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Smart Working: che cos’è e come funziona il lavoro da remoto

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Smart Working: che cos’è e come funziona il lavoro da remoto

Smart Working: che cos’è e come funziona il lavoro da remoto

In una situazione di crisi come quella che stiamo vivendo attualmente con l’emergenza Coronavirus, nelle aziende italiane si sta sviluppando sempre di più la pratica dello Smart Working. Si tratta di una tra le modalità lavorative più innovative, un’organizzazione del lavoro flessibile e moderna. Ma che cosa è, come funziona e quali sono i vantaggi?

Smart Working: che cosa si intende per “lavoro da remoto”

L’Osservatorio del Politecnico di Milano definisce lo Smart Working come “una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati”.

Il lavoro da remoto non è altro che un modello organizzativo che si instaura nel rapporto tra l’individuo e l’azienda. Alla base dello Smart Working c’è la piena autonomia di svolgimento della professione a fronte del raggiungimento degli obiettivi. Una rivisitazione “dinamica” della prassi con cui si svolgono le attività aziendali, superando ogni vincolo spazio-temporale e integrando i principi di personalizzazioneflessibilità e virtualità in ambito lavorativo.

Per il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, lo Smart Working, che letteralmente significa “lavoro agile“, è: «una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali ed un’organizzazione per fasi, cicli ed obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività».

Il  lavoro agile, infatti, prende le distanze dalla tradizionale concezione dell’attività lavorativa svolta per un numero di ore prestabilite ed all’interno di spazi aziendali specifici.

Lo Smart Working si configura come una nuova filosofia manageriale con lo scopo di ottimizzare il rendimento individuale ed aziendale tramite il processo del Work-life balance, il quale rappresenta l’equilibrio perfetto tra la produttività del singolo lavoratore e la qualità di vita dello stesso. Pertanto, adottando questa strategia lavorativa Smart, il dipendente può svolgere la propria professione in qualsiasi luogo e a qualsiasi orario perché ciò che conta non è quanto lavora, ma come lavora a fronte del raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Il lavoro da remoto non è però solo una misura mirata al miglioramento del Welfare aziendale. Questa pratica si può collocare all’interno del costante cambiamento culturale degli ultimi anni. Non a caso, l’evoluzione tecnologica ha aperto le porte al mondo lavorativo 4.0 costantemente connesso.

La Digital Transformation permette di creare network professionali e di svolgere attività lavorative a distanza. Partendo da questo presupposto, è evidente che il luogo fisico dell’ufficio e la cosiddetta “postazione fissa” non risultano più indispensabili per lavorare: basta possedere un portatile o uno smartphone ed avere a disposizione una connessione ad Internet (requisiti che nel 2020 sono ormai  alla portata di tutti) per lavorare ovunque.

Come funziona lo Smart Working?

In Italia lo Smart Working è regolamentato dalla Legge 81/2017 la quale, oltre a definirne il funzionamento, si concentra nello specifico sul cambiamento dei modelli organizzativi aziendali. Tutte le attività che desiderano intraprendere la via dello Smart Working dovranno rivedere e rivoluzionare la propria struttura. È necessario definire obiettivi dinamici ed investire nella formazione del personale e nelle risorse per lavorare a distanza, come i dispositivi tecnologici.

Ogni azienda deve organizzare spazi di condivisione per sviluppare creatività, Team Working e collaborazione.

A livello burocratico, la Legge 81 del 2017 afferma che la modalità lavorativa Smart può essere avviata mediante un accordo individuale scritto tra datore di lavoro e lavoratore. A partire dal 15 Novembre 2017, l’accordo deve essere inviato telematicamente mediante la specifica piattaforma online messa a disposizione sul portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

L’accordo, per essere valido, dovrà contenere le seguenti informazioni:

·         Dati generali del datore di lavoro;

·         Dati generali del dipendente;

·         Durata dell’accordo: può essere a tempo determinato o indeterminato;

·         Modalità di recesso: in caso di contratto a tempo indeterminato, ognuna delle parti può esercitare il recesso con un preavviso di 30 giorni (90 per i lavoratori disabili);

·         Diritto di disconnessione del lavoratore: dovranno essere specificate le modalità con le quali il dipendente lavorerà, soprattutto riguardo le ore lavorative. Lo Smart Working non deve tramutarsi in un lavoro senza orari che supera il limite concesso dalla normativa vigente;

·         Modalità di registro presenze;

·         Modalità di controllo disciplinare: devono essere specificate le modalità di monitoraggio dell’operato del lavoratore al di fuori dell’area aziendale.

La normativa riserva particolare attenzione ai diritti dello «Smart Worker». Ai lavoratori agili deve essere garantito un trattamento di parità rispetto agli altri colleghi. Quindi il trattamento deve essere lo stesso sia in termini economici che di sicurezza.

Gli Smart Worker hanno diritto alle misure di tutela previste in caso di infortuni anche se le prestazioni di lavoro vengono svolte al di fuori dell’area aziendale.

Quali sono i maggiori vantaggi che il lavoro da remoto offre alle aziende?

1.    Ottimizzazione della produttività

Uno Smart Working ben strutturato può aumentare notevolmente la produttività di un’azienda, grazie alla perfetta conciliazione tra le sfere della vita privata e di quella lavorativa dei singoli dipendenti. Adottando questa misura lavorativa, l’imprenditore ha la facoltà di responsabilizzare i propri dipendenti e di  valorizzarne l’operato. Ore e  luogo di lavoro passano in secondo piano, lasciando spazio a strategie di lavoro intelligente ed obiettivi aziendali concreti. A prova di ciò, i dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano segnalano un aumento produttivo del 15% per le realtà che scelgono il lavoro agile.

2.    Riduzione dei costi

A fronte degli investimenti sostenuti dal datore di lavoro per garantire ai propri dipendenti una corretta attrezzatura tecnologica, ogni azienda potrà riscontrare un risparmio significativo. In questo modo vengono minimizzati tutti i costi legati all’utilizzo degli spazi d’ufficio per infinite ore di lavoro (spesso poco produttive). Il lavoro smart, inoltre, comporta una razionalizzazione delle risorse, volte esclusivamente al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

3.    Creazione di un ambiente lavorativo dinamico

Lo Smart Office non è esclusivamente un luogo tecnologico. È uno spazio creativo e dinamico, caratterizzato da valori essenziali, quali la collaborazione, l’innovazione e la condivisione perché migliorare il welfare dei dipendenti significa migliorare il rendimento aziendale.

Quali sono i vantaggi dello Smart Working per i lavoratori?

Il lavoro agile migliora anche l’attività dei dipendenti. In che modo?

1.    Equilibrio ottimale tra sfera lavorativa e sfera privata

Lo scopo primario dello Smart Working è il raggiungimento del Work-life balance, l’equilibrio perfetto tra lavoro e tempo libero. L’assenza di orari rigidi e di spostamenti scomodi per raggiungere l’ufficio sono benefici importanti per ogni lavoratore. Poter lavorare a casa propria o in spazi particolarmente creativi garantisce un aumento della produttività individuale non indifferente.

2.    Flessibilità

La mancanza di orari rigidi e di postazioni statiche durante l’attività lavorativa garantisce flessibilità e favorisce la migliore organizzazione del tempo. Spesso l’attività lavorativa non rende le persone padrone del proprio tempo: con il lavoro Smart è possibile svolgere al meglio il proprio impiego senza trascurare la vita privata.

3.    Maggiore soddisfazione personale

Il lavoro da remoto presuppone che il lavoratore conosca quali siano gli obiettivi aziendali da raggiungere e svolga la propria attività nel modo che egli stesso ritiene migliore. La responsabilizzazione e l’autoconsapevolezza derivanti dallo Smart Working consentono al dipendente di ottimizzare tutte le ore lavorative per raggiungere l’obiettivo finale. Questa modalità di lavoro garantisce al lavoratore una maggiore soddisfazione personale, derivante dal raggiungimento degli obiettivi prefissati e dalla perfetta armonia tra il proprio lavoro e la sfera privata.

Oltre ai vantaggi descritti nei paragrafi precedenti, il lavoro agile si configura come strategia lavorativa ottimale da adottare anche in situazioni di emergenza, come quella del Covid-19 che stiamo vivendo in questo periodo. Se ti stai chiedendo come portare avanti i tuoi obiettivi di business in queste circostanze, la risposta è senz’altro: Smart working!

In ufficio: più spazio, più coinvolgimento e flessibilità

Il futuro dell’ufficio: modulabile ed adatto ad una comunità metà reale e metà virtuale

Parola d’ordine? Spazio. La normalità post Coronavirus sarà molto diversa rispetto a quella che abbiamo sempre conosciuto.

In ufficio: più spazio, più coinvolgimento e flessibilità

Questi concetti, se decontestualizzati, sono forse difficili da interpretare. Per questo motivo ci sarà bisogno soprattutto di una rivoluzione culturale, la quale non potrà avvenire dall’oggi al domani. Servirà del tempo, quanto basta per assimilare un nuovo sistema capace di garantire sicurezza, privacy, comunicazione ed ovviamente efficienza.

Lo spazio dovrà essere studiato seguendo le direttive di distanziamento sociale imposte dall’emergenza, da attivare regole precise all’interno degli uffici: dall’uso di mascherine alla sanificazione fino al potenziamento tecnologico degli strumenti dedicati alla collaborazione da remoto.

L’obiettivo è quello di ottenere una community reale e virtuale degli uffici.

Come sarà l’ufficio dopo la pandemia, tra relazioni e distanziamento?

Tecnologia, dunque, è l’altro elemento chiave del nuovo concetto di ufficio. Si può parlare di “Physical-smart office”, uno spazio dove la densità delle persone sarà inferiore rispetto a quella di una volta ma dove il livello di interazione, di scambio, dialogo e confronto dovrà inevitabilmente mantenersi costante.

Questo momento va visto come un’opportunità per le aziende per ripensare ed adattare la propria cultura organizzativa, mettendo al centro la flessibilità, il lavoro per obiettivi ed il bilanciamento tra casa e lavoro.

Il primo passaggio consiste nel trovare il giusto equilibrio tra il rispetto delle norme del distanziamento, la tutela della privacy e l’importanza della socializzazione. La soluzione?

Un open space o, più in generale, un ambiente che diventi rimodulabile, cioè agilmente modificabile in base alle persone presenti in ufficio. In questo senso gli arredi avranno un ruolo chiave, per la protezione individuale e la creazione degli spazi per la comunicazione virtuale con chi è in remoto. Come già anticipato, non tutti i dipendenti saranno presenti in ufficio contemporaneamente.

Proprio per questo sarà fondamentale creare momenti costanti di dialogo tra chi sarà fisicamente in ufficio e chi lavorerà da remoto: ecco che si formerà la community reale e virtuale.

Le conference rooms diventeranno necessarie per rendere fluida la comunicazione tra colleghi e con interlocutori esterni.

Discorso a parte meritano gli spazi comuni. Anche le mense diventeranno “smart”: luoghi modulari dove, finiti i pasti, si potranno riorganizzare i tavoli per garantire il distanziamento, nel caso in cui ci fossero troppe persone negli uffici.

E poi sempre più “huddle rooms”, piccole stanze separate ed attrezzate per ospitare meeting veloci, videoconferenze e brainstorming veloci, sempre sanificate dopo ogni utilizzo.

Ma dove staranno i lavoratori che, magari a turnazione, non si recheranno in ufficio?

Una delle critiche maggiori nei confronti dello smart working svolto a casa è il fatto che questo nuovo metodo avvenga a spese del lavoratore: elettricità, connessione, utilizzo del proprio computer. Una soluzione potrebbe essere lo sfruttamento degli spazi comuni condominiali: palestre, sale giochi per bambini ed altre sale possono adattarsi in modo flessibile per ospitare postazioni di coworking, permettendo così il lavoro a distanza a chi in casa non ha spazio o non dispone delle condizioni ideali per svolgerlo.

Mai come in questo periodo, lo smart working è un tema così attuale e sentito. La situazione che stiamo vivendo in queste ultime settimane ci ha costretti a cambiare radicalmente le nostre abitudini, anche lavorative.

Linee guida da adottare per ricreare a casa la postazione lavorativa ideale

Si parte dalla luce: naturale, il più possibile. Quindi limitare al massimo i colori saturi e total white. Un tocco di verde, magari qualche piantina attorno alla scrivania, potrà aiutare a rendere tutto meno asettico.

Personalizzare l’ambiente (senza esagerare) può migliorare la qualità del tempo trascorso in casa a svolgere il proprio lavoro: qualche oggetto dal significato particolare, a cui magari si è affezionati, può bastare. Non bisogna dimenticare che si tratti di una riorganizzazione degli spazi di casa per una situazione momentanea. Quindi, semplicità è la parola chiave.

La vicinanza alle prese elettriche eviterà il disordine (cavi sparsi sui pavimenti tutto il giorno? Meglio evitare!).

Anche la tranquillità è importante per mantenere la concentrazione: un semplice separè può aiutare a favorire la privacy. In alternativa, delimitare la propria area potrà essere sufficiente, magari con un tappeto.

Infine concentrazione fa rima con comodità. La seduta deve essere piacevole ma evitate il divano! Piuttosto, tenetevelo  come “tana” dove fuggire per prendervi un momento di svago, in alternativa a cinque minuti sul balcone o in terrazza.

Come arredare la camera dei bambini

La stanza dei bambini è uno degli spazi più soggetto a cambiamenti all’interno delle nostre case, spesso quando si inizia ad abitare in un appartamento, la camera dei bambini è soltanto una stanza in più.

In un classico trilocale la stanza in più oltre alla camera da letto, viene usata all’inizio come camera ospiti, come studio, altre volte come ripostiglio, o ancora come stanza del fitness, con il modificarsi del nucleo famigliare questa stanza diventa poi camera dei bambini.

Uno degli inconvenienti di questa occupazione della stanza in più per svolgere altre funzioni, è che ci si ritrova a non sapere dove posizionare tutti quegli oggetti, per non parlare dei mobili, che la occupavano. Sarebbe bene dunque fin dall’inizio progettare una collocazione alternativa per quelle attività che vi svolgiamo, in modo da non venire colti in maniera impreparata nel momento in cui quello spazio diventa necessario ad ospitare i propri figli.

Nella guida su come realizzare l’ufficio in casa vi ho già parlato, per esempio, di come ricavare il proprio studio in casa, non dedicandogli per forza una stanza intera, ma un semplice angolo della casa.

I mobili salva spazio di cui vi avevo parlato di come gestire al meglio gli spazi in assenza di ripostiglio, dunque come avete visto ci sono molteplici soluzioni per riorganizzare lo spazio delle vostre case una volta che la stanza dei bambini viene occupata dai “legittimi utenti”.

Preoccupiamoci adesso di come arredare al meglio questo ambiente della casa.

La stanza dei bambini, uno spazio in evoluzione

Questo spazio, ormai l’avrete capito, è un ambiente in continua evoluzione.

Nasce spesso come stanza in più all’interno della casa, prima dell’arrivo dei figli e ugualmente dopo che i figli diventano adulti e iniziano a vivere altrove, assume altre funzioni.

La stanza dei bambini anche nel corso della sua esistenza in quanto tale cambia moltissimo, da nursery room fino a camera di un adolescente, a metà tra un bambino e un adulto.

È facile comprendere dunque che il suo aspetto attraverserà molte fasi, le stesse della crescita dei propri figli, per questo è importante adattare l’arredamento e lo stile di questa stanza ai cambiamenti di chi la vive, in modo che possa far sentire a proprio agio il bambino o il ragazzo che ospita.

Le funzioni

La camera dei bambini è uno spazio multifunzionale, infatti in questa stanza il bambino in primo luogo dorme, ma gioca anche e con il passare del tempo studia.

La camera dei bambini è dunque un luogo di riposo, di gioco e di studio.

Ovviamente nella prima fase della vita del bambino, la camera da letto è prevalentemente luogo del riposo, in quella media è prevalentemente luogo del gioco e in quella adolescenziale luogo di studio.

Cerchiamo di capire insieme quali sono le strategie per poter arredare e cambiare facilmente conformazione a questa stanza.

Nursery room

Nella prima fase della vita del bambino la camera da letto ospita principalmente la culla o il lettino, un fasciatoio, una cassettiera o un armadio e una poltrona o un piccolo divano.

E’ importante non saturare lo spazio con troppi mobili o oggetti, tenendo in considerazione che la fase di nursery room avrà una durata piuttosto breve.

L’idea generale è che la nursery room deve dare è quella di protezione e riposo, dunque i toni giocheranno su una palette di colori chiara e neutra, le texture e i materiali verteranno su un’ idea di morbidezza e le forme degli arredi saranno semplici e studiati per evitare qualsiasi tipo di incidente ai danni del neonato.

Immagine tratta da www.pixabay.com

Camera da bambino

Mano a mano che il bambino cresce la stanza si modifica, cambia il letto in primo luogo, spesso viene eliminata la poltrona o il divano così come il fasciatoio, quello che può rimanere è la cassettiera o l’armadio.

La camera da letto non è più soltanto il luogo del riposo, ma anche quello del gioco, dunque saranno necessari nella stanza contenitori e scaffali per riporre i giocattoli, peluche e tutti gli strumenti da gioco del bambino.

Si può optare per armadi ad ante con scaffali aperti oppure scegliere arredi salvaspazio come cassapanche che abbiano anche la funzione di sedute, oppure letti contenitori. Inoltre comparirà un piccolo tavolo o una sedia per disegnare o per fare i primi compiti.

La stanza dei bambini sarà spesso invasa dai giocattoli ed è fondamentale che ci sia spazio sufficiente per il gioco e per tenere l’ambiente ordinato.

I toni della stanza non saranno più neutri e chiari, ma potranno avere qualche accenno di colore, magari quello preferito dal bambino.

Camera da ragazzo

Con il passare del tempo la stanza assume una nuova funzione, oltre a spazio per il riposo e per il gioco, diventa spazio di studio.

È importante dunque fare spazio ad una scrivania, magari eliminando qualche scaffale per il gioco, che spesso sarà dotata di pc o portatile e di mensole o librerie per i libri di scuola.

La stanza sarà personalizzata secondo i gusti del ragazzo, e ogni accenno che ricordi il bambino che era tenderà ad essere rimosso. Scompariranno dunque peluche e giochi, magari ne rimarrà giusto qualcuno come ricordo e le pareti inizieranno a popolarsi di poster o quadri o bacheche.

In alcuni casi il letto singolo viene sostituito con un letto ad una piazza e mezza o matrimoniale.

Dopo questa fase solitamente la camera da letto in quanto tale non viene più modificata drasticamente, perché il ragazzo diventato adulto ha gusti estetici pressocchè definitivi.

Nella fase successiva, quando il ragazzo magari per motivi di studio o di lavoro, va a vivere altrove, la camera da letto dei figli cessa di esistere in quanto tale, è quindi il momento di pensare ad una nuova funzione per questo ambiente, magari con una delle funzioni che aveva prima che diventasse stanza dei bambini.  

Conclusioni

Come abbiamo visto la stanza dei bambini è uno spazio in continua evoluzione che ha un inizio ed una fine, a differenza degli altri spazi della casa, come soggiorno, bagno o camera da letto, la cui presenza è costante e necessaria all’interno di una casa.

E’ importante dunque arredarla avendo presente che il cambiamento fa parte della sua natura.

Come realizzare l’ufficio… in casa

Con il modificarsi delle abitudini e degli stili di vita, si sta sempre più diffondendo lo smart working e in generale un tipo di lavoro gestito autonomamente dal lavoratore, con ritmi, orari e modalità molto diversi da quelli canonici.

Questo nuovo approccio nel modo di lavorare si riflette anche sugli spazi domestici, sempre più spesso infatti è necessario all’interno della propria casa un ambiente o semplicemente un piccolo angolo dove potersi dedicare all’attività lavorativa.

Che siate libero professionisti, lavoriate da remoto o in smart working, o semplicemente abbiate bisogno di realizzare un ufficio in casa ecco alcuni consigli utili.

Stanza o angolo ufficio?

Sicuramente il primo step da fare per realizzare uno spazio dedicato al lavoro nella propria abitazione è definire di quanto spazio si ha bisogno.

In base dunque all’attività che si svolge è necessario capire se il nostro ufficio occuperà un semplice angolo della casa oppure se vogliamo dedicargli un interno ambiente.

Ovviamente questa decisione va presa anche in base allo spazio fisico che abbiamo a disposizione nella nostra casa, vediamo assieme come gestire entrambe le soluzioni.

Angolo ufficio

Se si opta per questa soluzione, bisogna innanzitutto scegliere in quale ambiente della casa collocare la postazione ufficio. È una scelta piuttosto soggettiva, la più gettonata è sicuramente quella di posizionare l’office corner nella zona giorno, tipicamente nel living.

Si può decidere però di creare un angolo ufficio anche in camera da letto, se abbiamo per esempio una stanza piuttosto grande. Oppure si può optare per una soluzione che sfrutta tutti quegli ambienti secondari della casa, ad esempio un corridoio troppo largo o un’anticamera poco utilizzata.

In mancanza di spazio in altre stanze o per massimizzare l’utilizzo di tutti i metri quadrati della vostra casa, si può infatti allestire l’angolo ufficio in questi spazi poco sfruttati o magari in quella nicchia tra due muri che non sappiamo come arredare o quell’angolo lasciato vuoto.

Infine come vi ho anticipato in questo articolo, se abbiamo a disposizione soffitti di notevole altezza possiamo creare un soppalco ad uso ufficio.

Privacy

Un elemento da considerare per l’angolo ufficio è il fatto che deve essere raccolto e creare le giuste condizioni per potersi concentrare e lavorare al meglio.

Dunque una soluzione potrebbe essere quella di aumentare la sua privacy creando una separazione dall’ambiente in cui è collocato con un mobile passante, di cui vi ho già parlato in questo articolo.

Oppure creando una sorta di pedana che si distacchi anche solo di qualche decina di centimetri da terra, ma che percettivamente renderà l’angolo ufficio un’ambiente separato dal resto della stanza.

Arredi fondamentali per l’angolo ufficio

Cosa non deve assolutamente mancare nel vostro angolo ufficio? Trattandosi di una piccola stanza nella stanza è importante che l’angolo ufficio abbia una propria identità e sia ben organizzato con tutto ciò che di cui si ha bisogno in poco spazio.

Punto luce

Sicuramente la fonte di luce è di assoluta importanza per non rischiare di sforzare troppo gli occhi mentre si lavora.

Meglio se si tratta di luce naturale, quindi il mio consiglio è quello di posizionare l’angolo ufficio vicino ad una finestra, una portafinestra o anche sotto un lucernario.

In ogni caso sarà comunque necessaria una lampada da tavolo o a terra che possa illuminare l’angolo ufficio in mancanza di luce naturale diretta.

Piano d’appoggio e seduta

Elemento fondamentale è ovviamente un piano d’appoggio, che si tratti di una scrivania ampia, di una mensola ancorata al muro poco profonda, di un piccolo tavolino, ed assieme ad esso anche una seduta, che sia una sedia, una poltroncina o uno sgabello alto.

La scelta della coppia piano d’appoggio-seduta è piuttosto soggettiva e dipende dal tipo di lavoro che svolgiamo, dalla frequenza e da quanto spazio abbiamo a disposizione.

Se di base lavoriamo con un pc portatile lo spazio di cui abbiamo bisogno si riduce e possiamo utilizzare sia una mensola sia un piccolo tavolino e stare anche comodamente seduti su una poltrona con un tavolino portatile pieghevole.

Se invece lavoriamo con altre attrezzature o semplicemente con un pc opteremo per una scrivania più ampia.

Mensole, cassetti e ripiani

Risulta molto utile avere a disposizione nel proprio angolo ufficio, qualche mensola sopra il piano d’appoggio o magari dei cassetti integrati ad esso dove riporre tutti gli accessori necessari per il nostro lavoro.

È importante infatti che il nostro piano d’appoggio resti il più libero possibile per consentirci di lavorare al meglio e che gli oggetti che necessitiamo occasionalmente vengano riposti in un altro spazio ad essi dedicato.

Se abbiamo poi a disposizione più spazio possiamo pensare ad un vero e proprio mobile – libreria, magari in parte dotato di mensole e in parte di vani chiusi con ante dove riporre il materiale più privato.

Stanza ufficio

Se invece optate per un ufficio che occupa interamente una vera e propria stanza della casa, o anche magari metà di essa e l’altra metà può essere per esempio dedicata alla lettura, ci si può sbizzarrire nella scelta non solo di arredi, ma anche di finiture, colori, materiali, luci per l’intero ambiente. In generale si può dire che la scelta dello stile della stanza ufficio è piuttosto soggettivo e strettamente collegato al tipo di lavoro che si svolge. Se si tratta di una professione piuttosto creativa, si opterà per uno stile che la rispecchi e che favorisca il processo artistico, se invece questo non è il vostro caso opterei per uno stile sobrio che aiuti a favorire la concentrazione. Se avete la possibilità di scegliere, sarebbe bene che la stanza ufficio fosse disposta a ovest o a est, non a nord perché sarebbe poco illuminata.

Arredi fondamentali per la stanza ufficio

Per quanto riguarda gli arredi, valgono le considerazioni fatte per l’angolo ufficio, tenendo però in conto che abbiamo a disposizione più spazio.

Si può optare per una scrivania ampia con relativa seduta, magari una poltrona con tavolino pieghevole per le attività lavorative più leggere.

Sempre fondamentale è la presenza di luce naturale e artificiale, così come quella di mensole, cassetti e ripiani in prossimità della scrivania.

Sicuramente non può mancare una libreria, che sia appoggiata alla parete o passante, se per esempio dobbiamo dividere la stanza in due parti.