o librerie per i libri di scuola.

La stanza sarà personalizzata secondo i gusti del ragazzo, e ogni accenno che ricordi il bambino che era tenderà ad essere rimosso. Scompariranno dunque peluche e giochi, magari ne rimarrà giusto qualcuno come ricordo e le pareti inizieranno a popolarsi di poster o quadri o bacheche.

In alcuni casi il letto singolo viene sostituito con un letto ad una piazza e mezza o matrimoniale.

Dopo questa fase solitamente la camera da letto in quanto tale non viene più modificata drasticamente, perché il ragazzo diventato adulto ha gusti estetici pressocchè definitivi.

Nella fase successiva, quando il ragazzo magari per motivi di studio o di lavoro, va a vivere altrove, la camera da letto dei figli cessa di esistere in quanto tale, è quindi il momento di pensare ad una nuova funzione per questo ambiente, magari con una delle funzioni che aveva prima che diventasse stanza dei bambini.  

Conclusioni

Come abbiamo visto la stanza dei bambini è uno spazio in continua evoluzione che ha un inizio ed una fine, a differenza degli altri spazi della casa, come soggiorno, bagno o camera da letto, la cui presenza è costante e necessaria all’interno di una casa.

E’ importante dunque arredarla avendo presente che il cambiamento fa parte della sua natura.

Ristrutturare un loft

Introduzione

Durante la ricerca di un appartamento può capitare di trovarsi di fronte a edifici industriali ristrutturati e riconvertiti in abitazioni. Si sta sempre più diffondendo la filosofia di riconvertire edifici dismessi e abbandonati in nuovi edifici che ospitino appartamenti. Questo tipo di scelta favorisce la riduzione del consumo di suolo, perché non viene costruito un edificio da zero, e allo stesso tempo permette di riutilizzare spazi e manufatti costruiti che altrimenti giacerebbero inutilizzati e abbandonati. Gli appartamenti che vengono ricavati da edifici di questo tipo, di i solito uno spazi industriali o commerciali dismessi vengono chiamati  loft.

Origini del loft

La parola loft, ormai entrata nel nostro vocabolario, in inglese significa solaio/soffitto, le prime esperienze di realizzazione di loft risalgono agli anni ’70 del Novecento e traggono origine dall’allestimento di case-atelier da parte di artisti americani nei pressi di New York. In questa città in quell’epoca abbondavano infatti edifici industriali dismessi, temporaneamente o non, e gruppi di persone iniziarono a trovare affascinante l’idea di poter abitare uno spazio industriale.

Cos’è un loft?

Il loft è un’abitazione ricavata da un ambiente unico, di solito uno spazio industriale o commerciale dismesso di notevole superficie, caratterizzato da quasi totale assenza di divisori e da altezze interne maggiori rispetto agli immobili costruiti a uso residenziale e maggiori superfici finestrate, con inserimento di soluzione di arredo particolarmente personalizzate. Comunemente si usa il termine loft anche per connotare un appartamento di metratura piuttosto ampia che segue lo stesso stile dei loft nell’utilizzo e nell’organizzazione aperta degli spazi interni.

Il progetto di un loft

Il ruolo degli esperti

È piuttosto evidente che per ristrutturare o progettare un loft è necessaria la presenza di un team di esperti, primo fra tutti un architetto di interni, che possa guidarvi nel fare le giuste scelte ed ottenere un risultato ben realizzato. Trattandosi infatti della ristrutturazione di edifici commerciali o industriali, è fondamentale affidarsi a persone competenti che possano in primis appurare la fattibilità della riconversione funzionale dell’edificio, ovvero il cosiddetto cambio di destinazione d’uso. Successivamente sarà compito del team di esperti redigere un progetto che renda lo spazio abitabile, che rispetti dunque le norme d’igiene e del regolamento edilizio riguardanti gli spazi destinati alla permanenza di persone.  Infine lo stesso gruppo di progetto dovrà espletare tutte le pratiche comunali richieste e allo stesso tempo definire un progetto esecutivo che tenga conto degli aspetti tecnico-energetici e strutturali dell’edificio. Infatti trattandosi di un edificio industriale o commerciale la sua funzione originaria non riguardava l’ospitalità di persone, dunque le sue caratteristiche prestazionali a livello energetico non è detto che soddisfino i requisiti che un’abitazione deve avere.

Immagine tratta da www.pixabay.com

Lo spazio interno

Lo spazio di un loft è solitamente caratterizzato da tre fattori principali, abbondanza di luce naturale, ampie altezze e ambienti connessi tra loro.

Luce

Grazie alla presenza di ampie vetrate o di lucernari, che originariamente servivano per poter garantire la corretta illuminazione a chi lavorava all’interno di questi spazi, la luce naturale permea facilmente lo spazio interno di un loft. Questa caratteristica rende questi spazi estremamente luminosi di giorno e garantisce una visuale verso l’esterno privilegiata.

Altezza

I loft hanno spesso altezze interne notevoli che superano i quattro o cinque metri, questo perché precedentemente ospitavano macchinari o attrezzature che necessitavano di spazi di manovra ampi. La notevole altezza interna può essere sfruttata in moltissimi modi, in questo articolo vi avevo già dato qualche idea in merito. E’ molto frequente che nei loft si abbiano ambienti a doppia altezza, ad esempio una zona giorno a tutta altezza all’interno del quale affaccia un soppalco che ospita le zona notte. L’ampia altezza interna conferisce all’ambiente ariosità e spaziosità e anche la luce naturale si diffonde in maniera più omogena.

Ambienti connessi tra loro

Se le altezze interne notevoli consentono di connettere in maniera fluida gli spazi in senso verticale, la riduzione al minimo delle partizioni verticali interne permette di connettere allo stesso modo gli ambienti in senso orizzontali. Gli spazi delle ex fabbriche erano infatti il più possibile libere da divisioni interne o pilastri perché magari ospitavano magazzini o locali che dovevano rimanere il più unitari possibili per poter lavorare. Il fatto che al momento di ristrutturare un loft la superficie si presenti poco frammentata è utile per poter pensare ad un progetto e ad una distribuzione che non deve tener conto di una presenza massiccia di pilastri e muri portanti. Anche il progetto del nuovo spazio spesso tende a ridurre al minimo le partizioni verticali, presenti solo dove è strettamente necessario, come negli spazi più privati. Dunque gli spazi interni fluiscono liberamente uno nell’altro, la zona giorno ospita in un unico spazio ingresso, soggiorno, sala da pranzo e cucina, e lo spazio può essere suddiviso all’occorrenza in zone separate attraverso l’uso di partizioni leggere come pareti mobili. Oppure può essere contraddistinto dalla presenza di mobili passanti, di cui vi ho già parlato in questo articolo, che suddividono solo parzialmente lo spazio. Anche la scelta dell’arredo è più libera in spazi di tali dimensioni, si può infatti optare per ampi divani o cucine ad isola o camere da letto con vasca a vista.

Le caratteristiche estetiche

Un loft può essere progettato cercando di ricreare l’atmosfera originaria, quella di una fabbrica, utilizzando ad esempio lo stile industrial, oppure la sua natura può essere reinterpretata in chiave attuale, adottando lo stile minimal-moderno. In entrambi i casi si avranno a disposizione ampie superfici sia a pavimento che a soffitto, che sarebbe ottimale trattare con continuità in modo da enfatizzare l’unitarietà dello spazio.

Conclusioni

Se vi affascinano gli spazi industriali dimessi, con le loro ampie vetrate e amate gli spazi ariosi ristrutturare un edificio dimesso e trasformarlo in un loft potrebbe essere la scelta giusta! Ricordatevi però che non potete affrontare questa operazione senza l’aiuto di un team di esperti, perché è necessario un attento controllo di tutti gli aspetti che riguardano il progetto. Alla fine dei lavori avrete uno spazio altamente personalizzato, con ambienti con caratteristiche totalmente fuori dall’ordinario. Lo spazio interno di un loft ha infatti moltissime potenzialità, grazie alla sua spazialità e alla grande presenza di luce naturale, può essere progettato con grande libertà e dare origine a risultati notevoli.

Arredare il soggiorno

Nel corso della nostra vita ci troviamo spesso a cambiare l’arredamento o lo stile di una stanza, magari uno degli ambienti della nostra casa non ci piace più, sentiamo il bisogno di riarredarlo e di renderlo conforme a quelli che sono i nostri desideri e il nostro stato d’animo in quella particolare fase della nostra vita.

Il soggiorno, così come la camera da letto, è proprio uno degli ambienti della casa più soggetto a questo tipo di cambiamenti.

Si tratta infatti di un ambiente il cui restyling non necessita strettamente di particolari opere e lavori edili, si può cambiare l’aspetto di questa stanza semplicemente ripensando la palette di colori o rivedendo lo stile dei tessili.

Il soggiorno, rispetto ad esempio al locale bagno o cucina, non ospita solitamente particolari impianti, per questo arredare o ristrutturare questo ambiente risulta nella maggior parte dei casi un’operazione più semplice.

Le funzioni del soggiorno

Al giorno d’oggi le abitazioni in cui viviamo hanno sempre più dimensioni ridotte e gli spazi della casa tendono a restringersi rispetto a una cinquantina di anni fa.

Il soggiorno nel passato era quell’ambiente in cui si poteva conversare e accogliere gli ospiti, ma oggi ha assunto anche altri ruoli.

Il soggiorno è infatti uno di quegli ambienti all’interno della casa in cui vengono svolte una o più funzioni, è probabilmente l’ambiente più polifuzionale dell’intera abitazione, infatti spesso funge anche ingresso, sala da pranzo, ingloba anche la cucina e può ospitare anche un angolo studio.

Il soggiorno accoglie al suo interno anche la funzione di corridoio e di passaggio tra l’esterno e la zona notte.

In alcuni appartamenti il soggiorno ha anche la funzione di camera per ospiti, attraverso l’utilizzo di un divano letto.

Con il modificarsi degli stili di vita questo ambiente è profondamente mutato e di conseguenza anche il tipo di arredamento è andato modificandosi.

Conformazione del soggiorno

Per arredare il soggiorno è importante seguire alcune regole fondamentali, che sono dettate per lo più dalla conformazione di questo ambiente.

Soggiorno quadrato

 Un soggiorno di forma regolare, ad esempio quadrata, solitamente è più difficile da arredare, come abbiamo visto infatti questo ambiente spesso ospita una o più funzioni e di conseguenza ha bisogno al suo interno di una suddivisione chiara delle varie zone.

Un ambiente quadrato offre dunque minori possibilità per compiere questa operazione di differenziazione delle varie zone, poiché abbiamo a disposizione solo quattro lati, per di più tutti della stessa dimensione, per poter distribuire il nostro arredamento.

Nella maggior parte dei casi dunque in presenza di un soggiorno di forma quadrata si tende a suddividere l’ambiente ulteriormente, con partizioni mobili o leggere, ad esempio un mobile passante o una parete a mezza altezza per ottenere da un lato nuove superfici verticali che andranno ad ospitare gli arredi, dall’altro una divisione delle varie aree funzionali.

Soggiorno rettangolare

Un ambiente di forma rettangolare o con nicchie e rientranze al suo interno è invece di più facile gestione.

La forma rettangolare infatti prevede la possibilità di avere due lati della stanza più corti e due più lunghi, e le proporzioni dell’ambiente sono più indicate per le funzioni che vi si svolgeranno. Ad esempio la distanza tra tv e divano, che è una misura fissa in base alle dimensioni dell’apparecchio televisivo, si aggira intorno ai quattro metri, facilmente si può intuire che un divano avrà anch’esso una misura compresa tra i due metri ai quattro metri.

L’area che ospiterà dunque il divano e il mobile tv sarà pressocchè un quadrato o un rettangolo con due dei lati molto simili dimensionalmente.

Ecco dunque che dividendo a metà un soggiorno rettangolare avremo ottenuto facilmente lo spazio del living, mentre per un soggiorno quadrato risulta più difficile.

Se poi all’interno dell’ambiente sono presenti nicchie o rientranze avremo a disposizione spazi perfetti per ospitare un angolo studio o una zona pranzo.

Arredi fondamentali

All’interno del soggiorno è importante scegliere con cura gli arredi e distribuirli in modo che ogni zona dell’ambiente sia in armonia con l’altra.

Zona living

La zona del living vera è propria ospita il divano e il mobile tv, può avere anche una libreria, un camino o poltroncine, questa zona è quella che viene utilizzata da un lato per vedere la tv, leggere o rilassarsi, dall’altro per conversare e chiacchierare.

Per questo motivo è fondamentale la scelta di un divano che ovvimanete permetta di vedere frontalmente la tv, ma riesca ad accogliere comodamente due persone o un gruppo di persone che conversa.

L’ideale sarebbe dunque avere un divano ad angolo o due divani posti a formare un angolo o un divano con poltroncine con il divano principale parallelo al mobile tv.

Un’altra caratteristica importante è che il divano sia posto in prossimità di una finestra, in modo che si possa fruire della luce naturale mentre si legge, preferibilmente non bisognerebbe posizionare il mobile tv di fronte alla finestra in modo da evitare riflessi spiacevoli.

Dunque la posizione ottimale del divano sarebbe con la finestra non alle spalle, ma di lato.

Zona ingresso, pranzo, studio

Le eventuali altre funzioni che il soggiorno ospita devono essere integrate con la sua funzione principale, quella di living.

La zona ingresso, che può essere anche di dimensioni molto ridotte, è quel luogo filtro tra esterno ed interno, in questo articolo vi ho già parlato di come arredarla.

Per quanto riguarda la zona pranzo che si compone essenzialmente di tavolo e sedie è consigliabile collocarla tra la cucina a vista e la zona living, sarebbe ottimale il posizionamento vicino ad una finestra o all’uscita verso il giardino o il balcone in modo di poter godere della vista esterna mentre si cena o si pranza.

La zona studio invece necessita di ancora meno spazio, in quanto si compone al minimo di una scrivania e qualche mensola, dunque può essere tranquillamente posizionata a prosecuzione del mobile tv, oppure può occupare una nicchia o uno spazio di risulta all’interno del soggiorno. Anche per questa zona la luce naturale è fondamentale, quindi è opportuno collocarla se possibile vicino ad una finestra.

Conclusioni

Il soggiorno è uno degli ambienti più versatili all’interno delle nostre case, forse per questo abbiamo sempre voglia di rinnovarlo?

Ristrutturare appartamento di piccole dimensioni

Molto spesso durante l’acquisto di una casa vengono scelti appartamenti di piccolo taglio, con il modificarsi degli stili di vita e con il mutamento della grandezza del nucleo famigliare non sono infatti più molto diffusi appartamenti caratterizzati da ampie metrature.

Soprattutto nelle città, come Milano, appartamenti di grandi dimensioni sono piuttosto costosi, si opta dunque per l’acquisto di monolocali o bilocali, anche in vista del fatto che ormai si passa sempre meno tempo in casa e sempre di più nel luogo di lavoro o comunque fuori casa o ancora in viaggio.

Cerchiamo di capire assieme quali sono le buone regole per ristrutturare un appartamento di piccole dimensioni.

nelle città, come Milano, appartamenti di grandi dimensioni sono piuttosto costosi, si opta dunque per l’acquisto di monolocali o bilocali, anche in vista del fatto che ormai si passa sempre meno tempo in casa e sempre di più nel luogo di lavoro o comunque fuori casa o ancora in viaggio.

Cerchiamo di capire assieme quali sono le buone regole per ristrutturare un appartamento di piccole dimensioni.

Obiettivi

Innanzitutto, quando si possiede o si è recentemente acquistato un appartamento di dimensioni ridotte è bene individuare quali siano i nostri obiettivi.

Dunque chi abiterà la casa, se una coppia, due amici, o una coppia con un figlio. Una volta compreso lo spazio di cui necessiteranno gli inquilini dell’appartamento, ad esempio il numero delle camere e dei bagni, è il momento di cercare di sfruttare al massimo lo spazio che si ha a disposizione.

Distribuzione dei vari spazi

In una casa di questo tipo è fondamentale studiare al meglio la distribuzione dei vari spazi, in questo un architetto di interni può esservi di aiuto, fornendovi il giusto supporto per la realizzazione di un progetto pensato su misura per il vostro appartamento.

Nel predisporre una corretta distribuzione dei vari spazi bisogna ad esempio ottimizzare quelli che sono i luoghi di connessione tra una stanza e l’altra, ad esempio corridoi, disimpegni, anticamere.

In un appartamento di piccole dimensioni, questi spazi dovrebbero essere ridotti al minimo e se proprio è necessaria la loro presenza, bisognerebbe dare loro una funzione aggiuntiva a quella canonica di spazio di passaggio.

Vediamo di rendere più chiaro questo concetto fornendo un esempio pratico.

Nella maggior parte dei regolamenti edilizi e in quelli di igiene è necessaria la presenza di un antibagno tra la cucina e il bagno, dunque uno spazio filtro che faccia da mediatore tra questi due ambienti.

Essendo il disimpegno obbligatorio, si può pensare di attrezzarlo con armadiature e vani a giorno per poterlo sfruttare come dispensa o ripostiglio.

A proposito di quest’ultimo, raramente in un appartamento di piccole dimensioni avrete a disposizione una stanza dedicata a riporre gli oggetti che usate saltuariamente.

Ecco dunque che bisogna ingegnarsi per sfruttare ogni angolo della casa e per poter trovare a tutti quegli oggetti che solitamente vengono collocati in un ripostiglio un luogo adatto, ad esempio il disimpegno.

Immagine tratta da www.pixabay.com

Spazi polifunzionali

Un’altra caratteristica degli appartamenti di piccole dimensioni è quella di integrare in una stanza una o più funzioni.

Un classico esempio in questo senso è l’unione di ingresso, cucina, sala da pranzo e soggiorno in un unico ambiente. Eliminando partizioni verticali lo spazio sembrerà più grande e la distribuzione all’interno della zona giorno migliorerà notevolmente.

Nel caso di un monolocale la zona giorno comprenderà anche quella notte e magari sarà suddivisa da essa da un semplice mobile passante o da una partizione mobile, ad esempio una tenda o una parete scorrevole. Per arredare spazi polifunzionali sono molto indicati proprio i mobili passanti, di cui vi ho raccontato in maniera più approfondita qui.

Questi mobili permettono sia di suddividere lo spazio senza utilizzare muri o partizioni verticali fisse, sia essendo bifacciali di poter sfruttare il mobile in maniera diversa dai due lati.

Nel caso di un bilocale invece avremo la zona notte in una stanza dedicata, ma magari anche questa stanza potrà avere la doppia funzione di camera da letto e studio.

Nel progettare uno spazio polifunzionale ciò che è più importante è scegliere con cura l’arredo e verificare che sia funzionale e pratico nel poco spazio che abbiamo a diposizione.

Ad esempio per creare una piccola zona studio all’interno della camera da letto, possiamo pensare ad un tavolo a consolle allungabile all’occorrenza o ad un ripiano a ribalta, entrambi sono molto indicati anche per la creazione di una zona pranzo all’interno della zona giorno.

Vi avevo già parlato in questo articolo dei mobili salvaspazio, assolutamente necessari quando si ha un appartamento di piccole dimensioni.

Sfruttare al massimo lo spazio

Ogni centimetro quadro di spazio è importante nel vostro appartamento, dunque se per esempio avete soffitti molto alti potete pensare di sfruttare la doppia altezza del vostro ambiente creando soppalchi o pedane.

Qui trovate alcuni consigli specifici in merito. Una delle stanze la cui progettazione non va trascurata in questo senso, ovvero nell’ottica dell’ottimizzazione degli spazi è il bagno.

Questo ambiente così come disimpegni e corridoi è uno di quegli spazi che, da regolamento edilizio o di igiene, può avere un’altezza di due metri e quaranta, invece che i canonici due metri e settanta.

Perché dunque non sfruttare lo spazio in più in altezza con la creazione di un soppalco attrezzato o mensole.

In questo modo avrete a disposizione uno spazio ripostiglio in più, dove stivare tutti quegli oggetti che solitamente vengono collocati nel ripostiglio.

La consulenza di un architetto

Quando si acquista un appartamento di piccole dimensioni è importante affidarsi ad un esperto, ad esempio un architetto di interni, che grazie alla sua esperienza può realizzare un progetto che sfrutti al massimo ogni centimetro quadro di spazio.

Una delle sfide più importanti in un appartamento di piccole dimensioni, è proprio quella di far rientrare in una metratura ridotta tutte le funzioni che solitamente una casa ospita e garantire una vita agevole a chi abiterà quello spazio. Un errore comune è poi quello di pensare di riadattare tutti i mobili che si possedevano in precedenza nella nuova casa.

Ma un appartamento di piccole dimensioni ha bisogno di un arredo studiato apposta per poter esprimere tutte le sue potenzialità, dunque arredi come mobili salvaspazio o passanti, che possono essere realizzati su misura oppure ricercati in negozi di arredamento.

Anche in questa fase la presenza di un architetto di interni è fondamentale perché vi aiuterà nella scelta dell’arredo più adatto in base alle caratteristiche dell’appartamento e alle vostre esigenze.

Conclusioni

Avete un appartamento di piccole dimensioni da ristrutturare? Niente paura perché grazie a questi consigli e all’aiuto di esperti potrete ottenere grandi risultati!

Come scegliere la vasca da bagno

Una delle fasi più delicate durante la ristrutturazione di un appartamento è l’insieme di interventi che riguardano il locale del bagno.

Questa stanza è, come abbiamo visto negli articoli precedenti, uno degli ambienti più soggetti a cambiamenti. Durante la ristrutturazione del bagno si possono affrontare diversi step, dal cambio di pavimentazione, alla scelta di nuovi sanitari, o ancora dalla sostituzione della vasca con una doccia o al contrario la decisione di installare una vasca.

Una scelta importante è quella della tipologia di vasca da installare, dovrà essere una decisione accurata perché la vasca è ormai utilizzata sopratutto per soddisfare le nostre esigenze personali di relax e riposo.

Dove posizionare la vasca da bagno

Prima di affrontare l’argomento che riguarda la scelta della vasca da bagno è bene fare una premessa, la vasca da bagno non è più legata soltanto all’ambiente bagno come in passato, ma sta iniziando a venire abbinata anche alla camera da letto.

L’oggetto della vasca sta diventando sempre di più simbolo del relax e spesso viene posizionata proprio nel luogo di riposo, dove ci rilassiamo quotidianamente, ovvero la stanza da letto.

Rispetto dunque a qualche decennio fa la vasca da bagno diventa un vero complemento d’arredo, non solo un mero oggetto funzionale, può essere installata non più in un unico luogo e il suo stesso design viene ripensato in base alla sua collocazione.

Tipi di vasca da bagno

I tipi di vasca da bagno sono svariati e si possono classificare in parte in base alle loro caratteristiche funzionali, in parte in base all’estetica e al design che le contraddistingue.

Le vasche da bagno possono essere di varie dimensioni, da quelle minime per bagni di dimensioni ridotte, a quelle standard a quelle che sfiorano i due metri di lunghezza per stare comodamente sdraiati.

Hanno varie forme, rettangolari, quadrate, tonde, ellittiche, possono essere standard o idromassaggio, o ancora integrate con la doccia. Inoltre possono essere posizionate in nicchia, ad angolo, oppure essere freestanding, libere all’interno dello spazio.

Le vasche da bagno possono essere rialzate su piedini, oppure appoggiate a terra, o ancora su una pedana rialzata, possono essere rivestite oppure no, ed avere rubinetteria a muro oppure integrata nel bordo della vasca.

Vediamo di analizzare le varie tipologie per capire quale sia la più adatta per ogni esigenza.

Caratteristiche funzionali

Vasca standard

Si tratta del tipo di vasca più comune può avere svariate forme ed essere posizionata in qualunque posizione all’interno del bagno.

Vasca idromassaggio

Si tratta di una vasca che oltre alle funzionalità base, ha getti e bocchette disposte lungo tutto il suo perimetro interno per favorire il massaggio e il rilassamento del corpo.

Questo tipo di vasca può avere svariate forme, ma generalmente necessita di maggiore spazio rispetto ad una vasca standard.

Può essere collocata in qualunque posizione all’interno del bagno ed essere posta su una pedana rialzata per darle maggiore importanza.

Vasca integrata con doccia

Si tratta di una vasca dotata di pareti vetrate apribili che può essere utilizzata sia come vasca che come doccia.

Si tratta di una valida soluzione per chi vuole ottimizzare lo spazio ed i costi, infatti con un unico oggetto abbiamo a disposizione due differenti modalità di utilizzo dello stesso.

Nella maggior parte dei casi la vasca integrata con doccia ha forma rettangolare, o quadrata ed è posizionata in nicchia o ad angolo.

Immagine tratta da www.pixabay,com

Caratteristiche estetiche

Vasca in nicchia

La vasca in nicchia, che sia idromassaggio, standard o integrata con doccia, viene posizionata tra due pareti.

La sua lunghezza copre dunque la totalità della lunghezza della parete e la vasca risulta incassata tra i due muri. Ha solitamente forma rettangolare, ma può essere anche quadrata.

Questa tipologia di vasca consente di sfruttare al massimo lo spazio, è infatti la tipologia più diffusa. La vasca in nicchia risulta particolarmente accattivante dal punto di vista estetico quando il suo unico lato a vista viene rivestito con lo stesso materiale del pavimento, in continuità con esso.

L’effetto estetico che si ottiene è quello di un oggetto, la vasca appunto, completamente integrato con la superficie su cui appoggia, quasi fosse un tutt’uno con essa.

Vasca ad angolo

La vasca ad angolo, che sia idromassaggio o standard, ha una forma piuttosto particolare, che ricorda un triangolo rettangolo, con il lato più lungo semicircolare.

È posizionata all’incontro tra due pareti, sfrutta infatti l’angolo tra di esse, e la forma interna della vasca può seguire quella esterna oppure essere ellittica.

La vasca ad angolo è particolarmente adatta a chi ha un bagno di notevoli dimensioni, preferibilmente di forma quadrata, poiché è piuttosto ampia e spesso viene scelta nella versione idromassaggio.

Vasca freestanding

La vasca freestanding è forse la tipologia più affascinante tra tutte quelle sopradescritte, viene posizionata liberamente nello spazio e in questo modo acquista valore ed importanza.

Può avere forma quadrata, rettangolare o tonda, ma anche sagome e profili sinuosi che la rendono simile ad una scultura vera e propria. Può di tipo standard o idromassaggio. È particolarmente adatta per bagni di dimensioni ampie, infatti necessita di spazio attorno per potersi muovere liberamente e per poter apprezzare a pieno le sue qualità estetiche.

Questa tipologia si sta sempre più diffondendo perché, sia che venga posizionata in bagno che in camera da letto, il suo design la rende simile ad un vero e proprio oggetto d’arte o pezzo di arredamento.

La vasca freestanding può essere posizionata su una pedana per enfatizzare ancora di più il suo valore, oppure essere rialzata su piedini e generalmente questo tipo di vasca da bagno non viene mai rivestita.

Conclusioni

La scelta di una vasca da bagno è importante perché riguarda un oggetto che dovrà favorire il nostro relax e riposo.

È importante in primo luogo definire dove sarà posizionata la vasca, se in bagno o in camera da letto, in seconda battuta bisogna valutare quanto spazio si ha a disposizione e scegliere di conseguenza il modello, in nicchia, ad angolo o free standing.

Parallelamente si sceglierà il tipo di funzione che la vasca dovrà avere, se standard, idromassaggio o integrata con la doccia. A questo punto rimane soltanto da scegliere se rivestirla, rialzarla su piedini o pedana e quale rubinetteria installare… siete pronti?

Ristrutturare una taverna

Durante la ristrutturazione di un appartamento può capitare di dover ripensare e riprogettare l’ambiente taverna, ovvero quello spazio seminterrato o interrato posizionato al piano inferiore della casa.

Nel secolo scorso questi spazi venivano utilizzati come cantine per conservare al meglio cibo e bevande, ma al giorno d’oggi con i cambiamenti avvenuti nella società moderna, i piani seminterrati e interrati vengono sempre più adibiti a spazi abitativi.

Così come per il progetto di un sottotetto, di cui vi avevo già parlato, anche il progetto di una taverna ha diverse sfumature in base all’utilizzo che viene fatto di questo spazio.

Cerchiamo di capire assieme quali sono gli step da seguire per riprogettare una taverna.

Che cos’è una taverna?

Comunemente si definisce taverna uno spazio abitabile, destinato dunque alla permanenza di persone, posizionato al piano interrato o seminterrato di un’abitazione e direttamente collegato ad esso tramite una scala interna.

Si differenzia da locali come il garage o box e la cantina, che sono locali di deposito e accessori, accessibili dall’abitazione, ma anche dall’esterno in cui non è prevista la permanenza di persone.

Normativa

Affinché un piano seminterrato o interrato, magari adibito a cantina o locale deposito, si trasformi in taverna è necessario che rispetti il regolamento edilizio della vostra città e le norme tecniche previste dal piano regolatore vigente.

Il vincolo più restrittivo è solitamente rappresentato dall’altezza minima che la taverna deve avere, che assieme al rispetto dei rapporti aero-illuminante stabilito dal regolamento d’igiene, le garantisce l’abitabilità.

L’altezza minima di una taverna non deve essere solitamente inferiore a due metri e settanta a volte riducibile a due metri e quaranta, fatta eccezione per i locali di servizio, come bagni, corridoi, etc. che possono avere altezza di due metri e quaranta.

Per quanto riguarda i rapporti aero-illuminanti devono essere gli stessi che servono a garantire illuminazione e ricambio d’aria a qualunque abitazione.

Se si è in presenza di un locale completamente interrato esso dovrò avere dei cavedi o bocche di lupo su cui le finestre possono affacciarsi per recepire luce e aria.

Inoltre è necessario che vi sia la presenza di un vespaio areato, perché il seminterrato o l’interrato sia abitabile.

Prima di procedere a qualunque tipo di ristrutturazione o modifica del piano seminterrato è bene accertarsi che vengano soddisfatte tutte le normative vigenti.

Come utilizzare la taverna?

Una volta verificata l’abitabilità dello spazio si può decidere il suo utilizzo, se si tratta di una taverna recuperata da un ex garage magari avrà una funzione non strettamente legata a quella dell’abitazione, potrebbe diventare ad esempio uno studio o un appartamento per gli ospiti grazie all’accesso diretto verso l’esterno.

Se invece si tratta di una taverna direttamente collegata all’appartamento essa potrà ospitare uno spazio per il relax personale, ad esempio una sala lettura, uno spazio fitness, una stanza cinema magari dotata di un camino o di una stufa, una seconda camera da letto o una seconda cucina con sala da pranzo utilizzabile per cene o pranzi numerosi.

In entrambi i casi dopo la ristrutturazione di uno spazio seminterrato o interrato in taverna si avrà a disposizione un ambiente in più all’interno dell’appartamento.

La scelta di una funzione rispetto ad un’altra dipende ovviamente dalle dimensioni dello spazio che abbiamo a disposizione e dalla quantità di luce.

Se la taverna è di dimensioni ridotte potremmo pensare ad una piccolo angolo lettura, o uno spazio per hobby personali, se invece le dimensioni sono più generose si può pensare a una seconda cucina con sala pranzo o una camera da letto con bagno privato annesso.


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Come progettare al meglio una taverna?

Se avete scelto che funzione dare al vostro ambiente interrato o seminterrato è venuto il momento di pensare come renderlo a tutti gli effetti sicuro per il suo successivo utilizzo.

Affidati ad un architetto per avere un progetto e per aiutarti ad arredare e a progettare questo ambiente.

Aspetti funzionali

Alcuni degli aspetti più delicati che riguardano questi spazi sono il loro isolamento e impermeabilizzazione, è fondamentale che quest’ultimi vengano attentamente considerati per evitare spiacevoli effetti indesiderati.

Proliferazione di muffe, umidità e infiltrazioni di acqua sono i principali problemi che riguardano locali seminterrati e interrati, per contrastarli è bene affidarsi ad un esperto che possa progettare un corretto isolamento e un’adeguata impermeabilizzazione delle pareti del vostro ambiente.

Allo stesso modo è fondamentale progettare un sistema di riscaldamento efficiente, che sia a pavimento, oppure tramite termosifoni o ancora con una stufa o camino.

In base alla frequenza di utilizzo della taverna è bene pensare a che tipo di riscaldamento usare, per evitare inutile spreco di energia e di soldi.

Durante la stagione invernale una taverna se ben isolata e ha una temperatura calda ottimale, e allo stesso modo anche d’estate riesce a garantire un microclima fresco.

Aspetti estetici

Una volta analizzati gli aspetti funzionali che garantiscono il futuro corretto utilizzo dell’ambiente taverna si può passare a quelli estetici.

Sicuramente la taverna non è uno spazio luminoso, sia che le finestre siano posizionate in alto perché si tratta di un seminterrato, sia che siano di dimensioni e posizionamento usuale perché si tratta di un interrato con bocche di lupo e cavedi, la luce che entra in tale ambiente è comunque ridotta.

Per ovviare a questo apparente difetto si può pensare ad una palette colori che verta su toni chiari per pavimenti, finiture delle pareti e arredi e su un’illuminazione artificiale ben calibrata.

Per massimizzare la diffusione della fonte luminosa naturale è consigliabile pensare ad un unico locale, con poche partizioni opache.

In questo modo la luce riesce a distribuirsi meglio evitando la formazione di angoli bui e poco illuminati, inoltre gli spazi vengono percepiti come più ampi, compensando le altezze ridotte che potrebbero esserci nell’ambiente.

Conclusioni

Come avete visto il progetto di una taverna è un procedimento piuttosto articolato, se siete in possesso di un seminterrato o di un interrato magari ora adibito soltanto a deposito e magazzino e volete recuperarlo a fini abitativi è necessario dunque affidarsi ad un team esperto di professionisti.

Sicuramente un architetto e tecnici esperti di aspetti energetici potranno aiutarvi e assicurarvi un risultato soddisfacente per uno spazio in più all’interno della vostra abitazione che potrete sfruttare in moltissimi modi!

Riprogettare un sottotetto

Moltissimi appartamenti agli ultimi piani di fabbricati e numerose abitazioni mono o bi-familiari sono dotate del cosiddetto piano sottotetto.

Negli ultimi tempi è diventata piuttosto frequente la ristrutturazione di queste porzioni di abitazione, un tempo utilizzate più che altro come spazio accessorio o di deposito.

L’aumento della popolazione in città e la sempre più crescente domanda di abitazioni, assieme alla consapevolezza degli effetti negativi del consumo di suolo causato dalle nuove costruzioni, ha aperto la strada verso il recupero dei sottotetti come spazi abitativi.

Cerchiamo di capire assieme quali sono gli step da seguire per riprogettare un sottotetto.

Cos’è il sottotetto?

Si tratta di quello spazio non abitabile chiamato comunemente soffitta, tra il tetto dell’abitazione e il solaio di copertura dell’unità immobiliare posta all’ultimo piano di un’abitazione. 

Quando il sottotetto viene reso abitabile e atto a consentirne la permanenza prolungata di persone, si viene a chiamare mansarda.

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Normativa

Prima di procedere a qualunque tipo di ristrutturazione o modifica del sottotetto è bene accertarsi di quali norme imponga il regolamento edilizio della vostra città e le norme tecniche previste dal piano regolatore vigente.

Il vincolo più restrittivo è solitamente rappresentato dall’altezza minima che il sottotetto deve avere, che assieme al rispetto dei rapporti aero-illuminante stabilito dal regolamento d’igiene, garantisce l’abitabilità al sottotetto.

In Lombardia il recupero del sottotetto ai fini abitativi è consentito se viene rispettata l’altezza media ponderale di due metri e settanta per i locali ad uso soggiorno e di due metri e quaranta per i locali di servizio, come bagni, corridoi, etc. 

I vantaggi

Riprogettare un sottotetto comporta moltissimi vantaggi, in presenza di un appartamento di dimensioni ridotte il recupero del sottotetto garantisce la presenza di uno spazio accessorio in più.

Quest’ultimo può diventare una camera da letto per gli ospiti, uno studio, magari uno spazio gioco per i bambini o un’area fitness, qualunque sia la sua destinazione, se ben progettato rappresenterà anche un aumento del valore dell’immobile.

Inoltre, le spese per realizzare le opere di ristrutturazione di un sottotetto rientrano in quella categoria di spese che possono essere detratte a livello fiscale.

I vantaggi del recupero di un sottotetto a fini abitativi spaziano dunque dall’aumento di spazio all’interno dell’abitazione, all’aumento di valore dell’abitazione stessa, fino al rimborso parziale delle spese sostenute per realizzarlo.

Il progetto

È importante, nel riprogettare un sottotetto, affidarsi ad un professionista, come abbiamo visto i regolamenti da seguire sono piuttosto complessi e l’operazione di recupero del sottotetto necessita della presenza di uno o più esperti in materia.

Uno dei primi step è quello di valutare l’accesso al sottotetto, dunque dove posizionare la scala di accesso se non presente, in modo che non comprometta la disposizione del piano inferiore.

Un altro aspetto importante è quello che riguarda la situazione del tetto presente, è importante stabilire se è ben isolato a livello energetico in modo che garantisca la giusta temperatura interna sia nella stagione più calda che in quella più fredda.

Per arredare questo spazio sicuramente è necessario seguire la conformazione del tetto, qualunque sia la sua inclinazione, sfruttando gli spazi più bassi con mobili contenitori o armadi e lasciando le parti con altezza maggiore per le zone più sfruttate.

Inoltre è fondamentale posizionare correttamente lucernari o finestre in modo da illuminare correttamente l’ambiente e renderlo sufficientemente luminoso.

Quali spazi può ospitare?

Come già detto le destinazioni che può ospitare una mansarda sono numerose, la scelta su una o più funzioni dipende dalla conformazione della mansarda e dell’appartamento stesso.

Se per esempio lo spazio mansardato è piuttosto piccolo, si può pensare di creare un angolo lettura, un piccolo studio o magari uno spazio giochi per i bambini, soprattutto se le loro camere sono di dimensioni ridotte.

Se invece le dimensioni della mansarda sono più generose si può pensare di posizionare qui una camera degli ospiti con bagno privato, o un’area fitness.

Ci sono poi casi particolari in cui l’intero appartamento è mansardato, in questo caso deve essere redatto un progetto accurato che sfrutti ogni singolo spazio.

Solitamente gli appartamenti mansardati devono avere una disposizione fluida tra le varie stanze, con poche partizioni verticali fisse. Soggiorno, ingresso, cucina e sala da pranzo dovranno essere connessi tra di loro, i corridoi saranno aboliti e verranno create pareti per gli unici spazi che hanno bisogno di privacy, come bagno e camera.

In questo modo anche la luce si distribuisce in maniera più uniforme e gli spazi vengono percepiti come più ampi, compensando le basse altezze che si vengono a creare.

Il fascino della mansarda

Nonostante le dimensioni ridotte che può avere una mansarda il suo fascino è innegabile,

perché avere una mansarda in un’abitazione ci affascina così tanto? Le motivazioni sono molteplici e legate alla conformazione di questo spazio.

La presenza spesso frequente di travature a vista, in legno naturale o sbiancate rende lo spazio dinamico e caratteristico, il soffitto non è un semplice rettangolo bianco, ma acquista personalità.

I lucernari, che sia di giorno che di notte permettono di vedere il cielo, forniscono poi una luce zenitale, che illumina in maniera più corretta gli spazi rispetto ad una finestra verticale, poiché raccoglie maggiormente la luce solare. Inoltre gli spazi di una mansarda sono raccolti, intimi, accoglienti e a misura d’uomo, queste caratteristiche influiscono positivamente sulla percezione dello spazio, poiché l’individuo si sente protetto in questo tipo di ambiente.

Queste sono alcune delle motivazioni che spiegano l’attrattiva degli spazi mansardati.

Conclusioni

Dopo avere analizzato normativa e vantaggi riguardanti il recupero di sottotetto, inizia la fase di progetto di questo spazio.

Non dimenticate che per riprogettare un sottotetto è necessario affidarsi a professionisti, sicuramente un architetto e tecnici esperti di strutture e di aspetti energetici per potervi assicurare un progetto fatto a regola d’arte e un risultato soddisfacente.

Il nuovo ambiente che avrete a disposizione aumenterà la superficie della vostra abitazione, garantendovi uno spazio abitabile in più che potete sfruttare in moltissimi modi.

Che la vostra mansarda ospiti un piccolo studio, uno spazio giochi per i bambini, una camera degli ospiti o un’area relax o per il fitness, sicuramente chiunque la utilizzerà resterà affascinato dalle potenzialità e dall’estetica di questo spazio prima dimenticato!

Controsoffitti, soluzioni progettuali

Durante la ristrutturazione di un appartamento si può avere l’esigenza di realizzare dei controsoffitti, ovvero degli abbassamenti all’interno di un locale.

Le ragioni che portano alla creazione di un controsoffitto possono essere le più varie, ma solitamente sono di carattere estetico o di carattere funzionale, oppure di entrambi.

Vediamo di capire quali sono le soluzioni progettuali più interessanti per la creazione di un controsoffitto.

Normativa

Prima di approfondire l’argomento è bene ricordare che la creazione di controsoffitti o abbassamenti deve rispettare il regolamento edilizio e quello di igiene del comune in cui ci si trova ad operare.

Generalmente l’altezza interna di un appartamento non deve mai scendere sotto i due metri e settanta, fanno eccezione alcuni ambienti secondari, come corridoi, disimpegni e bagni che possono avere un’altezza minima di due metri e quaranta.

Prima di prendere qualsiasi decisione su abbassamenti o controsoffitti è bene dunque verificare che i requisiti e le altezze minime degli ambienti siano soddisfatte.

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Creare un controsoffitto, motivazioni estetiche

Come abbiamo visto si può decidere di creare un controsoffitto per migliorare esteticamente un ambiente, questo accade ad esempio se abbiamo una zona giorno ampia che comprende sia l’ingresso, che la zona del soggiorno e magari anche la cucina.

In questo caso per differenziare le varie zone funzionali della nostra zona giorno possiamo appunto ricorrere all’utilizzo di un controsoffitto.

Creando un abbassamento nella zona dell’ingresso possiamo connotare in maniera specifica quella particolare area, i nostri ospiti entreranno dunque in una zona più raccolta, per poi passare nella zona giorno in cui l’altezza dell’ambiente tornerà quella usuale.

La zona della cucina può essere nuovamente ribassata, per evidenziare ancora una volta il cambio di area funzionale all’interno dello stesso ambiente.

Un altro caso piuttosto frequente riguarda la creazione di controsoffitti in un bagno di notevoli dimensioni, anche in questo caso l’abbassamento viene creato per differenziare le varie zone dell’ambiente.

Se siamo in presenza di un bagno stretto e lungo con la prima parte dedicata alla zona lavanderia si può pensare di creare un abbassamento in questa area, per poi tornare all’altezza usuale per la restante parte del bagno.

Creare un controsoffitto, motivazioni funzionali

Un controsoffitto può essere creato anche sulla base di esigenze funzionali, ad esempio per nascondere degli impianti o dei vani tecnici.

Se per esempio in una parte di corridoio o magari nella zona del bagno sopra la doccia vogliamo creare un’illuminazione con faretti o con strisce led incassati per avere un effetto scenografico dovremo per forza di cose creare un abbassamento, anche minimo, per poter incassare i corpi illuminanti.

Un controsoffitto può essere realizzato anche per poter mascherare impianti di condizionamento, riscaldamento o di ventilazione meccanica controllata, ed evitare che siano a vista. Oppure può essere realizzato per isolare acusticamente o termicamente un determinato ambiente.

Inoltre se abbiamo un appartamento di dimensioni ridotte e magari privo di ripostiglio, si possono creare degli abbassamenti per creare dei vani ripostiglio.

Sfruttando infatti l’altezza minima di corridoi, disimpegni o parti di bagno si può decidere di creare un controsoffitto aperto oppure interamente chiuso e dotato di una botola apribile per ottenere uno spazio in più all’interno del vostro appartamento, utilizzabile appunto come ripostiglio.

Controsoffitto, quali materiali?

Il materiale che viene più utilizzato per la creazione di controsoffitti e abbassamenti è il cartongesso, si tratta di un prodotto molto versatile, con tempi di realizzazioni rapidi e facilità di montaggio, che viene ormai ampiamente utilizzato anche per realizzare le partizioni interne, in sostituzioni ai vecchi tavolati in mattoni.

Il controsoffitto in cartongesso è composto da una struttura metallica che sostiene i pannelli di cartongesso, composta da un’orditura primaria e una secondaria.

La struttura del pannello in cartongesso è composta esternamente da una o due lastre per lato e all’interno può avere un isolamento termico o acustico.

L’ultima lastra esterna, quella a vista, una volta completata la posa in opera viene tinteggiata a piacere con la colorazione scelta, come una qualsiasi parete.

Altri materiali utilizzati per realizzare controsoffitti sono pannelli modulari fonoassorbenti o acustici, più spesso utilizzati per uffici o locali.

Quest’ultimi possono essere pendinati e appesi al controsoffitto a diverse altezze e leggermente distanziati l’uno dall’altro in modo che il soffitto non venga coperto totalmente, creando un effetto di movimento all’interno dell’ambiente in cui sono collocati.

In altri casi sono posati l’uno a fianco all’altro creando un controsoffitto modulare e possono avere struttura a vista oppure nascosta.

Vi sono poi controsoffitti realizzati in legno con lamelle distanziate, anch’essi con funzione acustica o fonoassorbente, che rappresentano una soluzione più ricercata rispetto ai modelli sopra esposti.

Soluzioni progettuali

Nella realizzazione di controsoffitti e abbassamenti ci si può veramente sbizzarrire, usando il cartongesso le possibilità di forme e dimensioni sono veramente infinite.

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Il mio consiglio è quello di puntare ad un’estetica sobria per abbassamenti e controsoffitti, che rispecchi lo stile dell’appartamento.

Se ad esempio abbiamo optato per uno stile minimale e moderno potremmo utilizzare per il controsoffitto forme essenziali e squadrate, non tonde, che puntino alla semplicità, ma all’eleganza allo stesso tempo, con binari e faretti incassati.

Una soluzione spesso adottata è quella di non fare arrivare il controsoffitto contro le pareti, ma lasciarlo leggermente staccato. L’effetto sarò quello di vedere galleggiare l’abbassamento sul soffitto, ai lati si possono creare gole a led luminose, che creano un effetto di luce diffusa nel taglio che rimane tra la parete e il controsoffitto e nascondono allo stesso tempo il corpo illuminante.

Una soluzione spesso adottata è quella di giocare con la tinteggiatura del controsoffitto per ottenere diversi effetti estetici, si può ad esempio optare per una tinta diversa per il bordo, o veletta, del controsoffitto rispetto a quella del soffitto dello stesso.

Questa variazione cromatica mette in evidenza il volume del controsoffitto, creando maggiore movimento nella percezione dell’ambiente.

Conclusioni

Come abbiamo visto le motivazioni che portano alla creazione di controsoffitti e abbassamenti sono molteplici, possono essere di carattere estetico, funzionale o di entrambi.

Qualunque sia l’esigenza che porta alla creazione di tali accorgimenti, le soluzioni progettuali sono svariate, anche grazie all’utilizzo di materiali versatili come il cartongesso. Non resta che sbizzarrirsi!