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Ad ogni ambiente il suo colore

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Ad ogni ambiente il suo colore

Durante la ristrutturazione di un appartamento, una fase senz’altro importante è la scelta dei colori. Il colore di una stanza influenza la nostra percezione di quel determinato ambiente, la psicologia dei colori può aiutarci nel capire quali tonalità sono più adatte per quella specifica stanza.

La scelta dei colori dipende però anche dalle caratteristiche del locale, ad esempio le sue proporzioni, ovvero se è un ambiente ampio o stretto e lungo, oppure piccolo oppure con un soffitto molto alto.

Oppure ancora dalla sua esposizione e da come viene illuminato dalla luce solare. E’ importante considerare inoltre che quando si parla della scelta di toni per una determinata stanza della casa, viene subito in mente la tinta delle pareti, in realtà il colore di un ambiente è definito da una pluralità di fattori, ad esempio la scelta della tonalità dei complementi di arredo, dei tessili, del pavimento e persino del tipo di illuminazione.

Psicologia dei colori

È scientificamente provato che I colori ci trasmettono effetti psicologici ed emotivi, la psicologia dei colori studia proprio questo fenomeno.

Ampiamente utilizzata nel mondo del marketing, questa disciplina è stata con profitto applicata anche nel campo dell’architettura e del design d’interni, per progettare al meglio un determinato ambiente.

I colori si dividono in tre grandi categorie, colori caldi , colori freddi e colori neutri, vediamo assieme quali sono le tonalità più adatte per ogni singolo ambiente della casa.

Colori caldi

I toni caldi sono in grado di far scattare una serie di effetti emotivi, hanno un’azione stimolante in grado di accelerare l’attività cardiaca e quella respiratoria. Stimolano l’allegria, l’attività mentale e la concentrazione. Sono indicati quindi in ambienti come cucina, studio e in soggiorno.

Rosso

E’ il colore della passione e dell’amore e simboleggia una sensazione di calore. Questo colore stimola inoltre l’alimentazione e viene frequentemente utilizzato in cucina, ad esempio per il rivestimento dei mobili.

Giallo

E’ il colore associato alla luce e simboleggia energia e vitalità. Stimola l’alimentazione e viene frequentemente utilizzato in ambienti che necessitano di stimolare la creatività, come possono essere le camere dei bambini o studi.

Colori freddi

Le tonalità di colore freddo sono ideali per creare ambienti rilassanti, dove potersi distendere e dove riposare lontano dallo stress. Creano ambienti intimi e sono indicati per ambienti come la camera da letto o per una sala relax.

Blu

È il colore del cielo e dell’acqua e simboleggia l’infinito e la calma. Rimanda ad una sensazione di tranquillità e di relax, viene spesso utilizzato per la camera da letto o per la parte benessere del bagno, ovvero vasca o doccia.

Verde

È il colore della natura e simboleggia la forza del suo elemento. Rimanda comunque ad una sensazione di relax e tranquillità come il blu, viene utilizzato frequentemente per il bagno.

Colori Neutri

Si tratta di tutte quelle tonalità che vanno dal bianco al nero e che comprendono quindi i grigi. Sono parte delle tonalità fredde e rimandano a sensazioni assolute e opposte. Proprio per queste caratteristiche vengono utilizzate in maniera ponderata, ma sono adatti per qualsiasi ambiente della casa.

Bianco

Spesso definito un non colore, è il colore dell’essenzialità e rimanda alla purezza e all’ordine. Viene utilizzato in ambienti che necessitano di essere più luminosi possibile oppure ambienti in cui si vuole esprimere una sensazione pulizia.

Nero

È il colore dell’oscurità e del buio, rimanda a una sensazione di potere e di maestosità. Viene utilizzato in ambienti già luminosi e ampi, raramente a parete o a pavimento, piuttosto per complementi di arredo o per gli arredi.

Caratteristiche del locale

Come già accennato in precedenza la scelta del colore per una stanza non può basarsi esclusivamente sulle indicazioni che la psicologia dei colori ci fornisce, dobbiamo infatti valutare attentamente anche le caratteristiche fisiche del locale per ottenere uno spazio ben progettato.

Colori scuri e vividi

Queste tonalità tendono a rimpicciolire una stanza e a renderla meno luminosa, sono adatte se abbiamo un ambiente ampio, magari anche con un soffitto alto, esposto per esempio a sud o a sud ovest, in questo caso possiamo tranquillamente usarle senza temere che l’ambiente risulti più piccolo.

Colori chiari o opachi

Queste tonalità tendono ad allargare una stanza e a renderla più luminosa, sono adatte se abbiamo spazi piccoli o di dimensioni ridotte, oppure esposte a nord o a nord est, in questo caso utilizzando queste tonalità renderemo l’ambiente più ampio di quello che in realtà è.

 E’ importante considerare che mixando e giocando sull’alternanza di colori chiari e colori scuri si ottengono determinati effetti di alterazione della percezione spaziale. Ad esempio se abbiamo un soffitto basso basterà  optare per una colorazione fredda o neutra leggermente più chiara di quella scelta per i muri per rendere percettivamente più ampio l’ambiente.

Oppure se abbiamo una stanza di dimensioni ridotte e tinteggiamo unicamente la parete di fronte all’ingresso di una tonalità scura e le restanti in tonalità chiara, avremo l’effetto di “sfondamento” di quella parete e l’ambiente sembrerà più grande.

Conclusioni

Abbiamo visto che il tono di una stanza va scelto sia in base alla psicologia dei colori, ma soprattutto in base alle caratteristiche del locale.

Fondamentale in ogni caso è che quando si accostano tonalità chiare e scure, così come colori freddi, caldi o neutri, bisogna usarne due al massimo tre, combinandoli in modo equilibrato.

Se si saturano gli ambienti con troppe tonalità si ha lo spiacevole effetto di rendere più piccolo l’ambiente e percettivamente più caotico. Per questo nella scelta dei colori per una stanza bisognerebbe sempre partire con colori uniformi che di per sé allargano l’ambiente, e poi valutare se introdurre una tonalità a contrasto.

E’ inoltre importante accanto alle valutazioni oggettive sopra esposte, fare anche valutazioni soggettive che tiene conto delle nostre personali affinità cromatiche e delle nostre preferenze sui colori.

La scelta delle tonalità in una casa è infatti delicata e va effettuata ad hoc e su misura per le persone che abiteranno quella casa, l’architetto di interni può aiutarti in questa operazione, interpretando i tuoi desideri e le tue necessità e facendole collimare con i dati oggettivi e concreti che gli ambienti della tua casa riportano.

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Bioarchitettura: progettazione di costruzioni ben integrate nell’ambiente circostante 

Con la bioarchitettura si punta ad un rapporto equilibrato fra l’ambiente e le costruzioni edili.

I due sistemi che garantiscono la sostenibilità delle costruzioni

Il primo sistema riguarda la corretta progettazione ambientale e bioclimatica degli edifici. Lo scopo di questo sistema è quello di integrare l’edificio nel suo contesto ambientale anche dal punto di vista energetico e dell’utilizzo delle risorse locali, consentendo il massimo contenimento dei consumi. Si tratta di un sistema comprendente numerosi aspetti come l’isolamento e la riduzione delle dispersioni termiche, sia per l’inverno che per l’estate; il controllo degli ombreggiamenti, per evitare fenomeni di surriscaldamento estivo; la ventilazione naturale, il raffrescamento e la deumidificazione dell’aria; il controllo e il massimo sfruttamento dell’illuminazione naturale; l’attenzione al ciclo delle acque e al riutilizzo dell’acqua piovana.

Fondamentale è anche l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili presenti, quali energia solare, eolica, geotermica o anche idroelettrica.

L’edificio è visto nel complesso delle sue componenti e si cerca per ciascuna di esse il massimo sfruttamento “passivo” delle risorse che offre il luogo in cui si costruisce.

Con il termine “passivo” si intende un utilizzo naturale delle risorse ambientali.  Un impiego passivo non comporta ulteriori consumi e minimizza gli impatti ambientali stessi.

La bioarchitettura: utilizzo di materiali a basso impatto ambientale

Particolare attenzione, nella bioarchitettura, è rivolta anche all’impiego nella costruzione di materiali sostenibili e che non siano nocivi per la salute umana. Un materiale ecosostenibile, per considerarlo tale, non deve essere semplicemente “naturale”. Vanno considerate le caratteristiche intrinseche, il suo processo produttivo, l’energia impiegata per la produzione e le ricadute che questo comporta sull’ambiente.

Anche gli aspetti legati alle distanze tra i luoghi di produzione dei materiali e quelli di impiego, la tematica dei trasporti dei materiali in un mercato sempre più globalizzato, ed infine gli aspetti legati alla riciclabilità stessa dei materiali una volta che sia finito il loro ciclo di vita hanno una vasta importanza.

Il legno, ad esempio, è certamente uno dei materiali più ecologici che possiamo usare. Ma un conto è usare un legno proveniente da foreste vicine al cantiere, un altro è usare legni di importazione, il cui viaggio abbia contribuito all’immissione di rilevanti quantità di CO2 nell’atmosfera.

In ogni caso, queste ricerche hanno portato a valorizzare materiali quali legno e pietre locali oltre che altri quali calce e gesso in sostituzione di materiali il cui ciclo produttivo sia maggiormente energivoro.

L’attenzione alla salubrità dei materiali ha anche contribuito alla riscoperta di prodotti con leganti e colle a base naturale invece che chimica. Queste procedure sono studiate per ridurre l’emissione delle cosiddette sostanze volatili nocive per la salute.

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Ad ogni ambiente la sua illuminazione

L’illuminazione se progettata in maniera adeguata regala agli ambienti un tocco unico. La maggior parte delle persone sceglie di caratterizzare la propria casa attraverso gli oggetti d’arredo, non pensando all’illuminazione.

Bisogna tenere conto della funzionalità di ogni stanza quando si progetta l’illuminazione, perché ogni ambiente ho bisogno di un illuminazione diversa

L’ingresso deve trasmettere un senso di ospitalità, il consiglio per questo ambiente è una coppia di fonti luminose.

Negli appartamenti piccoli e in quelli grandi il soggiorno rappresenta la zona pubblica. Il salotto è la stanza più difficile da illuminare per la varietà di attività che vi si svolgono, ognuna necessita di un illuminazione ottimale. Abbiamo visto che nella casa ufficio il soggiorno sia spesso adibito a uffici.

Qualunque siano le sue funzioni e dimensioni va illuminato con fonti luminose diverse che consentono di giocare con la luce.

La tranquillità e il calore sono le emozioni che deve trasmettere la cucina o angolo pasto che dir si voglia. Occorre illuminare il tavolo e non le persone attorno ad esso. Calcolate un altezza di circa 60 cm sopra il piano del tavolo.

Illuminare la camera da letto è più facile perché non ha molteplici funzionalità. l’illuminazione indispensabile è quella della testiera del letto; la giusta illuminazione deve essere all’altezza degli occhi, ogni applique orientabile su ciascun lato del letto consente la lettura senza disturbare il vicino addormentato.

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Nella camera dei bambini l’illuminazione non deve essere unica, la zona di lavoro va illuminata con moderazione per evitare contrasti di luce.

L’illuminazione di fondo ha la priorità nella stanza adibita ad ufficio, questo tipo di illuminazione si ottiene rivolgendo la luce verso il soffitto oppure con un illuminazione omogenea sulle pareti.

Naturalmente non basta questa luce per illuminare il piano di lavoro perciò è necessario un apparecchio fornito di braccio snodabile orientato sul piano di lavoro.

In bagno sono sempre presenti gli specchi che hanno anche la funzione di far sembrare l’ambiente più grande perciò è sufficiente un punto luce a soffitto e un applique sopra lo specchio.

Come hai illuminato casa tua? L’hai illuminata secondo un progetto oppure ha semplicemente 1 lampadario a camera?

Lascia la tua opinione nei commenti, aiutami ad approfondire questo tema.

La boiserie: un tocco di classe che non passa mai di moda

Un tempo realizzata solo nelle dimore più prestigiose, oggi la boiserie è un elemento decorativo alla portata di tutti: le opzioni di scelta per quanto riguarda materiali e lavorazione, infatti, sono molteplici e la gamma di soluzioni è molto ampia e accessibile per qualunque tipo di budget.

Un po’ di storia

La boiserie nasce nel Medio Evo, nei castelli e nei palazzi dei nobili, con un duplice scopo: impreziosire l’arredamento da un lato e favorire l’isolamento termico dall’altro.

Non dimentichiamo che un tempo le grandi dimore erano estremamente fredde e umide e la notevole dimensione degli ambienti rendeva inevitabile la dispersione di calore. Ecco allora che utilizzando uno dei materiali naturali da sempre più utilizzati – e apprezzati – nell’edilizia, ossia il legno, iniziarono a essere lavorati pannelli per coprire le pareti, in modo da mantenere le stanze il più calde possibile.

Non a caso, le prime boiserie comparvero proprio negli ambienti in cui è necessario trattenere maggior calore, come le stanze da letto o gli spogliatoi. La nascita ufficiale della boiserie si fa risalire al XIV secolo, come elemento decorativo e funzionale delle dimore nobiliari francesi: da questo momento in poi, l’arte di rivestire le pareti con pannelli in legno si diffuse rapidamente in tutta Europa, trasformandosi nel corso del tempo sia per quanto riguarda gli stili sia rispetto alle tecniche di lavorazione.

Un classico: la boiserie in legno

Il legno è un materiale che trasmette calore, sia tecnicamente che a livello decorativo; per questo motivo, le prime boiserie furono realizzate interamente in legno e coprivano quasi per intero le pareti delle stanze.

Con il passare dei secoli, la lavorazione dei pannelli in legno si è fatta sempre più complessa e articolata: è dunque possibile ammirare dalle boiserie più “semplici”, con pannelli intarsiati a forma quadrata o rettangolare, a decorazioni estremamente complesse, finemente intagliate con motivi barocchi o in stile liberty. La boiserie in legno è molto apprezzata anche oggi, in declinazione moderna, e si caratterizza per linee semplici e sobrie, in grado di integrarsi perfettamente con uno stile contemporaneo ma comunque capaci di donare agli ambienti della casa un inequivocabile tocco di eleganza e raffinatezza.

Boiserie in legno

Nelle abitazioni moderne, dotate di riscaldamento, la funzione isolante della boiserie può anche venire meno, a tutto vantaggio dell’aspetto decorativo. Di conseguenza, non c’è più bisogno di rivestire completamente le pareti, ma si può optare anche per una boiserie che ne copre solo la metà.

Una terza soluzione, molto interessante, consiste nel fare un mix, realizzando la boiserie a metà parete per tre lati della stanza e allestendola invece per intero nella parete rimanente, magari dove si trovano la porta, una nicchia o un passaggio aperto verso un altro ambiente.

Volendo, si può anche abbinare la boiserie in legno alla porta stessa, creando così un effetto all over di grande impatto estetico. Un’altra idea per un’applicazione contemporanea della boiserie in legno è il matchboarding, che consiste nella posa – verticale oppure orizzontale – di listelli di legno lunghi e stretti o, in alternativa, l’applicazione degli stessi listoni utilizzati per il parquet anche sulle pareti, dando così al rivestimento degli ambienti un’unica soluzione di continuità.

Boiserie integrata alla porta

Boiserie per tutti i gusti

Le moderne boiserie, oltre a essere più decorative che funzionali, non si limitano ad arricchire ambienti come stanze da letto o spogliatoi, come un tempo; si può dunque ricorrere alla boiserie anche per impreziosire soggiorni, cucine, corridoi o addirittura bagni.

Anche il contesto in cui si applica la boiserie è cambiato nel corso della storia: se una volta questo tipo di decorazione era circoscritto perlopiù all’ambito residenziale (con eccezione, magari, di qualche museo o biblioteca) ai giorni nostri possono essere realizzate boiserie anche in uffici, enti pubblici, bar, ristoranti e alberghi, facendo così di questo elemento una delle decorazioni più versatili ed esteticamente apprezzate in assoluto.

Boiserie economica? Si può fare

Realizzare una boiserie in legno comporta senza dubbio un consistente investimento economico, sebbene i costi possano variare in relazione sia al tipo di legno utilizzato sia alla lavorazione dei pannelli.

Fortunatamente, oggi il settore edilizio offre ampia scelta rispetto ai materiali da utilizzare per l’arredamento domestico e, per chi non vuole una boiserie in legno, esistono numerose alternative. Una delle più semplici da realizzare consiste nella boiserie eseguita direttamente sul muro: è sufficiente applicare cornici in gesso oppure in polistirolo per definire la forma e il motivo della decorazione e passare poi una o più mani di smalto, ottenendo così lo stesso effetto estetico di una boiserie tradizionale ma con una spesa nettamente minore.

Lo smalto, inoltre, può essere pulito facilmente, perciò in caso di macchie sulla parete è sufficiente passare un panno o una spugna umidi e asciugare poi con uno straccio. Un altro materiale che può essere utilizzato per creare una boiserie è il gres porcellanato.

Oggi le piastrelle in gres effetto legno sono molto diffuse, poiché assicurano molti vantaggi: resistenza, facilità di pulizia, eccellente resa estetica, durabilità. Una boiserie moderna realizzata con listoni in gres effetto legno, pertanto, non avrà nulla da invidiare a una decorazione in vero legno e, inoltre, è più resistente, economica e si mantiene con maggiore facilità.

Boiserie moderna

50 sfumature di…boiserie

Qualsiasi materiale si utilizzi per realizzare una boiserie – legno, gres oppure smalto da applicare direttamente sul muro – non dobbiamo dimenticare che può essere verniciato del colore che preferiamo.

Generalmente, soprattutto se si tratta di boiserie che rivestono la metà inferiore della parete, una soluzione molto diffusa consiste nel creare un contrasto con la tonalità della metà superiore. Per esempio, in una stanza che ha soffitto e pareti bianchi si potrebbe optare per un colore acceso per la boiserie o viceversa. Per chi preferisce un ambiente più sobrio, invece, un’idea è dipingere la boiserie dello stesso colore delle pareti ma declinato in una tonalità più chiara o più scura.

Cucina personalizzata su misura

Come personalizzare una cucina contemporanea indipendente

La cucina oggi è uno spazio tutto da vivere, dove la preparazione del cibo è solo una delle vocazioni.

Ampia o piccola in un locale dedicato o aperta ed integrata nel living, la cucina contemporanea punta su tecnologia e comfort. Come personalizzarla? Segui le seguenti idee.

Idee da copiare per personalizzare una cucina contemporanea

  1. In un open space che comprende cucina, pranzo e living, la penisola svolge una funzione di arredo precisa: l’alzata, di circa 25 cm che prolunga in altezza lo schienale del mobile, nasconde alla vista, una volta seduti intorno al tavolo, piano di cottura e zona di lavoro, creando una separazione visiva ma efficace.
  2. Cucina posizionata in una pianta lunga e stretta. La grande modularità offerta dai mobili permette di creare una composizione in cui ogni cm è sfruttato. La vista dalla parete-finestra amplia lo spazio.
  3. Cucina attrezzata su tre lati, uno dei quali accoglie armadiature a tutt’altezza. Può acquistare maggiore profondità visiva grazie all’intensa tonalità di colore che sceglierai per tinteggiare le pareti con ripiani e pensili.
  4. Cucina contemporanea bianca. La scelta del colore fa di leggerezza e luminosità la propria cifra stilistica: una cucina open, in dialogo con il soggiorno anche per l’utilizzo di elementi come la lampada a parete con braccio mobile. L’isola può ospitare piano cottura e postazioni snack.
  5. Cucina caratterizzata da pezzi vintage abbinati a finiture in stile industrial, mobile con dispensa mimetizzata ed isola centrale. Quest’ultima fa allo stesso tempo da elemento divisorio e di raccordo con il living. Un mobile dispensa in noce può contenere anche il frigorifero. Inoltre può fare da sfondo all’isola con top in acciaio scaldandone il riverbero. I faretti a soffitto su binario metallico hanno la doppia funzione di illuminare e valorizzare l’opera a parete
  6. Il locale dedicato alla cucina è ampio? Puoi attrezzarlo su due lati paralleli. Lo spazio al centro ospiterà comodamente tavolo e sedie. Inoltre puoi optare per il parquet a pavimento, il quale potrà addolcire la finitura effetto cemento delle ante e gli arredi contemporanei.
  7. Hai uno spazio limitato? Se l’angolo pranzo-cottura si sviluppa in meno di due metri, dovrai concentrarti sulle funzioni indispensabili prediligendo magari uno stile industrial, il quale coniuga legno chiaro ed arredi in nero.
  8. Cucina in legno chiaro e grigio scuro. Un ambiente dall’impronta factory, può essere arredato con una parete attrezzata, scaffale a giorno, isola centrale con piano snack e tavolo, pezzi vintage che si alternano ad elementi hi-tech (come la cappa in acciaio, ad esempio).
  9. Cucina con isola con banco snack ed area cottura, disposti in linea, uniti al tavolo da pranzo separano la cucina aperta sul living dalla zona conversazione. La composizione con basi e pensili, appoggiata alla parete, fa da sfondo a cappa e lampada a sospensione.
  10. Cucina con mensola in legno sulla quale si innesta la cappa. Si tratta di una soluzione alternativa ai pensili e che diventa un vero e proprio elemento d’arredo. La zona pranzo, con tavolo a penisola e sedie avvolgenti, si armonizza con il colore della parete. (un grigio ad esempio).
  11. Cucina con volume a centro stanza, il quale comprende anche elettrodomestici come il piano ed induzione ed una torretta estraibile con prese elettriche “a scomparsa”, utili per collegare i piccoli apparecchi.
  12. Cucina organizzata a ferro di cavallo, in comunicazione con il tavolo da pranzo, grazie ad una porta scorrevole che separa ma non divide. Una soluzione efficace che chiude alla vista degli ospiti la zona operativa permettendo anche convivialità.
  13. Cucina total white con dettagli in legno, come il banco snack e le gambe degli sgabelli. Top in quarzite e piano snack della penisola in rovere scuro.
  14. Cucina collegata con la zona giorno, occupa un locale suddiviso all’interno tra spazi operativi ed un’area pranzo definita da un “tappeto” grigio-nero in piastrelle a disegno geometrico. Puoi valorizzare lo stile dell’ambiente accostando materiali molto diversi tra loro, come ad esempio, resina e pietra lavica a terra e marmo bianco invece per i piani di lavoro.

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Perchè rivolgersi ad un interior designer?

Dopo l’acquisto di un bene immobile, è necessario ristrutturare i suoi spazi interni e arredare ogni ambiente in modo bello e funzionale. Ovviamente è possibile darsi al fai da te, così da risparmiare. È questo che molte persone credono. Sicuri che si tratti della scelta ideale? In realtà non lo è affatto. Andiamo a scoprire perché è preferibile rivolgersi ad un interior designer.

Ristrutturare gli spazi interni di casa: cosa può fare per te un interior designer

Quando guardi alle stanze della tua casa, vedi solo delle stanze appunto, degli spazi vuoti che devono essere riempiti. Un interior designer invece non vede mai solo delle mere stanze, ma delle potenzialità. Riesce a catturare persino le potenzialità nascoste in ogni ambiente, che ad occhio nudo nessuna persona poco esperta potrebbe mai vedere. Ha studiato tanto per affinare questa sua percezione dello spazio e inoltre conosce tutto ciò che riguarda le regole dei lavori di ristrutturazione, così da agire senza commettere errori e garantendo alla tua abitazione la sicurezza di cui ha bisogno. 

Un interior designer ovviamente non interviene mai senza prima progettare lo spazio. Il primo passo che compie è parlare con il cliente, con te, così da capire quali siano i tuoi desideri e le tue necessità. Effettua poi dei rendering in tre dimensioni che permettono di capire come sarà alla fine l’aspetto della casa. Non effettua mai un rendering soltanto, ma più rendering, così da offrirti delle scelte, così da aiutarti a capire quale sia la soluzione perfetta per i tuoi sogni. Ovviamente nella progettazione dello spazio prende in considerazione anche soluzioni radicali, con la possibilità quindi di spostare le stanze della casa, i muri, gli impianti.

Ristrutturare senza errori

Le persone poco esperte possono ritrovarsi a commettere errori di valutazione nella ristrutturazione dei loro spazi interni oppure possono non essere in grado di seguire quelle che sono le normative attualmente vigenti. Questo significa perdere tempo e dover effettuare nuovi lavori per riparare agli errori commessi. Non solo, questo significa anche rischiare di incorrere in sanzioni e creare un’abitazione che non risulta sicura la cento per cento. Con un interior designer tutto questo non può succedere.

Come abbiamo poco fa avuto modo di vedere, l’interior designer è una figura professionale che conosce infatti alla perfezione il mondo delle ristrutturazioni, le normative attualmente vigenti e tutto ciò che concerne la sicurezza. Inoltre sa quali siano le soluzioni che permettono di rendere una stanza visivamente più grande di quanto in realtà non sia, più vivibile, più funzionale. Proprio per questi motivi non commette errori di alcun genere.

Arredare casa: l’interior designer per scegliere i mobili migliori

I mobili di casa devono essere scelti in base al proprio gusto personale, allo spazio che si ha a disposizione, alle attività che devono essere portate avanti in casa. Proprio per questo motivo sembra trattarsi di una scelta che chiunque può fare in modo autonomo. Il problema è che è facile ritrovarsi a spendere soldi per dei mobili che in realtà non sono di alta qualità e che possono danneggiarsi nel giro di poco tempo. Che spreco di soldi e anche di tempo!

Un interior designer sa invece valutare con estrema attenzione la qualità dei mobili. È infatti una persona esperta, che ha studiato ogni materiale al meglio, che conosce i brand più importanti del settore e la loro onestà. Inoltre è un professionista a cui i brand inviano i loro cataloghi, aggiornato anche sulle novità più interessanti. Sa scegliere quindi i mobili di più alta qualità e più duraturi nel tempo, in base ovviamente al budget che tu hai a disposizione.

Velocità nell’esecuzione dei lavori e nell’arredamento della casa

È molto importante poi ricordare che ogni interior designer ha una sua rete di conoscenze e di contatti. Più lunga è la sua esperienza nel settore, più contatti è sicuramente riuscito a collezionare nel corso del tempo. Questo significa riuscire a contattare in modo diretto i fornitori di piastrelle, sanitari, pavimentazioni, rivestimenti, infissi e simili. Se contattati dall’interior designer, i fornitori consegnano i materiali molto più in fretta rispetto a quando vengono contattati dal cliente finale. I lavori di ristrutturazione possono quindi partire quanto prima.

Lo stesso vale anche per quanto riguarda l’arredamento, anche per gli arredi modulari per i quali è prima necessario fare un sopralluogo e prendere le misure, anche per gli arredi realizzati su misura. L’interior designer può contattare anche i fornitori di mobili in modo diretto, ricevere una risposta in tempi molto brevi, riuscire ad arredare casa quindi con tempistiche strette.

No allo stress grazie all’interior designer

Provare a ristrutturare e arredare casa in modo autonomo è molto stressante. È già stressante cercare mobili e materiali per la casa. È ancora più stressante mettersi in contatto con i fornitori, riuscire a gestire le consegne, aprire un cantiere dentro casa, gestire gli operai. Senza dimenticare poi che a seconda degli arredi scelti e delle modifiche agli spazi, è necessario anche prendere in considerazione l’eventuale spostamento di prese della corrente, tubature, radiatori.

Grazie alla figura professionale dell’interior designer tutto questo stress può essere eliminato alla radice. Sarà lui a farsi carico di ogni più piccolo dettaglio della gestione dei lavori e dei fornitori, un servizio chiavi in mano insomma.

Interior designer per risparmiare soldi

Come abbiamo inizialmente affermato, la maggior parte delle persone crede che facendo affidamento sul fai da te sia possibile risparmiare. In realtà nel corso di questo nostro articolo è diventato chiaro esattamente l’opposto. Affidandosi al fai da te si possono commettere degli errori che possono portare a spese ulteriori, se non anche a sanzioni. Con l’interior designer invece si ha la garanzia di spendere i soldi adeguati per una casa impeccabile e di non dover più aprire il proprio portafoglio per anni e anni.

Se vuoi sapere quali sono le tariffe da prendere in considerazione per i servizi di un interior designer, ti consigliamo di leggere la guida ai prezzi pubblicata su edilnet, un portale questo ricco di utili informazioni e consigli per tutti coloro che devono ristrutturare casa.

Psicologia dell’abitare, il rapporto tra mente e spazio

Psicologia dell’abitare, il rapporto tra mente e spazio

Una vera e propria scienza, non una semplice tendenza di passaggio: studiata ed approfondita già da decenni, la psicologia dell’abitare è una disciplina che sta emergendo soprattutto in questo periodo in cui stiamo vivendo la casa più di prima ed in modo diverso.

Psicologia dell’abitare per una casa su misura

In che modo la psicologia dell’abitare può essere considerata come quella parte specifica della psicologia ambientale dedicata al rapporto tra individuo ed abitazione?

La psicologia dell’abitare è una “meta disciplina” perché si basa sulle conoscenze che afferiscono anche ad altri ambiti, quali l’antropologia, le neuroscienze, la fisiologia, la sociologia e non solo.

Oggi quindi l’applicazione della psicologia dell’abitare, complice la crescente attenzione al benessere dell’individuo, sta diventando sempre più richiesta. Stanno evolvendo, a riguardo, strumenti che permettono al committente di immaginare la propria casa, visualizzandola.

Tra i sistemi più tecnologici vi è l’uso della realtà virtuale: un progettista può farvi ricorso per far vedere e “vivere” al cliente come diventerà la sua casa, offrendogli la possibilità di capire meglio, rispetto alla sola visione di planimetrie e rendering, se le scelte compiute sono in linea con le aspettative o se è il caso di apportare sostanziali modifiche. Oppure prevedere per il committente vere e proprie sedute con il progettista e con un professionista che si occupi di psicologia per riuscire ad individuare i desideri con esattezza.

I tre punti chiave della psicologia dell’abitare

La psicologia dell’ambiente studia il rapporto tra mente e spazio, focalizzandosi su quello abitativo. E’ la scienza che si occupa di studiare gli effetti che tutti gli spazi che ci circondano hanno sulla nostra psiche e sui nostri comportamenti.

Se poniamo attenzione alle sensazioni che proviamo ed ai comportamenti che assumiamo, possiamo comprendere gli effetti che l’ambiente ha su di noi.

Si può iniziare a pensare alla propria casa in questi termini: quali sensazioni provo negli spazi? Mi rappresentano? Cosa dicono di me? E’ importante che ci facciano star bene e ci rappresentino. Non a caso è previsto, ad esempio, “l’angolo per il proprio io”, una piccola zona in cui raccogliere ed esporre alcuni ricordi significativi: post-it, ritagli di giornale, lettere, diari, ricordi di viaggi. E’ un luogo domestico che ci aiuta ad assorbire energie, a contemplare la strada che abbiamo percorso e le capacità acquisite. Non da meno, ci aiuta a ricordare, immaginare, fantasticare e ritrovare noi stessi.

In una casa non dovrebbero mancare legno, acqua, piante: l’esposizione ad elementi naturali è associata, infatti, ad alti livelli di benessere psicologico, con riduzione di stress, ansia ed affaticamento mentale. C’è una ragione anche evoluzionistica in questo: in passato erano gli ambienti ricchi di vegetazione ed acqua a favorire la sopravvivenza, fornendo cibo e riparo.

L’ambiente naturale è quello che consente alla nostra mente di rigenerarsi perché non richiede alcuno sforzo diretto cognitivo, proprio perché parte della nostra evoluzione.

Qual è l’obiettivo principale della psicologia dell’abitare?

Sicuramente è mettere al centro la relazione tra l’individuo e la sua abitazione, al fine di assicurare un’esperienza piena di benessere psico-fisico.

La psicologia dell’abitare usa tecniche per lo studio di queste relazioni che vanno da quelle più classiche di tipo qualitativo come le osservazioni, alla ricostruzione di situazioni sperimentali, all’analisi di casi di studio. Si tratta di tutte quelle tecniche che sono familiari alla ricerca in generale e che consentano, in prima battuta, di dimostrare i benefici concreti per l’individuo. Dall’altro lato la psicologia dell’abitare, grazie al dialogo con le altre discipline, può diventare la premessa per un momento particolarmente prezioso nel lavoro sugli ambienti: lo sviluppo progettuale.

Il lavoro di squadra con architetti e designer parte dal contributo peculiare che lo psicologo può dare in questa fase:ovvero la raccolta della domanda del cliente e la sua analisi. Essa deve essere in linea non solo con esigenze di tipo funzionale ma anche e soprattutto con aspetti più profondi connessi alla propria personalità, alla propria idea di “sentirsi a casa”, per facilitare e semplificare le scelte ed ottenere il miglior risultato possibile a favore del proprio benessere.

Grazie alla realtà virtuale immersiva le persone entrano nella loro casa così come sarà nella realtà, completa di ogni elemento. Hanno la possibilità di vive gli spazi in tutta la loro dimensione, percepire superfici, colori, prospettive, vivere anticipatamente in dimensione virtuale ciò che successivamente vivranno realmente.

Hai intenzione di ristrutturare una casa su misura? Chiedi un preventivo gratuito. I nostri esperti ti supporteranno in tutte le fasi richieste.

6 consigli per organizzare gli spazi in casa

6 consigli per organizzare gli spazi in casa

L’emergenza sanitaria ha radicalmente cambiato la nostra vita trasformando, con una forza improvvisa e dirompente, tutte le abitudini consolidate, mettendo in campo la questione della condivisione forzata degli spazi domestici.

Il Covid-19 ci ha costretti anche ad un nuovo modo di vivere la casa. Un modo a cui non eravamo abituati nè preparati ed a fare i conti con ambienti organizzati per tutt’altre consuetudini abitative.

Tra i tanti effetti, la prima rivoluzione immediata è stata quella conseguente alla necessità per molti di lavorare da casa. Secondo l‘Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, il 64% delle aziende ha chiesto ai propri dipendenti di proseguire l’attività lavorativa dal domicilio.

Parallelamente a ciò, anche tutti gli studenti sono rimasti a casa, adattandosi a seguire le lezioni a distanza ed a studiare in compagni dei congiunti.

Le famiglie si sono ritrovate all’improvviso a dover gestire una maggiore densità nell’ambiente domestico, in una condizione in cui ciascuno ha cercato di ritagliarsi uno spazio proprio o quantomeno di condividerlo nel miglior modo possibile.

In molti casi non è stato facile considerare le metrature mediamente contenute negli appartamenti.

Se all’inizio ognuno ha cercato di rimediare cercando di ottimizzare spazi e tempo, oggi si è reso necessario pianificare delle vere e proprie strategie a lungo termine. Solo in questo modo si potrà adattare la propria casa ai nuovi stili di vita che per molti si stanno delineando concretamente.

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Consigli utili per adattare la propria casa ai nuovi stili di vita

  1. Creare la libreria con zona studio integrata. La modalità del lavoro agile è raccomandata ancora per molto tempo e, per tantissime persone, è diventata una realtà lavorativa stabile.
    Quasi 8 milioni di Italiani nei mesi scorsi sono stati produttivi a casa come in ufficio o in azienda.
    Ecco perchè alcuni dei lavori in corso riguardano il living, considerato lo spazio della casa ideale per creare una parete libraria dotata di una zona attrezzata che funga da office domestico.
  2. Riordinare gli armadi per far posto ad altro. Il cambio di stagione, croce e delizia per molti, è l’occasione giusta per fare ordini in armadi e cassettiere e liberarsi di tutto ciò che non serve più e che ne occupa inutilmente ampie proporzioni.
    L’operazione di decluttering è quanto mai necessaria in un momento di “revisione degli spazi”, perchè ogni vano può tornare utile nel nuovo assetto della casa.
    Il primo consiglio quindi è svuotare completamente il mobile ed iniziare a fare ordine, pulendo accuratamente l’interno e sostituendo la carta protettiva che riveste i cassetti.
  3. Spazio alla zona fitness. Dopo ore trascorse alla scrivania o solo per scaricare un pò di tensione, è consigliabile fare esercizio fisico.
    Per potersi prendere cura di sè, nella maggior parte dei casi, basta infatti davvero poco.
    Per prima cosa serve individuare lo spazio adeguato, valutando quale oggetto è possibile spostare senza troppa fatica per il tempo necessario: il coffee table, la poltrona o il pouf?
  4. Sistemare il balcone. Mai come scorsa estate chi ha potuto usufruire di un balcone o terrazzo ha avuto una grande fortuna: un angolo piacevole dove trascorrere qualche ora all’aria aperta o anche per lavorare o studiare.
    Renderlo accogliente è la prima regola per chi lo può ancora usare compatibilmente con il clima, ma anche per chi potrà goderne della vista dall’interno. Si parte da una buona pulizia e dall’eliminare tutto ciò che è vecchio, rotto, dimenticato.
    L’aggiunta di nuovi arredi può fare già una grande differenza: a seconda dello spazio a disposizione si sceglierà un semplice tavolino con sedie, un divanetto, il lettino per prendere il sole.
    Infine non si può pensare al verde ed ai fiori: qualche pianta in vasi colorati regala subito un’atmosfera positiva e gioiosa, capace di predisporre tutti al meglio.
  5. Cambiare disposizione ad oggetti o mobili. Sei stanco di vedere sempre lo stesso scenario?
    Cambiando la disposizione degli oggetti o di alcuni mobili è il modo più semplice per dare alla casa un aspetto diverso.
    Questa può essere anche l’occasione per valutare se gli spazi dell’abitazione, che ormai sono vissuti anche in momenti della giornata inconsueti, sono ben calibrati e per immaginare di fare qualche sostituzione.
    A volta, anche solo sperimentando nuove ambientazioni se ne scoprono soluzioni più funzionali.
  6. Riorganizzare mensole e ripiani. Mettere ordine è fondamentale perchè aumenta il grado di comfort della casa.
    Ci sono differenti criteri per riorganizzare la libreria ed uno di questi si basa sui colori. Una volta stabiliti i “generi” delle letture, darà un effetto armonico sistemare i libri tenendo conto del colore dei dorsi, intervallando le posizioni dei libri per dare un pò di movimento tra i ripiani.
    Un altro suggerimento è quello di separare le varie categorie con quadretti o cornici, piccole sculture o vasi. In questo modo sarà più facile ritrovare un testo e molto più gradevole l’estetica d’insieme.

Tenendo conto delle indicazioni precedenti. altre azioni specifiche in casa riguardano l’aerazione costante e le normali pulizie. Un’accurata sanificazione è vana se le superfici non vengono prima pulite.

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