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Impianto elettrico a rischio zero: come funziona?

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Impianto elettrico a rischio zero: come funziona?

Impianto elettrico a rischio zero: come funziona?

Un impianto elettrico senza rischi è quello realizzato a norma da personale specializzato con componenti di qualità.

La legge in materia di sicurezza degli impianti è il Decreto del Ministero dello Sviluppo n°37 del 22 Gennaio 2008 (“decreto Bersani”), che ha sostituito (pur mantenendo valide alcune sue indicazioni) la legge 46/90. Prevede i seguenti obblighi:

  • il proprietario dell’impianto è tenuto a farsi carico della manutenzione dello stesso e delle apparecchiature connesse, facendo sostituire i componenti non appena si rilevano segni di degrado (ad esempio, una presa staccata dal muro);
  • di realizzare a regola d’arte tutti gli impianti degli edifici e solo da parte di personale qualificato ed abilitato;
  • di rivolgersi a personale qualificato ed abilitato anche solo per modifiche sostanziali degli impianti.

Altra legge fondamentale per la sicurezza in casa è il Dpr 462/2001 che obbliga verifiche periodiche degli impianti, da sostenere ogni 2 o 5 anni.

A dettare invece le regole specifiche tecniche sull’impianto elettrico sono la norma Gei 648, entrata in vigore il 1 Marzo 1993 e la variante V3, valida dal mese di Settembre 2011.

Struttura di un impianto elettrico domestico

Il centralino singolo (ovvero il quadro elettrico dell’abitazione, che in genere è posizionato vicino alla porta d’ingresso) deve avere un interruttore generale ed almeno due di quelli differenziali (detti “salvavita”).

Il numero di linee dipende invece dai mq della casa e dal livello di impianto adottato.

Oltre a questa parte tecnica, l’impianto elettrico domestico è formato da:

  • punti prese per l’attacco dei vari elettrodomestici
  • interruttori magnetotermici
  • interruttori semplici o composti per comandare i punti luce
  • un sistema di messa a terra dell’impianto nella sua tonalità (il conduttore di terra va portato all’interno del centralino).

Consigli utili per non avere alcun rischio

  • ricorrere ad imprese abilitate (iscritte alla Camera di Commercio) per installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione;
  • acquistare solo apparecchiature con marchio CE e preferire quelle con, in più, un marchio di qualità (per esempio IMQ);
  • contattare sempre e solo un centro assistenza o un tecnico abilitato in caso di guasti o malfunzionamenti;
  • usare solo prese multiple dotate di protezione e non eccedere nel collegare più apparecchi di quelli previsti;
  • sostituire le prese danneggiate. Segni di degrado sono: annerimenti esterni e rotture;
  • far sistemare anche le prese staccate dalla parete;
  • sostituire i cavi e le spine degli elettrodomestici quando sono danneggiati o fissati male.

Quali sono le novità introdotte per tutti gli impianti elettrici di nuova realizzazione?

Ogni impianto elettrico è caratterizzato da dotazioni minime stabilite per legge.

Nei nuovi impianti la potenza contrattuale impegnata fornita ai privati dai gestori viene diversificata in base alla superficie della casa: 3 Kw è il valore minimo per abitazioni con superficie fino a 75 mq e 6 kW è quello minimo per le abitazioni con superficie oltre i 75 mq.

Anche se l’utente poi effettivamente non impegna queste quantità è corretto che l’impianto elettrico sia predisposto per supportarle.

Gli impianti esistenti, che in genere sono dimensionati per 3 kW di potenza, possono essere comunque incrementati a 4,5 kW o addirittura a 6 kW, se sorge l’esigenza di un utilizzo maggiore di energia. La richiesta va inoltrata direttamente al gestore.

Ad impianto installato, è obbligatorio farsi rilasciare dal tecnico la Dichiarazione di conformità, che deve essere sempre conservata e serve anche nei passaggi di proprietà dell’edificio: si tratta di un documento in cui si descrivono i lavori eseguiti e si attesta la conformità alle norme di settore (emanate dal Cei, Comitato elettronico italiano) dei componenti utilizzati.

E’ spesso richiesto anche dalle compagnie assicurative o dagli istituti bancari come requisito per la sottoscrizione di una polizza.

Dichiarazione di conformità e Certificato di corrispondenza: quali sono le differenze?

Gli impianti installati dopo l’entrata in vigore della legge 46/1990 devono essere certificati dell’obbligatoria Dichiarazione di conformità che attesta che l’impianto rispetti i parametri fissati dalle normativa vigente ed è stato realizzato/controllato da un tecnico abilitato.

Per quelli posati prima di questa legge, invece, è necessario produrre un Certificato di corrispondenza. Per ottenere questo documento, si deve dare l’incarico ad un professionista iscritto da più di cinque anni all’albo professionale o ad un responsabile tecnico di un’impresa abilitata operante nel settore elettrico (come specificato dal DM 37/08).

Questo certificato è molto simile alla Dichiarazione di conformità ma la sua compilazione richiede diverse verifiche: il tecnico deve segnalare se l’impianto è a norma e sicuro, ma anche verificare la quantità di elettricità che passa, la potenza, il tipo di materiali usati, gli interruttori e deve certificare la conformità alle norme.

Il tecnico può certificare la potenza massima supportata dall’impianto e quindi suggerire fino a quanti elettrodomestici si possono collegare.

Se l’impianto è visionato, invece, non risultata a norma, il professionista deve suggerire come e dove intervenire e quali modifiche apportare affinchè si possa poi compilare il Certificato.

Per capire se l’impianto un po’ datato di casa è proprio sicuro, è possibile eseguire un semplice test di autodiagnosi. Ci si può aiutare anche seguendo il questionario proposto sul sito. Prosiel.it

La prima cosa da verificare è l’indispensabile presenza, nel quadro generale, dell’interruttore differenziale, il cosiddetto “salvavita”: interrompe il flusso di energia elettrica in caso di guasti o sovraccarichi.

Un altro elemento che aumenta la sicurezza in casa è “la messa a terra”: è un collegamento che disperde nel terreno correnti elettriche che potrebbero essere pericolose.

Se vi sono bambini, verificare che le prese contengano schermi di protezione che impediscano di inserire oggetti o dita.

I cavi elettrici devono essere incassati nella muratura o protetti in apposite canaline (mai scoperti). Mentre interruttori e prese devono essere ben fissati alle pareti per evitare di entrare in contatto con parti dell’impianto.

Il libretto d’impianto: uno strumento utile

Per garantire il massimo controllo ed aumentare la sicurezza nelle abitazioni, Prosiel, dal 1989 redige un libretto simile a quello rilasciato per l’installazione e la manutenzione delle caldaie, con la differenza, però, che non è obbligatorio per legge.

Tale libretto contiene le istruzioni d’uso e di manutenzione dell’impianto e delle apparecchiature di casa, le relative garanzie e le informazioni fornite dall’impresa installatrice per la gestione nel tempo.

E’ una sorta di guida che indica anche quando svolgere i controlli ordinari e quelli straordinari per garantire la sicurezza dell’abitazione: una sorta di certificato di salute dell’impianto elettrico.

La sua funzione è quella di fornire al proprietario le istruzioni che consentano di rispondere al D.M. 37/08 ed agli obblighi previsti, tra cui quello di adottare le misure necessarie per conservare le caratteristiche di sicurezza.

Per ottenere il libretto elettrico sul proprio impianto bisogna contattare l’installatore di fiducia o un professionista che abbia i requisiti stabiliti dal DM 37/08: una figura abilitata ad eseguire le verifiche sulla manutenzione di tipo ordinario e straordinario.

Il tecnico esegue un check up energetico ed un controllo dei carichi, aggiorna il libretto con le informazioni dell’impianto e dei dispositivi presenti e, a compilazione completata, lo spedisce via email al proprietario o lo stampa e consegna in copia cartacea.

Per gli operatori del settore è da poco disponibile anche l’app del Libretto d’impianto elettrico, da scaricare gratuitamente, che permette di compilare il libretto sul proprio smartphone o tablet e rilasciarlo subito al cliente.

Quali sono le regole per la sicurezza?

Per proteggere persone e casa dai pericoli potenziali legati all’impianto elettrico, ci sono alcune regole di buon senso ed una serie di comportamenti da tenere a mente.

Vediamo quelli più importanti.

  • Non utilizzare mai apparecchi elettrici accanto a liquidi infiammabili. Eventuali scintille potrebbero innescare un incendio.
  • Di notte, o se non si è in casa, evitare di lasciare accesi apparecchi elettrici che potrebbero provocare un incendio.
  • Non utilizzare gli apparecchi elettrici per scopi diversi da quelli previsti dal costruttore.
  • Non coprire gli apparecchi di illuminazione con tessuti, fogli di giornale o altri materiali: surriscaldandosi, potrebbero incendiarsi.
  • Mai togliere una spina dalla presa di corrente tirando il cavo: questo potrebbe spezzarsi e provocare un corto circuito o far prendere la scossa.
  • Non utilizzare tappeti come copertura delle prolunghe. I fili infatti possono schiacciarsi e rompersi, con conseguente rischio di scosse o incendio.
  • Non posizionare il frigorifero vicino a fonti di calore a meno di non lasciare uno spazio di almeno 10 cm per favorire l’aerazione del motore.

Vuoi mettere al sicuro la tua abitazione e soprattutto la vita della tua famiglia? Non correre rischi! Un impianto elettrico a rischio zero è quello realizzato a norma e soprattutto da personale specializzato. Contattaci!

impianto elettrico a norma

Impianto elettrico a norma: come sentirsi sicuri nella propria abitazione?

L’impianto elettrico è una componente tecnica fondamentali in tutti gli ambienti domestici e ne determina anche il comfort. È molto complesso ed articolato, perché composto da una serie di elementi tecnici. Per questo devi avere un impianto elettrico a norma di legge.

Impianto elettrico a norma: la sicurezza domestica è una grande responsabilità

Piccola guida che permette di scegliere il miglior impianto elettrico e di tutelarsi da eventuali problemi.

Fatti un’idea di come sarà strutturata la tua casa.

Se l’impianto elettrico è da realizzare completamente, cerca di avere un’idea dell’arredamento della tua casa, del numero e della posizione di tutti gli apparecchi, come elettrodomestici, computer, dispositivi tecnologici. Ciò sarà fondamentale per una corretta distribuzione dei punti presa.

La norma sugli impianti elettrici ad uso domestico prevede per ognuno dei tre livelli di impianto un numero minimo di punti presa, luce e circuiti, secondo gli ambienti della casa, al fine di garantirne la più completa funzionalità.

Predisponi l’impianto elettrico a norma

Una volta installato, l’impianto elettrico è parte integrante della casa ed è difficile aggiungere nuove funzioni senza intervenire sulla sua struttura.

La giusta soluzione è un impianto domotico di base e predisporre con semplici tubi le funzioni che in futuro potranno servire, come, ad esempio la motorizzazione dei serramenti che richiede che un tubo arrivi al montante e quindi va previsto.

Studia ed analizza la documentazione dell’impianto della nuova casa 

Prima di acquistare un’abitazione appena costruita, si consiglia di farsi mostrare la “Dichiarazione di conformità” dell’impianto, la quale deve indicare il livello implementato e soprattutto documentare quanto un impianto elettrico è a norma..

L’attestazione di conformità degli impianti domestici è indispensabile per ottenere il certificato di abitabilità ed agibilità della casa.

Rivolgiti ad installatori certificati

Un addetto ai lavori qualificato si assume la responsabilità di installare un impianto elettrico a norma di legge, rilasciando al termine dei lavori la “Dichiarazione di conformità”.

Lo scopo principale è quello di evitare gli incidenti domestici dovuti ad un’installazione “fai-da-te” errata o ad eventuali malfunzionamenti, garantendo invece l’incolumità di chi vive in casa.

Scegli solo materiale con marchio CE 

Attesta la conformità dei prodotti alle disposizioni di legge. La responsabilità di questa dichiarazione è del costruttore, indicato obbligatoriamente sulla confezione.

Come comportarsi invece se si ristruttura una casa o occorre fare una manutenzione?

Verifica innanzitutto che il tuo impianto sia a norma

Se non si rispetta la normativa vigente si aumentano le probabilità di dispersione elettrica, di scosse pericolose, cortocircuiti ed

Per evitare inutili rischi è fondamentale rivolgersi ad un esperto per far verificare il centralino e valutare quali elementi inderogabili mancano, come salvavita, messa a terra, protezioni contro fenomeni di sovracorrente.

L’impianto è stato realizzato da più di 15 anni? Allora è da rifare

Dopo la perizia dell’esperto, se nell’impianto si riscontrano difformità rispetto alla norma, è obbligatorio provvedere alla sua messa in regola, nel minor tempo possibile e rivolgendosi sempre a professionisti certificati.

Se  l’impianto risulta obsoleto e realizzato da più di 15 anni occorre realizzarne uno nuovo, sulla base delle indicazioni di legge.

Impianto elettrico a norma: sicuro e funzionale

La norma Cei 64-8 va oltre gli aspetti che riguardano strettamente la sicurezza impiantistica. In quella recente,  sono introdotti anche i requisiti minimi prestazionali e funzionali.

Per ricevere la “Dichiarazione di conformità”, l’impianto elettrico deve soddisfare quindi tutte le prescrizioni che questa norma impone.

Fare un controllo ogni 5 anni

Bisogna far eseguire i controlli da un esperto almeno ogni 5 anni. Un accorgimento che si può mettere in atto da soli è quello di controllare periodicamente l’interruttore differenziale, premendo il tasto T.

Se questo scatta e la corrente si interrompe significa che funziona; altrimenti occorre sostituirlo perché l’impianto non è protetto.

Inoltre è fondamentale fare molta attenzione all’acqua. A differenza degli altri ambienti della casa, definiti “ordinari” dal punto di vista della sicurezza, al bagno è invece riservata particolare attenzione, per la presenza dell’acqua.

Per questo motivo la normativa ha codificato l’ambiente in zone a rischio, in cui il pericolo aumenta tanto più ci si avvicina a vasca o doccia.
In cucina invece, basta attenersi ad alcune regole di buon senso.

Esse sono ormai utilizzate per convenzione (pur non essendo un obbligo), come ad esempio prese a 60 cm dalla mezzeria del rubinetto dell’acqua e da quella del piano cottura.
Per la sicurezza dei bambini, infine, esistono placche dotate di dispositivo di chiusura.

impianto elettrico

Impianto elettrico: dal sistema tradizionale alla domotica

Un impianto elettrico tradizionale si fonda sulla presenza di reti di distribuzione e fa uso di meccanismi rigidi e precisi per la consegna e l’utilizzo della corrente.

Al giorno d’oggi, le nuove tecnologie stanno compiendo passi da gigante nel settore dell’energia. i nuovi impianti elettrici offrono la possibilità di sfruttare energie alternative (eolica, fotovoltaica,) per assicurare un risparmio energetico ed allo stesso tempo, migliorare l’impatto ambientale.

Impianti elettrici di nuova generazione progettati dalla domotica

Diverse ricerche stanno mettendo a punto delle reti di distribuzione cosiddette ‘intelligenti’ che, grazie all’utilizzo di smart grid, sono in grado di indirizzare altrove eventuali surplus di energia prodotti a livello locale.
I software gestiscono questi sistemi di automatizzazione consentendo di integrare fra loro fonti di energia rinnovabili, generalmente più variabili ed intermittenti, con l’elettricità proveniente dai generatori, in modo da assicurare un maggior risparmio energetico.

Dal punto di vista della sicurezza, questi nuovi impianti includono anche il sistema di allarme, la chiusura di tutte le porte, finestre, serrature, i rilevatori di fumo, le telecamere di sorveglianza ed eventuali altri sensori collegati.

Oggi è possibile automatizzare l’intero impianto elettrico di un’abitazione ed esso è alla portata di tutti. La domotica è ad un passo da quello che viene definito “internet delle cose”. Nell’internet of things tutto ha un indirizzo IP assegnato e qualsiasi strumento può essere monitorato a distanza.

I primi e più evidenti beneficiari di questo approccio sono i dispositivi “intelligenti” e gli apparecchi collegati ad una rete locale tramite Ethernet o Wi-Fi. Tuttavia, i sistemi elettrici sono integrabili in reti di automazione all’interno della casa.

Che cos’è un sistema elettrico?

L’elettricità è parte essenziale della vita contemporanea. Luci energizzanti, elettrodomestici, riscaldamento, aria condizionata, TV, telefoni, computer e molti altri comfort moderni funzionano grazie all’energia elettrica. Per sistema elettrico si intende l’insieme degli strumenti e degli apparecchi atti a produrre, trasformare, trasmettere e distribuire l’energia elettrica.

Che cos’è un impianto elettrico?

Un impianto elettrico è la modalità attraverso la quale vengono alimentate specifiche funzioni che necessitano di energia all’interno del sistema.
Per quanto riguarda l’illuminazione, l’impianto elettrico tradizionale si compone di cavi elettrici da 1,5 mmq. I cavi collegati alla scatola di derivazione, da cui partono i cavi di alimentazione di un punto luce.

Quali sono le funzioni principali di un impianto elettrico?

La funzione principalmente svolta da un impianto elettrico è quella di andare ad intercettare i bisogni e gli obiettivi dell’utente in relazione alle proprie esigenze e necessità, coordinando i vari componenti, come l’illuminazione, il riscaldamento, in maniera conforme all’utilizzo e secondo criteri di protezione e sicurezza.
Un buon impianto elettrico si caratterizza per un elevato livello di sicurezza, di qualità e di flessibilità, per consentire una facile manutenzione nel tempo.
La caratteristica prevalente di un impianto elettrico ben funzionante è legata al concetto di razionalità del sistema. In tutte le sue sequenze di lavoro, deve garantire logica e coerenza complessiva e non può essere affidato al caso.

L’elettricità arriva nelle case e nelle aziende tramite linee di alimentazione che provengono da società di servizi pubblici. La corrente attraversa un condotto di cavi sotterranei ed impianti di trasformazione su pali o cabine elettriche.
La rete di trasmissione opera abbassando la tensione a mano a mano che ci si avvicina all’utente finale. L’energia viene consegnata attraverso cavi isolati fino al contatore privato, per l’alimentazione dei vari carichi.

Nelle prese che sono posizionate nei diversi punti di un’abitazione, non passa la corrente vera e propria ma si genera una tensione corrispondente a 220v che si attiva quando viene collegata una spina.

Il contatore di energia elettrica è il pannello principale di distribuzione per i circuiti elettrici. Questi corrono lungo la casa per consentire alle luci e agli apparecchi presenti di funzionare.

Sei di Milano? Hai bisogno di rifare l’impianto elettrico di casa tua? Contattaci per un preventivo!

 

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Schema impianto elettrico

La casa è sicura quando l’impianto elettrico e l’impianto idraulico sono a norma ed in sicurezza, per questo motivo è consigliato intervenire sui due impianti sopracitati quando si esegue una ristrutturazione. In modo da avere uno schema per l’impianto elettrico ed uno per l’impianto idraulico.

Se sei alle prese con il rifacimento dell’ impianto elettrico e desideri ingaggiare un impresa cosi che sia considerato a norma innanzi tutto se è svolto da professionisti esperti e certificati nel settore della ristrutturazione del impianto elettrico ed abbia i requisiti necessari dettati dalla legge.

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Inoltre l’impianto elettrico deve possedere dei dispositivi salva vita(magnetotermici) e  protezione diretta dei suoi componenti. Devono oltre tutto esserci delle vere e proprie barriere che impediscono il contatto fisico con le componenti elettriche e tali protezioni devono essere adeguate all’ambiente in cui sono installate (valutare se l’ambiente è umido, polveroso, molto frequentato ecc).

I cavi conduttori dell’impianto elettrico devono essere sistemati in modo sicuro nelle apposite canaline o murate sotto traccia.
Prese e interruttori dell’impianto elettrico devono essere fissati al muro e coperti con le apposite placche.

Un aspetto da non sottovalutare è la manutenzione cioè mantenere l’efficienza e la sicurezza delle singole parti ciò implica sostituire per tempo le componenti non più funzionanti.

Un aspetto assolutamente da non sottovalutare quando si desidera rinnovare l’impianto elettrico è creare un progetto il quale, attraverso la planimetria della casa, valuta come deve avvenire l’installazione dell’impianto.

Lo schema dell’impianto elettrico prevede che i vari ambienti e i vari carichi siano divisi in magnetotermici singoli.

  • 1 magntotermioco per le luci
  • 1 magnetotermico per le prese della zona giorno e notte
  • 1 magnetotermico per le prese di servizio
  • 1 magnetotermico per il bagno 
  • 1 magnetotermico per la cucina
  • 1 magnetotermico per il condizionatore
  • 1 magnetotermico per il piano cottura a induzione (sono le caso sia previsto il piano cottura elettrico)

L’impianto elettrico per essere certificato deve avere la massa a terra collegata, Ci è capitato spesso di trovare il filo della messa a terra non collegato al filo condominiale, questo è accaduto in abitazioni che avevano la certificazione elettrica ( è successo 2 volte solo nel 2016).

Una volta terminata l’installazione è fondamentale effettuare il collaudo ciò significa valutare l’effettivo funzionamento dell’impianto, successivamente, un professionista serio, deve rilasciare la certificazione dell’impianto.

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Impianto elettrico appartamento a norma

L’impianto elettrico di un appartamento domestico deve essere munito del certificato di dichiarazione di conformità, questo documento certifica che il nostro impianto rispetta ogni regola della legge in vigore, perciò l’impianto elettrico è a norma.

L’impianto è formato da un insieme di apparecchiature collegate ad un contatore, che permettono di fornire elettricità in ogni ambiente della casa.

Quando progettiamo l’impianto elettrico dell’appartamento devi munirti della planimetria della casa e studiare con attenzione l’arredamento che desideri. Una volta che hai immaginato l’arredamento possiamo individuare come illuminare le stanze e dove posizionare le prese elettriche.

In cucina ad esempio l’impianto elettrico dipende dagli elettrodomestici e dalle funzione di cui necessitano. Nel regno delle donne servono tante prese, oltre a quelle del frigorifero, microonde, forno e lavastoviglie che sono fondamentali, sarà utile averne altre per ogni evenienza.

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immagine presa da “www.puntoluce.net”

Ci sono 2 tipi di impianti che si differenziano per i costi e l’estetica;

  1. Impianto incassato nel muro, è il più costoso e il più bello esteticamente. Con questa tipologia nascondiamo tutti i fili e i cavi, incassandoli appunto nel muro tramite “traccie” (rompere parti del muro per far passare i tubi). Io lo consiglio quando si ristruttura la casa oppure quando si hanno bambini e animali in casa.
  2. Impianto elettrico a vista, viene usata questa tipologia d’impianto quando si effettua una manutenzione improvvisa, oppure quando l’intervento coinvolge solo una parte dell’appartamento. In questo caso i fili saranno collegati tra le prese esternamente, sono ricoperti con delle canaline in plastica a vista (come nell’immagine qui sotto). In questo caso non sono necessari interventi murari e il costo è più basso rispetto al primo.

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immagine presa da “rifarecasa.bricoportale.it

Quali sono i requisiti per avere un impianto elettrico a norma?

  • Tutto deve essere protetto dal contatto diretto
  • L’impianto deve essere collegato al salvavita
  • Protezione contro i fenomeni sovracorrenti
  • Sezionamento impianto in più parti
  • I conduttori elettrici devono essere sistemati in canaline, senza l’uso di nastro isolante
  • Presenza della messa a terra

Per conoscere  le informazioni basilari dell’impianto elettrico in casa approfondisci impianto elettrico cosa devi sapere?

Conclusioni:

Per avere l’impianto elettrico a norma è necessario tenerlo sempre funzionante e fare manutenzione qualora qualsiasi parte di esso si deteriorasse, evitate prese volanti o il contatto con fonti d’acqua. Il tuo impianto elettrico è a norma? chiedi una valutazione.

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Impianto elettrico cosa devi sapere?

Quando si ristruttura la casa, l’impianto elettrico deve essere modificato oppure progettato da zero. Le esigenze nell’arco degli anni cambiano, le prese della corrente si spostano solo quando si effettuano piccoli lavori di manutenzione come imbiancare, sostituire sanitari e sostituire i lampadari ecc…

Per questo motivo è opportuno progettare l’impianto elettrico non solo per il presente ma anche in ottica futura. Non è obbligatorio che il progetto di base dell’impianto elettrico lo faccia un tecnico, ma è indispensabile consultarsi con l’elettricista che dovrà rilasciare la certificazione di conformità.

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Immagine presa da ” www.helioslife.com”

Impianto elettrico cosa devi sapere?

Dal contatore elettrico (fornito dall’ente che ci fornisce l’energia elettrica) escono 2 cavi la fase cioè dove passa l’energia elettrica e il neutro, detto anche “ritorno”. questi 2 cavi vanno al quadro generale della casa, dal quale si diramano in tutto l’immobile. Questo è il contatore sul quale l’ente che eroga il servizio si basa per inviarti la bolletta.

Il quadro generale elettrico ha al suo interno:

  1. Il salvavita: un dispositivo che interrompe la corrente quando viene rilevata un anomalia nei consumi elettrici dell’impianto. Nell’impianto elettrico convenzionale abbiamo  la fase e il neutro (ritorno) che portano la corrente, questa corrente deve circolare nel circuito dell’impianto elettrico senza che ci siano dispersioni. La quantità di corrente che esce dal salvavita deve ritornare indietro.
  2. Massa a terra: è una linea speciale che viene collegata ad un apposito palo in metallo conficcato nel terreno, il cavo giallo e verde che insieme a fase e neutro va collegato a tutte le prese e al salvavita, costituisce la massima protezione  contro la folgorazione.
  3. Interruttori differenziali: questo interruttore ci permette di ripartire le linee comandando separatamente zona giorno e zona notte oppure le singole stanze e i singoli ambienti. Nel progetto iniziale vengono ripartite le diverse zone della casa da assegnare all’interruttore differenziale.

Io personalmente sono un amante del fai da te, mi piace cimentarmi in lavoretti di falegnameria e di riciclo creativo, sono a stretto contatto con l’elettricista ma non mi è mai passato per la testa di fare un impianto elettrico fai da te. Troppo pericoloso!

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Impianto a Gas o Elettrico?

Questa domanda tra impianto a gas o elettrico non è nuova. Attualmente la maggior parte degli impianti di riscaldamento è a gas, e si tratta di impianti di un certo tipo, votati al risparmio energetico e costruiti in un ottica ecosostenibile. Questi impianti utilizzano una caldaia a condensazione a basso consumo. Possono contare su un’irradiazione a pavimento, senza termosifoni ed a bassa temperatura, cioè 35 gradì anziché 70. Inoltre contano spesso su un sistema misto, che consiste nell’ingresso nelle serpentine della caldaia di acqua preriscaldata da un boiler elettrico, a sua volta gestito da un pannello solare.
Un impianto totalmente elettrico, non è che l’evoluzione di questo sistema già sperimentato ed utilizzato nelle case costruite in classe A e B.
Tengo quindi a precisarti che si parla di un confronto fra due sistemi evoluti ed entrambi votati alla difesa dell’ambiente. La sostanziale differenza è nella scelta economica, e nel fatto che l’impianto totalmente elettrico sarà, probabilmente, la più immediata evoluzione dopo sistemi che usano una caldaia a condensazione.

Impianto a condensazione

L’impianto a condensazione funziona a gas metano e sfrutta le caldaie a basso consumo. Sono in grado di gestire l’intervento di uno o più pannelli solari, al fine di produrre acqua calda, utile non solo per il riscaldamento ma anche per il normale uso quotidiano.
Questo tipo di impianto ha attualmente un costo relativamente basso all’acquisto. Puoi installare anche la sola caldaia a condensazione su un tradizionale impianto a radiatori, specie se la casa che possiedi è datata e non dispone delle nuove tecnologie. Chiaramente, per passare dai radiatori all’impianto a pavimento, il lavoro da eseguire non è solo costoso ma costringe per un po’ di tempo a vivere altrove.

Impianto elettrico

Un impianto elettrico tuttavia, ti conviene se fai le cose in grande. Indubbiamente è impensabile scaldare l’acqua attaccandosi alla linea tradizionale perché sarebbe costoso, inquinante e neppure troppo sicuro. Tempo addietro qualcuno aveva dotato la propria abitazione di un boiler elettrico riuscendo anche a risparmiare qualcosa. Ma se finiva l’acqua precedentemente scaldata all’interno di esso, si doveva attendere almeno un’ora per poter riavere l’acqua calda. Non molto bello durante l’inverno.
Per impianto elettrico, si intende produrre acqua calda ed energia elettrica totalmente in autonomia con l’installazione di un’adeguata batteria di pannelli solari.

Pannelli solari

I nuovi pannelli solari attualmente in commercio hanno cellule fotovoltaiche che hanno un rendimento nettamente superiore ai precedenti modelli. Questo significa che possono immagazzinare più energia nello stesso tempo e rilasciarla all’impianto con minore dispersione. In questo modo puoi acquistare un pannello solare con la certezza di procurarti un prodotto finalmente performante. Sarà in grado di svolgere il suo lavoro producendo un lavoro conveniente, sia per le tue tasche che per l’ambiente. Ovviamente, per servire un’intera abitazione sia nella produzione di acqua calda che nella produzione di energia elettrica, devi installare più di un pannello. Questo necessita di un preventivo con costi totali da affrontare e cercando un’azienda certificata, in grado di darti un servizio impeccabile.

Come decidere

In pratica, entrambe gli impianti puntano alla convenienza. L’impianto elettrico ha però il vantaggio di essere di ultimo grido, e lo svantaggio di costare parecchio come prima installazione. In pratica ti trovi innanzi alle seguenti situazioni:

– scegliendo una caldaia a condensazione. Spendi relativamente poco come prima installazione e risparmi nel tempo una cifra inferiore agli impianti vetusti ma nettamente superiore a quella che richiede un impianto elettrico;

– scegliendo una batteria di pannelli solari. Spendi molto di più come prima installazione, ma ti trovi di fronte ad un costo pari a zero per quanto riguarda i consumi; infatti hai la possibilità di produrre in proprio l’energia elettrica e lasciare l’eccedenza alla rete, che fino a non molto tempo fa produceva anche un notevole guadagno. Ora la legge è cambiata e consente molto meno;

– se scegli un impianto misto, cioè caldaia più pannello, in genere riesci ad autoprodurre solo l’acqua calda ed il riscaldamento (per quest’ultimo un solo pannello non è sufficiente), e ti trovi ad un livello intermedio sotto tutti gli aspetti.

Non ti resta che scegliere, valutando la tua disponibilità economica con uno speciale riguardo nei confronti dell’ambiente.

allarme antifurto casa

Come deve essere un valido impianto di allarme antifurto?

L’installazione di un impianto allarme antifurto è il mezzo più efficace per aumentare la sicurezza della propria abitazione.

Un impianto antifurto consta generalmente di 4 componenti:

  • dispositivi di comando (chiavi, telecomando, tastiera.) che servono ad attivare (o disattivare) il sistema;
  • centralina, la parte più importante, la quale elabora le varie rilevazioni che vengono registrate e trasformate in dati e che, se necessario, attiva l’allarme
  • sensori, sono i dispositivi che inviano alla centralina tutto ciò che rilevano
  • dispositivi sonori (la sirena d’allarme).

Tipologie di impianto allarme antifurto per la casa

Esistono diverse tipologie di allarme per la casa, ognuna delle quali presenta differenti tipi di rilevatori e di funzioni. Una distinzione di base può essere fatta, innanzitutto, tra impianti allarme antifurto con fili (via cavo) ed impianti allarme antifurto senza fili (wireless).

Impianti allarme con fili o via cavo

Gli impianti allarme con fili o via cavo sono composti da una rete di cavi elettrici che collegano le varie componenti del sistema disposte nell’edificio.

Sono alimentati da un circuito elettrico a bassa tensione i cui fili, solo per alcuni modelli, possono essere inseriti nel già presente impianto elettrico. In questo caso, quindi, l’installazione non richiederebbe particolari lavori di adattamento.

Questa tipologia di allarme per la casa è molto sicura.  I fili che ne permettono il funzionamento sono incassati nel muro ed il tentativo di tagliarli farebbe scattare l’intero sistema di allarme mettendo in fuga i ladri!

Installare questo impianto d’allarme è ideale negli edifici in fase di costruzione o di ristrutturazione. Altrimenti richiederebbe costi maggiori per gli interventi di foratura e riparazione dei muri per consentire il passaggio dei fili.

Le componenti da installare in un impianto di allarme per la tua casa sono minimo 3 (centrale, rilevatori e sirena). Esse  vanno collegate tra loro in tutto l’edificio e, quindi, non sempre lo spazio per inserire i fili nelle canaline di un impianto elettrico già esistente è sufficiente. Per questo motivo, le tempistiche per l’installazione dell’allarme con fili sono notevolemente alte.

Impianto allarme senza fili o via radio (wireless)

Un impianto di allarme senza fili (wireless o via radio) è analogo a quello di un sistema via cavo. E’ composto anch’esso dalla centrale di allarme, la quale gestisce l’impianto antintrusione, i rivelatori disposti nelle varie zone dell’edificio che rilevano l’intrusione ed inviano il segnale alla centralina e dei dispositivi di allarme acustici (come le sirene) o i combinatori telefonici per segnalare l’allarme alle forze dell’ordine.

Questa tipologia di impianto non richiede cavi di alcun tipo, poiché le varie componenti dell’allarme comunicano tra loro grazie alle onde elettromagnetiche, via etere.

L’energia ai vari dispositivi è fornita da batterie a lunga durata, la cui carica è periodicamente segnalata e, se è in procinto di terminare, viene avvisato l’installatore che provvede alla sostituzione. Ciò permette, inoltre, all’impianto d’allarme di funzionare anche in caso di lunghi blackout, o di guasti alla linea elettrica, mantenendo ugualmente la casa al sicuro.

Le tempistiche per l’installazione di una videosorveglianza wireless sono molti brevi.

I costi di questo antifurto sono bassi, così come quelli dell’installazione, in quanto non ci sono costi di lavori di muratura per il passaggio dei cavi. Inoltre, questo impianto può essere aggiornato e perfezionato nel tempo ed, in caso di trasloco, può essere facilmente trasportato ed installato nella nuova casa.

Impianti allarme misti via cavo e via radio

Questa tipologia di impianto allarme è così definita perché una parte dell’impianto è installata con i cavi, mentre un’ altra parte senza. Generalmente la parte installata con i cavi comprende solo la centralina, la quale è alimentata con l’energia elettrica, mentre i sensori comunicano con le onde radio.

Gli impianti d’allarme misti di solito sono la conseguenza dell’ampliamento di un impianto con cavi già esistente, ai quali vengono aggiunti altre componenti senza fili.

Impianti allarme integrati con sistemi di protezione attiva e passiva

Questa tipologia di antifurti per la casa è considerata la più efficace. Gli impianti d’allarme integrati sono progettati per proteggere l’edificio abbinando misure di protezione attiva e passiva.

In questo caso, i sensori installati in particolari punti, come la serratura della porta, aumentano sensibilmente la protezione.

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