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Come scegliere il parquet idoneo alla propria abitazione?

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Come scegliere il parquet idoneo alla tua abitazione?

Come scegliere il parquet idoneo alla propria abitazione?

Negli ultimi anni, il parquet è diventato il vero e proprio protagonista delle abitazioni. Grazie alle sue caratteristiche di isolante termico ed acustico, è una tipologia di pavimentazione molto apprezzata ed averlo in casa è il sogno di molte persone perché è un pavimento caldo, elegante e raffinato.

Il parquet tradizionale presenta costi non sempre accessibili sia per via dei materiali utilizzati sia per le tecniche e tempistiche di posa di listelli e doghe. Per questi motivi, negli ultimi anni, si è diffuso il parquet prefinito, caldo ed elegante come quello tradizionale ma meno costoso e più facile da mantenere.

In base all’ essenza che viene scelta, la varietà di parquet include colori, sfumature, finiture e venature in grado di adattarsi ad ogni contesto abitativo e di arredamento.

Negli ambienti poco luminosi si consigliano le essenze chiare. In presenza di riscaldamento a pavimento è consigliabile scegliere un parquet prefinito.

Una scelta attenta del parquet deve tener conto sia dei fattori estetici ed ambientali sia di quelli morfologici del legno. Si devono rispettare le condizioni di posa, prediligendo lo stile di posa più adatto all’ambiente. Inoltre si deve tener conto anche del trattamento del legno, in modo tale da garantirsi la maggior durata nel tempo con la minima manutenzione.

Tonalità di colori del legno del parquet

Tonalità di colori del legno del parquet

I legni utilizzati per il parquet offrono un’ampia gamma di scelta delle tonalità.

Si classificano legni rossi il merbau, essenza asiatica di colore bruno che con la progressiva esposizione alla luce, tende a modificarsi; il Doussiè Africa, essenza dorata-rossiccia, il quale si presta a differenti usi, anche nel caso di pavimenti con riscaldamento a pannelli.

Tra i legni chiari vi sono l’acero americano, un legno di colore beige chiaro, il quale presenta un livello di ossidazione molto basso; il faggio, essenza tipicamente europea, dalla tonalità rosata, che non sopporta gli sbalzi di temperatura e per questo motivo è inadatta a pavimentazioni con riscaldamento a pannelli; il rovere, un legno chiaro che, con il trascorrere del tempo, assume una tonalità giallo paglierino. Reagisce male all’umidità ed alle variazioni di temperatura ed è inadatto a pavimenti con riscaldamento a pannelli.

Rientrano nei legni scuri, il wengé-Panga, un’ essenza africana particolarmente scura, non soggetta a cambiamenti di colore  anche se esposta a raggi solari; il mutenye, un’ essenza africana che si presenta in tonalità di colore diverse, dal marrone tendente al giallo al grigio tendente al nero. Si tratta di un legno resistente ma meno adatto al riscaldamento a pannelli radianti.

Tra i legni bruni vi sono liroko, un’essenza proveniente dall’Africa, il cui colore giallo cambia con l’esposizione alla luce.  E’ particolarmente indicato per ambienti umidi, come bagni e cucine; il teak, un’essenza color tabacco di provenienza sia asiatica che africana, è estremamente resistente all’umidità, a tal punto da essere impiegato nel settore nautico. Infine l’Afrormosia, un’ essenza africana leggermente olivastra, resistente alle escursioni e pertanto ideale anche per pavimenti con riscaldamento a pannelli.

Quali sono le caratteristiche del parquet prefinito?

Il parquet prefinito rappresenta oggi oltre il 90% del mercato dei pavimenti in legno. Ciò è dovuto al fatto che si tratta di un materiale più resistente. A differenza del massello viene verniciato con 6/7 mani di vernice (280/350gr metro). La resistenza ai graffi è maggiore e la prima lamatura può effettuarsi anche dopo 20/25 anni contro i 10/12 di un parquet tradizionale.

Il parquet prefinito può essere in legno massello o in legno multistrato. Quest’ultimo è la soluzione più veloce ed a prezzi inferiori rispetto al tradizionale. Ha tempi brevi di posa in opera, non presenta fasi né di levigatura né di posatura.  E’ composto da due strati di legno diversi, quello di supporto in legni come il Pino di Svezia, l’Abete o la Betulla. E quello di calpestio in legno nobile, di diverse tipologie, colori e venature.

Una volta garantito il livello estetico, il parquet prefinito assorbe i movimenti naturali di assestamento del pavimento, garantendone la stabilità.

Il parquet laminato: un’alternativa economica al parquet originale

Il pavimento laminato è ottenuto attraverso un processo, detto pressofusione, che sottopone ad una forte pressione i pannelli di vari materiali (resine, carta, agglomerati di legno, ).

Ogni listone è composto da una parte inferiore che funge da supporto, da una parte centrale che è formata da un pannello di fibra di legno detto HDF (High Density Fireboard), da una parte superiore a cui viene applicato un foglio decorativo, in grado di riprodurre le venature tipiche del legno ed infine da una superficie trasparente resistente all’usura del calpestio, che permette anche a colore e finiture di non rovinarsi nel tempo.

Quali sono i vantaggi che si hanno scegliendo questa tipologia di parquet?

Il parquet laminato, rispetto alle piastrelle in grès porcellanato, le quali presentano una superficie fredda al tatto, riesce a riprodurre una sensazione di calore più simile al legno.

La tecnica di posa utilizzata è quella flottante senza colla. I listini vengono fissati tra loro attraverso un meccanismo di incastro a click e appoggiati su  un materassino fonoassorbente ed una barriera vapore (foglio di nylon).

Inoltre il laminato può essere  posato su una pavimentazione già esistente, purché livellata, regolare ed asciutta. Una volta posato, non richiede particolari trattamenti.

Grazie ai processi con cui viene prodotto ed alle caratteristiche del film con cui si realizzano le finiture, il parquet laminato è un pavimento resistente sia al calpestio, sia alle grandi sollecitazioni, sia  all’ azione dei raggi UV ed all’ ossidazione. Nelle versioni top di gamma, è idrorepellente e non assorbe l’umidità. Prende fuoco solamente quando è in contatto diretto con la fiamma.

Per la pulizia ordinaria sono necessari un panno bagnato ed un detergente apposito. Si tratta di un pavimento facile da pulire grazie anche alla sua caratteristica di antistaticità (attira poco la polvere) ed al suo strato protettivo che lo protegge da macchie, urti e graffi.

Rispetto ad un pavimento in legno, il costo del laminato può essere inferiore avendo comunque una pavimentazione in grado di riprodurre fedelmente gli effetti del legno e non solo.

Al fine di  avere un buon prodotto ed un’ottima resa estetica è necessario affidarsi a ditte specializzate come noi di Ristruttura Interni che forniamo materiale di prima scelta e di ottima qualità.

Il parquet in legno massello o tradizionale

Il parquet massello viene fornito grezzo e da levigare ed asciugare dopo la posa. Negli anni questa tipologia di parquet mantiene intatta la sua bellezza.

Presenta una composizione in puro legno nobile con spessori che variano da 12 a 22 mm. Le liste, in una vasta gamma di dimensioni e di specie legnose, vengono fornite allo stato grezzo, ossia da levigare e lucidare dopo la posa e prima di essere calpestate.

prezzi del parquet massello ed i tempi per la posa, la levigatura e la verniciatura sono maggiori rispetto ad un parquet prefinito. Prima dell’utilizzo del pavimento,  occorre attendere almeno 40 giorni.

Vuoi realizzare un pavimento in parquet nella tua nuova abitazione? Questa soluzione è pratica, elegante ed adatta ad ogni tipologia di interni.

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Levigatura-Parquet

Quanto costa la levigatura del parquet

Lo scopo della levigatura del parquet,  ha come obiettivo quello di riportare la pavimentazione ad uno stato originario, pregiudicato dall’usura e dal tempo. 
Dunque la levigatura deve essere effettuata solo saltuariamente, con una distanza di almeno 8/12 mesi tra l’ una e l’ altra. Per intervenire ordinariamente sul parquet è sufficiente impiegare prodotti, come ad esempio le cere.

Quanto costa la Levigatura del parquet?

Per procedere con la levigatura di un parquet è assolutamente consigliabile affidarsi a mani esperte e non provare con tentativi fai da te che potrebbero portare all‘inevitabile danneggiamento della superficie in legno.

Per lucidare il parquet serve l’attrezzature adeguate e tanta esperienza nel settore, queste sono dunque, le due caratteristiche da ricercare in un’azienda che opera nel settore. Inoltre, i costi, per niente elevati, variabili a seconda della ditta scelta, si aggirano tra i 20 e i 45 € al mq: questa rappresenta una spesa irrisoria se si considera l’ottimo risultato che raggiungerà il parquet, anche quello più rovinato, dopo il trattamento diventa nuovo e luccicante.

levigatura-parquet-milano

7 passi della Levigatura del parquet

  1. Fase preliminare consiste nel controllare accuratamente il pavimento che deve essere sottoposto a levigatura, al fine di valutare l’eventuale presenza di elementi non ben fissati o rotti, in questo caso si interviene sistemando le doghe o i listelli di parquet prima di procedere alla levigatura.
    Inoltre è indispensabile che la superficie sia sgombra di mobili o di qualsiasi altra tipologia di ostacolo, in caso contrario l’impresa aggiungerà al preventivo al prezzo della levigatura a mq anche lo spostamento dei mobili.
  2. La Sgrassatura la macchina levigatrice  tratta la superficie passando un abrasivo per fasce parallele,  i bordi e gli angolo vengono levigati tramite una levigatrice a rullo o a nastro.
    La prima lamatura si effettua con grana 35/50 per eliminare i vecchi trattamenti e migliorare la superficie del pavimento in parquet; una seconda passata viene eseguita in maniera incrociata rispetto alla prima.
  3. Durante la levigatura si utilizzano abrasivi differenti, di grana più fine (da 80 a 120). Questa è la fase più importante perché in questa fare viene effettuata due/tre volte al fine di avere una superficie perfettamente liscia.
  4. La stuccatura serve a chiudere i pori e le fessure fra i listelli del parquet,queste vengono chiuse con un legante misto a polvere di legno, passato con una semplice spazzola.
  5. la carteggiatura viene eseguita seguendo rigorosamente parallelamente le fibre del legno, in questo caso si utilizza un abrasivo fine al fine di ottenere una superficie ancora più liscia.
  6. La pulizia profonda della superficie in parquet, per mezzo di una levigatura con grana 220;
  7. la finitura del parquet è l’ultima fase, può avvenire per mezzo di vernici, di cera o di oli; i primi serviranno a garantire le caratteristiche di impermeabilità, la seconda di traspirazione, nonostante la manutenzione sarà richiesta più frequentemente, i terzi, oltre ad assicurare la traspirabilità del legno e a richiedere una manutenzione continua, ne valorizzeranno le tinte naturali.
    Abbiamo trattato l’argomento della finitura del parquet in questo articolo: “Finitura a olio, finitura a vernice per il parquet

Conclusioni:

Il parquet è un materiale eterno, solo con la manutenzione ordinaria tramite la cera da farsi una volta al mese e la levigatura parquet da realizzarsi ogni 8/10 anni questo materiale rimane quotidianamente nuovo e caldo, come solo il legno sa essere.
È consigliabile levigare il parquet quando la casa è libera da persone e cose, in questo modo il prezzo della levigatura sara piu basso rispetto allo stesso ambiente ammobiliato.

Finitura-olio-finitura-vernice-parquet

Finitura a olio, finitura a vernice per il parquet

Nella finiture di pavimenti in legno ci sono due grandi categorie di prodotti: la prima sono gli olii e la seconda sono le vernici. Ognuna di queste categorie ha poi delle sottodivisioni che non vanno confuse perchè c’è una enorme differenza in termini di naturalezza dell’aspetto e di resistenza al calpestio, all’abrasione e alla macchia del pavimento in legno.

immagine presa da: “http://cdn-2.tuttopercasa.it”

Ovviamente bellezza e resistenza sono una coperta che se tirata da un lato scopre dall’altra….quindi cercheremo di fare chiarezza in merito a quale finitura sia auspicabile tenendo conto anche della minore manutenzione possibile del parquet: argomento che piace molto alle casalinghe che si apprestano a decidere per quale pavimento optare quale suolo della propria casa.

Finitura a olio

Innanzi tutto gli olii hanno per definizione un aspetto più naturale, sono normalmente impregnanti, ossia penetrano nella fibra del legno, mentre le vernici si dice che “filmano”, ossia formano una pellicola colorata (o trasparente secondo la necessità estetica) sulle plance di legno.

Come produttore di pavimenti prefiniti in rovere il sottoscritto ha una preferenza che accorda le due strade, ossia colorazione ad olio di ultima generazione e poi una finitura a vernice trasparente. Infatti gli olii di ultima generazione sono modificati in modo da essere sovra verniciabili e rifiniti con una pellicola invisibile che conferisce loro una resistenza assoluta. Questa pellicola può essere calibrata in lucentezza o opacità.

pavimor
immagine presa da: “Pavimor Parquet”

Tra gli olii ci sono quelli naturali che si possono rifinire e proteggere con una doppia mano di olio (molto labili), oppure con delle cere (più resistenti) o con una speciale finitura bicomponente che aggiunta all’olio ne indurisce la superficie.

Alcuni prodotti sono olio-cerati, ossia hanno già incorporata nella parte pigmentata del prodotto una quantità di cera liquida che si solidifica in superficie. Infine ci sono vernici olio uretaniche che però conoscono sempre meno successo per via della componente volatile (solvente). In ogni caso sono soluzioni che vanno manutenzionate e ripresi nel tempo e periodicamente (da una volta al mese a una ogni trimestre) con prodotti specifici di manutenzione.

Finitura a vernice

parquet vernciato
immagine presa da: “www.pavimentisulweb.it”

Tra le vernici, finitura che non necessità di manutenzione e si pulisce come una normale pavimentazion, ci sono poi quelle monocomponente e quelle a due componenti…si possono praticamente ottenere colori specifici fino a replicare qualunque tinta della scala Ral….e se diluiti possono avere anche un gradevole aspetto naturale mostrando in trasparenza le venature e le fiamme e i nodi del legno.

Ma solo gli olii enfatizzeranno e mostreranno in tutta la loro naturale spontaneità i disegni che la natura crea in maniera fantasiosa e sempre diversa su ogni plancia del vostro futuro pavimento in legno.

Autore: Parquet Sartoriale

Pavimento in parquet Vs pavimento in laminato

La settimana scorsa abbiamo parlato dei pro e dei contro dei diversi materiali per il pavimento nel nostro articolo “Come scegliere il pavimento per la casa”, oggi approfondiamo il pavimento in legno che contribuisce a conferire agli ambienti un particolare senso di:

• ampiezza;

• raffinatezza;

• calore;

• robustezza,

rendendo gli ambienti accoglienti, con le mille sfumature del legno stesso.

 
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immagine presa da: “www.unikolegno.it”

I processi di stagionatura, in particolare, garantiscono l’inalterabilità, l’esaltazione dei colori, venature e matericità delle singole essenze. Con il parquet si ottengono i migliori risultati in termini di:

• praticità;

• indeformabilità;

• durata nel tempo.

• bellezza;

Finiture per il parquet.

1) La finitura ad olio è quella, solitamente, tradizionale, elastica, resistente e trasparente, realizzando il compromesso ideale tra funzionalità ed estetica.

2) La finitura a cera è quella, invece, che lascia intatto il colore naturale del legno, conservando l’aspetto opaco ed originario della materia utilizzata.

3) La finitura con vernici ecologiche, ed in modo particolare con finitura industriale ad alta resistenza è quella particolarmente indicata per ambienti intensamente trafficati, come uffici a pianta aperta, negozi, corridoi, hall di alberghi e quindi locali pubblici.

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immagine presa da: “encrypted-tbn3.gstatic.com”

E’ ovvio, che nel tempo, occorre affidarsi ad una linea di prodotti specifici per la pulizia e la manutenzione di questi pavimenti.

Tecniche di posa del pavimento.

Pavimentazione sopraelevata, con struttura di sottofondo: questa tecnica è quella classica, dove la struttura di sottofondo può essere flottante o fissata sul supporto, ovvero con o senza incollaggio al sottofondo stesso;

Pavimentazione diretta, posata mediante incollaggio al sottofondo: questa tecnica è molto recente poiché è nata nel 1984, basata sul concetto di supporto a fibre compensate.

La scelta della tecnica di posa in opera più opportuna per l’ambiente che si vuole pavimentare è essenziale, poiché si ottengono:

• elevata stabilità dimensionale dei pannelli;

• riduzione dei giunti di dilatazione;

• tempi di posa in opera più ridotti;

• migliori risultati estetici.

Pavimento in laminato.

 

Il laminato è un prodotto in doghe da posare con semplice incastro, anche sopra ad una pavimentazione pre-esistente.

E’ un prodotto realizzato sempre con materie prime ad alta qualità, ed è resistente all’abrasione, agli urti, all’umidità, alle macchie, alla luce ed alle bruciature di sigaretta.

E’, inoltre, inattaccabile da qualsiasi micro-organismo, non contiene sostanze nocive, ed è facile da pulire e non richiede manutenzione.

Il risultato finale, infine, che scaturisce dall’utilizzo di tutti questi materiali, si ottiene ovviamente:

1. con operai specializzati,

2. con materiali certificati,

ottenendo sensazioni antiche, senza rinunciare alla sicurezza di un materiale di avanguardia.

Abbiamo visto il pavimento in parquet e il pavimento in laminato, anche tu hai scelto come il pavimento il parquet per le camera da letto?

 

Autore: Architetto Daniela Santagata

Inquinamento indoor: l’importanza di pavimenti e rivestimenti certificati

Inquinamento indoor: l’importanza di pavimenti e rivestimenti certificati

Si trascorre il 90% del tempo in ambienti chiusi, 22 ore su 24: per i più piccoli tale spazio è spesso la cameretta. Per questo, considerando che l’aria di una stanza può essere fino a cinque volte più inquinata di quella esterna, è fondamentale sensibilizzarsi sul tema e capire quali sono le fonti che inquinano gli interni.

Tra le soluzioni virtuose, ma facili da mettere in atto, c’è senz’altro la scelta di materiali certificati che sono il risultato di un percorso di ricerca e di innovazione. Spingendosi oltre, si possono valutare interventi un po’ più invasivi, ma dai risultati duraturi, come la sostituzione delle vecchie finestre con quelle nuove che sono efficienti ed intelligenti, azionabili da remoto o in grado di capire, attraverso l’analisi di una serie di parametri relativi alla qualità dell’aria, se occorre avviare il ricambio d’aria.

La lotta all’inquinamento indoor, quindi, trova nell’edilizia un alleato fondamentale anche per rendere la camera dei bimbi un ambiente sicuro e salubre.

Inquinamento indoor prodotto all’interno

Il Ministero della Salute ha classificato le sostanze in grado di alterare la qualità dell’aria in agenti chimici, fisici e biologici. Alcune provengono dall’esterno, ma la maggior parte è prodotta da fonti interne quali gli occupanti della casa (uomini ed animali), la polvere, i materiali edili, gli arredi, gli impianti ed, ultima, l’aria esterna che è veicolo anche dei “classici” inquinanti, quali il monossido di carbonio e le polveri sottili.

Nell’ambito della casa, il Ministero conferma che: “i materiali utilizzati per la costruzione dell’edificio e per l’arredamento possono rappresentare un’importante fonte di inquinamento indoor.

Il problema delle emissioni perdura per tutto il ciclo di vita utile dell’edificio e dipende dalle emissioni di Voc (composti organici volatili) provenienti dai materiali.

Altre potenziali fonti indoor di inquinamento sono i prodotti per la pulizia e per la manutenzione della casa, i prodotti antiparassitari e l’uso di colle, adesivi e solventi. Inoltre, può determinare un’emissione importante di sostanze inquinanti l’utilizzo di device e dispositivi elettrici ed elettronici (stampanti, plotter e fotocopiatrici) e di prodotti quali le colle”.

Fra gli agenti a cui prestare più attenzione, in questo ambito ci sono la formaldeide ed i composti organici volatili, oltre alle fibre minerali sintetiche. Ad oggi, i prodotti per l’edilizia e per l’arredo sviluppati con una particolare attenzione verso la sostenibilità indicano nelle loro etichette i valori presenti di queste componenti.

Quali aspetti considerare nella scelta dei materiali?

Dal punto di vista della salubrità, meglio orientarsi su materiale e stampa sicuri e certificati, quali carte in fibre naturali, polietilene riciclato, fibra di vetro ed inchiostri in sospensione acquosa, ovvero esenti da solventi.

Per quanto riguarda le certificazioni, che variano a seconda del supporto o del sistema, sono da prediligere le seguenti: GreenGuar Gold, VOC A +, FCS, AgBB, Blue Angel e Nordic Swan.

Infine, particolare attenzione merita anche la scelta del disegno e della grafica. E’ meglio preferire qualcosa che possa stimolare la fantasia dei bambini ed “interagire” con loro nei momenti di gioco, e non solo, come se fosse una “finestra” su un mondo fantastico.

Si deve tener conto della personalità dei piccoli: il soggetto della carta da parati deve riflettere il loro modo di essere, i gusti, le passioni e deve rispettare la loro sensibilità.

Per l’applicazione della carta da parati, si consigliano collanti a base di acqua e certificati indoor Air comfort gold, AGBB, Blue Angel, VOC A +, oppure EC1 PLUS.

Materiali fotocatalitici: permettono di realizzare superfici autopulenti  e disinquinanti

Grazie alle sostanze semiconduttrici (diossido di titanio), di cui sono composti, i materiali foto catalitici,  permettono di realizzare superfici disinquinanti ed autopulenti. Hanno inoltre la capacità di assorbire la luce e di conseguenza, per merito della particolare struttura elettronica, di attivare specifiche reazioni chimiche. Una di queste è l’ossidazione di composti inquinanti organici ed inorganici presenti nell’aria o nell’acqua.

Un’altra caratteristica del diossido di titanio è la superidrofilicità fotoindotta che consiste in un’affinità per l’acqua straordinariamente elevata in seguito all’esposizione alla luce solare. L’aspetto interessante, in questo caso, è la possibile rimozione di polvere e depositi atmosferici per mezzo della semplice acqua pura che, grazie all’affinità per la superficie superidrofilica, risulta in grado di rimuovere particelle adese anche senza l’aiuto di detergenti. Oggi sono disponibili sul mercato diversi prodotti di questa classe: vetri autopulenti, cementi e vernici.

Il gres porcellanato: un materiale da rivestimento che offre molte garanzie

E’ una delle scelte più sicure grazie alla sua resistenza, dovuta al processo di lavorazione delle materie prime impiegate (argille ceramiche, feldspati, caolini e sabbia) ed alla cottura ad alte temperature. E’ facile da pulire ed è inalterabile.

Esistono anche versioni con trattamento antibatterico, adatte non solo per ambienti che richiedono particolari caratteristiche di igiene, quali ospedali o ambulatori medici ma perfette anche in ambito residenziali.

Oggi, inoltre, processi produttivi evoluti ed etici, rispettosi dell’ambiente, permettono di impiegare alte percentuali di materiale riciclato, riducendo l’utilizzo di materie prime.

Davvero ampia, infine, la gamma di finiture disponibili: una varietà dovuta alle nuove tecniche di stampa digitale, che rendono stabili colori e decori.

Il parquet: una scelta ecologica

Se si ha cura di optare per legno certificato FSC, ovvero proveniente da foreste a gestione controllata, la scelta del parquet è senz’altro ecologica.

Si tratta di un materiale naturale bello, in tutte le sue varianti, caldo e piacevole al tatto.

Tra i pro, c’è d aggiungere che è anche un ottimo isolante termico ed acustico ed è resistente all’usura. Se si danneggia, è facile anche da rinnovare con la lamatura.

Tra le finiture, eco, ad olio o con vernice all’acqua.

La finitura con gli oli valorizza la struttura naturale del legno. Penetrano nel materiale, lasciando aperti i pori.

Pitture: quali colori e prodotti scegliere?

Oggi il tema dell’inquinamento indoor gode della dovuta attenzione. Nel 2000 l’Organizzazione Mondiale della Sanità, con il documento “The Right to Healthy Indoor Air” ha riconosciuto l’aria interna salubre come diritto umano fondamentale.

Molti produttori si sono adoperati per offrire proposte salubri e spesso problem solving, che non vincolano la creatività. Infatti, malgrado in Italia non sia obbligatorio etichettare le pitture in relazione alle emissioni negli ambienti, come invece lo è in Francia, sono tanti i marchi che sottopongono ai test specifici i loro prodotti per classificarli in Classe A +, la migliore in quanto ad emissioni di Tvoc (composti organici volatili totali).

Per i bambini la cameretta è lo spazio del gioco, ma anche dello studio, la “tana segreta”, il luogo del riposo.

Ciascuna di queste funzioni meriterebbe un colore mirato. Sì, dunque, ad una stanza con pareti di tinte diverse: i bambini sono stimolati da questo ed ognuna concorre al loro sviluppo ed alla loro voglia di imparare. E’ importante creare dei microambienti nella stanza, ricorrendo al colore per delimitare le aree. Il bambino ama vivere in spazi contenuti, riuscendo così ad avere il pieno controllo del luogo e della situazione.

I piccoli crescono e, con loro, anche gusti e necessità. Quindi il colore scelto non può essere “definitivo” ma va modificato nel tempo, assecondando la loro crescita.

Per la prima infanzia sono indicati colori pastello: particolarmente adatti sono il verde, il celeste, il rose tenue ed il rosa cipria, ma non il tono confetto che, essendo molto intenso, ha lo stesso effetto del rosso. Il giallo è positivo, consigliato nella zona studio (aiuta nella concentrazione per lo studio).

L’arancione applicato su una sola parete ha un effetto calmante. Il verde e l’azzurro sono particolarmente indicati per maschi o femmine molto attive, perché inducono il relax e rendono più gradevoli sonno e risveglio.

Sono sconsigliati colori scuri, cupi, tetri in qualsiasi fase dell’infanzia. Generano inquietudine, rendono il sonno difficile e la stanza poco accogliente.

E’ necessario scegliere vernici smacchiabili, superlavabili, a base di titanio selezionato, certificate in classe A +.

Serramenti “intelligenti” per rendere salubri gli ambienti

Il ricambio d’aria è fondamentale quando si tratta della camera dei bambini. Per garantire aria rinnovata costantemente, sono stati messi a punto serramenti “intelligenti”.

Ci sono quelli che hanno sistemi interni in grado di ventilare in modo continuo gli ambienti. Altri dotati di sensori che, in base ai parametri rilevati nell’ambiente (umidità, presenza di Co2, ecc), si aprono e chiudono autonomamente e/o sono gestibili da remot (tramite smartphone).

Pavimenti per interni: un volto nuovo alla tua abitazione!

Pavimenti per interni: un volto nuovo alla tua abitazione!

Durante la ristrutturazione casa,  la scelta del pavimento è una decisione fondamentale da prendere con attenzione. Non tutti i pavimenti sono uguali, né tutti si adattano alle stesse esigenze.

I pavimenti per interni sono elementi strutturali, per cui devono essere solidi e resistenti, ma hanno anche una importante funzione decorativa all’interno della casa.

Sono rivestimenti che devono essere sia funzionali e pratici da mantenere sia belli ed accoglienti per rendere piacevole e gratificante la permanenza in casa.

Tipologie di pavimenti per interni

I materiali utilizzati per realizzare i pavimenti interni sono diversi: dalla ceramica, al legno, al parquet, all’acciaio, alle pietre, resine, cemento e moquette.

  • Pavimenti in ceramica. La ceramica è una delle soluzioni ideali e più diffuse per il rivestimento del pavimento di qualsiasi locale, che sia abitazione o ufficio. 
  • Si tratta di un materiale molto resistente e soprattutto adattabile a qualsiasi ambiente perché si trova nelle più svariate colorazioni.

La ceramica è classificabile in base alla natura della pasta. Si distinguono due tipi: la ceramica a pasta compatta e la ceramica a pasta porosa.

La ceramica a pasta compatta è caratterizzata da una porosità bassa ma è molto resistente a graffi ed agli urti. Ed inoltre è impermeabile. Rientrano in questa categoria la porcellana ed il gres utilizzato come ceramica per pavimenti.

Il gres è una pasta argillosa a cui vengono incorporate specifiche sostanze le quali hanno la funzione di renderla più resistente. Prima di essere usato nella pavimentazione, deve essere sottoposto ad un trattamento di vetrificazione al fine di diventare lucido ed idoneo ad essere usato come lastra da pavimento.

La ceramica a pasta porosa ha una bassa resistenza ai grassi ed è un materiale molto duttile.

Rientrano in questa categoria maioliche e terracotta. Quest’ultima viene creata usando argilla comune.

Per cui, dopo averla cotta, diventa del caratteristico color rosso che la contraddistingue rispetto agli altri tipi di cottura. Il tipo di terracotta che viene usato per rivestire uno spazio più rustico ed intimo, viene ulteriormente ricoperto di materiale vetroso che gli fa assumere un aspetto liscio e brillante.

La lavorazione della maiolica invece è diversa. Essa viene ricavata dall’argilla di cava, la quale successivamente viene smaltata. Al fine di ottenere una buona maiolica, si deve cuocere prima l’argilla e poi il rivestimento dello smalto.

La ceramica utilizzata nei pavimenti ha caratteristiche ben precise, quali conducibilità termica bassa, durezza, resistenza all’usura, impermeabilità, facilità di rimozione delle macchie e dello sporco, nonché resistenza agli acidi.

  • Pavimenti in marmo. I pavimenti in pietre naturali rendono ogni ambiente della casa esteticamente unico.

Il marmo è una pietra naturale molto affascinante ma costoso. E’ la “pietra per eccellenza”, molto utilizzato per la pavimentazione di ogni ambiente sia interno sia esterno.

La classe e l’eleganza del marmo sono impagabili, motivo per cui resta tutt’oggi un materiale in uso nonostante sia costosissimo, non solo per gli alti costi di estrazione e trasporto ma anche per quelli necessari per la lavorazione e la posa.

Operazioni che richiedono manodopera altamente specializzata e sempre più irreperibile.

Le tonalità e le colorazioni del marmo sono svariate: dai classici bianchi, rosa ed ocra sino a colori brillanti quali il verde malakite, il blu lapislazzulo o il rosso damasco.

Le venature ineguagliabili e straordinarie contribuiscono a conferire a ciascuna lastra un aspetto particolare ed un’identità propria.

Utilizzare questo tipo di materiale per la pavimentazione della propria abitazione significa optare per un ambiente di un certo livello, raffinato e di classe.

Solitamente il marmo viene scelto come materiale per la pavimentazione di grandi saloni da pranzo o di ingresso, in abitazioni di un certo prestigio. E’ molto utilizzato anche negli ambienti comuni degli alberghi di lusso a cinque stelle, che lo prediligono anche come materiale d’arredo e pavimentazione dei bagni. Può essere utilizzato anche per pavimentazioni esterne.

La posa di un pavimento in marmo non è semplice. E’ necessario attendere per circa un mese e procedere poi con la levigatura e la lucidatura.

Il marmo necessita di una costante manutenzione e cura nel prestare sempre attenzione ed evitare abrasioni e graffi causati dall’attrito con elementi metallici o comunque duri.

Inoltre si tratta di un materiale non adattissimo ai pavimenti di cucina poiché, benché la superficie venga lucidata resta comunque porosa tendendo ad assorbire i liquidi. In particolare sono proprio le sostanze acide che possono provocare seri danni perché tendono a sciogliere i sali di calcio presenti nel marmo.

  • Il pavimento alla veneziana o palladiana rientra in questa categoria. La posa avviene su una base di cemento e si conclude nell’arco di 24 ore grazie alla cosiddetta tecnica “fresco su fresco”.

Si tratta di pavimenti unici perché totalmente personalizzabili nei decori e colori. Sono adatti a qualsiasi ambiente della casa. Inoltre sono molto resistenti e capaci di assorbire grandi sollecitazioni.

  • Il travertino è un altro materiale utilizzato per realizzare una tipologia di pavimento. Si tratta di una roccia sedimentaria di origine calcarea, la quale si forma con stratificazione di carbonato di calcio unito ad ossidi. E’ un materiale resistente, poco assorbente e duraturo.

Le venature ed i tipici segni che lo contraddistinguono nascondono eventuali macchie che nel tempo e con l’uso potrebbero formarsi. È particolarmente adatto agli ambienti rustici.

  • Il granito è una pietra naturale classificata come roccia eruttiva intrusiva acida, composta essenzialmente da quarzo ed, in quantità minori, da ortoclasio e mica nera.

E’ un materiale di difficile lavorabilità e lucidabilità. Presenta una resa estetica inferiore ma caratteristiche tecniche superiori a quelle dei marmi e dei calcari; a fronte di un peso specifico piuttosto modesto ha un’elevata resistenza all’usura, alla compressione ed all’abrasione.

L’elevata presenza di quarzo lo rende adatto e durevole anche per l’applicazione in ambienti esterni.

Nell’edilizia moderna il granito trova largo impiego soprattutto nelle pavimentazioni, sia interne che esterne e nei rivestimenti esterni.

Negli ambienti domestici viene utilizzato soprattutto per la realizzazione dei piani cottura di molte cucine.

Il granito è disponibile in svariate tonalità che vanno dal bianco al grigio, fino al rosa ed al rosso a seconda della concentrazione di ossido ferrico presente nel materiale. Ogni giacimento avrà dunque una sua colorazione tipica.

  • Pavimenti in PVC: offrono numerosi vantaggi dal punto di vista della posa, dei costi contenuti e della durata.

Un pavimento in PVC è costituito da vinile, ovvero plastica che acquisisce la caratteristica flessibilitá, grazie ad additivi detti plasticizzanti.

Si divide in omogeneo (composto) ed eterogeneo (multistrato). In quest’ultima categoria di identificano tre strati principali: la copertura superficiale che aggiunge lucentezza e lo protegge dall’usura, la salvaguardia dello strato intermedio, la finitura sul retro che determina il tipo di adesivo necessario alla posa in opera e che deve garantire un’ulteriore protezione contro umiditá e muffa.

Per quanto riguarda la posa in opera, sia le lamine che i quadrati in PVC, possono essere incollati al pavimento con un adesivo speciale. Qualora il pavimento in PVC dovesse rappresentare una scelta temporanea, è tuttavia sconsigliato l’uso di adesivi sulle piastrelle poiché rimuovere la colla è piuttosto difficoltoso.

  • Pavimenti in acciaio inox.  Grazie alle caratteristiche di questo materiale, questa tipologia di pavimenti si presta ad essere usata in ambienti dove sono necessarie alte garanzie di igienicità.

La produzione di questi pavimenti è molto flessibile e permette di soddisfare le più svariate esigenze progettuali: i pavimenti inox esistono in un’ampia gamma di formati e dimensioni, che si possono accostare anche alle piastrelle in ceramica già esistenti.

  • Pavimenti in parquet. Si tratta di un’alternativa economica ai pavimenti in legno  sia nel rivestimento degli spazi commerciali, sia in ambito residenziale.

Esistono due tipologie di parquet: quello prefinito, concepito essenzialmente per la posa flottante: le tavole, con spessori tra 6 e 12 mm, sono provviste di incastri che ciascun produttore sagoma in modo diverso; quello laminato che prevede l’inserimento inclinato ed  il successivo innesto a scatto, premendo la tavola in basso.

I  parquet laminati si dividono in due categorie, contraddistinte dalle sigle HPL e DPL. I primi, di maggior pregio, si realizzano con un processo in due tempi che sottopone i materiali a pressione e temperature elevate (High Pressure Laminated), in modo che gli strati risultino indivisibili e compatti. I laminati DPL (Direct Pressure Laminated) si ottengono con pressioni inferiori che fissano gli strati sul supporto in HPL.

Esiste poi anche il finto parquet, il quale, pur essendo più economico, è in grado di durare oltre vent’anni ed è assoggettato ad una normativa europea per il controllo della qualità.

Hai in mente di dare un nuovo volto alla tua abitazione? Scegli la tipologia di appartamento che più si adatta alla tua casa e soddisferemo tutte le tue esigenze! Contattaci!

Cucina-Su-Misura

Ristrutturazione appartamento zona labrate Milano

Lavori eseguiti:

  • Rimozione piastrelle del rivestimento e del pavimento del  bagno con relativo sottofondo per sostituire l’impianto idraulico
  • Rimozione piastrelle del  rivestimento cucina
  • Rimozione pavimento in parquet
  • Rimozione porta interna con relativo
  • Rimozione finestre con relativo falsotelio
  • Rimozione vecchio impianto elettrico
  • Rimozione vecchio impianto idraulico 
  • Fornitura e posa in opera di controtelaio per Serramenti (posa Clima)
  • Fornitura e posa serramenti in PVC
  • Fornitura e posa porte interne interne stile
  • Realizzazione nuovo impianto idraulico per bagno ed  cucina
  • Spostamento termosifoni
  • Fornitura e posa pavimento in Parquet con relativo battiscopa
  • Fornitura e posa piastrelle rivestimento bagno
  • Fornitura e posa di sanitari wc  a terra, bidet a terra e lavabo incassato nel piano, rubinetteria
  • Fornitura e posa climatizzatore daikin dual split. 
  • Realizzazione nuovo impianto elettrico con  centralina nuova, nuovo impianto telefonico e dell’antenna. Placche e frutti serie Bticino Living placcha e frutti neri 
  • Posa in opera Termoarredo in bago 
  • Realizzazione nuovo impianto gas con certificazione
  • Fornitura e posa scaldabagno Outsaid Vaillant
  • Allacciamento carico e scarico cucina
  • Rasatura a gesso su tutte le pareti per uniformale
  • Tinteggiatura completa con pittura super lavabile
  • Realizzazione cotrosoffitto in cartongesso
Arredi passepartout: consigli utili su come allestire spazi esterni della tua casa

Arredi passepartout: consigli utili su come allestire spazi esterni della tua casa

Pensati per resistere alle intemperie ed al sole, i mobili ed i complementi per vivere all’aperto oggi sono così belli che possono essere usati anche negli spazi interni.

Arredi passepartout: dal legno alle fibre naturali, dalla plastica al metallo ed a tessuti hi tech

Le sfumature delle varie essenze rendono ogni mobile un pezzo unico e speciale: persino i segni del tempo possono trasformarsi in un tratto distintivo.

Se si decide di puntare sul legno, non si deve temere di abbinare mobili di specie diverse. Basterà tenere come filo conduttore lo stile oppure il tipo di lavorazione. Le imbottiture fanno la differenza: se il rivestimento è in un’intensa tonalità verde, si sintonizzerà perfettamente con il contesto di piante e fiori. Se si preferiscono toni naturali o i grigi, via libera ai cuscini dal sapore etnico per aggiungere carattere alla zona conversazione. Una lampada da esterni completerà l’insieme.

Pro e contro degli arredi in legno

Legni duri o mediamente duri come teak, iroko, robinia, acacia, eucalipto, sono da preferire perché assorbono naturalmente meno acqua. Meglio però se trattati con prodotti saturatori o con un olio (agiscono riempiendo pori e fibre). Qualunque sia l’essenza, dovrebbe essere certificata FSC (proviene da una filiera di approvvigionamento responsabile).

L’aspetto peculiare di ogni singolo pezzo e la versatilità delle lavorazioni e delle finiture sono imbattibili.

Gli arredi in legno richiedono una manutenzione costante: una volta all’anno vanno passati con olio ed in inverno ritirati in un luogo riparato. Proteggerli con teli in tnt non sempre si rivela efficace, specialmente per periodi lunghi, perché potrebbero formarsi muffe e condense.

Il tavolo in legno è quasi un classico per qualsiasi contesto: per niente scontato, anzi di grande effetto, l’abbinamento con le sedie da regista in una zona pranzo indoor.

Arredi da esterno in fibre

Da sempre usate nell’arredo outdoor, le fibre hanno avuto un boom negli anni Cinquanta. Oggi vivono un momento di revival, merito del loro spirito vacanziero, che riescono a trasferire anche in città.

Un po’ etnici, un po’ coloniali, sono mobili che connotano molto l’ambiente. Per ottenere un effetto passepartout è meglio abbinarli a tessuti chiari, preferendo alle fantasie le tinte unite. Oppure usarli come pezzi unici. Per illuminare, sì a lampade in metallo e vetro.

Bambù, giunco (da cui si ricavano rattan e midollino), kubu (il rattan grigio come viene chiamato in Indonesia) e vimini sono tra le fibre più diffuse per gli arredi da esterno. Si usano al naturale o colorati, ma trattati con prodotti antimuffa ed ignifughi.

Intrecci di fibre: pro e contro

Spesso gli arredi sono manufatti artigianali di tante zone del mondo, dall’Africa all’Indonesia. Quindi pezzi unici, con una storia.

Anche se originariamente concepiti per stare all’aperto, queste fibre naturali temono i raggi diretti del sole e la pioggia. Sono piuttosto delicate.

La sedia con schienale e seduta in rattan è la compagna perfetta per un tavolo in legno, da cui riprende le sfumature.

Arredi passepartout in super plastica a colori

Resine, polimeri resistentissimi, mix caricati con fibre per aumentarne le performance: materiali nuovi che abbinano egregiamente resta estetica e caratteristiche tecniche.

Se si predilige questo materiale per la scelta dei mobili occorre prestare attenzione a colori, finiture e proporzioni. Le finiture superficiali possono essere sia opache sia lucide.

Il loro peso, invece, non è mai un problema, perché indipendentemente dalle dimensioni rimangono maneggevoli. Oltre che nelle tinte accese, hanno un’ottima resa anche declinati in nuances più delicate.

Pro e contro dei materiali sintetici

Perlopiù a base di polipropilene e polietilene (talvolta caricati in fibra di vetro per irrobustirli), talvolta di policarbonato (meno resistente ai graffi), questi arredi assumono una molteplicità di aspetti, anche ad imitazione di quelli naturali, dal legno alle fibre. Inoltre sono solidi, di lunga durata, resistenti e richiedono una minima manutenzione.

Nel tempo i loro colori (soprattutto quelli più scuri) possono perdere in brillantezza ed intensità.

La sedia in plastica con infissi d’epoca e parquet con posa a spina di pesce, è perfetta per completare l’area pranzo in un ambiente classico. Dimostrazione di come la plastica possa essere una scelta dettata non solo da esigenze pratiche.

Arredi passepartout in metallo

Malleabile e flessibile, il metallo mantiene solidità e robustezza anche quando è modellato per ottenere arredi dalle silhouette sottili e poco ingombranti.

Lavorato a listelli sottili o con strutture tubolari, con finiture verniciate o al naturale, in tutte le sfumature di grigio, sono una scelta sicura, che consente poi di arricchirli con i complementi tessili.

In alternativa, colori brillanti che portano allegria e freschezza anche al mini balcone della casa in città. Lo stile? Un mix di tradizione e modernità.

Alluminio ed acciaio inox, seguiti dal ferro, sono i metalli più diffusi per gli arredi outdoor perché uniscono facilità di lavorazione e performance. A parte l’acciaio inox, di per sé robusto, devono essere accuratamente verniciati (a polveri, in particolare quelle poliuretanica e poliestere) oppure sottoposti a zincatura, fosfatazione, cataforesi (procedimenti chimici) in modo da creare un film superficiale che li protegge dagli agenti atmosferici.

Pro e contro degli arredamenti in metallo

Molto resistenti, possono essere lavorati anche in spessori e pesi ridotti, per mobili compatti adatti a piccoli spazi.

Se non adeguatamente trattati, si deteriorano facilmente.

Arredi passepartout con tessuti hi-tech

Visivamente leggeri, gli arredi in metallo rivestito consentono di realizzare anche abbinamenti inconsueti, mixando più colori vivaci. L’importante è introdurre anche un complemento che raccordi tutti gli elementi, come un tappeto (sarebbe la scelta ottimale) o qualche cuscino (sempre più di uno) in fantasia, etnica o floreale oppure a tinta unita.

I tessuti sono perlopiù costituiti da fibre acriliche tinte in massa, come dralon con trattamento teflon antimacchia e batyline, fibra di poliestere protetta da un rivestimento in pvc.

Leggeri, idrorepellenti ed anti Uv, sono anche indeformabili ed antimuffa. Le imbottiture sono di norma realizzate in poliuretano espanso, come quelle per l’indoor.

Pro e contro degli arredi in metallo rivestito

Resistono agli agenti atmosferici mantenendo i colori inalterati anche se esposti al sole e non si rovinano neanche per l’azione di muffe e microrganismi, normali conseguenze del contatto con l’acqua. Semplice anche la manutenzione: basta pulire con un sapone neutro.

L’unico svantaggio è rappresentato dal prezzo, che in certi casi può essere elevato.

Il tavolo rotondo con le poltroncine abbinate potrebbe rendere meno scontata una semplice cucina total white. Di dimensioni contenute, è adatto a piccoli spazi e le sedute personalizzano un arredo minimal.

Il Bonus verde: la spesa si detrae

Una buona notizia per chi vuole allestire il proprio spazio all’aperto, che si tratti di giardino, terrazzo o balcone: anche per il 2019 è prevista la possibilità di usufruire del cosiddetto “Bonus verde”.

Si tratta della detrazione Irpef del 36% da ripartire in dieci quote annuali di pari importo. Si calcola su un importo massimo di 5.000€ per unità immobiliare, comprensivo delle eventuali spese di progettazione e manutenzione.

Le opere interessate sono:

  • Aree scoperte (giardini, terrazzi e balconi) private di edifici, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
  • Realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili

Il pagamento delle spese deve avvenire attraverso strumenti che consentono la tracciabilità delle operazioni (come bonifico bancario o postale).

Ne beneficia chi possiede o detiene l’immobile oggetto degli interventi. La detrazione massima è di 1.800€ per immobile.

Il bonus verde spetta anche per le spese sostenute per interventi eseguiti sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, fino ad un importo massimo complessivo di 5.000€ per unità immobiliare ad uso abitativo. In questo caso, ha diritto alla detrazione il singolo condominio nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.