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Ad ogni ambiente il suo colore

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Ad ogni ambiente il suo colore

Durante la ristrutturazione di un appartamento, una fase senz’altro importante è la scelta dei colori. Il colore di una stanza influenza la nostra percezione di quel determinato ambiente, la psicologia dei colori può aiutarci nel capire quali tonalità sono più adatte per quella specifica stanza.

La scelta dei colori dipende però anche dalle caratteristiche del locale, ad esempio le sue proporzioni, ovvero se è un ambiente ampio o stretto e lungo, oppure piccolo oppure con un soffitto molto alto.

Oppure ancora dalla sua esposizione e da come viene illuminato dalla luce solare. E’ importante considerare inoltre che quando si parla della scelta di toni per una determinata stanza della casa, viene subito in mente la tinta delle pareti, in realtà il colore di un ambiente è definito da una pluralità di fattori, ad esempio la scelta della tonalità dei complementi di arredo, dei tessili, del pavimento e persino del tipo di illuminazione.

Psicologia dei colori

È scientificamente provato che I colori ci trasmettono effetti psicologici ed emotivi, la psicologia dei colori studia proprio questo fenomeno.

Ampiamente utilizzata nel mondo del marketing, questa disciplina è stata con profitto applicata anche nel campo dell’architettura e del design d’interni, per progettare al meglio un determinato ambiente.

I colori si dividono in tre grandi categorie, colori caldi , colori freddi e colori neutri, vediamo assieme quali sono le tonalità più adatte per ogni singolo ambiente della casa.

Colori caldi

I toni caldi sono in grado di far scattare una serie di effetti emotivi, hanno un’azione stimolante in grado di accelerare l’attività cardiaca e quella respiratoria. Stimolano l’allegria, l’attività mentale e la concentrazione. Sono indicati quindi in ambienti come cucina, studio e in soggiorno.

Rosso

E’ il colore della passione e dell’amore e simboleggia una sensazione di calore. Questo colore stimola inoltre l’alimentazione e viene frequentemente utilizzato in cucina, ad esempio per il rivestimento dei mobili.

Giallo

E’ il colore associato alla luce e simboleggia energia e vitalità. Stimola l’alimentazione e viene frequentemente utilizzato in ambienti che necessitano di stimolare la creatività, come possono essere le camere dei bambini o studi.

Colori freddi

Le tonalità di colore freddo sono ideali per creare ambienti rilassanti, dove potersi distendere e dove riposare lontano dallo stress. Creano ambienti intimi e sono indicati per ambienti come la camera da letto o per una sala relax.

Blu

È il colore del cielo e dell’acqua e simboleggia l’infinito e la calma. Rimanda ad una sensazione di tranquillità e di relax, viene spesso utilizzato per la camera da letto o per la parte benessere del bagno, ovvero vasca o doccia.

Verde

È il colore della natura e simboleggia la forza del suo elemento. Rimanda comunque ad una sensazione di relax e tranquillità come il blu, viene utilizzato frequentemente per il bagno.

Colori Neutri

Si tratta di tutte quelle tonalità che vanno dal bianco al nero e che comprendono quindi i grigi. Sono parte delle tonalità fredde e rimandano a sensazioni assolute e opposte. Proprio per queste caratteristiche vengono utilizzate in maniera ponderata, ma sono adatti per qualsiasi ambiente della casa.

Bianco

Spesso definito un non colore, è il colore dell’essenzialità e rimanda alla purezza e all’ordine. Viene utilizzato in ambienti che necessitano di essere più luminosi possibile oppure ambienti in cui si vuole esprimere una sensazione pulizia.

Nero

È il colore dell’oscurità e del buio, rimanda a una sensazione di potere e di maestosità. Viene utilizzato in ambienti già luminosi e ampi, raramente a parete o a pavimento, piuttosto per complementi di arredo o per gli arredi.

Caratteristiche del locale

Come già accennato in precedenza la scelta del colore per una stanza non può basarsi esclusivamente sulle indicazioni che la psicologia dei colori ci fornisce, dobbiamo infatti valutare attentamente anche le caratteristiche fisiche del locale per ottenere uno spazio ben progettato.

Colori scuri e vividi

Queste tonalità tendono a rimpicciolire una stanza e a renderla meno luminosa, sono adatte se abbiamo un ambiente ampio, magari anche con un soffitto alto, esposto per esempio a sud o a sud ovest, in questo caso possiamo tranquillamente usarle senza temere che l’ambiente risulti più piccolo.

Colori chiari o opachi

Queste tonalità tendono ad allargare una stanza e a renderla più luminosa, sono adatte se abbiamo spazi piccoli o di dimensioni ridotte, oppure esposte a nord o a nord est, in questo caso utilizzando queste tonalità renderemo l’ambiente più ampio di quello che in realtà è.

 E’ importante considerare che mixando e giocando sull’alternanza di colori chiari e colori scuri si ottengono determinati effetti di alterazione della percezione spaziale. Ad esempio se abbiamo un soffitto basso basterà  optare per una colorazione fredda o neutra leggermente più chiara di quella scelta per i muri per rendere percettivamente più ampio l’ambiente.

Oppure se abbiamo una stanza di dimensioni ridotte e tinteggiamo unicamente la parete di fronte all’ingresso di una tonalità scura e le restanti in tonalità chiara, avremo l’effetto di “sfondamento” di quella parete e l’ambiente sembrerà più grande.

Conclusioni

Abbiamo visto che il tono di una stanza va scelto sia in base alla psicologia dei colori, ma soprattutto in base alle caratteristiche del locale.

Fondamentale in ogni caso è che quando si accostano tonalità chiare e scure, così come colori freddi, caldi o neutri, bisogna usarne due al massimo tre, combinandoli in modo equilibrato.

Se si saturano gli ambienti con troppe tonalità si ha lo spiacevole effetto di rendere più piccolo l’ambiente e percettivamente più caotico. Per questo nella scelta dei colori per una stanza bisognerebbe sempre partire con colori uniformi che di per sé allargano l’ambiente, e poi valutare se introdurre una tonalità a contrasto.

E’ inoltre importante accanto alle valutazioni oggettive sopra esposte, fare anche valutazioni soggettive che tiene conto delle nostre personali affinità cromatiche e delle nostre preferenze sui colori.

La scelta delle tonalità in una casa è infatti delicata e va effettuata ad hoc e su misura per le persone che abiteranno quella casa, l’architetto di interni può aiutarti in questa operazione, interpretando i tuoi desideri e le tue necessità e facendole collimare con i dati oggettivi e concreti che gli ambienti della tua casa riportano.

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Bioarchitettura: progettazione di costruzioni ben integrate nell’ambiente circostante 

Con la bioarchitettura si punta ad un rapporto equilibrato fra l’ambiente e le costruzioni edili.

I due sistemi che garantiscono la sostenibilità delle costruzioni

Il primo sistema riguarda la corretta progettazione ambientale e bioclimatica degli edifici. Lo scopo di questo sistema è quello di integrare l’edificio nel suo contesto ambientale anche dal punto di vista energetico e dell’utilizzo delle risorse locali, consentendo il massimo contenimento dei consumi. Si tratta di un sistema comprendente numerosi aspetti come l’isolamento e la riduzione delle dispersioni termiche, sia per l’inverno che per l’estate; il controllo degli ombreggiamenti, per evitare fenomeni di surriscaldamento estivo; la ventilazione naturale, il raffrescamento e la deumidificazione dell’aria; il controllo e il massimo sfruttamento dell’illuminazione naturale; l’attenzione al ciclo delle acque e al riutilizzo dell’acqua piovana.

Fondamentale è anche l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili presenti, quali energia solare, eolica, geotermica o anche idroelettrica.

L’edificio è visto nel complesso delle sue componenti e si cerca per ciascuna di esse il massimo sfruttamento “passivo” delle risorse che offre il luogo in cui si costruisce.

Con il termine “passivo” si intende un utilizzo naturale delle risorse ambientali.  Un impiego passivo non comporta ulteriori consumi e minimizza gli impatti ambientali stessi.

La bioarchitettura: utilizzo di materiali a basso impatto ambientale

Particolare attenzione, nella bioarchitettura, è rivolta anche all’impiego nella costruzione di materiali sostenibili e che non siano nocivi per la salute umana. Un materiale ecosostenibile, per considerarlo tale, non deve essere semplicemente “naturale”. Vanno considerate le caratteristiche intrinseche, il suo processo produttivo, l’energia impiegata per la produzione e le ricadute che questo comporta sull’ambiente.

Anche gli aspetti legati alle distanze tra i luoghi di produzione dei materiali e quelli di impiego, la tematica dei trasporti dei materiali in un mercato sempre più globalizzato, ed infine gli aspetti legati alla riciclabilità stessa dei materiali una volta che sia finito il loro ciclo di vita hanno una vasta importanza.

Il legno, ad esempio, è certamente uno dei materiali più ecologici che possiamo usare. Ma un conto è usare un legno proveniente da foreste vicine al cantiere, un altro è usare legni di importazione, il cui viaggio abbia contribuito all’immissione di rilevanti quantità di CO2 nell’atmosfera.

In ogni caso, queste ricerche hanno portato a valorizzare materiali quali legno e pietre locali oltre che altri quali calce e gesso in sostituzione di materiali il cui ciclo produttivo sia maggiormente energivoro.

L’attenzione alla salubrità dei materiali ha anche contribuito alla riscoperta di prodotti con leganti e colle a base naturale invece che chimica. Queste procedure sono studiate per ridurre l’emissione delle cosiddette sostanze volatili nocive per la salute.

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Ad ogni ambiente la sua illuminazione

L’illuminazione se progettata in maniera adeguata regala agli ambienti un tocco unico. La maggior parte delle persone sceglie di caratterizzare la propria casa attraverso gli oggetti d’arredo, non pensando all’illuminazione.

Bisogna tenere conto della funzionalità di ogni stanza quando si progetta l’illuminazione, perché ogni ambiente ho bisogno di un illuminazione diversa

L’ingresso deve trasmettere un senso di ospitalità, il consiglio per questo ambiente è una coppia di fonti luminose.

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immagine presa da: “www.cosedicasa.com”

Negli appartamenti piccoli e in quelli grandi il soggiorno rappresenta la zona pubblica. Il salotto è la stanza più difficile da illuminare per la varietà di attività che vi si svolgono, ognuna necessita di un illuminazione ottimale. Abbiamo visto che nella casa ufficio il soggiorno sia spesso adibito a uffici.

Qualunque siano le sue funzioni e dimensioni va illuminato con fonti luminose diverse che consentono di giocare con la luce.

La tranquillità e il calore sono le emozioni che deve trasmettere la cucina o angolo pasto che dir si voglia. Occorre illuminare il tavolo e non le persone attorno ad esso. Calcolate un altezza di circa 60 cm sopra il piano del tavolo.

Illuminare la camera da letto è più facile perché non ha molteplici funzionalità. l’illuminazione indispensabile è quella della testiera del letto; la giusta illuminazione deve essere all’altezza degli occhi, ogni applique orientabile su ciascun lato del letto consente la lettura senza disturbare il vicino addormentato.

illuminazione zona pranzo

immagine presa da: “http://tutorcasa.it”

Nella camera dei bambini l’illuminazione non deve essere unica, la zona di lavoro va illuminata con moderazione per evitare contrasti di luce.

L’illuminazione di fondo ha la priorità nella stanza adibita ad ufficio, questo tipo di illuminazione si ottiene rivolgendo la luce verso il soffitto oppure con un illuminazione omogenea sulle pareti.

Naturalmente non basta questa luce per illuminare il piano di lavoro perciò è necessario un apparecchio fornito di braccio snodabile orientato sul piano di lavoro.

In bagno sono sempre presenti gli specchi che hanno anche la funzione di far sembrare l’ambiente più grande perciò è sufficiente un punto luce a soffitto e un applique sopra lo specchio.

Come hai illuminato casa tua? L’hai illuminata secondo un progetto oppure ha semplicemente 1 lampadario a camera?

 

Lascia la tua opinione nei commenti, aiutami ad approfondire questo tema.

Pavimenti e rivestimenti d'interni in ceramica: le migliori soluzioni

Pavimenti e rivestimenti d’interni in ceramica: le migliori soluzioni

Durante una ristrutturazione, quando arriva il momento di scegliere come saranno rivestite pareti e pavimenti, ci si può esprimere con creatività, definendo la carta d’identità della casa, la cornice che creerà continuità o caratterizzerà ogni stanza, con soluzioni decorative coniugate a prestazioni tecniche in grado di offrire effetti inaspettati.

I mille volti della ceramica

In un mercato sempre più esigente, la ceramica risponde bene a tante necessità, quali:

  • estetiche: amplia la scelta di formati, colori, finiture e decori per composizioni personalizzate e mai monotone, con collezioni che possono essere mixate tra loro;
  • pratiche: facilità di pulizia, bassa manutenzione, igienicità e durevolezza;
  • ecologiche: completamente riciclabile, la ceramica è prodotta nel rispetto dell’ambiente. Numerose sono le certificazioni internazionali ottenute dai produttori;
  • sicurezza: realizzata con materie prime naturali, è atossica, anallergica ed ignifuga;
  • versatilità: il gres porcellanato, in particolare, può essere utilizzato per ambienti interni, esterni, per pareti, pavimenti, piani di lavoro, top di bagni e facciate ventilate.

I prodotti attuali, a partire dal gres porcellanato, sono frutto di innovazioni tecnologiche che hanno migliorato performance e possibilità espressive.

Giocando con i formati ed alternando fondi in tinta unita e decori, si possono creare composizioni uniche e customizzate. Per ogni ambiente della casa.

Le caratteristiche delle piastrelle in ceramica

Argille, feldspati, sabbie quarzifere, pigmenti naturali: sono le principali materie prime utilizzate nella produzione delle ceramiche, che però non sono tutte uguali.

Dal punto di vista tecnico le piastrelle in ceramica si distinguono in base a:

  • metodo di formatura: tramite pressatura, la maggior parte oppure per “estrusione” (il cotto ed il klinker, oggi soppiantato dal gres porcellanato).
  • colore del supporto: a pasta chiara o bianca, considerate più pregiate, o a pasta rossa, per il più alto contenuto di ferro.
  • porosità: se il gres porcellanato è praticamente è praticamente inassorbente, per le monocotture il dato da controllare è il valore di assorbimento d’acqua. Il più basso è quello della monoporosa, che può essere utilizzata solo negli ambienti interni.
  • destinazione d’uso prevalente: tutte le piastrelle sono adatte per gli ambienti interni e per applicazioni a parete. Pasta bianca, grès smaltato e bicottura garantiscano risultati molto decorativi. Per i pavimenti, le più indicate sono quelle in grès porcellato ed in monocottura.

Tutta la produzione è classificata secondo la normativa europea EN 14411. Stabilisce i requisiti che le piastrelle di prima scelta devono soddisfare quanto a dimensioni, tolleranze dimensionali, caratteristiche meccaniche, chimiche e fisiche.

Pavimento in piastrelle: fughe si o no?

Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: non è possibile posare le piastrelle senza fughe. In base alle norme non è più ammessa la possibilità di posa “a giunto unito”, cioè minore di 2 mm.

Le fughe non sono altro che gli spazi tra una mattonella ed un’altra. Esse consentono di assorbire le tensioni a cui, essendo rigide, le piastrelle vengono normalmente sottoposte nel tempo a causa, ad esempio, di cambi di temperatura o assestamenti strutturali dell’edificio. Sono quindi indispensabili.

La loro larghezza non è standard, deve invece essere stabilita nel progetto considerando soprattutto il tipo di piastrella. Da esse dipenderà sia il risultato estetico che tecnico della pavimentazione o del rivestimento a parete.

A titolo indicativo, l’ampiezza delle fughe può essere minima, di 2-3 mm, se le lastre sono ottenute per pressatura, sono rettificate (cioè con bordi perfettamente squadrati), da posare in ambienti interni e su supporti rigidi e regolari. Negli altri casi, possono arrivare fino a 6-8 mm.

In tutti i casi, gli spazi (le fughe, appunto), vengono riempiti con sigillanti cementizi o a base di resine reattive.

Per uniformità cromatica, possono essere colorate nella stessa tinta delle piastrelle oppure a contrasto, per risultati estetici di grande effetto.

La posa delle piastrelle a parete in bagno

Nella posa delle piastrelle a parete, in particolare in bagno, una questione dibattuta è l’altezza del rivestimento da terra.

Non c’è un obbligo di legge, se non per locali pubblici. In base alle norme di igiene, pareti e pavimento del bagno e della cucina le piastrelle devono essere “facilmente lavabili e sanificabili”.

Stabilito questo punto fermo, per quanto riguarda l’altezza di posa delle piastrelle, un punto di riferimento può essere l’altezza della porta: significa quindi arrivare fino a 2 metri circa.

Lo schema di posa può essere vivacizzato inserendo piastrelle colorate e/o pattern decorativi.

La posa fino a metà parete lascia scoperta una porzione di muro, che può essere tinteggiata a smalto o con una pittura super-lavabile.

Se il soffitto non è in cartongesso, una proposta attuale sono le piastrelle posate fino a 2,70-3 metri. Per questo sono perfette le maxi lastre, che potranno essere applicate senza tagli e con poche fughe. Non bisogna però pensare di adottare questa soluzione per evitare l’insorgere di muffe, le quali invece si prevengono in primo luogo con una corretta aerazione.

L’importanza del piano di posa in una nuova pavimentazione

Per una buona riuscita di una nuova pavimentazione, è necessario preparare bene il piano di posa, ovvero il massetto.

Per un risultato a regola d’arte sono fondamentali la stagionatura e l’asciugatura.

I massetti cementizi tradizionali, ad esempio, necessitano di una stagionatura di circa 7-10 giorni per ogni cm di spessore, affinchè esaurisca il ritiro igrometrico cui può essere soggetto.

Tempi più ristretti sono consentiti solo utilizzando malte premiscelate o leganti speciali a ritiro controllato.

Dopo aver controllato, con specifici strumenti, che il sottofondo sia compatto ed omogeneo, bisognerà attendere la completa asciugatura.

Per la posa del rivestimento ceramico, l’umidità residua, misurata con igrometro a carburo o elettronico, dovrà essere inferiore al 3% (in base alla norma UNI 11493-1).

Il rispetto dei tempi è importante anche dopo la posa delle piastrelle. E’ necessario infatti che i leganti utilizzati per la messa in opera induriscano in modo adeguato.

Se nell’ambiente devono essere eseguiti altri lavori, meglio che la superficie sia protetta per prevenire danneggiamenti.

Se nell’ambiente devono essere eseguiti altri lavori, meglio che la superficie sia protetta per prevenire danneggiamenti.

Tra i brand trattati vi sono i seguenti:

  • Marazzi Ceramiche, piastrelle in grès porcellanato, indicate sia per pavimenti sia per rivestimenti.

Una peculiarità delle piastrelle, in grès e non solo, è quella di riuscire a riprodurre con estrema verosimiglianza molti materiali naturali, tra i quali il legno. Merito del processo di stampa digitale con tecnologia ink-jet (a getto d’inchiostro).

Prodotti di questo tipo vengono proposti in formati prima inconsueti, quelli del listone o della doga, tipiche del parquet.

Per rendere realistico il risultato, le piastrelle, già caratterizzate da texture in rilievo, vengono realizzate con diverse grafiche, proprio come differenti sono le venature ed i nodi delle essenze.

La collezione Vero di Marazzi si ispira a doghe in legno, ricche di nodi ed imperfezioni.

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Radiatori, nuove forme di arredo sia tradizionali sia innovative

Radiatori, nuove forme di arredo sia tradizionali sia innovative

Di design, funzionale e pratico, il termosifone perfetto si fa notare per essere sempre più “elegante” ed, al tempo stesso, performante. Nasconde infatti una tecnologia all’avanguardia che ne aumenta l’efficienza.

Radiatori in materiali tradizionali o di nuova concezione

La ghisa era il materiale dei primi termosifoni nati nella seconda metà dell’800. Oggi è utilizzata per pochissimi modelli di ispirazione vintage. Oltre al peso, il principale inconveniente dei radiatori realizzati in questo materiale è quello di riscaldarsi lentamente. Ha però il pregio di trattenere a lungo il calore dopo lo spegnimento dell’impianto, rilasciandolo lentamente.

I materiali oggi più utilizzati sono alluminio ed acciaio. Hanno bassa inerzia termica: si scaldano in modo rapido, ma altrettanto velocemente si raffreddano.

L’alluminio è un metallo che permette di realizzare radiatori leggeri, spesso dalle forme abbastanza lineari. Ha anche il vantaggio di essere un materiale riciclabile.

L’acciaio è una lega composta principalmente di ferro e carbonio, molto resistente e che non viene attaccato dalla corrosione. Permette ampia versatilità di forme.

Radiatori: tre tipi di funzionamento

Il radiatore, generalmente, ha funzionamento ad acqua, cioè è collegato all’impianto di riscaldamento comandato dalla caldaia. Quest’ultima scalda l’acqua che circola nelle tubature a cui sono collegati i termosifoni che, a loro volta, si scaldano e diffondono il calore per convenzione, scaldando l’aria. Sono i modelli più diffusi, che si attivano però solo se funziona la caldaia o un generatore alternativo, per esempio, una termostufa.

I radiatori elettrici funzionano invece solo a corrente elettrica. Quindi si possono accendere sempre, in ogni stagione.

In genere sono apparecchi pensati per spazi contenuti come il bagno, dove quasi sempre vengono utilizzati come scalda-salviette.

Esistono modelli di design perfetti da installare a parete nelle stanze da letto o nel living, al posto dei classici radiatori. Alcuni sono dotati di telecomando, in modo da poter essere azionati anche da remoto.

I modelli misti o ibridi sommano i due funzionamenti, ad acqua ed elettricità (grazie ad una resistenza interna), unendone i vantaggi: se il riscaldamento non funziona possono essere attivati ugualmente.

La finitura dei radiatori ne può cambiare l’aspetto: dal classico bianco ai colori Ral, fino alle colorazioni più insolite e di design, come i sabbiati, le tonalità metalliche lucide o l’effetto specchio.

Di design, ispirato alle molle di torsione, Clip di Brem è perfetto da inserire in tutti gli spazi, dal bagno alla zona giorno. Realizzato in acciaio inox, è disponibile in diverse finiture.

Regolare e risparmiare con i radiatori

Le valvole termostatiche sono obbligatorie per la contabilizzazione del calore nel condominio com impianti centralizzati. Installate su ogni radiatore permettono di gestire il caldo emesso nei diversi ambienti, tramite una manopola graduata e di ripartire le spese in base ai consumi effettivi dell’energia. Evitano sprechi ed il comfort è su misura.

Esistono in produzione valvole wireless che si collegano al modem wi-fi, da gestire tramite app dallo smartphone, quindi anche fuori da casa. E’ necessario avere un collegamento Internet.

Il sistema My Way di Cordivari comprende la centralina touch screen e le teste termostatiche elettroniche wireless My Head, con cui gestire il comfort termico, anche dal proprio smartphone tramite wi-fi ed app.

I brand che noi trattiamo sono:

Elementi verticali dal motivo architettonico compongono Groove di Cordivari Design, essenziale nelle linee.

Riscalda e deumidifica lo scaldasalviette Drop di Deltacalor, arricchito da un deumidificatore incorporato sul retro, invisibile e silenzioso, che funziona ad elettricità. E’ realizzato con tubi di acciaio e lamiera ed è dotato di telecomando con programmazione settimanale. Bianco o nelle finiture Pastels.

Vuoi risolvere il problema dell’umidità e del riciclo dell’aria nei bagni ciechi? Contattaci e ti indicheremo la giusta soluzione, in grado di deumidificare e purificare l’ambiente circostante!

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Pannelli radianti, la nuova soluzione per il riscaldamento invernale

Pannelli radianti, la nuova soluzione per il riscaldamento invernale

I pannelli radianti sono un sistema di riscaldamento a pavimento oppure a parete o soffitto, che diffonde il calore per irraggiamento.

Il sistema si compone di diversi elementi, tutti importanti a definire la qualità, tra cui tubi, pannelli, collettori di distribuzione (da cui si dipartono le tubature), valvole, componenti per la regolazione dell’impianto come unità di controllo dei circuiti e centralina climatica.

Alcune sono controllabili a distanza con app.

La tubatura in cui scorre l’acqua deve essere resistente ad urti, sostanze chimiche, incrostazioni di calcare e corrosione. Spesso i tubi sono multistrato, costituiti da doppio spessore di polietilene ad alta densità, con all’interno l’alluminio.

Il supporto su cui vengono posati è un pannello sagomato, per la posa “a serpentina” oppure con clip di aggancio. Meglio se isolato termicamente, per evitare dispersioni di calore ed acusticamente, per evitare rumori.

Il generatore di calore può essere una caldaia a condensazione ma anche un impianto solare o una centrale frigorifera, poichè il sistema, quando necessario, può anche rinfrescare gli ambienti.

Pannelli radianti: tanti vantaggi per il comfort

La distribuzione del calore è uniforme su tutta la superficie, perchè questo viene diffuso per irraggiamento. Quindi in ogni parte dell’ambiente viene percepita la stessa temperatura.

  • Il risparmio energetico può arrivare al 25% rispetto ad un impianto tradizionale con radiatori alla stessa temperatura, perchè l’acqua circola a bassa temperatura (30-40 °C) ed il calore viene rilasciato anche dopo lo spegnimento dell’impianto.
  • Non essendoci alcuna circolazione d’aria, non si sollevano polveri e particelle inquinanti, perchè si evitano problemi di allergie e zone umide.
  • Per realizzare un impianto a pannelli radianti non sempre è necessario rifare pavimento o pareti. Esistono infatti soluzioni specifiche per la ristrutturazione, che offrono modelli a spessore contenuto, applicabili direttamente sulla pavimentazione esistente. L’ingombro complessivo può essere inferiore anche a 2 cm.

La scelta di un sistema con pannelli a soffitto può essere un’ottima soluzione in caso di plafoni alti o quando si vuole evitare di eseguire lavori sul pavimento esistente.

I pannelli radianti possono riscaldare e raffrescare. Gli elementi del sistema sono integrati in un pannello di cartongesso appositamente studiato che sostituisce un modello standard della parete o del soffitto. I collettori lineari sono realizzati in tubo multistrato con barriera all’ossigeno e comprendono i raccordi per il collegamento ai pannelli.

Pannelli radianti elettrici per zone specifiche

I sistemi di riscaldamento elettrico hanno il vantaggio di poter dare calore anche ad un solo ambiente, ad esempio il bagno. Quindi sono flessibili nell’utilizzo.

Lo svantaggio è invece il consumo di elettricità, che può risultare molto alto. Sono più convenienti se abbinati ad un impianto fotovoltaico.

Utile è anche la presenza e la gestione intelligente di un termostato, per impostare temperature ed orari di funzionamento.

Grazie agli spessori sottili di cavi e supporto, il sistema si può posare anche su un pavimento esistente. Quindi è adatto in caso di ristrutturazione.

Esistono anche soluzioni a battiscopa che possono sostituire o integrare il calore diffuso da un radiatore e possono quindi riscaldare maggiormente, se necessario, un locale con un calorifero troppo piccolo.

Stai pensando ad una nuova soluzione adatta sia per il riscaldamento d’inverno che per il raffrescamento d’estate?

Il sistema di riscaldamento di Geberit è completo di tutti i componenti, tra cui il monotubo Volex realizzato in PE-RT Typ (polietilene a resistenza termica maggiorata), i pannelli isolanti sagomati, il collettore in acciaio inox ad alta e bassa temperatura ed i termostati per regolare il grado di calore interno.

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Guida alla scelta delle piastrelle per il bagno: grandi lastre

Guida alla scelta delle piastrelle per il bagno: grandi lastre

Usare piastrelle a grandi lastre per il bagno offre numerosi vantaggi in tutte le tipologie di ristrutturazione o nella realizzazione di nuove costruzioni.

Scopri con me i motivi per cui dovresti utilizzare piastrelle più grandi per il tuo bagno.

Le piastrelle per il bagno a grandi lastre

Se stai pensando di ristrutturare il tuo bagno o di costruirne uno, ti sarai sicuramente chiesto se è meglio usare piastrelle di un formato piccolo o più grande. Spesso, i miei clienti alla domanda restano abbastanza disorientati. Il gusto estetico di ogni persona è differente. Tuttavia tendo sempre a consigliare le piastrelle di grandi dimensioni poiché offrono una serie di vantaggi aggiuntivi di cui possono beneficiare.

Mi capita con una certa costanza di sentirmi dire che il motivo per cui si preferiscono le piastrelle piccole è dovuto alle ridotte dimensioni del bagno. Niente di più sbagliato! Anche per i bagni in cui lo spazio è ridotto è possibile installare piastrelle a grandi lastre. Il primo motivo per sceglierle è sicuramente l’assenza di fughe che garantisce un  effetto di maggiore spaziosità. Questa tipologia di rivestimento infatti fa sembrare gli spazi più ampi di quanto non siano in realtà. Ma questo non è l’unico vantaggio, ce ne sono molti altri.

Quando utilizzare piastrelle di grande formato?

Se vorresti avere un bagno moderno ed elegante, l’utilizzo di piastrelle di grande formato è la soluzione migliore.

Nel mercato dei materiali edili troviamo un’ampia gamma di piastrelle di grande formato per poter rispondere a tutte le esigenze estetiche. L’importante è adottare questi rivestimenti con un’idea chiara di stile e in base al progetto costruttivo da affrontare.

5 motivi per utilizzare piastrelle a grandi lastre

Potrei consigliarti decine di vantaggi nell’utilizzare le piastrelle di grande formato per il tuo bagno ma voglio raccogliere in questo articolo almeno i 5 motivi principali.

1. Maggiore sensazione di spazio

Come già anticipato, uno dei motivi è il miglioramento della sensazione di spaziosità. La grandezza delle piastrelle influisce direttamente sulla percezione delle dimensioni della stanza. Se scegli dei colori chiari, questa sensazione migliorerà ulteriormente.

2. Creano un effetto di continuità

Per i rivestimenti serviranno sicuramente molto meno lastre grandi a differenza di quelle piccole. Ciò significa che dal punto di vista visivo queste piastrelle daranno una sensazione di continuità e di uniformità. Inoltre le fughe dovute alla separazione tra le lastre saranno estremamente ridotte e in alcuni casi impercettibili.

3. Tempi di installazione più rapidi

Un altro vantaggio che posso evidenziare è quello relativo alla riduzione dei tempi di installazione. Più sono grandi le piastrelle, meno ne serviranno! Se vuoi accorciare i tempi di installazione le piastrelle a grandi lastre fanno al caso tuo. A ciò bisogna aggiungere che, con le nuove tecniche di installazione, il processo di piastrellatura sarà molto rapido.

4. I grandi formati sono moderni

Per chi ristruttura un bagno è essenziale dare un tocco di modernità all’ambiente. L’utilizzo di piastrelle di grandi formati ti aiuterà a creare uno spazio unico e moderno. Le vecchie piastrelle (quadrate e di piccoli formati) sono il passato…passa al moderno con le piastrelle a grandi lastre.  

5. Le piastrelle a grandi lastre sono più igieniche

Ebbene si… le piastrelle a grandi lastre sono più igieniche. Ti starai chiedendo il perché, vero? Te lo spiego subito! Nei bagni tradizionali rivestiti con piastrelle piccole lo sporco va ad insinuarsi nelle fughe, di solito abbastanza ampie, i cui materiali risentono dell’umidità. E’ proprio in quelle aree che vanno ad insidiarsi batteri e funghi, anche a causa della costante umidità presente nei bagni. Pertanto, le piastrelle di grandi dimensioni, con fughe quasi impercettibili, non consentono ai batteri di annidarsi e permettono una pulizia più approfondita con i normali detergenti.

Prova ad immaginare come sarebbe bello e moderno il tuo bagno adottando le piastrelle a grandi lastre. Spero che questo articolo ti abbia fatto comprendere le potenzialità estetiche dei rivestimenti di grande formato e quanto sia facile e veloce utilizzarle.  

Se hai intenzione di ristrutturare il tuo bagno e vuoi saperne di più sulle nostre soluzioni edilizie ti basterà chiamarci al 3282883309 oppure scriverci utilizzando il nostro form di contatto. Sapremo consigliarti e guidarti nella scelta delle migliori piastrelle per il tuo bagno. 

Rivestimenti pareti e pavimenti: le migliori soluzioni decorative

Rivestimenti pareti e pavimenti: le migliori soluzioni decorative

Cercare combinazioni dècor originali e personalizzate per la propria casa è divertente e regala grandi soddisfazioni. Si tratta di un vero esercizio di stile che diventa anche molto interessante perchè permette di approfondire le proprie conoscenze su materiali e rivestimenti, da scegliere non solo in base ai propri gusti ma considerando le caratteristiche architettoniche della stanza da arredare, la luce, le dimensioni. Quando si tratta del bagno poi di devono fare delle scelte ancor più consapevoli per la presenza di acqua e vapori.

Le migliori soluzioni decorative a cui ispirarsi

  • il mosaico: un rivestimento senza tempo proposto, oltre che in vetro, in infinite miscele cromatiche dalla superficie bright e riflettente, anche in gres colorato o ad imitazione di materiali nobili (come marmo e pietre), più in linea con le attuali tendenze di interior decoration. In ogni versione, garantisce sia la caratteristica che lo contraddistingue, ovvero comporre superfici “quadrettate”, sia la praticità, perchè le tesserine sono premontate su rete.
    Una modalità che semplifica la posa persino su supporti irregolari o curvi. Per lo stesso motivo, il mosaico è indicato anche per piccole porzioni di pareti, essendo facile da tagliare a misura direttamente in opera. Le tesserine del mosaico a toni cangianti, sono ideali per creare profondità e dare luce valorizzando, ad esempio, la vasca o la doccia.
  • la cementine. Da qualche anno la ceramica ha saputo reinterpretare pattern decorativi tradizionali come le tipiche piastrelle decorate in pastina colorata di cemento. Al punto che, per quanti non abbiano la fortuna di rinvenirle durante una ristrutturazione o di acquistarle presso rivenditori che trattano materiali d’epoca, molte aziende del settore ne hanno previsto in catalogo molteplici versioni di produzione industriale, che vanno ad affiancarsi a quelle di fattura artigianale. La differenza tra le due tipologie sta nella possibilità di personalizzazione. Anche questo materiale può essere utilizzato per valorizzare la vasca o la doccia, magari creando sulla parete della vasca, un arazzo d’effetto creato con cementine in gres.
  • carta da parati. Concepire il bagno come “ambiente wellness” ha rivoluzionato il modo di progettarlo. Il mondo delle finiture, per esempio, ha visto affinarsi le tecniche produttive consentendo proposte decorative che non pongono limiti alla creatività. Tra queste, la carta da parati può essere presa in considerazione senza alcuna perplessità grazie a supporti e superfici tecniche performanti, ma assimilabile alle tappezzerie tradizionali per quanto riguarda l’estetica. I prodotti però non sono tutti uguali: per il bagno ci sono quelli in tnt, fibra di vetro o vinilici che non temono l’acqua ma possono richiedere una vernice protettiva.

Con la carta da parati si può realizzare anche una vasca freestanding. E’ il sogno di molti, ma talvolta la possibilità non viene presa in considerazione per timore di non avere spazio a sufficienza o di dover affrontare lavori invasivi e costosi.

Invece anche se per definizione è svincolata dalle pareti, una vasca freestanding non deve necessariamente stare al centro della stanza. Risulta altrettanto originale e d’impatto anche se accostata al muro, modalità d’installazione che permette di utilizzare gli attacchi idrici standard, come lo scarico a pavimento.

Qualche attenzione in più va posta solo alla rubinetteria: si può utilizzare quella a parete, in alternativa a quella a colonna da terra, purchè la bocca sia sufficientemente lunga.

  • rivestimento all over. Richiede una posa accurata, a disegni animalier e geometrie di grande impatto, va abbinato a lavabo ed arredi “neutri” e coordinati, dalle linee semplici, al fine di non creare un eccesso visivo.
  • rivestimento ton sur ton. I formati delle piastrelle vanno variati per determinare la suddivisione degli spazi e dare movimento (30×60 cm) e le macro tessere (3×3 cm) nella doccia.
  • personalizzazione dei servizi in camera: anche se piccolo, il bagno privato permette qualche audacia, come quella di combinare forme geometriche ed elementi di stile differenti come motivi etnici, uno specchio d’epoca con finitura foglia oro, il lavabo in pietra bicolor, rubinetteria e sifone in ottone.

    Per uno stile informale, ci si affida a collaudati pezzi semplici e low cost per giocare invece con i colori. Ad esempio grigio e giallo, un accostamento tra i più riusciti: un rivestimento cenerino si illumina con complementi “vitaminici”.
  • pavimento dècor che mette in risalto il lavabo d’appoggio nel bagno. Questo elemento permette di giocare con forme e colori riuscendo, più di altri modelli, a “rubare la scena”anche quando è di dimensioni talmente mini da essere definito “lavamani”. Facile da installare, richiede solo un foro nel supporto per l’aggancio del sifone. Sagoma e materiale ne definiscono i tratti ma sono importanti anche lo spessore e l’altezza dei bordi.
    Proprio quest’ultimo aspetto è determinante per stabilire sia l’altezza del piano di sostegno sia quella della rubinetteria, nel caso sia a parete. Se invece questa è da appoggio, allora il lavabo deve avere almeno un lato con bordo di forte spessore e la predisposizione della sede di installazione.
  • pavimento in parquet. Si può sfatare il luogo comune che penalizza la posa del parquet anche in bagno e porta a rinunciare a quella continuità in casa che per molti è invece importante. Il legno infatti teme solo il contatto prolungato con l’acqua e con le sostanze che lo possono rovinare e richiede ambienti aerati.
    Appurato che il rovere è tra le essenze più resistenti, sono poi le lavorazioni come la spazzolatura, il taglio sega e la piallatura a mano ad aumentare tale caratteristica, perchè asportano la parte superficiale (più debole) facendo emergere quella più resistente. Come anche le finiture ad olio ed a vernice che oggi sono vere e proprie barriere e sono sempre più Voc free.

La composizione che osa senza eccedere e contiene i costi è quella che consiste nell’abbinare il gres effetto parquet a mini piastrelle dalla palette armoniosa su fondo bianco.

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