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Guida alla scelta delle piastrelle per il bagno: grandi lastre

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Guida alla scelta delle piastrelle per il bagno: grandi lastre

Guida alla scelta delle piastrelle per il bagno: grandi lastre

Usare piastrelle a grandi lastre per il bagno offre numerosi vantaggi in tutte le tipologie di ristrutturazione o nella realizzazione di nuove costruzioni.

Scopri con me i motivi per cui dovresti utilizzare piastrelle più grandi per il tuo bagno.

Le piastrelle per il bagno a grandi lastre

Se stai pensando di ristrutturare il tuo bagno o di costruirne uno, ti sarai sicuramente chiesto se è meglio usare piastrelle di un formato piccolo o più grande. Spesso, i miei clienti alla domanda restano abbastanza disorientati. Il gusto estetico di ogni persona è differente. Tuttavia tendo sempre a consigliare le piastrelle di grandi dimensioni poiché offrono una serie di vantaggi aggiuntivi di cui possono beneficiare.

Mi capita con una certa costanza di sentirmi dire che il motivo per cui si preferiscono le piastrelle piccole è dovuto alle ridotte dimensioni del bagno. Niente di più sbagliato! Anche per i bagni in cui lo spazio è ridotto è possibile installare piastrelle a grandi lastre. Il primo motivo per sceglierle è sicuramente l’assenza di fughe che garantisce un  effetto di maggiore spaziosità. Questa tipologia di rivestimento infatti fa sembrare gli spazi più ampi di quanto non siano in realtà. Ma questo non è l’unico vantaggio, ce ne sono molti altri.

Quando utilizzare piastrelle di grande formato?

Se vorresti avere un bagno moderno ed elegante, l’utilizzo di piastrelle di grande formato è la soluzione migliore.

Nel mercato dei materiali edili troviamo un’ampia gamma di piastrelle di grande formato per poter rispondere a tutte le esigenze estetiche. L’importante è adottare questi rivestimenti con un’idea chiara di stile e in base al progetto costruttivo da affrontare.

5 motivi per utilizzare piastrelle a grandi lastre

Potrei consigliarti decine di vantaggi nell’utilizzare le piastrelle di grande formato per il tuo bagno ma voglio raccogliere in questo articolo almeno i 5 motivi principali.

1. Maggiore sensazione di spazio

Come già anticipato, uno dei motivi è il miglioramento della sensazione di spaziosità. La grandezza delle piastrelle influisce direttamente sulla percezione delle dimensioni della stanza. Se scegli dei colori chiari, questa sensazione migliorerà ulteriormente.

2. Creano un effetto di continuità

Per i rivestimenti serviranno sicuramente molto meno lastre grandi a differenza di quelle piccole. Ciò significa che dal punto di vista visivo queste piastrelle daranno una sensazione di continuità e di uniformità. Inoltre le fughe dovute alla separazione tra le lastre saranno estremamente ridotte e in alcuni casi impercettibili.

3. Tempi di installazione più rapidi

Un altro vantaggio che posso evidenziare è quello relativo alla riduzione dei tempi di installazione. Più sono grandi le piastrelle, meno ne serviranno! Se vuoi accorciare i tempi di installazione le piastrelle a grandi lastre fanno al caso tuo. A ciò bisogna aggiungere che, con le nuove tecniche di installazione, il processo di piastrellatura sarà molto rapido.

4. I grandi formati sono moderni

Per chi ristruttura un bagno è essenziale dare un tocco di modernità all’ambiente. L’utilizzo di piastrelle di grandi formati ti aiuterà a creare uno spazio unico e moderno. Le vecchie piastrelle (quadrate e di piccoli formati) sono il passato…passa al moderno con le piastrelle a grandi lastre.  

5. Le piastrelle a grandi lastre sono più igieniche

Ebbene si… le piastrelle a grandi lastre sono più igieniche. Ti starai chiedendo il perché, vero? Te lo spiego subito! Nei bagni tradizionali rivestiti con piastrelle piccole lo sporco va ad insinuarsi nelle fughe, di solito abbastanza ampie, i cui materiali risentono dell’umidità. E’ proprio in quelle aree che vanno ad insidiarsi batteri e funghi, anche a causa della costante umidità presente nei bagni. Pertanto, le piastrelle di grandi dimensioni, con fughe quasi impercettibili, non consentono ai batteri di annidarsi e permettono una pulizia più approfondita con i normali detergenti.

Prova ad immaginare come sarebbe bello e moderno il tuo bagno adottando le piastrelle a grandi lastre. Spero che questo articolo ti abbia fatto comprendere le potenzialità estetiche dei rivestimenti di grande formato e quanto sia facile e veloce utilizzarle.  

Se hai intenzione di ristrutturare il tuo bagno e vuoi saperne di più sulle nostre soluzioni edilizie ti basterà chiamarci al 3282883309 oppure scriverci utilizzando il nostro form di contatto. Sapremo consigliarti e guidarti nella scelta delle migliori piastrelle per il tuo bagno. 

Come scegliere i sanitari bagno

Sanitari bagno: caratteristiche, funzioni e stile

Il bagno, tra i vari ambienti di un appartamento, è quello in cima alle priorità di chi ha appena acquistato una casa, quello su cui si concentrano maggiormente gli interventi di ristrutturazione dei nuovi proprietari.

Il motivo? Il bagno non è più semplice spazio di servizio, ma un luogo di benessere in cui trascorriamo dai 30 ai 60 minuti al giorno, magari in compagnia dei device mobili.

La ristrutturazione del bagno riveste una particolare importanza nell’azione generale di una ristrutturazione edile sia un appartamento sia di una villa.

Secondo i vigenti Regolamenti Edilizi, ogni unità immobiliare adibita ad abitazione deve disporre di almeno un bagno completo di doccia o vasca, tazza wc, lavandino e bidet. Ma come scegliere i sanitari giusti?

Guida pratica alla scelta dei giusti sanitari: dalla tipologia alle misure

Esistono tre tipologie sanitari bagno:

  • Sanitari bagno sospesi: sono i più leggeri ma anche i più pratici perché, essendo liberi nella parte inferiore, possono essere puliti facilmente. Vengono fissati alla parete di appoggio mediante apposite staffe in acciaio tassellate al muro. E’ fondamentale che siano fissate adeguatamente, poiché su di essere grava il peso dell’intero elemento. Questa tipologia di sanitari sono installabili sono nel caso di scarico a parete e non a terra.
  • Sanitari da appoggio a terra: sono i classici elementi da bagno, presentano una base che li collega allo scarico a terra nel pavimento, qualora così sia predisposto l’impianto. Possono essere addossati alla parete o collegati ad essa mediante una tubatura a vista. In questa tipologia di sanitari rientrano la maggior parte dei sanitari economici.
  • Sanitari bagno filo muro: si adattano a qualsiasi posizione dello scarico e rappresentano il giusto compromesso tra i design dei sanitari sospesi e l’ingombro di quelli standard da appoggio.

Nella scelta del wc e del bidet le dimensioni sono vincolanti, almeno quanto lo è stile. Sempre realizzati in ceramica, sono preferiti soprattutto nel classico bianco, vero passepartout.

Quanto è importante la misura nella scelta dei sanitari?

Sia per la versione dei sanitari filo muro a pavimento che per la versione da terra le misura sono fondamentali. La misura standard rispetta le seguenti caratteristiche: L 36 X P 55 X H 40 cm.

Anche nella versione da terra, wc e bidet sono proposti soprattutto filo muro (back to wall), perché garantiscono un’estetica migliore, nascondendo l’attacco agli impianti. E se questi sono datati, con tubi molto sporgenti dal muro, ci sono sanitari “specifici”, ovvero molto cavi nella parte posteriore.

Visivamente leggeri, facilitano la pulizia e permettono di apprezzare appieno una pavimentazione decorata: ecco i plus dei sanitari sospesi, versatili anche dal punto di vista estetico.

Ne è un esempio, Strada II di Ideal Standard, il bidet con la copripiletta in ceramica ed il vaso dotato di tecnologia AquaBlade per il sistema scarico.

Gli shower toilet, ovvero il WC più Bidet, due in uno, sono una soluzione salva spazio e di grande comfort per tutti. Il costo elevato, dovuto alla tecnologia sofisticata e qualche pregiudizio persistente pongono il freno alla diffusione di questi modelli. Eppure molti Regolamenti edilizi li prevedono quale alternativa ai sanitari in coppia, obbligatori almeno in un bagno in ogni casa. Richiedono anche una presa elettrica.

Sanitari in versione compatta: meno spazio e più comodità

Definire i sanitari “mini” non è appropriato perché questi modelli occupano meno spazio solo in profondità e sono comodi al pari degli altri.

Il coprivaso incide su comfort ed estetica del wc e si acquista separatamente.

Nella versione sospesa, i sanitari salva spazio danno il meglio perché la sensazione di maggiore ampiezza ed ariosità è decisamente amplificata. Anche se di peso inferiore, per l’installazione richiedono alcuni accorgimenti.

Della serie Forty 3 di ceramica Globo, il wc è disponibile con o senza brida. I sanitari misurano L 36 X P 43 cm, sono caratterizzati da un colore bianco e da un coprivaso con sedile rallentato.

Alcuni modelli, pur essendo meno sporgenti, sono invece più larghi di qualche centimetro. Ciò è dovuto ad esigenze legate al rapporto design/comfort.

La posizione dei sanitari: lo schema vincente

La posizione dei sanitari all’interno della stanza risponde a criteri consolidati di buona progettazione, messi a punto per garantire il comfort. In un bagno difficile, però, sono ammesse eccezioni.

Di solito vaso e bidet sono affiancati. Si tratta di una sistemazione decisamente pratica e confortevole ma anche gradevole esteticamente. Convenzionalmente servono 120 cm, misure a cui idraulici ed installatori si attengono nella maggioranza dei casi. Ogni variazione, dunque, va comunicata per tempo.

E’ meno usuale, invece, posizionare i due sanitari uno di fronte all’altro anche se, talvolta, è l’unica possibilità: in tal caso, si devono calcolare almeno 60 cm di spazio tra i due. Questa stessa misura è il minimo da lasciare sempre di fronte ai due elementi, anche quando sono allineati.

Per quanto riguarda l’altezza, invece, un po’ di attenzione va posta all’installazione dei modelli sospesi anche se, per questo aspetto, i professionisti si muovono in autonomia: si tenga conto che la seduta deve essere a circa 40 cm da terra (47 cm per anziani e disabili).

Per garantire massima sicurezza d’uso e praticità alle persone con difficoltà motoria, basta rispettare le semplici regole previste dalla normativa di riferimento (legge 13/1989 e Dm 14/6/1989 n°236) per la progettazione degli spazi domestici. Per quanto riguarda il wc, vanno previste barre di sicurezza (per esempio una fissa ed una ribaltabile) su entrambi i lati.

Doccia, elemento indispensabile in ogni bagno

Doccia, elemento indispensabile in ogni bagno

Secondo un’indagine condotta dall’Osservatorio sulla casa, il 72% degli Italiani che ha un’abitazione con meno di tre locali opta per la doccia. Tale preferenza non si lega solo a problemi di spazio: anche quando non sono costretti a scegliere in base ai mq, comunque non rinunciano ad averla.

Oggi, infatti, la pratica quotidiana di stare sotto il getto non risponde solo ad un’esigenza di igiene ma è vissuta come un momento di relax, favorito dal massaggio esercitato dall’acqua e dalla presenza di vapori caldi. Non si può comunque negare che in molte situazioni la doccia sia l’unica soluzione applicabile la dove i bagno è piccolo.

A favore della doccia depone, infine, anche una motivazione green: il consumo idrico, utilizzando rubinetteria e soffioni a risparmio, è decisamente inferiore rispetto a quello richiesto dalla vasca.

Doccia: modelli e finiture per ogni esigenza

La scelta della doccia è legata allo spazio disponibile: bisogna valutare il punto di installazione e considerare il numero dei muri per l’appoggio.

Per definire la sagoma e la modalità di apertura si possono mixare più soluzioni.

Esistono diversi modelli di doccia per ogni esigenza.

  • Walk-in: di grande impatto, la cabina senza chiusura va presa in considerazione per lati superiori a 100 cm.
  • A profondità variabile: l’irregolarità del box doccia permette di sfruttare l’angolo vicino alla porta o in un passaggio stretto.
  • A soffietto: comoda e salva spazio: si apre come un battente ma richiede la metà dei centimetri.
  • Totalmente accessibile: disegnato per essere “age friendly”, il box si apre completamente er favorire l’accesso a chi ha problemi di mobilità.
  • Con apertura mista: è un’ottima soluzione per ridurre l’ingombro dell’apertura nei box dalle dimensioni generose.

Nel caso di un budget mini, un bagno small, una doccia nella vasca o passante, è decisamente consigliabile una tenda, realizzata magari con un materiale più pesante rispetto allo standard, in modo tale che durante la doccia non si muova e non si attacchi al corpo.

Anche riguardo le cabine ne esistono diverse tipologie:

  • Con profili in nero, di gusto contemporaneo. Tutti gli elementi in metallo sono di colore nero matt.
  • Con lastre specchiate. Estremamente chic, questa finitura regala maggior profondità al bagno. Le lastre sono realizzate con un processo di cromatura sotto vuoto, per polverizzazione catodica e senza il deposito di argento o alluminio sulla superficie. Sono temprate e, se si desidera, trattate per resistere ad aloni e calcare.
  • Pareti fumè. Per proteggere la privacy, con una finitura che si abbina facilmente agli accessori.
  • Il box multifunzione, si differenzia dalle altre cabine innanzitutto per la presenza del “cielino”, ovvero il top che definisce e chiude in alto il volume. Questo particolare permette di avere un angolo wellness completo, con le stesse dimensioni di una doccia standard. In un box multifunzione, infatti, ai getti verticali provenienti dal soffione fisso si possono aggiungere quelli laterali erogati da appositi jet per il massaggio con l’acqua.

Non solo: si possono prevedere dispositivi per la diffusione di musica, colori, aromi. Serve una presa elettrica e, talvolta, una pressione idrica maggiore rispetto a quella solitamente disponibile (1,5-3 bar).

Doccia Arblu, una soluzione innovativa esclusivamente Made in Italy

Arblu è il brand da noi preferito in caso di installazione di un box doccia o piatto doccia.

Questa realtà puramente italiana si occupa della progettazione, produzione e commercializzazione di soluzioni di design innovative per il bagno. (dall’arredo bagno, ai box o piatti doccia).

Si tratta di soluzioni adatte ad essere inserite in qualsiasi contesto stilistico del bagno che ti danno la possibilità di personalizzare l’ambiente con comodi ed eleganti accessori.

I piatti doccia sono realizzati in diversi materiali: dalla ceramica tradizionale, un materiale classico di qualità unito a dimensione e forma moderne, all’innovativo e esclusivo pietra blu, un materiale pregiato ed esteticamente di impatto.

Un materiale naturale composto da minerali e resine e modellato grazie a stampi diversamente texturizzati su design esclusivo. La scelta ideale per chi ama la sensorialità tattile combinata alla resistenza.

Come installare un box doccia in piccoli ambienti di servizio?

In un bagno di circa 246x 179 cm con due pareti occupate dalle apertura, la doccia permette di mantenere agevoli i passaggi e di avere lo spazio sufficiente per una colonna di servizio dove nascondere gli elettrodomestici per fare il bucato. (una lavasciuga ad esempio profonda 45 cm).

In questi casi è consigliabile un box doccia salva spazio, pur avendo un volume interno capiente e comodo. Merito del profilo arrotondato e  di forma semicircolare.

Il piatto doccia, di tipo tradizionale ed alto 6 cm, può essere installato anche a filo pavimento, eliminando totalmente il piccolo gradino.

La colonna è una soluzione vincente sotto il profilo della praticità. Oggi è proposta con l’estetica dei soffioni fissi. I vari modelli sono disponibili con dimensioni standard, a partire da 70×70 cm per la maggior parte dei produttori, ma si possono anche far realizzare su misura, talvolta senza costi aggiuntivi. Rimane sempre fissa, invece l’altezza: tra i 190 ed i 200 cm secondo le aziende. In questo caso richieste particolari possono avere un sovraprezzo.

Se invece hai bisogno di aggiungere un bagno privato, ad esempio, all’ampia stanza dei tuoi ragazzi, allora è possibile intervenire separando la doccia in un vano indipendente. Si ricavano così due mini ambienti: un piccolo bagno con lavabo e sanitari ed un altro per la nicchia con la doccia.

Per la nicchia, la chiusura va scelta in base alla lunghezza del lato ed allo spazio esterno.

Arblu propone l’anta a bilico da 90 cm con un profilo in laccato vulcano e vetro trasparente.

Per uniformità, il piatto doccia deve coordinarsi al soffione ed al box doccia.

In termini di stabilità e resistenza, è fondamentali che le pareti in vetro abbiano spessore di almeno 6 mm. Per quanto riguarda la sicurezza, invece, è il tipo temprato termicamente a dare la giusta garanzia (se si rompe, si frantuma). Se è anche stratificato (doppia lastra con film di materiale plastico interposto), i frammenti vengono trattenuti da tale pellicola interna.

Come trasformare il bagno in una comfort zone

Come trasformare il bagno in una comfort zone

Iniziare la giornata con 15 minuti di esercizi mirati per rimanere in forma oppure arrivare a casa dopo una giornata di lavoro e rilassarsi con un bagno turco o con una sauna che elimina la stanchezze e rigenera.

Ma ci si riesce? Sì, se il bagno si trasforma in comfort zone, grazie alle sue mille insospettabili possibilità e potenzialità di utilizzo. Tutto dipende da due fattori: un progetto anticonvenzionale, che sfrutta bene i metri quadrati disponibili, in genere davvero pochi ed un arredamento adatto. Se ci si chiede se ne valga la pena, la risposta è sicuramente sì, soprattutto se lo spazio wellness o fitness è un desiderio mai realizzato e per vederlo concretizzarsi non è necessario stravolgere l’abitazione nè rinunciare ad un altro locale. Si tratta solo di ristrutturare il bagno, con un investimento economico non trascurabile.

Tre soluzioni possibili per trasformare il bagno in una comfort zone

  1. 3,5 mq con il bagno turco

In una superficie così contenuta e volendo una dotazione completa, è il vano doccia ad ospitare anche il bagno turco. Un ottimo compromesso, senza rinunce. Ampio spazio è dunque destinato alla nicchia da attrezzare, che misura 170×75 cm.

Per la parte con il lavabo in pietra ed i sanitari bastano quindi 170×125 cm.

L’effetto pietra è indicato per riproporre a casa la suggestione dell’hammam. Nel colore grigio venato è di tendenza, non particolarmente vincolante e si sposa bene con il colore bianco dei sanitari e della porta (necessariamente salva spazio).

Ci sono due possibilità per realizzare il bagno turco. A seconda dello spazio disponibile si può scegliere tra una cabina dedicata, già equipaggiata e pronta da installare, ed un allestimento da applicare al vano doccia: pareti coibentate, cielino (anche quelli a volta), porta a tenuta stagna e generatore di vapore.

All’interno della cabina la temperatura raggiunge 40/45° C, con umidità compresa tra il 90 ed il 100%. La fonte di acqua aiuta a sopportare tale condizioni, ma per un uso ottimale e sicuro, è bene informarsi bene sulle procedure e sui tempi di permanenza.

Per ampliare lo spazio della nicchia da attrezzare si suggerisce un frontale vetro, con porta centrale di accesso. La cabina diventa così di 160×80 cm.

L’interno può essere rivestito in Crystal white ed attrezzato con una seduta in solid surface di 40×65 cm (a destra) ed un soffione di 37×37 cm (in alto a destra). Il generatore è un pannello da posizionare all’esterno del box.

2. 4,6 mq con la mini palestra

Si può organizzare in due aree laterali il bagno di 178×262 cm, lasciando spazio libero in mezzo. A destra della porta, la zona lavabo attrezzato anche come spazio fitness, con una soluzione di arredo bagno particolarmente creativa e funzionale. A sinistra, la zona con vado bidet, dalla quale si accede alla doccia. Questa è delimitata da una spalletta in muratura e da un sistema di ante in vetro scorrevoli.

Affinchè si possa dedicare alla zona fitness quanto più spazio possibile, il bagno va completato con arredi compatti. Ciò significa orientarsi su quei pezzi poco ingombranti ma, allo stesso tempo, in grado di garantire comfort. Come ad esempio, un sistema doccia con ante scorrevoli e guida di scorrimento nascosta. Dotata di soft-close per un movimento morbido e di funzione push&clear per alzare le porte verso l’esterno e facilitare la pulizia.

E’sempre più diffuso il desiderio di allestire una zona fitness in bagno, la quale è realizzabile, a patto che ci siano lo spazio per svolgere in sicurezza gli esercizi e la finestra per avere aria e luce naturali.

Per rendere ancora più accogliente l’ambiente, si può optare per un pavimento in legno.

Anche se molto limitata, l’area fitness può essere risolta con una panca, un attrezzo che permette una varietà di esercizi di allenamento per vari gruppi muscolari, grazie alla possibilità di regolarne l’inclinazione. Con gli anelli si completa il workout domestico.

3. 5,5 mq con la sauna separata

Per il bagno abbastanza ampio ed agevole si può ipotizzare una dotazione wellness più complessa. Tenendo conto della posizione della porta e di quella della finestra, l’ambiente è stato organizzato come se fosse diviso in due. La parte verso il fondo è dedicata alle cabine doccia e sauna. Nell’altra invece, trovano posto sanitari e lavabo.

Quello in legno della sauna è un volume da valorizzare, abbinando arredi total white. Quelli di recente produzione, ad esempio, puntano su materiali soft-touch, decisamente adatti ad un ambiente wellness.

Alla sauna serve una cabina dedicata, di poco più di 1 mq e collegata all’impianto elettrico. I produttori propongono modelli pronti da installare, personalizzabili per finiture e dotazioni, ma anche soluzioni su misura. L’ampiezza del volume determina poi la potenza del generatore di calore.

La sauna consiste in un’immersione in aria calda e secca, all’interno di una cabina in legno. Il calore viene fornito da un apposito dispositivo, sul quale vengono appoggiate delle pietre.

Esistono due tipi di sauna: tradizionale finlandese ed a infrarossi. La prima è dotata di stufa e raggiunge la temperatura di 75-90° C. La seconda utilizza invece un radiatore di raggi infrarossi e raggiunge la temperatura di 30-55°C.

Come scegliere la vasca da bagno

Una delle fasi più delicate durante la ristrutturazione di un appartamento è l’insieme di interventi che riguardano il locale del bagno.

Questa stanza è, come abbiamo visto negli articoli precedenti, uno degli ambienti più soggetti a cambiamenti. Durante la ristrutturazione del bagno si possono affrontare diversi step, dal cambio di pavimentazione, alla scelta di nuovi sanitari, o ancora dalla sostituzione della vasca con una doccia o al contrario la decisione di installare una vasca.

Una scelta importante è quella della tipologia di vasca da installare, dovrà essere una decisione accurata perché la vasca è ormai utilizzata sopratutto per soddisfare le nostre esigenze personali di relax e riposo.

Dove posizionare la vasca da bagno

Prima di affrontare l’argomento che riguarda la scelta della vasca da bagno è bene fare una premessa, la vasca da bagno non è più legata soltanto all’ambiente bagno come in passato, ma sta iniziando a venire abbinata anche alla camera da letto.

L’oggetto della vasca sta diventando sempre di più simbolo del relax e spesso viene posizionata proprio nel luogo di riposo, dove ci rilassiamo quotidianamente, ovvero la stanza da letto.

Rispetto dunque a qualche decennio fa la vasca da bagno diventa un vero complemento d’arredo, non solo un mero oggetto funzionale, può essere installata non più in un unico luogo e il suo stesso design viene ripensato in base alla sua collocazione.

Tipi di vasca da bagno

I tipi di vasca da bagno sono svariati e si possono classificare in parte in base alle loro caratteristiche funzionali, in parte in base all’estetica e al design che le contraddistingue.

Le vasche da bagno possono essere di varie dimensioni, da quelle minime per bagni di dimensioni ridotte, a quelle standard a quelle che sfiorano i due metri di lunghezza per stare comodamente sdraiati.

Hanno varie forme, rettangolari, quadrate, tonde, ellittiche, possono essere standard o idromassaggio, o ancora integrate con la doccia. Inoltre possono essere posizionate in nicchia, ad angolo, oppure essere freestanding, libere all’interno dello spazio.

Le vasche da bagno possono essere rialzate su piedini, oppure appoggiate a terra, o ancora su una pedana rialzata, possono essere rivestite oppure no, ed avere rubinetteria a muro oppure integrata nel bordo della vasca.

Vediamo di analizzare le varie tipologie per capire quale sia la più adatta per ogni esigenza.

Caratteristiche funzionali

Vasca standard

Si tratta del tipo di vasca più comune può avere svariate forme ed essere posizionata in qualunque posizione all’interno del bagno.

Vasca idromassaggio

Si tratta di una vasca che oltre alle funzionalità base, ha getti e bocchette disposte lungo tutto il suo perimetro interno per favorire il massaggio e il rilassamento del corpo.

Questo tipo di vasca può avere svariate forme, ma generalmente necessita di maggiore spazio rispetto ad una vasca standard.

Può essere collocata in qualunque posizione all’interno del bagno ed essere posta su una pedana rialzata per darle maggiore importanza.

Vasca integrata con doccia

Si tratta di una vasca dotata di pareti vetrate apribili che può essere utilizzata sia come vasca che come doccia.

Si tratta di una valida soluzione per chi vuole ottimizzare lo spazio ed i costi, infatti con un unico oggetto abbiamo a disposizione due differenti modalità di utilizzo dello stesso.

Nella maggior parte dei casi la vasca integrata con doccia ha forma rettangolare, o quadrata ed è posizionata in nicchia o ad angolo.

Immagine tratta da www.pixabay,com

Caratteristiche estetiche

Vasca in nicchia

La vasca in nicchia, che sia idromassaggio, standard o integrata con doccia, viene posizionata tra due pareti.

La sua lunghezza copre dunque la totalità della lunghezza della parete e la vasca risulta incassata tra i due muri. Ha solitamente forma rettangolare, ma può essere anche quadrata.

Questa tipologia di vasca consente di sfruttare al massimo lo spazio, è infatti la tipologia più diffusa. La vasca in nicchia risulta particolarmente accattivante dal punto di vista estetico quando il suo unico lato a vista viene rivestito con lo stesso materiale del pavimento, in continuità con esso.

L’effetto estetico che si ottiene è quello di un oggetto, la vasca appunto, completamente integrato con la superficie su cui appoggia, quasi fosse un tutt’uno con essa.

Vasca ad angolo

La vasca ad angolo, che sia idromassaggio o standard, ha una forma piuttosto particolare, che ricorda un triangolo rettangolo, con il lato più lungo semicircolare.

È posizionata all’incontro tra due pareti, sfrutta infatti l’angolo tra di esse, e la forma interna della vasca può seguire quella esterna oppure essere ellittica.

La vasca ad angolo è particolarmente adatta a chi ha un bagno di notevoli dimensioni, preferibilmente di forma quadrata, poiché è piuttosto ampia e spesso viene scelta nella versione idromassaggio.

Vasca freestanding

La vasca freestanding è forse la tipologia più affascinante tra tutte quelle sopradescritte, viene posizionata liberamente nello spazio e in questo modo acquista valore ed importanza.

Può avere forma quadrata, rettangolare o tonda, ma anche sagome e profili sinuosi che la rendono simile ad una scultura vera e propria. Può di tipo standard o idromassaggio. È particolarmente adatta per bagni di dimensioni ampie, infatti necessita di spazio attorno per potersi muovere liberamente e per poter apprezzare a pieno le sue qualità estetiche.

Questa tipologia si sta sempre più diffondendo perché, sia che venga posizionata in bagno che in camera da letto, il suo design la rende simile ad un vero e proprio oggetto d’arte o pezzo di arredamento.

La vasca freestanding può essere posizionata su una pedana per enfatizzare ancora di più il suo valore, oppure essere rialzata su piedini e generalmente questo tipo di vasca da bagno non viene mai rivestita.

Conclusioni

La scelta di una vasca da bagno è importante perché riguarda un oggetto che dovrà favorire il nostro relax e riposo.

È importante in primo luogo definire dove sarà posizionata la vasca, se in bagno o in camera da letto, in seconda battuta bisogna valutare quanto spazio si ha a disposizione e scegliere di conseguenza il modello, in nicchia, ad angolo o free standing.

Parallelamente si sceglierà il tipo di funzione che la vasca dovrà avere, se standard, idromassaggio o integrata con la doccia. A questo punto rimane soltanto da scegliere se rivestirla, rialzarla su piedini o pedana e quale rubinetteria installare… siete pronti?

Ristrutturare il bagno senza piastrelle

Durante la ristrutturazione di un appartamento, uno degli ambienti più spesso soggetti a cambiamenti, restyling e mutamenti è proprio il bagno.

Questo locale è una delle stanze fondamentali della casa, si tratta di un ambiente tecnico, in cui si svolgono determinate funzioni, ma anche di relax. Il bagno è strettamente legato ai gusti e alle esigenze personali di ogni individuo, per questo è soggetto ad un alto grado di personalizzazione.

Pensate a chi preferisce la doccia al posto della vasca, e viceversa, oppure chi preferisce separare la zona del wc e bidet da quella del lavabo e doccia, o chi ancora desidera avere all’interno del bagno una piccola area dedicata alla lavanderia.

Il bagno si trova a dover soddisfare questi requisiti e per questo spesso viene ristrutturato dopo l’acquisto della casa, perché magari la disposizione precedente non soddisfa il gusto delle persone, o anche nel corso del tempo dagli stessi proprietari per il modificarsi della struttura famigliare e degli stili di vita.

Proprio perché le ristrutturazioni del bagno sono piuttosto frequenti è bene cercare di ottimizzare i costi e valutare attentamente tutte le opzioni possibili, anche in vista di un futuro e nuovo cambiamento.

Uno degli aspetti più delicati da valutare in questo senso è la scelta dei pavimenti e rivestimenti, come possiamo scegliere dei materiali resistenti e duraturi per rivestire il nostro bagno che siano allo stesso tempo pratici e facili da sostituire in caso di una nuova ristrutturazione?

Una risposta sicuramente è quella di non utilizzare per il nostro bagno dei rivestimenti e dei pavimenti con piastrelle, ma optare per altre soluzioni.

Pavimenti e rivestimenti alternativi alle piastrelle

È noto che ormai esistono varie soluzioni per rivestire e pavimentare il vostro bagno, le piastrelle sono la scelta più classica, ma forse la meno pratica, veloce, economica e duratura, poiché sono poco resistenti e soggette a rottura.

Inoltre le piastrelle richiedono un lavoro di posa piuttosto lungo e di conseguenza più costoso e spesso risulta problematico, a distanza di anni, in caso di sostituzione, ritrovare la giusta continuazione del pavimento o del rivestimento ceramico.

I modelli possono non essere più in produzione, e anche se trovaste la piastrella della medesima serie, non avrebbe mai la stessa colorazione delle altre che sono state utilizzate da tempo.

Perché dunque non optare per nuovi materiali da rivestimento come la resina, le pitture, le carte da parati, le piastrelle adesive o il parquet? Vediamo quali sono nel dettaglio i pregi e i difetti di ognuno di essi.


Immagine tratta da www.pixabay.com

Pavimenti e rivestimenti in resina

Sicuramente l’utilizzo di pavimenti o rivestimenti in resina porta grandi vantaggi, questo materiale, di cui vi ho già parlato in
questo articolo , è infatti pratico, duraturo e ha un grande pregio estetico, quello di dare continuità alle superfici su cui viene applicato.

Uno dei vantaggi dei rivestimenti e dei pavimenti in resina è che si possono applicare sopra le piastrelle vecchie, dopo l’adeguata preparazione del fondo. Grazie al suo spessore ridotto, di qualche millimetro, elimina infatti il fastidioso problema di salti di quota.

Un materiale piuttosto simile alla resina, che può essere utilizzato sia come rivestimento che come pavimento, è il microcemento, risulta più resistente di essa, ma è un po’ più costoso.

Rivestimenti in pittura

L’alternativa forse più economica e immediata ad un rivestimento in piastrelle è l’utilizzo di una semplice pittura per interni nel vostro bagno. Esistono diversi tipi di pittura, quella lavabile o quella a smalto lavabile.

La prima può essere lavata con acqua con le accortezze necessarie, ed è ottimale per l’ambiente bagno così come anche per la cucina.

La seconda è ancora più adatta per il bagno perché più resistente all’acqua e conferisce un effetto speciale molto lucido alle pareti su cui viene applicato.

Rivestimenti con carta da parati

Vi sembrerà strano, ma al giorno d’oggi grazie all’utilizzo di particolari tecnologie e materiali, è possibile utilizzare la carta da parati anche in bagno.

Delle nuove caratteristiche delle attuali carte da parati vi ho già parlato in
questo articolo , entrando più nello specifico si possono catalogare quelle utilizzabili in bagno in due categorie, la carta da parati vinilica e la carta da parati in fibra di vetro.

Mentre la prima seppure impermeabile e lavabile non può essere applicata nelle parti a diretto contatto con l’acqua, la seconda è molto più resistente all’acqua.

Ovviamente bisogna optare per la carta da parati in un bagno solo se questo è correttamente ventilato. Uno dei vantaggi dei rivestimenti con carta da parati è che come con la resina si possono applicare sopra le piastrelle vecchie.

Pavimenti e rivestimenti in piastrelle adesive

Un’altra soluzione alternativa alle piastrelle classiche può essere quella di utilizzare piastrelle adesive.

Composte di materiale plastico, hanno un aspetto che può simulare sia la ceramica, che il legno o qualsiasi altra tipologia di superficie, un po’ come accade con le carte da parati.

Anche’esse come resina e carte da parati, possono essere applicate su un vecchio pavimento o rivestimento, senza causare problemi di spessori e sono, tra tutte le alternative proposte in precedenza, quelle in assoluto più facili da posare.

Sono altamente personalizzabili anche nel formato, tuttavia hanno una resistenza inferiore rispetto agli altri materiali proposti.

Pavimenti in parquet

Uno dei falsi miti sul parquet in bagno è che non sia utilizzabile per via dell’acqua.

Il nemico principale del parquet è tuttavia soprattutto l’umidità, dunque basterà garantire una corretta ventilazione nel bagno, sia con finestra sia attraverso un aspiratore meccanico, per poter ristabilire la corretta percentuale di umidità nell’aria.

Determinate specie di legno sono poi particolarmente stabili anche in ambienti piuttosto umidi, ad esempio il rovere, dunque risultano più adatti per la posa nei bagni.

Le moderne tecnologie e i trattamenti promossi dalle aziende produttrici garantiscono inoltre prodotti impermeabili. Rispetto alle precedenti proposte la scelta del parquet risulta più costosa, anche se di grande effetto estetico.

Conclusione

Se state pensando di ristrutturare il vostro bagno e cercate alternative veloci, pratiche, durature e magari meno costose delle piastrelle non avete che l’imbarazzo della scelta! Avete già deciso quale rivestimento o pavimento è più adatto per voi?

rubinetteria

L’importanza della scelta della rubinetteria bagno

Progettare il bagno sia che si tratti di una stanza ex novo sia di una ristrutturazione del bagno, richiede una serie di passaggi fondamentali. Scegliere la giusta rubinetteria rientra in questa categoria e la scelta è una decisione importante sia dal punto di vista stilistico che pratico.

La rubinetteria può anche essere considerata come un accessorio secondario, ma ha certamente un ruolo fondamentale nella stanza da bagno. Provate ad immaginare lavabi, bidet, docce e vasche da bagno senza rubinetteria: diventano tutti degli accessori inutilizzabili altamente scomodi.

La scelta dei rubinetti va fatta nei minimi dettagli, prendendo in considerazione diverse variabili come i sanitari e gli accessori sui quali andremo ad installarli, le dovute distanze tra le superfici e l’utilizzo che ne vogliamo fare.

Nella scelta di ogni elemento vanno valutati anche praticità ed ergonomia.

E’ fondamentale  tenere sempre in mente chi sarà l’utilizzatore principale della stanza, valutando così anche le sue esigenze specifiche, come l’altezza di installazione.

Il tipo di installazione si rifà soprattutto alla struttura delle tubature ed all’estetica dell’arredo bagno: potete scegliere tra incastri sul top, a muro o addirittura a pavimento nel caso di lavabi monoblocco.

Le tipologie di rubinetto

Per chi ama il bagno in stile, ogni dettaglio deve essere scelto in linea, anche i rubinetti.

Se i modelli moderni sono quasi sempre monoforo (detti anche miscelatori monocomando), quelli tradizionali prevedono invece 3 elementi (da cui il termine rubinetteria “a tre fori”): la bocca d’erogazione più le due manopole.

Quest’ultime risultano fortemente connotate: le più diffuse sono quelle “a croce”. Ma ancora più caratteristiche sono le eleganti leve in porcellana, bianca o nera, oppure in metallo, in finitura cromata lucida oppure color oro, bronzo e ottone, anche abbinate tra loro.

I modello più preziosi, ancora prodotti a partire dagli stampi originali, possono avere intarsi in cristallo.

Staffordshire 9 di Victoria + Albert si distingue per le maniglie in ceramica e la bocca d’erogazione in stile tradizionale. E’ disponibile in finitura cromo lucido, nichel spazzolato e nichel lucido.

Antique Precious Lever di Devon&Devon è realizzato con stampi datati 1922 ed è impreziosito da leve in cristallo nero ed ottone. Disponibile nelle finiture cromo, oro chiaro e nichel lucido.

La scelta del materiale

  • Acciaio inox,  indiscutibilmente è la scelta più comune. Si tratti di una finitura cromata o nella più moderna satinatura. La ragione va ricercata nella sua alta resistenza, collegata ad una pulizia veloce e semplice.
  • Ottone,  ha le stesse caratteristiche. Ma trova meno riscontro negli ultimi anni, in quanto più adatto ad un’estetica classica o ad elementi d’arredo particolari.

Non mancano versioni colorate, spesso utilizzate in bagni dedicati ai bambini o in progetti contract come bar, ristoranti ed alberghi.

  • Oro, argento e pietre pregiate, adatti a realizzare una stanza da bagno di lusso

Sono tornati in voga i miscelatori con cartuccia-Joystick, ispirata in un certo senso al Joystick delle consolle. Essi  offrono indubbiamente uno stile minimale e pulito.

Da non sottovalutare anche la rubinetteria con installazione a parete, utilizzata principalmente su bacinelle o su lavabi con installazione sopra piano.
Grandi novità anche sul lato finiture. Se prima la finitura di tendenza era quella “classica” cromata, negli ultimi anni finiture come il bronzo e l’oro stanno avendo un discreto successo. Questo anche grazie alle diverse tipologie di sanitari, che richiamano in qualche modo stili vintageretrò.

Comandi digitali, risparmio idrico, finiture preziose. Sono queste le caratteristiche  principali che i nuovi miscelatori portano con loro.

La rubinetteria bagno sta subendo una forte modernizzazione, acquisendo un design ed un automatismo sempre più avanzato.

Il dettaglio da non trascurare, che sia minimale o meno, è proprio l’abbinamento della rubinetteria con l’ambiente bagno in generale. Se prima  l’abbinamento andava fatto solamente per i tre sanitari principali, oggi, si aggiungono cascate d’acqua, getti per massaggi rigenerantisoffioni con effetto pioggia e tanti altri accessori. Tutti rigorosamente appartenenti alla medesima collezione, con forme dimensioni identiche.

Rubinetti: attenti ai consumi

Se il design è l’aspetto che più colpisce, non si può trascurare l’aspetto green di prodotti sempre più ecosostenibili e che prevedono dispositivi in grado di aiutarci ad evitare sprechi idrici.

Al contrario di quanto non si creda, per lavarsi non è necessaria tanta acqua ma un getto confortevole. Esso si può ottenere limitando la prima perché mescolata con l’aria, grazie a due semplici dispositivi. 

Con i limitatori di portata si blocca la leva del rubinetto ad un primo livello, facendo così uscire meno acqua.

L’aeratore, poi, miscela l’aria con l’acqua, rendendone più potente il getto.

Risultato: il consumo d’acqua diminuisce fino al 50%, attestandosi intorno ai 5/6 litri al minuto dei rubinetti attuali (rispetto ai 12 di un tempo).

Il miscelatore Synergy Stone 95 di Fir Italia, con maniglia in Corian, prevede un aeratore che riduce la portata dell’acqua a 6 litri al minuto.

Per risparmiare anche energia, alcuni modelli prevedono il limitatore di temperatura e sistemi che tecnologie che impediscono l’accensione dello scaldabagno se si vuole solo acqua fredda.

Ceramix di Ideal Standard (www.idealstandard.it) è in grado di erogare acqua fredda senza attivare inutilmente la caldaia. Il consumo d’acqua è di 5 litri al minuto.

Essense SuperSteel di Grohe (www.grohe.it) assicura un controllo preciso e graduale del getto e della temperatura dell’acqua.

Hai intenzione di ristrutturare il bagno? Sei nel luogo giusto per avere tutte le dritte possibili sia sui lavori da effettuare sia anche sul design da rispettare. Contattaci

Carta da parati in bagno a prova di umidità

Carta da parati in bagno a prova di umidità

Oggi, grazie all’ utilizzo di materiali innovativi, è possibile mettere la carta da parati anche in bagno. Essa è impermeabile, facile da pulire e super resistente. Adatta quindi anche in un ambiente umido, come il bagno appunto.

Le nuove composizioni plastiche risultano assolutamente resistenti, inattaccabili da muffe e batteri, impermeabili e respingono la condensa, a differenza della tappezzeria tradizionale, la quale risente degli sbalzi termici e del vapore acqueo dovuto all’uso della doccia.

Se la carta da parati vi fa ancora venire in mente la casa della nonna, è bene iniziare a dimenticare l’immagine di pareti ingiallite e dalle tinte floreali consunte. 
Sì, perché la carta da parati, dopo anni di declino, è tornata decisamente di moda ma con un nuovo look, fresco e rivisitato.

Il merito non è soltanto di texture moderne e variopinte ma anche e soprattutto dell’innovazione tecnica. I nuovi rivestimenti sono più traspirantiresistenti al tempo e agli sbalzi di temperatura, facili da fissare e anche da rimuovere. 

Insomma, se siete ancora traumatizzati da pareti difficili da scrostare, non abbiate paura, le nuove carte da parati non sono più quelle di una volta.

Questo ritorno in auge è stato spinto anche e soprattutto dalle aziende produttrici, le quali hanno iniziato negli ultimi anni a proporre nel proprio catalogo anche modelli di carta da parati. 

Tipologie e caratteristiche della carta da parati

  • Carta da parati vinilica. Essa è composta da uno strato di carta o di tessuto-non-tessuto ricoperto da uno in pvc (vinile), il quale la rende impermeabileLavabile, ignifuga, resistente e duratura, si applica con facilità grazie ad un collante speciale a base di poliuretano, il quale vanta ottime caratteristiche di idrorepellenza e fungicida.

Questa tipologia di carta è impermeabile, ma non adatta a pareti a diretto contatto con l’acqua (nella doccia o sulla vasca). Quella con base in tessuto-non-tessuto (TNT) si presenta vellutata al tatto.

  • Carta da parati in fibra di vetro. È la più resistente all’acqua, proprio perché ricavata dal vetro. Una volta fissata al muro con l’apposito collante, si può anche dipingere, come una parete tradizionale. È ignifuga ed inattaccabile da batteri e agenti chimici.

Una fibra di vetro brevettata è  la Wet System™ di [Wall&Decò]. Essa impedisce il passaggio di acqua nello strato sottostante, garantendo l’impermeabilizzazione delle superfici trattate. È composta da 4 strati: un primo isolante da applicare tra parete e fibra di vetro, un secondo adesivo che serve per incollare la fibra di vetro, un terzo decorativo (la carta da parati vera e propria) ed un quarto ed ultimo strato detto ‘di finitura’, il quale rende il rivestimento finale resistente all’acqua ed impermeabilizza lo strato sottostante.


Elementi da tener conto prima di scegliere la carta da parati per il bagno

  • È  importante che il bagno sia adeguatamente ventilato: se non ha una finestra, deve esserci almeno un aeratore.
  • Le fantasie ed i motivi proposti sono davvero tanti: si può scegliere una carta da parati con decori di animali o con motivi floreali per ricreare un bagno elegante e classico, ma se preferite lo stile moderno optate per motivi astratti, dai netti contrasti cromatici o a righe multicolore.
  • Il vostro bagno è piccolo? Preferite carte color pastello o fantasia, con micro-disegni, per non rimpicciolire visivamente la stanza.
  • E’ possibile anche combinare la carta da parati con porzioni di muro dipinte o con altri materiali come legno o piastrelle. Otterrete un piacevolissimo gioco cromatico


La posa della carta da parati in bagno

Il muro su cui va posata la carta da parati deve essere assolutamente pulito ed asciutto.

Se ci sono fenditure o buchi, occorre stuccare e levigare bene la parete, con una carta vetrata a grana media.

Si può applicare la carta da parati sopra le piastrelle vecchie, ma prima bisogna preparare un fondo rasante, cioè un componente che crei una superficie liscia.

Manutenzione della carta da parati in bagno

La manutenzione della carta da parati va fatta con attenzione e cura, perché si tratta pur sempre di un materiale cartaceo.

Si consiglia di passare la carta da parati, con cadenza regolare, con l’aspirapolvere o una spazzola a setole morbide. E’ possibile togliere piccole macchie passando con una spugna o un panno umido e un detergente neutro, strofinando delicatamente sulla carta da parati.

Essa resiste sì ai graffi ed allo strofinio, ma si consiglia di non usare troppa forza, per non lasciare segni. Non utilizzare prodotti aggressivi ed abrasivi: i granuli possono graffiare e rovinare il rivestimento della tappezzeria in modo permanente.


Vantaggi della carta da parati in bagno

  • Rispetto ai disagevoli e costosi lavori di posa o sostituzione delle piastrelle, la carta da parati potrebbe apparire una benedizione! 
  • Se si ha un po’ di manualità è possibile applicarla autonomamente, affidandosi al fai da te, ma anche nel caso in cui si preferisca affidarsi a mani esperte, ed è una scelta preferibile, il tempo necessario per la posa e il disagio dei lavori in casa sono considerevolmente ridotti rispetto al classico rivestimento edilizio. 
  • La carta da parati per il bagno non comporta grandi interventi e quindi è possibile nel corso degli anni dare un aspetto diverso alla propria stanza. 
  • Per dare un tocco di novità e freschezza al bagno potrebbe non essere indispensabile cambiare mobilio e sanitari se  si può agire facilmente sulle pareti.
  • Decidere di rivestire le pareti del bagno con della carta da parati non significa necessariamente rinunciare alle piastrelle. La tappezzeria nasce proprio con l’idea di abbellire l’ambiente e quindi la carta da parati in bagno può essere quell’elemento scenografico in più che dà personalità, raffinatezza o vivacità all’ambiente. Basta saperlo abbinare con gusto in base al contesto.

La carta da parati è  particolarmente indicata in caso di bagni piccoli o dalle forme particolari. Giocando con texture e colore è possibile dare profondità alla stanza o contribuire a farla sembrare più ampia.

Vuoi rinnovare il bagno risparmiando, senza rimuovere il rivestimento ceramico esistente? Hai dovuto cambiare la vasca e non riesci più a trovare la continuazione del vecchio rivestimento ceramico?

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