Giulia Bianchi, Autore presso Ristruttura Interni
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Ascensore in casa: sì o no?

L’ascensore in casa rappresenta un’ottima soluzione per le persone che vivono in abitazioni di grandi dimensioni a più piani e, magari, hanno una ridotta mobilità.

Persone diversamente abili, certo, ma anche anziani che non hanno più lo sprint della gioventù per affrontare una rampa di scale più volte al giorno.

In alternativa al classico montacarichi, se lo spazio a disposizione lo permette è possibile installare un ascensore, pratico, comodo e anche gradevole dal punto di vista estetico.

E proprio la capacità di integrarsi con eleganza in qualsiasi contesto architettonico ha indotto molte persone a optare per l’installazione di un ascensore in casa anche, semplicemente, per una questione di gusto, offrendo così maggiore pregio alla propria abitazione.

Indipendentemente dalla ragione per cui si sceglie di mettere un ascensore in casa, è fondamentale ponderare con attenzione la propria decisione, valutandone i pro e i contro e considerando le diverse tipologie di ascensori disponibili in commercio.

Ascensore in casa: sì o no? I vantaggi

Uno dei principali vantaggi che offre un ascensore interno è la comodità: tralasciando per un momento l’utilizzo per necessità fisiche (per esempio, appunto, se si ha una ridotta mobilità), l’ascensore in casa può essere utile anche in molte altre circostanze: se si deve spostare del mobilio, se bisogna portare la spesa al piano superiore, se il cane si è fratturato una zampa e non può fare le scale… le situazioni per cui un ascensore interno può risultare di estrema praticità possono davvero essere le più varie.

Come si accennava, poi, l’ascensore è uno strumento ideale per chi non può salire le scale o riesce a farlo solo con difficoltà, quindi è un eccellente espediente per eliminare le barriere architettoniche in casa.

Una delle domande più frequenti che si pone chi valuta di installare un ascensore in casa è: non sarà troppo ingombrante?

In realtà, non è affatto detto; anzi, spesso si riesce a ottimizzare gli spazi anche includendo un ascensore all’interno dell’architettura dell’abitazione.

Se si ristruttura casa oppure se si progetta una nuova, con l’aiuto di un professionista specializzato è possibile integrare senza problemi l’ascensore nello spazio a disposizione.

Qualora l’ambiente destinato all’ascensore sia di dimensioni piuttosto ridotte è possibile valutare un’opzione come l’ascensore MRL (acronimo di machine room less) che, essendo sprovvisto di sala macchina, permette di recuperare preziosi metri quadri da un lato e ridurre il costo della manutenzione dall’altro.

Attenzione però: se si sceglie questa tipologia di ascensore bisogna installare un quadro di controllo e considerare di avere ganci di portata adeguati.

E se proprio non c’è spazio dentro casa per un ascensore interno ma ve n’è assoluta necessità?

Allora in questo caso si può valutare l’opzione dell’ascensore esterno, molto più semplice e pratica: da una parte, infatti, si tratta di una scelta molto più “rapida”, nel senso che – diversamente da quanto accade per l’installazione di un ascensore in casa – non occorre effettuare numerosi sopralluoghi.

Inoltre, specie se si abita in un contesto panoramico, l’ascensore esterno può rappresentare un valore aggiunto per l’abitazione, perché consente anche di godersi la vista esterna mentre si sale.

Un altro vantaggio legato all’installazione di un ascensore in casa riguarda le agevolazioni fiscali, che permettono di recuperare nella dichiarazione dei redditi una parte del budget investito per l’intervento.

Ascensore in casa: sì o no? Gli svantaggi

Nel momento in cui si sceglie di installare un ascensore in casa è fondamentale prendere in esame le diverse tipologie di prodotti disponibili, relazionandoli con le proprie esigenze.

È infatti importante sottolineare che esistono numerosi modelli di ascensori interni e relative fasce di costo:

  • L’ascensore a fune è un tipo di ascensore interno molto confortevole, ma anche parecchio costoso; inoltre, occupa molto spazio, quindi occorre avere a disposizione un ambiente di grandi dimensioni in cui installarlo;
  • L’ascensore oleodinamico è un modello più economico e funziona tramite un motore a olio. Per quanto consenta di risparmiare rispetto, per esempio, a un ascensore a fune, occorre però considerare che l’investimento di base rimane comunque elevato e che a questo si aggiungeranno anche le spese di manutenzione.

I costi rappresentano dunque uno dei principali svantaggi di avere un ascensore in casa.

Oltre al costo del prodotto in sé, infatti, è necessario includere nel budget anche quelli relativi ai sopralluoghi iniziali, alla progettazione e alla manutenzione che, per garantire la massima sicurezza dell’ascensore, deve essere periodica.

L’altro grande svantaggio di installare un ascensore in casa è lo spazio: naturalmente, il problema non si pone se si ha una casa molto grande oppure se si progetta una casa nuova e, in questo caso, si valuta già in partenza un ambiente da dedicare all’ascensore; quando invece gli spazi sono ridotti, la presenza di un ascensore interno non solo potrebbe incidere sull’armonia estetica degli ambienti, ma anche ridurre il comfort domestico.

In questo caso, come abbiamo accennato, la migliore alternativa potrebbe essere quella di installare un ascensore esterno, ma occorre tenere in considerazione la questione sicurezza: un ascensore esterno, se non adeguatamente protetto, potrebbe risultare più vulnerabile a eventuali aggressioni esterne e, a propria volta, potrebbe essere utilizzato dai malintenzionati come un mezzo per penetrare all’interno dell’abitazione.

Ascensore in casa: sì o no? Una scelta di design

Come si diceva, la scelta di installare un ascensore in casa può essere dettata anche da una questione squisitamente di gusti.

L’ascensore interno costituisce infatti un elegante elemento di design, che dona valore aggiunto all’arredamento domestico e conferisce pregio e raffinatezza a qualsiasi abitazione, indipendentemente dallo stile che la caratterizza.

Finestre panoramiche: vantaggi e tipologie

Le finestre panoramiche sono considerate una delle migliori opzioni, nel momento in cui si ristruttura casa oppure se ne progetta una nuova.

Le vetrate di grandi dimensioni, infatti, permettono non solo di sfruttare al meglio la luce naturale, ma anche di inserire armonicamente l’edificio sul quale sono installate, indipendentemente dal contesto in cui si trova: una casa dotata di finestre panoramiche si integra molto bene tanto in uno spazio urbano quanto in un ambiente in cui la vegetazione è particolarmente rigogliosa.

Un aspetto molto importante delle finestre panoramiche riguarda il design: questi elementi, infatti, non devono necessariamente presentare linee sobrie e squadrate, ma è possibile progettarli includendo archi, curve e molto altro.

Scopriamo allora quali sono i vantaggi che offrono le finestre panoramiche e quali sono le più comuni tipologie.

Finestre panoramiche: vantaggi

I vantaggi delle finestre panoramiche sono principalmente due:

  • Sfruttano al massimo la luce naturale
  • Permettono di godere della vista circostante.

Entrambi presentano tuttavia anche degli aspetti negativi. A cominciare dalla questione privacy: una casa, quanto più è “trasparente”, tanto più sarà esposta alla curiosità di chi sta fuori.

La situazione può però essere risolta con facilità, scegliendo finestre panoramiche trasparenti solo dal lato interno oppure installando delle tende. Naturalmente, tutto ciò ha un costo aggiuntivo, però non si tratta di spese eccessive e, se ci si tiene particolarmente alla propria privacy, è un investimento che vale la pena di fare.

Un altro lato negativo delle finestre panoramiche riguarda la conduttività termica: considerando che il vetro fa penetrare il freddo più di un muro spesso, occorre scegliere finestre panoramiche dotate magari di due o tre vetri – specie se si abita in una zona dove in inverno la temperatura è particolarmente rigida – e di ottima qualità, ossia realizzate con materiali ad alta resistenza capaci di assicurare un buon isolamento termico.

Un’altra opzione possibile per le finestre panoramiche consiste nel farle rivestire con una speciale protezione, in modo da prevenire graffi e piccoli danneggiamenti causati dalle intemperie.

Per quali case vanno bene le finestre panoramiche?

Le finestre panoramiche possono essere utilizzate in diversi contesti:

  • Case indipendenti o cottage, in cui le finestre panoramiche vengono valorizzate dal fatto di essere immerse nella natura;
  • Alberghi
  • Uffici
  • Centri commerciali
  • Ospedali, regalando ai pazienti tutti i benefici della luce diretta
  • Musei
  • Sale congressi

Non bisogna nemmeno dimenticare le aree del mondo in cui le finestre panoramiche possono risultare particolarmente utili: nei Paesi del Nord Europa, per esempio, dove l’inverno è molto lungo e per molti mesi si può godere di poche ore di luce, le finestre panoramiche rappresentano un valido aiuto per far penetrare in casa la maggior quantità di luce naturale possibile.

Le finestre panoramiche possono poi essere applicate anche in:

  • giardini d’inverno
  • serre
  • terrazze
  • piscine al chiuso
  • sale e saloni
  • grandi bovindi.

I requisiti necessari per le finestre panoramiche

Le finestre panoramiche munite di doppi vetri dovrebbero avere una dimensione entro i 300X320 cm, mentre la distanza tra l’una e l’altra non dovrebbe superare i 250 cm.

È inoltre molto importante scegliere il profilo giusto per le finestre panoramiche, che deve essere calcolato sul peso delle stesse in modo da assicurare la massima durabilità.

I profili, inoltre, dovrebbero essere strutturati concependo una possibilità di rinforzo.

Finestre panoramiche: tipologie

Esistono diversi tipi di finestre panoramiche:

  • Finestre a golfo: si tratta di una soluzione relativamente rara, soprattutto nelle case moderne. La finitura di una finestra a golfo, inoltre, comporta la creazione di una struttura sezionale.
  • Finestre angolari: questa opzione di finestre panoramiche consente di creare un angolo con una visione di 270°, impossibile nel caso delle finestre classiche, ma anche dei bovindi. Per quanto riguarda la composizione, ci sono varie soluzioni disponibili; una delle più valide dal punto di vista estetico è l’angolo trasparente: in questo caso i vetri sono adiacenti l’uno all’altro e uniti tra loro attraverso un sigillante trasparente.
  • Finestre sorde: sono finestre panoramiche in cui la composizione delle vetrate coincide con la struttura del muro e la loro configurazione viene definita “sorda” perché le sezioni non si aprono in entrambe le direzioni. Si tratta di un metodo di installazione di finestre panoramiche semplice e abbastanza economico e di una soluzione molto utilizzata nelle case di campagna.
  • Finestre panoramiche con porta a battente, un modello particolarmente adatto per affacciare l’ambiente in cui sono installate su un balcone, una terrazza o una veranda.
  • Finestre panoramiche con vetrate scorrevoli, di cui sono disponibili sul mercato in particolare due varianti: con apertura a sollevamento e scorrimento o con scorrimento parallelo. Nella prima versione, l’anta si alza di alcuni millimetri e si sposta lateralmente. La silenziosità e la facilità di movimento vengono garantite dall’utilizzo di speciali cerniere. Nei modelli a scorrimento, invece, anche le ante della finestre si muovono lungo i binari di guida, senza quindi necessità di effettuare uno spostamento – seppur minimo – verso l’alto. La scorrevolezza della corsa è assicurata da una guarnizione a spazzola.
  • Finestre con meccanismo di apertura pieghevole: un’ottima soluzione per garantire una buona ventilazione all’ambiente, considerando che, quando è completamente piegata, la struttura occupa meno di un terzo dell’apertura. Per ottimizzare il funzionamento, questo tipo di finestre dovrebbe essere limitata a 7 ali, per 6 metri totali di apertura.

I materiali delle finestre panoramiche

Le finestre panoramiche possono essere realizzati con diversi materiali: alluminio, legno, PVC, vetro composito e materiali combinati.

Una delle soluzioni più gettonate per questo tipo di finestre è il PVC, che si presenta come un’opzione economica e durevole.

Un altro materiale molto resistente – e relativamente nuovo – è il vetro composito, che assicura buone proprietà termoisolanti; per contro, però, è abbastanza costoso e non si adatta ad alcuni tipi di design.

Cos’è l’ecodesign

Negli ultimi anni, complici gli effetti – ormai sotto gli occhi di tutti – che i cambiamenti climatici hanno prodotto, la lotta contro il surriscaldamento globale è diventata un argomento di pubblico interesse.

In questo contesto, è anche aumentata l’attenzione verso comportamenti più sostenibili, anche da parte delle aziende.

Una situazione che ha comportato un profondo mutamento all’interno del mercato: molte realtà, infatti, hanno decisamente virato verso una produzione più green e responsabile. Anche il mondo del design è stato interessato da questi cambiamenti ed è proprio per offrire una risposta concreta al problema dell’impatto ambientale delle attività umane che è nata una nuova, interessante branca della disciplina: l’ecodesign.

Ma che cos’è l’ecodesign?

In questa breve guida, cercheremo di dare una definizione chiara e completa di questo termine, corredandola con esempi concreti ed elencando i numerosi vantaggi che presenta.

Che cos’è l’ecodesign: definire una nuova filosofia di produrre

L’espressione “ecodesign” suona molto contemporanea, ma in realtà per ricercare le origini di questa declinazione del design in chiave ecologica bisogna tornare indietro di quasi un secolo. Erano infatti gli anni ’20 del ‘900 quando l’architetto e designer Richard Buckminster Fuller operò, attraverso i suoi progetti, una piccola grande rivoluzione, disegnando edifici, automobili e altri oggetti secondo il criterio della gestione attenta delle risorse.

La sua creazione più celebre, la cupola geodetica, rimane ancora oggi uno degli esempi più eccellenti di costruzione efficiente e a basso impatto ambientale.

Partendo da questi presupposti, oggi ha potuto strutturarsi l’ecodesign, inteso come quella branca del design che prevede la progettazione di oggetti, componenti di illuminazione e persino capi di abbigliamento sostenibili.

Che cos’è l’ecodesign: i vantaggi che offre un design più green

Ora che abbiamo chiarito che cos’è l’ecodesign, è opportuno prendere in esame i vantaggi che offre.

Nel momento in cui un’azienda decide di trasformare la propria produzione in chiave ecosostenibile, si attuano due importanti cambiamenti:

  • I prodotti di ecodesign sono frutto di una rinnovata attenzione dell’industria nei confronti delle tematiche ambientali;
  • Nonostante siano “eco”, gli oggetti di ecodesign rispondono perfettamente alla funzione per cui sono stati creati.

A ciò, aggiungiamo un terzo punto e cioè che, mediamente, l’ecodesign non presuppone prezzi eccessivamente alti (anche se questo aspetto varia in base al prestigio del brand produttore).

Le aziende che scelgono di implementare la produzione di oggetti di ecodesign, inoltre, hanno maggiori possibilità di migliorare la propria competitività, differenziandosi dalla concorrenza attraverso la proposta al pubblico di un’immagine “green” che può avere un ottimo impatto sociale.

In sintesi, i benefici dell’ecodesign possono essere così riassunti:

  • Ambientali: l’ecodesign presuppone un basso impatto sull’ambiente attraverso un utilizzo responsabile delle risorse;
  • Economici: la cultura del riciclo, fortemente promossa dall’ecodesign, così come la volontà di ridurre i trasporti – con la conseguente diminuzione del consumo di carburante e, quindi, di emissioni di CO2 – sono fattori determinanti per garantire maggiori risparmi alle aziende produttrici;
  • Sociali: implementare le creazioni di ecodesign significa offrire al pubblico un’immagine migliore, quella di una realtà che ha a cuore questioni importanti che riguardano tutti noi, come appunto è il tema dei cambiamenti climatici, accrescendo così la possibilità di ampliare il bacino dei potenziali clienti.

Cos’è l’ecodesign e quali ostacoli deve superare per affermarsi

Come abbiamo visto, l’ecodesign assicura numerosi vantaggi.

Perché allora è ancora un fenomeno relativamente di nicchia?

I motivi sono molteplici ma si tratta in ogni caso di ostacoli che possono essere facilmente superati per portare a un’affermazione capillare di questa nuova filosofia del design.

Le principali difficoltà che può incontrare un’azienda decisa a investire sull’ecodesign possono essere ricondotte a:

  • Una diffusa mancanza di know-how: i professionisti interessati al settore del design ecologico sono in costante crescita e tuttavia non ancora abbastanza numerosi da rispondere adeguatamente a una richiesta di mercato in rapida ascesa. Molte aziende si trovano dunque ad affrontare il problema della scarsità di esperti su temi ambientali e, soprattutto, sulla capacità di sfruttare in modo oculato le risorse disponibili o lavorare oggetti a partire da materiali di riciclo. D’altra parte, l’acquisizione di professionisti qualificati, essendo questi ancora una sostanziale minoranza, comporta costi maggiori per le aziende;
  • Problemi nell’implementare e diffondere a livello capillare nuove teorie e tecniche legate all’ecodesign, anche per via di una lacuna in proposito nell’attuale ordinamento giuridico;
  • Complessità incontrate nell’accesso a informazioni sulle tematiche ambientali che potrebbero risultare molto utili in fase di progettazione di prodotti di ecodesign.

Che cos’è l’ecodesign: design tradizionale vs ecodesign

Per rispondere, con estrema sintesi, alla domanda “che cos’è l’ecodesign”, bisogna dire che si tratta di una filosofia di design che propone l’inclusione di aspetti relativi alla sostenibilità ambientale all’interno del ciclo produttivo di un oggetto, accanto ad altri fattori fondamentali, come i costi, l’utilità, l’estetica, la sicurezza, la durabilità ecc.

Tra i requisiti che un oggetto di ecodesign deve soddisfare, inoltre, è molto importante la voce dei consumi, che devono essere il più possibile contenuti durante tutto il ciclo di vita del progetto, dall’idea alla realizzazione, fino all’utilizzo.

Rispetto al design tradizionale, l’ecodesign non presenta differenze sostanziali per quanto riguarda i diversi passaggi della produzione di un oggetto; la vera rivoluzione che introduce questa filosofia sta nel proporre un nuovo punto di vista, che considera l’aspetto della sostenibilità ambientale un fattore imprescindibile per la realizzazione di un prodotto di design.

Che cos’è l’ecodesign: qualche esempio

Benché l’ecodesign sia una declinazione del design ancora in ascesa, è possibile ricercare esempi di questa nuova filosofia in diversi oggetti: dal tavolo realizzato con materiali al 100% di riciclo ai contenitori per caffè edibili; dagli occhiali da sole o dagli spazzolini da denti in bamboo ai capi di vestiario prodotti con plastica riciclata recuperata negli oceani, fino alla gioielleria ecologica.

Gli oggetti di ecodesign sono molto richiesti da chi progetta una casa ecologica o intende ristrutturare casa in chiave green e secondo i criteri della bioedilizia.

Metodi di costruzione tradizionali nel mondo

Negli ultimi anni, l’edilizia è profondamente cambiata: la crescente attenzione da parte dell’opinione pubblica nei confronti della sostenibilità ambientale, per esempio, ha fatto sì che fossero rivalutati metodi di costruzione tradizionali e materiali naturali, provenienti da fonti rinnovabili.

Il “vecchio” ha quindi davanti a sé un nuovo, radioso futuro?

Scopriamolo insieme.

Metodi di costruzione tradizionali: la terra battuta

Uno dei metodi di costruzione tradizionali tornati in voga è, per esempio, la terra battuta. Nel mondo, di grandi opere realizzate con questa tecnica ne esistono moltissime, dalla Grande Muraglia Cinese all’Alhambra.

Oggi, la terra battuta è stata riscoperta come eccellente materiale di costruzione, ma arricchita con cemento.

Originariamente, infatti, le costruzioni in terra battuta consistevano in un impasto formato da terra, acqua e uno stabilizzatore naturale, che poteva essere urina o sangue animale oppure fibre vegetali. Quest’ultimo è stato invece rimpiazzato dal cemento, che offre maggiori resistenza e stabilità.

Ciononostante, l’ingrediente fondamentale rimane la terra, rigorosamente locale; di conseguenza, è possibile risparmiare sul trasporto dei materiali, sia in termini economici che a livello di impatto ambientale.

Metodi di costruzione tradizionali: il revival della volta nubiana

Un’altra tecnica di costruzione tornata alla ribalta è la celebre volta egizia nubiana, attualmente molto (ri)utilizzata nella zona del Sahel, il territorio dell’Africa sub sahariana compreso tra il deserto del Sahara (a nord), la grande savana del Sudan (a sud) e, rispettivamente a est e a ovest, il Mar Rosso e l’Oceano Atlantico.

La ragione della riscoperta della volta nubiana è dettata da esigenze di sopravvivenza: nel Sahel, infatti, la maggioranza della popolazione versa in condizioni di estrema povertà; da un lato, la crescita demografica e la conseguente deforestazione – avvenuta in tempi straordinariamente brevi – ha dimostrato l’insufficienza dei metodi di costruzione con legno e paglia, dall’altro, utilizzare l’ondolux come alternativa per la realizzazione dei tetti si è rivelata una scelta fallimentare.

Da qui, l’idea di tornare alla volta nubiana, una tecnica utilizzata nell’antico Egitto per costruire tetti a volta utilizzando blocchi di fango essiccato, in modo da evitare l’impiego del legno.

Tra i metodi tradizionali di costruzione, la volta nubiana si è distinta come uno dei più sostenibili, tanto che l’associazione che ne ha promosso l’uso, la Nubian Vault Association (AVN), è stata premiata nel 2016 durante i World Habitat Awards.

Metodi di costruzione tradizionali: dall’Europa terra e fibre per edifici ecofriendly

In Inghilterra e in Francia, per centinaia di anni, le case sono state costruite utilizzando una miscela di terra e fibre, tecnica poi abbandonata a favore delle moderne metodologie di costruzione.

Con il progetto CobBauge, un pool di ricercatori ha di recente riscoperto questa tecnica, implementandola in modo da soddisfare gli standard più severi dei regolamenti edilizi.

Alla base del composto resta sempre la terra locale, con l’obiettivo ultimo di ridurre le emissioni di CO2 e diminuire i rifiuti di costruzione.

Metodi di costruzione tradizionali tra funzionalità ed estetica

Lasciando un momento da parte il discorso relativo alla sostenibilità – che comunque, ricordiamo, rimane il motivo principale per cui sono state riscoperte antiche tecniche costruttive – il revival dei metodi di costruzione tradizionali è dovuto anche ad esigenze estetiche.

Un esempio perfetto è quello del dougong cinese, un antico sistema di staffe in legno utilizzato un tempo per sostenere le gronde sporgenti delle pagode senza necessità di ricorrere ai chiodi.

La tecnica, molto antica, è stata utilizzata in tempi recenti per realizzare stupefacenti opere architettoniche, dal Café Kureon in Giappone al colossale China Art Museum.

Metodi di costruzione tradizionali: materiali green e performanti

È arrivato il momento di aprire una doverosa parentesi riguardo ai materiali dell’architettura tradizionale che, al pari di molte delle tecniche che abbiamo preso in considerazione, stanno conoscendo un crescente successo.

Tra questi, il cotto fatto a mano è senza dubbio uno dei più versatili e apprezzati. Il prodotto viene lavorato in modo completamente artigianale, senza l’ausilio di macchine industriali e si distingue per la sua straordinaria bellezza, che ne fa uno dei materiali più richiesti tanto per gli interni quanto per l’outdoor.

Il cotto fatto a mano offre numerosi vantaggi, dall’ottima resistenza all’acqua alla durabilità nel tempo, passando per la resistenza al gelo e ai costi contenuti.

Un materiale molto interessante e sempre più oggetto di studio per gli addetti ai lavori è la canapa, oggi utilizzata per produrre mattoni ecosostenibili, in grado di garantire un ottimo isolamento termico e, di conseguenza, il massimo comfort.

Un materiale molto utilizzato fin dall’antichità è anche il sughero, attualmente riscoperto da chi si occupa di bioedilizia per la realizzazione di pavimenti, soffitti e muri: eccellente isolante termico e acustico, il sughero è anche un materiale completamente green e perfetto per costruire (o ristrutturare) una casa all’insegna dell’ecosostenibilità.

Metodi di costruzione tradizionali: legno sì o legno no?

Il legno è uno dei materiali tradizionalmente più impiegati in edilizia.

D’altra parte, un massiccio utilizzo del legno comporta il taglio di numerosi alberi e dunque si pone un dilemma: costruire con il legno è una scelta sostenibile o no?

La risposta non è univoca, perché dipende da numerosi fattori.

Per esempio, laddove il legname impiegato per la costruzione proviene da foreste gestite secondo i criteri della silvicoltura sostenibile (così come avviene nel caso delle case prefabbricate in legno, oggi molto di tendenza), per ogni albero tagliato ne viene piantato uno nuovo.

Nelle zone dove la deforestazione ha incrinato l’ecosistema presente (come abbiamo visto per l’area del Sahel), il legno non si pone invece come un’alternativa architettonica sostenibile dal punto di vista ambientale e, proprio per questo, è stato sostituito con materiali e tecniche di costruzione tradizionali capaci di assicurare un minore impatto ambientale.

Le novità della bioedilizia

La bioedilizia è un settore che sta conoscendo un crescente successo, merito da un lato dei numerosi progressi che sono stati compiuti da costruttori, architetti e designer in termini di utilizzo di nuove tecniche e tecnologie e dall’altro di una sempre più spiccata sensibilità da parte dell’opinione pubblica riguardo al tema della salvaguardia ambientale.

Scopriamo allora quali sono le principali novità della bioedilizia che permettono, oggi, di progettare e costruire abitazioni realmente green.

Cos’è la bioedilizia

Prima di centrare il focus della questione, prendendo in considerazione le novità della bioedilizia, è necessario aprire una parentesi su cosa si intende con il termine “bioedilizia”.

Con questa parola, infatti, si indica una vera e propria filosofia edilizia che, come suggerisce il prefisso “bio”, si propone di progettare, costruire o ristrutturare un edificio in modo che abbia un minore impatto ecologico.

La bioedilizia nasce da un’esigenza ben precisa: creare un’armonia tra uomo, opere architettoniche e natura, integrando questi elementi l’un l’altro in modo da garantire il rispetto dell’ambiente.

A tale scopo, la bioedilizia si avvale di tecniche costruttive di ultima generazione, di materiali ecocompatibili e utilizza impianti che sfruttano le energie pulite.

I principi cardine della bioedilizia possono essere così riassunti:

  • Approccio integrato: per un progetto di bioedilizia, tutto il team coinvolto, dall’architetto all’operaio, è adeguatamente formato sugli obiettivi green dell’opera e deve possedere le competenze necessarie in materia;
  • La considerazione degli elementi geografici, che si traduce in un’analisi accurata delle caratteristiche del territorio in cui si costruisce l’abitazione, di cui occorre tenere conto già a partire dalla fase progettuale e che rappresentano un fattore determinante per la corretta scelta del materiali;
  • La scelta dei materiali, che, come abbiamo visto, è legata ai vincoli geografici da una parte ma anche a precisi obiettivi architettonici dall’altra (per esempio, l’isolamento termico e acustico);
  • L’efficienza energetica: un edificio costruito secondo le regole della bioedilizia deve poter essere performante dal punto di vista energetico, al fine di ridurre gli sprechi e, di conseguenza, di avere un impatto minore sull’ambiente;
  • Il comfort degli abitanti. Un altro importante elemento distintivo della bioedilizia consiste nel perseguire l’obiettivo di assicurare la salute e il comfort degli abitanti, il che significa progettare la casa garantendo salubrità degli ambienti e protezione dai campi elettromagnetici.

Le novità della bioedilizia negli ultimi anni

Ora che abbiamo approfondito il significato e la filosofia della bioedilizia possiamo finalmente considerare le novità che hanno interessato il settore durante gli ultimi anni.

Dal momento che la bioedilizia è un settore in forte crescita, la ricerca e la sperimentazione in questo campo è molto fertile.

Una delle maggiori novità della bioedilizia riguarda proprio uno dei suoi elementi caratterizzanti e cioè la scelta dei materiali.

Di recente, infatti, sono state esplorate nuove soluzioni in merito: per esempio, è al vaglio la possibilità di utilizzare tessuti ricavati dalla canapa – o di altre fibre alimentari – per la costruzione delle pareti. Materiali presenti da sempre in natura ma assolutamente nuovi in ambito edile e che tuttavia stanno già mostrando numerosi vantaggi, come la capacità di garantire un’ottima salubrità dell’aria all’interno dell’immobile, tale addirittura da eliminare – o, comunque, ridurre drasticamente – l’insorgenza di allergie.

Utilizzando materiali bio, dunque, è possibile non solo ridurre l’impatto di un progetto edilizio sull’ambiente, ma anche avere una migliore qualità dell’aria in casa.

Le novità della bioedilizia: impianti green e domotica fattori chiave per il futuro

Le novità della bioedilizia non si fermano alla scelta dei materiali di costruzione, ma riguardano anche molti altri aspetti:

  • La realizzazione di impianti elettrici, idraulici e di riscaldamento ecosostenibili, che rispettano l’ambiente e assicurano anche un notevole risparmio energetico. Un esempio classico è quello dei pannelli solari, che, pur avendo un costo di installazione abbastanza elevato, sul lungo termine consentono di risparmiare considerevolmente in bolletta;
  • L’integrazione delle tecnologie relative all’ambito della domotica, al fine di trovare soluzioni innovative che migliorino il comfort abitativo ma siano comunque ecosostenibili;
  • La possibilità di riciclare. Come abbiamo visto, lo studio di nuove soluzioni per la scelta dei si è orientato soprattutto verso l’utilizzo di materiali naturali, come per esempio le fibre vegetali. Largamente impiegato nella bioedilizia è però anche il legno, sempre se ricavato da foreste gestite secondo criteri di silvicoltura sostenibile, sicché non si parla in questo caso di deforestazione ma piuttosto di salvaguardia delle zone boschive, grazie a una gestione attenta e oculata delle risorse. Non a caso, tra le soluzioni di bioedilizia più diffuse al momento figurano le case prefabbricate in legno, che uniscono comfort, risparmio energetico e sostenibilità, distinguendosi come modello abitativo moderno ed ecologico. L’uso di materiali naturali presenta anche un ulteriore vantaggio e cioè la possibilità di riciclarli, alimentando così il circolo virtuoso dell’ecosostenibilità.

Bioedilizia: pro e contro

Tra le novità della bioedilizia rientra anche un attento esame dei benefici che offre. Grazie alla fervente ricerca nel settore, infatti, sono stati evidenziati numerosi vantaggi del cosiddetto green building.

Oltre a quelli che già abbiamo elencato (comfort abitativo, qualità dell’aria, riciclabilità dei materiali di costruzione, risparmio energetico e basso impatto ecologico) ci sono molti altri motivi per sposare la filosofia della bioedilizia. Tra cui, per esempio, gli incentivi fiscali.

Negli ultimi anni, il Governo italiano ha concesso la possibilità di usufruire di notevoli detrazioni fiscali per gli interventi edilizi legati all’efficientamento energetico. Per conoscere i dettagli, è sufficiente una veloce ricerca sul web o, ancora meglio, un colloquio con un’impresa edile o con un architetto specializzato, che potranno informarvi circa i requisiti da possedere per godere dei bonus.

Per quanto riguarda i contro, in realtà è da segnalarne solo uno: i costi elevati. Ciononostante, non solo, come abbiamo visto, spese iniziali più elevate sono controbilanciate da un risparmio a lungo termine, ma con la capillare diffusione della bioedilizia è prevedibile che i costi si abbasseranno gradualmente, in modo da far diventare il green building un sogno alla portata di tutti.

Case prefabbricate in legno: la nuova tendenza

Le case prefabbricate in legno stanno conoscendo un incredibile successo.

Ma si tratta solamente di una moda oppure è una scelta motivata da diverse ragioni?

Cerchiamo di scoprirne di più.

Case prefabbricate in legno: un mercato in crescita

Negli ultimi anni, il settore dell’edilizia prefabbricata si è notevolmente espanso in Italia.

Un trend che si era già visto da un po’ di tempo nel resto d’Europa: in Germania, per esempio, nel solo 2019 una licenza su cinque per la realizzazione di una nuova casa riguardava proprio una prefabbricata.

Il motivo del boom del prefabbricato è presto detto: questo mercato, infatti, risulta vantaggioso tanto per i proprietari delle case – che si trovano a disposizione abitazioni nuovissime, dotate di tutti i comfort e, soprattutto, ecosostenibili – quanto per le imprese edili, che possono contare su tempi di costruzione e di consegna straordinariamente brevi.

Case prefabbricate in legno: un’architettura ready-made e sostenibile

Perché abitare in case prefabbricate in legno?

Una delle ragioni più valide consiste nel fatto che si tratta di costruzioni eco-friendly.

Un indubbio punto di forza, considerando che viviamo in un momento storico in cui il tema della sostenibilità ambientale è di stringente attualità.

Ridurre le emissioni di CO2 è necessario non solo per salvaguardare la salute del nostro pianeta qui e ora ma anche per garantire un futuro migliore alle prossime generazioni.

La riduzione dell’inquinamento non coinvolge però solo le realtà più grandi, quali industrie e fabbriche, ma anche i comuni cittadini che, nel proprio quotidiano, sono chiamati a compiere scelte importanti a favore dell’ambiente. Tra queste, rientra anche la decisione di vivere in una casa ecosostenibile.

La crescente richiesta di mercato di abitazioni ecocompatibili ha profondamente influito sul settore delle costruzioni e molti titolari di imprese edili si sono convinti a utilizzare sempre di più il legno, che non solo è una materia prima rinnovabile ma è anche ricavato dalle piante, fonti indispensabili di assorbimento della CO2.

Per ogni albero abbattuto per produrre legna, inoltre, sono sempre più frequenti i programmi di riforestazione, così come iniziative come “adotta un albero” e simili.

Con la premessa di una silvicoltura sostenibile e di un uso ponderato delle risorse naturali, dunque, i prodotti in legno di lunga durata – come possono essere, appunto, le case prefabbricate – possono offrire un contributo decisivo nella lotta per la protezione dell’ambiente e contro il cambiamento climatico.

Case prefabbricate in legno: cosa significa costruire green

Tra i diversi tipi di legname impiegati nell’edilizia, uno dei più versatili è sicuramente l’abete rosso.

Nel caso delle abitazioni prefabbricate in legno, questo legno può essere utilizzato per la realizzazione delle pareti, dei soffitti e del tetto. Considerando che una casa di circa 140 mq di superficie richiede l’uso di 10 alberi, è indispensabile che i costruttori si rivolgano, per l’acquisto del legno, da aziende che gestiscono le foreste in modo sostenibile.

Nel concreto, ciò significa che non può essere raccolta più legna di quanta viene sostituita.

Per quanto riguarda invece il metodo di costruzione, il più comune per realizzare case prefabbricate in legno a livello industriale consiste nel ricorrere a pannelli.

Un’abitazione di questo genere è dunque un edificio a base di legno, in cui la struttura portante è collegata su entrambi i lati con materiali in lastre: i pannelli, appunto. Questi possono essere prodotti direttamente in gabbrica e poi montati direttamente in cantiere, così da costruire l’edificio in tempi estremamente brevi.

I pannelli assolvono a importanti compiti:

  • Costituiscono gli elementi portanti e divisori della casa
  • Presentano notevoli proprietà isolanti: l’isolamento termico dell’abitazione, infatti, è per la maggior parte garantito proprio dai pannelli.

Case prefabbricate in legno: tutto da una sola fonte

La costruzione di una casa è un’esperienza indubbiamente entusiasmante, ma che non di rado è anche fonte di stress e preoccupazioni.

Nel momento in cui la fase di progettazione è terminata e tutti gli adempimenti burocratici sono stati finalmente completati, il grosso del lavoro consiste nel coordinare i diversi interventi: dallo scavo alla costruzione delle fondamenta, dalla realizzazione del tetto a quella dei muri.

Tutte le attività di muratura, in altre parole, necessitano di una perfetta organizzazione e richiedono un bel po’ di tempo, anche nel caso ci si rivolga a imprese edili particolarmente celeri ed efficienti.

Per le case prefabbricate in legno, invece, questo problema non sussiste, perché tutto il lavoro è gestito da una sola fonte, da un unico soggetto.

Una volta scelta la ditta cui affidare il lavoro, questa si occupa di tutte le fasi dell’attività direttamente in cantiere; sempre più spesso, inoltre – forti anche della rapida espansione di questo settore di mercato – le imprese edili offrono un pacchetto completo con consegna chiavi in mano.

A questo punto, ai proprietari non resta che organizzare il trasloco e trasferirsi nella loro nuova casa prefabbricata in legno, confortevole ed ecologica.

L’utilizzo dell’espressione “pacchetto completo” non è stata casuale: nel momento in cui si decide di andare ad abitare in una casa prefabbricata, la proposta del costruttore include già un servizio a 360°, che comprende: tempi di costruzione brevi, elevati standard di efficienza energetica, garanzia della qualità dei materiali, design attento ai gusti del cliente.

Case prefabbricate in legno: perché sceglierle

Abbiamo preso in esame i vantaggi che offrono le case prefabbricate in legno, che spaziano dalle tempistiche brevi all’ecosostenibilità.

Ma la “moda” del prefabbricato non è dovuta soltanto alla presenza di queste caratteristiche, che pure sono fondamentali: la tendenza a scegliere di vivere in questo tipo di abitazioni è dettata piuttosto da una pluralità di fattori, il più importante dei quali può essere forse ravvisato nella sapiente combinazione degli attuali trend abitativi con le features dell’architettura prefabbricata sostenibile, che ha permesso ai protagonisti del settore di aprirsi una via verso il successo che si prospetta ancora lunga e ricca di novità.

Trend colori per la casa 2022

Siamo sempre più abituati ad esprimere le nostre emozioni non solo tramite le immagini, ma anche attraverso i colori.

Una tendenza che è stata fatta propria anche dall’interior design, che nel corso degli ultimi anni ha visto susseguirsi una serie di tonalità “iconiche”, espressione dell’anno in corso.

Dato che ormai il 2021 va scemando, gli interior designer hanno già rivolto la propria attenzione all’anno che verrà.

Ecco allora in anteprima quale sarà il trend colori per la casa del 2022.

Trend colori per la casa 2022: quando il colore è specchio dell’anima

Se è vero che i colori esprimono le nostre emozioni, gli ultimi due anni sono stati segnati da un evento senza precedenti: la pandemia di Covid 19.

Secondo gli esperti, la diffusione del virus ha influenzato anche il nostro modo di vivere la quotidianità e, di conseguenza, la casa.

Il trend colori per la casa 2022 vede per esempio un ritorno alla natura, elemento essenziale nella vita dell’uomo che tuttavia per molto, troppo tempo è stata dimenticata, maltrattata, abusata.

La natura che, soprattutto durante il primo lockdown, si è ripresa i propri spazi, approfittando del congelamento di molte attività umane.

A causa (o grazie) al Covid, è nato un sentimento generale di ammirazione nei confronti del mondo naturale, che si è manifestato anche per mezzo dei colori.

Trend colori per la casa 2022: azzurro come il Cielo Ciano

Parlando di trend colori per la casa 2022, del richiamo alla natura e del bisogno, sempre più sentito, di esprimere le proprie emozioni tramite il colore, una delle tonalità che – si prevede – saranno più gettonate nell’anno che verrà è il Cielo Ciano.

Si tratta di un colore rilassante ma al tempo stesso creativo. Una nuance che stimola la fantasia e favorisce l’ottimismo e la serenità. Sensazioni e sentimenti che, dopo il periodo di estrema incertezza che – forse – ci stiamo ormai lasciando alle spalle, sono quanto mai auspicabili.

Con quali tonalità accostare il Cielo Ciano? Trattandosi di un colore comunque abbastanza forte e deciso, gli interior designer consigliano di accostarlo al bianco o comunque a toni neutri.

Le stanze migliori dove impiegarlo come nuance caratterizzante sono il bagno, per esempio, ma anche la cameretta dei bambini. Un’idea da appuntare nel caso si stia approntando la casa per l’arrivo di un bebè.

Trend colori per la casa 2022: rosa speranza

Tra i trend colori per la casa 2022 un’interessante novità è rappresentata dal Rosa Carne, una tonalità calda e materna, che infonde speranza e dolcezza.

Abbiamo vissuto un periodo difficile, durante il quale sono riaffiorati sentimenti negativi, quali paura, rabbia, diffidenza verso il prossimo. Il Rosa Carne ne simboleggia l’esatto opposto: è un colore ottimistico, tenue, soave e il fatto di essere tra le tonalità predilette per il prossimo anno è sintomo di un rinnovarsi della speranza, della condivisione e dell’apertura verso l’Altro.

Per quanto riguarda gli abbinamenti, il Rosa Carne è perfetto accanto a toni accesi, come il grigio o il nero, donando carattere e personalità a qualsiasi ambiente della casa.

Se invece si preferisce puntare sul significato di rinascita e dolcezza che esprime questo colore, si può accostare a tonalità chiare, come bianco o beige, creando all’interno della propria abitazione un’atmosfera tranquilla e serena.

Trend colori per la casa 2022: il paradiso è bianco

Che altre sorprese riserverà il trend colori per la casa 2022? Una tra tutte è il Bianco Perla, un colore che esprime ordine, lindore e pulizia.

Anche nel caso di questa tonalità, esiste un legame con la pandemia: la diffusione del virus, infatti, ci ha fatto molto riflettere sul concetto di igiene, ormai diventato imprescindibile in qualsiasi contesto, pubblico o privato che sia.

Il Bianco Perla è il colore per eccellenza della pulizia, dell’ordine. Una tonalità scelta da chi vuole ricominciare, voltando la triste pagina della pandemia per iniziare l’avventura di una nuova era, segnata da freschezza, pacatezza, equilibrio.

Trend colori per la casa 2022: il Verde Petrolio

Tra le novità cromatiche attese per il 2022, il Verde Petrolio è forse quella meno sorprendente.

Il crescente apprezzamento per questo colore, infatti, si è manifestato già da alcuni anni, anche se, a detta degli esperti, il 2022 sarà l’anno del boom vero e proprio di questa tonalità.

Il Verde Petrolio è una tonalità dal carattere deciso, che ricorda la natura lussureggiante e infonde ottimismo e positività. Si tratta di una nuance molto trasversale, che, oltre nel contesto dell’interior design, sta spopolando anche in molti altri ambiti, dall’abbigliamento al make up.

Trend colori per la casa 2022: le palette complementari

In termini strettamente tecnici, gli interior designer hanno identificato come trend colori per la casa 2022 le tonalità che abbiamo appena considerato, ovvero:

  • Cielo Ciano
  • Rosa Carne
  • Bianco Perla
  • Verde Petrolio

Tuttavia, ci sono altre tinte, cosiddette complementari, che rientrano tra le cromie previste come più gettonate per l’anno che verrà. Tra queste, spicca per esempio il Magenta, un colore acceso ma mai volgare, che si integra molto bene anche in un contesto elegante e raffinato. L’abbinamento ideale è con il verde petrolio ma anche con il nero, offrendo così un look deciso e originale alla propria casa.

Tra le tonalità complementari per quanto riguarda il trend colori per la casa 2022 un ruolo di primo piano è giocato anche dall’arancione che, in tutte le sue nuances, esprime allegria e vitalità. Si tratta di un colore vivace e gioioso, che conferisce brio a una casa piccola e dà un tocco di stile anche negli ambienti di dimensioni più grandi.

Protagonista del 2022 sarà anche il rosa, non solo nella sua declinazione carne, ma in tutte le sfumature, per vestire con grazia ogni ambiente della casa e creare un’allure romantica e soave.

Maniglie per porte e finestre: guida alla scelta

Le maniglie per porte e finestre rappresentano un dettaglio molto importante per completare il look della vostra casa.

In questa breve guida, scopriremo quali sono gli stili e le finiture più popolari per maniglie di porte e finestre adatte a ogni stile d’arredo.

Maniglie per porte e finestre: ma quante sono?

Porte e finestre rappresentano un elemento non solo essenziale per una casa, ma anche estremamente funzionale, perché permettono di separare i diversi ambienti da un lato e di aprirne l’accesso dall’altro.

Si calcola che in media in un trilocale di dimensioni standard siano presenti almeno una decina di finestre e quasi altrettante porte, numero che comunque può essere più elevato quando si tratta di proprietà più antiche.

Maniglie per porte e finestre: l’importanza dei dettagli

La scelta delle maniglie per porte e finestre deve essere ponderata con cura: si tratta infatti di un dettaglio sottile, ma molto importante.

Le maniglie rappresentano una sorta di ornamento per le stanze della casa e, come l’indossare un gioiello prezioso aiuta a dare il tocco finale alla propria mise, allo stesso modo le maniglie contribuiscono a creare un fil rouge tra i diversi elementi di design che caratterizzano gli ambienti domestici, permettendo di realizzare quella continuità tra le zone della casa indispensabile per l’armonia dell’arredamento.

È fondamentale che, quantunque si tratti di elementi fisicamente di piccole dimensioni, lo stile prescelto per le maniglie di porte e finestre si integri facilmente con il design degli ambienti.

Oltre all’estetica, è necessario considerare anche l’aspetto della funzionalità: le maniglie per porte e finestre devono essere di ottima qualità, realizzate con materiali durevoli in grado di sopportare senza problemi l’intenso uso quotidiano che se ne fa.

Maniglie per porte e finestre: meglio la diversità o l’uniformità?

A meno che non scegliate di imprimere a ogni stanza della casa uno stile unico, solitamente le maniglie per porte e finestre sono uguali per tutti gli ambienti domestici.

Per individuare la soluzione migliore, dunque, bisogna avere in mente il progetto d’arredo nel suo insieme, prestando attenzione in particolare alla coordinazione tra lo stile del serramento e quello della relativa maniglia.

Per esempio, se scegliete una finestra o una porta in stile moderno, è consigliabile optare per una maniglia dal design coerente, anche se non bisogna dimenticare che talvolta i contrasti possono dar luogo a effetti originali e d’impatto.

Maniglie o pomelli, questo è il problema

Un piccolo cottage, una deliziosa baita, la vecchia casa dei nonni: nelle abitazioni più antiche non è raro trovare, al posto delle maniglie, i pomelli.

Per quanto riguarda le finestre, a onor del vero, si tratta di un evento ormai più unico che raro, mentre in merito alle porte ve ne sono ancora molte dotate di pomello.

Occorre anche ricordare che, al giorno d’oggi, esistono pomelli moderni in un’ampia gamma di soluzioni decorative, perfetti per ogni tipologia di porta.

Solitamente i pomelli vengono privilegiati laddove si tratta di ristrutturare proprietà d’epoca, anche se, proprio grazie alle tante innovazioni portate avanti in termini di materiali, stili e design, possono rappresentare un dettaglio attraente e originale anche all’interno delle residenze moderne e contemporanee.

Le maniglie rimangono comunque la scelta più gettonata, soprattutto per la praticità che offrono: la maniglia, infatti, offre una presa migliore, indipendentemente dalla forza impressa.

Anche una persona fragile, quindi, come può essere un anziano o un bambino, riesce più agevolmente ad aprire una porta o una finestra munita di maniglia.

Come per i pomelli, anche per le maniglie esistono innumerevoli possibilità in termini di design e finiture, adatte a ogni tipo di stile d’arredo.

La decisione finale rimane comunque legata alla preferenza personale, cioè se preferite pomelli o maniglie, in particolare dal punto di vista estetico.

Non dimenticate però anche il discorso della funzionalità, considerando che l’utente finale che utilizza porte con pomelli deve essere fisicamente in grado di farlo senza difficoltà.

Maniglie per porte e finestre coordinate con lo stile degli infissi

Come abbiamo già accennato, per scegliere le maniglie per porte e finestre più adatte al contesto architettonico e di design è molto importante tenere presente lo stile degli infissi stessi.

Serramenti ornati da raffinate modanature, per esempio, possono essere valorizzati da una maniglia di gusto classico, mentre gli infissi dal design più minimal e contemporaneo richiedono una maniglia che rispecchi ed esprima al meglio questo stile.

Oltre a ciò, un altro aspetto importante riguarda l’impugnatura della maniglia stessa. Ecco quali sono le principali tipologie:

  • Ovali: le maniglie con questa forma non presentano bordi definiti, sono lisce e di facile impugnatura;
  • Rotonde: l’assenza di spigoli in questo caso è ancora più accentuata, offrendo comfort e praticità;
  • Angolari: le classiche maniglie moderne, squadrate e dallo stile minimal. Perfette per completare ambienti sobri ed essenziali;
  • Classiche: realizzate solitamente in ottone, hanno una piastra rettangolare di base, sulla quale viene montata una maniglia curva decorativa;
  • Contemporanee: ideali per ambienti minimalisti, hanno una maniglia rettangolare o cilindrica. La piastra sottostante è molto piccola o addirittura inesistente.

Maniglie per porte e finestre: questioni pratiche

È giunto il momento di passare alle considerazioni squisitamente pratiche, accantonando per un momento la questione estetica e concentrandoci invece sul discorso funzionalità.

Per scegliere le maniglie per porte e finestre più adatte per la propria casa, infatti, è utile porsi alcuni importanti quesiti, come per esempio la grandezza dei serramenti e i materiali con cui sono realizzati, la facilità di utilizzo anche per le categorie più fragili, come anziani e bambini, la frequenza di utilizzo e la fruibilità in termini di impugnatura della maniglia per qualsiasi categoria di utente.

Se i modelli di maniglie per porte e finestre che avete scelto vi permettono di rispondere senza difficoltà a tutti i quesiti, allora vuol dire che avete preso la decisione giusta!