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Come sorvegliare casa anche durante le vacanze estive

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Come sorvegliare casa anche durante le vacanze estive

Come sorvegliare casa anche durante le vacanze estive

Un impianto elettrico antifurto ha la funzione di rilevare i tentativi di intrusione e di segnalarli in tempo reale. Ma in che modo?

Tempo di vacanze per molti: le città si svuotano e le abitazioni restano esposte ad un crimine estivo diffuso nel nostro Paese, ovvero il furto.

In realtà, la percezione dell’entità di questo tipo di azioni delittuose è maggiore del rischio reale: sono 36.543 furti in casa dichiarati nel nostro Paese nel corso dello scorso anno, per i quali sono state denunciate 11.727 persone e 1.794 sono state arrestate, secondo il rapporto annuale fornito dalla Polizia di Stato.

Una percentuale in calo dell’8,52 rispetto all’anno precedente, secondo l’ufficio Centrale di Statistica del Ministero dell’Interno.

Ma questo dato, seppure parzialmente confortante, non serve a rassicurare le migliaia di persone che, nella loro abitazione, lasciano ad ogni partenza, oltre a beni di pregio anche oggetti di valore affettivo che sperano di ritrovare al loro posto senza correre il rischio di spiacevoli intrusioni.

Chi non ha pensato per tempo a proteggere la casa con sistemi adeguati, ma vuole partire tranquillo, può orientarsi sulle soluzioni rapide da installare ed, in alcuni casi, con posa fai da te, che si traducono in sistemi di allarme e dispositivi di sorveglianza.

Detto questo, non bisognerebbe dimenticare, però, che una protezione efficace richiede rimedi specifici e tempi adeguati.

Il rischio non è lo stesso per tutti

Una casa singola è più esposta al rischio di intrusione di quanto non lo sia un appartamento in condominio.

I motivi sono la posizione isolata, la maggior semplicità di accesso agli interni ed il numero superiore di aperture soggette ad effrazione. Per gli stessi motivi, in un palazzo sono le abitazioni situate ai piani bassi ed a quelli più alti ad essere maggiormente esposte ai tentativi di intrusione rispetto a quelle dei piani intermedi.

Per trovare la soluzione adatta è necessario avvalersi della consulenza di esperti o di rivenditori di fiducia, d’accordo nel consigliare di abbinare sistemi di “sicurezza passiva” (serramenti) a quelli di “sicurezza attiva” (impianti antifurto). 

Dovendo intervenire all’ultimo minuto, la scelta è obbligata e cade esclusivamente su prodotti di protezione attiva, poiché gli altri richiedono solitamente tempi più lunghi di consegna e di posa in opera.

Impianto elettrico antifurto senza fili: come funziona?

In questo tipo di impianto i componenti sono collegati tra loro non tramite cavi, ma sfruttando le onde radio a bassa potenza.

Funzionano con batterie di lunga durata, si possono aggiungere all’abitazione in qualsiasi momento, dato che non richiedono lavori di muratura e possono aumentare di numero, con l’estensione dell’impianto nel tempo.

Per un funzionamento ottimale sono consigliati quelli a doppia frequenza di onde radio, anziché ad una, che prevedono l’invio dei segnali su due frequenze contemporaneamente. 

Rispetto al passato, grazie ai sofisticati sistemi di trasmissione dei dati, oggi gli impianti wireless presentano molti meno problemi di disturbi del segnale.

Addirittura alcuni rilevatori hanno un codice che va programmato durante l’installazione, grazie al quale vengono riconosciuti dalla centrale dell’impianto che accetta così il segnale da essi inviato ed evitando interferenze.

Pro e contro dell’impianto elettrico antifurto senza fili

Questa tipologia di impianto si installa senza opere murarie, molto velocemente, richiedendo solo l’intervento dell’installatore. Si può mixare con dispositivi wired (cablati).

Va prevista la sostituzione delle batterie (ogni due anni circa) ed è necessario rispettare una determinata distanza tra i vari componenti, variabile secondo le tipologie ed i produttori.

Affinchè siano sicuri, i componenti dell’impianto, come tutti i prodotti, devono avere l’obbligatorio marchio CE, che attesta la conformità alle norme vigenti nel mercato europeo.

E’ volontario invece il marchio Imq-Sistemi di Sicurezza (Istituto marchio di qualità)

Videosorveglianza in casa: tipologie di videocamere esistenti

Vi sono molti tipi di videocamere, quelle per interni e quelle per esterni. Le tradizionali a circuito chiuso e le IP che si connettono ad Internet tramite wi-fi o Sim card e quindi si possono gestire da remoto.

Infine, quelle che vanno collegate alla rete elettrica della casa e quelle che funzionano a batteria.

Che cosa valutare per scegliere bene una videocamere?

Il punto di installazione è un criterio di scelta. Quelle per esterni, oltre ad essere resistenti alle intemperie ed all’acqua (IP 65), hanno di solito una staffa di sostegno che permette di fissarle a muro.

Quelle per interni, invece, non sempre hanno in dotazione un supporto per l’aggancio a muro o a soffitto, perché in genere si appoggiano sulle superfici piane.

La maggior parte delle videocamere di sorveglianza trasmette i dati, al router di casa o alla centralina, attraverso un collegamento wi-fi, quindi senza fili; sono poche, oggi, quelle che richiedono l’utilizzo di cavi video.

Diverso invece è l’utilizzo di cavi elettrici per il funzionamento, ovvero per collegare le videocamere alla rete elettrica domestica, richiesto da molti modelli; infatti, sono pochi e costosi quelli dotati di batteria. 

Questi ultimi, però, sono i più semplici e veloci da installare.

Ci sono modelli in grado di variare l’ampiezza dei movimenti, caratteristica che determina anche l’estensione della superficie controllata, offrendo un’azione più performante.

Alcuni tipi possono essere attivati o disattivati da remoto e l’utente può esercitare un certo livello di controllo sul tipo di riprese da effettuare.

Una funzione importante prevista da molte videocamere è l’attivazione automatica delle riprese nel momento in cui viene rilevato un movimento all’interno dell’inquadratura; alcuni modelli possono anche essere programmati per attivarsi in determinati orari.

Un altro fattore da valutare è la qualità delle riprese che, però, va anche rapportata al tipo di connessione di cui di dispone, nel caso di videocamera IP.

In riferimento alla sola risoluzione delle immagini, si può definire la seguente scala:

  • Risoluzione VGA 640 x 480 p, ha il vantaggio che le immagini richiedono meno banda per essere trasmesse in remoto;
  • Risoluzione 1280 x 720 p, maggior nitidezza ma le immagini richiedono velocità di linea Adsl.
  • Risoluzione Full HD 1920 x 1080 p. , decisamente eccellente ma occorre un collegamento hi.

Anche il formato in cui vengono riprese le immagini può essere importante. Gli esperti dicono che il miglior rapporto tra peso e qualità dei file è quello H.264.

Le videocamere IP sono quelle che inviano e ricevono dati ad un computer e sono gestibili anche da remoto grazie alla connessione ad Internet.

Le videocamere tradizionali, invece, sono a circuito chiuso ed inviano le riprese sono a tale circuito locale.

Alcuni modelli di IP, per connettersi ad Internet richiedono un collegamento diretto (detto Ethernet) al router domestico.

Se si opta per questa scelta, è consigliabile orientarsi sui tipi detti PoE (Power over Ethernet): sono quelle videocamere che, per tale collegamento, utilizzano il cavo dell’alimentazione elettrica, con l’aggiunta solo di uno specifico adattatore.

Tutte le altre videocamere IP usano invece la rete wi-fi. Tra i modelli che utilizzano la rete Internet ve ne sono alcuni basic, anche come costo, altri decisamente performanti e quindi con un prezzo più elevato.

Di solito quanto ripreso da una videocamera IP viene inviato al computer grazie ai software specifici forniti con il dispositivo stesso. Ma ci sono anche modelli che, invece, sono dotati di slot SD per poter registrare i video direttamente su una memory card.

Esistono però anche per queste videocamere i pro ed i contro. Permettono la gestione da remoto.

L’utilizzo di Internet per molte delle funzioni fondamentali, come il salvataggio in remoto dei filmati registrati e la gestione della telecamera, che in precedenza erano affidate a videoregistratori e centraline di controllo, potenzia e rende più motivata la presenza di una videocamera.

Se non vengono configurate perfettamente, possono essere vulnerabili ed esposte a “manomissioni” da parte di hacker e quindi risultare meno sicure.

Siete pronti per partire per le vacanze ed avete paura di lasciare la vostra abitazione incustodita? Non vi preoccupate. Abbiamo la soluzione che fa per voi!

privacy condominio

Privacy in condominio: le nuove disposizioni di legge

Quali sono le procedure per tutelare le informazioni ed i dati personali di chi vive in un edificio multipiano?

Il nuovo Codice della privacy, introdotto dalla dlgs 101/2008, tiene conto delle disposizioni contenute nel Regolamento generale sulla protezione dei dati redatto dall’Unione Europea (Gdpr).

In ambito condominiale le novità rispetto al passato sono davvero poche, con le ultime norme che, in sintesi, introducono regole più severe per il responsabile del trattamento dei dati. (amministratore del condominio).

Il condominio, in quanto titolare del trattamento dei dati, ora è obbligato a delegare l’amministratore responsabile del trattamento dei dati. Mentre in passato il conferimento dell’incarico era facoltativo. Come si legge all’articolo 5 del Regolamento europeo, l’amministratore ha l’obbligo di trattare i dati secondo liceità, correttezza e trasparenza.

In definitiva, l’amministratore ha maggior responsabilità e rischia pene più severe nel caso in cui commetta errori. Ma al contempo è aumentato il suo potere d’azione. Ad esempio, non è obbligato ad ottenere alcun consenso per la tenuta dei dati dei condomini, rientrando tra i suoi compiti la gestione delle informazioni personali dei partecipanti al condominio, come d’altronde previsto dagli articoli 1129 ed 1130 del Codice Civile.

Altro elemento degno di nota è l’introduzione del concetto di “accountability”, secondo il quale spetta all’amministratore decidere come organizzare il trattamento dei dati, garantendo la sicurezza delle informazioni e prevenendo perdite, distruzioni, furti o danni dei dati stessi.

Dati personali: quali si e quali no

Il condominio è una sorta di piccola comunità, in cui l’amministratore ricopre il ruolo più delicato, simile a quello del buon padre di famiglia. Tenendo fede al suo mandato, così come deve garantire che le parti comuni dell’edificio funzionino e siano mantenute in buono stato, allo stesso modo deve saper gestire con attenzione la mole di informazioni che quotidianamente transita tra le sue mani: decine di dati, più o meno riservati, afferenti alle persone che abitano nello stabile. E’ tenuto ad averne cura, rispettando la privacy e la dignità dei soggetti.

Il compito dell’amministratore è però doppio: garantire la massima trasparenza nella gestione delle parti condivise, senza pero ledere il diritto alla riservatezza di ciascun condomino. Per l’espletamento del proprio mandato, il professionista può quindi utilizzare dati anagrafici, indirizzo e quote millesimali dei singoli condomini. Ma, al contrario, non gli è permesso riportare in fogli cartacei o elettronici informazioni personali quali “single”, “divorziato”, “va in vacanza ad Agosto” ed una serie di dati che riguardano la sfera privata degli individui. Per quanto concerne il numero di telefono dei condomini, sia fisso che mobile, l’amministratore può utilizzarlo soltanto se il contatto è già presente in elenchi pubblichi (ad esempio sulle pagine bianche), altrimenti è necessario il consenso scritto dei diretti interessati.

Il consenso occorre anche per ricevere comunicazioni attraverso posta elettronica. Con riferimento ai dati sanitari, ad esempio quelli relativi alla disabilità di uno o più condomini, si possono utilizzare soltanto se indispensabili ai fini dell’amministrazione del condominio. Come nel caso, ad esempio, della delibera per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Sicurezza e trasparenza

Per evitare che i dati personali dei condomini vadano persi, trafugati o finiscano in mano a terzi soggetti, l’amministratore ha l’obbligo di adottare adeguate misure di sicurezza per la loro conservazione. La documentazione da mettere al sicuro riguarda la vita condominiale e quindi verbali, estratto conto, fatture, il registro di anagrafe condominiale.

Da parte sua l’amministratore, al fine di garantire maggiore trasparenza, nel momento in cui si insedia è tenuto a comunicare ai condomini i propri dati anagrafici e professionali, il codice fiscale e, qualora l’edificio sia amministrato da una società, la denominazione e la sede legale.

Il professionista, inoltre, deve rendere pubblici (solitamente sulla bacheca condominiale) domicilio e recapiti telefonici, così da poter essere contattato in caso di bisogno.

Il conto corrente: accesso tramite l’amministratore

La legge di riforma del condominio 220/2012 obbliga l’amministratore ad aprire un conto corrente intestato a condominio, dove far transitare le spese e le entrate.

L’articolo 1129, comma 7 del Codice civile, dispone che “l’amministratore è obbligato a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio, su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio; ciascun condomino, per il tramite dell’amministratore, può chiedere di prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, della rendicontazione periodica”.

Nel caso in cui ciò non avvenga, il condomino può chiedere la convocazione dell’assemblea e revocare il mandato al professionista o rivolgersi alla banca, ma solo dopo aver inviato una raccomandata all’amministratore. In caso di inerzia dell’assemblea o in mancanza di quorum, il condomino può rivolgersi al giudice che ha il potere di revocare l’amministratore. Tra le gravi irregolarità per cui questi può essere sollevato dal suo incarico figurano, infatti, la mancata apertura ed utilizzazione del conto e la gestione, secondo modalità che possono generare confusione, tra il patrimonio del condominio ed il patrimonio personale dell’amministratore o di altri condomini.

Videocamere e videocitofoni: attenzione a cosa si inquadra

Negli ultimi anni l’installazione di videocamere e videocitofoni, su iniziativa di singoli condomini o dell’intero condomino, ha fatto registrare un’impennata.

I motivi sono essenzialmente due: la riduzione dei costi degli impianti ed una crescente richiesta di sicurezza da parte dei residenti.

Riguardo all’installazione delle videocamere occorre fare una distinzione: se ad installare l’impianto è il singolo condomino che desidera monitorare un accesso privato (porta d’ingresso, finestra, balcone) egli può procedere senza l’autorizzazione dell’assemblea.

L’obiettivo della videocamera dovrà però limitarsi ad inquadrare solo la porzione dell’area privata da proteggere, evitando di riprendere spazi pubblici. Qualora, invece, l’impianto è installato a protezione delle parti comuni, una volta deliberato l’intervento in assemblea (la maggioranza degli intervenuti ed almeno la metà dei millesimi dell’edificio), l’amministratore è tenuto a segnalare la presenza delle videocamere con appositi cartelli, da collocare nei luoghi ripresi o nelle immediate vicinanze, riportanti il logo o l’immagine di una telecamera.

Le immagini registrate possono essere conservate al massimo per 48 ore, trascorse le quali vanno cancellate. I videocitofoni sono considerati veri e propri dispositivi di videosorveglianza, soprattutto se abilitati a registrare e conservare le riprese. Per questo motivo, si applicano le stesse regole previste dal Codice della privacy per le telecamere.

L’ installazione di un impianto allarme antifurto è il mezzo più efficace per aumentare la sicurezza della propria abitazione.
Sei di Milano? Vorresti installare un impianto antifurto nel tuo condominio e proteggere la tua privacy? Contattaci!

Come trasformare la propria casa in una smart home

Come trasformare la propria casa in una Smart Home

La Smart home è una casa intelligente, la quale sfrutta un impianto integrato di tipo domotico al fine di migliorare il comfort, la sicurezza ed in consumi di coloro che vi abitano.

Ma cosa si intende per casa intelligente?

Smart Home sicurezza

Una casa intelligente è una struttura dotata di tecnologie domotiche, in grado di consentire agli abitanti della stessa di programmare, automatizzare e gestire in remoto i dispositivi elettrici presenti.

Grazie alle ultime innovazioni in campo tecnologico, le Smart Home  garantiscono sia un’assoluta praticità sia una maggiore sicurezza.

Il cuore della Smart Home è la sua unità centrale, la quale collega e gestisce un certo numero di dispositivi periferici. Essa può amministrare solo alcune funzioni domestiche, quali l’accensione delle luci o l’apertura delle porte, oppure estendersi alla piena integrazione degli impianti, coordinando, ad esempio, tutte le installazioni elettriche, termiche e idriche.
Per esercitare il pieno controllo della Smart Home, l’utente può accedere al sistema attraverso interfacce dedicate. Queste ultime possono includere telecomandi, touch screen a parete o tastiere evolute. Ma anche strumenti utili per la gestione da remoto come smartphone, tablet e computer. Per il controllo a distanza della Smart Home, vengono studiati software ed applicazioni ad hoc, sempre più intuitivi ed efficienti.

Il sistema centralizzato della Smart Home consente agli utenti di gestire diverse funzionalità interne alle mura domestiche, di attivare o disattivare i dispositivi presenti, di ottimizzare i carichi energetici e di creare scenari su misura, sulla base delle proprie preferenze ed abitudini.

Puoi gestire la tua casa attraverso programma unico o un dispositivo di controllo, il quale può essere un tablet, un telecomando o un pannello touch screen. Grazie a delle semplici APP, è possibile controllare da remoto sistemi come quello dell’illuminazione, l’impianto di riscaldamento e condizionamento, l’apertura o la chiusura delle finestre e vari elettrodomestici come lavatrice, lavastoviglie, la videosorveglianza e frigorifero.

La tua casa diventerà una Smart Home quando potrà contare su un impianto innovativo, i cui dispositivi intelligenti, i quali hanno preso il posto di quelli tradizionali, saranno in grado di elaborare informazioni e comunicare tra di loro.

Quali vantaggi offre una Smart Home?

Smart Home vantaggi

 I vantaggi offerti da una casa intelligente sono i seguenti:

  • Controllo costante della casa e la sua sicurezza. All’interno della  Smart Home è infatti possibile controllare ogni dispositivo con il semplice tocco di un tasto e di conseguenza avere il pieno controllo della propria abitazione, anche da remoto. E’ possibile programmare specifiche funzioni in orari prestabiliti o memorizzare scenari, ovvero una serie di comandi che si attivano simultaneamente, pensati per rispondere alle esigenze di una particolare condizione (ad esempio, lo scenario notturno può prevedere lo spegnimento di tutte le luci, la chiusura delle tapparelle e l’attivazione del sistema antintrusione). La chiusura ed il blocco automatico di serramenti, porte e finestre difendono i principali punti di accesso della casa portando la smart home ad un livello di sicurezza superiore.
  • Maggior praticità che ti permette di gestire il tuo tempo nel migliore dei modi.
  • Ottimizzazione dei costi grazie al risparmio energetico. La domotica permette un impiego intelligente dell’energia, che viene sfruttata solo dove e quando serve. In questo modo si ottimizzano i consumi, riducendo nettamente i costi di gestione.

Oggi, se desideri che il tuo impianto di riscaldamento sia sempre aggiornato sull’ andamento del meteo e soprattutto se non vuoi sovraccaricare il tuo impianto elettrico, al fine di mantenere la temperatura della tua casa sempre a livelli ottimali, attraverso semplici applicazioni, puoi fare in modo che la lavatrice e le lavastoviglie comunichino tra loro per decidere quale tra queste si deve attivare prima. Se, ad esempio, sta arrivando un forte temporale e sei fuori casa, puoi gestire a distanza tende e tapparelle della tua casa, senza il bisogno di essere fisicamente presente nella tua abitazione.

Inoltre, se possiedi un giardini o un terrazzo, puoi collegare l’impianto di irrigazione della tua casa ad un sito di previsioni meteorologiche in modo che si attivi solo quando è necessario.

Smart Home Samsung

La soluzione Samsung Smart Home è compatibile con Nest e si prende cura della tua casa per renderla ancora più confortevole.  Nest, sia in casa che fuori casa, può interagire con i dispositivi presenti in essa e spegnerli o avviare le operazioni di pulizia quando non ci sei. Per iniziare, basta collegare il tuo account Nest all’app Samsung Smart Home con pochi semplici passi. 

Quali sono i dispositivi che rendono una casa “intelligente”?

Affinchè una casa diventi appunto intelligente, la stessa deve avere:

  • sistemi smart per il controllo della temperatura, in grado di essere regolati a distanza;
  • sistemi di sicurezza intelligenti, i quali sboccano le porte tramite smartphone e ti tengono aggiornato, attraverso uno streaming video, su chi entra ed esce dalla tua proprietà;
  • sistemi di illuminazione intelligenti che ti consentono di accendere e spegnere le luci attraverso lo smartphone e di programmare la loro accensione in determinati momenti;
  • la smart TV ed i sensori intelligenti per le piante, che ti permettono di monitorare i bisogni delle piante e controllare da remoto gli irrigatori, in modo da poterli spegnere anche a distanza.

La Smart Home è la casa del futuro. Una casa sicura, automatizzata ed user-friendly. Grazie soprattutto all’utilizzo della tecnologia domotica, ti permette di trovare una soluzione a tutte le tue esigenze pratiche, senza rinunciare all’ estetica della tua casa.

Vuoi sapere come poter trasformare la tua casa in una Smart Home? Contattaci

Come avere la giusta sicurezza in casa propria

La sicurezza in casa propria è stata sempre importante, nonché un obiettivo da perseguire. Non tanto per i furti, quanto per il rischio di subire maltrattamenti o gravi lesioni quando si è tranquillamente all’interno di essa rilassati o impegnati nelle proprie faccende domestiche.
La società non è mai stata perfetta, ma forse non è mai stata così imprevedibile. Tanto da consigliare ad ogni persona civile di cercare la sicurezza, specialmente nelle grandi città.

La sicurezza in casa si può migliorare, e tanti sono gli aspetti che puoi tenere in considerazione:
1 possibilità di installare un adeguato impianto di videosorveglianza;
2 possibilità di installare un impianto di allarme;
3 installazione di serramenti certificati e costruiti con tecnologie antieffrazione;
4 installazione di sistemi di domotica.

Tutti questi sistemi sono senza dubbio costosi, ma non in modo esagerato. Puoi affrontare la spesa senza eccessive preoccupazioni.

I moderni impianti di videosorveglianza hanno fatto notevoli passi avanti rispetto al passato. Le videocamere attuali sono più piccole e dispongono di una definizione sempre più nitida. Hanno la possibilità di distinguere persone ed oggetti anche di notte, cosa che fino a poco tempo fa non era possibile.
Inoltre puoi usufruire di sistemi di videoregistrazione molto più avanzati, in grado di funzionare ininterrottamente per molte ore consecutive.
Se non ti accontenti, sappi che ogni sistema di videosorveglianza può essere attualmente controllato da remoto, mediante l’utilizzo dell’iPhone e forse anche dei più recenti smartphone. In sostanza, in ogni momento della giornata puoi collegarti con casa tua e verificare la situazione.
Questo sistema è già una parte di quella che è la domotica, cioè la casa “robotizzata”. Essa supplisce per noi in alcuni interventi quali l’accensione degli impianti, la movimentazione dei sistemi oscuranti e il controllo della videosorveglianza.

Impianto di allarme

Anche l’impianto di allarme è importante per garantirti la sicurezza. Un buon impianto consente la verifica di ogni eventuale effrazione attraverso uno dei serramenti perimetrali del tuo appartamento o della tua casa.
Se sei certo che in molti prenderanno la sirena come un inutile disturbo sonoro, certamente per te che sei al sicuro in un’altra stanza è molto utile, al fine di non subire lesioni o minacce personali.
In ogni caso anche l’allarme può essere collegato all’eventuale impianto di domotica. Esso può intervenire con molti sistemi di vario genere, fra i quali chiudere le porte interne, chiamare contemporaneamente le forze dell’ordine e te che sei in vacanza al mare, avvertire il vicino di casa o altri conoscenti. Insomma, le possibilità sono davvero infinite e tutte molto valide.
Collegare un buon impianto di allarme alla videosorveglianza ed un impianto di domotica, ti permette veramente di vivere in un ambiente sicuro ed inviolabile.

 I serramenti

Infine ti parlo dei serramenti, altro punto nevralgico per impedire le intrusioni, in special modo nelle case che non hanno un impianto di domotica. In questo caso, lasciare all’esterno gli ospiti indesiderati è fondamentale.
Per rendere i serramenti più resistenti all’intrusione esiste la nuova ferramenta a nastro. Essa presenta dei nottolini conformati a fungo, in modo che quando la finestra è chiusa, non sia possibile esercitare su di essi l’azione dello strappo.
Il nottolino è un piccolo dispositivo in genere dalla sezione cilindrica da 10×10 mm, il cui compito è quello di agganciare un elemento chiamato incontro, che si può definire la femmina del sistema nottolino-incontro. La ferramenta con nottolini a fungo, sostituisce la sezione cilindrica con una a fungo, che aggancia l’incontro trattenendo l’anta sul telaio con una forza nettamente superiore.
Per quanto riguarda i vetri, non è semplicissimo spaccare un doppio stratificato con camera, che attualmente è il minimo che si possa montare, sia per il rumore che per difficoltà oggettive. A meno che la casa non sia completamente isolata e si possa agire per molto tempo indisturbati.
Per evitare invece il trucchetto della maniglia, che consiste nel forare il serramento per far passare un ferro che agisce sulla leva, basta montare maniglie con il pulsante, che si azionano solamente con il tasto premuto.

allarme antifurto casa

Come deve essere un valido impianto di allarme antifurto?

L’installazione di un impianto allarme antifurto è il mezzo più efficace per aumentare la sicurezza della propria abitazione.

Un impianto antifurto consta generalmente di 4 componenti:

  • dispositivi di comando (chiavi, telecomando, tastiera.) che servono ad attivare (o disattivare) il sistema;
  • centralina, la parte più importante, la quale elabora le varie rilevazioni che vengono registrate e trasformate in dati e che, se necessario, attiva l’allarme
  • sensori, sono i dispositivi che inviano alla centralina tutto ciò che rilevano
  • dispositivi sonori (la sirena d’allarme).

Tipologie di impianto allarme antifurto per la casa

Esistono diverse tipologie di allarme per la casa, ognuna delle quali presenta differenti tipi di rilevatori e di funzioni. Una distinzione di base può essere fatta, innanzitutto, tra impianti allarme antifurto con fili (via cavo) ed impianti allarme antifurto senza fili (wireless).

Impianti allarme con fili o via cavo

Gli impianti allarme con fili o via cavo sono composti da una rete di cavi elettrici che collegano le varie componenti del sistema disposte nell’edificio.

Sono alimentati da un circuito elettrico a bassa tensione i cui fili, solo per alcuni modelli, possono essere inseriti nel già presente impianto elettrico. In questo caso, quindi, l’installazione non richiederebbe particolari lavori di adattamento.

Questa tipologia di allarme per la casa è molto sicura.  I fili che ne permettono il funzionamento sono incassati nel muro ed il tentativo di tagliarli farebbe scattare l’intero sistema di allarme mettendo in fuga i ladri!

Installare questo impianto d’allarme è ideale negli edifici in fase di costruzione o di ristrutturazione. Altrimenti richiederebbe costi maggiori per gli interventi di foratura e riparazione dei muri per consentire il passaggio dei fili.

Le componenti da installare in un impianto di allarme per la tua casa sono minimo 3 (centrale, rilevatori e sirena). Esse  vanno collegate tra loro in tutto l’edificio e, quindi, non sempre lo spazio per inserire i fili nelle canaline di un impianto elettrico già esistente è sufficiente. Per questo motivo, le tempistiche per l’installazione dell’allarme con fili sono notevolemente alte.

Impianto allarme senza fili o via radio (wireless)

Un impianto di allarme senza fili (wireless o via radio) è analogo a quello di un sistema via cavo. E’ composto anch’esso dalla centrale di allarme, la quale gestisce l’impianto antintrusione, i rivelatori disposti nelle varie zone dell’edificio che rilevano l’intrusione ed inviano il segnale alla centralina e dei dispositivi di allarme acustici (come le sirene) o i combinatori telefonici per segnalare l’allarme alle forze dell’ordine.

Questa tipologia di impianto non richiede cavi di alcun tipo, poiché le varie componenti dell’allarme comunicano tra loro grazie alle onde elettromagnetiche, via etere.

L’energia ai vari dispositivi è fornita da batterie a lunga durata, la cui carica è periodicamente segnalata e, se è in procinto di terminare, viene avvisato l’installatore che provvede alla sostituzione. Ciò permette, inoltre, all’impianto d’allarme di funzionare anche in caso di lunghi blackout, o di guasti alla linea elettrica, mantenendo ugualmente la casa al sicuro.

Le tempistiche per l’installazione di una videosorveglianza wireless sono molti brevi.

I costi di questo antifurto sono bassi, così come quelli dell’installazione, in quanto non ci sono costi di lavori di muratura per il passaggio dei cavi. Inoltre, questo impianto può essere aggiornato e perfezionato nel tempo ed, in caso di trasloco, può essere facilmente trasportato ed installato nella nuova casa.

Impianti allarme misti via cavo e via radio

Questa tipologia di impianto allarme è così definita perché una parte dell’impianto è installata con i cavi, mentre un’ altra parte senza. Generalmente la parte installata con i cavi comprende solo la centralina, la quale è alimentata con l’energia elettrica, mentre i sensori comunicano con le onde radio.

Gli impianti d’allarme misti di solito sono la conseguenza dell’ampliamento di un impianto con cavi già esistente, ai quali vengono aggiunti altre componenti senza fili.

Impianti allarme integrati con sistemi di protezione attiva e passiva

Questa tipologia di antifurti per la casa è considerata la più efficace. Gli impianti d’allarme integrati sono progettati per proteggere l’edificio abbinando misure di protezione attiva e passiva.

In questo caso, i sensori installati in particolari punti, come la serratura della porta, aumentano sensibilmente la protezione.

Sei di Milano? Vorresti installare un impianto antifurto per la tua casa? Contattaci!