Architetto Marta Grisolia, Autore presso Ristruttura Interni
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Arredare l’ingresso di casa

Un tempo l’ingresso, anche chiamato atrio, aveva un ruolo estremamente importante, era una vera e propria stanza, formale e di rappresentanza, in cui venivano accolti gli ospiti e fatti sostare in attesa di passare ad altri ambienti della casa.

Era un luogo fondamentale perché segnava il passaggio tra l’esterno e l’interno della casa, un filtro tra lo spazio domestico e privato e quello invece pubblico e comunitario.

Con i vari cambiamenti sociali che si sono verificati, gli spazi della casa hanno subito mutamenti e l’ingresso è uno di quegli spazi che lentamente è andato modificandosi fino quasi a scomparire.

Eppure è ancora importante avere uno spazio di transizione all’interno della casa, come l’ingresso dove lasciarsi alle spalle le fatiche lavorative per entrare nella dimensione domestica o dove viceversa poter compiere gli ultimi preparativi per la nuova giornata che ci aspetta.

O ancora per poter accogliere i propri ospiti o congedarli al momento dei saluti, senza invadere altri spazi della casa come il soggiorno. L’ingresso di casa non va dunque trascurato perché assolve precise funzioni che se mancanti renderebbero lo spazio domestico incompleto.

Caratteristiche funzionali

Non è necessario avere un ingresso di grandi dimensioni o separato da muri come se fosse una vera e propria stanza, l’importante è arredare l’ingresso di casa in base ad un progetto. E’ sufficiente una piccola porzione di ambiente da dedicare a tutte quelle attività che si svolgono entrando o uscendo di casa.

Magari vi può essere una struttura che possa schermare la vista di chi entra dall’ambiente successivo, in modo da tenere in qualche modo separato l’ingresso. Per esempio esso può essere ricavato all’interno della zona giorno con l’inserimento di un mobile passante, dai un’occhiata a questo articolo per scoprire meglio di cosa sto parlando.

E’ necessario che in questa parte della casa ci siano poche e fondamentali attrezzature, che raccolgano tutti quegli oggetti che altrimenti sarebbero sparsi per casa o lasciati ogni volta in un ambiente diverso, perché appunto un posto apposito non ce l’hanno e che magari ci fanno ritardare perché non li troviamo mai.

Appendiabiti

È importante avere in ingresso un mobile guardaroba, ma anche dei semplici ganci o un attaccapanni da terra per appendere cappotto, giacche, sciarpe, cappelli, ma anche borse o zaini.

Scarpiera e seduta

È fondamentale avere una scarpiera o dei ripiani per riporre le scarpe e le ciabatte, ancora meglio se vi è una piccola seduta dove poterci sedere per indossare e allacciare le calzature con comodità.

Ripiani vari

Senza un piano da appoggio o un vano per le chiavi, gli occhiali da sole e tutti quegli accessori che quotidianamente ci portiamo dietro, l’ingresso non è completo. E’ necessario dunque che ci sia un piccolo spazio che, come uno svuotatasche, sia dedicato a questi oggetti.

Specchio

Il momento di uscire richiede sempre un ultimo controllo per sistemarci al meglio dopo aver indossato gli ultimi accessori. Lo specchio in ingresso ha inoltre l’ottimo effetto di dilatare lo spazio e farlo sembrare più grande, ed è molto adatto se l’ambiente è piccolo.

Portaombrelli

Che sia fuori dalla porta perché non vi piace portare gli ombrelli bagnati dentro casa o che sia dentro perché siete più sicuri in questo modo, il portaombrelli è un oggetto fondamentale. Spesso è integrato con l’appendiabiti in un unico arredo.

Punto luce

E’ assolutamente necessario che l’ingresso sia illuminato con una luce dedicata, preferibilmente a soffitto, ad incasso o a parete. L’importante è che i corpi illuminanti scelti risultino pratici e comodi considerando che si tratta di un’area di passaggio e di movimento.

Caratteristiche estetiche

Vi ho elencato i principali arredi necessari all’ingresso di casa, ma questo non basta. Perché l’ingresso sia arredato in maniera efficace non è sufficiente che siano presenti tutte le attrezzature necessarie, ma soprattutto che esse siano disposte in modo da formare un insieme gradevole dal punto di vista visivo.

Non bisogna dimenticare che l’ingresso è anche lo spazio dove accogliamo gli ospiti e non deve essere disordinato o spiacevole da vedersi perché è la prima cosa che incontra chi entra nella nostra casa.

C’è chi dice che l’ingresso è lo specchio delle nostre abitazioni, in ogni caso chiunque sa che la prima impressione è spesso quella più difficile da cancellare. Quali sono dunque le possibili soluzioni progettuali migliori dal punto di vista estetico?

Armadiatura

Si tratta di un armadio che può essere fissato a muro o ricavato da una nicchia. Con questa soluzione tutte le attrezzature sopra citate vengono raccolte in un unico mobile e nascoste all’interno di esso.

Molto utilizzato in questo senso è un armadio a specchio con ante scorrevoli o non, al cui interno trova posto appendiabiti, scarpiera con sgabello ripiegabile e vari ripiani. È adatto per chi per esempio vuole uno stile minimal all’interno della casa e preferisce avere un arredo che sia il più possibile discreto ed essenziale, senza rinunciare all’eleganza.

Mobile a giorno

Se invece non intendiamo nascondere i nostri oggetti, ma renderli parte dell’arredo può essere interessante utilizzare un mobile a giorno. Anch’esso come il precedente raccoglie in un unico posto tutte le attrezzature, che vengono però lasciate a vista.

Si può creare un mobile con una seduta, magari integrata con una scarpiera sottostante, e alcuni appendiabiti, specchio o ripiani sopra lo schienale.

Inoltre l’arredo può essere fissato a muro oppure essere passante, in questo caso attraverso le sue parti trasparenti e non, lascia intravedere una parte altrimenti nascosta della casa, incuriosendo la vista di chi entra.

Conclusioni

Lo spazio dell’ingresso è diventato un ambiente secondario della casa, un po’ come il corridoio o il disimpegno, come quest’ultimi è uno spazio di filtro, di passaggio ed è fondamentale all’interno di una casa.

Come corridoio o disimpegno fanno da separazione tra ambiente giorno e ambiente notte, l’ingresso segna la transizione tra esterno ed interno. Pensate ad una casa senza corridoio in cui le stanze da letto diano direttamente sul soggiorno, ci sarebbe una mancanza di privacy sicuramente, la stessa cosa accade entrando in una casa senza ingresso.

Ci troviamo direttamente in soggiorno o peggio ancora in cucina, senza avere la possibilità di mediare il nostro ingresso all’abitazione. Ecco perché lo spazio dell’ingresso non è mai “spazio sprecato” ed è importante che abbia un’area dedicata all’interno della casa, ben progettata e arredata.

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Mobili salva spazio

Negli ultimi anni, soprattutto a Milano, le dimensioni degli appartamenti sul mercato sono sempre più ridotte.

Gli spazi in cui viviamo stanno subendo una contrazione dovuta ai cambiamenti sociali in atto, rispetto ad alcuni decenni fa passiamo molto meno tempo nelle nostre abitazioni e molto di più nei luoghi di lavoro, in palestra, nei centri commerciali, in vacanza.

Si sono modificate anche le nostre abitudini nelle attività casalinghe e quindi stanno scomparendo alcune caratteristiche tradizionali della casa come la separazione tra soggiorno, cucina e ingresso ora spesso riuniti in un unico ambiente.

Sono sempre meno presenti ripostigli e lavanderie, integrati con arredi in altri spazi della casa, nel primo caso perché gli oggetti che si riponevano in questi locali sono diventati sempre più compatti e tecnologici e necessitano di meno spazio. Nel secondo caso perché ormai le lavanderie nelle nostre case, sempre che non facciamo uso di servizi esterni, si riducono a lavatrici e asciugatrici.

Gli ambienti interni delle case devono essere fluidi e continui e vengono riorganizzati, sfruttati al massimo in un’ottica di economia sui metri quadri; in questa situazione ogni accorgimento che ci fa risparmiare spazio è fondamentale. I mobili salva spazio sono un esempio e si stanno sempre più diffondendo, grazie a progetti su misura l’architetto riesce a fornire soluzioni funzionali e esteticamente gradevoli. Ma cosa sono di preciso?

Mobili salva spazio

Si tratta di arredi fissi e non, compatti che spesso hanno una o più funzioni e che possono essere quindi utilizzati in modi diversi a seconda delle esigenze.

Scale attrezzate

L’elemento della scala è fondamentale, ci permette di andare da un piano all’altro della nostra casa, ma spesso mi sono sentita dire: “Questa scala mi porta via un sacco di spazio!” Come poterla sfruttare al meglio?

Se abbiamo una scala in linea la soluzione migliore è sfruttare lo spazio sottostante come libreria o armadiatura, in questo modo non solo non dovremo più preoccuparci della polvere che vi si accumula, ma guadagneremo uno spazio in più nella nostra casa.

La struttura della libreria/armadio può essere realizzata in legno, in metallo o in cartongesso e può essere dotata di vani chiusi o aperti a seconda delle vostre esigenze.

Un’altra soluzione è quella di attrezzare le alzate dei vostri gradini con cassetti estraibili, per riporre ad esempio scarpe o altri oggetti di uso quotidiano.

Tavoli a ribalta, a consolle o estraibili

Al giorno d’oggi è molto frequente che la zona pranzo più formale sia integrata con la zona giorno e che la cucina abbia una zona pranzo più informale utilizzata quotidianamente.

Spesso capita di avere a cena ospiti e la necessità è quella di avere più posti a tavola e di poter mangiare in un’ambiente ordinato e non in cucina.

I tavoli a ribalta e i tavoli a consolle sono un’ottima soluzione se avete poco spazio e non volete occupare metà del vostro soggiorno con un tavolo che userete si e no una volta a settimana.

I tavoli a ribalta sono fissati a muro e da chiusi assomigliano a un mobile con scaffale, alzando (o abbassando) la parte frontale si ottiene un tavolo con gambe estraibili.

I tavoli consolle sono invece poco profondi appoggiati a muro, utilizzabili come scrivanie o come semplici piani d’appoggio, che possono essere trasformati in veri e propri tavoli da pranzo.

I tavoli estraibili invece sono facilmente utilizzabili in cucina al posto del tavolo che utilizziamo quotidianamente, si tratta di ripiani estraibili da mobili della cucina che consentono di liberare lo spazio dell’ambiente dalla presenza fissa di un tavolo da pranzo.

Armadi in nicchia

Capita spesso nelle nostre case di avere degli spazi di risulta, magari derivati da un corridoio più largo del necessario o da pilastri che sporgono rispetto ai muri, che ci sembrano sprecati e che vediamo come difetti.

In realtà questi spazi hanno grandi potenzialità, è sempre possibile creare in queste nicchie o riseghe degli armadi contenitori che vanno da terra fino a soffitto e che vengono mascherati nella parete, quasi fossero parte di essa. Possono essere utilizzati come guardaroba, come ripostiglio, come scarpiere a seconda dell’uso che vogliamo farne e della loro disposizione all’interno della casa.

Letti contenitori e letti armadio

Anche in camera da letto possiamo sfruttare al meglio lo spazio, per esempio scegliendo un modello di letto contenitore.

In questo modo potremo sfruttare lo spazio sottostante la rete e il materasso per riporre biancheria da letto, borse e valigie o ciò che non entra più nei nostri armadi e allo stesso tempo non dovremo più fare acrobazie per pulire il pavimento sottostante al letto.

Un’altra buona soluzione per sfruttare lo spazio notte, ad esempio quello dei bambini o dell’eventuale camera per gli ospiti, è quella di inserire un letto armadio.

Si tratta di letti a ribalta che da chiusi assomigliano a dei veri e propri armadi e quando vi è la necessità vengono aperti, abbassati e attrezzano lo spazio con un altro letto.

Lavanderia a scomparsa

Come già accennato in precedenza la lavanderia è una stanza che sta lentamente sparendo dalle nostre case, eppure necessita ancora del suo piccolo spazio possibilmente lontano da occhi indiscreti, si tratta pur sempre di un ambiente di servizio.

Una buona idea è quella allora di integrare la lavanderia nel bagno principale o anche in corridoio/disimpegno, inserendola in un armadio.

Aprendo le ante dell’armadio si potranno avere lavatrice e asciugatrice, magari una sovrapposta all’altra, per esempio affianco un lavatoio oppure un asse da stiro a ribalta.

In questo modo dall’esterno la vostra lavanderia non assomiglierà altro che ad un armadio, ma avrete un posto organizzato e pratico per utilizzarla ogni volta che ne avrete bisogno.

Con questo stesso principio funzionano le cucine a scomparsa, molto funzionali per monolocali o per creare una cucina secondaria.

Mobili passanti

Approfondisci l’argomento sui mobili passanti leggendo l’artico dedicato esclusivamente a questa tipologia di mobili : “Cosa sono i Mobili Passanti? Strategie per (non) suddividere lo spazio

Conclusioni

I mobili salvaspazio sono una valida soluzione se abbiamo appartamenti dalle dimensioni ridotte o se vogliamo semplicemente sfruttare al massimo lo spazio delle nostre case.

Ci permettono di integrare una o più funzioni nello stesso arredo, evitando inutili sprechi.

Quale di queste soluzioni fa al caso vostro?

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Il fascino del camino, dall’antico al moderno

Il camino come la stufa ha sempre avuto un ruolo importante nelle nostre case, nell’antichità era spesso l’unica fonte di riscaldamento presente nelle abitazioni e veniva utilizzato anche per cucinare.

Con l’arrivo dei termosifoni camino e stufa hanno perso un po’ il loro ruolo funzionale, ma sono rimasti nelle abitazioni anche per le loro caratteristiche estetiche.

Hanno sicuramente un aspetto scenografico dato sia dalla loro struttura architettonica o di arredo, sia soprattutto per la presenza del fuoco, che da secoli affascina l’uomo con le sue caratteristiche.

L’elemento del fuoco

Il fuoco è uno dei quattro elementi naturali e primigeni, assieme ad aria, acqua e terra, per le sue proprietà fisiche è quello forse più particolare ed interessante.

Sollecita ben quattro dei nostri sensi: in primis la vista con i suoi colori e il suo movimento, poi il tatto perché ci riscalda se ci avviciniamo, l’udito per il suo piacevole scoppiettare e infine l’olfatto per l’odore che emana il materiale che viene bruciato.

Ecco perché siamo così attratti dal fuoco, perché con la sua dinamicità stimola in noi sensazioni varie e molteplici.

Hanno particolare influenza su di noi soprattutto il colore con le sue tonalità dal giallo al rosso che come sappiamo sono colori che comunicano energia e positività e il calore che emette che ci conferisce all’istante una sensazione di benessere e di relax.

Complessivamente il fuoco influisce positivamente su di noi comunicandoci vitalità e piacere.

Il ruolo del camino all’interno della casa

Il camino o la stufa, oggi raramente usati per cucinare, diventano sinonimo di relax e di svago e possono integrare il riscaldamento all’interno delle nostre case.

Solitamente vengono posizionati nella zona giorno, tipicamente in soggiorno, una zona centrale della casa, di fronte o in prossimità di divano o poltrone in modo da essere comodamente utilizzati.

Vediamo quali sono le tipologie di camino o stufa sulla base delle loro caratteristiche funzionali ed estetiche.

Tipologie per caratteristiche funzionali

Le tipologie di camino distinte in base alle sue caratteristiche funzionali sono diverse e si distinguono in base al tipo di combustibile che viene utilizzato.

Camino a legna

Si tratta del tipo più antico di camino e ancora il più diffuso, il combustibile è la legna. Necessita di canna fumaria con un adeguato tiraggio e di una presa d’aria per consentire il ricambio dell’ossigeno bruciato attraverso la combustione.

I camini a legna possono essere aperti o chiusi da un vetro apribile e trasparente. Per i primi c’è il rischio che qualche scintilla o la cenere fuoriesca dal braciere, non hanno un grande potere riscaldante perché il calore tende a disperdersi, ma hanno il pregio di avere un contatto più diretto con il fuoco.

I secondi d’altro canto sono più sicuri, sono più efficienti per scaldare soprattutto nella versione ventilata e se termocamini, ma richiedono una pulizia costante del vetro per mantenerne la trasparenza, spesso oscurata dalla fuliggine.

Solitamente i camini a legna sono progettati in strutture dotate di un vano per conservare i ciocchi e gli strumenti da utilizzare. Può essere una nicchia a vista oppure un cassetto estraibile, l’importante è che sia lontano da fonti di umidità che potrebbero danneggiare la legna.

Camino a pellet

Si tratta di un tipo di camino che si sta sempre più diffondendo, andando spesso a sostituire un preesistente camino a legna. È a tiraggio forzato e necessita di un collegamento elettrico per l’attivazione della ventola e l’accensione del pellet, è provvisto di un serbatoio in cui viene caricato dall’alto il combustile e di una canna fumaria di caratteristiche adeguate.

Il combustibile utilizzato deriva da un processo industriale di essicazione e conseguente compressione dei trucioli e della segatura in piccoli pezzi cilindrici. I camini a pellet sono chiusi, permettono di avere un impatto ambientale ridotto e una resa termica migliore rispetto al legno, ma l’effetto visivo del fuoco è molto diverso e il combustibile brucia molto rapidamente.

Anche per questo tipo di camino è utile pensare ad un vano dove conservare il pellet, venduto a sacchi, che deve essere facilmente prelevabile per poter essere inserito attraverso una paletta nel camino. Se per la legna è gradevole vedere un vano con i ciocchi a vista ordinatamente disposti uno sull’altro, per il pellet è preferibile un cassetto estraibile.

Camino a bioetanolo

Questo tipo di camino è sicuramente quello più economico, presenta sostanziali differenze rispetto ai precedenti, infatti non necessita di canna fumaria e il combustibile è un liquido, un alcol estratto dalla fermentazione di biomasse.

E’ certamente quindi più ecologico, non produce infatti fumi, ma solo vapore acqueo ed è pratico poiché non necessità di particolare manutenzione o pulizia, tuttavia ha un basso potere scaldante.

I camini a bioetanolo hanno una fiamma più lieve e diversa da quelli a legna o pellet, possono essere aperti oppure chiusi da un vetro e non necessitano di vani particolari per lo stoccaggio del combustibile che viene venduto in taniche e occupa perciò poco spazio.

Tipologie per caratteristiche estetiche

Dal punto di vista estetico il camino si può classificare in diverse tipologie a seconda della sua struttura architettonica.

Camino a parete

Si tratta del tipo più diffuso di camino, è addossato ad una parete o ad un angolo tra due e può avere una struttura in ghisa rivestita in cartongesso ignifugo oppure in pietra o anche in legno.

La struttura può essere integrata con mensole e ripiani e spesso integrata con un mobile tv.

Camino bifacciale o trifacciale

Scenografico e moderno questo tipo di camino viene installato al centro di un ambiente, magari nella zona giorno tra tavolo da pranzo e area living, e consente di essere utilizzato e fruito da due o tre lati.

Anche in questo caso la struttura è simile al precedente e può essere anch’esso integrato con arredi.

Camino sospeso

Una soluzione d’effetto è quella di questo tipo di camino che può essere bifacciale o non, con struttura in ghisa monoblocco o con rivestimento, posizionato al centro di una stanza oppure addossato ad un muro.

La sospensione e il fatto di non toccare il pavimento conferisce una sensazione di continuità all’ambiente in cui è collocato.

Conclusioni

Chi non vorrebbe avere il piacere di un camino o una stufa all’interno della propria casa per potersi rilassare di fronte ad esso e lasciarsi coccolare dal suo calore e incantare dal gioco delle sue fiamme?

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Pavimenti in resina, quando e come usarli

Nelle ristrutturazioni di un appartamento capita spesso di dover intervenire sui pavimenti di uno o più ambienti e l’utilizzo di un prodotto durevole e di buona qualità è fondamentale. 

Ad oggi esistono numerosi tipi di

, in gres porcellanato, in legno, vinilico, in pietra, in cemento o in resina.

Ognuno ha le sue caratteristiche funzionali ed estetiche, i suoi pregi e i suoi difetti, ed è importante conoscerli per utilizzarli al meglio.

Caratteristiche estetiche

Il pavimento in resina è formato da un composto polimerico e si presenta liquido all’aspetto, come una vernice densa, viene steso su fondo adeguatamente preparato, attraverso una spatola e può avere differenti finiture, texture e colori.

Una caratteristica molto importante della resina è la sua versatilità, infatti è un materiale con un alto grado di personalizzazione, può essere lucido, opaco o semilucido, può essere prodotto praticamente in qualsiasi colorazione e può avere diversi effetti estetici.

Facilità e praticità nella posa

La resina può essere posata anche sopra un pavimento esistente, avendo cura di preparare adeguatamente il supporto, senza che del vecchio pavimento rimanga alcuna traccia.

Avendo uno spessore finito che scende fino a 2-3 mm, può essere posata sopra un pavimento esistente senza creare fastidiosi dislivelli che comporterebbero una revisione di porte e finestre.

Massima igiene e pulizia

La caratteristica che preferisco del pavimento in resina è il fatto che non presenta fughe o giunti, una volta steso il materiale avrete una superficie perfettamente omogenea e continua.

Questo, oltre a garantire un effetto estetico che pochi altri materiali riescono a conferire, consente una maggior facilità di pulizia dell’ambiente.

Dimenticatevi dunque scomode fughe da pulire minuziosamente e che ormai hanno perso il loro colore originale a causa di incrostazioni e sporco.

La resina è un materiale impermeabile e totalmente igienico, e queste caratteristiche lo rendono particolarmente adatto sia per i bagni che per le cucine.

Numerosi campi di applicazione

Un altro pregio della resina è il fatto di poter essere applicata a svariati supporti, a pavimento, ma anche a parete e soffitto, su arredi, come mobili in cartongesso, piani di lavoro in cucina o pareti di vasche ad incasso.

Con piatti doccia a raso pavimento, ormai sempre più diffusi, che permettono di non avere dislivelli tra doccia e pavimento, l’applicazione della resina è l’ideale.

Può infatti essere applicata direttamente sul piatto doccia a raso per garantire la massima continuità visiva tra esterno ed interno della doccia.

Caratteristiche fisiche

Numerose sono poi le qualità della resina date dalle proprietà intrinseche del materiale, resiste infatti a lungo a sollecitazioni chimiche e fisiche.

Infatti è spesso abbinata a pavimenti dotati di riscaldamento a pavimento, poiché è un materiale elastico che sopporta bene le sollecitazioni date dagli sbalzi di temperatura.

Pregi e difetti

Fino a qui sembra un materiale praticamente perfetto che riunisce in sé le migliori caratteristiche che un pavimento o un rivestimento possa avere.

Colori e finiture versatili come un pavimento in gres porcellanato, facilità e praticità di posa anche su pavimenti esistenti come il vinilico, completa assenza di fughe come il cemento o lo stesso linoleum, i più svariati campi di applicazione come nessun materiale fino ad ora e buone caratteristiche fisiche, come il legno o la pietra.

Eppure anche la resina ha dei difetti, pochi ma ne ha e sono dati principalmente dall’usura del materiale.

Per esempio ingiallisce facilmente, è sensibile alla luce e ai raggi uv, dunque con il passare del tempo tende a mostrare questo suo difetto.

Ci sono colorazioni più o meno indicate per contrastare questo fenomeno ed è bene rivolgersi ad un esperto per capire quale sia quella più adatta.

Un altro difetto è che la resina risente molto del supporto posizionato al di sotto di essa, che si tratti di un pavimento preesistente o di un massetto nuovo, esso deve essere il più possibile uniforme.

Più omogeneo il supporto sarà, più la stesura della resina sarà efficace e meno soggetta a movimenti e all’insorgere di crepe.

Dunque fondamentale è la scelta di un buon posatore che sappia eseguire il lavoro a regola d’arte.

Progettare con un pavimento in resina

La resina nasce come rivestimento degli spazi industriali, grazie alle sue caratteristiche è sempre stata, assieme al cemento, il materiale ideale per rivestire questo tipo di spazi.

Grandi ambienti come magazzini, parcheggi e locali di lavoro richiedevano una pavimentazione facile da pulire e da posare, con una buona resistenza fisica.

Con il passare degli anni la resina, pur continuando ad essere utilizzata in questo tipo di spazi, ha trovato applicazione oltre che in spazi pubblici, come ad esempio musei, anche nelle abitazioni andando a soddisfare esigenze estetiche più moderne.

L’effetto dato da un pavimento o un rivestimento in resina può essere facilmente abbinabile allo stile minimal e allo stile industrial se scegliamo una resina dai toni chiari e con una spatolatura leggera con finitura opaca.

L’ambiente ci comunicherà sobrietà e una bellezza quasi primigenia ed essenziale. Se invece scegliamo una resina dalle tinte decise con finitura lucida e magari impreziosita con effetti artistici, il nostro ambiente acquisirà eleganza e una forte personalità.

In qualche caso utilizzando poi speciali additivi si creano sulla resina venature di vario colore che ricordano il marmo.

Dunque si può utilizzare questo materiale per ricalcare gli effetti estetici di un prodotto piuttosto costoso, utilizzando lo stesso procedimento concettuale che si usa ad esempio tra pavimento in gres porcellanato e legno.

Come già visto la resina offre una grande libertà di personalizzazione del prodotto e di conseguenza anche dello spazio in cui viene applicata.

Il prodotto che verrà creato per voi, sia che si tratti di un pavimento che di un rivestimento, sarà unico nel suo genere e come ogni opera d’arte non sarà facilmente replicabile altrove.

Questa caratteristica renderà dunque prezioso l’ambiente in cui è collocato, ma anche la vostra stessa casa.

Conclusioni

Come tutti i materiali anche la resina ha alcuni difetti, eppure sembra che i suoi pregi superino di gran lunga quelli di altri materiali da rivestimento. Se la resina potrebbe fare al caso vostro non vi resta che scegliere l’effetto che più desiderate! Con questo materiale tutto è possibile..

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Rivestimenti e pavimenti di tendenza

Nella ristrutturazione di un appartamento, una fase fondamentale è quella che riguarda la scelta dei pavimenti e dei rivestimenti.

Essi costituiscono l’involucro interno di un ambiente ed è importante che vengano scelti con cura perché influiscono sulla nostra percezione verso quello spazio e verso la stessa attività che vi viene svolta.

L’architetto ti può aiutare in questa fase delicata, proponendoti le migliori soluzioni per rivestimenti e pavimenti per la tua casa in base ad un progetto personalizzato e alle tendenze del momento.

Sicuramente in questi anni piastrelle diamantate ed esagonali sono due delle soluzioni più in voga e più gettonate per gli interni della casa. Entrambe venivano usate molto nel secolo scorso e ora sono tornate di moda. Di cosa si tratta?

Piastrelle diamantate

Sono un tipo di rivestimento utilizzato a parete, principalmente in bagno o in cucina, anche per arredi come vasche o banconi a isola, ma applicabile in qualsiasi ambiente della casa.

Vengono chiamate anche subway tiles perché erano utilizzate nelle stazioni metropolitane, ad esempio quelle di Londra o di Budapest.

Il nome è legato alla loro forma, infatti non sono piatte come le comuni piastrelle, ma hanno i bordi sfaccettati.

Questa caratteristica crea un effetto visivo particolare, infatti guardando una parete rivestita con queste piastrelle si noteranno giochi di luci e ombre dati proprio dalla sua rastrematura, come quelli che si generano su un diamante.

Per questo sono molto adatte per ambienti non particolarmente luminosi, soprattutto nelle loro versioni in tonalità chiare e lucide.

Hanno forma rettangolare, solitamente 7,5 x 15 cm, e possono essere lucide oppure opache, venire posate a correre oppure a fughe pari ed essere disposte in orizzontale, in verticale o in diagonale.

Vengono prodotte praticamente in qualsiasi colore o comunque nelle tonalità più diffuse. Nell’utilizzo di queste piastrelle spesso si predilige l’utilizzo di una fuga non in tinta, ma anzi che contrasti con il colore della piastrella stessa, in modo da fare risaltare ancora di più l’elemento.

Questo tipo di piastrelle possono essere posate fino a metà parete e terminare con un pezzo speciale arrotondato e sottile che fa da cornice, oppure possono essere posate sempre a metà parete con una tinta di colore, magari più accesa o nera e l’altra metà con una tinta neutra ad esempio bianca.

Un’altra soluzione è la posa fino al soffitto, in questo caso tipicamente il colore scelto è quello bianco, o comunque chiaro, per non appesantire la percezione dell’ambiente, ma potete pensare di utilizzarle anche per una sola delle quattro pareti del vostro locale e allora via libera a qualsiasi colore!

Per un effetto moderno e contemporaneo vi consiglio una piastrella opaca, con posa a fughe pari, in verticale e con fuga in tinta, a tutta parete, se invece cercate qualcosa di vintage vi suggerisco finitura lucida, con posa a correre, in orizzontale con fuga non in tinta a metà parete.

Piastrelle esagonali

Sono un tipo di rivestimento utilizzato sia a parete che a pavimento e possono essere utilizzate in qualsiasi ambiente della casa, ma sono usate soprattutto in bagno e in cucina.

Hanno origine antiche, derivano infatti dalle cementine esagonali dell’ottocento che erano fatte in cemento e sabbia e venivano usate per rivestire pavimenti dei palazzi storici.

Oggi le cementine sono tornate di moda e sono state rimesse in produzione, ma accanto ad esse sono comparse anche piastrelle esagonali in gres porcellanato, un po’ più economiche. Sono piccole e con dimensioni variabili, la finitura più diffusa è quella opaca anche se esistono versioni lucide e possono essere posate con fuga in tinta o non.

La fuga non in tinta, come per le piastrelle diamantate, fa risaltare al meglio la particolare forma di questa piastrella e enfatizza il disegno geometrico che si viene a creare, grazie al contrasto di colore.

Le piastrelle esagonali hanno i toni più svariati, possono essere monocrome oppure con fantasie e decori, spesso su una superficie vengono posate in diversi colori o fantasie in modo da creare un effetto mosso e variegato.

La caratteristica di queste piastrelle è proprio la loro forte identità, non è raro che vengano posate in una porzione circoscritta di pavimento o di parete per enfatizzare una precisa area.

Per esempio in presenza di una zona giorno che comprenda sia cucina che soggiorno, possono essere utilizzate per caratterizzare la striscia del pavimento immediatamente adiacente ai mobili della cucina, quasi fosse un tappeto steso.

Oppure possono essere usate se vogliamo separare due zone funzionali del bagno, come l’area del lavabo e quella dei sanitari. In questo modo si ha la possibilità di avere una pavimentazione pratica, facile da pulire, ma gradevole dal punto di vista estetico e la libertà di accostare un altro pavimento per il resto dell’ambiente.

Uno degli abbinamenti più diffusi in questo senso è sicuramente con il legno o con piastrelle in gres effetto legno.

Il passaggio da un pavimento all’altro può essere netto, tagliando le piastrelle, oppure può essere “sfumato” lasciando le piastrelle intere e andando a fare fondere una pavimentazione nell’altra.

Se invece sono utilizzate a parete possono per esempio andare a circoscrivere la parte di superficie tra i pensili e le basi di una cucina, creando un’area che stacchi in maniera cromatica.

Oppure in un bagno possono essere usate per evidenziare l’area della doccia, dotandola di un rivestimento a parete differente da quello del resto del bagno, in modo da creare un elemento di varietà all’interno dell’ambiente.

Le piastrelle esagonali per le loro caratteristiche in generale non vengono mai usate a tutta altezza per tutte e quattro le pareti di una stanza perché rischierebbero di appesantire la percezione di quell’ambiente.

Possono essere utilizzate a metà parete o anche per rivestirne una intera, magari quella opposta all’ingresso, in modo da creare un effetto di grande impatto visivo.

Conclusioni

Piastrelle diamantate ed esagonali, grazie alle loro caratteristiche fisiche, hanno grandi potenzialità estetiche e offrono una grande varietà di scelta. Che vogliate dare alle vostre case un sapore vintage o retrò, oppure un tocco moderno o contemporaneo, questi due tipi di rivestimenti non vi deluderanno ed è proprio il caso di dirlo, non passeranno mai di moda!

Come sfruttare la doppia altezza dei vostri ambienti

Spesso capita che alcuni appartamenti, soprattutto a Milano, siano di dimensioni ridotte, magari manca il ripostiglio, la dispensa, la cantina, come possiamo ricavare degli spazi di deposito in più? Sicuramente sfruttando l’altezza di alcuni locali che da normativa possono essere più bassi dell’altezza standard.

Alcune volte capita poi, soprattutto negli edifici storici, di avere ambienti con una notevole altezza interna. La misura standard per le abitazioni comuni è di due metri e settanta, ma magari le vostre stanze hanno altezze di quattro metri, come possiamo dunque sfruttare questo spazio in più?

I metri in surplus in altezza hanno il loro valore e permettono di creare soluzioni salvaspazio notevoli. Vediamo quali sono le strategie progettuali utilizzabili in base alle vostre esigenze e al tipo di spazio che avete nelle vostre case.

Soppalchi non abitabili

Se quello di cui avete bisogno non è uno spazio abitabile, ma un deposito o un luogo per oggetti che usate più o meno quotidianamente potete pensare ad un soppalco non praticabile.

Si tratta di un vano tecnico posizionato per esempio in bagno, in corridoio, ma anche in camera e in soggiorno, di altezza ridotta, accessibile tramite una scala fissa o mobile o tramite una botola.

In questo caso la normativa edilizia comunale non pone particolari prescrizioni sull’altezza soprastante o sottostante il soppalco, poiché non è prevista su di esso la permanenza di persone.

Nei bagni o in corridoio può venire utilizzato come ripostiglio in quota, l’altezza di questi locali può essere inferiore a quella standard, quindi il soppalco potrebbe occupare l’intera superficie del locale.

In camera da letto o in soggiorno il soppalco può venire invece utilizzato attraverso armadiature o semplici ripiani come armadio o libreria aggiuntiva.

Pedane

Se invece cercate uno spazio abitabile, ma non avete l’altezza necessaria per creare un soppalco praticabile, potete pensare ad una pedana rialzata e attrezzata.

Con questa soluzione lavoriamo creando un dislivello sul pavimento di altezza inferiore ad un metro, una pedana appunto, che può essere utile sia per separare due zone funzionali della casa, sia per sfruttare lo spazio al di sotto di esso come deposito o ripostiglio.

La pedana viene creata con una struttura in legno oppure in metallo e dotata di due o tre gradini per renderla accessibile, lo spazio che si viene a generare può anche essere delimitato da pareti o simili, se la funzione ad esso destinata richiede più privacy.

Vediamo quali possono essere i campi di applicazione di una pedana di questo tipo, può essere utilizzata sia per la zona notte sia per la zona giorno.

Per esempio se abbiamo un monolocale o un bilocale con uno dei due locali molto ampio può essere utile creare una pedana rialzata per ottenere uno spazio in più.

Con questa scelta il nostro appartamento, magari dalle dimensioni ridotte, acquista un’area distinta e separabile dal resto dell’ambiente e anche uno spazio di deposito.

Ciò che possiamo posizionare sopra la pedana potrebbe essere il nostro letto, aggiungendo dei pannelli mobili, o una tenda o un semplice mobile passante, garantiamo a questo spazio la sua privacy e la sua identità.

Oppure lo spazio della pedana potrebbe essere utilizzato per collocare la zona pranzo del soggiorno, o ancora la zona studio, in questo caso si creerebbero due zone funzionali distinte all’interno della nostra zona giorno.

Come sfruttare lo spazio di deposito? La base della pedana può avere un sistema di mensole per creare una libreria o vani apribili dotati di ante per essere usato come armadio.

Oppure l’intera superficie al di sotto della pedana, può essere utilizzata per riporre tutto quello che normalmente viene riposto nelle cantine e nei ripostigli, valige, scatole di scarpe, attrezzatura varia per pulire la casa.

Pedana in bilocale

Soppalchi abitabili

Alcuni di voi avranno appartamenti con un‘altezza interna notevole, superiore ai quattro metri, ad esempio collocati ai piani terra di alcuni edifici storici che un tempo ospitavano la portineria del palazzo, oppure invece situati ai piani nobili dove ambienti con altezze notevoli erano segno di ricchezza e benessere.

Nei locali di queste case si possono creare, oltre a pedane e soppalchi non praticabili, anche dei soppalchi abitabili ancorati ai muri o su pilastri.

Con questa soluzione lavoriamo utilizzando lo spazio subito sotto il nostro soffitto creando un piano calpestabile, ad un’altezza maggiore di due metri, tra soffitto e pavimento. Il soppalco viene reso accessibile attraverso una scala e dovrà essere dotato di un parapetto.

Rispetto alla pedana il soppalco ha un grado di privacy maggiore perché collocato ad un’altezza superiore, e lo spazio sottostante ad esso può essere utilizzato non solo come deposito, vista la sua altezza, ma come una vera e propria stanza della casa.

Il soppalco può essere creato con diversi materiali legno, metallo o vetro, la sua struttura può essere composta da pilastri su cui appoggia il piano del soppalco oppure quest’ultimo può venire direttamente ancorato ai muri.

E’ importante considerare che per realizzare un soppalco abitabile (destinato alla permanenza di persone) bisogna tenere conto dei regolamenti edilizi e d’igiene del comune in cui l’appartamento si trova.

Bisogna infatti rispettare un’altezza minima sia per la zona sottostante al soppalco sia per quella soprastante, di solito superiore ai due metri. Inoltre la superficie del soppalco non deve in genere superare un terzo della superficie totale della casa.

Vediamo quali possono essere i campi di applicazione di un soppalco di questo tipo, può essere utilizzato come la pedana sia per la zona notte sia per la zona giorno.

Per esempio se abbiamo una sola stanza da letto per i bambini possiamo creare due zone separate, una sul soppalco e l’altra al di sotto di essa, in questo modo ognuno dei due avrà la sua area con letto, scrivania ed armadio.

O come per la pedana può essere utilizzato in un monolocale o bilocale, come camera da letto e lo spazio al di sotto di esso può venire utilizzato per posizionare bagno, cucina, oppure zona giorno.

Oppure può essere utilizzato all’interno della zona giorno per creare un ambiente studio, se abbiamo bisogno di uno spazio di lavoro con la sua privacy e non vogliamo invadere il soggiorno con pc, stampante e tutto il materiale che ci serve.

Soppalco con zona notte

Siete pronti a aumentare lo spazio delle vostre stanze e realizzare uno spazio su misura per voi? Avete scelto quale fa al caso vostro?

Cosa sono i Mobili Passanti? Strategie per (non) suddividere lo spazio

Le nostre case tendono sempre di più ad unire gli ambienti piuttosto che a separarli. Spesso per esempio la zona giorno consiste in un unico spazio comprendente al suo interno ingresso, cucina, zona pranzo e soggiorno.

Talvolta anche la parte benessere del bagno, ovvero la vasca o la zona con il lavabo, formano un tutt’uno con la camera da letto. Oppure per esempio capita, per esigenze di spazio, che lavanderia e bagno siano uniti.

Come possiamo garantire ad ogni ambiente la sua privacy e la sua identità? Come possiamo tenere separate alcune funzioni che per necessità nelle nostre case si trovano a condividere lo stesso spazio?

I mobili passanti possono essere un’ottima soluzione, soprattutto in presenza di spazi ridotti. Ma cosa sono? Si tratta di arredi bifacciali, accessibili da entambi i lati che vengono disposti in maniera libera all’interno di uno spazio, ovvero non appoggiati a muro e che hanno la funzione di separare in maniera parziale due ambienti.

Sono validi sostituti di pareti e divisori fissi, quando non strettamente necessari, e rispetto ad essi consentono di filtrare la luce, generare una sensazione di continuità visiva all’interno dello spazio ed essere più funzionali poichè utilizzabili come arredi.

Esistono numerose varianti di mobili passanti, vediamo quali sono i più diffusi sulla base di alcune caratteristiche formali e funzionali.

Dal punto di vista delle caratteristiche formali dei mobili passanti, possiamo classificarli in due tipologie: fissi o spostabili autoportanti.

Mobili passanti fissi

Si tratta di uno dei tipi che più ricalca le sembianze di una parete, infatti risultano spesso alti fino al soffitto, ancorati ad una parete, e composti da una struttura fissa, non spostabile.

Questo tipo di mobile solitamente è realizzato su misura, dovendo rispettare le caratteristiche dell’ambiente in cui è inserito e può essere realizzato in diversi materiali.

Può essere composto da una struttura di profili metallici e cartongesso, oppure può essere composto da tubolari metallici o rivestiti in legno ancorati a pavimento o a soffitto e intervallati da mensole.

Mobili passanti spostabili autoportanti

Si tratta di un tipo di mobile che può essere realizzato su misura o acquistato in commercio, solitamente non arrivano al soffitto ed hanno la caratteristica di essere autoportanti. Dunque non necessitano l’ancoraggio ne alla parete ne a soffitto, possono essere spostabili e collocabili a proprio piacimento nell’ambiente.

Possono essere realizzati in svariati materiali, in metallo o legno per esempio, purchè ne garantiscano la stabilità. Costituiscono una soluzione versatile per chi non vuole vincolarsi con scelte definitive e ama rinnovare spesso l’aspetto del suo appartamento.

Come usarli?

Dal punto di vista delle caratteristiche funzionali dei mobili passanti, quest’ultimi possono avere un’utilità più o meno definita, alcuni possono essere puramente decorativi, e magari separano semplicemente uno spazio dall’altro senza aggiungere nulla di più a questa loro funzione.

Altri invece possono essere dei veri e propri arredi multifunzionali. Vediamo come, all’interno delle vostre case, possono essere utilizzati, a seconda delle vostre esigenze.

Mobile passante ingresso

È molto efficace utilizzare un mobile passante per separare ingresso e soggiorno, entrando in casa o uscendo, è importante avere a disposizione una zona filtro, come l’ingresso, che ci permette di svolgere tutte quelle attività che segnano il passaggio da dentro a fuori casa (o viceversa).

Per esempio metterci le scarpe, il cappotto, raccogliere le chiavi e la borsa o lo zaino. Un’idea può essere quella di creare un mobile passante con una seduta, magari integrata con una scarpiera sottostante, e alcuni appendiabiti o ripiani sopra lo schienale.

Questo mobile oltre a schermare la vista di chi entra dall’ambiente successivo, ci aiuta nelle attività quotidiane di ogni giorno, fornendoci uno spazio organizzato e versatile.

Mobile passante soggiorno

La soluzione senz’altro più utilizzata è quella di usare un mobile passante nella zona giorno, per separare zona pranzo da soggiorno o soggiorno da cucina.

In base alle esigenze il mobile può essere dotato di ripiani che lo trasformino per esempio in una libreria, oppure se abbiamo bisogno di riporre degli oggetti ad esempio piatti o stoviglie in generale, potrà avere dei vani chiusi da ante opache o trasparenti, come una credenza.

Il mobile passante in soggiorno può anche essere integrato con un camino bifacciale, che in questo modo risulta fruibile mentre siamo seduti a tavola o quando riposiamo sul divano, creando una soluzione scenografica e moderna. O ancora si può usare un mobile passante come mobile tv, se per esempio non abbiamo una parete dove appoggiare la tv oppure vogliamo che la nostra tv sia ruotabile.

Mobile passante camera da letto

Se si ha una camera da letto con bagno annesso può essere comodo separare nettamente la parte tecnica del bagno (ovvero wc e bidet, doccia) da lavandino o vasca.

Queste ultime, che non necessitano di particolari esigenze tecniche possono invece essere unite alla zona notte. Per esempio è possibile schermare la vasca, magari free standing, dalla camera soltanto con un mobile passante decorativo o dotato di specchio bifacciale che dal lato della zona notte ospiti magari una consolle mentre dal lato della vasca contenga il lavandino.

Si può usare un mobile passante anche per creare due camere per i bambini da un’unica stanza da letto: se abbiamo poco spazio, ma vogliamo dare ad ognuno la propria privacy questa è un ottima soluzione.

Il mobile passante può essere costituito per esempio da una struttura contenente armadiature o ripiani per i giochi o i libri.

Mobile passante bagno-lavanderia

Se abbiamo invece l’esigenza di creare uno spazio lavanderia all’interno del nostro bagno, ma non vogliamo dividere in maniera netta i due ambienti, un mobile passante può essere una buona idea.

Il mobile avrà la funzione di separare le due zone, magari avremo l’esigenza di nascondere lo spazio lavanderia, senza però impedire che la luce naturale filtri, fondamentale in questo spazio.

Si potrà utilizzare un mobile passante dotato di ripiani, in parte dotati di ante a formare dei contenitori per riporre ad esempio detersivi o salviette e in parte invece lasciati semplici per ospitare oggetti di uso quotidiano o magari candele o una pianta da interni.

Dunque avete poco spazio in casa? Volete una soluzione versatile e originale? Allora il mobile passante fa proprio per voi!

carta-da-parati-moderna

Tappezzerie e Carte da Parati, come impreziosire le vostre pareti

Durante la ristrutturazione di un appartamento ci si trova a dover ripensare la disposizione dei vari ambienti e locali, e con essa anche il loro aspetto estetico.

Ogni stanza della vostra casa ha il suo stile, dato dall’insieme delle scelte fatte per pavimenti, rivestimenti, arredi e luci, che costituisce di fatto il progetto di un ambiente.

Non è semplice rendere le scelte di tutti questi elementi coerenti fra di loro e in questo l’architetto può darvi un contributo fondamentale, elaborando una soluzione progettuale su misura per voi e per la vostra casa.

Uno degli elementi fondamentali sono, come abbiamo detto, i rivestimenti delle pareti, queste ultime costituiscono una parte molto importante dei vostri ambienti: sono ciò che vi circonda quando state dentro una stanza e hanno un forte impatto sulla vostra percezione visiva.

Certamente c’è molta differenza tra stare in una stanza con le pareti completamente rosse e in una con i muri di un colore grigio chiaro.
È bene dunque scegliere con attenzione la tonalità e il tipo di materiale che rivestirà l’involucro degli ambienti della vostra casa perché influenzerà sensibilmente la attività che vi svolgerete oltre che la percezione della stanza stessa.

Esistono diversi modi per rivestire le pareti, dalle tinteggiature semplici con pittura o gesso, ai rivestimenti in pietra o ceramica, in legno o in mattoni, sicuramente le prime sono una delle scelte più diffuse per il loro basso costo mentre i secondi vengono spesso ritenuti più dispendiosi e utilizzati dai più solo dove strettamente necessario.

Esiste dunque un modo per impreziosire le vostre pareti, senza però ricorrere a rivestimenti costosi? Certamente, tappezzerie e carte da parati fanno al caso vostro.

Come le tinteggiature tappezzerie e carte da parati hanno una discreta facilità di posa e costi non elevati, ma riescono a dare quell’eleganza in più tipica di rivestimenti lapidei, ceramici o lignei.

Entrambe erano molto diffuse nel secolo scorso e sono ora tornate di moda con le più svariate decorazioni, da quelle floreali e naturalistiche, a quelle geometriche e tridimensionali, alle intramontabili classiche damascate, quelle infine che ricalcano le texture di alcuni materiali di rivestimento.

Dal vecchio al nuovo: cosa è cambiato?

Una volta la carta da parati e tappezzerie erano soggette ai cambiamenti e all’invecchiamento di pareti e agli sbalzi termici che la casa subiva, dopo un certo lasso di tempo dunque iniziavano ad arricciarsi e si scollavano, oppure si ingiallivano.

Dimenticatevi queste immagini, oggi le aziende produttrici di carta da parati e di tappezzerie hanno totalmente ripensato questi materiali, sia dal punto di vista estetico, ma soprattutto funzionale.

La carta da parati e le tappezzerie attuali sono composte da una struttura fisica che permettono loro di resistere agli sbalzi di temperatura che le pareti sui cui sono fissate subiscono, ma anche all’umidità.

Oggi dunque esistono in commercio prodotti traspiranti, resistenti e duraturi e che si possono applicare persino all’interno dei bagni, dunque lavabili ed impermeabili.

La manutenzione della carta da parati e della tappezzeria diventa dunque molto semplice, possono essere pulite con una semplice spugna se vengono sporcate, come spesso accade in bagno o in cucina, e non scoloriscono e non si scollano con il passare del tempo.

Le caratteristiche funzionali della carta da parati e della tappezzerie non le rendono dunque meno appetibili rispetto ad una tinteggiatura, come poteva essere un tempo e le loro caratteristiche estetiche?

Sicuramente questo prodotto ha una grande potenzialità rispetto alla pitturazione.
Le aziende di carta da parati e di tappezzerie propongono ogni anno soluzioni e motivi decorativi nuovi e di grande appeal: sono motivi moderni e con una forte identità visiva.

Motivi floreali e naturalistici

Ultimamente è molto diffusa la carta da parati o tappezzeria floreale con motivi naturalistici, ricca di colore e densa di forme, costituisce un vero e proprio elemento di arredo per le vostre stanze.

Può riproporre foglie e fiori multicolore dalle grandi dimensioni, che ricordano quasi una giungla esotica, oppure rami sottili con piccoli boccioli come quelli disegnati sui libri di botanica o ancora alti fusti di alberi, che evocano una foresta impenetrabile.

Qualunque sia il soggetto, le carte da parati e tappezzerie floreali e naturalistiche hanno un grande potere immaginifico, sollecitano la nostra mente a vagare in altri mondi.

Chi entra in una stanza rivestita con questo tipo di carta da parati avrà dunque l’impressione di trovarsi in uno spazio fantastico.

Motivi geometrici

Un’altra fantasia molto diffusa per le carte da parati e tappezzerie è quella geometrica, non pensate subito alle classiche righe verticali a colori alternati, oggi esistono nuovi modelli dalla grafica accattivante.

Tipicamente sono sempre basati sull’alternanza tra due o più colori, la forma delle decorazioni può essere con righe a zig zag, a triangoli a formare un pattern ripetibile all’infinito, oppure a righe bianche o nere su sfondo colorato, a ricordarci il disegno di una costellazione, o ancora con fasce di colore di diverso spessore e geometria come un quadro astratto.

Motivi con texture realistiche

Questo tipo di carta da parati viene spesso molto apprezzato perché ricalca, grazie al suo aspetto estetico, la forma, il colore e il materiale di un altro rivestimento.

Per esempio possono riproporre la sembianza del cemento grezzo, o della resina, o ancora del legno o dei mattoni, o di una pittura spatolata.
La percezione per chi entra nella stanza sarà quella di trovarsi davanti a muri rivestiti con un materiale vero e proprio e non con una semplice carta stampata.

Sicuramente è un buon compromesso per ottenere un effetto simile a quello proposto con materiali sopracitati, che spesso possono essere più costosi e che richiedono una certa manutenzione.

Come utilizzarle?

Carte da parati e tappezziere possono essere utilizzate per rivestire tutte e quattro le pareti di una stanza o anche soltanto per una, magari quella frontale all’ingresso, o ancora per rivestire da metà pareti fino al soffitto.

Tutto dipende dai colori di cui è composta la fantasia e dal motivo, vi consiglio se avete scelto colori rilassanti e dai toni chiari e fantasie discrete anche la prima soluzione, mentre vi suggerirei le altre soluzioni se avete optato per una fantasia ricca di colori.

Siete pronti per dare un tocco di eleganza alle vostre stanze?

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