Alfons Pepaj, Autore presso Ristruttura Interni – Pagina 18 di 20
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Cucina tradizionale oppure open space?

Uno dei principali quesiti che si pone chi affronta una ristrutturazione è questo: cucina tradizionale oppure open space?

Le casalinghe si divido in due schieramenti chi preferisce la cucina tradizionale cioè chiusa da 4 mura dove cucinare e mangiare con la famiglia e chi preferisce l’open space cioè cucinare in salotto, chiacchierare con gli ospiti mentre si prepara da mangiare .

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immagine presa da: “fotogallery.donnaclick.it”

Cos’è l’open space?

L’open space non è altro che la zona giorno condivisa, la cucina e il soggiorno in un unico ambiente, la maggior parte delle case moderne hanno la zona giorno in un unico ambiente, questo permette di guadagnare spazio con l’abbattimento del muro che nella cucina tradizionale divide i due ambienti.

Arredare questo particolare tipo di locale, può risultare piuttosto impegnativo poiché occorre avere fin dal principio un’idea molto chiara su dove posizionare le diverse aree funzionali della casa come il soggiorno e la cucina, per questo è consigliato rivolgersi a un professionista che progettino l’ambiente come lo desiderate.

La principale caratteristica dell’open space è la luminosità, perciò le finestre e le tende assumono un ruolo importante, abbiamo visto come le tende possono far sembrare la casa più grande in 5 consigli per far sembrare la casa più grande.

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immagine presa da: “http://www.pinterest.com”

Ecco l’obbiezione che ci pone la regina della casa:

Io sono disordinata e quando è il caso mi piace chiudere la porta della cucina e non si vede il disordine. Inoltre per quanto la cappa funzioni tutto il soggiorno è soggetto a vapori, odori, tutto che si deposita nei divani , nei mobili, nei quadri ed altro. Non tutte le cene sono con persone intime ed allora non mi piace che si veda la padella che frigge , la pentola che bolle mentre siamo seduti in salotto. A meno che mentre cucini stai sempre con la pezza in mano a pulire. Che tortura !

 

Qual è la tua opinione? Preferisci l’open space o la cucina tradizionale? Lascia la tua opinione nei commenti, aiutami ad approfondire questo tema.

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Ecco come arredare un bagno di 3,5mq

A Milano, (come previsto dal regolamento edilizio) in un appartamento abbiamo realizzato un bagno completo ini 3,5 mq.

L’idea è stata quella di mantenere invariati i muri e ridistribuire l’ambiente interno in modo da poterlo rendere più funzionale ed accogliente puntando sulle finiture, sulle linee curve e sull’illuminazione. Essendo un ambiente molto piccolo, non è presente alcuna finestra ma un sistema di ventilazione forzata.

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immagine presa da: “www.leonimatteo.it”

Doccia

Abbiamo deciso di eliminare la vasca da bagno e realizzare una doccia a pavimento di circa 1 mq divisa dal resto dell’ambiente da un muretto alto 210 cm e da un anta in cristallo extra trasparente. Data la dimensione dello spazio doccia abbiamo optato per un soffione molto grande che produce un getto “effetto pioggia”.
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immagine presa da: “www.leonimatteo.it”

Arredo

E’ stato scelto un lavabo tondo (diam. 60 cm) in pietraluce da appoggio su un mobile curvo sospeso da terra realizzato in legno finitura rovere decapato (appositamente trattata la superficie del piano per resistere all’acqua). Per dare un senso di continuità e ottimizzare lo spazio sono state realizzate tre mensole e un mobiletto sempre in legno finitura rovere decapato, inseriti nella nicchia (già esistente). Tutti i mobili sono stati realizzati su nostro progetto da un falegname della Brianza.

Finiture

Per la pavimentazione è stata scelta la lavagna nera nel formato 40×40, mentre per i rivestimenti sono state scelte piastrelle in grès porcellanato (dim 15×45 cm) effetto pietra serena.

Per motivi di spazio sono stati scelti wc ed il bidet in versione “small”, mentre per il riscaldamento è stato installato uno scalda-salviette finitura cromo come la maschera ed i pulsanti per lo scarico dell’acqua.
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Illuminazione

Abbiamo previsto due sistemi di illuminazione. Una luce diretta con un punto luce a soffitto centrale e una luce indiretta con dei led a scomparsa nella parte superiore ed inferiore dello specchio e sotto ognuna delle tre mensole.


qual è la tua opinione? Anche tu avresti progettato cosi? Lascia la tua idea nei commenti, aiutami ad approfondire questo tema.

Autore: Vanessa Brusati & Matteo Leoni ARCHITETTI

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5 idee per la camera da letto

Si trascorre in media più di un terzo della propria vita nella camera da letto, che corrisponde circa a 5/8 ore al giorno. Allora, perché non rendere la vostra camera da letto uno spazio che rifletta chi siete e che vi aiuti a rilassarvi?

Dal momento che quelle 5/8 ore sono importantissime, perché sono le ore del riposo e del relax e per questo motivo che la scelta di un acquisto non deve necessariamente essere solamente di tipo estetico ma sopratutto confortevole e dai colori giusti, senza dimenticarsi di scegliere un giusto arredamento che è necessario per ritrovare le energie ritrovandosi in un ambiente rilassante e accogliente.

Ci sono tantissimi stili a cui potrete fare riferimento per arredare al meglio la vostra camera da letto.

Chi di voi è alla ricerca di immagini per avere più idee da cui trarre ispirazioni?

Eccovi accontentanti con 5 ottimi esempi di camere da letto.

E se il letto matrimoniale lo facciamo a soppalco?

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immagine presa da: “http://www.camerematrimoniali.net”

Potremmo anche dormire sui bancali, perche no?

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immagine presa da: “http://www.pinterest.com/”

Oggi come oggi meglio la camera da letto “moderna”?

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immagine presa da: “http://www.pinterest.com/”

La camera da letto romantica

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immagine presa da: “http://www.pinterest.com/”

Il bagno in camera da letto.

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immagine presa da: “http://www.pinterest.com/”

Ti invito a votare il sondaggio su quale di queste 5 idee per la camera da letto vi è piaciuto di più, insomma quale di queste camere da letto hai usato in casa tua.

Quale di queste camere da letto ti piace di piu? Lascia la tua idea nei commenti, aiutami ad approfondire questo tema.

Trilocale in 50 mq

Molte persone cercano di adattare la casa alle proprie esigenze, Per adattarla è necessario fare un restyling parziale o completo, per farlo al meglio è necessaria una figura competente come quella dell’architetto (o progettista), che realizza la casa dei vostri desideri.

Corridoio grande, bagni stretti e lunghi, ambienti che oggi diventano scomodi per il vivere moderno, e per i canoni estetici che vorremmo in casa.

Quando si compra la casa si cerca il miglior rapporto qualità prezzo, La casa che costa poco e si trova nella zona che vogliamo non ha la disposizione ideale per noi. Vi siete trovati anche vuoi in questa situazione? Avere la disposizione ideale per voi è semplice basta ristrutturare.

Facciamo un esempio concreto.:
I proprietari di questa casa, situata a Trezzano sul Naviglio, via G.Puccini 7, volevano 2 camere da letto in 50 mq, nonostante la disposizione limitata di spazio e di vincoli preesistenti siamo riusciti a realizzare i loro desideri.

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Il bagno stretto e lungo non da molta scelta e da quell’effetto a “tunnel” particolarmente antiestetico, per rendere l’ambiente del bagno compatto e funzionale al massimo, si è scelto di modificare la geometria del bagno, inserendoci tutti i servizi necessari ad una casa famigliare.

La cucina

la cucina abitabile risultava rubare tutto lo spazio tanto ambito alla casa, per ottimizzare i costi di ristrutturazione e per ottenere lo spazio che la vecchie cucina “rubava”, la nuova cucina è stata pensata a ridosso del bagno, così da avere gli impianti il più vicini possibile.

Le camere e la sala

Le camere sono di 14 mq (matrimoniale) e di 9 mq (singola), la camera singola è stata ricavata dalla modifica della tipologia di cucina nell’appartamento, mentre quella matrimoniale si è rimpicciolita e modificata per consentire agli altri ambienti della casa di avere una funzionalità sinergica. In fine la sala è l’unico elemento rimasto invariato, la cucina a vista può rappresentare un eccezionale punto forte se scelta attentamente e lo spazio che occupa rimane relativo, poiché se disposto linearmente occupa lo spazio di un generico mobile.

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Con le soluzioni del progettista Andrea Pepaj si è trovata la disposizione ottimale, tenendo conto delle normative comunali e dei desideri della committenza, il risultato è stata la realizzazione di un trilocale in 50 mq di appartamento.

render-mobili

I costi di acquisto e ristrutturazione sono stati minori rispetto all’acquisto di un appartamento con le stesse caratteristiche, oltre vantaggio della scelta delle finiture fatta direttamente dal proprietario.

qual è la tua opinione? Anche tu avresti progettato cosi? Lascia la tua idea nei commenti, aiutami ad approfondire questo tema.

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Differenze tra Interior Design & Decorating

Molte persone usano i termini “interior design” e “decorazione d’interni” in modo intercambiabile, ma queste professioni differiscono in modo critico.

Il design degli interni è l’arte e la scienza di comprendere il comportamento delle persone per creare spazi funzionali all’interno di un edificio. La decorazione è l’arredamento o adornare uno spazio con le cose alla moda o belle. In breve, interior designer possono decorare, ma decoratori non possono progettare gli interni.
Interior-Designer
Gli interior designer applicano soluzioni creative e tecniche all’interno di una struttura che sono funzionali, attraente e vantaggioso per la qualità della vita e della cultura degli occupanti. I progetti di design rispondono a bisogni dei proprietari e sono coordinati con le murature esterne e riconoscono la posizione fisica e il contesto sociale del progetto. I progetti devono rispettare le normativi e incoraggiare i principi della sostenibilità ambientale.

Il processo di progettazione degli interni segue una sistematica e coordinata metodologia che comprende la ricerca, l’analisi e l’integrazione delle conoscenze nel processo creativo per soddisfare le esigenze e le risorse del cliente.

Molti stati Americani e province Canadesi hanno approvato leggi che richiedono interior designer per essere concessi in licenza o registrato, documentando la loro istruzione formale e formazione, e molti di loro in particolare richiedono che tutti gli interior designer che praticano il mestiere devono conseguire il Certificato NCIDQ per dimostrare la loro esperienza e le qualifiche. Al contrario, agli arredatori non si richiede alcuna formazione formale o rilascio di autorizzazioni.
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Si può infatti notare la differenza tra le due immagini sopra. Mentre la seconda mostra come una camera da letto può essere resa più gradevole dallo studio di decorazioni adeguate ai bisogni della clientela. La prima invece mostra come un interior designer non si occupa solamente di rendere più piacevole uno spazio già dato, ma si occupa di progettarlo interamente lo spazio, considerando tutti i fattori che lo circondano; dai bisogni della clientela alla posizione, in questo caso, della camera da letto, delle dimensioni minime necessarie senza però utilizzare troppo spazio per non togliere importanza e utilità al resto degli spazi rendendoli sgradevoli.

 

qual è la tua opinione? Anche tu la pensi come me? Lascia la tua idea nei commenti, aiutami ad approfondire questo tema.

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Interior design, usare il render per ristrutturare

Quando si ristruttura un’abitazione, i proprietari si possono affidare ad una figura come l’interior design per la scelta delle finiture, pavimentazioni, rivestimenti, porte, tinteggiature, arredamento che in basi ai loro gusti ed alle proprie esigenze seguendo i consigli di un professionista potranno curare al meglio ogni minimo particolare.

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immagine presa da: “www.francescabrunogeometra.it”

L’interior designer quindi preparerà delle piantine dall’abitazione dove si potranno notare la distribuzione dell’arredo scelto, modelli e marche proposte, la loro collocazione, la dimensione degli stessi.

Per una maggiore resa del progetto e per rendersi conto come realmente sarà l’appartamento “finito” da qualche anno si utilizzano dei programmi che realizzano immagini foto realistiche degli interni, più comunemente chiamati Render 3d.
render>immagine presa da: “www.francescabrunogeometra.it”
Le immagini realizzate con programmi tridimensionali hanno una resa talmente alta da poter essere scambiate facilmente con delle fotografie, l’immagine qui sopra è render realizzato da Francesca Bruno(credevate fosse una foto?).

Sono di ottimo aiuto per comprendere meglio il progetto e a volte sono proprio loro la chiave del successo. Show room, negozi di arredamento, studi di progettazione, sempre più professionisti propongono questo tipo di immagini, perché il cliente è entusiasta nel veder il proprio appartamento ancor prima di essere realizzato.

Lo studio e la progettazione dell’arredo non deve essere mai sottovalutata, perché anche un piccolo dettaglio può fare la differenza.

 

Autore: Francesca Bruno

Finitura-olio-finitura-vernice-parquet

Finitura a olio, finitura a vernice per il parquet

Nella finiture di pavimenti in legno ci sono due grandi categorie di prodotti: la prima sono gli olii e la seconda sono le vernici. Ognuna di queste categorie ha poi delle sottodivisioni che non vanno confuse perchè c’è una enorme differenza in termini di naturalezza dell’aspetto e di resistenza al calpestio, all’abrasione e alla macchia del pavimento in legno.

immagine presa da: “http://cdn-2.tuttopercasa.it”

Ovviamente bellezza e resistenza sono una coperta che se tirata da un lato scopre dall’altra….quindi cercheremo di fare chiarezza in merito a quale finitura sia auspicabile tenendo conto anche della minore manutenzione possibile del parquet: argomento che piace molto alle casalinghe che si apprestano a decidere per quale pavimento optare quale suolo della propria casa.

Finitura a olio

Innanzi tutto gli olii hanno per definizione un aspetto più naturale, sono normalmente impregnanti, ossia penetrano nella fibra del legno, mentre le vernici si dice che “filmano”, ossia formano una pellicola colorata (o trasparente secondo la necessità estetica) sulle plance di legno.

Come produttore di pavimenti prefiniti in rovere il sottoscritto ha una preferenza che accorda le due strade, ossia colorazione ad olio di ultima generazione e poi una finitura a vernice trasparente. Infatti gli olii di ultima generazione sono modificati in modo da essere sovra verniciabili e rifiniti con una pellicola invisibile che conferisce loro una resistenza assoluta. Questa pellicola può essere calibrata in lucentezza o opacità.

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immagine presa da: “Pavimor Parquet”

Tra gli olii ci sono quelli naturali che si possono rifinire e proteggere con una doppia mano di olio (molto labili), oppure con delle cere (più resistenti) o con una speciale finitura bicomponente che aggiunta all’olio ne indurisce la superficie.

Alcuni prodotti sono olio-cerati, ossia hanno già incorporata nella parte pigmentata del prodotto una quantità di cera liquida che si solidifica in superficie. Infine ci sono vernici olio uretaniche che però conoscono sempre meno successo per via della componente volatile (solvente). In ogni caso sono soluzioni che vanno manutenzionate e ripresi nel tempo e periodicamente (da una volta al mese a una ogni trimestre) con prodotti specifici di manutenzione.

Finitura a vernice

parquet vernciato
immagine presa da: “www.pavimentisulweb.it”

Tra le vernici, finitura che non necessità di manutenzione e si pulisce come una normale pavimentazion, ci sono poi quelle monocomponente e quelle a due componenti…si possono praticamente ottenere colori specifici fino a replicare qualunque tinta della scala Ral….e se diluiti possono avere anche un gradevole aspetto naturale mostrando in trasparenza le venature e le fiamme e i nodi del legno.

Ma solo gli olii enfatizzeranno e mostreranno in tutta la loro naturale spontaneità i disegni che la natura crea in maniera fantasiosa e sempre diversa su ogni plancia del vostro futuro pavimento in legno.

Autore: Parquet Sartoriale

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Detrazioni al 65 % per i pavimenti

Per quanto riguarda la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, la legge di stabilità del 2014 ha introdotto le seguenti disposizioni:

• Agevolazione nella misura del 65 % per quanto riguarda le spese sostenute dal 6 Giugno 2013 al 31 dicembre 2014,si possono detratte anche le spese della ristrutturazione del pavimento con le detrazioni al 65 % per i pavimenti;

• A partire dal 2015 la detrazione è invece fissata al 50 %;

• A partire dal 1° gennaio 2016 la detrazione sarà accorpata alle detrazioni fiscali del 36 %, già prevista per le spese di ristrutturazione edilizia.

Pavimento-detrazioni
immagine presa da: “www.jinbiban.com

L’agevolazione è valida anche per le parti condominiali e, per queste, la norma stabilisce che a partire dall’1 luglio 2016 rientrerà in quelle previste per le detrazioni fiscali del 36 %.

Le detrazioni sono riconosciute per lavori eseguiti che hanno come obiettivo l’incremento del livello di efficienza energetica degli edifici. In particolare la detrazione è riconosciuta per

• Installazione di pannelli solari;

• Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale;

• Riduzione del fabbisogno energetico per riscaldamento;

• Incremento termico dell’edificio (pavimenti, infissi e coibentazioni in generale).

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immagine presa da: “faidatemania.it”

La detrazione massima per riqualificazione energetica di edifici è pari a 100 mila euro, per modifiche all’involucro degli edifici è di 60 mila euro, per l’installazione di pannelli solari è di 60 mila euro e per sostituzione degli impianti di climatizzazione è di 30 mila euro.

Per beneficiare della detrazione occorrerà essere in possesso dei seguenti documenti:

– Asseverazione – che consente di dimostrare che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti;

– Attestato di certificazione energetica prodotta dopo l’esecuzione dei lavori;

– Scheda informativa degli interventi realizzati;

Entro i 90 giorni dalla fine dei lavori occorrerà comunque trasmettere all’Enea una copia dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica e la scheda informativa degli interventi realizzati (trasmissione in via telematica).