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Cosa sono i Mobili Passanti? Strategie per (non) suddividere lo spazio

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Cosa sono i Mobili Passanti? Strategie per (non) suddividere lo spazio

Le nostre case tendono sempre di più ad unire gli ambienti piuttosto che a separarli. Spesso per esempio la zona giorno consiste in un unico spazio comprendente al suo interno ingresso, cucina, zona pranzo e soggiorno.

Talvolta anche la parte benessere del bagno, ovvero la vasca o la zona con il lavabo, formano un tutt’uno con la camera da letto. Oppure per esempio capita, per esigenze di spazio, che lavanderia e bagno siano uniti.

Come possiamo garantire ad ogni ambiente la sua privacy e la sua identità? Come possiamo tenere separate alcune funzioni che per necessità nelle nostre case si trovano a condividere lo stesso spazio?

I mobili passanti possono essere un’ottima soluzione, soprattutto in presenza di spazi ridotti. Ma cosa sono? Si tratta di arredi bifacciali, accessibili da entambi i lati che vengono disposti in maniera libera all’interno di uno spazio, ovvero non appoggiati a muro e che hanno la funzione di separare in maniera parziale due ambienti.

Sono validi sostituti di pareti e divisori fissi, quando non strettamente necessari, e rispetto ad essi consentono di filtrare la luce, generare una sensazione di continuità visiva all’interno dello spazio ed essere più funzionali poichè utilizzabili come arredi.

Esistono numerose varianti di mobili passanti, vediamo quali sono i più diffusi sulla base di alcune caratteristiche formali e funzionali.

Dal punto di vista delle caratteristiche formali dei mobili passanti, possiamo classificarli in due tipologie: fissi o spostabili autoportanti.

Mobili passanti fissi

Si tratta di uno dei tipi che più ricalca le sembianze di una parete, infatti risultano spesso alti fino al soffitto, ancorati ad una parete, e composti da una struttura fissa, non spostabile.

Questo tipo di mobile solitamente è realizzato su misura, dovendo rispettare le caratteristiche dell’ambiente in cui è inserito e può essere realizzato in diversi materiali.

Può essere composto da una struttura di profili metallici e cartongesso, oppure può essere composto da tubolari metallici o rivestiti in legno ancorati a pavimento o a soffitto e intervallati da mensole.

Mobili passanti spostabili autoportanti

Si tratta di un tipo di mobile che può essere realizzato su misura o acquistato in commercio, solitamente non arrivano al soffitto ed hanno la caratteristica di essere autoportanti. Dunque non necessitano l’ancoraggio ne alla parete ne a soffitto, possono essere spostabili e collocabili a proprio piacimento nell’ambiente.

Possono essere realizzati in svariati materiali, in metallo o legno per esempio, purchè ne garantiscano la stabilità. Costituiscono una soluzione versatile per chi non vuole vincolarsi con scelte definitive e ama rinnovare spesso l’aspetto del suo appartamento.

Come usarli?

Dal punto di vista delle caratteristiche funzionali dei mobili passanti, quest’ultimi possono avere un’utilità più o meno definita, alcuni possono essere puramente decorativi, e magari separano semplicemente uno spazio dall’altro senza aggiungere nulla di più a questa loro funzione.

Altri invece possono essere dei veri e propri arredi multifunzionali. Vediamo come, all’interno delle vostre case, possono essere utilizzati, a seconda delle vostre esigenze.

Mobile passante ingresso

È molto efficace utilizzare un mobile passante per separare ingresso e soggiorno, entrando in casa o uscendo, è importante avere a disposizione una zona filtro, come l’ingresso, che ci permette di svolgere tutte quelle attività che segnano il passaggio da dentro a fuori casa (o viceversa).

Per esempio metterci le scarpe, il cappotto, raccogliere le chiavi e la borsa o lo zaino. Un’idea può essere quella di creare un mobile passante con una seduta, magari integrata con una scarpiera sottostante, e alcuni appendiabiti o ripiani sopra lo schienale.

Questo mobile oltre a schermare la vista di chi entra dall’ambiente successivo, ci aiuta nelle attività quotidiane di ogni giorno, fornendoci uno spazio organizzato e versatile.

Mobile passante soggiorno

La soluzione senz’altro più utilizzata è quella di usare un mobile passante nella zona giorno, per separare zona pranzo da soggiorno o soggiorno da cucina.

In base alle esigenze il mobile può essere dotato di ripiani che lo trasformino per esempio in una libreria, oppure se abbiamo bisogno di riporre degli oggetti ad esempio piatti o stoviglie in generale, potrà avere dei vani chiusi da ante opache o trasparenti, come una credenza.

Il mobile passante in soggiorno può anche essere integrato con un camino bifacciale, che in questo modo risulta fruibile mentre siamo seduti a tavola o quando riposiamo sul divano, creando una soluzione scenografica e moderna. O ancora si può usare un mobile passante come mobile tv, se per esempio non abbiamo una parete dove appoggiare la tv oppure vogliamo che la nostra tv sia ruotabile.

Mobile passante camera da letto

Se si ha una camera da letto con bagno annesso può essere comodo separare nettamente la parte tecnica del bagno (ovvero wc e bidet, doccia) da lavandino o vasca.

Queste ultime, che non necessitano di particolari esigenze tecniche possono invece essere unite alla zona notte. Per esempio è possibile schermare la vasca, magari free standing, dalla camera soltanto con un mobile passante decorativo o dotato di specchio bifacciale che dal lato della zona notte ospiti magari una consolle mentre dal lato della vasca contenga il lavandino.

Si può usare un mobile passante anche per creare due camere per i bambini da un’unica stanza da letto: se abbiamo poco spazio, ma vogliamo dare ad ognuno la propria privacy questa è un ottima soluzione.

Il mobile passante può essere costituito per esempio da una struttura contenente armadiature o ripiani per i giochi o i libri.

Mobile passante bagno-lavanderia

Se abbiamo invece l’esigenza di creare uno spazio lavanderia all’interno del nostro bagno, ma non vogliamo dividere in maniera netta i due ambienti, un mobile passante può essere una buona idea.

Il mobile avrà la funzione di separare le due zone, magari avremo l’esigenza di nascondere lo spazio lavanderia, senza però impedire che la luce naturale filtri, fondamentale in questo spazio.

Si potrà utilizzare un mobile passante dotato di ripiani, in parte dotati di ante a formare dei contenitori per riporre ad esempio detersivi o salviette e in parte invece lasciati semplici per ospitare oggetti di uso quotidiano o magari candele o una pianta da interni.

Dunque avete poco spazio in casa? Volete una soluzione versatile e originale? Allora il mobile passante fa proprio per voi!

mobili-salvaspazio

Mobili salva spazio

Negli ultimi anni, soprattutto a Milano, le dimensioni degli appartamenti sul mercato sono sempre più ridotte.

Gli spazi in cui viviamo stanno subendo una contrazione dovuta ai cambiamenti sociali in atto, rispetto ad alcuni decenni fa passiamo molto meno tempo nelle nostre abitazioni e molto di più nei luoghi di lavoro, in palestra, nei centri commerciali, in vacanza.

Si sono modificate anche le nostre abitudini nelle attività casalinghe e quindi stanno scomparendo alcune caratteristiche tradizionali della casa come la separazione tra soggiorno, cucina e ingresso ora spesso riuniti in un unico ambiente.

Sono sempre meno presenti ripostigli e lavanderie, integrati con arredi in altri spazi della casa, nel primo caso perché gli oggetti che si riponevano in questi locali sono diventati sempre più compatti e tecnologici e necessitano di meno spazio. Nel secondo caso perché ormai le lavanderie nelle nostre case, sempre che non facciamo uso di servizi esterni, si riducono a lavatrici e asciugatrici.

Gli ambienti interni delle case devono essere fluidi e continui e vengono riorganizzati, sfruttati al massimo in un’ottica di economia sui metri quadri; in questa situazione ogni accorgimento che ci fa risparmiare spazio è fondamentale. I mobili salva spazio sono un esempio e si stanno sempre più diffondendo, grazie a progetti su misura l’architetto riesce a fornire soluzioni funzionali e esteticamente gradevoli. Ma cosa sono di preciso?

Mobili salva spazio

Si tratta di arredi fissi e non, compatti che spesso hanno una o più funzioni e che possono essere quindi utilizzati in modi diversi a seconda delle esigenze.

Scale attrezzate

L’elemento della scala è fondamentale, ci permette di andare da un piano all’altro della nostra casa, ma spesso mi sono sentita dire: “Questa scala mi porta via un sacco di spazio!” Come poterla sfruttare al meglio?

Se abbiamo una scala in linea la soluzione migliore è sfruttare lo spazio sottostante come libreria o armadiatura, in questo modo non solo non dovremo più preoccuparci della polvere che vi si accumula, ma guadagneremo uno spazio in più nella nostra casa.

La struttura della libreria/armadio può essere realizzata in legno, in metallo o in cartongesso e può essere dotata di vani chiusi o aperti a seconda delle vostre esigenze.

Un’altra soluzione è quella di attrezzare le alzate dei vostri gradini con cassetti estraibili, per riporre ad esempio scarpe o altri oggetti di uso quotidiano.

Tavoli a ribalta, a consolle o estraibili

Al giorno d’oggi è molto frequente che la zona pranzo più formale sia integrata con la zona giorno e che la cucina abbia una zona pranzo più informale utilizzata quotidianamente.

Spesso capita di avere a cena ospiti e la necessità è quella di avere più posti a tavola e di poter mangiare in un’ambiente ordinato e non in cucina.

I tavoli a ribalta e i tavoli a consolle sono un’ottima soluzione se avete poco spazio e non volete occupare metà del vostro soggiorno con un tavolo che userete si e no una volta a settimana.

I tavoli a ribalta sono fissati a muro e da chiusi assomigliano a un mobile con scaffale, alzando (o abbassando) la parte frontale si ottiene un tavolo con gambe estraibili.

I tavoli consolle sono invece poco profondi appoggiati a muro, utilizzabili come scrivanie o come semplici piani d’appoggio, che possono essere trasformati in veri e propri tavoli da pranzo.

I tavoli estraibili invece sono facilmente utilizzabili in cucina al posto del tavolo che utilizziamo quotidianamente, si tratta di ripiani estraibili da mobili della cucina che consentono di liberare lo spazio dell’ambiente dalla presenza fissa di un tavolo da pranzo.

Armadi in nicchia

Capita spesso nelle nostre case di avere degli spazi di risulta, magari derivati da un corridoio più largo del necessario o da pilastri che sporgono rispetto ai muri, che ci sembrano sprecati e che vediamo come difetti.

In realtà questi spazi hanno grandi potenzialità, è sempre possibile creare in queste nicchie o riseghe degli armadi contenitori che vanno da terra fino a soffitto e che vengono mascherati nella parete, quasi fossero parte di essa. Possono essere utilizzati come guardaroba, come ripostiglio, come scarpiere a seconda dell’uso che vogliamo farne e della loro disposizione all’interno della casa.

Letti contenitori e letti armadio

Anche in camera da letto possiamo sfruttare al meglio lo spazio, per esempio scegliendo un modello di letto contenitore.

In questo modo potremo sfruttare lo spazio sottostante la rete e il materasso per riporre biancheria da letto, borse e valigie o ciò che non entra più nei nostri armadi e allo stesso tempo non dovremo più fare acrobazie per pulire il pavimento sottostante al letto.

Un’altra buona soluzione per sfruttare lo spazio notte, ad esempio quello dei bambini o dell’eventuale camera per gli ospiti, è quella di inserire un letto armadio.

Si tratta di letti a ribalta che da chiusi assomigliano a dei veri e propri armadi e quando vi è la necessità vengono aperti, abbassati e attrezzano lo spazio con un altro letto.

Lavanderia a scomparsa

Come già accennato in precedenza la lavanderia è una stanza che sta lentamente sparendo dalle nostre case, eppure necessita ancora del suo piccolo spazio possibilmente lontano da occhi indiscreti, si tratta pur sempre di un ambiente di servizio.

Una buona idea è quella allora di integrare la lavanderia nel bagno principale o anche in corridoio/disimpegno, inserendola in un armadio.

Aprendo le ante dell’armadio si potranno avere lavatrice e asciugatrice, magari una sovrapposta all’altra, per esempio affianco un lavatoio oppure un asse da stiro a ribalta.

In questo modo dall’esterno la vostra lavanderia non assomiglierà altro che ad un armadio, ma avrete un posto organizzato e pratico per utilizzarla ogni volta che ne avrete bisogno.

Con questo stesso principio funzionano le cucine a scomparsa, molto funzionali per monolocali o per creare una cucina secondaria.

Mobili passanti

Approfondisci l’argomento sui mobili passanti leggendo l’artico dedicato esclusivamente a questa tipologia di mobili : “Cosa sono i Mobili Passanti? Strategie per (non) suddividere lo spazio

Conclusioni

I mobili salvaspazio sono una valida soluzione se abbiamo appartamenti dalle dimensioni ridotte o se vogliamo semplicemente sfruttare al massimo lo spazio delle nostre case.

Ci permettono di integrare una o più funzioni nello stesso arredo, evitando inutili sprechi.

Quale di queste soluzioni fa al caso vostro?

Ristrutturare un loft

Introduzione

Durante la ricerca di un appartamento può capitare di trovarsi di fronte a edifici industriali ristrutturati e riconvertiti in abitazioni. Si sta sempre più diffondendo la filosofia di riconvertire edifici dismessi e abbandonati in nuovi edifici che ospitino appartamenti. Questo tipo di scelta favorisce la riduzione del consumo di suolo, perché non viene costruito un edificio da zero, e allo stesso tempo permette di riutilizzare spazi e manufatti costruiti che altrimenti giacerebbero inutilizzati e abbandonati. Gli appartamenti che vengono ricavati da edifici di questo tipo, di i solito uno spazi industriali o commerciali dismessi vengono chiamati  loft.

Origini del loft

La parola loft, ormai entrata nel nostro vocabolario, in inglese significa solaio/soffitto, le prime esperienze di realizzazione di loft risalgono agli anni ’70 del Novecento e traggono origine dall’allestimento di case-atelier da parte di artisti americani nei pressi di New York. In questa città in quell’epoca abbondavano infatti edifici industriali dismessi, temporaneamente o non, e gruppi di persone iniziarono a trovare affascinante l’idea di poter abitare uno spazio industriale.

Cos’è un loft?

Il loft è un’abitazione ricavata da un ambiente unico, di solito uno spazio industriale o commerciale dismesso di notevole superficie, caratterizzato da quasi totale assenza di divisori e da altezze interne maggiori rispetto agli immobili costruiti a uso residenziale e maggiori superfici finestrate, con inserimento di soluzione di arredo particolarmente personalizzate. Comunemente si usa il termine loft anche per connotare un appartamento di metratura piuttosto ampia che segue lo stesso stile dei loft nell’utilizzo e nell’organizzazione aperta degli spazi interni.

Il progetto di un loft

Il ruolo degli esperti

È piuttosto evidente che per ristrutturare o progettare un loft è necessaria la presenza di un team di esperti, primo fra tutti un architetto di interni, che possa guidarvi nel fare le giuste scelte ed ottenere un risultato ben realizzato. Trattandosi infatti della ristrutturazione di edifici commerciali o industriali, è fondamentale affidarsi a persone competenti che possano in primis appurare la fattibilità della riconversione funzionale dell’edificio, ovvero il cosiddetto cambio di destinazione d’uso. Successivamente sarà compito del team di esperti redigere un progetto che renda lo spazio abitabile, che rispetti dunque le norme d’igiene e del regolamento edilizio riguardanti gli spazi destinati alla permanenza di persone.  Infine lo stesso gruppo di progetto dovrà espletare tutte le pratiche comunali richieste e allo stesso tempo definire un progetto esecutivo che tenga conto degli aspetti tecnico-energetici e strutturali dell’edificio. Infatti trattandosi di un edificio industriale o commerciale la sua funzione originaria non riguardava l’ospitalità di persone, dunque le sue caratteristiche prestazionali a livello energetico non è detto che soddisfino i requisiti che un’abitazione deve avere.

Immagine tratta da www.pixabay.com

Lo spazio interno

Lo spazio di un loft è solitamente caratterizzato da tre fattori principali, abbondanza di luce naturale, ampie altezze e ambienti connessi tra loro.

Luce

Grazie alla presenza di ampie vetrate o di lucernari, che originariamente servivano per poter garantire la corretta illuminazione a chi lavorava all’interno di questi spazi, la luce naturale permea facilmente lo spazio interno di un loft. Questa caratteristica rende questi spazi estremamente luminosi di giorno e garantisce una visuale verso l’esterno privilegiata.

Altezza

I loft hanno spesso altezze interne notevoli che superano i quattro o cinque metri, questo perché precedentemente ospitavano macchinari o attrezzature che necessitavano di spazi di manovra ampi. La notevole altezza interna può essere sfruttata in moltissimi modi, in questo articolo vi avevo già dato qualche idea in merito. E’ molto frequente che nei loft si abbiano ambienti a doppia altezza, ad esempio una zona giorno a tutta altezza all’interno del quale affaccia un soppalco che ospita le zona notte. L’ampia altezza interna conferisce all’ambiente ariosità e spaziosità e anche la luce naturale si diffonde in maniera più omogena.

Ambienti connessi tra loro

Se le altezze interne notevoli consentono di connettere in maniera fluida gli spazi in senso verticale, la riduzione al minimo delle partizioni verticali interne permette di connettere allo stesso modo gli ambienti in senso orizzontali. Gli spazi delle ex fabbriche erano infatti il più possibile libere da divisioni interne o pilastri perché magari ospitavano magazzini o locali che dovevano rimanere il più unitari possibili per poter lavorare. Il fatto che al momento di ristrutturare un loft la superficie si presenti poco frammentata è utile per poter pensare ad un progetto e ad una distribuzione che non deve tener conto di una presenza massiccia di pilastri e muri portanti. Anche il progetto del nuovo spazio spesso tende a ridurre al minimo le partizioni verticali, presenti solo dove è strettamente necessario, come negli spazi più privati. Dunque gli spazi interni fluiscono liberamente uno nell’altro, la zona giorno ospita in un unico spazio ingresso, soggiorno, sala da pranzo e cucina, e lo spazio può essere suddiviso all’occorrenza in zone separate attraverso l’uso di partizioni leggere come pareti mobili. Oppure può essere contraddistinto dalla presenza di mobili passanti, di cui vi ho già parlato in questo articolo, che suddividono solo parzialmente lo spazio. Anche la scelta dell’arredo è più libera in spazi di tali dimensioni, si può infatti optare per ampi divani o cucine ad isola o camere da letto con vasca a vista.

Le caratteristiche estetiche

Un loft può essere progettato cercando di ricreare l’atmosfera originaria, quella di una fabbrica, utilizzando ad esempio lo stile industrial, oppure la sua natura può essere reinterpretata in chiave attuale, adottando lo stile minimal-moderno. In entrambi i casi si avranno a disposizione ampie superfici sia a pavimento che a soffitto, che sarebbe ottimale trattare con continuità in modo da enfatizzare l’unitarietà dello spazio.

Conclusioni

Se vi affascinano gli spazi industriali dimessi, con le loro ampie vetrate e amate gli spazi ariosi ristrutturare un edificio dimesso e trasformarlo in un loft potrebbe essere la scelta giusta! Ricordatevi però che non potete affrontare questa operazione senza l’aiuto di un team di esperti, perché è necessario un attento controllo di tutti gli aspetti che riguardano il progetto. Alla fine dei lavori avrete uno spazio altamente personalizzato, con ambienti con caratteristiche totalmente fuori dall’ordinario. Lo spazio interno di un loft ha infatti moltissime potenzialità, grazie alla sua spazialità e alla grande presenza di luce naturale, può essere progettato con grande libertà e dare origine a risultati notevoli.

Ristrutturare appartamento di piccole dimensioni

Molto spesso durante l’acquisto di una casa vengono scelti appartamenti di piccolo taglio, con il modificarsi degli stili di vita e con il mutamento della grandezza del nucleo famigliare non sono infatti più molto diffusi appartamenti caratterizzati da ampie metrature.

Soprattutto nelle città, come Milano, appartamenti di grandi dimensioni sono piuttosto costosi, si opta dunque per l’acquisto di monolocali o bilocali, anche in vista del fatto che ormai si passa sempre meno tempo in casa e sempre di più nel luogo di lavoro o comunque fuori casa o ancora in viaggio.

Cerchiamo di capire assieme quali sono le buone regole per ristrutturare un appartamento di piccole dimensioni.

nelle città, come Milano, appartamenti di grandi dimensioni sono piuttosto costosi, si opta dunque per l’acquisto di monolocali o bilocali, anche in vista del fatto che ormai si passa sempre meno tempo in casa e sempre di più nel luogo di lavoro o comunque fuori casa o ancora in viaggio.

Cerchiamo di capire assieme quali sono le buone regole per ristrutturare un appartamento di piccole dimensioni.

Obiettivi

Innanzitutto, quando si possiede o si è recentemente acquistato un appartamento di dimensioni ridotte è bene individuare quali siano i nostri obiettivi.

Dunque chi abiterà la casa, se una coppia, due amici, o una coppia con un figlio. Una volta compreso lo spazio di cui necessiteranno gli inquilini dell’appartamento, ad esempio il numero delle camere e dei bagni, è il momento di cercare di sfruttare al massimo lo spazio che si ha a disposizione.

Distribuzione dei vari spazi

In una casa di questo tipo è fondamentale studiare al meglio la distribuzione dei vari spazi, in questo un architetto di interni può esservi di aiuto, fornendovi il giusto supporto per la realizzazione di un progetto pensato su misura per il vostro appartamento.

Nel predisporre una corretta distribuzione dei vari spazi bisogna ad esempio ottimizzare quelli che sono i luoghi di connessione tra una stanza e l’altra, ad esempio corridoi, disimpegni, anticamere.

In un appartamento di piccole dimensioni, questi spazi dovrebbero essere ridotti al minimo e se proprio è necessaria la loro presenza, bisognerebbe dare loro una funzione aggiuntiva a quella canonica di spazio di passaggio.

Vediamo di rendere più chiaro questo concetto fornendo un esempio pratico.

Nella maggior parte dei regolamenti edilizi e in quelli di igiene è necessaria la presenza di un antibagno tra la cucina e il bagno, dunque uno spazio filtro che faccia da mediatore tra questi due ambienti.

Essendo il disimpegno obbligatorio, si può pensare di attrezzarlo con armadiature e vani a giorno per poterlo sfruttare come dispensa o ripostiglio.

A proposito di quest’ultimo, raramente in un appartamento di piccole dimensioni avrete a disposizione una stanza dedicata a riporre gli oggetti che usate saltuariamente.

Ecco dunque che bisogna ingegnarsi per sfruttare ogni angolo della casa e per poter trovare a tutti quegli oggetti che solitamente vengono collocati in un ripostiglio un luogo adatto, ad esempio il disimpegno.

Immagine tratta da www.pixabay.com

Spazi polifunzionali

Un’altra caratteristica degli appartamenti di piccole dimensioni è quella di integrare in una stanza una o più funzioni.

Un classico esempio in questo senso è l’unione di ingresso, cucina, sala da pranzo e soggiorno in un unico ambiente. Eliminando partizioni verticali lo spazio sembrerà più grande e la distribuzione all’interno della zona giorno migliorerà notevolmente.

Nel caso di un monolocale la zona giorno comprenderà anche quella notte e magari sarà suddivisa da essa da un semplice mobile passante o da una partizione mobile, ad esempio una tenda o una parete scorrevole. Per arredare spazi polifunzionali sono molto indicati proprio i mobili passanti, di cui vi ho raccontato in maniera più approfondita qui.

Questi mobili permettono sia di suddividere lo spazio senza utilizzare muri o partizioni verticali fisse, sia essendo bifacciali di poter sfruttare il mobile in maniera diversa dai due lati.

Nel caso di un bilocale invece avremo la zona notte in una stanza dedicata, ma magari anche questa stanza potrà avere la doppia funzione di camera da letto e studio.

Nel progettare uno spazio polifunzionale ciò che è più importante è scegliere con cura l’arredo e verificare che sia funzionale e pratico nel poco spazio che abbiamo a diposizione.

Ad esempio per creare una piccola zona studio all’interno della camera da letto, possiamo pensare ad un tavolo a consolle allungabile all’occorrenza o ad un ripiano a ribalta, entrambi sono molto indicati anche per la creazione di una zona pranzo all’interno della zona giorno.

Vi avevo già parlato in questo articolo dei mobili salvaspazio, assolutamente necessari quando si ha un appartamento di piccole dimensioni.

Sfruttare al massimo lo spazio

Ogni centimetro quadro di spazio è importante nel vostro appartamento, dunque se per esempio avete soffitti molto alti potete pensare di sfruttare la doppia altezza del vostro ambiente creando soppalchi o pedane.

Qui trovate alcuni consigli specifici in merito. Una delle stanze la cui progettazione non va trascurata in questo senso, ovvero nell’ottica dell’ottimizzazione degli spazi è il bagno.

Questo ambiente così come disimpegni e corridoi è uno di quegli spazi che, da regolamento edilizio o di igiene, può avere un’altezza di due metri e quaranta, invece che i canonici due metri e settanta.

Perché dunque non sfruttare lo spazio in più in altezza con la creazione di un soppalco attrezzato o mensole.

In questo modo avrete a disposizione uno spazio ripostiglio in più, dove stivare tutti quegli oggetti che solitamente vengono collocati nel ripostiglio.

La consulenza di un architetto

Quando si acquista un appartamento di piccole dimensioni è importante affidarsi ad un esperto, ad esempio un architetto di interni, che grazie alla sua esperienza può realizzare un progetto che sfrutti al massimo ogni centimetro quadro di spazio.

Una delle sfide più importanti in un appartamento di piccole dimensioni, è proprio quella di far rientrare in una metratura ridotta tutte le funzioni che solitamente una casa ospita e garantire una vita agevole a chi abiterà quello spazio. Un errore comune è poi quello di pensare di riadattare tutti i mobili che si possedevano in precedenza nella nuova casa.

Ma un appartamento di piccole dimensioni ha bisogno di un arredo studiato apposta per poter esprimere tutte le sue potenzialità, dunque arredi come mobili salvaspazio o passanti, che possono essere realizzati su misura oppure ricercati in negozi di arredamento.

Anche in questa fase la presenza di un architetto di interni è fondamentale perché vi aiuterà nella scelta dell’arredo più adatto in base alle caratteristiche dell’appartamento e alle vostre esigenze.

Conclusioni

Avete un appartamento di piccole dimensioni da ristrutturare? Niente paura perché grazie a questi consigli e all’aiuto di esperti potrete ottenere grandi risultati!

Arredare in stile vintage

Qualche tempo fa vi ho parlato dell’arredamento in stile moderno e minimal, citandolo tra uno degli stili più in voga del momento. Esistono tuttavia altri stili spesso utilizzati nell’arredo di case da ristrutturare, uno di questi è l’arredo vintage. Come si caratterizza questo modo di arredare e progettare gli spazi? Vediamo di analizzare i suoi tratti tipici.

Che cos’e’ il Vintage?

Gli arredi identificati con l’aggettivo “vintage” sono strettamente legati ad un preciso arco temporale, sono tutti quei pezzi di arredamento che sono vecchi almeno 10-20 anni e fino ad un massimo di 90 anni.

Gli oggetti vintage si devono differenziare da quelli antichi, che hanno almeno 100 anni. Il termine “antico” si può poi applicare fino ad oggetti fino all’800 AC. E’ importante dunque sottolineare quali oggetti possono essere definiti vintage, e quali no.

Ad esempio oggetti come mobili d’antiquariato possono sembrare vintage ma in realtà non lo sono, perché non si tratta di pezzi unici arrivati fino ai giorni nostri, ma piuttosto di oggetti di nuova produzione che assomigliano (o per lo meno tentano di farlo) a quelli originali.

Il termine “retrò” descrive proprio oggetti come questi, ovvero qualcosa che è nuovo, ma si basa su un design già esistente.

Arredo, il protagonista indiscusso

Sicuramente un ruolo chiave nelle case in stile vintage, lo gioca proprio l’arredo, sia fisso che non. Il materiale prediletto per gli arredi vintage è il legno, con le sue tonalità calde.

Un pezzo che non può mancare nell’arredo vintage è per esempio la classica credenza, che può essere utilizzata in svariati modi, in soggiorno come mobile tv o d’appoggio oppure in camera da letto come cassettiera. Un altro mobile piuttosto utilizzato è la libreria a tutta altezza, di cui vi ho già parlato nell’articolo dedicato ai mobili passanti.

Si tratta di una libreria che va da terra a soffitto, costituita da montanti fissati a pavimento e a soffitto e con mensole e vani che possono essere a giorno ovvero aperti e senza fondo oppure invece chiusi. Una libreria di questo tipo può essere fissata a muro oppure dividere uno o più spazi ad esempio il soggiorno dalla cucina, o la sala da pranzo dal soggiorno.

Altri complementi d’arredo usati di frequente nelle case in stile vintage sono ad esempio scrittoi o tavolini bassi da salotto, ma l’arredo in stile vintage coinvolge ad esempio anche i radiatori. Chi di voi non ha in mente nelle case di una volta i vecchi caloriferi in ghisa con i piedini dalle linee pulite essenziali?

Anch’essi sono un must dell’arredamento in stile vintage. Gran parte dell’atmosfera vintage è data poi dalla scelta sapiente degli accessori, uno specchio, una stampa incorniciata, un vaso e qualche pianta che dona il tocco green alla casa.

Illuminazione, creare la giusta atmosfera

Un’altra caratteristica importante delle case arredare in stile vintage viene data dai corpi illuminanti, ovvero le lampade che danno luce alle varie stanze. Una luce gialla e intensa è tipica dello stile vintage, magari non illumina l’intero ambiente, altrimenti risulterebbe veramente troppo presente, ma piuttosto una zona particolare della stanza.

Le lampade da terra o quelle da lettura, da posizionare su un tavolino o comodino, sono molto indicate per creare un’atmosfera fortemente suggestiva e che richiama un mondo di altri tempi.

Colori, osare con eleganza

Una componente fondamentale dello stile vintage e delle case arredate con questo stile è il sapiente utilizzo dei colori. Si tratta per lo più di colori dai toni decisi e brillanti, non di rado vengono utilizzati anche toni scuri che mettono in risalto gli arredi e creano un piacevole contrasto cromatico.

La palette di colori utilizzata è molto varia e predilige toni caldi, accostati a qualche tono freddo, piuttosto che neutri; è importante ricordare che questo tipo di toni hanno il potere di riempire visivamente la stanza e di caricarla di accenti cromatici molto forti. Bisogna dunque scegliere con cura la palette colori senza esagerare, per non sovraccaricare l’ambiente.

Tappezzerie e carte da parati

Una casa in stile vintage che si rispetti non può fare a meno di pareti tappezzate o ricoperte di carta da parati. Ormai sono diffusissime le carte da parati o le tappezzerie retrò, che ripropongono le tanto originali fantasie degli anni Cinquanta e Settanta, con i loro motivi geometrici e optical dai colori decisi e caldi.

In questo caso è meglio utilizzare carte da parati retrò piuttosto che le originali vintage che potrebbero essersi usurate con il passare del tempo e che di certo non hanno le stesse caratteristiche fisiche dei prodotti moderni.

Pavimenti e rivestimenti

Oltre alle tappezzerie e alle carte da parati, un ruolo importante per creare un’atmosfera vintage o da casa di una volta è dato dalla scelta del pavimento o dei rivestimenti murari di bagni o cucina.

Sicuramente le indiscusse protagoniste dei rivestimento vintage sono le cementine, piastrelle esagonali tipiche dell’Ottocento che erano fatte in cemento e sabbia e venivano usate per rivestire pavimenti dei palazzi storici.

Oggi le cementine, tornate di moda, sono state rimesse in produzione, ma accanto ad esse sono comparse anche piastrelle esagonali in gres porcellanato che possono essere ugualmente utilizzate nell’arredamento vintage. Possono essere utilizzate sia a parete che a pavimento, e donano agli ambienti in cui sono collocati una forte caratterizzazione, con la loro particolare forma.

Un altro tipo di rivestimento perfetto per le case vintage sono le piastrelle diamantate, chiamate anche subway tiles perché erano utilizzate nelle stazioni metropolitane, ad esempio quelle di Londra o di Budapest. Il nome è legato alla loro forma, infatti non sono piatte come le comuni piastrelle, ma hanno i bordi sfaccettati. Sono utilizzate a parete, principalmente in bagno, con la loro finitura lucida, con posa a correre, in orizzontale con fuga non in tinta posate fino a metà parete sono perfette per creare una sala da bagno d’altri tempi. Ecco un articolo in cui vi parlavo di questi due tipi di rivestimenti dal sapore vintage.

Conclusioni

L’arredamento in stile vintage ricorda le case di una volta, si ottiene dosando l’intensità dei colori e scegliendo con cura gli arredi, gli accessori e i pavimenti/rivestimenti.

Fondamentale è trovare il giusto equilibrio tra essi, in questo un architetto di interni può aiutarti e guidarti per creare quell’atmosfera elegante e raffinata tipica dello stile.

Perché bisogna fare il progetto della cucina

Durante la ristrutturazione di un appartamento una delle fasi più delicate, è il progetto della cucina, questo ambiente è infatti forse il più complesso all’interno di una casa.

La cucina, come il bagno, richiede una scelta accurata dei vari accessori che la compongono e una analisi precisa di ciò di cui abbiamo bisogno.

E’ uno degli ambienti che più cambia in base ai bisogni di ogni individuo, può essere una stanza a sé, inglobare anche la zona pranzo o venire inglobato nella zona giorno.

Gli aspetti da considerare durante il progetto della cucina sono dunque molteplici, vediamo di analizzarli con ordine.

Disposizione

La cucina può occupare una stanza dedicata oppure essere separata dal soggiorno o dalla zona pranzo semplicemente con divisori parziali, come un mobile passante, di cui vi ho parlato in questo articolo oppure un muro basso o una vetrata.

Per quanto riguarda la disposizione della cucina è fondamentale affidarsi ad un esperto, come un architetto di interni, grazie al quale potrete ottenere un ambiente gradevole e funzionale sotto ogni aspetto.

Il progetto della cucina parte appunto proprio dalla disposizione, si può avere una cucina in linea, una cucina con isola centrale o una cucina con penisola.

La scelta di una di queste tipologie dipende, oltre che dal gusto estetico di ogni individuo, soprattutto dallo spazio che si ha a disposizione. Cerchiamo di capire quale tipologia è più adatta ad ogni ambiente.

Cucina in linea

È sicuramente la tipologia più diffusa, consiste nella disposizione dei mobili della cucina lungo un’intera parete o lungo due pareti adiacenti o frontali. Il tavolo viene solitamente posizionato al centro della stanza oppure adiacente al muro opposto alla cucina.

Questa tipologia di cucina è molto adatta per ambienti stretti e lunghi oppure per ambienti quadrati dalle dimensioni ridotte.

Cucina con isola centrale

Questa tipologia è quella che più affascina per la sua disposizione particolare, ma anche quella meno diffusa perché richiede ambienti di grandi dimensioni e non è adatta per spazi ristretti.

La parte del piano di cottura, del lavabo e del piano di lavoro viene posizionata su un mobile centrale, rettangolare, mentre la parte della dispensa e del frigorifero viene addossata ad una parete.

Questa disposizione concentra l’area di lavoro nella zona centrale, a cui si è liberi di girare attorno, spesso questa zona accoglie anche una zona pranzo che può essere un bancone alto con sgabelli o un vero e proprio tavolo.

È chiaro che la zona centrale ha una profondità superiore a quella dei mobili standard da cucina e necessita inoltre di uno spazio di “manovra” adeguato per poter operare e muoversi con facilità.

Per questi motivi è adatta a spazi di dimensioni ampie, magari proprio ad appartamenti in cui la cucina è completamente integrata con la zona giorno.

Cucina a penisola

Questa tipologia si discosta dalla classica cucina in linea e assume alcune caratteristiche della cucina a isola, i mobili della cucina sono infatti disposti lungo una parete e lungo quella ad essa adiacente, formando un angolo.

La parte della zona pranzo viene disposta in posizione parallela ai mobili e collegata all’angolo creando una disposizione a C. Si crea dunque un unico piano continuo che nell’ultima sua parte diventa un tavolo o un bancone alto con sgabelli, schermando in parte la zona di lavoro.

Questa disposizione è particolarmente adatta per ambienti di dimensioni ridotte e magari in cui non c’è separazione tra cucina e soggiorno.

La disposizione compatta consente infatti di ottimizzare lo spazio creando attraverso la zona pranzo una sorta di filtro tra il soggiorno e la parte più tecnica della cucina.

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Scelta degli elementi che compongono la cucina

Una volta individuata la tipologia che più si adatta allo spazio che avete a disposizione è fondamentale passare all’aspetto estetico e funzionale.

Pavimenti e rivestimenti

Sicuramente nel progetto della cucina è necessario porre attenzione alla scelta di pavimenti e rivestimenti, che devono essere in armonia con le finiture che verranno scelte per i mobili della cucina e devono essere ovviamente funzionali e pratiche.

Vi ho già parlato in questo articolo di alcuni dei rivestimenti e pavimenti più di tendenza negli ultimi anni, sicuramente sarebbe ottimale optare per il gres porcellanato o per pavimenti in pietra o resina, mentre sconsiglierei il parquet, più delicato.

Mobili e accessori

Scelti pavimenti e rivestimenti si può passare all’aspetto più cruciale, quello che riguarda i mobili e gli accessori della cucina.

Per quanto riguarda l’aspetto estetico gli elementi da valutare sono due, il tipo di materiale di rivestimento del piano di lavoro e quello che invece riveste le parti frontali delle basi e dei pensili.

La scelta del materiale per il piano di lavoro, anche chiamato top, è veramente vasta, può essere in laminato, o in materiali compositi fenix, in dekton o in corian, o ancora in pietra o in metallo.

Anche per il rivestimento delle basi e i pensili c’è un ampio ventaglio di opzioni. Per quanto riguarda l’aspetto funzionale, la valutazione da fare riguarda la tipologia di attrezzature e accessori da installare, come piano cottura, lavello e cappa.

Il piano cottura può essere ad induzione oppure a gas, ormai la prima tipologia sta iniziando a diffondersi sempre di più per il suo gradevole aspetto estetico, la maggiore sicurezza, facilità di pulizia e il risparmio energetico che comporta rispetto alla seconda.

Il lavello può essere quadrato, tondo o rettangolare, a una o due vasche, con sgocciolatoio laterale e può essere installato a filo top, sopra top o sotto top, e anche la scelta della rubinetteria è molto ampia.

La cappa può essere aspirante o filtrante, da piano o sospesa o ancora incassata. Sicuramente la scelta di alcuni elementi della cucina è vincolata alla disposizione che abbiamo scelto, se per esempio abbiamo optato per la cucina a isola sarà più adatta una cappa con aspirazione da piano o una sospesa dal design particolarmente accattivante.

Conclusioni

Il progetto della cucina è molto importante poiché esamina tutti gli aspetti che questo ambiente racchiude, dalla disposizione alla scelta di pavimenti e rivestimenti, fino a quella di mobili e accessori, senza dimenticare la messa a norma degli impianti in esso presenti.

Come realizzare l’ufficio… in casa

Con il modificarsi delle abitudini e degli stili di vita, si sta sempre più diffondendo lo smart working e in generale un tipo di lavoro gestito autonomamente dal lavoratore, con ritmi, orari e modalità molto diversi da quelli canonici.

Questo nuovo approccio nel modo di lavorare si riflette anche sugli spazi domestici, sempre più spesso infatti è necessario all’interno della propria casa un ambiente o semplicemente un piccolo angolo dove potersi dedicare all’attività lavorativa.

Che siate libero professionisti, lavoriate da remoto o in smart working, o semplicemente abbiate bisogno di realizzare un ufficio in casa ecco alcuni consigli utili.

Stanza o angolo ufficio?

Sicuramente il primo step da fare per realizzare uno spazio dedicato al lavoro nella propria abitazione è definire di quanto spazio si ha bisogno.

In base dunque all’attività che si svolge è necessario capire se il nostro ufficio occuperà un semplice angolo della casa oppure se vogliamo dedicargli un interno ambiente.

Ovviamente questa decisione va presa anche in base allo spazio fisico che abbiamo a disposizione nella nostra casa, vediamo assieme come gestire entrambe le soluzioni.

Angolo ufficio

Se si opta per questa soluzione, bisogna innanzitutto scegliere in quale ambiente della casa collocare la postazione ufficio. È una scelta piuttosto soggettiva, la più gettonata è sicuramente quella di posizionare l’office corner nella zona giorno, tipicamente nel living.

Si può decidere però di creare un angolo ufficio anche in camera da letto, se abbiamo per esempio una stanza piuttosto grande. Oppure si può optare per una soluzione che sfrutta tutti quegli ambienti secondari della casa, ad esempio un corridoio troppo largo o un’anticamera poco utilizzata.

In mancanza di spazio in altre stanze o per massimizzare l’utilizzo di tutti i metri quadrati della vostra casa, si può infatti allestire l’angolo ufficio in questi spazi poco sfruttati o magari in quella nicchia tra due muri che non sappiamo come arredare o quell’angolo lasciato vuoto.

Infine come vi ho anticipato in questo articolo, se abbiamo a disposizione soffitti di notevole altezza possiamo creare un soppalco ad uso ufficio.

Privacy

Un elemento da considerare per l’angolo ufficio è il fatto che deve essere raccolto e creare le giuste condizioni per potersi concentrare e lavorare al meglio.

Dunque una soluzione potrebbe essere quella di aumentare la sua privacy creando una separazione dall’ambiente in cui è collocato con un mobile passante, di cui vi ho già parlato in questo articolo.

Oppure creando una sorta di pedana che si distacchi anche solo di qualche decina di centimetri da terra, ma che percettivamente renderà l’angolo ufficio un’ambiente separato dal resto della stanza.

Arredi fondamentali per l’angolo ufficio

Cosa non deve assolutamente mancare nel vostro angolo ufficio? Trattandosi di una piccola stanza nella stanza è importante che l’angolo ufficio abbia una propria identità e sia ben organizzato con tutto ciò che di cui si ha bisogno in poco spazio.

Punto luce

Sicuramente la fonte di luce è di assoluta importanza per non rischiare di sforzare troppo gli occhi mentre si lavora.

Meglio se si tratta di luce naturale, quindi il mio consiglio è quello di posizionare l’angolo ufficio vicino ad una finestra, una portafinestra o anche sotto un lucernario.

In ogni caso sarà comunque necessaria una lampada da tavolo o a terra che possa illuminare l’angolo ufficio in mancanza di luce naturale diretta.

Piano d’appoggio e seduta

Elemento fondamentale è ovviamente un piano d’appoggio, che si tratti di una scrivania ampia, di una mensola ancorata al muro poco profonda, di un piccolo tavolino, ed assieme ad esso anche una seduta, che sia una sedia, una poltroncina o uno sgabello alto.

La scelta della coppia piano d’appoggio-seduta è piuttosto soggettiva e dipende dal tipo di lavoro che svolgiamo, dalla frequenza e da quanto spazio abbiamo a disposizione.

Se di base lavoriamo con un pc portatile lo spazio di cui abbiamo bisogno si riduce e possiamo utilizzare sia una mensola sia un piccolo tavolino e stare anche comodamente seduti su una poltrona con un tavolino portatile pieghevole.

Se invece lavoriamo con altre attrezzature o semplicemente con un pc opteremo per una scrivania più ampia.

Mensole, cassetti e ripiani

Risulta molto utile avere a disposizione nel proprio angolo ufficio, qualche mensola sopra il piano d’appoggio o magari dei cassetti integrati ad esso dove riporre tutti gli accessori necessari per il nostro lavoro.

È importante infatti che il nostro piano d’appoggio resti il più libero possibile per consentirci di lavorare al meglio e che gli oggetti che necessitiamo occasionalmente vengano riposti in un altro spazio ad essi dedicato.

Se abbiamo poi a disposizione più spazio possiamo pensare ad un vero e proprio mobile – libreria, magari in parte dotato di mensole e in parte di vani chiusi con ante dove riporre il materiale più privato.

Stanza ufficio

Se invece optate per un ufficio che occupa interamente una vera e propria stanza della casa, o anche magari metà di essa e l’altra metà può essere per esempio dedicata alla lettura, ci si può sbizzarrire nella scelta non solo di arredi, ma anche di finiture, colori, materiali, luci per l’intero ambiente. In generale si può dire che la scelta dello stile della stanza ufficio è piuttosto soggettivo e strettamente collegato al tipo di lavoro che si svolge. Se si tratta di una professione piuttosto creativa, si opterà per uno stile che la rispecchi e che favorisca il processo artistico, se invece questo non è il vostro caso opterei per uno stile sobrio che aiuti a favorire la concentrazione. Se avete la possibilità di scegliere, sarebbe bene che la stanza ufficio fosse disposta a ovest o a est, non a nord perché sarebbe poco illuminata.

Arredi fondamentali per la stanza ufficio

Per quanto riguarda gli arredi, valgono le considerazioni fatte per l’angolo ufficio, tenendo però in conto che abbiamo a disposizione più spazio.

Si può optare per una scrivania ampia con relativa seduta, magari una poltrona con tavolino pieghevole per le attività lavorative più leggere.

Sempre fondamentale è la presenza di luce naturale e artificiale, così come quella di mensole, cassetti e ripiani in prossimità della scrivania.

Sicuramente non può mancare una libreria, che sia appoggiata alla parete o passante, se per esempio dobbiamo dividere la stanza in due parti.

arredare-ingresso

Arredare l’ingresso di casa

Un tempo l’ingresso, anche chiamato atrio, aveva un ruolo estremamente importante, era una vera e propria stanza, formale e di rappresentanza, in cui venivano accolti gli ospiti e fatti sostare in attesa di passare ad altri ambienti della casa.

Era un luogo fondamentale perché segnava il passaggio tra l’esterno e l’interno della casa, un filtro tra lo spazio domestico e privato e quello invece pubblico e comunitario.

Con i vari cambiamenti sociali che si sono verificati, gli spazi della casa hanno subito mutamenti e l’ingresso è uno di quegli spazi che lentamente è andato modificandosi fino quasi a scomparire.

Eppure è ancora importante avere uno spazio di transizione all’interno della casa, come l’ingresso dove lasciarsi alle spalle le fatiche lavorative per entrare nella dimensione domestica o dove viceversa poter compiere gli ultimi preparativi per la nuova giornata che ci aspetta.

O ancora per poter accogliere i propri ospiti o congedarli al momento dei saluti, senza invadere altri spazi della casa come il soggiorno. L’ingresso di casa non va dunque trascurato perché assolve precise funzioni che se mancanti renderebbero lo spazio domestico incompleto.

Caratteristiche funzionali

Non è necessario avere un ingresso di grandi dimensioni o separato da muri come se fosse una vera e propria stanza, l’importante è arredare l’ingresso di casa in base ad un progetto. E’ sufficiente una piccola porzione di ambiente da dedicare a tutte quelle attività che si svolgono entrando o uscendo di casa.

Magari vi può essere una struttura che possa schermare la vista di chi entra dall’ambiente successivo, in modo da tenere in qualche modo separato l’ingresso. Per esempio esso può essere ricavato all’interno della zona giorno con l’inserimento di un mobile passante, dai un’occhiata a questo articolo per scoprire meglio di cosa sto parlando.

E’ necessario che in questa parte della casa ci siano poche e fondamentali attrezzature, che raccolgano tutti quegli oggetti che altrimenti sarebbero sparsi per casa o lasciati ogni volta in un ambiente diverso, perché appunto un posto apposito non ce l’hanno e che magari ci fanno ritardare perché non li troviamo mai.

Appendiabiti

È importante avere in ingresso un mobile guardaroba, ma anche dei semplici ganci o un attaccapanni da terra per appendere cappotto, giacche, sciarpe, cappelli, ma anche borse o zaini.

Scarpiera e seduta

È fondamentale avere una scarpiera o dei ripiani per riporre le scarpe e le ciabatte, ancora meglio se vi è una piccola seduta dove poterci sedere per indossare e allacciare le calzature con comodità.

Ripiani vari

Senza un piano da appoggio o un vano per le chiavi, gli occhiali da sole e tutti quegli accessori che quotidianamente ci portiamo dietro, l’ingresso non è completo. E’ necessario dunque che ci sia un piccolo spazio che, come uno svuotatasche, sia dedicato a questi oggetti.

Specchio

Il momento di uscire richiede sempre un ultimo controllo per sistemarci al meglio dopo aver indossato gli ultimi accessori. Lo specchio in ingresso ha inoltre l’ottimo effetto di dilatare lo spazio e farlo sembrare più grande, ed è molto adatto se l’ambiente è piccolo.

Portaombrelli

Che sia fuori dalla porta perché non vi piace portare gli ombrelli bagnati dentro casa o che sia dentro perché siete più sicuri in questo modo, il portaombrelli è un oggetto fondamentale. Spesso è integrato con l’appendiabiti in un unico arredo.

Punto luce

E’ assolutamente necessario che l’ingresso sia illuminato con una luce dedicata, preferibilmente a soffitto, ad incasso o a parete. L’importante è che i corpi illuminanti scelti risultino pratici e comodi considerando che si tratta di un’area di passaggio e di movimento.

Caratteristiche estetiche

Vi ho elencato i principali arredi necessari all’ingresso di casa, ma questo non basta. Perché l’ingresso sia arredato in maniera efficace non è sufficiente che siano presenti tutte le attrezzature necessarie, ma soprattutto che esse siano disposte in modo da formare un insieme gradevole dal punto di vista visivo.

Non bisogna dimenticare che l’ingresso è anche lo spazio dove accogliamo gli ospiti e non deve essere disordinato o spiacevole da vedersi perché è la prima cosa che incontra chi entra nella nostra casa.

C’è chi dice che l’ingresso è lo specchio delle nostre abitazioni, in ogni caso chiunque sa che la prima impressione è spesso quella più difficile da cancellare. Quali sono dunque le possibili soluzioni progettuali migliori dal punto di vista estetico?

Armadiatura

Si tratta di un armadio che può essere fissato a muro o ricavato da una nicchia. Con questa soluzione tutte le attrezzature sopra citate vengono raccolte in un unico mobile e nascoste all’interno di esso.

Molto utilizzato in questo senso è un armadio a specchio con ante scorrevoli o non, al cui interno trova posto appendiabiti, scarpiera con sgabello ripiegabile e vari ripiani. È adatto per chi per esempio vuole uno stile minimal all’interno della casa e preferisce avere un arredo che sia il più possibile discreto ed essenziale, senza rinunciare all’eleganza.

Mobile a giorno

Se invece non intendiamo nascondere i nostri oggetti, ma renderli parte dell’arredo può essere interessante utilizzare un mobile a giorno. Anch’esso come il precedente raccoglie in un unico posto tutte le attrezzature, che vengono però lasciate a vista.

Si può creare un mobile con una seduta, magari integrata con una scarpiera sottostante, e alcuni appendiabiti, specchio o ripiani sopra lo schienale.

Inoltre l’arredo può essere fissato a muro oppure essere passante, in questo caso attraverso le sue parti trasparenti e non, lascia intravedere una parte altrimenti nascosta della casa, incuriosendo la vista di chi entra.

Conclusioni

Lo spazio dell’ingresso è diventato un ambiente secondario della casa, un po’ come il corridoio o il disimpegno, come quest’ultimi è uno spazio di filtro, di passaggio ed è fondamentale all’interno di una casa.

Come corridoio o disimpegno fanno da separazione tra ambiente giorno e ambiente notte, l’ingresso segna la transizione tra esterno ed interno. Pensate ad una casa senza corridoio in cui le stanze da letto diano direttamente sul soggiorno, ci sarebbe una mancanza di privacy sicuramente, la stessa cosa accade entrando in una casa senza ingresso.

Ci troviamo direttamente in soggiorno o peggio ancora in cucina, senza avere la possibilità di mediare il nostro ingresso all’abitazione. Ecco perché lo spazio dell’ingresso non è mai “spazio sprecato” ed è importante che abbia un’area dedicata all’interno della casa, ben progettata e arredata.